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| DIRETTIVA 93/99/CEE DEL CONSIGLIO del 29 ottobre 1993 riguardante misure supplementari in merito al controllo ufficiale dei prodotti alimentari | COUNCIL DIRECTIVE 93/99/EEC of 29 October 1993 on the subject of additional measures concerning the official control of foodstuffs |
| IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE, visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 100 A, vista la proposta della Commissione (1), in cooperazione con il Parlamento europeo (2), visto il parere del Comitato economico e sociale (3), considerando che è necessario adottare misure nell'ambito del mercato interno; che tale mercato comporta uno spazio senza frontiere interne, nel quale è assicurata la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali; considerando che il commercio dei prodotti alimentari occupa un posto di primaria importanza nel mercato interno; considerando che è pertanto indispensabile che la 89/397/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1989, relativa al controllo ufficiale dei prodotti alimentari (4), venga applicata in modo uniforme in tutti gli Stati membri; che tale direttiva stabilisce le norme generali sul controllo ufficiale delle derrate alimentari; considerando che è necessario adottare misure supplementari atte a migliorare le procedure di controllo in vigore nella Comunità; considerando che gli Stati membri dovrebbero svolgere le azioni necessarie ad assicurare che il personale delle autorità competenti abbia un'adeguata preparazione tecnica ed amministrativa; considerando che per garantire la qualità dei risultati delle prove è necessario introdurre un sistema di norme di qualità per i laboratori incaricati dagli Stati membri di effettuare il controllo ufficiale delle derrate alimentari; che tale sistema dovrebbe essere basato su norme generalmente approvate e standardizzate; che inoltre è indispensabile che tali laboratori impieghino, se possibile, metodi di analisi convalidati; considerando che lo sviluppo del commercio dei prodotti alimentari tra gli Stati membri richiede una collaborazione più stretta tra le autorità incaricate del controllo di tali prodotti; considerando che è necessario stabilire regole generali per gli agenti della Commissione incaricati del controllo dei prodotti alimentari in collaborazione con agenti specializzati degli Stati membri, al fine di assicurare l'applicazione uniforme delle disposizioni legislative in materia di derrate alimentari; considerando che è opportuno prevedere disposizioni in base alle quali le autorità nazionali e la Commissione siano tenute a fornirsi assistenza reciproca sul piano amministrativo nell'intento di garantire la corretta applicazione delle disposizioni legislative sui prodotti alimentari, in particolare ricorrendo ad azioni preventive e denunciando infrazioni constatate o presunte irregolarità; considerando che, data la loro natura, le informazioni scambiate ai sensi della presente direttiva dovrebbero essere coperte da requisiti di confidenzialità commerciale o professionale; considerando che conviene prevedere una procedura per istituire una stretta cooperazione tra gli Stati membri e la Commissione, |
THE COUNCIL OF THE EUROPEAN COMMUNITIES, Having reagard to the Treaty establishing the European Economic Community, and in particular Article 100a thereof, Having regard to the proposal from the Commission (1), In cooperation with the European Parliament (2), Having regard to the opinion of the Economic and Social Committee (3), Whereas it is necessary to adopt measures in the context of the internal market; whereas the internal market comprises an area without internal frontiers in which the free movement of goods, persons, services and capital is ensured; Whereas trade in foodstuffs occupies a very important place in the internal market; Whereas it is therefore essential that the application of Council 89/397/EEC of 14 June 1989 on the official control of foodstuffs (4) is uniform throughout the Member States; whereas this Directive lays down general rules on the official control of foodstuffs; Whereas there is a need for additional rules designed to improve the control procedures in force in the Community; Whereas Member States should take the necessary action to ensure that the staff of the competent authorities have sufficient technical and administrative competence; Whereas, in order to guarentee the quality of the test data, a system of quality standards should be introduced for laboratories entrusted by the Member States with the official control of foodstuffs; whereas such a system should comply with generally accepted and standardized norms; whereas, in addition, it is essential that these laboratories use validated methods of analysis, whenever