Posizione comune (CE) n. 58/2003 definita dal Consiglio il 18 settembre 2003 in vista dell'adozione della direttiva 2003/.../CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del ..., sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale
(2003/C 277 E/02)

IL PARLAMENTO EUROPEO ED IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 175, paragrafo 1,
vista la proposta della Commissione(1),
visto il parere del Comitato economico e sociale europeo(2),
previa consultazione del Comitato delle regioni,
deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato(3),
considerando quanto segue:
(1) Nella Comunità esistono attualmente molti siti contaminati, che comportano rischi significativi per la salute, e negli ultimi decenni vi è stata una forte accelerazione della perdita di biodiversità. Il non intervento potrebbe provocare in futuro ulteriori contaminazioni dei siti e una perdita di biodiversità ancora maggiore. La prevenzione e la riparazione, nella misura del possibile, del danno ambientale contribuisce a realizzare gli obiettivi ed i principi della politica ambientale comunitaria, stabiliti nel trattato. Occorre tener conto delle circostanze locali allorché si decide come riparare il danno.
(2) La prevenzione e la riparazione del danno ambientale dovrebbero essere attuate applicando il principio "chi inquina paga", quale stabilito nel trattato e coerentemente con il principio dello sviluppo sostenibile. Il principio fondamentale della presente direttiva dovrebbe essere quindi che l'operatore la cui attività ha causato un danno ambientale o la minaccia imminente di tale danno sarà considerato finanziariamente responsabile in modo da indurre gli operatori ad adottare misure e a sviluppare pratiche atte a ridurre al minimo i rischi di danno ambientale.
(3) Poiché l'obiettivo della presente direttiva, ossia istituire una disciplina comune per la prevenzione e riparazione del danno ambientale a costi ragionevoli per la società non può essere sufficientemente raggiunto dagli Stati membri e, a motivo dell'ambito della presente direttiva e delle implicazioni con altre normative comunitarie, come la direttiva 79/409/CEE del Consiglio, del 2 aprile 1979, concernente la conservazione degli uccelli selvatici(4), la direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche(5) e la direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque(6), possono dunque essere realizzati meglio a livello comunitario, la Comunità può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato. La presente direttiva si limita a quanto necessario per raggiungere tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
(4) Il danno ambientale include altresì il danno causato da elementi aerodispersi nella misura in cui possono causare danni all'acqua, al terreno, alle specie e agli habitat naturali protetti.
(5) Bisognerebbe definire le nozioni necessarie ad una corretta interpretazione ed applicazione della disciplina prevista dalla presente direttiva, specie per quanto riguarda la definizione di danno ambientale. Quando la nozione in questione deriva da altra normativa comunitaria pertinente, è opportuno usare la stessa definizione onde usare criteri comuni e promuovere un'applicazione uniforme.
(6) Le specie e gli habitat naturali protetti potrebbero anche essere definiti con riferimento alle specie e agli habitat protetti conformemente alla legislazione nazionale sulla conservazione della natura. Si dovrebbe tuttavia tener conto di situazioni specifiche in cui la legislazione comunitaria o la legislazione nazionale equivalente consentono deroghe al livello di protezione stabilito per l'ambiente.
(7) Ai fini della valutazione del danno al terreno come definito dalla presente direttiva, sarebbe opportuno utilizzare procedure di valutazione del rischio per determinare quali possono essere gli effetti nocivi per la salute umana.

Common position (EC) No 58/2003 adopted by the Council on 18 September 2003 with a view to the adoption of a Directive 2003/.../EC of the European Parliament and of the Council of ... on environmental liability with regard to the prevention and remedying of environmental damage
(2003/C 277 E/02)

THE EUROPEAN PARLIAMENT AND THE COUNCIL OF THE EUROPEAN UNION,
Having regard to the Treaty establishing the European Community, and in particular Article 175(1) thereof,
Having regard to the proposal from the Commission(1),
Having regard to the Opinion of the European Economic and Social Committee(2),
After consulting the Committee of the Regions,
Acting in accordance with the procedure laid down in Article 251 of the Treaty(3),
Whereas:
(1) There are currently many contaminated sites in the Community, posing significant health risks, and the loss of biodiversity has dramatically accelerated over the last decades. Failure to act could result in increased site contamination and greater loss of biodiversity in the future. Preventing and remedying, insofar as is possible, environmental damage contributes to implementing the objectives and principles of the Community's environment policy as set out in the Treaty. Local conditions should be taken into account when deciding how to remedy damage.
(2) The prevention and remedying of environmental damage should be implemented through the furtherance of the "polluter pays" principle, as indicated in the Treaty and in line with the principle of sustainable development. The fundamental principle of this Directive should therefore be that an operator whose activity has caused the environmental damage or the imminent threat of such damage is to be held financially liable, in order to induce operators to adopt measures and develop practices to minimise the risks of environmental damage so that their exposure to financial liabilities is reduced.
(3) Since the objective of this Directive, namely to establish a common framework for the prevention and remedying of environmental damage at a reasonable cost to society, cannot be sufficiently achieved by the Member States and can therefore be better achieved at Community level by reason of the scale of this Directive and its implications in respect of other Community legislation, namely Council Directive 79/409/EEC of 2 April 1979 on the conservation of wild birds(4), Council Directive 92/43/EEC of 21 May 1992 on the conservation of natural habitats and of wild fauna and flora(5), and Directive 2000/60/EC of the European Parliament and of the Council of 23 October 2000 establishing a framework for Community action in the field of water policy(6), the Community may adopt measures in accordance with the principle of subsidiarity as set out in Article 5 of the Treaty. In accordance with the principle of proportionality, as set out in that Article, this Directive does not go beyond what is necessary in order to achieve that objective.
(4) Environmental damage also includes damage caused by airborne elements as far as they cause damage to water, land, protected species or natural habitats.
(5) Concepts instrumental for the correct interpretation and application of the scheme provided for by this Directive should be defined especially as regards the definition of environmental damage. When the concept in question derives from other relevant Community legislation, the same definition should be used so that common criteria can be used and uniform application promoted.
(6) Protected species and natural habitats might also be defined by reference to species and habitats protected in pursuance of national legislation on nature conservation. Account should nevertheless be taken of specific situations where Community, or equivalent national, legislation allows for certain derogations from the level of protection afforded to the environment.
(7) For the purposes of assessing damage to land as defined in this Directive the use of risk assessment procedures to determine to what extent human health is likely to be adversely affected is desirable.

(8) La presente direttiva dovrebbe applicarsi, con riferimento al danno ambientale, alle attività professionali che presentano un rischio per la salute umana o l'ambiente. In linea di principio, tali attività dovrebbero essere individuate con riferimento alla normativa comunitaria pertinente che prevede requisiti normativi in relazione a certe attività o pratiche che si considera presentino un rischio potenziale o reale per la salute umana o l'ambiente.
(9) La presente direttiva dovrebbe inoltre applicarsi, per quanto riguarda il danno causato alle specie e agli habitat naturali protetti, alle attività professionali che non sono già direttamente o indirettamente contemplate nella normativa comunitaria come comportanti un rischio reale o potenziale per la salute umana o l'ambiente. In tali casi l'operatore sarebbe responsabile ai sensi della presente direttiva, soltanto quando vi sia il dolo o la colpa di detto operatore.
(10) Si dovrebbe tenere espressamente conto del trattato Euratom, delle convenzioni internazionali pertinenti e della normativa comunitaria che disciplina più completamente e più rigorosamente tutte le attività che rientrano nel campo di applicazione della presente direttiva. Non contemplando regole supplementari di conflitto di leggi nell'attribuzione dei poteri delle autorità competenti, la presente direttiva non pregiudica le regole sulla competenza giurisdizionale previste, tra l'altro, nel regolamento (CE) n. 44/2001 del Consiglio, del 22 dicembre 2000, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale(7). La presente direttiva non si dovrebbe applicare ad attività il cui scopo principale è la difesa nazionale o la sicurezza internazionale.
(11) La presente direttiva si prefigge di prevenire e riparare il danno ambientale e non riguarda i diritti a risarcimento del danno tradizionale riconosciuti dai pertinenti accordi internazionali che disciplinano la responsabilità civile.
(12) Molti Stati membri sono parti di accordi internazionali che disciplinano la responsabilità civile in relazione a settori specifici. Questi Stati membri dovrebbero poter continuare ad essere parti di tali accordi dopo l'entrata in vigore della presente direttiva, e gli altri Stati membri non dovrebbero perdere la facoltà di divenire parti degli accordi stessi.
(13) A non tutte le forme di danno ambientale può essere posto rimedio attraverso la responsabilità civile. Affinché quest'ultima sia efficace è necessario che vi siano uno o più inquinatori individuabili, il danno dovrebbe essere concreto e quantificabile e si dovrebbero accertare nessi causali tra il danno e gli inquinatori individuati. La responsabilità civile non è quindi uno strumento adatto per trattare l'inquinamento a carattere diffuso e generale nei casi in cui sia impossibile collegare gli effetti ambientali negativi a atti o omissioni di taluni singoli soggetti.
(14) La presente direttiva non si applica ai casi di lesioni personali, al danno alla proprietà privata o alle perdite economiche e non pregiudica qualsiasi diritto concernente questi tipi di danni.
(15) Poiché la prevenzione e la riparazione del danno ambientale sono un compito che contribuisce direttamente agli obiettivi della politica ambientale comunitaria, le autorità pubbliche dovrebbero assicurare la corretta attuazione ed esecuzione della disciplina prevista dalla presente direttiva.
(16) Il ripristino dell'ambiente dovrebbe avere luogo in maniera efficace garantendo il conseguimento degli obiettivi di riparazione. A tal fine si dovrebbe definire un quadro comune la cui corretta applicazione dovrebbe essere controllata dall'autorità competente.
(17) Si dovrebbero prevedere opportune disposizioni per i casi in cui la concomitanza di più di un danno ambientale impedisce all'autorità competente di assicurare la contestuale adozione di tutte le misure di riparazione necessarie. In tal caso, l'autorità competente dovrebbe poter decidere quale danno ambientale deve essere riparato a titolo prioritario.
(18) Secondo il principio "chi inquina paga", l'operatore che provoca un danno ambientale o è all'origine di una minaccia imminente di tale danno dovrebbe di massima sostenere il costo delle necessarie misure di prevenzione o di riparazione. Quando l'autorità competente interviene direttamente o tramite terzi al posto di un operatore, detta autorità dovrebbe far si che il costo da essa sostenuto sia a carico dell'operatore. È inoltre opportuno che gli operatori sostengano in definitiva il costo della valutazione del danno ambientale ed eventualmente della valutazione della minaccia imminente di tale danno.
(19) Gli Stati membri possono calcolare su base forfettaria le spese amministrative, legali, di applicazione e altri costi generali da recuperare.(8) La presente direttiva dovrebbe applicarsi, con riferimento al danno ambientale, alle attività professionali che presentano un rischio per la salute umana o l'ambiente. In linea di principio, tali attività dovrebbero essere individuate con riferimento alla normativa comunitaria pertinente che prevede requisiti normativi in relazione a certe attività o pratiche che si considera presentino un rischio potenziale o reale per la salute umana o l'ambiente.

(8) This Directive should apply, as far as environmental damage is concerned, to occupational activities which present a risk for human health or the environment. Those activities should be identified, in principle, by reference to the relevant Community legislation which provides for regulatory requirements in relation to certain activities or practices considered as posing a potential or actual risk for human health or the environment.
(9) This Directive should also apply, as regards damage to protected species and natural habitats, to any occupational activities other than those already directly or indirectly identified by reference to Community legislation as posing an actual or potential risk for human health or the environment. In such cases the operator should only be liable under this Directive whenever he is at fault or negligent.
(10) Express account should be taken of the Euratom Treaty and relevant international conventions and of Community legislation regulating more comprehensively and more stringently the operation of any of the activities falling under the scope of this Directive. This Directive, which does not provide for additional rules of conflict of laws when it specifies the powers of the competent authorities, is without prejudice to the rules on international jurisdiction of courts as provided, inter alia, in Council Regulation (EC) No 44/2001 of 22 December 2000 on jurisdiction and the recognition and enforcement of judgments in civil and commercial matters(7). This Directive should not apply to activities the main purpose of which is to serve national defence or international security.
(11) This Directive aims at preventing and remedying environmental damage, and does not affect rights of compensation for traditional damage granted under any relevant international agreement regulating civil liability.
(12) Many Member States are party to international agreements dealing with civil liability in relation to specific fields. These Member States should be able to remain so after the entry into force of this Directive, whereas other Member States should not lose their freedom to become parties to these agreements.
(13) Not all forms of environmental damage can be remedied by means of the liability mechanism. For the latter to be effective, there need to be one or more identifiable polluters, the damage should be concrete and quantifiable, and a causal link should be established between the damage and the identified polluter(s). Liability is therefore not a suitable instrument for dealing with pollution of a widespread, diffuse character, where it is impossible to link the negative environmental effects with acts or failure to act of certain individual actors.
(14) This Directive does not apply to cases of personal injury, to damage to private property or to any economic loss and does not affect any right regarding these types of damages.
(15) Since the prevention and remedying of environmental damage is a task directly contributing to the pursuit of the Community's environment policy, public authorities should ensure the proper implementation and enforcement of the scheme provided for by this Directive.
(16) Restoration of the environment should take place in an effective manner ensuring that the relevant restoration objectives are achieved. A common framework should be defined to that end, the proper application of which should be supervised by the competent authority.
(17) Appropriate provision should be made for those situations where several instances of environmental damage have occurred in such a manner that the competent authority cannot ensure that all the necessary remedial measures are taken at the same time. In such a case, the competent authority should be entitled to decide which instance of environmental damage is to be remedied first.
(18) According to the "polluter-pays" principle, an operator causing environmental damage or creating an imminent threat of such damage should, in principle, bear the cost of the necessary preventive or remedial measures. In cases where a competent authority acts, itself or through a third party, in the place of an operator, that authority should ensure that the cost incurred by it is recovered from the operator. It is also appropriate that the operators should ultimately bear the cost of assessing environmental damage and, as the case may be, assessing an imminent threat of such damage occurring.
(19) Member States may provide for flat-rate calculation of administrative, legal, enforcement and other general costs to be recovered.(8) This Directive should apply, as far as environmental damage is concerned, to occupational activities which present a risk for human health or the environment. Those activities should be identified, in principle, by reference to the relevant Community legislation which provides for regulatory requirements in relation to certain activities or practices considered as posing a potential or actual risk for human health or the environment.

