DIRETTIVA 98/84/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 20 novembre 1998 sulla tutela dei servizi ad accesso condizionato e dei servizi di accesso condizionato IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 57, paragrafo 2, l'articolo 66 e l'articolo 100 A, vista la proposta della Commissione(1), visto il parere del Comitato economico e sociale (2), deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 189 B del trattato (3), (1) considerando che, in base al trattato, la Comunità è chiamata a porre le fondamenta di un'unione sempre più stretta fra i popoli europei e ad assicurare il progresso economico e sociale eliminando le barriere che dividono l'Europa; (2) considerando che la prestazione transfrontaliera di servizi di radiodiffusione e dei servizi della società dell'informazione può contribuire, a livello individuale, alla piena attuazione della libertà di espressione in quanto diritto fondamentale e, a livello collettivo, al raggiungimento degli obiettivi definiti nel trattato; (3) considerando che il trattato prevede la libera circolazione di tutti i servizi normalmente forniti dietro retribuzione; che questo diritto, applicato ai servizi di radiodiffusione e ai servizi della società dell'informazione, costituisce inoltre una traduzione specifica nel diritto comunitario del più generale principio della libertà di espressione sancito dall'articolo 10 della convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali; che questo articolo riconosce esplicitamente il diritto dei cittadini di ricevere o di comunicare informazioni senza tener conto delle frontiere e che eventuali restrizioni di tale diritto si giustificano solo se determinate da altri interessi giuridicamente riconosciuti degni di tutela; (4) considerando che la Commissione ha condotto ampie consultazioni basate sul Libro verde intitolato «La protezione giuridica dei servizi criptati nel mercato interno»; che il risultato di dette consultazioni ha confermato l'esigenza di uno strumento giuridico comunitario che tuteli tutti quei servizi la cui remunerazione è correlata ad un accesso condizionato; (5) considerando che il Parlamento europeo, nella risoluzione del 13 maggio 1997 sul Libro verde (4), ha invitato la Commissione a presentare una proposta di direttiva che includa tutti i servizi criptati nei quali la criptazione è impiegata per garantire il pagamento di un corrispettivo e ha convenuto che la direttiva dovrebbe estendersi anche ai servizi della società dell'informazione prestati a distanza, per via elettronica e su richiesta individuale di un destinatario di servizi, nonchéai servizi di radiodiffusione; (6) considerando che le opportunità dischiuse dalle tecnologie digitali potrebbero ampliare le possibilità di scelta dei consumatori e contribuire al pluralismo culturale grazie alla creazione di una gamma ancora più ampia di servizi ai sensi degli articoli 59 e 60 del trattato; che la redditività di questi servizi dipende spesso dal ricorso a tecniche di accesso condizionato al fine di garantire la remunerazione del prestatore del servizio; che risulta pertanto necessario, per assicurare la redditività di tali servizi, la protezione giuridica dei prestatori di servizi contro i dispositivi illeciti che consentono l'accesso senza pagamento del servizio; (7) considerando che l'importanza di questa tematica è stata riconosciuta dalla Commissione nella sua comunicazione «Un'iniziativa europea in materia di commercio elettronico»; (8) considerando che, secondo l'articolo 7 A del trattato, il mercato interno comporta uno spazio senza frontiere interne, nel quale è assicurata la libera circolazione delle merci e dei servizi; che secondo l'articolo 128, paragrafo 4, del trattato la Comunità tiene conto degli aspetti culturali nell'azione che svolge ai sensi di altre disposizioni del trattato; che, in conformità dell'articolo 130, paragrafo 3, del trattato, la Comunità contribuisce alla realizzazione delle condizioni necessarie alla competitività della sua industria attraverso politiche ed azioni da essa attuate; (9) considerando che la presente direttiva fa salve eventuali disposizioni future a livello comunitario o nazionale intese a garantire che determinati servizi di radiodiffusione riconosciuti di pubblico interesse non si basino su un accesso condizionato; (10) considerando che la presente direttiva lascia impregiudicati gli aspetti culturali di successive azioni comunitarie nel settore dei nuovi servizi; (11) considerando che le disparità esistenti fra le disposizioni nazionali in materia di tutela dei servizi ad accesso condizionato o dei servizi di accesso condizionato potrebbero ostacolare la libera circolazione di beni e servizi; (12) considerando che l'applicazione del trattato non è sufficiente ad eliminare questi ostacoli nel mercato interno; che essi andrebbero pertanto eliminati garantendo un livello di tutela equivalente in tutti gli Stati membri; che questo implica il ravvicinamento