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[Introduzione: le nuove sfide politiche]
[Progredire verso il mercato elettronico globale]
[Spianare la strada al coordinamento internazionale]
[I prossimi passi]
[Glossario]
[Link]

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni: globalizzazione e società dell'informazione.
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La necessità di rafforzare il coordinamento internazionale

Communication from the Commission to the Council, the European Parliament, the Economic and Social Committee and the Committee of the Regions: Globalisation and the Information Society
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The Need for Strengthened International Coordination

INDICE

1. INTRODUZIONE: NUOVE SFIDE POLITICHE

2. PROGREDIRE VERSO IL MERCATO ELETTRONICO GLOBALE
2.1 L'emergere di un mercato elettronico globale
2.2 La necessità di soluzioni tecniche interoperabili
2.3 Garantire l'accesso al mercato e la concorrenza
2.4 Esigenza di un quadro giuridico coerente
2.5 Conclusioni: la necessità di un quadro di riferimento internazionale

3. SPIANARE LA STRADA AL COORDINAMENTO
INTERNAZIONALE
3.1 Rafforzare il coordinamento internazionale
3.2 Identificare i problemi più urgenti e il modo di risolverli
3.3 Sviluppare una strategia di coordinamento:
la "Carta internazionale"

4. I PROSSIMI PASSI

GLOSSARIO

TABLE OF CONTENTS

1. INTRODUCTION: NEW POLICY CHALLENGES

2. PROGRESSING TOWARDS THE GLOBAL ELECTRONIC MARKETPLACE
The emergence of a global electronic marketplace
The need for interoperable technical solutions
Ensuring market access and competition
The need for a consistent legal framework
Conclusions: requirements for an international framework


3. DEFINING THE WAY FORWARD FOR INTERNATIONAL COORDINATION
Strengthening international coordination
Identifying the most urgent issues and ways to tackle them
Developing a method of coordination: An International Charter

4. THE NEXT STEPS

GLOSSARY

[Indice] INTRODUZIONE: LE NUOVE SFIDE POLITICHE

Per sviluppare a beneficio di tutti la crescita e il potenziale occupazionale della Società dell'informazione1, l'Unione europea ha compiuto notevoli sforzi per preparare il contesto necessario. Il dinamismo della Società dell'informazione sta mettendo sotto pressione i settori pubblico e privato, obbligandoli ad essere più flessibili e a cogliere al volo le nuove sfide.
È per questa ragione che la Commissione ha recentemente lanciato una vasta consultazione destinata a esplorare la natura e le implicazioni normative della convergenza tra i settori delle telecomunicazioni, dei media e delle tecnologie dell'informazione2.
La comunicazione risponde alla necessità di rafforzare il coordinamento internazionale e dar vita a un quadro di riferimento per il mercato elettronico globale ("economia on-line"), elemento fondamentale della Società dell'informazione.
L'Unione europea ha cominciato a formulare varie linee politiche sul commercio elettronico e a stimolare lo sviluppo di un mercato unico di tali servizi che salvaguardi l'interesse pubblico (cfr. le comunicazioni "Un'iniziativa europea in materia di commercio elettronico"3, "Informazioni di contenuto illegale e nocivo su Internet", "Garantire la sicurezza e l'affidabilità nelle comunicazioni elettroniche" e il Libro verde "Tutela dei minori e della dignità umana nei servizi audiovisivi e di informazione"
Al tempo stesso, l'Unione europea contribuisce a sviluppare a livello internazionale condizioni favorevoli al commercio elettronico, ad esempio con l'accordo nell'ambito dell'OMC4 sui servizi di telecomunicazione di base, l'accordo ITA sui dazi per i prodotti delle tecnologie dell'informazione, o l'accordo OMPI sulla protezione della proprietà intellettuale. Si tratta di una politica fondata sulla convinzione che la Società dell'informazione non può che essere globale e aperta all'ampia partecipazione della comunità internazionale, inclusi i paesi in via di sviluppo.
Molti partner dell'Unione europea lavorano attivamente per mettere a punto un quadro di riferimento per il mercato elettronico, e in tutto il mondo si stanno sviluppando numerose iniziative e azioni normative, a livello nazionale o regionale. Si tratta di attività non sempre coordinate e talvolta con approcci divergenti. Una normativa non adatta o frammentaria inibirà tuttavia lo sviluppo dell'economia "on-line", da cui professionisti e privati cittadini hanno il diritto di aspettarsi molto: i responsabili dei settori pubblico e privato cominciano a rendersi conto della sempre più acuta necessità di una maggiore coerenza negli approcci nazionali e regionali.
Date tali premesse, l'Unione europea e gli Stati membri debbono analizzare le proprie politiche per adattare o chiarire la normativa tradizionale secondo le esigenze dell'economia on-line. Non si tratta di sospendere le attività legislative nazionali o comunitarie in attesa di fissare norme globali nei rispettivi settori, né tantomemo di rinunciare alle tradizioni e culture nazionali o regionali: si tratta piuttosto di avviare un'aperta discussione e un'azione di sensibilizzazione sulle implicazioni del mercato elettronico globale e sulle precipue caratteristiche per alcune norme e per la loro applicazione. Bisogna proseguire coordinando modifiche tecnologiche, azioni normative nazionali ed europee e cooperazione a livello internazionale sui principi normativi.
Se agisce in modo rapido e deciso, l'Unione europea ha tutte le carte in regola per contribuire positivamente a mettere a punto il nuovo contesto, grazie al suo ricco patrimonio scientifico, culturale e sociale. L'Unione deve mostrare alla comunità internazionale la ferma intenzione di contribuire con la propria esperienza e percezione della situazione a definire un quadro di riferimento in cui coesistano concorrenza equa, investimenti dei settori pubblico e privato, apertura dei mercati, dimensione sociale, appropriate misure di protezione degl'interessi pubblici in senso ampio e dell'interesse individuale.
La comunicazione espone alcune idee su come individuare i punti fondamentali che richiedono un maggior coordinamento internazionale; non propone invece soluzioni concrete su tali punti, e in particolare non intende suggerire la necessità di adottare una normativa globale per Internet o di creare nuovi organismi internazionali. La comunicazione suggerisce, in sintesi, che è arrivato il momento di cercare una migliore intesa internazionale sul modo di procedere nell'immediato futuro verso un mercato senza "frizioni" e frontiere, salvaguardando gli obiettivi d'interesse pubblico in senso ampio.
In tale ottica, la comunità mondiale può lavorare insieme per ottimizzare le possibilità della Società dell'informazione di stimolare crescita e occupazione, di creare nuovi posti di lavoro, di promuovere la coesione economica e sociale.
A tal fine ci si propone d'invitare nel 1998 esperti dell'industria e degli altri settori interessati a una tavola rotonda, di avviare un dibattito a livello ministeriale, di cercare un'intesa su un metodo di coordinamento sotto forma di "Carta internazionale".

INTRODUCTION: NEW POLICY CHALLENGES

The European Union has made substantial progress in putting in place the necessary framework conditions for the development of the Information Society1 with a view to unleashing its growth and employment potential bringing benefits to all. The dynamism of the Information Society is putting pressure on both public and private sectors to be more flexible and to rapidly take up new challenges.
For this reason the Commission has recently launched a broad consultation to explore the nature and regulatory implications of convergence between the telecommunications, media and information technology sectors2.
The present Communication responds to the need for strengthened international coordination in order to create an enabling framework for the global electronic marketplace ("on-line" economy) which is a fundamental element of the Information Society.
The European Union has begun to formulate several policy lines on electronic commerce by stimulating the development of an internal market for thoseservices whilst safeguarding public interests (cf. Communications on "A European Initiative in Electronic Commerce"3, "Harmful and Illegal Content" and "Ensuring Security and Trust in Electronic Communication", and the Green Paper on "Protection of Minors and Human Dignity in audiovisual and information services).
In parallel, the European Union is contributing to the development of favourable conditions at international level for electronic communications and commerce, for instance through the WTO4 agreement on basic telecommunication services, the ITA agreement on tariffs for information technology products, and the WIPO agreement on the protection of intellectual property. This policy is based on the conviction that the Information Society can only be a global one, with the wide participation of the international community, including developing countries.
Many of the Union's partners are actively involved in building a framework for the electronic marketplace. Worldwide there are now numerous initiatives and regulatory actions at national and regional levels. These activities are not always coordinated and sometimes reveal divergent approaches. Ill-adapted or fragmented regulation, however, will hinder the development of the "on-line" economy from which business and citizens have much to gain. Decision makers in the public and private sectors are becoming aware of the fact that greater consistency in these national and regional approaches is needed and that this need is becoming increasingly acute.
Against this background, there is a need for the European Union and its Member States to examine their policies with a view to adapting or clarifying traditional regulation to the requirements of the "on-line" economy. This does not mean delaying legislative activities at Member States or Union level, until global rules are settled in the respective fields. Equally it does not mean surrendering national or regional traditions and cultures. What it does require, however, is to engage in an open debate and awareness-raising exercise about the implications of the global electronic marketplace and its particular characteristics on certain rules and their application. Progress should be made in parallel between technology changes, national and European regulatory actions, and cooperation at international level on regulatory principles.
Provided it acts quickly and boldly, the European Union has all the potential to make a positive contribution to the shaping of the new environment, drawing on its rich scientific, cultural and social assets. The Union should signal to the international community that it is determined to contribute its experience and vision to building a framework based on fair competition, private sector investments, open markets, and social inclusion, accompanied by appropriate safeguards covering both the wider public interest and the interests of the individual.
This Communication advances views on how to define the key issues that require strengthened international coordination. It does not propose concrete solutions to these issues as such, in particular it is not suggesting that there is a need for global regulation of the Internet or for the creation of new international organisations. The Communication essentially argues that the time is ripe to seek a better international understanding on how to proceed in the near future to achieve a "friction" free and borderless marketplace while observing general public interest objectives.
In this way, the global community can work together to maximise the potential of the Information Society to stimulate growth and innovation, to create new employment, and promote social and economic cohesion.
To this end, it is proposed to invite experts from industry and other involved parties to a round table meeting in 1998, to initiate a debate at Ministerial level, and to seek an understanding on a method of coordination in the form of an International Charter.

