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Bruxelles, 11.8.2008
COM(2008) 513 definitivo
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO, AL PARLAMENTO EUROPEO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI
Il patrimonio culturale europeo: basta
un clic
Progressi in materia di digitalizzazione e accessibilità on line del
materiale culturale e della conservazione digitale nell'UE
Le biblioteche, gli archivi, i musei e gli archivi audiovisivi d'Europa dispongono di collezioni ricche e vaste che incarnano la storia e la diversità culturale del nostro continente. Quando vengono rese accessibili su Internet, queste collezioni possono essere consultate e riutilizzate dai cittadini europei a fini ricreativi, di lavoro o di studio.
Nel settembre 2005 la Commissione europea ha lanciato l'iniziativa Biblioteche digitali, finalizzata a rendere accessibile on line il patrimonio culturale e scientifico europeo[1]. L'iniziativa, che rientra nella strategia i2010 della Commissione per la società dell'informazione, è stata risolutamente sostenuta dal Parlamento europeo[2] e dal Consiglio.
L'iniziativa Biblioteche digitali contribuisce allo sviluppo di Europeana, la biblioteca digitale europea, e contribuisce a migliorare le condizioni di accessibilità on line per libri, giornali, film, mappe, fotografie e documenti d'archivio delle istituzioni culturali europee. I settori prioritari per gli Stati membri sono stati identificati nella Raccomandazione della Commissione del 2006 sulla digitalizzazione e l'accessibilità on line del materiale culturale e sulla conservazione digitale[3], e dalle relative conclusioni del Consiglio[4].
La presente comunicazione descrive i progressi compiuti verso la creazione della Biblioteca digitale europea, nonché le iniziative messe a punto dagli Stati membri sugli aspetti organizzativi, finanziari, tecnici e giuridici, essenziali per rendere disponibile su Internet il materiale culturale. Essa invita gli Stati membri e le parti interessate ad intensificare il lavoro destinato a rendere più accessibile il nostro patrimonio comune e conferma l'impegno della Commissione a sostenere tale obiettivo tramite le sue azioni programmatiche e i suoi programmi di finanziamento.
La Commissione ha
incoraggiato le istituzioni culturali europee a collaborare e agire per la
creazione di un punto d'accesso multilingue comune alle risorse digitalizzate
in tutta Europa. Questa iniziativa europea, biblioteca, archivio e museo digitale,
è stata denominata Europeana.
Gli utenti possono accedere ad Europeana per esplorare e
combinare materiali digitalizzati di musei, archivi, biblioteche e archivi
audiovisivi di tutta Europa, senza che sia necessario conoscere l'esistenza di
molteplici siti o di consultarli. Gli utenti avranno accesso diretto alle
versioni digitalizzate di libri, giornali, documenti d'archivio, fotografie e
file audiovisivi e potranno consultarli o utilizzarli a fini ricreativi, di
studio o di lavoro.
L'anno scorso sono
state avviate diverse iniziative importanti per la creazione di Europeana,
dal punto di vista sia organizzativo che operativo. L'8 novembre 2007
è stata istituita la Fondazione europea per la biblioteca digitale, dimostrando
l'impegno dei vari settori culturali alla realizzazione di questo obiettivo.
Membri fondatori sono le associazioni europee di biblioteche, archivi, musei e
archivi audiovisivi, nonché singole importanti istituzioni culturali. La
struttura operativa a supporto di Europeana
è ospitata dalla Biblioteca nazionale olandese.
Lo sviluppo di Europeana è
a buon punto: fa leva sui risultati di progetti ed iniziative esistenti ed è
sostenuto da una serie di nuovi progetti cofinanziati nel quadro del programma eContentplus. Il lavoro è orientato al lancio di un primo prototipo nel
novembre 2008. Europeana consentirà
l'accesso diretto, tramite un'interfaccia multilingue, ad almeno 2 milioni
di oggetti provenienti da istituzioni culturali in tutta Europa, illustrando
così il potenziale di questo concetto. Nel febbraio 2008 è stato
pubblicato un sito dimostrativo con il fine di sollecitare osservazioni[5].
Nel corso dei prossimi
due anni il prototipo sarà sviluppato fino a divenire un servizio pienamente
operativo: ciò significa innanzitutto che esso si arricchirà di altri contenuti
in provenienza da vari siti di istituzioni culturali. Entro il 2010 è
probabile che il numero di oggetti digitali accessibili tramite Europeana vada molto al di là dei 6 milioni
originariamente previsti.
