IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 130 S,
vista la proposta della Commissione (1),
visto il parere del Parlamento europeo (2),
visto il parere del Comitato economico e sociale (3),
considerando che la salvaguardia, la protezione e il miglioramento della qualità dell'ambiente, compresa la conservazione degli habitat naturali e della flora e della fauna selvatiche, costituiscono un obiettivo essenziale di interesse generale perseguito dalla Comunità conformemente all'articolo 130 R del trattato;
considerando che il programma d'azione comunitario in materia ambientale (1987-1992) (4) prevede disposizioni riguardanti la conservazione della natura e delle risorse naturali;
considerando che la presente direttiva, il cui scopo principale è promuovere il mantenimento della biodiversità, tenendo conto al tempo stesso delle esigenze economiche, sociali, culturali e regionali, contribuisce all'obiettivo generale di uno sviluppo durevole; che il mantenimento di detta biodiversità può in taluni casi richiedere il mantenimento e la promozione di attività umane;
considerando che, nel territorio europeo degli Stati membri, gli habitat naturali non cessano di degradarsi e che un numero crescente di specie selvatiche è gravemente minacciato; che gli habitat e le specie minacciati fanno parte del patrimonio naturale della Comunità e che i pericoli che essi corrono sono generalmente di natura transfrontaliera, per cui è necessario adottare misure a livello comunitario per la loro conservazione;
considerando che, tenuto conto delle minacce che incombono su taluni tipi di habitat naturali e su talune specie, è necessario definirli come prioritari per favorire la rapida attuazione di misure volte a garantirne la conservazione;
considerando che, per assicurare il ripristino o il mantenimento degli habitat naturali e delle specie di interesse comunitario in uno Stato di conservazione soddisfacente, occorre designare zone speciali di conservazione per realizzare una rete ecologica europea coerente secondo uno scadenzario definito;
considerando che tutte le zone designate, comprese quelle già classificate o che saranno classificate come zone di protezione speciale ai sensi della direttiva 79/409/CEE del Consiglio, concernente la conservazione degli uccelli selvatici (5), dovranno integrarsi nella rete ecologica europea coerente;
considerando che, in ciascuna zona designata, occorre attuare le misure necessarie in relazione agli obiettivi di conservazione previsti;
considerando che i siti che possono essere designati come zone speciali di conservazione vengono proposti dagli Stati membri; che si deve tuttavia prevedere una procedura che consenta in casi eccezionali la designazione di un sito non proposto da uno Stato membro che la Comunità consideri essenziale per il mantenimento di un tipo di habitat naturale prioritario o per la sopravvivenza di una specie prioritaria;
considerando che qualsiasi piano o programma che possa avere incidenze significative sugli obiettivi di conservazione di un sito già designato o che sarà designato deve formare oggetto di una valutazione appropriata;
considerando che l'adozione di misure intese a favorire la conservazione di habitat naturali prioritari e specie prioritarie di interesse comunitario è responsabilità comune di tutti gli Stati membri; che tali misure possono tuttavia costituire un onere finanziario eccessivo per taluni Stati membri poiché, da un lato, tali habitat e specie non sono distribuiti uniformemente nella Comunità e dall'altro, nel caso specifico della conservazione della natura, il principio «chi inquina paga» è di applicazione limitata;
considerando che pertanto si è convenuto che in questo caso eccezionale debba essere previsto un contributo mediante cofinanziamento comunitario entro i limiti delle risorse disponibili in base alle decisioni della Comunità;
considerando che occorre incoraggiare, nelle politiche di riassetto del territorio e di sviluppo, la gestione degli elementi del paesaggio aventi un'importanza fondamentale per la flora e la fauna selvatiche;
considerando che occorre garantire la realizzazione di un sistema di verifica dello stato di conservazione degli habitat naturali e delle specie di cui alla presente direttiva;
considerando che a complemento della direttiva 79/409/CEE è necessario istituire un sistema generale di protezione di talune specie di fauna e di flora; che si devono prevedere misure di gestione per talune specie, qualora il loro stato di conservazione lo giustifichi, compreso il divieto di taluni modi di cattura o di uccisione, pur prevedendo la possibilità di deroghe, subordinate a talune condizioni;
considerando che, per garantire il controllo dell'attuazione della presente direttiva, la Commissione dovrà periodicamente preparare una relazione di sintesi, basata, tra l'altro, sulle informazioni trasmesse dagli Stati membri in merito all'attuazione delle disposizioni nazionali adottate a norma della direttiva;
considerando che il miglioramento delle conoscenze scientifiche e tecniche è indispensabile per attuare la presente direttiva e che occorre di conseguenza incoraggiare la ricerca e i lavori scientifici necessari a tal fine;
considerando che il progresso tecnico e scientifico richiede di poter adattare gli allegati; che occorre prevedere una procedura di modifica degli allegati da parte del Consiglio;
considerando che dovrà essere creato un comitato di regolamentazione per assistere la Commissione nell'attuazione della presente direttiva, in particolare nella presa di decisione sul cofinanziamento comunitario;
considerando che occorre prevedere misure complementari per regolamentare la reintroduzione di talune specie di fauna e di flora indigene, nonché l'eventuale introduzione di specie non indigene;
considerando che l'istruzione e l'informazione generale relative agli obiettivi della presente direttiva sono indispensabili per garantirne l'efficace attuazione,
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THE COUNCIL OF THE EUROPEAN COMMUNITIES,
Having regard to the Treaty establishing the European Economic Community, and in particular Article 130s thereof,
Having regard to the proposal from the Commission (1),
Having regard to the opinion of the European Parliament (2),
Having regard to the opinion of the Economic and Social Committee (3),
Whereas the preservation, protection and improvement of the quality of the environment, including the conservation of natural habitats and of wild fauna and flora, are an essential objective of general interest pursued by the Community, as stated in
Article 130r of the Treaty;
Whereas the European Community policy and action programme on the environment (1987 to 1992) (4) makes provision for measures regarding the conservation of nature and natural resources;
Whereas, the main aim of this Directive being to promote the maintenance of biodiversity, taking account of economic, social, cultural and regional requirements, this Directive makes a contribution to the general objective of sustainable development; whereas the maintenance of such biodiversity may in certain cases require the maintenance, or indeed the encouragement, of human activities;
Whereas, in the European territory of the Member States, natural habitats are continuing to deteriorate and an increasing number of wild species are seriously threatened; whereas given that the threatened habitats and species form part of the Community's natural heritage and the threats to them are often of a transboundary nature, it is necessary to take measures at Community level in order to conserve them;
Whereas, in view of the threats to certain types of natural habitat and certain species, it is necessary to define them as having priority in order to favour the early implementation of measures to conserve them;
Whereas, in order to ensure the restoration or maintenance of natural habitats and species of Community interest at a favourable conservation status, it is necessary to designate special areas of conservation in order to create a coherent European ecological network according to a specified timetable;
Whereas all the areas designated, including those classified now or in the future as special protection areas pursuant to Council Directive 79/409/EEC of 2 April 1979 on the conservation of wild birds (5), will have to be incorporated into the coherent European ecological network;
Whereas it is appropriate, in each area designated, to implement the necessary measures having regard to the conservation objectives pursued;
Whereas sites eligible for designation as special areas of conservation are proposed by the Member States but whereas a procedure must nevertheless be laid down to allow the designation in exceptional cases of a site which has not been proposed by a Member State but which the Community considers essential for either the maintenance or the survival of a priority natural habitat type or a priority species;
Whereas an appropriate assessment must be made of any plan or programme likely to have a significant effect on the conservation objectives of a site which has been designated or is designated in future;
Whereas it is recognized that the adoption of measures intended to promote the conservation of priority natural habitats and priority species of Community interest is a common responsibility of all Member States; whereas this may, however, impose an excessive financial burden on certain Member States given, on the one hand, the uneven distribution of such habitats and species throughout the Community and, on the other hand, the fact that the 'polluter pays' principle can have only limited application in the special case of nature conservation;
Whereas it is therefore agreed that, in this exceptional case, a contribution by means of Community co-financing should be provided for within the limits of the resources made available under the Community's decisions;
Whereas land-use planning and development policies should encourage the management of features of the landscape which are of major importance for wild fauna and flora;
Whereas a system should be set up for surveillance of the conservation status of the natural habitats and species covered by this Directive;
Whereas a general system of protection is required for certain species of flora and fauna to complement Directive 79/409/EEC; whereas provision should be made for management measures for certain species, if their conservation status so warrants, including the prohibition of certain means of capture or killing, whilst providing for the possibility of derogations on certain conditions;
Whereas, with the aim of ensuring that the implementation of this Directive is monitored, the Commission will periodically prepare a composite report based, inter alia, on the information sent to it by the Member States regarding the application of national provisions adopted under this Directive;
Whereas the improvement of scientific and technical knowledge is essential for the implementation of this Directive; whereas it is consequently appropriate to encourage the necessary research and scientific work;
Whereas technical and scientific progress mean that it must be possible to adapt the Annexes; whereas a procedure should be established whereby the Council can amend the Annexes;
Whereas a regulatory committee should be set up to assist the Commission in the implementation of this Directive and in particular when decisions on Community co-financing are taken;
Whereas provision should be made for supplementary measures governing the reintroduction of certain native species of fauna and flora and the possible introduction of non-native species;
Whereas education and general information relating to the objectives of this Directive are essential for ensuring its effective implementation,
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HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
Definizioni
Articolo 1
Ai fini della presente direttiva si intende per
a) Conservazione: un complesso di misure necessarie per mantenere o ripristinare gli habitat naturali e le popolazioni di specie di fauna e flora selvatiche in uno stato soddisfacente ai sensi delle lettere e) e i).
