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Bruxelles, 29.4.2010
COM(2010)187 definitivo
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL
PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL
COMITATO DELLE REGIONI
SEMPLIFICARE L'ATTUAZIONE DEI PROGRAMMI
QUADRO DI RICERCA
INDICE
1........... Introduzione................................................................................................................... 3
2........... Misure
di semplificazione sono già in atto ma ….............................................................. 4
3........... Ulteriori possibilità di semplificazione delle
norme e procedure......................................... 4
3.1........ Direttrice
1: razionalizzare la gestione delle proposte e delle sovvenzioni nell'ambito
delle norme esistenti 5
3.2........ Direttrice
2: adeguare le norme nell'ambito del sistema attuale basato sui costi.................. 6
3.3........ Direttrice
3: passare da un finanziamento basato sui costi a uno basato sui risultati............. 9
4........... Rivedere
il quadro dei finanziamenti UE alla ricerca e all'innovazione.............................. 11
5........... I
prossimi passi............................................................................................................. 12
6........... Conclusioni................................................................................................................... 13
1. Introduzione
La
ricerca e l'innovazione sono elementi centrali dell'iniziativa della
Commissione "Europa 2020 - Una strategia per una crescita intelligente,
sostenibile e inclusiva"[1].
Dopo l'approvazione, da parte del Consiglio europeo di primavera, degli elementi
principali della strategia, sono in corso azioni per concretizzare le
iniziative faro di Europa 2020. Un "Piano europeo per la ricerca e l'innovazione",
l'iniziativa faro ''Unione dell'innovazione", definirà priorità e
orientamenti per migliorare le condizioni quadro per la ricerca in Europa e le
sue capacità in termini di creatività e di innovazione. Per centrare questi
obiettivi oggi più che mai sono necessari i partenariati data l'accesa
competizione a livello mondiale per acquisire conoscenze e tradurle in
prodotti, processi e servizi innovativi che creino posti di lavoro e alimentino
la crescita. Per garantirne il massimo impatto, tali iniziative di portata
europea dovrebbero esercitare una forte attrazione ed essere accessibili ai
migliori ricercatori di ogni parte del mondo, alle imprese e agli imprenditori
europei, alle università e ad altri soggetti attivi nella ricerca e nell'innovazione.
Precondizione per garantire l'attrattiva e l'accessibilità
sono la chiarezza degli obiettivi e degli strumenti, l'orientamento ai
partecipanti delle iniziative e della loro attuazione, la coerenza e la
stabilità delle regole e delle condizioni e la snellezza e rapidità delle
procedure e dei processi amministrativi, dall'applicazione alle comunicazioni e
all'audit.
La presente comunicazione fa il punto sulla
situazione in questo ambito prendendo in esame la principale iniziativa europea
di finanziamento della ricerca e dello sviluppo tecnologico, il Settimo
programma quadro (7° PQ). In materia di semplificazione molto è stato fatto e
molto continua a essere fatto grazie alle discussioni in seno al Consiglio e al
Parlamento europeo, alla revisione indipendente delle strutture e dei
meccanismi del CER[2] e alla
recente consultazione pubblica delle parti interessate[3].
Sono presentate inoltre ulteriori misure concrete di semplificazione destinate
a un'immediata applicazione nell'ambito dell'attuale quadro giuridico.
Ma cosa si potrebbe fare di più e di diverso
in vista dell'imminente iniziativa "Unione dell'innovazione"? La
presente comunicazione fornisce possibili orientamenti per una semplificazione
più radicale, che potrebbero tradursi successivamente in azioni concrete, sia
all'interno del quadro attuale sia in forma di nuove proposte legislative.
Alcuni di questi orientamenti, tuttavia, richiederebbero un nuovo equilibrio
politico in materia di fiducia e responsabilità e potrebbero con ogni
probabilità essere estesi ad altri interventi europei di finanziamento nel
campo della ricerca e dell'innovazione, quali il programma per la competitività
e l'innovazione (CIP) e l'Istituto europeo di innovazione e tecnologia (IET).
Il fatto di presentare tali orientamenti in questa fase è finalizzato a
facilitare il dibattito interistituzionale nell'ambito delle imminenti proposte
dell'iniziativa "Unione dell'innovazione".
La semplificazione rappresenta inoltre uno
degli obiettivi principali della imminente proposta della Commissione sulla
revisione del regolamento finanziario. La Commissione intende cogliere tale
opportunità per rivedere i meccanismi di esecuzione del bilancio e fissare
norme finanziarie per il prossimo quadro di bilancio. Poiché il regolamento
finanziario stabilisce il quadro generale per l'esecuzione del bilancio UE,
compresa la spesa per la ricerca, una sua positiva revisione consentirebbe di
progredire ulteriormente nella semplificazione nell'ambito della ricerca,
grazie anche a una sua trasposizione nella legislazione settoriale in materia
di R&S. La semplificazione sarà pertanto uno degli elementi chiave nella
preparazione dei futuri programmi quadro di ricerca e sviluppo tecnologico (8°
PQ).
