Decisione
del Consiglio
del 19
dicembre 2006
concernente il programma
specifico "Capacità"
che attua il settimo
programma quadro
della Comunità europea per le
attività di ricerca,
sviluppo tecnologico e
dimostrazione (2007-2013)
(Testo
rilevante ai fini del SEE)
(2006/974/CE)
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in
particolare l'articolo 166, paragrafo 4,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo1,
visto il parere del Comitato economico e sociale
europeo2,
1 Parere
del 30 novembre 2006 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale).
2 GU C 185 dell'8.8.2006, pag. 10.
30.12.2006 IT Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea L 400/299
considerando quanto segue:
(1) In
conformità dell'articolo 166, paragrafo 3, del trattato, la decisione n.
967/2006/CE del
Parlamento
europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, concernente il settimo
programma
quadro della Comunità europea per le attività di ricerca, sviluppo tecnologico
e
dimostrazione
(2007-2013)1 (in appresso "il programma quadro") viene attuata
mediante
programmi
specifici, che ne precisano le modalità di esecuzione, ne fissano la durata e
stabiliscono
i mezzi ritenuti necessari.
(2) Il
programma quadro è articolato in quattro tipi di attività: la cooperazione
transnazionale
su
temi definiti a livello politico ("Cooperazione"), la ricerca
realizzata su iniziativa della
comunità
dei ricercatori ("Idee"), il sostegno alla formazione e allo sviluppo
della carriera
dei
ricercatori ("Persone") e il sostegno alle capacità di ricerca
("Capacità"). Le attività
indirette facenti capo al programma specifico "Capacità"
dovrebbero essere realizzate
nell'ambito
del presente programma specifico.
(3) Al
presente
programma
specifico si
dovrebbero applicare le regole relative alla
partecipazione
delle imprese, dei centri di ricerca e delle università e alla diffusione dei
risultati
delle attività di ricerca, vigenti per il programma quadro (in appresso
"regole di
partecipazione
e diffusione").
1 GU L
391 del 30.12.2006, pag. 19.
L 400/300
IT Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea 30.12.2006
(4) Il
programma quadro dovrebbe integrare le attività svolte negli Stati membri ed
altre azioni
comunitarie
necessarie per l'impegno strategico complessivo ai fini del conseguimento
degli
obiettivi di Lisbona, parallelamente, in particolare, alle azioni concernenti i
Fondi
strutturali,
l'agricoltura, l'istruzione, la formazione, la cultura, la competitività e
l'innovazione,
l'industria, la sanità, la tutela dei consumatori, l'occupazione, l'energia, i
trasporti
e l'ambiente.
(5) Le
attività di innovazione e quelle connesse alle PMI, finanziate nell'ambito del
programma
quadro,
dovrebbero essere complementari a quelle svolte nell'ambito del programma
quadro
"Competitività e innovazione" che contribuiranno a colmare il divario
fra ricerca e
innovazione
e promuoveranno tutte le forme di innovazione.
(6) La
realizzazione del programma quadro può comportare l'istituzione di programmi
complementari
cui partecipano soltanto alcuni Stati membri, la partecipazione della
Comunità
a programmi avviati da più Stati membri o la creazione di imprese comuni o di
qualsiasi
altra struttura ai sensi degli articoli 168, 169 e 171 del trattato.
(7) Il
presente programma specifico dovrebbe fornire un contributo alla Banca europea
per gli
investimenti
(BEI) per l'istituzione del "meccanismo di finanziamento con ripartizione
dei
rischi"
per agevolare l'accesso ai prestiti BEI.
30.12.2006 IT Gazzetta
ufficiale
dell'Unione europea L
400/301
(8) Come
stabilito all'articolo 170 del trattato, la Comunità ha sottoscritto una serie
di accordi
internazionali
nel settore della ricerca ed occorre impegnarsi per rafforzare la cooperazione
internazionale
nel campo della ricerca, al fine di integrare ulteriormente la Comunità
europea
nella comunità mondiale dei ricercatori. Al presente programma specifico
dovrebbero
pertanto poter partecipare i paesi che hanno sottoscritto accordi in tal senso,
mentre
ai progetti dovrebbero poter partecipare, sulla base del reciproco vantaggio,
soggetti
di paesi terzi e di organizzazioni internazionali per la cooperazione
scientifica.
(9) Le
attività di ricerca condotte nell'ambito del presente programma dovrebbero
rispettare i
principi
etici fondamentali, compresi quelli enunciati nella Carta dei diritti
fondamentali
dell'Unione
europea.
(10) La
realizzazione del Programma quadro dovrebbe contribuire a promuovere lo
sviluppo
sostenibile.
(11)
Occorre garantire la sana gestione finanziaria del programma quadro,
un'attuazione più
efficiente
e semplice possibile, assicurando nel contempo la certezza giuridica e
l'accessibilità
del programma per tutti i partecipanti, in conformità del regolamento (CE,
EURATOM)
n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento
finanziario
applicabile al bilancio generale delle Comunità europee 1, al regolamento (CE,
EURATOM)
n. 2342/2002 della Commissione, del 23 dicembre 2002, recante modalità di
esecuzione
del regolamento finanziario e ad eventuali modifiche future. 2
1 GU L 248,
del 16.9.2002, pag. 1.
2 GU L
357 del 31.12.2002, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE,
Euratom)
n.
1261/2005 (GU L 201 del 2.8.2005, pag.3)
L 400/302
IT
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea 30.12.2006
(12) È
opportuno adottare misure - proporzionate agli interessi finanziari delle
Comunità
europee
- per controllare sia l'efficacia del sostegno finanziario fornito che l'efficacia
dell'utilizzazione
di detti fondi allo scopo di prevenire le irregolarità e le frodi, nonché
intraprendere
i passi necessari ai fini del recupero di fondi perduti, indebitamente versati
o
utilizzati
in modo improprio, ai sensi del regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95 del
Consiglio,
del 18 dicembre 1995, relativo alla tutela degli interessi finanziari delle
Comunità
1, del regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del Consiglio dell'11 novembre 1996
relativo
ai controlli e alle verifiche sul posto effettuati dalla Commissione ai fini
della tutela
degli
interessi finanziari delle Comunità europee contro le frodi e altre
irregolarità 2 e del
regolamento (CE) n. 1073/1999 del
Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle indagini
svolte
dall'Ufficio per la lotta antifrode (OLAF) 3.
(13) Le
misure adottate ai fini dell'esecuzione della presente decisione sono
essenzialmente
misure
di gestione e dovrebbero quindi essere adottate secondo la procedura di
gestione
prevista
dall'articolo 4 della decisione 1999/468/CE del Consiglio del 28 giugno 1999
recante
modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla
Commissione
4. D'altro canto, la ricerca che comporta l'uso di embrioni umani e di cellule
staminali
dell'embrione umano solleva questioni etiche specifiche, come descritto
all'articolo
4 della presente decisione. Di conseguenza, le misure per finanziare siffatti
progetti
dovrebbero essere adottate secondo la procedura di regolamentazione prevista
dall'articolo
5 della decisione 1999/468/CE.
1 GU L
312 del 23.12.1995, pag. 1.
2 GU L
292 del 15.11.1996, pag. 2.
3 GU L
136 del 31.5.1999, pag. 1.
4 GU L
184 del 17.7.1999, pag. 23. Decisione modificata dalla decisione 2006/512/CE.
(GU L
200 del 22.7.2006, pag. 11).
30.12.2006 IT Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea L 400/303
(14) Al
programma specifico "Capacità" dovrebbe essere attribuita una propria
linea di bilancio
nell'ambito
del bilancio generale delle Comunità europee.
(15) In fase
di esecuzione del programma occorre considerare con particolare attenzione
l'integrazione
della dimensione di genere, nonché altri aspetti quali le condizioni di lavoro,
la
trasparenza
delle procedure di assunzione e le prospettive di carriera dei ricercatori
assunti
per i
progetti ed i programmi finanziati nell'ambito delle azioni previste dal
presente
programma,
che dovrebbero ispirarsi alla raccomandazione della Commissione dell'11
marzo
2005 riguardante la Carta europea dei ricercatori e un codice di condotta per
l'assunzione
di ricercatori, nel rispetto del suo carattere facoltativo.
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Per il periodo dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2013 è
adottato il programma specifico
"Capacità" concernente le attività comunitarie
nel campo della ricerca e dello sviluppo tecnologico,
ivi comprese le attività di dimostrazione, in seguito
denominato il "programma specifico".
L 400/304
IT Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea
30.12.2006
Articolo 2
Il programma specifico sostiene le attività attinenti al
programma "Capacità", promuovendo taluni
aspetti fondamentali delle capacità europee nel campo
della ricerca e dell'innovazione, ovvero:
a)
infrastrutture di ricerca
b) ricerca a
favore delle piccole e medie imprese (PMI)
c) regioni
della conoscenza
d)
potenziale di ricerca
e) scienza
nella società
f) sostegno
per lo sviluppo coerente delle politiche di ricerca
g) attività
di cooperazione internazionale.
L'esecuzione del presente programma specifico può
comportare l'istituzione di programmi
complementari cui partecipano soltanto alcuni Stati
membri, la partecipazione della Comunità a
programmi avviati da più Stati membri, o la creazione di
imprese comuni o di qualsiasi altra
struttura ai sensi degli articoli 168, 169 e 171 del
trattato.
Gli obiettivi e le linee di indirizzo di tali attività
sono definiti nell'allegato I.
30.12.2006 IT
Gazzetta
ufficiale
dell'Unione europea L
400/305
Articolo
3
Conformemente all'allegato II del programma quadro,
l'importo ritenuto necessario per
l'esecuzione del programma specifico è di 4 097 milioni
di EUR, di cui una quota inferiore al 6% è
destinata alle spese amministrative della Commissione. Una
ripartizione indicativa di tale importo è
riportata nell'allegato II.
Articolo
4
1.
Tutte le attività di ricerca svolte nell'ambito del programma specifico
sono realizzate nel
rispetto
dei principi etici fondamentali.
2.
Nell'ambito del presente programma non sono finanziati i seguenti
settori di ricerca:
attività di ricerca finalizzate alla
clonazione umana a fini riproduttivi,
attività di ricerca volte a modificare il patrimonio genetico degli
essere umani che
potrebbero rendere tali modifiche ereditarie 1,
attività di ricerca volte alla
creazione di embrioni umani esclusivamente a fini di
ricerca o per la produzione di cellule staminali, anche mediante il
trasferimento di
nuclei di cellule somatiche.
1 La
ricerca relativa alla cura del cancro delle gonadi può beneficiare di
finanziamenti.
L 400/306
IT Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea 30.12.2006
3. Qualsiasi
ricerca sulle cellule staminali umane, sia allo stato adulto che embrionale,
può
essere
finanziata, in funzione sia dei contenuti della proposta scientifica che del
contesto
giuridico
esistente nello Stato membro o negli Stati membri interessati.
Un'eventuale
richiesta di finanziamento di ricerche sulle cellule staminali dell'embrione
umano
comprende, ove appropriato, i particolari delle misure da adottare in materia
di
licenze e
di controllo da parte delle autorità competenti degli Stati membri, nonché i
particolari
concernenti le autorizzazioni etiche che saranno concesse.
Per
quanto concerne la derivazione di cellule staminali embrionali umane, le
istituzioni, gli
organismi e i ricercatori sono soggetti a un
regime rigoroso in materia di licenze e di
controllo,
conformemente al quadro giuridico dello Stato membro o degli Stati membri
interessati.
4. I campi
di ricerca di cui sopra sono riesaminati per la seconda fase del presente
programma
(2010-2013),
alla luce del progresso scientifico.
Articolo 5
1. Il
programma specifico è eseguito tramite i meccanismi di finanziamento che
figurano
nell'allegato
III del programma quadro.