possible; Whereas the development of trade in foodstuffs between the various Member States necessitates closer cooperation between the authorities involved in the control of foodstuffs; Whereas general rules are required for the Commission officials specialized in the control of foodstuffs who cooperate with specific officials of the Member States in order to ensure the uniform application of legislation on foodstuffs; Whereas provisions should be laid down under which the national authorities and the Commission must provide mutual administrative assistance with a view to ensuring proper application of the legislation on foodstuffs, in particular through preventive action and the detection of infringements or behaviour suspected of infringing the rules; Whereas, in view of the nature of the information exchanged pursuant to this Directive, it should be covered by the requirements of commercial or professional secrecy; Whereas a procedure should be provided for to establish close cooperation between the Member States and the Commission, |
| HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA: Articolo 1 1. La presente direttiva completa la 89/397/CEE. 2. Ai fini della presente direttiva si applicano le disposizioni dell'articolo 1, paragrafi 2, 3 e 4 della 89/397/CEE. Articolo 2 Gli Stati membri assicurano che le autorità competenti dispongano, o possono ricorrere, a sufficiente personale esperto ed adeguatamente qualificato, in particolare in settori quali chimica, chimica alimentare, medicina veterinaria, medicina, microbiologia alimentare, igiene alimentare, tecnologia alimentare e legislazione, affinché i controlli di cui all'articolo 5 della 89/397/CEE possano essere effettuati in condizioni adeguate. Articolo 3 1. Gli Stati membri prendono tutti i provvedimenti necessari ad assicurare che i laboratori di cui all'articolo 7 della 89/397/CEE siano conformi ai criteri generali per il funzionamento dei laboratori di prova, stabiliti dalla norma europea EN 45001 e dalle procedure operative standard («Standard Operating Procedures»), e siano sottoposti a verifiche casuali della loro conformità da parte del personale responsabile dei controlli di qualità, secondo i principi OCSE n. 2 e 7 che disciplinano la buona prassi di laboratorio come stabilito nel capitolo II dell'allegato 2 della decisione del Consiglio dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici del 12 maggio 1981 riguardante il riconoscimento reciproco dei dati ai fini della valutazione delle sostanze chimiche. 2. Per valutare i laboratori di cui all'articolo 7 della 89/397/CEE gli Stati membri: a) applicano i criteri stabiliti dalla norma europea EN 45002, b) richiedono, ove opportuno, l'impiego di sistemi di verifica dell'idoneità. Si considera che i laboratori conformi ai criteri di valutazione soddisfino i criteri esposti nel paragrafo 1. I laboratori che non soddisfano i criteri di valutazione non sono laboratori autorizzati ai sensi dell'articolo 7 della 89/397/CEE. 3. Gli Stati membri designano gli enti responsabili della valutazione dei laboratori di cui all'articolo 7 della89/397/CEE. Tali enti devono soddisfare i pertinenti criteri generali stabiliti dalla norma europea EN 45003. 4. Il riconoscimento e la valutazione dei laboratori di prova conformemente al presente articolo possono riferirsi a singole prove o a gruppi di prove. Eventuali deroghe nel modo di applicazione delle norme di cui ai paragrafi 1, 2 e 3 sono adottate secondo la procedura prevista all'articolo 8. |
HAS ADOPTED THIS DIRECTIVE: Article 1 1. This Directive supplements 89/397/EEC. 2. For the purposes of this Directive, the provisions of Article 1 (2), (3) and (4) of 89/397/EEC apply. Article 2 Member States shall ensure that the competent authorities have, or have access to, a sufficient number of suitably qualified and experienced staff, in particular in areas such as chemistry, food chemistry, veterinary medicine, medicine, food microbiology, food hygiene, food technology and law so that the controls referred to in Article 5 of 89/397/EEC can be carried out adequately. Article 3 1. Member States shall take all measures necessary to ensure that the laboratories referred to in Article 7 of 89/397/EEC comply with the general criteria for the operation of testing laboratories laid down in European Standard EN 45001 supplemented by standard operating procedures and the random audit of their compliance by quality assurance personnel, in accordance with the OECD principles No 2 and 7 of good laboratory practice as set out in Section II of Annex 2 to the Decision of the Council of the OECD of 12 May 1981 concerning the mutual acceptance of data in the assessment of chemicals. 