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COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL
CONSIGLIO EUROPEO
Un piano europeo di ripresa economica
Questo è il momento
di agire
Il
momento della verità per i governi e le istituzioni europei sopraggiunge quando
si trovano nelle circostanze più difficili. Questo è il momento in cui devono
dar prova di immaginazione, di determinazione e di flessibilità. Devono
dimostrare di essere in sintonia con le esigenze delle famiglie e delle
comunità di tutta l'Unione europea e di essere in grado di trovare la risposta
giusta al repentino deterioramento delle prospettive di crescita e occupazione
in Europa.
L'Europa
sarà giudicata soprattutto in base ai risultati. Da quando è entrata in carica,
questa Commissione ha posto l'accento sulla capacità dell'Unione europea di
ottenere risultati concreti a favore dei suoi cittadini. Ha attuato interventi
mirati in settori che avranno un impatto sugli Europei su tutto il territorio
dell'Unione. Ha caldeggiato una strategia di partenariato per collaborare con
gli attori principali a tutti i livelli. Ha detto chiaramente che il lavoro
potrà considerarsi completato soltanto quando i suoi effetti si faranno sentire
a livello concreto.
L'attuale
crisi economica offre un'altra opportunità di dimostrare che l'Europa serve al
meglio gli interessi dei suoi cittadini quando si basa su azioni concrete.
L'Europa può fare la differenza.
Nei
momenti difficili, la tentazione è quella di sentirsi impotenti. Ma l'Europa non è impotente. I mezzi d'azione dei
governi, gli strumenti dell'Unione europea e l'apporto di un coordinamento
intelligente costituiscono insieme una forza considerevole che può arrestare
l'ulteriore aggravamento della recessione. Un'Europa
pronta a intervenire in modo rapido, audace, ambizioso e mirato è un'Europa in
grado di frenare la crisi e di innescare un'inversione di tendenza. Se non remiamo insieme, affonderemo insieme.
Il
contributo specifico dell'Unione europea consiste nella sua capacità di aiutare
i partner a lavorare insieme. La gestione coordinata dell'azione degli Stati
membri e della Comunità costituirà un potente strumento di cambiamento,
spianerà la via a un uso ottimale dei punti di forza di ogni parte dell'Europa
e ci consentirà di definire la risposta globale a questa crisi globale.
Un mese
fa, la Commissione ha preso l'iniziativa di mostrare come un'azione decisa e
coordinata possa costituire una risposta alla crisi economica. Sono lieto di
constatare che i governi nazionali, all'opera affinché i propri paesi superino
questa situazione di crisi, hanno tratto ispirazione dai principi comuni concordati
per l'azione europea. Oggi la Commissione rafforza la base per un'azione comune
mediante un piano volto a contenere la crisi, a stimolare la domanda e ad
alimentare la fiducia, salvando centinaia di migliaia di posti di lavoro e
mantenendo in attività piccole e grandi imprese fintanto che non riprenderà la
crescita.
Il piano europeo di ripresa economica poggia
su due pilastri fondamentali e su un principio di base:
·
il
primo pilastro è rappresentato da un forte apporto di potere d'acquisto
nell'economia, per rilanciare la domanda e far rinascere la fiducia. La
Commissione propone che gli Stati membri e l'UE raggiungano urgentemente un
accordo per un incentivo finanziario del valore di 200 miliardi di euro (1,5%
del PIL) onde rilanciare la domanda, nel pieno rispetto del patto di stabilità
e di crescita.
·
Il
secondo pilastro è fondato sulla necessità di un'azione a breve termine volta a
rafforzare la competitività a lungo termine dell'Europa. Il piano espone un
programma globale volto a orientare l'azione verso investimenti
"intelligenti". Fare investimenti intelligenti significa investire
nelle giuste competenze, adatte alle esigenze di domani; investire
nell'efficienza energetica per creare occupazione e risparmiare energia;
investire nelle tecnologie pulite per rilanciare settori come l'edilizia e
l'industria automobilistica sui mercati del futuro a basse emissioni di
carbonio; investire nell'infrastruttura e nell'interconnessione per promuovere
l'efficienza e l'innovazione.
Nel contempo, le dieci azioni per la ripresa contemplate dal piano aiuteranno
gli Stati membri a porre in essere i giusti strumenti socioeconomici per
rispondere alla difficile situazione del momento: aprire nuove opportunità di
finanziamento alle PMI, ridurre gli oneri amministrativi e dare avvio ad
investimenti per modernizzare l'infrastruttura. Le misure permetteranno all'Europa
di essere competitiva e pronta per un'economia a basse emissioni di carbonio.
·
I
principi fondamentali alla base di questo piano sono la solidarietà e la
giustizia sociale. Nei momenti difficili, la nostra azione deve essere rivolta
ad aiutare coloro che più ne hanno bisogno: impegnarsi a proteggere
l'occupazione mediante un'azione sugli oneri sociali; agire sulle prospettive
occupazionali a lungo termine di coloro che perdono il lavoro attraverso il
Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione ed un Fondo sociale europeo
accelerato; ridurre i costi energetici per le categorie vulnerabili mediante azioni
mirate all'efficienza energetica; rispondere alle esigenze di coloro che non
dispongono ancora di Internet quale strumento di collegamento.
Sono
convinto che in questo momento di crisi si aprano a noi opportunità di
accelerare il cambiamento e di realizzare riforme strutturali che ci
prepareranno all'economia globalizzata del futuro. L'Europa ha davanti a sé una
grande opportunità.
Abbiamo
elaborato un piano di ripresa globale e ambizioso. Prima lo realizzeremo, prima
forniremo agli Europei l'aiuto di cui hanno bisogno.
José Manuel Durão Barroso
Bruxelles, 26 novembre 2008
1. Introduzione
La crisi finanziaria globale ha colpito
duramente l'UE. La stretta creditizia, la diminuzione dei prezzi delle
abitazioni e il crollo delle borse hanno effetti sempre più negativi sulla
fiducia dei consumatori, sul consumo e sugli investimenti. La pressione sulle
famiglie è reale. I portafogli di ordini delle ditte sono assai sguarniti. I
settori che dipendono dal credito al consumo, come l'edilizia privata e
l'industria automobilistica, hanno visto i rispettivi mercati subire un forte
deterioramento in molti Stati membri.
Le ultime proiezioni economiche tracciavano un
quadro desolante: in assenza di misure correttive, si prevedevano una crescita
vicina allo zero e rischi di contrazione dell'economia UE nel 2009, con un
aumento della disoccupazione pari a circa 2,7 milioni di persone nei prossimi
due anni. Le condizioni economiche si sono ulteriormente deteriorate nelle
settimane che hanno seguito queste proiezioni:
–
le condizioni del mercato finanziario
sono tuttora precarie e potrebbero rimanere difficili più a lungo del previsto;
–
la fiducia delle famiglie e delle imprese
è scesa a livelli nettamente inferiori alle previsioni;
–
la recessione si è estesa alle economie
emergenti, con effetti negativi per le esportazioni europee.