2.
Nell'allegato III del presente programma specifico sono illustrate le
disposizioni per una
sovvenzione
alla BEI per l'istituzione di un meccanismo di finanziamento con ripartizione
dei
rischi.
30.12.2006 IT Gazzetta
ufficiale dell'Unione
europea L
400/307
3. Nell'allegato
IV del presente programma specifico è illustrata un'eventuale iniziativa per
la
realizzazione congiunta di programmi nazionali di ricerca, che potrebbe formare
oggetto
di una
decisione separata, a norma dell'articolo 169 del trattato.
4. Le regole
di partecipazione e diffusione si applicano al presente programma specifico.
Articolo 6
1. Ai fini
dell'esecuzione del programma specifico, la Commissione elabora un programma di
lavoro che
definisce con maggiore dettaglio gli obiettivi e le priorità scientifiche e
tecnologiche
indicate all'allegato I, il meccanismo di finanziamento da utilizzare per i
temi
oggetto di
inviti a presentare proposte, nonché il relativo calendario di esecuzione.
2. Il
programma di lavoro tiene conto delle attività di ricerca pertinenti svolte
dagli Stati
membri, dai
paesi associati e dalle organizzazioni europee ed internazionali e del
conseguimento
del valore aggiunto europeo nonché dell'impatto sulla competitività
industriale
e della rilevanza per altre politiche comunitarie. Il programma di lavoro è
opportunamente
aggiornato.
3. Le proposte
di azioni indirette nell'ambito dei regimi di finanziamento sono valutate e i
progetti
sono selezionati sulla base dei criteri di cui all'articolo 15, paragrafo 1,
lettera a)
delle
regole di partecipazione e diffusione.
L 400/308
IT Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea 30.12.2006
4. Il
programma di lavoro può individuare:
a) le organizzazioni che percepiscono
finanziamenti sotto forma di una quota di
adesione
b) azioni di sostegno per le attività condotte
da determinati soggetti giuridici.
Articolo 7
1. La
Commissione è responsabile dell'esecuzione del programma specifico.
2. La
procedura di gestione di cui all'articolo 8, paragrafo 2 si applica per
l'adozione delle
seguenti
misure:
a) il programma di lavoro di cui
all'articolo 6, compresi i regimi di finanziamento da
utilizzare,
il contenuto degli inviti a presentare proposte nonché i criteri di
valutazione
e di selezione da applicare;
b) di eventuali modifiche della ripartizione
indicativa degli importi fissati all'allegato
II;
c) l'approvazione del finanziamento delle
attività di cui all'articolo 2, lettere da a) a g)
qualora
l'importo stimato del contributo comunitario a titolo del presente programma
sia pari o superiore a 0,6
milioni di EUR;
d) l'elaborazione dei parametri di valutazione
di cui all'articolo 7, paragrafi 2 e 3 del
programma
quadro.
30.12.2006 IT
Gazzetta
ufficiale dell'Unione
europea L 400/309
3. Per
l'approvazione del finanziamento di attività che comportano l'impiego di
embrioni
umani e di
cellule staminali dell'embrione umano si applica la procedura di
regolamentazione
di cui all'articolo 8, paragrafo 3.
Articolo 8
1. La
Commissione è assistita da un comitato.
2. Quando si fa riferimento al presente
paragrafo, si applicano le disposizioni degli articoli 4
e 7 della decisione 1999/468/CE.
Il periodo previsto all'articolo 4,
paragrafo 3 della decisione 199/468/CE è fissato a
due mesi.
3. Quando si fa riferimento al presente
paragrafo, si applicano le disposizioni degli articoli 5
e 7 della decisione 1999/468/CE.
Il periodo previsto all'articolo 5,
paragrafo 6, della decisione 1999/468/CE è fissato a due
mesi.
4. La
Commissione riferisce periodicamente al comitato in merito ai progressi
complessivi
compiuti nell'esecuzione del programma
specifico e lo informa tempestivamente di tutte le
azioni di RST proposte o finanziate
nell'ambito del presente programma, come precisato
all'allegato V.
5. Il comitato adotta il proprio regolamento
interno.
L
400/310 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea 30.12.2006
Articolo 9
La
Commissione predispone il monitoraggio, la valutazione e il riesame
indipendenti, di cui
all'articolo
7 del programma quadro, delle attività svolte nei settori coperti dal programma
specifico.
Articolo 10
La
presente decisione entra in vigore il terzo giorno successivo alla
pubblicazione nella Gazzetta
ufficiale
dell'Unione europea.
Gli
Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a
Bruxelles, addì 19 dicembre 2006.
Per il Consiglio
Il
presidente
J.
KORKEAOJA
30.12.2006
IT Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea
L 400/311
ALLEGATO I
OBIETTIVI
SCIENTIFICI E TECNOLOGICI,
GRANDI LINEE DELLE AREE
TEMATICHE E DELLE ATTIVITÀ
INTRODUZIONE
Questo
programma specifico accrescerà le capacità di ricerca e innovazione in tutta
l'Europa,
assicurandone
l'impiego ottimale. Tale obiettivo sarà raggiunto attraverso:
l'impiego e lo sviluppo ottimale delle
infrastrutture di ricerca;
il rafforzamento del potenziale
innovativo delle PMI e della loro capacità di fruire della
ricerca;
il sostegno allo sviluppo di aggregati
di ricerca di portata regionale;
la valorizzazione del potenziale di
ricerca nelle regioni incluse nell'obiettivo di
convergenza e nelle regioni
ultraperiferiche dell'UE;
l'avvicinamento tra scienza e società,
affinché la scienza e la tecnologia si inseriscano
armoniosamente nella società europea;
il sostegno dello sviluppo coerente
delle politiche di ricerca, e
azioni e misure a sostegno della
cooperazione internazionale.
L
400/312 IT Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea 30.12.2006
I
principi dello sviluppo sostenibile e della parità di genere saranno
debitamente integrati nel
programma.
Si terrà conto, ove opportuno nell'ambito delle attività del programma
specifico, delle
considerazioni
di carattere etico, giuridico e degli aspetti culturali di più ampio respiro
delle attività
di
ricerca che si intendono svolgere e delle loro potenziali applicazioni, nonché
delle ripercussioni
socioeconomiche
dello sviluppo e delle prospettive nel campo della scienza e della tecnologia.
Nell'ambito
di questo programma specifico si possono avviare azioni di coordinamento di
programmi
non comunitari, avvalendosi del regime ERA-NET e della partecipazione della
Comunità
a programmi nazionali di ricerca attuati congiuntamente (articolo 169 del
trattato),
secondo
le modalità indicate nel programma specifico `Cooperazione'.
Si
cercherà di realizzare delle sinergie ed azioni complementari alle altre
politiche e programmi
comunitari,
quali la politica regionale e di coesione comunitarie, i fondi strutturali, il
programma
per la
competitività e l'innovazione, nonché i pertinenti programmi per l'istruzione e
la
formazione.1
1 Per facilitare l'esecuzione del
programma, per ciascuna riunione del comitato del
programma stabilito nell'ordine del
giorno, la Commissione rimborsa, conformemente a
quanto da essa stabilito, le spese
di un rappresentante per Stato membro nonché di un
esperto/consulente per Stato membro
per i punti dell'ordine del giorno per i quali uno Stato
membro richiede una competenza
specifica.
30.12.2006
IT Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea L 400/313
Aspetti
etici
L'attuazione
di questo programma specifico e delle conseguenti attività di ricerca deve
avvenire nel
rispetto
dei principi etici fondamentali, tenendo contro tra l'altro dei principi
enunciati dalla Carta
dei
diritti fondamentali dell'Unione europea, tra i quali figurano: la tutela della
dignità umana e il
diritto
alla vita, la protezione dei dati di carattere personale e il rispetto della
vita privata e familiare,
la
tutela degli animali e dell'ambiente, in conformità al diritto comunitario e ai
testi aggiornati delle
convenzioni
internazionali, delle direttive e dei codici di condotta pertinenti, quali ad
es. la
Dichiarazione
di Helsinki, la Convenzione del Consiglio d'Europa sui diritti dell'uomo e la
biomedicina
firmata a Oviedo il 4 aprile 1997 e i relativi protocolli addizionali, la
Convenzione
dell'ONU
sui diritti del fanciullo, la Dichiarazione universale sul genoma umano e i
diritti
dell'uomo
adottata dall'UNESCO, la Convenzione dell'ONU sulle armi biologiche e
batteriologiche
(BTWC), il Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per
l'alimentazione e
l'agricoltura
e le risoluzioni pertinenti dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS).
Si
dovrà inoltre tener conto dei pareri del Gruppo europeo di consulenti sulle
implicazioni etiche
della
biotecnologia (1991-1997) e dei pareri del Gruppo europeo di Etica delle scienze
e delle
nuove
tecnologie (EGE) (dal 1998).
Nel
rispetto del principio della sussidiarietà e della diversità delle strategie in
Europa, i partecipanti
ai
progetti di ricerca devono attenersi alla normativa, ai regolamenti ed alle
norme etiche vigenti nei
paesi
in cui è svolta l'attività di ricerca. Comunque sia, si applica la normativa
nazionale e le attività
di
ricerca vietate in un determinato Stato membro o altro paese che siano condotte
sul territorio del
medesimo
non fruiranno del finanziamento comunitario.
L
400/314 IT Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea 30.12.2006
Prima
di iniziare le attività di ricerca e di sviluppo tecnologico, i realizzatori
dei progetti di ricerca
dovranno
eventualmente ottenere l'autorizzazione delle commissioni etiche nazionali o
locali
competenti.
La Commissione procederà sistematicamente allo scrutinio delle proposte
concernenti
questioni
delicate sotto il profilo etico o i cui risvolti etici non siano stati
sufficientemente
approfonditi.
In taluni casi specifici i progetti potranno essere vagliati sotto il profilo
etico nel corso
dell'attuazione.
Non
saranno finanziate le attività di ricerca vietate in tutti gli Stati membri.
Il
Protocollo sulla protezione ed il benessere degli animali allegato al trattato
prescrive che nella
formulazione
e nell'attuazione delle politiche comunitarie, compresa quella della ricerca,
la
Comunità
tenga pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali. La
direttiva
86/609/CEE
del Consiglio 86/609/CEE del 24 novembre 1986 relativa alla protezione degli
animali
utilizzati
a fini sperimentali o ad altri fini scientifici1 statuisce che tutti gli
esperimenti con animali
devono:
essere eseguiti in modo da evitare angoscia e sofferenze o dolori inutili agli
animali da
esperimento,
impiegare il minimo numero di animali, implicare animali con il più basso
sviluppo
neurologico
e causare a questi meno dolore, sofferenza, angoscia o danni durevoli
possibili. Le
modifiche
del patrimonio genetico degli animali e la clonazione di animali possono essere
prese in
considerazione
solo qualora abbiano finalità eticamente ammissibili e siano condotte in
condizioni
tali da
garantire il benessere degli animali e il rispetto dei principi della
biodiversità.
1 GU L 358 del 18.12.1986, pag. 1.
Direttiva modificata dalla direttiva 2003/65/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio
(GU L 230 del 16.9.2003, pag. 32).
30.12.2006
IT Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea
L 400/315
Nel
corso dell'attuazione del presente programma, la Commissione esaminerà
regolarmente i
progressi
scientifici e l'evoluzione delle disposizioni nazionali ed internazionali,
affinché siano
integrati
nel programma.
La ricerca
sulle implicazioni etiche degli sviluppi tecnologici e scientifici è condotta
nell'ambito
della
sezione "Scienza e società" del presente programma.
1.
