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Bruxelles, 11.9.2008
COM(2008)561 definitivo
DOCUMENTO DI LAVORO DELLA COMMISSIONE
RELAZIONE SUI PROGRESSI DELLA POLITICA SPAZIALE EUROPEA
INDICE
1. Introduzione..... 3
2. Applicazioni spaziali.... 3
2.1. Programmi di navigazione satellitare :
GALILEO / EGNOS 3
2.2. Osservazione della terra: GMES... 5
2.3. Sicurezza e difesa..... 7
3........... Basi spaziali.... 8
3.1. Scienza e tecnologia 8
3.2. Accesso allo spazio..... 9
3.3. Esplorazione del sistema solare,
stazione spaziale internazionale e voli spaziali umani..... 9
4. Un'industria spaziale europea
competitiva... 10
5. Gestione (Governance) 11
5.1. Quadro istituzionale e finanziario 11
5.2. Programma spaziale europeo 12
5.3. Relazioni internazionali.. 12
6. Questioni
emergenti 13
6.1. Codice
di condotta ONU riguardo alle attività condotte nello spazio extraatmosferico... 13
6.2. Sicurezza
dell'infrastruttura spaziale e sorveglianza/conoscenza dell'ambiente spaziale
(Space Situational Awareness)... 13
ANNEX Elements for a European Strategy for
International Relations in Space........ 15
I. Background... 15
II. Principles... 16
III. Objectives... 17
IV.. Methodology 17
1. Introduzione
Facendo
seguito all'adozione della risoluzione del Consiglio "spazio" del
maggio 2007, la presente relazione descrive i principali progressi realizzati
nel corso del primo anno di attuazione della politica spaziale europea, elaborata
congiuntamente dalla Commissione europea e dal Direttore generale dell'Agenzia
spaziale europea (COM (2007) 212). La necessità di dare vita a una Politica
spaziale europea è stata sancita anche dai Capi di stato e di governo dell'UE. Gli
Stati membri dell'UE e dell'ESA hanno sottolineato che la prosecuzione dell'attuazione
dei programmi GALILEO e GMES, la messa a punto di una strategia relativa alle
relazioni spaziali internazionali e la necessità di sviluppare strumenti adeguati
e sistemi di finanziamento delle azioni comunitarie nel settore spaziale
dovrebbero rappresentare le priorità assolute, seguite dal miglioramento del coordinamento
e delle sinergie tra i programmi e le
tecnologie spaziali di difesa e civili, in base a un approccio imperniato sulle
necessità degli utenti. . La presente relazione descrive sia gli importanti progressi
realizzati a partire dal maggio 2007 che le azioni di seguito che
rappresenteranno le priorità del periodo successivo.
2. Applicazioni spaziali
2.1. Programmi di navigazione
satellitare : GALILEO / EGNOS
GALILEO ed EGNOS[1] rappresentano investimenti europei
nell'infrastruttura europea essenziale destinata ad applicazioni fondamentali
come i controlli alle frontiere, la gestione e la logistica dei trasporti, le
operazioni finanziarie e la sorveglianza delle infrastrutture critiche nei
settori dell'energia e delle comunicazioni. Alla fine del 2007 il Consiglio
dell'UE ha adottato le proprie conclusioni sulla riorganizzazione ed il
futuro sviluppo dei programmi europei di navigazione satellitare, compresi gli
aspetti legati alla gestione ed agli appalti pubblici, sulla base di un
finanziamento interamente pubblico dell'UE della fase di spiegamento
(realizzazione).
Gestione
La gestione pubblica dei programmi sarà rigorosamente basata sul
principio della divisione delle responsabilità tra la Commissione europea, l'Autorità
di vigilanza del GNSS (sistema di navigazione via satellite) europeo (la GSA) e
l'ESA. La Commissione europea sarà responsabile della gestione su scala
mondiale dei programmi come amministratore europeo del programma GNSS. L'ESA
fungerà da ente appaltante per la piena capacità operativa (FOC) di GALILEO e
come autorità di progetto dei programmi. La GSA, conformemente agli
orientamenti definiti dalla Commissione, compierà missioni specifiche legate ai
programmi. Inoltre, verrà istituito un nuovo gruppo interistituzionale GALILEO (il
GIP), comprendente rappresentanti del Consiglio, del Parlamento europeo e della
Commissione e incaricato di seguire i programmi.
Attuazione
del programma
Importanti
progressi tecnici sono stati realizzati nella fase di sviluppo e di convalida
in orbita del programma GALILEO. GIOVE-B, il secondo satellite sperimentale GALILEO,
è stato lanciato con successo il 27 aprile 2008. Esso opererà congiuntamente al
primo satellite sperimentale di GALILEO, GIOVE-A, trasportando nuove tecnologie
essenziali da sperimentare nello spazio e necessarie ai fini delle prestazioni dei
sistemi GALILEO, tra cui il più preciso orologio atomico mai messo in orbita.
I fondi
comunitari supplementari[2] assegnati all'attuazione dei
programmi GALILEO ed EGNOS ammontano a 3405 milioni di euro per il periodo compreso
tra il 1° gennaio 2007 e il 31 dicembre 2013. I primi quattro satelliti GALILEO
operativi saranno lanciati nel 2010; nel frattempo sarà stata completata anche la
relativa infrastruttura di controllo al suolo .
Conformemente
al regolamento europeo sul GNSS rivisto[3], il 1° luglio 2008 la Commissione e
l'ESA hanno lanciato la gara d'appalto per il reperimento dei 26 satelliti rimanenti
e dell'infrastruttura di controllo al suolo. Il raggiungimento della piena capacità
operativa di GALILEO (30 satelliti e stazioni terrestri) è prevista per il
2013.