[Indice] PROGREDIRE VERSO IL MERCATO ELETTRONICO GLOBALE

2.1 L'emergere di un mercato elettronico globale
Nelle ultime due decadi, la crescita del traffico transfrontaliero è stato uno dei fattori marcanti del panorama delle comunicazioni: le chiamate telefoniche internazionali sono passate da 4 miliardi di minuti nel 1975 a oltre 80 miliardi nel 1997 (stima5), con una crescita del 15% all'anno, e in questo periodo hanno contribuito all'8% delle entrate mondiali dei servizi di telecomunicazioni. Si prevede che la crescita continui.
Fonte: UIT
Più di recente le comunicazioni mobili digitali, in particolare il GSM, hanno reso possibile la mobilità globale nelle comunicazioni personali: oltre 200 reti GSM offrono oggi servizi commerciali a circa 55 milioni di utenti in più di 100 paesi.
In futuro i nuovi sistemi satellitari avranno un impatto decisivo sullo sviluppo dei servizi di comunicazione globali: ci si attende che il mercato globale totale per i sistemi multimediali mondiali a larga banda passi rapidamente dai 100 milioni di utenti attuali a 330 milioni nel 2010, il 16% dei quali (e dunque 50 milioni) faranno probabilmente uso dei sistemi satellitari. Le entrate cumulative dei servizi su sistemi satellitari nel periodo 2000-2010 vengono valutate in circa 110 miliardi di ECU.
La significativa crescita degli ultimi anni ha coinciso con le sensibili riduzioni dei prezzi, conseguenza della caduta dei costi e dell'aumentata concorrenza, e con l'espansione delle reti di dati, in particolare Internet, che nell'immediato futuro rappresenteranno una quota crescente del traffico internazionale.
Attualmente sono circa 100 i paesi che hanno accesso a Internet; recenti sondaggi6 fanno ammontare a 20 milioni il numero di host Internet nel mondo e a circa 100 milioni il numero di utilizzatori effettivi di Internet (secondo le previsioni il numero dovrebbe salire a 250 milioni entro l'anno 2000).
Fonte: Network Wizards
La figura 1 mostra come sta cambiando la natura del contesto delle telecomunicazioni. La gamma delle possibili attività (mediche, educative, ludiche, commerciali) e il numero di attori interessati è cresciuto con la liberalizzazione e lo sviluppo dei nuovi prodotti e servizi multimediali.
Esempio: il commercio elettronico
Le definizioni di commercio elettronico possono essere differenti e le stime possono variare, ma vi sono comunque chiari segni di forte crescita. Le cifre pubblicate nel luglio 19977 indicano che il commercio su Internet tra aziende ha raggiunto nel 1997 i 7 miliardi di ECU (dieci volte il volume del 1996) e le previsioni per l'anno 2002 parlano di scambi di beni e servizi via Internet tra aziende per una cifra vicina ai 300 miliardi di ECU.
Tali sviluppi fanno gradualmente spazio al mercato elettronico globale: le comunicazioni non solo si stanno rivelando di per sé un nuovo "business" mondiale ma stanno anche favorendo la globalizzazione e la migrazione in rete delle attività economiche.
Cominciano ad apparire nuovi tipi di attività commerciale, in particolare nei settori basati sull'informazione: le imprese, incluse le PMI, possono creare reti mondiali che uniscono ricerca, produzione, confezionamento e distribuzione; i servizi, in particolare quelli d'informazione (consulenza, transazioni bancarie, assicurazioni, viaggi, editoria, marketing, pubblicità...), possono ora essere prodotti in un paese e esportati in un altro grazie alle reti elettroniche.
L'ampia gamma di attività ora tecnicamente possibili può essere sfruttata appieno solo se viene creato un quadro internazionale di supporto. Gli accordi internazionali hanno sempre svolto un ruolo di primo piano nello sviluppo dell'industria delle comunicazioni e la figura 1 mostra come, con il mutare del contesto delle comunicazioni, il carattere degli accordi internazionali dei settori pubblico e privato stia progressivamente estendendosi da aree prevalentemente tecniche ad aree commerciali e, sempre più spesso, legislative.

Fig. 1: Quadro di base per il mercato elettronico globale

2.2 La necessità di soluzioni tecniche interoperabili
Storicamente, nel campo delle telecomunicazioni gli organismi pubblici internazionali erano stati creati per mettere a punto accordi sui problemi tecnici, incluse le norme di connessione e interoperabilità delle reti nazionali e le frequenze (UIT8, ISO, ETSI, CEPT, ...)
Esempio: interconnessione internazionale
Le prime linee telegrafiche non superavano le frontiere: ogni paese usava sistemi e codici telegrafici differenti. I messaggi dovevano essere trasferiti manualmente al di là delle frontiere e ritrasmessi sulla rete telegrafica del paese confinante. Successivamente si era deciso di firmare accordi per interconnettere le reti nazionali.
La possibilità di offrire agli utilizzatori l'accesso a opzioni di comunicazione personale in qualsiasi parte del mondo si trovino non sarebbe diventata realtà senza gli accordi internazionali su standard, frequenze e roaming.
Esempio: GSM (Global System for Mobile Communication)
I telefoni mobili dei primi anni '80 facevano pensare a un'automobile capace di circolare liberamente sulle autostrade tedesche ma incapace di avanzare di un solo metro una volta arrivata alla frontiera francese. Il GSM - un risultato della stretta collaborazione a livello internazionale (CEPT, ETSI, UE) tra industria, autorità e utilizzatori - ha aperto la strada alla mobilità transfrontaliera (il roaming) tra reti diverse e indipendentemente dalla posizione geografica.
I nuovi progressi tecnologici fanno nascere nuove esigenze, legate a problemi quali lo sviluppo dell'architettura Internet, le frequenze e le esigenze tecniche della prossima generazione dei sistemi di comunicazione mobili e dei nuovi sistemi satellitari e di navigazione, la possibilità di riconciliare le esigenze di applicazioni d'interesse pubblico e commerciale e la protezione giuridica delle interfacce utente per i servizi multimediali.
La rapidità degli sviluppi tecnologici e il ruolo in evoluzione degli attori impongono alla standardizzazione di cominciare a usare un meccanismo diverso da quello storicamente adoperato nel settore telecomunicazioni (organismi pubblici) o nel settore TI (accordi tra i "grandi" operatori e sistemi privati che hanno qualche volta portato a monopoli de facto): una procedura di adesione più aperta e flessibile.
Un esempio particolarmente interessante è quello della "comunità Internet" (IETF, WC, IANA). A differenza della rete telefonica pubblica a commutazione, costruita in massima parte in un quadro formale e istituzionalizzato concordato tra i governi, Internet si è sviluppata seguendo un modello originale definito dagli utenti fino a divenire un raggruppamento indipendente di reti mondiali di computer intercollegate, formato da gruppi aperti e fedeli a un modello organizzativo più spontaneo ma per questo stesso più difficile da definire.
Esempio: il DNS (Domain Name System, sistema dei nomi di settore)9
In una rete Internet sempre più commerciale, il settore più ambito è il ".com" (destinato agli "organismi commerciali"), un settore di livello superiore generico e non definito a livello di paese che chiunque, in qualsiasi parte del mondo, può usare. La disponibilità di nomi "utili" si sta rapidamente esaurendo e non ci si potrà registrare nel sempre più angusto settore ".com" ancora per molto. Nel 1996 si contarono circa 400.000 iscrizioni, oggi si sono superate le 4.000.000. In futuro bisognerà decidere chi dovrà avere la responsabilità di gestire la parte finanziaria, la parte amministrativa e l'assegnazione dei nomi di settore nei DNS superiori e come introdurre una maggiore concorrenza nella gestione del sistema DNS.
La "comunità Internet" sta cercando di creare standard aperti che consentano interoperabilità e concorrenza. Gli standard aperti sono particolarmente importanti per quel che riguarda gli strumenti hardware e software di uso e di collegamento a Internet: il browser (software di navigazione) rappresenta in un certo senso la rampa di accesso all'autostrada dell'informazione ed è quindi importante l'uso di standard aperti che permettano a tutti gli utilizzatori parità di condizioni. In caso contrario, gli standard privati e il loro programmi di licenza per l'uso finirebbero col controllare l'accesso al contenuto e le transazioni elettroniche commerciali, influendo negativamente sulla concessione delle licenze e su altri comportamenti del mercato.
Grazie a un modello aperto e flessibile, gli standard Internet si sono dimostrati fino ad oggi veloci e agili, e ogni misura che ne voglia agevolare l'ulteriore sviluppo come importante possibilità per le comunicazioni globali dovrà tener conto di un tale approccio aperto e pilotato dagli utenti.

