Direttiva 1999/13/CE del Consiglio dell'11 marzo 1999 sulla limitazione delle emissioni di composti organici volatili dovute all'uso di solventi organici in talune attività e in taluni impianti
|
COUNCIL DIRECTIVE 1999/13/EC of 11 March 1999 on the limitation of emissions of volatile organic compounds due to the use of organic solvents in certain activities and installations
|
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 130 S, paragrafo 1,
vista la proposta della Commissione (1),
visto il parere del Comitato economico e sociale (2),
deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 189 C del trattato (3),
(1) considerando che il programma di azione delle Comunità in materia ambientale approvato dal Consiglio e dai Rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, con le risoluzioni del 22 novembre 1973 (4), del 17 maggio 1977 (5), del 7 febbraio 1983 (6), del 19 ottobre 1987 (7) e del 1° febbraio 1993 (8) sottolinea l'importanza della prevenzione e della riduzione dell'inquinamento dell'aria;
(2) considerando in particolare che nella risoluzione del 19 ottobre 1987 è stata sottolineata l'importanza di concentrare l'azione della Comunità, in particolare sull'attuazione di opportune norme per garantire un elevato livello di protezione della sanità pubblica e dell'ambiente;
(3) considerando che la Comunità europea e i suoi Stati membri sono parti del Protocollo della convenzione del 1979 sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza, relativo alla lotta contro le emissioni dei composti organici volatili per ridurne i flussi transfrontalieri e i flussi di prodotti ossidanti fotochimici secondari che ne risultano, in modo da proteggere la salute e l'ambiente dagli effetti nocivi;
(4) considerando che l'inquinamento dovuto ai composti organici volatili in uno Stato membro influenza spesso l'aria e l'acqua di altri Stati membri; che, a norma dell'articolo 130 R del trattato, è necessaria un'azione a livello della Comunità;
(5) considerando che l'uso di solventi organici in talune attività e in taluni impianti, a causa delle loro caratteristiche, provoca emissioni di composti organici nell'aria che possono essere nocive per la sanità pubblica e/o contribuiscono alla formazione locale e transfrontaliera di ossidanti fotochimici nello strato limite della troposfera che causano danni alle risorse naturali, di estrema importanza ambientale ed economica, e, in talune condizioni di esposizione, hanno effetti nocivi per la salute umana;
(6) considerando che la forte incidenza negli ultimi anni di elevate concentrazioni di ozono nella troposfera ha sollevato diffuse preoccupazioni circa il loro impatto sulla sanità pubblica e l'ambiente;
(7) considerando che occorre pertanto un'azione preventiva per proteggere la sanità pubblica e l'ambiente dalle conseguenze di emissioni particolarmente nocive dovute all'uso di solventi organici e garantire il diritto dei cittadini ad un ambiente sano e pulito;
(8) considerando che le emissioni di composti organici possono essere evitate o ridotte in molte attività ed impianti, dato che esistono o saranno disponibili nei prossimi anni prodotti di sostituzione meno nocivi; che, ove non esistano prodotti di sostituzione adeguati, si dovrebbero adottare altre misure tecniche per ridurre le emissioni nell'ambiente per quanto fattibile dal punto di vista economico e tecnico;
(9) considerando che l'uso di solventi organici e le emissioni di composti organici aventi gravi effetti per la sanità pubblica dovrebbero essere ridotti per quanto tecnicamente possibile;
(10) considerando che gli impianti e i procedimenti contemplati della presente direttiva dovrebbero come minimo essere registrati se non sono soggetti ad autorizzazione secondo il diritto comunitario o nazionale;
(11) considerando che gli impianti esistenti e le attività dovrebbero, se del caso, essere adattati, entro un termine congruo, in modo da soddisfare i requisiti stabiliti per i nuovi impianti e le nuove attività; che tale termine dovrebbe corrispondere ai tempi previsti per conformarsi alla direttiva 96/61/CE del Consiglio, del 24 settembre 1996, sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento (9;;
(12) considerando che le parti pertinenti di impianti esistenti che richiedono modificazioni sostanziali devono in via di principio essere conformi alle nuovo norme per l'apparecchiatura sostanzialmente modificata;
(13) considerando che i solventi organici sono usati in molti diversi tipi di impianti e di attività e che, pertanto, oltre ai requisiti generali, si dovrebbero definire requisiti specifici e, nel contempo, soglie per le dimensioni degli impianti o delle attività che devono conformarsi alla presente direttiva;
(14) considerando che un elevato livello di protezione ambientale comporta la fissazione e il conseguimento di limitazioni delle emissioni di composti organici e opportune condizioni operative, in linea con il principio delle migliori tecniche disponibili, per taluni impianti e talune attività che usano solventi organici nella Comunità;
(15) considerando che in alcuni casi gli Stati membri possono dispensare i gestori dal conformarsi ai valori limite di emissione, in quanto altre misure, quali l'uso di tecniche o prodotti con tenore di solventi basso o nullo, forniscono strumenti alternativi per conseguire riduzioni equivalenti delle emissioni;
(16) considerando che si dovrebbe opportunamente tener conto delle misure di limitazione delle emissioni adottate prima dell'entrata in vigore della presente direttiva;
(17) considerando che, grazie a soluzioni alternative di riduzione, è possibile conseguire lo scopo della presente direttiva in maniera più efficace rispetto all'attuazione di valori limite di emissione uniformi; che gli Stati membri possono pertanto dispensare gli impianti esistenti dal conformarsi ai limiti di emissione se attuano un piano nazionale che, entro i termini di attuazione della presente direttiva, porti almeno ad una pari riduzione delle emissioni di composti organici da queste attività e da questi impianti;
(18) considerando che agli impianti esistenti, che ricadono nell'ambito di applicazione della direttiva 96/61/CE e che rientrano in uno piano nazionale, non possono in alcun caso non applicarsi le disposizioni di tale direttiva, compreso l'articolo 9, paragrafo 4;
(19) considerando che in molti casi gli impianti nuovi ed esistenti e quelli di piccole e medie dimensioni possono essere autorizzati a conformarsi a requisiti meno rigorosi, onde conservare la loro competitività;
(20) considerando che per il settore pulitura a secco è opportuna una soglia zero, fatte salve esenzioni specifiche;
(21) considerando che è necessario controllare le emissioni, compresa l'applicazione di tecniche di misurazione per valutare le concentrazioni di massa o la qualità di sostanze inquinanti che possono essere rilasciate nell'ambiente;
(22) considerando che i gestori dovrebbero ridurre le emissioni di solventi organici, comprese quelle diffuse, nonché le emissioni di composti organici; che un piano di gestione dei solventi costituisce un importante strumento di verifica al riguardo; che è possibile fornire degli orientamenti, ma che il piano di gestione dei solventi non è ancora maturo per poter stabilire una metodologia comunitaria;
(23) considerando che gli Stati membri devono stabilire una procedura da seguire e le misure da adottare qualora vengano superate le limitazioni delle emissioni;
(24) considerando che la Commissione e gli Stati membri dovrebbero collaborare per garantire lo scambio di informazioni sull'attuazione della direttiva e sui progressi realizzati nella ricerca delle soluzioni alternative,
|
THE COUNCIL OF THE EUROPEAN UNION,
Having regard to the Treaty establishing the European Community, and in particular Article 130s(1) thereof,
Having regard to the proposal from the Commission (1),
Having regard to the opinion of the Economic and Social Committee (2),
Acting in accordance with the procedure laid down in Article 189c of the Treaty (3),
(1) Whereas the European Community action programme on the environment approved by the Council and the representatives of the Governments of the Member States meeting within the Council by resolutions of 22 November 1973 (4), 17 May 1977 (5), 7 February 1983 (6), 19 October 1987 (7) and 1 February 1993 (8) stresses the importance of the prevention and reduction of air pollution;
(2) Whereas in particular the resolution of 19 October 1987 emphasises the importance of Community action to concentrate, inter alia, on implementation of appropriate standards in order to ensure a high level of public health and environmental protection;
(3) Whereas the European Community and its Member States are parties to the Protocol to the 1979 Convention on Long-Range Transboundary Air Pollution concerning the control of emissions of volatile organic compounds in order to reduce their transboundary fluxes and the fluxes of the resulting secondary photochemical oxidant products so as to protect human health and the environment from adverse effects;
(4) Whereas pollution due to volatile organic compounds in one Member State often influences the air and water of other Member States; whereas, in accordance with Article 130r of the Treaty, action at Community level is necessary;
(5) Whereas, because of their characteristics, the use of organic solvents in certain activities and installations gives rise to emissions of organic compounds into the air which can be harmful for public health and/or contributes to the local and transboundary formation of photochemical oxidants in the boundary layer of the troposphere which cause damage to natural resources of vital environmental and economic importance and, under certain exposure conditions, has harmful effects on human health;
(6) Whereas the high incidence of high tropospheric ozone concentrations in recent years has triggered widespread concern regarding the impact on public health and the environment;
(7) Whereas, therefore, preventive action is required to protect public health and the environment against the consequences of particularly harmful emissions from the use of organic solvents and to guarantee citizens the right to a clean and healthy environment;
(8) Whereas emissions of organic compounds can be avoided or reduced in many activities and installations because potentially less harmful substitutes are available or will become available within the coming years; whereas, where appropriate substitutes are not available, other technical measures should be taken to reduce emissions into the environment as much as economically and technically feasible;
(9) Whereas the use of organic solvents and the emissions of organic compounds which have the most serious effects on public health should be reduced as much as technically feasible;
(10) Whereas installations and processes which fall under this Directive should at least be registered if they are not subject to authorisation under Community or national legislation;
(11) Whereas existing installations and activities should, where appropriate, be adapted so that within an appropriate period they meet the requirements established for new installations and activities; whereas that period should be consistent with the timetable for compliance of Council Directive 96/61/EC of 24 September 1996 concerning integrated pollution prevention and control (9;;
(12) Whereas the relevant parts of existing installations which undergo substantial change must, as a matter of principle, meet the new installation standards for the substantially changed equipment;
(13) Whereas organic solvents are used by many different types of installations and activities so that, in addition to general requirements, specific requirements should be defined and, at the same time, thresholds for the size of the installations or activities which have to comply with this Directive;
(14) Whereas a high level of environmental protection requires the setting and achievement of emission limits for organic compounds and appropriate operating conditions, in accordance with the principle of best available techniques, for certain installations and activities using organic solvents within the Community;
(15) Whereas in some cases Member States may exempt operators from complying with the emission limit values because other measures, such as the use of low-solvent or solvent-free products or techniques, provide alternative means of achieving equivalent emission reductions;
(16) Whereas emission-limiting measures adopted before the entry into force of this Directive should be taken into account in an appropriate way;
(17) Whereas alternative approaches to reduction may allow the objectives of this Directive to be achieved more effectively than by implementing uniform emission limit values; whereas, therefore, Member States may exempt existing installations from compliance with the emission limits if they implement a national plan, which will, within the timetable for implementation of this Directive, lead to an at least equal reduction in emissions of organic compounds from these activities and installations;
(18) Whereas existing installations falling under Directive 96/61/EC which are covered by a national plan can under no circumstances be exempted from the provisions of that Directive, including Article 9(4) thereof;
(19) Whereas in many cases small and medium-sized, new and existing installations may be allowed to comply with somewhat less stringent requirements to maintain their competitiveness;
(20) Whereas for dry cleaning a zero threshold is appropriate, subject to specified exemptions;
(21) Whereas monitoring of emissions is required, including the application of measurement techniques, to assess the mass concentrations or the quantity of the pollutants whose release into the environment is permitted;
(22) Whereas operators should reduce emissions of organic solvents, including fugitive emissions, and of organic compounds; whereas a solvent management plan is an important tool to verify this; whereas, although guidance may be given, the solvent management plan is not developed to the stage where a Community methodology can be established;
(23) Whereas Member States have to establish a procedure to be followed and measures to be taken where emission limitations are exceeded;
(24) Whereas the Commission and the Member States should collaborate in order to ensure that information on the implementation of this Directive and on the progress of substitution options is exchanged,
|
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
Articolo 1 Finalità e ambito di applicazione
La presente direttiva mira a prevenire o a ridurre gli effetti diretti e indiretti delle emissioni di composti organici volatili nell'ambiente, principalmente nell'aria, e i rischi potenziali per la salute umana mediante misure e procedure da attuare per quanto riguarda le attività di cui all'allegato I, nella misura in cui l'esercizio delle medesime comporti il superamento delle soglie di consumo di solvente di cui all'allegato II A.