b) Habitat naturali: zone terrestri o acquatiche che si distinguono grazie alle loro caratteristiche geografiche, abiotiche e biotiche, interamente naturali o seminaturali.
c) Habitat naturali di interesse comunitario: gli habitat che nel territorio di cui all'articolo 2:
i) rischiano di scomparire nella loro area di ripartizione naturale;
ovvero
ii) hanno un'area di ripartizione naturale ridotta a seguito della loro regressione o per il fatto che la loro area è intrinsecamente ristretta;
ovvero
iii) costituiscono esempi notevoli di caratteristiche tipiche di una o più delle cinque regioni biogeografiche seguenti: alpina, atlantica, continentale, macaronesica e mediterranea.
Questi tipi di habitat figurano o potrebbero figurare nell'allegato I.
d) Tipi di habitat naturali prioritari: i tipi di habitat naturali che rischiano di scomparire nel territorio di cui all'articolo 2 e per la cui conservazione la Comunità ha una responsabilità particolare a causa dell'importanza della parte della loro area di distribuzione naturale compresa nel territorio di cui all'articolo 2. Tali tipi di habitat naturali prioritari sono contrassegnati da un asterisco (*) nell'allegato I.
e) Stato di conservazione di un habitat naturale: l'effetto della somma dei fattori che influiscono sull'habitat naturale in causa, nonché sulle specie tipiche che in esso si trovano, che possono alterare a lunga scadenza la sua ripartizione naturale, la sua struttura e le sue funzioni, nonché la sopravvivenza delle sue specie tipiche nel territorio di cui all'articolo 2.
Lo «stato di conservazione» di un habitat naturale è considerato «soddisfacente» quando
- la sua area di ripartizione naturale e le superfici che comprende sono stabili o in estensione,
- la struttura e le funzioni specifiche necessarie al suo mantenimento a lungo termine esistono e possono continuare ad esistere in un futuro prevedibile e
- lo stato di conservazione delle specie tipiche è soddisfacente ai sensi della lettera i).
f) Habitat di una specie: ambiente definito da fattori abiotici e biotici specifici in cui vive la specie in una delle fasi del suo ciclo biologico.
g) Specie di interesse comunitario: le specie che nel territorio di cui all'articolo 2:
i) sono in pericolo, tranne quelle la cui area di ripartizione naturale si estende in modo marginale su tale territorio e che non sono in pericolo né vulnerabili nell'area del paleartico occidentale, oppure
ii) sono vulnerabili, vale a dire che il loro passaggio nella categoria delle specie in pericolo è ritenuto probabile in un prossimo futuro, qualora persistano i fattori alla base di tale rischio, oppure
iii) sono rare, vale a dire che le popolazioni sono di piccole dimensioni e che, pur non essendo attualmente in pericolo né vulnerabili, rischiano di diventarlo. Tali specie sono localizzate in aree geografiche ristrette o sparpagliate su una superficie più ampia, oppure
iv) sono endemiche e richiedono particolare attenzione, data la specificità del loro habitat e/o le incidenze potenziali del loro sfruttamento sul loro stato di conservazione.
Queste specie figurano o potrebbero figurare nell'allegato II e/o IV o V.
h) Specie prioritarie: le specie di cui alla lettera g), punto i), per la cui conservazione la Comunità ha una responsabilità particolare a causa dell'importanza della parte della loro area di distribuzione naturale compresa nel territorio di cui all'articolo 2. Tali specie prioritarie sono contrassegnate da un asterisco (*) nell'allegato II.
i) Stato di conservazione di una specie: l'effetto della somma dei fattori che, influendo sulle specie in causa, possono alterare a lungo termine la ripartizione e l'importanza delle sue popolazioni nel territorio di cui all'articolo 2;
Lo «stato di conservazione» è considerato «soddisfacente» quando
- i dati relativi all'andamento delle popolazioni della specie in causa indicano che tale specie continua e può continuare a lungo termine ad essere un elemento vitale degli habitat naturali cui appartiene,
- l'area di ripartizione naturale di tale specie non è in declino né rischia di declinare in un futuro prevedibile e
- esiste e continuerà probabilmente ad esistere un habitat sufficiente affinché le sue popolazioni si mantengano a lungo termine.
j) Sito: un'area geograficamente definita, la cui superficie sia chiaramente delimitata.
k) Sito di importanza comunitaria: un sito che, nella o nelle regioni biogeografiche cui appartiene, contribuisce in modo significativo a mantenere o a ripristinare un tipo di habitat naturale di cui all'allegato I o una specie di cui all'allegato II in uno stato di conservazione soddisfacente e che può inoltre contribuire in modo significativo alla coerenza di Natura 2000 di cui all'articolo 3, e/o che contribuisce in modo significativo al mantenimento della diversità biologica nella regione biogeografica o nelle regioni biogeografiche in questione.
Per le specie animali che occupano ampi territori, i siti di importanza comunitaria corrispondono ai luoghi, all'interno dell'area di ripartizione naturale di tali specie, che presentano gli elementi fisici o biologici essenziali alla loro vita e riproduzione.
l) Zona speciale di conservazione: un sito di importanza comunitaria designato dagli Stati membri mediante un atto regolamentare, amministrativo e/o contrattuale in cui sono applicate le misure di conservazione necessarie al mantenimento o al ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, degli habitat naturali e/o delle popolazioni delle specie per cui il sito è designato.
m) Esemplare: qualsiasi animale o pianta, vivi o morti, delle specie elencate nell'allegato IV e nell'allegato V; qualsiasi parte o prodotto ottenuti a partire dall'animale o dalla pianta, nonché qualsiasi altro bene che risulti essere una parte o un prodotto di animali o di piante di tali specie in base ad un documento di accompagnamento, all'imballaggio, al marchio, all'etichettatura o ad un altro elemento.
n) Il comitato: il comitato stabilito a norma dell'articolo 20.