2. In assessing the laboratories referred to in Article 7 of 89/397/EEC, Member States shall: (a) apply the criteria laid down in European Standard EN 45002; and (b) require the use of proficiency testing schemes as far as appropriate. Laboratories meeting the assessment criteria shall be presumed to fulfil the criteria referred to in paragraph 1. Laboratories which do not meet the assessment criteria shall not be considered as laboratories referred to in Article 7 of the said Directive. 3. Member States shall designate bodies responsible for the assessment of laboratories as referred to in Article 7 of 89/397/EEC. These bodies shall comply with the general criteria for laboratory accreditation bodies laid down in European Standard EN 45003. 4. The accreditation and assessment of testing laboratories referred to in this Article may relate to individual tests or groups of tests. Any appropriate deviation in the way in which the standards referred to in paragraphs 1, 2 and 3 are applied shall be adopted in accordance with the procedure laid down in Article 8. |
| Articolo 4 Gli Stati membri assicurano che la convalida dei metodi di analisi impiegati nel contesto del controllo ufficiale dei prodotti alimentari dai laboratori di cui all'articolo 7 della 89/397/CEE soddisfi, se possibile, le disposizioni previste ai paragrafi 1 e 2 dell'allegato della direttiva 85/591/CEE del Consiglio, del 20 dicembre 1985, concernente l'istituzione di modalità di prelievo dei campioni e di metodi d'analisi comunitari per il controllo dei prodotti destinati all'alimentazione umana (5). Articolo 5 1. La Commissione incarica e nomina agenti specializzati con il compito specifico di collaborare con le autorità competenti degli Stati membri per il controllo dei prodotti alimentari, al fine di controllare e valutare l'uniformità e l'efficienza dei sistemi ufficiali di controllo alimentare messi in atto dalle autorità competenti degli Stati membri. La Commissione invia periodicamente relazioni agli Stati membri interessati sull'attività di questi agenti specializzati. La Commissione assicura che tali agenti siano ben qualificati e possiedano le conoscenze e l'esperienza necessaria per svolgere la suddetta funzione; modalità di applicazione potranno essere adottate secondo la procedura prevista all'articolo 8. Le autorità competenti degli Stati membri collaborano con gli agenti nominati dalla Commissione e forniscono loro tutta l'assistenza necessaria all'adempimento delle loro funzioni. 2. In ottemperanza degli obblighi di cui al paragrafo 1, gli Stati membri consentono agli agenti nominati dalla Commissione di accompagnare gli agenti delle loro autorità competenti che svolgono le operazioni previste all'articolo 5 della direttiva 89/397/CEE. Gli agenti delle autorità competenti degli Stati membri restano comunque responsabili dell'esecuzione delle operazioni di controllo. La Commissione dà agli Stati membri, se possibile, un preavviso di almeno cinque giorni lavorativi dalla data di inizio delle operazioni. Al termine di ciascuna operazione di controllo di cui al presente paragrafo, la Commissione trasmette agli Stati membri interessati una relazione sul lavoro svolto dai propri agenti incaricati di detto compito specifico. Per partecipare alle operazioni di cui al presente paragrafo, gli agenti nominati dalla Commissione devono presentare un'autorizzazione scritta che specifichi la loro identità e il loro statuto. Gli agenti nominati dalla Commissione si attengono alle norme e alle prassi che gli agenti delle autorità competenti degli Stati membri devono seguire. 3. La Commissione trasmette agli Stati membri e al Parlamento europeo una relazione annuale sull'attuazione del presente articolo. Articolo 6 1. Le autorità competenti degli Stati membri sono vincolate da un sistema di mutua assistenza amministrativa in tutte le procedure di controllo in relazione alle disposizioni giuridiche ed alle norme di qualità applicabili ai prodotti alimentari nonché in tutte le procedure applicabili in caso di trasgressione della legge nel settore dei prodotti alimentari. 2. Al fine di agevolare detta assistenza amministrativa, ciascuno Stato membro designa un unico organo di collegamento. Compito dell'organo designato dallo Stato membro è fungere da adeguato collegamento con gli organi di collegamento degli altri Stati membri. Gli organi di collegamento curano e coordinano la comunicazione, in particolare la trasmissione e il ricevimento delle domande di assistenza. 3. Gli Stati membri comunicano alla Commissione tutti i dati pertinenti sull'organo di collegamento da essi designato. L'elenco di detti organi e i relativi dati sono pubblicati nella serie C della Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. 