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COMUNICAZIONE SU LA DIMENSIONE SOCIALE E IL MERCATO DEL LAVORO IN RELAZIONE ALLA SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE: Priorità alla dimensione umana - Le fasi successive

COMMUNICATION ON THE SOCIAL AND LABOUR MARKET DIMENSION OF THE INFORMATION SOCIETY: People First - The Next Steps

INDICE
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Riassunto
I. Priorità alla dimensione umana - le fasi successive: l'obiettivo della presente Comunicazione
II. Una società dell'informazione per tutti

  1. L'accesso alla società dell'informazione: le politiche pubbliche possono avere un ruolo decisivo
  2. Promuovere la democrazia e i servizi pubblici
  3. La società dell'informazione per una maggiore equità tra i sessi
  4. La tecnologia a vantaggio delle persone con disabilità
  5. Sostenere lo sviluppo di sistemi di assistenza sanitaria
III. Lavorare nella società dell'informazione
  1. Flessibilità e sicurezza: raggiungere il giusto equilibrio
  2. Protezione dei dati dei lavoratori
  3. Creare un quadro adeguato per il telelavoro
  4. Sostenere il dialogo sociale quale strumento del cambiamento
  5. Sanità e sicurezza sul lavoro
IV. Tradurre le opportunità in posti di lavoro
  1. Comprendere i cambiamenti che interessano l'occupazione e la produzione
  2. Valorizzare le potenzialità di creazione di nuovi posti di lavoro
  3. Abilità per vivere e lavorare
  4. Le TIC e l'ammodernamento dei servizi pubblici dell'occupazione
V. La dimensione sociale della società dell'informazione - le prospettive future
Allegato: Siglario

CONTENTS
________________________________
Executive Summary
I. People First - the next steps : the purpose of this Communication
II. An Information Society for All

  1. Access to the Information Society : public policies can make the difference
  2. Enhancing Democracy and Public Services
  3. Information Society for gender equality
  4. Technology for the benefit of people with disabilities
  5. Supporting the development of healthcare systems
III. Working in the Information Society
  1. Flexibility and security: getting the right balance
  2. Data protection of employees
  3. Creating an adequate framework for telework
  4. Supporting Social Dialogue as an instrument for change
  5. Health and Safety at work
    IV. Turning the opportunities into jobs
  6. Understanding the changes in employment and production
  7. Exploiting the potential for new jobs
  8. Skills for living and working
  9. ICT and the modernising of Public Employment Services
V. The Social Dimension of the Information Society - the way forward
Annexe: Glossary of acronyms

Riassunto
La società dell'informazione costituisce uno dei più importanti cambiamenti intervenuti nella nostra epoca e presenta enormi opportunità alla società nel suo complesso, ma le dimensioni e il ritmo del cambiamento presentano inoltre sfide per le persone, per certi gruppi di cittadini e per certe regioni. Per tale motivo alla dimensione sociale e agli aspetti legati al mercato del lavoro insiti nella società dell'informazione si deve dare maggiore rilevanza nel dibattito pubblico e nelle politiche pubbliche come viene rilevato nell'Agenda 2000 della Commissione.
Per ribadire l'importanza della dimensione sociale la Commissione ha nominato nel 1995 un Gruppo di esperti di alto livello e una Tribuna della società dell'informazione. La Commissione ha presentato nel 1996 un Libro verde Vivere e lavorare nella società dell'informazione: priorità alla dimensione umana quale invito al dialogo politico, sociale e civile. Il Libro verde ha originato un vivo dibattito sulle tematiche sociali e quelle inerenti al mercato del lavoro sollevate dalla società dell'informazione e ha evidenziato la necessità di risposte politiche integrate che coinvolgano diversi ambiti governativi.
La presente Comunicazione sintetizza i progressi fatti per integrare la dimensione sociale nello sviluppo di politiche finalizzate alla società dell'informazione e presenta le sfide future che consisteranno nel conciliare gli obiettivi sociali, economici e tecnologici. Essa rientra nel piano di azione evolutivo L'Europa in prima linea nella società dell'informazione globale. I suoi tre obiettivi principali sono: fare opera di sensibilizzazione sulle implicazioni sociali della società dell'informazione, inserire una dimensione "società dell'informazione", ove opportuno, nelle politiche e azioni sociali e identificare azioni specifiche volte a massimizzare il contributo della società dell'informazione a promozione dell'occupazione e dell'inclusione.
1. Principi comuni per lo sviluppo della società dell'informazione
Il Libro verde Priorità alla dimensione umana proponeva un gruppo di principi comuni basati sugli ideali e sui valori che hanno ispirato l'Unione europea quali linee guida delle politiche pubbliche finalizzate alla società dell'informazione. Questi principi sono stati oggetto di ampio consenso nel corso del processo di consultazione. La Commissione suggerisce che le politiche pubbliche nell'ambito della società dell'informazione debbano avere gli obiettivi fondamentali di

  • migliorare l'accesso all'informazione
  • migliorare la democrazia e la giustizia sociale
  • promuovere l'occupabilità e l'apprendimento in tutto l'arco della vita
  • rafforzare la capacità dell'economia dell'UE di raggiungere livelli elevati e sostenibili di occupazione e crescita
  • porre in atto e promuovere le pari opportunità tra gli uomini e le donne
  • promuovere l'inclusione e aiutare le persone che hanno bisogni speciali e le persone cui si presentano poche opportunità a migliorare la loro posizione
  • migliorare la qualità, l'efficienza e l'immagine delle amministrazioni pubbliche.

Executive Summary
The Information Society represents one of the most fundamental changes of our time with enormous opportunities for society as a whole. But the scale and pace of change also present challenges for individuals and certain groups of citizens and regions. Therefore, the social and labour market dimensions of the Information Society need greater prominence within public debate and public policy, as pointed out in the Commission's Agenda 2000.
In order to underline the importance of the social dimension, the Commission appointed in 1995 a High Level Experts Group and an Information Society Forum. The Commission presented in 1996 a Green Paper Living and Working in the Information Society: People First as an invitation to political, social and civil dialogue. The Green Paper produced a sustained debate on the social and labour market issues and stressed the need for integrated policy responses across different areas of government.
This Communication summarises the progress made to integrate the social dimension into the development of policies for the Information Society and presents the challenges that lie ahead in reconciling social, economic and technological goals. It forms part of the rolling action plan Europe at the Forefront of the Global Information Society. It has three main purposes: to increase awareness of the social implications of the Information Society, to build in an Information Society dimension, where appropriate, into social policies and actions, and to identify specific actions designed to maximise the contribution of the Information Society to promoting employment and inclusion.
1. Common principles for the development of the Information Society
The Green Paper People First proposed a set of common principles, based on the ideas and values which have shaped the European Union, to guide the public policies for the Information Society. These principles were broadly supported during the consultation process. The Commission suggests that public policies in the Information Society field should have as basic aims to

  • improve access to information
  • enhance democracy and social justice
  • promote employability and lifelong learning
  • strengthen the capacity of the EU economy to achieve high and sustainable growth and employment
  • achieve and enhance equal opportunity between men and women
  • promote inclusion and support people with special needs and those lacking opportunities to improve their position
  • improve the quality and efficiency of public administration.

2. Accesso alle TIC1 nell'apprendimento, nel lavoro e nella vita privata.
L'accesso agli strumenti della società dell'informazione è fondamentale per raggiungere gli obiettivi di equità e efficienza menzionati sopra. La questione dell'accesso ha diverse dimensioni: disponibilità, continuità, abbordabilità, accessibilità e consapevolezza. Il modo in cui queste dimensioni verranno affrontate farà pendere la bilancia verso una società dell'inclusione o dell'esclusione e possono proprio essere le politiche pubbliche a spostare l'ago della bilancia. Per tale motivo la Commissione propone che gli Stati membri facciano dell'accesso un obiettivo principale nello sviluppo delle strategie nazionali dell'informazione. La Commissione affronterà la questione nell'ambito del suo imminente riesame della portata, della qualità, del livello e dell'abbordabilità del servizio universale. Essa organizzerà inoltre scambi di esperienze, di valutazioni e raffronti delle strategie e delle politiche, segnatamente quelle volte ad agevolare l'accesso. In linea con i pareri espressi dal Parlamento europeo, la Commissione cercherà la collaborazione con altre istituizioni comunitarie al fine di sviluppare una strategia della comunicazione che agevoli l'accesso alle informazioni pubbliche. Si dovrà consacrare una maggiore attenzione alla questione dell'equilibrio tra i sessi nella società dell'informazione per far sì che i benefici potenziali siano equamente ripartiti e per evitare il rischio di rafforzare la segregazione che ancora sussiste. La Commissione svilupperà ulteriormente iniziative a vari livelli per migliorare l' accesso alle TIC per le persone con disabilità e per promuovere la consapevolezza delle potenzialità insite nelle TIC di migliorare i sistemi sanitari. La Commissione ha proposto che la creazione di una società dell'informazione che vada incontro alle esigenze degli utenti (user-friendly) sia uno degli obiettivi chiave dell'imminente Quinto Programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico.
3. Flessibilità e sicurezza nella vita lavorativa
Le TIC presentano grandi potenzialità per migliorare la produttività e quindi la prosperità grazie a nuovi sistemi di organizzazione del lavoro. Il Libro verde Priorità alla dimensione umana ha introdotto il concetto di un nuovo equilibrio tra la flessibilità per le imprese e la sicurezza per i lavoratori quale base di questa moderna organizzazione del lavoro. La Commissione ha portato avanti questa idea tramite il nuovo Libro verde intitolato Partnership per una nuova organizzazione del lavoro al fine di stimolare le parti sociali a sviluppare un quadro per un'organizzazione del lavoro che promuova la produttività, la partecipazione e l'apprendimento. Parallelamente a questo dibattito la Commissione ha proposto di rafforzare le attività europee di ricerca sulla nuova organizzazione del lavoro nell'ambito del Quinto Programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico. Verrà sviluppata una rete europea di istituti nazionali di ricerca in tale ambito. La Commissione presenterà nel 1998 una comunicazione in cui si analizzerà la situazione per quanto concerne la riservatezza dei dati dei lavoratori dipendenti. La Commissione avvierà consultazioni con le parti sociali onde definire il quadro per lo sviluppo del telelavoro e potenziare il ruolo del dialogo sociale al fine di agevolare il cambiamento strutturale e di sviluppare le TIC quale strumento per politiche finalizzate alla salute e alla sicurezza sul lavoro.
4. Occupabilità per posti di lavoro più numerosi e migliori
La creazione di posti di lavoro più numerosi e migliori costituisce per gli Stati membri dell'UE una delle esigente di maggiore urgenza. La modernizzazione delle economie e il miglioramento della produttività sono condizioni indispensabili. L'uso delle TIC riveste un ruolo chiave. Tuttavia un importante ostacolo strutturale alla crescita occupazionale è dato dalla lentezza dell'adeguamento delle abilità alle nuove strutture economiche e tecnologiche. È questo il motivo per cui la strategia europea dell'occupazione, corroborata dal Consiglio europeo di Amsterdam, ribadisce in misura crescente il concetto di occupabilità quale strumento per migliorare il funzionamento del mercato del lavoro. Occorre una nuova cultura dell'istruzione, della formazione e dell'apprendimento lungo tutto l'arco della vita affiancata da una ristrutturazione selettiva della spesa pubblica a favore di investimenti nelle risorse umane. La Commissione continuerà a sostenere gli investimenti nelle risorse umane tramite l'Obiettivo 4 del Fondo sociale europeo e l'Iniziativa Comunitaria ADAPT. Un ulteriore stanziamento di 162 Mio di ECU è stato reso disponibile per l'obiettivo di Costruire la società dell'informazione (ADAPT-BIS) per il periodo 1997-99. La Commissione sostiene inoltre misure volte a valorizzare le potenzialità dell'economia sociale. Per migliorare il funzionamento del mercato del lavoro la Commissione incoraggerà lo sviluppo e l'uso delle TIC per ammodernare i servizi pubblici dell'occupazione e la connessione dei sistemi nazionali di offerte di lavoro tramite EURES.

2. Access to ICT1 in learning, working and living
Access to the tools of the Information Society is of fundamental importance for achieving the goals of equity and efficiency set out above. Access has different dimensions: availability, continuity, affordability, accessibility and awareness. How well these dimensions are dealt with will tilt the balance towards an inclusive or exclusive society. Public policies can make the difference. The Commission therefore urges that the Member States make access a main objective in the development of national information strategies. The Commission will address this issue in its forthcoming review of the scope, quality, level, and affordability of universal service. It will also organise exchange of experience, discussions, evaluation and benchmarking of strategies and policies in particular those facilitating access. In line with the views expressed by the European Parliament, the Commission will invite collaboration with the other Community Institutions to draw up a communication strategy facilitating access to public information. The question of gender balance in the Information Society must be given more attention to ensure that the potential benefits are equally shared and to avoid the risk of reinforcing existing segregations. The Commission will further develop initiatives at various levels to improve access to ICT for people with disability and to promote awareness of the potential of ICT to improve health systems. The Commission has proposed that the creation of a user-friendly Information Society be one of the key objectives of the forthcoming 5th RTD Framework Programme.
3. Flexibility and security in working life
ICT offer great potential for improved productivity and thereby prosperity through new ways of work organisation. The Green Paper People First introduced the concept of a new balance between flexibility for enterprises and security for workers as a basis for such a modern organisation of work. The Commission has taken this idea forward through the new Green Paper on Partnership for a New Organisation of Work in order to stimulate the social partners to develop a framework for a more productive, participative and learning organisation of work. Parallel with this debate, the Commission has proposed to strengthen European research on new organisation of work under the 5th RTD Framework Programme. A European network of national institutes in this field will be developed. The Commission will present a Communication in 1998 analysing the situation regarding the privacy of data on employees. The Commission will initiate consultations with the social partners regarding the framework for developing telework; and enhance the role of social dialogue to facilitate structural change and develop ICT as a tool for policies for health and safety at work.
4. Employability for more and better jobs
The creation of more and better jobs is one of the most pressing needs for the Member States in the EU. Modernisation of the economies and improvement of productivity are prerequisites. The use of ICT is a key question. However, a fundamental structural obstacle for employment growth is the slow adjustment of skills to new economic and technological structures. This is why the European employment strategy, reinforced by the European Council in Amsterdam, increasingly emphasises employability as a key to improve the functioning of the labour markets. A new culture of life-long education, training and learning is required, supported by selective restructuring of public expenditures in favour of investment in human resources. The Commission will continue to support human resource investment through Objective 4 of the European Social Fund and the Community Initiative ADAPT. A further allocation of 162 MECU has been made for the purpose of Building the Information Society (ADAPT-BIS) for the period 1997-99. The Commission is also supporting measures to exploit the employment potential of the social economy. To improve the functioning of the labour market the Commission will encourage the development and use of ICT to modernise Public Employment Services and the linking of national vacancy systems via EURES.