Articolo 2
1. Scopo della presente direttiva è contribuire a salvaguardare la biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali, nonché della flora e della fauna selvatiche nel territorio europeo degli Stati membri al quale si applica il trattato.
2. Le misure adottate a norma della presente direttiva sono intese ad assicurare il mantenimento o il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, degli habitat naturali e delle specie di fauna e flora selvatiche di interesse comunitario.
3. Le misure adottate a norma della presente direttiva tengono conto delle esigenze economiche, sociali e culturali, nonché delle particolarità regionali e locali.
Conservazione degli habitat naturali e degli habitat delle specie
Articolo 3
1. È costituita una rete ecologica europea coerente di zone speciali di conservazione, denominata Natura 2000. Questa rete, formata dai siti in cui si trovano tipi di habitat naturali elencati nell'allegato I e habitat delle specie di cui all'allegato II, deve garantire il mantenimento ovvero, all'occorrenza, il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, dei tipi di habitat naturali e degli habitat delle specie interessati nella loro area di ripartizione naturale.
La rete «Natura 2000» comprende anche le zone di protezione speciale classificate dagli Stati membri a norma della direttiva 79/409/CEE.
2. Ogni Stato membro contribuisce alla costituzione di Natura 2000 in funzione della rappresentazione sul proprio territorio dei tipi di habitat naturali e degli habitat delle specie di cui al paragrafo 1. A tal fine, conformemente all'articolo 4, esso designa siti quali zone speciali di conservazione, tenendo conto degli obiettivi di cui al paragrafo 1.
3. Laddove lo ritengano necessario, gli Stati membri si sforzano di migliorare la coerenza ecologica di Natura 2000 grazie al mantenimento e, all'occorrenza, allo sviluppo degli elementi del paesaggio che rivestono primaria importanza per la fauna e la flora selvatiche, citati all'articolo 10.
Articolo 4
1. In base ai criteri di cui all'allegato III (fase 1) e alle informazioni scientifiche pertinenti, ogni Stato membro propone un elenco di siti, indicante quali tipi di habitat naturali di cui all'allegato I e quali specie locali di cui all'allegato II si riscontrano in detti siti. Per le specie animali che occupano ampi territori, tali siti corrispondono ai luoghi, all'interno dell'area di ripartizione naturale di tali specie, che presentano gli elementi fisici o biologici essenziali alla loro vita o riproduzione. Per le specie acquatiche che occupano ampi territori, tali siti vengono proposti solo se è possibile individuare chiaramente una zona che presenta gli elementi fisici e biologici essenziali alla loro vita o riproduzione. Gli Stati membri suggeriscono, se del caso, un adattamento di tale elenco alla luce dell'esito della sorveglianza di cui all'articolo 11.
L'elenco viene trasmesso alla Commissione entro il triennio successivo alla notifica della presente direttiva, contemporaneamente alle informazioni su ogni sito. Tali informazioni comprendono una mappa del sito, la sua denominazione, la sua ubicazione, la sua estensione, nonché i dati risultanti dall'applicazione dei criteri specificati nell'allegato III (fase 1) e sono fornite sulla base di un formulario elaborato dalla Commissione secondo la procedura di cui all'articolo 21.
2. In base ai criteri di cui all'allegato III (fase 2) e nell'ambito di ognuna delle cinque regioni biogeografiche di cui all'articolo 1, lettera c), punto iii) e dell'insieme del territorio di cui all'articolo 2, paragrafo 1, la Commissione elabora, d'accordo con ognuno degli Stati membri, un progetto di elenco dei siti di importanza comunitaria, sulla base degli elenchi degli Stati membri, in cui sono evidenziati i siti in cui si riscontrano uno o più tipi di habitat naturali prioritari o una o più specie prioritarie.
Gli Stati membri i cui siti con tipi di habitat naturali e specie prioritari rappresentano oltre il 5 % del territorio nazionale, possono, d'accordo con la Commissione, chiedere che i criteri elencati nell'allegato III (fase 2) siano applicati in maniera più flessibile per la selezione dell'insieme dei siti di importanza comunitaria nel loro territorio.
L'elenco dei siti selezionati come siti di importanza comunitaria in cui sono evidenziati i siti in cui si riscontrano uno o più tipi di habitat naturali prioritari o una o più specie prioritarie è fissato dalla Commissione secondo la procedura di cui all'articolo 21.
3. L'elenco menzionato al paragrafo 2 è elaborato entro un termine di sei anni dopo la notifica della presente direttiva.
4. Quando un sito di importanza comunitaria è stato scelto a norma della procedura di cui al paragrafo 2, lo Stato membro interessato designa tale sito come zona speciale di conservazione il più rapidamente possibile e entro un termine massimo di sei anni, stabilendo le priorità in funzione dell'importanza dei siti per il mantenimento o il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, di uno o più tipi di habitat naturali di cui all'allegato I o di una o più specie di cui all'allegato II e per la coerenza di Natura 2000, nonché alla luce dei rischi di degrado e di distruzione che incombono su detti siti.
5. Non appena un sito è iscritto nell'elenco di cui al paragrafo 2, terzo comma, esso è soggetto alle disposizioni dell'articolo 6, paragrafi 2, 3 e 4.
Articolo 5
1. In casi eccezionali in cui la Commissione constata l'assenza da un elenco nazionale di cui all'articolo 4, paragrafo 1, di un sito in cui si riscontrano uno o più tipi di habitat naturali prioritari o una o più specie prioritarie, che, in base a informazioni scientifiche pertinenti e attendibili, le sembra indispensabile per il mantenimento di detto tipo di habitat naturale prioritario o per la sopravvivenza di detta specie prioritaria, è avviata una procedura di concertazione bilaterale tra detto Stato membro e la Commissione per raffrontare i dati scientifici utilizzati da ambo le parti.
2. Se al termine di un periodo di concertazione non superiore a sei mesi la controversia non è stata risolta, la Commissione trasmette al Consiglio una proposta relativa alla scelta del sito in causa quale sito di importanza comunitaria.
3. Il Consiglio, deliberando all'unanimità, decide entro un termine di tre mesi a decorrere dal momento in cui è stato adito.
4. Durante il periodo di concertazione ed in attesa di una decisione del Consiglio, il sito in causa è soggetto alle disposizioni dell'articolo 6, paragrafo 2.
Articolo 6
1. Per le zone speciali di conservazione, gli Stati membri stabiliscono le misure di conservazione necessarie che implicano all'occorrenza appropriati piani di gestione specifici o integrati ad altri piani di sviluppo e le opportune misure regolamentari, amministrative o contrattuali che siano conformi alle esigenze ecologiche dei tipi di habitat naturali di cui all'allegato I e delle specie di cui all'allegato II presenti nei siti.
2. Gli Stati membri adottano le opportune misure per evitare nelle zone speciali di conservazione il degrado degli habitat naturali e degli habitat di specie nonché la perturbazione delle specie per cui le zone sono state designate, nella misura in cui tale perturbazione potrebbe avere conseguenze significative per quanto riguarda gli obiettivi della presente direttiva.
3. Qualsiasi piano o progetto non direttamente connesso e necessario alla gestione del sito ma che possa avere incidenze significative su tale sito, singolarmente o congiuntamente ad altri piani e progetti, forma oggetto di una opportuna valutazione dell'incidenza che ha sul sito, tenendo conto degli obiettivi di conservazione del medesimo. Alla luce delle conclusioni della valutazione dell'incidenza sul sito e fatto salvo il paragrafo 4, le autorità nazionali competenti danno il loro accordo su tale piano o progetto soltanto dopo aver avuto la certezza che esso non pregiudicherà l'integrità del sito in causa e, se del caso, previo parere dell'opinione pubblica.
4. Qualora, nonostante conclusioni negative della valutazione dell'incidenza sul sito e in mancanza di soluzioni alternative, un piano o progetto debba essere realizzato per motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, inclusi motivi di natura sociale o economica, lo Stato membro adotta ogni misura compensativa necessaria per garantire che la coerenza globale di Natura 2000 sia tutelata. Lo Stato membro informa la Commissione delle misure compensative adottate.
