Società dell'informazione e sviluppo: il ruolo dell'Unione europea
Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europe, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni
|
La Société de l'Information et le développement : le rôle de l'Union Européenne
Communication de la Commission au Conseil, au Parlement Européen, au Comité Economique et Social et au Comité des Régions
|
INDICE
INTRODUZIONE
A. L'INTEGRAZIONE DEI PVS NELLA SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE - UNA SFIDA
1. IL CONTRIBUTO DELLE TECNOLOGIE DELL'INFORMAZIONE E DELLE COMUNICAZIONI (TIC) ALLO SVILUPPO
2. LE SFIDE PER I PVS
B. AZIONE COMUNITARIA E SUE PROSPETTIVE
3. IL CONTRIBUTO DELL'UNIONE EUROPEA ALLA PROMOZIONE DELLA SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE NEI PVS
4. PER UN NUOVO IMPULSO ALL'AZIONE COMUNITARIA A FAVORE DEI PVS
CONCLUSIONI
ALLEGATO
Elenco delle sigle
|
SOMMAIRE
INTRODUCTION
A. LE DEFI DE L'INTEGRATION DES PED A LA SOCIETE DE L'INFORMATION
1. L'APPORT DES TECHNOLOGIES DE L'INFORMATION ET DES COMMUNICATIONS (TIC) AU DEVELOPPEMENT
2. LES DEFIS A RELEVER PAR LES PED
B. L'ACTION COMMUNAUTAIRE ET SES PERSPECTIVES
3. LA CONTRIBUTION DE L'UNION EUROPEENNE A LA PROMOTION DE LA SOCIETE DE L'INFORMATION DANS LES PAYS EN DEVELOPPEMENT
4. POUR UNE NOUVELLE IMPULSION A L'ACTION VERS LES PED
CONCLUSION
ANNEXE I
Liste des acronymes
|
INTRODUZIONE
I cambiamenti verso la Società dell'informazione interessano potenzialmente la maggior parte delle attività umane - che si tratti di apprendere, di comunicare, di lavorare o di divertirsi - e questo vale anche per i paesi in via di sviluppo (PVS), indipendentemente dalla diversa situazione dei mercati, delle politiche o delle capacità tecnologiche. La presente comunicazione definisce un assieme di orientamenti e di meccanismi per aiutare i PVS a entrare nella Società dell'informazione, non soltanto come consumatori ma anche come protagonisti.
La conferenza del G7 sulla Società dell'informazione (Bruxelles, febbraio 1995) ha espresso la propria preoccupazione per evitare di accentuare ancor più il gap che separa i paesi industrializzati da quelli in via di sviluppo, e ha invitato a una visione comune dell'arricchimento umano1 sottolineando inoltre che l'azione deve contribuire a integrare in uno sforzo globale tutti i paesi: quelli meno sviluppati e quelli in via di sviluppo devono vedersi riconoscere la possibilità di partecipare integralmente a un processo che consenta salti tecnologici e stimoli gli sviluppi sociali e economici. La conferenza sulla Società dell'informazione e lo sviluppo (Midrand, 13-15 maggio 1996) - cui, su invito del presidente Mandela, hanno partecipato oltre 50 paesi e organizzazioni internazionali - si è occupata in particolare d'identificare le necessità specifiche dei paesi in via di sviluppo e di dimostrare il potenziale delle nuove tecnologie (allegato complementare n° 6), permettendo inoltre di dar vita a una riflessione congiunta sulle necessarie norme comuni, sulle linee di cooperazione per edificare la Società dell'informazione globale e sulle priorità tipiche dello sviluppo. L'Egitto si è impegnato a curare il seguito della conferenza.
Dal canto suo, l'Unione europea ha intrapreso uno sforzo per ridefinire e aggiornare le proprie relazioni con ciascuna delle principali regioni in via di sviluppo, ed ha quindi l'opportunità d'inserire nelle relazioni reciproche la dimensione "Società dell'informazione"; dal punto di vista dell'azione comunitaria, si tratta di definire un quadro di riferimento che garantisca la necessaria coerenza e favorisca le sinergie possibili tra le differenti politiche e di ricercare un coordinamento con le attività degli Stati membri e delle organizzazioni internazionali interessate. In tale ottica è auspicabile un approccio regionale che permetta d'inserire l'azione nel contesto delle relazioni in atto e degli strumenti di cooperazione disponibili. Per quanto riguarda i partner esterni, il messaggio dev'essere realistico e capace di attirarne l'attenzione sulle sfide dei cambiamenti in atto e sul livello degli sforzi che debbono compiere.
|
INTRODUCTION
Les mutations engagées vers la société de l'information concernent potentiellement la majorité des activités humaines, qu'il s'agisse d'apprendre, de communiquer, de travailler ou de se distraire. Ceci est également vrai pour les Pays en Développement (PED), quelque soit la diversité des situations des marchés, des politiques ou des capacités technologiques. Cette Communication présente un ensemble d'orientations et de mécanismes pour contribuer à la participation des PED à la société de l'information, non seulement comme consommateurs, mais encore comme acteurs.
La Conférence du G7 sur la société de l'information tenue à Bruxelles en février 1995 a manifesté son souci d'éviter d'accentuer encore le fossé qui sépare les pays industrialisés de ceux en développement, et a invité à "une vision commune de l'enrichissement humain"1: " Notre action doit contribuer à l'intégration de tous les pays dans un effort global. Les pays en transition et ceux en développement doivent se voir reconnaître la possibilité de participer pleinement à ce processus comme il doit permettre des sauts technologiques et stimuler les développements sociaux et économiques." La Conférence sur la Société de l'Information et le Développement, organisée à Midrand du 13 au 15 mai 1996 à l'invitation du Président Mandela, réunissant plus de 50 pays et Organisations internationales, s'est centrée sur l'identification des besoins spécifiques des pays en développement et sur la démonstration des potentiels des nouvelles technologies (voir annexe complémentaire n° 6). Elle a permis une réflexion conjointe sur les règles communes qui s'imposent, sur des lignes de coopération pour la construction de la société globale de l'information et sur des priorités propres au développement. L'Egypte s'est engagée à l'organisation du suivi de cette conférence.
L'UE pour sa part a engagé un effort de redéfinition et de modernisation de ses relations avec chacune des principales régions en développement, offrant une opportunité de prendre en compte la dimension de la société de l'information dans les relations avec elles. Pour l'action communautaire, il s'agit d'établir un cadre de référence, assurant les cohérences nécessaires et favorisant les synergies possibles entre les différentes politiques et rechercher une coordination avec les activités des Etats membres et celles des Organisations internationales concernées. A cette fin, une approche régionale est préconisée, pour inscrire l'action à la fois dans le contexte des relations existantes et dans celui des instruments de coopération disponibles. Vis à vis des partenaires extérieurs, le message doit être réaliste et attirer leur attention sur les enjeux des bouleversements en cours et sur le niveau des efforts qui leur incombent.
|
A. L'INTEGRAZIONE DEI PVS NELLA SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE - UNA SFIDA
1. Il contributo delle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni (tic) allo sviluppo
1.1 Come messo in evidenza dalle conferenze sull'argomento tenutesi a Midrand e a Roma, la Società dell'informazione (SI) ricorre a tecnologie rivoluzionarie e permeanti che modificano profondamente l'organizzazione del lavoro, dell'insegnamento e, più in generale, della società, cui si accompagnano una riduzione dei limiti temporali e spaziali e una molteplicità di nuovi strumenti d'inaudita potenza, che permettono ai PVS di effettuare salti tecnologici evitando le tappe intermedie che hanno invece traversato i paesi industrializzati. La crescente complessità delle relazioni economiche e l'accumularsi di conoscenze ed esperienze su una scala precedentemente sconosciuta rappresentano fattori di crescente integrazione a livello mondiale, ma i paesi che volessero chiudersi ai cambiamenti verrebbero tagliati fuori dalle reti di scambi commerciali e di flussi d'investimenti, dalle reti di creazione scientifica e culturale e dalla loro diffusione, esponendosi al rischio di emarginazione. D'altra parte, in alcuni paesi esiste un rischio di veder nascere una società a due velocità, in cui solo una parte della popolazione avrebbe accesso alle nuove reti, servizi, attrezzature e sarebbe capace di utilizzarle agevolmente e di profittare dei vantaggi offerti.
1.2 Sul piano tecnologico, l'evoluzione verso la Società dell'informazione presuppone un'ampia serie di nuovi strumenti, che si stanno già ampiamente diffondendo nei PVS: la telefonia mobile cellulare conosce una crescita esplosiva, in particolare quando sopperisce alle carenze delle reti fisse, in materia di comunicazioni via satellite le tecnologie geostazionarie evolvono (verso i sistemi multispot o di accesso a richiesta) e i sistemi in orbita bassa o media metteranno ben presto a disposizione servizi globali. Si tratta di tecnologie che richiedono minori investimenti e che rispondono alle esigenze degl'insediamenti periferici o isolati (commutatori a energia solare, Vsat). Le capacità dei cavi ottici aumentano e i collegamenti si moltiplicano: si pensi, ad esempio, a quello in corso di realizzazione tra il Cile e gli altri paesi sudamericani che si affacciano sul Pacifico o al progetto FLAG, che collega l'Europa all'Asia via il Mediterraneo. Internet e la tecnologia WWW rappresentano una piattaforma per integrare altre tecnologie, ad esempio quelle che utilizzano le linee ISDN o i server d'indirizzamento ATM, che offrono soluzioni già impiegate in progetti molto diversi e cui fanno ricorso praticamente tutte le ONG operative. I teleporti costituiscono "sistemi di accettazione" delle attività di telelavoro, in particolare i servizi a forte intensità di mano d'opera come le statistiche, la contabilità, la produzione di software o i sistemi di prenotazione aerea (Isola Maurizio, Giamaica, India, Filippine). Le tecniche spaziali offrono possibilità inedite per l'aiuto allo sviluppo, soprattutto nei settori della navigazione e posizionamento e dell'osservazione della terra. I satelliti di osservazione della terra offrono, in particolare, possibilità inedite per la raccolta delle informazioni indispensabili alla gestione delle risorse naturali, l'assetto territoriale e la sorveglianza ambientale. I CDROM entrano nell'istruzione e nell'archiviazione e diffusione dell'informazione. Le tecnologie CIM e quelle per la gestione dei flussi (Just in Time) offrono importanti miglioramenti di produttività.
|
1. LE DEFI DE L'INTEGRATION DES PED A LA SOCIETE GLOBALE DE L'INFORMATION
L'apport des technologies de l'information et des communications (tic) au développement
Comme explicité à l'occasion de la Conférence de Midrand et de celle de Rome pour la Méditerranée, la société de l'information (S.I.) mobilise des technologies révolutionnaires et pervasives qui modifient profondément l'organisation du travail, de l'enseignement et plus généralement de la société. Elle s'accompagne d'une réduction des contraintes du temps et d'espace et offre une panoplie d'outils nouveaux d'une puissance sans précédent permettant aux PED d'effectuer certains sauts technologiques, en faisant l'économie des étapes intermédiaires qu'ont connues les pays industrialisés. La complexité grandissante des relations économiques et l'accumulation des savoirs et des expériences sur une échelle inédite précédemment constituent un facteur d'intégration croissante au plan mondial. Toutefois les pays qui se fermeraient à ces mutations s'isolant ainsi tant des réseaux d'échanges commerciaux et des flux d'investissements que des réseaux de la création scientifique et culturelle et de leur diffusion s'exposeraient au risque d'être marginalisés. Par ailleurs, dans certains pays, il existe un risque de voir se créer une société à deux vitesses, où seule une partie de la population aurait accès aux nouveaux réseaux, services, équipements et serait capable de les utiliser avec aisance et de jouir des avantages qu'ils procurent.
