DIRETTIVA 98/83/CE DEL CONSIGLIO del 3 novembre 1998 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 130 S, paragrafo 1,

vista la proposta della Commissione (1),

visto il parere del Comitato economico e sociale (2),

visto il parere del Comitato delle regioni (3),

deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 189 C (4),

(1) considerando la necessità di adeguare al progresso scientifico e tecnologico la direttiva 80/778/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1980, concernente la qualità delle acque destinante al consumo umano; che l'esperienza acquisita nell'attuazionedella direttiva dimostra la necessità di istituire un quadro normativo, opportunamente flessibile e trasparente, che consenta agli Stati membri di affrontare i casi di inosservanza delle norme; che è inoltre opportuno riesaminare la direttiva alla luce del trattato sull'Unione europea ed in particolare del principio di sussidiarietà;

(2) considerando che, alla luce dell'articolo 3 B del trattato, secondo cui l'azione della Comunità non va al di là di quanto necessario per il raggiungimento degli obiettivi del trattato, occorre rivedere la direttiva 80/778/CEE al fine di concentrare l'intervento comunitario sull'osservanza di parametri essenziali di qualità e salute, lasciando agli Stati membri la facoltà di prevedere altri parametri qualora lo ritengano opportuno;

(3) considerando che, nel rispetto del principio di sussidiarietà, l'azione della Comunità deve sostenere e integrare l'azione delle autorità competenti negli Stati membri;

(4) considerando che, in base al principio di sussidiarietà, le diversità naturali e socio-economiche fra le regioni dell'Unione richiedono che la maggior parte delle decisioni in materia di controllo, analisi e adozione di misure in caso di inosservanza delle norme sia adottata a livello locale, regionale o nazionale, purché dette diversità non nuocciano all'istituzione del quadro legislativo, regolamentare e amministrativo contemplato nella presente direttiva;

(5) considerando che sono necessarie norme comunitarie per parametri di qualità essenziali e cautelativi in termini di salute per le acque destinate al consumo umano, per definire obiettivi minimi di qualità ambientale da raggiungere in collegamento con altre misure comunitarie, al fine di garantire e promuovere l'uso sostenibile delle acque destinate al consumo umano;

(6) considerando che, data l'importanza per la salute umana delle acque destinate al consumo umano, è necessario fissare norme di qualità essenziali a livello comunitario che tutte le acque destinate a tal fine devono soddisfare;

(7) considerando la necessità di includere le acque utilizzate nell'industria alimentare, tranne qualora si possa determinare che la loro utilizzazione non incide sulla salubrità del prodotto finale;

(8) considerando che, per consentire alle imprese erogatrici di rispettare le norme di qualità per l'acqua potabile, occorre garantire - grazie a idonee misure di protezione delle acque - la purezza delle acque di superficie e sotterranee; che lo stesso scopo si può raggiungere applicando opportune misure di trattamento delle acque prima dell'erogazione;

(9) considerando che la coerenza della politica europea in materia di acque presuppone che sia adottata a tempo debito un'adeguata direttiva quadro in materia;

(10) considerando che occorre escludere dal campo di applicazione della presente direttiva le acque minerali naturali e le acque medicinali, in quanto esistono norme speciali per questi tipi di acque;

(11) considerando che devono essere prese misure per tutti i parametri direttamente attinenti alla salute e per altri parametri in caso di deterioramento della qualità; che, inoltre, tali misure dovrebbero essere accuratamente coordinate con l'attuazione della direttiva 91/414/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991, relativa all'immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (6), e con la direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 1998, relativa all'immissione sul mercato dei biocidi (7&#59;;

(12) considerando la necessità di fissare per le sostanze che rivestono importanza a livello comunitario valori parametrici specifici sufficientemente rigorosi da garantire il raggiungimento dell'obiettivo fissato dalla direttiva;

(13) considerando che i valori parametrici si basano sulle conoscenze scientifiche disponibili e che si è altresì tenuto conto del principio di precauzione; che i valori sono stati scelti al fine di garantire che la acque destinate al consumo umano possano essere consumate in condizioni di sicurezza nell'intero arco della vita e rappresentino pertanto un livello elevato di tutela della salute;

(14) considerando che si dovrebbe raggiungere un equilibrio per prevenire i rischi sia microbiologici che chimici; che a tal fine e alla luce di una futura revisione dei valori parametrici la fissazione di valori parametrici applicabili alle acque destinate al consumo umano dovrebbe essere basata su considerazioni di sanità pubblica e su un metodo di valutazione dei rischi;

(15) considerando che, pur non esistendo attualmente sufficienti certezze su cui basarsi per fissare valori parametrici a livello comunitario per i prodotti chimici nocivi per il sistema endocrino, è sempre più forte la preoccupazione per il potenziale impatto sugli esseri umani e sulla fauna e flora selvatiche di sostanze nocive per la salute;

(16) considerando in particolare che le norme di cui all'allegato I sono in genere fondate sugli orientamenti stabiliti dall'Organizzazione mondiale della sanità per la qualità dell'acqua potabile e sul parere del comitato scientifico della Commissione per l'esame della tossicità e dell'ecotossicità dei composti chimici;

(17) considerando che gli Stati membri devono fissare valori per altri parametri supplementari non compresi nell'allegato I, qualora ciò sia necessario per tutelare la salute umana nei loro territori;

(18) considerando che gli Stati membri possono fissare valori per altri parametri supplementari non compresi nell'allegato I, qualora ciò sia necessario per garantire la qualità della produzione, della distribuzione e del controllo delle acque destinate al consumo umano;

(19) considerando che gli Stati membri, allorché reputano che occorra adottare norme più rigorose di quelle fissate nell'allegato I, parti A e B, o norme per parametri supplementari non compresi nell'allegato I ma necessari per tutelare la salute umana, devono notificare tali norme alla Commissione;

(20) considerando che gli Stati membri, quando introducono o mantengono in vigore misure di protezione più rigorose, sono tenuti a rispettare i principi e le norme del trattato, nell'interpretazione data dalla Corte di giustizia;

(21) considerando che i valori parametrici devono essere rispettati nel punto in cui le acque destinate al consumo umano sono messe a disposizione del consumatore;

(22) considerando che la qualità delle acque destinate al consumo umano può essere influenzata dall'impianto di distribuzione domestico; che, inoltre, gli Stati membri non possono essere considerati responsabili degli impianti di distribuzione domestici né della loro manutenzione;

(23) considerando che ogni Stato membro dovrebbe istituire programmi di controllo per valutare se le acque destinate al consumo umano sono conformi ai requisiti fissati dalla presente direttiva; che detti programmi dovrebbero essere adeguati alle esigenze locali e conformi alle prescrizioni minime di controllo stabilite nella presente direttiva;

(24) considerando che i metodi di analisi della qualità delle acque destinate al consumo umano dovrebbero essere tali da garantire risultati affidabili e comparabili;

(25) considerando che, in caso di inosservanza delle norme stabilite dalla presente direttiva, gli Stati membri interessati dovrebbero determinarne la causa e garantire che i provvedimenti correttivi necessari siano adottati quanto prima per ripristinare la qualità delle acque;

(26) considerando l'importanza di prevenire i potenziali pericoli per la salute umana provocati da acqua contaminata; che la fornitura di quest'acqua dovrebbe essere vietata o l'uso della stessa limitato;

(27) considerando che, in caso di inosservanza di un parametro avente la funzione di indicatore, lo Stato membro interessato deve esaminare se detta inosservanza comporti rischi per la salute umana; che si dovrebbero adottare provvedimenti correttivi per ripristinare la qualità delle acque se ciò è necessario al fine di tutelare la salute umana;

(28) considerando che, se tale intervento fosse necessario per ripristinare la qualità delle acque destinate al consumo umano, a norma dell'articolo 130 R, paragrafo 2 del trattato, andrebbe data priorità alle azioni che risolvono il problema alla fonte;

(29) considerando che gli Stati membri dovrebbero essere autorizzati a concedere deroghe alla presente direttiva a determinate condizioni; che è inoltre necessario definire un quadro normativo adeguato per tali deroghe, purché non costituiscano un pericolo potenziale per la salute umana e purché l'erogazione di acqua destinata al consumo umano nell'area in questione non possa essere assicurata altrimenti con altri mezzi accettabili;

(30) considerando che, poiché la preparazione o distribuzione di acque destinate al consumo umano può richiedere l'utilizzazione di talune sostanze o materiali, occorrono norme per disciplinarne l'uso onde evitare possibili effetti pregiudizievoli alla salute umana;

(31) considerando che il progresso scientifico e tecnico può richiedere l'adeguamento tempestivo dei requisiti tecnici fissati negli allegati II e III; che, inoltre, per facilitare l'applicazione delle misure necessarie a tale scopo, sarebbe opportuno stabilire una procedura che consenta alla Commissione di approvare tali adeguamenti con la cooperazione di un comitato formato dai rappresentanti degli Stati membri;

(32) considerando che i consumatori dovrebbero essere sufficientemente ed adeguatamente informati sulla qualità delle acque destinate al consumo umano, sulle eventuali deroghe concesse dagli Stati membri e sui provvedimenti correttivi eventualmente presi dalle autorità competenti; che sarebbe inoltre opportuno tener conto delle esigenze tecniche e statistiche della Commissione, nonché del diritto dei singoli di ottenere adeguate informazioni in ordine alla qualità delle acque destinate al consumo umano;