Qualora il sito in causa sia un sito in cui si trovano un tipo di habitat naturale e/o una specie prioritari, possono essere addotte soltanto considerazioni connesse con la salute dell'uomo e la sicurezza pubblica o relative a conseguenze positive di primaria importanza per l'ambiente ovvero, previo parere della Commissione, altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico.
Articolo 7
Gli obblighi derivanti dall'articolo 6, paragrafi 2, 3 e 4 della presente direttiva sostituiscono gli obblighi derivanti dall'articolo 4, paragrafo 4, prima frase, della direttiva 79/409/CEE, per quanto riguarda le zone classificate a norma dell'articolo 4, paragrafo 1, o analogamente riconosciute a norma dell'articolo 4, paragrafo 2 di detta direttiva a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente direttiva o dalla data di classificazione o di riconoscimento da parte di uno Stato membro a norma della direttiva 79/409/CEE, qualora essa sia posteriore.
Articolo 8
1. Gli Stati membri, parallelamente alle loro proposte di siti che possono essere designati come zone speciali di conservazione, in cui si riscontrano tipi di habitat naturali prioritari e/o specie prioritarie, se del caso, trasmettono alla Commissione le stime del cofinanziamento comunitario che essi ritengono necessario al fine di adempiere gli obblighi di cui all'articolo 6, paragrafo 1.
2. D'accordo con lo Stato membro interessato, la Commissione individua, per i siti di importanza comunitaria per i quali è richiesto il cofinanziamento, le misure essenziali per il mantenimento o il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, dei tipi di habitat naturali prioritari e delle specie prioritarie nel sito in questione, nonché il costo totale di dette misure.
3. La Commissione, d'intesa con lo Stato membro interessato, valuta il finanziamento, compreso il cofinanziamento comunitario, necessario per l'attuazione delle misure di cui al paragrafo 2, tenendo conto, tra l'altro, della concentrazione nel territorio dello Stato membro di habitat naturali prioritari e/o di specie prioritarie e degli oneri che le misure comportano per ciascuno Stato membro.
4. Alla luce della valutazione di cui ai paragrafi 2 e 3, la Commissione, seguendo la procedura enunciata all'articolo 21 e tenendo conto delle fonti di finanziamento disponibili in base agli strumenti comunitari pertinenti, adotta un quadro di azioni elencate per priorità in cui sono indicate le misure che richiedono un cofinanziamento nel caso di siti designati conformemente all'articolo 4, paragrafo 4.
5. Le misure che per mancanza di risorse non sono state incluse nel quadro di azioni nonché quelle che, pur essendovi incluse, non hanno ottenuto i cofinanziamenti necessari o sono state cofinanziate solo parzialmente, sono riprese in considerazione conformemente alla procedura di cui all'articolo 21 nell'ambito del riesame biennale del quadro di azioni e possono essere rinviate dagli Stati membri in attesa di tale riesame. Il riesame tiene conto, laddove opportuno, della nuova situazione del sito in questione.
6. Nelle zone in cui le misure dipendenti dal cofinanziamento sono rinviate, gli Stati membri si astengono dall'adottare nuove misure che potrebbero comportare un deterioramento delle zone stesse.
Articolo 9
La Commissione, operando secondo la procedura di cui all'articolo 21, effettua una valutazione periodica del contributo di Natura 2000 alla realizzazione degli obiettivi di cui agli articoli 2 e 3. In tale contesto, può essere preso in considerazione il declassamento di una zona speciale di conservazione laddove l'evoluzione naturale riscontrata grazie alla sorveglianza prevista dall'articolo 11 lo giustifichi.
Articolo 10
Laddove lo ritengano necessario, nell'ambito delle politiche nazionali di riassetto del territorio e di sviluppo, e segnatamente per rendere ecologicamente più coerente la rete Natura 2000, gli Stati membri si impegnano a promuovere la gestione di elementi del paesaggio che rivestono primaria importanza per la fauna e la flora selvatiche.
Si tratta di quegli elementi che, per la loro struttura lineare e continua (come i corsi d'acqua con le relative sponde, o i sistemi tradizionali di delimitazione dei campi) o il loro ruolo di collegamento (come gli stagni o i boschetti) sono essenziali per la migrazione, la distribuzione geografica e lo scambio genetico di specie selvatiche.
Articolo 11
Gli Stati membri garantiscono la sorveglianza dello stato di conservazione delle specie e degli habitat di cui all'articolo 2, tenendo particolarmente conto dei tipi di habitat naturali e delle specie prioritari.
Tutela delle specie
Articolo 12
1. Gli Stati membri adottano i provvedimenti necessari atti ad istituire un regime di rigorosa tutela delle specie animali di cui all'allegato IV, lettera a), nella loro area di ripartizione naturale, con il divieto di:
a) qualsiasi forma di cattura o uccisione deliberata di esemplari di tali specie nell'ambiente naturale;
b) perturbare deliberatamente tali specie, segnatamente durante il periodo di riproduzione, di allevamento, di ibernazione e di migrazione;
c) distruggere o raccogliere deliberatamente le uova nell'ambiente naturale;
d) deterioramento o distruzione dei siti di riproduzione o delle aree di riposo.
2. Per dette specie gli Stati membri vietano il possesso, il trasporto, la commercializzazione ovvero lo scambio e l'offerta a scopi commerciali o di scambio di esemplari presi dall'ambiente naturale, salvo quelli legalmente raccolti prima della messa in applicazione della presente direttiva.
3. I divieti di cui al paragrafo 1, lettere a) e b) e al paragrafo 2 sono validi per tutte le fasi della vita degli animali ai quali si applica il presente articolo.
4. Gli Stati membri instaurano un sistema di sorveglianza continua delle catture o uccisioni accidentali delle specie faunistiche elencate nell'allegato IV, lettera a). In base alle informazioni raccolte, gli Stati membri intraprendono le ulteriori ricerche o misure di conservazione necessarie per assicurare che le catture o uccisioni accidentali non abbiano un impatto negativo significativo sulle specie in questione.
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HAS ADOPTED THIS DIRECTIVE:
Definitions
Article 1
For the purpose of this Directive:
(a) conservation means a series of measures required to maintain or restore the natural habitats and the populations of species of wild fauna and flora at a favourable status as defined in (e) and (i;;
(b) natural habitats means terrestrial or aquatic areas distinguished by geographic, abiotic and biotic features, whether entirely natural or semi-natural;
(c) natural habitat types of Community interest means those which, within the territory referred to in Article 2:
(i) are in danger of disappearance in their natural range;
or
(ii) have a small natural range following their regression or by reason of their intrinsically restricted area;
or
(iii) present outstanding examples of typical characteristics of one or more of the five following biogeographical regions: Alpine, Atlantic, Continental, Macaronesian and Mediterranean.
Such habitat types are listed or may be listed in Annex I;
(d) priority natural habitat types means natural habitat types in danger of disappearence, which are present on the territory referred to in Article 2 and for the conservation of which the Community has particular responsibility in view of the proportion of their natural range which falls within the territory referred to in Article 2; these priority natural habitat types are indicated by an asterisk (*) in Annex I;
(e) conservation status of a natural habitat means the sum of the influences acting on a natural habitat and its typical species that may affect its long-term natural distribution, structure and functions as well as the long-term survival of its typical species within the territory referred to in Article 2.