Articolo 2 Definizioni
Ai fini della presente direttiva, si intende per:
1) impianto un'unità tecnica permanente in cui sono svolte una o più attività rientranti nell'ambito di applicazione definito nell'articolo 1 e qualsiasi altra attività direttamente correlata che siano tecnicamente connesse con le attività svolte nel sito suddetto e possano influire sulle emissioni;
2) impianto esistente un impianto in funzione o, nell'ambito della legislazione vigente anteriormente alla data di recepimento della presente direttiva, un impianto autorizzato o registrato o che abbia costituito oggetto, a giudizio dell'autorità competente, di una domanda di autorizzazione completa, a condizione che esso entri in funzione al massimo entro un anno dalla data di recepimento della presente direttiva;
3) piccolo impianto un impianto che figura nella fascia di soglia più bassa dei punti 1, 3, 4, 5, 8, 10, 13, 16, o 17 dell'allegato II A, ovvero per le altre attività dell'allegato II A, che hanno un consumo di solventi inferiore a 10 tonnellate all'anno;
4) modifica sostanziale:
- per un impianto che rientra nell'ambito di applicazione della direttiva 96/61/CE, la definizione ivi specificata,
- per un piccolo impianto, una modifica della capacità nominale che porti ad un aumento delle emissioni di composti organici volatili superiore al 25 %. Qualsiasi modifica che, a giudizio dell'autorità competente, potrebbe avere effetti negativi significativi sulla salute umana o sull'ambiente è anch'essa considerata modifica sostanziale,
- per tutti gli altri impianti, una modifica della capacità nominale che porti ad un aumento delle emissioni di composti organici volatili superiore al 10 %. Qualsiasi modifica che, a giudizio dell'autorità competente, potrebbe avere effetti negativi significativi sulla salute umana o sull'ambiente è anch'essa considerata modifica sostanziale;
5) autorità competente la o le autorità o gli organismi incaricati, a norma delle disposizioni legislative degli Stati membri, dell'adempimento degli obblighi derivanti dalla presente direttiva;
6) gestore qualisiasi persona fisica o giuridica che gestisce o controlla l'impianto oppure, se previsto dalla legislazione nazionale, dispone di un potere economico determinante sull'esercizio tecnico del medesimo;
7) autorizzazione una decisione scritta in base alla quale l'autorità competente concede il permesso di esercizio di un impianto o di parte di esso;
8) registrazione una procedura, specificata in un atto giuridico, che comporta almeno la notifica all'autorità competente, da parte del gestore, della sua intenzione di gestire un impianto o un'attività che rientra nell'ambito di applicazione della presente direttiva;
9) emissione qualsiasi scarico di composti organici volatili da un impianto nell'ambiente;
10) emissioni diffuse qualsiasi emissione nell'aria, nel suolo e nell'acqua, non contenuta negli scarichi gassosi di composti organici volatili nonché, tranne se altrimenti indicato nell'allegato II A, i solventi contenuti in qualsiasi prodotto. Sono comprese le emissioni non catturate scaricate nell'ambiente esterno attraverso finestre, porte, sfiati e aperture simili;
11) scarichi gassosi gli effluenti gassosi finali contenenti composti organici volatili o altri inquinanti, emessi nell'aria da un camino o da un dispositivo di abbattimento. I flussi volumetrici sono espressi in m³/h in condizioni standard;
12) emissioni totali la somma delle emissioni diffuse e delle emissioni negli scarichi gassosi;
13) valore limite di emissione la massa di composti organici volatili, espressa in base a taluni parametri specifici, alla concentrazione, alla percentuale e/o al livello di un'emissione, calcolati in condizioni standard N, che non può essere superata in uno o più periodi di tempo;
14) sostanze qualsiasi elemento chimico e i suoi composti quali si presentano allo stato naturale o prodotti dall'industria, in forma solida, liquida o gassosa;
15) preparato le miscele o le soluzioni composte di due o più sostanze;
16) composto organico qualsiasi composto contenente almeno l'elemento carbonio e uno o più degli elementi seguenti: idrogeno, alogeni, ossigeno, zolfo, fosforo, silicio o azoto, ad eccezione degli ossidi di carbonio e dei carbonati e bicarbonati inorganici;
17) composto organico volatile (COV) qualsiasi composto organico che abbia a 293,15 K una pressione di vapore di 0,01 kPa o superiore, oppure che abbia una volatilità corrispondente in condizioni particolari di uso. Ai fini della presente direttiva, la frazione di creosoto che supera il valore indicato per la pressione di vapore alla temperatura di 293,15 K è considerata come un COV;
18) solvente organico qualsiasi COV usato da solo o in combinazione con altri agenti e che non subisca una trasformazione chimica al fine di dissolvere materie prime, prodotti o materiali di rifiuto, o usato come agente di pulizia per dissolvere contaminanti oppure come dissolvente, mezzo di dispersione, correttore di viscosità, correttore di tensione superficiale, plastificante o conservante;
19) solvente organico alogenato un solvente organico che contiene almeno un atomo di bromo, cloro, fluoro o iodio per molecola;
20) rivestimento ogni preparato, compresi tutti i solventi organici o i preparati contenenti solventi organici necessari per una corretta applicazione, usato per ottenere su una superficie un effetto decorativo, protettivo o funzionale;
21) adesivo qualsiasi preparato, compresi tutti i solventi organici o i preparati contenenti solventi organici necessari per una corretta applicazione, usato per far aderire parti separate di un prodotto;
22) inchiostro un preparato, compresi tutti i solventi organici o i preparati contenenti i solventi organici necessari per una corretta applicazione, usato in un'attività di stampa per stampare testi o immagini su una superficie;
23) vernice un rivestimento trasparente;
24) consumo il quantitativo totale di solventi organici utilizzato in un impianto per anno civile ovvero qualsiasi altro periodo di dodici mesi, detratto qualsiasi COV recuperato per riutilizzo;
25) input la quantità di solventi organici e la loro quantità nei preparati utilizzati nello svolgimento di un'attività, inclusi i solventi riciclati all'interno e all'esterno dell'impianto, che vengono registrati ogniqualvolta vengano utilizzati per svolgere l'attività;
26) riutilizzo di solventi organici l'uso di solventi organici recuperati da un impianto per qualsiasi scopo tecnico o commerciale, ivi compreso l'uso come combustibile, ad esclusione dello smaltimento definitivo, come rifiuti, dei solventi organici recuperati;
27) flusso di massa la quantità di COV scaricata, espressa in unità di massa/ora;
28) capacità nominale la massa massima di solventi organici immessi in un impianto, espressa in media giornaliera, se l'impianto funziona in condizioni di esercizio normale e con il rendimento previsto;
29) esercizio normale tutti i periodi di funzionamento di un impianto o di un'attività, ad eccezione delle operazioni di avviamento, arresto e manutenzione delle attrezzature;
30) condizioni di confinamento le condizioni nelle quali un impianto è gestito in maniera tale che i COV scaricati dall'attività sono raccolti ed evacuati in modo controllato mediante un camino o un dispositivo di abbattimento e non sono quindi completamente diffusi;
31) condizioni standard una temperatura di 273,15 K ed una pressione di 101,3 kPa;
32) media su 24 ore la media aritmetica di tutte le letture valide effettuate nel periodo di 24 ore di esercizio normale;
33) operazioni di avviamento e di arrestole operazioni di messa in servizio, messa fuori servizio, interruzione di un'attività, di un elemento dell'impianto o di un serbatoio. Le fasi regolari di oscillazione di un'attività non devono essere considerate come avviamenti e arresti.
|
HAS ADOPTED THIS DIRECTIVE:
Article 1 Purpose and scope
The purpose of this Directive is to prevent or reduce the direct and indirect effects of emissions of volatile organic compounds into the environment, mainly into air, and the potential risks to human health, by providing measures and procedures to be implemented for the activities defined in Annex I, in so far as they are operated above the solvent consumption thresholds listed in Annex IIA.
Article 2 Definitions
For the purposes of this Directive:
1. installation shall mean a stationary technical unit where one or more activities falling within the scope defined in Article 1 are carried out, and any other directly associated activities which have a technical connection with the activities carried out on that site and which could have an effect on emissions;
2. existing installation shall mean an installation in operation or, in accordance with legislation existing before the date on which this Directive is brought into effect, an installation which is authorised or registered or, in the view of the competent authority, the subject of a full request for authorisation, provided that the installation is put into operation no later than one year after the date on which this Directive is brought into effect;
3. small installation shall mean an installation which falls within the lower threshold band of items 1, 3, 4, 5, 8, 10, 13, 16 or 17 of Annex IIA or for the other activities of Annex IIA which have a solvent consumption of less than 10 tonnes/year;
4. substantial change
- for an installation falling within the scope of Directive 96/61/EC, shall have the definition specified in that Directive,
- for a small installation, shall mean a change of the nominal capacity leading to an increase of emissions of volatile organic compounds of more than 25 %. Any change that may have, in the opinion of the competent authority, significant negative effects on human health or the environment is also a substantial change,
- for all other installations, shall mean a change of the nominal capacity leading to an increase of emissions of volatile organic compounds of more than 10 %. Any change that may have, in the opinion of the competent authority, significant negative effects on human health or the environment is also a substantial change;
5. competent authority shall mean the authority or authorities or bodies responsible under the legal provisions of the Member States for carrying out the obligations arising from this Directive;
6. operator shall mean any natural or legal person who operates or controls the installation or, where this is provided for in national legislation, to whom decisive economic power over the technical functioning of the installation has been delegated;
7. authorisation shall mean a written decision by which the competent authority grants permission to operate all or part of an installation;
8. registration shall mean a procedure, specified in a legal act, involving at least notification to the competent authority by the operator of the intention to operate an installation or activity falling within the scope of this Directive;
9. emission shall mean any discharge of volatile organic compounds from an installation into the environment;
10. fugitive emissions shall mean any emissions not in waste gases of volatile organic compounds into air, soil and water as well as, unless otherwise stated in Annex IIA, solvents contained in any products. They include uncaptured emissions released to the outside environment via windows, doors, vents and similar openings;
11. waste gases shall mean the final gaseous discharge containing volatile organic compounds or other pollutants, from a stack or abatement equipment into air. The volumetric flow rates shall be expressed in m³/h at standard conditions;
12. total emissions shall mean the sum of fugitive emissions and emissions in waste gases;
13. emission limit value shall mean the mass of volatile organic compounds, expressed in terms of certain specific parameters, concentration, percentage and/or level of an emission, calculated at standard conditions, N, which may not be exceeded during one or more periods of time;
14. substances shall mean any chemical element and its compounds, as they occur in the natural state or as produced by industry, whether in solid or liquid or gaseous form;
15. preparation shall mean mixtures or solutions composed of two or more substances;
16. organic compound shall mean any compound containing at least the element carbon and one or more of hydrogen, halogens, oxygen, sulphur, phosphorus, silicon or nitrogen, with the exception of carbon oxides and inorganic carbonates and bicarbonates;
17. volatile organic compound (VOC) shall mean any organic compound having at 293,15 K a vapour pressure of 0,01 kPa or more, or having a corresponding volatility under the particular conditions of use. For the purpose of this Directive, the fraction of creosote which exceeds this value of vapour pressure at 293,15 K shall be considered as a VOC;
18. organic solvent shall mean any VOC which is used alone or in combination with other agents, and without undergoing a chemical change, to dissolve raw materials, products or waste materials, or is used as a cleaning agent to dissolve contaminants, or as a dissolver, or as a dispersion medium, or as a viscosity adjuster, or as a surface tension adjuster, or a plasticiser, or as a preservative;
19. halogenated organic solvent shall mean an organic solvent which contains at least one atom of bromine, chlorine, fluorine or iodine per molecule;
20. coating shall mean any preparation, including all the organic solvents or preparations containing organic solvents necessary for its proper application, which is used to provide a decorative, protective or other functional effect on a surface;
21. adhesive shall mean any preparation, including all the organic solvents or preparations containing organic solvents necessary for its proper application, which is used to adhere separate parts of a product;
22. ink shall mean a preparation, including all the organic solvents or preparations containing organic solvents necessary for its proper application, which is used in a printing activity to impress text or images on to a surface;
23. varnish shall mean a transparent coating;
24. consumption shall mean the total input of organic solvents into an installation per calendar year, or any other 12-month period, less any VOCs that are recovered for reuse;
25. input shall mean the quantity of organic solvents and their quantity in preparations used when carrying out an activity, including the solvents recycled inside and outside the installation, and which are counted every time they are used to carry out the activity;
26. reuse of organic solvents shall mean the use of organic solvents recovered from an installation for any technical or commercial purpose and including use as a fuel but excluding the final disposal of such recovered organic solvent as waste;
27. mass flow shall mean the quantity of VOCs released, in unit of mass/hour;
28. nominal capacity shall mean the maximum mass input of organic solvents by an installation averaged over one day, if the installation is operated under conditions of normal operation at its design output;
29. normal operation shall mean all periods of operation of an installation or activity except start-up and shut-down operations and maintenance of equipment;
30. contained conditions shall mean conditions under which an installation is operated such that the VOCs released from the activity are collected and discharged in a controlled way either via a stack or abatement equipment and are therefore not entirely fugitive;
31. standard conditions shall mean a temperature of 273,15 K and a pressure of 101,3 kPa;
32. average over 24 hours shall mean the arithmetic average of all valid readings taken during the 24-hour period of normal operation;
33. start-up and shut-down operations shall mean operations whilst bringing an activity, an equipment item or a tank into or out of service or into or out of an idling state. Regularly oscillating activity phases are not to be considered as start-ups and shut-downs.