PROGRESSING TOWARDS THE GLOBAL ELECTRONIC MARKETPLACE

2.1 The emergence of a global electronic marketplace
Growth in trans-border traffic over the last two decades has been a striking feature of the communications landscape. International telephone calls have risen from under 4 billion minutes in 1975 to over 80 billion (estimated1) in 1997 - a growth rate of 15 per cent a year. At the same time, they have contributed over 8per cent of telecommunications service revenue worldwide. This growth is forecast to continue.
Source: ITU
More recently, digital mobile communications, in particular through GSM, are providing global mobility in personal communications. Today, more than 200 GSM networks are in live commercial operation in over 100 countries worldwide serving 55 million users.
In the future, new satellite systems will have a major impact on the development of global communications services. The total addressable market for broadband multimedia world-wide is expected to grow steadily from 100 million users up to 330 millions in 2010 of which about 16 per cent (i.e. 50 million users) are forecast to be captured by satellite systems. The cumulative service revenues for satellite systems over the period 2000-2010 is estimated to be around 110 billion ECU.
This considerable growth over recent years has coincided with significant price reductions driven by falling costs and increasing competition, and the expansion of data networks, in particular the Internet, which will account for a growing proportion of international traffic in coming years.
Approximately 100 countries now enjoy Internet access. Recent surveys2 report that there are around 20 million Internet hosts worldwide, and the number of actual Internet users is currently estimated to be in the region of 100 million. It is forecast that this figure will increase to a quarter of a billion users by the year 2000.
Source: Network Wizards
Figure 1 below illustrates how the nature of the communications environment is changing. The scope of activities possible (e.g. medical, educational, recreational, commercial) and the number of different actors concerned has expanded through liberalisation and the development of new multimedia products and services.
Example: Electronic Commerce
Electronic commerce definitions may differ and estimates may vary, but nevertheless there are clear indications of strong growth. Estimates published in July 19973 indicated that business-to-business commerce over the Internet will reach 7 billion ECU in 1997 - a tenfold increase from 1996. In 2002, it is forecast that the value of goods and services traded between companies over the Internet will approach 300 billion ECU.
These developments are giving rise to the emerging electronic marketplace. Not only is communication itself emerging as a worldwide business, it is also underpinning the globalisation and networking of economic activities.
New business configurations are appearing, particularly in information-based sectors. Companies, including SMEs, are establishing worldwide networks linking research, production, assembly and distribution. Services, in particular information services (e.g. consultancy, banking, insurance, travel, publishing, marketing, sales, advertising, etc.), can now be produced in one country and exported to another via electronic networks.
The wide range of activities now technically possible can only be fully exploited if an international enabling framework emerges. International agreements have always played an important role in the development of the communications industry. Figure 1 shows how the character of these international public and private sector arrangements is being progressively extended from mainly technical to commercial and increasingly legal issues as the communications environment evolves.

Figure 1: Enabling Framework for the global electronic marketplace

2.2 The need for interoperable technical solutions
Historically, in telecommunications, a number of international public bodies were set up to oversee agreements on technical issues, including the connection and interoperability of national networks, standards and frequencies (e.g. ITU4, ISO, ETSI, CEPT, etc.).
Example: International interconnection
The first telegraph lines did not cross national frontiers because each country used a different system and each had its own telegraph code. Messages had to be handed over at frontiers before being retransmitted over the telegraph network of the neighbouring country. Countries than decided to conclude agreements to interconnect national networks.
The ability to offer users access to personal communications facilities wherever they travel in the world would not have been possible had it not been for the conclusion of international accords on standards, frequencies, and "roaming".
Example: Global System for Mobile Communication (GSM)
The mobile phone scene in the early-80s was akin to a car being driven freely around the motorways of Germany, but stopping dead on crossing the border into France. The introduction of GSM - the result of close collaboration between industry, governments and users at an international level (CEPT, ETSI, EU) - opened the way for trans-border mobility or "roaming" between different networks, irrespective of their geographical location.

New technological developments are giving rise to new needs. These are linked to issues such as the development of Internet architecture, the frequency and technical requirements of the next generation of mobile wireless communications and new satellite and navigational systems, including reconciliation of requirements posed by commercial and public interest applications, as well as the legal protection of user interfaces for multimedia services.
The speed of technological developments combined with the changing role of the actors concerned mean that standardisation is beginning to follow a different mechanism to that which has operated historically in telecommunications (public bodies) and in the IT sector (agreements between "big" players, proprietary systems leading sometimes to de facto monopolies): a more open and flexible consensus-building process.
A particularly striking illustration is the "Internet community" (e.g. IETF, W3C, IANA). Unlike the international switched telephone network, which has largely been built up within a formal and institutionalised framework agreed by governments, the Internet has developed according to its own unique user-driven model into a loose federation of interconnected computer networks worldwide. It is made up of groups which are open and follow a more spontaneous organisational model, but are therefore more difficult to define.
Example: the domain name system (DNS)5
In an increasingly commercialised Internet, the most coveted domain is ".com", intended for commercial organisations. But ".com" is a non-country-specific generic top level domain that can be used by anyone in the world. The availability of useful names is quickly running out and registering under the narrow confines of ".com" cannot work for much longer. In 1996 there were around 40 000 registrations. Today, there are over 4 million. In the future, questions such as who should be responsible for managing the funding, administration, and assigning of domain names in generic Top Level Domains, and how to introduce more competition into the management of the DNS system, will have to be answered.
The Internet community is trying to build on open standards that allow both interoperability and competition. Open standards are particularly important with regard to hardware and software tools for Internet use and access. Items such as browser software are in a way the "entry ramps" to the information superhighway, and it is important that they be based on open standards so that all users may have equal access to the Internet. Otherwise proprietary standards and their attendant licensing schemes will control access to content and electronic commerce transactions, and will adversely influence licensing and other market behaviour.
Because of an open and flexible model, Internet standardisation up to now is quick and agile. Measures to facilitate the continued growth of the Internet as an important feature in global communications will need to take this open, user-led approach into account.

2.3 Garantire l'accesso al mercato e la concorrenza
Il mercato elettronico rafforzerà l'attuale tendenza alla globalizzazione che, come mostrano i dati sul commercio, sta acquistando sempre maggiore velocità passando, in percentuale sul totale globale, dal 7% a più del 22% (il triplo rispetto al 1950). Anche gl'investimenti sono divenuti una spinta formidabile all'integrazione economica, e gli attivi cumulati d'investimenti esteri si sono triplicati dal 1987 fino a raggiungere i 2,5 milioni di miliardi di ECU. Una parte significativa delle transazioni sul mercato monetario si svolge on-line: il volume quotidiano di scambio estero supera i 1.000 miliardi di ECU10
Alcuni accordi (in particolare quelli GATT, GATS e TRIPS, in seno all'OMC) hanno accelerato le tendenze indicate e continueranno, assieme al recente accordo sulla liberalizzazione dei servizi di telecomunicazioni, a svolgere una funzione importante nel promuovere la liberalizzazione del commercio.
Gli elevati costi di telecomunicazione rappresentano uno dei maggiori ostacoli alla diffusione dei servizi di comunicazione avanzati, la base dell'economia on-line. La stupefacente riduzione dei costi della potenza di calcolo e la concorrenza stanno comprimendo le tariffe, dando spazio a una infrastruttura globale in cui le distanze perdono ogni significato.
Le distanze non contano più
Il costo di una chiamate transatlantica è oggi appena l'1,5% rispetto a 60 anni or sono, e la Banca mondiale prevede che entro il 2010 si sarà ridotto di altri 2/3, mettendo le telefonate, ad esempio quelle transatlantiche, sempre più alla portata di ogni borsa. Le piccole aziende e i singoli potranno così avere una "presenza virtuale" al di là dei limiti geografici della località in cui si trovano: fare affari in una prospettiva mondiale non è più appannaggio delle grandi multinazionali ma è ora alla portata di chiunque sia capace, ad esempio grazie ad Internet, di "montare" un'attività mondiale a basso costo.
La riduzione delle tariffe imprimerà maggior dinamismo al mercato elettronico, soprattutto quando diventeranno più abbordabili le comunicazioni a larga banda. Gli attuali limiti di accesso a Internet e delle comunicazioni mobili a banda relativamente stretta debbono essere eliminati al più presto, e i necessari incentivi saranno in molti casi offerti dalla domanda di mercato e dalla concorrenza: è dunque impellente applicare efficacemente le norme concordate in seno all'OMC.