delle disposizioni nazionali relative alle attività commerciali che hanno per oggetto dispositivi illeciti; (13) considerando che appare necessario far sìche gli Stati membri forniscano un'adeguata tutela giuridica contro l'immissione sul mercato, ai fini di un profitto economico diretto o indiretto, di un dispositivo illecito che renda possibile o facile eludere, senza esservi autorizzato, qualsiasi misura tecnologica a protezione della remunerazione di un servizio fornito in modo lecito; (14) considerando che tra le attività commerciali relative a dispositivi illeciti si annoverano le comunicazioni commerciali che abbracciano tutte le forme di pubblicità, commercializzazione diretta, sponsorizzazioni, promozione delle vendite e pubbliche relazioni a promozione dei prodotti e servizi in questione; (15) considerando che queste attività commerciali sono dannose per i consumatori che sono indotti in errore circa l'origine del dispositivo illecito; che è necessario un alto livello di protezione del consumatore per combattere questo tipo di frode a suo danno; che l'articolo 129 A, paragrafo 1, del trattato prevede che la Comunità contribuisca al conseguimento di un livello elevato di protezione dei consumatori mediante misure adottate in applicazione dell'articolo 100 A; (16) considerando che il contesto giuridico per la creazione di uno spazio audiovisivo unico istituito dalla direttiva 89/552 /CEE del Consiglio, del 3 ottobre 1989, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l'esercizio delle attività televisive (1), dovrebbe pertanto essere integrato estendendolo anche alle tecniche di accesso condizionato secondo quanto stabilito dalla presente direttiva, anche al fine di garantire parità di trattamento ai fornitori di trasmissioni transfrontaliere, indipendentemente dal luogo di stabilimento; (17) considerando che, in base alla risoluzione del Consiglio del 29 giugno 1995 sull'applicazione uniforme ed efficace del diritto comunitario e sulle sanzioni applicabili alle violazioni di tale diritto nel campo del mercato interno (2), gli Stati membri devono adottare misure che conducano ad un'applicazione del diritto comunitario altrettanto efficace e rigorosa di quella della legislazione nazionale; (18) considerando che, in virtù dell'articolo 5 del trattato, gli Stati membri devono adottare tutte le misure necessarie per assicurare l'attuazione e l'efficacia della legislazione comunitaria, in particolare prevedendo sanzioni effettive, dissuasive e proporzionate e mezzi di tutela adeguati; (19) considerando che il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri non dovrebbero andare al di là di quanto necessario per il raggiungimento degli obiettivi del mercato interno, conformemente al principio di proporzionalità sancito all'articolo 3 B, terzo comma, del trattato; (20) considerando che la distribuzione di dispositivi illeciti comprende il trasferimento con qualsiasi mezzo e l'immissione sul mercato di tali dispositivi per farli circolare all'interno della Comunità o fuori di essa; (21) considerando che la presente direttiva fa salva l'applicazione delle disposizioni nazionali che vietano il possesso a fini privati di dispositivi illeciti, l'applicazione delle regole comunitarie sulla concorrenza e l'applicazione delle norme comunitarie in materia di diritti di proprietà intellettuale; (22) considerando che il diritto interno in materia di sanzioni e mezzi di tutela previsti per contrastare le attività commerciali illecite può richiedere che tali attività siano svolte con la consapevolezza, o in presenza di fondati motivi per cui essere consapevoli, che i dispositivi in questione sono illeciti; (23) considerando che le sanzioni e i mezzi di tutela previsti dalla presente direttiva lasciano impregiudicate le altre sanzioni o gli altri mezzi di tutela eventualmente previsti dal diritto interno, quali le misure preventive in generale o il sequestro dei dispositivi illeciti; che gli Stati membri non sono tenuti a prevedere sanzioni penali per le attività illecite di cui alla presente direttiva; che le disposizioni degli Stati membri in materia di azioni per risarcimento danni devono essere conformi ai rispettivi sistemi legislativi e giudiziari nazionali; (24) considerando che la presente direttiva fa salva l'applicazione delle disposizioni nazionali che non rientrano nel settore coordinato dalla presente direttiva, come quelle concernenti la tutela dei minori comprese quelle adottate in conformità della direttiva 89/552 /CEE, ovvero disposizioni nazionali inerenti all'ordine e alla sicurezza pubblici, |