Al contempo si sta gradualmente provvedendo a rendere operativa l'infrastruttura
EGNOS. Il sistema EGNOS sorveglia e corregge i segnali emessi dagli attuali
sistemi globali di navigazione satellitare per adattarli alle applicazioni di
navigazione rilevanti ai fini della sicurezza. Il trasferimento delle risorse EGNOS
dall'ESA verso la Comunità europea è previsto per l'inizio del 2009.
Cooperazione
internazionale
La
Commissione europea e l'ESA hanno dato vita a una cooperazione internazionale
per garantire un adeguato accesso alle risorse (frequenze, tecnologie, accoglienza
delle stazioni terrestri) necessarie alla costruzione delle infrastrutture EGNOS
e GALILEO.
Principali
sfide future
Ø Completamento
della fase di convalida in orbita tramite la preparazione e il lancio dei primi
quattro satelliti operativi GALILEO nel 2010;
Ø Attuazione
delle conclusioni del Consiglio del 2007 riguardo alla riconfigurazione
di GALILEO, comprese le
disposizioni in materia di gestione (governance) e gli accordi con l'ESA a tale
riguardo;
Ø Completamento
della gara d'appalto riguardo ai 26 rimanenti satelliti operativi GALILEO e alla
relativa infrastruttura di controllo al suolo;
Ø Misure
regolamentari e politiche d'accompagnamento, alla luce di fattori quali la
responsabilità dei terzi ed il controllo all'esportazione, l'accesso al
servizio pubblico regolamentato e la gestione della fase di sfruttamento del
programma;
Ø Prosecuzione
della promozione delle applicazioni che beneficiano pienamente dei servizi EGNOS
e, in futuro, dei servizi GALILEO, anche per quanto riguarda i sistemi di
trasporto intelligenti. Dopo la pubblicazione, nel dicembre 2006, del Libro
verde sulle applicazioni della navigazione via satellite, la Commissione proporrà
un piano d'azione in materia nonché un piano europeo di radionavigazione.
2.2. Osservazione della
terra: GMES
GMES, ovvero l'iniziativa europea per un sistema globale di osservazione per
l'ambiente e la sicurezza, viene
attuata in base a un approccio graduale, basato su servizi mirati
di osservazione della terra mirati a rispondere alle necessità dei cittadini
europei nei settori dell'ambiente, della sicurezza, degli interventi di
emergenza e del cambiamento climatico.
Servizi
Il sistema GMES
presuppone l'integrazione dei dati d'osservazione della terra - sia spaziali che
in situ - nei servizi d'applicazione europei attualmente operativi. Tre servizi
GMES, imperniati sulle esigenze dell'utente nei settori degli interventi d'emergenza, nonché della sorveglianza
terrestre e marina, saranno preoperativi entro la fine 2008. Inoltre
sono stati avviati lavori per individuare le esigenze degli utenti per quanto
riguarda i servizi di sicurezza, lo sviluppo di un servizio
atmosferico pilota supplementare e il potenziale contributo del sistema GMES
alla lotta contro il cambiamento climatico.
Per fare
fronte al cambiamento climatico e ad altre sfide ambientali è necessario
investire ulteriormente nella ricerca volta a comprendere questi fenomeni e nella
valutazione di dati affidabili provenienti da svariate fonti, in particolare dai
satelliti. La fornitura e analisi continua e sostenibile di dati satellitari di
elevata qualità sulle variabili essenziali del clima è garantita dai relativi programmi
di EUMETSAT e dell'ESA. L'iniziativa sul cambiamento climatico dell'ESA, in
fase di preparazione in previsione del Consiglio ministeriale ESA del novembre
2008, punta sul consolidamento e sulla preservazione dei propri trentennali
archivi di dati relativi all'osservazione della terra, per contribuire al
lavoro di revisione da parte dei centri di ricerca sul clima.
Nel corso
della fase preoperativa GMES (2008-2010) la fornitura di dati coordinata per i
servizi GMES durante il biennio in questione è stata garantita da un prestito di
48 milioni di euro accordato dalla CE all'ESA. EUMETSAT ha inoltre deciso che
nel corso di questo periodo tutti i dati e prodotti dei propri satelliti operativi
e archivi verranno resi gratuitamente disponibili ai servizi del GMES.
Globalmente,
per la costruzione dei servizi GMES tra il 2002 al 2009, sono stati stanziati 100
milioni di euro destinati all'elemento "servizi GMES" dell'ESA (GSE).
L'aspetto "spazio" del 7° PQ ha stanziato 35 milioni di euro nel
2007 e 70 milioni di euro nel 2008 per sviluppare e consolidare ulteriormente i
servizi GMES.
Quadro
programmatico ed istituzionale
Il
Consiglio "spazio" del maggio 2007 ha riconosciuto che dopo dieci
anni di finanziamento della R&S, per il sistema GMES è giunto il momento di
passare speditamente alla fase operativa, al fine di garantirne la
disponibilità a lungo termine.
La sostenibilità
del sistema GMES richiede un adeguato quadro amministrativo ed istituzionale. Il
sistema GMES è infatti basato su componenti interdipendenti (componente dei servizi,
componente spaziale e componente in situ) che producono dati ed informazioni per
gli utenti e per l'ulteriore trattamento da parte del settore "a
valle" dei servizi. La Commissione intende proporre appropriati sistemi di
gestione e di finanziamento in una comunicazione al Consiglio dell'UE ed al
Parlamento europeo nell'autunno 2008.
