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Bruxelles, 17.5.2010
COM(2010)241 definitivo
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE
Consultazione
sulle possibilità di pesca per il 2011
1........... Introduzione................................................................................................................... 3
2........... Nuove realizzazioni politiche............................................................................................ 3
3........... Stato delle risorse........................................................................................................... 4
3.1........ Presentazione................................................................................................................. 4
3.2........ Stock pelagici migratori................................................................................................... 5
3.3........ Mare del Nord, Skagerrak e Kattegat............................................................................. 5
3.4........ Ovest della Scozia, Mare d’Irlanda e Mare celtico.......................................................... 5
3.5........ Golfo di Biscaglia e zona iberico-atlantica........................................................................ 5
3.6........ Specie di acque profonde............................................................................................... 6
3.7........ Mar Baltico.................................................................................................................... 6
3.8........ Mar Mediterraneo.......................................................................................................... 6
4........... Fissazione delle possibilità di pesca................................................................................. 6
4.1........ Fissazione dei TAC........................................................................................................ 6
4.2........ Sforzo di pesca............................................................................................................... 7
5........... Gestione mediante piani a lungo termine........................................................................... 8
6........... Cambiamenti nel metodo di lavoro nei casi in cui non vi sono ancora
piani a lungo termine 8
7........... Calendario delle proposte............................................................................................... 9
8........... Dialogo con le parti interessate...................................................................................... 10
9........... Conclusione.................................................................................................................. 10
Questa è la quinta comunicazione annuale di una
serie in cui viene presentato il metodo di lavoro utilizzato dalla Commissione
per proporre possibilità di pesca (contingenti e sforzo di pesca) per i
pescatori europei, in acque europee. Costituisce la base per la consultazione
delle parti interessate e degli Stati membri.
La proposta segue sette principi guida:
conformemente agli obiettivi primari della
politica comune della pesca (PCP)[1],
occorre fissare le possibilità di pesca ad un livello che garantisca uno
sfruttamento sostenibile delle risorse dal punto di vista ambientale, economico
e sociale;
al fine di garantire un quadro stabile e
prevedibile per gli operatori che dipendono dalla pesca e per evitare inutili
cambiamenti dei contingenti, è necessario limitare per quanto possibile le
variazioni annuali;
occorre rispettare gli impegni assunti a livello
internazionale, compreso quello di ricostituire gli stock in modo che
raggiungano la massima produttività[2].
Per il 2011 la Commissione intende cambiare il metodo di lavoro utilizzato per
il 2010 al fine di conseguire gli obiettivi concordati per il 2015;
occorre attuare i piani a lungo termine in vigore;
occorre ridurre la pesca degli stock
sovrasfruttati e ricostituire gli stock depauperati;
le proposte si basano sul parere del Comitato
scientifico, tecnico ed economico per la pesca (CSTEP) (generalmente basato sul
parere del Consiglio internazionale per l’esplorazione del mare (CIEM));
occorre seguire un approccio precauzionale: la
mancanza di prove non è prova di sostenibilità.
Nel 2011 non resterà
più molto tempo per raggiungere entro il 2015 il rendimento massimo
sostenibile. Molti stock importanti sono ora soggetti a piani a lungo termine i
cui obiettivi sono stati fissati in base all’Fmsy (tasso di pesca
che garantisce il rendimento massimo sostenibile). Occorre attuare questi piani
e per i nuovi piani come per quelli esistenti, per i quali è necessaria una
revisione che ne allinei gli obiettivi sull’MSY, la Commissione presenterà
proposte appropriate, basate sull’Fmsy[3].
Per gli stock per i quali non sono stati ancora
proposti piani a lungo termine sarebbe opportuno avvicinarsi all’MSY riducendo
la mortalità per pesca in misura graduale e uniforme dalla campagna di pesca
2011 alla campagna di pesca 2014, fino al raggiungimento dell’Fmsy,
e dal 2015 in poi sfruttando gli stock sulla base dell’Fmsy.
Iniziando nel 2011, si procederebbe in quattro tappe uguali.
Nell’ambito di un approccio più regionale all’attuazione
della PCP, la Commissione vorrebbe consultare le parti interessate sulla
possibilità di affidare la gestione dei totali ammissibili di cattura (TAC)
riguardanti un solo Stato membro allo Stato membro di cui trattasi, nel
rispetto di impegni a lungo termine in materia di comunicazione dei dati e
buone pratiche di gestione.
Nel 2008 e nel 2009 le unità di TAC sono state
meglio adattate alle zone biologiche. Per il 2011 si esaminerà la possibilità
di scindere l’area TAC per la passera nelle zone VIId e VIIe.
C’è qualche segno positivo per quanto riguarda lo
stato degli stock (Allegato Ia).
• Il
numero di stock che non sono stati sottoposti ad eccessivo sfruttamento è
passato da 2 nel 2005 a 11 nel 2010.