|
Articolo 3 Obblighi che si applicano ai nuovi impianti
Gli Stati membri adottano le misure necessarie per garantire che:
1) tutti i nuovi impianti siano conformi agli articoli 5, 8 e 9;
2) tutti i nuovi impianti non contemplati dalla direttiva 96/61/CE siano soggetti a registrazione o ad autorizzazione prima di entrare in funzione.
Articolo 4 Obblighi che si applicano agli impianti esistenti
Fatta salva la direttiva 96/61/CE, gli Stati membri adottano le misure necessarie per garantire che:
1) gli impianti esistenti siano conformi agli articoli 5, 8 e 9 entro il 31 ottobre 2007;
2) tutti gli impianti esistenti siano registrati o autorizzati entro e non oltre il 31 ottobre 2007;
3) gli impianti esistenti che devono essere autorizzati o registrati secondo il piano di riduzione di cui all'allegato II B ne trasmettano notifica alle autorità competenti entro e non oltre il 31 ottobre 2005;
4) se un impianto:
- è sottoposto a modifica sostanziale, oppure
- rientra nell'ambito di applicazione della presente direttiva per la prima volta a seguito di una modifica sostanziale,
la parte dell'impianto oggetto della modifica sostanziale verrà trattata come un nuovo impianto oppure come un impianto esistente, purché le emissioni totali dell'intero impianto non superino quelle che si sarebbero ottenute se la parte oggetto della modifica sostanziale fosse stata trattata come un nuovo impianto.
|
Article 3 Obligations applying to new installations
Member States shall adopt the necessary measures to ensure that:
1. all new installations comply with Articles 5, 8 and 9;
2. all new installations not covered by Directive 96/61/EC are registered or undergo authorisation before being put into operation.
Article 4 Obligations applying to existing installations
Without prejudice to Directive 96/61/EC, Member States shall adopt the necessary measures to ensure that:
1. existing installations comply with Articles 5, 8 and 9 no later than 31 October 2007;
2. all existing installations must have been registered or authorised by 31 October 2007 at the latest;
3. those installations to be authorised or registered using the reduction scheme of Annex IIB notify this to the competent authorities by 31 October 2005 at the latest;
4. where an installation:
- undergoes a substantial change, or
- comes within the scope of this Directive for the first time following a substantial change,
that part of the installation which undergoes the substantial change shall be treated either as a new installation or as an existing installation, provided that the total emissions of the whole installation do not exceed those that would have resulted had the substantially changed part been treated as a new installation.
|
Articolo 5 Requisiti
1. Gli Stati membri adottano le misure necessarie o precisando le condizioni dell'autorizzazione o emanando regole generali vincolanti affinché siano osservati i paragrafi da 2 a 12.
2. Tutti gli impianti sono conformi:
a) ai valori limite di emissione negli scarichi gassosi e ai valori di emissione diffusa o ai valori limite di emissione totale nonché ad altri requisiti indicati nell'allegato II A; o
b) ai requisiti del piano di riduzione di cui all'allegato II B.
3. a) Per quanto riguarda le emissioni diffuse, gli Stati membri applicano i valori di emissione diffusa agli impianti come valore limite di emissione. Tuttavia, qualora si comprovi all'autorità competente che per un singolo impianto questo valore non è tecnicamente ed economicamente fattibile, l'autorità competente può fare un'eccezione per tale singolo impianto, sempreché ciò non comporti rischi per la salute umana o per l'ambiente. Per ogni deroga il gestore deve comprovare all'autorità competente che viene utilizzata la migliore tecnica disponibile.
b) Le attività che non possono essere gestite in condizioni di confinamento possono essere dispensate dai controlli di cui all'allegato II A, qualora tale possibilità sia esplicitamente menzionata in detto allegato. In tal caso si ricorrerà al piano di riduzione di cui all'allegato II B, a meno che si comprovi all'autorità competente che questa opzione non è tecnicamente ed economicamente fattibile. In questo caso, il gestore deve comprovare all'autorità competente che viene utilizzata la miglior tecnica disponibile.
Gli Stati membri riferiscono alla Commissione in merito alle deroghe di cui alle lettere a) e b) a norma dell'articolo 11.
4. Per gli impianti che non usano il piano di riduzione, eventuali dispositivi di abbattimento installati dopo la data di recepimento della presente direttiva devono essere conformi ai requisiti di cui all'allegato II A.
5. Gli impianti adibiti a due o più attività che individualmente superano le soglie di cui all'allegato II A devono:
a) per le sostanze specificate nei paragrafi 6, 7 e 8, soddisfare i requisiti di dette disposizioni per ciascuna attività;
b) per tutte le altre sostanze:
i) soddisfare i requisiti di cui al paragrafo 2 per ciascuna attività, oppure
ii) avere emissioni totali che non superino quelle che si sarebbero avute applicando il disposto del punto i).
6. Le sostanze o i preparati ai quali, a causa del loro tenore di COV classificati come cancerogeni, mutageni o tossici per la riproduzione, ai sensi della direttiva 67/548/CEE (10), sono assegnate, o sui quali devono essere apposte, le frasi di rischio R45, R46, R49, R60, R61 sono sostituiti, quanto prima e nei limiti del possibile, e tenendo conto delle linee guida di cui all'articolo 7, paragrafo 1, con sostanze o preparati meno nocivi.
7. Per gli effluenti dei COV di cui al paragrafo 6, vale a dire effluenti in cui il flusso di massa della somma dei composti che comportano l'etichettatura di cui al detto paragrafo è uguale o superiore a 10 g/h, deve essere rispettato un valore limite di emissione di 2 mg/Nm³. Il valore limite di emissione si riferisce alla somma di massa dei singoli composti.
8. Per gli effluenti dei COV alogenati cui sono state assegnate etichette con la frase di rischio R40, vale a dire effluenti in cui il flusso di massa della somma dei composti che comportano l'etichettatura R40 è uguale o superiore a 100 g/h, deve essere rispettato un valore limite di emissione di 20 mg/Nm³. Il valore limite di emissione si riferisce alla somma di massa dei singoli composti.
Gli effluenti dei COV di cui ai paragrafi 6 e 8 devono essere controllati come emissioni di impianto in condizioni di confinamento, nella misura in cui ciò sia tecnicamente ed economicamente fattibile al fine di tutelare la salute umana e l'ambiente.
9. Gli effluenti dei COV ai quali, dopo l'entrata in vigore della presente direttiva, viene assegnata, o che devono riportare, una delle frasi di rischio di cui ai paragrafi 6 e 8 devono rispettare quanto prima i valori limite di emissione specificati, rispettivamente, nei paragrafi 7 e 8.
10. Sono adottate tutte le precauzioni opportune per ridurre al minimo le emissioni durante le fasi di avviamento e di arresto.
11. Gli impianti esistenti che utilizzano un dispositivo di abbattimento esistente e sono conformi ai valori limite di emissione di:
- 50 mg C/Nm³ in caso di incenerimento,
- 150 mg C/Nm³ per qualsiasi altro dispositivo di abbattimento
sono esonerati dall'obbligo di conformarsi ai valori limite di emissione negli scarichi gassosi di cui all'allegato II A per un periodo di dodici anni a decorrere dalla data di cui all'articolo 15, a condizione che le emissioni totali dell'intero impianto non superino le emissioni che si sarebbero verificate osservando tutti i requisiti indicati nella suddetta tabella.
12. Né il piano di riduzione né l'applicazione del paragrafo 11 o dell'articolo 6 esonerano gli impianti che scaricano sostanze specificate ai paragrafi 6, 7 e 8 dall'obbligo di conformarsi ai requisiti indicati in tali paragrafi.
13. Qualora sia effettuata una valutazione del rischio, ai sensi del regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio (11) e del regolamento (CE) n. 1488/94 della Commissione (12) o della direttiva 67/548/CEE del Consiglio e della direttiva 93/67/CEE della Commissione (13), di una qualsiasi delle sostanze che comportano l'etichettatura R40, R60 o R61, disciplinate nell'ambito della presente direttiva, la Commissione esamina le conclusioni della valutazione del rischio e adotta, se del caso, le misure necessarie.
|
Article 5 Requirements
1. Member States shall take the appropriate measures, either by specification in the conditions of the authorisation or by general binding rules to ensure that paragraphs 2 to 12 are complied with.
2. All installations shall comply with:
(a) either the emission limit values in waste gases and the fugitive emission values, or the total emission limit values, and other requirements laid down in Annex IIA;
or
(b) the requirements of the reduction scheme specified in Annex IIB.
3. (a) For fugitive emissions, Member States shall apply fugitive emission values to installations as an emission limit value. However, where it is demonstrated to the satisfaction of the competent authority that for an individual installation this value is not technically and economically feasible, the competent authority can make an exception for such an individual installation provided that significant risks to human health or the environment are not to be expected. For each derogation, the operator must demonstrate to the satisfaction of the competent authority that the best available technique is being used;
(b) activities which cannot be operated under contained conditions may be exempted from the controls of Annex IIA, when this possibility is explicitly mentioned in that Annex. The reduction scheme of Annex IIB is then to be used, unless it is demonstrated to the satisfaction of the competent authority that this option is not technically and economically feasible. In this case, the operator must demonstrate to the satisfaction of the competent authority that the best available technique is being used.