La recessione ha già colpito la zona euro e
diversi Stati membri. Il rischio è che la situazione peggiori ulteriormente,
con un calo degli investimenti e degli acquisti dei consumatori tale da
innescare un circolo vizioso di diminuzione della domanda, ridimensionamento
dei piani aziendali, rallentamento dell'innovazione e perdite di posti di
lavoro. L'UE potrebbe quindi piombare in una recessione profonda e duratura,
registrando l'anno prossimo un'ulteriore contrazione dell'economia e un aumento
della disoccupazione che potrebbe interessare diversi milioni di persone.
S'impone un'azione rapida e decisiva per bloccare
questa spirale discendente. L'Europa deve usare tutti gli strumenti di cui
dispone. Ciò significa che gli Stati membri e l'Unione devono collaborare,
coordinarsi in ambito europeo e contribuire a una più vasta risposta globale.
Nell'affrontare la crisi finanziaria, l'Unione ha garantito il coordinamento
tra i suoi interventi e le misure nazionali. Ciò le ha permesso di assicurare
la stabilità per scongiurare il pericolo più immediato. Ora gli Stati membri
devono avvalersi nuovamente dei punti di forza dell'Unione (coordinamento
efficace, quadri credibili offerti dal patto di stabilità e di crescita e
strategia di Lisbona) nonché dei vantaggi di scala offerti dall'euro e dal più
grande mercato unico del mondo. L'interazione degli interventi nazionali ed
europei può aiutare tutti gli Stati membri a resistere alle più violente
tempeste economiche mondiali e ad uscire più forti dalla crisi.
L'euro si è rivelato in particolare un
elemento prezioso per le economie dell'UE e un fattore essenziale di stabilità.
Giovandosi del ruolo determinante svolto dall'indipendente Banca centrale
europea, l'euro costituisce un baluardo contro le fluttuazioni destabilizzanti
dei tassi di cambio, che avrebbero ostacolato notevolmente le risposte
nazionali alla crisi.
Un piano europeo di ripresa economica
Questo piano
europeo di ripresa economica è la risposta della Commissione alla
congiuntura economica attuale. La gravità della crisi impone all'UE di adottare
una strategia coordinata, sufficientemente vasta e ambiziosa da far rinascere
la fiducia a livello dei consumatori e delle imprese, combinando a tal fine
tutti gli strumenti politici disponibili a livello europeo e nazionale. La
maggior parte degli strumenti della politica economica, in particolare quelli
che possono incentivare a breve termine la domanda dei consumatori, è in mano
agli Stati membri. Il fatto che gli Stati membri partano da situazioni molto
diverse per quanto riguarda il margine di manovra finanziario rende più che mai
indispensabile un coordinamento efficace.
Tutti gli Stati membri dovranno prendere
misure per gestire la crisi. Interventi nazionali adeguatamente coordinati
possono perseguire parallelamente scopi diversi, possono attenuare l'impatto
della recessione a breve termine ma possono anche promuovere le riforme
strutturali necessarie per aiutare l'UE a uscire più forte dalla crisi senza
compromettere la sostenibilità finanziaria a lungo termine. Per questo motivo,
il piano di ripresa insiste in modo particolare sull'innovazione e
sull'ecologizzazione degli investimenti dell'Unione. La dimensione UE può
fungere da catalizzatore per questa "azione oculata", combinando le
politiche e i fondi dell'Unione per aiutare gli Stati membri a mantenere o
promuovere investimenti tali da creare posti di lavoro, rilanciare la domanda e
migliorare la capacità dell'Europa di trarre vantaggio dalla globalizzazione.
Gli obiettivi strategici del piano di ripresa
sono:
–
stimolare rapidamente la domanda e far
rinascere la fiducia tra i consumatori.
–
Ridurre il costo umano della crisi
economica e attenuarne le ripercussioni sulle categorie più vulnerabili. La
crisi ha già colpito o colpirà un gran numero di lavoratori e le loro famiglie.
Si possono prendere provvedimenti per contribuire ad arginare la perdita di
posti di lavoro e aiutare successivamente le persone a rientrare nel mercato
del lavoro anziché affrontare un lungo periodo di disoccupazione;
–
aiutare l'Europa a prepararsi a sfruttare
la ripresa della crescita non appena questa si presenterà, affinché l'economia
europea sia in sintonia con le esigenze di competitività e con le necessità del
futuro, in conformità della strategia di Lisbona per la crescita e
l'occupazione. Ciò significa portare avanti le necessarie riforme strutturali,
sostenere l'innovazione e costruire un'economia della conoscenza;
–
accelerare la transizione verso
un'economia a basse emissioni di carbonio. In tal modo, l'Europa sarà
perfettamente in grado di attuare la sua strategia volta a limitare i
cambiamenti climatici e a promuovere la sicurezza energetica, una strategia che
promuoverà le nuove tecnologie, creerà nuovi posti di lavoro "verdi"
e aprirà nuove opportunità su mercati mondiali in rapida espansione, manterrà
entro livelli contenuti la bolletta energetica dei cittadini e delle imprese e
renderà l'Europa meno dipendente dall'energia straniera.
Per conseguire questi obiettivi, il piano
europeo di ripresa economica si prefigge di:
–
sfruttare le sinergie ed evitare ricadute
negative attraverso un'azione coordinata;
–
avvalersi di tutti gli strumenti politici
disponibili, delle politiche di bilancio, delle riforme strutturali e dei
mercati finanziari e dell'azione esterna;
–
garantire una coerenza totale fra le
azioni immediate e gli obiettivi dell'UE a medio-lungo termine;
–
tenere pienamente conto della natura
globale dei problemi e modulare il contributo dell'UE in funzione delle
risposte internazionali.
Questo piano europeo di ripresa economica
propone una risposta macroeconomica anticiclica alla crisi sotto forma di
un'ambiziosa serie di azioni a sostegno dell'economia reale, nell'intento di
scongiurare una grave recessione. Il piano, che è strettamente collegato al
patto di stabilità e di crescita e alla strategia di Lisbona per la crescita e
l'occupazione, prevede:
·
un incentivo finanziario immediato pari a
200 miliardi di euro (1,5% del PIL dell'UE), costituito da un'espansione del
bilancio degli Stati membri pari a 170 miliardi di euro (circa 1,2% del PIL
dell'UE) e da un finanziamento UE a favore di azioni immediate dell'ordine di 30
miliardi di euro (circa 0,3 % del PIL dell'UE);
·
diverse azioni prioritarie basate sulla
strategia di Lisbona per adeguare le nostre economie alle sfide a lungo termine
pur continuando ad attuare le riforme strutturali volte ad aumentare la
crescita potenziale.