2. Misure di
semplificazione sono già in atto ma …
Rispetto ai programmi che lo avevano
preceduto, il 7° PQ presentava una serie di misure di semplificazione che hanno
avuto ampi riconoscimenti. Alcune figuravano già nella base giuridica del 7° PQ[4]
mentre altre si sono concretizzate grazie allo sforzo continuo della
Commissione per migliorare norme e processi di attuazione. Tra le realizzazioni
del 7° PQ in questo ambito si possono citare:
–
una notevole riduzione dei controlli ex
ante e misure di salvaguardia per i partecipanti finanziariamente più deboli,
allo scopo di facilitare la partecipazione delle PMI e delle start-up del
settore dell'alta tecnologia. L'80% dei partecipanti al 7° PQ è stato esentato
dal controllo ex ante della capacità finanziaria;
–
una notevole riduzione del numero di
certificati sui rendiconti finanziari da allegare alle periodiche richieste di
pagamento. Il 75% dei partecipanti al 7° PQ è dispensato dal fornire tali
certificati;
–
l'introduzione di uno strumento unico di
registrazione che ha permesso di evitare richieste ripetute delle stesse
informazioni;
–
l'introduzione della possibilità della
certificazione ex ante della metodologia contabile per chi aveva già
partecipato al programma (attualmente soggetta a restrizioni);
–
la razionalizzazione dei requisiti in
materia di comunicazione sui progetti;
–
il costante miglioramento degli strumenti
informatici (e-FP7) per razionalizzare tutte le interazioni;
–
il miglioramento dei servizi e dei
documenti orientativi per i richiedenti.
Si tratta di misure concrete che hanno già
permesso di ridurre i tempi per la concessione delle sovvenzioni e degli oneri
amministrativi per la gestione dei progetti. Tuttavia le risposte ottenute
nelle consultazioni con le parti interessate dimostrano che l'accesso ai
programmi e alla preparazione delle proposte sono tuttora troppo complessi, in
particolare per i nuovi partecipanti, che gli adempimenti amministrativi per la
gestione e la contabilità dei progetti sono percepiti come troppo onerosi e che
i tempi per ricevere le sovvenzioni e i pagamenti sono tuttora troppo lunghi. Inoltre
i tassi di errore riscontrati negli audit ex-post, in particolare per quanto
riguarda i costi indiretti e per il personale, sono tuttora al di sopra della
soglia di rilevanza definita dalla Corte dei conti. Anche questo dato esorta a
procedere a un'ulteriore semplificazione delle norme.
3. Ulteriori possibilità di semplificazione delle
norme e procedure
Le possibilità di ulteriori semplificazioni,
quali presentate di seguito, sono strutturate in tre direttrici principali: la
prima riguarda i miglioramenti e le semplificazioni che la Commissione
apporterà nell'ambito del presente quadro normativo e regolamentare (breve
termine), la seconda prevede una modifica delle norme ma nell'ambito dell'attuale
modello basato sui costi e la terza prefigura cambiamenti di più ampia portata
mirati all'erogazione di finanziamenti forfettari basati sui risultati.
Per quanto riguarda la prima direttrice, in
questa sede sono presentati i miglioramenti pratici dei processi e degli
strumenti che la Commissione ha già iniziato ad attuare e che permetteranno di
ridurre ulteriormente i tempi di concessione e erogazione delle sovvenzioni.
La seconda direttrice prevede cambiamenti
delle norme esistenti per consentire un'accettazione più diffusa delle pratiche
contabili correnti (tra cui i costi medi del personale), la riduzione della
varietà delle condizioni particolari, una disposizione relativa agli
amministratori-titolari delle PMI e una modifica del processo di selezione
delle sovvenzioni. Tali opzioni, oltre a consentire un'accelerazione dei
processi, contribuirebbero a ridurre i tassi di errore nell'approccio basato
sui costi.
La terza direttrice illustra opzioni che
dovrebbero aprire la strada a cambiamenti più profondi, introducendo un
approccio basato sui risultati che dovrebbe permettere di concentrare i
controlli maggiormente sul lato tecnico-scientifico anziché su quello
finanziario, riducendo al minimo gli adempimenti amministrativi per la
contabilità e la necessità di controlli finanziari ex ante e ex post.
3.1. Direttrice
1: razionalizzare la gestione delle proposte e delle sovvenzioni nell'ambito
delle norme esistenti
Il 7° PQ è uno dei principali programmi
pubblici di finanziamento della ricerca al mondo con un bilancio annuo che
aumenta di esercizio in esercizio e che raggiungerà 10 miliardi di euro nel
2013. I fondi sono ripartiti in base al criterio dell'eccellenza nel campo
della ricerca; nell'ambito del programma sono inviate fino a 30 000
proposte, sono concesse 6 000 sovvenzioni a circa 36 000 partecipanti
e sono erogati 10 000 pagamenti all'anno. E questi risultati devono essere
conseguiti garantendo un'adeguata responsabilità. A tal fine la Commissione ha
messo a punto – e migliora costantemente – un procedimento complesso che
necessita di risorse, strutture di gestione e abilità adeguate. La Commissione,
con il sostegno delle agenzie esecutive, mira a garantire un'applicazione
adeguata di tale sistema, facendo in modo che ogni quadro regolamentare si
traduca in un sistema di gestione delle proposte e delle sovvenzioni il meno
possibile oneroso e complesso e il più possibile rapido.