(20) Non si dovrebbe chiedere ad un operatore di sostenere i costi di misure di prevenzione o riparazione adottate conformemente alla presente direttiva in situazioni in cui il danno in questione o la minaccia imminente di esso derivano da eventi indipendenti dalla volontà dell'operatore. Gli Stati membri possono consentire che gli operatori, di cui non è accertato il dolo o la colpa, non debbano sostenere il costo di misure di riparazione in situazioni in cui il danno in questione deriva da emissioni o eventi espressamente autorizzati o la cui natura dannosa non era nota al momento del loro verificarsi.
(21) Gli operatori dovrebbero sostenere i costi delle misure di prevenzione che avrebbero comunque dovuto prendere per conformarsi alle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative che disciplinano le loro attività, compresi eventuali permessi o autorizzazioni.
(22) Gli Stati membri possono stabilire norme nazionali che contemplino l'imputazione dei costi nel caso di pluralità di autori del danno. Gli Stati membri possono tenere conto in particolare della specifica situazione dei consumatori dei prodotti, che non potrebbero essere ritenuti responsabili del danno ambientale al pari di coloro che producono detti prodotti. In tal caso la ripartizione della responsabilità dovrebbe essere determinata in conformità della legislazione nazionale.
(23) Le autorità competenti dovrebbero poter recuperare dall'operatore il costo di misure di prevenzione o di riparazione entro un termine congruo dalla data in cui dette misure sono portate a termine.
(24) È necessario assicurare la disponibilità di mezzi di applicazione ed esecuzione efficaci, garantendo un'adeguata tutela dei legittimi interessi degli operatori e delle altre parti interessate. Si dovrebbero conferire alle autorità competenti compiti specifici che implicano appropriata discrezionalità amministrativa, ossia il dovere di valutare l'entità del danno e di determinare le misure di riparazione da prendere.
(25) Le persone che sono state o che possono essere pregiudicate da un danno ambientale dovrebbero essere legittimate a chiedere all'autorità competente di agire. La protezione dell'ambiente è tuttavia un interesse diffuso, per il quale i singoli non sempre agiscono o sono in grado di agire. Si dovrebbe quindi dare l'opportunità a organizzazioni non governative che promuovono la protezione dell'ambiente di contribuire in maniera adeguata all'efficace attuazione della presente direttiva.
(26) Le persone fisiche o giuridiche interessate dovrebbero essere legittimate ad avviare procedure di revisione delle decisioni, degli atti o delle omissioni dell'autorità competente.
(27) Gli Stati membri dovrebbero adottare misure per incoraggiare gli operatori a munirsi di una copertura assicurativa appropriata o di altre forme di garanzia finanziaria e per favorire lo sviluppo di strumenti e mercati di copertura finanziaria onde fornire un'efficace copertura degli obblighi finanziari derivanti dalla presente direttiva.
(28) Quando un danno ambientale riguarda o può riguardare più Stati membri, tali Stati membri dovrebbero cooperare per assicurare una corretta ed efficace azione di prevenzione o di riparazione di qualsiasi danno ambientale. Gli Stati membri possono cercare di recuperare i costi sostenuti per azioni di prevenzione o riparazione.
(29) La presente direttiva non dovrebbe precludere agli Stati membri di mantenere o emanare norme più severe in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale, né di adottare appropriate disposizioni con riferimento alle situazioni di possibile doppio recupero dei costi come conseguenza di azione concorrente da parte di un'autorità competente a norma della presente direttiva e di una persona la cui proprietà abbia subito un danno ambientale.
(30) La presente direttiva non si dovrebbe applicare al danno cagionato prima dello scadere del termine per la sua attuazione.
(31) Gli Stati membri dovrebbero riferire alla Commissione sull'esperienza acquisita nell'applicazione della presente direttiva in modo da consentire alla Commissione di esaminare, alla luce dell'impatto sullo sviluppo sostenibile e di eventuali rischi futuri per l'ambiente, l'opportunità o meno di una revisione della medesima,

(20) An operator should not be required to bear the costs of preventive or remedial actions taken pursuant to this Directive in situations where the damage in question or imminent threat thereof is the result of certain events beyond the operator's control. Member States may allow that operators who are not at fault or negligent shall not bear the cost of remedial measures, in situations where the damage in question is the result of emissions or events explicitly authorised or where the potential for damage could not have been known when the event or emission took place.
(21) Operators should bear the costs relating to preventive measures when those measures should have been taken as a matter of course in order to comply with the legislative, regulatory and administrative provisions regulating their activities or the terms of any permit or authorisation.
(22) Member States may establish national rules covering cost allocation in cases of multiple party causation. Member States may take into account, in particular, the specific situation of users of products who might not be held responsible for environmental damage in the same conditions as those producing such products. In this case, apportionment of liability should be determined in accordance with national law.
(23) Competent authorities should be entitled to recover the cost of preventive or remedial measures from an operator within reasonable period of time from the date on which those measures were completed.
(24) It is necessary to ensure that effective means of implementation and enforcement are available, while ensuring that the legitimate interests of the relevant operators and other interested parties are adequately safeguarded. Competent authorities should be in charge of specific tasks entailing appropriate administrative discretion, namely the duty to assess the significance of the damage and to determine which remedial measures should be taken.
(25) Persons adversely affected or likely to be adversely affected by environmental damage should be entitled to ask the competent authority to take action. Environmental protection is, however, a diffuse interest on behalf of which individuals will not always act or will not be in a position to act. Non-governmental organisations promoting environmental protection should therefore also be given the opportunity to properly contribute to the effective implementation of this Directive.
(26) The relevant natural or legal persons concerned should have access to procedures for the review of the competent authority's decisions, acts or failure to act.
(27) Member States should take measures to encourage the use by operators of any appropriate insurance or other forms of financial security and the development of financial security instruments and markets in order to provide effective cover for financial obligations under this Directive.
(28) Where environmental damage affects or is likely to affect several Member States, those Member States should cooperate with a view to ensuring proper and effective preventive or remedial action in respect of any environmental damage. Member States may seek to recover the costs for preventive or remedial actions.
(29) This Directive should not prevent Member States from maintaining or enacting more stringent provisions in relation to the prevention and remedying of environmental damage; nor should it prevent the adoption by Member States of appropriate measures in relation to situations where double recovery of costs could occur as a result of concurrent action by a competent authority under this Directive and by a person whose property is affected by the environmental damage.
(30) Damage caused before the expiry of the deadline for implementation of this Directive should not be covered by its provisions.
(31) Member States should report to the Commission on the experience gained in the application of this Directive so as to enable the Commission to consider, taking into account the impact on sustainable development and future risks to the environment, whether any review of this Directive is appropriate,

HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Articolo 1
Oggetto
La presente direttiva istituisce un quadro per la responsabilità ambientale, basato sul principio "chi inquina paga", per la prevenzione e la riparazione del danno ambientale.

Articolo 2
Definizioni
Ai fini della presente direttiva valgono le seguenti definizioni:
1) "danno ambientale": a) danno alle specie e agli habitat naturali protetti, vale a dire qualsiasi danno che produca significativi effetti negativi sul raggiungimento o il mantenimento di uno stato di conservazione favorevole di tali specie e habitat. L'entità di tali effetti è da valutare in riferimento alle condizioni originarie, tenendo conto dei criteri enunciati nell'allegato I.
Il danno alle specie e agli habitat naturali protetti non comprende gli effetti negativi preventivamente identificati derivanti da un atto di un operatore espressamente autorizzato dalle autorità competenti, secondo le norme di attuazione dell'articolo 6, paragrafi 3 e 4 o dell'articolo 16 della direttiva 92/43/CEE o dell'articolo 9 della direttiva 79/409/CEE oppure, in caso di habitat o specie non contemplati dal diritto comunitario, secondo le disposizioni della legislazione nazionale sulla conservazione della natura aventi effetto equivalente;
b) danno alle acque, vale a dire qualsiasi danno che incida in modo significativamente negativo sullo stato ecologico, chimico e/o quantitativo e/o sul potenziale ecologico delle acque interessate, quali definiti nella direttiva 2000/60/CE, a eccezione degli effetti negativi cui si applica l'articolo 4, paragrafo 7 di tale direttiva;
c) danno al terreno, vale a dire qualsiasi contaminazione del terreno che crei un rischio significativo di effetti negativi sulla salute umana a seguito dell'introduzione diretta o indiretta nel suolo, sul suolo o nel sottosuolo di sostanze, preparati, organismi o microrganismi nel suolo;
2) "danno": un mutamento negativo misurabile di una risorsa naturale o un deterioramento misurabile di un servizio di una risorsa naturale, che può prodursi direttamente o indirettamente;
3) "specie e habitat naturali protetti": a) le specie menzionate all'articolo 4, paragrafo 2 o elencate nell'allegato I della direttiva 79/409/CEE o elencate negli allegati II e IV della direttiva 92/43/CEE;
b) gli habitat delle specie menzionate all'articolo 4, paragrafo 2 o elencate nell'allegato I della direttiva 79/409/CEE o elencate nell'allegato II della direttiva 92/43/CEE, e gli habitat naturali elencati nell'allegato I della direttiva 92/43/CEE nonché i siti di riproduzione e i luoghi di riposo delle specie elencate nell'allegato IV della direttiva 92/43/CEE; e
c) qualora uno Stato membro lo decida, gli habitat o le specie non elencati in tali allegati che lo Stato membro designa per fini equivalenti a quelli di tali direttive;
4) "stato di conservazione": a) con riferimento a un habitat naturale, l'insieme dei fattori che intervengono su tale habitat naturale e sulle sue specie tipiche che possono influenzarne la distribuzione naturale, la struttura e le funzioni a lungo termine, nonché la sopravvivenza a lungo termine delle sue specie tipiche, secondo il caso nel territorio europeo degli Stati membri in cui si applica il trattato o nel territorio di uno Stato membro o nell'area di detto habitat, a seconda dei casi.
Lo stato di conservazione di un habitat naturale è considerato "favorevole" quando:
- la sua area naturale e le zone in essa racchiuse sono stabili o in aumento,
- le strutture e le funzioni specifiche necessarie per il suo mantenimento a lungo termine esistono e continueranno verosimilmente a esistere in un futuro prevedibile, e
- lo stato di conservazione delle sue specie tipiche è favorevole, ai sensi della lettera b);
b) con riferimento a una specie, l'insieme dei fattori che intervengono sulla specie interessata che possono influenzare la distribuzione e l'abbondanza a lungo termine delle sue popolazioni, nel territorio europeo degli Stati membri in cui si applica il trattato o nel territorio di uno Stato membro o nell'area naturale di detta specie, a seconda dei casi.
Lo stato di conservazione di una specie è considerato "favorevole" quando:
- i dati relativi alla dinamica della popolazione della specie interessata mostrano che essa si sta mantenendo, a lungo termine, come componente vitale dei suoi habitat naturali,
- l'area naturale della specie non si sta riducendo né si ridurrà verosimilmente in un futuro prevedibile, e
- esiste, e verosimilmente continuerà a esistere, un habitat sufficientemente ampio per mantenere la sua popolazione a lungo termine;

HAVE ADOPTED THIS DIRECTIVE:

Article 1
Subject matter
The purpose of this Directive is to establish a framework of environmental liability based on the "polluter-pays" principle, to prevent and remedy environmental damage.

Article 2
Definitions
For the purpose of this Directive the following definitions shall apply:
1) "environmental damage" means:
(a) damage to protected species and natural habitats, which is any damage that has significant adverse effects on reaching or maintaining the favourable conservation status of such habitats or species. The significance of such effects is to be assessed with reference to the baseline condition, taking account of the criteria set out in Annex I; Damage to protected species and natural habitats does not include previously identified adverse effects which result from an act by an operator which was expressly authorised by the relevant authorities in accordance with provisions implementing Article 6(3) and (4) or Article 16 of Directive 92/43/EEC or Article 9 of Directive 79/409/EEC or, in the case of habitats and species not covered by Community law, in accordance with equivalent provisions of national law on nature conservation.
(b) water damage, which is any damage that significantly adversely affects the ecological, chemical and/or quantitative status and/or ecological potential, as defined in Directive 2000/60/EC, of the waters concerned, with the exception of adverse effects where Article 4(7) of that Directive applies;
(c) land damage, which is any land contamination that creates a significant risk of human health being adversely affected as a result of the direct or indirect introduction, in, on or under land, of substances, preparations, organisms or micro-organisms;
2) "damage" means a measurable adverse change in a natural resource or measurable impairment of a natural resource service which may occur directly or indirectly;
3) "protected species and natural habitats" means:
(a) the species mentioned in Article 4(2) of Directive 79/409/EEC or listed in Annex I thereto or listed in Annexes II and IV to Directive 92/43/EEC;
(b) the habitats of species mentioned in Article 4(2) of Directive 79/409/EEC or listed in Annex I thereto or listed in Annex II to Directive 92/43/EEC, and the natural habitats listed in Annex I to Directive 92/43/EEC and the breeding sites or resting places of the species listed in Annex IV to Directive 92/43/EEC; and
(c) where a Member State so determines, any habitat or species, not listed in those Annexes which the Member State designates for equivalent purposes as those laid down in these two Directives;
4) "conservation status" means:
(a) in respect of a natural habitat, the sum of the influences acting on a natural habitat and its typical species that may affect its long-term natural distribution, structure and functions as well as the long-term survival of its typical species within, as the case may be, the European territory of the Member States to which the Treaty applies or the territory of a Member State or the natural range of that habitat;
The conservation status of a natural habitat will be taken as "favourable" when:
- its natural range and areas it covers within that range are stable or increasing,
- the specific structure and functions which are necessary for its long-term maintenance exist and are likely to continue to exist for the foreseeable future, and
- the conservation status of its typical species is favourable, as defined in (b);
(b) in respect of a species, the sum of the influences acting on the species concerned that may affect the long-term distribution and abundance of its populations within, as the case may be, the European territory of the Member States to which the Treaty applies or the territory of a Member State or the natural range of that species;
The conservation status of a species will be taken as "favourable" when:
- population dynamics data on the species concerned indicate that it is maintaining itself on a long-term basis as a viable component of its natural habitats,
- the natural range of the species is neither being reduced nor is likely to be reduced for the foreseeable future, and
- there is, and will probably continue to be, a sufficiently large habitat to maintain its populations on a long-term basis;

5) "acque": tutte le acque cui si applica la direttiva 2000/60/CE;
6) "operatore": qualsiasi persona fisica o giuridica, sia essa pubblica o privata, che esercita o controlla un'attività professionale oppure, quando la legislazione nazionale lo prevede, a cui è stato delegato un potere economico decisivo sul funzionamento tecnico di tale attività, compresi il titolare del permesso o dell'autorizzazione a svolgere detta attività o la persona che registra o notifica l'attività medesima;
7) "attività professionale": qualsiasi attività svolta nel corso di un'attività economica, commerciale o imprenditoriale, indipendentemente dal fatto che abbia carattere pubblico o privato o che persegua o meno fini di lucro;
8) "emissione": il rilascio nell'ambiente, a seguito dell'attività umana, di sostanze, preparati, organismi o microrganismi;
9) "minaccia imminente di danno": il rischio sufficientemente probabile che si verifichi un danno ambientale in un futuro prossimo;
10) "misure di prevenzione": le misure prese per reagire a un evento, un atto o un'omissione che ha creato una minaccia imminente di danno ambientale, al fine di impedire o minimizzare tale danno;
11) "misure di riparazione": qualsiasi azione o combinazione di azioni, tra cui misure di attenuazione o provvisorie dirette a riparare, risanare o sostituire risorse naturali e/o servizi naturali danneggiati, oppure a fornire un'alternativa equivalente a tali risorse o servizi, come previsto nell'allegato II;
12) "risorse naturali": specie e habitat naturali protetti, acqua e terreno;
13) "servizi" e "servizi delle risorse naturali": le funzioni svolte da una risorsa naturale a favore di altre risorse naturali e/o del pubblico;
14) "condizioni originarie": le condizioni, al momento del danno, delle risorse naturali e dei servizi che sarebbero esistite se non si fosse verificato il danno ambientale, stimate sulla base delle migliori informazioni disponibili;
15) "ripristino", compreso il "ripristino naturale": nel caso dell'acqua, delle specie e degli habitat naturali protetti, il ritorno delle risorse naturali e/o dei servizi danneggiati alle condizioni originarie e, nel caso di danno al terreno, l'eliminazione di qualsiasi rischio significativo di causare effetti nocivi per la salute umana;
16) "costi": i costi giustificati dalla necessità di assicurare un'attuazione corretta ed efficace della presente direttiva, compresi i costi per valutare il danno ambientale, una minaccia imminente di tale danno e gli interventi alternativi, le spese amministrative, legali e di applicazione, i costi di raccolta dei dati e altri costi generali, nonché i costi di controllo e sorveglianza.

Articolo 3
Ambito di applicazione
1. La presente direttiva si applica:
a) al danno ambientale causato da una delle attività professionali elencate nell'allegato III e a qualsiasi minaccia imminente di tale danno a seguito di una di dette attività;
b) al danno alle specie e agli habitat naturali protetti causato da una delle attività professionale non elencata nell'allegato III e a qualsiasi minaccia imminente di tale danno a seguito di una di dette attività, in caso di comportamento doloso o colposo dell'operatore.
2. La presente direttiva si applica fatte salve disposizioni più severe della legislazione comunitaria sull'esercizio di una delle attività che rientrano nel suo ambito di applicazione e fatta salva la normativa comunitaria contenente disposizioni sui conflitti di giurisdizione.
3. Ferma restando la pertinente legislazione nazionale, la presente direttiva non conferisce ai privati un diritto a essere indennizzati in seguito a un danno ambientale o a una minaccia imminente di tale danno.

5) "waters" mean all waters covered by Directive 2000/60/EC;
6) "operator" means any natural or legal, private or public person who operates or controls the occupational activity or, where this is provided for in national legislation, to whom decisive economic power over the technical functioning of such an activity has been delegated, including the holder of a permit or authorisation for such an activity or the person registering or notifying such an activity;
7) "occupational activity" means any activity carried out in the course of an economic activity, a business or an undertaking, irrespectively of its private or public, profit or non-profit character;
8) "emission" means the release in the environment, as a result of human activities, of substances, preparations, organisms or micro-organisms;
9) "imminent threat of damage" means a sufficient likelihood that environmental damage will occur in the near future;
10) "preventive measures" means any measures taken in response to an event, act or omission that has created an imminent threat of environmental damage, with a view to preventing or minimising that damage;
11) "remedial measures" means any action, or combination of actions, including mitigating or interim measures to restore, rehabilitate or replace damaged natural resources and/or impaired services, or to provide an equivalent alternative to those resources or services as foreseen in Annex II;
12) "natural resource" means protected species and natural habitats, water and land;
13) "services" and "natural resources services" mean the functions performed by a natural resource for the benefit of another natural resource or the public;
14) "baseline condition" means the condition at the time of the damage of the natural resources and services that would have existed had the environmental damage not occurred, estimated on the basis of the best information available;
15) "recovery", including "natural recovery", means, in the case of water, protected species and natural habitats the return of damaged natural resources and/or impaired services to baseline condition and in the case of land damage, the elimination of any significant risk of adversely affecting human health;
16) "costs" means costs which are justified by the need to ensure the proper and effective implementation of this Directive including the costs of assessing environmental damage, an imminent threat of such damage, alternatives for action as well as the administrative, legal, and enforcement costs, the costs of data collection and other general costs, monitoring and supervision costs.