L'infrastruttura
in situ del sistema GMES rappresenta una voce in attivo per gli Stati membri e per
i loro enti locali o regionali. Si cercherà dunque di ottenere da parte di tali
autorità un impegno perché continuino ad assicurare la disponibilità dei dati. È
stato istituito un gruppo di lavoro d'osservazione in situ costituito da
rappresentanti degli Stati membri e sostenuto dall'Agenzia europea per l'ambiente
(EEA), al fine di esaminare le questioni legate al coordinamento
dell'infrastruttura europea ed all'armonizzazione dello scambio di dati.
Progressi
nell'ambito della componente spaziale
L'ESA è responsabile
del coordinamento di tutti i contributi europei alla componente spaziale del sistema
GMES (GSC), in base alle necessità degli utenti. Essa provvede allo sviluppo di
una serie di satelliti (le cosiddette "sentinelle") e del relativo segmento
terrestre attraverso il programma GSC dell'ESA.
Il
contributo comunitario al programma GSC dell'ESA è attuato attraverso un
accordo CE-ESA che prevede uno stanziamento iniziale di 419 milioni di euro per
il "segmento 1" della GSC (importo totale 1320 milioni di euro). Si
prevede l'adozione di un emendamento all'accordo per coprire l'ulteriore contributo
previsto dalla Comunità, pari a 205 milioni di euro per il "segmento
2" della GSC, che sarà sottoposto per approvazione al Consiglio
ministeriale dell'ESA di novembre.
Cooperazione
internazionale
Il settore
meteorologico ha già dimostrato che, per garantire l'accesso ad una vasta gamma
di dati a livello mondiale, l'Europa deve trovare un corretto equilibrio tra la
capacità autonoma di osservazione della terra e la cooperazione con i paesi
terzi, in particolare per quanto riguarda il coordinamento dell'infrastruttura
d'osservazione della terra e lo scambio di dati. A livello multilaterale, l'Europa
è già fortemente impegnata nel processo GEOSS[4], mentre il sistema GMES si
definisce come il principale contributo europeo a quest'impresa internazionale.
Nel dicembre 2007 è stato lanciato il "processo di Lisbona sul
sistema GMES e sull'Africa" in risposta alla richiesta dell'Unione
africana di integrare le esigenze degli utenti africani nei servizi GMES.
Principali sfide future
Ø Mantenere
un legame stretto tra la definizione delle esigenze degli utenti e la garanzia
del futuro sviluppo dei servizi e dell'infrastruttura, tenendo conto di una
buona relazione costi-efficacia;
Ø Rafforzare
il coordinamento e l'impegno congiunto di tutti i destinatari, in particolare
degli Stati membri a favore dell'infrastruttura in situ;
Ø Ottenere
dagli Stati membri dell'ESA e dalla Comunità europea un impegno a favore del
finanziamento del "segmento 2" della GSC;
Ø Sviluppare
ulteriormente il futuro quadro programmatico, finanziario ed istituzionale (gestione)
del sistema GMES, sia nel suo insieme che nelle sue componenti "servizio",
"spaziale" e "in situ". Tale quadro fornirà le basi per la
propria sostenibilità.
2.3. Sicurezza e
difesa
Le capacità spaziali europee sono ormai divenute strumenti
d'informazione fondamentali per affrontare una serie di sfide ambientali,
economiche e di sicurezza su scala mondiale o regionale. L'accesso autonomo
alle informazioni provenienti dallo spazio rappresenta dunque un vantaggio
strategico dell'UE, la quale deve
però ulteriormente rafforzare la propria capacità di raccogliere queste sfide, anche
nei settori della sicurezza e della difesa, sia tramite un migliore coordinamento
che mediante lo sviluppo di capacità proprie.
Il significato delle capacità
spaziali europee come vantaggio strategico è stata sottolineata nella relazione
2008 dell'Alto Rappresentante e della Commissione concernente l'impatto dei cambiamenti climatici sulla
sicurezza internazionale. Al contempo i programmi spaziali come GMES e GALILEO
possiedono una capacità di uso molteplice e potrebbero, oltre alle capacità in materia di sicurezza civile,
avere anche impieghi militari.
Senza
trascendere i principi e le attuali competenze istituzionali dell'UE, la
Commissione europea e il segretariato generale del Consiglio dell'UE stanno attualmente
lavorando all'individuazione di requisiti pertinenti per gli utenti nel quadro
dei servizi di sicurezza GMES, coinvolgendo gli utenti potenziali
e le istanze decisionali, nonché i fornitori ed elaboratori di dati. In seguito
a un seminario organizzato dall’Istituto per gli studi sulla sicurezza nel
giugno 2007 a Parigi, i seguenti settori chiave sono stati individuati come
degni di essere approfonditi: sorveglianza delle frontiere[5], sorveglianza marittima e sostegno
all'azione esterna dell'UE. Attualmente si sta inoltre realizzando un'azione
orizzontale riguardo alla sicurezza dell'informazione, al fine di preparare il
piano d'attuazione per lo scambio di dati nel settore della sicurezza.
Per fare
fronte alle complesse necessità in materia di capacità e attitudini nel quadro di
dati e servizi correlati alla sicurezza, sono già stati attuati o lanciati
alcuni test e progetti pilota a titolo dei programmi comunitari di ricerca nonché
della GSE dell'ESA, con la partecipazione del centro satellitare dell'UE. Ricordiamo
ad esempio il progetto di sorveglianza marittima LIME[6], che risponde anche alle esigenze
dell'UE in materia di politica marittima.