1)
Sostegno agli utenti, orientamento, trasparenza, strumenti e processi
informatici
Documenti di facile comprensione, help desk
efficienti, strumenti informatici efficaci e procedimenti ottimizzati possono,
potenzialmente, ridurre di diversi mesi
i tempi medi per ricevere le sovvenzioni e i pagamenti. La Commissione
continuerà i suoi sforzi per garantire processi di gestione delle sovvenzioni
efficienti e coadiuvati da strumenti informatici di facile uso. Il portale dei
partecipanti sarà sviluppato in un'unica piattaforma per tutte le interazioni
con i beneficiari. Entro la fine del 2010 saranno integrati tutti i processi di
gestione delle sovvenzioni come pure un sistema per i valutatori esperti. La
presentazione e la valutazione delle proposte saranno integrate nel 2011-2012.
In parallelo si metterà fine all'utilizzo eccessivo del supporto cartaceo
grazie alla sostituzione, laddove possibile, delle firme su carta con le firme
elettroniche, cominciando nel 2010 con i rendiconti finanziari. I sistemi
informatici garantiranno un sostegno ai processi e un aiuto online. Entro la
fine del 2011 saranno disponibili un archivio elettronico in rete e un sistema
per rintracciare tutte le fasi della gestione delle proposte e delle
sovvenzioni in modo che i partecipanti possano essere aggiornati sullo stato
delle loro transazioni e abbiano accesso a tutta la documentazione relativa
alle loro sovvenzioni o proposte.
Il nuovo sistema informatico dedicato alla
comunicazione consentirà la pubblicazione e la divulgazione automatiche di
tutte le relazioni e di tutti i risultati dei progetti per i quali sia ammessa
la pubblicazione.
Alcuni dei servizi informatici del programma
quadro di ricerca sono utilizzati anche dal programma per la competitività e l'innovazione
(CIP). La Commissione intende valutare ulteriormente la possibilità di
elaborare strumenti informatici più specifici per i programmi di ricerca,
formazione e innovazione.
Per ridurre la difficoltà di accesso ai
programmi per i nuovi partecipanti, in particolare le PMI, la Commissione
intende migliorare la chiarezza e l'accessibilità dei documenti e dei servizi
di orientamento, razionalizzando le guide, sopprimendo i tecnicismi non
necessari e utilizzando una terminologia coerente.
2)
Applicazione uniforme delle norme
La consultazione delle parti interessate ha
rivelato che l'interpretazione e l'applicazione divergenti delle norme e la
mancanza di coordinamento nella pianificazione dei controlli da parte dei
diversi servizi della Commissione costituiscono un motivo di irritazione per i
beneficiari e mettono in dubbio la credibilità della Commissione. Entro i
limiti del quadro giuridico applicabile, la Commissione si impegna a garantire
che la sua struttura organizzativa consenta un'interpretazione e un'applicazione
uniformi delle norme e delle procedure. La Commissione elaborerà inoltre una
programmazione coerente dei controlli nel rispetto dell'approccio dell'audit
unico.
3) Ottimizzare la struttura e il calendario degli inviti
a presentare proposte
I potenziali richiedenti trovano spesso
complicato seguire il calendario degli inviti e delle tematiche. Le PMI, in
particolare, preferirebbero inviti a presentare proposte con tematiche di più
ampia portata o persino inviti aperti con scadenze intermedie, per accorciare i
termini dell'eventuale successiva domanda di finanziamento. La Commissione si
avvarrà della propria esperienza nella realizzazione di questo tipo di inviti
per verificare la possibilità di fare un uso ampio di tale approccio.
Concretamente si potrebbe pensare a una presentazione e valutazione in due
fasi, laddove ciò possa consentire di ridurre il problema del numero troppo
elevato di domande e del carico di lavoro eccessivo per la preparazione delle
proposte.
I richiedenti hanno inoltre auspicato di poter
disporre di tempi più lunghi per la formazione dei consorzi e la preparazione
delle proposte. Se possibile, entro i limiti imposti dai vincoli logistici e di
bilancio, la Commissione prolungherà i termini (attualmente di tre mesi) che
intercorrono tra la pubblicazione dell'invito e il termine di presentazione
delle proposte. Qualora il termine di tre mesi debba essere mantenuto, la
Commissione farà in modo che esso non comprenda i principali periodi di
vacanza.
4)
Adeguare le dimensioni dei consorzi
Nei futuri programmi di lavoro la Commissione
farà in modo di adeguare le indicazioni sulle previste dimensioni dei progetti
alle necessità in ambiti specifici, consentendo, se del caso, la formazione di
consorzi più piccoli. La gestione più semplice dei consorzi di dimensioni
inferiori consente potenzialmente di ridurre
i tempi medi per ricevere le sovvenzioni e i pagamenti.