2.4 Esigenza di un quadro giuridico coerente
In linea di massima, i quadri normativi del "mondo non elettronico" verranno applicati anche al "mondo elettronico" e bisognerà anche proteggere adeguatamente l'interesse pubblico; tuttavia, le possibilità tecniche delle reti aperte, ad esempio Internet, stanno già cominciando a mettere a dura prova le strutture giuridiche in vari campi della legislazione in vigore. In alcuni casi, il carattere specifico del mercato elettronico senza confini e le informazioni che vi circolano possono richiedere una maggior puntualizzazione o un adattamento degli attuali quadri giuridici e meccanismi più forti. Gli esempi che seguono intendono mostrare la varietà dei problemi esistenti.
Come applicare la fiscalità al commercio elettronico è uno dei grandi problemi del settore e rende ad esempio necessario analizzarne l'impatto nell'area della tassazione indiretta.
Esempio: l'IVA
Il contenuto musicale dei CD viene trasferito on-line tra due paesi, A e B; non si tratta di un bene materiale e l'utilizzatore si limita a "scaricare" la musica che, contrariamente a quanto avviene nel caso di un supporto fisico, passa dal fornitore al consumatore senza controlli doganali. Se il consumatore non dichiara spontaneamente la transazione nel paese B in cui risiede, questi non è in grado di percepire l'IVA, che è invece obbligatoriamente applicata a tutte le vendite di un fornitore che vi abbia sede e che si trova quindi in posizione di svantaggio. Per mettere i venditori dei due paesi su un piano di parità, sarà necessario modificare il regime impositivo e prevedere l'applicazione dell'IVA nel paese dell'acquirente.
In alcuni casi, il mondo on-line sta cominciando a mettere in luce le differenze tra le legislazioni nazionali, anche quando sono interamente compatibili con i mercati e le attività per le quali furono in origine preparate. Un problema giuridico cruciale per gli utilizzatori di reti aperte, ad esempio di Internet, è di decidere chi è perseguibile per le violazioni legali nel contesto on-line. L'attuale situazione si caratterizza per una notevole incertezza, a tutto detrimento di alcuni.
Inoltre, il maggior uso di reti elettroniche aperte ha dato vita a un più elevato numero di conflitti giurisdizionali tra Stati e la crescita clamorosa delle comunicazioni in rete lascia prevedere che tali conflitti diventeranno sempre più frequenti.
Esempio: giurisdizione
Un'impresa nel paese A crea un sito su Internet che le permette di vendere i propri prodotti e al quale possono accedere gli utilizzatori del paese B, nel quale però l'impresa del paese A non vende direttamente e con il quale non ha contatti commerciali. Un consumatore del paese B cita in giudizio l'impresa nel paese B, affermando che l'informazione sul sito web è incorretta in base alle proprie leggi. Il tribunale del paese B si dichiara competente ad agire contro l'impresa, basandosi sul fatto che il suo sito è accessibile nel paese B, e la obbliga così a sostenere ingenti spese per difendersi in un paese estero col quale non intrattiene rapporti.11
Il trasferimento in rete delle attività incoraggia la mobilità "virtuale" delle risorse umane e crea un mercato del lavoro globale. In tale contesto, il lavoro transnazionale può avere implicazioni sull'applicabilità del diritto del lavoro e può rendere necessari meccanismi adeguati che permettano di risolvere le controversie sul lavoro transfrontaliero e che possano essere usati come punto di riferimento negli accordi di questo tipo.
Esempio: il diritto del lavoro
Un telelavoratore risiede nel paese A e lavora per un'impresa del paese B: quali sono le implicazioni giuridiche?
La tecnologia permette di copiare e trasmettere in tutto il mondo e con relativa facilità i prodotti protetti dai diritti di proprietà intellettuale; le differenze nei livelli di protezione giuridica dei diversi paesi assumono quindi una maggiore importanza per i detentori di tali diritti e per gli utilizzatori.
Esempio: il diritto d'autore12
Il paese A, a differenza del paese B, prevede un'eccezione al diritto di comunicazione on-line al pubblico per l'insegnamento e la ricerca scientifica. Un'università del paese A inserisce nel suo sito, sulla base dell'eccezione di cui sopra e senza l'autorizzazione del detentore dei diritti, lavoro protetto da copyright. Il sito è accessibile nel paese B: l'università viola dunque i diritti esistenti nel paese B e in tutti quelli a partire dai quali si può accedere al sito, e deve quindi fare in modo da avere l'autorizzazione eventualmente necessaria in tutti i paesi da cui si può consultare il sito.
In modo simile, le notevoli differenze nella legislazione per la protezione dei dati (o l'assenza di una tale legislazione) a livello nazionale o regionale possono ostacolare il commercio elettronico transfrontaliero o scoraggiare i cittadini dall'uso dei servizi di comunicazione.
Esempio: la protezione dei dati13
Un cittadino del paese A visita il sito di un'impresa con sede nel paese B. Prima di autorizzare l'accesso, il sito chiede ai visitatori di completare un questionario on-line fornendo dati personali e altre indicazioni sullo stile di vita, del cui possibile uso non viene dato alcun chiarimento. L'impresa rivende successivamente le informazioni a molte altre aziende e il privato - che riceve messaggi elettronici non richiesti e chiamate telefoniche da aziende interessate a vendere i propri prodotti - sa che in base alla legislazione del paese A avrebbe il diritto di opporsi a un tale uso dei dati personali, grazie a un apposita procedura di ricorso facile e gratuita. Poiché però non esiste niente di simile nel paese B, non ha in questo caso modo di risolvere il problema.
Anche le leggi sui marchi commerciali sono interessate dal fenomeno: la pubblicità on-line con marchi commerciali nazionali o internazionali può presentare rischi se manca un accordo sui principi.
Ad esempio, i limiti del DNS su Internet stanno danno luogo a battaglie legali in cui si affrontano i detentori di diritti nazionali che hanno lo stesso marchio commerciale. Le imprese si stanno rendendo rapidamente conto dei vantaggi di un nome di settore facile da memorizzare: i marchi commerciali sono geograficamente limitati, quelli registrati nel DNS sono unici e internazionali.
Esempio: marchi commerciali14
Due aziende francofone in due paesi diversi usano per due prodotti differenti un marchio commerciale nazionale che include il termine "Dumont". Quale delle due potrà svolgere un'attività commerciale su Internet usando un DNS con il nome di settore "Dumont"?
Le caratteristiche tecniche delle reti e del commercio on-line pongono una sfida alle norme esistenti e richiedono nuovi accordi, ad esempio nel campo della sicurezza e dell'autentificazione: sono necessarie misure che forniscano una garanzia giuridica ed evitino il sussistere di anelli deboli della catena nei paesi in cui le garanzie di sicurezza sono insufficienti15
Esempio: l'autentificazione
L'assenza di un approccio armonizzato alle CA (Certification Authorities, Autorità di certificazione) in grado di controllare l'identità e l'autenticità dei corrispondenti potrebbe seriamente minare lo sviluppo di strutture transfrontaliere. Il certificato rilasciato da una CA in un paese può non essere riconosciuto dalle CA di un altro, specialmente se uno dei due paesi ha previsto uno schema di riconoscimento delle CA e il certificato è stato rilasciato da una CA estera che non lo ha ottenuto.
Sarà inoltre necessario rivedere le attuali leggi e meccanismi che garantiscono la protezione del consumatore: una delle maggiori remore al consumo è la difficoltà di conoscere l'origine del prodotto e di definire le responsabilità nel caso in cui non abbia la qualità reclamizzata o non sia adatto all'uso previsto.
Esempio: la protezione del consumatore
Nel mercato elettronico, un consumatore potrebbe essere indotto, dal codice geografico presente nel DNS, a credere di stare acquistando prodotti da un'azienda del proprio paese (e dunque sottoposta alle sue leggi e norme) per poi scoprire che il prodotto proviene da un paese terzo, in cui l'azienda è sottoposta a un regime di controlli differente.
Esiste inoltre incertezza sulla validità dei contratti stipulati via rete e sulle possibilità di ricorso in caso di transazioni via Internet.
Esempio: termini e condizioni di un contratto
Un consumatore nel paese A desidera acquistare via Internet un prodotto di un'azienda nel paese B. Nel quadro dell'offerta on-line, si dà per scontato che il consumatore accetti termini e condizioni generali dell'impresa (dettagliatamente esposti) quando clicca sul riquadro "OK". L'acquirente clicca senza averne preso conoscenza, per non restare troppo a lungo collegato. Quando il prodotto si rivela difettoso, l'azienda si difende richiamandosi alla clausola di non responsabilità inserita nei termini e condizioni on-line, che secondo l'acquirente non sono invece applicabili perché la legislazione del paese A impone che siano indicati in modo sufficientemente conciso e chiaro.
Le reti possono inoltre essere usate per fini illegali: tra gli esempi di criminalità tecnologica citeremo vari tipi di manipolazione dei computer, il sabotaggio informatico, l'estorsione, il fenomeno degli hacker, lo spionaggio e la pirateria. Per combattere la criminalità tecnologica è necessaria una maggiore cooperazione17.
L'ampia accessibilità al contenuto di tutti i tipi fa nascere problemi d'interesse pubblico che hanno numerose implicazioni sociali, culturali ed economiche. La diversità delle culture nazionali e regionali e dei codici morali ed etici è alla base di legislazioni nazionali divergenti, cosa che, nell'economia on-line, potrebbe condurre a situazioni in cui un sito può ospitare materiale considerato immorale o indecente in una nazione ma legale altrove.
Esempio: contenuto nocivo e illegale
Nel tentativo di prevenire il diffondersi sul proprio territorio di quello che considera materiale "inadatto" o "offensivo", il paese A decide di dichiarare "illegale" tutto il materiale di un certo tipo. Le norme sul contenuto del paese B sono incompatibili con quelle del paese A. Qualora considerassero "osceno" il contenuto, ad esempio, di una pubblicità su certi siti Internet del paese B, le autorità del paese A potrebbero decidere di perseguire legalmente i fornitori del servizio informazione del paese B. Le autorità del paese B potrebbero contestare la procedura, basandosi sul fatto che viola il diritto fondamentale dei propri cittadini alla libertà d'espressione.