4. Al ricevimento di una richiesta motivata, l'organo interessato è tenuto a fornire a quello richiedente tutte le informazioni, escluse quelle che non possono essere divulgate in quanto oggetto di azioni legali, necessarie a quest'ultimo per garantire la conformità alle disposizioni giuridiche e alle norme di qualità applicabili ai prodotti alimentari nell'ambito della propria giurisdizione. 5. Le informazioni e i documenti forniti in conformità del paragrafo 4 sono trasmessi senza ritardi indebiti, tramite l'organo di collegamento, oppure direttamente, ove opportuno. Possono essere trasmesse copie qualora i documenti originali non possano essere inviati. 6. Qualora, durante lo scambio di informazioni, emerga l'eventualità di un caso di inadempienza alle disposizioni comunitarie o nazionali dello Stato membro che ha ricevuto o di quello che ha trasmesso le informazioni, l'autorità competente dello Stato membro nel cui territorio ha avuto luogo la presunta inadempienza, riferisce con sollecitudine all'autorità competente dell'altro Stato membro: - su qualsiasi iniziativa eventualmente intrapresa per trattare la presunta inadempienza e altresì - sui provvedimenti presi, compresi quelli volti a evitare il ripetersi di presunte inadempienze. Copia di detta relazione può essere trasmessa anche alla Commissione su iniziativa dello Stato membro che l'ha trasmessa o di quello che l'ha ricevuta. 7. Il presente articolo lascia impregiudicate la decisione 89/45/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1988, relativa ad un sistema comunitario di scambio rapido di informazioni sui pericoli connessi con l'uso di prodotti di consumo (6) e la direttiva 92/59/CEE del Consiglio relativa alla sicurezza generale dei prodotti (7). |
Article 4 Member States shall ensure that the validation of methods of analysis used within the context of official control of foodstuffs by the laboratories referred to in Article 7 of directive 89/397/EEC comply whenever possible with the provisions of paragraphs 1 and 2 of the Annex to Council Directive 85/591/EEC of 23 December 1985 concerning the introduction of Community methods of sampling and analysis for the monitoring of foodstuffs intended for human consumption (5). Article 5 1. The Commission shall appoint and designate specific officials to cooperate with the competent authorities of the Member States to monitor and evaluate the equivalence and effectiveness of official food control systems operated by the competent authorities of the Member States. The Commission shall send regular reports to the Member States concerned on the work of its specific officials. The Commission shall ensure that such officials are suitably qualified and possess the appropriate knowledge and experience to carry out this task; detailed rules of application may be adopted in accordance with the procedure laid down in Article 8. The competent authorities of the Member States shall cooperate with the Commission's designated officials and give all the necessary assistance to enable them to accomplish their tasks. 2. In pursuante of the duties set out in paragraph 1, Member States shall permit the Commission's designated officials to accompany the officials of their competent authorities carrying out the operations provided for in Article 5 of Directive 89/397/EEC. In any event, the officials of the competent authorities of the Member States shall remain responsible for the carrying out of the control operations. The Commission shall give Member States at least five working days' notice before the start of these operations. After the execution of each operation referred to in this paragraph the Commission shall forward a report on the work of its specific officials to the Member States concerned. For the purpose of the operations referred to in this paragraph, the Commission's designated officials shall produce written authorization specifying their identity and status. The Commission's designated officials shall comply with the rules and practices which officials of the competent authorities of the Member States must follow. 3. The Commission shall present an annual report to the Member States and to the European Parliament on the implementation of this Article. Article 6 1. The competent authorities of the Member States shall afford each other administrative assistance in all supervisory procedures in connection with legal provisions and quality standards applicable to foodstuffs and in all proceedings for infringements of the law applicable to foodstuffs. 2. To facilitate this administrative assistance each Member State shall designate a single liaison body. It shall be for the body designated by the Member State to liaise as appropriate with the liaison bodies of other Member States. The role of the bodies shall be to assist and coordinate communication and, in particular, the transmission and reception of requests for assistance. 