2. Sostenere l'economia reale e far rinascere la fiducia
Visto il notevole grado di integrazione delle
economie di tutti gli Stati membri, che condividono un mercato unico e molte
politiche comuni, qualsiasi risposta alla crisi deve combinare gli aspetti
monetari e creditizi, la politica di bilancio e le misure previste dalla
strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione.
2.1. Condizioni
monetarie e creditizie
2.1.1. Il
ruolo della Banca centrale europea e delle altre banche centrali
La politica monetaria è chiamata a svolgere un
ruolo fondamentale nella congiuntura attuale. Come altre banche centrali
dell'UE, la Banca centrale europea (BCE) ha già ridotto i tassi d'interesse per
la zona euro in seguito alla diminuzione delle aspettative inflazionistiche a medio
termine, indicando inoltre che vi è spazio per ulteriori riduzioni. La BCE ha
già dimostrato la propria importanza per la stabilizzazione dei mercati
erogando prestiti alle banche e contribuendo alla liquidità.
2.1.2. Il
ruolo delle banche
L'instabilità dei mercati finanziari è la
causa di fondo dei problemi dell'economia reale. Un settore finanziario
affidabile ed efficiente è indispensabile per un'economia sana e in espansione.
Per arrestare la recessione e promuovere una ripresa celere e sostenibile,
quindi, occorre anzitutto stabilizzare il sistema bancario. L'UE deve mantenere
questo impegno comune per ripristinare la stabilità e far rinascere la fiducia
in un settore finanziario ancora fragile, creando inoltre i presupposti per una
ripresa economica sostenuta. La crisi ha messo in luce rischi legati
all'attuale governance dei mercati finanziari che sono, o avrebbero potuto,
diventare reali e sistemici in un momento di grave turbolenza. Nei prossimi
mesi si manterrà il ritmo delle riforme per ripristinare la stabilità e
tutelare gli interessi dei cittadini e delle imprese europei.
Ora però è fondamentale che le banche
riassumano il loro ruolo normale, che consiste nel fornire liquidità e nel
sostenere gli investimenti nell'economia reale. Gli Stati membri devono
utilizzare il consistente sostegno finanziario fornito al settore bancario per
favorire il ritorno alle normali attività di prestito e garantire che i
mutuatari beneficino delle diminuzioni dei tassi d'interesse centrali. La
Commissione continuerà a monitorare l'impatto sull'economia e sulla concorrenza
delle misure adottate per sostenere il settore bancario.
2.1.3. Il
ruolo della Banca europea per gli investimenti e della Banca europea per la
ricostruzione e lo sviluppo
La crisi attuale richiede interventi più
vigorosi del gruppo della Banca europea per gli investimenti (BEI). La BEI
aumenterà i suoi interventi annuali nell'UE di circa 15 miliardi di euro per il
prossimo biennio. Questo incremento dell'attività, che consisterà in prestiti, equity,
garanzie e finanziamenti con ripartizione dei rischi, produrrà al tempo stesso
un effetto leva positivo sotto forma di investimenti supplementari provenienti
da fonti private.
2.2. Politica
di bilancio
La rinascita della fiducia dipenderà dalla
capacità dell'Europa di rilanciare la domanda avvalendosi della politica di
bilancio nell'ambito della flessibilità offerta dal patto di stabilità e di
crescita riveduto. Nelle circostanze attuali, la politica di bilancio deve
svolgere un ruolo ancora più determinante per stabilizzare le economie e
sostenere la domanda.
Un pacchetto di misure di rilancio incisive è
indispensabile all'Europa per contrastare la prevista tendenza discendente
della domanda e le sue ripercussioni negative su investimenti e occupazione. La
Commissione propone pertanto che gli Stati membri stabiliscano di comune
accordo un incentivo finanziario coordinato che sia tempestivo, mirato e
temporaneo, da attuare immediatamente.
Nel contesto dei bilanci nazionali per il
2009, questo incentivo finanziario coordinato dovrebbe ammontare a 170 miliardi
di euro, pari all'1,2% del PIL dell'Unione, onde produrre un forte impatto
rapido e positivo sull'economia e sull'occupazione europee, che andrebbe ad
aggiungersi al ruolo degli stabilizzatori automatici. Le spese e/o gli sgravi
fiscali inclusi nell'incentivo finanziario dovrebbero essere coerenti con la
flessibilità offerta dal patto di stabilità e di crescita e rafforzare le
riforme strutturali della strategia di Lisbona. Questo incentivo finanziario
deve essere temporaneo. Gli Stati membri devono impegnarsi a contrastare il
deterioramento di bilancio e a ritornare agli obiettivi fissati per il medio
termine.
Per avere un impatto ottimale, l'incentivo
finanziario deve tener conto delle situazioni di partenza di ciascuno Stato
membro. È evidente che non tutti gli Stati membri si trovano nella stessa
posizione. Quelli che hanno approfittato della congiuntura favorevole per
rendere più sostenibili le finanze pubbliche e migliorare la competitività
dispongono attualmente di un margine di manovra più ampio, mentre negli Stati
membri che devono far fronte a gravi squilibri esterni ed interni, specialmente
in quelli che non appartengono alla zona euro, la politica di bilancio deve
puntare essenzialmente a correggere questi squilibri.
Questo incentivo finanziario deve essere opportunamente
strutturato e imperniato sui seguenti principi:
(1) deve essere tempestivo, temporaneo, mirato e
coordinato
I pacchetti nazionali di incentivi finanziari
devono essere:
– tempestivi
– temporanei
– mirati
– coordinati
(2) Deve combinare strumenti di reddito e di spesa
Di norma, si ritiene che la spesa pubblica
discrezionale abbia a breve termine un impatto positivo maggiore sulla domanda
rispetto ai tagli fiscali, poiché determinati consumatori preferiscono risparmiare
anziché spendere, a meno che i tagli fiscali non siano limitati nel tempo.