Member States shall report to the Commission on the derogation concerning paragraphs (a) and (b) in accordance with Article 11.
4. For installations not using the reduction scheme, any abatement equipment installed after the date on which this Directive is brought into effect shall meet all the requirements of Annex IIA.
5. Installations where two or more activities are carried out, each of which exceeds the thresholds in Annex IIA shall:
(a) as regards the substances specified in paragraphs 6, 7 and 8, meet the requirements of those paragraphs for each activity individually;
(b) as regards all other substances, either:
(i) meet the requirements of paragraph 2 for each activity individually; or
(ii) have total emissions not exceeding those that would have resulted had point (i) been applied.
6. Substances or preparations which, because of their content of VOCs classified as carcinogens, mutagens, or toxic to reproduction under Directive 67/548/EEC (10), are assigned or need to carry the risk phrases R45, R46, R49, R60, R61, shall be replaced, as far as possible and by taking into account the guidance as mentioned in Article 7(1), by less harmful substances or preparations within the shortest possible time.
7. For discharges of the VOCs referred to in paragraph 6, where the mass flow of the sum of the compounds causing the labelling referred to in that paragraph is greater than, or equal to, 10 g/h, an emission limit value of 2 mg/Nm³ shall be complied with. The emission limit value refers to the mass sum of the individual compounds.
8. For discharges of halogenated VOCs which are assigned the risk phrase R40, where the mass flow of the sum of the compounds causing the labelling R40 is greater than, or equal to, 100 g/h, an emission limit value of 20 mg/Nm³ shall be complied with. The emission limit value refers to the mass sum of the individual compounds.
The discharge of VOCs referred to in paragraphs 6 and 8 shall be controlled as emissions from an installation under contained conditions as far as technically and economically feasible to safeguard public health and the environment.
9. Discharges of those VOCs which, after the entry into force of this Directive, are assigned or need to carry one of the risk phrases mentioned in paragraphs 6 and 8, shall have to comply with the emission limit values mentioned in paragraphs 7 and 8 respectively, within the shortest possible time.
10. All appropriate precautions shall be taken to minimise emissions during start-up and shut-down.
11. Existing installations which operate existing abatement equipment and comply with the following emission limit values:
- 50 mg C/Nm³ in the case of incineration,
- 150 mg C/Nm³ in the case of any other abatement equipment,
shall be exempt from the waste gases emission limit values in the table in Annex IIA for a period of 12 years after the date referred to in Article 15, provided the total emissions of the whole installation do not exceed those that would have resulted had all the requirements of the table been met.
12. Neither the reduction scheme nor the application of paragraph 11 nor Article 6 exempt installations discharging substances specified in paragraphs 6, 7 and 8 from fulfilling the requirements of those paragraphs.
13. Where a risk assessment is carried out in accordance with Council Regulation (EEC) No 793/93 (11) and Commission Regulation (EC) No 1488/94 (12) or Council Directive 67/548/EEC and Commission Directive 93/67/EEC (13) of any of the substances causing the labelling R40, R60 or R61 which are controlled under this Directive, the Commission shall consider the conclusions of the risk assessment and shall take the necessary measures as appropriate.
|
Articolo 6 Piani nazionali
1. Fatta salva la direttiva 96/61/CE, gli Stati membri possono definire e attuare piani nazionali per ridurre le emissioni delle attività e degli impianti industriali di cui all'articolo 1, escluse le attività 4 e 11 dell'allegato II A. Nessuna delle altre attività può essere esclusa dall'ambito di applicazione della presente direttiva con un piano nazionale. Questi piani devono portare ad una riduzione delle emissioni annue di COV prodotte dagli impianti esistenti contemplati dalla presente direttiva, entro lo stesso termine e come minimo di entità pari a quella che si sarebbe ottenuta applicando i limiti di emissione di cui all'articolo 5, paragrafi 2 e 3, e all'allegato II, durante il periodo di validità del piano nazionale. Il piano nazionale, aggiornato se del caso, sarà presentato nuovamente alla Commissione ogni tre anni.
Lo Stato membro che definisce e attua i piani nazionali può dispensare gli impianti esistenti dall'applicazione dei valori limite di emissione di cui all'articolo 5, paragrafi 2 e 3, e all'allegato II. Un piano nazionale non può in alcun caso dispensare un impianto esistente dall'applicazione delle disposizioni di cui alla direttiva 96/61/CE.
2. Un piano nazionale comprende un elenco delle misure adottate o da adottare per garantire il raggiungimento dell'obiettivo di cui al paragrafo 1, compresi i dettagli del meccanismo di controllo proposto, nonché obiettivi di riduzione intermedia vincolanti, con riferimento ai quali sia possibile misurare i progressi realizzati. Esso è compatibile con la normativa comunitaria vigente in materia, comprese le pertinenti disposizioni della presente direttiva, ed include:
- un'identificazione dell'attività o delle attività a cui il piano si applica;
- la riduzione delle emissioni che tali attività devono raggiungere e che corrisponde a quella che si sarebbe ottenuta applicando i limiti di emissione di cui al paragrafo 1;
- il numero di impianti interessati dal piano e le relative emissioni totali nonché le emissioni totali di ogni attività.
Il piano include inoltre una descrizione dettagliata della serie di strumenti tramite i quali verranno applicati i suoi requisiti, la prova dell'applicabilità di tali strumenti e una descrizione dettagliata dei metodi attraverso i quali verrà comprovata la conformità al piano.
3. Lo Stato membro trasmette il piano alla Commissione. Al piano va allegata una documentazione di sostegno, sufficiente ad accertare che l'obiettivo di cui al paragrafo 1 sarà raggiunto, nonché qualsiasi altra documentazione espressamente richiesta dalla Commissione. Agli impianti esistenti che subiscono una modifica sostanziale continua ad essere applicato il piano nazionale, purché vi rientrassero prima di subire tale modifica sostanziale.
4. Lo Stato membro designa un'autorità nazionale per la raccolta e la valutazione delle informazioni di cui al paragrafo 3 e per l'attuazione del piano nazionale.
5. a) La Commissione informa il comitato di cui all'articolo 13 circa i criteri per la valutazione dei piani nazionali, al più tardi entro un anno dall'entrata in vigore della presente direttiva.
b) Se la Commissione, nell'esaminare il piano, il piano ripresentato o le relazioni sui progressi compiuti presentate dagli Stati membri ai sensi dell'articolo 11, ritiene che i risultati del piano non saranno raggiunti entro il termine stabilito, ne informa lo Stato membro e il comitato di cui all'articolo 13, esponendo i motivi di questo suo parere, entro sei mesi dal ricevimento del piano o della relazione. Entro i tre mesi successivi lo Stato membro notifica alla Commissione le misure correttive che intende adottare per garantire il conseguimento degli obiettivi e ne informa il comitato.
6. Se entro sei mesi dalla notificazione delle misure correttive la Commissione decide che queste misure sono insufficienti a garantire il conseguimento dell'obiettivo del piano entro il termine stabilito, lo Stato membro è obbligato a soddisfare i requisiti di cui all'articolo 5, paragrafi 2 e 3, e all'allegato II entro il termine specificato nella presente direttiva per gli impianti esistenti. La Commissione informa della sua decisione il comitato di cui all'articolo 13.
|
Article 6 National plans
1. Without prejudice to Directive 96/61/EC, Member States may define and implement national plans for reducing emissions from the activities and industrial installations covered by Article 1, excluding activities 4 and 11 of Annex IIA. None of the other activities may be excluded from the scope of this Directive by means of a national plan. These plans shall result in a reduction of the annual emissions of VOCs from existing installations covered by this Directive by at least the same amount and within the same time frame as would have been achieved by applying the emission limits under Article 5(2) and (3) and Annex II, during the validity period of the national plan. The national plan, if necessary updated, will be resubmitted to the Commission every three years.
A Member State which defines and implements national plans may exempt existing installations from implementation of the emission limit values laid down in Article 5(2) and (3) and Annex II. A national plan may under no circumstances exempt an existing installation from the provisions laid down in Directive 96/61/EC.
2. A national plan shall include a list of the measures taken or to be taken to ensure that the aim specified in paragraph 1 will be achieved, including details of the proposed plan monitoring mechanism. It shall also include binding interim reduction targets against which progress towards the aim can be measured. It shall be compatible with the relevant existing Community legislation, including the relevant provisions of this Directive, and shall include:
- an identification of the activity or activities to which the plan applies,
- the reduction in emissions to be achieved by those activities which corresponds to that which would have been achieved by applying the emission limits as specified in paragraph 1,
- the number of installations affected by the plan and their total emissions and the total emission of each of the activities.
The plan shall also include a full description of the range of instruments through which its requirements will be achieved, evidence that these instruments will be enforceable and details of the means by which compliance with the plan will be demonstrated.
3. The Member State shall submit the plan to the Commission. The plan must be accompanied by supporting documentation sufficient to verify that the aim of paragraph 1 will be achieved, including any documentation specifically requested by the Commission. Existing installations undergoing a substantial change shall remain within the scope of the national plan, provided that they were part of this plan before undergoing such substantial change.
4. The Member State shall designate a national authority for the collection and evaluation of the information required by paragraph 3 and for the implementation of the national plan.
5. (a) The Commission shall inform the committee referred to in Article 13 of the criteria for assessing national plans, one year after the entry into force of this Directive at the latest.
(b) If the Commission, in considering the plan, the resubmitted plan, or in considering the progress reports submitted by the Member State under Article 11, is not satisfied that the objectives of the plan will be achieved within the prescribed period, it shall inform the Member State and the committee referred to in Article 13 of its opinion and of the reasons for reaching such an opinion. It shall do so within six months of receipt of the plan or report. The Member State shall then notify the Commission and inform the committee, within three months, of the corrective measures it will take in order to ensure that the objectives are achieved.
6. If the Commission decides within six months of the notification of the corrective measures that those measures are insufficient to ensure that the objective of the plan is achieved within the prescribed period, the Member State shall be obliged to satisfy the requirements of Article 5(2) and (3) and Annex II within the period specified in this Directive in the case of existing installations. The Commission shall inform the committee referred to in Article 13 of its decision.
|
Articolo 7 Sostituzione
1. La Commissione assicura lo scambio di informazioni tra gli Stati membri e le attività interessate sull'uso di sostanze organiche e sui loro sostituti potenziali. Essa esamina
- l'idoneità all'uso,
- i possibili effetti sulla salute umana in generale e in particolare quelli derivanti dall'esposizione per motivi professionali,
- gli effetti potenziali sull'ambiente e
- le conseguenze economiche, in particolare i costi e i vantaggi delle soluzioni disponibili
allo scopo di fornire linee guida sull'uso di sostanze e di tecniche aventi il minore impatto potenziale sull'aria, sull'acqua, sul suolo, sugli econistemi e sulla salute umana. In seguito allo scambio di informazioni la Commissione pubblica le linee guida per ciascuna attività.
2. Gli Stati membri provvedono affinché si tenga conto delle linee guida di cui al paragrafo 1 ai fini dell'autorizzazione e della formulazione di regole generali vincolanti.
Articolo 8 Controlli
1. Gli Stati membri introducono l'obbligo per il gestore di un impianto contemplato dalla presente direttiva di fornire una volta all'anno o su richiesta all'autorità competente dati che consentano a quest'ultima di verificare la conformità alla presente direttiva.
2. Gli Stati membri assicurano che i canali muniti di dispositivi di abbattimento e con più di 10 kg/h di carbonio organico totale al punto finale di scarico siano oggetto di un controllo continuo delle emissioni onde verificarne la conformità.
3. Negli altri casi gli Stati membri provvedono affinché vengano eseguite misurazioni continue o periodiche. Per le misurazioni periodiche si devono ottenere almeno tre letture durante ogni misurazione.