1.2 Sur le plan technologique, l'évolution vers la société de l'information mobilise une panoplie d'outils nouveaux dont la diffusion est largement engagée dans les PED. La téléphonie mobile cellulaire connaît une croissance explosive, en particulier quand elle pallie les carences des réseaux fixes. En matière de communications par satellite, les technologies géostationnaires évoluent (multispots ou d'accès à la demande) et les systèmes de basse et de moyenne orbite offriront prochainement des services globaux. Ces technologies sont moins intensives en capital et mieux adaptées à des zones éloignées et à des habitats dispersés (commutateurs à énergie solaire, Vsat). Les capacités des câbles optiques augmentent et les liaisons se multiplient, comme celles en réalisation entre le Chili et les autres pays de la Côte pacifique de l'Amérique du Sud ou le projet FLAG reliant l'Europe et l'Asie via la Méditerranée. Internet et la technologie WWW constitue une plate-forme d'intégration pour d'autres technologies qu'il s'agisse des application des lignes RNIS ou des serveurs de routage ATM. Déjà des projets très diversifiés s'appuient sur de telles solutions et quasiment toutes les ONG actives sur le terrain les utilisent. Les téléports constituent des "berceaux d'accueil" pour des activités de télétravail notamment pour les services à forte intensité d'emplois tels que les statistiques, les comptabilités, la production de software ou les systèmes de réservation aérienne (Ile Maurice, Jamaïque, Inde, Philippines). Les techniques spatiales offrent des possibilités inédites pour l'aide au développement notamment dans les domaines de la Navigation et du Positionnement, ainsi que de l'Observation de la Terre. En particulier, les satellites d'Observation de la Terre permettent de recueillir des informations essentielles pour la gestion des ressources, l'aménagement du territoire, la surveillance de l'environnement. Les CD-ROMs investissent l'éducation et le stockage et la diffusion de l'information. Dans la production, les technologies CIM et celles de la gestion des flux (Just in Time) représentent des gains de productivité importants.
|
1.3 In materia di applicazioni per la Società dell'informazione, ai PVS si prospettano nuove opportunità che offrono vantaggi comparabili a quelli che si hanno nei paesi industrializzati: le PMI possono ottenere una gestione più efficace, un accesso all'informazione economica, alla formazione, alle reti interattive client/server e ai mercati internazionali; gli organi statali e le amministrazioni possono arrivare a una maggiore efficacia.
Le tecnologie per l'istruzione e la formazione -in particolare per la formazione a distanza - e i nuovi metodi di apprendimento offerte dalla SI potranno essere utili come strumenti per fare fronte alle necessità quantitative e strutturali dei paesi che devono accogliere, formare e integrare nel tessuto economico importanti forze di lavoro (nella maggior parte dei casi, la metà della popolazione ha meno di 20 anni) residenti in zone disperse o sottoequipaggiate. D'altra parte, è necessario aggiornare in modo permanente le conoscenze, sull'intero arco della vita umana, grazie alla formazione continua.
Alcuni paesi sono colpiti da endemie e epidemie su ampia scala. La telemedicina può contribuire a rispondere alla sfida rafforzando l'organizzazione e migliorando la gestione del sistema sanitaria. Le reti telematiche possono collegare le varie basi di dati per seguire l'evoluzione delle malattie (epidemiologia), per accedere alle conoscenze di altri medici con la teleconsulto, e per aprire la strada all'assistenza medica a distanza. Le TIC svolgono inoltre un ruolo importante nel preparare e mettere in opera le politiche sanitarie.
Nel settore industriale e nel commercio internazionale, le TIC rappresentano un fattore decisivo di competitività perché migliorano la qualità della produzione (norme più rigorose, controllo di qualità) o il contenuto immateriale legato alla moda (abbigliamento), perché integrano una produzione in un processo complesso (ad esempio per i pezzi di ricambio delle automobili) o perché rappresentano la via di trasmissione di comandi e specifiche che prefigurano il commercio elettronico. In alcuni paesi, la produzione di software e il trattamento informatizzato di dati permettono un forte incremento occupazionale (100.000 progettisti di software in India) e appaiono anche nuovi mercati di prestampa elettronica, di media e dell'audiovisivo.
Per quel che riguarda la ricerca nei settori agricoltura, chimica, gestione delle acque, pesca, ambiente, urbanismo, ecc. lo sviluppo di reti permette ai ricercatori dei PVS di accedere all'informazione e di creare gruppi della giusta dimensione, integrandosi così nella comunità scientifica mondiale e contribuendo a limitare la fuga di cervelli.
L'emergere in numerosi PVS di una nuova stampa indipendente, l'esplosione del fenomeno Internet, la liberalizzazione delle onde radio e la trasformazione della radiotelevisione di Stato in servizio pubblico di diffusione, sono alla base di una crescente richiesta d'informazioni attualizzate, sia scritte che radiotelevisive. L'informazione pluralistica contribuisce a rafforzare la società civile e a consolidare la democrazia in numerosi PVS.
La diversità linguistica, sia di alcune lingue comunitarie che delle lingue dei PVS, costituisce una ricchezza culturale che fa parte del patrimonio dell'umanità e che, grazie alle TIC, può alimentare lo sviluppo di un'industria del contenuto multiculturale e multimediale basata, in particolare, su pubblicazioni elettroniche.
1.4 Le TIC non rappresentano l'unico strumento per accelerare lo sviluppo strutturale e non sono totalmente efficaci che se chi le utilizza è capace di assimilarle. L'esperienza nell'aiuto allo sviluppo insegna che l'uso delle nuove tecnologie dev'essere adattato alla situazione locale e nazionale, ai vincoli geografici, alla struttura economica del paese e alle sue esigenze prioritarie. Tuttavia, le TIC hanno un notevole potenziale che può essere messo al servizio delle strategie di sviluppo e della competitività dei PVS e che è ben lungi dall'essere sfruttato a fondo. La presente comunicazione si propone d'indicare una strategia globale nel settore.
|
1.3 En matière d'applications de la société de l'information, des opportunités nouvelles se dessinent pour les PED, apportant des bénéfices comparables à ceux qui se manifestent dans les pays industrialisés, comme par exemple: pour les PME, une gestion plus efficace, une accès à l'information économique, à la formation, à des réseaux clients/serveurs interactifs et aux marchés internationaux ou encore une efficacité accrue pour les gouvernements et les administrations. Les technologies d'éducation et formation notamment formation à distance et multimedia, et les nouveaux modes d'apprentissage offerts par la SI pourraient être utiles comme instruments pour faire face à ces besoins quantitatifs et structurels de pays qui doivent accueillir, former et intégrer dans le tissu économique des effectifs considérables (dans la plupart de cas, la moitié de la population a moins de 20 ans), et établis dans des zones d'habitat dispersé ou sous-équipées. Par ailleurs, il s'agit de renouveler les compétences de manière permanente, tout au long de la vie, grâce à la formation continue. Certains pays sont frappés par des endémies et des épidémies sur de larges échelles. La télé-médecine peut contribuer à répondre à ces défis en renforçant l'organisation et en améliorant la gestion des soins de santé. Les réseaux télématiques peuvent relier entre elles les bases de données pour suivre l'évolution de maladies (épidémiologie), donner accès à une expertise médicale par télé-consultation, et ouvrir la voie à une assistance médicalisée à distance. Les TIC jouent également un rôle important dans la préparation et la mise en oeuvre des politiques de santé. Dans le domaine industriel et dans le commerce international, les TIC constituent un facteur décisif de la compétitivité soit qu'elles améliorent la qualité de la production (normes plus rigoureuses, contrôle de qualité) ou son contenu immatériel lié à la mode (textile), qu'elles intègrent une fabrication dans un processus complexe comme pour les pièces détachées automobiles ou encore qu'elles constituent la voie de transmission des commandes et des spécifications préfigurant le commerce électronique. Dans certains pays, la production de logiciels et la saisie de données informatisées permettent une forte création d'emplois (100.000 ingénieurs du logiciel en Inde); de nouveaux marchés apparaissent aussi pour le traitement des textes de la presse, des médias et le secteur audiovisuel. En matière de recherche en agriculture, chimie, gestion des eaux, pêche, environnement, urbanisme, etc. le développement de réseaux permet aux chercheurs des PED de disposer de l'information et de constituer des équipes à taille critique, et ainsi de s'intégrer dans la communauté scientifique mondiale, contribuant aussi à limiter la fuite des cerveaux. L'émergence dans de nombreux PED d'une nouvelle presse indépendante ainsi que l'explosion du phénomène Internet, la libéralisation des ondes et l'évolution des radiotélévisions d'état vers un statut de diffuseur de service public, créent une demande croissante d'informations d'actualité, tant écrites qu'audiovisuelles. Cette information pluraliste contribue au renforcement de la société civile et à la consolidation de la démocratisation dans de nombreux PED. La diversité linguistique incluant tant certaines langues communautaires que des langues propres aux PED constitue une richesse culturelle qui fait partie du patrimoine de l'humanité. Elle peut, grâce aux TIC, alimenter le développement d'une industrie des contenus multiculturels et multimédias basée en particulier sur des publications électroniques.