Article 3
Scope
1. This Directive shall apply to:
(a) environmental damage caused by any of the occupational activities listed in Annex III, and to any imminent threat of such damage occurring by reason of any of those activities;
(b) damage to protected species and natural habitats caused by any occupational activities other than those listed in Annex III, and to any imminent threat of such damage occurring by reason of any of those activities, whenever the operator has been at fault or negligent.
2. This Directive shall apply without prejudice to more stringent Community legislation regulating the operation of any of the activities falling within the scope of this Directive and without prejudice to Community legislation containing rules on conflicts of jurisdiction.
3. Without prejudice to relevant national legislation, this Directive shall not give private parties a right of compensation as a consequence of environmental damage or of an imminent threat of such damage.



Articolo 4
Eccezioni
1. La presente direttiva non riguarda il danno ambientale o la minaccia imminente di tale danno cagionati da quanto segue:
a) un atto di conflitto armato, ostilità, guerra civile o insurrezione;
b) un fenomeno naturale di carattere eccezionale, inevitabile e incontrollabile;
2. La presente direttiva non si applica al danno ambientale o a una minaccia imminente di tale danno a seguito di un incidente per il quale la responsabilità o l'indennizzo rientrano nell'ambito d'applicazione di una delle convenzioni internazionali elencate nell'allegato IV, comprese eventuali successive modifiche di tali convenzioni, in vigore nello Stato membro interessato.
3. La presente direttiva non pregiudica il diritto dell'operatore di limitare la propria responsabilità conformemente alla legislazione nazionale che da esecuzione alla convenzione sulla limitazione della responsabilità per crediti marittimi (LLMC) del 1976, compresi futuri emendamenti della medesima o alla convenzione di Strasburgo sulla limitazione della responsabilità nella navigazione interna (CLNI) del 1988 compresi futuri emendamenti della medesima.
4. La presente direttiva non si applica ai rischi nucleari e al danno ambientale né alla minaccia imminente di tale danno causati da attività disciplinate dal trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica o causati da un incidente o un'attività per i quali la responsabilità o l'indennizzo rientra nel campo di applicazione di uno degli strumenti internazionali elencati nell'allegato V, comprese eventuali successive modifiche di tali strumenti.
5. La presente direttiva si applica al danno ambientale o alla minaccia imminente di tale danno causati da inquinamento di carattere diffuso unicamente quando sia possibile accertare un nesso causale tra il danno e le attività di singoli operatori.
6. La presente direttiva non si applica alle attività aventi come scopo principale la difesa nazionale o la sicurezza internazionale, né a quelle aventi come unico scopo la protezione dalle calamità naturali.

Articolo 5
Azione di prevenzione
1. Quando un danno ambientale non si è ancora verificato, ma esiste una minaccia imminente che si verifichi, l'operatore adotta, senza indugio, le misure di prevenzione necessarie.
2. Se del caso, e comunque quando la minaccia imminente di danno ambientale persista nonostante le misure di prevenzione adottate dall'operatore, gli Stati membri provvedono affinché gli operatori abbiano l'obbligo di informare il più presto possibile l'autorità competente di tutti gli aspetti pertinenti della situazione.
3. L'autorità competente, in qualsiasi momento, ha facoltà di:
a) chiedere all'operatore di fornire informazioni su qualsiasi minaccia imminente di danno ambientale o su casi sospetti di tale minaccia imminente;
b) chiedere all'operatore di prendere le misure di prevenzione necessarie;
c) dare all'operatore le istruzioni da seguire riguardo alle misure di prevenzione necessarie da adottare; oppure
d) adottare essa stessa le misure di prevenzione necessarie.
4. L'autorità competente richiede che l'operatore adotti le misure di prevenzione. Se l'operatore non si conforma agli obblighi previsti al paragrafo 1 o al paragrafo 3, lettere b) o c), se non può essere individuato, o se non è tenuto a sostenere i costi a norma della presente direttiva, l'autorità competente ha facoltà di adottare essa stessa tali misure.

Articolo 6
Azione di riparazione
1. Quando si è verificato un danno ambientale, l'operatore comunica senza indugio all'autorità competente tutti gli aspetti pertinenti della situazione e adotta:
a) tutte le iniziative praticabili per controllare, circoscrivere, eliminare o gestire in altro modo, con effetto immediato, gli inquinanti in questione e/o qualsiasi altro fattore di danno, allo scopo di limitare o prevenire ulteriori danni ambientali e effetti nocivi per la salute umana o ulteriori deterioramenti ai servizi e
b) le necessarie misure di riparazione conformemente all'articolo 7.
2. L'autorità competente, in qualsiasi momento, ha facoltà di:
a) chiedere all'operatore di fornire informazioni supplementari su qualsiasi danno verificatosi;
b) adottare, chiedere all'operatore di adottare o dare istruzioni all'operatore circa tutte le iniziative praticabili per controllare, circoscrivere, eliminare o gestire in altro modo, con effetto immediato, gli inquinanti in questione e/o qualsiasi altro fattore di danno, allo scopo di limitare o prevenire ulteriori danni ambientali e effetti nocivi per la salute umana o ulteriori deterioramenti ai servizi;
c) chiedere all'operatore di prendere le misure di riparazione necessarie;
d) dare all'operatore le istruzioni da seguire riguardo alle misure di riparazione necessarie da adottare; oppure
e) adottare essa stessa le misure di riparazione necessarie.

Article 4
Exceptions
1. This Directive shall not cover environmental damage or an imminent threat of such damage caused by:
(a) an act of armed conflict, hostilities, civil war or insurrection;
(b) a natural phenomenon of exceptional, inevitable and irresistible character.
2. This Directive shall not apply to environmental damage or to any imminent threat of such damage arising from an incident in respect of which liability or compensation falls within the scope of any of the International Conventions listed in Annex IV, including any future amendments thereof, which is in force in the Member State concerned.
3. This Directive shall be without prejudice to the right of the operator to limit his liability in accordance with national legislation implementing the Convention on Limitation of Liability for Maritime Claims (LLMC), 1976, including any future amendment to the Convention, or the Strasbourg Convention on Limitation of Liability in Inland Navigation (CLNI), 1988, including any future amendment to the Convention.
4. This Directive shall not apply to such nuclear risks or environmental damage or imminent threat of such damage as may be caused by the activities covered by the Treaty establishing the Atomic Energy European Community or caused by an incident or activity in respect of which liability or compensation falls within the scope of any of the international instruments listed in Annex V, including any future amendments thereof.
5. This Directive shall only apply to environmental damage or to an imminent threat of such damage caused by pollution of a diffuse character, where it is possible to establish a causal link between the damage and the activities of individual operators.
6. This Directive shall not apply to activities the main purpose of which is to serve national defence or international security nor to activities the sole purpose of which is to protect from natural disasters.

Article 5
Preventive action
1. Where environmental damage has not yet occurred but there is an imminent threat of such damage occurring, the operator shall, without delay, take the necessary preventive measures.
2. Member States shall provide that, where appropriate, and in any case whenever an imminent threat of environmental damage is not dispelled despite the preventive measures taken by the operator, operators are to inform the competent authority of all relevant aspects of the situation, as soon as possible.
3. The competent authority may, at any time:
(a) require the operator to provide information on any imminent threat of environmental damage or in suspected cases of such an imminent threat;
(b) require the operator to take the necessary preventive measures;
(c) give instructions to the operator to be followed on the necessary preventive measures to be taken; or
(d) itself take the necessary preventive measures.
4. The competent authority shall require that the preventive measures are taken by the operator. If the operator fails to comply with the obligations laid down in paragraph 1 or 3(b) or (c), cannot be identified or is not required to bear the costs under this Directive, the competent authority may take these measures itself.

Article 6
Remedial action
1. Where environmental damage has occurred the operator shall, without delay, inform the competent authority of all relevant aspects of the situation and take:
(a) all practicable steps to immediately control, contain, remove or otherwise manage the relevant contaminants and/or any other damage factors in order to limit or to prevent further environmental damage and adverse effects on human health or further impairment of services and
(b) the necessary remedial measures, in accordance with Article 7.
2. The competent authority may, at any time:
(a) require the operator to provide supplementary information on any damage that has occurred;
(b) take, require the operator to take or give instructions to the operator concerning, all practicable steps to immediately control, contain, remove or otherwise manage the relevant contaminants and/or any other damage factors in order to limit or to prevent further environmental damage and adverse effect on human health, or further impairment of services;
(c) require the operator to take the necessary remedial measures;
(d) give instructions to the operator to be followed on the necessary remedial measures to be taken; or
(e) itself take the necessary remedial measures.

3. L'autorità competente richiede che l'operatore adotti le misure di riparazione. Se l'operatore non si conforma agli obblighi previsti al paragrafo 1 o al paragrafo 2, lettere b), c) o d), se non può essere individuato o se non è tenuto a sostenere i costi a norma della presente direttiva, l'autorità competente ha facoltà di adottare essa stessa tali misure.

Articolo 7
Determinazione delle misure di riparazione
1. Conformemente all'allegato II, gli operatori individuano le possibili misure di riparazione e le presentano per approvazione all'autorità competente, a meno che questa non abbia intrapreso un'azione a norma dell'articolo 6, paragrafo 2, lettera e), e paragrafo 3.
2. L'autorità competente decide quali misure di riparazione attuare conformemente all'allegato II e, se necessario, in cooperazione con l'operatore interessato.
3. Se una pluralità di casi di danno ambientale si sono verificati in modo tale che l'autorità competente non è in grado di assicurare l'adozione simultanea delle misure di riparazione necessarie, essa può decidere quale danno ambientale debba essere riparato a titolo prioritario.
Ai fini di tale decisione, l'autorità competente tiene conto, fra l'altro, della natura, entità e gravità dei diversi casi di danno ambientale in questione, nonché della possibilità di un ripristino naturale. Sono inoltre presi in considerazione i rischi per la salute umana.
4. L'autorità competente invita le persone di cui all'articolo 12, paragrafo 1 e, in ogni caso, le persone sul cui terreno si dovrebbero effettuare le misure di riparazione a presentare le loro osservazioni e le prende in considerazione.

Articolo 8
Costi di prevenzione e di riparazione
1. L'operatore sostiene i costi delle azioni di prevenzione e di riparazione adottate in conformità della presente direttiva.
2. Fatti salvi i paragrafi 3 e 4, l'autorità competente recupera, tra l'altro attraverso garanzie reali o altre adeguate garanzie, dall'operatore che ha causato il danno o l'imminente minaccia di danno i costi da essa sostenuti in relazione alle azioni di prevenzione o di riparazione adottate a norma della presente direttiva.
Tuttavia, l'autorità competente ha facoltà di decidere di non recuperare la totalità dei costi qualora la spesa necessaria per farlo sia maggiore dell'importo recuperabile o qualora l'operatore non possa essere individuato.
3. Non sono a carico dell'operatore i costi delle azioni di prevenzione o di riparazione adottate conformemente alla presente direttiva se egli può provare che il danno ambientale o la minaccia imminente di tale danno:
a) è stato causato da un terzo, e si è verificato nonostante l'esistenza di opportune misure di sicurezza, o
b) è conseguenza dell'osservanza di un ordine o istruzione obbligatori impartiti da una autorità pubblica, diversa da un ordine o istruzione impartiti in seguito a un'emissione o a un incidente causati dalle attività dell'operatore.
In tali casi gli Stati membri adottano le misure appropriate per consentire all'operatore di recuperare i costi sostenuti.
4. Gli Stati membri hanno facoltà di consentire che l'operatore non sia tenuto a sostenere i costi delle azioni di riparazione intraprese conformemente alla presente direttiva qualora dimostri che non gli è attribuibile un comportamento doloso o colposo e che il danno ambientale è stato causato da:
a) un'emissione o un evento espressamente autorizzati da un'autorizzazione conferita o concessa ai sensi delle vigenti disposizioni legislative e regolamentari nazionali recanti attuazione delle misure legislative adottate dalla Comunità di cui all'allegato III, applicabili alla data dell'emissione o dell'evento e in piena conformità delle condizioni ivi previste;
b) un'emissione o un'attività o qualsiasi altro modo di utilizzazione di un prodotto nel corso di un'attività, che l'operatore dimostri non essere state considerate probabile causa di danno ambientale secondo lo stato delle conoscenze scientifiche e tecniche al momento del rilascio dell'emissione o dell'esecuzione dell'attività.
5. Le misure adottate dall'autorità competente conformemente all'articolo 5, paragrafi 3 e 4 e all'articolo 6, paragrafi 2 e 3 lasciano impregiudicata la responsabilità dell'operatore interessato a norma della presente direttiva e l'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE.

Articolo 9
Imputazione dei costi nel caso di pluralità di autori del danno
La presente direttiva lascia impregiudicata qualsiasi disposizione del diritto nazionale riguardante l'imputazione dei costi nel caso di pluralità di autori del danno, in particolare per quanto concerne la ripartizione della responsabilità tra produttore e utente di un prodotto.

3. The competent authority shall require that the remedial measures are taken by the operator. If the operator fails to comply with the obligations laid down in paragraph 1 or 2(b), (c) or (d), cannot be identified or is not required to bear the costs under this Directive, the competent authority may take these measures itself.

Article 7
Determination of remedial measures
1. Operators shall identify, in accordance with Annex II, potential remedial measures and submit them to the competent authority for its approval, unless the competent authority has taken action under Article 6(2)(e) and (3).
2. The competent authority shall decide which remedial measures shall be implemented in accordance with Annex II, and with the cooperation of the relevant operator, as required.
3. Where several instances of environmental damage have occurred in such a manner that the competent authority cannot ensure that the necessary remedial measures are taken at the same time, the competent authority shall be entitled to decide which instance of environmental damage must be remedied first.
In making that decision, the competent authority shall have regard, inter alia, to the nature, extent and gravity of the various instances of environmental damage concerned, and to the possibility of natural recovery. Risks to human health shall also be taken into account.
4. The competent authority shall invite the persons referred to in Article 12(1) and in any case the persons on whose land remedial measures would be carried out to submit their observations and shall take them into account.

Article 8
Prevention and remediation costs
1. The operator shall bear the costs for the preventive and remedial actions taken pursuant to this Directive.
2. Subject to paragraphs 3 and 4, the competent authority shall recover, inter alia, via security over property or other appropriate guarantees from the operator who has caused the damage or the imminent threat of damage, the costs it has incurred in relation to the preventive or remedial actions taken under this Directive.
However, the competent authority may decide not to recover the full costs where the expenditure required to do so would be greater than the recoverable sum or where the operator cannot be identified.
3. An operator shall not be required to bear the cost of preventive or remedial actions taken pursuant to this Directive when he can prove that the environmental damage or imminent threat of such damage:
(a) was caused by a third party and occured despite the fact that appropriate safety measures were in place; or
(b) resulted from compliance with a compulsory order or instruction emanating from a public authority other than an order or instruction consequent upon an emission or incident caused by the operator's own activities.
In such cases Member States shall take the appropriate measures to enable the operator to recover the costs incurred.
4. The Member States may allow the operator not to bear the cost of remedial actions taken pursuant to this Directive where he demonstrates that he was not at fault or negligent and that the environmental damage was caused by:
(a) an emission or event expressly authorised by, and fully in accordance with the conditions of, an authorisation conferred by or given under applicable national laws and regulations which implement those legislative measures adopted by the Community specified in Annex III, as applied at the date of the emission or event;
(b) an emission or activity or any manner of using a product in the course of an activity which the operator demonstrates was not considered likely to cause environmental damage according to the state of scientific and technical knowledge at the time when the emission was released or the activity took place.
5. Measures taken by the competent authority in pursuance of Article 5(3) and (4) and Article 6(2) and (3) shall be without prejudice to the liability of the relevant operator under this Directive and without prejudice to Articles 87 and 88 of the EC Treaty.

Article 9
Cost allocation in cases of multiple party causation
This Directive is without prejudice to any provisions of national regulations concerning cost allocation in cases of multiple party causation especially concerning the apportionment of liability between the producer and the user of a product.