• Gli
stock per i quali era stata raccomandata l’interruzione dell’attività di pesca
erano 20 ed ora sono scesi a 14.
• Gli
stock “al di là dei limiti biologici di sicurezza” (ma per i quali non è stata
raccomandata l’interruzione dell’attività di pesca) sono scesi da 30 nel 2003 a
22 nel 2010.
• Anche
se i totali ammissibili di cattura (TAC) sono stati ancora fissati a livelli
molto superiori a quelli raccomandati dagli esperti, nel 2010 questo scarto è
sceso dal 47% al 34%.
Sono tuttavia aumentati gli stock (42, contro una
media precedente di 35) per i quali gli esperti non hanno fornito pareri, in
quanto nutrivano seri dubbi sulla qualità dei dati o per altri motivi. Tra
questi stock figurano i lepidorombi, il merluzzo bianco e la sogliola del Mare
Celtico e la sogliola della Manica occidentale, benché ci siano stati dei
progressi nella valutazione degli stock di scampi.
Ci sono dei segni di miglioramento, ma ancora
molto limitati. Si è ben lontani ancora dal traguardo, per quanto riguarda il
recupero degli stock, e occorre proseguire gli sforzi per eliminare il
sovrasfruttamento.
Le disposizioni esistenti per il nasello
consentirebbero nel 2010 un livello di catture superiore quasi del 40% al
livello sostenibile che sarebbe stato fissato se nel 2009 fosse stato applicato
il piano a lungo termine concordato tra l’UE, la Norvegia e le Fær Øer. Non è
stato raggiunto nessun accordo tra l’UE, la Norvegia, le Fær Øer, la Russia e l’Islanda
sulle catture prelevabili da questo stock nel 2010. Benché la situazione
attuale dello stock sia di buon livello, c’è un rischio di rapido esaurimento
se non si torna ad una gestione corretta.
I livelli di cattura degli stock di melù e di
aringa del Mare del Nord sono bassi, ma i TAC sono stati adattati di
conseguenza.
I progressi in questa zona sono stati maggiori che
altrove. Il numero di stock al di là dei limiti biologici di sicurezza è sceso
da 8 a 6 e gli stock non sottoposti ad eccessivo sfruttamento sono ora 5,
mentre l’anno scorso erano solo 2. Nel 2010 il divario tra il livello effettivo
dei TAC e il livello raccomandato dagli esperti è stato del 17%, contro il 37%
nel 2009. Tuttavia il numero di stock per i quali gli esperti non hanno fornito
pareri è salito da 10 a 11.
Come nel 2008 molti stock sono depauperati e vi
sono problemi diffusi per quanto riguarda la registrazione delle catture e
altri dati, così che non è stato possibile valutare lo stato delle risorse per
29 stock su 48. Dei 18 stock di cui è stato possibile valutare il rendimento
massimo sostenibile 13 erano stati sottoposti ad eccessivo sfruttamento. Per
dieci stock era stata raccomandata l’interruzione della pesca. Si nota tuttavia
qualche segno di miglioramento: ad esempio si registra un aumento dello stock
di aringhe del Mar Celtico. Il divario tra il livello effettivo dei TAC e il
livello raccomandato dagli esperti è stato del 49%.
Le valutazioni disponibili per i 17 stock della
zona sono poche. Solo la sogliola del Golfo di Biscaglia risulta entro i limiti
biologici di sicurezza. Quattro stock sono stati sottoposti ad eccessivo
sfruttamento e due stock (nasello meridionale e acciuga) sono al di là dei
limiti biologici di sicurezza. Il divario tra il livello effettivo dei TAC e il
livello raccomandato dagli esperti è stato mediamente del 55%. Per tre stock è
stata raccomandata l’interruzione della pesca.
I TAC per il nasello meridionale sono stati
superati e negli ultimi tempi sono aumentati sia lo sforzo di pesca che la
mortalità per pesca. L’attuazione del piano di gestione non è bastata a
garantire il controllo delle catture o la riduzione della mortalità per pesca.
Per la maggior parte degli stock nei pareri
scientifici si raccomanda di ridurre o di non espandere le attività di pesca, a
meno che non ne sia stata accertata la sostenibilità. Per alcuni stock, come il
pesce specchio atlantico, non dovrebbe esserci più alcuna attività di pesca.
Per altri stock, come il brosmio, la molva e l’occhialone, a seconda della zona
di pesca l’attività alieutica in futuro potrebbe evolvere verso livelli
sostenibili a lungo termine. Nell’estate 2010 dovrebbero arrivare nuovi pareri
scientifici biennali, concernenti il 2011 e il 2012.
Per due stock le attività di pesca si svolgono ad
un livello corrispondente o inferiore al tasso che garantisce il rendimento
massimo sostenibile. Gli altri 5 stock sono sottoposti a eccessivo sfruttamento.