1.4 Les TIC en elles-mêmes ne constituent pas le seul instrument pour impulser le développement structurel. Elles ne trouveront leur pleine efficacité que si les sociétés qui les utilisent parviennent à se les approprier. L'expérience en matière d'aide au développement montre que l'usage des nouvelles technologies doit être largement adapté selon les contextes nationaux et locaux, les configurations géographiques, la structure économique du pays ou à ses besoins fondamentaux. Cependant les TIC recèlent un potentiel remarquable qui peut être mis au service des stratégies de développement et de la compétitivité des PED et ce potentiel est très loin d'être encore parfaitement exploité. L'objectif de cette communication est de proposer une stratégie globale en la matière.
|
2. Le sfide per i pvs
I vantaggi che la SI può offrire ai PVS dipendono tuttavia dal livello delle infrastrutture di comunicazione e informazione e dalle capacità di sviluppo dei loro sistemi economici e normativi.
2.1 La situazione delle infrastrutture di telecomunicazioni nei PVS è molto varia, ma in linea generale di livello ben inferiore a quello dei paesi industrializzati: se si prendono in esame gl'indicatori di densità2 i paesi industrializzati si situano infatti a oltre 48, i paesi a reddito intermedio a circa 10 e i paesi meno sviluppati (PMS) attorno a 1,5 (la media mondiale è 11,5). La differenza quantitativa è accentuata da debolezze qualitative delle reti, che influiscono sulla qualità e l'affidabilità delle comunicazioni, e da disparità strutturali tra zone urbane e zone rurali (nei paesi più poveri, la densità in queste ultime non supera 0,8). Le infrastrutture non soddisfano la domanda e non permettono l'accesso alle reti globali di comunicazione. D'altra parte, il mancato pagamento da parte delle amministrazioni pubbliche, il non rimborso delle comunicazioni internazionali (i cui proventi vengono riversati nel bilancio generale dello Stato) e la struttura dei costi, che sovrattassa le comunicazioni internazionali per sovvenzionare quelle locali, privano i gestori di telecomunicazioni dei ricavi della loro attività; la loro gestione pubblica ostacola l'utilizzazione ottimale dei mezzi.
Tuttavia, non mancano fattori di dinamismo: primo tra tutti l'importante domanda commercialmente valida, come dimostrano le interminabili liste di attesa, i tempi di allacciamento (che raggiungono anche i dieci anni), l'esistenza, in certi casi, di veri e propri "mercati neri" delle linee telefoniche e gli elevati livelli di redditività media per linea. Si spiega così la sostenuta crescita delle telecomunicazioni registrata in numerosi paesi (ad esempio, oltre il 17% annuo nell'insieme dei paesi con reddito inferiore a 700 dollari, nel periodo 1984-1994). La riduzione del costo delle tecnologie e la concorrenza dei nuovi operatori globali, che utilizzano ad esempio il call-back, provocano una contrazione della redditività tradizionale delle comunicazioni internazionali che preoccupa i PVS e li induce a prendere coscienza dei cambiamenti in corso.
2.2 Per quanto riguarda le altre infrastrutture dell'informazione, l'indice di diffusione percentuale dei PC - che passa da 18 per i paesi ad alto reddito, a 2,3 per i paesi a reddito intermedio e a 0,01 per i paesi a basso reddito - sottolinea il drammatico divario che esiste nel settore informatico. Dal canto suo, il mercato delle tecnologie dell'informazione è costituito per il 34,7% dagli Stati Uniti, per il 29,3% dall'Europa, per il 14,6% dal Giappone e solo per il 21,4% dal resto del mondo. La trasmissione di dati e la distribuzione dei server Internet e dei suoi utilizzatori riflette la stessa situazione. Anche in questo caso non mancano fattori di dinamismo: la riduzione dei prezzi e lo sviluppo delle applicazioni multimediale e dell'accesso a Internet svolgono un ruolo trainante. Il mercato dei PC è dinamico e potrebbe seguire i passi della televisione, saldamente presente nel 46% delle abitazioni dei paesi a basso reddito.
2.3 Secondo la Banca mondiale, gl'investimenti annui necessari allo sviluppo delle telecomunicazioni nei PVS per i prossimi 5 anni ammontano a 60 miliardi di dollari. I finanziamenti dell'aiuto pubblico internazionale non dovrebbero superare 2,3 miliardi e la maggior parte degli Stati non è in condizioni di finanziare la differenza: investimenti sufficientemente consistenti potranno essere effettuati soltanto dal settore privato, la cui mobilitazione dipende tuttavia dall'esistenza di un quadro legislativo e normativo stabile, prevedibile e trasparente che permetta di effettuare scelte economiche razionali.
Gl'impegni sull'accesso al mercato e il trattamento nazionale e sui principi normativi adottati da 69 paesi, inclusi numerosi paesi in via di sviluppo, nell'ambito dei negoziati OMC/GATS sulla liberalizzazione dei servizi di telecomunicazioni (conclusisi il 15 febbraio 1997) costituiscono un quadro di riferimento generale adatto all'insieme dei PVS e concernono l'indipendenza dell'organismo di regolamentazione, le norme di base della concorrenza, l'interconnessione delle reti, gli obblighi di servizio universale, la trasparenza nell'attribuzione delle licenze e nell'assegnazione delle frequenze. Per progredire più rapidamente verso la Società dell'informazione, i PVS dovrebbero cominciare a riflettere sulla maniera migliore per adattare i propri sistemi di telecomunicazioni nazionali in base ai principi indicati dal GATS, mettendosi così in condizione di onorare gl'impegni sottoscritti in seno all'OMC sui servizi di telecomunicazioni o, nel caso dei paesi non firmatari, di aderirvi e conformarsi anche ai principi normativi.
|
Les defis a relever par les ped Les bénéfices de la SI pour les PED dépendent toutefois du niveau des infrastructures de la communication et de l'information et des capacités de développement offertes par leurs systèmes économiques et réglementaires.
2.1 La situation des infrastructures de télécommunications dans les PED est très contrastée, mais de façon générale à un niveau éloigné des pays industrialisés. En effet, si l'on se réfère à l'indicateur de télédensité2, les pays industrialisés se situent à plus de 48, les pays à revenu intermédiaire autour de 10, alors que les pays les moins avancés (PMA) sont aux environs de 1,5 et que la moyenne mondiale est à 11,5. Cette différence quantitative est accentuée par des faiblesses qualitatives des réseaux qui affectent la qualité et la fiabilité des communications et par des disparités structurelles entre zones urbaines et rurales. Ainsi la télédensité des zones rurales ne dépasse pas 0,8 pour les pays à revenu inférieur. Les infrastructures ne répondent pas à la demande et ne permettent pas l'accès aux réseaux globaux de communications. Par ailleurs, le défaut de paiement des administrations publiques dans certains cas, la non affectation des paiements des communications internationales (retenues au budget général de l'Etat) et la structure des coûts qui surtaxent les communications internationales et subventionnent les communications locales privent les opérateurs de télécommunications des ressources de leur activité; leur gestion publique obère l'utilisation optimale des moyens. Cependant, les facteurs de dynamisme ne manquent pas. D'abord, une demande solvable importante existe, comme le montrent des listes d'attentes pléthoriques et des délais de raccordement atteignant dix ans, l'existence de véritables "marchés noirs" des lignes téléphoniques dans certains cas et enfin les niveaux élevés du revenu moyen par ligne. Ceci explique que de nombreux pays aient connu une croissance soutenue des télécommunications, par exemple plus de 17% par an pour l'ensemble des pays à revenus inférieur à 700 $US sur la période 1984-1994. La baisse du coût des technologies et la concurrence des nouveaux opérateurs globaux utilisant par exemple le call-back induisent une baisse des revenus traditionnels des communications internationales qui inquiète les PED. Ceci les conduit à prendre conscience des changements en cours.
2.2 Pour les autres infrastructures de l'information, la distribution des P.C. par 100 habitants donne une indication du fossé en matière d'informatique, variant de 18 pour les pays à haut revenus, à 2,3 pour ceux à revenus intermédiaires et à 0,01 pour ceux à bas revenu. Quant au marché des technologies de l'information, il est constitué à 34,7% par les Etats-Unis, à 29,3% pour l'Europe, à 14,6 % pour le Japon quand le reste du monde ne compte que pour 21,4 %. De même la transmission de données et la distribution des serveurs Internet comme celle de ses usagers reflète ces différences. Comme précédemment, des facteurs de dynamisme ne manquent pas, parmi ceux-ci, la baisse des prix, le développement des applications multi-media et de l'accès à Internet jouent un rôle incitatif. Le marché des P.C. est dynamique et il pourrait suivre les traces de la télévision qui s'est bien diffusée dans les pays à bas revenus, où 46% des foyers en sont dotés.
2.3 Selon la Banque Mondiale, les investissements annuels nécessaires au développement des télécommunications dans les PED durant les cinq prochaines années s'élèvent à 60 milliards de $ US. Les financements de l'aide publique internationale ne devraient pas dépasser 2,3 milliards et la majorité des Etats ne peuvent financer la différence. Seul le secteur privé sera en mesure de réaliser les investissements à hauteur des besoins. Sa mobilisation dépend toutefois d'un cadre législatif et réglementaire stable, prévisible et transparent, permettant des prises de décision économique rationnelle. Les engagements sur l'accès au marché et le traitement national, ainsi que sur les principes réglementaires adoptés par 69 pays, dont de nombreux pays en développement, dans le cadre des négociations OMC/GATS sur la libéralisation des services télécommunications qui se sont achevées le 15 février 1997 constituent un cadre général qui peut convenir à l'ensemble des PED. Ils concernent l'indépendance du régulateur, les règles de base de la concurrence, l'interconnexion des réseaux, (---) les obligations de service universel, la transparence de l'attribution des licences et de l'allocation des fréquences. Afin d'avancer plus rapidement dans la voie de la Société de l'Information, les PED devraient entamer une réflexion visant à identifier le meilleur processus possible pour faire progresser leurs systèmes de télécommunications nationaux vers les principes indiqués par le GATS. Ils seraient ainsi en mesure de remplir les engagements souscrits auprès de l'OMC sur les services de télécommunication et, pour ceux des pays qui n'auraient pas pris de tels engagements, d'y souscrire y compris en matière de principes réglementaires.
|
2.4 Il capitale umano condiziona i progressi e permette di controllare i cambiamenti; ciò è particolarmente vero per i tecnici dei settori telecomunicazioni e informatica (soprattutto software) che offrono interessanti prospettive occupazionali e per la formazione di coloro che operano nel settore informazione (ad esempio insegnanti e giornalisti), dei responsabili della regolamentazione e della gestione (marketing, servizi finanziari e commerciali, controllo della qualità), dei nuovi intermediari specialisti nell'accesso e l'utilizzazione delle TIC. D'altro canto, è indispensabile offrire la possibilità di formazione permanente.