Considerate le diverse situazioni degli Stati membri, si potrebbero ipotizzare
le seguenti misure[1]:
–
–
– incentivi fiscali
opportunamente strutturati , ad esempio quelli per
l'efficienza energetica, per accelerare l'adeguamento delle nostre economie
alle sfide a lungo termine come i cambiamenti climatici;
– riduzione delle imposte e dei
contributi sociali: una riduzione dei contributi
sociali versati dai datori di lavoro può contribuire al mantenimento e alla
creazione dei posti di lavoro, mentre una riduzione della tassazione sul lavoro
può sostenere il potere d'acquisto, in particolare per le persone con le
retribuzioni più basse;
– riduzioni temporanee
(3) Deve essere attuato nell'ambito del patto di
stabilità e di crescita
La politica di bilancio deve essere attuata
nell'ambito del patto di stabilità e di crescita, per inserirsi in un quadro
comune e credibile. La revisione del patto avvenuta nel 2005 consente di tenere
maggiormente conto delle condizioni cicliche, rafforzando al tempo stesso la
disciplina di bilancio a medio e lungo termine. Il quadro che ne deriva è più
"esigente" quando la congiuntura è favorevole, ma consente una
maggiore flessibilità nei periodi difficili. La concomitanza eccezionale di una
crisi finanziaria e di una recessione giustifica un'espansione di bilancio
coordinata nell'UE, che potrebbe causare in alcuni Stati membri un superamento
del valore di riferimento del disavanzo (3% del PIL). Nel caso degli Stati
membri considerati in una situazione di disavanzo eccessivo, le misure
correttive dovranno essere adottate entro tempi coerenti con la ripresa
dell'economia. Questo è del tutto conforme alle procedure del patto di
stabilità e di crescita, le quali garantiscono che il disavanzo eccessivo sia
corretto tempestivamente, assicurando la sostenibilità a lungo termine delle
posizioni di bilancio.
Il patto di stabilità e di crescita sarà
pertanto applicato oculatamente, per garantire strategie di bilancio credibili
a medio termine. Gli Stati membri che adottano misure anticicliche devono
presentare un programma aggiornato di stabilità o di convergenza entro la fine
di dicembre 2008, specificando le misure che saranno adottate per ovviare al
deterioramento di bilancio e garantire la sostenibilità a lungo termine. La
Commissione valuterà poi le misure volte a sostenere il bilancio e i programmi
di stabilità e convergenza in base a proiezioni aggiornate e fornirà
orientamenti sulla strategia appropriata in funzione dei seguenti obiettivi:
–
–
–
(4) Deve essere affiancato da riforme strutturali che
sostengano la domanda e migliorino la capacità di resistenza
Fermo restando che l'impatto più immediato
sulla crescita e sull'occupazione a breve termine deve derivare da un incentivo
monetario e di bilancio, un piano globale di ripresa deve comprendere anche un
ambizioso programma di riforme
strutturali che sia elaborato in funzione delle esigenze dei singoli Stati
membri e fornisca loro gli strumenti necessari per uscire più forti dalla
crisi. Questo è dovuto in parte al fatto che determinate riforme strutturali
possono contribuire anche a stimolare la domanda aggregata a breve termine. Per
di più, le riforme strutturali sono necessarie sia per affrontare alcune cause
di fondo della crisi attuale che per migliorare la capacità di adeguamento
indispensabile ad una rapida ripresa dell'economia.
Un'economia flessibile e resiliente può
contribuire ad attenuare gli effetti negativi di una crisi economica. La
strategia di Lisbona ha già consolidato i fondamentali economici europei. Se
opportunamente progettate, le riforme strutturali della strategia di Lisbona
potrebbero costituire un'adeguata risposta politica a breve termine alla crisi,
poiché rafforzano la resilienza e la flessibilità economiche. Gli Stati membri
dovrebbero prendere in considerazione le misure seguenti:
– sostenere il potere d'acquisto
dei consumatori migliorando il funzionamento del mercato:
– affrontare i problemi
immediati in termini di competitività: negli Stati
membri con problemi di inflazione e di competitività occorre prendere con
urgenza provvedimenti volti a rafforzare il collegamento fra il meccanismo di
fissazione delle retribuzioni e l'andamento della produttività;
– sostenere l'occupazione e
agevolare le transizioni nel mercato del lavoro : ora
come ora, la principale priorità del mercato del lavoro è evitare inutili
riduzioni del personale nelle industrie temporaneamente colpite da
perturbazioni della domanda a breve termine. Un'organizzazione più flessibile
degli orari di lavoro o un potenziamento dei servizi occupazionali potrebbero
risultare utili a tal fine;
– ridurre gli oneri normativi e
amministrativi a carico delle imprese: queste riforme
possono contribuire ad aumentare la produttività e a migliorare la
competitività. Fra le misure attuabili rapidamente figurano i tentativi di
abbreviare i tempi connessi all'avvio di un'impresa.
2.3. Azioni
nei quattro settori prioritari della strategia di Lisbona
Per ottimizzare i benefici e conseguire gli
obiettivi del piano di ripresa che consistono nel tutelare le persone e
nell'impedire che la crisi distolga l'attenzione dagli interessi più a lungo
termine dell'UE e dalla necessità di investire nel suo futuro, occorre uno
stretto collegamento fra l'incentivo finanziario e le azioni nei quattro
settori prioritari della strategia di Lisbona (persone, imprese, infrastrutture
e energia, ricerca e innovazione), come indicato in questa sezione. Il 16
dicembre 2008, la Commissione presenterà a tal fine, nell'ambito del suo
pacchetto annuale di Lisbona, relazioni individuali sui singoli Stati membri
che comprenderanno proposte di raccomandazioni.
Una combinazione intelligente delle politiche
e dei fondi UE può fungere da catalizzatore per gli investimenti prioritari
onde guidare l'UE verso una futura prosperità sostenibile. È altresì importante
fornire condizioni quadro stabili e prevedibili per far rinascere la fiducia,
agevolare gli investimenti ed elaborare le soluzioni più convenienti ai
problemi comuni. Alcune delle azioni proposte in questa sezione mirano ad anticipare
i finanziamenti UE per contribuire direttamente all'incentivo finanziario e
aiutare gli Stati membri ad attuare le rispettive politiche. Altre intendono
invece migliorare il quadro per i futuri investimenti, ridurre gli oneri
amministrativi e accelerare l'innovazione. Nel complesso, le azioni rientrano
in un pacchetto integrato: le loro implicazioni di bilancio devono tener conto
dei principi esposti nella sezione precedente.
2.3.1. Proteggere
l’occupazione e promuovere l’imprenditorialità
La priorità principale dev'essere quella di
tutelare i cittadini europei contro le conseguenze più gravi della crisi
finanziaria, poiché, che siano lavoratori, famiglie o imprenditori, essi sono i
primi a risentirne. Per rispondere alle conseguenze sociali e sull'occupazione
della crisi finanziaria, gli Stati membri devono coinvolgere attivamente le
parti sociali.
a)
Persone
È essenziale attuare un coinvolgimento attivo
e politiche integrate di flessicurezza, incentrati su misure di attivazione,
riqualificazione e aggiornamento delle competenze, al fine di migliorare
l’occupabilità, assicurare un reinserimento rapido nel mondo del lavoro dei
lavoratori giudicati in esubero ed evitare la disoccupazione di lunga durata.