5) Un
uso più diffuso dei premi
I premi sono previsti dal regolamento
finanziario e dalle regole di partecipazione del 7° PQ. Un premio è un
riconoscimento dato a seguito di un concorso che, oltre all'aspetto della
semplicità amministrativa, presenta il vantaggio di garantire un effetto leva –
poiché il premio è concesso soltanto al vincitore, lo sforzo complessivo di
ricerca generato dal concorso può tradursi in importi ben superiori a quelli
del premio stesso[5]. I premi,
inoltre, fissano obiettivi tecnico-scientifici senza specificare il percorso
per conseguirli o le discipline scientifiche interessate, incoraggiando così la
ricerca di soluzioni non convenzionali e multidisciplinari.
A tal fine la Commissione avvierà un azione
pilota nell'ambito del 7° PQ.
3.2. Direttrice
2: adeguare le norme nell'ambito del sistema attuale basato sui costi
1) Un'accettazione
più diffusa delle pratiche contabili correnti
La Commissione ritiene necessario chiarire
nelle regole di partecipazione il concetto
di costi effettivi ammissibili in modo tale che detti costi possano essere
considerati ammissibili se sono registrati nei conti del beneficiario in base
alle pratiche contabili da lui utilizzate e purché conformi alle norme
applicabili in materia di contabilità e audit. Una tale metodologia non impone
ai beneficiari di mantenere due sistemi di contabilità diversi, garantisce loro
una maggiore certezza del diritto e diminuisce il rischio di errori.
In deroga al principio dei costi effettivi, le
regole di partecipazione stabiliscono che i costi medi del personale sono
considerati ammissibili se non si discostano "significativamente" dai
costi effettivi. I criteri di accettabilità sono al momento definiti da una
decisione della Commissione del 6 giugno 2009[6].
Il margine di scostamento è stato definito alla luce della soglia di rilevanza
degli errori stabilita dalla Corte dei conti europea. Gli attuali criteri di
accettabilità possono essere rispettati soltanto da pochi beneficiari[7]
e ciò limita l'auspicato impatto sulla semplificazione derivante dalla
certificazione dei costi medi.
La presente proposta è in linea con lo spirito
della risoluzione sul discarico relativa al 2007[8],
in cui il Parlamento europeo ha chiesto alla Commissione di rendere il 7° PQ
compatibile con le generali pratiche commerciali.
Un ampliamento degli attuali criteri di
accettabilità potrebbe aumentare il numero di utenti potenziali, ma anche
margini di scostamento ancora più elevati non permetterebbero di coprire pratiche
diffuse quali la metodologia basata sui "centri di costo".
3)
Limitare la varietà di norme
Come accennato in precedenza, la situazione è
complicata inoltre dalla tendenza a utilizzare disposizioni particolari in
relazione a un numero crescente di attività (ad es., ricerca, dimostrazione,
gestione) e tipologie di partecipanti (ad es., enti di ricerca, università,
organizzazioni non profit). Ne consegue che gli atti legislativi, i documenti
orientativi, i controlli ex ante, e tutti i relativi sistemi informatici,
diventano sempre più complessi e forieri di confusione, imponendo di fornire
ulteriori orientamenti ai richiedenti e rallentando ulteriormente le procedure.
Per invertire tale tendenza sembra opportuno passare da un approccio "su misura" a una serie comune di principi di base,
a condizione che anche così possano essere centrati gli obiettivi strategici.
In particolare la Commissione suggerisce due
possibilità che permetterebbero di ridurre fortemente la complessità,
accorciando potenzialmente di diverse
settimane i tempi medi per ricevere le sovvenzioni e i pagamenti:
–
ridurre il numero di combinazioni tra tassi di finanziamento, tipologie di organismi e
attività. L'opzione preferita dalla Commissione prevede un unico tasso di
rimborso per tutti i tipi di attività e categorie di organismi; un'altra
opzione potrebbe essere un tasso di rimborso uniforme per tutte le tipologie di
attività, così da mantenere soltanto la differenziazione attuale tra le due
principali categorie di organismi;
–
ridurre il numero delle metodologie per determinare i costi
indiretti. l'opzione preferita dalla Commissione, e che presenta le
maggiori potenzialità di semplificazione, consisterebbe nella fissazione di un
unico importo forfettario per l'imputazione dei costi indiretti per tutti i
tipi di organismi e regimi di finanziamento. Questa metodologia contribuirebbe
a ridurre il tasso di errore riscontrato negli audit ex post, in quanto l'esperienza
insegna che la contabilità dei costi effettivi è generatrice di errori. Per quanto,
da un lato, ciò possa ridurre in parte la motivazione delle università a
passare alla contabilità analitica, dall'altro darebbe loro la possibilità di
organizzare la transizione in base alle esigenze loro e nazionali. Secondo il
feedback trasmesso dalle associazioni universitarie, il passaggio alla
contabilità analitica richiederà in molti casi tempi superiori a quelli
originariamente previsti.
