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Bruxelles, 2.6.2010
COM(2010) 301 definitivo
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL
PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO
E ALLA BANCA CENTRALE EUROPEA
REGOLAMENTARE I SERVIZI FINANZIARI PER
GARANTIRE UNA CRESCITA SOSTENIBILE
(Testo
rilevante ai fini del SEE)
1. Portare avanti le
riforme
Dall'inizio della crisi nel 2008, la Commissione e i governi dell'UE
hanno preso i provvedimenti urgenti necessari a tutelare la stabilità del
sistema finanziario procedendo, fra le altre cose, a consistenti iniezioni di
denaro pubblico nel settore bancario e adottando misure di accompagnamento per
garantire il consolidamento della posizione patrimoniale delle banche.
Un sistema finanziario più sicuro, più solido, più trasparente e più
responsabile, che operi per l'insieme dell'economia e della società e sia in
grado di finanziare l'economia reale, è presupposto ad una crescita sostenibile
e costituisce il complemento essenziale agli sforzi intrapresi dall'Europa per
risanare le finanze pubbliche e avviare le riforme strutturali che garantiranno
in futuro un'economia dinamica. La strategia per l'Europa 2020 dovrebbe esser
sostenuta da un settore dei servizi finanziari sano, che permetta alle imprese
europee, soprattutto alle PMI, di investire in favore della crescita e ai
cittadini dell'Europa di pianificare con fiducia il loro avvenire. La
regolamentazione dei servizi finanziari va affiancata da un'ambiziosa agenda di
riforme a sostegno della crescita e fondata sul mercato interno.
Al di là delle risposte immediate, la Commissione sta lavorando al
completamento di una riforma organica del settore finanziario per far fronte
alla predilezione per il breve termine (il cosiddetto "short-termism"), alla scarsa
gestione del rischio e alla mancanza di responsabilità di alcuni operatori
finanziari e correggere alla base le lacune del quadro di vigilanza e di
regolamentazione. Sono già stati fatti progressi significativi, che hanno
permesso all'Europa di guidare gli sforzi internazionali realizzati a livello
del G20.
Le recenti turbolenze sui mercati hanno confermato la necessità di
portare velocemente a termine le riforme necessarie a garantire la solidità e
la stabilità del sistema finanziario europeo e mondiale.
I prossimi sei – nove mesi saranno cruciali.
Pertanto, la Commissione presenterà la maggior parte delle restanti
proposte di riforma normativa al Consiglio e al Parlamento europeo entro la
fine dell'anno e l'ultima proposta sarà presentata da qui ai prossimi nove
mesi. In conformità ai principi di una migliore regolamentazione, prima di
elaborare le proposte si è proceduto ad una consultazione delle parti
interessate e ad una valutazione d'impatto. Vanno pienamente considerati gli
effetti cumulativi delle diverse misure sul settore finanziario e sull'economia
reale. Tali considerazioni verranno interamente riprese nella valutazione
d'impatto e al momento di calibrare le diverse misure. A tal proposito, si
terrà pienamente conto dei risultati dei lavori già intrapresi dal Financial
Stability Board e dal comitato di Basilea sugli effetti cumulativi della
riforma del settore finanziario.
La Commissione esorterà alla rapida adozione di tali misure, in modo
che i cittadini europei possano riconquistare piena fiducia nella solidità del
sistema finanziario quale uno dei pilastri della crescita.
L'Unione europea deve proseguire nella sua agenda di riforma e portarla
a termine entro il 2011, non solo per salvaguardare la stabilità finanziaria e
tutelare gli investitori — in particolare affrontando le nuove sfide poste
dalle recenti evoluzioni dei mercati — ma anche per preservare e ampliare il
mercato unico e far fronte alle pressioni nazionali in favore di misure
protezionistiche.
Nel formulare una risposta internazionale alla crisi, l'UE ha assunto
un ruolo di primo piano. Nei prossimi sei mesi, il G20 dovrebbe accordarsi
sulle linee generali di una nuova architettura finanziaria mondiale per gli
istituti finanziari che presentano un'importanza sistemica, sulle misure di
gestione della crisi e su un più robusto quadro in materia patrimoniale. L'UE è
determinata a dar forma a un tale impegnativo processo e a garantire che altri
importanti attori vi prendano parte.