In questo contesto, sarà importante anche un’adeguata protezione sociale che
incentivi a lavorare e consenta di conservare potere d’acquisto.
1. Varare un’importante iniziativa europea di
sostegno all’occupazione a) La Commissione
propone di semplificare i criteri degli aiuti provenienti dal Fondo sociale
europeo (FSE) e di incrementare i pagamenti degli anticipi a partire
dall'inizio del 2009, in modo che gli Stati membri abbiano presto accesso ad
un importo che può andare fino a 1,8 miliardi di euro al fine di: –
nell’ambito
delle politiche di flessicurezza, intensificare
rapidamente i programmi di attivazione, in particolare per le persone
scarsamente qualificate, prevedendo consulenza personalizzata, formazione o
riqualificazione intensiva dei lavoratori, apprendistato, posti di lavoro
sovvenzionati, nonché sovvenzioni per i lavoratori autonomi e per l’avvio di
attività d’impresa; –
reimpostare i
programmi per concentrare il sostegno
sulle categorie più vulnerabili e, ove necessario, optare per un
finanziamento comunitario integrale dei progetti durante questo periodo; –
migliorare il
monitoraggio dello sviluppo delle competenze
e la sua rispondenza al fabbisogno,
adeguandolo alle offerte di lavoro esistenti e future; ciò avverrà in stretta
cooperazione con le parti sociali, i servizi pubblici per l’impiego e le
università. In collaborazione
con gli Stati membri, la Commissione propone di ri-programmare la spesa FSE
per garantire la realizzazione delle priorità immediate. b) La Commissione
proporrà inoltre di riesaminare le norme del Fondo europeo di adeguamento
alla globalizzazione in modo che esso possa intervenire più rapidamente in
settori critici per cofinanziare la formazione e il collocamento di coloro
che sono stati giudicati in esubero o per mantenere nel mondo del lavoro i
lavoratori qualificati di cui ci sarà bisogno una volta iniziata la ripresa
economica. La Commissione riesaminerà gli strumenti di bilancio a
disposizione del Fondo alla luce dell'attuazione delle norme rivedute. 2. Creare domanda di manodopera –
Gli Stati
membri dovrebbero cercare di ridurre
gli oneri sociali a carico dei datori di lavoro per i redditi più bassi per
promuovere l’occupabilità dei lavoratori meno qualificati e prendere
inoltre in considerazione l’introduzione di soluzioni innovative (quali ad
esempio buoni per l’acquisto di servizi domestici e di servizi di assistenza
ai bambini, sussidi all’assunzione temporanea dei gruppi vulnerabili), già
sperimentate con successo in alcune parti dell’Unione; –
entro il
Consiglio europeo della primavera 2009, il Consiglio dovrebbe adottare la
direttiva proposta per rendere permanenti le aliquote IVA agevolate per servizi ad alta intensità di lavoro. |
b)
Imprese
Accedere ai finanziamenti in misura
sufficiente e a costi contenuti è una condizione necessaria per l’investimento,
la crescita e la creazione di posti di lavoro nel settore privato. Gli Stati
membri devono far uso dei poteri di cui dispongono per fornire un importante
sostegno finanziario al settore bancario in modo che le banche riprendano le
loro normali attività di prestito. Per sostenere le piccole imprese e
l’imprenditorialità, l'Unione europea e gli Stati membri devono adoperarsi
urgentemente per ridurre in modo sostanziale gli oneri amministrativi a carico
delle PMI e delle micro‑imprese, in particolare mediante una rapida
attuazione delle pertinenti proposte della Commissione. A tale scopo, occorre
anche attuare prima possibile la legge europea sulle piccole imprese.
La normativa comunitaria in materia di aiuti
di Stato offre agli Stati membri una vasta gamma di possibilità per fornire un
sostegno finanziario alle imprese, alle regioni, ai lavoratori o ai disoccupati
e per stimolare la domanda. Allo stesso tempo queste norme stabiliscono
condizioni di parità e assicurano che gli aiuti di Stato vengano utilizzati per
sostenere gli obiettivi dell'Unione quali la ricerca e sviluppo, l'innovazione,
le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, i trasporti e l'efficienza
energetica e non falsino indebitamente la concorrenza favorendo determinati
settori o imprese. Nelle attuali circostanze eccezionali, l’accesso ai
finanziamenti è una delle maggiori preoccupazioni per le imprese e la
Commissione elaborerà orientamenti provvisori per consentire il sostegno
statale per i prestiti (si veda in appresso).
|
3 – – – 4 Sulla base della legge per le piccole
imprese, e al fine di ridurre
significativamente gli oneri amministrativi a carico delle imprese e di
migliorare il loro flusso di cassa, nonché di incoraggiare più persone a
diventare imprenditori, l’Unione europea e gli Stati membri devono: – – – – –
ridurre di una percentuale che potrà
raggiungere il 75% i costi delle domande
di brevetto e di rinnovo di brevetto e ridurre del 50% i costi per un
marchio UE. |
2.3.2 Continuare a investire nel futuro
Stiamo assistendo all’inizio di una radicale
trasformazione strutturale in un’economia a bassa emissione di carbonio. Ciò
rappresenta per l’UE un’opportunità che comporterà nuove attività commerciali,
nuove industrie e milioni di nuovi posti di lavoro ben remunerati. Devono
essere coinvolti tutti i settori: ad esempio, la recente decisione sullo
"stato di salute" della PAC ha impegnato 3 miliardi di euro per
investimenti rispettosi del clima a favore dello sviluppo rurale. È in contesti
simili che le azioni a breve termine possono produrre benefici immediati e
duraturi per l’Unione. Al fine di accelerare gli investimenti, la Commissione
preciserà il quadro giuridico per partenariati fra i settori pubblico e privato
volti a realizzare importanti investimenti per l'infrastruttura e la ricerca al
fine di agevolare questa modalità mista di finanziamento.
c)
Infrastrutture ed energia
Per massimizzare i benefici e minimizzare i
costi, è fondamentale cogliere le opportunità per aumentare l’efficienza
energetica, per esempio, degli edifici, dell’illuminazione, dei sistemi di
riscaldamento e condizionamento e di altre tecnologie come i veicoli e i
macchinari. Le famiglie e le imprese possono beneficiare di notevoli effetti
positivi sul breve termine.