4. Non sono richieste misurazioni quando il dispositivo di abbattimento di fine ciclo non è tenuto a conformarsi alla presente direttiva.
5. La Commissione organizza uno scambio di informazioni sull'applicazione dei piani di gestione dei solventi negli Stati membri, sulla base dei dati relativi all'applicazione della presente direttiva nei tre anni successivi alla data di cui all'articolo 15.
|
Article 7 Substitution
1. The Commission shall ensure that an exchange of information between Member States and the activities concerned on the use of organic substances and their potential substitutes takes place. It shall consider the questions of:
- fitness for use,
- potential effects on human health and occupational exposure in particular;
- potential effects on the environment, and
- the economic consequences, in particular, the costs and benefits of the options available,
with a view to providing guidance on the use of substances and techniques which have the least potential effects on air, water, soil, ecosystems and human health. Following the exchange of information, the Commission shall publish guidance for each activity.
2. Member States shall ensure that the guidance referred to in paragraph 1 is taken into account during authorisation and during the formulation of general binding rules.
Article 8 Monitoring
1. Member States shall introduce an obligation for the operator of an installation covered by this Directive to supply the competent authority once a year or on request with data that enables the competent authority to verify compliance with this Directive.
2. Member States shall ensure that channels to which abatement equipment is connected, and which at the final point of discharge emit more than an average of 10 kg/h of total organic carbon, are monitored continuously for compliance.
3. In the other cases, Member States shall ensure that either continuous or periodic measurements are carried out. For periodic measurements at least three readings shall be obtained during each measurement exercise.
4. Measurements are not required in the case where end-of-pipe abatement equipment is not needed to comply with this Directive.
5. The Commission shall organise an exchange of information on the use of solvent management plans in Member States based on the data for the implementation of this Directive in the three years following the date referred to in Article 15.
|
Articolo 9 Conformità ai valori limite di emissione
1. Si deve fornire all'autorità competente una prova soddisfacente della conformità:
- ai valori limite di emissione negli scarichi gassosi, ai valori limite di emissione diffusa e ai valori limite di emissione totale;
- ai requisiti del piano di riduzione di cui all'allegato II B;
- alle disposizioni dell'articolo 5, paragrafo 3.
Nell'allegato III sono indicate linee guida sui piani di gestione dei solventi che consentono di dimostrare la conformità a questi parametri.
Nel determinare la concentrazione di massa dell'inquinante nello scarico gassoso non vengono presi in considerazione i volumi di gas che possono essere aggiunti, ove tecnicamente giustificato, agli scarichi gassosi per scopi di raffreddamento o diluizione.
2. La conformità è nuovamente verificata dopo una modifica sostanziale.
3. In caso di misurazioni continue la conformità ai valori limite di emissione è considerata raggiunta se:
a) nessuna delle medie, nel corso di 24 ore di esercizio normale, supera i valori limite di emissione, e
b) nessuna delle medie orarie supera i valori limite di emissione stabiliti di un fattore superiore a 1,5.
4. Per le misurazioni periodiche la conformità ai valori limite di emissione è considerata raggiunta se nel corso di un controllo:
a) la media di tutte le letture non supera i valori limite di emissione e
b) nessuna delle medie orarie supera il valore limite di emissione stabilito di un fattore superiore a 1,5.
5. La conformità alle disposizioni dell'articolo 5, paragrafi 7 e 8, è verificata sulla base della somma delle concentrazioni di massa dei singoli COV interessati. In tutti gli altri casi si prende come riferimento la massa totale di carbonio organico emesso, ove non altrimenti specificato nell'allegato II A.
|
Article 9 Compliance with emission limit values
1. Compliance with the following shall be demonstrated to the satisfaction of the competent authority:
- emission limit values in waste gases, fugitive emission values and total emission limit values,
- the requirements of the reduction scheme under Annex IIB,
- the provisions of Article 5(3).
Guidance is provided in Annex III on solvent management plans serving to demonstrate compliance with these parameters.
Gas volumes may be added to the waste gas for cooling or dilution purposes where technically justified but shall not be considered when determining the mass concentration of the pollutant in the waste gas.
2. Following a substantial change, compliance shall be reverified.
3. In the case of continuous measurements the emission limit values shall be considered to be complied with if:
(a) none of the averages over 24 hours of normal operation exceeds the emission limit values, and
(b) none of the hourly averages exceeds the emission limit values by more than a factor of 1,5.
4. In the case of periodic measurements the emission limit values shall be considered to be complied with if, in one monitoring exercise:
(a) the average of all the readings does not exceed the emission limit values, and
(b) none of the hourly averages exceeds the emission limit value by more than a factor of 1,5.
5. Compliance with the provisions of Article 5(7) and (8) shall be verified on the basis of the sum of the mass concentrations of the individual volatile organic compounds concerned. For all other cases, compliance shall be verified on the basis of the total mass of organic carbon emitted unless otherwise specified in Annex IIA.
|
Articolo 10 Violazioni
Gli Stati membri adottano le misure opportune per garantire che, qualora si accerti una violazione della presente direttiva:
a) il gestore informi l'autorità competente e adotti le misure necessarie per garantire un tempestivo ripristino della conformità;
b) se la violazione causa un pericolo immediato per la salute umana e fino a che la conformità non venga ripristinata alle condizioni di cui alla lettera a), l'esercizio dell'attività sia sospeso.
Articolo 11 Sistemi di informazione e relazioni
1. Ogni tre anni gli Stati membri comunicano alla Commissione informazioni sull'attuazione della presente direttiva sotto forma di relazione. Tale relazione è redatta sulla base di un questionario o di uno schema elaborato dalla Commissione secondo la procedura di cui all'articolo 6 della direttiva 91/692/CEE (14). Il questionario o lo schema sono inviati agli Stati membri sei mesi prima dell'inizio del periodo contemplato dalla relazione. La relazione è trasmessa alla Commissione entro nove mesi dalla fine del periodo di tre anni da essa contemplato. Gli Stati membri pubblicano le relazioni contemporaneamente alla loro trasmissione alla Commissione, fatto salvo il disposto dell'articolo 3, paragrafi 2 e 3, della direttiva 90/313/CEE (15). La prima relazione verte sui primi tre anni successivi alla data di cui all'articolo 15.
2. Le informazioni fornite ai sensi del paragrafo 1 comprendono, in particolare, dati sufficienti e rappresentativi atti a dimostrare la conformità ai requisiti di cui all'articolo 5 e, se del caso, all'articolo 6.
3. La Commissione elabora una relazione sull'attuazione della presente direttiva in base ai dati forniti dagli Stati membri al più tardi cinque anni dopo la presentazione delle prime relazioni da parte degli Stati membri. La Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio la relazione corredata, se necessario, di proposte.
|
Article 10 Non-compliance
Member States shall take appropriate measures to ensure that, if it is found that the requirements of this Directive have been breached:
(a) the operator informs the competent authority and takes measures to ensure that compliance is restored within the shortest possible time;
(b) in cases of non-compliance causing immediate danger to human health and as long as compliance is not restored under the conditions of paragraph (a), operation of the activity is suspended.
Article 11 Information systems and reporting
1. At intervals of three years, Member States shall send information to the Commission on the implementation of this Directive in the form of a report. The report shall be drawn up on the basis of a questionnaire or outline drafted by the Commission in accordance with the procedure laid down in Article 6 of Directive 91/692/EEC (14). The questionnaire or outline shall be sent to the Member States six months before the start of the period covered by the report. The report shall be made to the Commission within nine months of the end of the three-year period covered by it. Member States shall publish the reports produced at the same time as they are transmitted to the Commission, subject to the restrictions laid down in Article 3(2) and (3) of Directive 90/313/EEC (15). The first report shall cover the period of the first three years after the date referred to in Article 15.
2. The information submitted under paragraph 1 shall, in particular, include sufficient representative data to demonstrate that the requirements of Article 5 and as the case may be, the requirements of Article 6 have been complied with.
3. The Commission shall draw up a report on the implementation of this Directive on the basis of the data provided by the Member States at the latest five years after the first reports are submitted by the Member States. The Commission shall submit this report to the European Parliament and the Council, accompanied by proposals if necessary.
|
Articolo 12 Accesso del pubblico all'informazione
1. Fatto salvo quanto stabilito nella direttiva 90/313/CEE, gli Stati membri adottano le misure necessarie per garantire che almeno le domande di autorizzazione di nuovi impianti o di modifiche sostanziali degli impianti per i quali sia necessaria un'autorizzazione ai sensi della direttiva 96/61/CE siano rese accessibili per un adeguato periodo di tempo al pubblico, affinché quest'ultimo possa esprimere le proprie osservazioni prima della decisione dell'autorità competente. Fatto salvo quanto stabilito nella direttiva 96/61/CE, non è obbligatorio modificare la presentazione dell'informazione destinata al pubblico.
Anche la decisione dell'autorità competente, comprendente almeno una copia dell'autorizzazione e di qualsiasi suo successivo aggiornamento, deve essere messa a disposizione del pubblico.
Le regole generali vincolanti applicabili agli impianti e l'elenco delle attività registrate e autorizzate sono messi a disposizione del pubblico.
2. I risultati delle operazioni di controllo delle emissioni, richiesti dalle condizioni dell'autorizzazione o della registrazione di cui agli articoli 8 e 9 e in possesso dell'autorità competente, vengono messi a disposizione del pubblico.
3. I paragrafi 1 e 2 si applicano fatte salve le restrizioni riguardanti i motivi di rifiuto, da parte delle pubbliche autorità, di fornire informazioni, compresa la riservatezza commerciale ed industriale di cui all'articolo 3, paragrafi 2 e 3, della direttiva 90/313/CEE.
|
Article 12 Public access to information
1. Without prejudice to Directive 90/313/EEC, Member States shall take the necessary measures to ensure that at least applications for authorisation for new installations or for substantial changes of those installations requiring a permit under Directive 96/61/EC are made available for an appropriate period of time to the public, to enable it to comment on them before the competent authority reaches a decision. Without prejudice to Directive 96/61/EC, no obligation to reformat the information for the public is implied.
The decision of the competent authority, including at least a copy of the authorisation, and any subsequent updates, must also be made available to the public.
The general binding rules applicable for installations and the list of registered and authorised activities shall be made available to the public.
2. The results of emission-monitoring as required under the authorisation or registration conditions referred to in Articles 8 and 9 and held by the competent authority must be made available to the public.
3. Paragraphs 1 and 2 shall apply, subject to the restrictions regarding grounds for refusal by public authorities to provide information, including commercial and industrial confidentiality, laid down in Article 3(2) and (3) of Directive 90/313/EEC.
|
Articolo 13 Comitato
La Commissione è assistita da un comitato consultivo composto dai rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.
Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame, eventualmente procedendo a votazione.
Il parere è iscritto a verbale; inoltre ciascuno Stato membro ha diritto di chiedere che la sua posizione figuri a verbale.
La Commissione tiene in massima considerazione il parere formulato dal comitato. Essa lo informa del modo in cui ha tenuto conto del suo parere.
Articolo 14 Sanzioni
Gli Stati membri decidono le sanzioni applicabili in caso di violazione delle disposizioni nazionali emanate in attuazione della presente direttiva e adottano le misure necessarie per garantirne l'applicazione. Le sanzioni decise devono essere efficaci, proporzionate e dissuasive. Gli Stati membri notificano dette disposizioni alla Commissione entro il termine di cui all'articolo 15 e notificano senza indugio ogni loro successiva modificazione.
|
Article 13 Committee
The Commission shall be assisted by a committee of an advisory nature composed of the representatives of the Member States and chaired by the representative of the Commission.
The representative of the Commission shall submit to the committee a draft of the measures to be taken. The committee shall deliver its opinion on the draft, within a time limit which the chairman may lay down according to the urgency of the matter, if necessary by taking a vote.