5. Azione a livello nazionale, europeo e internazionale
L'ultimo capitolo sintetizza il modo in cui la Commissione intende rafforzare la dimensione sociale tramite un'azione a tutti i livelli:

  • a livello nazionale e regionale la Commissione aiuterà gli Stati membri a integrare una forte dimensione sociale nel corrente sviluppo delle loro strategie per la società dell'informazione
  • a livello comunitario la Commissione inserirà la dimensione sociale in tutte le pertinenti politiche comunitarie (mainstreaming) e valorizzerà le potenzialità delle TIC quale strumento nell'ambito delle politiche occupazionali e sociali
  • a livello internazionale la Commissione promuoverà negli appropriati consessi internazionali lo sviluppo e l'uso di tecnologie atte a migliorare la coesione sociale e le condizioni di vita, di apprendimento e di lavoro per tutti i gruppi della società.
I. Priorità alla dimensione umana - le fasi successive: l'obiettivo della presente Comunicazione
  • Lo sviluppo della Società dell'informazione offre enormi opportunità per migliorare il modo in cui i cittadini europei vivono e lavorano. Ma l'estensione e il ritmo del mutamento tecnologico in un'economia sempre più globale presentano anche diverse sfide alle nostre società. Il processo di cambiamento deve essere gestito in modo da promuovere la fiducia nelle possibilità insite nella società dell'informazione di migliorare la qualità della vita. La Commissione ha ribadito l'importanza di questi aspetti nel suo piano d'azione 1994 "La via europea verso la società dell'informazione" ed ha presentato nel luglio 1996 un Libro verde Vivere e lavorare nella società dell'informazione: priorità alla dimensione umana2.
  • 5. Action at national, European and international level
    The last chapter summarises how the Commission will strengthen the social dimension through action at all levels:

    • at national and regional level, where the Commission will provide support to the Member States to integrate a strong social dimension in the ongoing development of their Information Society strategies
    • at Community level, where the Commission will mainstream the social dimension in all relevant Community policies and exploit the potential of the ICT as a tool in employment and social policies
    • at international level, where the Commission will promote in the appropriate international fora the development and use of technologies which can help improve social cohesion and the improvement of living, learning and working conditions for all groups in society.
    I. People First - the next steps: the purpose of this Communication
  • The development of the Information Society offers enormous opportunities to improve the way in which Europeans live and work. But the scale and pace of technological change in an increasingly global economy also present a number of challenges for our societies. The process of change has to be managed in a way that promotes trust and confidence in the possibilities of the Information Society to improve people's quality of life. The Commission highlighted the importance of these issues in its 1994 Action Plan Europe's way to the Information Society, and in July 1996 presented a Green Paper Living and Working in the Information Society: People First2.
  • Il Libro verde invitava a formulare commenti sul modo migliore per cogliere appieno i benefici della società dell'informazione, in particolare negli ambiti dell'organizzazione del lavoro, dell'occupazione e della coesione sociale ed invitava a riflettere su un gruppo di principi comuni per lo sviluppo della società dell'informazione in Europa. Esso si basava inoltre sui lavori di due gruppi indipendenti istituiti dalla Commissione: un Gruppo di esperti di alto livello (GEAL) sugli aspetti sociali della società dell'informazione e una Tribuna della società dell'informazione (TSA) avente une base ampia. Le prime relazioni3 di entrambi i gruppi sono state pubblicate ad integrazione del Libro verde e nel maggio 1997 il GEAL ha presentato la propria relazione finale che corrobora la presente comunicazione.
  • Il processo di consultazione - avviato ufficialmente nell'ambito di un colloquio tenutosi a Dublino nel settembre del 19964 - ha dato il via a un acceso dibattito a tre livelli interrelati: dialogo politico, dialogo sociale, e dialogo civile. Complessivamente sono pervenute più di 130 risposte, più del 40% delle quali proveniva da organizzazioni non governative (ONG). Dal dibattito è emerso un ampio consenso sui seguenti punti:
    • se si vuole che la società dell'informazione sia di utilità per tutti essa deve essere sviluppata con una forte dimensione sociale che non limitandosi a integrare la politica sociale nella società dell'informazione, ma usando la società dell'informazione quale strumento per promuovere una società più inclusiva e proclive all'apprendimento;
    • bisogna fare particolare attenzione per evitare il rischio che la società dell'informazione esasperi le divisioni esistenti in seno alla società. Le persone sono preoccupate per il modo in cui essa si ripercuoterà sui loro posti di lavoro e per il rischio di creare una società che discrimini tra chi "detiene" e chi "non detiene" l'informazione;
    • anche se il passaggio alla società dell'informazione avviene essenzialmente sotto l'impulso del mercato, le autorità pubbliche sono chiamate a svolgere un ruolo importante di controllo di tale processo creando un equilibrio tra le politiche volte a potenziare la parità di opportunità e la sicurezza e le politiche che incoraggiano la flessibilità e l'adattabilità,
    • la responsabilità primaria di queste evoluzioni ricade essenzialmente sugli Stati membri, ciò non toglie che l'EU ha un ruolo importante da svolgere.
  • La presente comunicazione - che rientra nel piano d'azione evolutivo della Commissione L'Europa in prima linea nella società dell'informazione globale5 - delinea la strategia che la Commissione intende seguire per sviluppare ulteriormente la dimensione sociale della Società dell'informazione. Essa ha tre obiettivi principali:
    • coordinare il processo di sensibilizzazione sulle implicazioni che la società dell'informazione ha per la società e il mercato del lavoro,
    • inserire una dimensione "società dell'informazione", ove opportuno, in tutte le politiche e azioni sociali, soprattutto a livello europeo,
    • identificare azioni specifiche volte a massimizzare l'apporto della società dell'informazione all'occupazione e all'inclusione sociale.
  • In particolare, essa si fonda sui principi comuni esposti nel Libro verde - che hanno registrato un ampio sostegno nel corso della consultazione - stando al quale le politiche pubbliche destinate alla società dell'informazione dovrebbero avere i seguenti obiettivi fondamentali:
    • facilitare l'accesso all'informazione,
    • migliorare la democrazia e la giustizia sociale,
    • promuovere l'occupabilità e l'apprendimento in tutto l'arco della vita,
    • rafforzare la capacità dell'economia dell'UE di raggiungere livelli elevati e sostenibili di crescita e di occupazione,
    • realizzare e promuovere le pari opportunità tra gli uomini e le donne,
    • promuovere l'inclusione e aiutare le persone con bisogni particolari e le persone prive di opportunità a migliorare la loro posizione
    • migliorare la qualità e l'efficienza delle pubbliche amministrazioni.
  • The Green Paper sought comments on how best to reap the full benefits of the Information Society, in particular in the areas of work organisation, employment, and social cohesion, and invited reflection on a set of common principles for the development of the Information Society in Europe. It also drew on the work of two independent groups set up by the Commission: a High Level Group of Experts (HLGE) on the social aspects of the Information Society and a broadly based Information Society Forum (ISF). The first reports3 of both groups were published as complements to the Green Paper, and in April 1997 the HLGE presented its Final Report, which underpins this Communication.
    The consultation process - which was officially launched at a Colloquium in Dublin in September 19964 - triggered a lively debate at three interrelated levels: political dialogue, social dialogue, and civil dialogue. In total, more than 130 responses were submitted, of which more than 40% came from Non-Governmental Organisations (NGOs). The debate has demonstrated broad agreement around the following points:
    • if the Information Society is to be to the benefit of all, it needs to develop with a strong social dimension, not only integrating social policy into the Information Society, but also using the Information Society as a tool to promote a more inclusive and learning society;
    • particular attention is needed to avoid the risk that the Information Society might exacerbate existing divisions within society. People are concerned about how it will affect their jobs and about the risks of creating a society of information "haves" and "have nots";
    • while the move to the Information Society is essentially market-driven, public authorities have an important role to play in shaping this process, striking a balance between policies to enhance equality of opportunity and security and policies to promote flexibility and adaptability;
    • while prime responsibility rests with the Member States, the EU has an important role to play.
    This Communication - which forms part of the Commission's Rolling Action Plan Europe at the Forefront of the Global Information Society5 - sets out the Commission's strategy to further develop the social dimension of the Information Society, in particular in the context of Agenda 2000. It has three main purposes:
    • to co-ordinate the process of increasing awareness of the labour market and social implications of the Information Society;
    • to build in an Information Society dimension, where appropriate, into social policies and actions, especially at European level;
    • to identify specific actions designed to maximise the contribution of the Information Society to promoting employment and social inclusion.
    In particular, it builds on the common principles set out in the Green Paper - and broadly supported during the consultation - which suggested that public policies for the Information Society should have as basic aims to:
    • facilitate access to information;
    • enhance democracy and social justice;
    • promote employability and lifelong learning;
    • strengthen the capacity of the EU economy to achieve high and sustainable growth and employment;
    • achieve and enhance equal opportunity between men and women;
    • promote inclusion and support people with special needs and those lacking opportunities to improve their position;
    • improve the quality and efficiency of public administration.
  • Le questioni affrontate nella presente comunicazione sono essenzialmente di responsabilità e competenza degli Stati membri. Nel corso delle consultazioni la Commissione ha avuto incontri con i rappresentanti degli Stati membri al fine di scambiare informazioni sulle iniziative in corso. Diversi di essi hanno sviluppato piani strategici o programmi finalizzati alla società dell'informazione6, un altro gruppo sta elaborando Libri verdi cui potrebbero far seguito piani d'azione concreta e i rimanenti hanno iniziative, progetti o programmi che promuovono la ricerca o l'attuazione di applicazioni in settori particolari. I principali aspetti sociali presi in esame concernono l'accesso, l'istruzione e la formazione, l'accesso elettronico alle informazioni amministrative, la tutela del patrimonio culturale e progetti dimostrativi di applicazioni d'interesse pubblico.
  • Il coesistere di strategie e iniziative locali, regionali, nazionali ed europee fa emergere la necessità di complementarità e di coordinamento delle diverse azioni. La Commissione, per parte sua, tramite le proprie strategie e i propri programmi, può contribuire allo sviluppo della dimensione sociale della società dell'informazione:
    • coadiuvando gli Stati membri nello sviluppo e nell'attuazione delle loro strategie e dei loro programmi;
    • adottando iniziative specifiche nel suo ambito di responsabilità;
    • tenendo conto della problematica della società dell'informazione nell'ambito della politica sociale e di altre politiche;
    • assicurando che i bisogni sociali siano pienamente presi in carico dai programmi comunitari di ricerca e sviluppo tecnologico7;
    • agendo a livello internazionale.
  • La strategia europea verso la società dell'informazione instaurata nel 1994 ha già registrato successi e ha avuto un forte impatto in molti ambiti politici, sia a livello europeo che a livello nazionale. Al fine di cogliere le opportunità offerte dalla società dell'informazione la Commissione ritiene che la dimensione sociale debba essere ulteriormente rafforzata. Questa è l'idea che sottende il Libro verde Priorità alla dimensione umana. La presente comunicazione delinea la futura strategia della Commissione in tale ambito.
  • Member States have the main policy responsibilities for the matters addressed in this Communication. During the consultation the Commission held meetings with the Member States to exchange information about current initiatives. A significant number have developed strategic plans or programmes for the Information Society6, a further group are drafting green papers which should be followed by concrete action plans and the rest have initiatives, projects or programmes promoting research or the implementation of applications in particular areas. The main social aspects considered relate to access, education and training, electronic access to Government information, preservation of cultural heritage and demonstration projects of applications of public interest.
  • The co-existence of local, regional, national and European strategies and initiatives calls for complementarity and co-ordination of the different actions. The Commission, for its part, through its own strategy and programmes, can contribute to the development of the social dimension of the Information Society by:
    • supporting the Member States in developing and implementing their strategies and programmes;
    • taking specific initiatives in its areas of responsibility;
    • taking account of the Information Society within social policy and other policies;
    • ensuring that social needs are fully taken into consideration in the Community RTD programmes7;
    • acting at international level.
    1. The European Strategy for the Information Society established in 1994 has already been proved successful and has had a strong impact in many policy areas, both at European and national level. In order to grasp the opportunities offered by the Information Society, the Commission believes that the social dimension needs to be further strengthened. That was the stimulus behind the Green Paper People First. This Communication sets out the Commission's future strategy in this area.
  • II. Una società dell'informazione per tutti
    II.1 L'accesso alla società dell'informazione: le politiche pubbliche possono avere un ruolo decisivo