INFRASTRUTTURE
DI
RICERCA
Obiettivo
Ottimizzare
l'impiego e lo sviluppo delle migliori infrastrutture di ricerca esistenti in
Europa,
nonché
favorire la creazione di nuove infrastrutture di ricerca di interesse
paneuropeo in tutti i
campi
scientifici e tecnologici, necessarie alla comunità scientifica europea per
rimanere
all'avanguardia
nel campo della ricerca e per permettere all'industria di potenziare la propria
base
del
sapere e il proprio know how tecnologico.
L
400/316 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea
30.12.2006
Strategia
Infrastrutture
di ricerca moderne ed efficienti sono assolutamente necessarie, per raggiungere
il
primato
in campo scientifico e tecnologico, affinché l'Europa diventi l'economia più
concorrenziale
e
dinamica al mondo fondata sulla conoscenza. Le infrastrutture di ricerca sono
un elemento
fondamentale
per la creazione di conoscenza e di tecnologia e per la loro successiva
diffusione,
applicazione
e valorizzazione, con conseguente stimolo per l'innovazione e contributo allo
sviluppo
dello
spazio europeo della ricerca. In tutti i settori scientifici e tecnologici e
per definire politiche
basate
su dati di fatto l'accesso a tali infrastrutture diventa sempre più imperativo.
Molte
infrastrutture
di ricerca sono evolute, trasformandosi da grandi centri specialistici dedicati
ad
un'unica
disciplina in centri di servizio a disposizione di una grande varietà di
comunità
scientifiche.
Grazie alla tecnologia ICT, l'attuale nozione di infrastruttura si sta
espandendo, per
abbracciare
sistemi distribuiti di hardware, software e contenuti, dotati di un enorme
valore
aggregato,
grazie alla loro funzione di ricettacoli di conoscenza in numerose discipline
disparate.
L'azione
qui proposta contribuirà segnatamente allo sviluppo, alla valorizzazione e alla
conservazione
del sapere, attraverso il sostegno ad infrastrutture di ricerca, fondate su una
strategia
orientata
all'eccellenza, promossa dalla base, e alla selettività dell'azione.
L'ammodernamento
strategico
di infrastrutture in rete e virtuali basate sulla tecnologia ICT è inoltre
ritenuto una forza di
propulsione
del cambiamento del modo di esercitare la scienza. Gli Stati membri
continueranno a
svolgere
un ruolo centrale nello sviluppo e nel finanziamento delle infrastrutture.
30.12.2006
IT Gazzetta
ufficiale dell'Unione
europea L
400/317
Nell'ambito
del programma quadro comunitario per la Ricerca e lo sviluppo tecnologico per
"infrastrutture
di ricerca" si intendono gli impianti, le risorse o i servizi necessari
alla comunità dei
ricercatori
per effettuare la ricerca in tutti i campi scientifici e tecnologici. Tale
nozione comprende,
oltre
alle risorse umane necessarie:
le apparecchiature o serie di
strumenti principali utilizzati per finalità di ricerca
le risorse conoscitive quali
collezioni, archivi, informazioni strutturate o sistemi pertinenti
alla gestione di dati, impiegati
nella ricerca scientifica
le infrastrutture basate su tecnologie
ICT abilitanti, quali la tecnologia Grid, infrastrutture
di calcolo, il software e le
comunicazioni
qualsiasi altra unità di carattere
unico utilizzata per ricerca scientifica.
Sono
ammesse a fruire del finanziamento solo le infrastrutture di ricerca o le reti
di infrastrutture di
ricerca
di chiaro interesse-sotto il profilo del rendimento e dell'accessibilità-per la
Comunità
scientifica
europea (università, settore pubblico e industria). Queste devono dare un
contributo
significativo
allo sviluppo di capacità di ricerca europee.
Il
coordinamento complessivo delle infrastrutture di ricerca tematica del
programma specifico
"Cooperazione"
è assicurato dal presente programma.
L
400/318 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea 30.12.2006
Attività
Le
attività saranno condotte lungo le seguenti direttrici:
ottimizzazione dell'impiego delle
infrastrutture di ricerca esistenti ed incremento del loro
rendimento
promozione dello sviluppo di nuove
infrastrutture di ricerca (o sostanziale
ammodernamento delle
infrastrutture esistenti) di interesse paneuropeo, in primo luogo
sulla base dell'attività
dell'ESFRI (Foro per la strategia europea in materia di infrastrutture
di ricerca)
attuazione di misure di sostegno,
anche per far fronte ad esigenze emergenti.
1.1. Infrastrutture di ricerca esistenti
Le
azioni riguardanti le infrastrutture di ricerca saranno tese a potenziare le
capacità e le prestazioni
a
livello europeo di specifiche infrastrutture di ricerca, nonché a
sensibilizzare le comunità di
utilizzatori
alle possibilità offerte dalle infrastrutture di ricerca e ad incrementare il
loro impegno
per gli
investimenti nella ricerca di alto livello. Le attività consistono nel favorire
l'ottimizzazione
delle
infrastrutture di ricerca europee attraverso la "integrazione" delle
capacità e degli sforzi che
portano
al più efficiente uso degli impianti, delle risorse e dei servizi in tutti i
campi della scienza e
della
tecnologia e che promuovono l'accesso "transnazionale" alle
infrastrutture esistenti.
30.12.2006
IT Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea L 400/319
1.1.1. Attività di integrazione
Le
infrastrutture di ricerca di livello mondiale richiedono massicci investimenti
a lungo termine di
risorse
(umane e finanziarie). Tali infrastrutture dovrebbero essere utilizzate e
sfruttate su scala
europea
dalla più vasta collettività possibile di scienziati e di clienti industriali.
Inoltre
l'ottimizzazione
ed il potenziamento delle capacità e del rendimento delle infrastrutture di
ricerca a
livello
comunitario devono essere costantemente stimolati e migliorati per far fronte
alle crescenti e
nuove
esigenze scientifiche. Il miglior modo per realizzare tale obiettivo è
stimolare il loro impiego
e
sviluppo, nonché il loro ammodernamento, in un modo coordinato.
La
Comunità dovrebbe contribuire alla realizzazione di tale obiettivo promuovendo
le attività di
integrazione.
Esse assicureranno che i ricercatori europei, compresi i ricercatori
dell'industria, anche
delle
PMI e delle regioni periferiche e ultraperiferiche, possano accedere alle
migliori infrastrutture
di
ricerca per svolgere la loro ricerca sostenendo, se del caso, la fornitura
integrata di infrastrutture
relative
ai servizi alla comunità di ricercatori a livello europeo e internazionale. Le
attività di
integrazione
dovrebbero inoltre essere volte a migliorare l'impostazione, a livello europeo,
del
funzionamento
delle infrastrutture di ricerca e a favorire il loro sviluppo comune in termini
di
capacità
e rendimento.
L
400/320 IT Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea
30.12.2006
Per le
infrastrutture di ricerca esistenti, le attività di integrazione saranno
realizzate attraverso:
inviti, elaborati con approccio
dalla base, per intensificare il coordinamento e
l'aggregazione delle rispettive
risorse tra i gestori di infrastrutture, al fine di propagare una
cultura di cooperazione. Tali
attività dovrebbero inoltre essere volte a: migliorare
l'impostazione, a livello
europeo, del funzionamento delle infrastrutture di ricerca e
dell'eventuale accesso da parte
di utenti potenziali, a favorire il loro sviluppo comune in
termini di capacità e
rendimento, nonché a promuovere il loro impiego coerente e
interdisciplinare
inviti mirati, qualora sia
evidente che azioni specifiche possano favorire e sostenere
infrastrutture di ricerca
potenzialmente importanti a lungo termine, nonché accelerarne
l'affermazione a livello
comunitario. Gli inviti saranno banditi in stretto coordinamento
con le attività svolte nelle
varie aree tematiche, per garantire che tutte le iniziative
intraprese a livello europeo
nell'ambito comunitario rispondano alle esigenze di ogni area
in materia di infrastrutture di
ricerca. È già possibile indicare 1 i settori per i quali si
impone un migliore uso ed il
potenziamento delle infrastrutture europee esistenti, per
soddisfare le esigenze
strategiche a lungo termine sia degli attori della ricerca nelle
università, nel settore pubblico
e nell'industria, sia della collettività in genere, quali le
esigenze relative a: le scienze
della vita e le sue applicazioni, le tecnologie ICT, lo
sviluppo della ricerca
industriale (compresa la metrologia), la promozione dello sviluppo
duraturo (con particolare
riferimento all'ambiente), nonché le scienze umane e sociali.
1 Anche indicate dall'ESFRI.
30.12.2006
IT Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea L 400/321
1.1.2. Infrastrutture in rete basate su ICT
L'instaurazione
di infrastrutture in rete (e-Infrastructures) offre servizi essenziali alle
comunità di
ricercatori,
attraverso processi complessi ideati per consentire a comunità virtuali di
attingere a
risorse
ICT (calcolo elettronico, connessione, strumentazione) distribuite. Il
rafforzamento di una
strategia
europea ed il potenziamento delle attività ivi connesse-condotte a livello
europeo in questo
settore-possono
contribuire in misura significativa ad accrescere il potenziale di ricerca
europeo ed
il suo
sfruttamento, nonché a consolidare le infrastrutture in rete, quale chiave di
volta dello Spazio
europeo
di ricerca, "precursore" dell'innovazione interdisciplinare e forza
di propulsione del
cambiamento
del modo di esercitare la scienza. Potrebbe inoltre contribuire
all'integrazione dei
gruppi
di ricerca delle regioni periferiche e ultraperiferiche.
Le
attività proposte per la sezione infrastruttura in rete, sulla base di inviti
specifici a presentare
proposte
mirati, mireranno a favorire l'ulteriore sviluppo ed espansione di
infrastrutture di
comunicazione
di elevata capacità e ad alta velocità (GÉANT) ed operanti con tecnologia Grid,
nonché
delle capacità di calcolo ad alta prestazione, ponendo l'accento sulla
necessità di promuovere
il
potenziamento di strutture, distribuite e di prestigio mondiale, per il calcolo
ad alta prestazione, la
conservazione
di dati e sistemi avanzati di visualizzazione. Le attività sono inoltre tese a
promuovere
il
ricorso, laddove appropriato, a queste infrastrutture da parte delle comunità
di utenti, ad accrescere
la loro
importanza a livello mondiale e ad aumentare il livello di fiducia di cui
godono, sulla base dei
risultati
delle infrastrutture GÉANT e Grid e di norme aperte di interoperabilità.
L
400/322 IT Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea
30.12.2006
Occorrerà
inoltre coordinare il sostegno alle biblioteche ed agli archivi digitali, ai
centri di
immagazzinamento
di dati, alla conservazione e all'accesso nel lungo termine di dati digitali e
alla
necessaria
aggregazione a livello europeo delle risorse, per allestire centri di
collezione (repositories) di
dati
digitali per la comunità scientifica e le future generazioni di scienziati.
Nell'ambito delle attività si
affronteranno
gli aspetti concernenti la maggiore fiducia nello strato di dati delle
infrastrutture in rete e
il
potenziamento della loro sicurezza. Le attività proposte saranno inoltre
finalizzate a preconizzare e
ad
integrare le nuove esigenze e soluzioni, al fine di favorire l'individuazione
di banchi di prova su
ampia
scala per la sperimentazione di nuove tecnologie rivoluzionarie e di rispondere
alle esigenze di
nuovi
utilizzatori, compreso l'apprendimento in rete (e-learning). Il gruppo di
riflessione in materia di
infrastrutture
in rete (eIRG e-Infrastructure Reflection Group) offrirà regolarmente la
propria
assistenza
attraverso raccomandazioni in materia di strategia.