2.5 Nell'ambito di alcune organizzazioni internazionali - ad esempio l'IT, l'UNESCO, l'UNCTAD, il PSNU (con il programma SDNP), la Banca Mondiale (con l'iniziativa InfoDev) e l'OCSE - è attualmente in corso un dibattito sugli aspetti della Società dell'informazione legati allo sviluppo.
B. AZIONE COMUNITARIA E SUE PROSPETTIVE
3. Il contributo dell'unione europea alla promozione della società dell'informazione nei paesi in via di sviluppo
Nel corso degli anni, le azioni di cooperazione dell'UE nel settore delle telecomunicazioni e delle tecnologie dell'informazione si sono gradualmente rafforzate e l'esperienza dimostra che rispondono a un'esigenza crescente, manifestata più esplicitamente dai nostri partner, e che offrono risultati concreti e importanti3. Nei nuovi accordi di cooperazione firmati con i PVS, i temi della Società dell'informazione e delle tecnologie associate sono oggetto di disposizioni formali.
3.1 La cooperazione economica, finanziaria e tecnica ha dato vita a importanti attività nelle differenti aree geografiche partner dell'Unione4.
Nell'area del Mediterraneo sono stati realizzati numerosi progetti, tra cui il supporto all'interrogazione delle basi di dati comunitari. A Malta, la Commissione europea ha cofinanziato il rinnovamento delle reti di telecomunicazioni. Recentemente è stato approvato un programma di 10 milioni di ECU per modernizzare le strutture dell'operatore di telecomunicazioni siriano.
In Africa è stata data la precedenza alle telecomunicazioni rurali e a quelle via satellite. Due progetti di servizi di telecomunicazioni rurali sono stati realizzati in Mozambico (13 MECU, nell'ambito del VI FES) e in Tanzania (25 MECU, nell'ambito del VII FES). Nell'Africa centroccidentale è stato lanciato un grande progetto di comunicazioni via satelliti per la sicurezza della navigazione aerea civile (38 MECU, nell'ambito del VI e VII FES). I progetti realizzati nell'area del Pacifico hanno permesso di sviluppare le comunicazioni tra le isole.
In America centrale, un finanziamento di 18 milioni di ECU sta permettendo, in cooperazione con l'organismo regionale COMTELCA, di modernizzare le telecomunicazioni. Sono stati completati altri progetti, ad esempio lo studio delle risorse umane in Venezuela o delle applicazioni telematiche in Messico, e l'AHCIET sta dando vita a un programma di seminari.
In Asia le azioni sono state inglobate in altre operazioni: lo strumento finanziario ECIP di promozione delle compartecipazioni completa i singoli programmi regionali (ALINVEST, ASINVEST, MEDINVEST) e ha permesso di sostenere più di venti progetti di compartecipazione nel settore dell'informazione e d'introdurre le TIC nei settori industriali.
3.2 La cooperazione scientifica internazionale con i paesi in via di sviluppo è stata avviata fin dal 1990 sotto forma di azioni di accompagnamento (APAS) del programma quadro e nel periodo 1990-1994 sono stati realizzati progetti per 27 Miliardi di ECU, in particolare in Cina e in India. Dal 1995, la cooperazione s'iscrive nell'ambito dell'azione 2 del Quarto programma quadro di R&S (Cooperazione internazionale), che ha permesso di lanciare 25 progetti - per un totale di 9 MECU - su temi che vanno dalla microelettronica alle applicazioni telematiche (telemedicina in America latina, teledidattica in Africa e America latina, gestione delle risorse naturali e ingegneria linguistica nei paesi arabi), alla gestione delle risorse naturali (in particolare delle foreste tropicali) e alle applicazioni industriali (industrie tessili nel Magreb o macchine utensili in America latina). È stata avviata un'analisi sull'opportunità d'interconnettere le reti di ricerca europee con quelle dei PVS.
|
2.4 Le capital humain conditionne ces évolutions en permettant de maîtriser les mutations. Ceci concerne les techniciens des domaines des télécommunications et de l'informatique, et en particulier du logiciel, qui offrent des perspectives importantes de nouveaux emplois. Ceci concerne également la formation de personnels des métiers de l'information comme enseignants et journalistes, des responsables de la réglementation, de la gestion (marketing, services financiers et commerciaux, et contrôle de qualité) ainsi que de nouveaux médiateurs spécialistes de l'accès et de l'usage des TIC. Par ailleurs, la possibilité d'apprentissage tout au long de la vie doit être fournie.
2.5 Un dialogue sur les aspects de la société de l'information liés au développement est mené dans certaines enceintes internationales comme l'UIT, l'UNESCO, la CNUCED, le PNUD, avec le programme SDNP, la Banque Mondiale avec son initiative InfoDev et l'OCDE.
B L'ACTION COMMUNAUTAIRE
La contribution de l'union européenne a la promotion de la societe de l'information dans les pays en developpement Les actions de coopération en matière de télécommunications et des technologies de l'information de l'UE se sont progressivement renforcées au fil des années. L'expérience révèle qu'elles répondent à un besoin croissant plus explicitement exprimé par nos partenaires et qu'elles sont porteuses de résultats concrets et importants3. Les thèmes de la société de l'information et des technologies associées font l'objet de dispositions formelles dans les nouveaux accords de coopération signés avec les pays tiers en développement.
3.1 La coopération économique, financière et technique a donné lieu à des activités significatives dans les différentes régions partenaires de l'Union4. En Méditerranée, plusieurs projets ont été réalisés dont l'appui à l'interrogation des bases de données communautaires. A Malte, la Commission européenne a partiellement financé la réhabilitation du réseaux de télécommunications. Récemment, un programme de 10 millions d'ECU a été approuvé pour la modernisation de l'Opérateur syrien de télécommunications. En Afrique l'accent a été mis sur les télécommunications rurales et les communications par satellite. Deux projets sur les services de télécommunications ruraux ont été réalisés au Mozambique (13 MECU) sous le FED VI et en Tanzanie (25 MECU) sous le FED VII. En outre, un grand projet sur les communications par satellites pour la sécurité de l'aviation civile a été lancé en Afrique occidentale et centrale (38 MECU) sous les FED VI et VII. Dans le Pacifique, les projets ont permis de développer les communications entre les îles. En Amérique centrale, un appui à la modernisation des télécommunications, est en cours de réalisation avec l'Organisation régionale COMTELCA pour un financement de 18 millions d'ECU. D'autres projets comme l'étude des ressources humaines au Venezuela ou des applications télématiques au Mexique ont été menés à bien et l'AHCIET met en oeuvre un programme de séminaires. Pour l'Asie, les actions liées à la SI ont été incluses dans d'autres opérations. Les mécanismes ECIP de promotion des partenariats complètent chacun des programmes régionaux ALINVEST, Asia-INVEST, MEDINVEST, ont permis de soutenir plus de vingt projets de joint-ventures dans le domaine de l'information et la prise en compte des TIC dans les secteurs industriels.
3.2 La coopération scientifique internationale avec les pays en développement a été engagée dès 1990 au titre des actions d'accompagnement (APAS) du Programme Cadre et des projets pour 27 MECUs ont été lancés de 1990 à 1994, concernant notamment des activités en Chine et en Inde. Depuis 1995, cette coopération s'inscrit dans le IV° Programme Cadre de R&D Action 2, Coopération internationale, qui a permis de lancer 25 projets pour 9 MECUs couvrant des thèmes allant de la micro-électronique, les applications télématiques (télémedicine en Amérique Latine, télé-enseignement en Afrique et Amérique Latine, la gestion des ressources naturelles et ingénierie linguistique dans les pays arabes), la gestion des ressources naturelles (en particulier au niveau des forêts tropicales) et aux applications industrielles (industries du textile au Maghreb ou machines-outils en Amérique latine). Une réflexion s'est engagée sur l'opportunité d'interconnecter les réseaux de recherche européens avec les réseaux correspondants dans le PED.
|
3.3 Dal canto suo, la Banca europea per gli investimenti ha accordato parte dei finanziamenti destinati ai paesi terzi a iniziative che rientrano nel quadro della Convenzione di Lomè e degli accordi con i paesi mediterranei: dal 1980 nei paesi del Mediterraneo e negli ACP e dal 1993 nei paesi dell'America latina e dell'Asia che hanno firmato accordi di cooperazione con la Comunità, sono stati investiti in totale oltre 350 milioni di ECU. La Banca ha sostenuto progetti selezionati dai paesi beneficiari e destinati ad ampliare o modernizzare le reti di telecomunicazioni. Nei paesi africani sono stati concessi numerosi prestiti e interventi sotto forma di capitale di rischio per finanziare le reti, in particolare nelle zone rurali (ad esempio, in Eritrea, in Etiopia, in Burkina Faso e in Namibia). In Marocco, la BEI ha concesso un prestito di 80 MECU per estendere i collegamenti internazionali via cavo, rendendo così possibile collegare Tetouan alla Spagna e Casablanca al Portogallo e alla Francia. In Eritrea sono stati prestati 8 MECU per rafforzare la rete locale e i collegamenti internazionali, in complemento a un progetto regionale che include anche Gibuti. Nel 1994 è stato effettuato in Cile un investimento di 75 MECU per collegare via rete digitale 400.000 nuovi abbonati nel corso dei due anni successivi, il che ha fatto aumentare del 23% la densità iniziale (circa 12 linee per 100 abitanti).