Misure già adottate
La Commissione ha risposto con prontezza alla crisi
finanziaria (cfr. l'allegato 2 per un elenco completo delle misure adottate).
Nel novembre 2008 ha incaricato un gruppo presieduto da Jacques de Larosière di
esaminare i possibili miglioramenti in materia di vigilanza e di
regolamentazione. In reazione alla situazione creatasi nel 2008, la direttiva relativa ai sistemi di garanzia
dei depositi[1]e la direttiva sui requisiti patrimoniali[2]
sono state prontamente riviste. È stato adottato un regolamento sulle agenzie di rating del credito[3]
e la Commissione ha presentato due raccomandazioni
sui principi di remunerazione[4]. In diversi settori, l'UE ha
svolto un ruolo di primo piano proponendo, per esempio, un comitato per il
rischio macroprudenziale incaricato di effettuare segnalazioni di rischio,
requisiti di mantenimento per le cartolarizzazioni e una riforma dei requisiti
patrimoniali per il portafoglio di negoziazione. L'UE si è impegnata a
garantire la convergenza dei principi contabili internazionali.
2. Necessità di terminare i lavori in
corso
La Commissione ha reagito rapidamente alle raccomandazioni formulate
nella relazione de Larosière e nell'estate del 2009, nel giro di qualche
settimana, ha presentato una serie di importanti proposte legislative, di cui
parecchie attendono ancora di essere approvate dal Consiglio e dal Parlamento
europeo.
Ai fini della riforma dell'architettura
di vigilanza dell'UE, la Commissione ha proposto un comitato europeo per il rischio sistemico[5],
che garantirà l'individuazione sufficientemente precoce dei rischi
macroprudenziali e macroeconomici, nonché tre autorità europee di vigilanza[6]
responsabili, rispettivamente, del mercato bancario, del mercato assicurativo e
del mercato mobiliare e incaricate di una vigilanza rafforzata e di un miglior
coordinamento delle autorità nazionali di vigilanza.
Il buon funzionamento del mercato
interno dei servizi finanziari presuppone norme rigorose, efficienti ed
armonizzate per tutti gli operatori, affiancate da un quadro di vigilanza
efficace, da sanzioni severe e a carattere dissuasivo e chiari meccanismi di
applicazione. La nuova architettura di vigilanza proposta costituirà la spina
dorsale di una cooperazione rafforzata e di una vigilanza europea più
armonizzata, che consentirà un approccio globale della vigilanza comprendente i
fattori macroeconomici. Una volta operative, le nuove autorità europee di
vigilanza contribuiranno in maniera effettiva all'elaborazione di standard
tecnici, dando vita ad una vera e propria regolamentazione comune.
Urge pertanto raggiungere un accordo prima della pausa estiva in modo
da permettere alle nuove autorità di essere operative nel 2011. La Commissione
sta lavorando attivamente ad un compromesso tra il Consiglio e il Parlamento
che rispetti le posizioni di entrambe le istituzioni e che al tempo stesso
garantisca alle nuove autorità gli effettivi poteri di cui hanno bisogno.
In merito ai gestori dei fondi
di investimento alternativi (compresi i fondi speculativi), la proposta di
direttiva[7]
creerà a livello europeo un quadro di vigilanza e di regolamentazione organico
ed effettivo, che garantirà norme regolamentari solide e armonizzate per tutti
i gestori e migliorerà la trasparenza nei confronti degli investitori. È
importante raggiungere presto un accordo, specialmente riguardo al trattamento
dei gestori e dei fondi nei paesi terzi, mantenendo parità di condizioni pur
garantendo un grado elevato di protezione degli investitori.
Norme vincolanti in materia di remunerazione e requisiti patrimoniali
rafforzati per le posizioni inserite nel portafoglio di negoziazione entreranno
in vigore non appena si sarà raggiunto un accordo sulla terza revisione della direttiva sui requisiti patrimoniali
(CDR III)[8]. Così
come per i requisiti per il portafoglio di negoziazione, è necessaria un'applicazione
convergente a livello mondiale.
A tal fine, la Commissione sta collaborando costruttivamente con i
principali partner internazionali e sta lavorando attivamente con i
co-legislatori per giungere ad un accordo su tutti i punti citati prima della
pausa estiva.