Inizialmente il
materiale accessibile tramite Europeana sarà rappresentato principalmente da
materiali di dominio pubblico. Una delle sfide cruciali è rappresentata dall'inclusione
di materiale ancora soggetto a diritto d'autore, in modo da evitare che il XX
secolo si configuri come una sorta di "buco nero": una situazione
cioè in cui risulterebbe accessibile in rete una vasta quantità di materiale
culturale degli anni precedenti il 1900, ma pochissimo del passato più
recente. A tal fine è necessaria una fattiva collaborazione tra istituzioni
culturali e titolari dei diritti. Questa collaborazione può prendere forma tramite
accordi fra le istituzioni nazionali e i titolari dei diritti, o tramite link
da Europeana a siti da questi gestiti.
Per l'ulteriore
sviluppo di Europeana sarà necessario considerare anche l'aspetto
rappresentato dalla ricerca e dal reperimento multilingui, oltre ad integrare vari
strumenti collaborativi.
Il Parlamento europeo e il Comitato economico e sociale hanno
sottolineato la necessità di mettere il grande pubblico al corrente della biblioteca
digitale europea adottando le iniziative necessarie a tal fine; la Commissione
promuoverà attivamente Europeana e
già dedica risorse a questa attività di sensibilizzazione tramite il programma eContentplus. Gli Stati membri e le istituzioni culturali
possono anch'essi contribuire a portare l'esistenza di Europeana a conoscenza del
grande pubblico.
Gli Stati membri
possono inoltre contribuire al progetto sponsorizzando direttamente la European Digital Library Foundation
come partner associati, oltre a lavorare per dare piena attuazione alle parti salienti
della Raccomandazione 2006/585/CE e relative conclusioni del Consiglio.
Nella sua Raccomandazione del 2006 sulla digitalizzazione e l'accessibilità on line del materiale culturale e della conservazione digitale, la Commissione ha esortato gli Stati membri ad intervenire in diverse aree cruciali e riferire in merito ai progressi compiuti entro il febbraio 2008. Il 13 novembre 2006 i ministri responsabili della cultura hanno adottato conclusioni del Consiglio che dimostravano la disponibilità degli Stati membri alla collaborazione su questi problemi. Le conclusioni prevedevano inoltre una data di scadenza limite per le azioni.
Riprendendo un suggerimento del Consiglio, la Commissione ha creato un gruppo di esperti degli Stati membri sulla digitalizzazione e la conservazione digitale che ha sostituito un gruppo intergovernativo preesistente attivo sul tema della digitalizzazione. Il nuovo gruppo si è riunito due volte nel 2007 per riferire in merito ai progressi compiuti nei settori di sua competenza e scambiare le esperienze fatte a livello nazionale.
Le seguenti osservazioni sui progressi compiuti sono basate in gran parte sulle relazioni presentate dagli Stati membri nel febbraio/marzo 2008.
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Rassegne delle attività di digitalizzazione
La creazione di
rassegne del materiale digitalizzato è essenziale per evitare doppioni e rendere
complementari le attività di digitalizzazione. Dal 2005 una maggioranza di
Stati membri ha iniziato ad effettuare in varie forme tali rassegne. Alcuni
paesi, come la Slovenia, hanno apprestato registri di collezioni digitalizzate,
talvolta appoggiati da una normativa apposita in materia.
In altri paesi sono i
portali nazionali a servire da principale punto di riferimento. Vari Stati
membri citano a questo proposito il progetto MICHAEL, che fornisce descrizioni
delle collezioni digitalizzate in vari paesi europei con i relativi link. Per
sua stessa natura lo sviluppo di Europeana si tradurrà anch'esso
in un panorama più dettagliato delle risorse digitalizzate.
Lo studio NUMERIC, finanziato dalla
Commissione, riguarda la metodologia usata per ottenere in futuro cifre più
affidabili sulla digitalizzazione, che possono contribuire alla progettazione
di ulteriori attività in questo campo. I risultati di una prima indagine a
livello europeo saranno disponibili ai primi del 2009.