(33) considerando che, in casi eccezionali e per specifiche aree geografiche, può essere necessario accordare agli Stati membri tempi più lunghi per ottemperare a determinate disposizioni della presente direttiva;

(34) considerando che la presente direttiva dovrebbe lasciare impregiudicati gli obblighi degli Stati membri riguardanti le scadenze per il recepimento nel diritto nazionale o l'applicazione, come indicato nell'allegato IV,

COUNCIL DIRECTIVE 98/83/EC of 3 November 1998 on the quality of water intended for human consumption

THE COUNCIL OF THE EUROPEAN UNION,

Having regard to the Treaty establishing the European Community and, in particular, Article 130s(1) thereof,

Having regard to the proposal from the Commission (1),

Having regard to the opinion of the Economic and Social Committee (2),

Having regard to the opinion of the Committee of the Regions (3),

Acting in accordance with the procedure laid down in Article 189c (4),

(1) Whereas it is necessary to adapt Council Directive 80/778/EEC of 15 July 1980 relating to the quality of water intended for human consumption (5) to scientific and technological progress; whereasexperience gained from implementing that Directive shows that it is necessary to create an appropriately flexible and transparent legal framework for Member States to address failures to meet the standards; whereas, furthermore, that Directive should be re-examined in the light of the Treaty on European Union and in particular the principle of subsidiarity;

(2) Whereas in keeping with Article 3b of the Treaty, which provides that no Community action should go beyond what is necessary to achieve the objectives of the Treaty, it is necessary to revise Directive 80/778/EEC so as to focus on compliance with essential quality and health parameters, leaving Member States free to add other parameters if they see fit;



(3) Whereas, in accordance with the principle of subsidiarity, Community action must support and supplement action by the competent authorities in the Member States;

(4) Whereas, in accordance with the principle of subsidiarity, the natural and socio-economic differences between the regions of the Union require that most decisions on monitoring, analysis, and the measures to be taken to redress failures be taken at a local, regional or national level insofar as those differences do not detract from the establishment of the framework of laws, regulations and administrative provisions laid down in this Directive;

(5) Whereas Community standards for essential and preventive health-related quality parameters in water intended for human consumption are necessary if minimum environmental-quality goals to be achieved in connection with other Community measures are to be defined so that the sustainable use of water intended for human consumption may be safeguarded and promoted;

(6) Whereas, in view of the importance of the quality of water intended for human consumption for human health, it is necessary to lay down at Community level the essential quality standards with which water intended for that purpose must comply;

(7) Whereas it is necessary to include water used in the food industry unless it can be established that the use of such water does not affect the wholesomeness of the finished product;

(8) Whereas to enable water-supply undertakings to meet the quality standards for drinking water, appropriate water-protection measures should be applied to ensure that surface and groundwater is kept clean; whereas the same goal can be achieved by appropriate water-treatment measures to be applied before supply;

(9) Whereas the coherence of European water policy presupposes that a suitable water framework Directive will be adopted in due course;

(10) Whereas it is necessary to exclude from the scope of this Directive natural mineral waters and waters which are medicinal products, since special rules for those types of water have been established;

(11) Whereas measures are required for all parameters directly relevant to health and for other parameters if a deterioration in quality has occurred; whereas, furthermore, such measures should be carefully coordinated with the implementation of Council Directive 91/414/EEC of 15 July 1991 concerning the placing of plant protection products on the market (6) and Directive 98/8/EC of the European Parliament and of the Council of 16 February 1998 concerning the placing of biocidal products on the market ;


(12) Whereas it is necessary to set individual parametric values for substances which are important throughout the Community at a level strict enough to ensure that this Directive's purpose can be achieved;


(13) Whereas the parametric values are based on the scientific knowledge available and the precautionary principle has also been taken into account; whereas those values have been selected to ensure that water intended for human consumption can be consumed safely on a life-long basis, and thus represent a high level of health protection;



(14) Whereas a balance should be struck to prevent both microbiological and chemical risks; whereas, to that end, and in the light of a future review of the parametric values, the establishment of parametric values applicable to water intended for human consumption should be based on public-health considerations and on a method of assessing risk;

(15) Whereas there is at present insufficient evidence on which to base parametric values for endocrine-disrupting chemicals at Community level, yet there is increasing concern regarding the potential impact on humans and wildlife of the effects of substances harmful to health;



(16) Whereas in particular the standards in Annex I are generally based on the World Health Organisation's 'Guidelines for drinking water quality`, and the opinion of the Commission's Scientific Advisory Committee to examine the toxicity and ecotoxicity of chemical compounds;



(17) Whereas Member States must set values for other additional parameters not included in Annex I where that is necessary to protect human health within their territories;


(18) Whereas Member States may set values for other additional parameters not included in Annex I where that is deemed necessary for the purpose of ensuring the quality of the production, distribution and inspection of water intended for human consumption;


(19) Whereas, when Member States deem it necessary to adopt standards more stringent than those set out in Annex I, Parts A and B, or standards for additional parameters not included in Annex I but necessary to protect human health, they must notify the Commission of those standards;

(20) Whereas Member States are bound, when introducing or maintaining more stringent protection measures, to respect the principles and rules of the Treaty, as they are interpreted by the Court of Justice;


(21) Whereas the parametric values are to be complied with at the point where water intended for human consumption is made available to the appropriate user;

(22) Whereas the quality of water intended for human consumption can be influenced by the domestic distribution system; whereas, furthermore, it is recognised that neither the domestic distribution system nor its maintenance may be the responsibility of the Member States;

(23) Whereas each Member State should establish monitoring programmes to check that water intended for human consumption meets the requirements of this Directive; whereas such monitoring programmes should be appropriate to local needs and should meet the minimum monitoring requirements laid down in this Directive;

(24) Whereas the methods used to analyse the quality of water intended for human consumption should be such as to ensure that the results obtained are reliable and comparable;

(25) Whereas, in the event of non-compliance with the standards imposed by this Directive the Member State concerned should investigate the cause and ensure that the necessary remedial action is taken as soon as possible to restore the quality of the water;


(26) Whereas it is important to prevent contaminated water causing a potential danger to human health; whereas the supply of such water should be prohibited or its use restricted;

(27) Whereas, in the event of non-compliance with a parameter that has an indicator function, the Member State concerned must consider whether that non-compliance poses any risk to human health; whereas it should take remedial action to restore the quality of the water where that is necessary to protect human health;


(28) Whereas, should such remedial action be necessary to restore the quality of water intended for human consumption, in accordance with Article 130r(2) of the Treaty, priority should be given to action which rectifies the problem at source;

(29) Whereas Member States should be authorised, under certain conditions, to grant derogations from this Directive; whereas, furthermore, it is necessary to establish a proper framework for such derogations, provided that they must not constitute a potential danger to human health and provided that the supply of water intended for human consumption in the area concerned cannot otherwise be maintained by any other reasonable means;


(30) Whereas, since the preparation or distribution of water intended for human consumption may involve the use of certain substances or materials, rules are required to govern the use thereof in order to avoid possible harmful effects on human health;

(31) Whereas scientific and technical progress may necessitate rapid adaptation of the technical requirements laid down in Annexes II and III; whereas, furthermore, in order to facilitate application of the measures required for that purpose, provision should be made for a procedure under which the Commission can adopt such adaptations with the assistance of a committee composed of representatives of the Member States;

(32) Whereas consumers should be adequately and appropriately informed of the quality of water intended for human consumption, of any derogations granted by the Member States and of any remedial action taken by the competent authorities; whereas, furthermore, consideration should be given both to the technical and statistical needs of the Commission, and to the rights of the individual to obtain adequate information concerning the quality of water intended for human consumption;

(33) Whereas, in exceptional circumstances and for geographically defined areas, it may be necessary to allow Member States a more extensive timescale for compliance with certain provisions of this Directive;

(34) Whereas this Directive should not affect the obligations of the Member States as to the time limit for transposition into national law, or as to application, as shown in Annex IV,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

 

Articolo 1 Obiettivo

1. La presente direttiva riguarda la qualità delle acque destinate al consumo umano.

2. L'obiettivo della presente direttiva è proteggere la salute umana dagli effetti negativi derivanti dalla contaminazione delle acque destinate al consumo umano, garantendone la salubrità e la pulizia.

Articolo 2 Definizioni

Ai fini della presente direttiva:

1) per «acque destinate al consumo umano» si intendono:

a) tutte le acque trattate o non trattate, destinate a uso potabile, culinario o per la preparazione di cibi o per altri usi domestici, a prescindere dalla loro origine, siano esse fornite tramite una rete di distribuzione, mediante cisterne, in bottiglie o in contenitori;

b) tutte le acque utilizzate in un'impresa alimentare per la fabbricazione, il trattamento, la conservazione o l'immissione sul mercato di prodotti o sostanze destinate al consumo umano, escluse quelle la cui qualità - secondo quanto determinato dalle autorità nazionali competenti - non può avere conseguenze sulla salubrità del prodotto alimentare finale;

2) per «impianto di distribuzione domestico» si intendono: le condutture, i raccordi e le apparecchiature installati fra i rubinetti normalmente utilizzati per il consumo umano e la rete di distribuzione nel caso in cui per essi, secondo la pertinente legislazione nazionale, non sia responsabile il fornitore dell'acqua in quanto tale.

