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Bruxelles, 7.7.2009

COM(2009) 343 definitivo

 

RAPPORTO DELLA COMMISSIONE

RAPPORTO ANNUALE 2008
SULLE RELAZIONI TRA LA COMMISSIONE EUROPEA E I PARLAMENTI NAZIONALI

1.           Introduzione

Dall'inizio del mandato nel 2004, la Commissione Barroso ha mostrato di annettere grande importanza alle relazioni con i parlamenti degli Stati membri, facendo della definizione e attuazione di un autentico coinvolgimento dei parlamenti nazionali uno dei propri obiettivi prioritari.

Il fatto che una vicepresidente sia esplicitamente incaricata delle relazioni coi i parlamenti nazionali ha costituito un punto di partenza e un approccio inedito. Successivamente, dal febbraio 2005 in poi e su iniziativa della vicepresidente WALLSTRÖM, il collegio si è prefisso un piano d'azione nel breve termine con tre obiettivi più globali.

      Collaborazione reciproca – un dialogo aperto e continuo. Onde far fronte in modo più efficiente e trasparente ai compiti che incombono loro, la Commissione e i parlamenti nazionali hanno un comune interesse a conoscere le rispettive posizioni e a comprendere i loro interessi reciproci.

      Creazione di una rete. Organizzare i parlamenti nazionali e la Commissione in rete permette di trarre vantaggio dall'esperienza politica e amministrativa di ciascuna parte, nel pieno rispetto dei trattati dell'Unione europea e delle varie costituzioni degli Stati membri.

      Rinsaldare i legami con i cittadini e con i loro rappresentanti eletti. La voce dei parlamenti nazionali rafforza quella dei cittadini dell'Europa.

Fin dal marzo 2006, il collegio ha ribadito la propria determinazione a potenziare i legami con i parlamenti nazionali nel suo primo rapporto annuale sui progressi compiuti verso il conseguimento di questi tre obiettivi.

Nell'intento di avvicinare maggiormente l'Unione europea ai cittadini, era necessario associare più da vicino i parlamenti nazionali alla preparazione delle politiche europee e mettere in maggiore rilievo l'importanza dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità. A tale scopo, nella sua comunicazione "Un'agenda dei cittadini" del 10 maggio 2006, la Commissione aveva annunciato il proprio proposito di porre in essere un meccanismo innovante di dialogo con i parlamenti nazionali. Tale iniziativa prevedeva che fossero trasmessi ai parlamenti nazionali non solo i documenti di consultazione elaborati dalla Commissione (libri verdi, libri bianchi e comunicazioni), come già contemplato dal protocollo accluso al trattato di Amsterdam, ma anche tutte le sue nuove proposte. I parlamenti nazionali venivano invitati a reagire e, se del caso, a contribuire a migliorare il processo di elaborazione delle politiche comunitarie[1].

Il Consiglio europeo del giugno 2006 accoglieva favorevolmente tale impegno della Commissione, invitandola a esaminare con la massima attenzione le osservazioni formulate dai parlamenti nazionali, in particolare alla luce dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità.

La Commissione ha predisposto le proprie procedure interne per rispondere alle opinioni espresse dai parlamenti nazionali, e dal settembre 2006 ha iniziato a trasmettere loro le nuove proposte legislative e i documenti di consultazione che elaborava, oltre a rispondere ai pareri dei parlamenti.

Nel merito, le risposte della Commissione mirano generalmente a spiegare meglio le motivazioni iniziali e delle varie tappe del dialogo interistituzionale, laddove il collegio, nel pieno rispetto del proprio potere d'iniziativa, potrebbe essere indotto a tener conto delle osservazioni formulate nel quadro di questo dialogo. Va notato che il dialogo politico avviato in tal modo con i parlamenti nazionali forma altresì oggetto di comunicazioni al Parlamento europeo e al Consiglio.