1.2. Nuove infrastrutture di ricerca
Il
presente programma specifico contribuirà a favorire la creazione di nuove
infrastrutture di ricerca
(compresi
gli ammodernamenti radicali di quelle esistenti), concentrando i propri sforzi
soprattutto
su fasi
preparatorie e su infrastrutture "uniche", aventi un impatto di
portata fondamentale e
paneuropea
sullo sviluppo dei relativi campi scientifici in Europa.
1.2.1. Studi di concezione di nuove infrastrutture
di ricerca
Promuovere
la creazione di nuove infrastrutture di ricerca, attraverso inviti a presentare
proposte,
elaborati
con approccio dalla base, per lo stanziamento di contributi per le fasi
esplorative ed il
finanziamento
di studi di fattibilità relativi a nuove infrastrutture.
30.12.2006
IT Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea L 400/323
1.2.2.
Assistenza
alla
costruzione di nuove
infrastrutture
Promuovere
la creazione di nuove infrastrutture di ricerca secondo il principio della
"geometria
variabile",
in primo luogo sulla base delle attività condotte dall'ESFRI concernenti
l'elaborazione di
un
piano logistico europeo per le nuove infrastrutture di ricerca. Il programma di
lavoro indicherà i
progetti
prioritari ai fini di un eventuale sostegno comunitario.
L'attività
concernente la costruzione di nuove infrastrutture sarà articolata in due fasi
sulla base di
un
elenco di criteri definiti nel programma quadro.
* Fase 1: Assistenza alla fase preparatoria
La
prima fase consisterà nel bando di inviti, circoscritti ai progetti prioritari
indicati dal programma
di
lavoro. La fase preparatoria deve comprendere la preparazione di piani di
costruzione dettagliati,
dell'assetto
giuridico, della gestione e della pianificazione pluriennale
dell'infrastruttura di ricerca
prevista
e l'accordo definitivo tra le parti interessate. In questa fase preparatoria la
Commissione
funge
da "mediatrice", favorendo in particolare l'allestimento di
meccanismi e strumenti di
finanziamento
per la fase costruttiva.
L
400/324 IT Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea
30.12.2006
* Fase 2: assistenza alla fase costruttiva
Nella
seconda fase si procede alla realizzazione dei piani di costruzione, con
l'eventuale
coinvolgimento
di istituti finanziari privati, partendo dagli accordi tecnici, giuridici,
amministrativi
e
finanziari stipulati, avvalendosi in particolare della complementarietà degli
strumenti nazionali e
comunitari
(quali fondi strutturali o Banca europea per gli investimenti) e tenendo conto
ove
opportuno
del potenziale in termini di eccellenza scientifica delle regioni di convergenza
nonché
delle
regioni ultraperiferiche. Il finanziamento per la fase costruttiva a titolo del
Programma quadro
può
essere concesso a progetti prioritari per i quali tale finanziamento sia
essenziale. In questi
progetti,
le decisioni sono adottate secondo procedure determinate in funzione del tipo e
del livello
del
contributo finanziario (ad es. sovvenzione diretta, prestiti della Banca
europea per gli
investimenti,
la cui fruizione può essere agevolata mediante il meccanismo di finanziamento
con
ripartizione
del rischio (allegato III), articolo 171 del trattato).
1.3. Misure di sostegno, anche per le nuove
esigenze
L'elevato
grado di coordinamento all'interno dell'Unione in fase di formulazione e
deliberazione
della
politica europea in materia di infrastrutture di ricerca è la chiave per il
successo di questa
attività.
Nel corso dell'intero programma sono previste misure atte a favorire tale
coordinamento,
nonché
lo sviluppo della cooperazione internazionale.
30.12.2006
IT Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea L 400/325
Dette
attività saranno realizzate principalmente mediante inviti periodici a
presentare proposte. Il
loro
obiettivo è incentivare, in particolare, il coordinamento dei programmi
nazionali tramite le
azioni
ERA-NET, sostenere: l'analisi delle esigenze emergenti, le attività dell'ESFRI
e dell'eIRG,
l'attuazione
efficiente del programma (attraverso il sostegno ad es. a conferenze, contratti
di esperti,
studi
di impatto, ecc.) nonché la dimensione internazionale delle attività svolte
nell'ambito del
presente
programma specifico. Nel contesto della cooperazione internazionale, le
attività realizzate
in
questo capitolo specifico del programma "Capacità" consentiranno
inoltre di stabilire le esigenze
di
paesi terzi specifici ed i rispettivi interessi, su cui costruire iniziative di
cooperazione e sviluppare
legami
reciproci tra infrastrutture di ricerca importanti di paesi terzi e dello
Spazio europeo di
ricerca,
nell'ambito di inviti selettivi.
2. RICERCA A FAVORE DELLE PMI
Obiettivi
Rafforzare
la capacità di innovazione delle PMI europee ed il loro contributo allo
sviluppo di
prodotti
e mercati basati sulle nuove tecnologie, favorendo l'esternalizzazione della
loro attività di
ricerca,
l'incremento del loro impegno di ricerca, l'estensione delle loro reti, la
migliore
valorizzazione
dei risultati della ricerca e l'acquisizione di know how tecnologico, colmando
il
divario
esistente tra ricerca e innovazione.
L
400/326 IT Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea
30.12.2006
Strategia
Le PMI
costituiscono il nucleo dell'industria europea. Dovrebbero essere un elemento
chiave del
sistema
di innovazione e nella catena di trasformazione delle conoscenze in nuovi
prodotti, processi
e
servizi. A fronte di una crescente concorrenza nel mercato interno e a livello
mondiale, le PMI
europee
hanno la necessità di incrementare l'intensità delle loro conoscenze e attività
di ricerca, di
rafforzare
lo sfruttamento della ricerca, di espandere geograficamente le loro attività
aziendali ed
internazionalizzare
le loro reti di conoscenza. La maggior parte delle azioni degli Stati membri a
favore
delle PMI trascurano di incoraggiare e finanziare la cooperazione nel campo
della ricerca
transnazionale
ed il trasferimento tecnologico. Occorrono azioni a livello dell'Unione per
integrare
e
potenziare l'impatto delle azioni attuate a livello nazionale e regionale.
È
prevista l'attuazione di azioni specifiche a sostegno di PMI o associazioni di
PMI aventi la
necessità
di esternalizzare l'attività di ricerca: si tratta principalmente di PMI a
bassa-media
tecnologia
che dispongono di poca o nessuna capacità di ricerca. Le PMI ad alta intensità
di ricerca
possono
partecipare in qualità di fornitori di servizi di ricerca o appaltare
esternamente la ricerca ad
integrazione
della loro capacità interna. Tali azioni riguarderanno l'intero spettro delle
attività
scientifiche
e tecnologiche con un approccio "bottom-up". Le azioni comprenderanno
il sostegno
alla
dimostrazione e ad altre attività volte ad agevolare lo sfruttamento dei
risultati della ricerca,
assicurando
la complementarità con il programma quadro "Competitività e
innovazione". Nel
valutare
le proposte di progetti si terrà debito conto dell'incidenza economica prevista
sulle PMI. I
finanziamenti
saranno erogati attraverso due strumenti: Ricerca a favore di PMI e Ricerca a
favore
di
associazioni di PMI.
30.12.2006
IT Gazzetta
ufficiale
dell'Unione europea L 400/327
Il
primo strumento è destinato principalmente a PMI con livello tecnologico
medio-basso, con
scarse
o inesistenti capacità di ricerca, ma anche a PMI ad alta intensità di ricerca,
costrette ad
affidare
a terzi attività di ricerca per completare le loro capacità di ricerca
primarie. Il secondo
strumento
è destinato ad associazioni di PMI, le quali sono normalmente meglio
qualificate a
conoscere
od indicare i problemi tecnici comuni alle imprese loro aderenti, ad operare
per conto di
questi
ed a promuovere la reale diffusione ed acquisizione dei risultati.
Le
azioni di coordinamento e di sostegno a titolo della "Ricerca a favore
delle PMI" includeranno il
coordinamento
dei programmi nazionali/regionali destinati alle PMI, sostenendo le migliori
prassi,
la
diffusione e lo sfruttamento dei risultati, rafforzando l'accesso delle PMI al
settimo programma
quadro
e valutandone l'impatto.
Le
azioni potrebbero anche fare riferimento ai programmi nazionali di ricerca in
settori che siano
complementari
alle attività descritte di seguito1.
Oltre a
queste azioni specifiche, si incoraggerà ed agevolerà la partecipazione delle
PMI all'intero
Programma
quadro. Nella definizione del contenuto delle aree tematiche del programma
"Cooperazione"
si è altresì tenuto debitamente conto delle esigenze e del potenziale di
ricerca delle
PMI. Le
attività relative a tali aree tematiche saranno realizzate attraverso progetti
di diversa
dimensione
e portata in funzione del campo e del tema in questione.
Nell'ambito
dell'attuazione del programma quadro comunitario di RST, la complementarietà e
le
sinergie
saranno assicurate mediante azioni del programma quadro "Competitività e
innovazione",
volte
ad incoraggiare e favorire la partecipazione delle PMI al programma quadro
comunitario di RST.
1 Ciò potrebbe comprendere
l'eventuale attuazione congiunta di programmi mirati a PMI che
effettuano attività di ricerca,
acquisita nell'ambito di Eureka.
L
400/328 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea 30.12.2006
Attività
È
prevista l'attuazione dei due seguenti strumenti specifici per le PMI:
* Ricerca a favore di PMI
Di
questo strumento possono avvalersi piccoli gruppi di PMI innovatrici per
risolvere problemi
tecnologici
comuni o complementari. I progetti, relativamente a breve termine, debbono
essere
imperniati
sulle esigenze d'innovazione delle PMI che affidano l'attività di ricerca ad
esecutori di
RST e
debbono denotare un chiaro potenziale di valorizzazione da parte delle PMI
interessate.
* Ricerca a favore di associazioni di PMI
Di
questo strumento possono avvalersi le associazioni di PMI per sviluppare
soluzioni tecniche per
problemi
comuni a un grande numero di PMI in settori industriali o segmenti specifici
della filiera,
attraverso
la ricerca necessaria, ad esempio, a sviluppare norme europee o per
conformarvisi, e per
rispettare
requisiti normativi in settori quali la sanità, la sicurezza e la tutela dell'ambiente.
I progetti,
che
possono durare diversi anni, devono essere promossi da associazioni di PMI, che
commissionano
attività
di ricerca ad esecutori di RST per conto delle imprese aderenti, e devono
coinvolgere un
certo
numero di singole PMI.
* Aspetti comuni degli strumenti
degli strumenti possono avvalersi
altre imprese ed utilizzatori finali qualora ciò sia
nell'interesse delle PMI o delle
associazioni di PMI
30.12.2006
IT Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea L 400/329
oltre alla ricerca, i progetti
dovrebbero comprendere attività volte all'assimilazione e
all'effettiva valorizzazione dei risultati della ricerca,
quali l'effettuazione di prove, la
dimostrazione, formazione, il
trasferimento di tecnologia, la gestione delle conoscenze e la
tutela dei diritti di proprietà
intellettuale. Nell'ambito dello strumento Ricerca a favore di
associazioni di PMI, i progetti
dovrebbero inoltre comprendere attività volte alla reale
diffusione dei risultati della
ricerca alle PMI aderenti all'associazione ed eventualmente,
oltre tale cerchia
nell'ambito dei due suddetti strumenti
vigono norme speciali in materia di diritti di
proprietà e di accesso.
Si
porrà l'accento sul sostegno a progetti di ricerca. Sarà inoltre concesso un
sostegno ai programmi
nazionali
che forniscono strumenti finanziari alle PMI o ad associazioni di PMI al fine
di elaborare
proposte
di azioni nel quadro dello strumento "Ricerca a favore di PMI" allo
scopo di incoraggiare
l'istituzione
di nuovi programmi nazionali o l'estensione di quelli esistenti.