Articolo 3 Esenzioni

1. La presente direttiva non si applica:

a) alle acque minerali naturali riconosciute come tali dalle competenti autorità nazionali, a norma della direttiva 80/777/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1980, in materia di ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri sull'utilizzazione e la commercializzazione delle acque minerali naturali ;

b) alle acque considerate medicinali a norma della direttiva 65/65/CEE del Consiglio, del 26 gennaio 1965, concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative relative ai medicinali (9).

2. Gli Stati membri possono prevedere esenzioni dai requisiti della presente direttiva:

a) per le acque destinate esclusivamente a quegli usi per i quali le autorità nazionali competenti ritengono che la qualità delle acque non abbia ripercussioni, dirette o indirette, sulla salute dei consumatori interessati;

b) per le acque destinate al consumo umano provenienti da una singola fonte che ne eroghi in media meno di 10 m3 al giorno o che approvvigioni meno di 50 persone, escluse le acque fornite nell'ambito di un'attività commerciale o pubblica.

3. Gli Stati membri si avvalgono delle esenzioni di cui al paragrafo 2, lettera b), provvedono affinché la popolazione interessata venga informata a tal riguardo e in ordine a qualsiasi provvedimento eventualmente adottato al fine di tutelare la salute umana dagli effetti negativi derivanti dalla contaminazione delle acque destinate al consumo umano. Inoltre, allorché si manifesta un potenziale pericolo per la salute umana a causa della qualità di tali acque, la popolazione interessata riceve tempestivamente i consigli appropriati.

Articolo 4 Obblighi generali

1. Fatti salvi gli obblighi derivanti da altre disposizioni comunitarie, gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché le acque destinate al consumo umano siano salubri e pulite. Ai fini dell'osservanza dei requisiti minimi previsti dalla presente direttiva le acque destinate al consumo umano sono salubri e pulite se:

a) non contengono microrganismi e parassiti, né altre sostanze, in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana; e

b) soddisfano i requisiti minimi di cui alle parti A e B dell'allegato I,

e se, secondo le pertinenti disposizioni degli articoli da 5 a 8 e 10 e a norma del trattato gli Stati membri adottano ogni altra misura necessaria affinché le acque destinate al consumo umano soddisfino i requisiti previsti dalla presente direttiva.

2. Gli Stati membri vigilano a che l'applicazione delle disposizioni adottate a norma della presente direttiva non possa avere l'effetto di consentire, direttamente o indirettamente, un deterioramento dell'attuale qualità delle acque destinate al consumo umano tale da avere ripercussioni sulla tutela della salute umana, né l'aumento dell'inquinamento delle acque destinate alla produzione di acqua potabile.

Articolo 5 Standard qualitativi

1. Per i parametri che figurano nell'allegato I gli Stati membri fissano i valori applicabili alle acque destinate al consumo umano.

2. I valori fissati a norma del paragrafo 1 non possono essere meno rigorosi di quelli indicati nell'allegato I. Per quanto concerne i parametri riportati nella parte C dell'allegato I, tali valori devono essere fissati solo a fini di controllo e per l'osservanza degli obblighi di cui all'articolo 8.

3. Gli Stati membri fissano valori per parametri aggiuntivi non riportati nell'allegato I qualora ciò sia necessario per tutelare la salute umana all'interno del loro territorio nazionale o in una parte di esso. I valori fissati dovrebbero, al minimo, soddisfare i requisiti di cui all'articolo 4, paragrafo 1, lettera a).

Articolo 6 Punti in cui i valori devono essere rispettati

1. I valori di parametro fissati a norma dell'articolo 5 devono essere rispettati nei seguenti punti:

a) per le acque fornite attraverso una rete di distribuzione, nel punto, all'interno di locali o stabilimenti, in cui queste fuoriescono dai rubinetti, di norma utilizzati per il consumo umano;

b) per le acque fornite da una cisterna, nel punto in cui queste fuoriescono dalla cisterna;

c) per le acque confezionate in bottiglie o contenitori e destinate alla vendita, nel punto in cui sono imbottigliate o introdotte nei contenitori;

d) per le acque utilizzate nelle imprese alimentari, nel punto in cui sono utilizzate nell'impresa.

2. Per le acque di cui al paragrafo 1, lettera a), si considera che gli Stati membri abbiano adempiuto gli obblighi di cui al presente articolo, all'articolo 4 e all'articolo 8, paragrafo 2, quando si possa dimostrare che l'inosservanza dei valori di parametro fissati a norma dell'articolo 5 è dovuta all'impianto di distribuzione domestico o alla sua manutenzione, fatta eccezione per gli edifici e le strutture in cui l'acqua è fornita al pubblico, quali scuole, ospedali, ristoranti.

3. Qualora si applichi il paragrafo 2 e sussista il rischio che le acque di cui al paragrafo 1, lettera a), non siano conformi ai valori di parametro fissati a norma dell'articolo 5, gli Stati membri assicurano comunque che:

a) siano prese misure appropriate per ridurre o eliminare il rischio che esse risultino non conformi ai valori di parametro, ad esempio offrendo ai proprietari consulenza sugli eventuali provvedimenti correttivi da adottare; e/o

siano prese altre misure, quali adeguate tecniche di trattamento, per modificare la natura e le caratteristiche delle acque prima della fornitura al fine di ridurre o eliminare il rischio che le acque non rispettino i valori di parametro dopo la fornitura;

e

b) i consumatori interessati siano debitamente informati e consigliati sugli eventuali provvedimenti correttivi supplementari da adottare.

Articolo 7 Controllo

1. Gli Stati membri adottano tutte le disposizioni necessarie al fine di assicurare che sia effettuato un controllo regolare della qualità delle acque destinate al consumo umano, al fine di verificare se le acque messe a disposizione dei consumatori soddisfino i requisiti della presente direttiva, in particolare i valori di parametro fissati a norma dell'articolo 5. I campioni dovrebbero essere prelevati in modo tale da essere rappresentativi della qualità delle acque consumate nel corso dell'anno. Gli Stati membri adottano inoltre tutte le disposizioni necessarie affinché, nei casi in cui la disinfezione rientri nel processo di preparazione o di distribuzione delle acque destinate al consumo umano, venga verificata l'efficacia del trattamento di disinfezione applicato e la contaminazione da sottoprodotti di disinfezione sia mantenuta al livello più basso possibile senza compromettere la disinfezione stessa.

2. Per l'adempimento degli obblighi di cui al paragrafo 1, le autorità competenti istituiscono opportuni programmi di controllo per tutte le acque destinate al consumo umano. Tali programmi di controllo debbono essere conformi alle prescrizioni minime di cui all'allegato II.

3. I punti di prelievo dei campioni sono determinati dalle autorità competenti e debbono essere conformi ai requisiti pertinenti di cui all'allegato II.

4. Secondo la procedura di cui all'articolo 12 possono essere stabiliti orientamenti comunitari riguardanti il controllo prescritto nel presente articolo.

5. a) Gli Stati membri devono conformarsi alle specifiche relative all'analisi dei parametri indicati nell'allegato III.

b) Possono essere usati metodi di analisi diversi da quelli indicati nell'allegato III, parte 1, purché si possa dimostrare che i risultati ottenuti sono affidabili almeno quanto quelli ottenuti con i metodi specificati. Gli Stati membri che ricorrono a un metodo alternativo comunicano alla Commissione tutte le informazioni pertinenti su tali metodi e sulla loro equivalenza.

c) Per i parametri elencati nell'allegato III, parti 2 e 3, si può utilizzare qualsiasi metodo, a condizione che rispetti i requisiti di cui allo stesso allegato.

6. Gli Stati membri assicurano un controllo supplementare, caso per caso, delle sostanze e dei microrganismi per cui non sono stati fissati valori di parametro a norma dell'articolo 5, qualora vi sia motivo di sospettarne una presenza in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana.

Articolo 8 Provvedimenti correttivi e limitazioni dell'uso

1. Gli Stati membri provvedono affinché qualsiasi inosservanza dei valori di parametro fissati in conformità dell'articolo 5 sia esaminata immediatamente per individuarne la causa.

2. Se, nonostante le misure adottate per adempiere gli obblighi di cui all'articolo 4, paragrafo 1, le acque destinate al consumo umano non rispondono ai valori di parametro fissati a norma dell'articolo 5, salvo l'articolo 6, paragrafo 2, lo Stato membro interessato provvede affinché vengano adottati quanto prima i provvedimenti correttivi necessari per ripristinarne la qualità, dando priorità alle misure di escuzione, tenuto conto, tra l'altro, dell'entità del superamento del valore di parametro pertinente e del potenziale pericolo per la salute umana.

3. Sia ove si verifichi, sia ove non si verifichi un superamento dei valori di parametro, gli Stati membri provvedono affinché la fornitura di acque destinate al consumo umano che rappresentano un potenziale pericolo per la salute umana sia vietata o ne sia limitato l'uso ovvero siano presi altri provvedimenti a tutela della salute umana. In tali casi i consumatori vengono tempestivamente informati e vengono loro forniti i necessari consigli.

4. Le autorità o altri organi competenti decidono quali provvedimenti debbano essere adottati a norma del paragrafo 3, tenendo presenti i rischi per la salute umana che sarebbero provocati da un'interruzione dell'approvvigionamento o da un uso limitato delle acque destinate al consumo umano.

5. Gli Stati membri possono formulare orientamenti per assistere le autorità competenti nell'adempimento degli obblighi di cui al paragrafo 4.