Nel contempo, l’Europa ha bisogno di accelerare
gli investimenti nelle infrastrutture, in particolare in modalità di trasporto
rispettose dell’ambiente, che sono parte delle reti transeuropee (TEN), delle
reti TIC ad alta velocità, delle interconnessioni energetiche e delle
infrastrutture di ricerca paneuropee. Accelerare gli investimenti nelle
infrastrutture non solo attutirà la crisi del settore edile, che sta subendo un
drastico rallentamento nella maggior parte degli Stati membri, ma incrementerà
inoltre il potenziale di crescita sostenibile su un periodo di più lunga
durata. Soprattutto nel settore dell’energia, diversi rimarchevoli progetti
transeuropei contribuirebbero ad aumentare la sicurezza energetica dell’UE e ad
integrare un maggior numero di Stati membri nella rete elettrica europea.
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5. Aumentare gli investimenti per modernizzare
l’infrastruttura europea –
Per almeno i
prossimi due anni, è difficile che il bilancio
dell'UE spenda l'intero importo previsto nel quadro finanziario. Per
questo motivo, per il 2009 e il 2010, la Commissione propone di mobilitare
ulteriori 5 miliardi di euro a favore
delle interconnessioni energetiche transeuropee e dei progetti di
infrastruttura a banda larga. Affinché ciò sia possibile, il Consiglio e
il Parlamento dovranno concordare di rivedere il quadro finanziario, pur
rimanendo nell'ambito dei limiti dell'attuale bilancio. –
Avvalendosi di
una dotazione finanziaria di oltre 347 miliardi di euro per il periodo
2007-2013, la politica di coesione fornisce un sostegno considerevole agli
investimenti pubblici effettuati dagli Stati membri e dalle regioni.
Tuttavia, c’è il rischio che la pressione sui bilanci nazionali rallenti il
ritmo di investimento previsto. Per dare una spinta immediata all’economia,
si dovrebbe accelerare l’attuazione
dei fondi strutturali. A tal fine: – la Commissione proporrà di incrementare il
suo prefinanziamento di programmi, così che all'inizio del 2009 sia reso
disponibile un importo fino a 4,5 miliardi di euro; – con l'aumento della quota finanziata dalla
Comunità, gli Stati membri dovrebbero utilizzare la flessibilità disponibile
per anticipare il finanziamento dei progetti; – la Commissione proporrà una serie di altri
provvedimenti tesi a far progredire l'attuazione di importanti progetti di
investimento, ad agevolare l’utilizzo dei fondi di ingegneria finanziaria, a
semplificare il trattamento degli anticipi versati ai beneficiari e ad
estendere a tutti i fondi la possibilità di ammettere spese su base
forfettaria. La Commissione
sottolinea la necessità di una rapida adozione di queste proposte. –
Entro la fine
di marzo 2009, la Commissione pubblicherà un invito a presentare proposte,
dell’importo totale di 500 milioni di euro, per progetti di trasporto transeuropeo (TEN-T) che dovranno essere avviati
entro la fine del 2009. Questo anticiperà l’utilizzo dei fondi esistenti che
sarebbero stati riassegnati con la revisione intermedia del programma
pluriannuale TEN-T nel 2010. – Parallelamente, la BEI aumenterà considerevolmente il suo finanziamento per la lotta
al cambiamento climatico, la sicurezza energetica e gli investimenti in
infrastrutture di un importo che può arrivare fino a 6 miliardi di euro
all’anno, accelerando nel contempo l’attuazione di due strumenti di
finanziamento innovativi che sono stati sviluppati congiuntamente con la
Commissione: il meccanismo di finanziamento con ripartizione dei rischi, per
sostenere la ricerca e sviluppo, e lo strumento di garanzia dei prestiti per
i progetti TEN-T, per incoraggiare una maggiore partecipazione del settore
privato. –
L'impegno della BERS a favore dell’efficienza
energetica, dell’attenuazione dei cambiamenti climatici e del finanziamento
per i comuni e gli altri servizi per le infrastrutture verrà più che
raddoppiato. Ciò potrebbe comportare una mobilizzazione dei
finanziamenti del settore privato per investimenti pari ad un massimo di 5
miliardi di euro. 6. Migliorare l’efficienza energetica degli edifici Con un’azione
comune, gli Stati membri e le Istituzioni europee dovrebbero adottare
provvedimenti urgenti per migliorare l’efficienza energetica delle abitazioni
e degli edifici pubblici e per incoraggiare l’adozione rapida di prodotti
"verdi": –
gli Stati
membri dovrebbero fissare obiettivi ambiziosi per assicurare che gli edifici
pubblici e gli alloggi privati e sociali soddisfino le più rigorose norme
europee sull’efficienza energetica,
imponendo loro una certificazione energetica periodica. Per facilitare il
raggiungimento degli obiettivi nazionali, gli Stati membri dovrebbero
introdurre una riduzione delle tasse sulla proprietà per gli immobili
energeticamente efficienti. La Commissione ha appena presentato proposte[3]
per un notevole miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici ed
esorta il Consiglio e il Parlamento a dare priorità alla loro adozione; –
inoltre, gli
Stati membri dovrebbero riesaminare i
propri programmi operativi dei fondi strutturali in modo da destinarne
una quota maggiore agli investimenti per l’efficienza energetica, anche in
occasione del finanziamento di alloggi sociali. Per allargare il ventaglio di
possibilità e sostenere questa iniziativa, la Commissione propone attualmente
modifiche ai regolamenti sui fondi strutturali da adottare rapidamente; –
la Commissione
lavorerà con la BEI e con varie banche di sviluppo nazionali per lanciare un fondo 2020 per l’energia, il cambiamento
climatico e le infrastrutture che finanzi progetti azionari e
quasi-azionari; –
la Commissione
esorta gli Stati membri e l’industria a sviluppare urgentemente modelli di finanziamento innovativi,
in cui per esempio i lavori di rinnovamento siano finanziati mediante
rimborsi basati sui risparmi energetici effettuati nell'arco di diversi anni. 7. Promuovere la rapida introduzione di “prodotti
verdi” –
La Commissione
proporrà aliquote IVA ridotte per
prodotti e servizi verdi, volti a migliorare in particolar modo l'efficienza
energetica degli edifici. La Commissione incoraggia gli Stati membri ad
incentivare ulteriormente i consumatori al fine di incrementare la domanda di
prodotti rispettosi dell’ambiente; –
inoltre, gli
Stati membri dovrebbero mettere in
atto rapidamente requisiti di prestazione ambientale per gli alimentatori
esterni, il consumo di energia elettrica nel modo standby e spento, i decoder
e le lampade fluorescenti; –
la Commissione
elaborerà urgentemente provvedimenti per altri
prodotti che presentano un alto potenziale di risparmio energetico come i
televisori, l’illuminazione domestica, i frigoriferi e i congelatori, le
lavatrici, gli scaldabagno e i condizionatori d’aria. |
d)
Ricerca e innovazione
La crisi finanziaria e il conseguente giro di
vite sulle risorse finanziarie, tanto pubbliche quanto private, potrebbero
indurre a rinviare, o addirittura a tagliare, investimenti già previsti nei
settori dell'R&S e dell'istruzione, com'è accaduto in passato quando
l'Europa ha attraversato periodi di recessione. Guardando in retrospettiva,
tali decisioni hanno provocato enormi perdite di capitali e di conoscenze, con
effetti disastrosi per la crescita e per le prospettive occupazionali europee a
medio e a lungo termine. Tuttavia, vi sono stati anche esempi di paesi, europei
e non, che, in periodi di difficoltà economiche, hanno avuto la lungimiranza di
incrementare le spese in R&S e istruzione, gettando così le basi per una
forte posizione nel campo dell'innovazione.
|
8.