Nel 2010 il divario tra il livello concordato dei TAC e il livello raccomandato
dagli esperti è stato in media del 16%, contro il 22% nel 2009. Il numero di
stock per i quali gli esperti non hanno fornito pareri è sceso da 3 a 2.
Benché negli ultimi dieci anni siano state
eseguite regolarmente valutazioni degli stock demersali e dei piccoli stock
pelagici, tra l’altro dallo CSTEP e dal comitato scientifico consultivo della
Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo, solo nel 2009 lo CSTEP ha
fornito un quadro riassuntivo degli stock del Mediterraneo correlato a punti di
riferimento biologici (Allegato Ib).
Le valutazioni disponibili sono limitate a solo 16
delle 102 specie candidate (senza contare gli elasmobranchi, i tonni e gli
scomberoidi). Nell’ambito di queste 16 specie, è stato possibile
identificare e valutare 42 stock biologici. Per altri 18 stock si è potuto
procedere all’identificazione, ma si ignora lo stato dei singoli stock e la
pressione di pesca relativa.
Dei 42 stock per i quali si è potuto fare una
stima con riguardo ai limiti di sicurezza biologica, il 40% era entro tali
limiti e il 60% fuori. Dei 46 stock per i quali è stato possibile valutare il
sovrasfruttamento in termini di rendimento massimo sostenibile, il 54% era
stato sottoposto ad eccessivo sfruttamento e il 46% non lo era stato.
L’eccessivo sfruttamento e il depauperamento degli
stock sono dovuti in parte al fatto di autorizzare livelli troppo elevati di
cattura e di sforzo di pesca. I TAC (che non limitano le catture rigettate in
mare) adottati dal Consiglio sulla base di una proposta della Commissione hanno
superato di circa il 48% il livello di cattura sostenibile (tabella 4, allegato
Ia). È positivo che questa percentuale nel 2010 sia scesa al 34%, ma bisogna
fare ulteriori progressi per arrivare ad una pesca responsabile. Un più forte
orientamento verso politiche centrate sul rendimento massimo sostenibile
(sezione 2) dovrebbe incoraggiare e promuovere questo cambiamento nella
pratica.
In molti casi le proposte della Commissione si
sono discostate dai pareri scientifici in quanto il livello di variazione dei
TAC è stato limitato ad una percentuale fissa. Insieme alle note difficoltà ad
assicurare il rispetto delle norme, la fissazione di contingenti eccessivamente
elevati ha contribuito a mantenere le risorse marine a livelli inferiori a
quelli normali.
Per molti piani a lungo termine (merluzzo bianco
del Mare del Nord e del Mar Baltico, passera e sogliola del Mare del Nord,
sogliola della Manica occidentale e stock di nasello meridionale e di scampi) è
necessario un adattamento dello sforzo di pesca. Da quando sono stati
introdotti i piani lo sforzo di pesca si è ridotto nella maggior parte delle
zone, ma non nelle zone VIIIc e IXa, con riguardo al nasello meridionale e allo
scampo[4]
(allegato II).
Per i piani relativi al merluzzo bianco e ai pesci
piatti del Mare del Nord[5]
il passaggio dai giorni in mare per nave ai chilowatt-giorni per gruppo di
sforzo dovrebbe completarsi nel corso del 2010. Potrebbero essere necessari
alcuni aggiustamenti per quanto riguarda il calcolo dei valori di riferimento
dello sforzo iniziale. Per alcuni attrezzi e zone di pesca regolamentati i due
piani hanno un’incidenza sullo sforzo di pesca. Finora l’applicazione delle
norme sull’adeguamento dello sforzo contenute nei due piani agli attrezzi
contemplati dai piani suddetti non ha comportato problemi rilevanti. Il piano
per i pesci piatti sarà riesaminato nel corso del 2010, mentre quello per il
merluzzo bianco dovrebbe essere rivisto nel 2011. Le assegnazioni di sforzo di
pesca per il 2011 saranno effettuate sulla base dei piani in vigore.
Per gli stock gestiti secondo piani che prevedono un
adattamento dello sforzo di pesca sulla base di pareri scientifici, la
Commissione, nel caso in cui lo CSTEP non abbia trasmesso un parere specifico,
presenterà una proposta che sarà quanto più vicina possibile al piano.
La Commissione consulterà separatamente le parti
interessate e gli Stati membri in merito alla gestione dello sforzo di pesca
nel Mare Celtico.
Nel Mar Baltico lo sforzo di pesca negli ultimi
anni si è spostato ad ovest e nel 2008 è diminuito del 14% rispetto al 2002. È
aumentato l’impiego di attrezzi non regolamentati utilizzati soprattutto per la
pesca di specie pelagiche. Le assegnazioni di sforzo di pesca per il 2011
saranno effettuate sulla base del piano in vigore per il merluzzo. Una
valutazione del piano per il merluzzo bianco del Baltico[6]
è prevista per la fine del 2010.