3. REGIONI DELLA CONOSCENZA
Obiettivi
Rafforzare
il potenziale di ricerca delle regioni europee, incoraggiando e finanziando in
particolare
lo
sviluppo, in tutta l'Europa, di "aggregati di ricerca di portata
regionale", che riuniscano
università,
centri di ricerca, imprese e autorità regionali.
L
400/330 IT Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea 30.12.2006
Strategia
Si sta
progressivamente diffondendo la consapevolezza dell'importanza del ruolo svolto
dalle
regioni
nell'ambito della ricerca e dello sviluppo a livello europeo. Parallelamente si
riscontra che
gli
investimenti nella R&S incrementano il potere di attrazione delle regioni,
accrescendo al
contempo
la competitività delle imprese locali. Gli aggregati ad alta intensità di
R&S sono tra i
migliori
propulsori di tale attività di investimento, che si traduce direttamente in
incremento del
vantaggio
competitivo locale e con effetti positivi in termini di crescita ed
occupazione. L'Azione
pilota
del 2003 "Regioni della conoscenza"1 ha confermato l'importanza di
tali aggregati e
l'opportunità
di finanziare e promuovere il loro sviluppo.
L'azione
considerata permetterà alle regioni europee di potenziare la loro capacità di
investire nella
RST,
massimizzando parallelamente le possibilità di partecipazione proficua dei
soggetti interessati
ai
progetti di ricerca europei ed agevolando la creazione di raggruppamenti
regionali a favore dello
sviluppo
regionale in Europa. Le azioni agevoleranno la creazione di raggruppamenti
regionali che
contribuiranno
allo sviluppo dello Spazio europeo della ricerca. Migliorando le sinergie tra
le
politiche
di ricerca e le politiche regionali - principalmente attraverso l'elaborazione
di strategie
regionali
di ricerca, che possono essere integrate nella strategia di sviluppo economico
degli organi
amministrativi
regionali - si cercherà di realizzare un intervento più massiccio e mirato dei
Fondi
strutturali
a favore degli investimenti e delle attività di R&S.
Verrà
prestata particolare attenzione alla cooperazione tra regioni limitrofe di
diversi Stati Membri.
1 Un'azione pilota denominata
"Regioni della conoscenza" è stata inserita nel bilancio
comunitario per l'esercizio 2003 su
iniziativa del Parlamento europeo. A questa esperienza è
seguito un altro invito a
presentare proposte nel quadro del Sesto programma quadro
comunitario per la RST (2004)
nell'ambito del programma "Politiche di sviluppo coerenti".
30.12.2006
IT Gazzetta
ufficiale
dell'Unione europea L 400/331
Le
attività contemplate nella sezione "Regioni della conoscenza" mirano
a favorire la definizione e
l'attuazione
di politiche e strategie ottimali per lo sviluppo di aggregati di R&S. Tali
attività
miglioreranno
in particolare la rilevanza e l'efficacia delle strategie di ricerca regionali,
attraverso lo
scambio
di conoscenze, favoriranno e intensificheranno la cooperazione tra aggregati,
contribuiranno
a consolidare lo sviluppo duraturo degli aggregati di R&S esistenti,
favorendo altresì
favorendo
altresì terreni propizi alla creazione di nuovi aggregati, in particolare nelle
regioni della
conoscenza
emergenti. Si sosterranno in particolare i progetti elaborati sulla base della
domanda ed
orientati
alla soluzione di problemi di aree o settori tecnologici specifici 1.
Le
suddette azioni sono destinate a tutte le regioni, comprese quelle inquadrate
nell'obiettivo di
convergenza2.
Attività
In
genere, i progetti dovrebbero coinvolgere le autorità regionali, le agenzie di
sviluppo regionali, le
università,
i centri di ricerca e l'industria, nonché - eventualmente le strutture per il
trasferimento
di
tecnologie, le organizzazioni finanziarie o della società civile. I progetti
condotti nell'ambito
delle
"Regioni della conoscenza" comprenderanno le attività qui di seguito
elencate.
1 Questo non preclude la possibilità
di abbinare diversi settori tecnologici qualora ciò sia
opportuno.
2 Le regioni inquadrate nell'obiettivo
di convergenza sono quelle indicate all'articolo 5 del
regolamento del Consiglio (CE) n. 1083/2006 dell'11 luglio 2006
recante disposizioni
generali sul Fondo europeo di
sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di
coesione, (GU L 239 del 1º.9.2006,
pag. 248). Tra queste rientrano le regioni ammesse a
fruire delle disposizioni previste
per l'obiettivo di "convergenza", le regioni ammesse a
fruire dei finanziamenti erogati
dal Fondo di coesione, nonché le regioni più periferiche.
L
400/332 IT Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea
30.12.2006
* Analisi, sviluppo e attuazione dei piani di
ricerca degli aggregati regionali o transfrontalieri e
loro cooperazione. In questo ambito
rientrano l'analisi e l'elaborazione di piani esecutivi
incentrati sulle capacità e le priorità
della R&S. I progetti si avvarranno di tecniche di previsione,
metodi di comparazione od altro, per
dimostrare i benefici attesi, quali il rafforzamento dei
legami tra gli aggregati e gli
interessati, l'ottimizzazione della partecipazione a progetti di ricerca
europei e l'incremento delle ricadute
sullo sviluppo regionale. Essi potrebbero inoltre costituire
una preparazione alle azioni pilota
interregionali. Queste attività mirano in particolare a
promuovere una maggiore complementarità
tra i fondi regionali comunitari e gli altri fondi
comunitari e nazionali.
* "Tutorato", da parte delle regioni
altamente sviluppate, delle regioni con un profilo di ricerca
meno sviluppato, improntato alla
costituzione di aggregati orientati alla R&S. Nell'ambito di
consorzi regionali transnazionali saranno
mobilitati e riuniti gli attori della ricerca nelle
università, nell'industria e nel settore
pubblico, per trovare soluzioni di "orientamento" con la
partecipazione delle regioni
tecnologicamente meno sviluppate, cui tali soluzioni sono destinate.
* Iniziative per migliorare l'integrazione nel
tessuto economico regionale degli attori e delle
istituzioni nel campo della ricerca,
attraverso la loro interazione a livello di aggregato. Rientrano
in questo ambito le attività
transnazionali per migliorare i legami sia tra i soggetti interessati alla
ricerca e la realtà economica locale, sia
tra le attività degli aggregati. Allo scopo di dimostrare i
vantaggi dell'integrazione, tali attività
potrebbero contribuire all'individuazione delle
complementarità della RST.
30.12.2006
IT Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea L 400/333
Verranno
inoltre sostenute le attività volte a favorire lo scambio sistematico di
informazioni, nonché
le
interazioni tra progetti simili ed eventualmente con azioni (quali ad es.
seminari di analisi e
sintesi,
tavole rotonde, pubblicazioni) di altri programmi comunitari pertinenti,
insistendo in
particolare
sulla partecipazione dei paesi canditati ed associati nonché degli Stati membri
che hanno
aderito
all'UE dopo il 1º maggio 2004.
4.
POTENZIALE
DI
RICERCA
Obiettivo
Stimolare
la realizzazione dell'intero potenziale di ricerca dell'Unione allargata,
liberando e
sviluppando
l'eccellenza esistente o emergente nelle regioni inquadrate nell'obiettivo di
convergenza
dell'UE e delle regioni più periferiche, e contribuire a potenziare le capacità
dei
ricercatori
di tali regioni di partecipare proficuamente alle attività di ricerca condotte
a livello
comunitario.
L
400/334 IT Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea
30.12.2006
Strategia
Per
favorire la realizzazione dell'intero potenziale di ricerca dell'Unione
allargata, si cercherà di
mobilitare
il potenziale di gruppi di ricerca mediante un'azione specifica, finalizzata
particolarmente
ai
gruppi di ricerca delle regioni che rientrano nell'obiettivo di convergenza e
delle regioni più
periferiche
dell'Unione europea, che attualmente non sfruttano appieno le loro possibilità
o che
necessitano
di nuove conoscenze e sostegno per mettere a frutto il loro potenziale. Le
azioni si
dovrebbero
basare in gran parte su misure realizzate in passato, quali i Centri europei di
eccellenza,
negli
ex paesi in via di adesione ed ex paesi candidati nell'ambito del Quinto
programma quadro, e
le
borse di ospitalità Marie Curie per il trasferimento tecnologico. Le attività
condotte integreranno
altresì
gli sforzi condotti dal Fondo sociale europeo nell'ambito della nuova Politica
di coesione
(2007-2013),
orientati allo sviluppo del potenziale umano di ricerca a livello nazionale
nelle aree
ammesse
a fruire del suo contributo.
Grazie
all'accento posto sul rafforzamento e l'ampliamento dei rapporti di
cooperazione di tali gruppi
di
ricerca con centri di ricerca in altri Stati membri dell'UE o paesi associati,
le attività contribuiranno
in modo
sostanziale alla mobilitazione ed allo sviluppo a lungo termine del potenziale
dei gruppi
interessati.
Con una migliore pubblicità ed il riconoscimento internazionale delle
potenzialità di
leadership
e della qualità degli scienziati che li compongono, questi gruppi di ricerca
acquisteranno
maggiore
visibilità e ciò favorirà la loro partecipazione allo Spazio europeo di
ricerca.
30.12.2006
IT Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea L 400/335
Attività
L'azione
privilegerà in particolare le collaborazioni strategiche, compresi i
gemellaggi, tra gruppi di
ricerca
- del settore sia pubblico sia privato - delle regioni ammesse a fruire delle
misure di
convergenza
o delle regioni più periferiche dell'UE (scelte sulla base della qualità e
dell'elevato
potenziale)
e gruppi di ricerca di chiara fama di altre parti dell'Europa. Particolare
risalto sarà dato
alle
ricadute a lungo termine della collaborazione, sia a livello dell'Unione sia a
livello regionale.
Nell'ottica
della piena realizzazione del potenziale (ovvero il rafforzamento delle
conoscenze, lo
sviluppo
di ulteriori competenze, ivi compresa la gestione della ricerca o l'acquisto di
visibilità) dei
gruppi
interessati, l'azione prevede altresì il sostegno a selezionati gruppi di
ricerca delle regioni
ammesse,
nell'ambito di programmi di ricerca sviluppati nel quadro di partenariati
strategici per:
* lo scambio di know-how ed esperienze,
attraverso il distacco transnazionale reciproco di
personale scientifico di ricerca tra i
centri selezionati delle regioni sopraindicate ed una o più
organizzazioni partner in un altro Stato
membro dell'UE o paese associato, con meccanismi
automatici di reintegro obbligatorio
nell'organismo d'origine del personale distaccato proveniente
dai centri selezionati nelle suddette
regioni;
* l'assunzione, da parte dei centri
selezionati di eccellenza esistenti o emergenti, di ricercatori
esperti "esterni" (incoming),
ivi compresi manager, per la partecipazione al trasferimento
tecnologico e/o alla formazione di
ricercatori, strumento altresì ideato specificamente per
incentivare il ritorno di ricercatori
emigrati all'estero;
L
400/336 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea 30.12.2006
* l'acquisizione e lo sviluppo di talune
apparecchiature di ricerca per i centri selezionati e lo
sviluppo di un ambiente materiale per i
centri selezionati di eccellenza esistenti o emergenti a
sostegno dei programmi di ricerca
sviluppati nell'ambito del partenariato strategico;
* l'organizzazione di seminari e conferenze
per favorire il trasferimento di conoscenze, a livello
regionale, nazionale ed internazionale,
con la partecipazione sia del personale di ricerca dei
centri selezionati sia di ricercatori
invitati di altri paesi, nell'ambito dello sviluppo della capacità
di formazione e della reputazione
internazionale dei suddetti centri; la partecipazione a
conferenze internazionali o iniziative di
formazione a breve termine, a titolo del programma, da
parte del personale di ricerca dei centri
selezionati, al fine dello scambio di conoscenze,
l'instaurazione di contatti e l'immersione
in un ambiente più internazionale;
* attività di diffusione e promozionali, per
dare una maggiore visibilità ai centri selezionati ed alle
loro attività.