6. In caso di inosservanza dei valori di parametro o delle specifiche contenute nella parte C dell'allegato I, gli Stati membri esaminano se tale inosservanza costituisca un rischio per la salute umana. Essi prendono provvedimenti correttivi intesi a ripristinare la qualità delle acque ove ciò sia necessario per tutelare la salute umana.

7. Gli Stati membri provvedono affinché, quando sono adottati provvedimenti correttivi, i consumatori ne siano informati, tranne se le autorità competenti giudicano trascurabile l'inosservanza dei valori di parametro.

Articolo 9 Deroghe

1. Gli Stati membri possono stabilire deroghe ai valori di parametro fissati nell'allegato I, parte B o a norma dell'articolo 5, paragrafo 3, fino al raggiungimento di un valore massimo che essi stabiliscono, purché nessuna deroga presenti un potenziale pericolo per la salute umana e l'approvvigionamento delle acque destinate al consumo umano nella zona interessata non possa essere mantenuto con nessun altro mezzo congruo. Le deroghe devono avere la durata più breve possibile, non superiore a un periodo di tre anni; verso la fine di tale periodo occorre procedere ad un riesame al fine di stabilire se siano stati compiuti sufficienti progressi. Qualora intenda concedere una seconda deroga, uno Stato membro comunica alla Commissione i risultati di tale riesame, unitamente alle motivazioni della sua decisione in merito alla seconda deroga. Quest'ulteriore deroga non può essere superiore a tre anni.

2. In circostanze eccezionali uno Stato membro può chiedere alla Commissione una terza deroga per un periodo fino a tre anni. La Commissione decide in merito a tale richiesta entro tre mesi.

3. Le deroghe stabilite a norma dei paragrafi 1 o 2 indicano quanto segue:

a) i motivi della deroga;

b) il parametro interessato, i risultati del precedente controllo pertinente e il valore massimo ammissibile per la deroga;


c) l'area geografica, la quantità di acqua fornita ogni giorno, la popolazione interessata e gli eventuali effetti sulle industrie alimentari interessate;

d) un opportuno programma di controllo, che preveda se necessario, una maggiore frequenza dei controlli;

e) una sintesi del piano relativo alla necessaria azione correttiva, compreso un calendario dei lavori e una stima dei costi, nonché disposizioni per il riesame;

f) la durata necessaria della deroga;

4. Se le autorità competenti ritengono che l'inosservanza del valore di parametro sia trascurabile e se l'azione correttiva intrapresa a norma dell'articolo 8, paragrafo 2 è sufficiente a risolvere il problema entro un massimo di trenta giorni, non è necessario applicare le prescrizioni di cui al paragrafo 2.

In tal caso, le autorità o altri organi competenti fissano solo il valore massimo ammissibile per il parametro interessato e il periodo concesso per risolvere il problema.

5. Il ricorso al paragrafo 4 non è più possibile se l'inosservanza di uno stesso valore di parametro per un determinato approvvigionamento d'acqua si è verificata per oltre trenta giorni complessivi nel corso dei dodici mesi precedenti.

6. Lo Stato membro che si avvale delle deroghe di cui al presente articolo provvede affinché la popolazione interessata sia tempestivamente informata, secondo le modalità opportune, della deroga applicata e delle condizioni che la disciplinano. Ove occorra, lo Stato membro provvede inoltre a fornire raccomandazioni a gruppi specifici di popolazione per i quali la deroga possa costituire un rischio particolare.

I suddetti obblighi non si applicano alle circostanze di cui al paragrafo 4, a meno che le autorità competenti non decidano diversamente.

7. Ad eccezione delle deroghe concesse a norma del paragrafo 4, uno Stato membro comunica alla Commissione entro due mesi le deroghe riguardanti una singola fornitura d'acqua superiore a 1 000 m3 al giorno in media o destinate all'approvvigionamento di 5 000 o più persone, ivi comprese le informazioni di cui al paragrafo 3.

8. Il presente articolo non si applica alle acque destinate al consumo umano messe in vendita in bottiglie o contenitori.

Articolo 10 Garanzia di qualità del trattamento, delle attrezzature e dei materiali

Gli Stati membri adottano tutte le disposizioni necessarie affinché nessuna sostanza o materiale per i nuovi impianti utilizzati per la preparazione o la distribuzione delle acque destinate al consumo umano o impurità associata a tali sostanze o materiali per i nuovi impianti sia presente in acque destinate al consumo umano in concentrazioni superiori a quelle necessarie per il fine per cui sono impiegati e non riducano, direttamente o indirettamente, la tutela della salute umana prevista dalla presente direttiva; i documenti interpretativi e le specificazioni tecniche di cui all'articolo 3 e all'articolo 4, paragrafo 1, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1988, relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri concernenti i prodotti da costruzione (10), devono essere conformi alle prescrizioni della presente direttiva.

Articolo 11 Revisione degli allegati

1. Con periodicità almeno quinquennale, la Commissione sottopone a revisione l'allegato I alla luce del progresso scientifico e tecnico, presentando, se del caso, proposte di modifica secondo la procedura di cui all'articolo 189 C del trattato.

2. Con periodicità almeno quinquennale, la Commissione adegua gli allegati II e III al progresso scientifico e tecnico. Le modifiche necessarie sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 12.

Articolo 12 Procedura di comitato

1. La Commissione è assistita da un comitato composto dai rappresentanti degli Stati membri e presieduto da un rappresentante della Commissione.

2. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il parere è formulato alla maggioranza prevista all'articolo 148, paragrafo 2, del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni in seno al comitato, ai voti dei rappresentanti degli Stati membri è attribuita la ponderazione fissata nell'articolo precitato. Il presidente non partecipa al voto.

3. La Commissione adotta misure che sono immediatamente applicabili. Tuttavia, se tali misure non sono conformi al parere espresso dal comitato, la Commissione le comunica immediatamente al Consiglio. In tal caso:

a) la Commissione differisce di tre mesi al massimo, a decorrere dalla comunicazione, l'applicazione delle misure da essa adottate;

b) il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può prendere una decisione diversa entro il termine di cui alla lettera a).

Articolo 13 Informazione e presentazione di relazioni

1. Gli Stati membri adottano le disposizioni necessarie affinché i consumatori ricevano informazioni adeguate e aggiornate sulla qualità delle acque destinate al consumo umano.

2. Fatta salva la direttiva 90/313/CEE del Consiglio, del 7 giugno 1990, concernente la libertà di accesso all'informazione in materia di ambiente (11), gli Stati membri pubblicano una relazione triennale sulla qualità delle acque destinate al consumo umano, al fine di informare i consumatori. La prima di queste relazioni dovrà riferirsi agli anni 2002, 2003 e 2004. Ciascuna relazione comprende, al minimo, tutte le singole forniture d'acqua superiori a 1 000 m3 al giorno in media o destinate all'approvvigionamento di 5 000 o più persone, riguarda tre anni civili e viene pubblicata entro un anno civile dalla fine del periodo cui la relazione fa riferimento.

3. Gli Stati membri inviano le relazioni alla Commissione entro due mesi dalla loro pubblicazione.

4. La presentazione e le informazioni minime delle relazioni di cui al paragrafo 2 devono tener conto in particolare delle misure di cui all'articolo 3, paragrafo 2, all'articolo 5, paragrafi 2 e 3, all'articolo 7, paragrafo 2, all'articolo 8, all'articolo 9, paragrafi 6 e 7 e all'articolo 15, paragrafo 1, e sono eventualmente modificate secondo la procedura di cui all'articolo 12.

5. La Commissione esamina le relazioni degli Stati membri e pubblica ogni tre anni una relazione di sintesi sulla qualità delle acque destinate al consumo umano all'interno della Comunità. La suddetta relazione è pubblicata entro nove mesi dalla ricezione delle relazioni degli Stati membri.

6. Oltre alla prima relazione di cui al paragrafo 2 da pubblicare a norma della presente direttiva, gli Stati membri elaborano anche una relazione da trasmettere alla Commissione sulle misure adottate o sui provvedimenti da prendere per adempiere ai loro obblighi a norma dell'articolo 6, paragrafo 3, e dell'allegato I, parte B, nota 10. La Commissione presenta, se del caso, una proposta sull'impostazione di tale relazione, secondo la procedura di cui all'articolo 12.

Articolo 14 Calendario per la messa in conformità

Gli Stati membri adottano le disposizioni necessarie affinché la qualità delle acque destinate al consumo umano sia resa conforme alla presente direttiva entro il termine di cinque anni dalla sua entrata in vigore, fatto salve le note 2, 4 e 10 dell'allegato I, parte B.

Articolo 15 Casi eccezionali

1. In casi eccezionali e per aree geograficamente delimitate, uno Stato membro può presentare alla Commissione una richiesta particolare di proroga per un periodo superiore a quello fissato all'articolo 14. La proroga non è superiore a tre anni e verso la fine di tale periodo occorre procedere ad un riesame i cui risultati sono trasmessi alla Commissione, che su tale base può autorizzare un'ulteriore proroga per un periodo non superiore a tre anni. La presente disposizione non si applica alle acque destinate al consumo umano messe in vendita in bottiglie o contenitori.

2. Tale richiesta, debitamente motivata, deve far presenti le difficoltà incontrate e comprendere, al minimo, tutte le informazioni di cui all'articolo 9, paragrafo 3.

3. La Commissione esamina la richiesta secondo la procedura di cui all'articolo 12.

4. Gli Stati membri che si avvalgono del presente articolo provvedono affinché la popolazione interessata dalla loro richiesta sia tempestivamente ed adeguatamente informata del suo esito. Inoltre, gli Stati membri assicurano, ove necessario, che siano forniti consigli a gruppi specifici di popolazione per i quali potrebbe sussistere un rischio particolare.