2.5 Conclusioni: la necessità di un quadro di riferimento internazionale
Il mercato elettronico globale richiede un qaudro di riferimento appropriato che copra gli aspetti tecnici, commerciali e giuridici e che favorisca soluzioni tecniche interoperabili, pratiche commerciali competitive e norme coerenti, senza invece definire norme dettagliate e armonizzate su tutti i risvolti del problema.
Sono stati più sopra identificati alcuni ostacoli che il quadro di riferimento deve eliminare: le priorità possono essere discusse, ma già oggi si è d'accordo sul fatto che alcuni problemi richiedono un'attenzione immediata e coordinata della comunità internazionale. Si tratta di temi quali l'accordo sul DNS, la definizione di norme vincolanti per la protezione dei dati, la riduzione del costo delle comunicazioni, la chiarezza nel campo fiscale, l'accordo sulle implicazioni giuridiche della certificazione elettronica.
Il contesto che caratterizza le comunicazioni e il commercio elettroniche fa sì che alcuni problemi possano essere risolti relativamente presto, altri possano creare significative strozzature e altri debbano ancora manifestarsi: un quadro di riferimento internazionale dovrebbe quindi essere creato partendo da un approccio aperto al futuro e flessibile.
L'analisi fatta mostra chiaramente che i problemi coinvolgono sempre di più il quadro giuridico, che dev'essere esaminato sempre di più a livello globale; l'incertezza dovuta a risposte nazionali e regionali divergenti ostacolerebbe l'ulteriore sviluppo del mercato elettronico.
È quindi necessario pensare a un ampio dialogo sui problemi critici tra autorità, industria, consumatori e organismi internazionali.

2.3 Ensuring market access and competition
The electronic marketplace will reinforce the ongoing trend of globalisation, which, as trade figures show, is gathering speed. As a share of world output, trade has more than tripled since 1950 - from 7 per cent to over 22 per cent. Investment, too, has become a powerful force for economic integration with cumulative assets of foreign investment trebled since 1987 - to over 2.5 trillion ECU. A significant proportion of trade in money markets takes place on-line. The daily volume of foreign exchange deals worldwide exceeds 1000 billion ECU6.
A number of agreements have given an added impetus to these trends, notably within the WTO, through the GATT, GATS and TRIPS agreements, which will continue to play an important role in promoting trade liberalisation, including the recent agreement on telecommunication services.
One of the major obstacles for the development of advanced communication services which are at the basis of the "on-line" economy are high telecommunications costs. Dramatic reductions in the cost of computing power together with competition are pushing tariffs and giving rise to a global infrastructure where distance becomes meaningless.
The Irrelevance of Distance
A transatlantic telephone call now costs just 1.5 percent of what it cost 60 years ago. And the World Bank predicts that by 2010 the cost will have fallen by another two-thirds, making for instance transatlantic telecommunications increasingly affordable to all. This will allow small businesses and individuals to establish remote presence, beyond the geo-political borders of their physical location. Doing global business is already no longer limited to big multi-national companies but within reach of everyone who, for instance by using the Internet, are able to set up a global business at low costs.
Falling tariffs will create further dynamism in the electronic marketplace, notably when broadband communications become more affordable. The current limitations of Internet access and also mobile communications to relatively narrow bandwidth needs to be overcome as quickly as possible. In most cases, the necessary incentives will be provided by market demand and competition. Therefore effective implementation of agreed WTO rules are crucial.

2.4 The need for a consistent legal framework
As a principle, the legal frameworks of the off-line world will be applied to the on-line world and public interest will also need to be safeguarded in a proportionate manner. However the technical possibilities of open networks like the Internet are already beginning to put legal structures to the test in various fields of existing law. In some cases, the specific character of the borderless electronic marketplace and the transmissions which circulate within it may therefore require clarification or adaptation of existing legal frameworks and enforcement mechanisms. The following illustrative examples aim to demonstrate the diversity of these issues.
The question of how taxes and tariffs should be applied and implemented to electronic commerce is a major issue in this area. For instance, the impact of electronic commerce in the area of indirect taxation needs to be examined.
Example: Value-Added Tax
The musical content of CDs is delivered on-line from a country A to a country B; i.e. no physical goods are sent, the "music" is simply downloaded by the customers. Unlike a hard-copy, it passes from supplier to consumer without being subject to customs controls. Country B is unable to collect the VAT unless it is voluntarily declared by the resident consumer. Furthermore, a supplier in country B would be obliged to charge VAT on all sales, leaving him at a disadvantage. To put both suppliers on an equal footing, the tax regime would require modifications which might involve charging VAT on the basis of the location of the customers.
In some cases, the on-line world is beginning to expose differences in national laws, even though such differences may be entirely compatible with the markets and activities for which those rules were originally developed. A central legal issue for users of open networks, such as the Internet, is that of identifying which party should be liable for legal violations in the network environment. The current situation is characterised by considerable legal uncertainty to the detriment of some parties.
Moreover, the increased use of open electronic networks has also resulted in an increasing number of jurisdictional conflicts between States The explosive growth in networked communications means that such jurisdictional conflicts are likely to become more and more common.
Example: jurisdiction
A company in Country A establishes a site on the Internet by which it sells products. The company's site can be accessed by Internet users in Country B, but it sells no products and otherwise transacts no business there. A consumer in Country B files suit against the company in Country B, claiming that the information on its web site is misleading under the laws of that country. The court in Country B asserts jurisdiction over the company based on its web site being accessible there, forcing the company to defend a costly suit in a foreign country with which it otherwise has no ties. 7
The networking of activities is encouraging the "virtual" mobility of human resources and is giving rise to a more global labour market. Trans-national work in this context is likely to have implications with regard to the applicable law for labour-related issues. Adequate mechanisms which can solve disputes regarding trans-border work and which can serve as guidelines for the parties when trans-national work is agreed upon may be needed.
Example: labour law
A teleworker employee with residence in Country A, works for a company established in Country B. What are the legal implications?
Technology allows intellectual property to be copied and transmitted worldwide with relative ease. As a result, different levels of legal protection in different countries become more relevant for rightholders and users.
Example: copyright8
Country A provides for a exception to the right of communication to the public (on-line) for teaching and scientific research. Country B does not. A university in Country A includes, on the basis of the research/teaching exception, works protected by copyright in its site without the authorisation of the right holder. The site is accessible in Country B. The university therefore infringes rights which exist in country B and in any other country where it is accessible. The university must ensure that it has authorisation, if necessary, in all countries where the site is accessible.
Similarly, significant differences in data protection regulation or the absence of data protection, provided at regional and national levels are likely to hinder cross-border electronic trade and deter citizens' use of communications services.
Example: data protection9
An individual in Country A visits the web-site of a company based in Country B. The web site, before allowing entry, requires all users to complete an on-line questionnaire, which requests the user's personal details and other data on the user's life style preferences. No information is given regarding the likely uses of these data. The company then sells on the information it collects to many other companies. The individual receives unsolicited e-mail messages and telephone calls from companies wishing to sell their products. The individual knows that under legislation in Country A, they have legal right to object to the use of personal data for such purposes and that there is a national scheme to do so easily and without charge. No such legal right exist in Country B and the individual therefore has no remedy to this problem.
Trademark laws are also affected. Online advertising with national or supranational trademarks in the absence of agreed principles may also not be without its risks.
For example, the limitations of the Internet domain name system are giving rise to legal battles involving national rightholders sharing the same trade mark. Companies are rapidly becoming aware of the great value of easily memorable Internet domain names. Trade marks are territorial, yet names registered under the domain name system are both unique and international.
Example: trade marks10
Two francophone companies in two different countries have a national Trademark for two different products which includes the name "Dumont". Which company should be able to trade internationally on the Internet under the domain name "Dumont.com"?
As well as challenging existing laws, the technical characteristics of networks and on-line commerce require newagreements, for example in the field of security and authentication. Measures will need to provide legal security and trust in the medium and prevent the appearance of "weak links in the chain" in countries where security guarantees are insufficient11.
Example: authentication
The absence of a harmonised approach to Certification Authorities (CA) which can verify the identity and authenticity of correspondents could seriously undermine the development of cross-border trust. Certificates issued by a CA in one country might not be recognised by a CA in another country, especially if one country has foreseen a licensing scheme for CAs and the certificate has been issued by a foreign unlicensed CA.
Existing laws and mechanisms providing consumer protection will also need to be clarified. A major inhibitor to consumers is the difficulty in locating the origin of products, establishing liabilities where these products fall short of the advertised quality standards or prove to be unfit for the intended use.
Example: consumer protection
In the electronic market place, a customer could be misled into thinking that he or she was purchasing a product from a firm registered in his or her own country (thereby subject to its laws or regulations) and using the corresponding country code in its domain name, only to find that the product emanated from another country, where in fact the company is subject to a different regime of controls.
There is also uncertainty concerning the validity of contracts entered into over the network, and the means of redress available when undertaking transactions via the Internet.
Example: terms and conditions of contract
A consumer in Country A desires to purchase a product from a company in Country B over the Internet. As part of the on-line offer, the consumer is supposed to accept the company's general terms and conditions, which are quite lengthy, by clicking "OK". The consumer does click "OK", but did not read the terms and conditions as he would have had to stay on-line too long. When the product develops a defect, the company defends itself based on the disclaimer of liability in the on-line terms and conditions, which the consumer claims should not apply since the law of Country A requires terms and conditions to be of reasonable length and complexity. 
Networks can also be misused for criminal purposes. Examples of such high-tech crime include various forms of computer manipulations, computer sabotage and extortion, computer hacking, computer espionage and software piracy. Fighting hi-tech crime calls for more cooperation.13
The wide accessibility of content of all kinds also raises issues of public interest with numerous social and cultural, as well as economic implications. Differences in national or regional cultures and moral and ethical codes also give rise to divergent national laws. In the on-line economy, this may lead to situations where a site may contain what one nation regards as indecent or unethical, whilst the same content may be considered legal elsewhere.
Example: harmful and illegal content
In an effort to prevent the spread of what it regards as "unsuitable" or "offensive" material in its jurisdiction, Country A decides to make all content of this kind illegal. Country B's content standards are incompatible with Country A's. Should content, for example contained in advertising on certain Internet sites emanating from Country B, be considered "indecent" by authorities in Country A, it may decide to take legal action against information service providers originating in Country B. Authorities in Country B might dispute such a charge on the grounds that it is an infringement of their citizens' fundamental rights to freedom of expression.