Articolo 10
Termini per il recupero dei costi
L'autorità competente è legittimata ad avviare, nei confronti di un operatore o, se del caso, del terzo che ha causato il danno o la minaccia imminente di danno, i procedimenti per il recupero dei costi relativi a misure adottate conformemente alla presente direttiva entro cinque anni dalla data in cui tali misure sono state portate a termine o in cui è stato identificato l'operatore responsabile o il terzo responsabile, a seconda di quale data sia posteriore.

Articolo 11
Autorità competente
1. Gli Stati membri designano l'autorità competente o le autorità competenti ai fini dell'esecuzione dei compiti previsti dalla presente direttiva.
2. Spetta all'autorità competente individuare l'operatore che ha causato il danno o la minaccia imminente di danno, valutare la gravità del danno e determinare le misure di riparazione da prendere a norma dell'allegato II. A tal fine, l'autorità competente è legittimata a chiedere all'operatore interessato di effettuare la propria valutazione e di fornire tutte le informazioni e i dati necessari.
3. Gli Stati membri provvedono affinché l'autorità competente possa delegare o chiedere a terzi di attuare le misure di prevenzione o di riparazione necessarie.
4. Le decisioni adottate ai sensi della presente direttiva che impongono misure di prevenzione o di riparazione sono motivate con precisione. Tali decisioni sono notificate senza indugio all'operatore interessato, il quale è contestualmente informato dei mezzi di ricorso di cui dispone secondo la legge vigente dello Stato membro in questione, nonché dei termini relativi a detti ricorsi.

Articolo 12
Richiesta di azione
1. Persone fisiche o giuridiche:
a) che sono o potrebbero essere colpite dal danno ambientale, o
b) che vantino un interesse sufficiente nel processo decisionale in materia di ambiente concernente il danno o, in alternativa,
c) che facciano valere la violazione di un diritto, nei casi in cui il diritto processuale amministrativo di uno Stato membro esiga tale presupposto,
sono legittimate a presentare all'autorità competente osservazioni concernenti qualsiasi caso di danno ambientale o minaccia imminente di danno ambientale di cui siano a conoscenza e a chiedere all'autorità competente di intervenire a norma della presente direttiva.
Gli elementi costitutivi dell'interesse sufficiente e della violazione di un diritto sono determinati dagli Stati membri.
A tal fine, l'interesse di organizzazioni non governative che promuovono la protezione dell'ambiente e che sono conformi a tutti i requisiti previsti dal diritto nazionale è considerato sufficiente ai fini della lettera b). Tali organizzazioni sono altresì considerate titolari di diritti che possono subire violazioni ai sensi della lettera c).
2. La richiesta di azione è corredata di tutti i dati e le informazioni pertinenti a sostegno delle osservazioni presentate in relazione al danno ambientale in questione.
3. L'autorità competente tiene conto delle richieste di azione e delle osservazioni ad esse allegate che mostrino con verosimiglianza l'esistenza di un caso di danno ambientale. In tali circostanze l'autorità competente dà la possibilità all'operatore interessato di far conoscere le proprie opinioni circa la richiesta di azione e le osservazioni allegate.
4. Quanto prima, e comunque conformemente alle pertinenti disposizioni della legislazione nazionale, l'autorità competente informa le persone di cui al paragrafo 1, che hanno presentato osservazioni all'autorità, della sua decisione di accogliere o rifiutare la richiesta di azione e indica i motivi della decisione.
5. Gli Stati membri possono decidere di non applicare i paragrafi 1 e 4 ai casi di minaccia imminente di danno.

Articolo 13
Procedure di riesame
1. Le persone di cui all'articolo 12, paragrafo 1 sono legittimate ad avviare procedimenti dinanzi a un tribunale, o qualsiasi altro organo pubblico indipendente e imparziale, ai fini del riesame della legittimità della procedura e del merito delle decisioni, degli atti o delle omissioni dell'autorità competente ai sensi della presente direttiva.
2. La presente direttiva lascia impregiudicate le disposizioni nazionali che disciplinano l'accesso alla giustizia e quelle che consentono l'avvio di procedimenti giudiziari solo previo esperimento delle vie di ricorso amministrative.

Articolo 14
Garanzia finanziaria
1. Gli Stati membri adottano misure per incoraggiare lo sviluppo, da parte di operatori economici e finanziari appropriati, di strumenti e mercati di copertura finanziaria, compresi meccanismi finanziari in caso di insolvenza, per consentire agli operatori di usare garanzie finanziarie per assolvere alle responsabilità ad essi incombenti ai sensi della presente direttiva.
2. Anteriormente al ...(8) la Commissione presenta una relazione in merito all'efficacia della direttiva in termini di effettiva riparazione dei danni ambientali e in merito alla disponibilità a costi ragionevoli e alle condizioni di assicurazione e di altri tipi di garanzia finanziaria per le attività contemplate dall'allegato III. Alla luce di tale relazione, la Commissione può presentare proposte per la garanzia finanziaria obbligatoria.

Article 10
Limitation period for recovery of costs
The competent authority shall be entitled to initiate cost recovery proceedings against the operator, or if appropriate, a third party who has caused the damage or the imminent threat of damage in relation to any measures taken in pursuance of this Directive within five years from the date on which those measures have been completed or the liable operator, or third party, has been identified, whichever is the later.

Article 11
Competent authority
1. Member States shall designate the competent authority(ies) responsible for fulfilling the duties provided for in this Directive.
2. The duty to establish which operator has caused the damage or the imminent threat of damage, to assess the significance of the damage and to determine which remedial measures should be taken with reference to Annex II shall rest with the competent authority. To that effect, the competent authority shall be entitled to require the relevant operator to carry out his own assessment and to supply any information and data necessary.
3. Member States shall ensure that the competent authority may empower or require third parties to carry out the necessary preventive or remedial measures.
4. Any decision taken pursuant to this Directive which imposes preventive or remedial measures shall state the exact grounds on which it is based. Such decision shall be notified forthwith to the operator concerned, who shall at the same time be informed of the legal remedies available to him under the laws in force in the Member State concerned and of the time-limits to which such remedies are subject.

Article 12
Request for action
1. Natural or legal persons:
(a) affected or likely to be affected by environmental damage or
(b) having a sufficient interest in environmental decision making relating to the damage or, alternatively,
(c) alleging the impairment of a right, where administrative procedural law of a Member State requires this as a precondition,
shall be entitled to submit to the competent authority any observations relating to instances of environmental damage or an imminent threat of such damage of which they are aware and shall be entitled to request the competent authority to take action under this Directive.
What constitutes a "sufficient interest" and "impairment of a right" shall be determined by the Member States.
To this end, the interest of any non-governmental organisation promoting environmental protection and meeting any requirements under national law shall be deemed sufficient for the purpose of subparagraph (b). Such organisations shall also be deemed to have rights capable of being impaired for the purpose of subparagraph (c).
2. The request for action shall be accompanied by the relevant information and data supporting the observations submitted in relation to the environmental damage in question.
3. Where the request for action and the accompanying observations show in a plausible manner that environmental damage exists, the competent authority shall consider any such observations and requests for action. In such circumstances the competent authority shall give the relevant operator an opportunity to make his views known with respect to the request for action and the accompanying observations.
4. The competent authority shall, as soon as possible and in any case in accordance with the relevant provisions of national law, inform the persons referred to in paragraph 1, which submitted observations to the authority, of its decision to accede to or refuse the request for action and shall provide the reasons for it.
5. Member States may decide not to apply paragraphs 1 and 4 to cases of imminent threat of damage.

Article 13
Review procedures
1. The persons referred to in Article 12(1) shall have access to a court or other independent and impartial public body competent to review the procedural and substantive legality of the decisions, acts or failure to act of the competent authority under this Directive.
2. This Directive shall be without prejudice to any provisions of national law which regulate access to justice and those which require that administrative review procedures be exhausted prior to recourse to judicial proceedings.

Article 14
Financial security
1. Member States shall take measures to encourage the development of financial security instruments and markets by the appropriate economic and financial operators, including financial mechanisms in case of insolvency, with the aim of enabling operators to use financial guarantees to cover their responsibilities under this Directive.
2. The Commission, before ...(8) shall present a report on the effectiveness of the Directive in terms of actual remediation of environmental damages, on the availability at reasonable costs and on conditions of insurance and other types of financial security for the activities covered by Annex III. In the light of that report, the Commission may submit proposals for mandatory financial security.

Articolo 15
Cooperazione fra Stati membri
1. Quando un danno ambientale riguarda o può riguardare una pluralità di Stati membri, questi cooperano, anche attraverso un appropriato scambio di informazioni, per assicurare che sia posta in essere una azione di prevenzione e, se necessario, di riparazione di tale danno ambientale.
2. Quando si è verificato un danno ambientale, lo Stato membro nel cui territorio ha origine il danno fornisce informazioni sufficienti agli Stati membri potenzialmente esposti ai suoi effetti.
3. Uno Stato membro che individui entro i suoi confini un danno la cui causa si è verificata al di fuori di tali confini può portarlo a conoscenza della Commissione e di qualsiasi altro Stato membro interessato; esso può raccomandare l'adozione di misure di prevenzione o di riparazione e può cercare, ai sensi della presente direttiva, di recuperare i costi sostenuti in relazione all'adozione delle misure di prevenzione o riparazione.

Articolo 16
Relazione con il diritto nazionale
1. La presente direttiva non preclude agli Stati membri di mantenere o adottare disposizioni più severe in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale, comprese l'individuazione di altre attività da assoggettare agli obblighi di prevenzione e di riparazione previsti dalla presente direttiva e l'individuazione di altri soggetti responsabili.
2. La presente direttiva non preclude l'adozione da parte degli Stati membri di idonee misure, come il divieto di doppio recupero, quando un doppio recupero dei costi potrebbe verificarsi come conseguenza di un'azione concorrente da parte di un'autorità competente a norma della presente direttiva e di una persona la cui proprietà abbia subito un danno ambientale.

Articolo 17
Applicazione nel tempo
La presente direttiva non si applica:
- al danno causato da un'emissione, un evento o un incidente verificatosi prima della data di cui all'articolo 19, paragrafo 1;
- al danno causato da un'emissione, un evento o un incidente verificatosi dopo la data di cui all'articolo 19, paragrafo 1, se derivante da una specifica attività posta in essere e terminata prima di detta data;
- al danno in relazione al quale sono passati più di 30 anni dall'emissione, evento o incidente che l'ha causato.

Articolo 18
Relazioni e riesame
1. Entro il ...(9) gli Stati membri riferiscono alla Commissione sull'esperienza acquisita nell'applicazione della presente direttiva. Le relazioni comprendono le informazioni e i dati indicati nell'allegato VI.
2. Alla luce di tali relazioni la Commissione, anteriormente al ...(10) presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione che comprende opportune proposte di modifica.
3. La relazione di cui al paragrafo 2 include un riesame:
a) dell'applicazione dell'articolo 4, paragrafi 2 e 3, in relazione all'esclusione dell'inquinamento contemplato dagli strumenti internazionali elencati negli allegati IV e V dal campo di applicazione della presente direttiva, particolarmente alla luce dell'esperienza acquisita nelle pertinenti sedi, come l'IMO e l'Euratom, e nelle convenzioni internazionali e della misura in cui tali strumenti siano entrati in vigore e/o siano stati attuati dagli Stati membri e/o siano stati modificati, e tenuto conto di tutti i casi pertinenti di danno ambientale risultanti da tali attività e dell'azione di riparazione intrapresa;
b) dell'applicazione della presente direttiva al danno ambientale causato dagli organismi geneticamente modificati (OGM) particolarmente alla luce dell'esperienza acquisita nelle pertinenti sedi e convenzioni internazionali, come la convenzione sulla diversità biologica e il protocollo di Cartagena sulla biosicurezza, nonché delle conseguenze degli eventuali danni ambientali causati dagli OGM;
c) dell'applicazione della presente direttiva in relazione alle specie e agli habitat naturali protetti;
d) degli strumenti che possono essere presi in considerazione per l'inserimento negli allegati III, IV e V.

Articolo 19
Attuazione
1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il ...(11). Essi ne informano immediatamente la Commissione.
Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della loro pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.
2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione i testi delle disposizioni principali del diritto nazionale che adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva e una tabella di corrispondenza tra la presente direttiva e le disposizioni nazionali adottate.

Article 15
Cooperation between Member States
1. Where environmental damage affects or is likely to affect several Member States, those Member States shall cooperate, including through the appropriate exchange of information, with a view to ensuring that preventive action and, where necessary, remedial action is taken in respect of any such environmental damage.
2. Where environmental damage has occurred, the Member State in whose territory the damage originates shall provide sufficient information to the potentially affected Member States.
3. Where a Member State identifies damage within its borders which has not been caused within them it may report the issue to the Commission and any other Member State concerned; it may make recommendations for the adoption of preventive or remedial measures and it may seek, in accordance with this Directive, to recover the costs it has incurred in relation to the adoption of preventive or remedial measures.

Article 16
Relationship with national law
1. This Directive shall not prevent Member States from maintaining or adopting more stringent provisions in relation to the prevention and remedying of environmental damage, including the identification of additional activities to be subject to the prevention and remediation requirements of this Directive and the identification of additional responsible parties.
2. This Directive shall not prevent Member States from adopting appropriate measures, such as the prohibition of double recovery of costs, in relation to situations where double recovery could occur as a result of concurrent action by a competent authority under this Directive and by a person whose property is affected by environmental damage.

Article 17
Temporal application
This Directive shall not apply to:
- damage caused by an emission, event or incident that took place before the date referred to in Article 19(1),
- damage caused by an emission, event or incident which takes place subsequent to the date referred to in Article 19(1) when it derives from a specific activity that took place and finished before the said date,
- damage, if more than 30 years have passed since the emission, event or incident, resulting in the damage, occurred.

Article 18
Reports and review
1. Member States shall report to the Commission on the experience gained in the application of this Directive by ...(9) at the latest. The reports shall include the information and data set out in Annex VI.
2. On that basis, the Commission shall submit a report to the European Parliament and to the Council before ...(10), which shall include any appropriate proposals for amendment.
3. The Report, referred to in paragraph 2, shall include a review of:
(a) the application of Article 4(2) and (4) in relation to the exclusion of pollution covered by the international instruments listed in Annexes IV and V from the scope of this Directive, particularly in the light of experience gained within relevant international fora, such as the IMO and Euratom, and Conventions, and the extent to which these instruments have entered into force and/or have been implemented by Member States and/or have been modified, and taking account of all relevant instances of environmental damage resulting from such activities and the remedial action taken;
(b) the application of this Directive to environmental damage caused by genetically modified organisms (GMOs), particularly in the light of experience gained within relevant international fora and Conventions, such as the Convention on Biological Diversity and the Cartagena Protocol on Biosafety, as well as the results of any incidents of environmental damage caused by GMOs;
(c) the application of this Directive in relation to protected species and natural habitats;
(d) the instruments that may be eligible for incorporation into Annexes III, IV and V.

Article 19
Implementation
1. Member States shall bring into force the laws, regulations and administrative provisions necessary to comply with this Directive by ...(11) at the latest. They shall forthwith inform the Commission thereof.
When Member States adopt those measures, they shall contain a reference to this Directive or shall be accompanied by such a reference on the occasion of their official publication.
The methods of making such reference shall be laid down by Member States.
2. Member States shall communicate to the Commission the text of the main provisions of national law which they adopt in the field covered by this Directive together with a table showing how the provisions of this Directive correspond to the national provisions adopted.

Articolo 20
Entrata in vigore
La presente direttiva entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Articolo 21
Destinatari
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto a ...

Per il Parlamento europeo
Il Presidente

Per il Consiglio
Il Presidente

(1) GU C 151 E del 25.6.2001, pag. 132.
(2) GU C 241 del 7.10.2002, pag. 162.
(3) Parere del Parlamento europeo del 14 maggio 2003 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale), posizione comune del Consiglio del 18 settembre 2003 e decisione del Parlamento europeo del ... (non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale).
(4) GU L 103 del 25.4.1979, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento n. 807/2003 (GU L 122 del 16.5.2003, pag. 36).
(5) GU L 206 del 22.7.1992, pag. 7. Direttiva modificata dalla direttiva 97/62/CE (GU L 305 dell'8.11.1997, pag. 42).
(6) GU L 327 del 22.12.2000, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla decisione n. 2455/2001/CE (GU L 331 del 15.12.2001, pag. 1).
(7) GU L 12 del 16.1.2001, pag. 1.
(8) Otto anni dopo l'entrata in vigore della presente direttiva.
(9) Nove anni dopo l'entrata in vigore della presente direttiva.
(10) Dieci anni dopo l'entrata in vigore della presente direttiva.
(11) Tre anni dopo l'entrata in vigore della presente direttiva.