  • Per poter cogliere i vantaggi sia sul piano economico che su quello sociale recati dal progresso tecnologico e migliorare la qualità della vita, la società dell'informazione deve essere basata sui principi delle pari opportunità, della partecipazione e dell'integrazione di tutti. Ciò può realizzarsi soltanto se tutti hanno accesso ad almeno un nucleo di base dei nuovi servizi e delle nuove applicazioni offerte dalla società dell'informazione. L'accesso ha diverse dimensioni: disponibilità, continuità, abbordabilità, accessibilità, e consapevolezza. Il modo in cui queste dimensioni verranno affrontate deciderà se la società del futuro sarà inclusiva o esclusiva. Le politiche pubbliche potranno essere l'ago della bilancia.
  • Le infrastrutture, le applicazioni e i servizi moderni dovrebbero essere disponibili e a prezzi abbordabili. L'industria farà del suo meglio in tal senso se i governi predisporranno un quadro normativo adeguato per promuovere la concorrenza leale e l'innovazione. Perché ciò avvenga gli Stati membri devono rispettare il calendario concordato per la liberalizzazione dei mercati delle telecomunicazioni che accrescerà la competitività del settore delle telecomunicazioni e dell'economia in generale schiudendo al settore privato nuove opportunità di fornire nuovi servizi e applicazioni. Per assicurare che tutte le regioni beneficino del processo di liberalizzazione la Commissione ha anche raccomandato che gli Stati membri diano priorità al completamento e al miglioramento delle reti di telecomunicazioni affiancandole con misure volte a stimolare la domanda8.
  • La Commissione ha inoltre incoraggiato gli Stati membri a riflettere sulla portata del concetto di servizio universale e sul concetto di accesso pubblico. L'inserimento nel trattato di Amsterdam di un nuovo articolo sui servizi di interesse economico generale ribadisce l'importanza della tematica, in particolare per i gruppi svantaggiati e per quanti vivono nelle regioni rurali e periferiche. Lo sviluppo tecnologico e i processi di liberalizzazione hanno ridotto notevolmente il costo di memorizzazione, elaborazione e trasmissione dei dati. Tuttavia, il prezzo delle comunicazioni e di hardware e software può ancora costituire una barriera. La disponibilità di personal computer e l'accesso a Internet nelle abitazioni private rimane essenzialmente appannaggio delle persone che hanno livelli di reddito e di istruzione alquanto elevati.
  • Il rapido evolversi del contesto tecnologico fa sì che quello di servizio universale sia un concetto dinamico, in evoluzione, che deve essere oggetto di continue revisioni se si vuole che esso risponda ai bisogni e alle aspettative del pubblico. L'accesso ad applicazioni e servizi avanzati per il tramite di punti di accesso pubblici come biblioteche, scuole e altri luoghi di incontro collettivi può, secondo taluni, fare da rimpiazzo ai servizi universali. In uno spirito analogo il GEAL raccomanda che si esamini il concetto di "servizio universale alla collettività" in modo da estendere l'erogazione del servizio universale così da incorporare un livello fondamentale di accesso ai nuovi servizi di informazione, limitando però il suo obbligo di universalità ad alcune istituzioni. Inoltre, il gruppo consultivo sulla competitività ha raccomandato la creazione di centri di risorse conoscitive per agevolare l'accesso alle conoscenze sulle nuove tecnologie e sulle necessarie abilità9
  • Il pari accesso implica l'accessibilità. L'hardware e i servizi informatici dovrebbero essere concepiti in modo tale da non discriminare contro certi gruppi innalzando ostacoli ed escludendoli dall'uso. Il concetto di "design universale" può indicare quale sarà la strada da seguire in futuro10 e i programmi di ricerca e l'industria dovrebbero intensificare i loro sforzi per ovviare alle barriere determinate da carenze progettuali. Più in generale, la facilità d'uso di software e hardware è decisiva per agevolare l'accesso al nuovo contesto tecnologico. Ad esempio, la possibilità di accedere a Internet tramite la televisione potrebbe rendere più agevole l'accesso dei cittadini ai nuovi servizi della società dell'informazione.
  • L'accesso dipende inoltre dalla consapevolezza che le persone hanno delle possibilità offerte dalla società dell'informazione. Una sensibilizzazione efficace ed equa richiede la formazione delle persone all'uso delle nuove tecnologie e l'integrazione dell'informatica nei nostri sistemi educativi, in particolare nelle scuole. A quanto risulta la consapevolezza del pubblico in merito alle tecnologie e al modo per partecipare alla società dell'informazione è piuttosto bassa, in particolare tra le donne, i disoccupati e i colletti blu. Fare opera di sensibilizzazione tra gli anziani sui vantaggi dell'informatica diventa sempre più importante, considerate le tendenze della demografia, soprattutto per quanto concerne l'apprendimento in tutto l'arco della vita e l'istituzione di percorsi flessibili di transizione dal lavoro al pensionamento. Alcuni Stati membri indirizzano campagne di sensibilizzazione a gruppi particolari. Il recente invito della Commissione a formulare proposte in merito al programma pluriennale sulla società dell'informazione pone l'accento su studi, azioni dimostrative e altre misure di accompagnamento comprese azioni rivolte a gruppi sociali specifici11.
  • II. An Information Society for All
    II.1 Access to the Information Society: public policies can make the difference

  • In order to reap both the economic and social benefits of technological progress and to improve people's quality of life, the Information Society must be based on the principles of equal opportunities, participation and integration of all. This can only happen if everybody has access to at least a basic set of the new services and applications offered by the Information Society. Access has different dimensions: availability, continuity, affordability, accessibility, and awareness. How well these dimensions are dealt with will tilt the balance towards an inclusive or an exclusive society. Public policies can make the difference.
  • Modern infrastructure, applications and services should be available at affordable prices. Industry will maximise its efforts in this respect if Governments provide an adequate regulatory framework which promotes fair competition and innovation. For this to happen, Member States must respect the timetable agreed for the liberalisation of telecommunication markets, which will increase the competitiveness of the telecoms sector and of the economy as a whole, opening up new opportunities for the private sector to deliver new applications and services. In order to ensure that all regions benefit from the liberalisation process, the Commission has recommended that Member States give priority to the completion and upgrading of telecom networks and supplement them with demand stimulation measures8.
  • The Commission has also encouraged Member States to reflect on the scope of universal service and on the concept of public access. The inclusion by the Amsterdam Treaty of a new article on services of general economic interest underlines the importance of this issue, in particular for disadvantaged groups and those living in rural and peripheral regions. Technological development and liberalisation processes have reduced dramatically the cost of storing, processing and transmission of data. However the price of communications and ICT hardware and software can still be a barrier. The availability of personal computers and Internet access in the home remains predominantly the preserve of those with higher income and educational attainment levels.
  • This rapidly changing technological context means that universal service is a dynamic and evolving concept which must be kept under review if it is to respond to people's needs and expectations. Access to advanced services and applications through public access points such as libraries, schools, and other community meeting points is regarded by some as a proxy to universal services. In a similar vein, the HLGE recommends investigation of the concept of "universal community service", extending universal service provision so as to incorporate a basic level of access to new information services, but limiting its universality obligation to some institutions. Furthermore, the Competitiveness Advisory Group has recommended the creation of knowledge resource centres to facilitate access to knowledge on the new technologies and the skills required9.
  • Equal access is predicated on accessibility. IT hardware and services should be designed in such a way that they do not discriminate against certain groups, raising barriers and excluding them from their use. The concept of "universal design" may provide ways forward10 and research programmes and industry should strengthen their efforts to address the barriers presented by inappropriate design. More generally, the user-friendliness of software and hardware is decisive, especially for elderly people who may face problems in accessing the new technological environment. For instance accessing the Internet via TV could enable many more people to use the new services of the Information Society.
  • Access also depends on people's awareness of the possibilities offered by the Information Society. Effective and equitable awareness-building requires that people are trained in the use of the new technologies and that ICT be introduced into our educational systems, especially in schools. There is some evidence of low public awareness of the technologies and how to participate in the Information Society, particularly among women, unemployed and non-office workers. Raising ICT awareness among older people is becoming increasingly important, in particular in the context of demographic trends, lifelong learning and the establishment of flexible paths of transition from work to retirement. Some Member States are targeting particular groups through awareness campaigns. The Commission's recent call for proposals of the multiannual programme on Information Society focuses on studies, demonstration actions and other accompanying measures including actions targeted at specific social groups11.
  • Obiettivo: Assicurare l'accesso per tutti promuovendo gli aspetti della disponibilità, dell'abbordabilità, dell'accessibilità e della consapevolezza
    Azioni fondamentali: La Commissione:
    sollecita gli Stati membri a fare dell'accesso un obiettivo centrale nello sviluppo delle loro strategie per la società dell'informazione;
    sottoporrà a riesame e esporrà in una relazione la portata, la qualità, il livello e l'abbordabilità del servizio universale entro il 1º gennaio 1998 e presenterà una relazione sul funzionamento della direttiva sull'applicazione del regime di fornitura di una rete aperta per la telefonia vocale e sul servizio universale entro il 31 dicembre 1999;
    continuerà a sviluppare azioni di sensibilizzazione e organizzerà, sulla base dell'Indagine europea dei progetti e delle azioni attinenti alla società dell'informazione (ESIS), scambi di esperienze, discussioni, azioni di valutazione e di raffronto delle strategie e politiche, in particolare quelle che agevolano l'accesso;
    esaminerà la realizzabilità di centri di risorse conoscitive al fine di agevolare l'accesso alle tecnologie e alle abilità richieste dalla società dell'informazione

    Objective: Ensure access for all by promoting availability, affordability, accessibility and awareness
    Key actions: The Commission :
    urges Member States to ensure that access is a key objective of their Information Society strategies;
    will review and report on the scope, quality, level and affordability of universal service by January 1st, 1998 and report on the functioning of the Directive on the application of Open Network Provision for telephony and on universal service before December 31st, 1999;
    will continue to develop awareness actions and will organise, on the basis of the European Survey of Information Society Projects and Actions (ESIS), exchange of experience, discussions, evaluation and benchmarking of strategies and policies, in particular those facilitating access.
    will examine the feasibility of knowledge resource centres to facilitate access to the Information Society technologies and skills.

    II.2. Promuovere la democrazia e i servizi pubblici

  • L'avvento di sistemi di comunicazione in rete come Internet consente una diffusione molto più semplice ed economica delle informazioni lasciando spazio a forme di comunicazione locali, regionali, nazionali e internazionali parallelamente alle forme più tradizionali dei mass media. D'altro canto, lo sviluppo e l'immagine di una forte società dell'informazione subirà un pregiudizio qualora non si rispettino gli standard e le prassi vigenti nell'ambito dei mezzi di comunicazione di massa, consentendo restrizioni al pluralismo o un accesso incontrollato a materiali a contenuto violento, razzista o pornografico su Internet. La Commissione ha affrontato questo ultimo aspetto nel suo Libro verde sulla Protezione dei minori e della dignità umana nell'ambito dei servizi audiovisivi e dell'informazione12 e nella sua comunicazione sulle informazioni di contenuto illegale e nocivo su Internet.
  • Sorge inoltre il problema della trasparenza amministrativa e del modo in cui le politiche pubbliche possono avvalersi delle potenzialità delle TIC a sostegno dei processi e dei diritti democratici, ad esempio sviluppando la democrazia elettronica, aprendo l'accesso alla documentazione pubblica e sviluppando servizi specifici per i gruppi privi di un facile accesso all'informazione (ad esempio i lavoratori migranti e loro persone a carico). In particolare, si potrebbero accumulare benefici non trascurabili se le istituzioni europee stesse partecipassero a iniziative nell'ambito della trasparenza amministrativa. Chioschi di informazioni e punti di accesso pubblici possono svolgere un ruolo fondamentale ai fini di colmare i divari esistenti e di fornire accesso alle informazioni aventi carattere di servizio pubblico. Un'interazione più stretta e più efficace con le amministrazioni locali e regionali può essere uno dei modi più rapidi per dimostrare le potenzialità della società dell'informazione: alcune regioni e collettività locali hanno già costituito reti per apprendere, diffondere informazioni e scambiarsi esperienze. Iniziative come IRIS13, i progetti pilota RISI e il Concorso Bangeman hanno contribuito in modo sostanziale alla sensibilizzazione e alla diffusione di esempi di buona prassi.
  • La Commissione sta preparando un Libro verde su Accesso e valorizzazione dell'informazione del settore pubblico per stimolare la discussione sulle opzioni per un'azione strategica comunitaria per assicurare che si rispettino i diritti dei cittadini di avere accesso alle informazioni del settore pubblico come anche le condizioni d'uso e valorizzazione commerciale. La Commissione conduce attività nel contesto di diversi programmi (ad esempio IDA14, Info-2000, e altre attività nell'ambito dei programmi quadro di ricerca e sviluppo tecnologico) per contribuire allo sviluppo di applicazioni telematiche destinate alle amministrazioni pubbliche.
    Obiettivo: Promuovere un uso innovativo delle TIC nei servizi pubblici nonché standard elevati sul piano delle prassi e dei contenuti in relazione ai dati e servizi via Internet
    Azioni fondamentali: La Commissione:
    collaborerà, alla luce dei pareri del Parlamento europeo15, con le altre istituzioni europee per redigere una comunicazione e predisporre una strategia di informazione volta ad agevolare l'accesso alle istituzioni da parte del pubblico e delle organizzazioni;
    inviterà gli Stati membri, sulla base della Risoluzione del Consiglio del 17 febbraio 1997, a incoraggiare sistemi di autoregolamentazione a salvaguardia contro materiali nocivi su Internet, coordinando a livello di UE lo scambio di prassi ottimali e la promozione della ricerca sulle tecniche atte a coadiuvare i lavori di tali organizzazioni;
    presenterà, nel primo semestre del 1998, dando seguito al dibattito sul Libro verde Accesso e valorizzazione dell'informazione del settore pubblico, una comunicazione contenente proposte d'azione.
  • II.2. Enhancing Democracy and Public Services