DIRECTIVE 98/84/EC OF THE EUROPEAN PARLIAMENT AND OF THE COUNCIL of 20 November 1998 on the legal protection of services based on, or consisting of, conditional access THE EUROPEAN PARLIAMENT AND THE COUNCIL OF THE EUROPEAN UNION, Having regard to the Treaty establishing the European Community, and in particular Articles 57(2), 66 and 100a thereof, Having regard to the proposal from the Commission (1), Having regard to the opinion of the Economic and Social Committee (2), Acting in accordance with the procedure laid down in Article 189b of the Treaty (3), (1) Whereas the objectives of the Community as laid down in the Treaty include creating an ever closer union among the peoples of Europe and ensuring economic and social progress, by eliminating the barriers which divide them; (2) Whereas the cross-border provision of broadcasting and information society services may contribute, from the individual point of view, to the full effectiveness of freedom of expression as a fundamental right and, from the collective point of view, to the achievement of the objectives laid down in the Treaty; (3) Whereas the Treaty provides for the free movement of all services which are normally provided for remuneration; whereas this right, as applied to broadcasting and information society services, is also a specific manifestation in Community law of a more general principle, namely freedom of expression as enshrined in Article 10 of the European Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms; whereas that Article explicitly recognizes the right of citizens to receive and impart information regardless of frontiers and whereas any restriction of that right must be based on due consideration of other legitimate interests deserving of legal protection; (4) Whereas the Commission undertook a wide-ranging consultation based on the Green Paper 'Legal Protection of Encrypted Services in the Internal Market`; whereas the results of that consultation confirmed the need for a Community legal instrument ensuring the legal protection of all those services whose remuneration relies on conditional access; (5) Whereas the European Parliament, in its Resolution of 13 May 1997 on the Green Paper (4), called on the Commission to present a proposal for a Directive covering all encoded services in respect of which encoding is used to ensure payment of a fee, and agreed that this should include information society services provided at a distance by electronic means and at the individual request of a service receiver, as well as broadcasting services; (6) Whereas the opportunities offered by digital technologies provide the potential for increasing consumer choice and contributing to cultural pluralism, by developing an even wider range of services within the meaning of Articles 59 and 60 of the Treaty; whereas the viability of those services will often depend on the use of conditional access in order to obtain the remuneration of the service provider; whereas, accordingly, the legal protection of service providers against illicit devices which allow access to these services free of charge seems necessary in order to ensure the economic viability of the services; (7) Whereas the importance of this issue was recognized by the Commission Communication on 'A European Initiative in Electronic Commerce`; (8) Whereas, in accordance with Article 7a of the Treaty, the internal market is to comprise an area without internal frontiers in which the free movement of services and goods is ensured; whereas Article 128(4) of the Treaty requires the Community to take cultural aspects into account in its action under other provisions of the Treaty; whereas by virtue of Article 130(3) of the Treaty, the Community must, through the policies and activities it pursues, contribute to creating the conditions necessary for the competitiveness of its industry; (9) Whereas this Directive is without prejudice to possible future Community or national provisions meant to ensure that a number of broadcasting services, recognized as being of public interest, are not based on conditional access; (10) Whereas this Directive is without prejudice to the cultural aspects of any further Community action concerning new services; (11) Whereas the disparity between national rules concerning the legal protection of services based on, or consisting of, conditional access is liable to create obstacles to the free movement of services and goods; (12) Whereas the application of the Treaty is not sufficient to remove these internal market obstacles; whereas those obstacles should therefore be removed by providing for an equivalent level of protection between Member States; whereas this implies an approximation of the national rules relating to the commercial activities which concern illicit devices; (13) Whereas it seems necessary to ensure that Member States provide appropriate legal protection against the placing on the market, for direct or indirect financial gain, of an illicit device which enables or facilitates without authority the circumvention of any technological measures designed to protect the remuneration of a legally provided service; (14) Whereas those commercial activities which concern illicit devices include commercial communications covering all forms of advertising, direct marketing, sponsorship, sales promotion and public relations