L'attuazione delle varie iniziative fin qui evocate ha permesso alla Commissione di sviluppare, negli ultimi quattro anni, un'impostazione affatto inedita dei rapporti con i parlamenti nazionali, che pone l'accento sull'importanza del loro contributo per migliorare il sistema di governo europeo. Grazie a questa nuova impostazione, la Commissione BARROSO ha potuto approfondire e ampliare le relazioni con i parlamenti nazionali, le quali, a detta degli stessi parlamenti nazionali e della conferenza dei loro presidenti, nonché della conferenza dei loro organi specialistici (COSAC), sono ormai eccellenti.

L'intensificarsi delle relazioni con i parlamenti nazionali è avvenuto nel pieno rispetto delle prerogative delle varie istituzioni dell'Unione europea e, più in generale, dell'equilibrio del cosiddetto "triangolo istituzionale".

Nel 2008 il Parlamento europeo ha adottato raccomandazioni fondate sulle riflessioni condotte all'interno del suo gruppo "riforma". Dette raccomandazioni propongono di intensificare ulteriormente la cooperazione con i parlamenti nazionali, in particolare nella prospettiva di un'entrata in vigore del trattato di Lisbona, imprimendo maggiore coerenza alla propria impostazione nei confronti dei parlamenti nazionali e "prendendo in considerazione altresì le attività della Commissione" in tale ambito. In concreto, il Parlamento europeo auspica di essere coinvolto maggiormente nell'attuale dialogo fra la Commissione e i parlamenti nazionali e propone, tra altri meccanismi, che il forum interparlamentare convocato nell'autunno di ogni anno esamini sistematicamente il programma legislativo e di lavoro della Commissione. Gli incontri interparlamentari che il Parlamento europeo organizza regolarmente con i parlamenti nazionali, e ai quali la Commissione partecipa, costituiscono un'ottima occasione per intensificare il dialogo fra gli organi parlamentari nazionali non meno che europei, il Consiglio e la Commissione.

Il successo che l'attuale Commissione ha registrato fin dai suoi esordi con la nuova impostazione verso i parlamenti nazionali si è tradotto, fra l'altro, nei quasi 500 incontri svoltisi – tra il novembre 2005 e l'aprile 2009 – fra commissari e parlamenti nazionali, nelle 15 occasioni in cui membri del collegio (e nella metà dei casi lo stesso presidente) hanno partecipato a incontri parlamentari, nella regolare partecipazione di commissari alle riunioni della conferenza dei presidenti dei parlamenti nazionali e della COSAC, e infine nei quasi 450 pareri pervenuti fra il settembre 2006 e l'aprile 2009. La Commissione BARROSO ha inoltre adottato quattro rapporti annuali sulle relazioni coi parlamenti nazionali (contando anche quello presente), ha designato un coordinatore per i contatti con i parlamenti nazionali in ciascuna DG, ha stilato 12 lettere informative, ha partecipato a oltre 50 riunioni dei rappresentanti permanenti dei parlamenti nazionali a Bruxelles e ha intensificato la propria cooperazione e i propri scambi con la piattaforma IPEX.

Per quel che riguarda più in particolare il 2008, l'anno è stato contraddistinto da un intensificarsi del dialogo politico avviato nel settembre 2006. Il numero di pareri formulati dai parlamenti nazionali è cresciuto in misura sostanziale. I membri della Commissione hanno moltiplicato le proprie visite nelle capitali e i loro scambi con i parlamenti nazionali.

Nella prospettiva dell'entrata in vigore del trattato di Lisbona, i parlamenti nazionali hanno continuato a prepararsi al varo dei meccanismi di controllo della sussidiarietà previsti dal trattato di Lisbona, sia al loro interno che nel quadro dei lavori della COSAC o della piattaforma IPEX.

I parlamenti nazionali hanno poi espresso l'intenzione di approfondire la questione del controllo parlamentare nel settore della giustizia, libertà e sicurezza.

2.           Bilancio dei pareri pervenuti dai parlamenti nazionali

Sulle 40 camere invitate a partecipare al dialogo politico (14 Stati membri hanno un sistema monocamerale, 13 un sistema bicamerale), nel 2008 24 hanno risposto trasmettendo almeno un parere.