3.4 Anche gli Stati membri hanno programmi bilaterali nel settore delle TIC. A titolo di esempio, e senza pretese di completezza, il segretariato del Commonwealth (con sede a Londra) promuove l'organizzazione di seminari sulla regolamentazione delle telecomunicazioni e workshop di formazione tecnica. Il progetto GOVERNET si propone si mostrare le sfide che accompagnano l'introduzione di Internet in Africa e presenta proposte per affrontarle, collegando via rete gli specialisti della gestione in Africa in cooperazione con l'AMTIESA (Associazione degli organismi di formazione alla gestione dell'Est e del Sud dell'Africa). Il programma spagnolo CYTED (Cooperazione scientifica e tecnica con i Paesi dell'America Latina) ha completato numerosi progetti nei settori delle TIC. In Francia, tra la altre iniziative, si possono citare il progetto RIO (Rete Intertropicale di computer) dell'ORSTOM (che ha collegato, alla fine degli anni 80, i centri e i laboratori dei paesi del sud dell'Africa alle reti mondiali di ricerca), la prevista estensione della rete francese REFER verso i PVS (con il sostegno dell'AUPELF / UREF, che sviluppano un sistema d'informazione scientifica SYFED nei paesi francofoni) e il proseguimento della cooperazione dell'INRIA con numerosi partner nei PVS. Il governo italiano ha finanziato, assieme all'UNESCO e alla Repubblica della Corea, il progetto RINAF (Regional Informatics Network for Africa) destinato a fornire, in cooperazione con altre iniziative simili nella regione (ad esempio, il progetto RIO), numerosi punti di accesso a reti d'informazione in Africa.
4. Per un nuovo impulso all'azione comunitaria a favore dei pvs
4.1 Il quadro che abbiamo appena tracciato indica una certa presa di coscienza, nella Comunità e nei paesi beneficiari, del carattere strategico dell'integrazione dei PVS nella Società dell'informazione, che dovrebbe però essere oggetto di una strategia che tenga conto di tale dimensione nel valutare progetti e programmi di cooperazione, in modo da garantire la coerenza dell'insieme degli strumenti di cooperazione e rafforzarne l'efficacia. Per dare un seguito concreto a questi orientamenti, non sono necessari nuovi stanziamenti ma, in collaborazione con i paesi partner, bisogna piuttosto inserire sistematicamente la dimensione "Società dell'informazione" nei programmi esistenti e, se necessario, riorientare alcuni interventi quando ciò appaia vantaggioso. Favorire la creazione di un contesto economico e normativo che permetta di mobilitare i capitali locali e internazionali per l'accesso dei PVS nel settore delle TIC, nel loro esclusivo interesse, resta comunque l'obiettivo prioritario, il secondo essendo quello di mettere la tecnologia al servizio dello sviluppo.
Creare le condizioni per l'integrazione significa:
- concretizzare i presupposti necessari allo sviluppo della Società dell'informazione: quadro normativo favorevole agl'investimenti, impegni in seno all'OMC sui principi regolamentari delle telecomunicazioni di base, norme;
- favorire l'accesso dei PVS alla SI, con misure a favore delle risorse umane, al trasferimento di tecnologie (in particolare nella produzione e nel commercio),alla dimostrazione delle applicazioni (che ne implica la partecipazione alle attività di R&S comunitarie);
- sostenere le misure che permettono la compartecipazione tra operatori privati dell'Unione e dei paesi in via di sviluppo;
- contribuire ad una migliore integrazione tra i sistemi d'informazione e di comunicazione dei paesi in via di sviluppo di una stessa area geografica, in modo da incoraggiare l'interconnessione dei loro sistemi e lo sviluppo di nuovi servizi, sulla falsariga dell'esempio comunitario;
- promuovere il dialogo e il coordinamento con le iniziative internazionali degli Stati membri e delle Organizzazioni internazionali interessate.
Le attività terranno conto delle priorità dei partner e in linea di massima non modificheranno le finalità della cooperazione ma mireranno ad assecondarle più efficacemente tenendo conto della specificità della situazione economica di ciascun paese. D'altro canto, non si tratta di sostituirsi ai PVS ma di dare loro i mezzi per partecipare alla definizione dei contesti globali della Società dell'informazione e per sviluppare modelli interni a suo uso.
|
3.3 La Banque Européenne d'Investissement pour sa part, a accordé une partie des financements destinés aux pays tiers à des initiatives sous le cadre de la Convention de Lomé et des accords avec les pays méditerranéens. Depuis 1980, plus de 350 millions d'ECU ont été prêtés dans les pays de la Méditerranée et les ACP, depuis 1993 dans les pays d'Amérique Latine et d'Asie qui ont signé des accords de coopération avec la Communauté. La Banque a apporté son appui à des projets, établis à la demande des pays bénéficiaires et concernant l'extension ou la modernisation des réseaux de télécommunications. Plusieurs prêts et interventions sous forme de capital risque ont été effectués dans pays africains pour le financement de réseaux en particulier dans les zones rurales comme en Erythrée, en Ethiopie, au Burkina Faso et en Namibie. Au Maroc, la BEI a concédé un prêt de 80 MECU pour l'extension des liaisons internationales par câble, permettant de relier Tetouan à l'Espagne et Casablanca au Portugal et à la France. En Erythrée, 8 MECU ont été prêtés pour le renforcement du réseau local et les liaisons internationales, en complément d'un projet régional intéressant également Djibouti. Un investissement de 75 MECU a été réalisé au Chili en 1994 pour le raccordement par réseau numérique de 400 000 nouveaux abonnés durant les deux années suivantes, ce qui a occasionné une croissance de 23% de la télédensité initiale (de l'ordre de 12 lignes/100 hab.).
3.4 Les Etats Membres ont également des programmes bilatéraux en TIC. A titre d'exemple, et sans être exhaustif, le Secrétariat du Commonwealth basé à Londres promeut l'organisation de séminaires sur la réglementation des télécommunications ainsi que des formations techniques. Le projet Governet vise à illustrer les défis qui accompagnent la mise en place d'Internet en Afrique et présente des propositions pour y remédier en reliant par des réseaux les spécialistes de la gestion en Afrique en coopération avec l'Association des Institutions de formation à la gestion de l'Est et du Sud de l'Afrique (AMTIESA). Le programme espagnol de coopération scientifique et technique avec les Pays d'Amérique latine (CYTED) a mené à bien plusieurs projets dans les domaines des TIC. En France, parmi différentes initiatives, on peut citer le projet Rio (Réseau Intertropical d'Ordinateurs), de l'Orstom qui a relié, à la fin des années 80, les centres et les laboratoires des pays du Sud de l'Afrique aux réseaux mondiaux de recherche. L'extension du réseau français REFER est envisagé vers les PED avec le soutien de l'AUPELF/UREF qui développent un système d'information scientifique SYFED dans les pays francophones. Par ailleurs l'INRIA poursuit les coopérations avec de nombreux partenaires dans les PED. Le Gouvernement Italien en association avec l'Unesco et la République de Corée a financé le projet RINAF (Regional Informatics Network for Africa) pour la création de plusieurs points d'accès à des réseaux d'information en Afrique, en coopération avec d'autres initiatives similaires dans la région tels que le Rio de l'Orstom.
Pour une nouvelle impulsion a l'action communautaire vers les ped.
4.1 Le tableau que nous venons de dresser montre qu'une certaine prise de conscience s'est opérée, dans la Communauté comme dans les pays bénéficiaires sur le caractère stratégique de l'intégration des PED dans la société de l'information. Ceci devrait toutefois faire l'objet d'une stratégie prenant en compte cette dimension dans l'évaluation des projets et programmes de coopération afin d'assurer une cohérence de l'ensemble des instruments de coopération, renforçant leur efficacité. Pour mettre en oeuvre ces orientations, il ne s'agit pas de prévoir de nouveaux crédits, mais plutôt, en accord avec les Pays partenaires d'insuffler systématiquement la dimension société de l'information dans les programmes existants, réorientant éventuellement certaines interventions particulièrement là où cette dimension peut apporter un avantage. Un premier objectif prioritaire reste de favoriser la mise en place d'un cadre économique et réglementaire permettant de mobiliser les capitaux locaux et internationaux en vue d'un accès des PED aux TIC et à leur bénéfice. Le deuxième objectif est de mettre la technologie au service du développement.
Créer les conditions de cette intégration implique :
- d'établir les préalables au développement de la société de l'information : cadre réglementaire favorable aux investissements, engagements auprès de l'OMC sur les principes réglementaires en matière de télécommunication de base, normes;
- de favoriser l'accès des PED à la SI par des mesures concernant les ressources humaines, le transfert de technologies notamment dans les activités de production et de commerce, la démonstration des applications; ceci inclut leur participation aux activités de R&D communautaire
- d'appuyer les mesures permettant le partenariat entre opérateurs privés de l'Union et des pays en développement;
- de contribuer à une meilleure intégration entre les systèmes d'information et de communication des pays en développement de même région, afin d'encourager l'interconnexion de leurs systèmes et le développement de services nouveaux, en s'inspirant de l'exemple communautaire;
- de promouvoir le dialogue et la coordination avec les initiatives internationales des Etats Membres et celles des Organisations internationales concernées.
Ces activités tiendront compte des priorités des Partenaires, et souvent, elles ne modifieront pas les finalités de la coopération mais viseront à les servir plus efficacement dans la spécificité due à la situation économique de chacun d'entre eux. Enfin, Il ne s'agit pas non plus de se substituer aux PED, mais de leur donner les moyens de participer à la définition des cadres globaux de la société de l'information et de développer des modèles internes pour son usage.
|
4.2 Viene proposto di organizzare la cooperazione attorno a otto modalità di azione:
* continuare l'attività di sensibilizzazione e dialogo sugli aspetti sociali, ad esempio inserendo la dimensione "Società dell'informazione" nel dialogo istituzionale che l'Unione europea porta avanti con la maggior parte dei PVS. Nei limiti del possibile, l'attività dovrebbe essere coordinata con le iniziative di sensibilizzazione delle Organizzazioni internazionali - ad esempio la Banca mondiale (InfoDev), l'UNESCO, e l'UIT (in particolare nel quadro della Conferenza mondiale per lo sviluppo delle telecomunicazioni di Malta del 1998 e delle conferenze regionali) e, se necessario, in appoggio alle iniziative eventualmente adottate a seguito della conferenza di Midrand. In tale contesto, occorre incoraggiare la creazione di istanze di concertazione tra fornitori, operatori e utenti (governi dei PVS, responsabili locali, società civile) per studiare in che modo le nuove tecnologie potrebbero migliorare le strategie nazionali e locali disviluppo.