The opinion shall be recorded in the minutes; in addition, each Member State shall have the right to ask to have its position recorded in the minutes.
The Commission shall take the utmost account of the opinion delivered by the committee. It shall inform the committee of the manner in which its opinion has been taken into account.
Article 14 Sanctions
Member States shall determine the sanctions applicable to breaches of the national provisions adopted pursuant to this Directive and shall take all necessary measures for their implementation. The sanctions determined must be effective, proportionate and dissuasive. Member States shall notify these provisions to the Commission at the latest by the date mentioned in Article 15, and shall notify any subsequent modification of them as soon as possible.
|
Articolo 15 Recepimento
1. Gli Stati membri adottano le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il ... aprile 2001. Essi ne informano immediatamente la Commissione.
Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di siffatto riferimento all'atto della loro pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.
2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione i testi delle principali disposizioni di diritto nazionale che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.
Articolo 16 Entrata in vigore
La presente direttiva entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Articolo 17 Destinatari
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, addì 11 marzo 1999.
Per il Consiglio
Il presidente
J. TRITTIN
(1) GU C 99 del 26.3.1997, pag. 32.
(2) GU C 287 del 22.9.1997, pag. 55.
(3) Parere del Parlamento europeo del 14 gennaio 1998 (GU C 34 del 2.2.1998, pag. 75), posizione comune del Consiglio del 16 giugno 1998 (GU C 248 del 7.8.1998, pag. 1) e decisione del Parlamento europeo del 21 ottobre 1998 (GU C 341 del 9.11.1998, pag. 70).
(4) GU C 112 del 20.12.1973, pag. 1.
(5) GU C 139 del 13.6.1977, pag. 1.
(6) GU C 46 del 17.2.1983, pag. 1.
(7) GU C 328 del 7.12.1987, pag. 1.
(8) GU C 138 dell'1.2.1993, pag. 1.
(9) GU L 257 del 10.10.1996, pag. 26.
(10) GU 196 del 16.8.1967, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 98/98/CE della Commissione (GU L 355 del 30.12.1998, pag. 1).
(11) GU L 84 del 5.4.1993, pag. 1.
(12) GU L 161 del 29.6.1994, pag. 3.
(13) GU L 227 dell'8.9.1993, pag. 9.
(14) GU L 377 del 31.12.1991, pag. 48.
(15) GU L 158 del 23.6.1990, pag. 56.
|
Article 15 Transposition
1. Member States shall bring into force the laws, regulations and administrative provisions necessary to comply with this Directive not later than . . . April 2001. They shall forthwith inform the Commission thereof.
When Member States adopt these measures, they shall contain a reference to this Directive or shall be accompanied by such a reference on the occasion of their official publication. The methods of making such a reference shall be laid down by the Member States.
2. Member States shall communicate to the Commission the text of the main provisions of national law which they adopt in the field covered by this Directive.
Article 16 Entry into force
This Directive shall enter into force on the day of its publication in the Official Journal of the European Communities.
Article 17 Addressees
This Directive is addressed to the Member States.
Done at Brussels, 11 March 1999.
For the Council
The President
J. TRITTIN
(1) OJ C 99, 26.3.1997, p. 32.
(2) OJ C 287, 22.9.1997, p. 55.
(3) Opinion of the European Parliament of 14 January 1998 (OJ C 34, 2.2.1998, p. 75), Council Common Position of 16 June 1998 (OJ C 248, 7.8.1998, p. 1) and Decision of the European Parliament of 21 October 1998 (OJ C 341, 9.11.1998, p. 70).
(4) OJ C 112, 20.12.1973, p. 1.
(5) OJ C 139, 13.6.1977, p. 1.
(6) OJ C 46, 17.2.1983, p. 1.
(7) OJ C 328, 7.12.1987, p. 1.
(8) OJ C 138, 1.2.1993, p. 1.
(9) OJ L 257, 10.10.1996, p. 26.
(10) OJ 196, 16.8.1967, p. 1. Directive as last amended by Commission Directive 98/98/EC (OJ L 355, 30.12.1998, p. 1).
(11) OJ L 84, 5.4.1993, p. 1.
(12) OJ L 161, 29.6.1994, p. 3.
(13) OJ L 227, 8.9.1993, p. 9.
(14) OJ L 377, 31.12.1991, p. 48.
(15) OJ L 158, 23.6.1990, p. 56.
|
ALLEGATO I
AMBITO DI APPLICAZIONE
Il presente allegato comprende le categorie di attività di cui all'articolo 1. Le attività di cui all'allegato II A rientrano nell'ambito di applicazione della direttiva se vengono superate le soglie fissate in detto allegato. In ciascun caso l'attività comprende la pulizia dell'apparecchiatura ma non quella dei prodotti, salvo indicazione contraria.
Rivestimento adesivo
- Qualsiasi attività in cui un adesivo è applicato ad una superficie, ad eccezione dei rivestimenti e laminati adesivi nelle attività di stampa.
Attività di rivestimento
- Qualsiasi attività in cui un film continuo di un rivestimento è applicato in una sola volta o in più volte su:
- veicoli, e precisamente:
- autovetture nuove, definite come veicoli della categoria M1 nella direttiva 70/156/CEE (1) e della categoria N1, nella misura in cui esse sono trattate nello stesso impianto come i veicoli M1,
- cabine di autocarri, definite come la cabina per il guidatore e tutto l'alloggiamento integrato per l'apparecchiatura tecnica dei veicoli delle categorie N2 e N3 nella direttiva 70/156/CEE,
- furgoni e autocarri, definiti come veicoli delle categorie N1, N2 e N3 nella direttiva 70/156/CEE, ma escluse le cabine di autocarri,
- autobus, definiti come veicoli delle categorie M2 e M3 nella direttiva 70/156/CEE;
rimorchi, definiti nelle categorie O1, O2, O3 e O4 nella direttiva 70/156/CEE;
superfici metalliche e di plastica, comprese le superfici di aeroplani, navi, treni, ecc.;
superfici di legno;
superfici tessili, di tessuto, di film e di carta;
cuoio.
Non è compreso il rivestimento metallico di substrati mediante tecniche di elettroforesi e spruzzatura chimica. Se l'attività di rivestimento comprende una fase durante la quale è stampato lo stesso articolo, indipendentemente dalla tecnica utilizzata, questa fase di stampa è considerata parte dell'attività di rivestimento. Non sono però incluse le attività di stampa a sé stanti, ma possono essere contemplate dalla direttiva se l'attività di stampa rientra nell'ambito di applicazione della stessa.
Verniciatura in continuo di metalli (coil coating)
- Qualsiasi attività per rivestire acciaio in bobine, acciaio inossidabile, acciaio rivestito, leghe di rame o nastro di alluminio con rivestimento filmogeno o rivestimento con lamine in un processo in continuo.
Pulitura a secco
- Qualsiasi attività industriale o commerciale che utilizza COV in un impianto di pulitura di indumenti, elementi di arredamento e prodotti di consumo analoghi, ad eccezione della rimozione manuale di macchie e chiazze nell'industria tessile e dell'abbigliamento.
Fabbricazione di calzature
- Qualsiasi attività di produzione di calzature, o di parti di esse.
Fabbricazione di preparati per rivestimenti, vernici, inchiostri e adesivi
- La fabbricazione dei prodotti finali sopra indicati e di quelli intermedi se effettuata nello stesso sito mediante miscela di pigmenti, resine e materiali adesivi con solventi organici o altre basi, comprese attività di dispersione e di dispersione preliminare, correzioni di viscosità e tinta, nonché operazioni di riempimento del contenitore con il prodotto finale.
Fabbricazione di prodotti farmaceutici
- Sintesi chimica, fermentazione, estrazione, formulazione e finitura di prodotti farmaceutici e, se effettuata nello stesso sito, la fabbricazione di prodotti intermedi.
Stampa
- Qualsiasi attività di riproduzione di testi e/o immagini nella quale, mediante un supporto dell'immagine, l'inchiostro è trasferito su qualsiasi tipo di superficie. Sono comprese le tecniche correlate di verniciatura, rivestimento e laminazione. Tuttavia, nell'ambito di applicazione della direttiva rientrano soltanto i sottoprocessi seguenti:
- flessografia - un'attività di stampa rilievografica, con un supporto dell'immagine di gomma o fotopolimeri elastici, in cui la zona stampante si trova al di sopra della zona non stampante, che impiega inchiostri a bassa viscosità che seccano mediante evaporazione;
- offset - un'attività di stampa con sistema a bobina con un supporto dell'immagine in cui la zona stampante e quella non stampante sono sullo stesso piano: per «sistema a bobina» si intende che il materiale da stampare è immesso nella macchina da una bobina e non in lamine separate. La zona non stampante è trattata in modo da attirare acqua e quindi respingere inchiostro. La zona stampante è trattata per assorbire e trasmettere inchiostro sulla superficie da stampare. L'evaporazione avviene in un forno dove si utilizza aria calda per riscaldare il materiale stampato;
- laminazione associata all'attività di stampa - si fanno aderire insieme due o più materiali flessibili per produrre laminati;
- fabbricazione di carta per rotocalco - rotocalcografia per stampare carta destinata a riviste, opuscoli, cataloghi o prodotti simili, usando inchiostri a base di toluene;
- rotocalcografia - un'attività di stampa incavografica nella quale il supporto dell'immagine è un cilindro in cui la zona stampante si trova al di sotto della zona non stampante e vengono usati inchiostri liquidi che asciugano mediante evaporazione. Le cellette sono riempite con inchiostro e l'eccesso è rimosso dalla zona non stampante prima che la zona stampante venga a contatto del cilindro e assorba l'inchiostro dalle cellette;
- offset dal rotolo - un'attività di stampa con sistema a bobina, nella quale l'inchiostro è trasferito sulla superficie da stampare facendolo passare attraverso un supporto dell'immagine poroso in cui la zona stampante è aperta e quella non stampante è isolata ermeticamente, usando inchiostri liquidi che seccano soltanto mediante evaporazione. Per «sistema a bobina» si intende che il materiale da stampare è immesso nella macchina da una bobina e non in lamine separate;
- laccatura - un'attività di applicazione ad un materiale flessibile di una vernice o di un rivestimento adesivo in vista della successiva sigillatura del materiale di imballaggio.
Conversione di gomma
- Qualsiasi attività di miscela, macinazione, dosaggio, calandratura, estrusione e vulcanizzazione di gomma naturale o sintetica e ogni operazione ausiliaria per trasformare gomma naturale o sintetica in un prodotto finito.
Pulizia di superficie
- Qualsiasi attività, a parte la pulitura a secco, che utilizza solventi organici per eliminare la contaminazione dalla superficie di materiali, compresa la sgrassatura. Un'attività di pulizia comprendente più di una fase prima o dopo qualsiasi altra fase di lavorazione viene considerata attività di pulizia di superficie. Questa attività non riguarda la pulizia dell'attrezzatura, bensì la pulizia della superficie dei prodotti.
Estrazione di olio vegetale e grasso animale e attività di raffinazione di olio vegetale
- Qualsiasi attività di estrazione di olio vegetale da semi e altre sostanze vegetali, la lavorazione di residui secchi per la produzione di mangimi, la depurazione di grassi e oli vegetali ricavati da semi, sostanze vegetali e/o sostanze animali.
Finitura di veicoli
- Qualsiasi attività industriale o commerciale di rivestimento nonché attività associata di sgrassatura riguardante:
- il rivestimento dei veicoli stradali come definiti nella direttiva 70/156/CEE, o parti di essi, eseguito a fini di riparazione, manutenzione o decorazione al di fuori degli stabilimenti di produzione, o
- il rivestimento originale dei veicoli stradali come definiti nella direttiva 70/156/CEE, o parti di essi, con materiali del tipo di finitura se il trattamento è eseguito al di fuori della linea originale di produzione, o
- il rivestimento di rimorchi (compresi i semirimorchi) (categoria O).