promoting such products and services; (15) Whereas those commercial activities are detrimental to consumers who are misled about the origin of illicit devices; whereas a high level of consumer protection is needed in order to fight against this kind of consumer fraud; whereas Article 129a(1) of the Treaty provides that the Community should contribute to the achievement of a high level of consumer protection by the measures it adopts pursuant to Article 100a thereof; (16) Whereas, therefore, the legal framework for the creation of a single audiovisual area laid down in Council Directive 89/552/EEC of 3 October 1989 on the coordination of certain provisions laid down by law, regulation or administrative action in Member States concerning the pursuit of television broadcasting activities (1) should be supplemented with reference to conditional access techniques as laid down in this Directive, in order, not least, to ensure equal treatment of the suppliers of cross-border broadcasts, regardless of their place of establishment; (17) Whereas, in accordance with the Council Resolution of 29 June 1995 on the effective uniform application of Community law and on the penalties applicable for breaches of Community law in the internal market (2), Member States are required to take action to ensure that Community law is duly applied with the same effectiveness and thoroughness as national law; (18) Whereas, in accordance with Article 5 of the Treaty, Member States are required to take all appropriate measures to guarantee the application and effectiveness of Community law, in particular by ensuring that the sanctions chosen are effective, dissuasive and proportionate and the remedies appropriate; (19) Whereas the approximation of the laws, regulations and administrative provisions of the Member States should be limited to what is needed in order to achieve the objectives of the internal market, in accordance with the principle of proportionality as set out in the third paragraph of Article 3b of the Treaty; (20) Whereas the distribution of illicit devices includes transfer by any means and putting such devices on the market for circulation inside or outside the Community; (21) Whereas this Directive is without prejudice to the application of any national provisions which may prohibit the private possession of illicit devices, to the application of Community competition rules and to the application of Community rules concerning intellectual property rights; (22) Whereas national law concerning sanctions and remedies for infringing commercial activities may provide that the activities have to be carried out in the knowledge or with reasonable grounds for knowing that the devices in question were illicit; (23) Whereas the sanctions and remedies provided for under this Directive are without prejudice to any other sanction or remedy for which provision may be made under national law, such as preventive measures in general or seizure of illicit devices; whereas Member States are not obliged to provide criminal sanctions for infringing activities covered by this Directive; whereas Member States' provisions for actions for damages are to be be in conformity with their national legislative and judicial systems; (24) Whereas this Directive is without prejudice to the application of national rules which do not fall within the field herein coordinated, such as those adopted for the protection of minors, including those in compliance with Directive 89/552/EEC, or national provisions concerned with public policy or public security, |
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HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA: Articolo 1 Campo di applicazione L'oggetto della presente direttiva è il ravvicinamento delle disposizioni degli Stati membri riguardanti misure contro i dispositivi illeciti che forniscono l'accesso non autorizzato a servizi protetti. Articolo 2 Definizioni Ai fini della presente direttiva si intende per: a) servizio protetto, uno dei servizi seguenti laddove sia fornito a pagamento e mediante un sistema di accesso condizionato: - trasmissioni televisive, ai sensi dell'articolo 1, lettera a), della direttiva 89/552 /CEE; - trasmissioni radiofoniche, cioè la trasmissione via cavo o via etere, anche via satellite, di programmi radiofonici destinati al pubblico; - servizi della società dell'informazione, ai sensi dell'articolo 1, punto 2, della direttiva 98/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 giugno 1998, che prevede una procedura d'informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche e delle regole relative ai servizi della società dell'informazione (1;; o la prestazione di un accesso condizionato ai servizi suesposti, considerato servizio in quanto tale; b) accesso condizionato, misure e/o sistemi tecnici in base ai quali l'accesso in forma intelligibile al servizio protetto sia subordinato a preventiva autorizzazione individuale; c) dispositivo per