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Bruxelles, 29.10.2009
COM(2009)607 definitivo
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL
CONSIGLIO, AL PARLAMENTO EUROPEO E AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO
Nanoscienze e nanotecnologie: un piano
di azione per l'Europa 2005-2009. Seconda relazione sull'attuazione
2007-2009
Le nanotecnologie[1]
costituiscono attualmente la base di numerose applicazioni pratiche e possono
offrire ulteriori possibilità di migliorare la qualità della vita e la
protezione dell'ambiente, oltre che di aumentare la competitività dell'industria
europea. Soprattutto negli ultimi due decenni, vi è stato un graduale aumento
delle conoscenze nell'ambito delle nanoscienze e dell'applicazione industriale
delle nanotecnologie. La strategia "integrata, sicura e responsabile"
proposta dalla Commissione europea nel 2004[2]
è stata accettata dalle parti interessate e costituisce ora il nucleo della
politica dell'UE in materia di nanotecnologie. Il piano d'azione per le
nanotecnologie 2005-2009[3]
ha dato luogo ad una serie di sviluppi, a livello tanto di ricerca e di
innovazione quanto di elaborazione delle politiche. Dopo il primo biennio del
piano d'azione, dei progressi in quasi tutti i settori sono stati rilevati
nella prima relazione d'attuazione[4].
La presente comunicazione descrive i
principali sviluppi che si sono verificati nel periodo 2007-2009 in ciascun
settore previsto dal piano d'azione, identifica le sfide attuali e illustra le
conclusioni in merito alla futura politica europea nel settore delle
nanotecnologie. L'evoluzione negli anni precedenti è illustrata nei casi in cui
risulta necessaria a fini di completezza e di continuità. Alcune informazioni
dettagliate in materia figurano nell'allegato documento di lavoro dei servizi
della Commissione.
In generale negli ultimi due anni vi è stato
un notevole sviluppo delle nanotecnologie, grazie all'ulteriore crescita dei
finanziamenti per la ricerca e all'attiva elaborazione di politiche, e in tale
settore si ha una costante realizzazione di nuove applicazioni e nuovi
prodotti. Pertanto occorre proseguire le iniziative avviate per rispondere agli
interrogativi su società e sicurezza, in modo da garantire uno sviluppo sicuro
e sostenibile delle nanotecnologie.
Nell'approccio interdisciplinare necessario
per le nanotecnologie, è particolarmente importante che le organizzazioni
pubbliche e private dell'intera Europa collaborino alle attività di ricerca e
sviluppo.
Il contributo a favore della ricerca nelle
nanotecnologie previsto dai programmi quadro comunitari ha continuato a
crescere, da 1,4 miliardi di euro nel quadriennio 2003-2006, a oltre 1,1
miliardi di euro nel biennio 2007-2008. Un'ulteriore crescita è prevista nel
corso degli anni, fino alla fine del 7° programma quadro di ricerca (7° PQ) nel
2013. A questi investimenti si aggiunge un significativo finanziamento pubblico
negli Stati membri, dell'ordine di oltre 2,5 miliardi di euro nel 2007-2008. I
finanziamenti privati, tuttavia, non sono ancora all'altezza dei finanziamenti
pubblici in Europa. Nel frattempo, in altre parti del mondo i finanziamenti
sono rapidamente aumentati e nuovi operatori dinamici sono entrati in scena.
Il finanziamento comunitario ha interessato
una gamma assai vasta di iniziative, dalle nanoscienze di base alle
applicazioni industriali, in cui un'importanza sempre maggiore è data alle
applicazioni. Una notevole quota di questi finanziamenti è stata concessa nell'ambito
degli approcci multitematici congiunti sviluppati nel quadro del 7° PQ, dato
che le nanotecnologie presentano un carattere interdisciplinare catalizzatore e
possono dare un contributo a diversi comparti industriali nonché alla
realizzazione degli obiettivi di altre politiche nei settori della salute, dell'alimentazione,
dell'ambiente, dell'energia e dei trasporti. La partecipazione del settore
industriale ai progetti sta progressivamente aumentando e ha raggiunto il 40%[5].
Anche la Commissione è direttamente impegnata nella ricerca a livello di
nanotecnologie tramite il Centro comune di ricerca (CCR), le cui attività sono
direttamente collegate a un certo numero di politiche in materia.