3. Prossime proposte
Nei prossimi mesi la Commissione porterà a termine l'intero programma
di riforma finanziaria articolato attorno a quattro grandi principi: più
trasparenza, efficacia della vigilanza e dell'applicazione della normativa (in
quest'ambito, come già ricordato in precedenza, sono già stati realizzati
notevoli progressi), maggiore resilienza e stabilità finanziaria e, infine,
maggiore responsabilità e tutela del consumatore. Si tratta di principi
intrinsecamente interconnessi e gli obiettivi fondamentali della riforma possono
essere raggiunti soltanto se vengono affrontati assieme in modo coerente. Molte
delle proposte elencate di seguito perseguono obiettivi che rientrano in parecchi
dei suddetti principi.
L'elenco completo delle misure e delle relative presunte date di
adozione è presentato nell'allegato 1.
1. Maggiore trasparenza
La trasparenza è indispensabile al buon funzionamento dei mercati e
alla fiducia reciproca tra i partecipanti ai mercati. La mancanza di
trasparenza riguardo ad alcuni prodotti, operazioni e partecipanti ai mercati è
stata uno dei fattori che hanno contribuito alla recente crisi. Pertanto, il
rafforzamento della trasparenza è uno dei principali obiettivi della riforma
finanziaria dell'Unione europea. La disponibilità di informazioni corrette e
affidabili per le autorità di vigilanza, la comunità degli investitori e il
grande pubblico circa il funzionamento dei mercati finanziari e le
interconnessioni tra i diversi operatori rappresenta un mezzo importante per la
promozione di un sistema finanziario più stabile e più solido, meno incline all'eccessiva
assunzione di rischi, a un comportamento prociclico e alla predilezione per il
breve termine.
Nel 2009 è stato adottato un primo regolamento sulle agenzie di rating del credito[9] per far fronte alle principali carenze
di cui soffrono le attività di dette agenzie. Sia le autorità di
regolamentazione che le stesse agenzie di rating del credito si stanno
preparando all'applicazione di tali norme, che avverrà il 7 settembre 2010. Il
regolamento ha introdotto l'obbligo di registrazione per tutte le agenzie di
rating del credito che operano nell'UE, così come una serie di requisiti
rigorosi per garantire l'applicazione di una vigilanza e di norme regolamentari
adatte, in modo da ridurre i conflitti di interesse.
Sia a livello europeo che internazionale si comincia a pensare che le
pecche degli attuali processi di rating, messe in luce dalla crisi, non siano
ancora state sufficientemente affrontate. Preoccupa in particolare l'assenza di
concorrenza nel settore. Senza voler privilegiare una soluzione particolare in
questa fase, la Commissione sta riflettendo all'adozione di misure strutturali
che comprendano la creazione di un'agenzia europea di rating indipendente o una
maggiore partecipazione di organismi pubblici indipendenti nell'emissione dei
rating.
È necessario prestare particolare attenzione al debito sovrano al fine
di garantire che i metodi impiegati siano adatti. Altrettanta attenzione va
accordata alla mancanza della dovuta diligenza da parte delle banche e di altri
istituti finanziari o di "parametri" alternativi per valutare l'affidabilità
di un investimento. Occorre rivedere a fondo l'attuale struttura regolamentare
che fa sì che i rating del credito siano previsti dalla normativa finanziaria.
La Commissione presenterà le sue conclusioni su tutte le predette
questioni a settembre.
Durante l'estate, la Commissione presenterà una proposta legislativa
volta a migliorare il funzionamento dei mercati
dei derivati. Tale proposta
contribuirà efficacemente ad accrescere la trasparenza di un mercato molto
importante ma attualmente estremamente opaco. Essa rafforzerà l'infrastruttura dei mercati finanziari dell'UE,
promuoverà la standardizzazione dei contratti sui derivati, metterà a punto un
sistema centrale di compensazione per questo tipo di contratti in modo da
ridurre sostanzialmente i rischi e fornirà accesso alle informazioni su tutti i
tipi di transazione contenute nei repertori di dati sulle negoziazioni a tutte
le autorità europee di vigilanza.
La Commissione proporrà inoltre modifiche alla direttiva sui mercati degli strumenti finanziari (MiFID)[10]
volte a rafforzare la trasparenza pre- e post-negoziazione sui mercati e ad
attirare un maggior numero di derivati verso le sedi di negoziazione organizzate.