Malgrado le attività di
cui sopra, le rassegne esistenti non sono utilizzate in modo sistematico come
strumento di fissazione delle priorità nell'ambito delle politiche di digitalizzazione.
Le rassegne e le indagini effettuate negli Stati membri dimostrano inoltre che
parecchio materiale digitalizzato non è ancora accessibile in rete, fatto che
ne limita l'utilizzabilità.
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Piani
di digitalizzazione e relative risorse finanziarie
La fissazione di
obiettivi quantitativi per la digitalizzazione contribuirà a rendere più
focalizzate le attività e porterà a una maggiore efficienza della
digitalizzazione in tutta Europa.
La maggior parte degli
Stati membri ha apprestato strategie e piani di digitalizzazione, spesso nel
quadro di più ampie strategie per la società dell'informazione. Diversi altri
Stati lavorano su tali piani. Tuttavia, con poche eccezioni, queste strategie e
questi piani non contengono chiari obiettivi quantitativi come indicato nella
Raccomandazione e nelle relative conclusioni del Consiglio. Sulla fissazione di
obiettivi quantitativi e sulla relativa programmazione finanziaria è necessario
un maggiore impegno da parte degli Stati membri.
Il finanziamento della
digitalizzazione rappresenta un aspetto fondamentale. Negli ultimi anni diversi
Stati membri hanno destinato un quantitativo considerevole di nuove risorse
alla digitalizzazione: questa iniziativa si tradurrà nella digitalizzazione di
milioni di nuovi oggetti.
Fra il 2003 e il 2007 la Grecia ha appoggiato 180 diversi progetti di
digitalizzazione di musei, biblioteche e archivi con un finanziamento totale di
100 milioni di euro. Un importo analogo è destinato specificamente
alla digitalizzazione nel quadro della strategia digitale nazionale greca per
il 2008-2013.
I Paesi Bassi hanno destinato 90 milioni
di euro soltanto alla digitalizzazione degli archivi audiovisivi per il
periodo 2007-2014.
Altri Stati membri sono
stati meno ambiziosi. Talvolta il quadro non è chiaro, dato che gli
stanziamenti destinati alla digitalizzazione si presentano frammentati e "nascosti"
nei bilanci delle istituzioni culturali.
In vari casi, come la
Lituania e la Finlandia, i fondi strutturali europei sono utilizzati a sostegno
della digitalizzazione. Gli Stati membri e le regioni potrebbero esplorare
ulteriormente questo metodo di finanziamento dei progetti.
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Partenariato
pubblico-privato per la digitalizzazione.
Un altro metodo di
finanziamento della digitalizzazione potrebbe essere costituito dalla
sponsorizzazione privata o dai partenariati pubblico-privato. Le imprese
private partecipano effettivamente ad attività di digitalizzazione in vari
Stati membri, ma spesso unicamente come prestatrici di servizi. Esistono
inoltre diversi esempi di veri partenariati pubblico-privato o di
sponsorizzazioni private della digitalizzazione, ad esempio da parte di imprese
tecnologiche, banche e imprese del settore delle telecomunicazioni.
Questi esempi potrebbero
ispirare gli Stati membri a creare analoghi partenariati, e le istituzioni culturali
e gli sponsor privati ad escogitare metodi di collaborazione, tenendo conto
degli orientamenti forniti in merito dal Gruppo di alto livello sulle
biblioteche digitali.
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Strutture
di digitalizzazione su larga scala
Per mettere on line il
patrimonio culturale europeo è necessario accelerare i ritmi e intensificare la
capacità di digitalizzazione. Vari Stati membri riferiscono di aver creato centri
di digitalizzazione in diverse forme. Talvolta questi sono connessi ad un'università (Germania), ad una biblioteca
nazionale (Finlandia, Francia, Paesi Bassi), ad un archivio (Svezia, Grecia), ad
un archivio audiovisivo (Francia), ad un ministero (Italia) o ad un'impresa
privata (Ungheria). In generale questi Stati membri prevedono che la produzione
del lavoro di digitalizzazione aumenterà in misura considerevole nel corso dei
prossimi anni.
A sostegno di tale
attività la commissione cofinanzia una rete di centri di competenza per la digitalizzazione
di vari tipi di materiale in tutta Europa (cfr. sezione 5).