Al di
là delle misure di sostegno sopra descritte, l'azione offrirà strumenti di valutazione,
che
consentano
ai centri di ricerca delle regioni ammesse indipendentemente dal fatto che
questi
richiedano
o meno un finanziamento-di ottenere la valutazione da parte di autorevoli
esperti
internazionali
indipendenti, designati dalla Commissione, del livello qualitativo generale
della loro
ricerca
e delle loro infrastrutture.
30.12.2006
IT Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea L 400/337
5.
SCIENZA
E
SOCIETÀ
Obiettivo
Allo
scopo di costruire una società europea della conoscenza aperta, efficace e
democratica,
l'obiettivo
è incentivare l'integrazione armoniosa della ricerca scientifica e tecnologica
e le relative
politiche
in materia di ricerca nel tessuto sociale europeo, incoraggiando la riflessione
e il dibattito
su
scala europea sul tema della scienza e della tecnologia, nonché il loro
rapporto con l'intero
spettro
della società e della cultura.
Strategia
La
sezione "Scienza e società" amplia in misura notevole e prolunga
l'attività pilota avviata
nell'ambito
del Sesto programma quadro, riflettendo le maggiori ambizioni della politica di
ricerca
europea.
Lo
sviluppo delle società europee dipende in grande misura dalla loro capacità di
creare, sfruttare e
diffondere
conoscenze e, grazie ad esse, di rinnovarsi costantemente. In questa ottica, la
ricerca
scientifica,
quale parte del "triangolo della conoscenza" (istruzione, ricerca e
innovazione), svolge
un
ruolo fondamentale e dovrebbe continuare a fungere da "propulsore"
della crescita, del benessere
e dello
sviluppo sostenibile.
L
400/338 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea 30.12.2006
A tal
fine, è assolutamente necessario instaurare un clima sociale e culturale
propizio alla
realizzazione
di attività di ricerca fruttuose e sfruttabili. Occorre pertanto che si tenga
conto delle
legittime
preoccupazioni ed esigenze della società, nel contesto di un più ampio
dibattito
democratico,
con un opinione pubblica più impegnata ed informata, nonché di un migliore
quadro
per
scelte collettive su problematiche scientifiche e la possibilità per le
organizzazioni della società
civile
di esternalizzare la ricerca in funzione dei loro interessi. Si dovrebbe
inoltre instaurare un
clima
favorevole alla scelta di professioni scientifiche, ad un nuovo slancio negli
investimenti per la
ricerca
ed alla successiva diffusione di conoscenze, tutti elementi su cui poggia la
strategia di
Lisbona.
Quest'attività sarà inoltre intesa alla piena integrazione delle donne nel
mondo scientifico.
Questa
sezione del programma "Capacità" si concentrerà quindi sulla
realizzazione di una serie di
condizioni,
grazie alle quali l'ambiente favorevole all'attività di ricerca, di cui sopra,
diventi una
realtà
diffusa in Europa e non più un'eccezione.
Occorre
anzitutto occuparsi del pericolo di una spaccatura all'interno delle nostre
società sul piano
scientifico,
ossia che si crei un fossato tra chi non ha accesso alle conoscenze necessarie
e chi vi
può
accedere; tra chi non può incidere in alcun modo sulla formulazione della
politica di ricerca e
chi non
ha la possibilità. È da questo che nascono i sentimenti ambivalenti espressi
dai cittadini
rispetto
ai potenziali vantaggi della scienza e la loro reale sottoposizione allo
scrutinio da parte della
collettività.
Da un lato i cittadini non esitano a chiedere un maggiore impegno di ricerca
per
risolvere
i problemi che affliggono attualmente la società (malattie, inquinamento,
epidemie,
disoccupazione,
ecc.) e ad esigere una migliore previsione del loro eventuale impatto futuro.
D'altro,
non celano la loro diffidenza verso taluni usi della scienza ed eventuali
interferenze nei
processi
decisionali di interessi di parte.
30.12.2006
IT Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea L 400/339
L'integrazione
spesso insoddisfacente della scienza nella società è da ricondurre ai seguenti
fattori:
* insufficiente partecipazione della
collettività alla fissazione delle priorità e degli orientamenti
della politica scientifica, invece
necessaria per consentire un ampio dibattito sugli eventuali
rischi ivi connessi e sulle conseguenze;
* crescenti riserve verso taluni sviluppi
scientifici, sentimento di assenza di controllo ed
interrogativi circa il rispetto dei
valori fondamentali;
* impressione di isolamento del mondo della
scienza dalla realtà quotidiana della vita economica e
sociale;
* dubbi circa l'obiettività dei dati
scientifici forniti a chi è investito delle decisioni politiche;
* insufficiente qualità delle informazioni
scientifiche a disposizione del pubblico.
La
strategia scelta è tesa a:
rendere più aperti e trasparenti i
meccanismi di accesso e validazione del sapere su cui si
devono fondare delle politiche più
solide;
fissare punti di riferimento per un
impegno di ricerca eticamente valido, che tenga conto
dei diritti fondamentali;
consentire all'Europa di svolgere
un ruolo più attivo a livello mondiale, nel dibattito e nella
promozione di valori comuni, delle
pari opportunità e del dialogo sociale;
L
400/340 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea
30.12.2006
colmare il divario che separa quanti
hanno un'istruzione scientifica da chi non l'ha,
stimolare l'interesse per la
cultura scientifica nell'ambiente in cui tutti i cittadini sono a
diretto contatto (sollecitando al
riguardo le amministrazioni comunali, le regioni, le
fondazioni, i centri scientifici, i
musei, le organizzazioni della società civile, ecc.);
promuovere il dialogo sociale sulla
politica di ricerca ed incoraggiare le organizzazioni
della società civile ad assumere un
ruolo più attivo nelle attività di ricerca;
vagliare le modalità di
miglioramento della governanza del sistema europeo di ricerca e
innovazione;
creare un'immagine della ricerca e
dei ricercatori comprensibile a tutti, in particolare ai
giovani;
promuovere l'avanzamento delle donne
nella carriera scientifica e un miglior utilizzo del
loro talento professionale e
scientifico per il bene della collettività;
rinnovare la comunicazione scientifica,
favorendo il ricorso a mezzi moderni più incisivi,
aiutando gli scienziati ad operare
in stretta collaborazione con i professionisti dei mezzi di
comunicazione.
La
sezione "Scienza e società" sarà realizzata mediante:
* azioni e ricerche inerenti alle politiche,
finanziate direttamente da questo capitolo del
programma;
30.12.2006
IT
Gazzetta
ufficiale dell'Unione
europea L 400/341
* cooperazione, ispirata al metodo aperto di
coordinamento, tra Stati membri, per l'individuazione
di obiettivi comuni ed il consolidamento
delle prassi nazionali;
* promozione, sostegno e monitoraggio
dell'assimilazione delle problematiche trattate nell'ambito
della sezione "Scienza e
società" e dei loro riflessi su altre parti del programma quadro 1. Il
coordinamento globale delle
problematiche riguardanti il capitolo "Scienza e società" - sia
nell'ambito del programma quadro sia di
altre attività comunitarie in materia (ad es. quelle relative
all'istruzione e alla cultura) - sarà
assicurato nell'ambito di quest'area tematica.
Si
seguiranno tre linee di azione.
Prima
linea di azione: Governanza più dinamica del rapporto tra scienza e società
* Rafforzare e migliorare il sistema
scientifico europeo
Considerata
l'aspettativa che il sistema scientifico europeo sostenga il nostro potenziale
d'innovazione
è opportuno che la società abbia una migliore visione dei suoi elementi, della
sua
economia,
delle sue regole e consuetudini. È prevista la trattazione di tre aspetti di
ampia rilevanza,
puntando
l'attenzione sui soggetti coinvolti e la dinamica dello Spazio europeo di
ricerca.
Migliorare l'uso in Europa dei
pareri e delle consulenze scientifiche nell'elaborazione di
politiche (ivi compresa la
gestione del rischio), monitorandone l'impatto, e sviluppare
strumenti e meccanismi concreti
(quali ad esempio reti telematiche);
accrescere la fiducia nella
comunità scientifica, nonché la sua autoregolazione;
1 Compreso il vaglio sotto il profilo
etico delle procedure utilizzati per proposte riguardanti
questioni delicate nell'ambito del
programma specifico "Cooperazione".
L
400/342 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea 30.12.2006
promuovere il dibattito sulla
diffusione delle informazioni, compreso l'accesso ai risultati e
l'avvenire delle pubblicazioni
scientifiche, prendendo in considerazione anche misure volte
a migliorare l'accesso del
pubblico.
* Accrescere l'attività volta a prevedere e
chiarire le problematiche politiche, sociali ed etiche
Le
aspirazioni e le preoccupazioni della società nonché i principi etici
fondamentali devono essere
meglio
integrati nel processo di ricerca, creando un clima più sicuro e costruttivo
per i ricercatori e
l'intera
società. Entrano in causa tre elementi:
il maggiore impegno per le problematiche
inerenti alla scienza;
le condizioni per un dibattito
informato sull'etica e la scienza;
un maggiore accento sul dibattito
in seno alla comunità scientifica relativo agli aspetti
sociali della ricerca.
* Migliorare la coscienza della collocazione
della scienza e della tecnologia (S&T) nella
società
Per
affrontare il rapporto tra scienza e società con politiche costruttive, occorre
espandere,
consolidare
e diffondere a livello europeo il sapere accumulato nell'ambito della storia,
del
patrimonio
scientifico e tecnologico (S&T), della sociologia e della filosofia della
scienza. A tal
fine
gli studiosi di queste discipline dovrebbero costituire delle reti per
strutturare la ricerca ed i
dibattiti,
in modo da rivelare il reale contributo della scienza alla costruzione della
società e
all'identità
europea, dando particolare risalto a:
i legami tra scienza, democrazia e
diritto;
30.12.2006
IT Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea L 400/343
la ricerca nel campo dell'etica della
scienza e della tecnologia;
l'influenza reciproca tra scienza e
cultura;
il ruolo e l'immagine degli
scienziati;
la comprensione della scienza da parte
del pubblico e la promozione del dibattito pubblico.
* Evoluzione del ruolo delle università
L'attività
sarà tesa a favorire le opportune riforme per consentire alle università di
svolgere la loro
funzione
di creazione, diffusione e condivisione del sapere, assieme all'industria ed
alla collettività
(secondo
lo spirito delle iniziative comunitarie per la ricerca universitaria). Risalto
verrà dato a:
la definizione delle migliori
condizioni generali per una ricerca universitaria più efficiente;
le misure volte a promuovere la
costituzione di partenariati strutturati con le imprese,
tenendo conto delle capacità delle università di gestire la
ricerca;
la maggiore condivisione delle
conoscenze tra le università e la collettività.
L
400/344 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea 30.12.2006
Seconda
linea di azione: Rafforzamento del potenziale ed estensione degli orizzonti
* Genere e ricerca
Conformemente
a quanto stabilito negli orientamenti politici del documento di lavoro interno
della
Commissione,
nelle conclusioni del Consiglio 1 ed in altri orientamenti politici comunitari
pertinenti,
si creerà il contesto per delle azioni positive, al fine di rafforzare il ruolo
delle donne
nella
ricerca scientifica e di accentuare la dimensione di genere nel campo della
ricerca. Questo
contesto
costituirà lo sfondo per il dibattito politico, il monitoraggio, il
coordinamento e il sostegno
della
ricerca. In tale ambito rientrano:
il rafforzamento del ruolo delle
donne nella ricerca scientifica e negli organi decisionali in
ambito scientifico;
la dimensione di genere nella
ricerca;
l'integrazione della dimensione
di genere nella politica e nei programmi di ricerca dell'UE.