2. Efficacia nella vigilanza
e nell'applicazione
La proposta di una nuova architettura di vigilanza, a cui si fa
riferimento più in alto, costituisce un passo fondamentale verso una vigilanza
più efficace e rafforzata. Tuttavia, occorre che la vigilanza sia garantita da
meccanismi di applicazione efficaci che comprendano, se necessario, sanzioni
volte a promuovere una condotta responsabile sui mercati e, laddove opportuno,
a far fronte ad una speculazione eccessiva ed irresponsabile.
Il 2 giugno la Commissione ha proposto che venga rivisto il regolamento sulle agenzie di rating del
credito[11]
ai fini dell'introduzione di una sorveglianza centralizzata di tali agenzie a
livello dell'UE, conferendo all'Autorità europea degli strumenti finanziari e
dei mercati poteri esclusivi di vigilanza sulle agenzie di rating del credito
registrate nell'Unione europea.
L'effetto deterrente delle sanzioni è un elemento necessario al buon
funzionamento di qualsiasi settore; tuttavia, nel settore finanziario le
sanzioni sono in gran parte non armonizzate, il che comporta una divergenza di
pratiche tra le autorità nazionali di vigilanza. La Commissione affronterà la
questione attraverso una profonda revisione degli attuali poteri sanzionatori e
della loro applicazione pratica e, in un primo tempo, presenterà una comunicazione sulle sanzioni nel settore
dei servizi finanziari al fine di promuoverne la convergenza nelle diverse
attività di vigilanza.
3. Accrescere la resilienza e
la stabilità del settore finanziario
Perché siano rafforzate, la resilienza e la stabilità del settore
finanziario vanno trattate globalmente, attraverso una serie di misure
complementari. Una miglior resilienza comincia innanzitutto con un aumento
degli standard patrimoniali e va associata al rafforzamento delle norme di
trasparenza, della vigilanza e dell'applicazione. Essa richiede inoltre un
significativo miglioramento della cultura del rischio e del governo societario
a tutti i livelli di un'impresa. Da ultimo, è necessario creare una serie
completa di strumenti di gestione e prevenzione delle crisi.
A seguito dell'intenso lavoro svolto dal Financial Stability Board, dal
G20 e dal comitato di Basilea, la Commissione proporrà delle modifiche alla direttiva sui requisiti patrimoniali[12]
(CRD IV) intese a migliorare sia la qualità che l'ammontare del capitale
detenuto dalle banche, ad introdurre riserve di capitale e a garantire, in
tempi di congiuntura favorevole, la costituzione di capitale al quale poter
ricorrere in caso di condizioni economiche più difficili. La direttiva
affronterà inoltre l'eccessivo ricorso alla leva finanziaria ed introdurrà un
regime efficace di gestione della liquidità. Anche la proposta di normativa sui
derivati, a cui si è fatto riferimento in precedenza, contribuirà a rafforzare
la resilienza attraverso l'imposizione di obblighi severi alle controparti
centrali che garantiscono la compensazione dei derivati negoziati fuori borsa
(OTC).
La recente crisi ha dimostrato che la prevenzione delle crisi deve
cominciare all'interno delle imprese, che tanto gli azionisti quanto i
dirigenti devono svolgere un ruolo più attivo e responsabile e che è necessario
rafforzare i sistemi di controllo interni[13].
Quando le altre linee di difesa si dimostrano insufficienti, bisogna
poter disporre di un quadro globale di gestione delle crisi. Ad ottobre la
Commissione pubblicherà un piano d'azione sulla gestione delle crisi che si tradurrà in proposte legislative volte
a creare una serie di strumenti di prevenzione e risoluzione dei problemi delle
banche in fallimento. Ciò garantirà che le autorità pubbliche siano in grado di
risolvere i problemi degli istituti finanziari in fallimento minimizzandone al
tempo stesso gli effetti sul sistema finanziario, limitando i danni all'economia
e il ricorso alle risorse del settore pubblico. Al fine di finanziare la
risoluzione delle banche, il 26 maggio[14]
la Commissione ha presentato una comunicazione sulle possibilità di fondi di
risoluzione per il settore bancario.
Infine, la Commissione continuerà a lavorare perché si raggiunga una
convergenza mondiale su una serie di principi
contabili internazionali di alta qualità quale elemento essenziale nella
costruzione di una stabilità finanziaria rafforzata.