Al fine di giungere a un migliore coordinamento tra le attività spaziali
civili, di sicurezza e di difesa, i servizi della Commissione europea e il
segretariato generale del Consiglio dell'UE hanno dato vita a un dialogo strutturato,
che coinvolge anche l'Agenzia europea per la difesa (AED) e il centro satellitare
dell'UE. L'obiettivo è lo scambio di informazioni e il perfezionamento delle
sinergie tra le attività e i programmi dei diversi soggetti, nel quadro della
PESD e delle altre politiche dell'UE.
Principali
sfide future
Ø Proseguire
il dialogo strutturato tra i servizi e le agenzie competenti dell'UE al fine di
creare sinergie tra le attività ed i programmi dei diversi soggetti;
Ø Continuare
a individuare le necessità degli utenti nel settore dei servizi di sicurezza del
GMES, coinvolgendo gli utenti potenziali, le istanze decisionali politiche, i
fornitori di dati e gli sviluppatori di sistemi, approfondendo al contempo lo
svolgimento di test e progetti pilota nel quadro dei programmi pertinenti;
3. Basi spaziali
3.1. Scienza e
tecnologia
L'UE, l'ESA ed i loro Stati membri hanno
riconosciuto la necessità di continuare ad investire massicciamente per
conservare la leadership nelle scienze e tecnologie spaziali. Ciò si
riflette nei programmi pertinenti dell'ESA nonché nel programma di ricerca
dell'UE (7° PQ).
Il
rafforzamento dei fondamenti delle scienze e tecnologie spaziali è stato
specificamente incluso nel 7° PQ dell'UE. Il coordinamento tra il 7° PQ dell'UE
ed il programma tecnologico dell'ESA è stato sensibilmente rafforzato durante
l'anno passato.
L'Europa
continua ad essere ambiziosa in termini di innovazione, portando avanti l'individuazione
delle tecnologie critiche e garantendone il finanziamento, controllando al
contempo rigorosamente i trasferimenti tecnologici, sia per ragioni di sicurezza
che per ragioni commerciali. La Commissione europea, l'ESA e l'AED cooperano
strettamente in questo sforzo. Per il 9 settembre 2008 è in programma un evento
congiunto CE-ESA-AED volto a sensibilizzare il mondo politico riguardo alla
necessità di definire un approccio armonizzato europeo nei confronti delle
tecnologie indispensabili a garantire la non dipendenza dell'Europa nello
spazio. L'ESA proporrà al
proprio Consiglio ministeriale del novembre 2008 un elemento di programma legato
alle tecnologie spaziali critiche, alla non dipendenza strategica europea ed
alla competitività industriale.
Il programma scientifico obbligatorio dell'ESA porterà a termine il suo
primo piano ventennale a lungo termine, lanciato nel 1984 sotto il nome "Orizzonte
2000", con il doppio lancio (previsto all'inizio del 2009) dell'osservatorio
spaziale "Herschel" e della nave spaziale "Planck" tramite
il vettore Ariane 5. Nel quadro di questo piano è stata lanciata una lunga
serie di satelliti scientifici e di telescopi spaziali, come ad esempio NEWTON ed
INTEGRAL[7].
Principali
sfide future
Ø Mantenere
l'impegno e l'investimento nelle scienze e tecnologie spaziali;
Ø Definire
un approccio armonizzato su scala europea nel settore della tecnologia fondamentale
per la non dipendenza europea nella tecnologia spaziale. La presentazione di
una proposta di programma in materia al Consiglio dell'ESA è prevista in
occasione del Consiglio ministeriale del 2008.
3.2. Accesso allo
spazio
L'accesso
allo spazio - indipendente, affidabile ed efficace dal punto di vista dei costi
- è di importanza fondamentale per l'attuazione della politica spaziale europea
Gradualmente
verrà resa disponibile una gamma flessibile di vettori tramite un operatore
singolo del Centro spaziale della Guyana, con il vettore Vega sviluppato
dall'ESA e il vettore russo Soyuz, che andranno ad aggiungersi ad Ariane 5. Inoltre una serie di satelliti europei a medio lancio vengono lanciati
tramite vettori russi dal cosmodromo di Baikonour.
Nel biennio 2006-2007 Arianespace ha messo in orbita un totale di 22
satelliti di telecomunicazione attraverso undici lanci riusciti di Ariane 5,
ovvero l'80% di tutti i satelliti commerciali lanciati nel 2007. Nel 2008 sono
previsti sette lanci.
Principali
sfide future
Ø Un
compito basilare per l'Europa è fare sì che Ariane rimanga il servizio di
lancio commerciale di riferimento sul mercato nonostante lo sfavorevole tasso
di cambio dollaro/euro. Questa sarà la principale sfida del 2008;
Ø L'ESA
dovrà mettere a punto gli scenari per la prossima generazione di vettori.
3.3. Esplorazione del
sistema solare, stazione spaziale internazionale e voli spaziali umani
L'ESA, insieme a un certo numero di Stati
membri, ha svolto un ruolo chiave nella definizione di una strategia internazionale
di esplorazione spaziale globale e nella preparazione del quadro di
coordinamento internazionale delle nazioni spaziali attraverso il gruppo
internazionale di coordinamento dell'esplorazione spaziale (ISECG). Alcune
importanti missioni europee sono state già lanciate o sono comunque in fase di
preparazione.
La missione
ESA ExoMars ha subito una significativa evoluzione, diventando una missione di esplorazione
di Marte ad elevato rendimento[8]. Sono stati conclusi accordi di cooperazione
tra l'ESA e la NASA per migliorare il grado di affidabilità della missione e il
suo valore scientifico. Allo stesso tempo è stato concluso un accordo anche con
l'agenzia spaziale federale russa, riguardo alla cooperazione con la missione
russa incaricata di portare sulla terra campioni di terreno marziani, Phobos
Grunt.