The conservative status of a natural habitat will be taken as 'favourable' when:
- its natural range and areas it covers within that range are stable or increasing, and
- the specific structure and functions which are necessary for its long-term maintenance exist and are likely to continue to exist for the foreseeable future, and
- the conservation status of its typical species is favourable as defined in (i;;
(f) habitat of a species means an environment defined by specific abiotic and biotic factors, in which the species lives at any stage of its biological cycle;
(g) species of Community interest means species which, within the territory referred to in Article 2, are:
(i) endangered, except those species whose natural range is marginal in that territory and which are not endangered or vulnerable in the western palearctic region; or
(ii) vulnerable, i.e. believed likely to move into the endangered category in the near future if the causal factors continue operating; or
(iii) rare, i.e. with small populations that are not at present endangered or vulnerable, but are at risk. The species are located within restricted geographical areas or are thinly scattered over a more extensive range; or
(iv) endemic and requiring particular attention by reason of the specific nature of their habitat and/or the potential impact of their exploitation on their habitat and/or the potential impact of their exploitation on their conservation status.
Such species are listed or may be listed in Annex II and/or Annex IV or V;
(h) priority species means species referred to in (g) (i) for the conservation of which the Community has particular responsibility in view of the proportion of their natural range which falls within the territory referred to in Article 2; these priority species are indicated by an asterisk (*) in Annex II;
(i) conservation status of a species means the sum of the influences acting on the species concerned that may affect the long-term distribution and abundance of its populations within the territory referred to in Article 2;
The conservation status will be taken as 'favourable' when:
- population dynamics data on the species concerned indicate that it is maintaining itself on a long-term basis as a viable component of its natural habitats, and
- the natural range of the species is neither being reduced nor is likely to be reduced for the foreseeable future, and
- there is, and will probably continue to be, a sufficiently large habitat to maintain its populations on a long-term basis;
(j) site means a geographically defined area whose extent is clearly delineated;
(k) site of Community importance means a site which, in the biogeographical region or regions to which is belongs, contributes significantly to the maintenance or restoration at a favourable conservation status of a natural habitat type in Annex I or of a species in Annex II and may also contribute significantly to the coherence of Natura 2000 referred to in Article 3, and/or contributes significantly to the maintenance of biological diversity within the biogeographic region or regions concerned.
For animal species ranging over wide areas, sites of Community importance shall correspond to the places within the natural range of such species which present the physical or biological factors essential to their life and reproduction;
(l) special area of conservation means a site of Community importance designated by the Member States through a statutory, administrative and/or contractual act where the necessary conservation measures are applied for the maintenance or restoration, at a favourable conservation status, of the natural habitats and/or the populations of the species for which the site is designated;
(m) specimen means any animal or plant, whether alive or dead, of the species listed in Annex IV and Annex V, any part or derivative thereof, as well as any other goods which appear, from an accompanying document, the packaging or a mark or label, or from any other circumstances, to be parts or derivatives of animals or plants of those species;
(n) the committee means the committee set up pursuant to Article 20.
Article 2
1. The aim of this Directive shall be to contribute towards ensuring bio-diversity through the conservation of natural habitats and of wild fauna and flora in the European territory of the Member States to which the Treaty applies.
2. Measures taken pursuant to this Directive shall be designed to maintain or restore, at favourable conservation status, natural habitats and species of wild fauna and flora of Community interest.
3. Measures taken pursuant to this Directive shall take account of economic, social and cultural requirements and regional and local characteristics.
Conservation of natural habitats and habitats of species
Article 3
1. A coherent European ecological network of special areas of conservation shall be set up under the title Natura 2000. This network, composed of sites hosting the natural habitat types listed in Annex I and habitats of the species listed in Annex II, shall enable the natural habitat types and the species' habitats concerned to be maintained or, where appropriate, restored at a favourable conservation status in their natural range.
The Natura 2000 network shall include the special protection areas classified by the Member States pursuant to Directive 79/409/EEC.
2. Each Member State shall contribute to the creation of Natura 2000 in proportion to the representation within its territory of the natural habitat types and the habitats of species referred to in paragraph 1. To that effect each Member State shall designate, in accordance with Article 4, sites as special areas of conservation taking account of the objectives set out in paragraph 1.
3. Where they consider it necessary, Member States shall endeavour to improve the ecological coherence of Natura 2000 by maintaining, and where appropriate developing, features of the landscape which are of major importance for wild fauna and flora, as referred to in Article 10.
Article 4
1. On the basis of the criteria set out in Annex III (Stage 1) and relevant scientific information, each Member State shall propose a list of sites indicating which natural habitat types in Annex I and which species in Annex II that are native to its territory the sites host. For animal species ranging over wide areas these sites shall correspond to the places within the natural range of such species which present the physical or biological factors essential to their life and reproduction. For aquatic species which range over wide areas, such sites will be proposed only where there is a clearly identifiable area representing the physical and biological factors essential to their life and reproduction. Where appropriate, Member States shall propose adaptation of the list in the light of the results of the surveillance referred to in Article 11.
The list shall be transmitted to the Commission, within three years of the notification of this Directive, together with information on each site. That information shall include a map of the site, its name, location, extent and the data resulting from application of the criteria specified in Annex III (Stage 1) provided in a format established by the Commission in accordance with the procedure laid down in Article 21.
2. On the basis of the criteria set out in Annex III (Stage 2) and in the framework both of each of the five biogeographical regions referred to in Article 1 (c) (iii) and of the whole of the territory referred to in Article 2 (1), the Commission shall establish, in agreement with each Member State, a draft list of sites of Community importance drawn from the Member States' lists identifying those which lost one or more priority natural habitat types or priority species.
Member States whose sites hosting one or more priority natural habitat types and priority species represent more than 5 % of their national territory may, in agreement with the Commission, request that the criteria listed in Annex III (Stage 2) be applied more flexibly in selecting all the sites of Community importance in their territory.
The list of sites selected as sites of Community importance, identifying those which host one or more priority natural habitat types or priority species, shall be adopted by the Commission in accordance with the procedure laid down in Article 21.
3. The list referred to in paragraph 2 shall be established within six years of the notification of this Directive.
4. Once a site of Community importance has been adopted in accordance with the procedure laid down in paragraph 2, the Member State concerned shall designate that site as a special area of conservation as soon as possible and within six years at most, establishing priorities in the light of the importance of the sites for the maintenance or restoration, at a favourable conservation status, of a natural habitat type in Annex I or a species in Annex II and for the coherence of Natura 2000, and in the light of the threats of degradation or destruction to which those sites are exposed.
5. As soon as a site is placed on the list referred to in the third subparagraph of paragraph 2 it shall be subject to Article 6 (2), (3) and (4).
Article 5
1. In exceptional cases where the Commission finds that a national list as referred to in Article 4 (1) fails to mention a site hosting a priority natural habitat type or priority species which, on the basis of relevant and reliable scientific information, it considers to be essential for the maintenance of that priority natural habitat type or for the survival of that priority species, a bilateral consultation procedure shall be initiated between that Member State and the Commission for the purpose of comparing the scientific data used by each.
2. If, on expiry of a consultation period not exceeding six months, the dispute remains unresolved, the Commission shall forward to the Council a proposal relating to the selection of the site as a site of Community importance.
3. The Council, acting unanimously, shall take a decision within three months of the date of referral.
4. During the consultation period and pending a Council decision, the site concerned shall be subject to Article 6 (2).
Article 6
1. For special areas of conservation, Member States shall establish the necessary conservation measures involving, if need be, appropriate management plans specifically designed for the sites or integrated into other development plans, and appropriate statutory, administrative or contractual measures which correspond to the ecological requirements of the natural habitat types in Annex I and the species in Annex II present on the sites.
2. Member States shall take appropriate steps to avoid, in the special areas of conservation, the deterioration of natural habitats and the habitats of species as well as disturbance of the species for which the areas have been designated, in so far as such disturbance could be significant in relation to the objectives of this Directive.