l'accesso condizionato, apparecchiature o programmi per elaboratori elettronici concepiti o adattati al fine di consentire l'accesso in forma intelligibile ad un servizio protetto; d) servizio connesso, l'installazione, la manutenzione o la sostituzione di dispositivi di accesso condizionato, nonchéla prestazione di servizi di comunicazione commerciale relativi a detti dispositivi o a servizi protetti; e) dispositivo illecito, apparecchiature o programmi per elaboratori elettronici concepiti o adattati al fine di rendere possibile l'accesso ad un servizio protetto in forma intelligibile senza l'autorizzazione del prestatore del servizio; f) settore coordinato dalla presente direttiva, quello disciplinato da qualunque disposizione concernente le attività illecite di cui all'articolo 4. Articolo 3 Principi relativi al mercato interno 1. Gli Stati membri prendono le misure necessarie a vietare sul loro territorio le attività di cui all'articolo 4 ed a prevedere le sanzioni e i mezzi di tutela di cui all'articolo 5. 2. Salvo il disposto del paragrafo 1, gli Stati membri non possono: a) limitare la prestazione di servizi protetti o di servizi connessi aventi origine in un altro Stato membro; oppure b) limitare la libera circolazione dei dispositivi per l'accesso condizionato, per motivi rientranti nel settore coordinato dalla presente direttiva. Articolo 4 Attività illecite Gli Stati membri vietano sul loro territorio le seguenti attività: a) la fabbricazione, l'importazione, la distribuzione, la vendita, il noleggio o il possesso a fini commerciali di dispositivi illeciti; b) l'installazione, la manutenzione o la sostituzione a fini commerciali di dispositivi illeciti; c) l'impiego di comunicazioni commerciali per promuovere dispositivi illeciti. Articolo 5 Sanzioni e mezzi di tutela 1. Le sanzioni sono efficaci, dissuasive e proporzionate al potenziale impatto dell'attività illecita. 2. Gli Stati membri adottano le misure necessarie per provvedere a che i prestatori di servizi protetti i cui interessi vengano pregiudicati da un'attività illecita, quale specificata all'articolo 4, svolta sul loro territorio abbiano accesso a mezzi di tutela adeguati, compresa la possibilità di promuovere un'azione per il risarcimento del danno e ottenere un'ingiunzione o altro provvedimento cautelare e, ove opportuno, chiedere che i dispositivi illeciti siano eliminati dai circuiti commerciali. Articolo 6 Attuazione 1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 28 maggio 2000. Essi ne informano immediatamente la Commissione. Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri. 2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di diritto interno che essi adottano nel settore coordinato dalla presente direttiva. Articolo 7 Relazioni Entro tre anni dall'entrata in vigore della presente direttiva e, successivamente, ogni due anni la Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale una relazione sull'attuazione della presente direttiva corredata di eventuali proposte in particolare per quanto riguarda le definizioni dell'articolo 2, per il suo adeguamento agli sviluppo tecnici ed economici e alle consultazioni tenute dalla Commissione. Articolo 8 Entrata in vigore La presente direttiva entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Articolo 9 Destinatari Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva. Fatto a Bruxelles, addì20 novembre 1998. Per il Parlamento europeo Il Presidente J. M. GIL-ROBLES Per il Consiglio Il Presidente E. HOSTASCH (1) GU C 314 del 16. 10. 1997, pag. 7 e GU C 203 del 30. 6. 1998, pag. 12. (2) GU C 129 del 27. 4. 1998, pag. 16. (3) Parere del Parlamento europeo del 30 aprile 1998 (GU C 152 del 18. 5. 1998, pag. 59), posizione comune del Consiglio del 29 giugno 1998 (GU C 262 del 19. 8. 1998, pag. 34), e decisione del Parlamento europeo dell'8 ottobre 1998 (GU C 328 del 26. 10. 1998). Decisione del Consiglio del 9 novembre 1998. (4) GU C 167 del 2. 6. 1997, pag. 31. (5) GU L 298 del 17. 10. 1989, pag. 23. Direttiva modificata dalla direttiva 97/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 202 del 30. 7. 1997, pag. 60). (6) GU C 188 del 22. 7. 1995, pag. 1. (7) GU L 204 del 21. 7. 1998, pag. 37. Direttiva modificata dalla direttiva 98/48/CE (GU L 217 del 5. 8. 1998, pag. 18). |