2.5 Conclusions: Requirements for an international framework
The global electronic marketplace requires an appropriate framework covering technical, commercial, and legal aspects. This should foster interoperable technical solutions, competitive business practices and consistent rules. It does not need to consist of detailed and harmonised rules on all relevant aspects.
A number of obstacles needing to be addressed by this framework have been identified above. As to their priority, views may differ, but some of the issues can already be recognised today as requiring the urgent and coordinated attention of the international community. Among these priorities there are issues such as consensus on the Domain Name System, agreement on binding data protection rules, reducing communication costs, providing certainty in taxation, and agreeing on the legal implications of electronic authentication.
Because of the fast-moving environment which characterises electroniccommunications and commerce, some of the issues may be resolved relatively soon, others may prove to be significant bottlenecks, whilst others are yet to emerge. The development of an international framework must therefore be based on a forward-looking and flexible approach. The above analysis makes it clear that increasingly issues touch upon legal frameworks. It is increasingly necessary to examine them at a global level as uncertainty surrounding different national and regional responses to these challenges will hamper the further development of the electronic marketplace. Therefore, a broad dialogue on the key issues amongst public authorities, industry, consumers and international organisations should be envisaged.

[Indice] SPIANARE LA STRADA AL COORDINAMENTO INTERNAZIONALE

3.1 Rafforzare il coordinamento internazionale
Gli organismi del settore intergovernativo e privato sono già stati mobilizzati per lavorare a soluzioni che spaziano in un'ampia gamma di contesti formali e collaborativi, ed è stata organizzata una lunga serie di conferenze e attività con autorità, settore privato e organismi internazionali.
Ad esempio, i problemi del commercio elettronico sono stati affrontati nella conferenza ministeriale G7 di Bruxelles (febbraio 1995)18, nella conferenza di Midrand (maggio 1996), dall'UNCITRAL (che ha adottato nel 1996 uno schema di legge sul commercio elettronico), nella conferenza ministeriale di Bonn (luglio 1997), nella riunione UIT sulle telecomunicazioni interattive di Ginevra (settembre 1997), nella conferenza ISO sugli standard globali di Bruxelles (ottobre 1997), nella conferenza OCSE di Turku (novembre 1997), nella riunione TABD di Roma (novembre 1997), nella conferenza ministeriale del Consiglio d'Europa sulla politica dei mass media a Salonicco (dicembre 1997) e nelle conferenze al vertice APEC di Vancouver (novembre 1997), UE-US di Washington (dicembre 1997) e UE-Giappone di Tokyo (gennaio 1998).
Molto lavoro è già stato condotto in seno all'OMC (in particolare gli accordi GATT, GATS e TRIPS), che resta un motore importante per la liberalizzazione del commercio. La felice conclusione dei negoziati commerciali multilaterali (Uruguay Round) e i recenti accordi sui prodotti della tecnologia dell'informazione, sulle telecomunicazioni e sui servizi finanziari ha dato un nuovo impulso al commercio globale, dimostrando inoltre che molti paesi hanno in comune un forte interesse nel migliorare le condizioni del commercio.
Per quanto riguarda la fornitura e l'accesso a nuovi servizi d'informazione, tuttavia, il mondo del commercio deve risolvere il problema di garantire il libero accesso al mercato elettronico globale mettendo a punto efficaci norme di concorrenza. L'OMC fornisce una base per far fronte alla sfida, in particolare con il GATS, e a questo proposito si sta sviluppando un dibattito sulla necessità di adattare tale base quando la si applica ai servizi forniti per via elettronica. La nuova serie di negoziati sui servizi, il cui inizio è previsto prima del 2000, potrebbe influire sull'ulteriore liberalizzazione. Inoltre il gruppo di lavoro dell'OMC su "commercio e concorrenza" potrebbe far sì che si arrivi a un rafforzamento a livello mondiale delle norme sulla concorrenza, applicate trasversalmente tra vari settori, inclusi la comunicazione elettronica e il commercio.
A creare un consenso sui temi legati al commercio elettronico stanno largamente contribuendo non solo i lavori in seno all'OMC ma anche le analisi condotte in numerose sedi (OCSE, OMPI, UIT, UNCTAD, ...) e le discussioni bilateriali con i più importanti partner commerciali della Comunità (Stati Uniti e Giappone, ad esempio).
Sono stati compiuti notevoli progressi, ma punti comuni e accordi raggiunti in tali forum riguardano solo i principi, non necessariamente compatibili, o non coprono tutti gli elementi indispensabili per un quadro di riferimento globale: il processo deve ora essere portato avanti con la più ampia partecipazione possibile della comunità internazionale (inclusi i paesi in via di sviluppo) e il capitolo II ha mostrato che vi è un numero crescente di problemi pressanti che attendono di essere risolti.
Il commercio elettronico sta rapidamente dando una nuova dimensione all'economia globale: la comunità internazionale deve quindi mettere a punto un meccanismo appropriato che possa aiutare i differenti attori a rispondere in modo rapido e coordinato alle nuove esigenze, man mano che si manifestano. In tal senso, bisogna rispondere a due domande:
Due domande:

  • Quali sono gli ostacoli che è più urgente eliminare e quali i modi più efficaci per rimuoverli?
  • Quale è il metodo di coordinamento più adatto a rispondere in modo rapido ed efficace alle nuove sfide? 3.2 Identificare i problemi più urgenti e il modo di risolverli
    Quel che adesso è necessario è un esame immediato e dettagliato dei problemi e delle priorità che permetta alla comunità internazionale di affrontarli in modo efficace e coordinato: industria, associazioni dei consumatori, autorità e organismi internazionali si stanno sempre più rendendo conto dell'esistenza di problemi critici, che debbono essere risolti se si vuol consentire lo sviluppo del mercato elettronico globale.
    Arrivare a un approccio coerente rappresenta una grossa difficoltà a causa dell'elevato numero di differenti gruppi occupati in attività parallele e non sempre coordinate, ma in molte aree si può notare un inizio di convergenza dei punti di vista sul come definire i problemi: la richiesta dell'industria di norme proporzionate e tecnologicamente neutre o la domanda delle associazioni dei consumatori di un'adeguata protezione dei dati e di un'applicazione coerente delle norme di concorrenza.
    La possibilità di scambiare informazioni può aiutare a identificare e a risolvere i problemi nati da un'insufficiente conoscenza dei quadri di riferimento applicabili e a separarli da quelli che richiedono invece la puntualizzazione o la modifica di norme cogenti o non cogenti.
    La Commissione appoggerà ove possibile e necessario tali attività, in particolare usando i forum e le attività programmate per contribuire al dibattito (ad esempio: la riunione del gruppo di esperti in crittografia nell'aprile 1998, il forum sulla Società dell'informazione19in cui sono rappresentati gl'interessi dei più importanti gruppi professionali e sociali, o la consultazione lanciata dal Libro verde sulla convergenza), dando vita ad altre iniziative ispirate da attività quali il Memorandum d'intesa sull'accesso aperto delle PMI europee al mercato elettronico (firmato da oltre 100 organismi e aperto ad altre iscrizioni) o cercando di offrire un efficace contributo dell'UE alla creazione del consenso nei settori pubblico e privato.
    Tra i vari gruppi, l'industria - che si mostra particolarmente attiva e sta sviluppando nuove strutture globali per il commercio di beni e servizi - è quella che ha maggiormente approfondito l'analisi degli svantaggi delle norme esistenti.
    È per questo che nel corso del 1998 la Commissione intende sollecitare l'industria a partecipare alla tavola rotonda a livello di esperti (cui verranno invitati anche esperti degli Stati membri, dei partner internazionali e delle associazioni dei consumatori) prevista per offrire a tutti i partecipanti l'opportunità di far conoscere il proprio punto di vista in modo più coordinato e per incoraggiare lo scambio d'informazioni.
    È però importante far conoscere tali punti di vista anche ai responsabili politici a livello globale e a tal fine è opportuno, nel 1998 o al più tardi agl'inizi del 1999,
    (i) organizzare un'apposita conferenza ministeriale, o
    (ii) profittare di uno degli eventi internazionali a livello ministeriale già previsti
    I risultati dell'incontro potrebbero dare un'idea dei problemi prioritari e del come affrontarli.