3. Any plan or project not directly connected with or necessary to the management of the site but likely to have a significant effect thereon, either individually or in combination with other plans or projects, shall be subject to appropriate assessment of its implications for the site in view of the site's conservation objectives. In the light of the conclusions of the assessment of the implications for the site and subject to the provisions of paragraph 4, the competent national authorities shall agree to the plan or project only after having ascertained that it will not adversely affect the integrity of the site concerned and, if appropriate, after having obtained the opinion of the general public.
4. If, in spite of a negative assessment of the implications for the site and in the absence of alternative solutions, a plan or project must nevertheless be carried out for imperative reasons of overriding public interest, including those of a social or economic nature, the Member State shall take all compensatory measures necessary to ensure that the overall coherence of Natura 2000 is protected. It shall inform the Commission of the compensatory measures adopted.
Where the site concerned hosts a priority natural habitat type and/or a priority species, the only considerations which may be raised are those relating to human health or public safety, to beneficial consequences of primary importance for the environment or, further to an opinion from the Commission, to other imperative reasons of overriding public interest.
Article 7
Obligations arising under Article 6 (2), (3) and (4) of this Directive shall replace any obligations arising under the first sentence of Article 4 (4) of Directive 79/409/EEC in respect of areas classified pursuant to Article 4 (1) or similarly recognized under Article 4 (2) thereof, as from the date of implementation of this Directive or the date of classification or recognition by a Member State under Directive 79/409/EEC, where the latter date is later.
Article 8
1. In parallel with their proposals for sites eligible for designation as special areas of conservation, hosting priority natural habitat types and/or priority species, the Member States shall send, as appropriate, to the Commission their estimates relating to the Community co-financing which they consider necessary to allow them to meet their obligations pursuant to Article 6 (1).
2. In agreement with each of the Member States concerned, the Commission shall identify, for sites of Community importance for which co-financing is sought, those measures essential for the maintenance or re-establishment at a favourable conservation status of the priority natural habitat types and priority species on the sites concerned, as well as the total costs arising from those measures.
3. The Commission, in agreement with the Member States concerned, shall assess the financing, including co-financing, required for the operation of the measures referred to in paragraph 2, taking into account, amongst other things, the concentration on the Member State's territory of priority natural habitat types and/or priority species and the relative burdens which the required measures entail.
4. According to the assessment referred to in paragraphs 2 and 3, the Commission shall adopt, having regard to the available sources of funding under the relevant Community instruments and according to the procedure set out in Article 21, a prioritized action framework of measures involving co-financing to be taken when the site has been designated under Article 4 (4).
5. The measures which have not been retained in the action framework for lack of sufficient resources, as well as those included in the abovementioned action framework which have not received the necessary co-financing or have only been partially co-financed, shall be reconsidered in accordance with the procedure set out in Article 21, in the context of the two-yearly review of the action framework and may, in the maintime, be postponed by the Member States pending such review. This review shall take into account, as appropriate, the new situation of the site concerned.
6. In areas where the measures dependent on co-financing are postponed, Member States shall refrain from any new measures likely to result in deterioration of those areas.
Article 9
The Commission, acting in accordance with the procedure laid down in Article 21, shall periodically review the contribution of Natura 2000 towards achievement of the objectives set out in Article 2 and 3. In this context, a special area of conservation may be considered for declassification where this is warranted by natural developments noted as a result of the surveillance provided for in Article 11.
Article 10
Member States shall endeavour, where they consider it necessary, in their land-use planning and development policies and, in particular, with a view to improving the ecological coherence af the Natura 2000 network, to encourage the management of features of the landscape which are of major importance for wild fauna and flora.
Such features are those which, by virtue of their linear and continuous structure (such as rivers with their banks or the traditional systems for marking field boundaries) or their function as stepping stones (such as ponds or small woods), are essential for the migration, dispersal and genetic exchange of wild species.
Article 11
Member States shall undertake surveillance of the conservation status of the natural habitats and species referred to in Article 2 with particular regard to priority natural habitat types and priority species.
Protection of species
Article 12
1. Member States shall take the requisite measures to establish a system of strict protection for the animal species listed in Annex IV (a) in their natural range, prohibiting:
(a) all forms of deliberate capture or killing of specimens of these species in the wild;
(b) deliberate disturbance of these species, particularly during the period of breeding, rearing, hibernation and migration;
(c) deliberate destruction or taking of eggs from the wild;
(d) deterioration or destruction of breeding sites or resting places.
2. For these species, Member States shall prohibit the keeping, transport and sale or exchange, and offering for sale or exchange, of specimens taken from the wild, except for those taken legally before this Directive is implemented.
3. The prohibition referred to in paragraph 1 (a) and (b) and paragraph 2 shall apply to all stages of life of the animals to which this Article applies.
4. Member States shall establish a system to monitor the incidential capture and killing of the animal species listed in Annex IV (a). In the light of the information gathered, Member States shall take further research or conservation measures as required to ensure that incidental capture and killing does not have a significant negative impact on the species concerned.
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Articolo 13
1. Gli Stati membri adottano i necessari provvedimenti atti ad istituire un regime di rigorosa tutela della specie vegetali di cui all'allegato IV, lettera b), con divieto di:
a) raccogliere, nonché collezionare, tagliare, estirpare o distruggere deliberatamente esemplari delle suddette specie nell'ambiente naturale, nella loro area di ripartizione naturale;
b) possedere, trasportare, commercializzare o scambiare e offrire a scopi commerciali o di scambio esemplari delle suddette specie, raccolti nell'ambiente naturale, salvo quelli legalmente raccolti prima della messa in applicazione della presente direttiva.
2. I divieti di cui al paragrafo 1, lettere a) e b), sono validi per tutte le fasi del ciclo biologico delle piante cui si applica il presente articolo.
Articolo 14
1. Gli Stati membri, qualora lo ritengano necessario alla luce della sorveglianza prevista all'articolo 11, adottano misure affinché il prelievo nell'ambiente naturale di esemplari delle specie della fauna e della flora selvatiche di cui all'allegato V, nonché il loro sfruttamento, siano compatibili con il loro mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente.
2. Nel caso in cui dette misure siano giudicate necessarie, esse debbono comportare la continuazione della sorveglianza prevista dall'articolo 11 e possono inoltre comprendere segnatamente:
- prescrizioni relative all'accesso a determinati settori,
- il divieto temporaneo o locale di prelevare esemplari nell'ambiente naturale e di sfruttare determinate popolazioni,
- la regolamentazione dei periodi e/o dei metodi di prelievo,
- l'applicazione, all'atto del prelievo, di norme cinegetiche o alieutiche che tengano conto della conservazione delle popolazioni in questione,
- l'istituzione di un sistema di autorizzazioni di prelievi o di quote,
- la regolamentazione dell'acquisto, della vendita, della messa in vendita, del possesso o del trasporto in vista della vendita di esemplari,
- l'allevamento in cattività di specie animali, nonché la riproduzione artificiale di specie vegetali, a condizioni rigorosamente controllate, onde ridurne il prelievo nell'ambiente naturale,
- la valutazione dell'effetto delle misure adottate.
Articolo 15
Per quanto riguarda la cattura o l'uccisione delle specie faunistiche selvatiche elencate nell'allegato V, lettera a), qualora deroghe conformi all'articolo 16 siano applicate per il prelievo, la cattura o l'uccisione delle specie di cui all'allegato IV, lettera a), gli Stati membri vietano tutti i mezzi non selettivi suscettibili di provocare localmente la disparizione o di perturbare gravemente la tranquilità delle popolazioni di tali specie, e in particolare:
a) l'uso dei mezzi di cattura e di uccisione specificati nell'allegato VI, lettera a;;
b) qualsiasi forma di cattura e di uccisione dai mezzi di trasporto di cui all'allegato VI, lettera b).