Aumentare gli investimenti in R&S, innovazione e istruzione Gli Stati membri e il settore privato
dovrebbero incrementare gli investimenti previsti in materia di istruzione e
di R&S (in linea con i loro obiettivi
nazionali di R&S), al fine di stimolare la crescita e la produttività.
Essi dovrebbero anche cercare il modo di incrementare
gli investimenti del settore privato in materia di R&S, fornendo ad
esempio incentivi, sovvenzioni e/o aiuti finanziari. Gli Stati membri
dovrebbero mantenere gli investimenti volti a migliorare la qualità
dell'istruzione. 9.
Sviluppare tecnologie pulite per le auto e l'edilizia Al fine di sostenere l'innovazione nella produzione, in particolare
nell'industria della costruzione e nel settore automobilistico, che hanno
recentemente assistito ad un crollo della domanda a causa della crisi e che
devono far fronte a notevoli sfide in questa fase di transizione verso
un'economia verde, la Commissione propone di lanciare 3 grandi partenariati tra i settori pubblico e privato: – nel settore
automobilistico, un'iniziativa europea per le "auto verdi" – nel settore della
costruzione, un'iniziativa europea per "edifici efficienti sul piano
energetico" , che promuova le tecnologie verdi e
lo sviluppo di sistemi e materiali ad alta efficienza energetica in edifici
nuovi o rinnovati, al fine di ridurre radicalmente il consumo energetico e le
emissioni di CO2[4].
L'iniziativa dovrebbe contenere una forte componente legislativa e di
normalizzazione e prevedere una rete degli appalti delle autorità regionali e
locali. La dotazione prevista per questo partenariato è di 1 miliardo di
euro. L'iniziativa sarebbe supportata da azioni specifiche proposte nel
quadro delle azioni 5 e 6 sull'infrastruttura e l'efficienza energetica; – per incentivare l'uso della
tecnologia nei processi produttivi, un'iniziativa per le "fabbriche del
futuro": l'obiettivo è aiutare i produttori
dell'UE, in particolare le SME, attivi in tutti i settori a rispondere alle
pressioni concorrenziali mondiali, incrementando la base tecnologica della
produzione dell'UE mediante lo sviluppo e l'integrazione delle tecnologie
abilitanti del futuro, quali le tecnologie ingegneristiche per macchinari
adattabili e processi industriali, TIC e materiali avanzati. La dotazione
prevista per questa azione è di 1,2 miliardi di euro. 10.
Internet ad alta velocità per tutti La connessione Internet ad alta velocità
promuove una rapida diffusione tecnologica, che a sua volta crea domanda per
prodotti e servizi innovativi. Dotare l'Europa di questa moderna
infrastruttura è importante quanto lo è stata la costruzione della rete ferroviaria
nel diciannovesimo secolo. Per dare nuovo impulso al ruolo guida dell'Europa
nel settore delle comunicazioni fisse e senza fili e per accelerare lo
sviluppo di servizi ad elevato valore aggiunto, la Commissione e gli Stati
membri dovrebbero lavorare di concerto con i soggetti interessati per
sviluppare una strategia per la banda larga volta ad accelerare il
miglioramento e l'estensione della rete. La strategia sarebbe sostenuta da
fondi pubblici in modo da fornire l'accesso alla banda larga ad aree non
raggiungibili dal mercato in cui la copertura è ancora insufficiente o ha
costi elevati. L'obiettivo sarebbe quello di raggiungere per l'Internet ad
alta velocità una copertura del 100% entro il 2010. Inoltre, anche al fine di
migliorare le prestazioni delle reti esistenti, gli Stati membri dovrebbero
promuovere investimenti competitivi in reti di fibre ottiche e aderire alle
proposte della Commissione di liberare lo spettro per la banda larga senza
fili. Utilizzando i finanziamenti di cui all'azione 5, nel 2009/2010 la
Commissione convoglierà un ulteriore miliardo di euro verso questi
investimenti per la rete. |
3. Impegnarsi per
soluzioni globali
Le sfide che l'UE sta attualmente affrontando
rientrano tra le sfide macroeconomiche di portata mondiale poste in luce dal
recente vertice di Washington sui mercati finanziari e l'economia mondiale.
Questo piano europeo di ripresa economica farà parte del contributo dell'UE ad
una più stretta collaborazione macroeconomica internazionale, compreso con i paesi
emergenti, tesa ad incentivare la ripresa della crescita, ad evitare ricadute
negative e a sostenere i paesi in via di sviluppo. Negli ultimi decenni, l'UE
ha fortemente beneficiato dell'incremento dei flussi transfrontalieri di
capitali e commerciali con i paesi sviluppati e sempre più anche con le
economie emergenti. La crisi finanziaria ha solo mostrato quanto il mondo sia
diventato interdipendente. L'intensità e la velocità con cui una mancanza di
fiducia in una parte del pianeta ha influenzato i mercati finanziari e ha avuto
ripercussioni sulle economie reali a livello mondiale è davvero motivo di
preoccupazione. Nel mondo attuale, un evento traumatico che investe un mercato
sistemicamente importante diventa un problema di portata mondiale e come tale
deve essere affrontato. Pertanto, una parte di qualunque risposta coordinata
dell'UE alla crisi economica dovrà provenire da un maggiore impegno con i
nostri partner internazionali e con le organizzazioni internazionali, da un
lavoro comune volto a far fronte alle sfide interne ed esterne, incluso nei
paesi in via di sviluppo che saranno tra quelli colpiti più duramente.
Mantenere
attivo il commercio mondiale
La ripresa dell'Europa dipende dalla capacità
delle nostre imprese di sfruttare al meglio le opportunità offerte dai mercati
globali. Il ritorno dell'Europa ad una crescita solida dipenderà anche dalla
sua capacità di esportare. Mantenere aperti i legami commerciali e le
opportunità di investimento è anche il modo migliore per limitare l'impatto globale
della crisi, poiché la ripresa mondiale dipenderà fortemente da risultati
economici sostenibili delle economie emergenti e in via di sviluppo.