* favorire la nascita di un quadro normativo idoneo allo sviluppo delle infrastrutture, per il quale l'UE dispone di un'esperienza diversificata di liberalizzazione graduale che, con i dovuti adattamenti alla situazione nazionale, può fungere da riferimento. In tale contesto rientrano l'assistenza tecnica all'attuazione degl'impegni assunti dai PVS in seno all'OMC e l'appoggio ai paesi che prevedono di aderirvi.
* favorire il ricorso agli strumenti finanziari gestiti dalla Commissione e dalla BEI, tenendo conto delle possibilità degli altri finanziatori (Banca mondiale, ma anche BIS, BAS, ecc.) e subordinando la cooperazione finanziaria ad alcune condizioni che favoriscano gli adeguamenti strutturali e l'adattamento progressivo degli operatori. Gli interventi dovrebbero essere mirati e orientati in modo da accompagnare l'evolvere della situazione; a tal fine bisognerebbe sostenere gli operatori credibili e qualificati in grado di offrire garanzie di efficacia e durata. Si potrebbe guardare con interesse particolare ai progetti a carattere rurale o di portata regionale.
* lanciare un'azione per favorire l'adozione a livello regionale di norme identiche che garantiscano l'interconnessione delle reti e l'interoperabilità dei servizi, e che permettano al tempo stesso agli utenti di beneficiare delle riduzioni dei costi legate all'economia di scala. Ciò significa anche incoraggiare l'adozione di norme rigorose di qualità per i componenti e sistemi. L'UE ha sviluppato una dinamica politica di normalizzazione che ha condotto in particolare a standard quali il GSM, l'ISDN, il DECT e l'ERMES. I PVS potrebbero essere associati in modo più stretto ai lavori di normalizzazione e fruire così dell'esperienza comunitaria. Per tale cooperazione bisognerebbe anche prevedere l'appoggio di organismi europei come l'ETSI o il CEN/CENELEC.
* avviare progetti pilota che permettano di dimostrare i vantaggi concreti delle applicazioni, di provarne la fattibilità tecnica e di misurare le implicazioni economiche e l'accettabilità culturale. I progetti pilota permettono agli utenti di progredire a piccole tappe nell'adattamento delle applicazioni e, al tempo stesso, nella loro capacità di controllarle. Si raccomanda dunque di avviare, nell'ambito dei programmi esistenti, progetti mirati in settori giudicati prioritari nei piani d'azione regionali, possibilmente in stretto coordinamento con i progetti lanciati a livello mondiale nel quadro del G7, dopo la conferenza di Bruxelles; il Global Inventory Project potrebbe servire d'appoggio per gli scambi d'informazioni nel settore.
* recepire le TIC nell'industria, in particolare nei settori in cui si sviluppa una cooperazione con l'UE5.
* favorire la definizione di una strategia di sviluppo della Società dell'informazione significa reperire le risorse umane necessarie, in particolare con il trasferimento di esperienze in materia di formazione e di accesso multilingue alla conoscenza e con la mobilitazione delle nuove tecnologie nel settore. Un accento particolare dovrebbe essere messo sulle azioni di formazione specifiche, in particolare regionali, destinate ai responsabili delle normative, alle istanze decisionali, ai distributori e amministratori, ai tecnici di alto livello e ai diffusori dell'informazione. Le capacità locali in formazione, soprattutto di tecnici, o il loro sviluppo se insufficienti, debbono essere considerate prioritarie.
* L'UE ha iscritto la SI tra le priorità del Quinto programma quadro di R&S6, nel contesto delle cui disposizioni sulla cooperazione internazionale i PVS potranno partecipare ai programmi comunitari nel settore, in casi da giudicare sulla base dei singoli progetti. In particolare, bisognerà incoraggiare sistematicamente l'interconnessione delle reti di ricerca europee e dei PVS in modo da spezzare l'isolamento dei ricercatori dei PVS e di fornire loro un accesso abbordabile alla documentazione specifica.
|
4.2 Il est proposé d'organiser la coopération autour de huit modalités d'actions qui comportent :
La poursuite de la sensibilisation et du dialogue incluant les aspects sociaux et sociétaux. Ceci peut se faire en incluant la dimension Société de l'Information dans le dialogue institutionnel que l'Union Européenne entretient avec la majeure partie des pays en développement. Dans la mesure du possible, cette activité devrait être conduite en coordination avec les initiatives de sensibilisation des Organisations internationales telles que la Banque Mondiale (InfoDev), l'UNESCO, et l'UIT (notamment Conférence Mondiale de Développement des Télécommunications en 1998 à Malte, et conférences régionales), ainsi que le cas échéant en appui aux initiatives qui pourraient être prises dans le cadre du suivi de la Conférence de Midrand. Dans ce contexte, il importe d'encourager la création d'instances de concertation entre fournisseurs, opérateurs et utilisateurs (gouvernements des PED, décideurs locaux, société civile) afin de définir comment les nouvelles technologies pourraient améliorer les stratégies nationales et locales de développement.
L'appui à l'établissement d'un cadre réglementaire approprié au développement des infrastructures pour lequel l'UE dispose d'une expérience diversifiée de libéralisation graduelle qui peut servir d'inspiration avec évidemment des nuances nationales. Ceci inclut une assistance technique à la mise en place des engagements pris par les pays en développement auprès de l'OMC, ainsi qu'un appui aux pays qui envisageraient de souscrire de tels engagements.
L'utilisation des instruments financiers gérés par la Commission et la BEI, en tenant compte des possibilités des autres bailleurs de fonds (Banque Mondiale mais aussi BID, BAD, etc.) et en assortissant la coopération financière d'une certaine conditionnalité soutenant les ajustements structurels et l'adaptation progressive des opérateurs. Ainsi les interventions devraient être ciblées, orientées de façon à accompagner les évolutions et, pour ce faire, appuyer les opérateurs crédibles et qualifiés, donnant des perspectives d'efficacité et durabilité. Un intérêt particulier pourrait être porté aux projets à caractère rural ou d'importance régionale.
Une action favorisant l'adoption au plan régional de normes identiques qui assurent l'interconnectabilité des réseaux et l'interopérabilité des services d'une part, et d'autre part permettent aux utilisateurs de bénéficier des baisses de prix liés aux économies d'échelle. Ceci implique aussi un encouragement à l'adoption de règles strictes de qualité pour les composants et systèmes. L'UE a développé une politique dynamique de normalisation qui a notamment abouti à des standards comme GSM, RNIS, DECT ou ERMES. Les PED pourraient être intéressés de façon plus étroite aux travaux de normalisation et bénéficier ainsi de l'expérience communautaire. Une telle coopération devrait être envisagée en s'appuyant sur les organismes européens comme l'ETSI ou le CEN/CENELEC.
Les projets pilotes permettent de faire la démonstration des bénéfices concrets des applications, de tester leur faisabilité technique et de mesurer leurs implications économiques et leur acceptabilité culturelle. Ils permettent aux utilisateurs de progresser par étapes successives à la fois sur l'adaptation des applications et sur leur capacité à les maîtriser. Il est donc recommandé d'engager dans les programmes existants, des projets ciblés sur les domaines jugés prioritaires dans le cadre de Plans d'action Régionaux. Ceci devrait être fait en étroite concertation avec les projets lancés au plan mondial dans le cadre du G7 suite à la conférence de Bruxelles; le Global Inventory Project pourrait servir d'appui pour les échanges d'information dans ce domaine.
La prise en compte des TIC dans l'industrie, en particulier dans les secteurs où se développe une coopération avec l'UE5.
L'appui à la définition d'une stratégie de développement de la Société de l'Information implique de mettre en place des ressources humaines nécessaires, notamment par le transfert d'expériences en matière de formation, d'accès multilingue à la connaissance et la mobilisation des nouvelles technologies dans ce domaine. Un accent particulier devrait être mis sur les actions de formation pointues notamment régionales destinées aux régulateurs, aux décideurs, aux distributeurs et gestionnaires, aux techniciens de haut niveau et aux multiplicateurs de l'information. Les capacités locales en matière de formation, notamment de techniciens, et leur développement lorsqu'elles ne sont pas suffisantes, devraient être une priorité.
L'UE a inscrit la SI parmi les axes primordiaux du V° Programme Cadre de Recherche et Développement6. Dans certains cas, les Pays en développement pourront participer aux programmes communautaires dans ce domaine sur une base projet par projet. Ceci devant être mis en oeuvre dans le cadre des dispositions relatives à la coopération internationale dans le V° Programme Cadre. Concrètement, l'interconnexion des réseaux de recherche européens et des PED devrait être systématiquement promue, notamment pour rompre l'isolement des chercheurs des PED et leur donner un accès abordable à la documentation spécifique.
|
4.3 Per tener conto delle specificità economiche, politiche e culturali dei PVS e delle loro domande, le azioni previste dovrebbero essere modulate in funzione delle particolarità di ciascuna grande regione e del tipo di rapporto che la Comunità intrattiene con ciascuna di esse. In pratica, in ogni singolo caso dovrebbe essere elaborato e realizzato un Piano d'azione regionale.
* Per il Mediterraneo, la cooperazione comunitaria s'iscrive nel quadro della Dichiarazione di Barcellona per un partenariato Euromediterraneo (novembre 1995), e il piano d'azione di Barcellona tiene conto della SI. La Conferenza di Roma sulla costruzione di una società euromediterranea dell'informazione (30-31 maggio 1996) ha sottolineato l'importanza di un'area di comunicazione proporzionata ai flussi di scambi. Un piano di azione preparato nel quadro di MEDA copre le azioni d'interesse regionale e propone una sinergia tra i diversi strumenti per l'aggiustamento strutturale, in particolare con l'adattamento delle norme, un dialogo via un Forum sulla SI, l'appoggio alla ristrutturazione delle telecomunicazioni, la formazione e sei settori per progetti pilota: Assistenza sanitaria, Commercio elettronico, Turismo/Patrimonio culturale, IT per l'industria e l'innovazione, Reti di ricerca e istruzione. Gli Stati beneficiari presentano inoltre progetti complementari nel quadro di accordi bilaterali.