Articolo 16 Abrogazione

1. La direttiva 80/778/CEE è abrogata dalla presente direttiva; l'abrogazione prende effetto cinque anni dopo l'entrata in vigore della stessa. Fatto salvo il paragrafo 2, l'abrogazione lascia impregiudicati gli obblighi degli Stati membri rispetto alle scadenze per il recepimento nel rispettivo diritto nazionale e per l'applicazione previste dall'allegato IV.

I richiami alla direttiva abrogata si intendono riferiti alla presente direttiva e vanno letti secondo la tavola di concordanza contenuta nell'allegato V.

2. Non appena uno Stato membro avrà messo in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva e avrà adottato le misure di cui all'articolo 14, in tale Stato membro la presente direttiva si applicherà alla qualità delle acque destinate al consumo umano, in sostituzione della direttiva 80/778/CEE.

Articolo 17 Recepimento nel diritto interno

1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro due anni a decorrere dalla sua entrata in vigore. Essi ne informano immediatamente la Commissione.

Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono riferimenti alla presente direttiva o sono corredate di siffatti riferimenti all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.

2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di diritto interno da essi adottate nel settore disciplinato dalla presente direttiva.

Articolo 18 Entrata in vigore

La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.

Articolo 19 Destinatari

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto a Bruxelles, addì 3 novembre 1998.

Per il Consiglio

Il Presidente

B. PRAMMER

(1) GU C 131 del 30.5.1995, pag. 5, e

GU C 213 del 15.7.1997, pag. 8.

(2) GU C 82 del 19.3.1996, pag. 64.

(3) GU C 100 del 2.4.1996, pag. 134.

(4) Parere del Parlamento europeo del 12 dicembre 1996 (GU C 20 del 20.1.1997, pag. 133), posizione comune del Consiglio del 19 dicembre 1997 (GU C 91 del 26.3.1998, pag. 1), e decisione del Parlamento europeo del 13 maggio 1998 (GU C 167 dell'1.6.1998, pag. 92).

(5) GU L 229 del 30.8.1980, pag. 11. Direttiva modificata da ultimo dall'atto di adesione del 1994.

(6) GU L 230 del 19.8.1991, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 96/68/CE della Commissione (GU L 277 del 30.10.1996, pag. 25).

(7) GU L 123 del 24.4.1998, pag 1.

(8) GU L 229 del 30.8.1980, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 96/70/CE (GU L 299 del 23.11.1996, pag. 26).

(9) GU 22 del 9.2.1965, pag. 369. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 93/39/CEE (GU L 214 del 24.8.1993, pag. 22).

(10) GU L 40 dell'11.2.1989, pag. 12. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 93/68/CEE (GU L 220 del 30.8.1993, pag. 1).

(11) GU L 158 del 23.6.1990, pag. 56.


ALLEGATO I

PARAMETRI E VALORI DI PARAMETRO

PARTE A

Per le acque messe in vendita in bottiglie o contenitori sono applicati i seguenti valori:

 

PARTE B

 

PARTE C

 

ALLEGATO II

CONTROLLO

TABELLA A Parametri da analizzare

1. Controllo di routine

Il controllo di routine mira a fornire ad intervalli regolari informazioni sulla qualità organolettica e microbiologica delle acque fornite per il consumo umano nonché informazioni sull'efficacia degli eventuali trattamenti dell'acqua potabile (in particolare di disinfezione), per accertare se le acque destinate al consumo umano rispondano o no ai pertinenti valori di parametro fissati dalla presente direttiva.

Vanno sottoposti a controllo di routine i seguenti parametri. Gli Stati membri possono, se lo ritengono opportuno, aggiungere ulteriori parametri all'elenco.


Alluminio (Nota 1)

Ammonio

Colore

Conduttività

Clostridium perfringens (spore comprese) (Nota 2)

Escherichia coli (E. coli)

Concentrazione ioni idrogeno

Ferro (Nota 1)

Nitriti (Nota 3)

Odore

Pseudomonas aeruginosa (Nota 4)

Sapore

Computo delle colonie a 22 °C e 37 °C (Nota 4)

Batteri coliformi

Torbidità

Nota 1: Necessario solo se usato come flocculante (1*).

Nota 2: Necessario solo se le acque provengono o sono influenzate da acque superficiali (2*).

Nota 3: Necessario solo se si utilizza la cloramina nel processo di disinfezione (3*).

Nota 4: Necessario solo per le acque vendute in bottiglie o in contenitori.

2. Controllo di verifica

Il controllo di verifica mira a fornire le informazioni necessarie per accertare se tutti i valori di parametro contenuti nella direttiva sono rispettati. Tutti i parametri fissati ai sensi dell'articolo 5, paragrafi 2 e 3 sono soggetti a controllo di verifica, a meno che le autorità competenti non stabiliscano che, per un periodo determinato, è improbabile che un parametro si ritrovi in un dato approvvigionamento d'acqua in concentrazioni tali da far prevedere il rischio di un mancato rispetto del relativo valore di parametro. Il presente punto non si applica ai parametri per la radioattività che è controllata, fatte salve le norme 8, 9 e 10 dell'allegato I, parte C, in conformità dei requisiti in materia di controllo adottati secondo la procedura di cui all'articolo 12.

TABELLA B1 Frequenza minima di campionamento e analisi per le acque destinate al consumo umano fornite da una rete di distribuzione, da cisterne, o utilizzate nelle imprese alimentari

Gli Stati membri devono prelevare campioni nei punti in cui i valori devono essere rispettati ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 1, al fine di garantire che le acque destinate al consumo umano soddisfino i requisiti della direttiva. Tuttavia, nel caso di una rete di distribuzione, ogni Stato membro può prelevare campioni nella zona di approvvigionamento o presso gli impianti di trattamento per particolari parametri se si può dimostrare che il valore ottenuto per i parametri in questione non sarebbe modificato negativamente.

Nota 1: Una zona di approvvigionamento è una zona geograficamente definita all'interno della quale le acque destinate al consumo umano provengono da una o varie fonti e la loro qualità può essere considerata sostanzialmente uniforme.

Nota 2: I volumi calcolati rappresentano una media su un anno civile. Per determinare la frequenza minima uno Stato membro può basarsi sul numero di abitanti in una zona di approvvigionamento invece che sul volume d'acqua, supponendo un consumo di 200 l pro capite al giorno.

Nota 3: Nel caso di approvvigionamento intermittente di breve durata, la frequenza del controllo delle acque distribuite con cisterna deve essere stabilita dallo Stato membro interessato.

Nota 4: Per i differenti parametri di cui all'allegato I, uno Stato membro può ridurre il numero dei campioni indicato nella tabella se:

a) i valori dei risultati dei campioni prelevati in un periodo di almeno due anni consecutivi sono costanti e significativamente migliori dei limiti previsti dall'allegato I e

b) non esiste alcun fattore capace di diminuire la qualità dell'acqua.

La frequenza minima non deve essere inferiore al 50 % del numero di campioni indicato nella tabella, salvo il caso specifico di cui alla nota 6.

Nota 5: Nella misura del possibile, il numero di campioni deve essere equamente distribuito in termini di tempo e luogo.

Nota 6: La frequenza deve essere stabilita dallo Stato membro interessato.

 

TABELLA B2 Frequenza minima di campionamento e analisi per le acque confezionate in bottiglie o contenitori e destinate alla vendita

(1*) In tutti gli altri casi, i parametri sono contenuti nell'elenco relativo al controllo di verifica.

 

ALLEGATO III

SPECIFICHE PER L'ANALISI DEI PARAMETRI


Ogni Stato membro deve garantire che i laboratori in cui sono analizzati i campioni siano dotati di un sistema di controllo analitico della qualità sottoposto di quando in quando al controllo di una persona indipendente dagli stessi e all'uopo autorizzata dall'autorità competente.

1. PARAMETRI PER I QUALI SONO SPECIFICATI METODI DI ANALISI

I seguenti metodi di analisi relativi ai parametri biologici sono forniti per riferimento, ogniqualvolta è disponibile un metodo CEN/ISO, o per orientamento, in attesa dell'eventuale futura adozione, conformemente alla procedura di cui all'articolo 12, di ulteriori definizioni internazionali CEN/ISO dei metodi per tali parametri. Gli Stati membri possono usare metodi alternativi, purché conformi alle disposizioni di cui all'articolo 7, paragrafo 5.

Batteri coliformi ed Escherichia coli (E. coli) (ISO 9308-1)

Enterococchi (ISO 7899-2)

Pseudomonas aeruginosa (prEN ISO 12780)

Enumerazione dei microrganismi coltivabili - Computo delle colonie a 22 °C (prEN ISO 6222)

Enumerazione dei microrganismi coltivabili - Computo delle colonie a 37 °C (prEN ISO 6222)

Clostridium perfringens (spore comprese)

Filtrazione su membrana seguita da incubazione della membrana su agar m-CP (Nota 1) a 44 ± 1 °C per 21 ± 3 ore in condizioni anaerobiche. Computo delle colonie gialle opache che diventano rosa o rosse dopo un'esposizione di 20-30 secondi a vapori di idrossido di ammonio.