2.1.        Reazione dei parlamenti nazionali

Un numero di pareri in costante crescita

Il dialogo politico della Commissione con i parlamenti nazionali costituisce un processo che si radica sempre più tra le pratiche istituzionali dell'Unione. Dal settembre 2006 fino al termine del 2008, alla Commissione sono pervenuti 368 pareri da 33 camere di 24 Stati membri. Con 200 pareri nel 2008 (contro 168 fra il settembre 2006 e la fine del 2007), il dialogo politico tra la Commissione e i parlamenti nazionali sembra diventato ormai una consuetudine (si veda l'allegato).

Numerose sono le proposte della Commissione prese in esame

Nel 2008 i parlamenti nazionali hanno formulato pareri su 135 testi della Commissione. Alcune iniziative hanno richiamato in modo particolare la loro attenzione, ad esempio la proposta sulle cure sanitarie transfrontaliere, la comunicazione e la successiva proposta riguardante le verifiche sullo stato di salute della politica agricola comune, le proposte del pacchetto su energia e clima, nonché la strategia politica annuale per il 2009.

Una partecipazione differenziata

I parlamenti nazionali hanno scelto di avvalersi della nuova procedura in modo differenziato. Alcune seconde camere come il senato francese, il Bundesrat tedesco, la camera dei Lord o il senato ceco hanno continuato a mostrarsi estremamente attive. Complessivamente, 54 pareri su 200 sono stati formulati da queste quattro camere. Il Riksdag (SV) e il Folketing (DK) hanno dato prova a loro volta di grande attivismo. Infine, il numero di pareri pervenuti dalle due camere italiane è cresciuto sensibilmente alla fine dell'anno. Da parte sua, l'Assembleia da Republica portoghese ha inoltrato 65 pareri, che in massima parte erano positivi e non comportavano osservazioni particolari.

Va altresì rilevato che l'interesse espresso non necessariamente converge sui medesimi testi. Solo un piccolo numero di proposte suscita più di tre pareri.

Alcuni parlamenti – quello svedese e quello danese in particolare – hanno poi deciso di pronunciarsi solo su documenti di consultazione della Commissione. Per i progetti legislativi, conformemente alle proprie procedure interne, essi esercitano un controllo sulle posizioni che i rispettivi governi assumono in sede di Consiglio.

Se il senato francese o i parlamenti olandese e portoghese si sono concentrati sulle questioni inerenti alla sussidiarietà e alla proporzionalità, una maggioranza di parlamenti nazionali concentra il proprio esame sul merito delle proposte della Commissione sotto il profilo politico.

Si possono così vedere alcune assemblee esprimere le preoccupazioni degli organi locali dei rispettivi paesi. Il Comitato delle regioni esorta determinate assemblee, in particolare il Bundesrat austriaco a prendere posizione su un questionario in materia di sussidiarietà trasmesso ad alcuni enti locali.

Una partecipazione allargata

In linea generale, il numero di parlamenti nazionali impegnati in un regolare dialogo con la Commissione è cresciuto nel 2008 rispetto all'anno precedente. Parecchi di essi hanno partecipato per la prima volta al dialogo politico: è il caso del senato italiano, del Bundesrat austriaco, dei parlamenti ellenico, cipriota e bulgaro.

Dal settembre 2006, solo 7 assemblee non hanno preso parte al dialogo: entrambe le assemblee spagnole e quelle romene, il parlamento maltese, il Nationalrat austriaco e il Državni svet sloveno.

IPEX e Europa

Attualmente, i pareri dei parlamenti nazionali e le risposte trasmesse dalla Commissione sono pubblicate nella base dati IPEX. Prima dell'estate 2009 saranno disponibili altresì su 27 pagine web – una per Stato membro- allestite dalla Commissione sul sito Europa.

Il lavoro all'interno della COSAC

Contestualmente, la COSAC ha condotto due esercizi coordinati che prendevano di mira l'aspetto della sussidiarietà.