4. Rafforzare la
responsabilità e la tutela del consumatore
Una delle principali lezioni da trarre dai recenti sviluppi del mercato
è la necessità di ristabilire la fiducia dei consumatori e degli investitori
nei mercati finanziari intervenendo con fermezza contro gli operatori che hanno
abusato del sistema. Il quadro normativo deve prevedere i giusti incentivi
volti a scoraggiare comportamenti eccessivamente speculativi e rischiosi e a
garantire che il settore dei servizi finanziari sia al servizio dei cittadini e
dell'economia reale.
La Commissione proporrà misure
adeguate sulle operazioni di vendita
allo scoperto e sui credit default swap in base ai risultati dello studio
dettagliato in corso, che offrirà una visione globale sul funzionamento dei
mercati finanziari e in particolare del debito sovrano. Le misure riguarderanno
anche le operazioni di vendita allo scoperto "a nudo" (naked). La Commissione proporrà
soluzioni che permettano all'UE di reagire in maniera coordinata di fronte ad
eventi quali un'eccessiva speculazione sul mercato dei credit default swap. Le misure
previste dovrebbero comprendere la possibilità, per le autorità di
regolamentazione, di prendere provvedimenti d'urgenza, coordinati in futuro
dall'autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati.
Nel quadro di una maggiore stabilità ed integrità dei mercati, sarà
rivista la direttiva sugli abusi di
mercato[15]
in modo che il suo campo d'applicazione si allarghi al di là dei mercati
regolamentati e includa i derivati.
Quale
passo fondamentale per ristabilire la fiducia dei consumatori la Commissione
proporrà, sulla base della relazione prevista dalla stessa direttiva, che venga
rivista la direttiva sui regimi di
garanzia dei depositi[16]
al fine di garantire l'ulteriore armonizzazione delle norme e l'effettiva
tutela dei depositanti in tutta l'Unione europea. Parallelamente, la direttiva relativa ai sistemi di indennizzo
degli investitori[17]
sarà rivista allo scopo di accrescere la tutela degli investitori. Un libro bianco sui sistemi di indennizzo nel
settore delle assicurazioni esaminerà
la possibilità di introdurre norme europee di tutela dei titolari di polizze
assicurative in caso di fallimento dell'impresa di assicurazioni.
Verranno presentate proposte legislative sui prodotti di investimento al dettaglio preassemblati per promuovere
gli interessi dei consumatori nei processi di vendita. In risposta al caso
Madoff, che ha messo in luce la necessità di un'ulteriore armonizzazione di
alcuni aspetti del grado di protezione offerto agli investitori in OCVM, la
Commissione proporrà inoltre modifiche alla normativa applicabile alle funzioni
di depositario degli OICVM.
4. Conclusioni e tappe successive
La rapida conclusione del processo di riforma dei servizi finanziari è
una tappa decisiva per il futuro della crescita in Europa e un complemento
essenziale al risanamento dei bilanci e ai cambiamenti strutturali. Entro la
prossima primavera la Commissione avrà proposto tutte le modifiche necessarie
al sostanziale miglioramento del modo in cui i mercati finanziari europei sono
regolamentati e controllati.
L'attuazione di tali misure sarà attentamente calibrata in modo da non
frenare la ritrovata crescita economica dell'Europa ed evitare effetti
prociclici. A tal fine, verranno condotte adeguate valutazioni d'impatto. La
coordinazione con i principali partner internazionali dell'Unione europea,
alcuni dei quali stanno introducendo riforme fondamentali, sarà determinante.
Una convergenza in materia di regolamentazione a livello internazionale, ivi
compresa per i principi contabili, aiuterà a migliorare la fiducia nei mercati,
mentre le divergenze possono ostacolare la ripresa. A tal proposito il G20 è
chiamato a svolgere un ruolo centrale.
La Commissione chiede al Consiglio
e al Parlamento europeo un forte impegno politico perché venga data
assoluta priorità al raggiungimento di un accordo sui punti principali, sul calendario e sull'effettiva attuazione di
dette misure di riforma. Inoltre, la
Commissione è fiduciosa che il settore dei servizi finanziari continuerà a
contribuire attivamente e costruttivamente all'elaborazione delle riforme. L'ultima proposta legislativa dovrebbe
essere adottata al più tardi entro la fine del 2011, in modo da consentirne il
recepimento negli ordinamenti nazionali entro la fine del 2012.
