Posizione comune (CE) n. 64/2003 definita dal Consiglio il 4 novembre 2003 in
vista dell'adozione del regolamento (CE) n. .../2003 del
Parlamento europeo del Consiglio, del ..., relativo ai
detergenti (2003/C 305 E/02) (Testo rilevante ai fini
del SEE)
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO
DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la
Comunità europea, in particolare l'articolo 95, vista la
proposta della Commissione(1), visto il parere del Comitato
economico e sociale europeo(2), deliberando secondo la
procedura di cui all'articolo 251 del
trattato(3), considerando quanto segue: (1) La direttiva
73/404/CEE del Consiglio, del 22 novembre 1973, concernente il
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative
ai detergenti(4), la direttiva 73/405/CEE del Consiglio, del
22 novembre 1973, concernente il ravvicinamento delle
legislazioni degli Stati membri relative ai metodi di
controllo della biodegradabilità dei tensioattivi anionici(5),
la direttiva 82/242/CEE del Consiglio, del 31 marzo 1982,
concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati
membri relative ai metodi di controllo della biodegradabilità
dei tensioattivi non ionici(6), la direttiva 82/243/CEE del 31
marzo 1982 che modifica la direttiva 73/405/CEE concernente il
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative
ai metodi di controllo della biodegradabilità dei tensioattivi
anionici(7) e la direttiva 66/94/CEE del 10 marzo 1986 recante
seconda modifica della direttiva 73/404/CEE concernente il
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative
ai detergenti(8) hanno subito diverse e sostanziali
modificazioni. È opportuno, per ragioni di chiarezza e
razionalizzazione, procedere alla rifusione delle disposizioni
in questione riunendolo in un solo testo. Anche la
raccomandazione 89/542/CEE della Commissione, del 13 settembre
1989, relativa all'etichettatura dei prodotti detergenti e
prodotti di pulizia(9) dovrebbe essere inclusa in tale
testo. (2) Poiché lo scopo del presente regolamento, ossia
garantire il mercato interno dei detergenti, non può essere
realizzato in misura sufficiente dagli Stati membri, in
assenza di criteri tecnici comuni a tutta la Comunità e può,
dunque, essere realizzato meglio a livello comunitario, la
Comunità può intervenire, in base al principio di
sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del Trattato. Il
presente regolamento si limita a quanto è necessario per
conseguire tale scopo in ottemperanza al principio di
proporzionalità enunciato nello stesso articolo. Un
regolamento è lo strumento giuridico adeguato giacché impone
direttamente ai fabbricanti requisiti precisi da attuare
contemporaneamente e allo stesso modo in tutto il territorio
comunitario. Nell'ambito della legislazione tecnica è
necessaria un'applicazione uniforme in tutti gli Stati membri,
che può essere garantita solo da un regolamento. (3) È
necessaria una nuova definizione dei detergenti per
disciplinare gli usi equivalenti ed assicurare la coerenza con
gli sviluppi a livello degli Stati membri. (4) È necessario
introdurre una definizione dei tensioattivi, assente nella
attuale normativa. (5) È importante dare una descrizione
chiara e precisa dei pertinenti tipi di
biodegradabilità. (6) Le misure riguardo ai detergenti
dovrebbero essere adottate per assicurare il funzionamento del
mercato interno ed evitare restrizioni della concorrenza nella
Comunità. (7) Come conferma il Libro Bianco della
Commissione sulla strategia per una politica futura in materia
di sostanze chimiche, appropriate misure riguardo i detergenti
dovrebbero garantire un livello elevato di protezione
dell'ambiente, in particolare di quello acquatico. (8) I
detergenti sono già disciplinati da apposite disposizioni
comunitarie in materia di fabbricazione, corretta
manipolazione, uso ed etichettatura, in particolare dalla
raccomandazione 89/542/CEE della Commissione e dalla
raccomandazione 98/480/CE della Commissione, del 22 luglio
1998, sulla buona pratica ambientale relativa ai detersivi da
bucato per uso domestico(10); la direttiva 1999/45/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 maggio 1999,
concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative,
regolamentari ed amministrative degli Stati membri relative
alla classificazione, all'imballaggio e all'etichettatura dei
preparati pericolosi(11) si applica ai detergenti.
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Common position (EC) No 64/2003 adopted by the Council on 4 November 2003 with a
view to the adoption of a Regulation (EC) No .../2003 of the
European Parliament and of the Council of ... on
detergents (2003/C 305 E/02) (Text with EEA
relevance)
THE EUROPEAN PARLIAMENT AND THE COUNCIL OF
THE EUROPEAN UNION, Having regard to the Treaty
establishing the European Community, and in particular Article
95 thereof, Having regard to the proposal from the
Commission(1), Having regard to the Opinion of the European
Economic and Social Committee(2), Acting in accordance with
the procedure laid down in Article 251 of the
Treaty(3), Whereas: (1) Council Directives 73/404/EEC of
22 November 1973 on the approximation of the laws of the
Member States relating to detergents(4), Council Directive
73/405/EEC of 22 November 1973 on the approximation of the
laws of the Member States relating to methods of testing the
biodegradability of anionic surfactants(5), Council Directive
82/242/EEC of 31 March 1982 on the approximation of the laws
of the Member States relating to methods of testing the
biodegradability of non-ionic surfactants(6), Council
Directive 82/243/EEC of 31 March 1982 amending Directives
73/405/EEC on the approximation of the laws of the Member
States relating to methods of testing the biodegradability of
anionic surfactants(7) and Council Directive 86/94/EEC of 10
March 1986 amending for the second time Directive 73/404/EEC
on the approximation of the laws of the Member States relating
to detergents(8), have been significantly amended on several
occasions. It is desirable, for reasons of clarity and
rationalisation, that the provisions in question should be
recast by bringing them all together in a single text.
Commission Recommendation 89/542/EEC(9), as regards labelling
provisions concerning detergents and cleaning products, should
also be included in the single text. (2) Since the
objective of this Regulation, to ensure the internal market in
detergents, cannot be sufficiently achieved by the Member
States, if there is no common technical criteria throughout
the Community, and can therefore be better achieved at
Community level, the Community may adopt measures, in
accordance with the principle of subsidiarity as set out in
Article 5 of the Treaty. In accordance with the principle of
proportionality, as set out in that Article, this Regulation
does not go beyond what is necessary in order to achieve that
objective. A Regulation is the appropriate legal instrument as
it imposes directly on manufacturers precise requirements to
be implemented at the same time and in the same manner
throughout the Community; in the area of technical
legislation, uniformity of application in the Member States is
needed, and this can only be guaranteed by a
Regulation. (3) A new definition for detergents is needed
to cover equivalent uses and be in line with developments at
Member State level. (4) It is necessary to introduce a
surfactant definition, which was lacking in the existing
legislation. (5) It is important to give a clear and
precise description of the relevant types of
biodegradability. (6) Measures concerning detergents should
be adopted to ensure the functioning of the internal market
and avoid restricting the competition in the Community. (7)
As confirmed by the Commission White Paper on the strategy for
a future Chemical Policy appropriate measures concerning
detergents should ensure a high level of environmental
protection, especially of the aquatic environment. (8)
Detergents are already subject to certain Community provisions
concerning the manufacture, proper handling, usage and
labelling, in particular with reference to Commission
Recommendation 89/542/EEC and Commission Recommendation
98/480/EC of 22 July 1998 concerning good environmental
practice for household laundry detergents(10). Directive
1999/45/EC of the European Parliament and of the Council of 31
May 1999 concerning the approximation of the laws, regulations
and administrative provisions of the Member States relating to
the classification, packaging and labelling of dangerous
preparations(11) applies to detergents.
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(9) Il cloruro di bis (alchile di sego idrogenato) dimetilammonio
(DTDMAC) e il nonilfenolo (compresi i derivati etossilati APE)
sono sostanze prioritarie per le attività di valutazione dei
rischi a livello comunitario, conformemente al regolamento
(CEE) n. 793/93 del Consiglio, del 23 marzo 1993, relativo
alla valutazione e al controllo dei rischi presentati dalle
sostanze esistenti(12), e pertanto, se necessario, si
dovrebbero raccomandare e attuare opportune strategie per
limitare i rischi di esposizione a tali sostanze nell'ambito
di altre norme comunitarie. (10) La normativa vigente sulla
biodegradabilità dei tensioattivi presenti nei detergenti ha
per oggetto unicamente la biodegradabilità primaria(13) e si
applica solo ai tensioattivi anionici(14) e non ionici(15).
Occorre pertanto sostituirla con una nuova normativa che
tratti principalmente la biodegradabilità completa e risponda
alle gravi preoccupazioni sollevate dalla potenziale tossicità
e persistenza dei metaboliti. (11) A tal fine è necessario
introdurre una nuova serie di prove basate sulle norme EN ISO
e sulle linee guida dell'OCSE, che disciplini la concessione
di autorizzazioni dirette per l'immissione dei detergenti sul
mercato. (12) Allo scopo di garantire un livello elevato di
protezione dell'ambiente, i detergenti che non soddisfano le
prescrizioni di cui al presente regolamento non dovrebbero
essere immessi sul mercato. (13) Il 25 novembre 1999 il
comitato scientifico della tossicità, dell'ecotossicità e
dell'ambiente ha espresso un parere sulla biodegradabilità dei
tensioattivi presenti nei detergenti e sulla pertinenza dei
metodi di prova per il controllo normativo in questo
ambito. (14) I requisiti attualmente previsti riguardo alla
biodegradabilità primaria dovrebbero essere mantenuti al
secondo posto nella gerarchia, e integrati da una valutazione
complementare dei rischi, per i tensioattivi che non superano
le prove del tipo biodegradabilità completa. Inoltre i
tensioattivi che non superano le prove della biodegradabilità
primaria non dovrebbero ottenere un'autorizzazione
all'immissione sul mercato mediante deroga. (15) I
requisiti relativi alla biodegradabilità primaria dovrebbero
essere estesi a tutti i tensioattivi, in particolare a quelli
cationici e anfoteri, consentendo al tempo stesso di
effettuare analisi strumentali nei casi in cui non siano
adatti i metodi analitici semispecifici. (16) I metodi di
prova per la determinazione della biodegradabilità e la
registrazione degli elenchi di deroghe sono questioni tecniche
che dovrebbero essere riviste alla luce degli sviluppi tecnici
e scientifici e di quelli normativi. (17) I metodi di prova
dovrebbero produrre dati che diano garanzia sufficiente della
biodegradabilità aerobica dei tensioattivi presenti nei
detergenti. (18) I metodi di prova della biodegradabilità
dei tensioattivi presenti nei detergenti possono dare luogo a
risultati variabili. In tali casi risulta necessario
completarli con ulteriori valutazioni al fine di determinare i
rischi che un loro uso continuato comporta. (19) Dovrebbero
essere inoltre fissate disposizioni per immettere sul mercato,
in casi eccezionali, tensioattivi nei detergenti che non
superano le prove di biodegradabilità completa, tenendo conto
di tutte le informazioni pertinenti per garantire la tutela
dell'ambiente e procedendo caso per caso. (20) Le misure
necessarie per l'attuazione del presente regolamento sono
adottate secondo la decisione 1999/468/CE del Consiglio, del
28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle
competenze di esecuzione conferite alla
Commissione(16).
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(9)
Ditallow-dimethyl-ammonium-chloride (DTDMAC) and Nonylphenol
(including ethoxylates derivatives-APEs) are priority
substances undergoing at Community level Risk Assessment
activities, in accordance with Council Regulation (EEC) No
793/93 of 23 March 1993 on the evaluation and control of the
risks of existing substances(12), and if necessary adequate
strategies to limit the risks of exposure to these substances
should therefore be recommended and implemented in the
framework of other Community provisions. (10) The existing
legislation on biodegradability of surfactants in detergents
only covers primary biodegradability(13) and it is only
applicable to anionic(14) and non-ionic(15) surfactants;
therefore it should be replaced by new legislation, which lays
the main emphasis on ultimate biodegradability and meets the
important concerns related to the potential toxicity of
persistent metabolites. (11) This requires the introduction
of a new set of tests based on EN ISO standards and OECD
guidelines, which governs the granting of direct permission
for placing detergents on the market. (12) To provide a
high level of protection of the environment, detergents not
fulfilling requirements laid down by this Regulation should
not be placed on the market. (13) On 25 November 1999 the
Scientific Committee on Toxicity, Ecotoxicity and the
Environment has issued an opinion on biodegradability of
surfactants in detergents and relevance of test-methods for
regulatory control in this area. (14) The existing
requirements regarding primary biodegradability should be
maintained on a second hierarchy level and supplemented by a
complementary risk assessment, for those surfactants failing
ultimate biodegradability tests; furthermore surfactants
failing primary biodegradability tests should not obtain
marketing authorisation by way of derogation. (15) The
primary biodegradability requirements should be extended to
all surfactants, in particular cationic and amphoteric, whilst
allowing the possibility of applying instrumental analyses in
those cases in which semi-specific analytical methods are not
suitable. (16) The determination of biodegradability
test-methods and the record-keeping of lists of derogations
are technical matters and should be revised taking into
account technical and scientific developments as well as
regulatory developments. (17) Test-methods should produce
data that give sufficient assurance of aerobic
biodegradability of surfactants in detergents. (18) Methods
to test biodegradability of surfactants in detergents may
produce variable results. In such cases they should be
complemented by additional assessments in order to determine
the risks of continued use. (19) Provisions should also be
set out to place on the market in exceptional cases
surfactants in detergents failing ultimate biodegradability
tests and this should take place on the basis of all relevant
information to ensure environmental protection and on a case
by case basis. (20) The measures necessary for the
implementation of this Regulation should be adopted in
accordance with Council Decision 1999/468/EC of 28 June 1999
laying down the procedures for the exercise of implementing
powers conferred on the Commission(16).
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(21) È opportuno ricordare che altre disposizioni legislative orizzontali sono applicabili ai
tensioattivi presenti nei detergenti, in particolare la
direttiva 76/769/CEE del Consiglio, del 27 luglio 1976
concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative,
regolamentari ed amministrative degli Stati membri relative
alle restrizioni in materia di immissione sul mercato e di uso
di talune sostanze e preparati pericolosi(17), in base alla
quale potrebbero essere vietati o limitati l'immissione sul
mercato e l'uso di talune sostanze pericolose di cui al
presente regolamento, la direttiva 67/548/CEE del Consiglio,
del 27 giugno 1967, concernente il ravvicinamento delle
disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative
relative alla classificazione, all'imballaggio e
all'etichettatura delle sostanze pericolose(18), la direttiva
93/67/CEE della Commissione, del 20 luglio 1993, che
stabilisce i principi per la valutazione dei rischi per l'uomo
e per l'ambiente delle sostanze notificate ai sensi della
direttiva 67/548/CEE del Consiglio(19), il regolamento (CEE)
n. 793/93, nonché il regolamento (CE) n. 1488/94 della
Commissione, del 28 giugno 1994, che stabilisce i principi per
la valutazione dei rischi per l'uomo e per l'ambiente delle
sostanze esistenti(20), la direttiva 98/8/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 1998, relativa
all'immissione sul mercato dei biocidi(21), la direttiva
87/18/CEE Consiglio, del 18 dicembre 1986, concernente il
ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari
ed amministrative relative all'applicazione dei principi di
buone prassi di laboratorio e al controllo della loro
applicazione per le prove sulle sostanze chimiche(22) la
direttiva 88/320/CEE del Consiglio, del 7 giugno 1988,
concernenti l'ispezione e la verifica della buona prassi di
laboratorio (BPL)(23) e la direttiva 86/609/CEE del Consiglio,
del 24 novembre 1986, concernente il ravvicinamento delle
disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative
degli Stati membri relative alla protezione degli animali
utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini
scientifici(24). (22) Il fabbricante dovrebbe astenersi
dall'immettere sul mercato detergenti non conformi alle
disposizioni del presente regolamento e dovrebbe tenere a
disposizione delle autorità nazionali i relativi fascicoli
tecnici per tutte le sostanze e i preparati da esso
disciplinati. Questo dovrebbe applicarsi anche ai tensioattivi
che non hanno superato le prove di cui all'allegato
III. (23) I fabbricanti dovrebbero poter chiedere una
deroga e la Commissione dovrebbe poterla concedere
conformemente alla procedura di cui all'articolo 12, paragrafo
2. (24) Le autorità competenti degli Stati membri
dovrebbero poter applicare misure di controllo ai detergenti
presenti sul mercato, ma dovrebbero evitare di ripetere le
prove effettuate da laboratori competenti. (25) È
necessario mantenere in vigore le disposizioni in materia di
etichettatura, incluse quelle contenute nella raccomandazione
89/542/CEE che sono comprese nel presente regolamento al fine
di conseguire l'obiettivo dell'aggiornamento delle norme in
materia di detergenti. Dovrebbe essere introdotta
un'etichettatura specifica per informare i consumatori delle
sostanze aromatiche e degli agenti conservanti presenti nei
detergenti. Il personale medico dovrebbe poter ottenere dal
fabbricante, su richiesta, l'elenco completo di tutti gli
ingredienti di un detergente per poter analizzare se esiste un
legame causale fra lo sviluppo di una reazione allergica e
l'esposizione a una particolare sostanza chimica, e gli Stati
membri dovrebbero aver la facoltà di prescrivere che tale
lista sia inoltre messa a disposizione di un determinato ente
pubblico incaricato di fornire tali informazioni al personale
medico. (26) Quanto precede richiede una nuova normativa
che sostituisca quella attualmente in vigore. Gli Stati membri
possono tuttavia continuare ad applicare le normative vigenti
per un determinato periodo. (27) Gli allegati tecnici del
presente regolamento dovrebbero essere adattati in base alla
procedura di cui all'articolo 12, paragrafo 2. (28) I
detergenti conformi al presente regolamento dovrebbero essere
autorizzati all'immissione sul mercato fatte salve le altre
disposizioni comunitarie pertinenti. (29) È necessaria una
clausola di salvaguardia per garantire la protezione dell'uomo
e dell'ambiente contro i rischi non previsti dei
detergenti. (30) Le prove di biodegradabilità dei
tensioattivi dovrebbero essere realizzate in laboratori
conformi a una norma riconosciuta a livello internazionale,
ossia la norma EN/ISO/IEC/17025, o ai principi della buona
prassi di laboratorio. Non sarebbe giustificato chiedere
l'applicazione di quest'ultimo requisito ai tensioattivi
esistenti, nella misura in cui le prove per essi disponibili
sono state realizzate prima dell'entrata in vigore di detta
norma e continuano ad offrire un livello comparabile di
qualità scientifica. (31) Le questioni relative alla
biodegradazione anaerobica, alla biodegradazione dei
principali ingredienti organici non tensioattivi dei
detergenti e al contenuto di fosfati che non sono contemplate
in questo regolamento, dovrebbero essere esaminate dalla
Commissione e, qualora necessario, dovrebbe essere presentata
una proposta al Parlamento europeo e al Consiglio. (32) Le
cinque direttive e la raccomandazione della Commissione di cui
al considerando 1, sostituite dal presente regolamento,
dovrebbero pertanto essere abrogate,
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(21) It is
appropriate to recall that other horizontal legislation is
applicable to detergent surfactants, in particular Council
Directive 76/769/EEC of 27 July 1976 on the approximation of
the laws, regulations and administrative provisions of the
Member States relating to restrictions on the marketing and
use of certain dangerous substances and preparations(17) by
which the marketing and use of dangerous substances covered by
this Regulation might be banned or restricted, Council
Directive 67/548/EEC of 27 June 1967 on the approximation of
laws, regulations and administrative provisions relating to
the classification, packaging and labelling of dangerous
substances(18), Commission Directive 93/67/EEC of 20 July
1993, laying down the principles on assessment of risks to man
and the environment of substances notified in accordance with
Council Directive 67/548/EEC(19), Regulation (EEC) No 793/93,
and Commission Regulation (EC) No 1488/94 of 28 June 1994
laying down the principles for the assessment of risks to man
and the environment of existing substances(20), Directive
98/8/EC of the European Parliament and of the Council of 16
February 1998 concerning the placing of biocidal products on
the market(21), Council Directive 87/18/EEC of 18 December
1986 on the harmonisation of laws, regulations and
administrative provisions relating to the application of the
principles of good laboratory practice and the verification of
their application for tests on chemical substances(22),
Council Directive 88/320/EEC of 7 June 1988 on the inspection
and verification of good laboratory practice (GLP)(23) and
Council Directive 86/609/EEC of 24 November 1986 on the
approximation of laws, regulations and administrative
provisions of the Member States regarding the protection of
animals used for experimental and other scientific
purposes(24). (22) It should be the responsibility of
manufacturers to refrain from marketing detergents not
complying with this Regulation and to have at the disposal of
the national authorities the technical files for all
substances and preparations covered by this Regulation; this
should also apply to surfactants that have failed to pass the
tests mentioned in Annex III. (23) Manufacturers should be
able to request a derogation from the Commission, which should
have the possibility to grant such derogation in accordance
with the procedure referred to in Article 12(2). (24)
Member States' competent authorities should be able to apply
control measures to detergents on the market, but should avoid
repeating tests made by the competent laboratories. (25)
The existing labelling provisions for detergents should be
continued, including those in Recommendation 89/542/EEC, which
are included in this Regulation in order to fulfil the
objective of modernising the rules on detergents. Specific
labelling is introduced to inform consumers about fragrance
substances and preservation agents that are present in
detergents. Medical personnel should be able to obtain from
the manufacturer upon request a full listing of all
ingredients of a detergent to assist them investigate whether
a causal link exists between the development of an allergic
response and exposure to a particular chemical substance, and
Member States should be able to require that such a listing is
also made available to a specific public body designated to
provide this information to medical personnel. (26) All the
above points call for new legislation replacing the existing
legislation; however, for a certain period, Member States can
continue to apply their existing laws. (27) The technical
Annexes to this Regulation should be adapted in accordance
with the procedure referred to in Article 12(2). (28)
Detergents complying with this Regulation should be allowed to
be placed on the market without prejudice to other relevant
Community provisions. (29) In order to ensure the
protection of man and the environment from unforeseen risks of
detergents, a safeguard clause is needed. (30) The tests
specified for the biodegradability of surfactants should be
carried out in laboratories meeting an internationally
recognised standard, namely EN/ISO/IEC/17025 or the principles
of good laboratory practice; it would not be justified to ask
for the application of this latter requirement to existing
surfactants to the extent that the available tests on them had
been performed before the entering into force of the above
standard and still provide a comparable level of scientific
quality. (31) The issues relating to anaerobic
biodegradation, the biodegradation of the main non-surfactant
organic detergent ingredients, and phosphate content, which
are not dealt with in this Regulation should be examined by
the Commission and, where this is justified, a proposal should
be presented to the European Parliament and the
Council. (32) The five Directives and the Commission
Recommendation mentioned in recital (1) which are replaced by
this Regulation should be repealed,
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HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1 Finalità e ambito
di applicazione 1. Il presente regolamento stabilisce norme
atte a conseguire la libera circolazione dei detergenti e dei
tensioattivi per detergenti nel mercato interno e a garantire,
nel contempo, un elevato livello di protezione dell'ambiente e
della salute umana. 2. A tal fine, il presente regolamento
armonizza le seguenti norme per l'immissione sul mercato dei
detergenti e dei tensioattivi per detergenti: - la
biodegradabilità dei tensioattivi presenti nei detergenti;
- restrizioni o divieti da imporre sui tensioattivi in
base alla biodegradabilità; - l'etichettatura addizionale
dei detergenti, compresi le fragranze allergizzanti, e - le
informazioni che i produttori devono mettere a disposizione
delle autorità competenti e del personale medico degli Stati
membri.
Articolo 2 Definizioni Ai fini del
presente regolamento si intende per: 1) "detergente":
qualsiasi sostanza o preparato contenente saponi e/o altri
tensioattivi destinato ad attività di lavaggio e pulizia. I
detergenti possono essere in qualsiasi forma (liquido,
polvere, pasta, barre, pani, pezzi e soggetti ottenuti a
stampo, ecc.) ed essere commercializzati e utilizzati a
livello domestico, istituzionale, o industriale. Altri
prodotti considerati detergenti sono: - "preparazione
ausiliaria per lavare" destinata all'ammollo (prelavaggio), al
risciacquo o al candeggio di indumenti, biancheria da casa,
ecc.; - "ammorbidente per tessuti" destinato a modificare
i tessuti al tatto in processi complementari al loro lavaggio;
- "preparazione per pulire" destinata ai prodotti generali
per la pulizia domestica e/o ad altri prodotti di pulizia per
le superfici (ad es. materiali, prodotti, macchine, apparecchi
meccanici, mezzi di trasporto e attrezzature connesse,
strumenti, apparecchi, ecc.); - "altre preparazioni per
pulire e lavare" destinate a tutte le altre attività di
lavaggio e pulizia; 2) "lavaggio": la pulizia di
indumenti, tessuti, piatti ed altre superfici dure; 3)
"pulizia": l'attività definita dalla norma EN ISO 862; 4)
"sostanza": elementi chimici e loro componenti allo stato
naturale o ottenuti mediante un processo di produzione,
compresi gli additivi necessari a conservare la stabilità dei
prodotti e le impurità derivanti dal processo utilizzato, ma
esclusi i solventi che possono essere separati senza
ripercussioni sulla stabilità della sostanza o modifiche della
sua composizione; 5) "preparato": miscela o soluzione
costituita da due o più sostanze; 6) "tensioattivo":
qualsiasi sostanza organica e/o preparato utilizzato nei
detergenti dotato di proprietà tensioattive. Consiste di uno o
più gruppi idrofili e di uno o più gruppi idrofobi di natura e
dimensioni tali da consentire la diminuzione della tensione
superficiale dell'acqua, la formazione di monostrati di
spandimento o di assorbimento all'interfaccia acqua/aria, la
formazione di emulsioni e/o di microemulsioni e/o la
formazione di micelle, e l'assorbimento alle interfacce
acqua/solido; 7) "biodegradazione primaria": la modifica
strutturale (trasformazione) di un tensioattivo da parte di
microrganismi che ne provoca la perdita delle proprietà
tensioattive a causa della degradazione della sostanza madre e
la conseguente perdita della proprietà tensioattiva, come
misurato nei metodi di prova elencati nell'allegato II; 8)
"biodegradazione aerobica completa": il livello di
biodegradazione ottenuto quando un tensioattivo viene
eliminato completamente dai microrganismi in presenza di
ossigeno che ne provocano la scomposizione in biossido di
carbonio, acqua e sali minerali di qualsiasi altro elemento
presente (mineralizzazione), come misurato nei metodi di prova
elencati nell'allegato III, e nuove componenti cellulari
microbiche (biomassa); 9) "immissione sul mercato":
l'introduzione di un detergente o di un tensioattivo per
detergenti nel mercato comunitario, che comporta la messa a
disposizione a terzi, dietro pagamento o meno. L'importazione
nel territorio doganale comunitario viene considerata come
immissione sul mercato;
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HAVE ADOPTED THIS
REGULATION:
Article 1 Objectives and scope 1.
This Regulation establishes rules designed to achieve the free
movement of detergents and surfactants for detergents in the
internal market while, at the same time, ensuring a high
degree of protection of the environment and human
health. 2. For this purpose, this Regulation harmonises the
following rules for the placing on the market of detergents
and of surfactants for detergents: - the biodegradability
of surfactants in detergents; - restrictions or bans on
surfactants on grounds of biodegradability; - the
additional labelling of detergents, including fragrance
allergens and - the information that manufacturers must
hold at the disposal of the Member States competent
authorities and medical personnel.