  • The advent of network based communications such as the Internet has allowed much simpler and cheaper dissemination of information, allowing local, regional, national, and international communication to flourish alongside more traditional forms of mass media. However, the development and image of a vigorous Information Society will be hampered if existing standards and practice in the public media are flouted, for example by undermining pluralism, or by permitting uncontrolled access to violent, racist, or pornographic material on the Internet. The Commission has addressed this latter issue in its Green Paper on the protection of minors and human dignity in the information and audio-visual services12 and in its Communication on illegal and harmful content on the Internet.
  • There is also the issue of open government and the way public policies can exploit the potential of ICT to support democratic processes and rights, for example by developing electronic democracy, enhancing access to public documentation, and by developing specific services for groups lacking ready access to information (eg migrant workers and their dependants). The benefits of including the European institutions in open government initiatives would be substantial and therefore specific pilot initiatives should be launched. Public info-kiosks and access points can play a vital role in bridging the gap in providing access to information for public service purposes. Closer and more effective interaction with government at local and regional level may be one of the most rapid ways of demonstrating the potential of the Information Society. Some regions and localities have already formed networks to learn, to inform and to exchange developments. Initiatives such as IRIS Initiative13, the RISI pilot projects and the Bangemann Challenge competition have contributed substantially to raising awareness and to dissemination of good practice examples.
  • The Commission is preparing a Green Paper on Access to and Exploitation of Public Sector Information to stimulate discussion on the options for Community policy action to ensure the respect of the rights of people to have access to public sector information and the conditions for commercial use and exploitation. The Commission is carrying out activities under various programmes (e.g. IDA14, Info-2000 and other programmes within the RTD Framework Programmes) to contribute to developing telematic applications for public administrations.
    Objective: Promote innovative use of ICT in public services and encourage high standards of practice and content within Internet-based data and services
    Key actions: The Commission will:
    collaborate, following the views of the European Parliament,15 with the other European Institutions to draw up a communication and information strategy to facilitate access to the institutions for the public and organisations;
    invite Member States, following the Council Resolution of 17 February 1997, to encourage systems of self-regulation to safeguard against harmful material on the Internet, - co-ordinating at EU level exchange of best practice and the promotion of research on techniques to support the work of such organisations;
    present in the first half of 1998, following the debate on the Access to and Exploitation of Public Sector Information Green Paper, a Communication with proposals for action.
  • II.3. La società dell'informazione per una maggiore equità tra i sessi

  • La società dell'informazione offre un'opportunità reale di promuovere la parità tra i sessi e di riconfigurare la vita lavorativa e quella quotidiana. Si dovrà però fare di più per assicurare che i benefici potenziali si realizzino e per evitare il rischio di rafforzare le forme di segregazione che tuttora sussistono. Attualmente, considerato che un numero relativamente esiguo di donne compie studi di indirizzo scientifico-tecnologico, le donne hanno minori opportunità di avvalersi appieno dei benefici occupazionali recati dalle nuove tecnologie (ad esempio in termini di posti di lavoro ad alta qualifica nelle industrie delle TIC in cui le donne sono sottorappresentate). Ne consegue la necessità di compiere maggiori sforzi per promuovere la familiarizzazione con le TIC nelle scuole in modo non sessista e di innalzare i livelli di abilità (cfr. sezione IV.3) promuovendo nel contempo la flessibilità dei tempi di lavoro e la sicurezza per i lavoratori16.
  • Le TIC possono contribuire alla diffusione di un'immagine più positiva e diversificata delle donne, possono aiutare a cambiare le mentalità e incoraggiare le donne a partecipare in modo più attivo alla produzione di informazioni. Progetti avviati nell'ambito del Quarto Programma di azione comunitaria per le pari opportunità17 comprendono la creazione di banche di dati europee sugli esperti donne e sulle donne nei processi decisionali, l'uso delle TIC quale sussidio didattico per le donne svantaggiate e l'uso di Internet per fare opera di sensibilizzazione sulla parità tra i sessi.
    Obiettivo: Fare opera di sensibilizzazione sulla dimensione "pari opportunità" della società dell'informazione
    Azioni fondamentali: La Commissione:
    inviterà il Comitato consultivo per le pari opportunità a esprimersi sul modo per integrare ulteriormente la società dell'informazione nel quarto Programma di azione rifacendosi in particolare all'iniziativa comunitaria EMPLOYMENT-NOW;
    organizzerà una tavola rotonda con rappresentanti dell'industria al fine di determinare le implicazioni sul piano dell'equità tra i sessi insite nella società dell'informazione e presenterà le sue conclusioni alla prossima conferenza europea sulla dimensione "pari opportunità" dell'attività dei Fondi strutturali;
    promuoverà lo sviluppo di siti web relativi ai progetti finanziati dal quarto Programma di azione e la connessione in rete con progetti finanziati da altri programmi comunitari;
    organizzerà nel secondo semestre del 1997 una conferenza con il Parlamento europeo sul ruolo delle donne nella scienza.
  • II.3. Information Society for gender equality

  • The Information Society provides a real opportunity to promote gender equality and reshape working and everyday life. However, greater efforts need to be made to ensure that the potential benefits are realised and to avoid the risk of reinforcing existing types of segregation. At present, as a relatively low number of women pursue studies in science and technology, women have less chances to reap the employment benefits of new technologies (e.g. in terms of high-skilled jobs in the ICT industries, where women are underrepresented). This requires further efforts to promote familiarialisation with ICT in schools in ways that are not gender biased and to boost skills levels (see section IV.3), while also promoting flexibility in working time and security for workers16.
  • ICT can also contribute to the dissemination of a more positive and diversified image of women, help to change mentalities, and assist women to participate more actively in the production of information. Projects within the 4th Community Action Programme on Equal Opportunities17 include the creation of European databanks on women experts and women in decision-making, the use of ICT as a teaching tool for disadvantaged women, and the use of Internet to raise awareness of gender equality..
    Objective: Raise awareness of the gender dimension of the Information Society
    Key actions: The Commission will:
    invite the Advisory Committee on Equal Opportunities to advise on how to further integrate the Information Society in the 4th Action Programme, drawing in particular on the EMPLOYMENT-NOW Community Initiative;
    organise a round table with business to assess the gender equality implications of the Information Society and present its conclusions at the forthcoming European Conference on the gender dimension of Structural Funds activity;
    promote the development of websites of projects financed by the 4th Action programme and networking with projects funded by other Community programmes;
    organise in the second half of 1997 a Conference with the European Parliament on the role of women in science.
  • II.4. La tecnologia a vantaggio delle persone con disabilità

  • Il Libro verde ribadiva come le TIC debbano essere usate per promuovere una migliore qualità della vita e pari opportunità per le persone con disabilità. Nell'ultimo decennio si è assistito allo sviluppo sia di applicazioni specifiche volte a soddisfare i bisogni delle persone con disabilità sia di applicazioni d'ordine più generale che rivestono comunque particolare rilevanza per tali gruppi. Queste applicazioni hanno offerto nuove opportunità di accedere a servizi a distanza (ad esempio telemedicina), di eseguire transazioni a partire dal proprio domicilio (ad esempio teleacquisti) oltre a nuove forme di partecipazione (ad esempio apprendimento a distanza e telelavoro) e di comunicazione interpersonale (ad esempio videotelefonia). Un esempio spettacolare di tali opportunità è dato dal sistema di servizi relais che traduce nei due sensi - tra testo scritto e voce e tra voce e testo scritto. I servizi relais hanno ampia diffusione negli Stati Uniti quale obbligo di servizio e consentono ai muti o alle persone con disturbi del linguaggio di comunicare con altri utenti. Nella prospettiva della regolamentazione si dovranno tenere il più possibile presenti i bisogni specifici delle persone con disabilità per quanto concerne l'erogazione del servizio universale.
  • Tra le sfide maggiori in questo ambito vi sono il costo dello sviluppo di software di accesso da usarsi sia da parte dei singoli che degli erogatori pubblici di informazioni nonché la natura e il formato delle informazioni erogate che spesso ha carattere discriminante contro le persone con problemi della vista o con difficoltà di apprendimento. È inoltre importante porre in atto approcci creativi e flessibili per quanto concerne lo sviluppo e l'erogazione di servizi TIC. La Commissione ha incaricato16 un gruppo ad-hoc interno di esaminare le prospettive per un'iniziativa speciale a livello europeo basata sull'esperienza accumulata in materia di applicazioni TIC a favore delle persone con disabilità. La Commissione ha proposto che l'imminente Quinto Programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico comprenda azioni volte all'integrazione sociale delle persone con disabilità.
    Obiettivo: Promuovere l'accesso e la piena integrazione delle persone con disabilità nella società dell'informazione
    Azioni fondamentali: La Commissione adotterà un'iniziativa volta a:
    promuovere l'ulteriore collaborazione tra l'industria, gli organismi di ricerca e i rappresentanti degli utenti, (in particolare il Forum europeo delle persone disabili) per sviluppare specifiche adattate a persone con disabilità, contribuire a fare in modo che i risultati della ricerca e dello sviluppo tecnologico si traducano in prodotti abbordabili e fornire consulenza e sostegno formativo per la loro utilizzazione;
    esaminare, nell'ambito del prossimo riesame del servizio universale, quali servizi dovrebbero essere inclusi nella definizione di servizi universali per rispondere ai bisogni delle persone con disabilità e indicare come ciò potrebbe evolversi nel tempo;
    continuare a promuovere progetti attinenti alle persone con disabilità nel contesto del Programma pluriennale sulla società dell'informazione;
    espandere la cooperazione in questo ambito avviata nel contesto dell'agenda transatlantica.


    II.5. Sostenere lo sviluppo di sistemi di assistenza sanitaria
  • L'uso delle TIC sta trasformando radicalmente le tecnologie dell'assistenza sanitaria e contribuisce a migliorare le possibilità diagnostiche e terapeutiche. Stanno rapidamente emergendo varie utilizzazioni nell'identificazione di malattie trasmissibili infrequenti, nel monitoraggio epidemiologico e nell'erogazione di consulenze mediche a pazienti che vivono in zone remote. Altri esempi della loro utilizzazione sono dati dall'erogazione di informazioni ai fini dell'autoterapia e delle cure a domicilio. Rimane tuttavia essenziale evitare il rischio di spersonalizzare il rapporto tra il paziente e l'operatore sanitario, come ha ribadito il GEAL.
  • Il crescente uso delle TIC può anche contribuire a far scendere i costi e a migliorare gli standard in materia di controllo di qualità. Ciò richiede il coinvolgimento degli operatori sanitari, il riesame delle abilità del personale sanitario e lo sviluppo di standard. Nell'ambito dell'assistenza sanitaria riveste particolare importanza la necessità di assicurare la tutela dei dati, soprattutto per quanto concerne i dati sanitari personali nonché di assicurare gli standard deontologici. Si dovranno considerare inoltre i problemi della responsabilità professionale e della responsabilità civile che ne consegue.
  • Il Quarto Programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico della Comunità dà sostegno a più di 100 progetti riguardanti applicazioni telematiche in campo sanitario che vanno dalle cooperazioni per via telematica tra operatori sanitari all'informazione dei cittadini, alla telediagnostica, alla teleconsultazione e alla medicina d'urgenza. La Commissione ha proposto che il Quinto Programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico dia priorità allo sviluppo di sistemi medici computerizzati e di reti sanitarie sicure e ad alta capacità. La Commissione sta inoltre esaminando attivamente le implicazioni, sul piano della salute, delle radiazioni radiomagnetiche provenienti dalle comunicazioni mobili. A queste attività si aggiungono gli studi di fattibilità legati ai progetti in merito alle applicazioni globali di assistenza sanitaria a livello di G716. La Commissione ha recentemente emesso una richiesta ai tre organismi europei di normalizzazione affinché essi elaborino e eseguano un programma di lavoro comune per definire standard al fine di accelerare lo sviluppo delle tecnologie TIC nel settore sanitario.
    Obiettivo: Fare opera di sensibilizzazione sulle potenzialità insite nelle TIC per migliorare i sistemi sanitari
    Azioni fondamentali: La Commissione:
    elaborerà una relazione per valutare le implicazioni sanitarie della società dell'informazione, comprendente una panoramica della ricerca e dello sviluppo tecnologico in tale ambito e dei mezzi per mettere in comune i risultati;
    valorizzerà e diffonderà i risultati delle ricerche in ambito sanitario intraprese nel contesto dei Programmi quadro di ricerca e sviluppo tecnologico della Comunità, segnatamente in ambiti quali le applicazioni telematiche e le implicazioni per la salute derivanti dalle comunicazioni mobili;
    userà le TIC per sviluppare una rete su scala comunitaria finalizzata 1) a condividere dati sanitari al fine di identificare le tendenze nell'incidenza delle malattie, di accertare gli effetti delle politiche sanitarie pubbliche e di scambiare informazioni sulle minacce alla sanità pubblica; 2) diffondere e sostenere programmi europei nel campo della sanità pubblica;
    rafforzerà la cooperazione internazionale per assicurare che i progetti pilota a livello di G-7 vengano adeguatamente portati avanti.
  • II.4. Technology for the benefit of people with disabilities

  • The Green Paper emphasised how ICT should be used to promote better a quality of life and equal opportunities for people with disabilities. The last decade has seen the development of both applications specific to the needs of people with disabilities and more general-purpose applications of particular relevance for these groups. These applications have provided new opportunities for access to remote services (e.g. telemedecine), for carrying out transactions from home (e.g. teleshopping), for new forms of participation (e.g. distance learning and teleworking) and for interpersonal communication (e.g. videotelephony). A spectacular example of this is the relay-services system which translates in both directions - text to voice and voice to text. Relay services have been widely implemented in the US as a service obligation and allow deaf people or people with a speech impairment to communicate with others. From a regulatory point of view, it is necessary to consider as much as possible the specific needs of disabled people with respect to universal service provision.
  • Particularly important challenges in this area are the cost of developing access software for use both by individuals and by public information providers and the nature and format of information provision which often discriminate against those with sight problems or learning difficulties. It is also important that creative and flexible approaches to ICT service provision and development be put into place. The Commission has mandated16 an internal ad-hoc group to examine the scope for a special initiative at European level, building on past experience of ICT applications in favour of people with disabilities. The Commission has proposed that the forthcoming 5th RTD Framework Programme include actions focused on the social integration of people with disabilities.
    Objective: Promote access and full integration of people with disabilities in the Information Society
    Key actions: The Commission will take an initiative to:
    promote collaboration between industry, research bodies and users' representatives (notably the European Disability Forum) to develop specifications adapted to people with disabilities and to contribute to the transformation of the results of RTD into affordable products, and to provide advisory and training support to assist their take-up;
    examine, in the forthcoming review of the universal service, what services should be included within the definition of universal services to meet the needs of people with disabilities and how this might evolve over time;
    continue to promote projects relating to people with disabilities in the context of the Multiannual programme on Information Society;
    build up the co-operation in this area being launched within the framework of the Transatlantic Agenda.