Allegato 1: Elenco completo delle iniziative proposte e delle
scadenze principali per l'adozione da parte della Commissione e delle
proposte della Commissione che vanno approvate dal Consiglio e dal Parlamento europeo
|
Iniziative |
Adozione da parte della
Commissione |
Accordo politico |
|
Misure proposte, in fase
di discussione |
|
|
|
Direttiva sui gestori di fondi d'investimento alternativi |
Aprile 2009 |
Estate 2010 |
|
3ª revisione della direttiva sui requisiti patrimoniali (CRD3) |
Luglio 2009 |
Estate 2010 |
|
Pacchetto di vigilanza (Comitato europeo per il rischio sistemico ed
Autorità europee di vigilanza) |
Settembre 2009 |
Estate 2010 |
|
Comunicazione sui fondi di risoluzione per il settore bancario |
Maggio 2010 |
n/d |
|
Prossime proposte: |
|
|
|
OICVM — misure di
esecuzione |
Giugno 2010 |
Giugno 2010 |
|
Revisione del regolamento sulle agenzie di rating del credito
(vigilanza a livello europeo di dette agenzie) |
Giugno 2010 |
Entro la fine del 2011 |
|
Libro verde sul governo societario negli istituti finanziari |
Giugno 2010 |
Entro la fine del 2011 |
|
Creazione di un gruppo di utenti dei servizi finanziari |
Estate 2010 |
n/d |
|
Revisione della direttiva sui regimi di garanzia dei depositi |
Luglio 2010 |
Entro la fine del 2011 |
|
Libro bianco sui sistemi di garanzia nel settore delle
assicurazioni |
Luglio 2010 |
n/d |
|
Revisione della direttiva relativa ai sistemi di indennizzo degli
investitori |
Luglio 2010 |
Entro la fine del 2011 |
|
Derivati — normativa sulle infrastrutture di mercato |
Estate 2010 |
Entro la fine del 2011 |
|
Revisione della direttiva sui conglomerati finanziari |
Estate 2010 |
Entro la fine del 2011 |
|
Seconda direttiva "omnibus" di modifiche alla normativa
settoriale per adeguarla alle proposte sulla vigilanza |
Estate 2010 |
Entro la fine del 2010 |
|
Direttiva relativa alla certezza giuridica in materia di detenzione
di titoli e operazioni su titoli |
Settembre 2010 |
Entro la fine del 2011 |
|
Regolamento sulla SEPA (l'area unica dei pagamenti in euro) che fissa
un termine ultimo per il passaggio alla SEPA |
Settembre 2010 |
Entro la fine del 2011 |
|
|
|
|
|
Comunicazione relativa a un quadro per la gestione delle crisi |
Ottobre 2010 |
n/d |
|
Misure sulle operazioni di vendita allo scoperto e sui credit default
swap |
Ottobre 2010 |
Entro la fine del 2011 |
|
Iniziativa sull'accesso ai servizi bancari di base minimi |
Ottobre/Novembre 2010 |
Entro la fine del 2011 |
|
Comunicazione sulle sanzioni nel settore dei servizi finanziari |
Dicembre 2010 |
n/d |
|
Revisione della direttiva sui requisiti patrimoniali (CRD4) |
Dicembre 2010 |
Entro la fine del 2011 |
|
Revisione della direttiva sugli abusi di mercato (valori mobiliari) |
Dicembre 2010 |
Entro la fine del 2011 |
|
Riesame della direttiva sui mercati degli strumenti finanziari |
Primavera 2011 |
Entro la fine del 2011 |
|
OICVM — funzione
dei depositari |
Primavera 2011 |
Entro la fine del 2011 |
|
Misure di esecuzione della direttiva "solvibilità II" sui
requisiti patrimoniali delle imprese di assicurazione |
Primavera 2011 |
Entro la fine del 2011 |
|
Proposte
legislative sui prodotti di investimento al dettaglio preassemblati |
Primavera 2011 |
Entro la fine del 2011 |
|
Proposte
legislative sulla gestione delle crisi (compresi i fondi di risoluzione per il
settore bancario) |
Primavera 2011 |
Entro la fine del 2011 |
|
Revisione della
direttiva sull'intermediazione assicurativa |
Primavera 2011 |
Entro la fine del 2011 |
|
Ulteriori
modifiche al regolamento sulle agenzie di rating del credito |
Primavera 2011 |