Article
2 Definitions For the purpose of this Regulation: 1.
"Detergent" means any substance or preparation containing
soaps and/or other surfactants intended for washing and
cleaning processes. Detergents may be in any form (liquid,
powder, paste, bar, cake, moulded piece, shape, etc.) and
marketed for or used in household, or institutional or
industrial purposes. Other products to be considered as
detergents are: - "Auxiliary washing preparation", intended
for soaking (pre-washing), rinsing or bleaching clothes,
household linen, etc.; - "Laundry fabric-softener",
intended to modify the feel of fabrics in processes which are
to complement the washing of fabrics; - "Cleaning
preparation", intended for domestic all purposes cleaners
and/or other cleaning of surfaces (e.g.: materials, products,
machinery, mechanical appliances, means of transport and
associated equipment, instruments, apparatus, etc.); -
"Other cleaning and washing preparations", intended for any
other washing and cleaning processes. 2. "Washing" means
the cleaning of laundry, fabrics, dishes and other hard
surfaces. 3. "Cleaning" has the meaning defined by EN ISO
862. 4. "Substance" means chemical elements and their
compounds in the natural state or obtained by any production
process, including any additive necessary to preserve the
stability of the products and any impurity deriving from the
process used, but excluding any solvent which may be separated
without affecting the stability of the substance or changing
its composition. 5. "Preparation" means mixture or solution
composed of two or more substances. 6. "Surfactant" means
any organic substance and/or preparation used in detergents,
which has surface-active properties and which consists of one
or more hydrophilic and one or more hydrophobic groups of such
a nature and size that it is capable of reducing the surface
tension of water, and of forming spreading or adsorption
monolayers at the water-air interface, and of forming
emulsions and/or microemulsions and/or micelles, and of
adsorption at water-solid interfaces. 7. "Primary
biodegradation" means the structural change (transformation)
of a surfactant by micro-organisms resulting in the loss of
its surface-active properties due to the degradation of the
parent substance and consequential loss of the surface-active
property as measured by test methods listed in Annex II. 8.
"Ultimate aerobic biodegradation" means the level of
biodegradation achieved when the surfactant is totally used by
micro-organisms in the presence of oxygen resulting in its
breakdown to carbon dioxide, water and mineral salts of any
other elements present (mineralisation), as measured by test
methods listed in Annex III, and new microbial cellular
constituents (biomass). 9. "Placing on the market" means
introducing onto the Community market, thereby making
available to third parties, whether in exchange for payment or
not. Import into the Community customs territory shall be
deemed to be placing on the market.
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10) "fabbricante": la persona
fisica o giuridica responsabile dell'immissione sul mercato di
un detergente o di un tensioattivo per detergenti; in
particolare, è considerato fabbricante il produttore,
l'importatore, l'imballatore che lavora per conto proprio o
qualsiasi persona che modifichi le caratteristiche di un
detergente o di un tensioattivo per detergenti o ne crei o
modifichi l'etichettatura. Tranne nel caso in cui intervenga
come importatore, non è considerato fabbricante un
distributore che non modifichi le caratteristiche,
l'etichettatura o l'imballaggio di un detergente o di un
tensioattivo per detergenti; 11) "personale medico": un
medico iscritto all'ordine o una persona che lavora sotto la
direzione di un medico iscritto all'ordine, preposto a fornire
cure a pazienti, formulare diagnosi o somministrare terapie, e
tenuto al segreto professionale; 12) "detergente per
pulizia industriale e istituzionale": un detergente per
attività di lavaggio e pulizia al di fuori dell'ambito
domestico, svolte da personale specializzato con l'uso di
prodotti specifici.
Articolo 3 Immissione sul
mercato 1. I detergenti e i tensioattivi per detergenti di
cui all'articolo 1, al momento della loro immissione sul
mercato, sono conformi alle condizioni, alle caratteristiche e
ai limiti stabiliti dal presente regolamento e dai suoi
allegati e, ove necessario, alla direttiva 98/8/CE e ad ogni
altra normativa comunitaria pertinente. I tensioattivi che
sono anche sostanze attive ai sensi della direttiva 98/8/CE e
vengono utilizzati come disinfettanti non sono soggetti alle
disposizioni degli allegati II, III, IV e VIII del presente
regolamento a condizione che: a) siano elencati
nell'allegato I o nell'allegato I A della direttiva 98/8/CE,
o b) siano costituenti di biocidi autorizzati a norma
dell'articolo 15, della direttiva 98/8/CE, o c) siano
costituenti di biocidi autorizzati conformemente alle norme
transitorie o in base al programma di lavoro decennale di cui
all'articolo 16 della direttiva 98/8/CE. Tali tensioattivi
sono invece considerati disinfettanti e i detergenti di cui
costituiscono gli ingredienti sono soggetti alle disposizioni
per l'etichettatura dei disinfettanti di cui all'allegato VII
A del presente regolamento. 2. I fabbricanti di detergenti
e/o tensioattivi per detergenti devono essere stabiliti nella
Comunità. 3. I fabbricanti sono responsabili della
conformità dei detergenti e/o dei tensioattivi per detergenti
alle disposizioni del presente regolamento e dei suoi
allegati.
Articolo 4 Limitazioni in base alla
biodegradabilità dei tensioattivi 1. Conformemente al
presente regolamento, i tensioattivi e i detergenti contenenti
tensioattivi che soddisfano i criteri di biodegradazione
aerobica completa stabiliti nell'allegato III possono essere
immessi sul mercato senza ulteriori limitazioni in relazione
alla biodegradabilità. 2. Se un detergente contiene
tensioattivi per i quali il livello di biodegradazione
aerobica completa è inferiore a quanto stabilito nell'allegato
III, i fabbricanti di detergenti per pulizia industriale e
istituzionale contenenti tensioattivi e/o di tensioattivi per
detergenti per pulizia industriale e istituzionale possono
chiedere una deroga. Le richieste di deroga vanno effettuate e
decise in conformità delle disposizioni degli articoli 5, 6 e
9. 3. Il livello di "biodegradabilità primaria" è misurato
per tutti i tensioattivi per detergenti che non superano le
prove di "biodegradazione aerobica completa". Nessuna deroga
può essere concessa ai tensioattivi per detergenti per i quali
il livello di "biodegradabilità primaria" è inferiore a quanto
stabilito nell'allegato II.
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10. "Manufacturer"
means the natural or legal person responsible for placing a
detergent or a surfactant for a detergent on the market; in
particular, a producer, an importer, a packager working for
his own account, or any person changing the characteristics of
a detergent or of a surfactant for a detergent, or creating or
changing the labelling thereof, shall be deemed to be a
manufacturer. A distributor who does not change the
characteristics, labelling or packaging of a detergent, or of
a surfactant for a detergent, shall not be deemed to be a
manufacturer, except where he acts as an importer. 11.
"Medical personnel" means a registered medical practitioner,
or a person working under the direction of a registered
medical practitioner, acting to provide patient care, make a
diagnosis, or administer treatment and who is bound by
professional confidentiality. 12. "Industrial and
institutional detergent" means a detergent for washing and
cleaning outside the domestic sphere, carried out by
specialised personnel using specific products.
Article
3 The placing on the market 1. When placed on the
market, detergents and surfactants for detergents referred to
in Article 1, shall conform with the conditions,
characteristics and limits laid down in this Regulation and
its Annexes and, where relevant, with Directive 98/8/EC and
with any other relevant Community legislation. Surfactants
that are also active substances within the meaning of
Directive 98/8/EC and that are used as disinfectants are
exempt from the provisions of Annexes II, III, IV and VIII of
this Regulation provided: (a) they are listed in Annex I or
I A of Directive 98/8/EC, or (b) they are constituents of
biocidal products authorised under Article 15(1) or 15(2) of
Directive 98/8/EC, or (c) they are constituents of biocidal
products allowed under the transitional measures or subject to
the 10 year Work Programme provided for in Article 16 of
Directive 98/8/EC. Instead, such surfactants are deemed to
be disinfectants and the detergents of which they are
ingredients are subject to the labelling provisions for
disinfectants of Annex VII A. 2. Manufacturers of
detergents and/or of surfactants for detergents shall be
established within the Community. 3. Manufacturers shall be
responsible for the conformity of detergents and/or of
surfactants for detergents with the provisions of this
Regulation and its Annexes.
Article 4 Limitations
based on the biodegradability of surfactants 1. Under this
Regulation, surfactants and detergents containing surfactants
that meet the criteria for ultimate aerobic biodegradation as
laid down in Annex III may be placed on the market without
further limitations relating to biodegradability. 2. If a
detergent contains surfactants for which the level of ultimate
aerobic biodegradation is less than that stipulated in Annex
III, manufacturers of industrial or institutional detergents
containing surfactants, and/or of surfactants for industrial
or institutional detergents may ask for derogation. Requests
for derogation shall be made and decided in accordance with
Articles 5, 6 and 9. 3. The level of "primary
biodegradability" shall be measured for all surfactants in
detergents failing ultimate aerobic biodegradation tests.
Detergent surfactants, for which the level of "primary
biodegradability" is less than that stipulated in Annex II,
shall not be granted derogation.
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Articolo 5 Concessione di deroghe 1. I fabbricanti che chiedono una deroga
presentano una richiesta a tal fine alla autorità competente
dello Stato membro interessato, di cui all'articolo 8,
paragrafo 1, e alla Commissione, fornendo le informazioni
relative ai criteri di cui all'articolo 6, paragrafo 1. Gli
Stati membri possono chiedere una deroga, previo pagamento di
una tariffa all'autorità competente dello Stato membro.
Siffatte tariffe, se previste, sono applicate in modo non
discriminatorio e non superano i costi inerenti
all'espletamento della domanda. 2. Le richieste di deroga
sono accompagnate da un fascicolo tecnico contenente tutte le
informazioni e i documenti giustificativi per valutare la
sicurezza in relazione all'uso specifico di tensioattivi nei
detergenti che non rispettano i limiti di biodegradabilità,
come stabilito dall'allegato III. Oltre ai risultati delle
prove di cui all'allegato III, il fascicolo tecnico contiene
informazioni e i risultati delle prove di cui agli allegati II
e IV. Le prove stabilite nell'allegato IV (punto 4) sono
effettuate in base ad un approccio graduale. L'approccio
graduale sarà definito in un documento tecnico di orientamento
adottato conformemente alla procedura dell'articolo 12,
paragrafo 2. Tale documento di orientamento specificherà
anche, se necessario, le prove per le quali dovrebbero essere
applicati i principi della buona prassi di laboratorio. 3.
Le autorità competenti degli Stati membri che ricevono le
richieste di deroga in conformità dei paragrafi 1 e 2 di cui
sopra esaminano le richieste, valutano la loro rispondenza
alle condizioni previste per le deroghe e informano la
Commissione dei risultati entro sei mesi dalla ricezione della
richiesta completa. Inoltre, qualora si dimostri necessario
per la valutazione dei possibili rischi derivanti da una
determinata sostanza e/o preparato, le autorità nazionali
competenti dello Stato membro richiedono entro tre mesi dalla
ricezione della domanda ulteriori informazioni e prove di
verifica e/o di conferma relative alle sostanze e/o ai
preparati o ai prodotti di trasformazione di queste ultime
loro notificati o su cui abbiano ricevuto informazioni ai
sensi del presente regolamento. Il periodo chiesto per la
valutazione del fascicolo da parte dell'autorità competente
dello Stato membro decorrerà solo dopo il completamento del
fascicolo con le informazioni supplementari. Qualora le
informazioni richieste non siano fornite entro dodici mesi, la
richiesta è considerata incompleta e quindi non valida. In tal
caso non si applica l'articolo 6, paragrafo 2. 4. La
Commissione può concedere una deroga in conformità della
procedura di cui all'articolo 12, paragrafo 2. Se necessario,
prima della concessione della deroga, la Commissione procede a
una valutazione aggiuntiva degli aspetti indicati al paragrafo
3. Essa adotta la propria decisione entro dodici mesi dalla
ricezione della valutazione da parte dello Stato membro, fatto
salvo il caso di cui all'articolo 5, paragrafi 4 e 6, della
decisione 1999/468/CE, per il quale il suddetto periodo è di
diciotto mesi. 5. Tali deroghe possono consentire, limitare
o severamente ridurre l'immissione sul mercato nonché l'uso
dei tensioattivi quali ingredienti dei detergenti, a seconda
dei risultati delle valutazioni complementari dei rischi
definite all'allegato IV. Possono comprendere un periodo di
transizione per l'immissione sul mercato e l'uso dei
tensioattivi quali ingredienti nei detergenti. 6. La
Commissione pubblica l'elenco dei tensioattivi che hanno
ottenuto una deroga con le relative condizioni e limitazioni
d'uso, conformemente all'allegato V.
Articolo
6 Rifiuto di concedere una deroga 1. La Commissione può
prendere in considerazione di rifiutare di concedere una
deroga in conformità della procedura di cui all'articolo 12,
paragrafo 2 e in base ai seguenti criteri: - l'uso in
volumi elevati; - l'uso in applicazioni molto dispersive,
invece dell'uso in applicazioni scarsamente dispersive; -
i vantaggi socio-economici sono insufficienti rispetto
all'impatto sulla salute dell'uomo e sull'ambiente. 2. Fino
a quando la Commissione non ha deciso su una richiesta di
deroga, il tensioattivo in questione potrà continuare ad
essere immesso sul mercato e utilizzato a condizione che il
fabbricante possa dimostrare che esso era già presente sul
mercato comunitario alla data di entrata in vigore del
presente regolamento e che la richiesta di deroga è stata
presentata nei due anni successivi a quella data. 3. La
Commissione può rifiutare di concedere una deroga per un
tensioattivo entro dodici mesi dalla ricezione della
valutazione di cui all'articolo 5, paragrafo 3, a cura dello
Stato membro, fatto salvo il caso dell'articolo 5, paragrafi 4
e 6, della decisione 1999/468/CE, per il quale il periodo è di
diciotto mesi. Essa può fissare un periodo di transizione
durante il quale l'immissione sul mercato e l'uso del
tensioattivo in questione viene gradualmente eliminato. Tale
periodo di transizione non deve superare i due anni a
decorrere dalla data della decisione della Commissione. 4.
La Commissione pubblica nell'allegato VI l'elenco dei
tensioattivi individuati come non conformi con il presente
regolamento.
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Article 5 Granting
of derogation 1. The request by a manufacturer for
derogation shall be made by sending an application to the
competent authority of the Member State concerned, referred to
in Article 8(1), and to the Commission, providing evidence
relating to the criteria mentioned under Article 6(1). Member
States can make the request for derogation dependent upon the
payment to the Member State competent authority of a fee. Such
fees, if any, shall be levied in a non-discriminatory way and
shall not exceed the cost of processing the application. 2.
Applications shall include a technical file supplying all the
information and justifications necessary for evaluating the
safety aspects related to the specific use of surfactants in
detergents failing to comply with the biodegradability limits,
as set out in Annex III. In addition to the results of
tests stipulated in Annex III, the technical file shall
include information and results of tests, as stipulated in
Annexes II and IV. The tests laid down in Annex IV point 4
shall be carried out on the basis of a tiered approach. The
tiered approach will be defined in a technical guidance
document to be adopted in accordance with the procedure of
Article 12(2). This guidance document will also specify, where
appropriate, those tests for which the principles of good
laboratory practice should be applied. 3. The competent
authority of the Member State, receiving applications for
derogation according to paragraphs 1 and 2, shall examine the
requests, evaluate their compliance with the conditions for
derogation and inform the Commission about the results within
six months of receiving the complete application. If the
competent authority of the Member State deems it necessary,
for the evaluation of the risk which may be caused by a
substance and/or a preparation, it shall ask, within three
months of receiving the application, for further information,
verification and/or confirmatory tests concerning these
substances and/or preparations or their transformation
products, of which they have been notified or have received
information under this Regulation. The time period for the
evaluation of the dossier by the competent authority of the
Member State will start only after the dossier is completed
with the additional information. If the requested information
is not provided within 12 months, the application shall be
considered incomplete and thus invalid. In such a case Article
6(2) shall not apply. 4. The Commission may grant
derogation in accordance with the procedure referred to in
Article 12(2). If necessary, before granting derogation the
Commission shall evaluate further the matters indicated in
paragraph 3. It shall take its decision within 12 months of
receiving the evaluation from the Member State, except in the
case of Article 5(4) and (6) of Decision 1999/468/EC where the
period shall be 18 months. 5. Such derogations may allow,
limit or severely restrict the placing on the market and the
use of surfactants as ingredients in detergents, depending on
the results of the complementary risk assessment, as defined
in Annex IV. They may include a phase-out period for placing
on the market and the use of surfactants as ingredients in
detergents. 6. The Commission shall publish the list of
surfactants that have obtained derogation, with the
corresponding conditions or limitations of use, as provided in
Annex V.
Article 6 Refusal of derogation 1. Where
the Commission considers refusing to grant a derogation, it
shall do so in accordance with the procedure referred to in
Article 12(2), and on the basis of the following
criteria: - use in high volumes; - use in
wide-dispersive applications, rather than in low-dispersive
applications; - socio-economic benefits do not outweigh
the impact on human health and the environment. 2. As long
as the Commission has not decided on a request for derogation,
the placing on the market and use of the surfactant in
question may be maintained, provided the manufacturer can show
that the surfactant was already in use on the Community market
at the date of entry into force of this Regulation and that
the request for derogation was made within two years from that
date. 3. If the Commission refuses to grant a derogation,
it shall do so within 12 months of receiving from a Member
State the evaluation mentioned in Article 5(3), except in the
case of Article 5(4) and (6) of Decision 1999/468/EC where the
period shall be 18 months. It may set a transitional period
during which the placing on the market and use of the
surfactant in question shall be phased-out. This transitional
period shall not exceed two years from the date of the
Commission Decision. 4. The Commission shall publish in
Annex VI the list of surfactants that have been identified as
not complying with this Regulation.
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Articolo 7 Prove dei tensioattivi Tutte le prove di cui agli articoli 3 e 4 e
agli allegati II, III, IV e VIII vengono effettuate in
conformità delle norme di cui all'allegato I.1 e in conformità
dei requisiti in materia di prove previsti all'articolo 10,
paragrafo 5, del regolamento (CEE) n. 793/93. A tal fine è
sufficiente applicare le norme EN ISO/IEC o i principi della
buona prassi di laboratorio tranne che per le prove per cui i
principi della buona prassi di laboratorio sono stati resi
obbligatori. Qualora i tensioattivi vengano utilizzati in
detergenti immessi sul mercato prima dell'entrata in vigore
della suddetta norma, le prove esistenti effettuate
utilizzando le migliori conoscenze scientifiche disponibili e
a un livello comparabile a quello delle norme di cui
all'allegato I possono essere accettate caso per caso. Il
fabbricante o lo Stato membro possono presentare alla
Commissione i casi oggetto di dubbio o di controversia. Una
decisione viene presa secondo la procedura di cui all'articolo
12, paragrafo 2.
Articolo 8 Obblighi degli Stati
membri 1. Gli Stati membri designano la o le autorità
competenti responsabili della comunicazione e dello scambio
delle informazioni relative alla gestione del presente
regolamento e comunicano alla Commissione la loro
denominazione e l'indirizzo completo. 2. Ogni Stato membro
notifica agli altri Stati membri e alla Commissione l'elenco
dei laboratori approvati, con la loro denominazione completa e
l'indirizzo, competenti e autorizzati ad effettuare le prove
richieste dal presente regolamento. Gli Stati membri
dimostrano la competenza dei suddetti laboratori in conformità
dello standard EN ISO/IEC 17025 di cui all'allegato I.1. Tale
requisito è considerato soddisfatto se lo Stato membro ha
accertato che i laboratori rispettino i principi della buona
prassi di laboratorio conformemente all'articolo 2 della
direttiva 88/320/CEE. 3. Qualora l'autorità competente di
uno Stato membro abbia motivo di credere che un laboratorio
approvato non possiede le competenze di cui al suddetto
paragrafo 2, essa presenta la questione al comitato di cui
all'articolo 12. Se la Commissione decide che il laboratorio
non possiede le competenze necessarie, il nome del laboratorio
approvato viene ritirato dall'elenco di cui al paragrafo 4. In
tal caso si applica l'articolo 15, paragrafo 2, fatto salvo il
caso di laboratori che asseriscono di essere conformi con i
requisiti della buona prassi di laboratorio e ai quali non si
applichino le disposizioni di non conformità di cui agli
articoli 5 e 6 della direttiva 88/320/CEE. 4. La
Commissione pubblica annualmente gli elenchi delle autorità
competenti di cui al paragrafo 1 e dei laboratori approvati di
cui al paragrafo 2 nella Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea nella misura in cui siano intervenute
modifiche.
Articolo 9 Informazioni date dai
fabbricanti 1. Senza pregiudicare quanto previsto
all'articolo 17 della direttiva 1999/45/CE i fabbricanti che
immettono sul mercato le sostanze e/o i preparati contemplate
dal presente regolamento tengono a disposizione delle autorità
competenti degli Stati membri: - le informazioni su uno o
più risultati delle prove di cui all'allegato III; - per i
tensioattivi che non hanno superato le prove di cui
all'allegato III e per i quali è stata presentata una
richiesta di deroga come indicato nell'articolo 5: i) un
fascicolo tecnico sui risultati delle prove come stabilito
all'allegato II; ii) un fascicolo tecnico sui risultati
delle prove e sulle informazioni come stabilito all'allegato
IV. 2. Quando le sostanze e/o i preparati di cui al
presente regolamento sono immessi sul mercato, il fabbricante
è responsabile della corretta realizzazione delle prove di cui
sopra. Egli tiene inoltre a disposizione la documentazione
sulle prove effettuate per dimostrare la conformità al
presente regolamento nonché la facoltà di beneficiare dei
diritti di proprietà relativi ai risultati delle prove quando
questi non siano di dominio pubblico. 3. I fabbricanti che
immettono sul mercato i preparati di cui al presente
regolamento mettono, su richiesta, a disposizione del
personale medico, gratuitamente e senza ritardi, una scheda
tecnica con l'elenco di tutti gli ingredienti come stabilito
all'allegato VII.C. Ciò non pregiudica il diritto di uno
Stato membro a richiedere che siffatta scheda tecnica sia
messa a disposizione di uno specifico ente pubblico cui lo
Stato membro ha assegnato il compito di fornire queste
informazioni al personale medico. Le informazioni contenute
nella scheda tecnica devono essere custodite con carattere di
confidenzialità dallo specifico ente pubblico e dal personale
medico e vanno utilizzate solo per scopi
medici.
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Article
7 Testing of surfactants All tests referred to in
Articles 3 and 4 and in Annexes II, III, IV and VIII shall be
conducted in compliance with the standards mentioned in Annex
I.1 and in accordance with testing requirements under Article
10(5) of Regulation (EEC) No 793/93. For this purpose, it is
sufficient to apply either the EN ISO/IEC standard or the
principles of good laboratory practice, except for those tests
for which the principles of good laboratory practice have been
made mandatory. In cases where surfactants are used in
detergents which were placed on the market before the entry
into force of the above standard, existing tests that were
performed using the best scientific knowledge available, and
that were performed to a standard comparable to those of the
standards mentioned in Annex I may be accepted on a
case-by-case basis. The manufacturer or the Member State may
submit to the Commission any case over which there is doubt or
dispute. A decision shall then be taken in accordance with the
procedure laid down in Article 12(2).
Article
8 Duties of the Member States 1. Member States shall
appoint the competent authority or authorities responsible for
communicating and exchanging information relating to the
management of this Regulation and inform the Commission of the
full name and address of these authorities. 2. Each Member
State shall notify to the other Member States and the
Commission the list of approved laboratories, with full name
and address, that are competent and authorised to carry out
the tests required by this Regulation. Member States shall
demonstrate the competence of the above laboratories according
to the standard EN ISO/IEC 17025 mentioned in Annex I.1. This
requirement shall be deemed to be fulfilled if the Member
State has verified the compliance of laboratories with the
principles of good laboratory practice in accordance with
Article 2 of Directive 88/320/EEC. 3. Where a Member State
competent authority has grounds for believing that an approved
laboratory does not possess the competence referred to in
paragraph 2, it shall raise the matter in the Committee
referred to in Article 12. If the Commission decides that the
laboratory does not possess the required competence, the name
of the approved laboratory shall be removed from the list
referred to in paragraph 4. Article 15(2) shall apply, except
in the case of laboratories claiming compliance with the
requirements of good laboratory practice, for which the
non-compliance provisions of Articles 5 and 6 of Directive
88/320/EEC shall apply. 4. The Commission shall publish the
lists of competent authorities, mentioned in paragraph 1, and
of approved laboratories, mentioned in paragraph 2, once a
year in the Official Journal of the European Union to the
extent that changes have occurred.
Article
9 Information to be provided by manufacturers 1. Without
prejudice to Article 17 of Directive 1999/45/EC, manufacturers
placing on the market the substances and/or preparations
covered by this Regulation shall hold at the disposal of the
competent authorities of the Member States: - information
on one or more results of the tests mentioned in Annex III;
- for those surfactants failing to pass tests mentioned in
Annex III, and for which a request for derogation was made as
referred to in Article 5: (i) a technical file on results
of the tests mentioned in Annex II, (ii) a technical file
on results of the tests and information mentioned in Annex
IV. 2. Whenever substances and/or preparations covered by
this Regulation are placed on the market, the manufacturer
shall be responsible for the correct performance of the
relevant tests mentioned above. He shall also have available
documentation on the testing carried out to demonstrate
compliance with this Regulation, and to show that he is
allowed to benefit from the property rights concerning the
test results, other than for those test results already in the
public domain. 3. Manufacturers placing on the market the
preparations covered by this Regulation shall, upon request,
make available without delay and free of charge, to any
medical personnel, an ingredient datasheet as stipulated in
Annex VII C. This is without prejudice to the right of a
Member State to request that such a datasheet be made
available to a specific public body to which the Member State
has assigned the task of providing this information to medical
personnel. The information contained in the datasheet shall
be kept confidential by the specific public body and by the
medical personnel, and shall be used only for medical
purposes.
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Articolo 10 Misure di controllo 1. Le
autorità competenti degli Stati membri applicano, se
opportuno, tutte le necessarie misure di controllo ai
detergenti commercializzati che garantiscono la conformità del
prodotto con le disposizioni del presente regolamento. Il
metodo di riferimento sono i metodi di prova e di analisi di
cui all'allegato VIII. Queste misure di controllo non
obbligano i fabbricanti a ripetere le prove effettuate dai
laboratori che soddisfano le condizioni di cui all'articolo 8,
paragrafo 2 o a pagare una prova aggiuntiva o ripetuta a
condizione che la prova iniziale abbia dimostrato la
conformità al presente regolamento dei detergenti o dei
tensioattivi quali ingredienti nei detergenti. 2. Qualora
vi sia il sospetto che un test condotto con i metodi di prova
di cui agli allegati II, III, IV o VIII forniscano risultati
erroneamente positivi, le autorità competenti degli Stati
membri notificano questo fatto alla Commissione e quest'ultima
verifica tali risultati e prende i provvedimenti necessari
secondo la procedura di cui all'articolo 12, paragrafo
2.