    II.5. Supporting the development of health care systems
  • The use of ICT is radically transforming health care technologies and is helping to improve diagnostic and therapeutic possibilities. Uses are rapidly emerging in the identification of scattered cases of communicable diseases, epidemiological monitoring, and the provision of medical expertise to patients living in remote areas. Other examples of its use are in providing more information for self-care and home-care. However, it remains essential to avoid the risks of depersonalising the relationship between the patient and the care-giver, as the HLGE has emphasised.
  • The increasing use of ICT can also contribute to a downward pressure on costs and to improve quality control standards. This requires the involvement of health care staff, the re-assessment of staff skills, and the development of standards. Of particular importance in the health care sector is the need to ensure that data protection is safeguarded especially as concerns health records and ethical standards. The issues of professional responsibility and the liability associated with it also need to be taken into account.
  • The Community 4th RTD Framework Programme is currently supporting more than 100 projects concerning healthcare telematic applications ranging from telematics assisted co-operative work for healthcare professionals and information for citizens to telediagnosis, teleconsultation and emergency medicine. The Commission has proposed that the 5th RTD Framework Programme will give priority to the development of computerised medical systems and secure high-capacity health networks. The Commission is also giving active consideration to the health implications of radiomagnetic radiation from mobile communications. These activities are supplemented by the feasibility studies connected to the G7 Global Healthcare Applications Projects 16. The Commission has recently issued a request to the three European standards bodies to elaborate and execute a common work programme for standards in order to accelerate the development of ICT technologies in the health sector.
    Objective: Promote awareness of the potential of ICT to improve health systems
    Key actions: The Commission will:
    draw up a report to assess the health implications of the Information Society, including a review of RTD in this area and means of pooling the results;
    exploit and disseminate the results of health-related research undertaken within the Community RTD Framework Programmes, notably in areas such as telematic applications and the health implications of mobile communications;
    use ICT to develop a Community-wide network for a) sharing health data aimed at identifying trends in the incidence of disease, assessing the effects of public health policies and exchange information on threats to public health; and b) disseminating and supporting European public health programmes;
    strengthen international co-operation to ensure that the G-7 pilot projects are given adequate continuation.
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  • III. Lavorare nella società dell'informazione
    III.1. Flessibilità e sicurezza: raggiungere il giusto equilibrio

  • La società dell'informazione produce profondi cambiamenti nell'organizzazione delle aziende. L'introduzione delle nuove tecnologie non determina però automaticamente un miglioramento sul piano dei risultati. È comprovato che un'efficace integrazione delle TIC richiede un approccio integrato che combini l'introduzione delle TIC e trasformazioni sul piano organizzativo oltre allo sviluppo delle risorse umane. Uno dei messaggi principali emananti dal Libro verde Priorità alla dimensione umana segnalava la necessità di condurre un dibattito informato sulla modernizzazione della vita lavorativa e in particolare sul modo per raggiungere un nuovo equilibrio tra flessibilità e sicurezza.
  • Il processo di consultazione ha fatto emergere la preoccupazione di lavoratori e sindacati che l'introduzione delle TIC e di nuove forme di organizzazione del lavoro possa tradursi in una maggiore insicurezza del posto di lavoro e in un abbassamento degli standard lavorativi e ha ribadito la necessità di assicurare che i diritti individuali siano rispettati e tutelati. Una preoccupazione particolare è stata espressa per quanto concerne determinati gruppi di lavoratori (ad esempio lavoratori scarsamente qualificati, telelavoratori e donne in generale). Alcuni hanno fatto presente che anche lavoratori altamente qualificati (ad esempio programmatori di computer) possono subire ripercussioni negative poiché le TIC consentono di affidare determinate mansioni all'esterno, anche in altre parti del mondo. Il processo di adattamento della mano d'opera alle esigenze e alle sollecitazioni della società dell'informazione deve essere accompagnato dal coinvolgimento dei lavoratori nella progettazione, nella selezione e nell'applicazione delle tecnologie e nel cambiamento organizzativo.
  • Il Libro verde della Commissione su Partnership per una nuova organizzazione del lavoro16 richiama l'attenzione sul modo in cui nuove forme di organizzazione del lavoro possono recare un importante contributo per rendere più competitiva l'economia. La Commissione ha inoltre recato un contributo alla riflessione sugli aspetti della vita lavorativa con la sua comunicazione Modernizzare e migliorare la protezione sociale nell'Unione europea. L'Obiettivo 4, l'iniziativa comunitaria ADAPT (compresa la sua componente accresciuta per quanto concerne la società dell'informazione denominata ADAPT-BIS) e il programma LEONARDO incoraggiano l'introduzione di nuove forme di organizzazione del lavoro patrocinando la formazione di lavoratori e manager, migliorandone le abilità tecniche, aiutando le PMI a introdurre nuove concezioni manageriali propizie all'innovazione e sviluppando strumenti atti ad anticipare i fabbisogni di abilità in modo da impostare adeguatamente le politiche di sviluppo delle risorse umane e migliorare le strutture e i sistemi di sostegno formativo. Il Primo piano d'azione per l'innovazione in Europa L'innovazione al servizio della crescita e dell'occupazione ha avviato una serie di azioni pilota transnazionali volte a individuare le migliori prassi in ambito gestionale e formativo nonché sistemi di formazione per la gestione dell'innovazione atti a incoraggiare nuove forme di organizzazione aziendale.
    Obiettivo: Promuovere la conoscenza e fare opera di sensibilizzazione su nuove forme di organizzazione del lavoro e sulla tutela dei diritti dei lavoratori
    Azioni fondamentali: La Commissione:
    presenterà nel primo semestre del 1998 proposte d'azione facenti seguito al dibattito sul Libro verde Partnership per una nuove organizzazione del lavoro,
    sorveglierà, in partnership con gli Stati membri, la programmazione del FSE in relazione a tutti gli obiettivi dei Fondi strutturali e delle iniziative comunitarie EMPLOYMENT e ADAPT per assicurare che l'aspetto "organizzazione del lavoro" vi sia pienamente inserito (mainstreaming) e terrà pienamente conto dei relativi risultati all'atto di redigere nuove proposte di revisione dei Fondi strutturali;
    svilupperà una rete europea - cui parteciperanno operatori specializzati in tale ambito, come il Gruppo Acteur17, e la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro - al fine di potenziare la R&S europea per quanto attiene agli aspetti organizzativi, identificare e scambiare esperienze di buona prassi, promuovere la cooperazione e sostenere i settori e le regioni che presentino ritardi in tali ambiti;
    proporrà di intraprendere, nell'ambito dei Programmi quadro di ricerca e sviluppo tecnologico e del Piano d'azione per l'innovazione, ricerche sui nuovi metodi di organizzazione del lavoro e di produzione.
  • III. Working in the Information Society
    III.1. Flexibility and Security: Getting the right balance

  • The Information Society is provoking profound changes in the organisation of firms. However, the introduction of new technology does not automatically lead to improved performance. There is evidence that the successful introduction of ICT requires an integrated approach, combining the introduction of ICT with organisational transformation and the development of human resources. One of the key messages of the Green Paper People First was the need to have a well-informed debate on the modernisation of working life, and in particular on how to achieve a new balance between flexibility and security.
  • The consultation process has shown that employees and trade unions are concerned that the introduction of ICT and new forms of work organisation might result in greater job insecurity and lower labour standards and stress the need to ensure that people's rights are respected and protected. Particular concern has been expressed for groups of workers (e.g. low-skilled workers, teleworkers and women generally). Some have pointed out that highly skilled workers (e.g. computer programmers) can also be affected as ICT enable outsourcing of tasks to other parts of the world. The process of adapting the workforce to the requirements and pressures of the Information Society has to be matched by the involvement of workers in designing, selecting, and applying technologies and organisational change.
  • The Commission's Green Paper on Partnership for a New Organisation of Work16 draws attention to how new forms of work organisation can make an important contribution to a more competitive economy. The Commission has further contributed to the rethinking of the institutions of working life through the Communication Modernising and Improving Social Protection in the European Union . Objective 4, the ADAPT Community Initiative (including its enhanced Information Society component ADAPT-BIS) and the LEONARDO programme support the introduction of new forms of work organisation by training workers and managers, upgrading their technical skills, helping SMEs to introduce new managerial concepts favouring innovation, developing tools for skills anticipation on which to base human resources development policies and improving the training support structures and systems. The Commission's First Action Plan for Innovation in Europe Innovation for Growth and Employment has launched a series of transnational pilot actions to explore best practice in management and training fields as well as training schemes for innovation management to encourage new forms of business organisation.
    Objective: Promote knowledge and raise awareness on new forms of work organisation and the protection of workers' rights
    Key actions: The Commission will:
    present in the first half of 1998, following the debate on Partnership for a New Organisation of Work Green Paper, proposals for action;
    monitor, in partnership with Member States, ESF programming across all structural funds objectives and the Community Initiatives EMPLOYMENT and ADAPT to ensure that work organisation is fully mainstreamed, and will take account of the results of this when drawing up proposals for the revision of the Structural Funds;
    develop a European network - involving specialist practitioners in this field, such as the Acteur Group17, and the European Foundation for the Improvement of Living and Working Conditions - with a view to strengthening European organisational R&D, identifying and exchanging good practice, promoting co-operation, and supporting lagging sectors and regions;
    propose to undertake, within the RTD Framework Programmes and the Innovation Action Plan, further research on new methods of work organisation and production.
  • III.2. Protezione dei dati dei lavoratori

  • L'uso delle TIC ha reso la memorizzazione, l'elaborazione e l'ottenimento di informazioni molto più facile che in passato. Ora, per ragioni di sicurezza o per misurare e migliorare la produttività è possibile una supervisione continua e la raccolta di dati riguardanti diversi aspetti delle attività dei lavoratori, anche senza che questi ne siano al corrente. Le TIC offrono però anche una potenzialità enorme di raccolta e di elaborazione dati sui comportamenti individuali dei lavoratori, sulle loro attività e caratteristiche, con serie implicazioni nel caso di un uso improprio dei dati.
  • In tutti gli Stati membri esistono ampi strumenti giuridici per tutelare gli individui e i loro diritti fondamentali in materia di elaborazione di dati personali. A livello comunitario la direttiva 95/46/CE armonizza tali norme al fine di rimuovere gli ostacoli alla libera circolazione delle informazioni personali assicurando nel contempo un elevato livello di protezione dei diritti fondamentali e in particolare del diritto alla riservatezza. Alcuni aspetti però come l'elaborazione di dati sulla salute dei lavoratori, il ruolo dei rappresentanti dei lavoratori o l'uso di dispositivi tecnici di monitoraggio potranno richiedere un ulteriore esame per accertare se emergano necessità specifiche di tutelare i lavoratori. Le vigenti normative nazionali comprendono ancora disposizioni alquanto frammentarie per quanto concerne l'elaborazione di dati dei lavoratori.
    Obiettivo: Proteggere la riservatezza dei dati dei lavoratori
    Azioni fondamentali: La Commissione:
    presenterà nel primo semestre del 1998 una comunicazione in cui analizzerà la situazione in merito alla protezione dei diritti e delle libertà dei lavoratori, in particolare il diritto alla riservatezza per quanto concerne l'elaborazione di dati e l'uso di dispositivi tecnici di monitoraggio.
    incoraggerà tecnologie atte ad accrescere la riservatezza nel contesto del Quinto Programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico.


    III.3. Creare un quadro adeguato per il telelavoro
  • Al di là dell'immagine popolare dei telelavoratori intesi quali persone che lavorano a casa e sono collegate al loro datore di lavoro grazie alle TIC, il telelavoro comporta anche altre forme quali ad esempio il telelavoro multisito, i telelavoratori free-lance, il telelavoro mobile e i centri di telelavoro. Il telelavoro offre un'ampia gamma di vantaggi potenziali per le singole persone, per le imprese e per la società. Tuttavia la diffusione del telelavoro permane al di sotto delle aspettative iniziali. Questo sembra contrastare con l'interesse apparentemente alto e crescente delle persone per il telelavoro18. Alcuni governi hanno introdotto sistemi pilota per sperimentare l'uso del telelavoro nelle amministrazioni pubbliche (ad esempio i Paesi Bassi, la Svezia e l'Italia).
  • Nel 1996 la Commissione ha intrapreso, in cooperazione con la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, una ricerca comparata sul diritto del lavoro, sulle norme in materia di sanità e sicurezza e di previdenza sociale e sulle prassi di contrattazione collettiva attinenti al telelavoro nei vari Stati membri. Non risulta esservi una definizione giuridica comune di telelavoro e non esiste quasi una legislazione specifica nel merito. Alcune forme di telelavoro sono soggette a norme a carattere generale, altre a regolamenti specifici che disciplinano il lavoro a domicilio o il lavoro autonomo. In diversi casi sono stati stipulati accordi collettivi mentre in altri casi accordi individuali, scritti o informali, trattano diverse questioni legate al telelavoro. Sia il GEAL che la Tribuna della società dell'informazione hanno raccomandato che gli Stati membri chiariscano lo status giuridico e fiscale delle varie forme di telelavoro e apportino un adattamento coerente al quadro sociale e giuridico. Il processo di consultazione ha evidenziato che c'è ancora molto da apprendere sull'impatto e sulle conseguenze del telelavoro
    Obiettivo: Migliorare le condizioni per lo sviluppo del telelavoro
    Azioni fondamentali: La Commissione:
    avvierà, nel primo semestre del 1998, consultazioni con le parti sociali per accertare se e in quale misura sia auspicabile un'azione comunitaria sulla protezione dei telelavoratori;
    continuerà a cooperare con la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro nello svolgimento di ricerche sulle condizioni di lavoro dei telelavoratori;
    proporrà di potenziare il ruolo della ricerca sulle tecnologie a sostegno del telelavoro e sul relativo impatto sociale e occupazionale nell'ambito del Quinto Programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico;
    continuerà a dare appoggio ad attività di sensibilizzazione sul telelavoro;
    studierà modi per promuovere il telelavoro all'interno della Commissione.
  • III.2. Protection of data on employees

  • ICT has made it easier to store, process and access information than ever before. Continuous supervision and collection of data concerning different aspects of the worker's activities, possibly without their knowledge, is feasible, whether for security reasons or for measuring and improving productivity. However, ICT also provide an enormous potential for collecting and processing data on worker's personal behaviour, activities and characteristics, with serious implications in case of inappropriate use of data.
  • In all Member States comprehensive laws aim to protect individuals and their fundamental rights with regard to the processing of personal data. At Community level Directive 95/46/EC harmonises such laws with the aim of removing obstacles to the free movement of personal information while ensuring a high level of protection of fundamental rights and in particular of the right to privacy. However, some issues, such as the processing of data on employees' health, the role of workers' representatives or the use of technical monitoring devices, may need to be further examined in order to assess specific needs of protection for employees. Current national laws provide for a rather fragmentary set of rules relating specifically to processing of employees' data.
    Objective: Protect the privacy of employee data
    Key actions: The Commission will:
    present in the first half of 1998 a Communication analysing the situation concerning the protection of the rights and freedoms of workers, in particular the right to privacy with regard to the processing of data and the use of technical monitoring devices;
    encourage privacy enhancing technologies in the context of the 5th RTD Framework Programme.