* La Convenzione di Lomè contiene disposizioni che offrono un quadro di riferimento per lo sviluppo di una cooperazione in materia di comunicazioni e informazione con i 70 Stati associati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico. In funzione delle necessità espresse, verranno sviluppate applicazioni prioritarie in materia di servizi sociali e economici. Un riferimento nel Libro verde sulle relazioni EU/ACP7 apre la via a un approccio di nuovo tipo. A livello politico, occorrerebbe incitare i governi dei paesi ACP a prendere realmente in considerazione la problematica delle reti e delle TIC e a sostenere i propri utilizzatori creando, se necessario, istanze nuove incaricate di favorire lo sviluppo. Per le PMI sarà necessario elaborare un approccio specifico.
* Con l'America latina, l'UE ha firmato accordi bilaterali, accordi subregionali con i paesi dell'accordo di Cartagena (Patto Andino) ed i paesi dell'istmo centroamericano ed un nuovo accordo con il MERCOSUR. Un dialogo a livello regionale è anche condotto con l'America centrale (San José) e con i paesi che fanno parte del Gruppo di Rio. Sono previsti riferimenti alla cooperazione per la SI e per le TIC. La maggior parte dei paesi ha già ristrutturato - o lo sta facendo adesso - le telecomunicazioni e sviluppato le infrastrutture con la partecipazione attiva d'industriali e operatori europei. La cooperazione - fondata sul reciproco vantaggio - dovrebbe riguardare le norme, gli aspetti industriali, la ricerca e le applicazioni prioritarie e per lanciarla è stata proposta una conferenza sulla cooperazione tra Unione europea e America latina in materia di Società dell'informazione.
* I paesi asiatici si affermano allo stesso tempo come consumatori e come dinamici produttori di apparecchiature d'informazione e di comunicazione. Con quasi la metà della popolazione del mondo, appaiono estremamente attraenti agli occhi degli operatori europei che desiderano una cooperazione più stretta, come ha dimostrato un recente studio sulle prospettive di cooperazione tra l'UE e l'Asia del sud e del sud-est8. In base alle conclusioni dello studio viene attualmente messo a punto un quadro iniziale di cooperazione con tali paesi, destinato soprattutto a coprire i settori prioritari di applicazione delle TIC e a dar vita in Asia a una "Finestra tecnologica" che agevoli la cooperazione tra aziende europee e asiatiche e permetta al tempo stesso l'assistenza su aspetti come la deregolamentazione o la normativa. Per quanto riguarda i paesi dell'ASEAN, al vertice ASEM (Bangkok, aprile 1996) è stato lanciato un primo programma per agevolare la compartecipazione tra imprese e le TIC occupano un posto importante nella prevista riunione "Partenariato con l'ASEAN" (Singapore, novembre 1997). I progetti che fanno ricorso ai satelliti di osservazione hanno contribuito allo sviluppo delle conoscenze locali. L'attuale forte domanda della regione rafforza l'idea di dar vita a un programma specifico con l'obiettivo prioritario di appoggiare il partenariato tra imprese. Per quanto riguarda l'India e la Cina, dovrebbero essere portate avanti alcune cooperazioni mirate che offrono prospettive industriali. Infine le azioni a favore dei paesi più poveri, ad esempio Vietnam e Mongolia, dovrebbero in priorità riguardare i servizi di base nei settori informazione e comunicazione e i preparativi per il loro accesso alla SI.
|
4.3 Afin de tenir compte des spécificités économiques, politiques et culturelles des PED, et de leur demandes les actions envisagées devraient être modulées en fonction des particularités de chaque grande région et de la nature du dialogue que la Communauté entretient avec chacune d'elles. Concrètement un Plan d'Action Régional devrait être élaboré et mis en oeuvre dans chaque cas.
Pour la Méditerranée, la coopération communautaire qui s'inscrit dans le cadre de la Déclaration de Barcelone pour un partenariat Euro-méditerranéen (Novembre 1995); le Plan d'actions de Barcelone prend en compte la SI. La Conférence de Rome sur la construction de la société euro-méditerranéenne de l'information (30-31 mai 1996) a mis l'accent sur l'importance d'une aire de communication à la mesure des flux d'échanges. Un plan d'action préparé dans le cadre MEDA couvre les actions d'intérêt régional et propose une synergie entre les différents instruments visant à l'ajustement structurel notamment par un appui à l'adaptation des réglementations, un dialogue par le biais d'un Forum sur la SI, l'accompagnement de la restructuration des télécommunications, la formation et six domaines pour des projets pilotes: Soins de Santé, Commerce Electronique, Tourisme/ Patrimoine, IT dans l'industrie et l'innovation, les applications des techniques spatiales, les Réseaux de la Recherche et de l'Education. Des projets complémentaires sont aussi soumis par les Etats bénéficiaires, en bilatéral.
La Convention de Lomé contient des dispositions offrant un cadre pour le développement d'une coopération en matière de communications et d'information avec les 70 Etats partenaires d'Afrique des Caraïbes et du Pacifique. Des applications prioritaires en matière de services sociaux et économiques devront être développées en fonction des besoins exprimés. Une référence dans le Livre Vert sur les relations EU/ACP7 ouvre la voie d'une approche nouvelle à cette égard. Au niveau politique, il conviendrait d'inciter les gouvernements des pays ACP à une vraie prise en compte de la problématique des réseaux et TIC en appuyant leurs propres utilisateurs et créant, si nécessaire, des instances nouvelles chargées de favoriser le développement. Une approche spécifique devrait être envisagée pour les PMA.
Les pays de L'Amérique Latine sont liés à la Communauté Européenne par des accords bilatéraux, des accords sous-régionaux concernant les pays de l'accord de Carthagène (Pacte Andin), les Pays de l'isthme centro-américain et par un accord nouveau avec le MERCOSUR. Un dialogue régional est également conduit avec l'Amérique centrale (San Jose) et pour l'ensemble des pays concernés dans le cadre du Groupe de Rio. Les références à la coopération en SI ou en TIC sont prévues. La majorité des pays ont déjà restructuré les télécommunications et développé les infrastructures avec une participation active des Industriels et Opérateurs européens, ou ont déjà entamé le processus. La coopération sous le principe du bénéfice mutuel, devrait porter sur les normes, les aspects industriels , la recherche et les applications prioritaires. Pour lancer cette coopération, il a été proposé d'organiser une conférence sur la coopération entre l'Union Européenne et l'Amérique latine en matière de société de l'information.
Les pays d'Asie s'affirment à la fois comme consommateurs et comme producteurs dynamiques d'équipements d'information et de communication. Avec environ la moitié de la population du monde, ils apparaissent très attractifs aux yeux des opérateurs européens qui souhaitent une coopération plus étroite, comme l'a montré une étude récente sur les perspectives de coopération entre l'UE et l'Asie du Sud et du Sud-Est8. Sur la base des conclusion de cette étude, un cadre initial de coopération avec ces pays est en cours d'identification. Il couvre principalement des domaines prioritaires d'application des TIC et la création en Asie d'une "Fenêtre Technologique" qui facilitera la coopération entre les entreprises d'Europe et d'Asie et qui permettra également une assistance dans des aspects comme la dérégulation et les normes. En ce qui concerne les pays de l'ASEAN, un programme a été lancé au Sommet ASEM, tenu à Bangkok en avril 1996. Les TIC occupent une place importante dans la réunion "Partenariat avec l'ASEAN" prévue en novembre 1997 à Singapour. Les projets qui utilisent des satellites d'observation ont contribué au développement des savoir-faire locaux. Aujourd'hui, la forte demande émanant de cette région plaide en faveur d'un programme spécifique dont le premier objectif est de contribuer au partenariat entre entreprises. Dans le cas de l'Inde et de la Chine, des coopérations ciblées comportant des perspectives industrielles devraient être poursuivies. Enfin pour les pays plus démunis, comme le Vietnam ou la Mongolie par exemple, les actions devraient porter en priorité sur les services de base en information et en communication et la préparation de leur accès à la SI.
|
CONCLUSIONI
Le azioni di sensibilizzazione e d'informazione finora intraprese hanno evidenziato le importanti sfide dell'integrazione dei PVS nella Società dell'informazione. Grazie in particolare a Midrand sono stati raggiunti tre obiettivi:
- l'avvio di un dialogo tra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo;
- l'inizio di un processo che deve condurre ad una visione della società globale dell'informazione condivisa da tutti i settori sociali interessati allo sviluppo;
- l'elaborazione di principi comuni e di azioni cooperative per rafforzare la visione comune e rispondere alle sfide della Società dell'informazione.
Il dialogo ha permesso di constatare fino a che punto il divario tra paesi industrializzati e paesi meno avanzati minacci di allargarsi a causa dei cambiamenti in corso e di affermare che la situazione giustifica un'azione specifica. In un simile contesto la Commissione europea, che già possiede un'esperienza significativa di cooperazione nei settori tecnologici interessati, propone di assumere un orientamento decisamente favorevole allo sviluppo della Società dell'informazione nei PVS e d'includere tale dimensione nella sua politica generale di cooperazione con i paesi in via di sviluppo.
Le azioni proposte ricorrono ai meccanismi della cooperazione già esistenti per applicarli, secondo i casi, al dialogo e alla sensibilizzazione, all'elaborazione di politiche adeguate, allo sviluppo e all'interconnessione delle infrastrutture dell'informazione, alla formazione delle risorse umane o alla diffusione delle utilizzazioni e all'elaborazione del contenuto. Le iniziative saranno inquadrate in piani d'azione regionali atti a garantire la coerenza dell'azione comunitaria, le sinergie con le azioni degli Stati membri e una base di consultazione con gli organismi internazionali.
L'approccio offre un quadro di riferimento per permettere all'UE e agli Stati membri di svolgere un ruolo attivo di collegamento tra paesi industrializzati e PVS, di contribuire a tradurre nei fatti la partecipazione dei PVS alla nascente Società dell'informazione e di modellare quest'ultima in modo che ciascuno possa svolgere la funzione più adatta.
|
CONCLUSIONS
Les actions de sensibilisation et d'information engagées jusqu'ici ont mis en lumière les enjeux importants de l'intégration des PED dans la société de l'information. Trois objectifs ont été atteints notamment grâce à la Conférence de Midrand: - le lancement d'un dialogue entre pays développés et ceux en développement; - l'engagement du processus qui doit conduire à une vision de la société globale de l'information partagée entre les secteurs sociaux concernés par le développement; - l'élaboration de principes communs et d'actions coopératives pour renforcer notre vision commune et répondre aux défis de la société de l'information.