Dobbiamo pertanto mantenere il nostro impegno
per un'apertura dei mercati a livello mondiale, mantenendo il nostro stesso
mercato per quanto possibile aperto e insistendo affinché i paesi terzi
facciano altrettanto, garantendo in particolare il rispetto delle norme
dell'OMC. Per raggiungere tale obiettivo, l'Europa deve adoperarsi con
rinnovato slancio per:
–
–
– creare una rete di accordi di
libero scambio globali e approfonditi con i paesi
vicini quale ulteriore tappa verso un mercato regionale più integrato.
Attraverso la sua politica di vicinato, l'UE può sviluppare un nuovo
partenariato orientale basandosi sull'Unione per il Mediterraneo e sui suoi
piani;
–
–
–
Affrontare
il problema del cambiamento climatico
Questa crisi si è verificata alla vigilia di
un'epocale transizione strutturale verso un'economia a basse emissioni di
carbonio. La finalità di combattere il cambiamento climatico può essere
associata ad importanti nuove opportunità economiche di sviluppare nuove
tecnologie, creare occupazione e potenziare la sicurezza energetica.
L'accordo che verrà raggiunto nel quadro del
Consiglio europeo di dicembre e con il Parlamento europeo sulla strategia
interna dell'UE in materia di cambiamento climatico rafforzerà il ruolo guida
che l'UE deve cercare di svolgere nel garantire un ambizioso accordo
internazionale sul cambiamento climatico alla conferenza dell'UNFCCC che si
svolgerà a Copenaghen alla fine del 2009.
Sostenere
i paesi in via di sviluppo
L'attuale crisi andrà ad esacerbare le
esistenti pressioni sopportate dai paesi in via di sviluppo, che sono spesso
quelli che meno possono reagire ad esse. È dunque quanto mai importante che
l'UE, e gli altri paesi, mantengano i propri impegni per il raggiungimento
degli obiettivi di sviluppo del millennio (OSM). Potrebbe anche risultare
necessario che i paesi e le regioni sviluppati, come l'UE, pongano in atto
nuovi strumenti, flessibili e innovativi, che possano aiutare i paesi in via di
sviluppo a far fronte alle rapide conseguenze della crisi (ad esempio il
recente strumento di aiuto alimentare dell'UE).
Continuare ad aiutare i paesi emergenti
e in via di sviluppo nel loro cammino verso uno sviluppo sostenibile è
particolarmente importante, anche in vista della conferenza internazionale sul
finanziamento dello sviluppo, che si terrà a Doha dal 29 novembre al 2
dicembre. In questa riunione, l'UE – che nel 2007 è risultata ancora una volta
il principale donatore nell'assistenza allo sviluppo d'oltremare - riconfermerà
il proprio impegno a raggiungere per questa assistenza lo 0,56% del PNL e lo
0,7% entro il 2015. L'UE inviterà anche gli altri donatori a mantenere il loro
impegno verso tali risultati.
In un periodo di crisi economica, è
tanto più importante promuovere lo sviluppo sostenibile, contribuendo tra
l'altro al raggiungimento dei traguardi in materia di assistenza allo sviluppo
d'oltremare e agli obiettivi di sviluppo del millennio, ma anche affrontando le
problematiche della governance globale. La condivisione dei benefici della
crescita sostenibile, la gestione dei cambiamenti climatici, l'energia, la
sicurezza alimentare e il buon governo sono ambiti fondamentali e strettamente
collegati, in cui le istituzioni finanziarie internazionali sono chiamate a
svolgere un ruolo importante alla stregua di altri organismi internazionali.
4. Conclusioni
È evidente che i prossimi mesi saranno
difficili per l'UE, vista la pressione sull'occupazione e sulla domanda
esercitata dalla stasi economica mondiale ed europea. Un'azione concertata,
tuttavia, può permettere agli Stati membri e alle istituzioni europee di far
rinascere la fiducia a livello dei consumatori e delle imprese, di far
ripartire le attività di prestito e di stimolare gli investimenti nelle nostre
economie, creando posti di lavoro e aiutando i disoccupati a ritrovare un
impiego. Il piano europeo di ripresa
economica illustrato nella presente comunicazione porrà le basi per la
rapida conclusione di un accordo fra gli Stati membri onde rimettere in moto
l'economia europea.
La Commissione europea invita il Parlamento
europeo a sostenere pienamente questo piano europeo di ripresa economica .
La Commissione europea invita i capi di Stato
e di governo, che si riuniranno l'11 e il 12 dicembre, a:
(1)
adottare il presente piano europeo di
ripresa economica;
(2)
chiedere che la Commissione europea e il
Consiglio collaborino per far sì che le misure combinate a livello nazionale e
UE raggiungano almeno l'1,5% del PIL;
(3)
garantire che i programmi di stabilità e
convergenza aggiornati, che comprendono le misure di incentivazione nazionali,
siano valutati conformemente alle procedure stabilite nel patto di stabilità e
di crescita e beneficino della flessibilità da questo offerta;
(4)
adottare le 10 azioni esposte nel piano
europeo di ripresa economica; invitare il Consiglio e il Parlamento ad
accelerare qualsiasi attività legislativa necessaria per attuare queste misure;
(5)
accettare di individuare qualunque
ulteriore misura necessaria a livello dell'UE e dei singoli Stati membri per
stimolare la ripresa, sulla base di un contributo che la Commissione fornirà
prima del Consiglio europeo di primavera del 2009 e nel quale verranno valutati
i progressi compiuti nell'attuazione del piano;
(6)
continuare a collaborare strettamente con
i partner internazionali per mettere in atto soluzioni globali onde rafforzare
la governance globale e favorire la ripresa economica.
[1] Le
raccomandazioni generali e le azioni specifiche connesse ai settori prioritari
che figurano nel presente documento sono soggette al rispetto delle regole sul
mercato interno e sulla concorrenza, specialmente per quanto riguarda gli aiuti
di Stato.
[2] Ciò
verrà attuato innalzando l’attuale soglia di sicurezza per il capitale di
rischio da 1,5 a 2,5 milioni e consentendo, a determinate condizioni ed entro
determinati massimali, a) di concedere aiuti di Stato per garanzie su prestiti
a favore di talune società che hanno difficoltà ad ottenere prestiti e (b) di
concedere aiuti fino al 50% (per le PMI) e al 25% (per grandi imprese) del
tasso di riferimento per prestiti per investimenti nella fabbricazione di
prodotti che si conformano anticipatamente alle nuove norme comunitarie, non
ancora in vigore, che innalzano il livello di tutela ambientale, o di prodotti
che vanno al di là di tali norme.
[3] COM(2008)755
del 13.11.2008.
[4] Attualmente,
gli edifici assorbono il 40% dei consumi energetici.