    III.3. Creating an adequate framework for telework
  • Beyond the popular image of teleworkers as people working at home linked through ICT to their employer, telework also embraces forms such as multisite-teleworking, free-lance teleworkers, mobile teleworking, and telework. Teleworking offers a wide range of potential advantages for individuals, businesses and society. However, the penetration of telework is still below the initial expectations. This contrasts with an apparently high and rising interest of people in telework18. Some Governments have introduced pilot schemes to experiment with the use of telework in public administration (e.g. The Netherlands, Sweden and Italy).
  • In 1996, the Commission undertook, in co-operation with the European Foundation for the Improvement of Living and Working Conditions, comparative research on the national labour law, health and safety and social security regulations and collective bargaining practices on telework. There appears to be no common legal definition of telework and there is almost no specific legislation. Some forms of telework are subject to general laws, others to specific regulations governing homework or the self-employed. In a few cases collective agreements have been concluded and in others, individual agreements, both written and informal, deal with a number of telework issues. Both the HLGE and the Information Society Forum have recommended that Member States clarify the legal and fiscal status of the various forms of teleworking and make a coherent adaptation of the social and legal framework. The consultation process revealed that there is still a need to learn more about the impact and consequences of telework
    Objective: To improve the conditions for the development of telework
    Key actions: The Commission will :
    initiate, in the first half of 1998, consultations with the Social Partners on whether and to what extent Community action on the protection of teleworkers is advisable;
    continue to co-operate with the European Foundation for the Improvement of Living and Working Conditions to undertake research on working conditions of teleworkers;
    propose to enhance the role of research on technologies supporting telework and the related social and employment implications in the 5th RTD Framework Programme;
    continue to support awareness raising activities on telework;
    study how telework can be promoted within the Commission.
  • III.4. Sostenere il dialogo sociale quale strumento del cambiamento

  • Il processo di consultazione, in linea con il Libro verde, ha fatto emergere un chiaro consenso sull'importanza di mantenere un dialogo sociale equo, partecipativo e produttivo in seno alla società dell'informazione. Sta di fatto però che nella società dell'informazione la natura del dialogo sociale viene fondamentalmente alterata per il fatto che le parti sociali non operano più all'interno dei tradizionali sistemi di contrattazione collettiva a causa dell'emergere di sistemi produttivi e di organizzazioni del lavoro flessibili, della globalizzazione dei mercati e della produzione e della convergenza di industrie tradizionalmente separate. Le attività di informazione, consultazione e negoziazione dovrebbero avvenire al livello in cui sono prese le decisioni in materia di politica industriale, ma anche ad altri livelli e in modi che tengano conto del crescente ricorso a nuove forme di organizzazione del lavoro. In questo contesto, la direttiva sul comitato aziendale europeo18 fissa un quadro per consultazioni a livello UE e la Commissione ha recentemente avviato una prima consultazione con le parti sociali al fine di istituire un quadro comunitario vincolante per quanto concerne la procedure di informazione e consultazione a livello nazionale che integrerà e renderà più coerente la legislazione comunitaria nel settore.
  • La comunicazione della Commissione sullo sviluppo del dialogo sociale19 ribadisce che l'occupazione, la flessibilità del lavoro e le condizioni di lavoro dovrebbero rientrare tra le priorità future del dialogo sociale. La Commissione incoraggerà le parti sociali a potenziare il ruolo del dialogo sociale europeo inteso quale tribuna per lo scambio di esperienze ai fini dell'attuazione di approcci integrati al cambiamento strutturale sul posto di lavoro basati sui principi del rinnovo organizzativo, dell'innovazione tecnologica, dello sviluppo delle risorse umane e della creazione di posti di lavoro. L'attuale ristrutturazione del settore delle telecomunicazioni - nel cui contesto il Comitato paritetico delle telecomunicazioni sta procedendo a un accordo quadro - costituisce un buon esempio della natura e del ritmo del cambiamento in corso e del modo in cui il dialogo sociale può contribuire ad appianare la strada.
  • Il GEAL ha raccomandato che gli strumenti delle TIC vengano resi disponibili alle parti sociali per migliorare la comunicazione, accrescere la partecipazione dei lavoratori e il loro coinvolgimento nel cambiamento. La Commissione sostiene già diversi progetti che promuovono l'uso delle applicazioni telematiche tra le parti sociali20 nonché azioni di sensibilizzazione e di formazione all'uso e agli effetti delle TIC. La Tribuna della società dell'informazione ha anche essa avviato un processo di coinvolgimento delle parti sociali nelle sue discussioni sul futuro della società dell'informazione in Europa e sulle priorità da definirsi.
    Obiettivo: Potenziare il ruolo del dialogo sociale al fine di agevolare il cambiamento strutturale.
    Azioni fondamentali: La Commissione:
    incoraggerà le parti sociali ad accrescere il ruolo del dialogo sociale europeo quale tribuna per lo scambio di esperienze a favore dell'attuazione di approcci integrati al cambiamento strutturale e sugli effetti della globalizzazione;
    sorveglierà il processo di trasformazione degli ex monopoli delle telecomunicazioni quale base per guidare l'applicazione di detti approcci integrati;
    promuoverà iniziative atte a valorizzare le potenzialità delle applicazioni TIC a favore del dialogo sociale e della collaborazione tra le parti sociali onde sviluppare azioni di sensibilizzazione e di formazione per quanto concerne la dimensione sociale della società dell'informazione.


    III.5. Sanità e sicurezza sul lavoro
  • Esiste ora un corpus consistente di legislazione comunitaria in materia di sanità e sicurezza sul lavoro. Diverse direttive si applicano, tra l'altro, alle TIC e la direttiva sui videoterminali ha carattere specifico in tale ambito. Di particolare importanza è la direttiva quadro 89/391/CEE che impone diversi obblighi ai datori di lavoro e ai lavoratori. Per ottemperare a tali obblighi i datori di lavoro devono aver accesso alle informazioni più aggiornate disponibili. In tale contesto l'Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro di Bilbao promuoverà l'accesso, tramite Internet, con "punti focali" negli Stati membri e presso organizzazioni internazionali, ad un'ampia gamma di informazioni pertinenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
  • Le TIC possono contribuire a una corretta attuazione della legislazione comunitaria in materia di sanità e sicurezza e nella raccolta e valutazione strategica dei dati sulla salute e la sicurezza. Tuttavia, l'accesso alle informazioni tramite le TIC non è di per sé sufficiente, ragion per cui potrebbe essere di notevole utilità per raggiungere detti obiettivi lo sviluppo di software adeguati e di applicazioni multimediali interattive. La conferenza di Bruxelles del 1996 sull'uso delle TIC nel campo della salute e della sicurezza sul lavoro ha identificato due importanti sfide nella commercializzazione di prodotti multimediali e nell'incoraggiamento della ricerca su standard per quanto concerne il loro contenuto di informazione.
  • Attualmente si stima che le TIC siano usate dal 38 % della forza lavoro e tale percentuale appare destinata a crescere. Ciò andrà a favore di un posto di lavoro più efficiente, più interessante e più sicuro. Rimangono però gli effetti negativi delle TIC come ad esempio l'aumento dello stress e carenze ergonomiche che portano a patologie muscoloscheletriche. A queste tematiche la Commissione ha già conferito il carattere di priorità d'azione.
    Obiettivo: Valorizzare le potenzialità delle TIC per promuovere standard più elevati di salute e sicurezza sul lavoro
    Azioni fondamentali: La Commissione:
    svilupperà, di concerto con l'Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro una rete telematica destinata a collegare l'Agenzia con punti focali in ciascuno Stato membro al fine di consentire l'accesso ad un'ampia gamma di informazioni sulla salute a la sicurezza sul lavoro;
    esaminerà il modo per migliorare la raccolta e l'elaborazione di dati in materia di salute e sicurezza e il loro uso e formulerà proposte appropriate;
    esaminerà il modo per stimolare la commercializzazione di prodotti multimediali sulla salute e la sicurezza sul lavoro.
  • III.4. Supporting Social Dialogue as an instrument for change

  • The consultation process, in line with the Green Paper, has shown a clear consensus about the importance of maintaining fair, participative and productive social dialogue in the Information Society. However, the nature of social dialogue is being fundamentally altered in the Information Society. Increasingly, the social partners no longer operate within traditional collective bargaining systems due to the emergence of flexible production systems, the globalisation of markets and production and the convergence of traditionally separated industries. Information, consultation and negotiation should be at the level at which industrial policy decisions are taken, but also at levels and in ways that take into account the increasingly used new forms of work organisation. In this context, the European Works Council Directive18 sets a framework for EU level consultation, and the Commission has recently launched a first stage consultation with the social partners with a view to establishing a legally binding Community framework on information and consultation procedures at national level which will complete and make more coherent the Community legislation in this field.
  • The Commission's Communication on the development of the social dialogue19 emphasised that employment, flexibility at work and working conditions should be among the future priorities of the social dialogue. The Commission will encourage the social partners to enhance the role of European social dialogue as a forum for exchange of experience favouring the implementation of integrated approaches to structural change in the workplace based on principles of organisational innovation, technological innovation, human resources development, and employment creation. The current re-structuring of the telecommunications sector - where the Joint Committee on Telecommunications is working toward a framework agreement - provides a good example of the nature and pace of the changes underway and how the social dialogue can help smooth the process.
  • The HLGE has recommended that ICT facilities should be made available to Social Partners to improve communication processes, enhancing employee participation and involvement in change. The Commission is already supporting several projects promoting the use of telematic applications by the Social Partners20 as well as awareness and training actions in the use and effects of ICT. The Information Society Forum has started also a process of involving Social Partners in their discussions on the future of Information Society in Europe and on the priorities to be set.
    Objective: To enhance the role of social dialogue to facilitate structural change.
    Key actions: The Commission will :
    encourage the Social Partners to enhance the role of European Social Dialogue as a forum for exchange of experience on the implementation of integrated approaches to structural change and on the effects of globalisation;
    monitor the transformation process of former telecommunication monopolies as a basis for piloting the application of such integrated approaches;
    promote initiatives to harness the potential of ICT applications in favour of social dialogue and collaboration amongst the Social Partners to develop awareness and training actions regarding the social dimension of the Information Society.