ALLEGATO I

CRITERI DI CUI ALL'ARTICOLO 2, PUNTO 1), LETTERA A)
Il carattere significativo di un danno che produce effetti negativi sul raggiungimento o il mantenimento di uno stato di conservazione favorevole di specie o habitat è da valutare in riferimento allo stato di conservazione, al momento del danno, ai servizi offerti dai valori ricreativi connessi e alla capacità di rigenerazione naturale. Gli effetti negativi significativi rispetto alle condizioni originarie dovrebbero essere determinati con dati misurabili, del tipo:
- numero degli individui, loro densità o area coperta;
- ruolo di determinati individui o dell'area danneggiata in relazione alla specie o alla conservazione dell'habitat, alla rarità della specie o dell'habitat (valutata a livello locale, regionale e più alto, anche a livello comunitario);
- capacità di propagazione della specie (secondo la dinamica propria alla specie o alla popolazione), sua vitalità o capacità di rigenerazione naturale dell'habitat (secondo le dinamiche proprie alle specie che lo caratterizzano o alle loro popolazioni);
- capacità della specie o dell'habitat, dopo che il danno si è verificato, di ripristinarsi in breve tempo, senza interventi diversi da misure di protezione rafforzate, in uno stato che, unicamente in virtù della dinamica della specie o dell'habitat, conduca a condizioni ritenute equivalenti o superiori alle condizioni originarie.
Il danno con un provato effetto sulla salute umana deve essere classificato come significativo.
Non devono essere classificati come danni significativi:
- le variazioni negative inferiori alle fluttuazioni naturali considerate normali per la specie o l'habitat in questione;
- le variazioni negative dovute a cause naturali o risultanti da interventi connessi con la normale gestione dei siti, quale definita nei documenti di gestione o di indirizzo relativi all'habitat, o praticata anteriormente dai proprietari o dagli operatori;
- il danno a specie o habitat per i quali è stabilito che si ripristineranno entro breve tempo e senza interventi, o nelle condizioni originarie o in uno stato che, unicamente in virtù della dinamica della specie o dell'habitat, conduca a condizioni ritenute equivalenti o superiori alle condizioni originarie.

Article 20
Entry into force
This Directive shall enter into force on the day of its publication in the Official Journal of the European Union.

Article 21
Addressees
This Directive is addressed to the Member States.

Done at ...

For the European Parliament
The President

For the Council
The President

(1) OJ C 151 E, 25.6.2002, p. 132.
(2) OJ C 241, 7.10.2002, p. 162.
(3) Opinion of the European Parliament of 14 May 2003 (not yet published in the Official Journal). Council Common Position of 18 September 2003 and Decision of the European Parliament of ... (not yet published in the Official Journal).
(4) OJ L 103, 25.4.1979, p. 1. Directive as last amended by Regulation (EC) No 807/2003 (OJ L 122, 16.5.2003, p. 36).
(5) OJ L 206, 22.7.1992, p. 7. Directive amended by Directive 97/62/EC (OJ L 305, 8.11.1997, p. 42).
(6) OJ L 327, 22.12.2000, p. 1. Directive as last amended by Decision No 2455/2001/EC (OJ L 331, 15.12.2001, p. 1).
(7) OJ L 12, 16.1.2001, p. 1.
(8) Eight years after the entry into force of this Directive.
(9) Nine years after the entry into force of this Directive.
(10) Ten years after the entry into force of this Directive.
(11) Three years after the entry into force of this Directive.



ANNEX I

CRITERIA REFERRED TO IN ARTICLE 2(1)(a)
The significance of any damage that has adverse effects on reaching or maintaining the favourable conservation status of habitats or species has to be assessed by reference to the conservation status at the time of the damage, the services provided by the amenities they produce and their capacity for natural regeneration. Significant adverse changes to the baseline condition should be determined by means of measurable data such as:
- the number of individuals, their density or the area covered,
- the role of the particular individuals or of the damaged area in relation to the species or to the habitat conservation, the rarity of the species or habitat (assessed at local, regional and higher level including at Community level),
- the species' capacity for propagation (according to the dynamics specific to that species or to that population), its viability or the habitat's capacity for natural regeneration (according to the dynamics specific to its characteristic species or to their populations),
- the species' or habitat's capacity, after damage has occurred, to recover within a short time, without any intervention other than increased protection measures, to a condition which leads, solely by virtue of the dynamics of the species or habitat, to a condition deemed equivalent or superior to the baseline condition.
Damage with a proven effect on human health must be classified as significant damage.
The following does not have to be classified as significant damage:
- negative variations that are smaller than natural fluctuations regarded as normal for the species or habitat in question,
- negative variations due to natural causes or resulting from intervention relating to the normal management of sites, as defined in habitat records or target documents or as carried on previously by owners or operators,
- damage to species or habitats for which it is established that they will recover, within a short time and without intervention, either to the baseline condition or to a condition which leads, solely by virtue of the dynamics of the species or habitat, to a condition deemed equivalent or superior to the baseline condition.

ALLEGATO II

RIPARAZIONE DEL DANNO AMBIENTALE
Il presente allegato stabilisce un quadro comune da rispettare per scegliere le misure più appropriate cui attenersi per garantire la riparazione del danno ambientale.
1. RIPARAZIONE DEL DANNO ALL'ACQUA, ALLE SPECIE E AGLI HABITAT NATURALI PROTETTI
La riparazione del danno ambientale, in relazione all'acqua, alle specie e agli habitat naturali protetti, è conseguita riportando l'ambiente danneggiato alle condizioni originarie tramite misure di riparazione primaria, complementare e compensativa, da intendersi come segue:
a) riparazione "primaria": qualsiasi misura di riparazione che riporta le risorse e/o i servizi naturali danneggiati alle o verso le condizioni originarie;
b) riparazione "complementare": qualsiasi misura di riparazione intrapresa in relazione a risorse e/o servizi naturali per compensare il mancato ripristino completo delle risorse e/o dei servizi naturali danneggiati;
c) riparazione "compensativa": qualsiasi azione intrapresa per compensare la perdita temporanea di risorse e/o servizi naturali dalla data del verificarsi del danno fino a quando la riparazione primaria non abbia prodotto un effetto completo;
d) "perdite temporanee": perdite risultanti dal fatto che le risorse e/o i servizi naturali danneggiati non possono svolgere le loro funzioni ecologiche o fornire i servizi ad altre risorse naturali o al pubblico fino a che le misure primarie o complementari non abbiano avuto effetto. Non si tratta di una compensazione finanziaria al pubblico.
Qualora la riparazione primaria non dia luogo a un ritorno dell'ambiente alle condizioni originarie, si intraprenderà la riparazione complementare. Inoltre, si intraprenderà la riparazione compensativa per compensare le perdite temporanee.
La riparazione del danno ambientale, in termini di danno all'acqua, alle specie e agli habitat naturali protetti, implica inoltre che si deve sopprimere qualsiasi rischio significativo di effetti nocivi per la salute umana.
1.1. Obiettivi di riparazione
Finalità della riparazione primaria
1.1.1. Lo scopo della riparazione primaria è quello di riportare le risorse naturali e/o i servizi danneggiati alle o verso le condizioni originarie.
Finalità della riparazione complementare
1.1.2. Qualora le risorse naturali e/o i servizi danneggiati non tornino alle condizioni originarie, sarà intrapresa la riparazione complementare. Lo scopo della riparazione complementare è di ottenere, se opportuno anche in un sito alternativo, un livello di risorse naturali e/o servizi analogo a quello che si sarebbe ottenuto se il sito danneggiato fosse tornato alle condizioni originarie. Laddove possibile e opportuno, il sito alternativo dovrebbe essere geograficamente collegato al sito danneggiato, tenuto conto degli interessi della popolazione colpita.
Finalità della riparazione compensativa
1.1.3. La riparazione compensativa è avviata per compensare la perdita temporanea di risorse naturali e servizi in attesa del ripristino. La compensazione consiste in ulteriori miglioramenti alle specie e agli habitat naturali protetti o alle acque nel sito danneggiato o in un sito alternativo. Essa non è una compensazione finanziaria al pubblico.
1.2. Individuazione di misure di riparazione
Individuazione di misure di riparazione primarie
1.2.1. Vanno prese in considerazione altre opzioni, ossia azioni per riportare direttamente le risorse naturali e i servizi alle condizioni originarie in tempi brevi, o attraverso il ripristino naturale.
Individuazione di misure di riparazione complementare e compensativa
1.2.2. Nel determinare la portata delle misure di riparazione complementare e compensativa, occorre prendere in considerazione in primo luogo l'uso di metodi di equivalenza risorsa-risorsa o servizio-servizio. Con detti metodi vanno prese in considerazione in primo luogo azioni che forniscono risorse naturali e/o servizi dello stesso tipo, qualità e quantità di quelli danneggiati. Qualora ciò non sia possibile, si devono fornire risorse naturali e/o servizi di tipo alternativo. Per esempio, una riduzione della qualità potrebbe essere compensata da una maggiore quantità di misure di riparazione.

ANNEX II

REMEDYING OF ENVIRONMENTAL DAMAGE
This Annex sets out a common framework to be followed in order to choose the most appropriate measures to ensure the remedying of environmental damage.
1. REMEDIATION OF DAMAGE TO WATER, PROTECTED SPECIES AND NATURAL HABITATS
Remedying of environmental damage, in relation to water, protected species and natural habitats, is achieved through the restoration of the environment to its baseline condition by way of primary, complementary and compensatory remediation, where:
(a) "Primary" remediation is any remedial measure which returns the damaged natural resources and/or impaired services to, or towards, baseline condition;
(b) "Complementary" remediation is any remedial measure taken in relation to natural resources and/or services to compensate for the fact that primary remediation does not result in fully restoring the damaged natural resources and/or services;
(c) "Compensatory" remediation is any action taken to compensate for interim losses of natural resources and/or services that occur from the date of damage occurring until primary remediation has achieved its full effect;
(d) "interim losses" means losses which result from the fact that the damaged natural resources and/or services are not able to perform their ecological functions or provide services to other natural resources or to the public until the primary or complementary measures have taken effect. It does not consist of financial compensation to members of the public.
Where primary remediation does not result in the restoration of the environment to its baseline condition, then complementary remediation will be undertaken. In addition, compensatory remediation will be undertaken to compensate for the interim losses.
Remedying of environmental damage, in terms of damage to water, protected species and natural habitats, also implies that any significant risk of human health being adversely affected be removed.
1.1. Remediation objectives
Purpose of primary remediation
1.1.1. The purpose of primary remediation is to restore the damaged natural resources and/or services to, or towards, baseline condition.
Purpose of complementary remediation
1.1.2. Where the damaged natural resources and/or services do not return to their baseline condition, then complementary remediation will be undertaken. The purpose of complementary remediation is to provide a similar level of natural resources and/or services, including, as appropriate, at an alternative site, as would have been provided if the damaged site had been returned to its baseline condition. Where possible and appropriate the alternative site should be geographically linked to the damaged site, taking into account the interests of the affected population.
Purpose of compensatory remediation
1.1.3. Compensatory remediation shall be undertaken to compensate for the interim loss of natural resources and services pending recovery. This compensation consists of additional improvements to protected natural habitats and species or water at either the damaged site or at an alternative site. It does not consist of financial compensation to members of the public.
1.2. Identification of remedial measures
Identification of primary remedial measures
1.2.1. Options comprised of actions to directly restore the natural resources and services towards baseline condition on an accelerated time frame, or through natural recovery, shall be considered.
Identification of complementary and compensatory remedial measures
1.2.2. When determining the scale of complementary and compensatory remedial measures, the use of resource-to-resource or service-to-service equivalence approaches shall be considered first. Under these approaches, actions that provide natural resources and/or services of the same type, quality and quantity as those damaged shall be considered first. Where this is not possible, then alternative natural resources and/or services shall be provided. For example, a reduction in quality could be offset by an increase in the quantity of remedial measures.

1.2.3. Se non è possibile usare, come prima scelta, i metodi di equivalenza risorsa-risorsa o servizio-servizio, si devono utilizzare tecniche di valutazione alternative. L'autorità competente può prescrivere il metodo, ad esempio la valutazione monetaria, per determinare la portata delle necessarie misure di riparazione complementare e compensativa. Se la valutazione delle risorse e/o dei servizi perduti è praticabile, ma la valutazione delle risorse naturali e/o dei servizi di sostituzione non può essere eseguita in tempi o a costi ragionevoli, l'autorità competente può scegliere misure di riparazione il cui costo sia equivalente al valore monetario stimato delle risorse naturali e/o dei servizi perduti.
Le misure di riparazione complementare e compensativa dovrebbero essere concepite in modo che le risorse naturali e/o i servizi supplementari rispecchino le preferenze e il profilo temporali delle misure di riparazione. Per esempio, a parità delle altre condizioni, più lungo è il periodo prima del raggiungimento delle condizioni originarie, maggiore è il numero delle misure di riparazione compensativa che saranno avviate.
1.3. Scelta delle opzioni di riparazione
1.3.1. Le opzioni ragionevoli di riparazione dovrebbero essere valutate, usando le migliori tecnologie disponibili, qualora siano definite, in base ai seguenti criteri:
- l'effetto di ciascuna opzione sulla salute e la sicurezza pubblica;
- il costo di attuazione dell'opzione;
- la probabilità di successo di ciascuna opzione;
- la misura in cui ciascuna opzione impedirà danni futuri ed eviterà danni collaterali a seguito dell'attuazione dell'opzione stessa;
- la misura in cui ciascuna opzione giova a ogni componente della risorsa naturale e/o del servizio;
- la misura in cui ciascuna opzione tiene conto dei pertinenti aspetti sociali, economici e culturali e di altri fattori specifici della località;
- il tempo necessario per l'efficace riparazione del danno ambientale;
- la misura in cui ciascuna opzione realizza la riparazione del sito colpito dal danno ambientale;
- il collegamento geografico al sito danneggiato.
1.3.2. Nel valutare le diverse opzioni di riparazione, possono essere scelte misure di riparazione primaria che non riportano completamente l'acqua, le specie e gli habitat naturali protetti danneggiati alle condizioni originarie o che li riportano più lentamente a tali condizioni. Questa decisione può essere presa soltanto se le risorse naturali e/o i servizi perduti sul sito primario a seguito della decisione sono compensati aumentando le azioni complementari o compensative per fornire un livello di risorse naturali e/o servizi simile a quello perduto. È il caso, per esempio, di risorse naturali e/o servizi equivalenti forniti altrove a costo inferiore. Queste misure supplementari di riparazione sono determinate conformemente alle regole precisate nel punto 1.2.2.
1.3.3. In deroga alle disposizioni di cui al punto 1.3.2 e conformemente all'articolo 7, paragrafo 3, l'autorità competente può decidere di non intraprendere ulteriori misure di riparazione qualora:
a) le misure di riparazione già intraprese garantiscano che non esiste più un rischio significativo di causare effetti nocivi per la salute umana, l'acqua, le specie e gli habitat naturali protetti e
b) i costi delle misure di riparazione da adottare per raggiungere le condizioni originarie o un livello simile siano sproporzionati rispetto ai vantaggi ambientali ricercati.
2. RIPARAZIONE DEL DANNO AL TERRENO
Si devono adottare le misure necessarie per garantire, come minimo, che gli agenti contaminanti pertinenti siano eliminati, controllati, circoscritti o diminuiti in modo che il terreno contaminato, tenuto conto del suo uso attuale o approvato per il futuro al momento del danno, non presenti più un rischio significativo di causare effetti nocivi per la salute umana. La presenza di tale rischio è valutata mediante procedure di valutazione del rischio che tengono conto della caratteristica e della funzione del suolo, del tipo e della concentrazione delle sostanze, dei preparati, degli organismi o microrganismi nocivi, dei relativi rischi e della possibilità di dispersione degli stessi. L'utilizzo è calcolato sulla base delle normative sull'assetto territoriale o di eventuali altre normative pertinenti vigenti quando si è verificato il danno.
Se l'uso del terreno viene modificato, si devono adottare tutte le misure necessarie per evitare di causare effetti nocivi per la salute umana.
In mancanza di normative sull'assetto territoriale o di altre normative pertinenti, l'uso dell'area specifica del terreno è determinato, tenuto conto dello sviluppo previsto, dalla natura dell'area in cui si è verificato il danno.
Va presa in considerazione un'opzione di ripristino naturale, ossia un'opzione senza interventi umani diretti nel processo di ripristino.