Inoltre l'Ufficio delle pubblicazioni dell'UE è impegnato
in un grande progetto di digitalizzazione che entro l'ottobre 2009
tratterà circa 130 000 pubblicazioni. Questa biblioteca digitale di
tutte le pubblicazioni UE apparse dal 1952 sarà accessibile tramite il
sito web della libreria UE e, a suo tempo, anche tramite Europeana.
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Accesso
ai contenuti tramite Europeana
Gli Stati membri
possono contribuire al successo di Europeana incoraggiando le istituzioni culturali ad
aggiungere il proprio materiale digitalizzato alla collezione. Ciò può essere
fatto tramite specifici criteri di finanziamento per la digitalizzazione, un'impostazione
adottata in Spagna e nei Paesi Bassi.
Tredici Stati membri
riferiscono di avere istituito o di stare istituendo portali nazionali. Questi
possono svolgere un importante ruolo di aggregazione per il punto d'accesso
europeo comune, a condizione che siano applicate idonee norme.
Una maggioranza di Stati
membri riferisce di avere in corso lavori relativi alle norme necessarie per
realizzare l'interoperabilità in tutta Europa. Anche in questo caso i criteri
di finanziamento potrebbero svolgere un ruolo, come nei Paesi Bassi. I progetti
EDLnet e Minerva sono menzionati come punti importanti di riferimento per il
lavoro di standardizzazione.
In alcuni Stati sono in
corso iniziative destinate a coinvolgere i detentori di contenuti del settore
privato e facilitare così la disponibilità delle opere ancora coperte da
diritto d'autore. Fra gli esempi da ricordare sono l'accordo tra la Biblioteca
nazionale e l'associazione nazionale degli editori in Francia nel contesto di
Gallica 2, le attività connesse al portale "Libreka!" istituito
da editori tedeschi e un accordo fra lo Stato e un editore in Italia.
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Opere
orfane
Le opere orfane sono
opere tutelate da diritto d'autore di cui risulta difficile o addirittura
impossibile reperire i proprietari. In questi casi si pongono problemi di
gestione dei diritti per la digitalizzazione e per l'accessibilità in linea del
materiale.
In Finlandia, Svezia,
Danimarca e Ungheria esistono meccanismi di licenza collettiva allargata che
possono essere utilizzati per la gestione delle opere orfane. Sia la Danimarca
che l'Ungheria stanno cambiando la normativa al fine di rafforzare il
meccanismo di gestione delle opere orfane. Anche la Germania prepara una
normativa nel contesto di un più ampio adattamento delle norme in materia di
diritto d'autore.
Malgrado questi esempi,
i progressi registrati sul piano pratico sono complessivamente pochi. Nella
maggior parte dei casi il problema è ancora in via di esame, spesso nel quadro
di gruppi di lavoro che considerano la problematica delle opere orfane
unitamente ad altri problemi connessi al diritto d'autore entro il dominio
delle biblioteche digitali. Alcuni Stati membri lasciano intendere di vedere con
favore una soluzione o un orientamento a livello europeo.
Dalle relazioni non risulta
che nella maggior parte degli Stati membri venga compiuto un lavoro molto
esteso sulle basi dati di opere orfane. Tuttavia le azioni a livello europeo –
come il progetto ARROW, in cui i titolari di diritti e le istituzioni culturali
collaborano in una prospettiva volta a creare basi dati delle opere orfane –
dovrebbero essere corroborate da iniziative nazionali.
Complessivamente, sull'aspetto
rappresentato dalle opere orfane si impongono interventi più sostenuti da parte
degli Stati membri.
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Opere
fuori stampa o non più distribuite
I costi di gestione dei
diritti per la digitalizzazione e la pubblicazione on line di opere fuori
stampa o non più distribuite possono essere molto elevati. Per facilitare la
gestione dei diritti i titolari dei medesimi debbono collaborare con le
istituzioni culturali e le società di gestione collettiva. Gli Stati membri
possono contribuire offrendo una piattaforma per tale collaborazione.
Sebbene vi siano casi di
istituzioni culturali, in particolare nel settore audiovisivo, che hanno
ottenuto l'accordo dei titolari dei diritti per la digitalizzazione e l'accessibilità
delle loro collezioni, l'azione degli Stati membri in questo campo è appena all'inizio.