3. Member States shall inform the Commission of all the relevant details of their designated liaison body. The list of designated liaison bodies and the relevant details shall be published in the 'C' series of the Official Journal of the European Communities. 4. Upon receiving a reasoned request, the body concerned shall be responsible for ensuring that the requesting body is provided with all necessary information, except that which cannot be released because it is the subject of legal proceedings, enabling that body to guarantee compliance with legal provisions and quality standards applicable to foodstuffs within its jurisdiction. 5. The information and documents provided pursuant to paragraph 4 shall be forwarded without undue delay either through the liaison body or directly, as appropriate. When original documents cannot be sent, copies of the documents may be transmitted. 6. When, during the exchange of information, it becomes clear that there may have been a case of non-compliance of Community laws or rules or national law of either the receiving Member State or the sending Member State, the competent authority in the Member State in whose territory the alleged non-compliance has taken place shall in due time report back to the competent authority in the other Member State - on any action that may have been undertaken to deal with the alleged non-compliance, and also - on any action which has taken, including any action to try to prevent a reoccurrence of the alleged non-compliance. Such a report may also be copied to the Commission on the initiative of either the transmitting or the receiving Member State. 7. This Article shall apply without prejudice to Council Decision 89/45/EEC of 21 December 1988 on dangers arising from the use of consumer products (6) and Council Directive 92/59/EEC on general product safety (7). |
| Articolo 7 1. Le informazioni fornite in ottemperanza all'articolo 6, qualunque sia la loro forma, sono coperte dal segreto professionale. Nell'ambito di un procedimento penale esse possono essere prodotte soltanto con il consenso preventivo dello Stato membro che le ha inviate nel rispetto, per gli Stati membri che ne fanno parte, delle convenzioni e degli accordi internazionali vigenti per quanto riguarda l'assistenza reciproca in materia penale. 2. All'atto della richiesta presso un altro Stato membro ovvero durante lo scambio di informazioni se tale richiesta non ha luogo, è obbligatorio rendere nota l'eventuale esistenza, in uno Stato membro, di norme che consentono a chiunque il libero accesso alle informazioni detenute dalle autorità competenti. Qualora lo Stato membro di provenienza indichi che le informazioni riguardano questioni coperte dal segreto professionale o commerciale, lo Stato membro ricevente assicura che le informazioni siano divulgate solo entro i limiti previsti al paragrafo 1. Qualora lo Stato membro ricevente non sia in grado di limitare in tal modo la divulgazione delle informazioni, lo Stato membro di provenienza non contravviene alle disposizioni della presente direttiva se decide di non comunicare dette informazioni. 3. Il rifiuto di fornire informazioni in base alle disposizioni del presente articolo deve essere motivato. Articolo 8 1. Nei casi in cui è fatto riferimento alla procedura prevista dal presente articolo, la Commissione è assistita dal comitato permanente per i prodotti alimentari, istituito dalla decisione 69/414/CEE (8), qui di seguito designato «comitato». 2. Il presidente sottopone la questione al comitato di propria iniziativa o a richiesta del rappresentante di uno Stato membro. 3. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il parere è formulato alla maggioranza prevista dall'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni al comitato, viene attribuita ai voti dei rappresentanti degli Stati membri la ponderazione definita all'articolo precitato. Il presidente non partecipa al voto. 4. a) La Commissione adotta le misure previste qualora siano conformi al parere del comitato. b) Se le misure previste non sono conformi al parere del comitato, o in mancanza di parere, la Commissione sottopone senza indugio al Consiglio una proposta in merito alle misure da prendere. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata. Se il Consiglio non ha deliberato entro un termine di tre mesi a decorrere dalla data in cui gli è stata sottoposta la proposta, la Commissione adotta le misure proposte. Articolo 9 1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi: - alla presente direttiva, eccezione fatta per l'articolo 3, entro il 1o maggio 1995; - all'articolo 3 entro il 1o novembre 1998. Essi ne informano immediatamente la Commissione. Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate da un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati membri. 