Le decisioni concernenti lo sforzo di pesca per le
specie di acque profonde dell’Atlantico nordorientale si baseranno sulla raccomandazione
della NEAFC del 2009 che riguarda gli anni 2010, 2011 e 2012, nella quale
si stabilisce che lo sforzo di pesca non dovrà superare il 65% dello sforzo
massimo dispiegato negli anni precedenti per la pesca in acque profonde delle
specie considerate.
I piani a lungo termine continuano a costituire un
elemento centrale della politica della Commissione; occorre dare attuazione sia
ai regolamenti dell’UE che istituiscono piani a lungo termine, sia ai piani
elaborati nell’ambito di accordi internazionali. Questi piani sono risultati
particolarmente efficaci per la gestione degli stock ed hanno facilitato la
presa di decisioni.
Nel 2009 non sono entrati in vigore nuovi piani.
Per il 2010 si prevedono i seguenti sviluppi:
·
adozione di piani concernenti l’acciuga e
il sugarello occidentale;
·
proposta da parte della Commissione di
piani concernenti l’eglefino dell’ovest della Scozia e l’aringa del Mare
Celtico;
·
proseguimento, nel corso del 2010, della
revisione dei piani concernenti il nasello settentrionale, il nasello
meridionale, lo scampo e la sogliola del Golfo di Biscaglia;
·
valutazione del piano pluriennale per il
merluzzo bianco del Mar Baltico.
Nel 2010 si continuerà inoltre a lavorare per
includere altri stock in questa strategia di gestione a lungo termine, in
particolare gli stock pelagici e di salmone del Mar Baltico e alcuni tipi di
pesca nel Mediterraneo. Nei casi in cui, in attesa dell’adozione dei piani di
gestione, il Consiglio e la Commissione hanno dichiarato intenzioni specifiche
riguardo alle norme di cattura, tali dichiarazioni troveranno seguito nelle
proposte della Commissione.
Se ci si vuole orientare verso politiche centrate
sul rendimento massimo sostenibile (allegato III) occorre adattare in qualche
misura il metodo di lavoro precedentemente seguito. Per gli stock che sono
sottoposti a eccessivo sfruttamento, ma che si trovano entro i limiti di
sicurezza biologica, sarà proposto di adattare i TAC, in modo da raggiungere
entro il 2015 la mortalità per pesca corrispondente al rendimento massimo
sostenibile. Il limite fissato per le variazioni dei TAC sarà portato dal 15%
al 25%, in modo da non pregiudicare il conseguimento dell’obiettivo del
rendimento massimo sostenibile.
Per gli stock che sono sottoposti a eccessivo
sfruttamento e che si trovano anche fuori dei limiti di sicurezza biologica
sarà modificata la norma in vigore in modo da progredire verso l’obiettivo del
rendimento massimo sostenibile di qui al 2015. Nei casi in cui si rivelasse
necessario, dovrebbe essere mantenuta la riduzione minima del 30% per la
mortalità per pesca.
Nel 2009 è stato chiesto un parere scientifico
sulla fissazione dei TAC per gli stock per i quali non erano disponibili
opzioni di cattura. Non è ancora pervenuta una risposta completa e si ripete la
richiesta riportata nell’allegato IV, rivolgendola sia al CIEM che allo CSTEP
(è stato aggiunto un piccolo chiarimento al paragrafo 1). Inoltre con gli Stati
membri, i consigli consultivi regionali, il CIEM e lo CSTEP sarà discussa una
procedura ad hoc per la fissazione dei TAC per gli stock per i quali non sono
disponibili pareri (“categoria 11”).
Gli Stati membri dovrebbero attuare controlli
incrociati dei dati e migliorare le procedure di trasmissione degli stessi. Il quadro per la raccolta dei dati[7]
consentirà di migliorare alcuni aspetti a questo riguardo, in particolare
aumentando il numero di specie soggette all’obbligo di raccolta dei dati
(comprese le campagne di ricerca in mare). La riforma in corso del sistema di
controllo della PCP dovrebbe contribuire a colmare queste lacune, migliorando
il VSM e accelerando l’introduzione del giornale di bordo elettronico.
Le possibilità di pesca ammissibili dipendono
dallo stato degli stock ittici, su cui incidono non solo le catture prelevate e
sbarcate, ma anche le catture prelevate e rigettate. La Commissione ritiene di
massima importanza ridurre i rigetti, in quanto dei miglioramenti dimostrati e
documentati nella riduzione dei rigetti possono tradursi in TAC più elevati. In
tale contesto la Commissione esaminerà nel corso del 2010 i risultati
delle iniziative prese per ridurre i rigetti.