Articolo 16
1. A condizione che non esista un'altra soluzione valida e che la deroga non pregiudichi il mantenimento, in uno stato di conservazione soddisfacente, delle popolazioni della specie interessata nella sua area di ripartizione naturale, gli Stati membri possono derogare alle disposizioni previste dagli articoli 12, 13, 14 e 15, lettere a) e b):
a) per proteggere la fauna e la flora selvatiche e conservare gli habitat naturali;
b) per prevenire gravi danni, segnatamente alle colture, all'allevamento, ai boschi, al patrimonio ittico e alle acque e ad altre forme di proprietà;
c) nell'interesse della sanità e della sicurezza pubblica o per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, inclusi motivi di natura sociale o economica, e motivi tali da comportare conseguenze positive di primaria importanza per l'ambiente;
d) per finalità didattiche e di ricerca, di ripopolamento e di reintroduzione di tali specie e per operazioni di riproduzione necessarie a tal fine, compresa la riproduzione artificiale delle piante;
e) per consentire, in condizioni rigorosamente controllate, su base selettiva ed in misura limitata, la cattura o la detenzione di un numero limitato di taluni esemplari delle specie di cui all'allegato IV, specificato dalle autorità nazionali competenti.
2. Gli Stati membri trasmettono alla Commissione ogni due anni una relazione, conforme al modello elaborato dal comitato, sulle deroghe concesse a titolo del paragrafo 1. La Commissione comunica il suo parere su tali deroghe entro il termine massimo di dodici mesi dopo aver ricevuto la relazione e ne informa il comitato.
3. Le informazioni dovranno indicare:
a) le specie alle quali si applicano le deroghe e il motivo della deroga, compresa la natura del rischio, con l'indicazione eventuale delle soluzioni alternative non accolte e dei dati scientifici utilizzati;
b) i mezzi, sistemi o metodi di cattura o di uccisione di specie animali autorizzati e i motivi della loro utilizzazione;
c) le circostanze di tempo e di luogo in cui tali deroghe sono concesse;
d) l'autorità abilitata a dichiarare e a controllare che le condizioni richieste sono soddisfatte e a decidere quali mezzi, strutture o metodi possono essere utilizzati, entro quali limiti e da quali servizi e quali sono gli addetti all'esecuzione;
e) le misure di controllo attuate ed i risultati ottenuti.
Informazione
Articolo 17
1. Ogni sei anni a decorrere dalla scadenza del termine previsto all'articolo 23, gli Stati membri elaborano una relazione sull'attuazione delle disposizioni adottate nell'ambito della presente direttiva. Tale relazione comprende segnatamente informazioni relative alle misure di conservazione di cui all'articolo 6, paragrafo 1, nonché la valutazione delle incidenze di tali misure sullo stato di conservazione dei tipi di habitat naturali di cui all'allegato I e delle specie di cui all'allegato II e i principali risultati della sorveglianza di cui all'articolo 11. Tale relazione, conforme al modello di relazione elaborato dal comitato, viene trasmessa alla Commissione e resa nota al pubblico.
2. La Commissione elabora una relazione globale basata sulle relazioni di cui al paragrafo 1. Tale relazione comprende un'adeguata valutazione dei progressi ottenuti e segnatamente del contributo di Natura 2000 alla realizzazione degli obiettivi di cui all'articolo 3. La parte del progetto di relazione riguardante le informazioni fornite da uno Stato membro viene inviata, per verifica, alle autorità dello Stato membro in questione. Il testo finale della relazione, dopo essere stato sottoposto al comitato, viene pubblicato a cura della Commissione, al massimo entro due anni dal momento in cui le relazioni di cui al paragrafo 1 sono pervenute e viene trasmesso agli Stati membri, al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale.
3. Gli Stati membri possono indicare le zone designate ai sensi della presente direttiva mediante i tabelloni comunitari predisposti a tale scopo dal comitato.
Ricerca
Articolo 18
1. Gli Stati membri e la Commissione promuovono la ricerca e le attività scientifiche necessarie ai fini degli obiettivi di cui all'articolo 2 e dell'obbligo enunciato all'articolo 11. Essi procedono ad uno scambio di informazioni per garantire un efficace coordinamento della ricerca attuata nell'ambito degli Stati membri e della Comunità.
2. Particolare attenzione sarà annessa alle attività scientifiche necessarie per l'attuazione degli articoli 4 e 10 e verrà incentivata la cooperazione transfrontaliera tra Stati membri in materia di ricerca.
Procedure di modifica degli allegati
Articolo 19
Le modifiche necessarie per adeguare al progresso tecnico e scientifico gli allegati I, II, III, V e VI sono adottate dal Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione.
Le modifiche necessarie per adeguare al progresso tecnico e scientifico l'allegato IV sono adottate dal Consiglio, che delibera all'unanimità su proposta della Commissione.
Comitato
Articolo 20
La Commissione è assistita da un comitato composto dai rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.
Articolo 21
1. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il parere è formulato alla maggioranza prevista dall'articolo 148, paragrafo 2, del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni al comitato viene attribuita ai voti dei rappresentanti degli Stati membri la ponderazione definita all'articolo precitato. Il presidente non partecipa alla votazione.
2. La Commissione adotta le misure previste qualora siano conformi al parere del comitato.
Se le misure previste non sono conformi al parere del comitato, o in mancanza di parere, la Commissione sottopone senza indugio al Consiglio una proposta in merito alle misure da prendere. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.
Se il Consiglio non ha deliberato entro tre mesi a decorrere dalla data in cui gli è stata sottoposta la proposta, la Commissione adotta le misure proposte.
Disposizioni complementari
Articolo 22
Nell'attuare le disposizioni della presente direttiva, gli Stati membri:
a) esaminano l'opportunità di reintrodurre delle specie locali del loro territorio di cui all'allegato IV, qualora questa misura possa contribuire alla loro conservazione, sempreché, da un'indagine condotta anche sulla scorta delle esperienze acquisite in altri Stati membri o altrove, risulti che tale reintroduzione contribuisce in modo efficace a ristabilire tali specie in uno stato di conservazione soddisfacente, e purché tale reintroduzione sia preceduta da un'adeguata consultazione del pubblico interessato;
b) controllano che l'introduzione intenzionale nell'ambiente naturale di una specie non locale del proprio territorio sia disciplinata in modo da non arrecare alcun pregiudizio agli habitat naturali nella loro area di ripartizione naturale né alla fauna e alla flora selvatiche locali, e, qualora lo ritengano necessario, vietano siffatta introduzione. I risultati degli studi di valutazione effettuati sono comunicati al comitato per informazione;
c) promuovono l'istruzione e l'informazione generale sull'esigenza di tutelare le specie di fauna e flora selvatiche e di conservare il loro habitat nonché gli habitat naturali.
Disposizioni finali
Articolo 23
1. Gli Stati membri adottano le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro due anni a decorrere dalla sua notifica. Essi ne informano immediatamente la Commissione.
2. Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati membri.
3. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.
Articolo 24
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, addì 21 maggio 1992.
Per il Consiglio
Il Presidente
Arlindo MARQUES CUNHA
(1) GU n. C 247 del 21. 9. 1988, pag. 3 e GU n. C 195 del 3. 8. 1990, pag. 1.(2) GU n. C 75 del 20. 3. 1991, pag. 12.(3) GU n. C 31 del 6. 2. 1991, pag. 25.(4) GU n. C 328 del 7. 12. 1987, pag. 1.(5) GU n. L 103 del 25. 4. 1979, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 91/244/CEE (GU n. L 115 dell'8. 5. 1991, pag. 41).
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Article 13
1. Member States shall take the requisite measures to establish a system of strict protection for the plant species listed in Annex IV (b), prohibiting:
(a) the deliberate picking, collecting, cutting, uprooting or destruction of such plants in their natural range in the wild;
(b) the keeping, transport and sale or exchange and offering for sale or exchange of specimens of such species taken in the wild, except for those taken legally before this Directive is implemented.
2. The prohibitions referred to in paragraph 1 (a) and (b) shall apply to all stages of the biological cycle of the plants to which this Article applies.