Questa breve comunicazione non può esporre in
modo adeguato tutti i risultati ottenuti con i progetti finanziati dall'UE nel
settore delle nanotecnologie. Maggiori dettagli sono riportati nell'allegato
documento di lavoro dei servizi della Commissione. È tuttavia possibile
indicare alcuni esempi di applicazioni:
–
nella nanoelettronica, la
miniaturizzazione di componenti semiconduttori permette di costruire computer
sempre più potenti e altri dispositivi digitali. Le nuove tecniche cosiddette
bottom-up (dal basso verso l'alto) consentono oggi di prevedere dispositivi
ancora più piccoli;
–
nella nanomedicina, si stanno sviluppando
dispositivi basati su sensori "nanobiologici" per la diagnosi precoce
di malattie comuni, come le malattie cardiovascolari e i tumori. Sembra inoltre
possibile prevedere una somministrazione selettiva delle medicine alle cellule
malate, riducendo così al minimo gli effetti collaterali negativi per il resto
dell'organismo, e utilizzare tessuti ingegnerizzati nella medicina
rigenerativa;
–
nei progetti per lo sviluppo di linee
pilota, alcuni dei più promettenti risultati di laboratorio sono trasformati in
applicazioni industriali, per produrre nuovi materiali e anche per migliorare
la sostenibilità industriale;
–
nel settore dell'energia, si stanno
sviluppando pile solari più efficienti e meno costose. Inoltre i convertitori
termoelettrici potrebbero recuperare il calore altrimenti sprecato, come nei
motori a combustione interna;
–
nel risanamento delle acque, le
nanotecnologie rendono possibili metodi più efficaci e meno costosi.
Non vanno trascurate le nanoscienze di base e
l'attività di ricerca di supporto, ma è opportuno che i finanziamenti nell'ambito
del capitolo "Cooperazione" del programma quadro siano destinati in
misura sempre maggiore alla ricerca nelle nanotecnologie che sembra offrire
prospettive realistiche di conseguire a breve e medio termine benefici e prodotti
sicuri, nei settori della sanità, dell'ambiente e dell'energia, e di migliorare
la competitività dell'industria. A tal fine è stato costituito un gruppo
consultivo sulle nanotecnologie industriali, con il compito di dare un
ulteriore contribuito alle decisioni concernenti le priorità della ricerca, i
cui lavori completeranno le attività dei gruppi consultivi di esperti del 7° PQ
e i contributi delle corrispondenti piattaforme tecnologiche europee. Si stanno
inoltre creando raggruppamenti di progetti allo scopo di consolidare i
risultati.
Naturalmente, occorre stabilire delle priorità
per quanto riguarda i diversi ambiti di ricerca delle nanotecnologie. Il
finanziamento comunitario non può rispondere a tutte le esigenze, pertanto i
finanziamenti pubblici degli Stati membri e di quelli associati, che
attualmente rappresentano circa tre quarti del finanziamento pubblico
complessivo in questo settore, sono altrettanto indispensabili. È inoltre
essenziale che il finanziamento pubblico sia completato in misura sempre
maggiore da investimenti privati.
Il
finanziamento comunitario a favore della ricerca relativa alla valutazione e
alla gestione dei rischi (compresi i metodi e gli strumenti) ha continuato a
crescere, da 25 miliardi di euro nel quadriennio 2003-2006 a oltre 50 miliardi
di euro nel biennio 2007-2008. A questa cifra, che costituisce all'incirca il
5% del finanziamento complessivo per le nanotecnologie, si aggiunge l'importo
stanziato per la ricerca sulla sicurezza integrata ai progetti più prossimi alle
applicazioni e quello dell'attività di supporto su aspetti etici, legali e
sociali. Tra i principali ambiti interessati figurano la caratterizzazione dei
nanomateriali, gli effetti sulla salute umana, l'esposizione e gli effetti
ambientali. Sono stati realizzati alcuni progressi, in particolare a livello di
caratterizzazione e tossicologia:
–
è stata convalidata una serie di metodi
per la caratterizzazione delle nanoparticelle e i laboratori possono ora
utilizzare nuovi nanomateriali di riferimento per migliorare e dimostrare le
competenze acquisite in tale settore della metrologia;
–
in materia di tossicologia, alcune
ricerche vincitrici di premi stanno migliorando la comprensione delle
interazioni tra le nanoparticelle e il corpo umano.