Entro la fine del 2011 |
|
Normativa sul
governo societario |
Primavera 2011 |
Entro la fine del 2011 |
Allegato 2: Misure proposte già adottate
|
Iniziativa |
Adozione da parte della
Commissione |
Situazione |
|
Direttiva "solvibilità II" (requisiti patrimoniali delle
imprese di assicurazione) |
Luglio 2007 |
Adottata nel dicembre 2009 |
|
Modifica alla direttiva sul carattere definitivo del regolamento e
alla direttiva sulle garanzie finanziarie (valori mobiliari) |
Aprile 2008 |
Adottata nel maggio 2009 |
|
Rifusione della direttiva sugli OICVM |
Luglio 2008 |
Adottata nel luglio 2009 |
|
Seconda revisione della direttiva sui requisiti patrimoniali delle
banche — modifiche alle regole di cartolarizzazione, limiti applicabili ai
grandi fidi, collegi delle autorità di vigilanza, gestione del rischio di liquidità
e qualità dei fondi propri |
Ottobre 2008 |
Adottata nel maggio 2009 |
|
Modifica alla direttiva sui regimi di garanzia dei depositi |
Ottobre 2008 |
Adottata nel marzo 2009 |
|
Regolamento sulle agenzie di rating del credito |
Ottobre 2008 |
Adottato nel settembre 2009 |
|
Comunicazione sui principi di remunerazione |
Aprile 2009 |
Per le tappe future, cfr. l'allegato 2 |
|
Alfabetizzazione finanziaria — Dolceta, programma d'istruzione
online, nuovi moduli |
n/d |
Lanciato nell'aprile 2010 |
|
Comunicazione sui prodotti di investimento al dettaglio preassemblati |
Aprile 2009 |
Prossime proposte legislative |
|
Direttiva sui gestori di fondi d'investimento alternativi |
Aprile 2009 |
Codecisione in corso |
|
Terza revisione della direttiva sui requisiti patrimoniali delle
banche — requisiti patrimoniali per il portafoglio di negoziazione e le
ricartolarizzazioni, informazione sulle esposizioni inerenti a
cartolarizzazione e politiche di remunerazione |
Luglio 2009 |
Codecisione in corso |
|
Pacchetto di vigilanza (Comitato europeo per il rischio sistemico e
Autorità europee di vigilanza) |
Settembre 2009 |
Codecisione in corso |
|
Modifiche alla direttiva "prospetti" (valori mobiliari) |
Settembre 2009 |
Codecisione in corso |
|
Comunicazione sulla gestione delle crisi nel settore bancario |
Ottobre 2009 |
Nuova comunicazione in autunno 2010 e proposta legislativa nella
primavera 2011 |
|
Comunicazione sui derivati |
Luglio-Ottobre 2009 |
Prossime proposte legislative |
[1] Direttiva 1994/19/CE, modificata dalla direttiva 2009/14/CE.
[2] Direttiva
2006/48/CE.
[3] Regolamento
1060/2009, GU L 302, 17.11.2009, pag. 1.
[4] COM(2009)
3159 e C(2009) 3177, entrambi del 30.4.2009.
[5] COM(2009)
499 definitivo del 23.9.2009.
[6] L’Autorità
bancaria europea (COM(2009) 501 definitivo del 23.9.2009), l’Autorità europea
delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali (COM(2009) 502
definitivo, ibid.) e l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei
mercati (COM(2009) 503 definitivo, ibid.).
[7] COM(2009)
207 definitivo.
[8] COM(2009) 362.
[9] Regolamento
n. 1060/2009, GU L 302 del 17.11.2009, pag. 1.
[10] Direttiva
2004/39/CE (GU L 145 del 30.4.2004, pag. 1) modificata dalle direttive 2006/31/CE,
2007/44/CE e 2008/10/CE.
[11] Regolamento
n. 1060/2009, GU L 302 del 17.11.2009, pag. 1.
[12] Direttiva
2006/48/CE.
[13] A
tal fine la Commissione adotterà, congiuntamente alla presente comunicazione,
un libro verde sul governo societario negli istituti finanziari e sulle
politiche di remunerazione, avviando una consultazione su un’ampia gamma di
questioni ad essi relative.
[14] COM(2010)
254.
[15] Direttiva
2003/6/CE.
[16] Direttiva
94/19/CE, modificata dalla direttiva 2009/14/CE.
[17] Direttiva
1997/9/CE.