1.2.3. If it is not possible to use the first choice resource-to-resource or service-to-service equivalence approaches, then alternative valuation techniques shall be used. The competent authority may prescribe the method, for example monetary valuation, to determine the extent of the necessary complementary and compensatory remedial measures. If valuation of the lost resources and/or services is practicable, but valuation of the replacement natural resources and/or services cannot be performed within a reasonable time-frame or at a reasonable cost, then the competent authority may choose remedial measures whose cost is equivalent to the estimated monetary value of the lost natural resources and/or services.
The complementary and compensatory remedial measures should be so designed that they provide for additional natural resources and/or services to reflect time preferences and the time profile of the remedial measures. For example, the longer the period of time before the baseline condition is reached, the greater the amount of compensatory remedial measures that will be undertaken (other things being equal).
1.3. Choice of the remedial options
1.3.1. The reasonable remedial options should be evaluated, using best available technologies, based on the following criteria:
- The effect of each option on public health and safety,
- The cost of implementing the option,
- The likelihood of success of each option,
- The extent to which each option will prevent future damage, and avoid collateral damage as a result of implementing the option,
- The extent to which each option benefits to each component of the natural resource and/or service,
- The extent to which each option takes account of relevant social, economic and cultural concerns and other relevant factors specific to the locality,
- The length of time it will take for the restoration of the environmental damage to be effective,
- The extent to which each option achieves the restoration of site of the environmental damage,
- The geographical linkage to the damaged site.
1.3.2. When evaluating the different identified remedial options, primary remedial measures that do not fully restore the damaged water, protected species or natural habitat to baseline or that restore it more slowly can be chosen. This decision can be taken only if the natural resources and/or services foregone at the primary site as a result of the decision are compensated for by increasing complementary or compensatory actions to provide a similar level of natural resources and/or services as were foregone. This will be the case, for example, when the equivalent natural resources and/or services could be provided elsewhere at a lower cost. These additional remedial measures shall be determined in accordance with the rules set out in section 1.2.2.
1.3.3. Notwithstanding the rules set out in section 1.3.2. and in accordance with Article 7(3), the competent authority is entitled to decide that no further remedial measures should be taken if:
(a) the remedial measures already taken secure that there is no longer any significant risk of adversely affecting human health, water or protected species and natural habitats, and
(b) the cost of the remedial measures that should be taken to reach baseline condition or similar level would be disproportionate to the environmental benefits to be obtained.
2. REMEDIATION OF LAND DAMAGE
The necessary measures shall be taken to ensure, as a minimum, that the relevant contaminants are removed, controlled, contained or diminished so that the contaminated land, taking account of its current use or approved future use at the time of the damage, no longer poses any significant risk of adversely affecting human health. The presence of such risks shall be assessed through risk-assessment procedures taking into account the characteristic and function of the soil, the type and concentration of the harmful substances, preparations, organisms or micro-organisms, their risk and the possibility of their dispersion. Use shall be ascertained on the basis of the land use regulations, or other relevant regulations, in force, if any, when the damage occurred.
If the use of the land is changed, all necessary measures shall be taken to prevent any adverse effects on human health.
If land use regulations, or other relevant regulations, are lacking, the nature of the relevant area where the damage occurred, taking into account its expected development, shall determine the use of the specific area.
A natural recovery option, that is to say an option in which no direct human intervention in the recovery process would be taken, shall be considered.

ALLEGATO III

ATTIVITÀ DI CUI ALL'ARTICOLO 3, PARAGRAFO 1
1. Funzionamento di impianti soggetti ad autorizzazione, conformemente alla direttiva 96/61/CE del Consiglio, del 24 settembre 1996, sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento(1). Include tutte le attività elencate nell'allegato I della direttiva 96/61/CE, ad esclusione degli impianti o parti di impianti utilizzati per la ricerca, lo sviluppo e la sperimentazione di nuovi prodotti e processi.
2. Operazioni di gestione dei rifiuti, compresi la raccolta, il trasporto, il recupero e lo smaltimento di rifiuti e di rifiuti pericolosi, nonché la supervisione di tali operazioni e i controlli successivi sui siti di smaltimento, soggetti ad autorizzazione o registrazione, conformemente alle direttive del Consiglio 75/442/CEE, del 15 luglio 1975, relativa ai rifiuti(2) e 91/689/CEE, del 12 dicembre 1991, relativa ai rifiuti pericolosi(3).
Tali operazioni comprendono tra l'altro la gestione di siti di discarica ai sensi della direttiva del Consiglio 1999/31/CE, del 26 aprile 1999, concernente le operazioni di discarica di rifiuti(4), e il funzionamento di impianti d'incenerimento ai sensi della direttiva 2000/76/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 dicembre 2000, sull'incenerimento di rifiuti(5).
Ai fini della presente direttiva gli Stati membri possono decidere che tali operazioni non comprendono lo spargimento, per fini agricoli, di fanghi di depurazione provenienti da impianti di trattamento delle acque reflue urbane, trattati secondo una norma approvata.
3. Tutti gli scarichi nelle acque interne superficiali che siano soggetti ad autorizzazione preventiva conformemente alla direttiva 76/464/CEE del Consiglio, del 4 maggio 1976, concernente l'inquinamento provocato da certe sostanze pericolose scaricate nell'ambiente idrico della Comunità(6).
4. Tutti gli scarichi di sostanze nelle acque sotterranee che siano soggetti ad autorizzazione preventiva conformemente alla direttiva 80/68/CEE del Consiglio, del 17 dicembre 1979, concernente la protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento provocato da certe sostanze pericolose(7).
5. Lo scarico o l'immissione di inquinanti nelle acque superficiali o sotterranee che sono soggetti a permesso, autorizzazione o registrazione conformemente alla direttiva 2000/60/CE.
6. Estrazione e arginazione delle acque soggette ad autorizzazione preventiva conformemente alla direttiva 2000/60/CE.
7. Fabbricazione, uso, stoccaggio, trattamento, interramento, rilascio nell'ambiente e trasporto sul sito di:
a) sostanze pericolose definite nell'articolo 2, paragrafo 2 della direttiva 67/548/CEE del Consiglio, del 27 giugno 1967, concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative relative alla classificazione, all'imballaggio e all'etichettatura delle sostanze pericolose(8);
b) preparati pericolosi definiti nell'articolo 2, paragrafo 2 della direttiva 1999/45/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 maggio 1999, concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri relative alla classificazione, all'imballaggio e all'etichettatura dei preparati pericolosi(9);
c) prodotti fitosanitari definiti nell'articolo 2, paragrafo 1 della direttiva 91/414/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991, relativa all'immissione in commercio dei prodotti fitosanitari(10);
d) biocidi definiti nell'articolo 2, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 1998, relativa all'immissione sul mercato dei biocidi in quantitativi superiori(11);
8. Trasporto per strada, ferrovia, navigazione interna, mare o aria di merci pericolose o di merci inquinanti definite nell'allegato A della direttiva 94/55/CE del Consiglio, del 21 novembre 1994, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al trasporto di merci pericolose su strada(12), o nell'allegato della direttiva 96/49/CE del Consiglio, del 23 luglio 1996, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al trasporto di merci pericolose per ferrovia(13), o definite nella direttiva 93/75/CEE del Consiglio, del 13 settembre 1993, relativa alle condizioni minime necessarie per le navi dirette a porti marittimi della Comunità o che ne escono e che trasportano merci pericolose o inquinanti(14).
9. Funzionamento di impianti soggetti ad autorizzazione, conformemente alla direttiva 84/360/CEE del Consiglio, del 28 giugno 1984, concernente la lotta contro l'inquinamento atmosferico provocato dagli impianti industriali(15) relativamente al rilascio nell'aria di una qualsiasi delle sostanze inquinanti coperte da detta direttiva.
10. Qualsiasi uso confinato, compreso il trasporto, di microrganismi geneticamente modificati definiti nella direttiva 90/219/CEE del Consiglio, del 23 aprile 1990, sull'impiego confinato di microrganismi geneticamente modificati(16).
11. Qualsiasi rilascio deliberato nell'ambiente, trasporto e immissione in commercio di organismi geneticamente modificati definiti nella direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio(17).
12. Qualsiasi spedizione transfrontaliera di rifiuti all'interno dell'Unione europea, nonché in entrata e in uscita dal suo territorio, che necessiti di un'autorizzazione o sia vietata ai sensi del regolamento (CEE) n. 259/93 del Consiglio, del 1 febbraio 1993, relativo alla sorveglianza e al controllo delle spedizioni di rifiuti all'interno della Comunità europea, nonché in entrata e in uscita dal suo territorio(18).

ANNEX III

ACTIVITIES REFERRED TO IN ARTICLE 3(1)
1. The operation of installations subject to permit in pursuance of Council Directive 96/61/EC of 24 September 1996 concerning integrated pollution prevention and control(1). That means all activities listed in Annex I of Directive 96/61/EC with the exception of installations or parts of installations used for research, development and testing of new products and processes.
2. Waste management operations, including the collection, transport, recovery and disposal of waste and hazardous waste, including the supervision of such operations and after-care of disposal sites, subject to permit or registration in pursuance of Council Directives 75/442/EEC of 15 July 1975 on waste(2) and Council Directive 91/689/EEC of 12 December 1991 on hazardous waste(3).
Those operations include, inter alia, the operation of landfill sites under Council Directive 1999/31/EC of 26 April 1999 on the landfill of waste(4) and the operation of incineration plants under Directive 2000/76/EC of the European Parliament and of the Council of 4 December 2000 on the incineration of waste(5).
For the purpose of this Directive, Member States may decide that those operations shall not include the spreading of sewage sludge from urban waste water treatment plants, treated to an approved standard, for agricultural purposes.
3. All discharges into the inland surface water, which require prior authorisation in pursuance of Council Directive 76/464/EEC of 4 May 1976 on pollution caused by certain dangerous substances, discharged into the aquatic environment of the Community(6).
4. All discharges of substances into groundwater which require prior authorisation in pursuance of Council Directive 80/68/EEC of 17 December 1979 on the protection of groundwater against pollution caused by certain dangerous substances(7).
5. The discharge or injection of pollutants into surface water or groundwater which require a permit, authorisation or registration in pursuance of Directive 2000/60/EC.
6. Water abstraction and impoundment of water subject to prior authorisation in pursuance of Directive 2000/60/EC.
7. Manufacture, use, storage, processing, filling, release into the environment and onsite transport of
(a) dangerous substances as defined in Article 2(2) of Council Directive 67/548/EEC of 27 June 1967 on the approximation of the laws, regulations and administrative provisions of the Member States relating to the classification, packaging and labelling of dangerous substances(8);
(b) dangerous preparations as defined in Article 2(2) of Directive 1999/45/EC of the European Parliament and of the Council of 31 May 1999 concerning the approximation of the laws, regulations and administrative provisions of the Member States relating to the classification, packaging and labelling of dangerous preparations(9);
(c) plant protection products as defined in Article (2)(1) of Council Directive 91/414/EEC of 15 July 1991 concerning the placing of plant protection products on the market(10);
(d) biocidal products as defined in Article 2(1)(a) of Directive 98/8/EC of the European Parliament and of the Council of 16 February 1998 concerning the placing of biocidal products on the market(11).
8. Transport by road, rail, inland waterways, sea or air of dangerous goods or polluting goods as defined either in Annex A to Council Directive 94/55/EC of 21 November 1994 on the approximation of the laws of the Member States with regard to the transport of dangerous goods by road(12) or in the Annex to Council Directive 96/49/EC of 23 July 1996 on the approximation of the laws of the Member States with regard to the transport of dangerous goods by rail(13) or as defined in Council Directive 93/75/EEC of 13 September 1993 concerning minimum requirements for vessels bound for or leaving Community ports and carrying dangerous or polluting goods(14).
9. The operation of installations subject to authorisation in pursuance of Council Directive 84/360/EEC of 28 June 1984 on the combating of air pollution from industrial plants(15) in relation to the release into air of any of the polluting substances covered by the aforementioned Directive.
10. Any contained use, including transport, involving genetically modified micro-organisms as defined by Council Directive 90/219/EEC of 23 April 1990 on the contained use of genetically modified micro-organisms(16).
11. Any deliberate release into the environment, transport and placing on the market of genetically modified organisms as defined by Directive 2001/18/EC of the European Parliament and of the Council(17).
12. Transboundary shipment of waste within, into or out of the European Union, requiring an authorisation or prohibited in the meaning of Council Regulation (EEC) No 259/93 of 1 February 1993 on the supervision and control of shipments of waste within, into and out of the European Community(18).

(1) GU L 257 del 10.10.1996, pag. 26. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2003/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 156 del 25.6.2003, pag. 17).
(2) GU L 194 del 25.7.1975, pag. 39. Direttiva modificata da ultimo dalla decisione 96/350/CE della Commissione (GU L 135 del 6.6.1996, pag. 32).
(3) GU L 377 del 31.12.1991, pag. 20. Direttiva modificata dalla direttiva 94/31/CE del 27 giugno 1994 (GU L 168 del 2.7.1994, pag. 28).
(4) GU L 182 del 16.7.1999, pag. 1.
(5) GU L 332 del 28.12.2000, pag. 91.
(6) GU L 129 del 18.5.1976, pag. 23. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 327 del 22.12.2000, pag. 1).
(7) GU L 20 del 26.1.1980, pag. 43. Direttiva modificata dalla direttiva 91/692 CEE (GU L 377 del 31.12.1991, pag. 48).
(8) GU 196 del 16.8.1967, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 807/2003 (GU L 122 del 16.5.2003, pag. 36).
(9) GU L 200 del 30.7.1999, pag. 1. Direttiva 2001/60/CE della Commissione (GU L 226 del 22.8.2001, pag. 5).
(10) GU L 230 del 19.8.1991, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 806/2003 (GU L 122 del 16.5.2003, pag. 1).
(11) GU L 123 del 24.4.1998, pag. 1.
(12) GU L 319 del 12.12.1994, pag. 7. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2003/28/CE della Commissione (GU L 90 dell'8.4.2003, pag. 45).
(13) GU L 235 del 17.9.1996, pag. 25. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2003/69/CE della Commissione (GU L 90 dell'8.4.2003, pag. 47).
(14) GU L 247 del 5.10.1993, pag. 19. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2002/84/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 324 del 24.11.2002, pag. 53).
(15) GU L 188 del 16.7.1984, pag. 20. Direttiva modificata dalla direttiva 91/692/CEE (GU L 377 del 31.12.1991, pag. 48).
(16) GU L 117 del 8.5.1990, pag. 1. Direttiva modificata dalla decisione 2001/204/CE (GU L 73 del 15.3.2001, pag. 32).
(17) GU L 106 del 17.4.2001, pag. 1. Direttiva modificata dalla decisione 2002/811/CE del Consiglio (GU L 280 del 18.10.2002, pag. 27).
(18) GU L 30 del 6.2.1993, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2557/2001 (GU L 349 del 31.12.2001, pag. 1).

(1) OJ L 257, 10.10.1996, p. 26. Directive as last amended by Directive 2003/35/EC of the European Parliament and of the Council (OJ L 156, 25.6.2003, p. 17).
(2) OJ L 194, 25.7.1975, p. 39. Directive as last amended by Commission Decision 96/350/EC (OJ L 135, 6.6.1996, p. 32).
(3) OJ L 377, 31.12.1991, p. 20. Directive as amended by Directive 94/31/EC of 27 June 1994 (OJ L 168, 2.7.1994, p. 28).
(4) OJ L 182, 16.7.1999, p. 1.
(5) OJ L 332, 28.12.2000, p. 91.
(6) OJ L 129, 18.5.1976, p. 23. Directive as last amended by Directive 2000/60/EC of the European Parliament and of the Council (OJ L 327, 22.12.2000, p. 1).
(7) OJ L 20, 26.1.1980, p. 43. Directive as amended by Directive 91/692/EEC (OJ L 377, 31.12.1991, p. 48).
(8) OJ 196, 16.8.1967, p. 1. Directive as last amended by Regulation (EC) No 807/2003 (OJ L 122, 16.5.2003, p. 36).
(9) OJ L 200, 30.7.1999, p. 1. Directive as amended by Commission Directive 2001/60/EC (OJ L 226, 22.8.2001, p. 5).
(10) OJ L 230, 19.8.1991, p. 1. Directive as last amended by Regulation (EC) No 806/2003 (OJ L 122, 16.5.2003, p. 1).
(11) OJ L 123, 24.4.1998, p. 1.
(12) OJ L 319, 12.12.1994, p. 7. Directive as last amended by Commission Directive 2003/28/EC (OJ L 90, 8.4.2003, p. 45).
(13) OJ L 235, 17.9.1996, p. 25. Directive as last amended by Commission Directive 2003/69/EC (OJ L 90, 8.4.2003, p. 47).
(14) OJ L 247, 5.10.1993, p. 19. Directive as last amended by Directive 2002/84/EC of the European Parliament and of the Council (OJ L 324, 29.11.2002, p. 53).
(15) OJ L 188, 16.7.1984, p. 20. Directive as amended by Directive 91/692/EEC (OJ L 377, 31.12.1991, p. 48).
(16) OJ L 117, 8.5.1990, p. 1. Directive as amended by Decision 2001/204/EC (OJ L 73, 15.3.2001, p. 32).
(17) OJ L 106, 17.4.2001, p. 1. Directive as amended by Council Decision 2002/811/EC (OJ L 280, 18.10.2002, p. 27).
(18) OJ L 30, 6.2.1993, p. 1. Regulation as last amended by Commission Regulation (EC) No 2557/2001 (OJ L 349, 31.12.2001, p. 1).