I comitati scientifici dell'UE hanno
sottolineato la necessità di effettuare ulteriori ricerche in materia di
sicurezza per la salute umana e per l'ambiente. La Commissione intende
migliorare e proseguire questi iniziative in collaborazione con gli Stati
membri, l'industria e le organizzazioni internazionali.
Le nanotecnologie innovative richiedono
infrastrutture di ricerca a carattere interdisciplinare, che dispongano di una
massa critica e di meccanismi di trasferimento delle tecnologie, al fine di
progredire oltre la ricerca verso l'innovazione industriale.
La Commissione ha continuato a sostenere le
infrastrutture nell'ambito delle nanotecnologie, finanziando l'accesso agli
impianti esistenti e lo sviluppo di nuovi impianti. Inoltre, nell'ultimo
biennio, diverse reti di eccellenza del 6° PQ hanno permesso di conseguire una "integrazione
durevole" sotto forma di nuovi istituti e infrastrutture virtuali, come l'impianto
europeo per la spettroscopia teorica (European Theoretical Spectroscopy
Facility - ETSF).
È incoraggiante rilevare gli sforzi compiuti
da diversi Stati membri per la creazione o l'ampliamento delle infrastrutture
di ricerca nel settore delle nanotecnologie. Tra questi vanno citati in
particolare PRINS, un'infrastruttura non centralizzata per le nanostrutture che
coinvolge centri belgi, tedeschi e francesi vicini al settore industriale della
nanoelettronica; il nuovo Laboratorio iberico internazionale per le
nanotecnologie a Braga; l'iniziativa francese per creare "Centri d'integrazione
delle nanotecnologie" a Grenoble, Saclay e Tolosa; e l'iniziativa Gennesys[6]
che riunisce impianti europei di neutroni e sincrotroni, per la ricerca sulle
applicazioni del settore delle nanotecnologie.
Per progredire nel settore delle
nanotecnologie occorrono una mano d'opera specializzata e metodi
interdisciplinari e ciò impone di rinunciare ai programmi di istruzione e di
formazione più tradizionali. Da uno studio[7]
risulta che per gli operatori industriali uno dei principali ostacoli all'innovazione
è costituito dalla mancanza di adeguate risorse umane. La Commissione ha
continuato a finanziare le attività di formazione alle nanotecnologie,
soprattutto attraverso le iniziative Marie Curie del programma Persone, nelle
quali complessivamente sono stati stanziati 125 milioni di euro per progetti
nel settore delle nanotecnologie nel 2007-2008. Altri progetti, in particolare
le reti di eccellenza del 6° PQ e alcune piattaforme tecnologiche europee,
hanno dato significativi contributi alla formazione. In tutti questi
contributi, un particolare rilievo è stato dato all'impostazione
interdisciplinare e al trasferimento di risultati dall'università all'industria.
Un ulteriore contributo alle nanotecnologie, per circa 80 milioni di euro nel
2007-2008, è venuto dal Consiglio europeo della ricerca (CER) che realizza il
programma "Idee". In tale contesto nuove possibilità sono offerte a
gruppi di ricercatori che, grazie alla valorizzazione delle loro iniziative,
sono incoraggiati ad andare oltre le frontiere stabilite dalle conoscenze e i
confini delle discipline.
Inoltre, numerose università europee stanno
istituendo corsi di laurea e dottorati sulle nanotecnologie. In futuro
occorrerà fare di più, perlomeno in termini quantitativi.
L'Istituto europeo di innovazione e tecnologia
(IET) può promuovere nuovi sviluppi in materia di risorse umane e innovazione[8].
Oltre a cambiare l'economia mondiale, la
globalizzazione ha arrecato nuove opportunità e nuove sfide che esigono dall'Europa
maggiore creatività e innovazione. Nonostante la rilevanza dei finanziamenti
pubblici a favore delle attività europee di R&S nel settore delle
nanotecnologie, i corrispondenti investimenti privati restano limitati rispetto
a quelli dei principali concorrenti dell'Europa. Inoltre la quota di brevetti
nel settore delle nanotecnologie detenuta dall'Europa non corrisponde alla
percentuale di pubblicazioni europee in tale ambito.