Ce dialogue a permis de mesurer combien le fossé existant entre les pays industrialisés et ceux qui sont moins avancés, menace de s'élargir sous l'effet des mutations engagées et cette situation justifie une action spécifique. Dans ce contexte, la Commission Européenne qui dispose déjà d'une expérience significative de la coopération dans les domaines des technologies concernées, propose de prendre une orientation résolument favorable au développement de la société de l'information dans les PED et d'inclure cette dimension dans sa politique générale de coopération avec les pays en développement.
Les actions proposées adoptent les mécanismes existants de la coopération pour les appliquer, selon les cas, au dialogue et à la sensibilisation, à l'élaboration de politiques appropriées, au développement et à l'interconnexion des infrastructures de l'information, à la formation des ressources humaines ou à la diffusion des usages et l'élaboration des contenus. Ces activités seront encadrées dans des plans d'actions régionaux qui assureront la cohérence de l'action communautaire, les synergies avec les actions des Etats Membres et une base pour la concertation avec les Organisations internationales.
Cette approche offre le cadre pour que l'UE et ses Etats Membres jouent un rôle actif de pont entre pays industrialisés et les PED et contribuent à traduire dans les faits la participation des PED dans la société émergente de l'information et à façonner celle-ci pour que chacun y trouve une place.
|
Elenco delle sigle
ACP Paesi d'Africa, dei Caraibi e del Pacifico che hanno aderito alla Convenzione di Lomé
AHCIET Asociación Hispanoamericana de Centros de Investigación y empresas de Telecomunicaciones (Associazone hispanoamericana dei centri di ricerca e delle aziende di telecomunicazioni)
ALINVEST Programma d'investimento per l'America latina
AMTIESA Association of Management Training Institutions of Eastern and Southern Africa (Associazione degli organismi di formazione gestionale dell'Africa orientale e meridionale)
ASEAN Association of South-East Asian Nations (Associazione delle nazioni del sud-est asiatico)
ASEM Asia-Europe meeting (Riunione Asia-Europa)
ASINVEST Programma d'investimento per l'Asia
ATM Asynchronous Transfer Mode (Modo di trasferimento asincrono)
AUPELF Association des Universités Partiellement ou Entièrement de Langue Française (Associazione delle università parzialmente o interamente di lingua francese)
BAS Banca africana di sviluppo
BEI Banca europea per gli investimenti
BIS Banca interamericana di sviluppo
CEN Comitato europeo di normalizzazione
CENELEC Comitato europeo di normalizzazione elettrotecnica
CEPT Conferenza europea delle amministrazioni delle poste e delle telecomunicazioni
CIM Computer integrated manufacturing (fabbricazione assistita da elaboratore)
COMTELCA Comisión Tecnica de la Telecomunicaciones de Centroamérica (Comitato tecnico centroamericano delle telecomunicazioni)
CYTED Ciencia y Tecnologia para El Desarrollo (Scienza e tecnologia per lo sviluppo)
DECT Digital European Cordless Telephone (Sistema digitale europeo di telecomunicazioni senza filo)
ECIP European Community Investment Partnership (Programma comunitario "Partner investitori internazionali")
ETSI European Telecommunications Standards Institute (Istituto europeo per le norme di telecomunicazioni)
FLAG Fiber-optic Link Around the Globe (collegamento globale a fibre ottiche)
GATS General Agreement on Trade in Services (Accordo generale sugli scambi di servizi)
GSM Pan-European digital mobile cellular GSM system (Sistema digitale cellulare paneuropeo)
G7 Gruppo dei sette (paesi più industrializzati)
InfoDev Information for Development (Programma "Informazione per lo sviluppo" della Banca mondiale)
INRIA Institut National de Recherche en Informatique et Automatique (Istituto nazionale di ricerche in informatica e automatica)
ISDN Integrated Services Digital Network (Rete digitale di servizi integrati)
MEDINVEST Programma d'investimento per l'area mediterranea
MERCOSUR Mercado Comùn del Sur (Mercato comune del sud)
OCSE Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico
ONG Organizzazioni non governative
ORSTOM Organisation de la Recherche Scientifique et Technique d'Outre-Mer (Ufficio francese per la ricerca scientifica e tecnologica d'oltremare)
PMS Paesi meno sviluppati
PSNU Programma di sviluppo delle Nazioni Unite
PVS Paesi in via di sviluppo
REFER Réseau Français de la Recherche (Rete francese di ricerca)
RIO Réseau Intertropical d'Ordinateurs (Rete intertropicale di computer)
SDNP Sustainable Development Network Program (Programma dell'UNCTAD)
SI Società dell'informazione
TIC Tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni
UE Unione europea
UIT Unione Internazionale delle Telecomunicazioni
UNCTAD Conferenza delle Nazioni Unite per il Commercio e lo Sviluppo
UNESCO United Nations Education Science Culture Organisation (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione,la scienza e la cultura)
UREF Université des Réseaux d'Expression Française (Università delle reti francofone)
Vsat Very-Small-Aperture Terminal (Terminali basati su antenne di piccolo diametro)
WWW World Wide Web
|
Liste des abréviations
ACP: Pays d'Afrique, des Caraïbes et du Pacifique signataires de la Convention de Lomé
AHCIET: Asociacion Hispanoamericana de Centros de Investigacion y empresas de Telecomunicaciones
ALINVEST: Investment Program for Latin America
AMTIESA: Association of Management Training Institutions of Eastern and Southern Africa
ASEAN: Association of South East Asian Nations
ASEM: Asian-European Meeting
ASINVEST: Investment Program for Asia
ATM: Asynchronous Transfer Mode
AUPELF/UREF: Association des Universités Partiellement ou Entièrement de Langue Française - Université des Réseaux d'Expression Française
BAD: Banque Africaine de Développement
BEI: Banque Européenne d'Investissement
BID: Banco Interamericano de Desarollo
CEN/CENELEC: Centre Européen de Normalisation - Centre Européen de Normalisation dans le domaine de l' Electricité
CEPT: Conférence Européenne des Postes et Télécommunications
CIM: Computer Integrated Manufacturing
CNUCED: Conférence des Nations Unies pour le Commerce et le Développement Economique
COMTELCA: Commission des Télécommunications d'Amérique Centrale
CYTED: Ciencia y Tecnologia para El Desarrollo
DECT: Digital European Cordless Telephone (E. Commission standard for digital cordless telephones)
ECIP: European Community Investment Partnership
ETSI: European Telecommunications Standards Institute
FLAG: Fiber-optic Link Around the Globe
GATS: General Agreement on Trade in Services
GSM: Groupe Spéciale Mobile (the E. Commission and CEPT digital pan-european mobile telephone system)
G7: Groupe des 7 pays les plus industrialisés
INRIA: Institut National de Recherche en Informatique et Automatique (France)
InfoDev: Information for Development (World Bank)
MEDINVEST: Investment Program for the Mediterranean Area
MERCOSUR: Mercado Comùn del Cono Sur
OCDE: Organisation de Coopération et Développement Economique
ONG: Organisation Non Gouvernamentale
ORSTOM: Organisation de la Recherche Scientifique et Technique d'Outre- Mer
PC: Personal Computer
PED: Pays en Développement
PMA: Pays les moins avancés
REFER: Réseau Français de la Recherche
RIO: Réseau Intertropical d'Ordinateurs
RNIS: Réseau Numérique à Intégration de Service
SDNP/UNCTAD: Sustainable Development Network Program (United Nations)
S.I.: Société de l'Information
TIC: Technologies de l'Information et des Communications
UE: Union européenne
UIT: Union Internationale des Télécommunications
UNDP: United Nations Development Program
UNESCO: United Nations Education Science Culture Organisation
Vsat: Very-Small-Aperture Terminal (for satellite communications)
WWW: World Wide Web
|
| 1. | Linee principali per mille abitanti. |
| 2. | "Livre vert africain: politiques de télécommunication pour l'Afrique" (documento 2-F, 2 aprile 1996, Ufficio di Sviluppo delle telecomunicazioni, Uit). |
| 3. | SEC (94)428 "Telecomunicazioni e sviluppo, il ruolo dell'Unione europea". Documento di lavoro dei servizi della Commissione. |
| 4. | Cfr. l'allegato che indica il contributo totale della Comunità (Commissione e BEI) ai progetti di telecomunicazioni nei PVS, suddiviso per aree geografiche (Mediterraneo, Africa, America latina e Asia; anche se esiste un'importante cooperazione con l'Unione europea, i paesi dell'Europa centrale e orientale non sono inclusi nei dati). |
| 5. | Documento dei servizi della Commissione sulla cooperazione industriale nel Mediterraneo e in Asia. |
| 6. | COM(97)47 def. "Comunicazione della Commissione europea: verso il Quinto programma quadro, gli obiettivi scientifici e tecnologici. |
| 7. | "Libro Verde sulle relazioni tra l'Unione europea e i paesi ACP all'alba del XXI secolo" (COM(96)570). |
| 8. | "EU-Asia IT&C Economic Co-operation". Relazione finale, agosto 1996, CE/ECO Mission n°569/96 (rif. EC CC/B / ECO/2/B7-3001/95/155). |
|
| 1. | Réunion des Ministres des Pays du G7 et des Etats Membres de l'Union européenne, Bruxelles le 26 février 1996. |
| 2. | Nombre de lignes principales pour 100 habitants. |
| 3. | "Livre vert africain - Politiques de télécommunication pour l'Afrique", Document 2-F, 2 avril 1996, Bureau de Dévéloppement des télécommunications, UIT. |
| 4. | Voir SEC(94) 428 "Télécommunications et Développement, le rôle de l'Union Européenne." Document de travail des services de la Commission. |
| 5. | Voir annexe indiquant les montants totaux donnés par la Communauté (Commission+BEI) aux projets de télécommunications dans les PED, et par zones géographiques (Mediterrannée, Afrique, Amérique Latine et Asie; les pays d'Europe Centrale et Orientale ne sont pas compris dans ces données, bien qu'ils fassent l'objet d'une coopération importante de la part de l'Union). |
| 6. | Document des Services de la Commission sur la coopération industrielle en Méditerranée et en Asie. |
| 7. | Com (97) 47 final, Communication de la Commission Européenne: "Vers le cinquième Programme-Cadre, les objectifs scientifiques et technologiques". |
| 8. | "Livre Vert sur les relations entre l'Union Européenne et les pays ACP à l'aube du 21ème siècle", COM (96)570. |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|