4) Interessi ottenuti sul prefinanziamento
Potenzialità in materia di semplificazione
sono offerte inoltre dal trattamento degli interessi
maturati sui prefinanziamenti. Attualmente i coordinatori dei progetti sono
tenuti ad aprire conti bancari che fruttano interessi, successivamente
recuperati dalla Commissione. Poiché determinati organismi sono impossibilitati
ad aprire conti correnti remunerati, la Commissione è obbligata a stabilire un
registro delle eccezioni. Sopprimendo l'obbligo di aprire un conto bancario
remunerato verrebbero a cadere anche gli adempimenti amministrativi correlati.
Una semplificazione ancora maggiore potrebbe
essere conseguita sopprimendo in tutto o in parte l'obbligo di recuperare gli
interessi maturati sul prefinanziamento.
5) Più
elementi forfettari nell'approccio attuale basato sui costi
Ampio uso dei rimborsi forfettari viene già
praticato nell'ambito del programma "People" e in altri programmi
specifici esiste la possibilità di erogare rimborsi forfettari per determinate
categorie di costi. Dalla consultazione delle parti interessate è emerso
tuttavia che per molti beneficiari l'estensione dei rimborsi forfettari ad
altre categorie di costi (ad es., spese di viaggio, tariffari dei costi unitari
del personale, ecc.) presenta limitate potenzialità di semplificazione. Una
definizione di tariffari dei costi unitari del personale basata sull'analisi
statistica risulterebbe estremamente complessa considerando la grande varietà
dei costi del personale tra paesi, regioni, settori, industrie ecc. Sono
tuttavia presentate le seguenti due eccezioni:
–
la registrazione degli orari ai fini
della contabilità dei costi del personale è percepita come particolarmente
onerosa da alcuni beneficiari. Tale requisito potrebbe essere soppresso
soltanto se durante i negoziati per le sovvenzioni fosse stabilita e approvata
l'erogazione di importi forfettari per
il personale per beneficiario basati su una stima ex ante dei costi del
personale per beneficiario del progetto;
–
per migliorare le condizioni di
partecipazione delle PMI in cui i proprietari-amministratori portano
avanti in prima persona gran parte del progetto senza registrare il proprio
stipendio nella contabilità, la Commissione intende introdurre un sistema di
importi forfettari basato sui tariffari dei costi unitari utilizzati nel
programma specifico "People".
Opzioni più ambiziose – basate sul completo
abbandono del sistema dei costi effettivi e sull'introduzione di importi
forfettari per interi progetti – sono presentate nel capitolo 3.3.
6)
Accelerare la selezione dei progetti
In virtù della base giuridica del 7° PQ i
comitati composti da rappresentanti degli Stati membri forniscono pareri sulla
maggior parte delle decisioni di selezione dei singoli progetti. La Commissione
propone di sopprimere questo requisito nei futuri programmi quadro. Grazie a un sistema organico che
garantisce un flusso di informazioni a tali comitati in futuro questa fase del
processo sarà inutile e ciò consentirà di ridurre
di diverse settimane i tempi i tempi di
concessione delle sovvenzioni e di rimuovere adempimenti amministrativi che
gravano sia sugli Stati membri sia sui servizi della Commissione.
Per i futuri programmi quadro la
Commissione valuterà se, in determinati settori, la sostituzione delle
convenzioni di sovvenzione con decisioni della Commissione consenta di
accelerare le procedure.
3.3 Direttrice
3: passare da un finanziamento basato sui costi a uno basato sui risultati
Le opzioni illustrate in precedenza già
delineano diverse possibilità di semplificazione ma non consentiranno di
eliminare gli adempimenti amministrativi relativi alla rendicontazione e agli
audit finanziari. Un cambiamento più profondo potrebbe essere realizzato
passando da un sistema basato sui costi e centrato sulle voci di spesa
ammissibili a un sistema di finanziamento basato sulla definizione e accettazione preventive dei prodotti/risultati. In
questo ambito rivestono notevole rilevanza alcuni interrogativi sollevati dalla
Corte dei conti europea[9]:
–
è possibile rimodellare i programmi
spostandone il baricentro dalle voci ammissibili di spesa all'accettabilità dei
risultati, con progetti basati su una serie di obiettivi concreti e pagamenti
legati al conseguimento di risultati?
–
nella misura in cui i regimi di spesa
continuino a basarsi sulle voci di spesa ammissibili, è possibile semplificare
radicalmente la base di calcolo? La UE, ad esempio, potrebbe fare più ampio uso
dei pagamenti basati su importi o tassi forfettari in sostituzione del rimborso
dei costi effettivi?
La Commissione propone di esplorare le tre
opzioni delineate di seguito, che prevedono tutte la fissazione di importi forfettari
per ciascun progetto nel suo insieme al fine di sopprimere tutti i controlli
sui costi effettivamente sostenuti e spostare gli interventi di controllo dall'ambito
finanziario a quello scientifico. I pagamenti forfettari sarebbero costituiti
da importi fissi a copertura dei costi complessivi di attuazione di un
progetto; in questo modo i beneficiari non sarebbero più obbligati a presentare
i giustificativi di spesa, rendendo molto più snello l'audit finanziario dei
progetti.