La Commissione ha sostenuto l'innovazione
nelle nanotecnologie tramite diverse politiche e azioni. Tra le principali
iniziative in materia figurano: la maggiore importanza accordata alle
applicazioni nella ricerca finanziata nell'ambito del 7° PQ; un continuo
impegno a favore delle attività di regolamentazione e di standardizzazione; la
creazione di un osservatorio delle nanotecnologie, ObservatoryNANO[9],
per studiare opportunità e rischi in diversi settori tecnologici. In questo
contesto, le PMI e le nuove società sono oggetto di particolari attenzioni.
ENIAC, l'Iniziativa tecnologica congiunta
(ITC) nella nanoelettronica, costituisce un esempio di impostazione innovativa
nel raggruppare le iniziative pubbliche e private. Per la prima volta nella
storia, la Comunità e gli Stati membri finanziano congiuntamente attività di
R&S, con un investimento complessivo di 3 miliardi di euro fino al 2013.
Allo sviluppo delle nanotecnologie possono
contribuire anche gli stanziamenti concessi nell'ambito del programma per la
competitività e l'innovazione (CIP) e i fondi strutturali della politica di
coesione.
L'accettazione dei prodotti e degli standard
operativi, nonché lo sviluppo di nuovi prodotti secondo un'impostazione
scientifica, dipendono dall'elaborazione di valide norme di misurazione e di
prova, a sostegno della sicurezza e della qualità del prodotto. Negli ultimi
due anni, gli Stati membri hanno contribuito all'iniziale elaborazione delle
norme per le nanotecnologie. Inoltre, la Commissione e gli Stati membri hanno
agito in collegamento con l'ISO e il CEN. Per i prossimi anni, sono previste
nuove iniziative in questo settore[10].
La Commissione ha conferito al CEN il compito di presentare un programma di
standardizzazione ed è stato elaborato un elenco di progetti che recano
proposte in materia di norme. Attualmente è prevista la prosecuzione di queste
iniziative tramite un mandato specifico di standardizzazione incentrato su
terminologia, caratterizzazione di nanomateriali e metodi per valutare e simulare
l'esposizione.
Soprattutto in una fase di recessione
economica, è indispensabile un forte effetto di leva per sfruttare al massimo i
considerevoli investimenti pubblici a favore di ricerca e infrastrutture.
Questo approccio di "innovazione aperta" consentirebbe di mantenere
gli investimenti privati e di aumentarli in futuro.
Un elemento essenziale di questo approccio
integrato, sicuro e responsabile è rappresentato dall'inclusione della sanità,
della sicurezza e degli aspetti ambientali nello sviluppo delle nanotecnologie
nonché dall'avvio di un dialogo efficace con tutte le parti interessate.
Diverse iniziative sono state intraprese per perseguire l'obiettivo generale di
tenere conto delle aspettative e delle preoccupazioni dei cittadini.
Nel mese di febbraio 2008, la Commissione ha
adottato la raccomandazione relativa a un "Codice di condotta per una
ricerca responsabile nel settore delle nanoscienze e delle nanotecnologie"[11],
che contiene orientamenti per un'impostazione responsabile e aperta. Come
chiesto dal Consiglio nel settembre 2008[12],
la Commissione procederà regolarmente a una verifica del codice, che sarà
riesaminato con scadenza biennale al fine di tener conto degli sviluppi delle
nanotecnologie e della loro integrazione nella società europea.
Tutte le proposte da valutare ai fini di un
finanziamento nell'ambito del 7° PQ che risultano eticamente sensibili sono
sottoposte a un'accurata valutazione etica. Tali proposte vengono finanziate
soltanto a condizione che affrontino in modo adeguato le questioni etiche e
soddisfino i necessari requisiti comunitari e nazionali – come la Carta dei
diritti fondamentali dell'UE. Sono in corso iniziative intese a sensibilizzare
i ricercatori riguardo al codice di condotta della Commissione.
La politica dell'UE in materia richiede in
particolare soluzioni che evitino il ricorso alla sperimentazione animale. In
collaborazione con l'industria, la Commissione finanzia la ricerca di metodi e
strategie di sperimentazione alternativi e appoggia le iniziative condotte in
materia nell'ambito dell'OCSE. Anche il CCR della Commissione è attivo nell'elaborazione
e nella valutazione di metodi alternativi.