1 "Le donne e la scienza:
Eccellenza ed innovazione Uguaglianza tra uomini e donne nella
scienza" - (SEC(2005) 370);
conclusioni del Consiglio del 18 aprile 2005.
30.12.2006
IT Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea L 400/345
* Giovani e scienza
Le
attività saranno concepite in modo da: promuovere la scelta di carriere in
ambito scientifico da
parte
di persone di ogni estrazione, favorire i legami intergenerazionali ed
incrementare il livello
generale
di 'alfabetizzazione scientificÀ. Gli scambi e la cooperazione a livello
europeo si
concentreranno
sui metodi didattici per le scienze, orientati ad un pubblico giovane, sul
sostegno
(concetti,
materiale) agli insegnanti in materie scientifiche, sullo sviluppo di legami
tra scuola e vita
professionale.
È inoltre prevista la possibilità di finanziare manifestazioni di ampia portata
europea,
che
facciano incontrare scienziati autorevoli in veste di "modelli" e
giovani aspiranti scienziati.
È
prevista la trattazione di attività di ricerca di base, tenendo conto dei
contesti sociali e dei valori
culturali.
Tre sono gli aspetti da sviluppare:
il sostegno alla didattica scientifica
formale ed informale nelle scuole oltre che tramite
centri scientifici e musei e altre
modalità pertinenti;
il rafforzamento dei legami tra
l'istruzione scientifica e la carriera scientifica;
le azioni di ricerca e coordinamento
concernenti i nuovi metodi didattici scientifici.
L
400/346 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea
30.12.2006
Terza
linea di azione: Comunicazione tra scienza e società
Le
attività saranno tese a favorire validi canali di comunicazione nelle due
direzioni, che
permettano
alla collettività e ai decisori di interessarsi alla scienza ed agli scienziati
di entrare in
contatto
con la collettività. La strategia consisterà nel favorire una più stretta
collaborazione e lo
scambio
delle prassi migliori tra scienziati e professionisti dei mezzi di
comunicazione, nonché un
maggiore
coinvolgimento dei gruppi destinatari, ossia i bambini e i giovani, i
ricercatori impegnati
nella
divulgazione e la stampa specializzata. L'impegno si concentrerà su:
l'offerta in tempo utile di
informazioni scientifiche attendibili alla stampa e ad altri mezzi
di comunicazione
l'allestimento di iniziative di
formazione per avvicinare i mass media e la comunità
scientifica, superando le barriere
che li separano
la promozione della dimensione europea
nell'ambito di manifestazioni rivolte al pubblico
la promozione della scienza con
strumenti audiovisivi, attraverso coproduzioni europee e la
distribuzione di programmi
scientifici
la promozione di una comunicazione
transnazionale di eccellenza nel campo della ricerca e
della scienza, mediante l'istituzione
di premi popolari
la ricerca volta a migliorare gli
scambi in materia scientifica in termine di metodi e
prodotti, al fine di migliorare la
comprensione reciproca tra il mondo scientifico e il più
vasto pubblico dei responsabili
politici, dei mezzi di comunicazione e della popolazione in
generale.
30.12.2006
IT Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea L 400/347
6. SOSTEGNO ALLO SVILUPPO COERENTE DELLE
POLITICHE IN MATERIA
DI RICERCA
Obiettivo
Accrescere
l'efficacia e la coerenza delle politiche nazionali e comunitarie in materia di
ricerca e la
loro
articolazione con altre politiche, migliorando l'impatto della ricerca pubblica
e i suoi
collegamenti
con l'industria e rafforzando il sostegno pubblico e il suo effetto leva sugli
investimenti
da
parte del settore privato.
Strategia
Le
attività avviate nell'ambito di questo programma favoriranno lo sviluppo
coerente delle politiche
di
ricerca, completando le attività di coordinamento condotte nel quadro del
programma
`Cooperazione'
ed appoggiando le politiche e le iniziative comunitarie (quali ad es.
iniziative
legislative,
raccomandazioni e linee direttrici) finalizzate ad incrementare la coerenza e
l'impatto
delle
politiche degli Stati membri.
Queste
attività contribuiranno all'attuazione della strategia di Lisbona, segnatamente
al
conseguimento
dell'obiettivo dell'investimento del 3% nella ricerca, aiutando gli Stati
membri e la
Comunità
a sviluppare delle politiche di ricerca e sviluppo più efficaci, con l'intento
di migliorare la
ricerca
del settore pubblico ed i suoi legami con l'industria e di promuovere gli
investimenti privati
nella
ricerca, rafforzando il sostegno e l'impulso pubblico agli investimenti
privati. Ciò richiede
un'adattabilità
delle politiche di ricerca, la mobilitazione di una più vasta gamma di
strumenti, il
coordinamento
delle iniziative oltre le frontiere nazionali e l'impiego di altre politiche,
al fine di
creare
un contesto favorevole per la ricerca.
L
400/348 IT Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea 30.12.2006
Attività
Si
seguiranno due linee di azione1.
Prima
linea di azione: Monitoraggio e analisi delle politiche del settore pubblico e
delle strategie del
settore
privato in materia di ricerca, compreso il loro impatto
Tale
attività è finalizzata a fornire informazioni, elementi di prova ed analisi a
sostegno della
formulazione,
attuazione, valutazione e coordinamento transnazionale delle politiche degli
organi
ed enti
pubblici. Tale attività abbraccia:
* Un servizio di informazioni strategiche
(ERAWATCH) per la formulazione di politiche per la
ricerca empirica e per favorire la
realizzazione dello Spazio europeo di ricerca (SER), che offra
una migliore visione della natura, delle
componenti e dell'evoluzione delle politiche, delle
iniziative e dei sistemi nazionali e
regionali di ricerca. Il servizio comprende l'elaborazione
periodica di analisi, da un'ottica
europea, delle questioni di rilievo per la formulazione di
politiche di ricerca, più precisamente:
i fattori che determinano l'evoluzione dei sistemi di
ricerca e le loro implicazioni per le
politiche e le strutture di governanza; le problematiche/sfide
all'orizzonte e le opzioni strategiche;
un inventario a livello europeo dei progressi compiuti dagli
Stati membri nella realizzazione dello
Spazio europeo di ricerca e dell'obiettivo del 3%.
1 Le attività inerenti al rafforzamento
ed al miglioramento del sistema scientifico europeo, quali la
consulenza e le competenze in
campo scientifico, che contribuiscono a una "migliore
regolazione" rientrano nella
sezione dedicata alla scienza e alla società del presente programma
specifico.
30.12.2006
IT Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea L 400/349
* Attività di monitoraggio degli investimenti
nella ricerca industriale, per fornire una fonte di
informazione complementare ed esauriente,
che aiuti ad indirizzare la politica del settore pubblico
e consenta alle imprese di effettuare
analisi comparative delle rispettive strategie di investimento
nel campo della R&S, fra l'altro nei
settori di interesse fondamentale per l'economia dell'UE.
Tale attività comprende la periodica
elaborazione di quadri di valutazione per impresa e per settore
degli investimenti nella R&S, studi
delle tendenze degli investimenti privati nella R&S, analisi dei
fattori che incidono sulle decisioni di
investimento nella R&S e le prassi aziendali, analisi delle
ricadute economiche, nonché valutazione
dei risvolti a livello delle politiche.
* Lo sviluppo e l'analisi di indicatori
dell'attività di ricerca e dei suoi riflessi sull'economia.
Tale attività comprende l'elaborazione e
la pubblicazione di dati chiave e quadri di valutazione
di portata nazionale e regionale relativi
alle scienze ed alla tecnologia, sulla base eventualmente
di indicatori statistici ufficiali;
l'analisi dei punti di forza e debolezza dei sistemi di R&S degli
Stati membri; nonché l'analisi della
posizione e delle realizzazioni dell'Unione nel campo della
ricerca scientifica e tecnologica.
Le
suddette attività saranno condotte in collaborazione con il Centro comune di
ricerca, nonché
attraverso
studi e gruppi di esperti.
Seconda
linea di azione: Coordinamento delle politiche di ricerca
Tale
attività è finalizzata a rafforzare, su base volontaria, il coordinamento delle
politiche di ricerca
mediante:
* azioni volte a sostenere l'attuazione del
metodo aperto di coordinamento, e
L
400/350 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea 30.12.2006
* iniziative di cooperazione transnazionale
intraprese a livello nazionale o regionale su temi di
interesse comune, cui partecipino
eventualmente altri soggetti interessati (comprese l'industria, le
organizzazioni europee ed
organizzazioni della società civile).
Le
attività si incentreranno su questioni di interesse comune connesse alla
ricerca e ad altre
politiche
pertinenti, che dovrebbero essere affrontate per la realizzazione dello Spazio
europeo di
ricerca
e dell'obiettivo di investire il 3 % del PIL dell'Unione europea nella ricerca.
Le predette
attività
serviranno a: favorire lo sviluppo di politiche nazionali e regionali più
efficaci attraverso
l'apprendimento
reciproco e la revisione da parte di specialisti (`peer review'); incoraggiare
l'attuazione
di iniziative comuni o in concertazione tra gruppi di paesi e regioni
interessate, in
settori
aventi una forte dimensione o impatto transnazionale; individuare eventuali
tematiche, che
richiedono
un intervento complementare e sinergetico a livello comunitario e nazionale.
Le
iniziative intraprese da diversi paesi e regioni possono riguardare attività
quali lo scrutinio inter
pares
delle politiche nazionali e regionali, lo scambio di esperienze e personale,
l'elaborazione
congiunta
di valutazioni e studi d'impatto, nonché lo sviluppo e l'attuazione di
iniziative congiunte.
7. ATTIVITÀ DI COOPERAZIONE
INTERNAZIONALE
Obiettivo
Per
diventare competitiva e svolgere un ruolo di primo piano a livello mondiale, la
Comunità
europea
deve sviluppare una politica internazionale vigorosa e coerente nel campo della
scienza e
della
tecnologia. Le azioni internazionali realizzate a titolo dei diversi programmi
nell'ambito del
settimo
programma quadro saranno attuate nel contesto di una strategia globale di
cooperazione
internazionale.
30.12.2006
IT Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea L 400/351
Tale
politica internazionale deve perseguire tre obiettivi interdipendenti:
favorire la competitività europea
mediante partenariati strategici con paesi terzi in settori
scientifici prestabiliti, invitando i
migliori scienziati del terzo mondo a lavorare in Europa e
a collaborare con l'Europa
agevolare i contatti con i partner dei
paesi terzi per favorire un migliore accesso alle
ricerche condotte nel mondo
affrontare problemi specifici che
affliggono i paesi terzi, o di portata mondiale, sulla base
del mutuo beneficio ed interesse.
L
400/352 IT Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea 30.12.2006
Strategia
Al fine
di individuare e stabilire i settori prioritari della ricerca di comune
interesse con i paesi terzi
considerati
(Paesi partner per la cooperazione internazionale 1) per azioni specifiche di
cooperazione
internazionale
nell'ambito del programma specifico `Cooperazione', si intendono intensificare
il
dialogo
politico in atto e le reti di partenariato con le varie regioni dei suddetti
paesi terzi, da cui
attingere
per la concretizzazione di tali azioni. Si rafforzerà la coerenza delle
attività nazionali
relative
alla cooperazione scientifica internazionale, sostenendo il coordinamento dei
programmi
nazionali
(degli Stati membri e dei paesi associati) attraverso il coordinamento
multilaterale delle
politiche
e delle attività nazionali di RST. Nell'ambito del Programma quadro la
cooperazione con i
paesi
terzi sarà orientata in particolare ai seguenti gruppi di paesi 2:
paesi candidati3;
paesi partner mediterranei (PPM),
paesi dei Balcani occidentali, 4 nonché paesi dell'Europa
orientale e dell'Asia centrale 5 (EECA);
paesi in via di sviluppo, con
particolare attenzione alle specifiche necessità di ciascuno dei
paesi o delle regioni in
questione; 6
economie emergenti.