Articolo 11 Etichettatura 1. Le disposizioni
del presente articolo non pregiudicano quelle relative alla
classificazione, all'imballaggio e all'etichettatura delle
sostanze e dei preparati pericolosi di cui alla direttiva
67/548/CEE e alla direttiva 1999/45/CE. 2. Le seguenti
informazioni devono figurare a caratteri leggibili, visibili
ed indelebili sulla confezione con cui i detergenti sono
venduti al consumatore: a) la denominazione e il marchio
commerciale del prodotto; b) il nome o la denominazione
commerciale o il marchio depositato e l'indirizzo completo con
il numero telefonico del responsabile dell'immissione del
prodotto sul mercato; c) l'indirizzo con il numero
telefonico presso il quale può essere ottenuta la scheda
tecnica di cui all'articolo 9, paragrafo 3. Le stesse
indicazioni devono figurare su tutti i documenti di
accompagnamento dei detergenti trasportati alla rinfusa. 3.
Sull'imballaggio dei detergenti è riportata l'indicazione del
contenuto in conformità delle specifiche di cui all'allegato
VII.A. Esso riporta altresì istruzioni per l'uso e precauzioni
particolari, ove necessario. 4. Inoltre l'imballaggio dei
detergenti messi in vendita al pubblico e destinati ad essere
utilizzati come detergenti per bucato riporta le informazioni
di cui all'allegato VII.B. 5. Quando uno Stato membro
richieda sul proprio territorio l'etichettatura nella lingua o
nelle lingue nazionali, il fabbricante e il distributore si
conformano a tale requisito per le informazioni di cui ai
paragrafi 3 e 4. 6. I paragrafi da 1 a 5 lasciano
impregiudicate le norme nazionali vigenti secondo cui
rappresentazioni grafiche di frutta che possono indurre in
errore l'utilizzatore circa l'uso di prodotti liquidi, non
devono figurare sull'imballaggio nel quale i detergenti sono
posti in vendita al consumatore.
Articolo
12 Procedura di comitato 1. La Commissione è assistita
da un comitato. 2. Nei casi in cui è fatto riferimento al
presente paragrafo, si applicano gli articoli 5 e 7 della
decisione 1999/468/CE, tenendo conto delle disposizioni
dell'articolo 8 della stessa. Il periodo di cui
all'articolo 5, paragrafo 6 della decisione 1999/468/CE è
fissato a tre mesi. 3. Il comitato adotta il proprio
regolamento interno.
Articolo 13 Adeguamento degli
allegati 1. Gli emendamenti necessari per adeguare gli
allegati vengono adottati in conformità della procedura di cui
all'articolo 12, paragrafo 2, e si basano, per quanto
possibile, sulle norme europee. 2. In particolare, le
modifiche o le aggiunte necessarie all'applicazione delle
norme del presente regolamento ai detergenti a base di
solventi, sono adottate secondo la procedura di cui
all'articolo 12, paragrafo 2.
Articolo 14 Clausola
di libera circolazione Gli Stati membri non possono
vietare, limitare o ostacolare l'immissione sul mercato di
detergenti e/o di tensioattivi per detergenti che sono
conformi ai requisiti del presente regolamento per motivi
considerati nel presente regolamento.
|
Article 10 Control measures 1. Member
States' competent authorities may apply, as appropriate, all
necessary control measures to detergents placed on the market
which ensure the compliance of the product with the provisions
of this Regulation. The reference method shall be the test and
analytical methods referred to in Annex VIII. These control
measures shall not oblige manufacturers to repeat tests made
by laboratories fulfilling the conditions indicated in Article
8(2), or to pay for any repeat or additional test, provided
the initial test has shown compliance of detergents, or
surfactants used as ingredients in detergents, with this
Regulation. 2. In cases of concern that a test according to
the methods listed in Annex II, III, IV or VIII has produced
false positive results, the Member State competent authorities
shall notify the Commission and the Commission shall, in
accordance with the procedure laid down in Article 12(2),
verify those results and take the necessary
measures.
Article 11 Labelling 1. The provisions
of this Article are without prejudice to the provisions
relating to the classification, packaging and labelling of
dangerous substances and preparations in Directives 67/548/EEC
and 1999/45/EC. 2. The following information must appear in
legible, visible and indelible characters on the packaging in
which the detergents are put up for sale to the
consumer: (a) the name and trade name of the product;
(b) the name or trade name or trademark and full address
and telephone number of the party responsible for placing the
product on the market; (c) the address and telephone
number from which the datasheet referred to in Article 9(3)
can be obtained. The same information must appear on all
documents accompanying detergents transported in bulk. 3.
The packaging of detergents shall indicate the content,
according to the specifications provided for in Annex VII A.
It shall also indicate instructions for use and special
precautions, if required. 4. Additionally, the packaging of
detergents sold to the general public intended to be used as
laundry detergents shall bear the information provided for in
Annex VII B. 5. In cases where a Member State has a
national requirement to label in the national language(s), the
manufacturer and distributor shall comply with that
requirement for the information specified in paragraphs 3 and
4. 6. Paragraphs 1 to 5 are without prejudice to existing
national rules according to which graphic representations of
fruits which may lead the user into error as to the use of
liquid products, shall not appear on the packaging in which
the detergents are put up for sale to the
consumer.
Article 12 Committee procedure 1. The
Commission shall be assisted by a committee. 2. Where
reference is made to this paragraph, Articles 5 and 7 of
Decision 1999/468/EC shall apply, having regard to the
provisions of Article 8 thereof. The period laid down in
Article 5(6) of Decision 1999/468/EC shall be set at three
months. 3. The committee shall adopt its Rules of
procedure.
Article 13 Adaptation of the
Annexes 1. The amendments necessary for adapting the
Annexes shall be adopted in accordance with the procedure
referred to in Article 12(2), and shall, wherever possible,
use European Standards. 2. In particular, the amendments or
additions necessary for applying the rules of this Regulation
to solvent-based detergents shall be adopted in accordance
with the procedure referred to in Article
12(2).
Article 14 Free movement clause Member
States shall not prohibit, restrict or impede the placing on
the market of detergents, and/or of surfactants for
detergents, which comply with the requirements of this
Regulation, on grounds that are dealt with in this
Regulation.
|
Articolo 15 Clausola di salvaguardia 1. Se uno Stato membro ha
motivi fondati per ritenere che un determinato detergente,
benché conforme alle prescrizioni del presente regolamento,
rappresenti un rischio per la sicurezza o la salute umana o
degli animali o per l'ambiente, tale Stato può
provvisoriamente vietare o sottoporre a condizioni particolari
l'immissione sul mercato di tale detergente sul proprio
territorio. Esso ne informa immediatamente gli altri Stati
membri e la Commissione, motivando la sua decisione. 2.
Dopo aver consultato gli Stati membri o, se opportuno, il
pertinente comitato tecnico e scientifico della Commissione,
viene presa una decisione in materia entro novanta giorni
secondo la procedura di cui all'articolo 12, paragrafo
2.
Articolo 16 Normativa da sostituire 1. Le
seguenti direttive sono abrogate a decorrere da ...(25): -
Direttiva 73/404/CEE; - Direttiva 73/405/CEE; -
Direttiva 82/242/CEE; - Direttiva 82/243/CEE e -
Direttiva 86/94/CEE. 2. La raccomandazione 89/542/CEE è
abrogata con effetto a partire da ...(26). 3. I riferimenti
a dette direttive si intendono fatti al presente
regolamento. 4. Il giorno dell'entrata in vigore del
presente regolamento gli Stati membri abrogano le rispettive
disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
adottate ai sensi delle direttive di cui al paragrafo 1 o
della raccomandazione di cui al paragrafo 2.
Articolo
17 Sanzioni previste in caso di inadempienza 1. Entro
...(27) gli Stati membri stabiliscono: - adeguati
provvedimenti giuridici o amministrativi in caso di violazione
del presente regolamento; - sanzioni dissuasive, effettive
e proporzionate per tutti i casi di violazione. Questi
includono misure che li autorizzano a sequestrare partite di
detergenti che non sono conformi al presente
regolamento. 2. Essi ne informano immediatamente la
Commissione.
Articolo 18 Entrata in vigore Il
presente regolamento entra in vigore il ...(28).
Il
presente regolamento è obbligatorio in tutti suoi elementi e
direttamente applicabile in ciascuno degli Stati
membri. Fatto a ...
Per il Parlamento europeo Il
Presidente
Per il Consiglio Il Presidente
(1)
COM(2002) 485 def. - COD 2002/216. (2) GU C 95 del
23.4.2003, pag. 24. (3) Parere del Parlamento europeo del
10 aprile 2003 (non ancora pubblicato nella Gazzetta
ufficiale), posizione comune del Consiglio del 4 novembre 2003
e decisione del Parlamento europeo del ... (non ancora
pubblicata nella Gazzetta ufficiale). (4) GU L 347 del
17.12.1973, pag. 51. Direttiva modificata da ultimo dal
regolamento (CE) n. 807/2003 (GU L 122 del 16.5.2003, pag.
36). (5) GU L 347 del 17.12.1973, pag. 53. Direttiva
modificata da ultimo dalla direttiva 82/243/CEE (GU L 109 del
22.4.1982, pag. 18). (6) GU L 109 del 22.4.1982, pag.
1. (7) GU L 109 del 22.4.1982, pag. 18. (8) GU L 80 del
25.3.1986, pag. 51. (9) GU L 291 del 10.10.1989, pag.
55. (10) GU L 215 dell'1.8.1998, pag. 73. (11) GU L 200
del 30.7.1999, pag. 1. Direttiva modificata dalla direttiva
2001/60/CE della Commissione (GU L 226 del 22.8.2001, pag.
5). (12) GU L 84 del 5.4.1993, pag. 1. (13) Direttiva
73/404/CEE e direttiva 86/94/CEE. (14) Direttiva 73/405/CEE
del Consiglio e direttiva 82/243/CEE del Consiglio. (15)
Direttiva 82/242/CEE del Consiglio (GU L 109 del 22.4.1982,
pag. 1). (16) GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23. (17) GU L
262 del 27.9.1976, pag. 201. Direttiva modificata da ultimo
dalla direttiva 2003/53/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio (GU L 178 del 17.7.2003, pag. 24). (18) GU 196
del 16.8.1967, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dal
regolamento (CE) n. 807/2003 (GU L 122 del 16.5.2003, pag.
36). (19) GU L 227 dell'8.9.1993, pag. 9. (20) GU L 161
del 29.6.1994, pag. 3. (21) GU L 123 del 24.4.1998, pag.
1. (22) GU L 15 del 17.1.1987, pag. 29. Direttiva
modificata dalla direttiva 1999/11/CE della Commissione (GU L
77 del 23.3.1999, pag. 8). (23) GU L 145 dell'11.6.1988,
pag. 35. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva
1999/12/CE della Commissione (GU L 77 del 23.3.1999, pag.
22). (24) GU L 358 del 18.12.1986, pag. 1. (25) Dalla
data di entrata in vigore del presente regolamento. (26)
Dalla data di entrata in vigore del presente
regolamento. (27) Dalla data di entrata in vigore del
presente regolamento. (28) Diciotto mesi dopo la sua
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea.
|
Article 15 Safeguard clause 1. Where
a Member State has justifiable grounds for believing that a
specific detergent, although complying with the requirements
of this Regulation, constitutes a risk to safety or health of
humans or of animals or a risk to the environment, it may
temporarily prohibit the placing on the market of that
detergent in its territory or make it temporarily subject to
special conditions. It shall immediately inform the other
Member States and the Commission thereof, giving the reasons
for its decision. 2. After consultation of the Member
States, or, if appropriate, of the relevant technical or
scientific committee of the Commission, a decision shall be
taken on the matter within ninety days in accordance with the
procedure referred to in Article 12(2).
Article
16 Legislation to be repealed 1. The following
Directives are hereby repealed with effect from ...(25) -
Directive 73/404/EEC; - Directive 73/405/EEC; -
Directive 82/242/EEC; - Directive 82/243/EEC and -
Directive 86/94/EEC. 2. Recommendation 89/542/EEC is hereby
repealed with effect from ...(26). 3. References made to
the repealed Directives shall be construed as being references
to this Regulation. 4. On the day of entry into force of
this Regulation, Member States shall repeal their laws,
regulations and administrative provisions adopted pursuant to
the Directives provided for in paragraph 1 or to the
Recommendation referred to in paragraph 2.
Article
17 Sanctions 1. No later than ...(27), Member States
shall establish: - appropriate legal or administrative
measures in order to deal with any infringment of this
Regulation and; - dissuasive, effective and proportionate
sanctions for any such infringment. This shall include
measures allowing them to detain consignments of detergents
that fail to comply with this Regulation. 2. They shall
immediately inform the Commission thereof.
Article
18 Entry into force This Regulation shall enter into
force ...(28).
This Regulation shall be binding in its
entirety and directly applicable in all Member States. Done
at ...
For the European Parliament The
President
For the Council The President
(1)
COM(2002) 485 final - COD 2002/216. (2) OJ C 95, 23.4.2003,
p. 24. (3) Opinion of the European Parliament of 10 April
2003 (not yet published in the Official Journal), Council
Common position of 4 November 2003 and Decision of the
European Parliament of ... (not yet published in the Official
Journal). (4) OJ L 347, 17.12.1973, p. 51. Directive as
last amended by Regulation (EC) No 807/2003 (OJ L 122,
16.5.2003, p. 36). (5) OJ L 347, 17.12.1973, p. 53.
Directive as amended by Directive 82/243/EEC (OJ L 109,
22.4.1982, p. 18). (6) OJ L 109, 22.4.1982, p. 1. (7) OJ
L 109, 22.4.1982, p. 18. (8) OJ L 80, 25.3.1986, p.
51. (9) OJ L 291, 10.10.1989, p. 55. (10) OJ L 215,
1.8.1998, p. 73. (11) OJ L 200, 30.7.1999, p. 1. Directive
as amended by Commission Directive 2001/60/EC (OJ L 226,
22.8.2001, p. 5). (12) OJ L 84, 5.4.1993, p. 1. (13)
Directives 73/404/EEC and 86/94/EEC. (14) Directives
73/405/EEC and 82/243/EEC. (15) Directive
82/242/EEC. (16) OJ L 184, 17.7.1999, p. 23. (17) OJ L
262, 27.9.1976, p. 201. Directive as last amended by Directive
2003/53/EC of the European Parliament and of the Council (OJ L
178, 17.7.2003, p. 24). (18) OJ 196, 16.8.1967, p. 1.
Directive as last amended by Regulation (EC) No
807/2003. (19) OJ L 227, 8.9.1993, p. 9. (20) OJ L 161,
29.6.1994, p. 3. (21) OJ L 123, 24.4.1998, p. 1. (22) OJ
L 15, 17.1.1987, p. 29. Directive as amended by Commission
Directive 1999/11/EC (OJ L 77, 23.3.1999, p. 8). (23) OJ L
145, 11.6.1988, p. 35. Directive as last amended by Commission
Directive 1999/12/EC (OJ L 77, 23.3.1999, p. 22). (24) OJ L
358, 18.12.1986, p. 1. (25) Date of entry into force of
this Regulation. (26) Date of entry into force of this
Regulation. (27) Date of entry into force of this
Regulation. (28) 18 months after its publication in the
Official Journal of the European Union.
|
ALLEGATO I
Norme di
accreditamento, buone prassi di laboratorio e norme in materia
di protezione degli animali relative ai laboratori competenti
e autorizzati a prestare i servizi necessari per verificare la
rispondenza dei detergenti CE ai requisiti di cui al presente
regolamento e ai suoi allegati 1. Norme applicabili a
livello di laboratori: EN ISO/IEC 17025, requisiti generali
per la competenza dei laboratori di prova e
taratura. Direttiva 87/18/CEE del Consiglio, del 18
dicembre 1986, concernente il ravvicinamento delle
disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative
relative all'applicazione dei principi e delle buone prassi di
laboratorio e al controllo della loro applicazione per le
prove sulle sostanze chimiche(1). Direttiva 86/609/CEE del
Consiglio. 2. Norme applicabili a livello di organismi di
accreditamento e delle autorità di controllo delle buone
prassi di laboratorio: EN 45003, Sistema di accreditamento
dei laboratori di prova e taratura, prescrizioni generali per
la gestione e il riconoscimento. Direttiva
88/320/CEE.
(1) GU L 15 del 17.1.1987, pag. 29.
Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 1999/11/CE,
della Commissione (GU L 77 del 23.3.1999, pag.
8).
ALLEGATO II
Metodi di prova della
"biodegradabilità primaria" per i tensioattivi contenuti nei
detergenti La biodegradabilità primaria è misurata dalla
determinazione del livello residuo di tensioattivi originali
in soluzioni biodegradate. Il presente allegato comincia con
un elenco dei metodi di prova comuni a tutte le classi di
tensioattivi per poi passare ad elencare alle voci da A a D le
procedure di prova analitiche specifiche per ogni classe di
tensioattivo. La biodegradabilità primaria si considera
soddisfacente a un livello minimo dell'80 %, misurato secondo
i metodi di prova in appresso. Il metodo di riferimento
utilizzato per le prove di laboratorio sui tensioattivi nel
presente regolamento si basa sulla "procedura della prova di
conferma" del metodo OCSE descritta all'allegato VIII.1. È
possibile apportare modifiche alla procedura della prova di
conferma purché siano conformi alla norma EN ISO
11733. METODI DI PROVA 1) Il metodo OCSE, pubblicato
nella relazione tecnica dell'OCSE dell'11 giugno 1976
"Proposed Method for the Determination of the Biodegradability
of Surfactants in Synthetic Detergents" - (Metodo proposto per
la determinazione della biodegradabilità dei tensioattivi nei
detergenti sintetici). 2) Metodo in vigore in Francia,
approvato con decreto del 24 dicembre 1987 pubblicato nel
"Journal Officiel de la République française" del 30 dicembre
1987, pag. 15385 e dalla norma NF 73-260 del giugno 1981,
pubblicata dalla "Association française de normalisation"
(AFNOR). 3) Metodo in vigore nella Repubblica federale di
Germania, approvato con "Verordnung über die Abbaubarkeit
anionischer und nichtionischer grenzflächenaktiver Stoffe in
Wasch- und Reinigungsmitteln" del 30 gennaio 1977, pubblicato
nella "Bundesgesetzblatt" del 1977, Parte I, pag. 244, come
stabilito dal regolamento che modifica il regolamento del 4
giugno 1986, pubblicato nella "Bundesgesetzblatt" del 1986,
Parte I, pag. 851. 4) Metodo in vigore nel Regno Unito,
denominato "Porous Pot Test" e descritto nella relazione
tecnica n. 70 (1978) del Water Research Centre. 5)
"Procedura della prova di conferma" del metodo OCSE, descritta
nell'allegato VIII.1 (comprese eventuali modifiche delle
condizioni operative come proposto nella norma EN ISO 11733).
Si tratta anche del metodo di riferimento utilizzato per la
risoluzione di controversie. A. METODI DI ANALISI PER
TENSIOATTIVI ANIONICI La determinazione dei tensioattivi
anionici nelle prove viene effettuata con il metodo della
sostanza attiva al blu di metilene (MBAS) secondo i criteri
stabiliti nell'allegato VIII.2. Per i tensioattivi anionici
che non reagiscono al suddetto metodo MBAS o qualora sembri
più opportuno per ragioni di efficienza e di esattezza si
applicano adeguate analisi strumentali specifiche, quali la
cromatografia in fase liquida ad alta pressione (HPLC) o la
cromatografia in fase gassosa (GC). Campioni del tensioattivo
puro in questione sono forniti, dietro richiesta, dal
fabbricante alle autorità nazionali competenti degli Stati
membri.
|
ANNEX
I
Standards of accreditation, good laboratory practice
and animal protection concerning the laboratories that are
competent and authorised to provide the necessary service for
checking compliance of detergents with the requirements of
this Regulation and its Annexes 1. Standards applicable at
the level of the laboratories: EN ISO/IEC 17025, General
requirements for the competence of testing and calibration
laboratories; Directive 87/18/EEC of the Council of 18
December 1986 on the harmonisation of laws, regulations and
administrative provisions relating to the application of the
principles of good laboratory practice and the verification of
their application for tests on chemical substances(1);
Council Directive 86/609/EEC. 2. Standards applicable
at the level of the accreditation bodies and good laboratory
practice monitoring authorities: EN 45003, Calibration and
testing laboratory accreditation system, general requirements
for operation and recognition; Directive
88/320/EEC.
(1) OJ L 15, 17.1.1987, p. 29. Directive as
last amended by Commission Directive 1999/11/EC (OJ L 77,
23.3.1999, p. 8).
ANNEX II
Primary
biodegradability test methods for surfactants in
detergents Primary biodegradability is measured by the
determination in biodegraded liquors of the remaining level of
parent surfactants. This Annex begins with a list of the
test-methods common to all classes of surfactants, and then
lists under headings A to D the analytical test procedures
specific to each class of surfactant. The pass criterion
for primary biodegradability shall be a level of at least 80
%, as measured according to the test methods below. The
reference method for the laboratory testing of surfactants in
this Regulation is based on the Confirmatory test procedure in
the OECD method, described in Annex VIII.1. Changes to the
Confirmatory test procedure are permissible provided that they
comply with EN ISO 11733. TEST METHODS 1. The OECD
method published in the OECD's technical report of 11 June
1976 on the "Proposed Method for the Determination of the
Biodegradability of Surfactants in Synthetic
Detergents". 2. The method in use in France, approved by
the "arrêté du 24 décembre 1987" published in the Journal
officiel de la République française of 30 December 1987, p.
15385, and by the standard NF 73-260 of June 1981, published
by the Association française de normalisation (AFNOR). 3.
The method in use in Germany, established by the "Verordnung
über die Abbaubarkeit anionischer und nichtionischer
grenzflächenaktiver Stoffe in Wasch- und Reinigungsmitteln" of
30 January 1977, published in the Bundesgesetzblatt of 1977,
Part I, p. 244, as set out in the Regulation amending that
Regulation of 4 June 1986, published in the Bundesgesetzblatt
of 1986, Part I, p. 851. 4. The method in use in the United
Kingdom called the "Porous Pot Test" and described in
Technical Report No 70 (1978) of the Water Research
Centre. 5. The "Confirmatory test procedure" in the OECD
method, described in Annex VIII.1 (including possible changes
in operating conditions as proposed in EN ISO 11733). This is
also the reference method used for the settlement of
litigation. A. ANALYTICAL METHODS FOR ANIONIC
SURFACTANTS The determination of anionic surfactants in the
tests shall be done by the Methylene Blue Active Substance
(MBAS) analysis according to the criteria established in Annex
VIII.2. For those anionic surfactants not reacting to the
above-mentioned MBAS method, or if it seems more appropriate
for reasons of efficiency or precision, appropriate specific
instrumental analyses such as high performance liquid
chromatography (HPLC) or gas chromatography (GC) are to be
applied. Samples of the pure surfactant of interest shall be
provided by the manufacturer to the competent authorities of
the Member States upon request.
|
B. METODI DI ANALISI PER TENSIOATTIVI NON IONICI La determinazione dei tensioattivi non ionici nelle
prove viene effettuata con il metodo della sostanza attiva al
bismuto (BiAS) secondo la procedura di analisi di cui
all'allegato VIII.3. Per i tensioattivi non ionici che non
reagiscono al suddetto metodo (BiAS) o qualora sembri più
opportuno per ragioni di efficienza e di esattezza si
applicano adeguate analisi strumentali specifiche, quali HPLC
o la GC. Campioni del tensioattivo puro in questione sono
forniti, dietro richiesta, dal fabbricante alle autorità
nazionali competenti degli Stati membri. C. METODI DI
ANALISI PER TENSIOATTIVI CATIONICI La determinazione dei
tensioattivi cationici nelle prove viene effettuata con il
metodo della sostanza attiva al blu di disulfina (DBAS)
secondo le seguenti procedure DBAS: Il metodo in vigore nella
Repubblica federale di Germania, (1989) DIN 38 409, Ausgabe:
1989-07. Per i tensioattivi cationici che non reagiscono al
suddetto metodo o qualora sembri più opportuno per ragioni di
efficienza e di esattezza (da giustificare) si applicano
adeguate analisi strumentali specifiche, quali la HPLC o la
GC. Campioni del tensioattivo puro in questione sono forniti,
dietro richiesta, dal fabbricante alle autorità nazionali
competenti degli Stati membri. D. METODI DI ANALISI PER
TENSIOATTIVI ANFOTERI La determinazione dei tensioattivi
anfoteri nelle prove viene effettuata per analisi secondo le
seguenti procedure: 1. in assenza di cationi: il metodo
in vigore nella Repubblica federale di Germania, (1989) DIN 38
409 - Teil 20; 2. negli altri casi: il metodo Orange II
(Boiteux, 1984). Per i tensioattivi anfoteri che non
reagiscono al suddetto metodo o qualora sembri più opportuno
per ragioni di efficienza e di esattezza (da giustificare) si
applicano adeguate analisi strumentali specifiche, quali la
HPLC o la GC. Campioni del tensioattivo puro in questione sono
forniti, dietro richiesta, dal fabbricante alle autorità
nazionali competenti degli Stati membri.
ALLEGATO
III
Metodi di prova della "biodegradabilità completa"
(mineralizzazione) dei tensioattivi contenuti nei
detergenti A. Il metodo di riferimento utilizzato per le
prove di laboratorio sulla biodegradabilità completa dei
tensioattivi nel presente regolamento si basa sulla norma EN
ISO Standard 14593: 1999 (CO2 headspace test). La
biodegradabilità dei tensioattivi nei detergenti si considera
soddisfacente se il livello di biodegradabilità
(mineralizzazione) misurato in base ad una delle cinque prove
seguenti(1) è almeno del 60 % entro un termine di ventotto
giorni: 1) EN ISO Standard 14593: 1999. Qualità dell'acqua.
- Valutazione della biodegradabilità completa dei composti
organici in mezzo acquoso. - Metodo dell'analisi del carbonio
inorganico in recipiente chiuso (CO2 headspace test). Non
occorre effettuare il preadattamento. Il principio del periodo
dei 10 giorni ("time window") non si applica. (Metodo di
riferimento). 2) Metodo della direttiva 67/548/CEE allegato
V.C.4.C (evoluzione del biossido di carbonio (CO2): metodo di
Sturm modificato): non occorre effettuare il preadattamento.
Il principio del periodo dei 10 giorni ("time window") non si
applica. 3) Metodo della direttiva 67/548/CEE allegato
V.C.4.E (metodo della bottiglia chiusa): non occorre
effettuare il preadattamento. Il principio del periodo dei 10
giorni ("time window") non si applica. 4) Metodo della
direttiva 67/548/CEE allegato V.C.4.D (respirometria
manometrica): non occorre effettuare il preadattamento. Il
principio del periodo dei 10 giorni ("time window") non si
applica. 5) Metodo della direttiva 67/548/CEE allegato
V.C.4.F (MITI: Ministero del commercio internazionale e
dell'industria - Giappone): non occorre effettuare il
preadattamento. Il principio del periodo dei 10 giorni ("time
window") non si applica. B. A seconda delle caratteristiche
fisiche del tensioattivo è possibile usare uno dei metodi di
seguito elencati purché adeguatamente giustificato(2). Si noti
che la soglia minima del 70 % di questi metodi deve essere
considerata equivalente alla soglia minima del 60 % di cui ai
metodi elencati alla lettera A. L'adeguatezza della scelta dei
metodi elencati in appresso viene decisa mediante conferma
caso per caso conformemente all'articolo 5 del presente
regolamento. 1) Metodo della direttiva 67/548/CEE allegato
V.C.4.A [esaurimento del carbonio organico disciolto (COD)]:
non occorre effettuare il preadattamento. Il principio del
periodo dei 10 giorni ("time window") non si applica. La
soglia di biodegradabilità misurata in base al test deve
essere almeno del 70 % entro 28 giorni. 2) Metodo della
direttiva 67/548/CEE allegato V.C.4.B (screening test OCSE
modificato-esaurimento del COD): non occorre effettuare il
preadattamento. Il principio del periodo dei 10 giorni ("time
window") non si applica. La soglia di biodegradabilità
misurata in base al test deve essere almeno del 70 % entro 28
giorni. NB: Tutti i suddetti metodi previsti dalla
direttiva 67/548/CEE possono essere consultati nella
pubblicazione Classification, Packaging and Labelling of
Dangerous Substances in the European Union. Part 2: "Testing
Methods". Commissione europea, 1997. ISBN
92-828-0076-8.