La prospettiva di una convergenza tra
nanotecnologie e biotecnologia, tecnologia dell'informazione e scienze
cognitive aumenta le opportunità di applicazioni utili ma solleva anche quesiti
fondamentali per quanto riguarda l'etica, la sicurezza delle cose e delle
persone e il rispetto dei diritti fondamentali. È possibile che al fine di
valutare tali quesiti il gruppo europeo per l'etica delle scienze e delle nuove
tecnologie debba formulare un nuovo parere.
Nell'ambito del 6° e del 7° PQ sono stati
finanziati diversi progetti di sensibilizzazione, da cui risulta la necessità
di un dibattito pubblico a carattere più permanente sulle nanotecnologie nel
contesto sociale in senso lato. La Commissione ha perseguito attivamente una
politica di coinvolgimento e consultazione delle parti interessate, in
particolare facendole regolarmente partecipare ai gruppi di lavoro della
Commissione incaricati di coordinare l'applicazione del regolamento e ai
seminari annuali sulle nanotecnologie "Sicurezza per un dialogo
costruttivo". Anche a livello nazionale sono stati ricercati il dialogo
con il pubblico e l'impegno.
L'invito al dialogo e all'impegno contenuto
nel piano di azione ha trovato applicazione in diverse iniziative organizzate
dalle piattaforme tecnologiche europee in contesti di particolare interesse,
come l'industria e le associazioni dei consumatori. L'esistenza di diverse
contesti evidenzia la necessità di seguire i dibattiti a livello nazionale,
europeo e internazionale, ad esempio con l'aiuto dalle future attività del 7°
PQ, al fine di trasmettere correttamente ai responsabili politici i messaggi
provenienti dai dibattiti pubblici. Il 10 settembre 2009, la Commissione ha
organizzato un'audizione scientifica sulla valutazione dei rischi delle
nanotecnologie[13].
La Commissione ha pubblicato una vasta gamma
di materiale informativo in numerose lingue e per diversi gruppi d'età. Inoltre
sul sito web EUROPA della Commissione figura una voce specifica per le
nanotecnologie che permette al pubblico di seguire tutte le attività da essa
condotte in tale settore.
I prodotti delle nanotecnologie devono rispettare gli elevati livelli
stabiliti dalla normativa comunitaria per la protezione dei consumatori, dei
lavoratori e dell'ambiente. Il pubblico accetterà questi prodotti soltanto se
la regolamentazione risponde in maniera adeguata alle nuove sfide poste dalle
tecnologie, se i produttori possono dimostrare che sono sicuri e se i
consumatori li percepiscono come tali.
Nel giugno 2008 la Commissione ha adottato la
comunicazione "Aspetti normativi in tema di nanomateriali"[14],
tenendo così fede all'impegno assunto nel piano di azione. La comunicazione era
accompagnata da un documento di lavoro dei servizi competenti contenente un
compendio della legislazione riguardante gli aspetti dei nanomateriali connessi
a salute, sicurezza e ambiente nonché una indicazione delle ricerche da
effettuare a fini normativi e delle misure collegate[15].
Da questo riesame regolamentare risulta che l'attuale
assetto normativo della Comunità copre in linea di massima i potenziali rischi
per la salute, la sicurezza e l'ambiente dei nanomateriali. Senza escludere
modifiche normative sulla base di nuovi dati, la Commissione ha sottolineato la
necessità di aumentare la tutela della salute, della sicurezza e dell'ambiente
in particolare migliorando l'attuazione della legislazione in vigore. Oltre a
sostenere la ricerca sulla valutazione dei rischi, la Commissione opera in
diversi ambiti normativi al fine di migliorare l'attuazione, valutare l'idoneità
della legislazione esistente ed esaminare l'opportunità di modifiche normative
riguardo ad aspetti specifici[16].
La
comunicazione è stata esaminata dal Parlamento europeo[17]
e dal Comitato economico e sociale europeo[18].
Il Parlamento europeo si chiede in particolare se, in assenza di esplicite
disposizioni concernenti le nanotecnologie nel diritto comunitario, sia
possibile ritenere la legislazione sufficiente a coprire i rischi connessi ai
nanomateriali. In considerazione della mancanza di dati e di metodi di
valutazione appropriati, il Parlamento chiede un'accurata revisione della
regolamentazione esistente. Su richiesta del Parlamento europeo sono state
introdotte, o sono in corso di valutazione, disposizioni specifiche con
riguardo ai nanomateriali per la normativa su cosmetici, nuovi prodotti
alimentari e additivi alimentari.