Il
programma relativo a una stazione spaziale internazionale (ISS) sta procedendo
verso la fase di "assemblaggio finale", prevista entro il 2010,
mentre un equipaggio di sei persone è previsto per il maggio 2009. Questa
struttura offre opportunità uniche per la ricerca fondamentale ed applicata. La
partecipazione europea al lancio (riuscito) di Node2[9] nell'ottobre 2007, il laboratorio Columbus
nel febbraio 2008, il veicolo di trasferimento automatizzato (ATV-1) "Jules
Verne" nel marzo 2008 e la presenza di membri d'equipaggio europei
garantiscono la visibilità del ruolo dell'Europa in questa impresa. Questi successi hanno confermato la
capacità dell'Europa di assicurare significativi contributi all'esplorazione
spaziale su scala mondiale, riuscendo in tal modo a ritagliarsi un ruolo più
ampio rispetto alla propria quota di partecipazione al programma ISS, pari all'8%.
È ormai giunto il momento di raccogliere i frutti dei capitali investiti a
lungo termine nel progresso scientifico e nella preparazione dell'esplorazione
del sistema solare. Tuttavia l'esplorazione spaziale richiede risorse assai
vaste, e di conseguenza deve rappresentare un impegno internazionale.
Principali
sfide future
Ø Le
importanti risorse necessarie per l'esplorazione dello spazio richiedono un fermo
impegno dell'Europa per la definizione del proprio contributo e la messa in
comune delle proprie risorse allo scopo di offrire un contributo europeo
coerente ed efficace a questa iniziativa globale;
Ø La
Commissione europea intende dare vita a un dibattito politico per valutare il
contributo potenziale dell'UE a questa impresa.
4. Un'industria spaziale
europea competitiva
Il mercato aerospaziale commerciale ha dato vita a una significativa catena
di valore nei servizi derivati, ma ha anche prodotto vantaggi socioeconomici ed
indiretti. È tuttavia necessario un impegno pubblico per creare la massa
critica destinata a stimolare maggiormente l'investimento pubblico e privato.
Le iniziative europee GALILEO e GMES offriranno significative opportunità per
le applicazioni e i servizi imperniati sulle necessità degli utenti e contribuiranno
alla nascita di nuovi mercati europei a valle.
L'evoluzione
delle necessità degli utenti europei rende necessaria la messa a punto di
sistemi spaziali integrati, che riuniscano, senza soluzione di continuità,
attrezzature satellitari e terrestri di telecomunicazione, di posizionamento e
di sorveglianza in un certo numero di settori di interesse strategico,
economico e/o sociale. Lo sviluppo dei servizi GMES e GALILEO nonché la loro
integrazione con le comunicazioni via satellite sono stati sostenuti a titolo
dei programmi quadro comunitari di RST. L'ESA sta mettendo a punto una proposta
di programma per la promozione di applicazioni integrate (IAP), volto a
promuovere sistematicamente l'utilizzo di tecnologie spaziali integrate in un
ampia gamma di servizi operativi.
La politica
spaziale europea evidenziato la necessità di una politica industriale che tenga
conto delle specificità del settore spaziale. Il quadro normativo rappresenta un
elemento essenziale di qualsiasi politica industriale. La Commissione europea ha
avviato un processo di consultazione dell'industria al fine di individuare le
sue esigenze in materia di azioni di regolamentazione e/o di deregolamentazione
nel settore spaziale. Inoltre la Commissione ha incaricato il Comitato europeo
di normalizzazione (CEN) di valutare le future necessità di normalizzazione del
settore spaziale e di elaborare una proposta di programma di normalizzazione
per lo spazio. Il primo risultato di tali attività è uno studio di fattibilità,
presentato nel giugno 2008, che individua i settori specifici per i quali si
procederà a un'analisi dettagliata delle necessità.
Alla luce
dei risultati ottenuti dal settore delle comunicazioni via satellite, l'ESA riscuote
sempre maggiore successo nell'introduzione di partenariati pubblico-privati nei
propri programmi di sviluppo, compresi i bandi per missioni con carico pagante
rivolti agli operatori satellitari privati interessati.
Principali sfide future
Ø Promuovere
l'ulteriore integrazione dei servizi satellitari e dei servizi d'osservazione della
terra, di navigazione e di comunicazione al fine di rafforzare i mercati del
settore "a valle" delle applicazioni e dei servizi;
Ø Sviluppare
ulteriormente una politica industriale che tenga conto delle specificità del
settore spaziale e promuova l'innovazione e la concorrenza, sostenendo al
contempo le imprese nel compito di gestire le variazioni altamente cicliche
della domanda; investire nella tecnologia e garantire la manutenzione di
tecnologie critiche;
Ø Portare
a termine l'analisi in corso riguardo alle necessità in materia di
regolamentazione e/o deregolamentazione nel settore spaziale e alle future
necessità in materia di armonizzazione. Mettere a punto un programma di
normalizzazione.
5. Gestione (Governance)
5.1. Quadro
istituzionale e finanziario
L'accordo-quadro concluso tra la Comunità
europea e l'ESA è entrato in vigore nel 2004 ed è stato prorogato di cinque
anni nel 2008, fino al 2012. La sua efficacia sarà oggetto di una verifica.
Tale quadro
istituzionale per lo spazio dovrebbe continuare ad comprendere attività alle
quali gli Stati membri parteciperebbero facoltativamente in base ad accordi intergovernativi,
pur beneficiando delle risorse derivate dalla ricerca e, se del caso, dai
bilanci comunitari operativi.