Nel gestire i diritti
per le opere fuori stampa o non più distribuite, è essenziale che le
istituzioni culturali ottengano i diritti mediante i quali rendere disponibile il
materiale al di là delle frontiere nazionali. Un'impostazione che limiti l'accesso
al materiale digitalizzato agli utenti situati in uno specifico territorio
nazionale si pone in contraddizione con l'idea di base della Biblioteca
digitale europea.
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Ostacoli
all'uso delle opere di dominio pubblico
Le disposizioni
contenute nella normativa nazionale possono contenere ostacoli all'uso di opere
di dominio pubblico. Tali ostacoli potrebbero limitare l'accessibilità e utilizzabilità
del materiale, ad esempio, tramite Europeana.
Questo aspetto viene
esaminato soltanto in una minoranza di relazioni degli Stati membri. Il basso
tasso di risposta in relazione a questo settore specifico induce a ritenere che
in molti Stati membri non siano stati adottati provvedimenti in merito e che
esso richieda ulteriore attenzione. Alcuni Stati membri osservano di non aver
incontrato alcun ostacolo nella loro legislazione all'utilizzo di materiale di
dominio pubblico; altri ancora dichiarano che gli ostacoli sono stati
identificati, ma che la loro esistenza è giustificata.
Va sottolineato a
questo proposito quanto sia importante mantenere le opere di dominio pubblico
accessibili dopo il cambiamento di formato. In altri termini, le opere di
dominio pubblico dovranno continuare ad essere tali una volta digitalizzate e
rese accessibili tramite Internet.
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Strategie
e piani per la conservazione digitale; scambio di informazioni
L'assenza di politiche
chiare e compiute in molti Stati membri è stata identificata nella
Raccomandazione come una minaccia alla sopravvivenza del materiale
digitalizzato e nato in forma digitale.
La maggior parte degli
Stati membri ha iniziato a lavorare su strategie di conservazione digitale
tramite comitati o gruppi di lavoro speciali comprendenti le principali
istituzioni che si occupano di conservare la memoria storica, e in alcuni casi
sono stati apprestati piani specifici di conservazione digitale. Tuttavia,
molto spesso il seguito operativo e il supporto finanziario offerti alle
strategie organizzative e infrastrutturali di alto livello si presentano
limitati. È necessario un ulteriore lavoro in questo settore per preservare
informazioni e contenuti preziosi per le generazioni future.
I progressi sono stati
registrati soprattutto nei paesi che dispongono di una o più organizzazioni con
una lunga storia di lavoro nel settore della conservazione digitale e che non
operano in forma isolata, ma collaborano con altre istituzioni nazionali e all'estero.
Nel Regno Unito la Digital Preservation Coalition, che
comprende tra gli altri la British Library, il Joint Information Systems
Committee e vari istituti di ricerca, offre una sede per lo sviluppo e il
coordinamento delle strategie di conservazione digitale a livello nazionale.
Le relazioni degli
Stati membri menzionano progetti finanziati dalla Comunità nonché il gruppo di
esperti degli Stati membri sulla digitalizzazione e la conservazione digitale
come utili piattaforme per lo scambio di informazioni fra Stati.
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Riproduzione
di più copie a fini di conservazione
Una grande maggioranza
di Stati membri consente già la creazione di più copie a scopo di
conservazione, tenendo così conto della necessità della migrazione tra formati.
Alcuni Stati, in cui non è consentita la riproduzione di più copie a fini di
conservazione, prospettano un'azione sul piano legislativo per cambiare la
situazione attuale (come il Regno Unito, nel quadro dell'attuazione della Gowers Review sulla normativa in
materia di diritto d'autore).
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Deposito
legale
Un'ampia maggioranza di
Stati membri ha aggiornato la propria normativa in materia di deposito legale
ed ha fatto ricorso a formule pratiche destinate a coprire anche il materiale
nato in forma digitale. Tuttavia i tipi di materiale coperti dalla normativa
(come i CD-rom, le pubblicazioni statiche in rete, i contenuti web dinamici)
variano in misura considerevole da un paese all'altro; lo stesso dicasi dei
criteri in materia di deposito.
Le relazioni
sottolineano come gli scambi di esperienze tra istituzioni responsabili del deposito
e la partecipazione a progetti finanziati dall'UE sulla conservazione digitale
siano metodi atti a ridurre il rischio di divergenze per quanto riguarda le
modalità di deposito.