Gli approcci basati sui risultati richiedono
un'attenta definizione dei prodotti/risultati a livello dei singoli progetti e
un'analisi organica allo scopo di fissare gli importi forfettari sulla base di
una stima affidabile dei costi ammissibili necessari per l'attuazione del progetto
e di garantire una sana gestione finanziaria, interventi che potrebbero però
allungare i tempi di concessione delle sovvenzioni. Inoltre, sarebbe necessario
organizzare un monitoraggio tecnico-scientifico rafforzato con la
partecipazione di esperti esterni come base per le decisioni di pagamento, la
cui attuazione richiederebbe un equilibrio differente delle abilità, un
adeguamento dell'approccio di gestione dei progetti adottato dalla Commissione
e una cooperazione capillare con gli esperti esterni. Il pagamento delle
sovvenzioni sarebbe quindi interamente basato sulla valutazione dei
prodotti/risultati.
Per valutare meglio le opportunità e le
difficoltà inerenti agli approcci basati sui risultati, la loro applicazione su
larga scala dovrebbe essere preceduta da azioni pilota in settori selezionati.
Le tre opzioni suggerite per esplorare gli
approcci basati sui risultati sono delineate di seguito:
1)
Importi forfettari per progetto come contributo ai costi del progetto stimati
nel corso della valutazione/negoziazione delle sovvenzioni e erogati al
raggiungimento dei prodotti/risultati concordati:
nell'ambito di questo approccio la stima ex
ante dei costi ammissibili adeguati totali del progetto e la definizione di
prodotti/risultati misurabili dovrebbe fare parte del processo di valutazione e
negoziazione. Un importo forfettario specifico per progetto dovrebbe essere
stabilito sulla base dei costi ammissibili totali stimati e sarebbe erogato (in
tutto o in parte) sulla base dell'accettazione dei prodotti/risultati
concordati, potendo includere i pagamenti intermedi.
2) La
pubblicazione degli inviti a presentare proposte con importi forfettari
predefiniti per progetto e la selezione delle proposte che promettano l'ottenimento
dei più elevati risultati scientifici in contropartita di tali importi:
in questo caso la valutazione delle proposte
includerebbe un criterio di aggiudicazione: le risorse che il consorzio è
disposto a investire in proprio in aggiunta al pagamento forfettario. Un
siffatto approccio fornirebbe un incentivo a garantire un effetto leva
superiore dei fondi EU.
3) Un approccio all'aggiudicazione basato su un elevato
grado di fiducia consistente nella distribuzione di importi forfettari
predefiniti senza ulteriori controlli da parte della Commissione:
la selezione degli aggiudicatari sarebbe
basata in questo caso su un processo altamente competitivo. Dopo la selezione
il finanziamento sarebbe erogato in modo forfettario senza ulteriori controlli –
di tipo finanziario o scientifico – da parte della Commissione. Si tratta di un
approccio che comporta un grado elevato di fiducia ma anche un grado elevato di
rischio. Tuttavia l'assenza di controlli da parte della Commissione non
significherebbe assenza completa di controlli. Questo approccio farebbe leva
sull'autocontrollo e sulle componenti di motivazione e incentivazione proprie
della Comunità scientifica. Tuttavia per garantire il funzionamento delle
componenti di motivazione e incentivazione, gli aggiudicatari dovrebbero
assicurare la massima trasparenza – nei confronti della comunità scientifica e
dell'opinione pubblica – sull'utilizzo dei fondi e sui risultati conseguiti. Il
rischio di abusi non sarebbe escluso ma eventuali comportamenti scorretti
potrebbero compromettere la carriera scientifica degli aggiudicatari. Questo
scenario sarebbe più adeguato in settori nei quali funzionano al meglio i
meccanismi di incentivazione, ad esempio nell'ambito del Consiglio europeo
della ricerca. I vantaggi dell'approccio
sono palesi: nessun bisogno di controllo dei costi, adempimenti amministrativi
minimi e notevole rapidità.
4. Rivedere il quadro
dei finanziamenti UE alla ricerca e all'innovazione
La collaborazione nella ricerca transnazionale
sostenuta nell'ambito del 7° PQ presenta un livello intrinseco di complessità a
causa della diversità dei sistemi giuridici, delle pratiche contabili e delle
culture di gestione nazionali.
Il Programma quadro attuale comprende una
costellazione di obiettivi, una moltitudine di meccanismi di intervento con
norme specifiche, una diversità di tassi di rimborso e condizioni particolari
per determinate tipologie di organismi. Globalmente questo approccio
diversificato è sinonimo di complessità.
La definizione di una serie comune di principi
fondamentali in sostituzione dell'approccio diversificato adottato attualmente
comporterebbe una diminuzione e un alleggerimento considerevoli di norme,
processi e sistemi informatici. È necessaria tuttavia un'analisi approfondita
per valutare in che misura questi obiettivi possano essere conseguiti,
consentendo gli approcci "su misura" soltanto quando gli obiettivi
strategici lo giustifichino.