      Nell'ambito dell'esercizio relativo alla decisione quadro del Consiglio che modifica la decisione quadro 2002/475 sulla lotta contro il terrorismo, alla Commissione sono pervenuti 12 pareri di parlamenti nazionali, dei quali un esprimeva una riserva formale sulla proposta della Commissione, sotto il profilo della sussidiarietà. Vari parlamenti si sono chiesti se non fosse preferibile promuovere una proposta del genere nel quadro del Consiglio d'Europa o ne hanno criticato la scarsa giustificazione in termini di sussidiarietà.

      Per l'esercizio riguardante la proposta relativa all'attuazione del principio di non discriminazione delle persone per motivi di religione, razza, età o orientamento sessuale, alla Commissione sono pervenuti 15 pareri, di cui uno solo negativo.

Nel corso del dicembre 2008, la COSAC ha avviato un esercizio coordinato di verifiche del principio di sussidiarietà per la direttiva sul trapianto di organi. Tra il dicembre 2008 e la fine dell'aprile 2009 sono pervenuti 18 pareri.

2.2.        Ripercussione sulla formulazione delle politiche

I pareri dei parlamenti nazionali favoriscono un ampliamento del dibattito che la Commissione intende incentivare.

Nel corso del 2008 alcuni parlamenti nazionali hanno dato priorità a iniziative fondamentali della Commissione come le proposte del pacchetto energia e clima, la verifica dello stato di salute della PAC o la proposta sui diritti dei pazienti in materia di trattamenti sanitari transfrontalieri (il Bundesrat tedesco, il senato francese, la camera dei Lord, il senato ceco, i parlamenti olandese e italiano).

Nella massima parte dei casi, le posizioni dei parlamenti collimavano con quelle esposte in Consiglio dalle delegazioni degli Stati membri. Il pacchetto energia e clima costituisce un esempio emblematico. Il Sejm polacco era allineato sulla posizione del suo governo. Il senato italiano ha vivamente auspicato che venissero migliorati i meccanismi di flessibilità e introdotte clausole di revisione. La camera dei deputati italiana ha invitato il proprio governo a subordinare il suo accordo a determinate modifiche nel testo delle proposte, ad esempio per subordinare maggiormente i meccanismi di flessibilità all'andamento della situazione economica e finanziaria. La camera dei Lord britannica ha sottoposto due pareri. Il 10 dicembre, alla vigilia del Consiglio europeo, i Lord si sono espressi a favore del finanziamento - per il sistema europeo di scambio delle quote di emissione - di progetti pilota di cattura e di stoccaggio geologico dei CO2 sui fondi riservati ai nuovi operatori, caldeggiando anche la messa all'asta di tutte le quote di emissione per i settori che non presentano rischi di fughe di carbonio. In materia di energie rinnovabili, i Lord hanno chiesto al loro governo e all'Unione europea che venisse fissato un obiettivo per il 2030, onde incentivare le tecnologie e gli investimenti che fino al 2020 non avranno raggiunto un pieno sviluppo.

Le reazioni alla proposta sulla verifica dello stato di salute della politica agricola comune evidenziano a loro volta una tendenziale concordanza tra posizioni parlamentari e posizioni governative. Il senato ceco ha respinto l'idea di pagamenti diretti decrescenti, preferendo invece la modulazione progressiva. Per la camera dei deputati italiana, l'introduzione di una modulazione obbligatoria, con conseguente storno di risorse dal primo pilastro allo sviluppo rurale, deve avvenire gradualmente.

Quanto agli altri settori della politica agricola comune, il senato ceco ha altresì raccomandato al proprio governo, nell'interesse della competitività dell'agricoltura europea, di cominciare a esaminare la questione degli organismi geneticamente modificati durante la presidenza ceca dell'Unione. Il senato italiano ha chiesto al suo governo azioni concrete presso le istituzioni europee volte a introdurre sistemi di controllo alle frontiere esterne, nonché procedure di monitoraggio sull'attuazione di tali sistemi, sulla falsariga di quanto esiste in determinati paesi terzi, onde far rispettare gli standard europei in materia di prodotti agricoli.