Come previsto, la Commissione presenterà nel
2011 un nuovo esame della regolamentazione in cui presterà particolare
attenzione alle questioni sollevate dal Parlamento europeo e dal Comitato
economico e sociale europeo. In funzione delle necessità, la Commissione può
proporre modifiche normative.
Tra gli ostacoli specifici da superare, vi è
la necessità di migliorare le conoscenze in settori come la caratterizzazione
dei nanomateriali, la valutazione della tossicità, dell'ecotossicità, della
sicurezza e dell'esposizione. In tal modo gli strumenti di attuazione, come le
strategie di sperimentazione integrate e i documenti di orientamento,
potrebbero essere adattati al fine di tenere pienamente conto dei
nanomateriali.
I progetti riguardanti le questioni connesse
all'ambiente, alla salute e alla sicurezza nell'ambito del 7° PQ e del CCR,
hanno permesso di avere una migliore comprensione dei meccanismi di interazione
dei nanomateriali con i sistemi biologici nonché di sviluppare metodi di prova,
ad esempio per la valutazione dell'esposizione.
In questo settore vi è una forte cooperazione
internazionale. La Commissione partecipa attivamente all'attività in corso nel
gruppo di lavoro dell'OCSE sui nanomateriali di sintesi (OECD Working Party on
Manufactured Nanomaterials - WPMN), che sta sviluppando metodi di prova e linee
guida per la valutazione dei rischi. Inoltre, la convergenza delle norme a
livello internazionale ottenuta grazie all'attività di standardizzazione dell'ISO
faciliterà l'attuazione della regolamentazione.
I comitati scientifici indipendenti dell'UE
hanno formulato negli ultimi cinque anni sei pareri sulla valutazione dei
rischi dei nanomateriali. Date le lacune ancora esistenti nelle conoscenze, i
pareri sottolineano l'opportunità di valutare caso per caso i potenziali rischi
dei nanomateriali e raccomandano di effettuare ulteriori ricerche per quanto
riguarda la sicurezza.
Da un punto di vista regolamentare, è
necessario affrontare una serie di questioni urgenti:
–
il finanziamento della ricerca deve
essere migliorare e rafforzato, in modo da poter seguire il ritmo dello
sviluppo e della commercializzazione di nuove applicazioni;
–
per ottenere dati pertinenti, gli attuali
metodi di valutazione dei rischi connessi ai nanomateriali devono essere
adeguati, convalidati e armonizzati;
–
in particolare, occorre migliorare,
sviluppare e convalidare i metodi concernenti la caratterizzazione, la
valutazione dell'esposizione, l'identificazione dei rischi, la valutazione del
ciclo di vita e la simulazione. A tal fine, la ricerca dovrà occuparsi anche
degli aspetti fondamentali riguardo all'interazione dei nanomateriali con gli
organismi viventi;
–
occorrono adeguati nanomateriali di
riferimento al fine di sviluppare e convalidare il metodo e garantire la
qualità;
–
devono essere sviluppate le basi dati
pubbliche da utilizzare per la valutazione di sicurezza dei nanomateriali;
–
occorre prestare un'attenzione
particolare alla ricerca che consente di accelerare lo sviluppo di orientamenti
e di norme in materia di prove in ambito OCSE, ISO e CEN.
Nonostante le conoscenze sulla presenza di nanomateriali sul mercato
stiano aumentando, la Commissione è consapevole della necessità di avere un
quadro della situazione più fedele e preciso. Nel 2011 la Commissione intende
presentare informazioni sui tipi di nanomateriali e sul loro uso, nonché sugli
aspetti connessi alla sicurezza.