È previsto il seguente calendario dei lavori:
|
Regolamento sulle possibilità di pesca |
Pareri disponibili |
Proposta della Commissione |
Possibile adozione da parte del Consiglio |
|
Mar Nero |
novembre |
ottobre (+) |
dicembre |
|
Mar Baltico |
maggio |
inizio settembre |
ottobre |
|
Specie di acque profonde |
luglio |
fine settembre |
novembre |
|
Atlantico, Mare del Nord e altre zone |
luglio(*) |
fine ottobre |
dicembre |
(+) completato in novembre
(*) completato in ottobre
Si prevede di discutere la presente comunicazione
con gli Stati membri nel Consiglio di giugno 2010.
La Commissione considera molto importante il
contributo delle parti interessate per quanto riguarda la fissazione delle
possibilità di pesca. Nella consultazione dello scorso anno i punti principali
individuati dalle parti interessate e da tenere presenti nella comunicazione
sulle possibilità di pesca erano i seguenti:
i) necessità di elaborare un’analisi
socioeconomica,
ii) necessità di tenere conto di altri regolamenti
e direttive UE al momento della fissazione delle possibilità di pesca e
iii) necessità di seguire un approccio
regionalizzato per descrivere lo stato delle risorse.
Queste osservazioni sono state prese in
considerazione per quanto possibile. Tuttavia i fattori socioeconomici possono
essere presi in considerazione solo nell’elaborazione di piani a lungo termine,
non nel contesto dei pareri annuali.
I consigli consultivi regionali sono stati
consultati per la definizione di misure di gestione relative a stock specifici,
ad esempio per la protezione dello scampo del banco di Porcupine. Il consiglio
consultivo regionale per le acque nordoccidentali aveva proposto una chiusura
stagionale, sostenuta dallo CSTEP e quindi anche dalla Commissione.
I consigli consultivi regionali hanno anche
richiamato l’attenzione sul fatto che per molti stock i dati erano assai
mediocri. Per fornire un parere credibile occorre disporre di informazioni
valide sulle attività di pesca e sugli stock. Le parti interessate sono
incoraggiate a fare in modo che i sistemi esistenti di dichiarazione delle
catture e di raccolta dei dati siano attuati integralmente. Sempre a questo
fine, le parti interessate saranno invitate a partecipare a degli esercizi di
valutazione della qualità dei dati.
L’esattezza dei dati è essenziale per una corretta
gestione della pesca. Inoltre una solida base di informazioni consentirà alle
parti interessate di offrire alla Commissione una consulenza più efficace sulle
pratiche di pesca sostenibili.
La Commissione sollecita il parere degli Stati
membri, dei consigli consultivi regionali e del comitato consultivo per la
pesca e l’acquacoltura sulla strategia sopra illustrata per il 2011, con
riguardo all’approccio che verrà seguito dalla Commissione per fare fronte alle
sue responsabilità in materia di gestione sostenibile, nel rispetto degli
obiettivi della politica comune della pesca.
La Commissione può tuttavia avvalersi del parere
delle parti interessate solo se basato su un approccio sostenibile fondato su
elementi concreti, e cioè supportato da dati.
Affinché i risultati delle consultazioni possano essere utilizzati in
tempo utile, la Commissione chiede che i contributi relativi alla presente
comunicazione siano completati entro il 1° giugno 2010. In occasione del
consiglio “Pesca” del 28-29 giugno è prevista una discussione a livello
politico con gli Stati membri.
ALLEGATO Ia – Stock dell’Atlantico nordorientale e delle
acque adiacenti
|
Tabella
1. Parere scientifico relativo allo stato dello stock |
Numero
di stock |
||||||||
|
|
2003 |
2004 |
2005 |
2006 |
2007 |
2008 |
2009 |
2010 |
Valore medio |
|
Al di al di
là dei limiti biologici di sicurezza |
30 |
29 |
26 |
26 |
26 |
28 |
27 |
22 |
27 |
|
Entro i
limiti biologici di sicurezza |
12 |
10 |
14 |
11 |
12 |
13 |
12 |
15 |
12 |
|
Lo stato
dello stock è sconosciuto a causa di dati insufficienti |
48 |
53 |
53 |
57 |
58 |
55 |
57 |
60 |
55 |
|
|
No.