(1) Queste cinque prove sono state
individuate come le più adatte per i tensioattivi. (2) I
metodi COD possono fornire risultati sull'eliminazione ma non
sulla biodegradazione completa. La respirometria manometrica e
il procedimento MITI non sarebbero adeguati in taluni casi
poiché l'elevata concentrazione iniziale potrebbe risultare
inibitoria.
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B. ANALYTICAL METHODS FOR
NON-IONIC SURFACTANTS The determination of non-ionic
surfactants in the tests shall be done by the Bismuth Active
Substance (BiAS) method, according to the analytical procedure
established in Annex VIII.3. For those non-ionic surfactants
not reacting to the abovementioned BiAS method, or if it seems
more appropriate for reasons of efficiency or precision,
appropriate specific instrumental analyses such as HPLC or GC
are to be applied. Samples of the pure surfactant of interest
shall be provided by the manufacturer to the competent
authorities of the Member States upon request. C.
ANALYTICAL METHODS FOR CATIONIC SURFACTANTS The
determination of cationic surfactants in the tests shall be
done by the Disulfine Blue Active Substance (DBAS) analysis
according to the following DBAS procedures: The method in use
in the Federal Republic of Germany, (1989) DIN 38 409 -
Ausgabe: 1989-07. For those cationic surfactants not reacting
to the abovementioned test method, or if it seems more
appropriate for reasons of efficiency or precision (this must
be justified) appropriate specific instrumental analyses such
as HPLC or GC are to be applied. Samples of the pure
surfactant of interest shall be provided by the manufacturer
to the competent national authorities of the Member States
upon request. D. ANALYTICAL METHODS FOR AMPHOTERIC
SURFACTANTS The determination of amphoteric surfactants in
the tests shall be done by analysis following the procedures
listed below: 1. If cationics absent: The method in use
in the Federal Republic of Germany, (1989) DIN 38 409-Teil
20. 2. Otherwise: Orange II method (Boiteux,
1984). For those amphoteric surfactants not reacting to the
above-mentioned tests, or if it seems more appropriate for
reasons of efficiency or precision (this must be justified)
appropriate specific instrumental analyses such as HPLC or GC
are to be applied. Samples of the pure surfactant of interest
shall be provided by the manufacturer to the competent
authorities of the Member States upon
request.
ANNEX III
Ultimate biodegradability
(mineralisation) test methods for surfactants in
detergents A. The reference method for laboratory testing
of surfactant ultimate biodegradability in this regulation is
based on the EN ISO standard 14593:1999 (CO2 headspace
test). Surfactants in detergents shall be considered as
biodegradable if the level of biodegradability
(mineralisation) measured according to one of the five
following tests(1) is at least 60 % within twenty-eight
days: 1. EN ISO Standard 14593:1999. Water quality. -
Evaluation of ultimate aerobic biodegradability of organic
compounds in aqueous medium. - Method by analysis of inorganic
carbon in sealed vessels (CO2 headspace test). Pre-adaptation
is not to be used. The ten days window principle is not
applied. (Reference method). 2. Method of the Directive
67/548/EEC Annex V.C.4-C (Carbon dioxide (CO2) Evolution
Modified Sturm Test): Pre-adaptation is not to be used. The
ten days window principle is not applied. 3. Method of the
Directive 67/548/EEC Annex V.C.4-E (Closed Bottle):
Pre-adaptation is not to be used. The ten days window
principle is not applied. 4. Method of the Directive
67/548/EEC Annex V.C.4-D (Manometric Respirometry):
Pre-adaptation is not to be used. The ten days window
principle is not applied. 5. Method of the Directive
67/548/EEC Annex V.C.4-F (MITI: Ministry of International
Trade and Industry-Japan): Pre-adaptation is not to be used.
The ten days window principle is not applied. B. Depending
on the physical characteristics of the surfactant, one of the
methods listed below might be used if appropriately
justified(2). It should be noted that the pass criterion of at
least 70 % of these methods is to be considered as equivalent
to the pass criterion of at least 60 % referred to in methods
listed in point A. The adequacy of the choice of the methods
listed below shall be decided on a case by case confirmation,
in accordance with Article 5 of this Regulation. 1. Method
of the Directive 67/548/EEC Annex V.C.4-A (Dissolved Organic
Carbon DOC Die-Away): Pre-adaptation is not to be used. The
ten days window principle is not applied. The pass criteria
for biodegradability measured according to the test shall be
at least 70 % within twenty-eight days. 2. Method of the
Directive 67/548/EEC Annex V.C.4-B (Modified OECD
Screening-DOC Die-Away): Pre-adaptation is not to be used. The
ten days window principle is not applied. The pass criteria
for biodegradability measured according to the test shall be
at least 70 % within twenty-eight days. NB: All the
abovementioned methods, taken from Council Directive
67/548/EEC, can also be found in the publication
"Classification, Packaging and Labelling of Dangerous
Substances in the European Union", Part 2: "Testing Methods".
European Commission 1997. ISBN 92-828-0076-8.
(1) These
five tests are identified as the most suitable for
surfactants. (2) The DOC methods could give results on the
removal and not on the ultimate biodegradation. The Manometric
Respirometry and the MITI would not be appropriate in some
cases because the high initial test concentration could be
inhibitory.
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ALLEGATO IV
Valutazione
complementare dei rischi dei tensioattivi contenuti nei
detergenti Per i tensioattivi per cui è disponibile una
valutazione del rischio ambientale nel contesto della
direttiva 93/67/CEE, o del regolamento (CEE) n. 793/93 e del
regolamento (CE) n. 1488/94 e relativa documentazione tecnica,
sarà presa in considerazione tale valutazione unitamente alla
valutazione complementare dei rischi di cui al presente
regolamento. La valutazione complementare dei rischi di cui
al presente regolamento, qualora sia probabile che vengano
prodotti metaboliti recalcitranti, viene considerata nel
contesto delle valutazioni effettuate sulla base della
direttiva 93/67/CEE o del regolamento (CEE) n. 793/93. Ciò va
valutato caso per caso e in particolare sulla base dei
risultati delle prove di cui al punto 3. Lo studio deve
avere per oggetto il compartimento acquatico dell'ambiente.
Ulteriori informazioni relative ad aspetti specifici della
valutazione dei rischi possono essere richieste dal comitato
di cui all'articolo 12, paragrafo 2 caso per caso. Ulteriori
informazioni possono comprendere altri elementi e componenti
ambientali come i fanghi di depurazione e il terreno. Un
approccio graduato sarà adottato per quanto riguarda le
informazioni richieste per la scheda tecnica di cui agli
articoli 5 e 9. Tale scheda deve contenere almeno le
informazioni di cui ai punti 1, 2 e 3 qui di seguito. Tuttavia
per ridurre al massimo le prove e in particolare per evitare
prove non necessarie sugli animali, gli studi supplementari di
cui al punto 4.2.2 dovrebbero essere richiesti solo quando
tali informazioni sono necessarie e commisurate. In caso di
discussione sull'estensione delle informazioni supplementari
richieste potrà essere adottata una decisione in conformità
con la procedura di cui all'articolo 12, paragrafo 2. Come
rilevato all'articolo 13, le indicazioni del presente allegato
per le decisioni in materia di deroghe possono essere
opportunamente modificate sulla base dell'esperienza
acquisita. 1. Identità del tensioattivo (conformemente alle
disposizioni di cui all'allegato VII.A della direttiva
67/548/CEE) 1.1. Denominazione 1.1.1. Denominazione
secondo la nomenclatura IUPAC 1.1.2. Altre
denominazioni 1.1.3. Numero CAS e denominazione CAS (se
disponibile) 1.1.4. Numeri EINECS(1) o ELINCS(2) (se
disponibili) 1.2. Formula bruta e formula di
struttura 1.3. Composizione del tensioattivo 2. Dati
relativi al tensioattivo 2.1. Quantitativo del tensioattivo
utilizzato nei detergenti 2.2. Le informazioni fornite in
questa parte devono essere sufficienti per consentire una
stima approssimativa ma realistica della funzione e
dell'esposizione ambientale alle sostanze tensioattive in
rapporto al loro impiego nei detergenti. Ciò può comprendere i
seguenti aspetti: - importanza dell'applicazione (valore
sociale) - condizioni d'uso (scenario di emissione) -
volume d'uso - disponibilità e praticabilità di alternative
(considerazioni economiche e di efficienza) - valutazione
dei pertinenti dati ambientali 3. Informazioni su
potenziali metaboliti recalcitranti Occorre fornire dati
sulla tossicità dei liquidi risultanti dalle prove. Se non
sono disponibili dati sull'identità del residuo, possono
essere richieste le informazioni di cui al punto 4.2.1, a
seconda del rischio potenziale, dell'importanza e della
quantità del tensioattivo utilizzato nei detergenti. Qualora
tali informazioni siano in conflitto, può essere presa una
decisione in base alla procedura di cui all'articolo 12,
paragrafo 2. 4. Ulteriori studi 4.1. Prove di
biodegradabilità: 4.1.1. Inoculo preadattato Tutte le
prove prescelte descritte nell'allegato III possono essere
effettuate con inoculo preadattato al fine di fornire prova
della rilevanza del preadattamento per il tensioattivo in
questione. 4.1.2. Prove di biodegradabilità
intrinseca Deve essere prevista almeno una delle seguenti
prove: - metodo della direttiva 67/548/CEE allegato V.C.12
(test SCAS modificato) - metodo della direttiva 67/548/CEE
allegato V.C.9 (Zahn-Wellens).
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ANNEX IV
Complementary risk
assessment for surfactants in detergents For those
surfactants for which an environmental risk assessment is
available in the context of Directive 93/67/EEC, or Regulation
(EEC) No 793/93 and Regulation (EC) No 1488/94, and Technical
Guidance Documents, this risk assessment shall be considered
together with the complementary risk assessment run in the
scope of this Regulation. The complementary risk assessment
run in the scope of this Regulation, in case it is likely that
recalcitrant metabolites are produced, shall be considered in
the context of assessments made on the basis of Directive
93/67/EEC or Regulation (EEC) No 793/93. This is to be
assessed case by case and in particular on the basis of the
results of the tests referred to in part 3. The study shall
cover the aquatic environmental compartment. Additional
information relating to specific risk assessment concerns
might be required by the Committee referred to in Article
12(2) on a case by case basis. Additional information might
include other environmental compartments such as sewage sludge
and soil. A tiered approach shall be adopted concerning the
information required for the technical file referred to in
Articles 5 and 9. The file shall contain at least the
information described under points 1, 2 and 3
below. However, to minimise testing, and especially to
avoid unnecessary animal testing, the additional studies
listed under point 4.2.2 should be requested only where such
information is necessary and proportionate. In case of dispute
concerning the extent of additional information required, a
Decision may be taken in accordance with the procedure laid
down in Article 12(2). As noted in Article 13, the
guidelines included in this Annex for the Decisions on
derogation may be adapted as appropriate on the basis of the
accumulated experience. 1. Identity of the surfactant (in
accordance with the provisions laid down by Annex VII.A of
Directive 67/548/EEC). 1.1. Name 1.1.1. Names in the
IUPAC nomenclature 1.1.2. Other names 1.1.3. CAS number
and CAS name (if available) 1.1.4. EINECS(1) or ELINCS(2)
numbers (if available) 1.2. Molecular and structural
formula 1.3. Composition of the surfactant 2.
Information on the surfactant 2.1. Quantities of the
surfactant used in detergents 2.2. The information on use
patterns given in this section shall be sufficient to allow an
approximate but realistic estimate of function and
environmental exposure to the surfactant as associated with
its use in detergents. It shall include the following: -
importance of the application (societal value), - use
conditions (release scenario), - use volume, -
availability and suitability of alternatives (performance and
economic considerations), - assessment of relevant
environmental information. 3. Information on the potential
recalcitrant metabolites Toxicity information on test
liquors shall be provided. If no data are available on residue
identity, the information referred to in point 4.2.1 may be
requested, depending on the potential risk, the importance and
the quantity of the surfactant used in detergents. In
conflicting cases concerning this information, a Decision may
be taken in accordance with the procedure laid down in Article
12(2). 4. Additional studies 4.1. Biodegradability
tests 4.1.1. Pre-adapted inoculum Any of the tests
described in Annex III, may be run with pre-adapted inoculum
in order to provide evidence of the relevance of
pre-adaptation for the surfactant. 4.1.2. Inherent
Biodegradability Tests At least one of the tests referred
to below shall be included: - method of the Directive
67/548/EEC, Annex V.C.12 (Modified SCAS test), - method of
the Directive 67/548/EEC, Annex V.C.9
(Zahn-Wellens).
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Il mancato superamento della
prova di biodegradabilità intrinseca indica un potenziale di
persistenza che, in termini generali, può essere considerato
sufficiente per proibire l'immissione sul mercato del
tensioattivo in questione fatta eccezione dei casi in cui i
criteri enumerati all'articolo 6 indichino che il rifiuto di
una deroga non è giustificato. 4.1.3. Prove di simulazione
della biodegradabilità con fango attivo Devono essere
previste le seguenti prove: - metodo della direttiva
67/548/CEE allegato V.C.10 (comprese eventuali modifiche delle
condizioni di svolgimento come proposto nella norma EN ISO
11733). Un risultato negativo nella prova di simulazione
della biodegradabilità con fango attivo sarebbe indicativo del
potenziale rilascio di metaboliti nel trattamento di
depurazione, che può essere ritenuto in termini generali come
una prova della necessità di una più completa valutazione dei
rischi. 4.2. Prove di tossicità dei liquidi delle prove di
biodegradazione Occorre fornire dati sulla tossicità dei
liquidi delle prove relativamente ai seguenti
aspetti: 4.2.1. Informazioni di natura chimica e fisica,
quali: - identità del metabolita (e mezzi analitici con cui
è stato ottenuto); - principali proprietà fisico-chimiche
(solubilità in acqua: coefficiente di ripartizione ottanolo:
acqua (Log Po/w, ecc.). 4.2.2. Effetti sugli organismi.
Prove da effettuare conformemente ai principi delle buone
prassi di laboratorio. pesci: la prova raccomandata è
quella dell'allegato V.C.1 della direttiva
67/548/CEE dafnia: la prova raccomandata è quella
dell'allegato V.C.2 della direttiva 67/548/CEE alghe: la
prova raccomandata è quella dell'allegato V.C.3 della
direttiva 67/548/CEE batteri: la prova raccomandata è
quella dell'allegato V.C.11 della direttiva
67/548/CEE 4.2.3. Degradazione: Biotica: la prova
raccomandata è quella dell'allegato V.C.7 della direttiva
67/548/CEE Abiotica: la prova raccomandata è quella
dell'allegato V.C.1 della direttiva 67/548/CEE. Le
informazioni da fornire riguardano anche il potenziale di
bioconcentrazione dei metaboliti e la loro scomposizione nella
fase di sedimentazione. Inoltre, qualora vi sia il sospetto
che alcuni metaboliti svolgano un'attività perturbatrice a
livello endocrino si raccomanda di stabilire se sono
potenzialmente in grado di dar luogo ad effetti dannosi non
appena siano disponibili programmi di prova convalidati
mediante i quali effettuarne una valutazione. NB: Nota:
tutti i suddetti metodi possono essere consultati nella
pubblicazione "Classification, Packaging and Labelling of
Dangerous Substances in the European Union" Part 2: "Testing
Methods". Commissione europea, 1997. ISBN
92-828-0076-8.
(1) Inventario europeo delle sostanze
chimiche esistenti a carattere commerciale. (2) Lista
europea delle sostanze chimiche
notificate.
ALLEGATO V
Elenco dei
tensioattivi che hanno ottenuto una deroga I seguenti
detergenti tensioattivi che hanno superato le prove di cui
all'allegato II, ma non quelle di cui all'allegato III,
possono essere immessi sul mercato con deroga ai sensi
dell'articolo 5 conformemente alla procedura di cui
all'articolo 12, paragrafo 2 del presente
regolamento: L'"EINECS" è l'inventario
europeo delle sostanze chimiche esistenti a carattere
commerciale. Questo inventario contiene l'elenco definitivo di
tutte le sostanze considerate presenti sul mercato comunitario
alla data del 18 settembre 1981. L'"ELINCS" è l'elenco
delle nuove sostanze di cui alla direttiva 92/32/CEE del
Consiglio del 30 aprile 1992 recante settima modifica della
direttiva 67/548/CEE concernente il ravvicinamento delle
disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
relative alla classificazione, all'imballaggio e
all'etichettatura delle sostanze pericolose(1).
(1) GU
L 154 del 5.6.1992, pag. 1.
ALLEGATO
VI
Elenco dei tensioattivi vietati o soggetti a
limitazioni Le seguenti sostanze tensioattive sono state
individuate come non conformi alle disposizioni del presente
regolamento.
|
Failure to pass the inherent
biodegradability test would indicate potential for persistency
which may be considered, in general terms, as sufficient to
prohibit the placing on the market of such a surfactant except
in cases where the criteria set out in Article 6 indicate that
there is no justification for refusing a derogation. 4.1.3.
Activated Sludge Simulation Biodegradability Tests The
following tests referred below shall be included: - method
of the Directive 67/548/EEC, Annex V.C.10 (including possible
changes in operating conditions as proposed in EN ISO
11733). Failure to pass the activated sludge simulation
biodegradability test would indicate potential for the release
of the metabolites by sewage treatment, which may be
considered, in general terms, as evidence of need for a more
complete risk assessment. 4.2. Toxicity testing of
biodegradation test liquors Toxicity information on test
liquors is to be provided on: 4.2.1. Chemical and physical
information, such as: - identity of the metabolite (and
analytical means by which it was obtained); - key physical
chemical properties (water solubility, Octanol: Water
partition coefficient (Log Po/w, etc.). 4.2.2. Effects on
organisms. Tests to be conducted in compliance with the
principles of good laboratory practice. Fish: The test
recommended is that in Annex V.C.1 of Directive
67/548/EEC Daphnia: The test recommended is that in Annex
V.C.2 of Directive 67/548/EEC Algae: The test recommended
is that in Annex V.C.3 of Directive 67/548/EEC Bacteria:
The test recommended is that in Annex V.C.11 of Directive
67/548/EEC 4.2.3. Degradation Biotic: The test
recommended is that in Annex V.C.5 of Directive
67/548/EEC Abiotic: The test recommended is that in Annex
V.C.7 of Directive 67/548/EEC. The information to be provided
will consider as well the potential of metabolites for
bio-concentration and their partitioning to the sediment
phase. Moreover, if some metabolites are suspected for
endocrine disrupting activity, it is recommended to determine
if these have potential to result in adverse affects as soon
as validated testing schemes to assess such adverse effects
are available. NB: All the abovementioned tests can also
be consulted in the publication Classification, Packaging and
Labelling of Dangerous Substances in the European Union; Part
2: "Testing Methods". European Commission 1997. ISBN
92-828-0076-8.
(1) European Inventory of Existing
Commercial Substances. (2) European List of Notified
Chemical Substances.
ANNEX V
List of
surfactants that have obtained a derogation The following
detergent surfactants passing tests stipulated in Annex II,
but not passing tests stipulated in Annex III, may be placed
on the market by means of derogation stipulated in Article 5
and in accordance with the procedure laid down in Article
12(2): "EINECS" means the European
Inventory of Existing Commercial Substances. This inventory
contains the definitive list of all substances deemed to be on
the Community market on 18 September 1981. "ELINCS" means
the list of new substances as defined in Council Directive
92/32/EEC of 30 April 1992 amending for the seventh time
Directive 67/548/EEC on the approximation of the laws,
regulations and administrative provisions relating to the
classification, packaging and labelling of dangerous
substances(1).
(1) OJ L 154, 5.6.1992, p.
1.
ANNEX VI
List of banned or restricted
detergent surfactants The following detergent surfactants
have been identified as not complying with the provisions of
this Regulation:
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ALLEGATO VII
Etichettatura e scheda tecnica degli
ingredienti A. Indicazione del contenuto Le seguenti
disposizioni di etichettatura si applicano alle confezioni di
detergenti vendute al pubblico. Le seguenti percentuali in
termini di peso: - inferiore al 5 %, - uguale o
superiore al 5 % ma inferiore al 15 %, - uguale o superiore
al 15 % ma inferiore al 30 %, - 30 % ed oltre, vengono
utilizzate per indicare il contenuto dei componenti in
appresso qualora presenti in concentrazioni superiori allo 0,2
% in peso: - fosfati; - fosfonati; - tensioattivi
anionici; - tensioattivi cationici; - tensioattivi
anfoteri; - tensioattivi non ionici; - sbiancanti a
base di ossigeno; - sbiancanti a base di cloro; - EDTA
ed i sali; - NTA (acido nitrilotriacetico) ed i sali;
- fenoli e fenoli alogenati; - paradiclorobenzene;
- idrocarburi aromatici; - idrocarburi alifatici;
- idrocarburi alogenati; - sapone; - zeoliti;
- policarbossilati. Le seguenti classi di componenti,
qualora presenti, devono essere riportate indipendentemente
dalla concentrazione - enzimi - disinfettanti. Gli
eventuali agenti conservanti devono essere elencati,
indipendentemente dalla concentrazione, utilizzando ove
possibile la nomenclatura comune definita in base all'articolo
8 della direttiva 76/768/CEE del Consiglio, del 27 luglio
1976. Qualora presenti in quanto tali a concentrazioni
superiori allo 0,01 % in peso, le fragranze allergizzanti
riportate nell'elenco di sostanze contenute nell'allegato III,
parte prima, della direttiva 76/768/CEE del Consiglio, del 27
luglio 1976, [concernente il ravvicinamento delle legislazioni
degli Stati membri relative ai prodotti cosmetici(1)], nella
versione risultante dalla modifica in virtù della direttiva
2003/15/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27
febbraio 2003(2), intesa ad includere gli ingredienti
aromatici allergizzanti dell'elenco stabilito inizialmente dal
comitato scientifico per i prodotti cosmetici e non alimentari
(SCCNFP) con parere SCCNFP/0017/98, vengono elencate
utilizzando la nomenclatura di tale direttiva, analogamente ad
eventuali altre sostanze successivamente aggiunte all'allegato
III, parte prima, della direttiva 76/768/CEE, in seguito ad
adattamenti di detto allegato ai progressi tecnici. Qualora
limiti di concentrazione individuali basati sui rischi siano
stabiliti successivamente per le fragranze allergizzanti dal
comitato scientifico per i prodotti cosmetici e non
alimentari, la Commissione ne propone l'adesione, ai sensi
dell'articolo 12, paragrafo 2, in sostituzione del limite
dello 0,01 % di cui sopra. Per detergenti destinati ad usi
industriali, e non disponibili al pubblico, i requisiti di cui
sopra non devono essere soddisfatti purché le informazioni
equivalenti vengano fornite mediante schede informative a
carattere tecnico, schede di sicurezza o equivalenti. B.
Informazioni sul dosaggio Come prescritto dall'articolo 11,
paragrafo 4, le seguenti disposizioni di etichettatura si
applicano alle confezioni di detergenti vendute al pubblico.
L'imballaggio dei detergenti venduti al pubblico per essere
utilizzati come detersivi per bucato deve recare le seguenti
informazioni: - quantità raccomandate di detersivo da
utilizzare, e/o istruzioni di dosaggio, espresse in millilitri
o grammi per il carico standard delle lavatrici e per le
classi di durezza bassa, media ed elevata dell'acqua tenendo
conto di processi di lavaggio ad uno o due cicli; - per i
detersivi normali, il numero dei carichi standard di lavatrice
di indumenti "normalmente sporchi" e, per i detersivi per
tessuti delicati, il numero dei carichi standard di lavatrice
di indumenti leggermente sporchi che possono essere lavati con
il contenuto della confezione utilizzando acqua di durezza
media, corrispondente a 2,5 millimoli di CaCO3/l; - la
capacità di ogni misurino fornito deve essere indicata in
millilitri o grammi e devono essere previsti segnali per
indicare la dose di detersivo adatta ad un carico standard di
lavatrice per le classi di durezza bassa, media ed elevata
dell'acqua. Il carico standard delle lavatrici è di 4,5 kg
di indumenti asciutti per i detersivi normali e di 2,5 kg di
indumenti asciutti per i detersivi per tessuti delicati,
conformemente alle definizioni di cui alla decisione
1999/476/CE della Commissione del 10 giugno 1999 che
stabilisce i criteri per l'assegnazione di un marchio
comunitario di qualità ecologica ai detersivi per bucato(3).
Un detersivo viene considerato normale a meno che non venga
principalmente promosso dal fabbricante come detersivo
destinato alla protezione dei tessuti, ossia per lavaggi a
bassa temperatura, fibre delicate e colori.
|
ANNEX
VII
Labelling and ingredient datasheet A. Labelling
for contents The following provisions on labelling shall
apply to the packaging of detergents sold to the general
public. The following weight percentage ranges: - less
than 5 %, - 5 % or over but less than 15 %, - 15 % or
over but less than 30 %, - 30 % and more, shall be used
to indicate the content of the constituents listed below where
they are added in a concentration above 0,2 % by weight: -
phosphates, - phosphonates, - anionic surfactants, -
cationic surfactants, - amphoteric surfactants, -
non-ionic surfactants, - oxygen-based bleaching
agents, - chlorine-based bleaching agents, - EDTA and
salts thereof, - NTA (nitrilotriacetic acid) and salts
thereof, - phenols and halogenated phenols, -
paradichlorobenzene, - aromatic hydrocarbons, -
aliphatic hydrocarbons, - halogenated hydrocarbons, -
soap, - zeolites, - polycarboxylates. The following
classes of constituent, if added, shall be listed irrespective
of their concentration: - enzymes, -
disinfectants. If added, preservation agents shall be
listed, irrespective of their concentration, using where
possible the common nomenclature established under Article 8
of Council Directive 76/768/EEC of 27 July 1976 on the
approximation of laws of the Member States relating to
cosmetic products(1). If added, as such, at concentrations
exceeding 0,01 % by weight, the allergenic fragrances that
appear on the list of substances in Annex III, Part 1 of
Directive 76/768/EEC, as a result of its amendment by
Directive 2003/15/EC of the European Parliament and of the
Council(2) to include the allergenic perfume ingredients from
the list first established by the Scientific Committee on
Cosmetics and Non Food Products (SCCNFP) in its opinion
SCCNFP/0017/98, shall be listed using the nomenclature of that
Directive, as shall any other fragrances that are subsequently
added to Annex III, Part 1 of Directive 76/768/EEC by
adaptation of that Annex to technical progress. If
individual risk-based concentration limits for the fragrance
allergens are subsequently established by the SCCNFP, the
Commission shall propose the adoption, in accordance with
Article 12(2), of such limits to replace the limit of 0,01 %
mentioned above. For detergents intended to be used in the
industrial sector, and not made available to members of the
general public, the abovementioned requirements do not have to
be fulfilled if the equivalent information is provided by
means of technical data sheets, safety data sheets, or in a
similar appropriate manner. B. Labelling for dosage
information As prescribed in Article 11(4), the following
provisions on labelling shall apply to the packaging of
detergents sold to the general public. The packaging of
detergents sold to the general public intended to be used as
laundry detergents shall bear the following information: -
The recommended quantities and/or dosage instructions
expressed in millilitres or grams appropriate to a standard
washing machine load, for soft, medium and hard water hardness
classes and making provision for one or two cycle washing
processes; - For heavy-duty detergents, the number of
standard washing machine loads of "normally soiled" fabrics,
and, for detergents for delicate fabrics, the number of
standard washing machine loads of lightly-soiled fabrics, that
can be washed with the contents of the package using water of
medium hardness, corresponding to 2,5 millimoles CaCO3/l;
- The capacity of any measuring cup, if provided, shall be
indicated in millilitres or grams, and markings shall be
provided to indicate the dose of detergent appropriate for a
standard washing machine load for soft, medium and hard water
hardness classes. The standard washing machine loads are
4,5 kg dry fabric for heavy-duty detergents and 2,5 kg dry
fabric for low-duty detergents in line with the definitions of
Commission Decision 1999/476/EC of 10 June 1999 establishing
the Ecological Criteria for the award of the Community
eco-label to Laundry Detergents(3). A detergent shall be
considered to be a heavy-duty detergent unless the claims of
the manufacturer predominantly promotes fabric care i.e. low
temperature wash, delicate fibres and colours.
|
C. Scheda degli ingredienti Le disposizioni che seguono si applicano
all'elenco degli ingredienti riportato nella scheda
informativa di cui all'articolo 9, paragrafo 3. La scheda
deve riportare il nome del detergente e quello del
fabbricante. Devono essere elencati tutti gli ingredienti;
essi devono essere elencati in ordine decrescente di peso, e
l'elenco deve essere suddiviso nelle seguenti categorie
percentuali di peso: - uguale o superiore al 10 %, -
uguale o superiore all'1 % ma inferiore all'10 %, - uguale
o superiore allo 0,1 % ma inferiore all'1 %, - inferiore
allo 0,1 %. Le eventuali impurità non sono considerate
ingredienti. Per ciascun ingrediente devono essere indicati la
denominazione chimica comune oppure la denominazione IUPAC(4),
il numero CAS, e, se disponibile, la denominazione INCI(5),
nonché la denominazione della farmacopea europea.