Sulla proposta relativa ai diritti dei pazienti in materia di cure mediche transfrontaliere, alla Commissione sono pervenuti 3 pareri nel 2008 e 4 tra gennaio e fine aprile 2009. Il senato francese ha sottolineato che, per essere conforme ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità, la proposta dovrebbe ribadire le competenze degli Stati membri in sede di organizzazione e realizzazione delle cure mediche. I dubbi sul rispetto del principio di sussidiarietà e sulla pertinenza della scelta di uno strumento giuridico (direttiva) per intervenire nell'organizzazione e nel finanziamento del sistema sanitario figurano anche nei pareri delle due camere parlamentari dei Paesi Bassi. Il Bundesrat tedesco, persuaso anch'esso della necessità di potenziare le disposizioni che confermano la responsabilità degli Stati membri in fatto di organizzazione del proprio sistema sanitario, ha ritenuto che i servizi di assistenza sociale andrebbero esclusi dalla sfera d'applicazione della proposta.

3.           Visite di lavoro della Commissione e altri contatti

La nuova impostazione nelle relazioni tra la Commissione e i parlamenti nazionali risponde a tre obiettivi generali: rendersi reciprocamente servizio e intavolare un dialogo aperto e continuo, darsi una concreta organizzazione in rete e, tramite migliori relazioni con i rappresentanti eletti, istituire una maggiore vicinanza ai cittadini. Le rappresentanze della Commissione negli Stati membri provvedono a mantenere contatti regolari e strutturati con i parlamenti nazionali. In aggiunta, quando un membro della Commissione si reca presso un parlamento nazionale, è la rappresentanza a occuparsi delle modalità pratiche e logistiche e a fornire al commissario la necessaria informazione politica. Queste visite suscitano l'interesse dei mezzi di comunicazione e rappresentano ottime occasioni per comunicare i recenti sviluppi delle politiche europee nel contesto nazionale.

Visite ai parlamenti nazionali

Il presidente BARROSO si è recato in visita presso i parlamenti lettone, svedese, ceco, lussemburghese e italiano. La vicepresidente WALLSTRÖM si è recata in visita presso quelli irlandesi (due volte), polacco, danese, lituano, francese e britannico. Nel quadro di varie circostanze, nel corso del 2008 i membri del collegio hanno incontrato i rappresentanti dei parlamenti nazionali in oltre un centinaio di occasioni.

L'intensità di questi contatti dimostra chiaramente quanto alla Commissione prema porsi maggiormente all'ascolto dei parlamenti nazionali e illustrare loro più diffusamente le politiche poste in essere.

Partecipazione alle riunioni interparlamentari

La Commissione ha continuato a rispondere positivamente a numerose sollecitazioni a partecipare a vari incontri interparlamentari. Il presidente BARROSO ha partecipato con il vicepresidente VERHEUGEN all'incontro interparlamentare (Joint Parliamentary Meeting) di febbraio sulla strategia di Lisbona; il presidente Barroso ha preso parte altresì a quella sulla migrazione e immigrazione del mese di settembre. La vicepresidente WALLSTRÖM ha partecipato a un incontro interparlamentare sulle questioni energetiche a novembre, il commissario ALMUNIA ha preso parte alla riunione della commissione per le questioni economiche e monetarie del Parlamento europeo tenuta a gennaio con i parlamenti nazionali, e il commissario REHN ha partecipato nel mese di maggio all'incontro interparlamentare dedicato ai Balcani occidentali.

Il vicepresidente FRATTINI ha partecipato a sua volta alla riunione dei presidenti e della troika presidenziale della COSAC, tenutasi a Lubiana nel mese di febbraio, il commissario POTOCNIK alla XXXIX COSAC, riunita a Brdo in Slovenia nel mese di maggio, la commissaria FERRERO WALDNER alla riunione di luglio dei presidenti delle delegazioni presso la COSAC a Parigi, il vicepresidente BARROT alla XL COSAC riunita a novembre, sempre a Parigi.