La
Commissione europea ha indetto una gara d'appalto per uno studio specializzato
volto ad analizzare le condizioni-quadro che incidono sul settore spaziale
europeo. Tale analisi si concentrerà in particolare sugli strumenti e sui
sistemi di finanziamento necessari per le attività spaziali a lungo termine in
Europa e sulle questioni normative chiave che incidono sul settore spaziale
europeo.
Principali
sfide future
Ø L'UE
e l'ESA devono rafforzare e rendere più efficace la propria cooperazione,
fondata sull'accordo-quadro, valutando al contempo la necessità ed i meccanismi
di futuri adattamenti;
Ø Esaminare
il futuro quadro programmatico, finanziario ed istituzionale (gestione) delle
attività spaziali europee;
Ø Rispondere
alla necessità di garantire servizi sostenibili tramite un finanziamento
comunitario operativo delle applicazioni spaziali.
5.2. Programma spaziale
europeo
I primi elementi di un programma spaziale
europeo, che dovrebbe comprendere tutte le principali attività programmatiche
europee e nazionali, sono stati presentati nell'aprile 2007 dalla Commissione
europea e dall'ESA nel quadro della politica spaziale europea.
Il programma spaziale europeo rappresenta
l'attuazione pratica della politica spaziale europea, il cui successo dipende da
un approccio coordinato europeo riguardo alle attività spaziali. Il programma
spaziale europeo sarà ulteriormente sviluppato nel 2009 dal gruppo di alto
livello sulla politica spaziale, basandosi sulle raccomandazioni formulate da un
gruppo di lavoro specializzato ad hoc composto da rappresentanti degli Stati
membri.
5.3. Relazioni internazionali
Nel perseguire l'obiettivo iniziale
principale – il miglioramento della trasparenza e del coordinamento tra i principali
soggetti della politica spaziale europea – il segretariato congiunto CE, in
collaborazione con gli Stati membri e con EUMETSAT, ha messo a punto gli "Elementi
di una strategia europea per le relazioni internazionali nello spazio"
(cfr. allegato).
Detto documento
sottolinea la necessità ed il desiderio dei soggetti europei coinvolti nello
spazio di esprimersi ad una sola
voce sulla scena internazionale e punta a definire i principi comuni, mettendo
a disposizione dei soggetti della politica spaziale europea uno strumento che
permetta loro di condividere e scambiarsi informazioni sulle proprie attività
e priorità pertinenti e di coordinare le proprie azioni. Il documento precisa
che la cooperazione spaziale internazionale deve rispettare le priorità
della politica esterna dell'UE, ad esempio sfruttando il potenziale dei
sistemi spaziali in funzione dello sviluppo sostenibile, segnatamente in
Africa. La cooperazione internazionale deve inoltre contribuire all'attuazione
pratica dei programmi spaziali europei.
Principali
sfide future
Ø Sviluppare
ulteriormente la trasparenza, lo scambio di informazioni e il coordinamento nel
settore delle attività di cooperazione spaziale internazionale dell'UE, dell'ESA,
dei loro Stati membri e di EUMETSAT, sulla base degli "Elementi di una
strategia europea per le relazioni internazionali";
Ø Proseguire
i lavori relativi alla futura elaborazione di una vera e propria strategia
delle relazioni internazionali nel settore della politica spaziale europea,
comprese le strategie specifiche per la GMES e GALILEO;
Ø Rafforzare ulteriormente la coerenza tra la politica spaziale europea, la cooperazione spaziale internazionale e le politiche esterne dell'UE.
6.1. Codice di condotta ONU riguardo alle attività condotte nello spazio extraatmosferico
Vista la natura globale delle attività spaziali e nell'interesse della sostenibilità delle attività e dell'infrastruttura spaziale, l'UE ha preparato un progetto di codice di condotta/linee guida riguardo alle attività condotte nello spazio extraatmosferico, che verrà sottoposto alle istituzioni competenti delle Nazioni Unite; tale progetto si basa sui principi del libero accesso allo spazio ai fini dell'esplorazione e dello sfruttamento a fini pacifici, della preservazione della sicurezza e dell'integrità dei satelliti in orbita e del diritto degli stati all'autodifesa legittima.
Principali
sfide future:
Ø Proseguire gli sforzi dell'UE nell'ambito delle Nazioni Unite volti a rafforzare i fondamenti che garantiscono la sostenibilità delle attività e degli oggetti spaziali.
Qualsiasi interruzione della disponibilità e del funzionamento dei sistemi spaziali può oggi avere significative conseguenze per la sicurezza e per le attività economiche. È dunque determinante comprendere e monitorare la popolazione degli oggetti spaziali, l'ambiente spaziale stesso e il potenziale delle minacce e dei rischi esistenti per i sistemi spaziali, nel quadro della cosiddetta SSA (Space Situational Awareness, sorveglianza/conoscenza dell'ambiente spaziale. Fino ad oggi l'Europa non possiede una propria capacità indipendente ed è parzialmente dipendente dai dati USA per quanto riguarda il monitoraggio della popolazione degli oggetti spaziali.
Di conseguenza l'ESA sta attualmente preparando una proposta di programma al fine di creare una capacità europea in materia di SSA. Un gruppo di utenti in rappresentanza delle Comunità di utenti (civili, militari, operatori, compagnie di assicurazione, comunità scientifica e altre istituzioni) ha messo a punto una guida sulle necessità ed esigenze di tale sistema. L'AED ha creato un equipe di progetto incaricata di mettere entro il 2009 a punto le esigenze SSA legate alla PESD.