Nell'ambito del 7° PQ il numero dei meccanismi
di intervento è aumentato di pari passo con la partecipazione della UE a
programmi avviati congiuntamente da più Stati membri e con la creazione delle
iniziative tecnologiche congiunte (ITC). Poiché le regole di partecipazione del
7° PQ non si applicano a tali meccanismi di intervento, questi ultimi
dispongono di proprie regole distinte che tengono conto delle loro esigenze
operative specifiche e che possono essere notevolmente diverse dalle regole di
partecipazione del 7° PQ.
Nella risoluzione sul discarico relativa al
2007[10]
il Parlamento europeo ha richiamato l'attenzione su tale diversità di regole e
ha esortato a operare una valutazione dei problemi che ne derivano per i
beneficiari, compresa la mancanza di trasparenza.
In questo ambito la Commissione ritiene che
una minore complessità del quadro dei finanziamenti UE alla ricerca potrebbe
dare notevole impulso alla semplificazione. Nella preparazione dei futuri
programmi quadro l'attenzione dovrebbe essere rivolta in particolare ai due
aspetti seguenti:
–
adeguatezza e necessità dei citati
meccanismi di intervento per conseguire gli obiettivi fissati;
–
opportunità o necessità di rendere
identiche le norme di finanziamento applicabili, o almeno parte di esse.
Per quanto riguarda i partenariati
pubblico-privato (PPP), incluse le iniziative tecnologiche congiunte (ITC) e le
comunità dell'innovazione dell'Istituto europeo di tecnologia (IET), vi è la
necessità di trovare il migliore assetto istituzionale possibile per consentire
a tali organismi di conseguire i loro obiettivi in modo efficace ed efficiente
(la "casa ideale" per le future iniziative tecnologiche congiunte). In
questo senso saranno molto importanti le raccomandazioni contenute nella
relazione del Gruppo Sherpa sulle ITC[11].
5. I prossimi passi
La maggior parte delle opzioni proposte nelle
direttrici 2 e 3 richiedono cambiamenti delle normative e saranno pertanto
affrontate in sede di revisione triennale del regolamento finanziario nonché,
su tale base, nella prossima revisione del quadro regolamentare della politica
della ricerca.
Tuttavia, sulla base delle reazioni ala
presente comunicazione in relazione alle misure specifiche, la Commissione
potrebbe presentare modifiche del 7° PQ dopo la valutazione intermedia dello
stesso. Una rapida modifica delle regole del 7° PQ potrebbe essere presa in
considerazione in particolare per quanto riguarda le regole sui costi medi del
personale di cui al capitolo 3.2.
Ogni cambiamento in tal senso delle regole del
7° PQ deve tener conto delle seguenti condizioni essenziali.
Qualsiasi intervento di semplificazione deve
generare benefici superiori ai costi della sua attuazione; la stabilità delle
regole esistenti è percepita come molto importante da tutti i partecipanti al
7° PQ ed è preferibile rispetto a modifiche che mirino a introdurre regole solo
moderatamente più semplici. Le modifiche degli atti che formano la base
giuridica impongono di utilizzare la procedura legislativa ordinaria ("codecisione")
con un iter di almeno un anno. Ne consegue che i cambiamenti correlati
sarebbero applicabili soltanto all'ultima ondata di inviti del 7° PQ e che si
dovrebbero gestire due serie parallele di norme, processi e sistemi
informatici. Si deve dunque tenere conto della maggiore complessità che una
tale scelta comporterebbe per i beneficiari e i servizi della Commissione.
La semplificazione è inoltre strettamente
correlata ai parametri di responsabilità che disciplinano l'attuazione della
politica di ricerca della UE. La Commissione si affida a una strategia di
controllo organica che prevede un numero elevato di controlli in loco sui
progetti e il recupero degli importi versati in eccesso per ottenere la
ragionevole sicurezza che i pagamenti siano conformi alle regole. La
Commissione può ottenere una dichiarazione di affidabilità in tal senso dalla
Corte dei conti europea soltanto quando il livello di errore è inferiore al 2%
L'attuazione di tale strategia di controllo ha aumentato notevolmente la
percezione della complessità dei requisiti per ottenere i fondi UE per la
ricerca e potrebbe scoraggiare i ricercatori e l'industria dal partecipare ai
programmi di finanziamento della ricerca della UE. Finché non sia stata
realizzata una profonda semplificazione delle norme di finanziamento della
ricerca, un applicazione del rischio di errore tollerabile (Tolerable risk of
error - TRE) consentirebbe alla Commissione di rivedere la sua strategia di
controllo. Questa opzione mira a garantire un equilibrio adeguato tra controlli
e efficacia delle politiche. Nella comunicazione della Commissione (prevista
per il maggio 2010) che accompagnerà la proposta di revisione triennale del regolamento
finanziario sarà inserita una proposta concreta sul livello del rischio di
errore tollerabile da applicare alla spesa per la ricerca. Un'accettazione di
tale proposta da parte del Consiglio e del Parlamento europeo consentirebbe
alla Commissione di rivedere la sua attuale strategia di controllo, mantenendo
al contempo una sana gestione finanziaria. In particolare si potrebbe lavorare
sulla la portata dei controlli (campo di applicazione dei controlli e
successivi adeguamenti) al fine di ridurre gli adempimenti necessari a tal
fine. Una siffatta strategia di controllo riveduta potrebbe concentrarsi
maggiormente su audit mirati e basati su un'analisi del livello di rischio e su
controlli per la prevenzione delle frodi, avvalendosi dell'esperienza in tale
campo dei servizi antifrode della Commissione. In tal modo potrebbe essere
garantito un solido quadro di affidabilità, mantenendo al contempo deterrenti
adeguati contro un uso irregolare dei fondi UE per la ricerca.