Numero di stock |
||||||||
|
Tabella
2. Parere scientifico sul sovrasfruttamento |
2003 |
2004 |
2005 |
2006 |
2007 |
2008 |
2009 |
2010 |
Valore
medio |
|
Il tasso di
cattura dello stock rispetto al tasso di rendimento massimo sostenibile è
noto |
|
|
34 |
23 |
32 |
33 |
35 |
39 |
33 |
|
Lo stock è
sovrasfruttato |
|
|
32 |
21 |
30 |
29 |
30 |
28 |
28 |
|
Lo stock è
pescato al tasso di rendimento massimo sostenibile |
|
|
2 |
2 |
2 |
4 |
5 |
11 |
4 |
|
|
Numero
di stock |
||||||||
|
Tabella 3. Parere scientifico “emergenza” |
2003 |
2004 |
2005 |
2006 |
2007 |
2008 |
2009 |
2010 |
Valore
medio |
|
Il parere
scientifico raccomanda l’interruzione dell’attività di pesca |
24 |
13 |
12 |
14 |
20 |
18 |
17 |
14 |
17 |
|
Tabella
4. Differenza tra TAC e catture sostenibili |
Numero
di stock |
||||||||
|
|
2003 |
2004 |
2005 |
2006 |
2007 |
2008 |
2009 |
2010 |
Valore medio |
|
Eccesso di
TAC rispetto alla cattura sostenibile [8](%) |
46% |
49% |
59% |
47% |
45% |
51% |
48% |
34% |
47% |
|
Tabella 5. Riepilogo dei pareri
scientifici sulle possibilità di pesca |
Numero
di stock |
||||||||
|
|
2003 |
2004 |
2005 |
2006 |
2007 |
2008 |
2009 |
2010 |
Valore medio |
|
Stock per i
quali si possono prevedere le dimensioni e la mortalità per pesca |
40 |
34 |
40 |
31 |
29 |
30 |
34 |
36 |
34 |
|
Stock per i
quali si dispone di pareri scientifici sulle possibilità di pesca |
59 |
52 |
54 |
65 |
61 |
62 |
63 |
60 |
60 |
|
Stock per i
quali non si dispone di pareri scientifici |
31 |
40 |
39 |
29 |
35 |
34 |
33 |
42 |
35 |
ALLEGATO Ib – Stock del Mar Mediterraneo
|
Tabella 1 - Parere scientifico
relativo allo stato degli stock del Mediterraneo |
n. |
% |
|
|
|
|
|
Al di al di
là dei limiti biologici di sicurezza |
17 |
28,3 |
|
Entro i
limiti biologici di sicurezza |
25 |
41,7 |
|
Lo stato
dello stock è sconosciuto a causa di dati insufficienti |
18 |
30,0 |
|
Totale degli stock (per 16 specie) |
60 |
100 |
|
|
|
|
|
Specie
classificate secondo i criteri sopra indicati |
16 |
15,7 |
|
Altre specie
non incluse a causa dell’assoluta insufficienza dei dati |
86 |
84,3 |
|
Specie prese
in considerazione |
102 |
100 |
|
Tabella 2 - Parere scientifico
relativo al sovrasfruttamento degli stock del Mediterraneo |
n. |
% |
|
|
|
|
|
Lo stock è
sovrasfruttato |
25 |
54,3 |
|
Lo stock è
pescato al tasso di rendimento massimo sostenibile |
21 |
45,7 |
|
|
|
|
|
Il tasso di
pesca rispetto al tasso di rendimento massimo sostenibile è noto |
46 |
76,7 |
|
Il tasso di
pesca rispetto al tasso di rendimento massimo sostenibile non è noto |
14 |
23,3 |
|
Totale degli stock (per 16 specie) |
60 |
100 |
|
|
|
|
|
Specie
classificate secondo i criteri |
16 |
15,7 |
|
Altre specie
non incluse a causa dell’insufficienza dei dati |
86 |
84,3 |
|
Specie prese
in considerazione |
102 |
100 |
ALLEGATO II – Sforzo di pesca
regolamentato da piani pluriennali, secondo le informazioni trasmesse dagli
Stati membri allo CSTEP

Figura 1:
Sforzo di pesca regolamentato nel Mar Baltico occidentale (sottodivisioni CIEM
22, 23 e 24)

Figura 2:
Sforzo di pesca regolamentato nel Mar Baltico centrale (zone da 25 a 28)[9]

Figura 3. Sforzo di pesca regolamentato nel Kattegatt (IIIaS)

Figura 4. Sforzo di pesca regolamentato nel Mare del Nord, nello
Skagerrak e nella Manica orientale (IV, IIIa e VIId).

Figura 5. Sforzo di pesca regolamentato nel Mare d’Irlanda (VIIaN).

Figura 6.
Sforzo di pesca regolamentato nell’ovest della Scozia (VI).

Figura 7.
Sforzo di pesca regolamentato nella Manica occidentale (VIIe).

Figura 8.
Sforzo di pesca regolamentato nelle acque iberico-atlantiche (VIIIc, IXa).
ALLEGATO III -
Norme per i TAC
Le decisioni relative ai TAC devono essere
basate sul parere scientifico formulato dallo CSTEP, che tiene già conto delle
prospettive biologiche, sociali ed economiche.