Nota 1: Il terreno di coltura m-CP agar è così composto:

Dissolvere gli ingredienti ed adeguare il pH a 7,6. Sterilizzare in autoclave a 121 °C per 15 minuti. Lasciar raffreddare e aggiungere:

2. PARAMETRI PER I QUALI VENGONO SPECIFICATE LE CARATTERISTISCHE DI PRESTAZIONE

2.1. Per i parametri indicati di seguito, per caratteristische di prestazione specificate si intende che il metodo di analisi utilizzato dev'essere in grado, al minimo, di misurare concentrazioni uguali al valore di parametro con un'esattezza, una precisione e un limite di rilevazione specificati. Indipendentemente dalla sensibilità del metodo di analisi utilizzato, il risultato dev'essere espresso utilizzando almeno lo stesso numero di decimali usato per il valore di parametro di cui all'allegato I, parti B e C.

2.2. Per la concentrazione di ioni idrogeno, le caratteristische di prestazione specificate richiedono che il metodo di analisi impiegato deve consentire di misurare concentrazioni pari al valore di parametro con un'accuratezza di 0,2 unità pH e una precisione di 0,2 unità pH.

Nota 1 (1*): L'esattezza è l'errore sistematico nonché la differenza fra il valore principale di numerose misurazioni ripetute e il valore vero.

Nota 2 (2*): La precisione è l'errore casuale ed è generalmente espressa come la deviazione standard (nell'ambito di un singolo gruppo di campioni e fra gruppi) dell'intervallo di variabilità dei risultati intorno alla media. La precisione accettabile è pari al doppio della deviazione standard relativa.

Nota 3: Il limite di rilevazione è pari a:

- tre volte la deviazione standard relativa, nell'ambito di un gruppo di campioni, di un campione naturale contenente una bassa concentrazione del parametro

oppure

- cinque volte la deviazione standard relativa, nell'ambito di un gruppo di campioni, di un campione privo del parametro.

Nota 4: Il metodo deve determinare il tenore complessivo di cianuro in tutte le sue forme.

Nota 5: L'ossidazione deve durare 10 minuti a una temperatura di 100 °C in condizioni di acidità con l'uso di permanganato.

Nota 6: Le caratteristiche di prestazione si riferiscono ad ogni singolo antiparassitario e dipendono dall'antiparassitario considerato. Attualmente il limite di rilevazione può non essere raggiungibile per tutti gli antiparassitari, ma gli Stati membri devono adoperarsi per raggiungere tale obiettivo.

Nota 7: Le caratteristiche di prestazione si riferiscono alle singole sostanze al 25 % del valore parametrico che figura nell'allegato I.

Nota 8: Le caratteristiche di prestazione si riferiscono alle singole sostanze al 50 % del valore parametrico che figura nell'allegato I.

3. PARAMETRI PER I QUALI NON VIENE SPECIFICATO UN METODO DI ANALISI

Colore

Odore

Sapore

Carbonio organico totale

Torbidità (Nota 1)

Nota 1: Per il controllo della torbidità nelle acque superficiali trattate, le caratteristische di prestazione specificate richiedono che il metodo di analisi impiegato consenta, almeno, di misurare concentrazioni pari al valore di parametro con un'esattezza del 25 %, una precisione del 25 % e un limite di rilevazione del 25 %.

(1*) Tali termini sono definiti nella norma ISO 5725.

 

ALLEGATO IV

 

ALLEGATO V

HAS ADOPTED THIS DIRECTIVE:

 

Article 1 Objective

1. This Directive concerns the quality of water intended for human consumption.

2. The objective of this Directive shall be to protect human health from the adverse effects of any contamination of water intended for human consumption by ensuring that it is wholesome and clean.

Article 2 Definitions

For the purposes of this Directive:

1. 'water intended for human consumption` shall mean:

(a) all water either in its original state or after treatment, intended for drinking, cooking, food preparation or other domestic purposes, regardless of its origin and whether it is supplied from a distribution network, from a tanker, or in bottles or containers;

(b) all water used in any food-production undertaking for the manufacture, processing, preservation or marketing of products or substances intended for human consumption unless the competent national authorities are satisfied that the quality of the water cannot affect the wholesomeness of the foodstuff in its finished form;


2. 'domestic distribution system` shall mean the pipework, fittings and appliances which are installed between the taps that are normally used for human consumption and the distribution network but only if they are not the responsibility of the water supplier, in its capacity as a water supplier, according to the relevant national law.

Article 3 Exemptions

1. This Directive shall not apply to:


(a) natural mineral waters recognised as such by the competent national authorities, in accordance with Council Directive 80/777/EEC of 15 July 1980 on the approximation of the laws of the Member States relating to the exploitation and marketing of natural mineral waters (8&#59;;

(b) waters which are medicinal products within the meaning of Council Directive 65/65/EEC of 26 January 1965 on the approximation of provisions laid down by law, regulation or administrative action relating to medicinal products (9).

2. Member States may exempt from the provisions of this Directive:

(a) water intended exclusively for those purposes for which the competent authorities are satisfied that the quality of the water has no influence, either directly or indirectly, on the health of the consumers concerned;

(b) water intended for human consumption from an individual supply providing less than 10 m³ a day as an average or serving fewer than 50 persons, unless the water is supplied as part of a commercial or public activity.


3. Member States that have recourse to the exemptions provided for in paragraph 2(b) shall ensure that the population concerned is informed thereof and of any action that can be taken to protect human health from the adverse effects resulting from any contamination of water intended for human consumption. In addition, when a potential danger to human health arising out of the quality of such water is apparent, the population concerned shall promptly be given appropriate advice.


Article 4 General obligations

1. Without prejudice to their obligations under other Community provisions, Member States shall take the measures necessary to ensure that water intended for human consumption is wholesome and clean. For the purposes of the minimum requirements of this Directive, water intended for human consumption shall be wholesome and clean if it:

(a) is free from any micro-organisms and parasites and from any substances which, in numbers or concentrations, constitute a potential danger to human health, and

(b) meets the minimum requirements set out in Annex I, Parts A and B;

and if, in accordance with the relevant provisions of Articles 5 to 8 and 10 and in accordance with the Treaty, Member States take all other measures necessary to ensure that water intended for human consumption complies with the requirements of this Directive.

2. Member States shall ensure that the measures taken to implement this Directive in no circumstances have the effect of allowing, directly or indirectly, either any deterioration of the present quality of water intended for human consumption so far as that is relevant for the protection of human health or any increase in the pollution of waters used for the production of drinking water.

Article 5 Quality standards

1. Member States shall set values applicable to water intended for human consumption for the parameters set out in Annex I.


2. The values set in accordance with paragraph 1 shall not be less stringent than those set out in Annex I. As regards the parameters set out in Annex I, Part C, the values need be fixed only for monitoring purposes and for the fulfilment of the obligations imposed in Article 8.

3. A Member State shall set values for additional parameters not included in Annex I where the protection of human health within its national territory or part of it so requires. The values set should, as a minimum, satisfy the requirements of Article 4(1)(a).


Article 6 Point of compliance

1. The parametric values set in accordance with Article 5 shall be complied with:

(a) in the case of water supplied from a distribution network, at the point, within premises or an establishment, at which it emerges from the taps that are normally used for human consumption;

(b) in the case of water supplied from a tanker, at the point at which it emerges from the tanker;

(c) in the case of water put into bottles or containers intended for sale, at the point at which the water is put into the bottles or containers;

(d) in the case of water used in a food-production undertaking, at the point where the water is used in the undertaking.

2. In the case of water covered by paragraph 1(a), Member States shall be deemed to have fulfilled their obligations under this Article and under Articles 4 and 8(2) where it can be established that non-compliance with the parametric values set in accordance with Article 5 is due to the domestic distribution system or the maintenance thereof except in premises and establishments where water is supplied to the public, such as schools, hospitals and restaurants.

3. Where paragraph 2 applies and there is a risk that water covered by paragraph 1(a) would not comply with the parametric values established in accordance with Article 5, Member States shall nevertheless ensure that:

(a) appropriate measures are taken to reduce or eliminate the risk of non-compliance with the parametric values, such as advising property owners of any possible remedial action they could take, and/or

other measures, such as appropriate treatment techniques, are taken to change the nature or properties of the water before it is supplied so as to reduce or eliminate the risk of the water not complying with the parametric values after supply;


and

(b) the consumers concerned are duly informed and advised of any possible additional remedial action that they should take.


Article 7 Monitoring

1. Member States shall take all measures necessary to ensure that regular monitoring of the quality of water intended for human consumption is carried out, in order to check that the water available to consumers meets the requirements of this Directive and in particular the parametric values set in accordance with Article 5. Samples should be taken so that they are representative of the quality of the water consumed throughout the year. In addition, Member States shall take all measures necessary to ensure that, where disinfection forms part of the preparation or distribution of water intended for human consumption, the efficiency of the disinfection treatment applied is verified, and that any contamination from disinfection by-products is kept as low as possible without compromising the disinfection.



2. To meet the obligations imposed in paragraph 1, appropriate monitoring programmes shall be established by the competent authorities for all water intended for human consumption. Those monitoring programmes shall meet the minimum requirements set out in Annex II.

3. The sampling points shall be determined by the competent authorities and shall meet the relevant requirements set out in Annex II.

4. Community guidelines for the monitoring prescribed in this Article may be drawn up in accordance with the procedure laid down in Article 12.

5 (a) Member States shall comply with the specifications for the analyses of parameters set out in Annex III.