1 Si rinvia alle norme di
partecipazione.
2 Attualmente 9 paesi partner
mediterranei e 6 paesi dell'Europa orientale e dell'Asia centrale
partecipano alla politica europea
di vicinato.
3
Diversi
dai
paesi
associati candidati.
4 Diversi dai Paesi associati
potenziali candidati.
5 Armenia, Azerbaigian, Bielorussia,
Georgia, Kazakstan, Repubblica del Kirghizistan,
Moldova, Russia, Tagikistan,
Turkmenistan, Ucraina e Uzbekistan.
6 Tenendo presente che l'America
Latina comprende sia paesi in via di sviluppo sia economie
emergenti.
30.12.2006
IT Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea L 400/353
Le
azioni tematiche di cooperazione internazionale sono realizzate nell'ambito del
programma
specifico
"Cooperazione". Le azioni internazionali nel campo del potenziale
umano sono condotte
nell'ambito
del programma specifico "Persone". Le azioni e le misure di sostegno
orizzontali vertenti
su
argomenti che non rientrano in un'area tematica o interdisciplinare specifica
contemplata nel
programma
"Cooperazione" saranno attuate, e potrebbero essere integrate, in un
numero limitato di
casi,
da azioni di cooperazione specifiche di interesse reciproco. Il coordinamento
complessivo delle
azioni
di cooperazione internazionale condotte nell'ambito dei diversi programmi sarà
rafforzato allo
scopo
di assicurare un approccio coerente e di sviluppare sinergie con altri
strumenti comunitari (per
es. lo
strumento di assistenza preadesione (IPA), lo strumento della politica europea
di vicinato, il
regolamento
America latina - Asia (ALA), i regimi di aiuto allo sviluppo, ecc.). Tenuto
conto
dell'esperienza
acquisita con l'INTAS e sulla base dei lavori svolti da questa associazione
nell'ambito
della
cooperazione con i paesi dell'Europa orientale e dell'Asia centrale, saranno
intraprese nell'ambito
del
presente programma e dei programmi: "Cooperazione" e
"Persone" attività che offrono continuità.
La
Commissione assicurerà il coordinamento delle attività di cooperazione
internazionale per tutta
la
durata del programma quadro, compreso il dialogo politico con i paesi e le
regioni partner e i
consessi
internazionali.
L
400/354 IT Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea 30.12.2006
Attività
Le
principali attività per lo sviluppo di politiche concordate di cooperazione
internazionale e
scientifica
sono:
* Coordinamento bilaterale a livello regionale
della cooperazione in materia di scienza e
tecnologia (S&T), compresa la
fissazione di priorità e la definizione di politiche di
cooperazione nel campo della scienza e
della tecnologia (S&T)
La
cooperazione all'interno della Comunità in materia di scienza e tecnologia
(S&T) per la
fissazione
di priorità si fonderà sul dialogo politico globale con i paesi e le regioni
partner, tenendo
conto
della loro realtà socioculturale e delle loro capacità di ricerca. Tale dialogo
si svolge su più
livelli:
in sedi di dibattito internazionali (le varie convenzioni dell'ONU),
nell'ambito del dialogo
bilaterale
istituzionalizzato tra regioni 1 (incontri Asia-Europa (ASEM)), America latina,
Caraibi ed
UE
(UE-LAC), partenariati con i paesi del Mediterraneo e dei Balcani occidentali;
in sede di
accordi
di cooperazione UE-ACP (paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico) e Stati
dell'Europa
orientale
e dell'Asia centrale 2 nonché in sede di accordi bilaterali e multilaterali ed
incontri
informali
a livello transregionale tra scienziati e altri soggetti della società.
1 In questo contesto per dialogo
bilaterale a livello regionale s'intende il dialogo tra gli Stati
membri, la Comunità e i paesi
terzi interessati.
2 A cui potrebbero partecipare anche
il Centro internazionale di scienza e tecnologia (CIST)
ed il Centro per la scienza e la
tecnologia dell'Ucraina (STCU).
30.12.2006
IT
Gazzetta
ufficiale
dell'Unione europea L
400/355
La
massima priorità sarà accordata all'intensificazione del dialogo bilaterale tra
regioni, al fine di
indirizzare
e fissare il quadro per la cooperazione scientifica e tecnica internazionale, e
concordare
quali
siano le aree di ricerca di interesse comune. Tale dialogo e partenariato nel
campo scientifico
e
tecnologico sono lo strumento più efficace per realizzare obiettivi di portata
mondiale concordati
tra le
parti, nel rispetto delle esigenze specifiche regionali e nazionali.
Nell'ambito del Programma
quadro,
la cooperazione scientifica e tecnica internazionale sarà quindi disciplinata
in modo
coerente,
attraverso la formulazione integrata di politiche di ricerca, sulla base del
suddetto dialogo
e dei
suddetti accordi di cooperazione 1.
Queste
iniziative saranno realizzate attraverso attività specifiche di cooperazione
internazionale, che
svilupperanno
il dialogo biregionale, in stretta consultazione con gli Stati membri, i paesi
associati e
i paesi
partner nella cooperazione internazionale.
La
fissazione di priorità e la formulazione delle politiche di cooperazione
scientifica e tecnica
produrranno
un effetto diretto e misurabile sulle altre attività previste per la
cooperazione
internazionale
nel campo della S&T dal programma specifico "Capacità", ossia: il
miglioramento e
lo
sviluppo di accordi S&T e di partenariati di cooperazione S&T, nonché
favorevoli effetti sinergici
sul
coordinamento di politiche ed attività nazionali in materia di cooperazione
internazionale nel
campo
della S&T (accordi S&T).
Nell'ambito
degli accordi S&T, nel rispetto delle attività prioritarie stabilite, sarà
data priorità
all'individuazione
di nuovi elementi emergenti, la cui realizzazione richieda interventi ed avalli
a
livello
politico.
1 Considerati gli interessi della
Comunità, si sono conclusi accordi con tutti i più importanti
partner industrializzati o dei
paesi emergenti, nonché con la quasi totalità dei paesi inclusi
nella politica europea di vicinato.
L
400/356 IT Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea
30.12.2006
Inoltre,
la partecipazione di scienziati a programmi di ricerca nazionali di paesi terzi
permetterà altresì
di
sfruttare appieno le possibilità degli accordi S&T e consentirà agli
scienziati di conoscere i sistemi di
ricerca
dei paesi terzi, favorendo la conoscenza delle rispettive culture. A tal fine,
il Programma quadro
sovvenzionerà
i costi della partecipazione alle attività di ricerca dei programmi nazionali
di ricerca dei
paesi
terzi, da parte di scienziati degli Stati membri e dei paesi associati, qualora
ciò sia nell'interesse
ed offra
vantaggi reciproci. Tale partecipazione sarà realizzata mediante procedure
selettive.
I
progetti comuni (di notevole entità sotto il profilo dei partenariati, delle
competenze e del
finanziamento),
sviluppati nell'ambito del predetto dialogo e degli accordi di cooperazione
scientifica
e tecnica, saranno impostati in funzione delle necessità ed avranno un notevole
impatto
socioeconomico.
I progetti saranno finalizzati specificamente alle priorità indicate
nell'ambito del
dialogo
politico a livello regionale sulla cooperazione scientifica e tecnica e saranno
oggetto di
bandi
specifici per regioni o gruppi di paesi partner della cooperazione
internazionale. I risultati di
questo
dialogo serviranno a stabilire le priorità ed i bisogni relativi ad azioni
specifiche di
cooperazione
internazionale per le varie aree tematiche del programma specifico
"Cooperazione".
* Coordinamento bilaterale per il
rafforzamento e lo sviluppo di partenariati S&T tecnici
L'attuazione
delle priorità individuate sarà perfezionata e concretizzata attraverso
l'istituzione di
equi
partenariati di cooperazione scientifica e tecnica, cui aderisca una pluralità
di soggetti
interessati
(i partner del settore della ricerca, l'industria, le amministrazioni pubbliche
e la società
civile)
per la promozione di capacità e azioni di ricerca. Questo meccanismo si è
dimostrato il più
atto a
mobilitare in modo sinergico le forze dei partner. Tali partenariati
richiederanno strategie
multidisciplinari
per far fronte alle disparate esigenze a livello mondiale, regionale e/o
nazionale.
30.12.2006
IT Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea L
400/357
Lo
sviluppo di partenariati di cooperazione scientifica e tecnica si baserà sulla
leadership
biregionale
e il coordinamento delle iniziative politiche in settori prioritari
prestabiliti. Il
funzionamento
di questi partenariati sarà assicurato da gruppi direttivi, composti da un
numero
ristretto
di rappresentanti di ciascuna regione, aperti a tutti i partner delle regioni
interessate, che
terranno
conto degli interessi e delle capacità di ricerca dei vari partner. Questi
partenariati
promuoveranno
delle attività di ricerca comuni ed il dialogo politico permanente
sull'efficienza e
l'efficacia
della cooperazione realizzata per determinare le esigenze future.
* Sostegno al coordinamento delle politiche e
ad attività nazionali degli Stati membri e dei
paesi associati nel campo della
cooperazione S&T internazionale
Per
promuovere/incoraggiare una strategia efficiente della Comunità in materia di
cooperazione
scientifica
internazionale è essenziale che le politiche nazionali siano costantemente
coordinate, al
fine di
realizzare gli impegni assunti nell'ambito del dialogo biregionale e bilaterale
per la
cooperazione
scientifica e tecnica.
Tale
coordinamento aumenterà l'efficienza e l'impatto delle iniziative bilaterali di
cooperazione
scientifica
e tecnica avviate in collaborazione tra gli Stati membri e i paesi partner
nella
cooperazione
internazionale, favorendo delle sinergie positive. Il coordinamento rafforzerà
altresì le
complementarietà
tra le attività di cooperazione scientifica e tecnica condotte dalla Comunità e
dagli
Stati membri.
La
misura promuoverà inoltre l'attuazione di una "visione comune",
favorendo strategie
programmatiche
innovatrici e l'instaurazione di legami di collaborazione più stretti, tra gli
Stati
membri
e con gli Stati membri, per lo sviluppo e la realizzazione di una cooperazione
coerente a
livello
comunitario nell'ambito della scienza e della tecnologia.
L
400/358 IT Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea 30.12.2006
ALLEGATO II
RIPARTIZIONE INDICATIVA DELLA
DOTAZIONE FINANZIARIA (in milioni di EUR)
Infrastrutture di ricerca1 1
715
Ricerca a favore delle piccole e medie
imprese (PMI) 1 336
Regioni della conoscenza
126
Potenziale di ricerca 340
Scienza nella società
330
Sviluppo coerente delle politiche di
ricerca 70
Attività di cooperazione
internazionale 180
TOTALE
4 097
1 Compreso un importo fino a 200
milioni di EUR alla Banca europea per gli investimenti per
il meccanismo di finanziamento
con ripartizione del rischio, di cui all'allegato III. Un
importo dell'ordine di 100
milioni di EUR sarà impegnato per quote annue per il periodo
2007-2010.
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IT Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea L 400/359
ALLEGATO III
Meccanismo di
finanziamento con ripartizione del rischio
Come
indicato nell'allegato II, la Comunità fornirà un contributo (azione di
coordinamento e