(1)
GU L 262 del 27.7.1976, pag. 169. Direttiva modificata da
ultimo dalla direttiva 2003/83/EC della Commissione (GU L 238
del 25.9.2003, pag. 23). (2) GU L 66 dell'11.3.2003, pag.
26. (3) GU L 187 del 20.7.1999, pag. 52. Decisione
modificata da ultimo dalla decisione 2003/200/CE (GU L 76 del
22.3.2003, pag. 25). (4) International Union of Pure and
Applied Chemistry. (5) International Nomenclature Cosmetic
Ingredient.
|
C.
Ingredient datasheet The following provisions shall apply
to the listing of ingredients on the datasheet referred to in
Article 9(3). The datasheet shall list the name of the
detergent and of the manufacturer. All ingredients shall be
listed; in order of decreasing abundance by weight, and the
list shall be sub-divided into the following weight percentage
ranges: - 10 % or more, - 1 % or over, but less than 10
%, - 0,1 % or over, but less than 1 %, - less than 0,1
%. Impurities shall not be considered to be ingredients.
The common chemical name or IUPAC(4) name, the CAS number,
and, where available, the INCI(5) name, and the European
Pharmacopoeia name, shall be given for each
ingredient.
(1) OJ L 262, 27.9.1976, p. 169. Directive
as last amended by Commission Directive 2003/83/EC (OJ L 238,
25.9.2003, p. 23). (2) OJ L 66, 11.3.2003, p. 26. (3) OJ
L 187, 20.7.1999, p. 52. Decision as last amended by Decision
2003/200/EC (OJ L 76, 22.3.2003, p. 25). (4) International
Union of Pure and Applied Chemistry. (5) International
Nomenclature Cosmetic Ingredient.
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ALLEGATO VIII
ELENCO DEI METODI
DI PROVA E DEI METODI DI ANALISI I seguenti metodi di
analisi e di prova si applicano alle procedure di controllo
dei detergenti sul mercato di competenza degli Stati
membri: 1. Metodo di riferimento (prova di
conferma) 1.1. Definizione Il metodo descrive un modello
di laboratorio del fango attivo + sedimentatore secondario
destinato a simulare un impianto municipale di trattamento
delle acque di rifiuto. Le condizioni descritte sono quelle di
cui alle direttive che hanno preceduto il presente
regolamento. Al metodo possono essere applicate modalità
operative più perfezionate come previsto alla norma EN ISO
11733. 1.2. Attrezzatura necessaria per la
misurazione Il metodo di misurazione si basa sull'impiego
di un piccolo impianto di fanghi attivi schematizzato nella
figura 1 e descritto in modo più particolareggiato nella
figura 2. L'impianto è composto da un recipiente di
alimentazione A contenente l'effluente sintetico, una pompa
dosatrice B, un serbatoio di aerazione C, un sedimentatore D,
una pompa ad aria compressa E per riciclare i fanghi attivi e
un recipiente F per la raccolta dell'effluente trattato. I
recipienti A ed F devono essere di vetro o idonea materia
plastica e di una capacità di almeno 24 litri. La pompa B deve
permettere un flusso regolare di effluente sintetico al
serbatoio di aerazione; in funzionamento normale, detto
serbatoio conterrà tre litri della miscela. In cima al cono
interno del serbatoio C è sospeso un setto poroso in vetro G
destinato all'aerazione. La quantità di aria immessa dal
dispositivo di aerazione sarà misurata con flussometro
H. 1.3. Effluente sintetico Per effettuare questa prova
servirsi di un effluente sintetico. Disciogliere per ogni
litro di acqua potabile le seguenti sostanze: - 160 mg di
peptone; - 110 mg di estratto di carne; - 30 mg di
urea CO(NH2)2; - 7 mg di cloruro di sodio (NaCl); - 4
mg di cloruro di calcio (CaCl2·2H2O); - 2 mg di solfato di
magnesio (MgSO4·7H2O); - 28 mg di fosfato bipotassico
(K2HPO4); - e 10 ± 1 mg di tensioattivo. Rinnovare ogni
giorno tale effluente sintetico. 1.4. Preparazione dei
campioni I tensioattivi non ionici puri possono essere
esaminati tali quali. Il contenuto attivo dei campioni di
tensioattivo deve essere determinato al fine di preparare il
liquame sintetico (1.3). 1.5. Funzionamento
dell'impianto Riempire anzitutto il serbatoio di aerazione
C e il sedimentatore D con effluente sintetico. Fissare il
sedimentatore D ad un'altezza tale che il serbatoio di
aerazione C contenga 3 litri. L'inoculazione avviene
introducendo 3 ml di un effluente secondario di buona qualità,
raccolto di recente da un impianto di trattamento di liquami
di origine prevalentemente domestica. L'effluente dev'essere
mantenuto in condizioni aerobiche nel periodo compreso tra la
campionatura e l'utilizzazione. Azionare quindi il dispositivo
di aerazione G, la pompa ad aria compressa E e la pompa
dosatrice B. L'effluente sintetico deve passare nel serbatoio
di aerazione C in ragione di 1 litro all'ora; ciò corrisponde
a un tempo medio di ritenzione di tre ore. Regolare il
ritmo d'aerazione in modo che il contenuto del serbatoio C si
mantenga costantemente in sospensione e che il tenore di
ossigeno disciolto sia almeno di 2 mg/l. Impedire la
formazione di schiuma con mezzi adeguati. Astenersi però
dall'usare agenti antischiuma che esercitino una azione
inibitrice sui fanghi attivi o che contengano tensioattivi.
Regolare la pompa E in modo che nel serbatoio di aerazione C
la rimessa in circolazione dei fanghi attivi provenienti dal
sedimentatore sia continua e regolare. Rimettere in
circolazione almeno una volta al giorno, mediante spazzolatura
o con qualsiasi altro mezzo idoneo, i fanghi accumulatisi
sulla parte superiore del serbatoio di aerazione C, nel fondo
del sedimentatore D, o nel circuito di circolazione. Se il
fango non decanta, favorirne la sedimentazione aggiungendo,
ripetutamente se necessario, 2 ml di una soluzione al 5 % di
cloruro ferrico.
|
ANNEX
VIII
TEST METHODS AND ANALYTICAL METHODS The
following test and analytical methods apply to control
procedures for detergents on the market carried out by Member
States: 1. Reference method (confirmatory test) 1.1.
Definition This method describes a laboratory model of the
activated sludge + secondary settler which is designed to
simulate municipal sewage treatment. The conditions described
are those from the Directives that preceded this Regulation.
Improved state-of-the-art operating conditions can be applied
to this test method as described in EN ISO 11733. 1.2.
Equipment needed for measurement The method of measurement
employs the small-activated sludge plant shown in Figure 1,
and in greater detail in Figure 2. The equipment consists of a
sewage vessel A for synthetic sewage, dosing pump B, aeration
vessel C, settling vessel D, air-lift pump E to recycle the
activated sludge, and vessel F for collecting the treated
effluent. Vessels A and F must be of glass or suitable
plastic and hold at least twenty-four litres. Pump B must
provide a constant flow of synthetic sewage to the aeration
vessel; this vessel, during normal operation, contains three
litres of mixed liquor. A sintered aeration cube G is
suspended in the vessel C at the apex of the cone. The
quantity of air blown through the aerator shall be monitored
by means of a flow meter H. 1.3. Synthetic sewage A
synthetic sewage is employed for the test. Dissolve in each
litre of tap water: - 160 mg peptone; - 110 mg meat
extract; - 30 mg urea, CO(NH2)2; - 7 mg sodium
chloride, NaCl; - 4 mg calcium chloride, CaCl2.2H2O; -
2 mg magnesium sulphate, MgSO4.7H2O; - 28 mg of
di-potassium hydrogen phosphate, K2HPO4; - and 10 ± 1 mg
of the surfactant. The synthetic sewage is freshly prepared
daily. 1.4. Preparation of samples Uncompounded
surfactants are examined in the original state. Active content
of surfactant samples must be determined in order to prepare
the synthetic sewage (1.3). 1.5. Operation of
equipment Initially, fill aeration vessel C and settling
vessel D with synthetic sewage. The height of the vessel D
should be so fixed that the volume contained in the aeration
vessel C is three litres. Inoculation is made by
introducing 3 ml of a secondary effluent of good quality,
freshly collected from a treatment plant dealing with a
predominantly domestic sewage. The effluent must be kept under
aerobic conditions in the period between sampling and
application. Then set the aerator G, air-lift E and dosing
device B in operation. The synthetic sewage must pass through
the aeration vessel C at a rate of one litre per hour; this
gives a mean retention time of three hours. The rate of
aeration should be so regulated that the contents of vessel C
are kept constantly in suspension and the dissolved oxygen
content is at least 2 mg/l. Foaming must be prevented by
appropriate means. Anti-foaming agents that inhibit the
activated sludge or contain surfactants must not be used. The
air-lift pump E must be set so that the activated sludge from
the settling vessel is continually and regularly recycled to
aeration vessel C. Sludge which has accumulated around the top
of the aeration vessel C, in the base of the settling vessel
D, or in the circulation circuit must be returned to the
circulation at least once each day by brushing or some other
appropriate means. When the sludge fails to settle, its
settleability may be increased by the addition of 2 ml
portions of a 5 % solution of ferric chloride, repeated as
necessary.
|
Raccogliere per ventiquattro ore nel
serbatoio F la soluzione uscente dal sedimentatore D, dopo
tale periodo prelevare un campione, previa omogeneizzazione
della miscela. Pulire quindi accuratamente il serbatoio
F. 1.6. Controllo del dispositivo di misura Determinare
immediatamente prima dell'uso il tenore di tensioattivi (in
mg/l) dell'effluente sintetico. Subito dopo il prelievo,
determinare, per analisi con lo stesso metodo, il tenore di
tensioattivi (mg/l) dell'acqua residua raccolta per
ventiquattro ore nel serbatoio F: in caso contrario i campioni
devono essere conservati, preferibilmente per congelazione.
Determinare la concentrazione di tensioattivi con
un'approssimazione di 0,1 mg/l. Per controllare il buon
funzionamento del dispositivo, misurare almeno due volte alla
settimana la domanda chimica in ossigeno (COD) o il carbonio
organico disciolto (DOC) dell'effluente filtrato attraverso
fibre di vetro accumulatosi nel serbatoio F e dell'effluente
sintetico filtrato del serbatoio A. La riduzione in COD
(domanda chimica di ossigeno) o DOC (carbonio organico
dissolto) dovrebbe stabilizzarsi quando la degradazione
quotidiana del tensioattivo è sostanzialmente regolare, vale a
dire alla fine del periodo iniziale indicato nella figura
3. Determinare due volte alla settimana in g/l il tenore di
sostanze secche minerali in sospensione nei fanghi attivi
raccolti nel serbatoio di aerazione. Se questo supera i 2,5
g/l, eliminare l'eccesso di fanghi attivi. Eseguire la
prova di biodegradabilità a temperatura ambiente; la
temperatura deve rimanere costante fra 19-24 °C. 1.7.
Calcolo della biodegradabilità Calcolare ogni giorno la
percentuale di degradazione del tensioattivo a partire dal
tenore di tensioattivo espresso in mg/l dell'effluente
sintetico e del corrispondente effluente residuo raccolto nel
serbatoio F. Rappresentare graficamente, come nella figura
3, i valori di biodegradabilità ottenuti. La degradabilità
del tensioattivo viene calcolata come la media aritmetica dei
valori ottenuti nel corso dei ventuno giorni seguenti al
periodo di attivazione e acclimatazione, durante il quale la
degradazione e il funzionamento dell'impianto siano stati
regolari. In nessun caso la durata del periodo iniziale dovrà
superare le sei settimane. Calcolare la biodegradazione
quotidiana con un'approssimazione dello 0,1 %, ma il risultato
finale deve essere arrotondato all'unità più vicina. In
alcuni casi, la frequenza dei prelievi può essere ridotta, ma
per calcolare la media utilizzare i risultati di almeno
quattordici prelievi quotidiani distribuiti sul periodo di
ventuno giorni che fa seguito al periodo iniziale. 2.
Determinazione dei tensioattivi anionici nelle prove di
biodegradabilità 2.1. Principio Il metodo si basa sul
fatto che il blu di metilene (colorante cationico) forma sali
blu con tensioattivi anionici (MBAS) che possono essere
estratti mediante cloroformio. Per eliminare eventuali
interferenze, l'estrazione viene effettuata dapprima mediante
una soluzione alcalina e l'estratto viene quindi trattato con
una soluzione acida al blu di metilene. L'assorbimento della
fase organica separata viene misurato fotometricamente alla
lunghezza d'onda di assorbimento massimo, pari a 650
nm. 2.2. Reattivi e attrezzature 2.2.1. Soluzione
tampone pH 10: disciogliere 24 g di bicarbonato di sodio
(NaHCO3) p.a. e 27 g di carbonato di sodio anidro (Na2CO3)
p.a. in acqua deionizzata e diluire a 1000 ml. 2.2.2.
Soluzione neutra al blu di metilene: disciogliere 0,35 g di
blu di metilene p.a. in acqua deionizzata e diluire a 1000 ml.
Preparare la soluzione almeno ventiquattro ore prima dell'uso.
L'assorbimento della fase cloroformica della prova in bianco,
misurata contro cloroformio puro, non deve superare 0,015
impiegando una cella con un cammino ottico di 1 cm a 650
nm. 2.2.3. Soluzione acida al blu di
metilene: disciogliere 0,35 g di blu di metilene p.a. in
500 ml di acqua deionizzata e mescolare con 6,5 ml di H2SO4 (d
= 1,84 g/ml). Diluire a 1000 ml con acqua deionizzata.
Preparare la soluzione almeno ventiquattro ore prima dell'uso.
L'assorbimento della fase cloroformica della prova in bianco,
misurata contro cloroformio puro, non deve superare 0,015
impiegando una cella con un cammino ottico di 1 cm a 650
nm. 2.2.4. Cloroformio (triclorometano) p.a., di recente
distillazione 2.2.5. Estere metilico dell'acido
dodecilbenzensolfonico
|
The effluent from the settling vessel D is
accumulated in vessel F for twenty-four hours, following which
a sample is taken after thorough mixing. Vessel F must then be
carefully cleaned. 1.6. Checking measuring equipment The
surfactant content (in mg/l) of the synthetic sewage is
determined immediately before use. The surfactant content
(in mg/l) of the effluent collected over twenty-four hours in
vessel F should be determined analytically by the same method,
immediately after collection: otherwise the samples must be
preserved, preferably by freezing. The concentrations must be
determined to the nearest 0,1 mg/l surfactant. As a check
on the efficiency of the process, the chemical oxygen demand
(COD) or the dissolved organic carbon (DOC) of the glass fibre
filtered effluent accumulated in vessel F and of the filtered
synthetic sewage in vessel A is measured at least twice per
week. The reduction in COD or DOC should level off when a
roughly regular daily surfactant degradation is obtained at
the end of the running-in period shown in Figure 3. The
content of dry matter in the activated sludge contained in the
aeration vessel should be determined twice a week in g/l. If
it is more than 2,5 g/l, the excess activated sludge must be
discarded. The degradation test is performed at room
temperature; this should be steady and kept between 19-24
°C. 1.7. Calculation of biodegradability The percentage
degradation of surfactant must be calculated every day on the
basis of the surfactant content in mg/l of the synthetic
sewage and of the corresponding effluent accumulated in vessel
F. The degradability values thus obtained should be
presented graphically as in Figure 3. The degradability of
the surfactant should be calculated as the arithmetic mean of
the values obtained over the twenty-one days that follow the
running-in and acclimatisation period, during which
degradation has been regular and the operation of the plant
trouble-free. In any event the duration of the running-in
period should not exceed six weeks. The daily degradation
values are calculated to the nearest 0,1 % but the final
result is given to the nearest whole number. In some cases
it may be permissible to reduce the frequency of sampling but
at least fourteen results collected over the twenty-one days
which follow the running-in period should be used in
calculating the average. 2. Determination of anionic
surfactants in biodegradability tests 2.1. Principle The
method is based on the fact that the cationic dye methylene
blue forms blue salts with anionic surfactants (MBAS), which
can be extracted with chloroform. To eliminate interference,
the extraction is first effected from alkaline solution and
the extract is then shaken with acidic methylene blue
solution. The absorbency of the separated organic phase is
measured photometrically at the wavelength of maximum
absorption of 650 nm. 2.2. Reagents and equipment 2.2.1.
Buffer solution pH 10 Dissolve 24 g sodium bicarbonate,
NaHCO3 AR, and 27 g anhydrous sodium carbonate (Na2CO3) AR in
deionised water and dilute to 1000 ml. 2.2.2. Neutral
methylene blue solution Dissolve 0,35 g methylene blue AR
in deionised water and dilute to 1000 ml. Prepare the solution
at least twenty-four hours before use. The absorbency of the
blank chloroform phase, measured against chloroform must not
exceed 0,015 per 1 cm of layer thickness at 650 nm. 2.2.3.
Acidic methylene blue solution Dissolve 0,35 g methylene
blue AR in 500 ml deionised water and mix with 6,5 ml H2SO4 (d
= 1,84 g/ml). Dilute to 1000 ml with deionised water. Prepare
the solution at least twenty-four hours before use. The
absorbency of the blank chloroform phase, measured against
chloroform must not exceed 0,015 per 1 cm of layer thickness
at 650 nm. 2.2.4. Chloroform (trichloromethane) AR freshly
distilled 2.2.5. Dodecyl benzene sulphonic acid methyl
ester
|
2.2.6. Soluzione etanolica di
idrossido di potassio, KOH 0,1 M 2.2.7. Etanolo puro,
C2H5OH 2.2.8. Acido solforico, H2SO4 0,5 M 2.2.9.
Soluzione di fenolftaleina: sciogliere un grammo di
fenolftaleina in 50 ml di etanolo ed aggiungere 50 ml di acqua
deionizzata agitando continuamente. Eliminare mediante
filtrazione l'eventuale precipitato ottenuto. 2.2.10.
Soluzione metanolica di acido cloridrico: 250 ml di acido
cloridrico concentrato p.a. e 750 ml di metanolo 2.2.11.
Imbuto separatore da 250 ml 2.2.12. Matraccio tarato da 50
ml 2.2.13. Matraccio tarato da 500 ml 2.2.14. Matraccio
tarato da 1000 ml 2.2.15. Pallone a fondo tondo con tappo
conico di vetro smerigliato e condensatore a riflusso da 250
ml; granuli per facilitare l'ebollizione. 2.2.16.
PH-metro. 2.2.17. Fotometro per misurazioni a 650 nm, con
celle di 1-5 cm. 2.2.18. Carta da filtro
qualitativa. 2.3. Metodo I campioni per analisi non
debbono essere prelevati attraverso uno strato di
schiuma. Dopo accurato lavaggio con acqua, la vetreria
utilizzata per l'analisi deve essere risciacquata a fondo con
soluzione metanolica di acido cloridrico (2.2.10) e quindi con
acqua deionizzata prima dell'uso. Filtrare l'affluente e
l'effluente dell'impianto a fanghi attivi da esaminare
immediatamente dopo la campionatura. Scartare i primi 100 ml
del filtrato. Prelevare una determinata quantità di
campione, se necessario neutralizzata, in un imbuto separatore
da 250 ml (2.2.11). Il volume del campione dovrebbe contenere
da 20 a 150 µg di MBAS. Per tenori più bassi in MBAS possono
essere utilizzati sino a 100 ml del campione. Se il
quantitativo utilizzato è inferiore a 100 ml, diluire a 100 ml
con acqua deionizzata. Aggiungere al campione 10 ml di
soluzione tampone (2.2.1), 5 ml di soluzione neutra al blu di
metilene (2.2.2) e 15 ml di cloroformio (2.2.4). Agitare
uniformemente la miscela, ma non troppo energicamente, per un
minuto. Dopo la separazione della fase, versare lo strato di
cloroformio in un secondo imbuto separatore contenente 110 ml
di acqua deionizzata e 5 ml di soluzione acida al blu di
metilene (2.2.3). Agitare la miscela per un minuto. Filtrare
la fase cloroformica attraverso un filtro di ovatta idrofila
previamente trattato con alcole e inumidito di cloroformio in
un matraccio tarato (2.2.12). Estrarre le soluzioni
alcaline e acide tre volte, utilizzando 10 ml di cloroformio
per la seconda e la terza estrazione. Filtrare gli estratti
cloroformici combinati attraverso lo stesso filtro di ovatta
idrofila e portare a volume in un matraccio tarato da 50 ml
(2.2.12) con il cloroformio utilizzato per il lavaggio del
filtro. Misurare l'assorbimento della soluzione cloroformica
con un fotometro a 650 nm in cellette da 1-5 cm rispetto al
cloroformio. Effettuare una determinazione del bianco con la
procedura completa. 2.4. Curva di taratura Preparare una
soluzione a titolo noto usando l'estere metilico dell'acido
dodecilbenzensolfonico (tetrapropilene tipo PM 340) dopo
saponificazione a sale di potassio. La MBAS è calcolata come
dodecilbenzensolfonato di sodio (PM = 348). Pesare con una
pipetta da 400 a 450 mg di estere metilico dell'acido
dodecilbenzensolfonico (2.2.5) con un'approssimazione di 0,1
mg in un pallone a fondo tondo ed aggiungere 50 ml di
soluzione etanolica di idrossido di potassio (2.2.6) ed alcuni
granuli per facilitare l'ebollizione. Dopo avere montato il
condensatore a riflusso, far bollire per un'ora. Raffreddare e
lavare il condensatore ed il giunto di vetro smerigliato con
circa 30 ml di etanolo, ed aggiungere queste acque di lavaggio
al contenuto del pallone. Titolare la soluzione con acido
solforico rispetto alla fenolftaleina fino a scomparsa della
colorazione. Trasferire questa soluzione in un matraccio
tarato da 1000 ml (2.2.14), portare a volume con acqua
deionizzata e mescolare. Una parte di questa soluzione
concentrata di tensioattivo viene quindi ulteriormente
diluita. Prelevare 25 ml, trasferire in un matraccio da 500 ml
(2.2.13) e portare a volume con acqua deionizzata, quindi
mescolare. Questa soluzione standard
contiene:
ove E è il
peso del campione in mg. Per costruire la curva di
taratura, prelevare frazioni di 1, 2, 4, 6, 8 ml della
soluzione standard e diluire ciascuna di queste frazioni fino
a 100 ml con acqua deionizzata. Procedere quindi come indicato
al punto 2.3, inclusa una determinazione in bianco. 2.5.
Calcolo dei risultati Il tenore del tensioattivo anionico
(MBAS) nel campione è desunto dalla curva di taratura (2.4).
Il contenuto di MBAS del campione è dato dalla formula
seguente: dove: V =
volume del campione utilizzato in ml. Esprimere i risultati
come dodecilbenzenilsolfonato di sodio (PM 348).
|
2.2.6. Ethanolic potassium hydroxide solution, KOH
0,1 M 2.2.7. Ethanol pure, C2H5OH 2.2.8. sulphuric acid,
H2SO4 0,5 M 2.2.9. Phenolphthalein solution Dissolve 1 g
phenolphthalein in 50 ml ethanol and add 50 ml deionised water
while stirring continuously. Filter off any precipitate
obtained. 2.2.10. Methanolic hydrochloric acid: 250 ml
hydrochloric acid AR and 750 ml methanol 2.2.11. Separating
funnel, 250 ml 2.2.12. Graduated flask, 50 ml 2.2.13.