    3.3 Sviluppare una strategia di coordinamento: la "Carta internazionale"
    Come detto nel capitolo 2, alcuni problemi sono già evidenti: man mano che il mercato elettronico globale si sviluppa ci si può però aspettare che ne appaiano di nuovi, che la natura di alcuni cambi e che altri spariscano. Inoltre aumenta il numero di operatori e organismi coinvolti e tutti dovrebbero quindi cominciare col domandarsi come lavorare assieme in futuro. Quel che non è necessario è creare un organismo sovranazionale di controllo o un pacchetto di norme vincolanti; bisognerebbe invece accordarsi su come meglio sviluppare approcci comuni ai problemi e su come risolverli (ad esempio, come mettere a punto un metodo sostenibile di coordinamento in cui gl'interessi dei settori pubblico e privato siano adeguatamente rappresentati), magari con un accordo multilaterale sotto forma di "Carta internazionale".
    Una "Carta internazionale" dovrebbe:
  • essere un'intesa multilaterale su un metodo di coordinamento per eliminare gli ostacoli al mercato elettronico globale;
  • non essere giuridicamente vincolante;
  • riconoscere il lavoro degli attuali organismi internazionali;
  • favorire la partecipazione del settore privato e dei pertinenti gruppi sociali;
  • contribuire a una maggiore trasparenza normativa20
    Una "Carta internazionale", da mettere a punto entro o nel corso del 1999, non dovrebbe quindi definire i problemi critici da risolvere in quanto tali ma contenere i principi d'intesa su come organizzare un processo per migliorare il coordinamento internazionale, cui partecipi la comunità internazionale nel più ampio senso possibile.
  • DEFINING THE WAY FORWARD FOR INTERNATIONAL COORDINATION

    3.1 Strengthening internationalcoordination
    Already, organisations at intergovernmental and private sector levels have been mobilised into working towards solutions within a variety of formal and cooperative frameworks. A host of conferences and events involving governments, private sector and international organisations have been held. For example, electronic commerce-related issues were discussed during the G7 ministerial conference in Brussels1 (February 1995), the Midrand conference (May 1996), UNCITRAL adopted a "Model Law" on electronic commerce in 1996, the Bonn Ministerial conference (July 1997), the ITU "Telecom Interactive" event in Geneva (September 1997), the ISO Global Standards Conference in Brussels (October 1997), the OECD conference in Turku (November 1997), the TABD in Rome (November 1997), the Council of Europe Ministerial conference on Mass Media Policy (Thessaloniki, December 1997) and at the APEC (Vancouver November 1997), EU-US (Washington, December 1997), and EU-Japan (Tokyo, January 1998) summits. Much work has already been achieved within the WTO, notably the GATT, GATS and TRIPS Agreement, which will remain an important motor of trade liberalisation. The successful conclusion of the Uruguay Round of multi-lateral trade negotiations and the recent agreements achieved in information technology products, telecommunications and financial services have given a new impetus to global trade. They have also demonstrated that many countries share a strong mutual interest in improving trade conditions. As regards the provision of, and access to new information services, however, the trade community faces the challenge of ensuring free access to the global electronic marketplace through the effective implementation of competition rules. The WTO provides a basis to address this challenge, in particular through the GATS. In this respect, a debate is currently emerging as to whether there is a need to adjust those provisions when they apply to services provided electronically. The new round of services negotiations scheduled to start before the year 2000 could have implications for further liberalisation. In addition, the WTO working group on "trade and competition" should eventually lead to the strengthening of competition rules at world-wide level, which would apply across sectors, including electronic communication and commerce. Besides the work undertaken in the WTO, ongoing discussions in other fora, such as the OECD, WIPO, ITU, UNCTAD, etc., as well as bilateral discussions with the Community's major trading partners, such as the United States and Japan, are widely contributing to building consensus on electronic commerce issues. Although good progress has been achieved, the understandings and agreements arrived at within these fora consist either of principles, which are not necessarily compatible, or do not cover all elements of a comprehensive framework. Also, the process will now need to continue with as wide a participation of the international community as possible, including the developing countries.As chapter 2 shows there are a growing number of urgent issues awaiting solutions. Since electronic commerce is adding rapidly a new dimension to the global economy, the international community should define an appropriate mechanism, which can help the different actors to respond more quickly to new requirements as they arise in a coordinated manner. In this context, they need to answer two questions:
    Two questions

  • What are the most urgent obstacles and what are the most effective means to remove them?
  • What method of coordination is best suited to respond rapidly and effectively to new challenges? 3.2 Identifying the most urgent issues and ways to tackle them
    What is required is an urgent and detailed examination of the problems and the priorities, in order to allow the international community to address them in a substantive and coordinated manner. There is growing experience amongst industry, consumer groups, governments, and international organisations, of the key problems needing solutions in order to foster the development of the global electronic marketplace.
    The difficulty lies in obtaining a consistent approach in view of the number of different groups engaged in parallel activities, which are not always coordinated. One can however observe in many areas an emerging convergence of views on the definition of problems. These include, for instance, requirements from industry for proportionate and technology neutral regulations, from consumer groups seeking adequate data protection, as well as consistent implementation of competition rules.
    Opportunities to exchange information can help to identify and solve problems which arise from a lack of sufficient knowledge on applicable frameworks and help to distinguish them from those problems which will require the clarification or adaptation of binding or non-bindingregulations.
    The Commission will support such activities where necessary and possible. In particular, it will use its own fora and planned events (as opportunities to contribute to the debate (e.g. expert group meeting in Copenhagen on cryptography in April 1998, Information Society Forum2 - in which major business and social group interests are represented -, the consultation launched by the Green Paper on convergence). Initiatives may also be inspired by activities such as the Memorandum of Understanding "Open Access to Electronic Commerce for European SMEs", signed by over 100 organisations and open for membership. Furthermore, it will seek to promote an active EU contribution to the concensus building process, both in private and public sectors.
    Among the various groups, industry is currently particularly active as it develops new global business structures and services. They are at this stage probably most advanced in confronting the drawbacks of existingrules.
    For this reason, in the course of 1998, the Commission will invite industry to participate in a round table at expert level (to which experts from Member States, international partners and consumer groups will also be invited), to provide an opportunity for all to present their views in a more coordinated manner and encourage an exchange of information.
    It is however also important that these views are presented to public policy makers at a global level. For this purpose, it is proposed, in the course of 1998 or early 1999 at the latest, to:
    1. either organise a specific International Ministerial Conference or
    2. take advantage of one of the already planned international events at Ministerial level.
    The outcome of such a meeting could be an understanding on priority issues and how to tackle them.

    3.3 Developing a method of coordination: An International Charter
    As shown in chapter 2, a number of problems are already visible but, as the global electronic marketplace develops, one can expect many new issues to appear, whilst others may change or even vanish. In addition, there is a growing constellation of actors and bodies involved. Therefore, all actorsshould examine how they could work together in future. What is not required is to establish an international supervisory authority or a set of binding rules. They should, however, reach a forward-looking understanding on how best to develop common approaches to problems and their solutions, i.e. to develop a sustained method of coordination in which public and private sector interests are adequately represented. This could be agreed multi-laterally in an International Charter.
    An International Charter would:
  • be a multi-lateral understanding on a method of coordination to remove obstacles for the global electronic marketplace;
  • be legally non-binding
  • recognise the work of existing international organisations
  • promote the participation of private sector and relevant social groups
  • contribute to more regulatory transparency3.