Si applicano norme diverse in funzione del
livello di rischio per ogni singolo stock. Gli stock sono ad alto rischio
quando scendono al di sotto del “livello precauzionale (biomassa di precauzione
o Bpa)”, oltre il quale la produttività futura dello stock rischia
di diminuire, oppure quando il tasso di mortalità per pesca è superiore al
“tasso precauzionale” (Fpa). Il tasso di mortalità per pesca (F) si
calcola dividendo la cattura annuale per le dimensioni medie dello stock nell’arco
dell’anno.
Se le dimensioni di uno stock sono inferiori
al Bpa o il tasso di sfruttamento è superiore a Fpa, lo
stock si trova “al di là dei limiti biologici di sicurezza”, e viceversa.
Se un TAC riguarda più specie, si applica la
norma relativa alla specie più a rischio.
Nella tabella che segue sono indicati in
neretto i cambiamenti rispetto alle norme precedentemente applicate.
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Categoria |
Parere scientifico |
Modalità di fissazione dei TAC |
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1 |
Lo stock è sfruttato al tasso di rendimento
massimo sostenibile. |
Fissare il TAC al livello di cattura
previsto, corrispondente alla mortalità per pesca che consentirà di ottenere
il rendimento massimo nel lungo periodo, ma non modificare il TAC di oltre il
25%. |
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2 |
Stock sovrasfruttato rispetto al rendimento
massimo sostenibile ma entro i limiti biologici di sicurezza. |
Fissare il TAC al livello più elevato di uno
dei due valori seguenti: a) il livello di cattura previsto che consente di
ottenere il rendimento massimo nel lungo periodo[10],
o b) il livello di cattura
corrispondente a una riduzione del tasso di mortalità per pesca pari ad un
quarto della differenza tra la mortalità per pesca attuale e il tasso che
consentirebbe di ottenere il rendimento massimo nel lungo periodo, ma non
modificare il TAC di oltre il 25%. |
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3 |
Stock al di là dei limiti biologici di
sicurezza. |
Fissare
il TAC al livello più elevato di uno dei due valori seguenti: a) il livello
di cattura previsto che consente di ottenere il rendimento massimo nel lungo
periodo, o b) il livello di cattura corrispondente a una riduzione del tasso
di mortalità per pesca pari i) al
30% oppure ii)
ad un quarto della differenza tra la mortalità per pesca attuale e il tasso
che consentirebbe di ottenere il rendimento massimo nel lungo periodo, ma
senza ridurre il TAC di oltre il 30% fin tanto che non aumenti la mortalità
per pesca. |
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4 |
Lo stock rientra in un piano a lungo termine
e il parere scientifico sulla cattura corrisponde al piano. |
Il TAC deve essere fissato in base al piano
corrispondente. Questa categoria
prevale sulle altre categorie. |
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5 |
Si tratta di uno stock dal ciclo vitale
breve e non è possibile fare una previsione di un anno. |
Viene fissato un TAC provvisorio che sarà
modificato non appena saranno disponibili ulteriori informazioni nel corso
dell’anno. |
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6* |
Lo stato dello stock non è noto con
precisione e il parere dello CSTEP raccomanda un livello di cattura adeguato. |
Fissare il TAC in base al parere dello CSTEP
ma non modificare il TAC di oltre
il 15%. |
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7* |
Lo stato dello stock non è noto con
precisione e lo CSTEP raccomanda di ridurre lo sforzo di pesca. |
Ridurre il TAC fino al 15% e chiedere allo
CSTEP un parere sul livello di sforzo adeguato. |
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8* |
Lo stato dello stock non è noto con
precisione e il parere dello CSTEP indica che lo stock è in aumento. |
Aumentare il TAC fino al 15%. Nessun aumento
dello sforzo di pesca§. |
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9* |
Lo stato dello stock non è noto con
precisione e il parere dello CSTEP indica che lo stock è in calo. |
Diminuire il TAC fino al 15%. Ridurre lo sforzo di pesca §. |
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10 |
Lo CSTEP raccomanda un tasso di cattura
zero, una riduzione fino al livello più basso possibile o misure analoghe. |
Ridurre il TAC almeno del 25%. Attuare
misure per la ricostituzione dello stock, comprese riduzioni dello sforzo di
pesca e l’introduzione di attrezzi da pesca più selettivi. |
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11 |
Lo CSTEP non ha formulato alcun parere o lo
stato dello stock non è noto con precisione e lo CSTEP non fornisce
indicazioni da cui si possa desumere se lo stock sia in aumento o in calo. |
I TAC devono essere fissati in prossimità
dei livelli di cattura reali recenti, con variazioni annue non superiori al
15%, oppure gli Stati membri
devono stabilire un piano di attuazione che consenta di formulare un parere
entro breve tempo. Nessun aumento dello sforzo di pesca§. |
* Questa norma è passibile di modifiche. La
Commissione ha chiesto il parere del CIEM sulle nuove opzioni possibili
illustrate nell’allegato IV. La norma definitiva da applicare dipenderà dal
risultato di tale parere.