HAVE ADOPTED THIS DIRECTIVE: Article 1 Scope The objective of this Directive is to approximate provisions in the Member States concerning measures against illicit devices which give unauthorised access to protected services. Article 2 Definitions For the purposes of this Directive: (a) protected service shall mean any of the following services, where provided against remuneration and on the basis of conditional access: - television broadcasting, as defined in Article 1(a) of Directive 89/552/EEC, - radio broadcasting, meaning any transmission by wire or over the air, including by satellite, of radio programmes intended for reception by the public, - information society services within the meaning of Article 1(2) of Directive 98/34/EC of the European Parliament and of the Council of 22 June 1998 laying down a procedure for the provision of information in the field of technical standards and regulations and of rules on information society services (1), or the provision of conditional access to the above services considered as a service in its own right; (b) conditional access shall mean any technical measure and/or arrangement whereby access to the protected service in an intelligible form is made conditional upon prior individual authorisation; (c) conditional access device shall mean any equipment or software designed or adapted to give access to a protected service in an intelligible form; (d) associated service shall mean the installation, maintenance or replacement of conditional access devices, as well as the provision of commercial communication services in relation to them or to protected services; (e) illicit device shall mean any equipment or software designed or adapted to give access to a protected service in an intelligible form without the authorisation of the service provider; (f) field coordinated by this Directive shall mean any provision relating to the infringing activities specified in Article 4. Article 3 Internal market principles 1. Each Member State shall take the measures necessary to prohibit on its territory the activities listed in Article 4, and to provide for the sanctions and remedies laid down in Article 5. 2. Without prejudice to paragraph 1, Member States may not: (a) restrict the provision of protected services, or associated services, which originate in another Member State; or (b) restrict the free movement of conditional access devices; for reasons falling within the field coordinated by this Directive. Article 4 Infringing activities Member States shall prohibit on their territory all of the following activities: (a) the manufacture, import, distribution, sale, rental or possession for commercial purposes of illicit devices; (b) the installation, maintenance or replacement for commercial purposes of an illicit device; (c) the use of commercial communications to promote illicit devices. Article 5 Sanctions and remedies 1. The sanctions shall be effective, dissuasive and proportionate to the potential impact of the infringing activity. 2. Member States shall take the necessary measures to ensure that providers of protected services whose interests are affected by an infringing activity as specified in Article 4, carried out on their territory, have access to appropriate remedies, including bringing an action for damages and obtaining an injunction or other preventive measure, and where appropriate, applying for disposal outside commercial channels of illicit devices. Article 6 Implementation 1. Member States shall bring into force the laws, regulations and administrative provisions necessary to comply with this Directive by 28 May 2000. They shall notify them to the Commission forthwith. When Member States adopt such measures, they shall contain a reference to this Directive or shall be accompanied by such reference at the time of their official publication. The methods of making such reference shall be laid down by Member States. 2. Member States shall communicate to the Commission the text of the provisions of national law which they adopt in the field coordinated by this Directive. Article 7 Reports Not later than three years after the entry into force of this Directive, and every two years thereafter, the Commission shall present a report to the European Parliament, the Council and the Economic and Social Committee concerning the implementation of this Directive accompanied, where appropriate, by proposals, in particular as regards the definitions under Article 2, for adapting it in light of technical and economic developments and of the consultations carried out by the Commission. Article 8 Entry into force This Directive shall enter into force on the day of its publication in the Official Journal of the European Communities. Article 9 Addressees This Directive is addressed to the Member States. Done at Brussels, 20 November 1998. For the European Parliament The President J. M. GIL-ROBLES For the Council The President E. HOSTASCH (1) OJ C 314, 16. 10. 1997, p. 7 and OJ C 203, 30. 6. 1998, p. 12. (2) OJ C 129, 27. 4. 1998, p. 16. (3) Opinion of the European Parliament of 30 April 1998 (OJ C 152, 18. 5. 1998, p. 59), Council Common Position of 29 June 1998 (OJ C 262, 19. 8. 1998, p. 34) and Decision of the European Parliament of 8 October 1998 (OJ C 328, 26. 10. 1998). Council Decision of 9 November 1998. (4) OJ C 167, 2. 6. 1997, p. 31. (5) OJ L 298, 17. 10. 1989, p. 23. Directive as amended by Directive 97/36/EC of the European Parliament and of the Council (OJ L 202, 30. 7. 1997, p. 60). (6) OJ C 188, 22. 7. 1995, p. 1. (7) OJ L 204, 21. 7. 1998, p. 37. Directive as amended by Directive 98/48/EC (OJ L 217, 5. 8. 1998, p. 18). |