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"Web
harvesting"
Circa la metà degli
Stati membri ha attuato una normativa che consente il cosiddetto "web harvesting" - la raccolta
attiva di materiale presente in rete – da parte di istituzioni culturali
selezionate. Le disposizioni relative al "web harvesting"
obbligatorio sono di norma incluse nella normativa relativa al deposito legale
del materiale nato digitale. Nella maggior parte dei casi l'organizzazione
responsabile della raccolta è la Biblioteca nazionale.
Le politiche di accesso
al materiale oggetto di "web harvesting" sono generalmente
restrittive, per motivi connessi ai diritti di proprietà intellettuale e alla
tutela della sfera privata.
La Raccomandazione 2006/585/CE della Commissione e le relative
conclusioni del Consiglio hanno fissato una serie di compiti per gli Stati
membri al fine di rendere le informazioni culturali accessibili a tutti su
Internet e preservarle per le generazioni future. Nel frattempo si è fatto
molto, ma molto resta ancora da fare. Sulla base dell'analisi di cui sopra,
richiedono particolare attenzione i seguenti settori e aspetti:
— Risorse
finanziarie e obiettivi quantitativi per la digitalizzazione.
— Solido
appoggio a Europeana da parte degli Stati
membri: dai criteri di finanziamento della digitalizzazione all'istituzione di
aggregatori nazionali e al lavoro sulla standardizzazione.
— Meccanismi
legislativi e pratici atti a facilitare la digitalizzazione e l'accessibilità
delle opere orfane, nonché misure destinate a incoraggiare gli accordi
volontari sulle opere fuori stampa o non più distribuite, tenendo conto degli
aspetti transfrontalieri.
— Aspetti
finanziari e organizzativi della conservazione digitale.
Nel febbraio 2006 la Commissione ha istituito un gruppo di esperti di alto livello sulle biblioteche digitali, che riunisce istituzioni culturali, editori, imprese tecnologiche e accademici al fine di trovare soluzioni a problemi potenzialmente spinosi che siano accettabili alle parti interessate. Esso comprende tre sottogruppi attivi l'uno sui partenariati pubblico-privato, l'altro sulle informazioni scientifiche e il terzo sui problemi di diritto d'autore.
Il gruppo di alto livello ha trovato un terreno comune su diverse problematiche e fornito orientamenti pratici su vari problemi fra quelli di cui si è occupata la Raccomandazione 2006/585/CE della Commissione. Esso ha redatto una sorta di decalogo, ad esempio ad uso dei partenariati pubblico-privato per la digitalizzazione, e avallato un modello di licenza per la digitalizzazione e l'accessibilità delle opere fuori stampa.
I risultati cui è pervenuto il gruppo di alto livello, in particolare in materia di diritto d'autore, sono stati esaminati e sviluppati ulteriormente con un gruppo più ampio di soggetti interessati. Per il problema delle opere orfane, si sono attivati gruppi basati su settori che hanno creato orientamenti di tipo cautelare, in altri termini, un'intesa sulle misure da adottare prima che un' opera possa essere considerata orfana. Il 4 giugno 2008 le organizzazioni dei soggetti interessati hanno firmato a tale riguardo un memorandum d'intesa.
Nel contesto rappresentato dalla Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 novembre 2005, relativa al patrimonio cinematografico, la Commissione agisce da soggetto promotore per un accordo tra archivi cinematografici e titolari dei diritti per l'utilizzo dei film depositati negli archivi.
I progressi realizzati sugli aspetti tecnici costituiscono un requisito fondamentale per lo sviluppo delle biblioteche digitali in generale e il miglioramento dei servizi di Europeana in particolare.
È innanzitutto necessario disporre di forme di digitalizzazione meno costose e di migliore qualità (compreso il riconoscimento ottico dei caratteri, necessario a permettere la ricerca sui testi completi), nonché di tecniche di conservazione migliori e meno costose per i contenuti digitali. All'interno dei programmi quadro di ricerca e sviluppo questi aspetti ed altri connessi rientrano nel settore tematico delle biblioteche digitali e delle tecnologie per il potenziamento all'apprendimento.
Il
progetto IMPACT, nell'ambito del Settimo programma quadro di ricerca e
sviluppo, sostiene una rete di centri di competenza per la digitalizzazione. Il
progetto beneficia di cofinanziamenti comunitari per 11,5 milioni
di euro, per uno stanziamento totale di 15,5 milioni di euro.