ALLEGATO IV

CONVENZIONI INTERNAZIONALI DI CUI ALL'ARTICOLO 4, PARAGRAFO 2
a) Convenzione internazionale del 27 novembre 1992 sulla responsabilità civile per i danni derivanti da inquinamento da idrocarburi;
b) Convenzione internazionale del 27 novembre 1992 istitutiva di un Fondo internazionale per l'indennizzo dei danni derivanti da inquinamento da idrocarburi;
c) Convenzione internazionale del 23 marzo 2001 sulla responsabilità civile per i danni derivanti dall'inquinamento determinato dal carburante delle navi;
d) Convenzione internazionale del 3 maggio 1996 sulla responsabilità e l'indennizzo per i danni causati dal trasporto via mare di sostanze nocive e potenzialmente pericolose;
e) Convenzione del 10 ottobre 1989 sulla responsabilità civile per i danni causati durante il trasporto di materiali pericolosi su strada, ferrovia o battello di navigazione interna.


ALLEGATO V

STRUMENTI INTERNAZIONALI DI CUI ALL'ARTICOLO 4, PARAGRAFO 4
a) Convenzione di Parigi del 29 luglio 1960 sulla responsabilità civile nel campo dell'energia nucleare e convenzione complementare di Bruxelles del 31 gennaio 1963;
b) Convenzione di Vienna del 21 maggio 1963 sulla responsabilità civile in materia di danni nucleari;
c) Convenzione di Vienna del 12 settembre 1997 sull'indennizzo complementare per danno nucleare;
d) Protocollo congiunto del 21 settembre 1988 relativo all'applicazione della convenzione di Vienna e della convenzione di Parigi;
e) Convenzione di Bruxelles del 17 dicembre 1971 relativa alla responsabilità civile derivante dal trasporto marittimo di sostanze nucleari.


ALLEGATO VI

INFORMAZIONI E DATI DI CUI ALL'ARTICOLO 18, PARAGRAFO 1
Le relazioni di cui all'articolo 18, paragrafo 1 includono un elenco di casi di danno ambientale e di casi di responsabilità ai sensi della presente direttiva, con le seguenti informazioni e dati per ciascun caso:
1) Tipo di danno ambientale, data dell'avvenimento e/o della scoperta del danno e data in cui sono state avviate procedure ai sensi della presente direttiva.
2) Codice di classificazione dell'attività della o delle persone giuridiche responsabili(1).
3) Menzione dell'eventuale ricorso a procedure di controllo giurisdizionale avviate da parti responsabili o entità qualificate (precisare il tipo di soggetti e il risultato dei procedimenti).
4) Risultato del processo di riparazione.
5) Data di chiusura dei procedimenti.
Gli Stati membri possono includere nelle loro relazioni qualsiasi altra informazione e qualsiasi altro dato considerati utili, in modo da permettere una buona valutazione del funzionamento della presente direttiva, ad esempio:
1) Costi delle misure di prevenzione e riparazione, quali definite dalla presente direttiva:
- pagati direttamente dalle parti responsabili, laddove tale informazione sia disponibile;
- recuperati a posteriori dalle parti responsabili;
- non recuperati dalle parti responsabili (precisare le ragioni del mancato recupero).
2) Risultati delle azioni di promozione e dell'attuazione degli strumenti di garanzia finanziaria utilizzati conformemente alla presente direttiva.
3) Valutazione delle spese amministrative supplementari sostenute annualmente dalla pubblica amministrazione nell'organizzazione e gestione delle strutture amministrative necessarie per attuare e controllare l'attuazione della presente direttiva.

(1) Si potrebbe utilizzare il codice NACE [Regolamento (CEE) n. 3037/90 del Consiglio, del 9 ottobre 1990, relativo alla classificazione statistica delle attività economiche nelle Comunità europee (GU L 293 del 24.10.1990, pag. 1)].

ANNEX IV

INTERNATIONAL CONVENTIONS REFERRED TO IN ARTICLE 4(2)
(a) the International Convention of 27 November 1992 on Civil Liability for Oil Pollution Damage;
(b) the International Convention of 27 November 1992 on the Establishment of an International Fund for Compensation for Oil Pollution Damage;
(c) the International Convention of 23 March 2001 on Civil Liability for Bunker Oil Pollution Damage;
(d) the International Convention of 3 May 1996 on Liability and Compensation for Damage in Connection with the Carriage of Hazardous and Noxious Substances by Sea;
(e) the Convention of 10 October 1989 on Civil Liability for Damage Caused during Carriage of Dangerous Goods by Road, Rail and Inland Navigation Vessels.


ANNEX V

INTERNATIONAL INSTRUMENTS REFERRED TO IN ARTICLE 4(4)
(a) the Paris Convention of 29 July 1960 on Third Party Liability in the Field of Nuclear Energy and the Brussels Supplementary Convention of 31 January 1963;
(b) the Vienna Convention of 21 May 1963 on Civil Liability for Nuclear Damage;
(c) the Convention of 12 September 1997 on Supplementary Compensation for Nuclear Damage;
(d) the Joint Protocol of 21 September 1988 relating to the Application of the Vienna Convention and the Paris Convention;
(e) the Brussels Convention of 17 December 1971 relating to Civil Liability in the Field of Maritime Carriage of Nuclear Material.


ANNEX VI

INFORMATION AND DATA REFERRED TO IN ARTICLE 18(1)
The reports referred to in Article 18(1) shall include a list of instances of environmental damage and instances of liability under this Directive, with the following information and data for each instance:
1) Type of environmental damage, date of occurrence and/or discovery of the damage and date on which proceedings were initiated under this Directive.
2) Activity classification code of the liable legal person(s)(1).
3) Whether there has been resort to judicial review proceedings either by liable parties or qualified entities (the type of claimants and the outcome of proceedings shall be specified).
4) Outcome of the remediation process.
5) Date of closure of proceedings.
Member States may include in their reports any other information and data they deem useful to allow a proper assessment of the functioning of this Directive, for example:
1) Costs incurred with remediation and prevention measures, as defined in this Directive:
- paid for directly by liable parties, when this information is available; recovered ex post facto from liable parties;
- unrecovered from liable parties (reasons for non-recovery should be specified).
2) Results of the actions to promote and the implementation of the financial security instruments used in accordance with this Directive.
3) An assessment of the additional administrative costs incurred annually by the public administration in setting up and operating the administrative structures needed to implement and enforce this Directive.

(1) The NACE code can be used (Council Regulation (EEC) No 3037/90 on the statistical classification of economic activities in the European Community (OJ L 293, 24.10.1990, p. 1)).

MOTIVAZIONE DEL CONSIGLIO

I. INTRODUZIONE
1. Il 21 febbraio 2002 la Commissione ha presentato al Consiglio una proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale.
2. Il Parlamento europeo ha formulato il suo parere il 14 maggio 2003.
Il Comitato economico e sociale ha formulato il suo parere il 18 luglio 2002.
Il Comitato delle regioni ha annunciato che non intendeva emettere un parere con lettera datata 9 aprile 2002.
3. Il 18 settembre 2003 il Consiglio ha adottato una posizione comune, conformemente all'articolo 251 del trattato.
II. OBIETTIVO
La proposta mira ad introdurre un regime di prevenzione e riparazione del danno ambientale. Essa prevede, sulla base del principio "chi inquina paga", che l'operatore la cui attività abbia causato un danno ambientale o una minaccia imminente di tale danno sarà tenuto finanziariamente responsabile delle misure di prevenzione o riparazione necessarie e ciò in modo da indurre gli operatori ad adottare misure e a sviluppare pratiche atte a ridurre al minimo i rischi di danno ambientale riducendo così la loro esposizione a tale responsabilità.
In linea con i principi di sussidiarietà e di proporzionalità, le modalità dettagliate, istituzionali e procedurali, per conseguire i risultati prescritti sono lasciate in gran parte agli Stati membri.
Sono tuttavia stabilite alcune regole sugli obiettivi di riparazione da conseguire e sulle modalità per scegliere le misure correttive idonee in modo da disporre di una base comune minima tra gli Stati membri che garantisca un'efficace applicazione del regime proposto.
III. ANALISI DELLA POSIZIONE COMUNE
1. Osservazioni generali
La direttiva si applica al danno ambientale al territorio, all'acqua e alla diversità biologica causato dall'esercizio di attività professionali (sono previste una serie di eccezioni). Essa non si applica alle perdite economiche. La direttiva impone agli operatori l'obbligo di adottare - a proprie spese - azioni di prevenzione, qualora sussista una minaccia imminente di danno, e azioni di riparazione quando il danno si è verificato.
La direttiva opera una distinzione fra, da un lato, determinate attività professionali che comportano rischi elevati - elencate in un allegato - alle quali si applicano tutti i tipi di danno ambientale e per le quali vale la responsabilità oggettiva e, dall'altro, le attività professionali non elencate per le quali è contemplato unicamente il danno alle specie e agli habitat protetti in caso di comportamento doloso o colposo dell'operatore.
Il testo prevede inoltre la possibilità che il pubblico interessato presenti richieste di azione, la cooperazione fra Stati membri in caso di inquinamento transfrontaliero e misure per incoraggiare lo sviluppo di strumenti di garanzia finanziaria. Le disposizioni della direttiva non hanno effetto retroattivo, per cui la direttiva non si applica al danno cagionato anteriormente alla data della sua attuazione.
La Commissione ha accettato la posizione comune concordata dal Consiglio.
2. Emendamenti del Parlamento europeo
Nella votazione in seduta plenaria del 14 maggio 2003 il PE ha approvato 48 emendamenti alla proposta.
Il Consiglio:
a) ha incorporato nella posizione comune 26 emendamenti, integralmente, in parte o in linea di principio, come segue:
Emendamento 2: la seconda parte di questo emendamento è recepita, nello spirito, dal considerando 1, mentre il riferimento ad un numero determinato di siti contaminati esistenti non è stato ritenuto necessario.
Emendamento 3: la prima parte di questo emendamento è incorporata, nella sostanza, nel considerando 2, mentre la seconda parte non è stata recepita, in quanto la direttiva, in generale, non prevede un limite alla responsabilità.
Emendamento 7: il considerando 10 tiene conto, in certa misura, dell'ultima parte di questo emendamento, mentre per quanto concerne la questione dell'energia nucleare il Consiglio concorda con la posizione espressa dalla Commissione.
Emendamento 10: parzialmente incorporato nel considerando 13.
Emendamento 14: incorporato nel considerando 22.
Emendamenti 16 e 18: incorporati rispettivamente nei considerando 25 e 30.
Emendamento 21: recepito in parte dal considerando 31, sebbene il Consiglio preferisca un periodo più lungo, per quanto concerne i termini per la revisione da parte della Commissione.

STATEMENT OF THE COUNCIL'S REASONS

I. INTRODUCTION
1. On 21 February 2002, the Commission presented to the Council its proposal for a Directive of the European Parliament and of the Council on environmental liability with regard to the prevention and remedying of environmental damage.
2. The European Parliament gave its Opinion on 14 May 2003.
The Economic and Social Committee adopted its Opinion on 18 July 2002.
The Committee of the Regions announced its intention not to give an opinion by letter dated 9 April 2002.
3. On 18 September 2003, the Council adopted its common position in accordance with Article 251 of the Treaty.
II. OBJECTIVE
The purpose of the Directive is to establish a framework whereby environmental damage would be prevented or remediated. The proposal is based on the "polluter pays" principle: an operator whose activity has caused the environmental damage or an imminent threat of such damage occurring will be held financially liable for the preventive or remedying measures to be taken. This will induce operators to adopt measures and develop practices to minimise the risks of environmental damage so that their exposure to financial liabilities is reduced.
Institutional and procedural detailed arrangements as to how the prescribed results will be achieved are left to a very large extent to the Member States in line with the subsidiarity and proportionality principles.
Certain rules on the restoration objectives to be achieved and how to choose the measures to achieve them are however established so that a minimum common basis is shared by Member States to ensure effective implementation.
III. ANALYSIS OF THE COMMON POSITION
1. General
The scope of the Directive covers environmental damage to land, water and biodiversity caused by occupational activities (a number of exceptions is foreseen). It does not cover economic loss. The Directive sets out the obligation for operators to take preventive action when there is an imminent threat of damage and to take remedial action in case the damage has occurred - at their own expenses.
The Directive differentiates between on the one hand, certain high-risk occupational activities - listed in an Annex - for which all environmental damage is covered and where strict liability applies and, on the other hand, occupational activities other than those listed, for which only damage to protected species and habitats is covered, if the operator is at fault or negligent.
In addition the text foresees: the possibility for the interested public to request action, cooperation between Member States in case of transboundary pollution, and the encouragement to develop financial security instruments. The provisions of this Directive are not retroactive, i.e. do not cover damage caused before the date of its implementation.
The Commission has accepted the common position agreed by the Council.
2. European Parliament Amendments
In its Plenary vote on 14 May 2003 the EP adopted 48 amendments to the proposal.
The Council:
(a) introduced in the common position 26 amendments in full, in part or in principle as follows:
Amendment 2: the spirit of its second part is incorporated in recital 1, while the reference to a precise number of existing contaminated sites was not considered necessary.
Amendment 3: the substance of its first part is taken up in recital 2, while the second part was not taken on board because the Directive, in general, does not provide for a limit to liability.
Amendment 7: recital 10 takes account, to a certain extent, of the last part of this amendment while, on the matter of nuclear energy, the Council agrees with the position expressed by the Commission.
Amendment 10 is partly incorporated in recital 13.
Amendment 14 is taken on board in recital 22.
Amendments 16 and 18 are taken up in recitals 25 and 30 respectively.
Amendment 21 is covered, in part, by recital 31, although the Council prefers, as regards the timing of the Commission review, to retain a longer period.