    An International Charter would not therefore define the key issues to be solved as such, but contain an understanding on how a process of strengthened international coordination should be organised, with as wide as possible a participation of the international community. The Charter could be agreed by or in the course of 1999.
  • [Indice] I prossimi passi

    La comunicazione sottolinea la necessità:

  • di un quadro di riferimento internazionale che appoggi il nascente mercato elettronico globale;
  • di un'analisi preliminare dei nascenti ostacoli al quadro di riferimento di cui sopra che copra gli aspetti tecnici, commerciali e giuridici;
  • di una proposta di azione immediata per coordinare i punti di vista sugli ostacoli critici e sul modo più efficace per eliminarli, fondata su una partecipazione più profonda del settore privato (incluse le associazioni dei consumatori);
  • di una proposta per una "Carta internazionale" che permetta di accordarsi su un metodo di coordinamento tra tutte le parti interessate.
    Come indicato, la comunicazione non cerca di proporre soluzioni ai problemi specifici identificati e non tenta di definire i rispettivi ruoli dei pertinenti forum internazionali; indica invece una strada per sviluppare un migliore coordinamento multilaterale. I prossimi passi dipenderanno quindi dalle risposte alle proposte della Commissione europea.
    La Commissione europea intende:
    (i) discutere con gli Stati membri e cercare un accordo sulle procedure, in occasione dei prossimi Consigli "Telecomunicazioni" e "Affari generali";
    (ii) profittare dei suoi periodici contatti con i partner internazionali per portare avanti una franca discussione sul concetto;
    (iii) invitare nel corso del 1998 esperti dell'industria e delle parti terze, inclusi i partner internazionali, a una tavola rotonda per arrivare a una visione d'assieme più completa;
    (iv) promuovere un attivo contributo a livello comunitario dei settori pubblico e privato al processo per costruire il consenso;
    (v) invitare tutte le parti interessate a trasmettere entro il 31 marzo 1998 i propri commenti all'indirizzo elettronico: euf64bxl.dg13.cec.be
  • THE NEXT STEPS

    This Communication sets out:

  • the need for an international enabling framework for the emerging global electronic marketplace;
  • a preliminary analysis of emerging obstacles to this framework covering technical, commercial and legal areas;
  • a proposal for immediate action to coordinate views on the key obstacles and the most effective means to remove them - building on stronger private sector (including consumer groups) involvement;
  • a proposal for an International Charter through which parties would agree on a method of coordination betweenall relevant parties.
    As indicated, this Communication does not attempt to propose solutions to the specific issues identified nor does it set out to define the respective roles of the relevant international fora. It outlines how improved multi-lateral coordination could be developed. The next steps will therefore depend upon the responses the European Commission will receive to its proposals.
    The European Commission will:
  • Discuss with Member States and seek an understanding on the procedure. Such opportunities will arise in the forthcoming Telecom and General Affairs Councils;
  • Take advantage of the Commission's regular contacts with international partners to pursue an open discussion of the concept;
  • Invite experts from industry and others including international partners to a round table meeting in 1998 to obtain a more comprehensive picture;
  • seek to promote an active, EU-wide contribution to the consensus-building process, by both private and public sectors.
  • Invite all interested parties to send by 31 March 1998 their comments to the following e-mail address: eif@bxl.dg13.cec.be.
  • [Indice] GLOSSARIO

    APEC (Asia-Pacific Economic Cooperation) (Cooperazione Economica dell'Asia e del Pacifico)
    APNIC (Asia Pacific Network Information Center)
    APT (Asia-Pacific Telecommunity)
    ARIN (American Registry for Internet Numbers)
    ASEAN (Associazione delle Nazioni dell'Asia sudorientali)
    BIAC (Business and Industry Advisory Committee)
    CCI (Camera di Commercio Internazionale)
    CITEL (Comisión Interamericana de Telecommunicaciones)
    DVB (Digital Video Broadcasting Group)
    EFF (Electronic Frontier Foundation)
    ETSI (Istituto europeo per le norme di telecomunicazione)
    FNC (Federal Networking Council)
    GIP (Global Internet Project)
    gTLD-MoU ( Generic Top Level Domain Memorandum of Understanding)
    IAB (Internet Architecture Board)
    IANA (Internet Assigned Numbers Authority)
    ICC (International Chamber of Commerce)
    IESG (The Internet Engineering Steering Group)
    IETF (Internet Engineering Task Force)
    INTA (International Trademark Association)
    InterNIC (Internet Network Information Center)
    ISO Organizzazione Internazionale di normalizzazione
    ISOC (Internet Society)
    ITU (International Telecommunications Union)
    MERCOSUR (Mercato comune del Sud)
    NAFTA (Accordo di libero scambio nordamericano)
    NCC-RIPE (RIPE Network Coordination Center)
    NSF (National Science Foundation)
    NSI (Network Solutions Incorporated)
    OAS (Organisation of American States)
    OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico)
    OECD (Organisation for Economic Cooperation and Development)
    OMC (Organizzazione mondiale del commercio)
    OMPI (Organizzazione Mondiale della proprietà intellettuale)
    ONU (Nazioni Unite)
    ONU/CCE (Commissione Economica delle Nazioni Unite per l'Africa)
    ONU/ECE (Commissione Economica delle Nazioni Unite per l'Europa)
    OSA.(Organizzazione degli Stati americani)
    PANAFTEL (PanAfrican Telecommunications Network)
    PATU (Pan-African Telecommunications Union)
    POC (Policy Oversight Committee)
    PSNU/PNUS (Programma di sviluppo delle Nazioni Unite;Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo)
    RASCOM (Regional African Satellite Communications Organisation)
    RIPE (Réseaux IP Européens)
    TABD (Trans-Atlantic Business Dialogue)
    UIT (Unione Internazionale delle Telecomunicazioni)
    UMTS - Forum (Univeral Mobile Telecommunications System – Forum)
    UN (United Nations)
    UN/ECA (United Nations Economic Commission for Africa))
    UN/ECE (United Nations Economic Commission for Europe)
    UNCITRAL (United Nations Commission on International Trade Law)
    UNCTAD (Conferenza delle Nazioni Unite per il Commercio e lo Sviluppo)
    UNDP(United Nations Development Programme)
    UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione,la Scienza e la Cultura)
    W³C (Consorzio della World Wide Web)
    WIPO (World Intellectual Property Organisation)
    WRC (Conferenza Mondiale delle Radiocomunicazioni)
    WTO (World Trade Organisation)

    -

    [Indice] Link

    1.Cfr. il COM(96)607: Piano d'azione evolutivo.
    2.COM(97)623: www.ispo.cec.be/convergencegp
    3.COM(97)157: www.ispo.cec.be/ecommerce.initial.html
    4.COM(96)487: www2.echo.lu/legal/en/internet/communic.html
    5.COM(97)503: www.ispo.cec.be/eif
    6.COM(96)483 def.
    7.www.wto.org
    8.Cfr. la comunicazione "Società dell'informazione e sviluppo: il ruolo dell'Unione europea" (COM(97)351): .www.ispo.cec.be/isad/isad.html
    9.UIT
    10.Network Wizards: www.nw.com
    11.www.nua.ie/surveys
    12.Global Internet Project: www.gip.org
    13.Forrester Research: www.forrester.com
    14.www.itu.int
    15.www.iso.ch
    16.www.etsi.fr
    17.www.thk.fi/cept/englanti/ceptinfo.htm
    18.Ben 9 differenti organismi (IETF, IESG, IAB, ISOC, IANA, FNC, NSF, InterNIC, NSI) sono direttamente coinvolti nelle decisioni sul DNS e si sta attualmente discutendo del loro futuro.
    19."The Banker" in Financial Times (27.11.97)
    20.A livello europeo, la giurisdizione per i conflitti civili e commerciali viene regolata dalle convenzioni di Bruxelles e di Lugano (rispettivamente del 1968 e 1988) sulla giurisdizione e l'applicazione delle sentenze civili e commerciali .

    LINKS
    1.www.ispo.cec.be/g7/g7main.html
    2.www2.echo.lu/bonn/conference.html
    3.www.oecd.org
    1.See Rolling Action Plan (COM(96)607): www.ispo.cec.be/infosoc/legreg.html
    2.COM (97) 623: www.ispo.cec.be/convergencegp
    3.COM(97) 157: www.ispo.cec.be/ecommerce .initiat.html
    4.COM(96) 487: www2.echo.lu/legal/ en./internet/.communic.html
    1.ITU
    2.Network Wizards: www.nw.com
    3.www.nua.ie/surveys
    4.Global Internet Project: www.gip.org
    5.Forrester Research: www.forrester.com
    6.www.itu.int
    7.www.iso.ch
    8.www.etsi.fr
    9.www.thk.fi/cept/englanti/ceptinfo.htm
    10.As many as 9 different organisations are directly involved in decision-making for the Internet's Domain Name System (IETF, IESG, IAB, ISOC, IANA, FNC, NSF, InterNIC, NSI) and an international debate on its future governance is underway.
    11.Financial Times - "The Banker", 27.11.97
    12.At the European level, jurisdiction in the field of civil and commercial matters is regulated by the Brussels and Lugano Conventions on Jurisdiction and the Enforcement of Judgements in Civil and Commercial matters (1968 and 1988, respectively)
    13.An improved international commercial and legal framework for intellectual property is emerging through the TRIPS agreement, and the WIPO treaties of December 1996 on Copyright, and on Performances and Phonograms. The Commission has recently adopted a proposal for adirective on copyright and related rights in the Information Society (COM(97)628fin). This directive will complement the existing Community framework on copyright and related rights, which addresses already certain copyright issues related to the Information Society.