(b) Methods other than those specified in Annex III, Part 1, may be used, providing it can be demonstrated that the results obtained are at least as reliable as those produced by the methods specified. Member States which have recourse to alternative methods shall provide the Commission with all relevant information concerning such methods and their equivalence.

(c) For those parameters listed in Annex III, Parts 2 and 3, any method of analysis may be used provided that it meets the requirements set out therein.

6. Member States shall ensure that additional monitoring is carried out on a case-by-case basis of substances and micro-organisms for which no parametric value has been set in accordance with Article 5, if there is reason to suspect that they may be present in amounts or numbers which constitute a potential danger to human health.

Article 8 Remedial action and restrictions in use

1. Member States shall ensure that any failure to meet the parametric values set in accordance with Article 5 is immediately investigated in order to identify the cause.


2. If, despite the measures taken to meet the obligations imposed in Article 4(1), water intended for human consumption does not meet the parametric values set in accordance with Article 5, and subject to Article 6(2), the Member State concerned shall ensure that the necessary remedial action is taken as soon as possible to restore its quality and shall give priority to their enforcement action, having regard inter alia to the extent to which the relevant parametric value has been exceeded and to the potential danger to human health.


3. Whether or not any failure to meet the parametric values has occurred, Member States shall ensure that any supply of water intended for human consumption which constitutes a potential danger to human health is prohibited or its use restricted or such other action is taken as is necessary to protect human health. In such cases consumers shall be informed promptly thereof and given the necessary advice.


4. The competent authorities or other relevant bodies shall decide what action under paragraph 3 should be taken, bearing in mind the risks to human health which would be caused by an interruption of the supply or a restriction in the use of water intended for human consumption.


5. Member States may establish guidelines to assist the competent authorities to fulfil their obligations under paragraph 4.

6. In the event of non-compliance with the parametric values or with the specifications set out in Annex I, Part C, Member States shall consider whether that non-compliance poses any risk to human health. They shall take remedial action to restore the quality of the water where that is necessary to protect human health.

7. Member States shall ensure that, where remedial action is taken, consumers are notified except where the competent authorities consider the non-compliance with the parametric value to be trivial.

Article 9 Derogations

1. Member States may provide for derogations from the parametric values set out in Annex I, Part B, or set in accordance with Article 5(3), up to a maximum value to be determined by them, provided no derogation constitutes a potential danger to human health and provided that the supply of water intended for human consumption in the area concerned cannot otherwise be maintained by any other reasonable means. Derogations shall be limited to as short a time as possible and shall not exceed three years, towards the end of which a review shall be conducted to determine whether sufficient progress has been made. Where a Member State intends to grant a second derogation, it shall communicate the review, along with the grounds for its decision on the second derogation, to the Commission. No such second derogation shall exceed three years.


2. In exceptional circumstances, a Member State may ask the Commission for a third derogation for a period not exceeding three years. The Commission shall take a decision on any such request within three months.

3. Any derogation granted in accordance with paragraphs 1 or 2 shall specify the following:

(a) the grounds for the derogation;

(b) the parameter concerned, previous relevant monitoring results, and the maximum permissible value under the derogation;

(c) the geographical area, the quantity of water supplied each day, the population concerned and whether or not any relevant food-production undertaking would be affected;

(d) an appropriate monitoring scheme, with an increased monitoring frequency where necessary;

(e) a summary of the plan for the necessary remedial action, including a timetable for the work and an estimate of the cost and provisions for reviewing;

(f) the required duration of the derogation.

4. If the competent authorities consider the non-compliance with the parametric value to be trivial, and if action taken in accordance with Article 8(2) is sufficient to remedy the problem within 30 days, the requirements of paragraph 3 need not be applied.

In that event, only the maximum permissible value for the parameter concerned and the time allowed to remedy the problem shall be set by the competent authorities or other relevant bodies.

5. Recourse may no longer be had to paragraph 4 if failure to comply with any one parametric value for a given water supply has occurred on more than 30 days on aggregate during the previous 12 months.

6. Any Member State which has recourse to the derogations provided for in this Article shall ensure that the population affected by any such derogation is promptly informed in an appropriate manner of the derogation and of the conditions governing it. In addition the Member State shall, where necessary, ensure that advice is given to particular population groups for which the derogation could present a special risk.


These obligations shall not apply in the circumstances described in paragraph 4 unless the competent authorities decide otherwise.

7. With the exception of derogations granted in accordance with paragraph 4 a Member State shall inform the Commission within two months of any derogation concerning an individual supply of water exceeding 1 000 m³ a day as an average or serving more than 5 000 persons, including the information specified in paragraph 3.

8. This Article shall not apply to water intended for human consumption offered for sale in bottles or containers.

Article 10 Quality assurance of treatment, equipment and materials

Member States shall take all measures necessary to ensure that no substances or materials for new installations used in the preparation or distribution of water intended for human consumption or impurities associated with such substances or materials for new installations remain in water intended for human consumption in concentrations higher than is necessary for the purpose of their use and do not, either directly or indirectly, reduce the protection of human health provided for in this Directive; the interpretative document and technical specifications pursuant to Article 3 and Article 4 (1) of Council Directive 89/106/EEC of 21 December 1988 on the approximation of laws, regulations and administrative provisions of the Member States relating to construction products (10) shall respect the requirements of this Directive.



Article 11 Review of Annexes

1. At least every five years, the Commission shall review Annex I in the light of scientific and technical progress and shall make proposals for amendments, where necessary, under the procedure laid down in Article 189c of the Treaty.


2. At least every five years, the Commission shall adapt Annexes II and III to scientific and technical progress. Such changes as are necessary shall be adopted in accordance with the procedure laid down in Article 12.

Article 12 Committee procedure

1. The Commission shall be assisted by a committee composed of representatives of the Member States and chaired by a Commission representative.

2. The Commission representative shall submit to the committee a draft of the measures to be taken. The committee shall deliver its opinion on the draft within a time limit which the chairman may lay down according to the urgency of the matter. The opinion shall be delivered by the majority laid down in Article 148(2) of the Treaty in the case of decisions which the Council is required to adopt on a proposal from the Commission. The votes of the representatives of the Member States within the committee shall be weighted in the manner set out in that Article. The chairman shall not vote.

3. The Commission shall adopt measures which shall apply immediately. However, if those measures are not in accordance with the committee's opinion, the Commission shall communicate them to the Council forthwith. In that event:

(a) the Commission shall defer application of the measures which it has adopted for a period of three months from the date of communication;

(b) the Council, acting by a qualified majority, may take a different decision within the time limit referred to in point (a).


Article 13 Information and reporting

1. Member States shall take the measures necessary to ensure that adequate and up-to-date information on the quality of water intended for human consumption is available to consumers.

2. Without prejudice to Council Directive 90/313/EEC of 7 June 1990 on the freedom of access to information on the environment (11), each Member State shall publish a report every three years on the quality of water intended for human consumption with the objective of informing consumers. The first report shall cover the years 2002, 2003 and 2004. Each report shall include, as a minimum, all individual supplies of water exceeding 1 000 m³ a day as an average or serving more than 5 000 persons and it shall cover three calendar years and be published within one calendar year of the end of the reporting period.


3. Member States shall send their reports to the Commission within two months of their publication.

4. The formats and the minimum information for the reports provided for in paragraph 2 shall be determined having special regard to the measures referred to in Article 3(2), Article 5(2) and (3), Article 7(2), Article 8, Article 9(6) and (7) and 15(1), and shall if necessary be amended in accordance with the procedure laid down in Article 12.


5. The Commission shall examine the Member States' reports and, every three years, publish a synthesis report on the quality of water intended for human consumption in the Community. That report shall be published within nine months of the receipt of the Member States' reports.

6. Together with the first report on this Directive as mentioned in paragraph 2, Member States shall also produce a report to be forwarded to the Commission on the measures they have taken or plan to take to fultil their obligations pursuant to Article 6(3) and Annex I, Part B, note 10. The Commission shall submit, as appropriate, a proposal on the format of this report in accordance with the procedure laid down in Article 12.


Article 14 Timescale for compliance

Member States shall take the measures necessary to ensure that the quality of water intended for human consumption complies with this Directive within five years of its entry into force, without prejudice to Notes 2, 4 and 10 in Annex I, Part B.

Article 15 Exceptional circumstances

1. A Member State may, in exceptional circumstances and for geographically defined areas, submit a special request to the Commission for a period longer than that laid down in Article 14. The additional period shall not exceed three years, towards the end of which a review shall be carried out and forwarded to the Commission which may, on the basis of that review, permit a second additional period of up to three years. This provision shall not apply to water intended for human consumption offered for sale in bottles or containers.


2. Any such request, grounds for which shall be given, shall set out the difficulties experienced and include, as a minimum, all the information specified in Article 9(3).

3. The Commission shall examine that request in accordance with the procedure laid down in Article 12.

4. Any Member State which has recourse to this Article shall ensure that the population affected by its request is promptly informed in an appropriate manner of the outcome of that request. In addition, the Member State shall, where necessary, ensure that advice is given to particular population groups for which the request could present a special risk.


Article 16 Repeal

1. Directive 80/778/EEC is hereby repealed with effect from five years after the entry into force of this Directive. Subject to paragraph 2, this repeal shall be without prejudice to Member States' obligations regarding deadlines for transposition into national law and for application as shown in Annex IV.

Any reference to the Directive repealed shall be construed as a reference to this Directive and shall be read in accordance with the correlation table set out in Annex V.