L'attuale proposta dell'ESA prevede che un simile sistema sia basato sulla confederazione delle risorse terrestri europee esistenti e sulla cooperazione tra i segmenti spaziali disponibili, con l'aggiunta di un nuovo spiegamento di infrastrutture al suolo, di nuovi centri di elaborazione dei dati e di servizi spaziali precursori. L'ESA sta discutendo con i suoi Stati membri i risultati di uno studio riguardante la gestione e la politica dei dati in materia di SSA. Il segretariato generale del Consiglio dell'UE, la Commissione europea e gli Stati membri dell'UE verranno a loro volta coinvolti in tale discussione, anche riguardo alle implicazioni internazionali, con l'obiettivo di trovare una soluzione accettabile da tutti.
Principali
sfide future:
Ø L'ESA e la Commissione europea continueranno
ad individuare le potenziali minacce al funzionamento dei sistemi spaziali e i
modi per sorvegliarle, preparando le potenzialità per la creazione di una
capacità europea in materia di sorveglianza/conoscenza dell'ambiente spaziale,
basata su una proposta di programma dell'ESA.
ANNEX
Elements for a European Strategy for International Relations in Space
Europe must remain a
leader in space systems and an indispensable international partner providing
first class contributions to global initiatives and exerting leadership in
selected domains in accordance with European interests and values.
The European Space
Policy has identified that, in order for Europe to respond to global challenges
and to play a global role, the strategic mission of space activities in Europe
must be to seek:
– to develop and exploit space applications
serving Europe's public policy objectives and the needs of European enterprises
and citizens, including in the field of environment, development and global
climate change;
– to meet Europe's security and defence needs as
regards space;
– to ensure a strong and competitive space
industry which fosters innovation, growth and the development and delivery of
sustainable, high quality, cost-effective services;
– to contribute to the knowledge-based society by
investing strongly in space-based science, and playing a significant role in
the international exploration endeavour; and
– to secure unrestricted access to new and
critical technologies, systems and capabilities in order to ensure independent
European space applications.
The impact assessment
done by the European Commission [10] for the European Space Policy concluded that
cooperation with key international partners is indispensable to the delivery of
many of these objectives. Further refinement of the International Strategy will
make use of the analyses performed annually by ESA on the global space sector
and on the European space sector in the global context.
Optimal results in
such cooperation can be achieved through an improved coordination of
international cooperation activities across Europe and the sharing of resources
in the best way.
International cooperation, embedded in the EU’s
external relations, can also serve as a market-opener for the promotion of
European technology and services in the space field and in this way reinforce
this strategic industrial sector. In addition, it can support the promotion of
the values as they have developed for Europe through projects focused on
environmental protection, climate change, sustainable development, education,
access to knowledge/data for support of the infrastructure of developing
countries, and humanitarian actions.
The May 2007 Space
Council Resolution on the European Space Policy, invited ‘…the European Commission, the ESA Director General and the Member
States to develop and pursue a joint strategy and establish a coordination
mechanism on international relations. This strategy should be consistent with
Member State activities and is aimed at strengthening Europe’s role in the
global space field and at benefiting from international cooperation, notably
with respect to issues listed in Annex 3 [to the Resolution].’
The present European
Strategy for International Relations in Space shall provide for a tool to
enable stakeholders under the European Space Policy to coordinate actions and
share information and resources and to define their relevant priorities in
terms of actions and international partners and their respective roles.
Ø International cooperation on space is
not a goal in itself. The fundamental principle underlying cooperation is that
it must serve the interests of Europe
while enabling it to contribute to
global initiatives. It must contribute to the implementation of European
Policy objectives, for example in the areas of environment, transport and
agriculture, in coherence with European values.
Ø It must equally contribute to
the practical implementation of European
space programmes, through the optimisation of the available technical and
financial resources.
Ø It needs to be coherent with and support the implementation of the EU external and
trade policy priorities through greater systematic integration of space
based applications and services into European foreign policies, whether at EU
level, or nationally in coordination.
Ø It must seek to enhance the European space industry competitiveness in
order to give the EU autonomous and independent decision making and policy
implementation capabilities. Depending on the specific objective, and given the
availability of European resources and capacities, a right balance has to be found in each case between cooperation and
the sharing of resources among
international partners, on the one side, and the creation and enhancement of autonomous European capacities, on the
other side, through the development
of European space based and space
related assets and infrastructure, including technologies.
Ø Europe can cooperate in a substantial
way with a limited number of parties. While dialogue and exchange of
information could involve all partners with a substantial interest in space,
practical international cooperation at a
European level has to follow
priorities set on the basis of the principle of mutual benefit and driven
by political, programmatic and budgetary
considerations.
Ø In pursuing international cooperation
objectives and activities, European stakeholders are committed to fully comply
with UN Treaties and Conventions, specifically those designed to address
activities in outer space.
The priority
objectives of the European Strategy for International Relations in Space are
to:
Ø Create synergies and complementarities
between European services (notably GMES
and GALILEO), their international dimension, and key
strategic policy objectives and demands of the European Union. Ensure EU
autonomous capacity as well as interoperability, cooperation and exchange with
global, regional and national services run by relevant international partners.
Ø Reinforce the contribution of Europe to
global initiatives, such as through the development of GMES as European contribution
to worldwide efforts in establishing a Global
Earth Observation System of Systems (GEOSS), as well as through the Global
Exploration Strategy (GES) Group. Make full use of the potential of European
space systems for the relevant EU policies on addressing Global challenges, notably sustainable
development, humanitarian aid and climate
change.
Ø Define a coherent European data policy in view of cooperation with
international partners on the use of space based applications and services and
relevant data exchange, to maximise the public interest.
Ø Contribute to innovation through international cooperation in space science, space related research,
space based applications and space
exploration, including enabling Europe to participate in ambitious programmes
the cost of which is too great for any one space power. Seek to create
synergies and coherence between different technology and research programs.