    III.5. Health and Safety at Work
  • There is now a considerable body of Community legislation on health and safety at work. Several directives apply, inter alia, to ICT, and the directive on visual display screen equipment is specific to this field. Of particular importance is the framework Directive 89/391/EEC which places a number of obligations on both employers and workers. In order to fulfil these obligations, employers must have access to the most up-to-date information available. In this context the European Agency for Safety and Health at Work in Bilbao will promote access, through its Internet network with "focal points" in Member States and international organisations, to a wide range of relevant information on health and safety at work.
  • ICT can assist the correct implementation of Community health and safety legislation and the collection and policy evaluation of health and safety data. However, access to information through ICT is not sufficient in itself and the development of appropriate software and interactive multimedia applications could be of considerable help in the pursuit of these aims. The 1996 Brussels Conference on the use of ICT on health and safety at work identified the marketing of multimedia products and the stimulation of research on standards for their information content as two major challenges.
  • The current estimated use of ICT by 38% of all workers will continue to grow. This increased use will promote a more efficient, more challenging and safer workplace. Nonetheless, there are adverse impacts of ICT, such as growing stress, and poor ergonomics leading to musculo-skeletal disorders. These issues have already been identified by the Commission as priorities for action.
    Objective: Exploiting the potential of ICT to promote higher standards of occupational health and safety
    Key action: The Commission will :
    develop, together with the European Agency for Safety and Health at Work, a telematic network linking the Agency with focal points in each Member State to allow access to a wide-range of information on occupational health and safety;
    examine how the collection and processing of health and safety data and their use can be improved, and make appropriate proposals;
    examine how to stimulate the marketing of multimedia products on health and safety at work.
  • IV. Tradurre le opportunità in posti di lavoro

    IV.1. Comprendere i cambiamenti che interessano l'occupazione e la produzione

  • La creazione di posti di lavoro per ridurre la disoccupazione e innalzare il tasso di occupazione costituisce una delle esigenze più pressanti per l'UE. Una strategia integrata per la crescita e l'occupazione è stata sviluppata a livello UE a partire dal Consiglio europeo di Essen del 1994. Tale processo ha ricevuto un forte impulso politico al vertice di Amsterdam in occasione del quale è stato introdotto un capitolo "occupazione" nel Trattato. La strategia per l'occupazione si basa su politiche volte a promuovere un contesto macroeconomico sostenibile contrassegnato da una crescita non inflazionistica nonché politiche strutturali atte a rafforzare la competitività. Essa attribuisce priorità all'occupabilità delle persone.
  • Le diverse sfaccettature della società dell'informazione sono strettamente interrelate con questa strategia occupazionale. L'introduzione delle TIC unitamente a cambiamenti sul piano organizzativo, nel contesto di un'economia globalizzata, sono forze trainanti che determinano miglioramenti della produttività e quindi aumenti sul piano dei profitti e dei salari reali, il che costituisce la base per un'ulteriore espansione della domanda e dell'occupazione. A sua volta l'occupazione è interessata da questa dinamica a seguito dell'evolversi della domanda di abilità maggiori e più ampie e del calo della domanda di lavoratori non qualificati. Quanto più efficace sarà la trasformazione dei profitti in nuovi investimenti e il passaggio dalle vecchie alle nuove abilità tanto maggiore sarà la crescita occupazionale e più rapida la riduzione della disoccupazione. Un problema strutturale di fondo in Europa è dato dalla lentezza dell'adattamento delle abilità e qualifiche alle nuove strutture economiche (il mercato del lavoro a due velocità), e questo può spiegare la lentezza della crescita economica. Questo è il motivo per cui la strategia europea per l'occupazione ribadisce sempre di più il concetto di occupabilità quale fattore chiave per migliorare il funzionamento dei mercati del lavoro e la creazione di posti di lavoro.
  • Dalle consultazioni è emerso come in Europa vi sia una forte domanda perché si effettui una chiara analisi del modo in cui la transizione verso la società dell'informazione si ripercuoterà sui mercati del lavoro. Se si vuole promuovere una gestione più efficace del processo di trasformazione dei posti di lavoro bisogna identificare in modo chiaro le diverse tendenze nell'ambito della crescita occupazionale complessiva come anche i modelli di declino tra regioni (in particolare regioni periferiche), settori e gruppi occupazionali.
  • La struttura settoriale dell'occupazione in Europa è mutata radicalmente e ora ai servizi è da ascriversi circa il 65 % dell'occupazione complessiva in Europa mentre solo vent'anni fa essi impiegavano meno del 50 % della forza lavoro. Il GEAL ha richiamato l'attenzione sulla sfida che questa "dematerializzazione" dell'economia comporta per i nostri sistemi statistici e quadri concettuali. Il GEAL ha inoltre affermato che il passaggio dalle attività manifatturiere a quelle dei servizi solleva "questioni fondamentali sui luoghi in cui si crea valore e su come esso possa essere ricavato nonché da chi e come esso è distribuito". Il Gruppo ha richiamato l'attenzione della Commissione su "la necessità di adattare i sistemi di tassazione alla mutata struttura economica della società dell'informazione". Sebbene la Commissione non ritenga la "tassa per bit" proposta dal Gruppo necessaria o appropriata18, ritiene tuttavia che le ripercussioni della società dell'informazione sull'efficacia di diverse forme di tassazione vadano attentamente esaminate come raccomandato dal Parlamento europeo. Un altro aspetto degno di considerazione è l'impatto ambientale della società dell'informazione.
    Obiettivo: Migliorare la conoscenza degli effetti che la società dell'informazione ha sull'occupazione
    Azioni fondamentali: La Commissione:
    nell'ambito della Relazione annuale sull'occupazione effettuerà un monitoraggio regolare delle tendenze e dei cambiamenti nella struttura occupazionale;
    proporrà di proseguire, nel contesto del Quinto Programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico, le ricerche sulla dematerializzazione dell'economia e sul rapporto tra cambiamento tecnologico, occupazione, abilità e competitività economica;
    continuerà, tramite Eurostat e ESIS, gli sforzi per migliorare il quadro statistico e gli strumenti necessari per comprendere e sorvegliare gli sviluppi della società dell'informazione in particolare quelli relativi alle tendenze dell'occupazione;
    analizzerà, per il tramite del Gruppo sulla politica fiscale, l'impatto che la società dell'informazione ha sulla tassazione;
    valuterà gli studi e le ricerche disponibili sull'impatto ambientale della società dell'informazione e intraprenderà, se del caso, ricerche ulteriori.
  • IV. Turning the opportunities into Jobs

    IV.1. Understanding the changes in employment and production

  • The creation of jobs in order to reduce unemployment and increase the employment rate is one of the most pressing needs for the EU. An integrated strategy for growth and employment has been developed at EU level since the 1994 Essen European Council. This process was given a strong political impetus at the Amsterdam Summit, where an employment chapter was introduced in the Treaty. The employment strategy is based on policies promoting a sustainable, non-inflationary growth, macroeconomic environment and structural policies strengthening competitiveness. It gives a priority to the employability of people.
  • The various facets of the Information Society are strongly interlinked with this employment strategy. The introduction of ICT together with organisational changes, in the context of a globalised economy, are driving forces for productivity gains and thereby for higher profits and real wages, which form the basis for further new demand and new employment. Employment is also affected through the changes in demand for more and broader skills and for fewer unskilled people. The more effective the transformation of profits into new investment and from old skills to new skills, the stronger the employment growth and the quicker the reduction of unemployment. A fundamental structural problem in Europe is the slow adjustment of skills to new economic structures (the two-speed labour market), which can explain the slow economic growth. This is why the European employment strategy increasingly emphasises employability as one key element to improve the adjustments of labour markets and the creation of employment.
  • The consultation has revealed that there is a firm demand in Europe for establishing clearer analysis on how the transition towards the Information Society will impact on labour markets. The diverse trends in overall employment growth and decline patterns between regions (especially peripheral), sectors, and occupational groups need to be clearly identified to support a more effective management of the job transformation process.
  • The sectoral structure of employment in Europe has changed radically and services account nowadays for about 65% of total employment in Europe whereas only twenty years ago it accounted for less than 50%. The HLGE has drawn attention to the challenge that this "dematerialisation" of the economy is placing on our conceptual frameworks and statistical systems. The HLGE has also said that the shift from manufacturing towards service activities raises "fundamental issues about where value is being created and how it can be extracted, as well as by whom and how is distributed", and has drawn the attention of the Commission to "the need to adapt taxation to the changing economic structure of the Information Society". While the Commission does not consider the "bit tax" proposed by the Group to be necessary or appropriate18, nonetheless it considers that the repercussions of the Information Society on the efficiency of different forms of taxation need to be carefully examined, as recommended by the European Parliament. Another aspect that deserves consideration is the environmental impact of the Information Society.
    Objective: Improve knowledge of the employment effects of the Information Society
    Key action: The Commission will:
    undertake regular monitoring in the Annual Report on Employment of trends and changes in the employment structure;
    propose to pursue in the 5th RTD Framework Programme research on the dematerialisation of the economy and the relationships between technological change, employment, skills and economic competitiveness;
    continue, through Eurostat and ESIS, the efforts to improve the statistical framework and tools necessary to understand and monitor the development of the Information Society, particularly related to employment trends;
    analyse, through the Taxation Policy Group, the impact of the Information Society on taxation;
    assess available research and studies on the environmental impact of the Information Society and undertake, if necessary, further research,.
  • IV.2. Valorizzare le potenzialità di creazione di nuovi posti di lavoro

  • Un elemento chiave della strategia europea per la transizione verso la società dell'informazione è dato dal processo di liberalizzazione dei mercati delle telecomunicazioni. Diversi studi e relazioni18 dimostrano come gli effetti complessivi della liberalizzazione delle telecomunicazioni in termini di posti di lavoro dipenderanno dal ritmo di tale processo e dalla velocità di diffusione delle tecnologie. Tanto più rapidi saranno questi processi tanto migliori saranno le possibilità che si realizzino risultati favorevoli in termini di creazione netta di posti di lavoro. Occorre predisporre gli adeguati quadri normativi sul mercato per facilitare l'emergere di questi nuovi posti di lavoro. Occorre inoltre una conoscenza migliore e più chiara dei meccanismi di creazione di aziende e di posti di lavoro legati alla società dell'informazione, in particolare quelli attinenti a Internet e al commercio elettronico. L'Iniziativa europea in materia di commercio elettronico di recente adozione intende promuovere un'ampia diffusione del commercio elettronico al fine di creare aziende e opportunità occupazionali. Ad esempio il settore turistico (settore in cui ci si può attendere una crescita dell'occupazione) può beneficiare considerevolmente delle opportunità offerte dal commercio elettronico.
  • Il ramo del software e quello dei servizi informatici hanno occupato le posizioni di punta per quanto concerne la creazione di posti di lavoro in Europa. Gran parte dei nuovi posti di lavoro sono stati creati in PMI19. Le attività di programmazione e quelle a contenuto multimediale dovrebbero essere le grandi beneficiarie dell'espansione di Internet in Europa. Se si vuole però che questi posti di lavoro rimangano in Europa occorre, tra l'altro, superare le carenze di manodopera qualificata nell'industria delle TIC oltre a provvedere all'aggiornamento di abilità che diventano rapidamente obsolete. La comunicazione La competitività delle industrie europee del settore "Tecnologia dell'informazione e delle comunicazioni" ha proposto tra l'altro la realizzazione di un sistema di "standard di abilità" per realizzare l'obiettivo di migliorare la base di qualifiche delle industrie europee delle TIC. Si dovranno migliorare le condizioni atte a favorire lo sviluppo di PMI ad alta intensità di crescita nel contesto delle industrie TIC e si dovrà in particolare agevolare l'accesso delle PMI al capitale di rischio e al capitale di avviamento.
  • Il problema fondamentale non consiste soltanto nella creazione di industrie TIC globalmente competitive ma anche nel modo in cui le nuove tecnologie potrebbero contribuire a sviluppare imprese in tutti gli altri settori, non ultime le PMI. Per rimanere competitive le PMI dipendono in misura crescente dalla loro capacità di assorbire e usare le nuove tecnologie, di far parte di catene di fornitura complesse, di avere accesso a nuove conoscenze e di partecipare alle reti appropriate. I problemi che le PMI si trovano ad affrontare al momento di introdurre le TIC e di accedere all'infrastruttura delle telecomunicazioni variano a seconda del livello di consapevolezza e della disponibilità di competenze interne e di un'infrastruttura locale. Appare inoltre comprovato che le PMI presentano in generale un più basso grado di appropriazione delle nuove tecnologie e incontrano difficoltà a reclutare personale qualificato. Un'indagine20 condotta su 500 PMI europee in rapida espansione ha evidenziato come un terzo di esse avevano nel 1994 posti vacanti difficili da occupare; più del 50 % avevano trovato difficoltà ad assumere personale qualificato nel triennio precedente. Le imprese segnalavano che le principali difficoltà erano legate all'indisponibilità di lavoratori e tecnici qualificati. La Commissione prepara vari progetti pilota e azioni per sensibilizzare le PMI e formare gli amministratori delle PMI sulle potenzialità del commercio elettronico.
  • Le amministrazioni regionali e locali sono chiamate a svolgere un ruolo fondamentale a sostegno delle PMI per aiutarle ad espandere le loro potenzialità sia a livello dei quadri che della manodopera ed ad avvantaggiarsi delle opportunità offerte loro dalla società dell'informazione. L'Iniziativa regionale per la società dell'informazione (RISI), l'Obiettivo 4, ADAPT-BIS, LEADER e LEONARDO sono alcune delle iniziative volte ad aiutare le PMI a sviluppare le risorse umane necessarie. I Patti territoriali dell'occupazione, che condividono con l'iniziativa RISI una metodologia comune basata su un approccio dal basso verso l'alto, dovrebbero essere uno strumento chiave per gestire il processo di cambiamento a livello locale e per cogliere le opportunità offerte dalla società dell'informazione, ad esempio tramite lo sviluppo di centri di risorse conoscitive e del commercio elettronico.
    Obiettivo: Supportare il processo di cambiamento e sviluppare la base di risorse umane e le capacità di adattamento delle PMI
    Azioni fondamentali: La Commissione:
    continuerà a sostenere, tramite il mainstreaming delle tematiche della società dell'informazione nei diversi obiettivi dei Fondi strutturali, lo sviluppo di strategie locali e regionali finalizzate alla società dell'informazione, e assicurerà che gli aspetti legati alle risorse umane (soprattutto nell'ambito delle PMI) siano adeguatamente presi in carico;
    continuerà, nel contesto dei progetti pilota RISI, la collaborazione con le regioni interessate per valorizzare e diffondere i risultati alle autorità locali e regionali;
    sollecita le regioni e le città ad assicurare che i Patti territoriali dell'occupazione contengano una dimensione "società dell'informazione", ad esempio per massimizzare le potenzialità del commercio elettronico.