In conformità al mandato ricevuto dal
Consiglio nel settembre 2004[19],
la Commissione ha avviato un dialogo internazionale sulle nanotecnologie. In
seguito la cooperazione internazionale è divenuta parte integrante della
politica della Commissione in quasi tutti i settori del piano d'azione. Tra le
iniziative della Commissione concluse e in corso a livello internazionale
figurano:
–
la collaborazione a progetti di ricerca,
inclusi i progetti per la valutazione dei rischi;
–
il sostegno alla partecipazione di ricercatori
dei paesi terzi a progetti finanziati dall'UE e alla creazione di reti tra
ricercatori dei paesi terzi nel settore delle nanotecnologie;
–
l'organizzazione nel 2008 del terzo
dialogo internazionale sullo sviluppo responsabile delle nanotecnologie,
concernente governance, codici di condotta, sicurezza, regolamentazione e
collaborazione;
–
la partecipazione all'attività dell'OCSE-WPN[20],
sulla governance nel settore delle nanotecnologie;
–
la partecipazione attiva all'OCSE-WPMN[21],
che costituisce il principale ambito internazionale in cui sviluppare
ulteriormente linee guida e norme concernenti le prove che consentano di un'adeguata
applicazione della regolamentazione;
–
il contributo della Commissione nell'ambito
di ISO e CEN allo sviluppo di norme accettate a livello internazionale sulla
terminologia e sulla caratterizzazione fisico-chimica di nanomateriali, che
possano costituire la base per un approccio convergente in materia di prove per
i nanomateriali;
–
l'esame sistematico della convergenza
normativa nei dialoghi con i principali partner commerciali dell'UE.
Scopo del piano di azione è garantire la
migliore governance possibile per quanto concerne lo sviluppo e l'utilizzazione
delle nanotecnologie. L'efficace attuazione di tale piano richiede una buona
struttura e un buon coordinamento nonché regolari consultazioni degli Stati
membri e di tutte le parti in causa.
Fin dal 2005 è stato istituito un gruppo interservizi della Commissione
che si occupa di tutti gli aspetti dei lavori descritti nella presente
relazione. Un sito web di Europa presenta il lavoro di attuazione svolto da
tutti i servizi interessati della Commissione e fornisce risposte regolarmente
aggiornate ai quesiti più frequenti in cinque lingue:
ec.europa.eu/nanotechnology.
È incoraggiante osservare che diversi Stati
membri e stati associati hanno adottato politiche in materia di nanotecnologie
che sono in perfetta sintonia con quella della Commissione e svolgono attività
complementari, ad esempio per il finanziamento e le infrastrutture. Queste
attività non sono sistematicamente riportate nella presente relazione e nell'allegato
documento di lavoro dei servizi della Commissione. Vengono presentati soltanto
alcuni esempi selezionati, da cui si evince che gli Stati membri hanno
realizzato notevoli progressi per quanto riguarda l'attuazione del piano d'azione.
Per avere un quadro esauriente di queste
attività e promuovere il coordinamento, i lavori di coordinamento interno della
Commissione sono stati completati da quelli del gruppo ad alto livello sulle
nanotecnologie, che riunisce i rappresentanti degli Stati membri, di quelli
associati e della Commissione.
Inoltre, la Commissione ha collaborato con le
presidenze dell'UE all'organizzazione di conferenze nel cui ambito è stato
possibile presentare i progressi effettuati e fissare ulteriori priorità.
CONCLUSIONE
Sono stati realizzati progressi significativi
riguardo a tutti i punti del piano d'azione. Partendo da questa base, è
opportuno proseguire e consolidare le attuali azioni nei prossimi anni, ponendo
l'accento in particolare su:
–
approfondimento delle iniziative e dei
percorsi di ricerca in settori fondamentali delle nanotecnologie, al fine di
migliorare innovazione e competitività[22],
facendo tuttavia nel contempo progredire la comprensione fondamentale di come i
nanomateriali interagiscano con gli organismi viventi durante il loro intero
ciclo di vita, per assicurare un elevato livello di sicurezza e di tutela della
salute umana e dell'ambiente;
–
ulteriore sviluppo delle infrastrutture e
del sistema scolastico, secondo modalità coerenti con il carattere
pluridisciplinare delle nanotecnologie;
–
rafforzamento dei meccanismi disponibili per
l'innovazione industriale, ponendo l'accento sul concetto di innovazione aperta
e favorendo il trasferimento di tecnologie;
–
attuazione di un dialogo sociale più
diretto, mirato e continuo, seguendo l'opinione pubblica e le questioni
concernenti la tutela dei consumatori, dell'ambiente e dei lavoratori;
–
riesame continuo dell'adeguatezza della
regolamentazione, adattando eventualmente gli strumenti di attuazione,
proponendo le opportune modifiche normative e intervenendo per quanto possibile
sugli sviluppi internazionali;
–
esame dei prodotti delle nanotecnologie
posti sul mercato, anche per gli aspetti relativi alla sicurezza, e dei
possibili sviluppi;
–
intensificazione delle iniziative di
ricerca in materia di valutazione della sicurezza, inclusa la gestione dei
rischi, per l'intero ciclo di vita del prodotto; sostegno all'ulteriore
sviluppo e convalida di metodi per la caratterizzazione e la prova dei
nanomateriali;
–
maggiori coordinamento e scambio di
informazioni con gli Stati membri.