2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva. Articolo 10 Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva. Fatto a Bruxelles, addì 29 ottobre 1993. Per il Consiglio Il Presidente R. URBAIN (1) GU n. C 51 del 26. 2. 1992, pag. 10. (2) GU n. C 337 del 21. 12. 1992, pag. 143, e decisione del 27 ottobre 1993 (non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale). (3) GU n. C 332 del 16. 12. 1992, pag. 5. (4) GU n. L 186 del 30. 6. 1989, pag. 23. (5) GU n. L 372 del 31. 12. 1985, pag. 50. (6) GU n. L 17 del 21. 1. 1989, pag. 51. Decisione modificata dalla decisione 90/352/CEE (GU n. L 173 del 6. 7. 1990, pag. 49). (7) GU n. L 228 dell'11. 8. 1992, pag. 24. (8) GU n. L 291 del 19. 11. 1969, pag. 9. |
Article 7 1. Information forwarded pursuant to Article 6 of this Directive, in whatever form, is covered by professional secrecy. In criminal proceedings, the information can be used only with the prior consent of the sending Member State in accordance with, for those Member States who are parties to them, the international conventions and agreements in force on mutual assistance in criminal affairs. 2. Where a Member State has rules permitting free access by persons to information held by competent authorities, this fact must be revealed at the time of the request to another Member State or during the exchange of information if no such request occurs. If the sending Member State indicates that the information involves matters of professional or commercial secrecy, the receiving Member State shall ensure that the information is not divulged more widely than is provided under paragraph 1. If it is not possible for the receiving Member State to restrict the giving out of the information in this way, it shall not be contrary to the terms of this Directive for the sending Member State to withhold the information. 3. Any refusal to provide information according to the provisions of this Article must be justified. Article 8 1. Where the procedure laid down in this Article is to be followed, the Commission shall be assisted by the Standing Committee for Foodstuffs, set up under Decision 69/414/EEC (8), hereinafter referred to as the Committee. 2. The Chairman shall refer the matter to the Committee either on his own initiative or at the request of the representative of a Member State. 3. The representative of the Commission shall submit to the Committee a draft of the measures to be taken. The Committee shall deliver its opinion on the draft within a time limit which the chairman may lay down according to the urgency of the matter. The opinion shall be delivered by the majority laid down in Article 148 (2) of the Treaty in the case of decisions which the Council is required to adopt on a proposal from the Commission. The votes of the representative of the Member States within the Committee shall be weighted in the manner set out in that Article. The chairman shall not vote. 4. (a) The Commission shall adopt the measures envisaged if they are in accordance with the opinion of the Committee. (b) If the measures envisaged are not in accordance with the opinion of the committee, or if no opinion is delivered, the Commission shall, without delay, submit to the Council a proposal relating to the measures to be taken. The Council shall act by a qualified majority. If, on the expiry of three months from the date of referral to the Council, the Council has not acted, the proposed measures shall be adopted by the Commission. Article 9 1. Member States shall bring into force the laws, regulations and administrative provisions necessary to comply - with this Directive, except for Article 3, before 1 May 1995, - with Article 3 before 1 November 1998. They shall forthwith inform the Commission thereof. When Member States adopt these measures, they shall contain a reference to this Directive or shall be accompanied by such reference on the occasion of their official publication. The methods of making such a reference shall be laid down by the Member States. 2. Member States shall communicate to the Commission the texts of the provisions of national law which they adopt in the field governed by this Directive. Article 10 This Directive is addressed to the Member States. Done at Brussels, 29 October 1993. For the Council The President R. URBAIN (1) OJ No C 51, 26. 2. 1992, p. 20. (2) OJ No C 337, 21. 12. 1992, p. 143 and Decision of 27 October 1993 (not yet published in the Official Journal). (3) OJ No C 332, 16. 12. 1992, p. 5. (4) OJ No L 186, 30. 6. 1989, p. 23. (5) OJ No L 372, 31. 12. 1985, p. 50. (6) OJ No L 17, 21. 1. 1989, p. 51. Decision as amended by Decision 90/352/EEC (OJ No L 173, 6. 7. 1990, p. 49). (7) OJ No L 228, 11. 8. 1992, p. 24. (8) OJ No L 291, 19. 11. 1969, p. 9. |