Infine, tutte le proposte legislative
successive in materia di semplificazione saranno oggetto di un'accurata
valutazione del rischio nell'ambito della generale valutazione ex ante dell'impatto
e della valutazione sulla permeabilità alle frodi.
6. Conclusioni
La presente comunicazione illustra misure e
opzioni per semplificare i finanziamenti UE alla ricerca con l'obiettivo di
assicurare che tali finanziamenti si traducano in ricerca della più elevata
qualità. A breve la Commissione presenterà una proposta di sulla revisione
triennale del regolamento finanziario, traducendo in proposte legislative
alcune delle idee di semplificazione illustrate nella presente comunicazione.
La relazione intermedia del 7° PQ, attesa per l'ottobre 2010, potrebbe mettere
in luce ulteriori potenzialità di semplificazione.
Un'ulteriore semplificazione potrà essere
raggiunta soltanto con il pieno impegno e sostegno politico delle altre
istituzioni della UE in particolare Consiglio e Parlamento europeo. Dovranno
essere raggiunti difficili compromessi per realizzare un migliore equilibrio
tra fiducia e controlli e tra assunzione e limitazione dei rischi, assicurando
al contempo una sana gestione finanziaria. In tal senso il dibattito sul
rischio di errore tollerabile nell'ambito della ricerca costituisce un'opportunità
da cogliere.
In tutti i casi la Commissione, nel suo ruolo
di garante del denaro dei contribuenti, manterrà adeguate condizioni per
garantire una corretta gestione finanziaria, grazie anche a misure di
prevenzione delle frodi basate su un'analisi dei rischi e una strategia
organiche che tengano conto di tutti gli aspetti. La semplificazione e il
rischio di errore tollerabile non dovrebbero compromettere tale prerequisito.
La Commissione invita le altre istituzioni
della UE a contribuire al dibattito e a fornire il proprio parere sulle opzioni
delineate nella presente comunicazione al fine di definire il futuro dei
finanziamenti UE alla ricerca.
I risultati di questo dibattito saranno
inclusi nelle proposte della Commissione per l'iniziativa "Unione dell'innovazione"
nel quadro della strategia "Europa 2020" e saranno utilizzati per
definire i futuri programmi quadro.
Sulla base delle reazioni alla presente
comunicazione relativamente alle misure specifiche, la Commissione potrebbe
presentare modifiche del 7° PQ dopo la valutazione intermedia dello stesso.
[1] COM(2010)
2020 del 3.3.2010.
[2] Relazione
di un gruppo di esperti indipendenti per la revisione delle strutture e dei
meccanismi del CER; 23 luglio 2009 e comunicazione della Commissione COM (2009)
552 del 22.10.2009.
[3] Consultazione
relativa a idee per l'applicazione dei programmi quadro di R&S della UE,
24.7.-30-9.2009, http://ec.europa.eu/research/consultations/fp-simplification/consultation_en.htm;
Consultazione sulla revisione del regolamento finanziario, 19.10.-18.12.2009 http://ec.europa.eu/budget/consultations/FRconsult2009_en.htm.
[4] GU L 412 del 30.12.2006, pag. 1. GU L 391 del 30.12.2006, pag. 1. GU L 400 del 30.12.2006, pag. 1.
[5] Esempio:
Un premio di 10 milioni di USD della fondazione X Prize (http://www.xprize.org)
sulle astronavi commerciali ha stimolato investimenti privati di R&S per un
importo superiore a 100 milioni di USD.
[6] C(2009)
4705.
[7] Circa
nove organismi su dieci, tra quelli che usano i costi medi del personale come
prassi contabile corrente, non soddisfano i criteri attuali. Fino al marzo 2010
la Commissione ha accettato le metodologie certificate per l'uso dei costi medi
di solo 12 organismi.
[8] GU
L 255 del 26.9.2009, pag. 24.
[9] Risposta
della Corte dei conti europea alla comunicazione della Commissione
"Riformare il bilancio, cambiare l'Europa".
[10] GU
L 225 del 26.9.2009, pag. 24.
[11] "Designing
together the 'ideal house' for public-private partnerships in European
Research" ("Progettare insieme la "casa ideale" per i
partenariati pubblico-privato nella ricerca europea), relazione finale del
Gruppo Sherpa sulle ITC, gennaio 2010.