Rivestimento di filo per avvolgimento
- Qualsiasi attività di rivestimento di conduttori metallici usati per avvolgimenti di trasformatori, motori, ecc.
Impregnazione del legno
- Qualsiasi attività di applicazione al legno di antisettici.
Stratificazione di legno e plastica
- Qualsiasi attività in cui si fanno aderire insieme legno e/o plastica per produrre laminati.
(1) GU L 42 del 23.2.1970, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 97/27/CE (GU L 233 del 25.8.1997, pag. 1).
|
ANNEX I
SCOPE
This Annex contains the categories of activity referred to in Article 1. When operated above the thresholds listed in Annex IIA, the activities mentioned in this Annex fall within the scope of the Directive. In each case the activity includes the cleaning of the equipment but not the cleaning of products unless specified otherwise.
Adhesive coating
- Any activity in which an adhesive is applied to a surface, with the exception of adhesive coating and laminating associated with printing activities.
Coating activity
- Any activity in which a single or multiple application of a continuous film of a coating is applied to:
- vehicles as listed below:
- new cars, defined as vehicles of category M1 in Directive 70/156/EEC (1), and of category N1 in so far as they are coated at the same installation as M1 vehicles,
- truck cabins, defined as the housing for the driver, and all integrated housing for the technical equipment, of vehicles of categories N2 and N3 in Directive 70/156/EEC,
- vans and trucks, defined as vehicles of categories N1, N2 and N3 in Directive 70/156/EEC, but not including truck cabins,
- buses, defined as vehicles of categories M2 and M3 in Directive 70/156/EEC,
trailers, defined in categories O1, O2, O3 and O4 in Directive 70/156/EEC,
metallic and plastic surfaces including surfaces of airplanes, ships, trains, etc.,
wooden surfaces,
textile, fabric, film and paper surfaces,
leather.
It does not include the coating of substrate with metals by electrophoretic and chemical spraying techniques. If the coating activity includes a step in which the same article is printed by whatever technique used, that printing step is considered part of the coating activity. However, printing activities operated as a separate activity are not included, but may be covered by the Directive if the printing activity falls within the scope thereof.
Coil coating
- Any activity where coiled steel, stainless steel, coated steel, copper alloys or aluminium strip is coated with either a film forming or laminate coating in a continuous process.
Dry cleaning
- Any industrial or commercial activity using VOCs in an installation to clean garments, furnishing and similar consumer goods with the exception of the manual removal of stains and spots in the textile and clothing industry.
Footwear manufacture
- Any activity of producing complete footwear or parts thereof.
Manufacturing of coating preparations, varnishes, inks and adhesives
- The manufacture of the above final products, and of intermediates where carried out at the same site, by mixing of pigments, resins and adhesive materials with organic solvent or other carrier, including dispersion and predispersion activities, viscosity and tint adjustments and operations for filling the final product into its container.
Manufacturing of pharmaceutical products
- The chemical synthesis, fermentation, extraction, formulation and finishing of pharmaceutical products and where carried out at the same site, the manufacture of intermediate products.
Printing
- Any reproduction activity of text and/or images in which, with the use of an image carrier, ink is transferred onto whatever type of surface. It includes associated varnishing, coating and laminating techniques. However, only the following sub-processes are subject to the Directive:
- flexography - a printing activity using an image carrier of rubber or elastic photopolymers on which the printing areas are above the non-printing areas, using liquid inks which dry through evaporation,
- heatset web offset - a web-fed printing activity using an image carrier in which the printing and non-printing area are in the same plane, where web-fed means that the material to be printed is fed to the machine from a reel as distinct from separate sheets. The non-printing area is treated to attract water and thus reject ink. The printing area is treated to receive and transmit ink to the surface to be printed. Evaporation takes place in an oven where hot air is used to heat the printed material,
- laminating associated to a printing activity - the adhering together of two or more flexible materials to produce laminates,
- publication rotogravure - a rotogravure printing activity used for printing paper for magazines, brochures, catalogues or similar products, using toluene-based inks,
- rotogravure - a printing activity using a cylindrical image carrier in which the printing area is below the non-printing area, using liquid inks which dry through evaporation. The recesses are filled with ink and the surplus is cleaned off the non-printing area before the surface to be printed contacts the cylinder and lifts the ink from the recesses,
- rotary screen printing - a web-fed printing activity in which the ink is passed onto the surface to be printed by forcing it through a porous image carrier, in which the printing area is open and the non-printing area is sealed off, using liquid inks which dry only through evaporation. Web-fed means that the material to be printed is fed to the machine from a reel as distinct from separate sheets,
- varnishing - an activity by which a varnish or an adhesive coating for the purpose of later sealing the packaging material is applied to a flexible material.
Rubber conversion
- Any activity of mixing, milling, blending, calendering, extrusion and vulcanisation of natural or synthetic rubber and any ancillary operations for converting natural or synthetic rubber into a finished product.
Surface cleaning
- Any activity except dry cleaning using organic solvents to remove contamination from the surface of material including degreasing. A cleaning activity consisting of more than one step before or after any other activity shall be considered as one surface cleaning activity. This activity does not refer to the cleaning of the equipment but to the cleaning of the surface of products.
Vegetable oil and animal fat extraction and vegetable oil refining activities
- Any activity to extract vegetable oil from seeds and other vegetable matter, the processing of dry residues to produce animal feed, the purification of fats and vegetable oils derived from seeds, vegetable matter and/or animal matter.
Vehicle refinishing
- Any industrial or commercial coating activity and associated degreasing activities performing:
- the coating of road vehicles as defined in Directive 70/156/EEC, or part of them, carried out as part of vehicle repair, conservation or decoration outside of manufacturing installations, or
- the original coating of road vehicles as defined in Directive 70/156/EEC or part of them with refinishing-type materials, where this is carried out away from the original manufacturing line, or
- the coating of trailers (including semi-trailers) (category O).
Winding wire coating
- Any coating activity of metallic conductors used for winding the coils in transformers and motors, etc.
Wood impregnation
- Any activity giving a loading of preservative in timber.
Wood and plastic lamination
- Any activity to adhere together wood and/or plastic to produce laminated products.
(1) OJ L 42, 23.2.1970, p. 1. Directive as last amended by Directive 97/27/EC (OJ L 233, 25.8.1997, p. 1).
|
ALLEGATO II A
I. SOGLIE E LIMITI DI EMISSIONE
II. INDUSTRIA DEL RIVESTIMENTO DI VEICOLI
I valori limite di emissione totale sono espressi in grammi di solvente emesso per metro quadrato di superficie del prodotto e in chilogrammi di solvente emesso in rapporto con la carrozzeria del veicolo.
La superficie dei prodotti di cui alla tabella sottostante è definita come segue:
- la superficie calcolata sulla base del rivestimento per elettroforesi totale e la superficie di tutte le parti eventualmente aggiunte nelle fasi successive del processo di rivestimento, rivestite con gli stessi rivestimenti usati per il prodotto in questione, o la superficie totale del prodotto rivestito nell'impianto.
La superficie del rivestimento per elettroforesi è calcolata con la formula:
>NUM>2 × peso totale della scocca
>DEN>spessore medio della lamiera × densità della lamiera
Questo metodo si applica anche per altre parti di lamiera rivestite.
La progettazione assistita da calcolatore o altri metodi equivalenti sono usati per calcolare la superficie delle altre parti aggiunte oppure la superficie totale rivestita nell'impianto.
Nella tabella seguente, il valore limite di emissione totale si riferisce a tutte le tappe del processo che si svolgono nello stesso impianto, dal rivestimento mediante elettroforesi o altro processo, sino alle operazioni di lucidatura finale comprese, nonché al solvente utilizzato per pulire l'attrezzatura, comprese le cabine di verniciatura a spruzzo e altre attrezzature fisse sia durante il tempo di produzione che al di fuori di esso. Il valore limite di emissione totale è espresso in massa totale di composti organici per metro quadro della superficie totale del prodotto trattato e in somma della massa dei composti organici per singola carrozzeria.
Gli impianti di rivestimento di veicoli con soglie di consumo di solvente inferiori ai valori della tabella di cui sopra devono rispettare i requisiti per il settore finitura di veicoli di cui all'allegato II A.
|
ANNEX IIA
I. THRESHOLDS AND EMISSION CONTROLS
II. THE VEHICLE COATING INDUSTRY
The total emission limit values are expressed in terms of grams of solvent emitted in relation to the surface area of product in square metres and in kilograms of solvent emitted in relation to the car body.
The surface area of any product dealt with in the table below is defined as follows:
- the surface area calculated from the total electrophoretic coating area, and the surface area of any parts that might be added in successive phases of the coating process which are coated with the same coatings as those used for the product in question, or the total surface area of the product coated in the installation.
The surface of the electrophoretic coating area is calculated using the formula:
>NUM>2 × total weight of product shell
>DEN>average thickness of metal sheet × density of metal sheet
This method shall also be applied for other coated parts made out of sheets.
Computer aided design or other equivalent methods shall be used to calculate the surface area of the other parts added, or the total surface area coated in the installation.
The total emission limit value in the table below refers to all process stages carried out at the same installation from electrophoretic coating, or any other kind of coating process, through to the final wax and polish of topcoating inclusive, as well as solvent used in cleaning of process equipment, including spray booths and other fixed equipment, both during and outside of production time. The total emission limit value is expressed as the mass sum of organic compounds per m² of the total surface area of coated product and as the mass sum of organic compounds per car body.
Vehicle coating installations below the solvent consumption thresholds in the table above shall meet the requirements for the vehicle refinishing sector in Annex IIA.
|
ALLEGATO II B
PIANO DI RIDUZIONE
1. Principi
Il piano di riduzione ha lo scopo di dare al gestore la possibilità di conseguire con mezzi diversi riduzioni di emissione equivalenti a quelle conseguite applicando i valori limite di emissione. A tal fine il gestore può utilizzare qualsiasi piano di riduzione appositamente elaborato per il suo impianto, a condizione che, una volta applicato tale piano, si pervenga ad una riduzione equivalente delle emissioni. Gli Stati membri informano la Commissione, conformemente all'articolo 11 della direttiva, dei progressi compiuti nel conseguimento di una riduzione di emissione equivalente, inclusa l'esperienza acquisita nell'applicazione del piano di riduzione.
2. Prassi
In caso di applicazione di rivestimenti, vernici, adesivi o inchiostri può essere utilizzato il piano seguente. Qualora il metodo seguente sia inadeguato, l'autorità competente può autorizzare il gestore ad applicare qualsiasi piano alternativo di esenzione che soddisfi, a giudizio dell'autorità, i principi qui esposti. Il piano deve essere impostato in modo da tener conto degli elementi seguenti:
i) se i prodotti di sostituzione a tenore di solvente zero o ridotto sono ancora in fase di sviluppo, il gestore deve disporre di un periodo di proroga per attuare i suoi piani di riduzione di emissione;
ii) il punto di riferimento per le riduzioni di emissione dovrebbe corrispondere il più fedelmente possibile alle emissioni che ci sarebbero state in assenza di un intervento di riduzione.