Article 14
1. If, in the light of the surveillance provided for in Article 11, Member States deem it necessary, they shall take measures to ensure that the taking in the wild of specimens of species of wild fauna and flora listed in Annex V as well as their exploitation is compatible with their being maintained at a favourable conservation status.
2. Where such measures are deemed necessary, they shall include continuation of the surveillance provided for in Article 11. Such measures may also include in particular:
- regulations regarding access to certain property,
- temporary or local prohibition of the taking of specimens in the wild and exploitation of certain populations,
- regulation of the periods and/or methods of taking specimens,
- application, when specimens are taken, of hunting and fishing rules which take account of the conservation of such populations,
- establishment of a system of licences for taking specimens or of quotas,
- regulation of the purchase, sale, offering for sale, keeping for sale or transport for sale of specimens,
- breeding in captivity of animal species as well as artificial propagation of plant species, under strictly controlled conditions, with a view to reducing the taking of specimens of the wild,
- assessment of the effect of the measures adopted.
Article 15
In respect of the capture or killing of species of wild fauna listed in Annex V (a) and in cases where, in accordance with Article 16, derogations are applied to the taking, capture or killing of species listed in Annex IV (a), Member States shall prohibit the use of all indiscriminate means capable of causing local disappearance of, or serious disturbance to, populations of such species, and in particular:
(a) use of the means of capture and killing listed in Annex VI (a;;
(b) any form of capture and killing from the modes of transport referred to in Annex VI (b).
Article 16
1. Provided that there is no satisfactory alternative and the derogation is not detrimental to the maintenance of the populations of the species concerned at a favourable conservation status in their natural range, Member States may derogate from the provisions of Articles 12, 13, 14 and 15 (a) and (b):
(a) in the interest of protecting wild fauna and flora and conserving natural habitats;
(b) to prevent serious damage, in particular to crops, livestock, forests, fisheries and water and other types of property;
(c) in the interests of public health and public safety, or for other imperative reasons of overriding public interest, including those of a social or economic nature and beneficial consequences of primary importance for the environment;
(d) for the purpose of research and education, of repopulating and re-introducing these species and for the breedings operations necessary for these purposes, including the artificial propagation of plants;
(e) to allow, under strictly supervised conditions, on a selective basis and to a limited extent, the taking or keeping of certain specimens of the species listed in Annex IV in limited numbers specified by the competent national authorities.
2. Member States shall forward to the Commission every two years a report in accordance with the format established by the Committee on the derogations applied under paragraph 1. The Commission shall give its opinion on these derogations within a maximum time limit of 12 months following receipt of the report and shall give an account to the Committee.
3. The reports shall specify:
(a) the species which are subject to the derogations and the reason for the derogation, including the nature of the risk, with, if appropriate, a reference to alternatives rejected and scientific data used;
(b) the means, devices or methods authorized for the capture or killing of animal species and the reasons for their use;
(c) the circumstances of when and where such derogations are granted;
(d) the authority empowered to declare and check that the required conditions obtain and to decide what means, devices or methods may be used, within what limits and by what agencies, and which persons are to carry but the task;
(e) the supervisory measures used and the results obtained.
Information
Article 17
1. Every six years from the date of expiry of the period laid down in Article 23, Member States shall draw up a report on the implementation of the measures taken under this Directive. This report shall include in particular information concerning the conservation measures referred to in Article 6 (1) as well as evaluation of the impact of those measures on the conservation status of the natural habitat types of Annex I and the species in Annex II and the main results of the surveillance referred to in Article 11. The report, in accordance with the format established by the committee, shall be forwarded to the Commission and made accessible to the public.
2. The Commission shall prepare a composite report based on the reports referred to in paragraph 1. This report shall include an appropriate evaluation of the progress achieved and, in particular, of the contribution of Natura 2000 to the achievement of the objectives set out in Article 3. A draft of the part of the report covering the information supplied by a Member State shall be forwarded to the Member State in question for verification. After submission to the committee, the final version of the report shall be published by the Commission, not later than two years after receipt of the reports referred to in paragraph 1, and shall be forwarded to the Member States, the European Parliament, the Council and the Economic and Social Committee.
3. Member States may mark areas designated under this Directive by means of Community notices designed for that purpose by the committee.
Research
Article 18
1. Member States and the Commission shall encourage the necessary research and scientific work having regard to the objectives set out in Article 2 and the obligation referred to in Article 11. They shall exchange information for the purposes of proper coordination of research carried out at Member State and at Community level.
2. Particular attention shall be paid to scientific work necessary for the implementation of Articles 4 and 10, and transboundary cooperative research between Member States shall be encouraged.
Procedure for amending the Annexes
Article 19
Such amendments as are necessary for adapting Annexes I, II, III, V and VI to technical and scientific progress shall be adopted by the Council acting by qualified majority on a proposal from the Commission.
Such amendments as are necessary for adapting Annex IV to technical and scientific progress shall be adopted by the Council acting unanimously on a proposal from the Commission.
Committee
Article 20
The Commission shall be assisted by a committee consisting of representatives of the Member States and chaired by a representative of the Commission.
Article 21
1. The representative of the Commission shall submit to the committee a draft of the measures to be taken. The committee shall deliver its opinion on the draft within a time limit which the Chairman may lay down according to the urgency of the matter. The opinion shall be delivered by the majority laid down in Article 148 (2) of the Treaty in the case of decisions which the Council is required to adopt on a proposal from the Commission. The votes of the representatives of the Member States within the committee shall be weighted in the manner set out in that Article. The Chairman shall not vote.
2. The Commission shall adopt the measures envisaged if they are in accordance with the opinion of the committee.
If the measures envisaged are not in accordance with the opinion of the committee, or if no opinion is delivered, the Commission shall, without delay, submit to the Council a proposal relating to the measures to be taken. The Council shall act by a qualified majority.
If, on the expiry of three months from the date of referral to the Council, the Council has not acted, the proposed measures shall be adopted by the Commission.
Supplementary provisions
Article 22
In implementing the provisions of this Directive, Member States shall:
(a) study the desirability of re-introducing species in Annex IV that are native to their territory where this might contribute to their conservation, provided that an investigation, also taking into account experience in other Member States or elsewhere, has established that such re-introduction contributes effectively to re-establishing these species at a favourable conservation status and that it takes place only after proper consultation of the public concerned;
(b) ensure that the deliberate introduction into the wild of any species which is not native to their territory is regulated so as not to prejudice natural habitats within their natural range or the wild native fauna and flora and, if they consider it necessary, prohibit such introduction. The results of the assessment undertaken shall be forwarded to the committee for information;
(c) promote education and general information on the need to protect species of wild fauna and flora and to conserve their habitats and natural habitats.
Final provisions
Article 23
1. Member States shall bring into force the laws, regulations and administrative provisions necessary to comply with this Directive within two years of its notification. They shall forthwith inform the Commission thereof.
2. When Member States adopt such measures, they shall contain a reference to this Directive or be accompanied by such reference on the occasion of their official publication. The methods of making such a reference shall be laid down by the Member States.
3. Member States shall communicate to the Commission the main provisions of national law which they adopt in the field covered by this Directive.
Article 24
This Directive is addressed to the Member States.
Done at Brussels, 21 May 1992.
For the Council
The President
Arlindo MARQUES CUNHA
(1) OJ No C 247, 21. 9. 1988, p. 3 and OJ No C 195, 3. 8. 1990, p. 1.(2) OJ No C 75, 20. 3. 1991, p. 12.(3) OJ No C 31, 6. 2. 1991, p. 25.(4) OJ No C 328, 7. 12. 1987, p. 1.(5) OJ No L 103, 25. 4. 1979, p. 1. Directive as last amended by Directive 91/244/ECC (OJ No L 115, 8. 5. 1991, p. 41).
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