2. As soon as a Member State has brought into force the laws, regulations and administrative provisions necessary to comply with this Directive and has taken the measures provided for in Article 14, this Directive, not Directive 80/778/EEC, shall apply to the quality of water intended for human consumption in that Member State.


Article 17 Transposition into national law

1. Member States shall bring into force the laws, regulations and administrative provisions necessary to comply with this Directive within two years of its entry into force. They shall forthwith inform the Commission thereof.

When the Member States adopt those measures, these shall contain references to this Directive or shall be accompanied by such references on the occasion of their official publication. The methods of making such references shall be laid down by the Member States.

2. The Member States shall communicate to the Commission the texts of the provisions of national law which they adopt in the field covered by this Directive.


Article 18 Entry into force

This Directive shall enter into force on the 20th day following its publication in the Official Journal of the European Communities.

Article 19 Addressees

This Directive is addressed to the Member States.

Done at Brussels, 3 November 1998.

For the Council

The President

B. PRAMMER

(1) OJ C 131, 30.5.1995, p. 5 and

OJ C 213, 15.7.1997, p. 8.

(2) OJ C 82, 19.3.1996, p. 64.

(3) OJ C 100, 2.4.1996, p. 134.

(4) Opinion of the European Parliament of 12 December 1996 (OJ C 20, 20.1.1997, p. 133), Council common position of 19 December 1997 (OJ C 91, 26.3.1998, p. 1) and Decision of the European Parliament of 13 May 1998 (OJ C 167, 1.6.1998, p. 92).

(5) OJ L 229, 30.8.1980, p. 11. Directive as last amended by the 1994 Act of Accession.

(6) OJ L 230, 19.8.1991, p. 1. Directive as last amended by Commission Directive 96/68/EC (OJ L 277, 30.10.1996, p. 25).

(7) OJ L 123, 24.4.1998, p. 1.

(8) OJ L 229, 30.8.1980, p. 1. Directive as last amended by Directive 96/70/EC (OJ L 299, 23.11.1996, p. 26).


(9) OJ 22 9.2.1965, p. 369. Directive as last amended by Directive 93/39/EEC (OJ L 214, 24.8.1993, p. 22).



(10) OJ L 40, 11.2.1989, p. 12. Directive as last amended by Directive 93/68/EEC (OJ L 220, 30.8.1993, p. 1).

(11) OJ L 158, 23.6.1990, p. 56.


ANNEX I

PARAMETERS AND PARAMETRIC VALUES

PART A

The following applies to water offered for sale in bottles or containers:

 

PART B

 

PART C

 

ANNEX II

MONITORING

TABLE A Parameters to be analysed

1. Check monitoring

The purpose of check monitoring is regularly to provide information on the organoleptic and microbiological quality of the water supplied for human consumption as well as information on the effectiveness of drinking-water treatment (particularly of disinfection) where it is used, in order to determine whether or not water intended for human consumption complies with the relevant parametric values laid down in this Directive.

The following parameters must be subject to check monitoring. Member States may add other parameters to this list if they deem it appropriate.

Aluminium (Note 1)

Ammonium

Colour

Conductivity

Clostridium perfringens (including spores) (Note 2)

Escherichia coli (E. coli)

Hydrogen ion concentration

Iron (Note 1)

Nitrite (Note 3)

Odour

Pseudomonas aeruginosa (Note 4)

Taste

Colony count 22 °C and 37 °C (Note 4)

Coliform bacteria

Turbidity

Note 1: Necessary only when used as flocculant (1*).

Note 2: Necessary only if the water originates from or is influenced by surface water (2*).

Note 3: Necessary only when chloramination is used as a disinfectant (3*).

Note 4: Necessary only in the case of water offered for sale in bottles or containers.

2. Audit monitoring

The purpose of audit monitoring is to provide the information necessary to determine whether or not all of the Directive's parametric values are being complied with. All parameters set in accordance with Article 5(2) and (3) must be subject to audit monitoring unless it can be established by the competent authorities, for a period of time to be determined by them, that a parameter is not likely to be present in a given supply in concentrations which could lead to the risk of a breach of the relevant parametric value. This paragraph does not apply to the parameters for radioactivity, which, subject to Notes 8, 9 and 10 in Annex I, Part C, will be monitored in accordance with monitoring requirements adopted under Article 12.


TABLE B1 Minimum frequency of sampling and analyses for water intended for human consumption supplied from a distribution network or from a tanker or used in a food-production undertaking

Member States must take samples at the points of compliance as defined in Article 6(1) to ensure that water intended for human consumption meets the requirements of the Directive. However, in the case of a distribution network, a Member State may take samples within the supply zone or at the treatment works for particular parameters if it can be demonstrated that there would be no adverse change to the measured value of the parameters concerned.


Note 1: A supply zone is a geographically defined area within which water intended for human consumption comes from one or more sources and within which water quality may be considered as being approximately uniform.


Note 2: The volumes are calculated as averages taken over a calendar year. A Member State may use the number of inhabitants in a supply zone instead of the volume of water to determine the minimum frequency, assuming a water consumption of 200 l/day/capita.

Note 3: In the event of intermittent short-term supply the monitoring frequency of water distributed by tankers is to be decided by the Member State concerned.


Note 4: For the different parameters in Annex I, a Member State may reduce the number of samples specified in the table if:

(a) the values of the results obtained from samples taken during a period of at least two successive years are constant and significantly better than the limits laid down in Annex I, and

(b) no factor is likely to cause a deterioration of the quality of the water.

The lowest frequency applied must not be less than 50 % of the number of samples specified in the table except in the particular case of note 6.

Note 5: As far as possible, the number of samples should be distributed equally in time and location.


Note 6: The frequency is to be decided by the Member State concerned.

 

TABLE B2 Minimum frequency of sampling and analysis for water put into bottles or containers intended for sale


(1*) In all other cases, the parameters are in the list for audit monitoring.

 

ANNEX III

SPECIFICATIONS FOR THE ANALYSIS OF PARAMETERS

Each Member State must ensure that any laboratory at which samples are analysed has a system of analytical quality control that is subject from time to time to checking by a person who is not under the control of the laboratory and who is approved by the competent authority for that purpose.

1. PARAMETERS FOR WHICH METHODS OF ANALYSIS ARE SPECIFIED

The following principles for methods of microbiological parameters are given either for reference whenever a CEN/ISO method is given or for guidance, pending the possible future adoption, in accordance with the procedure laid down in Article 12, of further CEN/ISO international methods for these parameters. Member States may use alternative methods, providing the provisions of Article 7(5) are met.


Coliform bacteria and Escherichia coli (E. coli) (ISO 9308-1)

Enterococci (ISO 7899-2)

Pseudomonas aeruginosa (prEN ISO 12780)

Enumeration of culturable microorganisms - Colony count 22 °C (prEN ISO 6222)

Enumeration of culturable microorganisms - Colony count 37 °C (prEN ISO 6222)

Clostridium perfringens (including spores)

Membrane filtration followed by anaerobic incubation of the membrane on m-CP agar (Note 1) at 44 ± 1 °C for 21 ± 3 hours. Count opaque yellow colonies that turn pink or red after exposure to ammonium hydroxide vapours for 20 to 30 seconds.

Note 1: The composition of m-CP agar is:

Dissolve the ingredients of the basal medium, adjust pH to 7,6 and autoclave at 121 °C for 15 minutes. Allow the medium to cool and add:

2. PARAMETERS FOR WHICH PERFORMANCE CHARACTERISTICS ARE SPECIFIED


2.1. For the following parameters, the specified performance characteristics are that the method of analysis used must, as a minimum, be capable of measuring concentrations equal to the parametric value with a trueness, precision and limit of detection specified. Whatever the sensitivity of the method of analysis used, the result must be expressed using at least the same number of decimals as for the parametric value considered in Annex I, Parts B and C.


2.2. For hydrogen ion concentration the specified performance characterisatics are that the method of analysis used must be capable of measuring concentrations equal to the parametric value with a trueness of 0,2 pH unit and a precision of 0,2 pH unit.

Note 1 (1*): Trueness is the systematic error and is the difference between the mean value of the large number of repeated measurements and the true value.

Note 2 (2*): Precision is the random error and is usually expressed as the standard deviation (within and between batch) of the spread of results about the mean. Acceptable precision is twice the relative standard deviation.



Note 3: Limit of detection is either:

- three times the relative within batch standard deviation of a natural sample containing a low concentration of the parameter,


or

- five times the relative within batch standard deviation of a blank sample.

Note 4: The method should determine total cyanide in all forms.

Note 5: Oxidation should be carried out for 10 minutes at 100 °C under acid conditions using permanganate.


Note 6: The performance characteristics apply to each individual pesticide and will depend on the pesticide concerned. The limit of detection may not be achievable for all pesticides at present, but Member States should strive to achieve this standard.

Note 7: The performance characteristics apply to the individual substances specified at 25 % of the parametric value in Annex I.

Note 8: The performance characteristics apply to the individual substances specified at 50 % of the parametric value in Annex I.

3. PARAMETERS FOR WHICH NO METHOD OF ANALYSIS IS SPECIFIED

Colour

Odour

Taste

Total organic carbon

Turbidity (Note 1)

Note 1: For turbidity monitoring in treated surface water the specified performance characteristics are that the method of analysis used must, as a minimum, be capable of measuring concentrations equal to the parametric value with a trueness of 25 %, precision of 25 % and a 25 % limit of detection.


(1*) These terms are further defined in ISO 5725.

 

ANNEX IV

 

ANNEX V