Graduated flask, 500 ml 2.2.14. Graduated flask, 1000
ml 2.2.15. Round-bottomed flask with ground glass stopper
and reflux condenser, 250 ml; boiling granules 2.2.16. pH
meter 2.2.17. Photometer for measurements at 650 nm, with 1
to 5 cm cells 2.2.18. Qualitative grade filter
paper 2.3. Procedure The samples for analysis must not
be taken through a layer of foam. After thorough cleaning
with water, the equipment used for the analysis must be
thoroughly rinsed with methanolic hydrochloric acid (2.2.10)
and then with deionised water before using. Filter the
activated sludge plant influent and effluent to be examined
immediately on sampling. Discard the first 100 ml of the
filtrates. Place a measured volume of the sample,
neutralised if necessary, into a 250 ml separating funnel
(2.2.11). The volume of sample should contain between 20 and
150 µg of MBAS. At the lower MBAS content, up to 100 ml of
sample may be used. When using less than 100 ml, dilute to 100
ml with deionised water. Add to the sample 10 ml of buffer
solution (2.2.1), 5 ml of neutral methylene blue solution
(2.2.2) and 15 ml of chloroform (2.2.4). Shake the mixture
uniformly and not too vigorously for one minute. After phase
separation, run the chloroform layer into a second separating
funnel, containing 110 ml of deionised water and 5 ml of
acidic methylene blue solution (2.2.3). Shake the mixture for
one minute. Pass the chloroform layer through a cotton-wool
filter previously cleaned and wetted with chloroform into a
graduated flask (2.2.12). Extract the alkaline and acid
solutions three times, using 10 ml of chloroform for the
second and third extractions. Filter the combined chloroform
extracts through the same cotton wool filter and dilute to the
mark in the 50 ml flask (2.2.12) with chloroform used for
rewashing the cotton wool. Measure the absorbency of the
chloroform solution with a photometer at 650 nm in 1 to 5 cm
cells against chloroform. Run a blank determination through
the whole procedure. 2.4. Calibration curve Prepare a
calibration solution from the standard substance
dodecylbenzene sulphonic acid methyl ester (tetrapropylene
type mol. wt. 340) after saponification into the potassium
salt. The MBAS is calculated as sodium dodecyl benzene
sulphonate (mol. wt. 348). From a weighing pipette, weigh
400 to 450 mg of dodecyl-benzene-sulphonic-acid-methyl-ester
(2.2.5) to the nearest 0,1 mg in a round-bottomed flask and
add 50 ml of ethanolic potassium hydroxide solution (2.2.6)
and some boiling granules. After mounting the reflux
condenser, boil for one hour. After cooling, wash the
condenser and ground glass joint with about 30 ml of ethanol,
and add these washings to the contents of the flask. Titrate
the solution with sulphuric acid against phenolphthalein until
it becomes colourless. Transfer this solution to a 1000 ml
graduated flask (2.2.14), dilute to the mark with deionised
water and mix. Part of this surfactant stock solution is
then further diluted. Withdraw 25 ml, transfer to a 500 ml
graduated flask (2.2.13), dilute to the mark with deionised
water and mix. This standard solution
contains: where E is the
sample weight in mg. To establish the calibration curve,
withdraw 1, 2, 4, 6, 8 ml portions of the standard solution
and dilute each to 100 ml with deionised water. Then proceed
as stated under item 2.3 including a blank
determination. 2.5. Calculation of results The amount of
anionic surfactant (MBAS) in the sample is read from the
calibration curve (2.4). The MBAS content of the sample is
given by: where: V = ml
volume of the sample used. Express the results as sodium
dodecylbenzene sulphonate (MW 348).
|
2.6. Espressione dei risultati Esprimere i risultati come MBAS
mg/l con un'approssimazione dello 0,1. 3. Determinazione
dei tensioattivi non ionici nei liquidi di prova di
biodegradazione 3.1. Principio I tensioattivi sono
concentrati e isolati mediante "stripping" gassoso. Nel
campione usato, la quantità di tensioattivi non ionici deve
essere compresa tra 250 e 800 µg. Il tensioattivo così
estratto è disciolto nell'acetato di etile. Dopo
separazione delle fasi ed evaporazione del solvente,
precipitare il tensioattivo non ionico in soluzione acquosa
con il reattivo di Dragendorff modificato (KBil4 + BaCl2 +
acido acetico glaciale). Filtrare il precipitato, lavarlo
con acido acetico glaciale e scioglierlo in una soluzione di
tartrato di ammonio. Titolare potenziometricamente il bismuto
presente nella soluzione con una soluzione di
pirrolidinditiocarbammato a pH 4-5 usando un elettrodo
indicatore al platino brillante ed un elettrodo di riferimento
al calomelano oppure ad argento/cloruro di argento. Il metodo
si applica ai tensioattivi non ionici che contengono gruppi di
ossido di alchene 6-30. Moltiplicare il risultato della
titolazione per il fattore 54 per esprimerlo come sostanza di
riferimento [nonilfenolo, condensato con 10 moli di ossido di
etilene (NP 10)]. 3.2. Reattivi e attrezzatura I
reattivi devono essere preparati in acqua
deionizzata. 3.2.1. Acetato di etile, puro e di recente
distillazione 3.2.2. Bicarbonato di sodio (NaHCO3)
p.a. 3.2.3. Acido cloridrico diluito [20 ml di acido
cloridrico (HCl) concentrato diluito a 1000 ml con
acqua] 3.2.4. Metanolo p.a. di recente distillazione,
tenuto in bottiglia di vetro 3.2.5. Porpora di
bromocresolo, 0,1 g in 100 ml di metanolo 3.2.6. Agente
precipitante: l'agente precipitante è costituito da una
miscela di 2 volumi di soluzione A ed 1 volume di soluzione B.
La miscela è raccolta in una bottiglia scura e può essere
usata sino ad una settimana dopo la sua
preparazione. 3.2.6.1. Soluzione A Sciogliere 1,7 g di
nitrato di bismuto, BiO·NO3·H2O p.a., in 20 ml di acido
acetico glaciale e portare con acqua ad un volume di 100 ml.
Sciogliere quindi 65 g di ioduro di potassio p.a. in 200 ml di
acqua. Mescolare le due soluzioni in un pallone tarato da 1000
ml, aggiungere 200 ml di acido acetico glaciale (3.2.7) e
portare a 1000 ml con acqua. 3.2.6.2. Soluzione
B Sciogliere 290 g di cloruro di bario, BaCl2·2H2O p.a, in
1000 ml di acqua. 3.2.7. Acido acetico glaciale 99-100 %
(concentrazioni inferiori sono inadeguate). 3.2.8.
Soluzione di tartrato di ammonio: mescolare 12,4 g di acido
tartarico p.a. con 12,4 ml di ammoniaca p.a. (d = 0,910 g/ml)
e portare a 1000 ml con acqua (oppure usare la quantità
equivalente di tartrato ammonio p.a.). 3.2.9. Soluzione di
ammoniaca diluita: 40 ml di ammoniaca p.a. (d = 0,910 g/ml)
portati a 1000 m con acqua. 3.2.10. Soluzione tampone
standard all'acetato: sciogliere 40 g di idrossido di sodio
solido p.a. in 500 ml di acqua in un becher e fare
raffreddare. Aggiungere 120 ml di acido acetico glaciale
(3.2.7). Mescolare energicamente, fare raffreddare, trasferire
in un pallone tarato da 1000 ml e portare a volume aggiungendo
acqua. 3.2.11. Soluzione di pirrolidinditiocarbammato
("soluzione di carbato"): sciogliere 103 mg di
pirrolidinditiocarbammato sodico, C5H8NNaS2·2H2O, in 500 ml
circa di acqua, aggiungere 10 ml di alcole n-amilico p.a. e
0,5 g di NaHCO3 p.a., e portare a 1000 ml con
acqua. 3.2.12. Soluzione di solfato di rame (per
standardizzazione del punto 3.2.11). SOLUZIONE
CONCENTRATA Mescolare 1,249 g di solfato di rame,
CuSO4·5H2O p.a., con 50 ml di acido solforico 0,5 M e portare
a 1000 ml con acqua.
|
2.6. Expression of
results Express the results as MBAS mg/l to the nearest
0,1. 3. Determination of non-ionic surfactants in
biodegradation test liquors 3.1. Principle Surface
active agents are concentrated and isolated by gas stripping.
In the sample used, the quantity of non-ionic surfactant
should be in the range 250-800 µg. The stripped surfactant
is dissolved in ethyl acetate. After phase separation and
evaporation of the solvent, the non-ionic surfactant is
precipitated in aqueous solution with modified Dragendorff
reagent (KBiI4 + BaCl2 + glacial acetic acid). The
precipitate is filtered, washed with glacial acetic acid and
dissolved in ammonium tartrate solution. The bismuth in the
solution is titrated potentiometrically with
pyrrolidinedithiocarbamate solution at pH 4-5 using a bright
platinum indicator electrode and a calomel or silver/silver
chloride reference electrode. The method is applicable to
non-ionic surfactants containing 6-30 alkylene oxide
groups. The titration result is multiplied by the empirical
factor of 54 for conversion to the reference substance
nonylphenol condensed with 10 mols ethylene oxide (NP
10). 3.2. Reagents and Equipment Reagents are to be made
up in deionised water. 3.2.1. Pure ethyl acetate, freshly
distilled. 3.2.2. Sodium bicarbonate, NaHCO3 AR. 3.2.3.
Dilute hydrochloric acid (20 ml concentrated acid (HCl)
diluted to 1000 ml with water) 3.2.4. Methanol AR, freshly
distilled, stored in a glass bottle. 3.2.5. Bromocresol
purple, 0,1 g in 100 ml methanol. 3.2.6. Precipitating
agent: the precipitating agent is a mixture of two volumes of
solution A and one volume of solution B. The mixture is stored
in a brown bottle and can be used for up to one week after
mixing. 3.2.6.1. Solution A Dissolve 1,7 g bismuth
nitrate, BiONO3.H2O AR, in 20 ml glacial acetic acid, and make
up to 100 ml with water. Then dissolve 65 g potassium iodide
AR in 200 ml water. Mix these two solutions in a 1000 ml
measuring flask, add 200 ml glacial acetic acid (3.2.7) and
make up to 1000 ml with water. 3.2.6.2. Solution
B Dissolve 290 g barium chloride, BaCl2.2H2O AR, in 1000 ml
of water. 3.2.7. Glacial acetic acid 99-100 % (lower
concentrations are unsuitable). 3.2.8. Ammonium tartrate
solution: mix 12,4 g tartaric acid AR and 12,4 ml of ammonia
solution AR (d = 0,910 g/ml) and make up to 1000 ml with water
(or use the equivalent amount of ammonium tartrate
AR). 3.2.9. Dilute ammonia solution: 40 ml ammonia solution
AR (d = 0,910 g/ml) diluted to 1000 ml with water. 3.2.10.
Standard acetate buffer: dissolve 40 g solid sodium hydroxide
AR, in 500 ml water in a beaker and allow to cool. Add 120 ml
glacial acetic acid (3.2.7). Mix thoroughly, cool and transfer
to a 1000 ml volumetric flask. Make up to the mark with
water. 3.2.11. Pyrrolidinedithiocarbamate solution (known
as "carbate solution"): dissolve 103 mg sodium
pyrrolidinedithiocarbamate, C5H8NNaS2.2H2O, in about 500 ml
water, add 10 ml of n-amyl alcohol AR and 0,5 g NaHCO3 AR, and
make up to 1000 ml with water. 3.2.12. Copper sulphate
solution (for standardisation of 3.2.11). STOCK
SOLUTION Mix 1,249 g copper sulphate, CuSO4.5H2O AR, with
50 ml 0,5 M sulphuric acid and make up to 1000 ml with
water.
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SOLUZIONE STANDARD Mescolare 50 ml
di soluzione concentrata con 10 ml di H2SO4 0,5 M e portare a
1000 ml con acqua. 3.2.13. Cloruro di sodio p.a. 3.2.14.
Apparecchiatura per "stripping" gassoso (vedi figura 5). Il
diametro del disco sinterizzato deve essere identico a quello
del diametro interno del cilindro. 3.2.15. Imbuto
separatore da 250 ml. 3.2.16. Agitatore magnetico con
magnete 25-30 mm. 3.2.17. Crogioio di Gooch, diametro della
base perforata = 25 mm, tipo g 4. 3.2.18. Filtri circolari
in fibra di vetro, aventi un diametro di 27 mm, con diametro
delle fibre 0,3-1,5 µm. 3.2.19. Due beute per filtrazione a
vuoto con adattorie e anelli di gomma, rispettivamente di 500
ml e 250 ml. 3.2.20. Potenziometro registratore, munito di
un elettrodo indicatore al platino e di un elettrodo di
riferimento al calomelano oppure ad argento/cloruro di argento
con una gamma di misura di 250 mV, con buretta automatica di
capacità di 20-50 ml. Un dispositivo manuale analogo può
essere usato in alternativa. 3.3. Metodo 3.3.1.
Concentrazione e separazione del tensioattivo Filtrare il
campione acquoso attraverso una carta da filtro per analisi
qualitativa. Eliminare i primi 100 ml del
filtrato. Introdurre nell'apparecchio di "stripping",
precedentemente sciacquato con acetato di etile, una porzione
misurata di campione, tal da contenere 250-800 µg di
tensioattivo non ionico. Per migliorare la separazione,
aggiungere 100 g di cloruro di sodio e 5 g di bicarbonato di
sodio. Se il volume del campione supera i 500 ml,
aggiungere questi sali in forma solida all'apparecchio di
"stripping" e scioglierli facendovi passare dell'azoto o
dell'aria. Qualora venisse usato un campione di dimensione
minore, sciogliere i sali in 400 ml di acqua e trasferire
nell'apparecchio di "stripping". Aggiungere acqua per
portare il livello sino al rubinetto superiore. Aggiungere
con cautela 100 ml di acetato di etile alla superficie della
fase acquosa. Riempire per due terzi il flacone di lavaggio
nella linea gas (azoto o aria) con acetato di etile. Fare
passare una corrente gassosa di 30-60 l/h attraverso
l'apparecchio; si raccomanda l'uso di un flussometro. La
portata del gas deve essere aumentata gradatamente all'inizio.
La portata del gas deve essere regolata in modo che le fasi
rimangano chiaramente separate per ridurre al minimo la
miscela tra le stesse e la soluzione dell'acetato di etile
nell'acqua. Arrestare il flusso di gas dopo cinque
minuti. Qualora si riscontri una riduzione superiore al 20
% nel volume della fase organica dovuto alla soluzione in
acqua, l'operazione va ripetuta rivolgendo particolare
attenzione alla velocità di flusso del gas. Raccogliere la
fase organica in un imbuto separatore. Reintrodurre
nell'apparecchio di "stripping" i liquidi della fase acquosa
eventualmente presenti nell'imbuto separatore (dovrebbero
essere solo pochi millilitri). Filtrare la fase di acetato di
etile attraverso una carta asciutta da filtro per analisi
qualitativa in un becher da 250 ml. Rimettere altri 100 ml
di acetato di etile nell'apparecchio di "stripping" e farvi
nuovamente scorrere azoto o aria per cinque minuti. Spillare
la fase organica nell'imbuto separatore usato per la prima
separazione, scartare la fase acquosa e far passare la fase
organica attraverso lo stesso filtro usato nella prima
porzione di acetato di etile. Sciacquare l'imbuto separatore
ed il filtro con 20 ml circa di acetato di etile. Evaporare
l'estratto di acetato di etile sino ad essiccazione, su
bagnomaria (sotto cappa). Dirigere una leggera corrente di
aria sulla superficie della soluzione per accelerare
l'evaporazione. 3.3.2. Precipitazione e
filtrazione Sciogliere il residuo secco di cui al punto
3.3.1 in 5 ml di metanolo, aggiungere 40 ml di acqua e 0,5 ml
di acido cloridrico diluito (3.2.3), agitare quindi la miscela
con un agitatore magnetico. Aggiungere a questa soluzione
30 ml di agente precipitante (3.2.6) con un cilindro graduato.
Il precipitato si forma dopo ripetuta agitazione. Agitare per
dieci minuti e lasciare quindi la miscela a riposo per almeno
cinque minuti.
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STANDARD SOLUTION Mix 50 ml stock solution with
10 ml 0,5 M H2SO4 and make up to 1000 ml with
water. 3.2.13. Sodium chloride AR. 3.2.14. Gas-stripping
apparatus (see Figure 5) The diameter of the sintered disc
must be the same as the internal diameter of the
cylinder. 3.2.15. Separating funnel, 250 ml. 3.2.16.
Magnetic stirrer with magnet 25-30 mm. 3.2.17. Gooch
crucible, diameter of the perforated base = 25 mm, Type
G4. 3.2.18. Circular glass-fibre filter papers, 27 mm
diameter with fibre diameter 0,3-1,5 µm. 3.2.19. Two filter
flasks with adapters and rubber collars, 500 and 250 ml
respectively. 3.2.20. Recording potentiometer fitted with a
bright platinum indicator electrode and a calomel or
silver/silver chloride reference electrode with a 250 mV
range, with automatic burette of 20-25 ml capacity, or
alternative manual equipment. 3.3. Method 3.3.1.
Concentration and separation of the surfactant Filter the
aqueous sample through a qualitative filter paper. Discard the
first 100 ml of the filtrate. Into the stripping apparatus,
previously rinsed with ethyl acetate, place a measured
quantity of the sample, such that it contains between 250-800
µg non-ionic surfactant. To improve the separation add 100
g sodium chloride and 5 g sodium bicarbonate. If the volume
of the sample exceeds 500 ml, add these salts to the stripping
apparatus in solid form, and dissolve by passing nitrogen or
air through. If a smaller-sized sample is used, dissolve
the salts in 400 ml water and then add to the stripping
apparatus. Add water to bring the level to the upper
stopcock. Cautiously add 100 ml ethyl acetate on top of the
water. Fill the wash-bottle in the gas-line (nitrogen or
air) two-thirds full with ethyl acetate. Pass a gas stream
of 30-60 l/h through the apparatus; the use of a flowmeter is
recommended. The rate of aeration must be increased gradually
at the beginning. The gas rate must be so adjusted that the
phases remain noticeably separate to minimise the mixing of
the phases and the solution of the ethyl acetate in the water.
Stop the gas flow after five minutes. If there is a
reduction of more than 20 % in the volume of the organic phase
through solution in water, the sublation must be repeated
paying special attention to the rate of gas flow. Run off
the organic phase into a separating funnel. Return any water
in the separating funnel from the aqueous phase - it should
only be a few ml - to the stripping apparatus. Filter the
ethyl acetate phase through a dry qualitative filter paper
into a 250 ml beaker. Put a further 100 ml ethyl acetate
into the stripping apparatus and again pass nitrogen or air
through for five minutes. Draw off the organic phase into the
separating funnel used for the first separation, reject the
aqueous phase and run the organic phase through the same
filter as the first ethyl acetate portion. Rinse both the
separating funnel and the filter with about 20 ml ethyl
acetate. Evaporate the ethyl acetate extract to dryness
using a water-bath (fume cupboard). Direct a gentle stream of
air over the surface of the solution to accelerate the
evaporation. 3.3.2. Precipitation and
filtration Dissolve the dry residue from 3.3.1 in 5 ml
methanol, add 40 ml water and 0,5 ml dilute HCl (3.2.3) and
stir the mixture with a magnetic stirrer. To this solution
add 30 ml of precipitating agent (3.2.6) from a measuring
cylinder. The precipitate forms after repeated stirring. After
stirring for ten minutes leave the mixture to stand for at
least five minutes.
|
Filtrare la miscela attraverso un crogiuolo
di Gooch, la cui base sia costituita da un filtro in fibra di
vetro. Lavare quindi il filtro sotto aspirazione con circa 2
ml di acido acetico glaciale. Lavare quindi a fondo il becher,
il magnete e il crogiuolo con acido acetico glaciale di cui
bastano 40 o 50 ml. Non è necessario trasferire
quantitativamente nel filtro il precipitato che aderisce alle
pareti del becher in quanto la soluzione del precipitato per
la titolazine viene rimessa nel becher di precipitazione e il
precipitato rimanente viene in tal modo disciolto. 3.3.3.
Dissoluzione del precipitato Sciogliere il precipitato nel
crogiuolo filtrante aggiungendo tre porzioni separate di 10 ml
ciascuna di una soluzione calda (circa 80 °C) di tartrato di
ammonio (3.2.8). Lasciare a riposo ciascuna porzione nel
crogiuolo per alcuni minuti prima di filtrarla nella
beuta. Mettere il contenuto della beuta per filtrazione nel
becher usato per la precipitazione. Sciacquare le pareti del
becher con altri 20 ml di soluzione di tartrato per sciogliere
i residui del precipitato. Lavare accuratamente il
crogiuolo, l'adattatore e la beuta per filtrazione con 150-200
ml di acqua e rimettere l'acqua di risciacquo nel becher usato
per la precipitazione. 3.3.4. Titolazione Agitare la
soluzione con un agitatore magnetico (3.2.16), aggiungere
alcune gocce di porpora di bromocresolo (3.2.5) nonché la
soluzione di ammoniaca diluita (3.2.9) fino ad ottenere una
colorazione violetta (la soluzione è leggermente acida a causa
del residuo di acido acetico usato per il
risciacquo). Aggiungere quindi 10 ml di soluzione tampone
standard all'acetato (3.2.10), immergere gli elettrodi nella
soluzione e titolare potenziometricamente con la "soluzione di
carbato" standard (3.2.11) mantenendo l'estremità della
buretta nella soluzione. La velocità di titolazione non
deve superare 2 ml/minuto. Il punto finale è l'intersezione
delle tangenti ai due rami della curva potenziale. Si potrà
osservare occasionalmente l'appiattimento della flessione
della curva potenziale; questo fenomeno può essere eliminato
pulendo accuratamente l'elettrodo di platino (mediante carta
smerigliata). 3.3.5. Determinazione del bianco Eseguire
contemporaneamente una determinazione del bianco, mediante
analoga procedura completa, con 5 ml di metanolo e 40 ml di
acqua, conformemente alle indicazioni del punto 3.3.2. La
titolazione del bianco deve essere inferiore a 1 ml; in caso
contrario, è da considerarsi sospetta la purezza dei reagenti
(3.2.3, 3.2.7, 3.2.8, 3.2.9, 3.2.10), soprattutto per il loro
contenuto di metalli pesanti, per cui devono essere
sostituiti. È necessario tener conto del bianco nel calcolo
dei risultati. 3.3.6. Controllo del fattore della
"soluzione di carbato" Determinare ogni giorno prima
dell'impiego il fattore della soluzione di carbato. A tal
fine, titolare 10 ml della soluzione di solfato di rame
(3.2.12) con una soluzione di carbato previa aggiunta di 100
ml di acqua e di 10 ml di soluzione tampone standard
all'acetato (3.2.10). Se la quantità usata è pari ad a ml, il
fattore f è: e tutti i
risultati delle titolazioni vengono moltiplicati per questo
fattore. 3.4. Calcolo dei risultati Poiché ogni
tensioattivo non ionico ha un fattore proprio, determinato in
funzione della composizione, e in particolare della lunghezza
della catena di ossido di alchene, le concentrazioni in
tensioattivi non ionici sono espresse rapportandole ad una
sostanza di riferimento - un nonilfenolo con 10 unità di
ossido di etilene (NP 10) - per la quale il fattore di
conversione è 0,054. Grazie a questo fattore, la quantità
di tensioattivi presenti nel campione si ottiene espressa in
mg di equivalente NP 10, nel modo seguente: (b-c) × f ×
0,054 = mg di tensioattivo non ionico come NP
10 dove: b= volume di "soluzione di carbato" impiegata
per il campione (ml) c= volume di "soluzione di carbato"
impiegata nel bianco (ml) f= fattore della "soluzione di
carbato". 3.5. Espressione dei risultati Esprimere i
risultati in mg/l come NP 10 con approssimazione dello
0,1.
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Filter the mixture through a Gooch
crucible, the base of which is covered with a glass-fibre
filter paper. First wash the filter under suction with about 2
ml glacial acetic acid. Then thoroughly wash the beaker,
magnet, and crucible with glacial acetic acid, of which about
40-50 ml is necessary. It is not necessary to quantitatively
transfer the precipitate adhering to the sides of the beaker,
to the filter, because the solution of the precipitate for the
titration is returned to the precipitating beaker, and the
remaining precipitate will then be dissolved. 3.3.3.
Dissolution of the precipitate Dissolve the precipitate in
the filter crucible by the addition of hot ammonium tartrate
solution (about 80 °C) (3.2.8) in three portions of 10 ml
each. Allow each portion to stand in the crucible for some
minutes before being sucked through the filter into the
flask. Put the contents of the filter flask into the beaker
used for the precipitation. Rinse the sides of the beaker with
a further 20 ml of tartrate solution to dissolve the rest of
the precipitate. Carefully wash the crucible, adapter and
filter flask with 150-200 ml water, and return the rinsing
water to the beaker used for the precipitation. 3.3.4. The
titration Stir the solution using a magnetic stirrer
(3.2.16), add a few drops of bromocresol purple (3.2.5) and
add the dilute ammonia solution (3.2.9) until the colour turns
violet (the solution is initially weakly acid from the residue
of acetic acid used for rinsing). Then add 10 ml standard
acetate buffer (3.2.10), immerse the electrodes in the
solution, and titrate potentiometrically with standard
"carbate solution" (3.2.11), the burette tip being immersed in
the solution. The titration rate should not exceed 2
ml/min. The endpoint is the intersection of the tangents to
the two branches of the potential curve. It will be
observed occasionally that the inflection in the potential
curve becomes flattened; this can be eliminated by carefully
cleaning the platinum electrode (by polishing with emery
paper). 3.3.5. Blank determinations At the same time run
a blank determination through the whole procedure with 5 ml
methanol and 40 ml water, according to the instructions in
3.3.2. The blank titration should be below 1 ml, otherwise the
purity of the reagents (3.2.3, 3.2.7, 3.2.8, 3.2.9, 3.2.10) is
suspect, especially their content of heavy metals, and they
must be replaced. The blank must be taken into account in the
calculation of the results. 3.3.6. Control of the factor of
the "carbate solution" Determine the factor for the carbate
solution on the day of use. To do this, titrate 10 ml of the
copper sulphate solution (3.2.12) with "carbate solution"
after the addition of 100 ml water and 10 ml standard acetate
buffer (3.2.10). If the amount used is a ml, the factor f
is: and all the results
of the titration are multiplied by this factor. 3.4.
Calculation of results Every non-ionic surfactant has its
own factor, depending on its composition, particularly on the
length of the alkene oxide chain. The concentration of
non-ionic surfactant is expressed in relation to a standard
substance - a nonyl phenol with ten ethylene oxide units (NP
10) - for which the conversion factor is 0,054. Using this
factor the amount of surfactant present in the sample is found
expressed as mg of NP 10 equivalent, as follows: (b-c) × f
× 0,054 = mg non-ionic surfactant as NP 10 where: b=
volume of "carbate solution" used by the sample (ml), c=
volume of "carbate solution" used by the blank (ml), f=
factor of the "carbate solution". 3.5. Expression of
results Express the results in mg/l as NP 10 to the nearest
0,1.
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4. Trattamento preliminare dei tensioattivi anionici
da sottoporre a prova 4.1. Osservazioni
preliminari 4.1.1. Trattamento dei campioni Il
trattamento dei tensioattivi anionici e dei detergenti, prima
della determinazione del grado di biodegradabilità nella prova
di conferma, è il seguente: Lo scopo dell'estrazione alcolica è di
eliminare dai prodotti commerciali i componenti insolubili ed
inorganici che potrebbero falsare la prova di
biodegradabilità. 4.1.2. Metodo di scambio ionico Per
eseguire correttamente le prove di biodegradabilità, è
necessario isolare e separare i tensioattivi anionici dal
sapone e dai tensioattivi non ionici e cationici. Questo
risultato è ottenuto con una tecnica di scambio ionico usando
una resina scambiatrice macroporosa e opportuni eluenti per
l'eluizione frazionata. In tal modo vengono isolati con
un'unica operazione il sapone e i tensioattivi anionici e non
ionici. 4.1.3. Controllo analitico Dopo
l'omogeneizzazione, la concentrazione dei tensioattivi
anionici nel detergente viene determinata sulla base della
procedura analitica del tenore di MBAS. Il tenore di sapone è
determinato con un opportuno metodo. Questa analisi del
prodotto serve per calcolare le quantità necessarie alla
preparazione delle frazioni destinate alle prove di
biodegradabilità. L'estrazione quantitativa non è
necessaria; tuttavia è opportuno estrarre almeno l'80 % dei
tensioattivi anionici. Normalmente si ottiene il 90 % e
più. 4.2. Principio Da un campione omogeneo (polvere,
paste e liquidi previamente essiccati) si ottiene un estratto
etanolico che contiene i tensioattivi, il sapone e altri
componenti solubili in alcole del campione sintetico di
detergente. L'estratto etanolico viene evaporato sino ad
essiccazione, disciolto in una miscela isopropanolo/acqua e la
soluzione ottenuta viene passata attraverso un dispositivo
misto, composto di uno scambiatore cationico fortemente acido
e di uno scambiatore anionico macroporoso scaldato fino a 50
°C. Questa temperatura è necessaria per evitare la
precipitazione di acidi grassi in ambiente acido. I
tensioattivi non ionici rimangono nell'effluente. Gli acidi
grassi del sapone vengono separati mediante eluizione con
etanolo contenente CO2. I tensioattivi anionici sono allora
ottenuti sotto forma di sali di ammonio mediante eluizione con
una soluzione acquosa isopropanolica di bicarbonato di
ammonio. Detti sali di ammonio vengono utilizzati nella prova
di degradazione. I tensioattivi cationici, che potrebbero
falsare la prova di biodegradabilità ed il metodo di analisi,
sono eliminati dallo scambiatore cationico posto sopra lo
scambiatore anionico. 4.3. Sostanze chimiche e
attrezzatura 4.3.1. Acqua deionizzata 4.3.2. Etanolo, 95
% (v/v) C2H5OH (denaturante ammesso: metiletilchetone o
metanolo) 4.3.3. Miscela isopropanolo/acqua (50/50
v/v): - 50 parti in volume di isopropanolo, CH3CHOH·CH3,
e - 50 parti in volume di acqua (4.3.1) 4.3.4. Soluzione
di biossido di carbonio in etanolo (approssimativamente 0,1 %
di CO2): mediante un tubicino di alimentazione munito di un
setto di vetro poroso incorporato passare il biossido di
carbonio, CO2, attraverso l'etanolo (4.3.2) per 10 minuti.