Coordination mechanism
Ø The European Commission, ESA,
EUMETSAT and Member States will exchange
information and consult each other on ongoing and planned major
international cooperation activities related to space. The High-level Space
Policy Group (HSPG) is to give general guidance on the coordination of
international relations.
Ø The EC-ESA Joint Secretariat will provide for the necessary practical
coordination, annual update, and access to the provided information, including
through the setting-up of an e-information-network
for international relations[11]. All stakeholders will inform partners through
the Joint Secretariat / e-network about their major cooperation activities
(e.g. conclusion or revision of important cooperation agreements or projects).
Member States will receive regular progress reports at HSPG or Space Policy
Expert Group meetings.
Ø In full coherence with the general
targets set by this strategy, the European Commission and ESA will undertake a
regular analysis in order to define their individual programmatic needs for
concrete international cooperation actions, based also on relevant existing and
planned specific strategy and programme documents.
Ø The coordination mechanism will rely
on the existing structures for international relations within EU and ESA,
notably the relevant geographical or thematic EU Council groups and the ESA
International Relations Committee (IRC) with their established
responsibilities. Established competencies of the EU Council and Presidency in
representing and coordinating EU positions in international relations in
general, together with the European Commission, will be fully respected.
Ø Europe will be in a better position to
achieve its jointly formulated objectives when coordinating actions and speaking
with one voice on the international scene. The coordination of dialogue and cooperation on space with international partners will be based on an agreed set of priorities
in terms of partners and activities, and the respective roles. The EU will take
the lead in the overall representation of applications programmes for its
policies (in particular GALILEO / EGNOS, GMES and
joint EU-Africa Partnership on Science, Information Society and Space[12]), while the European Space Agency will take
the lead in the overall representation of Europe on programmes in the areas of
science, exploration, launchers, technology and human spaceflight, each in
consultation with the other and with Member States and, as appropriate, other
relevant European partners such as EUMETSAT.
Coordination in a multilateral
context
Ø EU and ESA Member States will increase their coordination in the framework of international organisations and multilateral space cooperation, including the relevant UN bodies. Together with the ESA Executive and the European Commission, they aim at an improved and consistent coordination of their positions prior to international meetings. The ESA Executive and the European Commission will propose those topics for which a common European position could be envisaged. Key thematic areas for such coordination could include:
–
The peaceful use
of outer space.
–
The mitigation of
space debris, the protection of space infrastructure and potential hazards from
space.
– nuclear power sources
– disaster management
– GNSS
– International space law
Prior to UNCOPUOS
meetings, ESA and the European Commission will organise a coordination session
with participating ESA and EU Member States to decide on such common positions.
Ø Where appropriate, the European
Commission and the EU Council Secretariat will consult ESA on EU initiatives on
space related issues within the UN framework, notably the General Assembly and its First Committee (Disarmament and
International Security).
Coordinated
Space Dialogue with international partners
Ø The European Commission and the
European Space Agency will jointly
represent Europe in a structured space
dialogue and cooperation with the strategic
partners, U.S. and Russia. They
will ensure a shared co-leadership on the different topics, in line with their
political, programmatic and financial responsibilities. They will be
accompanied by EUMETSAT where appropriate. Dialogues with other international
partners could be envisaged, following a proper assessment of needs and
benefits, notably in terms of the development of a mutually beneficial
cooperation, and the identification of other potential strategic partners.
Ø The European Commission and ESA will coordinate their dialogue and cooperation activities on space with other established and emerging space powers, and provide
regular information to each other, and to the HSPG. Particular attention should
be paid to countries covered by the European Neighbourhood Policy.
Ø The implementation of the joint EU-Africa Partnership on Science,
Information Society and Space will require the establishment of a Space
Applications Working Group to be set up by the EC and the African Union
Commission, with ESA and EUMETSAT participation. Priority actions and projects
will be based on requirements laid down by African stakeholders, through the
African Union Commission. The first such priority identified in the Lisbon Declaration
of December 2007 is the preparation of an Action
Plan on GMES and Africa. EU and ESA Member states will be invited to play
an active role, including through their national policy instruments.
[1] European Geostationary Navigation Overlay Service - Servizio di monitoraggio della navigazione geostazionaria.
[2] Le modalità di finanziamento delle fasi di sviluppo e di convalida in orbita sono previste nel quadro del finanziamento delle TEN-T.
[3] Regolamento n. 683/2008, GU L 196 del 24. 7. 2008.
[4] Sistema di sistemi per l'osservazione globale della terra.
[5] Anche in relazione alla creazione di un sistema europeo di controllo delle frontiere (Eurosur).
[6] Land and Sea Integrated Monitoring for Environment and Security (Sorveglianza terrestre e marittima integrata per l'ambiente e la sicurezza).
[7] Segnatamente con il compito di raccogliere materiale di prova relativo agli oggetti responsabili della produzione di antimatieria nonché di procedere alla prima individuazione del "tessuto cosmico" a lungo ricercato.
[8] Si tratta della prima missione del programma di esplorazione Aurora dell'ESA.
[9] Che ha funto da punto d'interconnessione tra i laboratori Destiny (Stati Uniti), Columbus (ESA) e Kibo (Giappone) e nel frattempo è stao ribattezzato "Harmony".
[10] COM
(2007) 506 / supported by an external expert study.
[11] Consisting
of a network of e-mail contact points coordinated by the Joint Secretariat.
[12] endorsed
by the December 2007 EU-Africa Summit in Lisbon in the framework of the
EU-Africa Joint Strategy and Action Plan