Redazione di una lettera informativa

Il segretariato generale della Commissione ha redatto due lettere informative, diffuse all'interno del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali.

Rappresentanti permanenti

Vari servizi della Commissione hanno partecipato a 18 riunioni dei rappresentanti permanenti dei parlamenti nazionali a Bruxelles. Rispondendo alla richiesta di questi ultimi, la Commissione concentra i propri interventi sulla presentazione dei fascicoli in corso o delle iniziative future.

4.           Possibilità che il trattato di Lisbona entri in vigore

Controllo di sussidiarietà

Le conclusioni adottate dalla COSAC a Brdo hanno esortato la presidenza francese a invitare un gruppo di lavoro composto dai rappresentanti permanenti dei parlamenti nazionali presso l'Unione a stilare un rapporto sulle modalità migliori per applicare le disposizioni relative ai parlamenti nazionali previste dal trattato di Lisbona. La Commissione è stata invitata a partecipare ai lavori di questo gruppo.

La COSAC di Parigi è giunta alla conclusione che la rete esistente di collegamento tra i rappresentanti dei parlamenti nazionali a Bruxelles, unitamente a IPEX, costituiscano gli strumenti idonei per scambiare informazioni, in modo regolare, tempestivo e informale, sulle valutazioni cui procedono i parlamenti nazionali. Questi ultimi hanno inoltre proseguito gli esercizi ilota di sussidiarietà, con il coordinamento della segreteria della COSAC, in attesa che il trattato di Lisbona entri in vigore.

GLS

La COSAC di Parigi ha sottolineato altresì l'importanza che i parlamenti nazionali annettono al controllo delle attività di polizia e alla valutazione delle attività giudiziarie negli Stati membri. I parlamenti nazionali hanno espresso la propria volontà di sottoporre la cooperazione giudiziaria e di polizia all'interno dell'Unione a un controllo o a una valutazione condotta dal Parlamento europeo associando i parlamenti nazionali. Questi ultimi, per essere in grado di dare un contributo fattivo, hanno chiesto che la Commissione europea pubblichi un documento di consultazione prima di finalizzare le proprie proposte di regolamentazione delle attività di Eurojust e di Europol.

5.           Conclusioni

Le relazioni tra la Commissione e i parlamenti nazionali continuano a intensificarsi nel pieno rispetto delle prerogative delle istituzioni dell'Unione europea. Il 2009 segnerà una tappa fondamentale per il futuro del trattato di Lisbona e vedrà insediarsi una nuova Commissione, dopo le elezioni europee.

Il presente rapporto annuale mette in evidenza l'impegno della Commissione a proseguire un dialogo e una collaborazione approfonditi con i parlamenti nazionali. La Commissione desidera mantenere e intensificare ulteriormente il dialogo politico con essi. Se del caso, essa provvederà ad attuare le misure necessarie per applicare correttamente le disposizioni del trattato di Lisbona relative ai parlamenti nazionali.


Allegato

Pareri dei parlamenti nazionali 2006-2008

 

 