Il piano seguente si applica agli impianti per i quali un tenore costante in materia solida del prodotto può essere ipotizzato e utilizzato per definire il punto di riferimento per le riduzioni di emissione.
i) Il gestore presenta un piano di riduzione di emissione comprendente in particolare diminuzioni del tenore medio di solvente dell'input totale e/o maggiore efficienza nell'uso di materie solide per conseguire una riduzione delle emissioni totali dell'impianto rispetto ad una data percentuale delle emissioni di riferimento annue, designate l'emissione bersaglio. Ciò deve avvenire entro i termini seguenti:
ii) L'emissione annua di riferimento è calcolata come segue:
a) La massa totale di materia solida nella quantità di rivestimento e/o inchiostro, vernice o adesivo consumata in un anno è determinata. Per materia solida si intendono tutte le sostanze contenute nelle vernici, negli inchiostri e negli adesivi che diventano solide dopo l'evaporazione dell'acqua o dei COV.
b) Le emissioni annue di riferimento sono calcolate moltiplicando la massa determinata di cui alla lettera a) per l'opportuno fattore elencato nella tabella seguente. Le autorità competenti possono modificare questi fattori per singoli impianti onde riflettere il provato aumento di efficienza nell'uso di materia solida.
c) L'emissione bersaglio è uguale all'emissione annua di riferimento moltiplicata per una percentuale pari:
- (al valore di emissione diffusa + 15), per gli impianti che rientrano nel punto 6 e nella fascia di soglia inferiore dei punti 8 e 10 dell'allegato II A;
- (al valore di emissione diffusa + 5) per tutti gli altri impianti.
d) La conformità è realizzata se l'emissione effettiva di solvente determinata in base al piano di gestione dei solventi è inferiore o uguale all'emissione bersaglio.
|
ANNEX IIB
REDUCTION SCHEME
1. Principles
The purpose of the reduction scheme is to allow the operator the possibility to achieve by other means emission reductions, equivalent to those achieved if the emission limit values were to be applied. To that end the operator may use any reduction scheme, specially designed for his installation, provided that in the end an equivalent emission reduction is achieved. Member States shall report according to Article 11 of the Directive to the Commission about the progress in achieving the same emission reduction, including the experience from the application of the reduction scheme.
2. Practice
In the case of applying coatings, varnishes, adhesives or inks, the following scheme can be used. Where the following method is inappropriate the competent authority may allow an operator to apply any alternative exemption scheme which it is satisfied fulfils the principles outlined here. The design of the scheme takes into account the following facts:
(i) where substitutes containing little or no solvent are still under development, a time extension must be given to the operator to implement his emission reduction plans;
(ii) the reference point for emission reductions should correspond as closely as possible to the emissions which would have resulted had no reduction action been taken.
The following scheme shall operate for installations for which a constant solid content of product can be assumed and used to define the reference point for emission reductions:
(i) the operator shall forward an emission reduction plan which includes in particular decreases in the average solvent content of the total input and/or increased efficiency in the use of solids to achieve a reduction of the total emissions from the installation to a given percentage of the annual reference emissions, termed the target emission. This must be done on the following time frame:
(ii) The annual reference emission is calculated as follows:
(a) The total mass of solids in the quantity of coating and/or ink, varnish or adhesive consumed in a year is determined. Solids are all materials in coatings, inks, varnishes and adhesives that become solid once the water or the volatile organic compounds are evaporated.
(b) The annual reference emissions are calculated by multiplying the mass determined in (a) by the appropriate factor listed in the table below. Competent authorities may adjust these factors for individual installations to reflect documented increased efficiency in the use of solids.
(c) The target emission is equal to the annual reference emission multiplied by a percentage equal to:
- (the fugitive emission value + 15), for installations falling within item 6 and the lower threshold band of items 8 and 10 of Annex IIA,
- (the fugitive emission value + 5) for all other installations.
(d) Compliance is achieved if the actual solvent emission determined from the solvent management plan is less than or equal to the target emission.
|
ALLEGATO III
PIANO DI GESTIONE DEI SOLVENTI
1. Introduzione
Il presente allegato contiene linee guida per la realizzazione di un piano di gestione dei solventi: presenta i principi da applicare (punto 2) e fornisce un quadro per il bilancio di massa (punto 3) nonché indicazioni sui requisiti di verifica della conformità (punto 4).
2. Principi
Il piano di gestione dei solventi ha gli obiettivi seguenti:
i) verificare la conformità come specificato all'articolo 9, paragrafo 1;
ii) individuare le future opzioni di riduzione;
iii) consentire di mettere a disposizione del pubblico informazioni in materia di consumo di solvente, emissioni di solvente e conformità alla direttiva.
3. Definizioni
Le seguenti definizioni forniscono un quadro di riferimento per elaborare il bilancio di massa.
Input di solventi organici (I):
I1. La quantità di solventi organici o la loro quantità nei preparati acquistati che sono immessi nel processo nell'arco di tempo in cui viene calcolato il bilancio di massa.
I2. La quantità di solventi organici o la loro quantità nei preparati recuperati e reimmessi come solvente nel processo. (Il solvente riciclato è registrato ogniqualvolta sia usato per svolgere l'attività.)
Output di solventi organici (O):
O1. Emissioni negli scarichi gassosi.
O2. Solventi organici dispersi nell'acqua, tenendo conto, se del caso, del trattamento delle acque reflue nel calcolare O5.
O3. La quantità di solventi organici che rimane come contaminante o residuo nei prodotti all'uscita del processo.
O4. Emissioni non catturate di solventi organici nell'aria. Ciò comprende la ventilazione generale dei locali, nei quali l'aria è scaricata all'esterno attraverso finestre, porte, sfiati e aperture simili.
O5. Solventi organici e/o composti organici persi a causa di reazioni chimiche o fisiche (inclusi ad esempio quelli distrutti mediante incenerimento o altri trattamenti di scarichi gassosi o acque reflue, o catturati, ad esempio mediante assorbimento, se non sono registrati ai punti O6, O7 o O8).
O6. Solventi organici contenuti nei rifiuti di raccolta.
O7. Solventi organici o solventi organici contenuti in preparati che sono o saranno venduti come prodotto a validità commerciale.
O8. Solventi organici contenuti nei preparati recuperati per riuso, ma non per immissione nel processo, se non sono registrati al punto O7.
O9. Solventi organici scaricati in altro modo.
4. Linee guida sull'uso del piano di gestione dei solventi per la verifica di conformità
L'uso del piano di gestione dei solventi sarà determinato in base al requisito particolare da verificare, come segue:
i) Verifica della conformità rispetto all'opzione di riduzione dell'allegato II B, con un valore limite di emissione totale espresso in emissioni di solvente per unità di prodotto, ove non altrimenti specificato nell'allegato II A.
a) Per tutte le attività che applicano l'allegato II B il piano di gestione dei solventi deve essere elaborato ogni anno per determinare il consumo (C). Il consumo può essere calcolato secondo la formula seguente:
C = I1 - O8
In parallelo si devono anche determinare le materie solide usate nel rivestimento per calcolare l'emissione di riferimento annua e l'emissione bersaglio ogni anno.
b) Per valutare la conformità ad un valore limite di emissione totale espresso in emissioni di solvente per unità di prodotto, ove non altrimenti specificato nell'allegato II A, il piano di gestione dei solventi deve essere elaborato ogni anno per determinare le emissioni (E). Le emissioni possono essere calcolate con la formula seguente:
E = F + O1
dove F è l'emissione diffusa quale definita al punto ii), lettera a). Il valore di emissione è poi diviso per il pertinente parametro di prodotto.
c) Per valutare la conformità ai requisiti dell'articolo 5, paragrafo 5, lettera b), punto ii), il piano di gestione dei solventi deve essere elaborato ogni anno per determinare le emissioni totali di tutte le attività interessate; questa cifra va poi comparata con le emissioni totali che si sarebbero avute se fossero stati rispettati per ogni singola attività i requisiti dell'allegato II.
ii) Determinazione delle emissioni diffuse per raffronto con i valori di emissione diffusa dell'allegato II A:
a) Metodologia
L'emissione diffusa può essere calcolata secondo la seguente formula:
F = I1 - O1 - O5 - O6 - O7 - O8
oppure
F = O2 + O3 + O4 + O9
Questa quantità può essere determinata mediante misurazioni dirette delle quantità. Alternativamente, si può effettuare un calcolo equivalente con altri mezzi, ad esempio utilizzando l'efficienza di cattura del processo.
Il valore di emissione diffusa è espresso in percentuale dell'input, che può essere calcolato con la formula seguente:
I = I1 + I2
b) Frequenza
La determinazione delle emissioni diffuse può essere effettuata mediante una serie breve ma completa di misurazioni e non deve essere ripetuta sino all'eventuale modifica dell'impianto.
|
ANNEX III
SOLVENT MANAGEMENT PLAN
1. Introduction
This Annex provides guidance on carrying out a solvent management plan. It identifies the principles to be applied (item 2) and provides a framework for the mass balance (item 3) and an indication of the requirements for verification of compliance (item 4).
2. Principles
The solvent management plan serves the following purposes:
(i) verification of compliance as specified in Article 9(1;;
(ii) identification of future reduction options;
(iii) enabling of the provision of information on solvent consumption, solvent emissions and compliance with the Directive to the public.
3. Definitions
The following definitions provide a framework for the mass balance exercise.
Inputs of organic solvents (I):
I1 The quantity of organic solvents or their quantity in preparations purchased which are used as input into the process in the time frame over which the mass balance is being calculated.
I2 The quantity of organic solvents or their quantity in preparations recovered and reused as solvent input into the process. (The recycled solvent is counted every time it is used to carry out the activity.)
Outputs of organic solvents (O):
O1 Emissions in waste gases.
O2 Organic solvents lost in water, if appropriate taking into account waste water treatment when calculating O5.
O3 The quantity of organic solvents which remains as contamination or residue in products output from the process.
O4 Uncaptured emissions of organic solvents to air. This includes the general ventilation of rooms, where air is released to the outside environment via windows, doors, vents and similar openings.
O5 Organic solvents and/or organic compounds lost due to chemical or physical reactions (including for example those which are destroyed, e.g. by incineration or other waste gas or waste water treatments, or captured, e.g. by adsorption, as long as they are not counted under O6, O7 or O8).
O6 Organic solvents contained in collected waste.
O7 Organic solvents, or organic solvents contained in preparations, which are sold or are intended to be sold as a commercially valuable product.
O8 Organic solvents contained in preparations recovered for reuse but not as input into the process, as long as not counted under O7.
O9 Organic solvents released in other ways.
4. Guidance on use of the solvent management plan for verification of compliance
The use made of the solvent management plan will be determined by the particular requirement which is to be verified, as follows:
(i) Verification of compliance with the reduction option in Annex IIB, with a total emission limit value expressed in solvent emissions per unit product, or otherwise stated in Annex IIA.
(a) For all activities using Annex IIB the solvent management plan should be done annually to determine consumption (C). Consumption can be calculated according to the following equation:
C = I1 - O8
A parallel exercise should also be undertaken to determine solids used in coating in order to derive the annual reference emission and the target emission each year.
(b) For assessing compliance with a total emission limit value expressed in solvent emissions per unit product or otherwise stated in Annex IIA, the solvent management plan should be done annually to determine emissions (E). Emissions can be calculated according to the following equation:
E = F + O1
where F is the fugitive emission as defined in section (ii)(a). The emission figure should then be divided by the relevant product parameter.
(c) For assessing compliance with the requirements of Article 5(5)(b)(ii), the solvent management plan should be done annually to determine total emissions from all activities concerned, and that figure should then be compared with the total emissions that would have resulted had the requirements of Annex II been met for each activity separately.
(ii) Determination of fugitive emissions for comparison with fugitive emission values in Annex IIA:
(a) Methodology
The fugitive emission can be calculated according to the following equation:
F = I1 - O1 - O5 - O6 - O7 - O8
or
F = O2 + O3 + O4 + O9
This quantity can be determined by direct measurement of the quantities. Alternatively, an equivalent calculation can be made by other means, for instance by using the capture efficiency of the process.
The fugitive emission value is expressed as a proportion of the input, which can be calculated according to the following equation:
I = I1 + I2
(b) Frequency
Determination of fugitive emissions can be done by a short but comprehensive set of measurements. It need not be done again until the equipment is modified.
|