Emendamento [93, 94, 23, 90, 95, 96 e 97] sulle definizioni: la maggior parte di questo emendamento è incorporata nell'articolo 2. In particolare, le definizioni di "biodiversità" (ora "specie e habitat naturali protetti"), "stato di conservazione", "valore" (soppresso) sono state modificate sulla falsariga delle proposte avanzate dal Parlamento europeo, talvolta riformulandole lievemente. La definizione di "danno" è stata semplificata, mentre la definizione di "operatore" è stata ampliata in linea con quanto proposto dall'emendamento. Il Consiglio concorda, tuttavia, con i commenti della Commissione relativi alle altre parti dell'emendamento, segnatamente le definizioni di "biodiversità" e "operatore" e l'inserimento del termine "radiazioni".
Emendamento [85, 99]: una parte di questo emendamento, che riguarda la relazione fra il campo di applicazione della direttiva e gli accordi internazionali, è recepita nella sostanza dall'articolo 4, paragrafo 2 e dall'articolo 18, paragrafi 2 e 3 (sul riesame della direttiva). Quanto al resto dell'emendamento, il Consiglio concorda con gli argomenti addotti dalla Commissione.
Emendamento 100: è incorporato, per la maggior parte, nell'articolo 5. Riguardo all'ultima parte dell'emendamento, il Consiglio non può accettare che sia fatto obbligo agli Stati membri di garantire l'adozione di misure preventive in caso di mancato intervento dell'operatore (responsabilità sussidiaria dello Stato). A parere del Consiglio, la decisione di agire deve essere adottata, caso per caso, dalle autorità competenti.
Emendamento 101: accolto, per la maggior parte, dagli articoli 6 e 7. Riguardo alla responsabilità sussidiaria dello Stato, la posizione del Consiglio è delineata sopra (cfr. emendamento 100). Il Consiglio ritiene che spetti alle autorità competenti decidere, caso per caso, se occorra adottare misure di riparazione.
Emendamento 32: L'articolo 6, paragrafo 1 recepisce nella sostanza questo emendamento laddove prescrive che l'operatore è tenuto ad agire, senza che vi sia una richiesta in tal senso da parte della competente attività.
Emendamento 36: la possibilità di avviare procedimenti per il recupero dei costi nei confronti di un terzo che ha causato il danno non è esplicitamente contemplata dal nuovo testo dell'articolo 8, paragrafo 2. Tuttavia, tale possibilità è chiaramente prevista dall'articolo 10.
Emendamento [86, 103 e 38]: parzialmente recepito dall'articolo 4, in cui il danno causato da attività connesse ad un "permesso" o allo "stato delle conoscenze scientifiche e tecniche" è soppresso dall'elenco delle eccezioni e contemplato invece dall'articolo 8 relativo ai costi di prevenzione e riparazione. Il Consiglio non ha inserito nell'articolo 4 un riferimento al terrorismo, essendo tale ipotesi compresa, a seconda dei casi, nell'articolo 4, paragrafo 1, lettera a) (cfr. termine "ostilità") o nell'articolo 8, paragrafo 3, lettera a) sul danno causato da terzi. Il Consiglio ha inoltre ritenuto superfluo fare esplicito riferimento alle "buone prassi agricole e forestali", in quanto tale aspetto è trattato meglio dalla disposizione orizzontale dell'articolo 8, paragrafo 4, lettera b) (stato delle conoscenze scientifiche e tecniche). Infine, la frase introduttiva dell'articolo 4 non è stata modificata per evitare di estendere il campo di applicazione della direttiva.
Emendamento 91: il principio di questo emendamento è in parte coperto dall'articolo 8, paragrafo 4. In caso di attività connesse ad un "permesso" o allo "stato delle conoscenze scientifiche e tecniche", gli Stati membri possono consentire che l'operatore non sia tenuto a sostenere i costi delle azioni di riparazione intraprese conformemente alla direttiva qualora dimostri che non gli è attribuibile un comportamento doloso o colposo.
Emendamento 41: recepito in parte dall'articolo 9 relativo all'imputazione dei costi nel caso di pluralità di autori del danno.
Emendamento 44: coperto implicitamente dal testo attuale dell'articolo 13.
Emendamento 47: incorporato nell'articolo 12, paragrafo 2.
Emendamento 107: l'ultima parte di questo emendamento è incorporata nell'articolo 14, paragrafo 1. Tuttavia, considerate la scarsa disponibilità sul mercato di prodotti adeguati e le conseguenti difficoltà di attuazione, il Consiglio non può concordare con la proposta del Parlamento di prevedere che l'obbligo della garanzia finanziaria copra progressivamente le attività elencate nell'allegato III della direttiva.
Emendamento 52: recepito, nella sostanza, dall'articolo 15.
Emendamento 63: contemplato, in parte e in linea di principio, dal preambolo dell'allegato II.
Emendamento 65: compreso, nella sostanza, nell'ultima frase dell'allegato II, punto 1.
Emendamento 66: incorporato, nella sostanza, nella prima frase dell'allegato II, punto 2.
Emendamenti 72 e 74: coperti in parte dallo spirito, rispettivamente, dei punti 1.2.3 e 1.3.2 (allegato II).
b) Non ha ripreso 22 emendamenti (5, 6, 8, 9, 11,12, 13, 17, 19, 22, 27, 33, 34, 35, 43, 106, 53, 54, 55, 60, 108, 76) nella posizione comune.
Per quanto riguarda gli emendamenti 5, 8, 9, 11, 12, 13, 19, 22, 27, 33, 43, 106, 54, 55, 108 e 76, il Consiglio ha aderito alla posizione della Commissione.

Amendment [93, 94, 23, 90, 95, 96 and 97] on definitions: most of this amendment is included in Article 2. In particular, the definitions of "biodiversity" (now "protected species and natural habitats"), "conservation status", "value" (deletion) have been modified along the lines suggested by the European Parliament, sometimes with slight re-wording. The definition of "damage" is simplified while the definition of "operator" is broadened along the lines suggested by the amendment. The Council, however, agrees with the comments presented by the Commission on the other parts of this amendment, particularly regarding the definitions of "biodiversity" and of "operator" and on the addition of a reference to "radiation".
Amendment [85, 99]: part of this amendment, concerning the link between the scope of the Directive and International Agreements, is taken up in substance by Article 4 paragraph 2 and Article 18 paragraphs 2 and 3 (on the review of the Directive). As regards the rest of this amendment, the Council agrees with the arguments provided by the Commission.
Amendment 100 is taken mostly on board in Article 5. As regards its last part, the Council could not agree with the obligation addressed to Member States to ensure that preventive actions are taken in case of failure of the operator to comply (subsidiary state liability). According to the Council, the decision to act should be taken by competent authorities, case by case.
Amendment 101 is mostly covered by Articles 6 and 7. On subsidiary state liability, the position of the Council is outlined above (cf. amendment 100). The Council considers that it is up to competent authorities to decide whether take remedial actions, on a case by case basis.
Amendment 32: Article 6(1) incorporates the substance of this amendment in that it requires the operator to act, without a request to do so by the competent authority.
Amendment 36: cost recovery proceeding against a third party who has caused the damage is not explicitly covered by the new wording of Article 8(2). However, this possibility is clearly foreseen in Article 10.
Amendment [86, 103 and 38] is partly taken up in Article 4, where damage, in case of "permit" or "state of the art" activities, is deleted from the list of exemptions and covered instead by Article 8 on prevention and remediation costs. The Council did not add a mention to terrorism in Article 4 considering that this eventuality would be covered, depending on the case, either by the term "hostilities" (Article 4.1(a)) or by Article 8.3(a) on damage caused by third parties. The Council also considered that the addition of a specific reference to "good agricultural and forestry practices" was not needed because this matter was better addressed by the horizontal provision of Article 8.4.(b) (state of the art). Finally, the introductory sentence of Article 4 has not been modified to avoid widening the scope of the Directive.
Amendment 91: the principle of this amendment is partly covered by Article 8 paragraph 4. In case of "permit" or "state of the art" activities it is up to Member States to allow the operator not to bear the costs of remedial actions taken pursuant to the Directive - where the operator demonstrates that he is not at fault or negligent.
Amendment 41 is taken up in part by Article 9 on cost allocation in cases of multiple party causation.
Amendment 44 is implicitly covered by the present wording of Article 13.
Amendment 47 is taken on board in Article 12 paragraph 2.
Amendment 107: the last part of this amendment is incorporated in Article 14, paragraph 1. However, given the scarce availability of suitable products on the market and the consequent difficulties in implementation, the Council can not agree with the Parliament's suggestion for a mandatory financial security gradually covering the activities listed in Annex III to the Directive.
Amendment 52 is covered, in substance, by Article 15.
Amendment 63 is taken up, in part and in principle, by the preamble of Annex II.
Amendment 65 is covered, in substance, by the last sentence in paragraph 1, Annex II.
Amendment 66 is taken up, in substance, by the first sentence in paragraph 2, Annex II.
Amendments 72 and 74 are partly covered by the spirit of paragraphs 1.2.3 and 1.3.2 (Annex II) respectively.
(b) did not include 22 amendments (5, 6, 8, 9, 11,12, 13, 17, 19, 22, 27, 33, 34, 35, 43, 106, 53, 54, 55, 60, 108, 76) in the common position.
With respect to amendments 5, 8, 9, 11, 12, 13, 19, 22, 27, 33, 43, 106, 54, 55, 108 and 76 the Council followed the position expressed by the Commission.

Emendamenti 6, 17, 34, 35, 53, e 60, accettati integralmente o in parte dalla Commissione, ma non inseriti nella posizione comune:
Emendamento 6: l'aggiunta non è stata ritenuta necessaria, visto che il testo del progetto di direttiva prevede la necessaria flessibilità.
Emendamento 17: il Consiglio ha preferito non riprendere questa modifica, visto che le procedure di revisione di cui all'articolo 13 offrono una copertura sufficiente, anche per gli operatori.
L'emendamento 34 concernente la responsabilità degli Stati membri in caso di danno transfrontaliero non è stato ripreso: in linea di massima, la posizione comune non prevede una responsabilità sussidiaria dello Stato, come inizialmente previsto dalla Commissione.
L'emendamento 35 sulla limitazione del recupero dei costi non è stato ritenuto necessario, dato che, conformemente all'articolo 4, paragrafo 4 la direttiva si applica unicamente al danno o alla minaccia imminente di tale danno qualora sia possibile dimostrare un chiaro legame tra il danno e le attività dei singoli operatori.
Emendamento 53: data l'esistenza di una legislazione nazionale in materia, il Consiglio ha preferito mantenere il testo proposto dalla Commissione.
L'emendamento 60 che aggiunge un riferimento al coincenerimento all'allegato III, punto 2 non è stato ripreso perché il coincenerimento è implicitamente contemplato dal testo attuale.
3. Innovazioni principali introdotte dal Consiglio
Definizioni: l'articolo 2 sulle definizioni è stato snellito. Alcune definizioni sono state soppresse, altre sono state riunite e/o spostate nell'allegato pertinente (allegato II sulla riparazione del danno ambientale) senza modificare sostanzialmente la proposta della Commissione. Tuttavia, per quanto riguarda la definizione di "danno ambientale" il Consiglio ha elaborato una serie di criteri, che figurano attualmente nell'allegato I della direttiva proposta, per consentire di valutare agevolmente che cosa costituisca un danno "significativo" alle specie e agli habitat naturali protetti.
Eccezioni (articolo 4): la posizione comune non esclude il danno causato da un'emissione o un evento autorizzati dalla legislazione in vigore, dal permesso o dall'autorizzazione rilasciati all'operatore, né il danno causato da emissioni o attività ritenute innocue secondo lo stato delle conoscenze scientifiche e tecniche al momento del rilascio dell'emissione o dell'esecuzione dell'attività. In questi casi, tuttavia, gli Stati membri possono consentire all'operatore di non sostenere i costi delle azioni di riparazione, intraprese conformemente alla direttiva, qualora dimostri che non gli è attribuibile un comportamento doloso o colposo (articolo 8, paragrafo 4).
All'articolo 4, relativo alle eccezioni, è stato aggiunto un nuovo paragrafo che tiene conto di due strumenti internazionali relativi alla responsabilità nella navigazione marittima e nella navigazione interna, onde consentire ai proprietari delle navi di limitare la propria responsabilità conformemente alle disposizioni del diritto nazionale.

In relation to amendments 6, 17, 34, 35, 53, and 60, accepted in full or in part by the Commission but not included in the common position:
Amendment 6: this addition was not considered necessary, given that sufficient flexibility is provided by the text of the draft Directive.
Amendment 17: the Council preferred not to take up this modification, considering that the review procedures provided for in Article 13 offer sufficient coverage, also in the case of operators.
Amendment 34 on liability of Member States in case of transboundary damage was not included: in general, the common position does not provide for subsidiary State liability, as initially foreseen by the Commission.
Amendment 35 on limitation of recovery of costs was not considered necessary, given that, according to Article 4(4) the Directive will apply only to damage, or imminent threat of damage, where it is possible to establish a causal link between the damage and the activities of individual operators.
Amendment 53: given the existence of national legislation on this matter, the Council preferred to maintain the text proposed by the Commission.
Amendment 60 adding a reference to co-incineration in Annex III(2) was not taken up because co-incineration is implicitly covered by the present text.
3. Major innovations introduced by the Council
Definitions: Article 2 on definitions has been streamlined. Some definitions have been deleted, others have been merged and/or moved to the relevant Annex (Annex II on Remedying of environmental damage) without substantially changing the Commission proposal. In relation to the definition of "environmental damage", however, the Council elaborated a number of criteria, now in Annex I to the proposed Directive, to facilitate the assessment of what would constitute a "significant" damage to protected species and natural habitats.
Exceptions (Article 4): the common position does not exempt damage caused by an emission or event allowed in applicable law, or in the permit or authorisation issued to the operator or damage caused by emissions or activities which were not considered harmful according to the state of the art of scientific and technical knowledge at the time when the emission was released or the activity took place. However, in such cases, Member States may allow the operator not to bear the costs of remedial actions taken pursuant to the Directive where he demonstrates that he was not at fault or negligent (Article 8, paragraph 4).
In Article 4 on exemptions, a new paragraph was added taking into account two international instruments on liability for maritime and inland navigation, to allow ship owners to limit their liability under national legislation.

Responsabilità sussidiaria dello Stato (articolo 5, paragrafo 4, e articolo 6, paragrafo 3): è stato modificato l'obbligo per gli Stati membri di provvedere all'adozione delle necessarie misure di prevenzione o riparazione allorché l'operatore non può essere identificato, non adempie agli obblighi o non è tenuto a sostenere i costi che gli incombono. In questi casi, conformemente alla posizione comune, l'autorità competente può decidere di adottare essa stessa misure di prevenzione o di riparazione. Inoltre l'articolo 6 distingue tra misure di riparazione a lungo termine o con effetto immediato. In caso di incidenti, al fine di prevenire o limitare danni ulteriori, l'articolo 6, paragrafo 1, lettera a) prescrive di procedere con effetto immediato a circoscrivere ed eliminare gli inquinanti in questione.
Imputazione dei costi nel caso di pluralità di autori del danno: l'articolo 9 della posizione comune è stato semplificato e demanda interamente la questione alla competenza degli Stati membri.
Richiesta di azione: l'articolo 12 della posizione comune contempla altresì, con eventuali adattamenti, i casi di minaccia imminente di danno ambientale.
Applicazione temporanea: l'articolo 17 della posizione comune chiarisce questa disposizione.
Relazioni e riesame: all'articolo 18 della posizione comune è stato aggiunto un nuovo paragrafo che elenca alcuni dei punti che vanno riesaminati dalla Commissione in base all'esperienza acquisita nell'applicare la direttiva. Parte dell'allegato VI, relativo alle informazioni da inserire nelle relazioni nazionali, è stata resa facoltativa per gli Stati membri.
Infine, è stato modificato l'ordine di alcuni articoli e il loro contenuto è stato ristrutturato (nel caso dell'articolo 4, con l'aggiunta degli allegati IV e V) senza modifiche essenziali rilevanti. L'allegato II (riparazione del danno ambientale) e l'allegato III (attività di cui all'articolo 3 relativo al campo di applicazione della direttiva) sono stati resi più operativi. Nei considerando sono state apportate aggiunte o modifiche, a seguito dei nuovi elementi introdotti nella posizione comune.
IV. CONCLUSIONI
Il Consiglio ritiene che la sua posizione comune, che integra gli emendamenti menzionati nella parte III, punto 2, lettera a), tenga ampiamente conto dell'opinione del Parlamento europeo espresso in prima lettura. Essa costituisce una soluzione realistica ed equilibrata, tenuto conto delle preoccupazioni dell'opinione pubblica, degli operatori e dell'attuale mercato di copertura finanziaria, che pur fissando alcuni obiettivi e norme comuni, per garantirne il raggiungimento in tempi ragionevoli si basa in ampia misura sulle competenze degli Stati membri.

Subsidiary state liability (Articles 5(4) and 6(3)): the obligation for Member States, when the operator can not be identified, does not comply with its obligations or is not required to bear the costs, to ensure that the necessary preventive or remedial measures are taken has been modified. In such cases, according to the common position, the competent authority may decide to take preventive or remedial actions itself. In addition, Article 6 differentiates between long-term remediation activity and immediate response. In the event of an incident, to limit or prevent further damage, Article 6(1)(a) foresees the immediate containment and removal of contaminants.
Cost allocation in case of multiple party causation: Article 9 of the common position is simplified and leaves this subject entirely within the competence of Member States.
Request for action: Article 12 of the common position also covers, with possible adaptations, the cases of imminent threat of damage.
Temporal application: Article 17 of the common position clarifies these provisions.
Reports and review: a new paragraph has been added to Article 18 of the common position listing the points to be reviewed (among others) by the Commission on the basis of the experience gained applying the Directive. Part of Annex VI, on the information to be included in the national reports, has been made optional for Member States.
Finally, the order of some articles was changed and their content re-organised (in the case of Article 4, with the addition of Annex IV and Annex V), without major modifications of substance. Annex II (remedying of environmental damage) and Annex III (activities referred to in Article 3 on the scope of the Directive) are made more operational. The recitals have undergone some additions and changes, consequent to the new elements of the common position.
IV. CONCLUSION
The Council considers that its common position, which incorporates the amendments mentioned in III.2.a, takes largely into account the Opinion of the European Parliament in first reading. It represents a balanced and realistic solution, given the concerns of the public, of the operators and the present financial security market, relying to a large extent on Member States' competence while fixing some common objectives and rules to ensure that these can be achieved within a reasonable timeframe.