2006

2007

2008

 2006-2008

PORTOGALLO

Assembleia da República

0

19

65

84

FRANCIA

Sénat

18

22

13

53

GERMANIA

Bundesrat

6

15

18

39

SVEZIA

Riksdag

0

17

16

33

REGNO UNITO

House of Lords

4

14

12

30

DANIMARCA

Folketing

2

10

11

23

REPUBBLICA CECA

Senát

2

9

11

22

PAESI BASSI*

Tweede Kamer Staten Generaal

2

1

5

8

ITALIA

Senato della Repubblica

0

0

8

8

IRLANDA

Dail and Seanad Eireann

0

1

7

8

ITALIA

Camera dei Deputati

1

0

6

7

POLONIA

Sejm

1

0

5

6

GERMANIA

Bundestag

1

2

2

5

ESTONIA

Riigikogu

2

0

2

4

LUSSEMBURGO

Chambre des Députés

2

0

2

4

BELGIO

Sénat

2

0

2

4

AUSTRIA

 Bundesrat

0

0

4

4

GRECIA

Vouli ton Ellinon

0

0

3

3

LITUANIA

Seimas

2

1

0

3

REGNO UNITO

House of Commons

1

1

1

3

CIPROE

Vouli ton Antiprosopon

0

0

2

2

LETTONIA

Saeima

0

0

2

2

REPUBBLICA CECA

Poslanecká Sněmovna

1

0

1

2

FRANCIA

Assemblée Nationale

1

1

0

2

UNGHERIA

Országgyűlés

1

1

0

2

BELGIO

Chambre des Représentants

0

1

1

2

BULGARIA

Narodno Sabranie

0

0

1

1

FINLANDIA

Eduskunta

1

0

0

1

POLONIA

Senat

1

0

0

1

SLOVACCHIA

Národná rada

1

0

0

1

SLOVENIA

Državni zbor

1

0

0

1

AUSTRIA

Nationalrat

0

0

0

0

MALTA

Kamra tad-Deputati

0

0

0

0

PAESI BASSI*

Eerste Kamer Staten Generaal

0

0

0

0

ROMANIA

Camera Deputatilor

0

0

0

0

ROMANIA

Senat

0

0

0

0

SLOVENIA

Državni svet

0

0

0

0

SPAGNA

Congreso de los Diputados

0

0

0

0

SPAGNA

Senado

0

0

0

0

 

TOTALE

53

115

200

368

*I pareri del parlamento dei Paesi Bassi sono stati trasmessi a nome di entrambe le camere.


Contatti con i parlamenti nazionali (dall'1.1.2005 al 31.12.2008)

- per Stato membro –

 

 

2005

2006

2007

2008

total

AUSTRIA

 Bundesrat

2

2

4

1

9

 Nationalrat

BELGIO

Sénat

3

3

2

1

9

Chambre des Représentants

BULGARIA

Narodno Sabranie

 

 

4

2

6

CIPRO

Vouli ton Antiprosopon

2

3

1

5

11

REPUBBLICA CECA

Senát

4

3

7

1

15

Poslanecká sněmovna

DANIMARCA

Folketing

9

7

2

5

23

ESTONIA

Riigikogu

2

2

10

8

22

FINLANDIA

Eduskunta

7

8

2

7

24

FRANCIA

Sénat

13

10

11

12

46

Assemblée Nationale

GERMANIA

Bundesrat

16

17

19

17

69

Bundestag

GRECIA

Vouli ton Ellinon

3

5

4

7

19

UNGHERIA

Országgyűlés

3

0

1

5

9

IRLANDA

Dail Eireann

2

2

9

13

26

Seanad Eireann

ITALIA

Senato della Repubblica

8

2

8

2

20

Camera dei Deputati

LETTONIA

Saeima

2

1

5

3

11

LITUALIA

Seimas

8

4

8

2

22

LUSSEMBURGO

Chambre des Députés

0

3

3

0

6

MALTA

Kamra tad-Deputati

1

1

4

0

6

POLONIA

Sejm

5

4

1

13

23

Senat

PORTOGALLO

Assembleia da República

0

3

6

3

12

ROMANIA

Camera Deputatilor

 

 

2

3

5

Senat

SLOVACCHIA

Národná rada

3

3

0

3

9

SLOVENIA

Državni zbor

4

8

3

1

16

Državni svet

SPAGNA

Congreso de los Diputados

1

1

1

0

3

Senado

SVEZIA

Riksdag

6

1

5

3

15

PAESI BASSI

Tweede Kamer Staten Generaal

4

6

3

8

21

Eerste Kamer Staten Generaal

REGNO UNITO

House of Lords

11

7

12

9

39

House of Commons

COSAC

 

2

3

3

2

10

Conf. dei presidenti

 

1

1

1

 0

3

Altro

 

2

2

8

10

22

 

TOTALE

124

112

149

136

521

 



[1]               Si veda la comunicazione al Consiglio europeo "Un'agenda dei cittadini – Per un'Europa di risultati", del 10 maggio 2006 COM(2006) 211.