§ Se
necessario.
ALLEGATO IV –
Richiesta formulata al CIEM per le categorie da 6 a 9
Per gli stock per i quali non è possibile
formulare un parere basato su previsioni di cattura in funzione di limiti
precauzionali, ad eccezione delle specie a breve ciclo vitale, il CIEM è stato
invitato:
I) a
raccomandare un TAC stabilito in base alla norma riportata di seguito;
II) a
valutare le conseguenze derivanti dall’applicazione di detta norma per quanto
riguarda l’approccio precauzionale e la compatibilità con il rendimento massimo
sostenibile;
III) a
raccomandare, se necessario, una norma alternativa e i TAC corrispondenti, più
compatibili con l’approccio precauzionale, con il rendimento massimo
sostenibile o con una maggiore stabilità dei TAC. Questa raccomandazione
potrebbe essere formulata caso per caso.
Norma
1. Se
uno stock risulta sottoposto ad eccessivo sfruttamento rispetto all’indice di
mortalità per pesca atto a garantire il rendimento massimo sostenibile (o se l’eccessivo
sfruttamento lo ha portato ad un livello basso rispetto ai livelli storici), il
TAC è ridotto nella misura necessaria a raggiungere l’Fmsy, tuttavia
non superiore al 15%.
2. Se
uno stock risulta sottoutilizzato rispetto all’indice di mortalità per pesca
atto a garantire il rendimento massimo sostenibile, il TAC è maggiorato nella
misura necessaria a raggiungere l’Fmsy, tuttavia non superiore al
15%.
3. Le
considerazioni esposte ai punti 1 e 2 prevalgono sui punti seguenti.
4. Se
i dati pertinenti non evidenziano variazioni dell’abbondanza degli stock o non
rispecchiano in modo adeguato tali variazioni, o in mancanza di dati relativi
all’abbondanza, il TAC resta invariato.
5. Se
il CIEM ritiene che esistano dati rappresentativi sull’abbondanza degli stock,
si applica la norma seguente.
a. Se
l’abbondanza media stimata nel corso degli ultimi due anni supera l’abbondanza
media stimata del triennio precedente in misura pari o superiore al 20%, il TAC
è maggiorato del 15%.
b. Se
l’abbondanza media stimata nel corso degli ultimi due anni è inferiore all’abbondanza
media stimata del triennio precedente in misura pari o superiore al 20%, il TAC
è ridotto del 15%.
Se occorre
procedere a una riduzione in conformità del punto 1 o del punto 5, lettera b,
per stock che non erano soggetti a TAC restrittivi, il CIEM raccomanda il
livello di riduzione del TAC atto a conseguire la riduzione delle catture
auspicata. Il CIEM stabilisce in ogni caso una variabile sostitutiva adeguata
dell’Fmsy.
[1] Articolo
2 del regolamento (CE) n. 2371/2002 del Consiglio, del 20 dicembre 2002,
relativo alla conservazione e allo sfruttamento sostenibile delle risorse della
pesca nell’ambito della politica comune della pesca. GU L 358 del 31.12.2002,
pag. 59.
[2] Conseguire
la sostenibilità della pesca nell’UE tramite l’applicazione del rendimento
massimo sostenibile. Comunicazione della Commissione al Consiglio e al
Parlamento europeo. COM(2006) 360 definitivo.
[3] Il
tasso di rendimento massimo sostenibile (Fmsy) della pesca è
l’intensità dell’attività di pesca che produrrà il massimo rendimento a lungo
termine ottenibile dallo stock senza esaurirne a breve termine la capacità
riproduttiva.
[4] Regolamento
(CE) n. 2166/2005 del Consiglio, del 20 dicembre 2005. GU L 345 del 28.12.2005,
pag. 5.
[5] Regolamento
(CE) n. 676/2007 del Consiglio, dell’11 giugno 2007. GU L 157 del 19.6.2007,
pag. 1.
[6] Regolamento
(CE) n. 1098/2007 del Consiglio, del 18 settembre 2007. GU L 248 del 22.9.2007,
pag. 1.
[7] Regolamento
(CE) n. 199/2008 del Consiglio, del 25 febbraio 2008. GU L 60 del 5.3.2008,
pag. 1.
[8] Per
cattura sostenibile si intende la cattura raccomandata dal CIEM e dallo CSTEP
secondo l’approccio precauzionale.
[9] Le
cifre includono lo sforzo nelle zone in cui si applicano deroghe (vedi
regolamento 1268/2009).
[10] Misurato
in base alla mortalità per pesca corrispondente a un rendimento marginale pari
al 10% del rendimento marginale con una mortalità per pesca prossima allo zero
(F0.1).