Sulla base dei risultati finora acquisiti e
tenendo presenti tali esigenze, la Commissione sta valutando la possibilità di
presentare una proposta relativa a un nuovo piano d'azione per le
nanotecnologie, che costituirebbe uno dei punti di forza dello Spazio europeo
della ricerca e affronterebbe importanti questioni sociali e ambientali.
[1] Nella
presente relazione, il termine "nanotecnologie" è utilizzato come
abbreviazione per nanoscienze e nanotecnologie. Esistono diverse definizioni di
nanotecnologie, ma nel presente lavoro con tale termine si intende la
comprensione e il controllo della materia e dei processi su scala nanometrica,
generalmente, ma non esclusivamente, inferiori a 100 nanometri in una o più
dimensioni, in cui è possibile l'insorgenza di fenomeni connessi alle dimensioni
che consentono nuove applicazioni.
[2] Verso una strategia europea a favore delle
nanotecnologie, COM(2004) 338.
[3] Nanoscienze e nanotecnologie - Un piano
d'azione per l'Europa 2005-2009, COM(2005) 243; in prosieguo il "piano
d'azione".
[4] Nanoscienze e nanotecnologie: un piano di
azione per l'Europa 2005-2009. Prima relazione sull'attuazione, 2005-2007 -
COM(2007)505.
[5] In
numero di diverse partecipazioni a progetti nelle nanotecnologie finanziati
nell'ambito del tema NMP del 7° PQ nel 2007 e nel 2008.
[7] Un
recente studio OCSE-WPN, ancora da pubblicare.
[8] Il
primo bando per le Comunità della conoscenza e dell'innovazione, con tre
settori prioritari relativi alle nanotecnologie, è scaduto nel mese di agosto
2009: http://eit.europa.eu/kics-call.html.
[10] Cioè
ricerca pre e conormativa nonché iniziative normative.
[11] Codice di condotta per una ricerca
responsabile nel settore delle nanoscienze e delle nanotecnologie, C(2008)
424.
[12] 12959/1/08
REV 1 (2891a riunione del Consiglio "Competitività").
[14] Aspetti normativi in tema di nanomateriali,
COM(2008) 366.
[15] SEC(2008)
2036.
[16] Ad
esempio, il gruppo di lavoro per i nanomateriali nell'ambito di REACH ha
realizzato progressi e pubblicato i primi risultati: http://ec.europa.eu/environment/chemicals/reach/pdf/nanomaterials.pdf.
[17] Risoluzione
del 24 aprile 2009 sugli aspetti normativi in tema di nanomateriali (2008/2208(INI)).
[18] Parere
del 25 febbraio 2009 in merito alla Comunicazione sugli aspetti normativi in
tema di nanomateriali, INT/456; http://eesc.europa.eu/documents/opinions/avis_en.asp?type=en.
[19] 12487/04
(2605a riunione del Consiglio "Competitività").
[20] Working
Party on Nanotechnology (Gruppo di lavoro sulle nanotecnologie), con la
finalità generale di massimizzare i vantaggi sociali ed economici delle
nanotecnologie.
[21] Gruppo
di lavoro sui nanomateriali di sintesi.
[22] Gli
orientamenti politici del presidente per la prossima Commissione sottolineano
la necessità per l'industria di promuovere in maggior misura attività di
R&S applicata, in settori che includono le nanotecnologie, per portare sul
mercato prodotti di punta e tecnologie non inquinanti e aumentare la
competitività del settore industriale dell'Unione:
http://ec.europa.eu/commission_barroso/president/pdf/press_20090903_EN.pdf.