Anche il programma eContentplus ha apportato un contributo molto apprezzabile al settore delle biblioteche digitali, affrontando particolarmente i problemi di interoperabilità fra domini e l'accesso multilingue con uno stanziamento di circa 60 milioni di euro sul periodo 2005‑2008.
Il
progetto EDLnet, cofinanziato nel quadro di eContentplus, contribuisce
direttamente alla creazione di Europeana, riunendo i principali fornitori di
contenuti ad Europeana e contribuendo a creare un quadro di interoperabilità a sostegno
del lavoro. Il progetto European Film Gateway (oggetto di un cofinanziamento
specifico di 4,5 milioni di euro) aiuta gli archivi cinematografici
nazionali ad aggregare i contenuti nei vari Stati membri, e può pertanto facilmente
inserirsi in Europeana.
Tramite i suoi programmi di finanziamento la Commissione continuerà a sostenere progetti destinati a potenziare l'accessibilità on line dei contenuti culturali e la conservazione digitale e che contribuiscono allo sviluppo di Europeana. Nell'ambito del Settimo programma quadro di ricerca e sviluppo, le biblioteche digitali e la conservazione digitale costituiscono ormai un obiettivo specifico, con uno stanziamento che si prevede dell'ordine di 69 milioni di euro per il periodo 2009‑2010. All'interno del programma eContentplus, circa 25 milioni di euro sono stati destinati specificamente alle biblioteche digitali per il 2008. Nel 2009‑2010 un importo analogo dovrebbe essere destinato al settore delle biblioteche digitali nell'ambito del programma Competitività e innovazione.
Internet ha creato un'opportunità senza precedenti di rendere accessibile il patrimonio culturale europeo. Tramite l'iniziativa "Biblioteche digitali" la Commissione fornisce alle istituzioni culturali europee l'appoggio necessario per realizzare nei fatti questa opportunità. Nei casi in cui biblioteche, musei e archivi (audiovisivi) hanno messo a disposizione materiale culturale, vi è stato in generale grande interesse da parte del pubblico.
Europeana, la biblioteca digitale europea, sarà lanciata nel novembre 2008 e dimostrerà il potenziale di un punto d'accesso comune al patrimonio culturale europeo. I contenuti e servizi offerti da Europeana aumenteranno nel corso degli anni con l'adesione di altre istituzioni e la digitalizzazione di nuovo materiale.
Per rendere il materiale culturale accessibile ai cittadini è necessario lavorare sulle condizioni di base per la digitalizzazione, l'accessibilità on line e la conservazione digitale. La Commissione ha raccomandato agli Stati membri un insieme di misure prioritarie per sostenere i progressi compiuti in tutta Europa. Quantunque nel complesso gli Stati membri abbiano realizzato progressi significativi, è necessario fare di più per rendere disponibile a tutti una massa critica di contenuti digitali. Un'attenzione particolare va rivolta ai settori cruciali identificati alla sezione 3 sulla base delle relazioni nazionali.
La Commissione continuerà a sostenere questo processo tramite le sue iniziative programmatiche e i suoi programmi di finanziamento, e invita gli Stati membri, le loro istituzioni culturali e i soggetti interessati a lavorare per l'obiettivo comune di rendere ampiamente accessibili su Internet i contenuti culturali europei. La Commissione seguirà attentamente gli sviluppi in collaborazione con gli Stati membri, così da identificare i settori in cui si potranno rendere necessari ulteriori interventi.
[1] Cfr. COM(2005) 465 del 30 settembre 2005, che riguarda principalmente l'accesso al materiale culturale. L'aspetto rappresentato dall'accesso alle informazioni scientifiche è affrontato separatamente: cfr. COM(2007) 56 definitivo del 14 febbraio 2008.
[2] Risoluzione del Parlamento "i2010, verso la Biblioteca digitale europea" del 27 settembre 2007.
[3] Raccomandazione 2006/585/CE del 24 agosto 2006, GU L 236 del 31.8.2006, pag. 28.
[4] Conclusioni del Consiglio del 13 novembre 2006, GU C297 del 7.12.2006, pag. 1.
[5] Cfr. http://www.europeana.eu/.