Usare soltanto soluzioni preparate di fresco. 4.3.5.
Soluzione di bicarbonato di ammonio (60/40 v/v): 0,3 mol di
NH4HCO3 in 1000 ml di miscela isopropanolo/acqua composta di
60 parti di isopropanolo e 40 parti di acqua
(4.3.1). 4.3.6. Scambiatore di cationi (KAT), fortemente
acido, resistente all'alcole (50-100 mesh) 4.3.7.
Scambiatore di anioni (AAT), macroporoso, Merck Lewatit, MP
7080 (70-150 mesh) o equivalente 4.3.8. Acido cloridrico
(10 % HCl p/p). 4.3.9. Pallone da 2000 ml a fondo tondo con
tappo conico di vetro smerigliato e condensatore a
riflusso 4.3.10. Imbuto-filtro di 90 mm di diametro
(riscaldabile) per filtri di carta. 4.3.11. Beuta per
filtrazione a vuoto avente una capacità di 2000 ml 4.3.12.
Colonne di scambio con camicia riscaldante e rubinetto: tubo
interno di 60 mm di diametro e 450 mm di altezza (figura 4)
Bagnomaria 4.3.13. Bagnomaria 4.3.14. Forno per
essiccazione a vuoto 4.3.15. Termostato 4.3.16.
Evaporatore rotante
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4. Preliminary treatment of anionic surfactants to be
tested 4.1. Preliminary notes 4.1.1. Treatment of
samples The treatment of anionic surface-active agents and
formulated detergents prior to the determination of primary
biodegradability in the confirmatory test is: The purpose of the alcoholic extraction is to
eliminate the insoluble and inorganic ingredients of the
commercial product, which in some circumstances might upset
the biodegradability test. 4.1.2. Ion-exchange
procedure Isolation and separation of anionic surface
active agents from soap, non-ionic and cationic surfactants
are required for correct biodegradability tests. This is
achieved by an ion-exchange technique using a macro-porous
exchange resin and suitable eluants for fractional elution.
Thus soap, anionic and non-ionic surfactants may be isolated
in one procedure. 4.1.3. Analytical control After
homogenising, the concentration of anionic surfactants in the
synthetic detergent is determined according to the MBAS
analytical procedure. The soap content is determined by a
suitable analytical method. This analysis of the products
is necessary to calculate the quantities required for
preparing fractions for the biodegradability
test. Quantitative extraction is not necessary; however, at
least 80 % of the anionic surfactants should be extracted.
Usually, 90 % or more is obtained. 4.2. Principle From a
homogeneous sample (powders, dried pastes and dried liquids)
an ethanol extract is obtained which contains the surfactants,
soap and other alcohol-soluble constituents of the synthetic
detergent sample. The ethanol extract is evaporated to
dryness, dissolved in an isopropanol/water mixture and the
solution obtained is passed through a strongly acidic cation
exchange/macro-porous anion exchange combination heated to 50
°C. This temperature is necessary to prevent the precipitation
of any fatty acids which may be present in acidic
media. Any non-ionic surfactants remain in the
effluent. Soap fatty acids are separated by extraction with
ethanol containing CO2. The anionic surfactants are then
obtained as ammonium salts, by elution with an aqueous
isopropanolic solution of ammonium bicarbonate. These ammonium
salts are used for the degradation test. Cationic
surfactants that might upset the biodegradability test and the
analytical procedure are eliminated by the cation exchanger
placed above the anion exchanger. 4.3. Chemicals and
equipment 4.3.1. Deionised water 4.3.2. Ethanol, 95 %
(v/v) C2H5OH (permissible denaturant: methyl ethyl ketone or
methanol) 4.3.3. Isopropanol/water mixture (50/50
v/v): - 50 parts by volume isopropanol, CH3CHOH.CH3,
and - 50 parts by volume water (4.3.1) 4.3.4. Solution
of carbon dioxide in ethanol (approximately 0,1 % CO2): using
a delivery tube with a built-in sinter, pass carbon dioxide,
CO2, through the ethanol (4.3.2) for ten minutes. Use fresh
solutions only 4.3.5. Ammonium bicarbonate solution (60/40
v/v): 0,3 mol NH4HCO3 in 1000 ml of an isopropanol/water
mixture consisting of 60 parts by volume isopropanol and 40
parts by volume water (4.3.1) 4.3.6. Cation exchanger
(KAT), strongly acidic, resistant to alcohol (50-100
mesh) 4.3.7. Anion exchanger (AAT), macro-porous, Merck
Lewatit MP 7080 (70-150 mesh) or equivalent 4.3.8.
Hydrochloric acid, 10 % HCl (w/w) 4.3.9. 2000 ml
round-bottomed flask with ground glass stopper and reflux
condenser 4.3.10. 90 mm diameter suction filter (heatable)
for filter papers 4.3.11. 2000 ml filter flask 4.3.12.
Exchange columns with heating jacket and tap: inner tube 60 mm
in diameter and 450 mm in height (see Figure 4) 4.3.13.
Water-bath 4.3.14. Vacuum drying oven 4.3.15.
Thermostat 4.3.16. Rotary evaporator
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4.4. Estrazione e separazione dei
tensioattivi anionici 4.4.1. Preparazione
dell'estratto La quantità di tensioattivi necessaria alla
prova di degradabilità è di circa 50 g di MBAS. Di norma,
la quantità di prodotto da estrarre non deve superare 1000 g,
ma può rivelarsi necessario estrarre maggiori quantità di
campione. Per motivi di ordine pratico, il limite massimo è
fissato, nella maggior parte dei casi, a 5000 g nella
preparazione degli estratti per le prove di
biodegradabilità. L'esperienza ha dimostrato che è
preferibile ricorrere a varie piccole estrazioni anziché ad
un'estrazione di grande quantità. Per quanto concerne gli
scambiatori, le quantità specificate sono sufficienti per
lavorare con 600-700 mmoli di tensioattivi e sapone. 4.4.2.
Isolamento dei componenti solubili in alcole Aggiungere 250
g del detergente da analizzare a 1250 ml di etanolo e,
agitando, portare la miscela all'ebollizione sotto riflusso
per un'ora. Filtrare rapidamente la soluzione alcolica
bollente attraverso un filtro a pori larghi posto su di un
imbuto scaldato a 50 °C. Lavare la beuta e l'imbuto filtrante
con 200 ml circa di etanolo caldo. Raccogliere il filtrato e
il liquido di lavaggio in una beuta per filtrazione a
vuoto. In caso di prodotti pastosi o liquidi, accertarsi
che il campione nn contenga più di 55 g di tensioattivi
anionici e 35 g di sapone. Evaporare il campione pesato sino
ad essiccazione. Disciogliere il residuo in 2.000 ml di
etanolo e procedere come sopra. In caso di polveri di bassa
densità apparente (< 300 g/l) si raccomanda di portare il
tasso di etanolo a 20:1. Evaporare il filtrato etanolico fino
ad essiccazione, preferibilmente mediante un evaporatore
rotante. Ripetere l'operazione se occorre una maggiore
quantità di estratto. Disciogliere la totalità del residuo in
5000 ml di una miscela di isopropanolo/acqua. 4.4.3.
Preparazione delle colonne di scambio ionico COLONNA DI
SCAMBIO CATIONICO Versare 600 ml di resina scambiatrice di
cationi (4.3.6) in un becher di 3000 ml e aggiungere 2000 ml
di acido cloridrico (4.3.8). Lasciare riposare per circa due
ore agitando ad intervalli. Decantare l'acido e trasferire
la resina nella colonna (4.3.12) mediante acqua deionizzata.
La colonna deve contenere un inserto di lana di
vetro. Lavare la colonna con acqua deionizzata ad una
velocità di flusso di 10-30 ml/minuto fino a che l'eluato sia
esente da cloruri. Spostare l'acqua con 2000 ml di miscela
isopropanolo/acqua (4.3.3) ad una velocità di flusso di 10-30
ml/minuto. La colonna di scambio è ora pronta per
l'operazione. COLONNA DI SCAMBIO ANIONICO Versare 600 ml
di resina scambiatrice di anioni (4.3.7) in un becher di 3000
ml e aggiungere 2000 ml di acqua deionizzata. Lasciare
gonfiare lo scambiatore per almeno due ore. Trasferire la
resina nella colonna mediante acqua deionizzata. La colonna
deve contenere un inserto di lana di vetro. Lavare la
colonna con una soluzione di bicarbonato di ammonio a 0,3 M
(4.3.5) fino a completa eliminazione del cloruro. Questa
operazione richiede circa 5000 ml di soluzione. Lavare
nuovamente con 2000 ml di acqua deionizzata. Spostare l'acqua
con 2000 ml di miscela isopropanolo/acqua (4.3.3) ad una
velocità di flusso di 10-30 ml/minuto. La colonna scambiatrice
è ora in forma OH e pronta per l'uso. 4.4.4. Metodo di
scambio ionico Collegare le colonne scambiatrici in modo
che la colonna scambiatrice di cationi sia situata alla
sommità della colonna scambiatrice di anioni. Riscaldare le
colonne a 50 °C con l'impiego di un termostato. Riscaldare
5000 ml della soluzione ottenuta al punto 4.4.2 a 60 °C e
filtrare la soluzione attraverso la combinazione di
scambiatori alla velocità di 20 ml/minuto. Lavare le colonne
con 1 litro di miscela calda isopropanolo/acqua
(4.3.3). Per ottenere i tensioattivi anionici (MBAS)
disinserire la colonna KAT. Utilizzando 5000 ml di soluzione
di etanolo/CO2 a 50 °C (4.3.4), eluire gli acidi grassi del
sapone della colonna AAT. Scartare l'eluato. Eluire quindi
le sostanze MBAS della colonna AAT con 5000 ml di soluzione di
bicarbonato di ammonio (4.3.5). Evaporare l'eluato sino ad
essiccazione su un bagno di vapore o in un evaporatore
rotante. Il residuo contiene MBAS (sotto forma di sale di
ammonio) e gli eventuali prodotti anionici non tensioattivi
che non alterano la prova di biodegradabilità. Aggiungere
acqua deionizzata sino ad un volume determinato e calcolare il
tenore di MBAS in una frazione come al capitolo 3. La
soluzione viene impiegata come soluzione standard dei
detergenti anionici per la prova di biodegradabilità.
Mantenere la soluzione ad una temperatura inferiore a 5
°C.
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4.4. Preparation of
extract and separation of anionic active agents 4.4.1.
Preparation of extract The quantity of surfactants
necessary for the biodegradation test is about 50 g
MBAS. Normally, the quantity of product to be extracted
will not exceed 1000 g, but it may be necessary to extract
further quantities of sample. For practical reasons, the
quantity of product used should in most cases be limited to
5000 g in preparing extracts for the biodegradation
test. Experience has shown that there are advantages in
using a number of small extractions rather than one large
extraction. The exchanger quantities specified are designed
for a working capacity of 600-700 mmoles of surfactants and
soap. 4.4.2. Isolation of alcohol-soluble
constituents Add 250 g of the synthetic detergent to be
analysed to 1250 ml ethanol, heat the mixture to boiling point
and reflux for one hour with stirring. Pass the hot alcoholic
solution through a coarse-pored suction filter heated to 50 °C
and filter rapidly. Wash the flask and suction filter with
approximately 200 ml hot ethanol. Collect the filtrate and
filter washings in a filter flask. In the case of pastes or
liquid products to be analysed, make sure that not more than
55 g anionic surfactants and 35 g soap are contained in the
sample. Evaporate this weighed sample to dryness. Dissolve the
residue in 2000 ml ethanol and proceed as described
above. In the case of powders of low apparent density (<
300 g/l) it is recommended to increase the ethanol ratio in
the relation 20:1. Evaporate the ethanolic filtrate to
dryness, preferably by means of a rotary evaporator. Repeat
the operation if a greater quantity of extract is required.
Dissolve the residue in 5000 ml isopropanol/water
mixture. 4.4.3. Preparation of ion-exchange
columns CATION-EXCHANGE COLUMN Place 600 ml
cation-exchange resin (4.3.6) in a 3000 ml beaker and cover by
adding 2000 ml hydrochloric acid (4.3.8). Allow to stand for
at least two hours, with occasional stirring. Decant the
acid and transfer the resin into the column (4.3.12) by means
of deionised water. The column should contain a glass-wool
plug. Wash the column with deionised water at a rate of
10-30 ml/min until the eluate is free of chloride. Displace
the water with 2000 ml isopropanol/water mixture (4.3.3) at a
rate of 10-30 ml/min. The exchange column is now ready for
operation. ANION-EXCHANGE COLUMN Place 600 ml
anion-exchange resin (4.3.7) in a 3000 ml beaker and cover by
adding 2000 ml deionised water. Allow the resin to swell
for at least two hours. Transfer the resin into the column
by means of deionised water. The column should contain a
glass-wool plug. Wash the column with 0,3 M ammonium
bicarbonate solution (4.3.5) until free of chloride. This
requires about 5000 ml solution. Wash again with 2000 ml
deionised water. Displace the water with 2000 ml
isopropanol/water mixture (4.3.3) at a rate of 10-30 ml/min.
The exchange column is now in the OH-form and ready for
operation. 4.4.4. Ion-exchange procedure Connect the
exchange columns so that the cation-exchange column is placed
on top of the anion-exchange column. Heat the exchange
columns to 50 °C using thermostatic control. Heat 5000 ml
of the solution obtained in item 4.4.2 to 60 °C and pass the
solution through the exchanger combination at a rate of 20
ml/min. Wash the columns with 1000 ml hot isopropanol/water
mixture (4.3.3). To obtain the anionic surface active
agents (MBAS), disconnect the KAT column. Using 5000 ml
ethanol/CO2 solution at 50 °C (4.3.4), elute the soap fatty
acids out of the KAT column. Reject the eluate. Then elute
the MBAS out of the AAT column with 5000 ml ammonium
bicarbonate solution (4.3.5). Evaporate the eluate to dryness
using a steam bath or in a rotary evaporator. The residue
contains the MBAS (as ammonium salt) and possible
non-surfactant anionics that have no detrimental effect on the
biodegradation test. Add deionised water to the residue until
a definite volume is obtained and determine the MBAS content
in an aliquot. The solution is used as a standard solution of
the anionic synthetic detergents for the biodegradation test.
The solution should be kept at a temperature below 5
°C.
|
4.4.5. Rigenerazione delle resine
scambiatrici Gettare lo scambiatore cationico dopo
l'uso. Il passaggio di un quantitativo addizionale di
soluzione di bicarbonato di ammonio (4.3.5) nella colonna ad
una velocità di circa 10 ml/min finché l'eluato è libero da
tensioattivi anionici (prova del blu di metilene) rigenera la
resina dello scambiatore anionico. Lavare quindi lo
scambiatore anionico facendovi passare 2000 ml di miscela
isopropanolo/acqua (4.3.3). Lo scambiatore anionico è
nuovamente pronto per l'uso. 5. Trattamento preliminare dei
tensioattivi non ionici da sottoporre a prova 5.1.
Osservazioni preliminari 5.1.1. Trattamento dei
campioni Il trattamento dei tensioattivi non ionici e dei
detergenti, prima della determinazione del grado di
biodegradabilità nella prova di conferma, è il
seguente: Lo scopo
dell'estrazione alcolica è di eliminare dai prodotti
commerciali i componenti insolubili ed inorganici che
potrebbero falsare la prova di biodegradabilità. 5.1.2.
Metodo di scambio ionico Per eseguire correttamente le
prove di biodegradabilità, è necessario isolare e separare i
tensioattivi non ionici dal sapone e dai tensioattivi anionici
e cationici. Questo risultato è ottenuto con una tecnica di
scambio ionico usando una resina scambiatrice macroporosa e
opportuni eluenti per l'eluizione frazionata. In tal modo
vengono isolati con un'unica operazione il sapone e i
tensioattivi anionici e non ionici. 5.1.3. Controllo
analitico Dopo l'omogeneizzazione, la concentrazione di
tensioattivi anionici e non ionici nel detergente viene
determinata sulla base del tenore di MBAS e di BiAS. Il tenore
di sapone è determinato con un opportuno metodo. Questa
analisi del prodotto serve per calcolare le quantità
necessarie alla preparazione delle frazioni destinate alle
prove di biodegradabilità. L'estrazione quantitativa non è
necessaria; tuttavia è opportuno estrarre almeno l'80 % dei
tensioattivi non ionici. Normalmente si ottiene il 90 % e
più. 5.2. Principio Da un campione omogeneo (polvere,
paste e liquidi previamente essiccati) si ottiene un estratto
etanolico che contiene i tensioattivi, il sapone e altri
componenti solubili in alcole del campione di
detergente. L'estratto etanolico viene evaporato sino ad
essiccazione, disciolto in una miscela isopropanolo/acqua e la
soluzione ottenuta viene passata attraverso un dispositivo
misto, composto di uno scambiatore cationico fortemente acido
e di uno scambiatore anionico macroporoso scaldato fino a 50
°C. Questa temperatura è necessaria per evitare la
precipitazione di acidi grassi in ambiente acido. I
tensioattivi non ionici sono ottenuti dall'effluente mediante
evaporazione. I tensioattivi cationici, che potrebbero
falsare la prova di biodegradabilità ed il metodo di analisi,
sono eliminati dallo scambiatore cationico posto sopra lo
scambiatore anionico. 5.3. Sostanze chimiche e
attrezzatura 5.3.1. Acqua deionizzata 5.3.2. Etanolo, 95
% v/v, C2H5OH, (denaturante ammesso: metiletilchetone o
metanolo) 5.3.3. Miscela isopropanolo/acqua (50/50
v/v): - 50 parti in volume di isopropanolo, CH3CHOH·CH3,
e - 50 parti in volume di acqua (5.3.1) 5.3.4. Soluzione
di bicarbonato di ammonio (60/40 v/v): 0,3 mol NH4HCO3 in
1000 ml di miscela acqua/isopropanolo composta di 60 parti di
isopropanolo e 40 parti di acqua (5.3.1) 5.3.5. Scambiatore
di cationi (KAT), fortemente acido, resistente all'alcole
(50-100 mesh) 5.3.6. Scambiatore di anioni (AAT),
macroporoso, Merck Lewatit, MP 7080 (70-150 mesh) o
equivalente 5.3.7. Acido cloridrico al 10 %, HCl
p/p 5.3.8. Pallone da 2000 ml a fondo tondo con tappo
conico di vetro smerigliato e condensatore a
riflusso 5.3.9. Imbuto-filtro di 90 mm di diametro
(riscaldabile) per filtri di carta 5.3.10. Beuta per
filtrazione a vuoto avente una capacità di 2000 ml 5.3.11.
Colonne di scambio con camicia riscaldante e rubinetto: tubo
interno di 60 mm di diametro e 450 mm di altezza (figura 4)
Bagnomaria 5.3.12. Bagnomaria 5.3.13. Forno per
essiccazione a vuoto 5.3.14. Termostato 5.3.15.
Evaporatore rotante
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4.4.5. Regeneration of ion exchange resins The
cation exchanger is rejected after use. Passing an
additional quantity of ammonium bicarbonate solution (4.3.5)
down the column at a flow rate of approximately 10 ml/min
until the eluate is free from anionic surfactants (methylene
blue test) regenerates the anion-exchange resin. Then pass
2000 ml isopropanol/water mixture (4.3.3) down the anion
exchanger to wash. The anion exchanger is again ready for
operation. 5. Preliminary treatment of non-ionic
surfactants to be tested 5.1. Preliminary notes 5.1.1.
Treatment of samples The treatment of non-ionic
surface-active agents and formulated detergents prior to the
determination of primary biodegradability in the confirmatory
test is: The purpose of the
alcoholic extraction is to eliminate the insoluble and
inorganic ingredients of the commercial product, which in some
circumstances might upset the biodegradability test. 5.1.2.
Ion-exchange procedure Isolation and separation of
non-ionic surface active agents from soap, anionic and
cationic surfactants are required for correct biodegradability
tests. This is achieved by an ion exchange technique using
a macro-porous exchange resin and suitable eluants for
fractional elution. Thus soap, anionic and non-ionic
surfactants may be isolated in one procedure. 5.1.3.
Analytical control After homogenising, the concentration of
anionic and non-ionic surfactants in the detergent is
determined according to the MBAS and BiAS analytical
procedure. The soap content is determined by a suitable
analytical method. This analysis of the product is
necessary to calculate the quantities required for preparing
fractions for the biodegradability tests. Quantitative
extraction is not necessary; however, at least 80 % of the
non-ionic surfactants should be extracted. Usually, 90 % or
more is obtained. 5.2. Principle From a homogeneous
sample (powders, dried paste and dried liquids) an ethanol
extract is obtained which contains the surfactants, soap and
other alcohol-soluble constituents of the detergent
sample. The ethanol extract is evaporated to dryness,
dissolved in an isopropanol/water mixture and the solution
obtained is passed through a strongly acidic cation
exchange/macro-porous anion exchange combination heated to 50
°C. This temperature is necessary to prevent the precipitation
of any fatty acids which may be present in acidic media. The
non-ionic surfactants are obtained from the effluent by
evaporation. Cationic surfactants, which might upset the
degradation test and the analytical procedure, are eliminated
by the cation exchanger placed above the anion
exchanger. 5.3. Chemicals and equipment 5.3.1. Deionised
water 5.3.2. Ethanol, C2H5OH 95 % (v/v) (permissible
denaturant: methyl-ethyl ketone or methanol) 5.3.3.
Isopropanol/water mixture (50/50 v/v): - 50 parts by volume
isopropanol, CH3CHOH.CH3, and - 50 parts by volume water
(5.3.1) 5.3.4. Ammonium bicarbonate solution (60/40
v/v): 0,3 mol NH4HCO3 in 1000 ml of an isopropanol/water
mixture consisting of 60 parts by volume isopropanol and 40
parts by volume water (5.3.1) 5.3.5. Cation exchanger
(KAT), strongly acidic, resistant to alcohol (50-100
mesh) 5.3.6. Anion exchanger (AAT), macro-porous, Merck
Lewatit MP 7080 (70-150 mesh) or equivalent 5.3.7.
Hydrochloric acid, 10 % HCl w/w 5.3.8. 2000 ml
round-bottomed flask with ground glass stopper and reflux
condenser 5.3.9. 90 mm diameter suction Filter (heatable)
for filter papers 5.3.10. 2000 ml filter flask 5.3.11.
Exchange columns with heating jacket and tap: inner tube 60 mm
in diameter and 450 mm in height (see Figure 4) 5.3.12.
Water-bath 5.3.13. Vacuum drying oven 5.3.14.
Thermostat 5.3.15. Rotary evaporator
|
5.4. Estrazione e separazione dei
tensioattivi non ionici 5.4.1. Preparazione
dell'estratto La quantità di tensioattivi necessaria alla
prova di degradabilità è di circa 25 g di BiAS. Nella
preparazione degli estratti per le prove di degradazione, la
quantità da utilizzare deve essere limitata a un massimo di
2000 g. Pertanto, può essere necessario ripetere due o più
volte l'operazione allo scopo di ottenere un quantitativo
sufficiente per le prove di degradazione. L'esperienza ha
dimostrato che è preferibile ricorrere a varie piccole
estrazioni anziché ad un'estrazione di grande
quantità. 5.4.2. Isolamento dei componenti solubili in
alcole Aggiungere 250 g del detergente da analizzare a 1250
ml di etanolo e, agitando, portare la miscela all'ebollizione
sotto riflusso per un'ora. Filtrare rapidamente la soluzione
alcolica bollente attraverso un filtro a pori larghi posto su
di un imbuto scaldato a 50 °C. Lavare la beuta e l'imbuto
filtrante con 200 ml circa di etanolo caldo. Raccogliere il
filtrato e il liquido di lavaggio in una beuta per filtrazione
a vuoto. In caso di prodotti pastosi o liquidi, accertarsi
che il campione nn contenga più di 25 g di tensioattivi
anionici e 35 g di sapone. Evaporare il campione pesato sino
ad essiccazione. Disciogliere il residuo in 500 ml di etanolo
e procedere come sopra. Nel caso di polveri di bassa
densità apparente (< 300 g/l) si raccomanda di portare il
tasso di etanolo ad un livello di 20:1. Far evaporare il
filtrato di etanolo sino a essiccazione, di preferenza con un
evaporatore rotante. Ripetere l'operazione se occorre una
maggiore quantità di estratto. Disciogliere la totalità del
residuo in 5000 ml di una miscela di
isopropanolo/acqua. 5.4.3. Preparazione delle colonne di
scambio ionico COLONNA DI SCAMBIO CATIONICO Versare 600
ml di resina scambiatrice di cationi (5.3.5) in un becher di
3000 ml e aggiungere 2000 ml di acido cloridrico
(5.3.7). Lasciare riposare per circa due ore agitando ad
intervalli. Decantare l'acido e trasferire la resina nella
colonna (5.3.11) mediante acqua deionizzata. La colonna deve
contenere un inserto di lana di vetro. Lavare la colonna con
acqua deionizzata ad una velocità di flusso di 10-30 ml/minuto
fino a che l'eluato sia esente da cloruri. Spostare l'acqua
con 2000 ml di miscela isopropanolo/acqua (5.3.3) ad una
velocità di flusso di 10-30 ml/minuto. La colonna di scambio è
ora pronta per l'operazione. COLONNA DI SCAMBIO
ANIONICO Versare 600 ml di resina scambiatrice di anioni
(5.3.6) in un becher e aggiungere 2000 ml di acqua
deionizzata. Lasciare gonfiare lo scambiatore per almeno due
ore. Trasferire la resina nella colonna mediante acqua
deionizzata. La colonna deve contenere un inserto di lana di
vetro. Lavare la colonna con una soluzione di bicarbonato
di ammonio 0,3 M (5.3.4) fino a completa eliminazione del
cloruro. Questa operazione richiede circa 5000 ml di
soluzione. Lavare nuovamente con 2000 ml di acqua
deionizzata. Spostare l'acqua con 2000 ml di miscela
isopropanolo/acqua (5.3.3) ad una velocità di flusso di 10-30
ml/minuto. La colonna scambiatrice è ora in forma OH e pronta
per l'uso. 5.4.4. Metodo di scambio ionico Collegare le
colonne scambiatrici in modo che la colonna scambiatrice di
cationi sia situata alla sommità della colonna scambiatrice di
anioni. Riscaldare le colonne a 50 °C con l'impiego di un
termostato. Riscaldare 5000 ml della soluzione ottenuta al
punto 5.4.2 a 60 °C e filtrare la soluzione attraverso la
combinazione di scambiatori alla velocità di 20 ml/minuto.
Lavare le colonne con 1 litro di miscela calda
isopropanolo/acqua (5.3.3). Per ottenere i tensioattivi non
ionici, raccogliere il filtrato e i liquidi di filtrazione ed
evaporare sino ad essiccazione preferibilmente mediante un
evaporatore rotante. Il residuo contiene il BiAS. Aggiungere
acqua deionizzata fino ad un volume determinato e calcolare il
tenore di BiAS in una frazione. La soluzione viene impiegata
come soluzione standard di tensioattivi non ionici per la
prova di biodegradabilità. Mantenere la soluzione ad una
temperatura inferiore a 5 °C. 5.4.5. Rigenerazione delle
resine scambiatrici Gettare lo scambiatore cationico dopo
l'uso. Il passaggio di circa 5000-6000 ml di soluzione di
bicarbonato di ammonio (5.3.4) attraverso la colonna ad un
tasso di circa 10 ml/min finché l'eluato è libero da
tensioattivi anionici (prova del blu di metilene) rigenera la
resina dello scambiatore anionico. Lavare quindi lo
scambiatore anionico facendovi passare 2000 ml di miscela
isopropanolo/acqua (5.3.3). Lo scambiatore anionico è
nuovamente pronto per l'uso. Figura 1 Impianto di
trattamento attivato: schema generale A. Recipiente di
alimentazione B. Pompa dosatrice C. Serbatoio di
aerazione (capacità tre litri) D. Sedimentatore E. Pompa
ad aria compressa F. Collettore G. Aeratore
sinterizzato H. Flussometro I. Aria Figura
2 Impianto di trattamento attivato: particolari >PIC
FILE= "CE2003305IT.004301.TIF"> A. Livello del
liquido B. PVC duro C. Vetro o plastica impermeabile
(PVC duro) Figura 3 Calcolo della biodegradabilità -
Prova di conferma A. Periodo di
attivazione B. Periodo utilizzato per il calcolo (ventuno
giorni) C. Tensioattivo prontamente biodegradabile D.
Tensioattivo non prontamente biodegradabile E.
Biodegradazione (%) F. Tempo (giorni) Figura
4 Colonna di scambio riscaldata Figura 5 Apparecchiatura
per "stripping" gassoso
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5.4. Preparation of
extract and separation of non-ionic active agents 5.4.1.
Preparation of extract The quantity of surfactant necessary
for the degradation test is about 25 g BiAS. In preparing
extracts for the degradation tests, the quantity of product to
be used should be limited to a maximum of 2000 g. Therefore it
may be necessary to carry out the operation two or more times
in order to obtain sufficient quantity for the degradation
tests. Experience has shown that there are advantages in
using a number of small extractions rather than one large
extraction. 5.4.2. Isolation of alcohol-soluble
constituents Add 250 g of the synthetic detergent to be
analysed to 1250 ml ethanol and heat the mixture to boiling
point and reflux for one hour with stirring. Pass the hot
alcoholic solution through a coarse-pored suction filter
heated to 50 °C and filter rapidly. Wash the flask and suction
filter with approximately 200 ml hot ethanol. Collect the
filtrate and filter washings in a filter flask. In the case
of pastes or liquid products to be analysed, make sure that
not more than 25 g anionic surfactants and 35 g soap are
contained in the sample. Evaporate this weighed sample to
dryness. Dissolve the residue in 500 ml ethanol and proceed as
described above. In the case of powders of low apparent
density (< 300 g/l) it is recommended to increase the
ethanol ratio in the relation 20:1. Evaporate the ethanolic
filtrate to complete dryness, preferably by means of rotary
evaporator. Repeat the operation if a greater quantity of
extract is required. Dissolve the residue in 5000 ml
isopropanol/water mixture. 5.4.3. Preparation of
ion-exchange columns CATION-EXCHANGE COLUMN Place 600 ml
cation-exchange resin (5.3.5) in a 3000 ml beaker and cover by
adding 2000 ml hydrochloric acid (5.3.7). Allow to stand for
at least two hours, with occasional stirring. Decant the
acid and transfer the resin into the column (5.3.11) by means
of deionised water. The column should contain a glass-wool
plug. Wash the column with deionised water at a rate of 10-30
ml/min until the eluate is free of chloride. Displace the
water with 2000 ml isopropanol/water mixture (5.3.3) at a rate
of 10-30 ml/min. The exchange column is now ready for
operation. ANION-EXCHANGE COLUMN Place 600 ml
anion-exchange resin (5.3.6) in a beaker and cover by adding
2000 ml deionised water. Allow the resin to swell for at least
two hours. Transfer the resin into the column by means of
deionised water. The column should contain a glass-wool
plug. Wash the column with 0,3 M ammonium bicarbonate
solution (5.3.4) until free of chloride. This requires about
5000 ml solution. Wash again with 2000 ml deionised
water. Displace the water with 2000 ml isopropanol/water
mixture (5.3.3) at a rate of 10-30 ml/min. The exchange column
is now in the OH form and ready for operation. 5.4.4.
Ion-exchange procedure Connect the exchange columns so that
the cation-exchange column is placed on top of the
anion-exchange column. Heat the exchange columns to 50 °C
using thermostatic control. Heat 5000 ml of the solution
obtained in item 5.4.2 to 60 °C and pass the solution through
the exchanger combination at a rate of 20 ml/min. Wash the
columns with 1000 ml hot isopropanol/water mixture
(5.3.3). To obtain the non-ionic surfactants collect the
filtrate and filter washings and evaporate to dryness,
preferably by means of a rotary evaporator. The residue
contains the BiAS. Add deionised water until a defined volume
is obtained and determine the BiAS content in an aliquot. The
solution is used as a standard solution of non-ionic
surfactants for the degradation test. The solution should be
kept at a temperature below 5 °C. 5.4.5. Regeneration of
ion exchange resins The cation exchanger is rejected after
use. Passing about 5000-6000 ml of ammonium bicarbonate
solution (5.3.4) down the column at a flow rate of
approximately 10 ml/min until the eluate is free from anionic
surfactants (methylene blue test) regenerates the
anion-exchange resin. Then pass 2000 ml isopropanol/water
mixture (5.3.3) down the anion exchanger to wash. The anion
exchanger is again ready for operation. Figure
1 Activated sludge plant: overviews A. Storage vessel B. Dosing
device C. Aeration chamber (three litres capacity) D.
Settling vessel E. Air-lift pump F. Collector G.
Sintered aerator H. Air-flow meter I. Air Figure
2 Activated sludge plant: detail A. Liquid level B. Hard
PVC C. Glass or waterproof plastic (hard PVC) Figure
3 Calculation of biodegradability - Confirmatory
test A. Running-in period B. Period used for calculation
(twenty-one days) C. Readily biodegradable surfactant D.
Surfactant not readily biodegradable E. Biodegradation
(%) F. Time (days) Figure 4 Heated exchange
column Figure 5 Gas stripping apparatus
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MOTIVAZIONE DEL
CONSIGLIO
I. INTRODUZIONE La Commissione ha
presentato la sua proposta il 4 settembre 2002 (12319/02 ENT
129 ENV 507 CODEC 1146). Il Comitato economico e sociale ha
formulato il suo parere il 26 febbraio 2003 [parere CESE
282/2003(1)]. Il 10 aprile 2003 il Parlamento europeo ha
concluso la prima lettura con l'adozione di una serie di
emendamenti (doc. 8310/03 CODEC 448 ENT 59 ENV 213). Il 19
maggio 2003 il Consiglio "Competitività" ha raggiunto un
accordo politico a maggioranza qualificata sul testo della
Presidenza riportato nel doc. 9096/03 ENT 78 ENV 263 CODEC
610, il quale, dopo la messa a punto linguistico-giuridica, è
ora il testo della posizione comune e reca la sigla
10595/03. Il 4 novembre 2003 il Consiglio ha adottato, in
conformità dell'articolo 251, paragrafo 2 del trattato, la
posizione comune e la motivazione del Consiglio. II.
OBIETTIVO L'obiettivo del regolamento è di garantire la
libera circolazione dei detergenti nel mercato interno
assicurando nel contempo un elevato livello di protezione
della salute umana e dell'ambiente. In particolare, esso
aggiorna le esistenti direttive relative ai detergenti
includendovi disposizioni in materia di biodegradabilità dei
tensioattivi. Le nuove prove di biodegradabilità proposte
garantiscono un livello più elevato di protezione ambientale e
sono applicabili a tutti tipi di tensioattivi presenti nei
detergenti. Inoltre, il regolamento rende vincolanti i
requisiti relativi ai prodotti da esso coperti specificati
nella raccomandazione 89/542/CEE della Commissione relativa
all'etichettatura dei prodotti detergenti e prodotti di
pulizia e alle informazioni specifiche da fornire ai
consumatori circa la presenza di sostanze aromatiche nei
detergenti. III. ANALISI DELLA POSIZIONE COMUNE RIPORTATA
NEL DOC. 10595/03 1. Elementi generali La posizione
comune modifica la proposta della Commissione con l'obiettivo
di tener conto delle esigenze seguenti: - migliore
definizione delle parti che intervengono nel processo di
autorizzazione o di concessione di deroghe; - chiarimento
del campo di applicazione (tra l'altro operando una
distinzione rispetto ai biocidi); - necessità di informare
e tutelare i consumatori; - orientamenti più chiari per i
laboratori approvati e le prove di controllo. Gli
emendamenti 2, 4, 8, 17 e 53 del PE sono stati accettati
integralmente, in quanto contribuiscono a chiarire il testo e
migliorano alcune delle definizioni. Gli emendamenti 3, 18,
27, 34, 35, 36, 37, 45, 46, 52, 55 e 57 sono stati accolti
parzialmente o in linea di principio, in quanto chiariscono
ulteriormente il testo o alcune parti di esso, o aggiungono
disposizioni che possono agevolare l'attuazione del
regolamento. Tutti gli altri emendamenti sono stati
respinti (cfr. anche punto IV). 2. Elementi nuovi contenuti
nella posizione comune rispetto alla proposta della
Commissione Articolo 1 - Finalità e ambito di
applicazione Questo articolo è stato modificato rafforzando
l'importanza della biodegradabilità dei tensioattivi e
sottolineando l'importanza delle informazioni contenute nel
fascicolo tecnico che i produttori devono mettere a
disposizione degli Stati membri. È stato inoltre sottolineato
che, oltre all'ambiente, uno degli obiettivi è la protezione
della salute umana, come richiesto dall'emendamento 53 del
PE. L'emendamento 15 del PE è stato respinto. Articolo 2
- Definizioni Oltre ad alcune modifiche redazionali per
chiarire certe definizioni (come richiesto nell'emendamento 46
del PE), sono state aggiunte nuove definizioni relative a
"personale medico" e "detergente per pulizia industriale e
istituzionale" (come richiesto nell'emendamento 18 del PE).
Gli emendamenti 16, 17 e 46 sono stati accolti parzialmente,
ma con una diversa formulazione. Articolo 3 - Immissione
sul mercato In questo articolo è stata inserita la
distinzione fra detergenti e tensioattivi, da un lato, e
biocidi, dall'altro. Articolo 4 - Limitazioni in base alla
biodegradabilità dei tensioattivi È stato chiarito il nesso
tra biodegradazione aerobica dei tensioattivi e limitazioni
all'immissione sul mercato. Gli emendamenti 20, 55/riv. e
56 del PE sono stati respinti. Articolo 5 - Concessione di
deroghe La concessione di deroghe è stata assoggettata al
pagamento di una tariffa, è stato introdotto un approccio
graduale per le prove e sono state aggiunte varie
scadenze. Sono stati inseriti alcuni elementi
dell'emendamento 57 del PE. Articolo 6 - Rifiuto di
concedere una deroga In futuro il rifiuto di concedere una
deroga sarà deciso dalla Commissione, assistita dal comitato
istituito dall'articolo 12. Inoltre, sono state introdotte
scadenze e l'obbligo di pubblicare un elenco dei tensioattivi
non conformi al presente regolamento. L'emendamento 47 del
PE è stato respinto.
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STATEMENT OF THE
COUNCIL'S REASONS
I. INTRODUCTION On 4 September
2002 the Commission presented its proposal (12319/02 ENT 129
ENV 507 CODEC 1146). On 26 February 2003 the Economic and
Social Committee delivered its Opinion (Opinion CESE
282/2003(1)). On 10 April 2003 the European Parliament
concluded its first reading, adopting a number of amendments
(doc. 8310/03 CODEC 448 ENT 59 ENV 213). On 19 May 2003 the
Council (Competitiveness) reached a political agreement by
qualified majority on the Presidency text set out in doc.
9096/03 ENT 78 ENV 263 CODEC 610, which after legal/linguistic
revision, is now the text of the Common Position, set out in
doc. 10595/03. On 4 November 2003 the Council agreed,
pursuant to Article 251 par. 2 of the Treaty, the Common
position and the Statement of the Council's reasons. II.
OBJECTIVE The objective of this Regulation is to ensure the
free movement of detergents in the Internal Market while at
the same time providing a high level of protection for human
health and for the environment. In particular it modernises
the existing detergent directives by including provisions on
the biodegradability of surfactants. The proposed new
biodegradability tests ensure a higher level of environmental
protection and are applicable to all types of surfactants in
detergents. Furthermore, it makes binding the requirements for
the products covered by this Regulation specified in
Commission Recommendation 89/542/EEC on labelling of
detergents and cleaning products and on specific information
to consumers on the presence of fragrance substances in
detergents. III. ANALYSIS OF THE COMMON POSITION AS SET OUT
IN DOC. 10595/03 1. General The Common Position modifies
the Commission Proposal by attempting to cater for the
following requirements: - better definition of the parties
intervening in the authorisation or derogation process; -
clarification of the scope (inter alia by defining the
boundaries with respect to biocidal products); - need to
inform and to protect consumers; - providing clearer
guidelines for approved laboratories and for testing
methods. Amendments 2, 4, 8, 17, and 53 of the E.P. were
accepted with their original wording, as these amendments
contribute to clarify the text and improve some
definitions. Amendments 3, 18, 27, 34, 35, 36, 37, 45, 46,
52, 55 and 57 were accepted in part, or in substance, as they
either further clarify the text or some parts thereof, or else
because they add provisions which may ease implementation of
the Regulation. All other amendments were rejected (see
also item IV hereafter). 2. New elements contained in the
Common Position as compared with the Commission
proposal Article 1 - Objectives and scope This Article
has been modified, strengthening the importance of
biodegradability for surfactants and underlining the
importance of the information, contained in the technical
file, that manufacturers must hold at the disposal of the
Member States. It has also been stressed that, besides the
environment, one of the objectives is to protect the human
health, as requested by the E.P. in Amendment 53. Amendment
15 of the E.P. was rejected. Article 2 -
Definitions Besides some redrafting to clarify some
definitions (as requested by E.P. in Amendment 46), new
definitions were added for "medical personnel" and for
"industrial and institutional detergent" (as requested by E.P.
in Amendment 18). The Amendments 16, 17 and 46 were partially
taken into account, though with a different
wording. Article 3 - The placing on the market The
distinction between detergents and surfactants, on the one
hand, and biocidal products, on the other hand, has been
included in this Article. Article 4 - Limitations on
biodegradability of surfactants The link between aerobic
biodegradation of surfactants and limitations as regard
placing on the market has been clarified. Amendments 20,
55/Rev and 56 of the E.P. were rejected. Article 5 -
Granting of derogations Derogations are now subject to
fees, a tiered approach for tests has been introduced and
various deadlines have been added to this Article. Parts of
Amendment 57 of the E.P. were included. Article 6 - Refusal
of derogation Refusal of derogation will henceforth be
decided by the Commission assisted by the Committee set up by
Art. 12. Also, deadlines have been introduced together with
the obligation to publish a list of surfactant not complying
with this Regulation. Amendment 47 of the E.P. was
rejected.
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Articolo 7 - Prove dei
tensioattivi Sono state chiarite le disposizioni in materia
di prove. L'emendamento 25 del PE è stato
respinto. Articolo 8 - Obblighi degli Stati membri I
criteri per la designazione dei laboratori approvati sono
stati modificati mediante l'introduzione di un riferimento
alla norma EN ISO/IEC 17025 e alle buone prassi di
laboratorio. Articolo 9 - Informazioni date dai
fabbricanti Questo articolo è stato modificato
riformulandolo leggermente e introducendovi la possibilità che
negli Stati membri un ente pubblico distribuisca al personale
medico le informazioni ricevute. L'emendamento 26 del PE è
stato respinto, mentre l'emendamento 27 è stato accolto
parzialmente. Articolo 10 - Misure di controllo Questo
articolo è stato leggermente riformulato per maggiore
chiarezza ed è stato introdotto l'obbligo per la Commissione
di verificare i risultati erroneamente positivi. Articolo
11 - Etichettatura Questo articolo è stato modificato allo
scopo di identificare meglio la parte responsabile
dell'immissione sul mercato del detergente e di tener conto
delle norme nazionali che vietano di raffigurare, sugli
imballaggi dei prodotti liquidi, simboli (ad es. di frutti)
che possono indurre in errore il consumatore circa l'uso del
prodotto (essenzialmente per tutelare i bambini). Gli
emendamenti 28 e 48 del PE sono stati respinti. Articolo 12
- Procedura di comitato Il testo è stato modificato per
conformarsi al testo giuridico standard per questo tipo di
articolo legislativo. Articolo 13 - Adeguamento degli
allegati In questo articolo sono state apportate lievi
modifiche redazionali, tra l'altro per sottolineare che tutte
le modifiche alle norme sui detergenti a base di solventi
saranno adottate secondo la procedura del comitato (art.
12). Gli emendamenti 29 e 30 del PE sono stati
respinti. Articolo 14 - Clausola di libera
circolazione È stato introdotto un chiarimento giuridico
circa i casi in cui può essere vietata l'immissione sul
mercato di prodotti conformi al presente
regolamento. L'emendamento 59 del PE è stato
respinto. Articolo 15 - Clausola di salvaguardia Gli
emendamenti 32, 33 e 60 sono stati respinti. Articolo 16
(Normativa da sostituire) e 17 (Sanzioni previste in caso di
inadempienza) A questi due articoli sono state apportate
lievi modifiche redazionali. Allegato I - Norme di
accreditamento Sono stati aggiunti riferimenti alle buone
prassi di laboratorio e alla protezione degli
animali. Allegato II - Metodi di prova È stato
specificato che in alcuni casi dovrebbero essere utilizzate la
cromatografia in fase liquida ad alta pressione (HPLC) o la
cromatografia in fase gassosa (GC). Gli emendamenti 34, 35,
36 e 37 del PE sono stati accettati. L'emendamento 61 è stato
respinto. Allegato III - Prove di biodegradabilità Le
note sono state rinumerate. Gli emendamenti 49 e 62 del PE
sono stati respinti. Allegato IV È stato introdotto un
approccio graduale per la scheda tecnica, è stato riformulato
il nesso tra il mancato superamento di una prova e il rifiuto
di concedere una deroga ed è stato modificato il titolo di una
sezione dedicata alle prove di biodegradabilità. Alcune note
sono state rinumerate. L'emendamento 39 del PE è stato
respinto. Allegato V Una nota è stata
rinumerata. Allegato VII L'allegato VII è stato
soppresso. L'emendamento 40 del PE è stato
respinto. Allegato VIII - Etichettatura e scheda tecnica
degli ingredienti Sono stati aggiunti i sali di alcuni
composti già contemplati nell'elenco. È stato introdotto
l'obbligo di riportare nell'elenco le fragranze allergizzanti
qualora presenti in concentrazioni superiori allo 0,01 % e di
fornire ai consumatori informazioni circa il numero previsto
di carichi di lavatrice che possono essere lavati con il
contenuto di una confezione di detergente e la dose standard
raccomandata per un determinato tipo di lavaggio. Alcune note
sono state rinumerate. Gli emendamenti 41, 42, 43 e 44 del
PE sono stati respinti. L'emendamento 45 è stato accolto
parzialmente. Considerando 1 L'emendamento 1 del PE che
chiede un nuovo considerando 1 è stato
respinto. Considerando 9 È stata apportata una lieve
modifica redazionale dal momento che è stato accolto
l'emendamento 2 del PE. Considerando 14 È stata inserita
una modifica che collega i tensioattivi che non superano
alcune prove ad una valutazione complementare dei rischi.
Comprende la maggior parte dell'emendamento 3 del
PE. Considerando 16 Il riferimento alla definizione di
criteri per le deroghe quale questione tecnica è stato
soppresso. L'emendamento 52 del PE è stato
respinto. Considerando 18 Conformemente all'emendamento
4 del PE, è stata apportata una lieve modifica redazionale che
spezza in due la frase e sottolinea la necessità di ulteriori
valutazioni. Considerando 20 È stata apportata una
modifica che fa riferimento alla procedura di comitato
attraverso una formulazione giuridica
standard. Considerando 21 L'elenco della legislazione
orizzontale applicabile è stato notevolmente
ampliato. L'emendamento 5 del PE è stato
respinto. Considerando 23 L'emendamento 6 del PE è stato
respinto. Considerando 24 L'emendamento 7 del PE è stato
respinto. Considerando 25 Sono state apportate modifiche
per tener conto della nuova terminologia (personale medico),
come richiesto nell'emendamento 8 del PE, e per tener altresì
conto della modifica all'articolo 9, paragrafo
3. Considerando 27 L'emendamento 9 del PE è stato
respinto. Considerando 28 L'emendamento 10 del PE è
stato respinto. Considerando 30 Si è specificato che la
buona prassi di laboratorio è una valida alternativa all'uso
della norma ISO/IEC 17025. Considerando 31 È stato
precisato quali questioni potrebbero essere nuovamente
esaminate dalla Commissione prima di presentare nuove proposte
legislative. Gli emendamenti 11, 12, 13 e 14 del PE sono
stati respinti. IV. CONCLUSIONE La posizione comune
rende ancora più chiaro il testo del progetto di regolamento,
migliora la definizione degli aspetti procedurali della sua
attuazione ed estende ulteriormente l'informazione e la tutela
dei consumatori in questo settore. Gli emendamenti 2, 3, 4,
8, 18, 34, 35, 36, 37, 46 (in parte), 53, 57 (in parte) del
Parlamento europeo sono stati accolti in tutto o in parte,
mentre gli emendamenti 1, 5, 6, 7, 9, 10-17, 20, 24-30, 32,
33, 38-45, 47-49, 52 e 55-62 sono stati respinti.
(1)
GU C 95 del 23.4.2003, pag. 24.
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Article 7 - Testing of surfactants Testing
requirements have been clarified. Amendment 25 of the E.P.
was rejected. Article 8 - Duties of the Member
States Criteria for appointing approved laboratories have
been modified, by introducing a reference to the norm EN
ISO/IEC 17025 and to good laboratory practices. Article 9 -
Information to be provided by manufacturers This Article
has been modified by slightly rewording it and by introducing
the notion of a public body which, in a Member State, may
circulate the information received to medical
personnel. Amendment 26 of the E.P. was rejected, whilst
Amendment 27 was partially taken into account. Article 10 -
Control measures This Article has been slightly reworded
for clarity and the obligation for the Commission to verify
false positive results has been introduced. Article 11 -
Labelling Amendments to this Article were made to better
identify the party responsible for placing on the market the
detergent and to allow for national provisions forbidding
displaying on the package of liquid products symbols (e.g.
fruits) which might lead the consumer into error as to the use
of the product (essentially to protect
children). Amendments 28 and 48 of the E.P. were
rejected. Article 12 - Committee procedure The text was
changed to the standard legal text for this type of
legislative Articles Article 13 - Adaptation of the
annexes Minor drafting changes were made to this Article,
also stressing inter alia that all amendments to rules on
solvent-based detergents will be made by Committee procedure
(Article 12). Amendments 29 and 30 of the E.P. were
rejected. Article 14 - Free movement clause A legal
clarification as to when products complying with this
Regulation may be prevented from being placed on the market
was introduced. Amendment 59 of the E.P. was
rejected. Article 15 - Safeguard clause Amendments 32,
33 and 60 were rejected. Article 16 (Legislation to be
replaced) and 17 (Sanctions for non-compliance) Minor legal
redrafting changes were made to both Articles. Annex I -
Standards for accreditation References to good laboratory
practices (GLP) and to animal protection were added. Annex
II - Testing methods It was specified that in certain cases
high performance liquid cromatography (HPLC) or gas
cromatography (GC) should be used. Amendments 34, 35, 36
and 37 of the E.P. were accepted. Amendment 61 was
rejected. Annex III - Biodegradability tests Footnotes
were renumbered. Amendments 49 and 62 of the E.P. were
rejected. Annex IV A tiered approach for the technical
file was introduced, the relation between failing a test and
refusing a derogation was reworded and the header of a section
dedicated to biodegradability tests was reworded. Some
footnotes were renumbered. Amendment 39 of the E.P. was
rejected. Annex V A footnote was renumbered. Annex
VII Annex VII was deleted. Amendment 40 of the E.P. was
rejected. Annex VIII - Labelling and ingredient
datasheet An amendment was made to include salts of some
compounds previously already listed. The prescription to
list allergenic fragrances if superior to a 0,01 %
concentration was introduced. Consumer information as to the
expected number of loads which may be washed with a package
content and the standard dose recommended for a specific type
of wash was added. Some footnotes were
renumbered. Amendments 41, 42, 43 and 44 of the E.P. were
rejected. Amendment 45 was partially taken into
account. Recital 1 Amendment 1 of the E.P. asking for a
new Recital 1 was rejected. Recital 9 A minor drafting
change was made, as Amendment 2 of the E.P. was
accepted. Recital 14 An amendment linking surfactants
failing some test and a complementary risk assessment was
introduced. It includes most of Amendment 3 of the
E.P. Recital 16 The reference to considering the
determination of criteria for derogations as a technical
matter was deleted. Amendment 52 of the E.P. was
rejected. Recital 18 Following Amendment 4 of the E.P.,
a minor redrafting was made by breaking the sentence into two
and by underlining the need for additional
assessments. Recital 20 An amendment was made to refer
to the Committee procedure by way of a standard legal
text. Recital 21 The list of horizontal legislation
applicable was substantially extended. Amendment 5 of the
E.P. was rejected. Recital 23 Amendment 6 of the E.P.
was rejected. Recital 24 Amendment 7 of the E.P. was
rejected. Recital 25 Changes were made to reflect the
new terminology (medical personnel), as asked in Amendment 8
of the E.P., and to reflect the amendment to Art. 9
par.3. Recital 27 Amendment 9 of the E.P. was
rejected. Recital 28 Amendment 10 of the E.P. was
rejected. Recital 30 It was specified that good
laboratory practices (GLP) are an alternative to using the EN
ISO/IEC 17025 norm. Recital 31 A clarification was made
on which areas may be examined again by the Commission prior
to proposing new legislation. Amendments 11, 12, 13 and 14
of the E.P. were rejected. IV. CONCLUSION The Common
Position clarifies further the text of the draft Regulation,
improves the definition of the procedural aspects of its
implementation, and further reinforces the consumer's
information and protection in this product area. Amendments
2, 3, 4, 8, 18, 34, 35, 36, 37, 46 (partially), 53, 57
(partially) of the European Parliament were accepted in full
or partially, while amendments 1, 5, 6, 7, 9, 10 to 17, 20, 24
to 30, 32, 33, 38 to 45, 47 to 49, 52, 55 to 62 were
rejected.
(1) OJ C 95, 23.4.2003, p. 24.
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