  • L'economia sociale18, è una forza attiva che consolida la solidarietà sociale. Le nuove tecnologie possono contribuire in modo sostanziale alla sostenibilità dell'economia sociale aiutandola ad adottare strutture flessibili e soluzioni organizzative innovatrici nonché sostenendo la comunicazione e lo sviluppo di abilità. Come è emerso dalle consultazioni, le organizzazioni senza fini di lucro svolgono un ruolo importante nel far familiarizzare i gruppi sociali svantaggiati con le TIC. I Fondi strutturali, tramite il finanziamento di diverse iniziative locali per l'occupazione, svolgono un ruolo importante a sostegno di tali attività. Nonostante il fatto che esse si concentrino sulla dimensione locale, queste esperienze offrono insegnamenti che meritano di essere diffusi a livello nazionale ed europeo.
    Obiettivo: Valorizzare le potenzialità occupazionali dell'economia sociale
    Azioni fondamentali: La Commissione:
    inserirà nell'imminente invito 1997 a presentare proposte in merito a Il terzo sistema e l'occupazione19 una misura specifica mirante alla promozione dell'uso delle TIC da parte degli operatori del terzo settore ;
    svilupperà un sito web per lo scambio di informazioni e esperienze nel merito.
  • IV.2. Exploiting the potential for new jobs

  • A key element in the European strategy for transition to the Information Society is the process of liberalisation of telecommunication markets. Different studies and reports18 have concluded that the overall effects of the telecoms liberalisation in terms of jobs will depend on the pace of that process and on the speed of diffusion of the technologies. The quicker those processes, the better the chances of a favourable outcome in terms of net job creation. The right regulatory market frameworks have to be set up to facilitate the emergence of new jobs. Better and clearer knowledge is also needed on the mechanisms of company and job creation associated with the Information Society, in particular those related to the Internet and to electronic commerce. The recently adopted European Initiative in Electronic Commerce is attempting to promote a widespread adoption of electronic commerce to create business and employment opportunities. For instance, the tourism industry (one area where employment growth can be expected) can significantly benefit from the opportunities offered by electronic commerce.
  • Software and computer services have occupied the top positions for employment creation in Europe. Most of these new jobs are created in SMEs 19. Programming and multimedia content jobs are expected to be the great beneficiaries of the Internet explosion in Europe. But if those jobs are to stay in Europe it is necessary, among other things, to overcome the shortage of skilled labour in ICT industry, as well as the renewal of skills that become quickly obsolete. The Communication Competitiveness of the European Information and Communication Technology Industries, has proposed, among others, the implementation of a "skills standard" scheme to fulfil the objective of upgrading the skills base of European ICT industries. The conditions favouring the development of high growth SMEs in the ICT industries have to be improved, and in particular the access of SMEs to venture and seed capital.
  • The key issue is not just the creation of globally competitive ICT industries but also how the new technologies might help develop enterprises in all other branches, not least SMEs. To remain competitive SMEs increasingly depend on their capacity to absorb and use new technologies, to participate in complex supply chains, to have access to new knowledge, and to participate in the appropriate networks. The problems SMEs face in integrating ICT and in accessing telecommunications infrastructure vary, depending on the level of awareness and the availability of internal competences and local infrastructure. There is also evidence that SMEs have in general a lower take up of new technologies and have difficulties in recruiting skilled people. A survey20 of 500 fast growing European SMEs found that one third of them had had vacancies in 1994 that were hard to fill; more than 50 % had experienced difficulties in recruiting qualified staff during the previous three years. Firms reported that major difficulties related to the availability of skilled workers and technicians. The Commission is preparing various actions and pilot projects to raise SME's awareness and provide training to SME's managers on the potential of electronic commerce.
  • Regional and local governments have a key role in supporting SMEs to build their capacities, both at management and workforce levels, and to help them grasp the opportunities offered by the Information Society. The Regional Information Society Initiative (RISI), Objective 4, ADAPT-BIS, LEADER and LEONARDO are amongst the initiatives contributing to help SMEs build the human resources that are necessary. The Territorial Pacts of Employment, which share with RISI a common methodology based on a bottom-up approach should be a key instrument to manage the process of change at local level and to grasp the opportunities offered by the Information Society, for example through the development of knowledge resource centres and electronic commerce.
    Objective: Underpin the process of change, and develop the human resources base and the adaptation capacities of SMEs
    Key action: The Commission :
    will continue to support, through the mainstreaming process of the Information Society in the different Structural Funds objectives, the development of local and regional strategies towards the Information Society, and will ensure that the human resources aspects (especially within SMEs) are properly incorporated;
    will continue, in the context of the RISI pilot projects, to collaborate with the regions concerned to exploit and disseminate the results to local and regional authorities;
    urges regions and cities to ensure that the Territorial Pacts of Employment incorporate an Information Society dimension, for example to maximise the potential of electronic commerce.

  • The social economy18 is a driving force in forging social solidarity. The new technologies can contribute substantially to the sustainability of the social economy, by helping them to adopt flexible structures and innovative organisational solutions and supporting communication and skills development. As the consultation process revealed, non-profit organisations play a substantial role in familiarising less favoured social groups with ICT. The Structural Funds, through the funding of many local employment initiatives, play an important role in support of such activities. Despite their local focus, these experiences offer lessons that deserve to be disseminated at national and European levels.
    Objective: Exploit the employment potential of the Social Economy
    Key action: The Commission will :
    include within the forthcoming 1997 call for proposals concerning The Third System and Employment19 a specific measure aiming at the promotion of the use of ICT by the operators of the third sector;
    develop a web-site for the exchange of information and experience in this field.
  • IV.3. Abilità per vivere e lavorare

  • La ristrutturazione continua dell'economia e l'introduzione di nuove tecnologie combinate con il lento adattamento dei sistemi di istruzione e formazione possono spiegare le carenze di qualifiche che si riscontrano nelle economie europee. Da un'indagine recente20 condotta dalla Commissione emerge come il 52 % delle persone in cerca di lavoro siano prive di una formazione professionale (rispetto al 28 % delle persone che hanno un'occupazione). Inoltre solo ad una piccolissima minoranza dei disoccupati in cerca di lavoro viene offerta l'opportunità di riqualificarsi o di migliorare le loro abilità in modo da soddisfare la nuova domanda. A meno del 10 % dei disoccupati è stata data l'opportunità di reinserirsi grazie ad azioni di istruzione e formazione. Dal lato delle imprese le carenze di qualifiche, come si è visto nella sezione IV.2, ostacolano la crescita delle PMI.
  • La carenza di qualifiche costituisce un grave problema strutturale che si fa sempre più avvertire. L'identificazione delle situazioni di inadeguatezza delle qualifiche richiede un monitoraggio continuativo. È anche essenziale sviluppare la capacità di anticipo delle imprese grazie alla quale esse possono cogliere le tendenze generali del cambiamento, le nuove strutture di abilità e le nuove opportunità occupazionali. L'Obiettivo 4 del Fondo sociale europeo unitamente alla correlata iniziativa comunitaria ADAPT forniscono un sostegno significativo per migliorare la gestione delle risorse umane anticipando i cambiamenti indotti dalla società dell'informazione, in particolare rafforzando l'investimento nel capitale umano, segnatamente i lavoratori a bassa qualifica particolarmente esposti al rischio di perdere il posto di lavoro.
    Obiettivo: Creare una "cultura dell'anticipo" del cambiamento quale base per una strategia lungimirante di investimento nelle risorse umane.
    Azioni fondamentali: La Commissione e gli Stati membri nell'attuale periodo di programmazione fino al 1999
    a) si concentreranno sulle attività in corso nell'ambito dell'Obiettivo 4 e di ADAPT dando la priorità a:
    azioni rivolte alle persone a bassa qualifica con particolare rilievo all'acquisizione di abilità TIC;
    strumenti e meccanismi di anticipo (ad esempio osservatori locali e settoriali);
    supporto consultivo per strategie d'anticipo in seno alle imprese;
    il ruolo delle parti sociali nell'anticipo del cambiamento industriale e
    un'importante conferenza da tenersi nel 1998 su Anticipo, occupazione e abilità.

    b) in linea con la comunicazione La coesione e la società dell'informazione, esamineranno l'intera programmazione dell'FSE per assicurare che in essa sia sempre tenuta presente la dimensione "società dell'informazione" con particolare attenzione per i seguenti aspetti:
    l'integrazione delle persone particolarmente svantaggiate sul mercato del lavoro e
    il miglioramento delle formazione delle donne nelle abilità TIC e il miglioramento delle strutture di sostegno per il telelavoratori.

    La Commissione, nell'ambito delle proposte per l'Agenda 2000, manterrà un forte impegno a migliorare i sistemi di sviluppo delle risorse umane in modo da anticipare il cambiamento socioeconomico, mantenere l'occupabilità e valorizzare le potenzialità occupazionali della società dell'informazione.

  • Il Libro verde ha delineato i cambiamenti radicali nell'istruzione e nella formazione che saranno necessari per far sì che le persone possano tenersi al passo con i cambiamenti introdotti dal rapido sviluppo della tecnica20. Esso ha inoltre invocato lo sviluppo di una nuova architettura dell'istruzione e della formazione lungo tutto l'arco della vita. Le TIC offrono enormi opportunità per migliorare l'accesso alla formazione e la sua qualità grazie ad approcci pedagogici innovativi e concepiti su misura per le varie utenze. Permangono tuttavia preoccupazioni quanto agli standard qualitativi, ai possibili effetti a lungo termine dell'apprendimento in nuovi contesti "virtuali" e alla salvaguardia delle funzioni di sviluppo socioculturale insite nell'educazione. Sono anche oggetto di dibattito gli aspetti economici delle nuove strategie su base tecnologica come anche le condizioni di mercato e le politiche necessarie per assicurare una forte presenza europea nell'ambito della formazione multimediale. A tale proposito il GEAL ha proposto la creazione di un'Agenzia e rete europea dell'apprendimento (Europea Learning Agency and Network - ELAN) quale tribuna per condividere strategie ed esperienze nei campi delle applicazioni di punta, degli standard e della garanzia di qualità, dei diritti di proprietà intellettuale, della formazione e della R&S.
    Obiettivo: Promuovere la qualità e l'accesso alle opportunità di apprendimento valorizzando appieno le potenzialità nei nuovi strumenti fondati sulle TIC
    Azioni fondamentali: La comunicazione della Commissione Apprendere nella società dell'informazione - e l'imminente Apprendimento in tutto l'arco della vita e società dell'informazione - fornirà un quadro per le strategie di istruzione e formazione nell'ambito della società dell'informazione riservando attenzione a campi quali le reti interscuola, lo sviluppo di software multimediale, la formazione e i sussidi per gli insegnanti nonché i meccanismi per lo scambio di informazioni e la messa in comune di esperienze.

    La Commissione:
    esaminerà la proposta del GEAL concernente un'agenzia e rete europea per l'apprendimento;
    riesaminerà e intensificherà le proprie azioni di creazione di reti per lo sviluppo di sistemi di apprendimento aperto e a distanza (AAD) per accrescere l'occupabilità e facilitare l'accesso alla formazione, soprattutto all'indirizzo delle PMI, dei lavoratori poco qualificati e dei disoccupati di lungo periodo. La disponibilità di formatori qualificati per i contesti AAD dovrebbe costituire una priorità;
    promuoverà l'uso delle TIC per migliorare l'accessibilità della formazione linguistica, ad esempio incoraggiando, in cooperazione con istituzioni e sistemi operanti negli Stati membri, strutture di apprendimento aperto basate su Internet;
    esaminerà il modo in cui il ruolo delle Università della terza età possa essere sviluppato e promuoverà la loro interconnessione in rete a livello europeo.
  • IV.3. Skills for living and working

  • The continuous restructuring of the economy and the introduction of new technologies combined with the slow adaptation of education and training can explain the skills gap in European economies. A recent survey20 conducted by the Commission reported that 52 per cent of job seekers have no vocational training (as compared with 28 per cent of those with jobs). Furthermore, only a very small minority of unemployed job seekers are offered opportunities for retraining or upgrading of their skills to meet new demands. Less than 10 per cent of the unemployed were given a new start through education and training. On the business side, Section IV.2 has shown how skills shortages raise obstacles to SMEs growth.
  • The skills gap is a serious and a growing structural problem. The identification of skills mismatches requires a continuous monitoring process. It is also vital to develop the capacity for anticipation in enterprises which helps understand overall change, new skill structures and new opportunities for employment. Objective 4 of the European Social Fund, together with the related Community Initiative ADAPT, provides significant support for improving the management of human resources by anticipating the changes which the Information Society will bring, in particular by strengthening investment in human capital, especially low-skilled workers at particular risk of losing their jobs.
    Objective: Create a "culture of anticipation" of change as a basis for a forward-looking strategy for human resources investment.
    Key actions: The Commission and Member States will in the current programming period up to the end of 1999 :
    focus on efforts underway in Objective 4 and ADAPT, prioritising
    actions directed at the low-skilled, with a particular emphasis on acquiring ICT skills;
    anticipation instruments and mechanisms (e.g. local and sectoral observatories);
    advisory support for anticipation strategies within enterprises;
    the role of the social partners in the anticipation of industrial change; and
    a major Conference in 1998 on Anticipation, Employment and Skills.

    b) in line with the Communication Cohesion and the Information Society, monitor all ESF programming to ensure that the Information Society dimension is fully mainstreamed, having special regard to:
    the integration of those at a special disadvantage on the labour market, and
    increasing ICT skills training of women and support structures for teleworkers.

    The Commission will maintain, in the context of the Agenda 2000 proposals, a strong commitment to improving human resource development systems so as to anticipate economic and social change, maintain employability and harness the employment potential of the Information Society.

  • The Green Paper set out the radical changes in education and training that will be required so that people can keep pace with the changes brought by rapid technological development20. It also called for the development of a new architecture of lifelong education and training. ICT provide huge opportunities for improving access to training and its quality through innovative and tailored pedagogic approaches. However, there remain concerns about quality standards, about potential longer-term effects of learning in new "virtual" environments, and about safeguarding education's social and cultural development functions. The economies of new technology-based approaches are also a subject of debate, as are the market conditions and policies which are necessary for the emergence of a strong European presence in multimedia training supply. In this connection, the HLGE has proposed the creation of a European Learning Agency and Network (ELAN) as a forum for sharing approaches and experiences in the areas of leading-edge applications, standards and quality assurance, intellectual property rights, training, and R&D..
    Objective: Promote quality and access in learning opportunities, exploiting the full potential of new ICT-based tools
    Key actions: The Commission's Communication Learning in the Information Society - and the forthcoming Lifelong Learning and the Information Society - will provide a framework for Information Society strategies for education and training, addressing areas such as inter- school networks, development of multimedia software, training and support for teachers, and mechanisms for exchanging information and pooling experience.

    The Commission will :
    examine the HLGE's proposal for a European Learning Agency and Network;
    review and intensify its networking actions for the development of open and distance learning (ODL) systems to enhance employability and facilitate access to training, especially for SMEs, low-skilled workers. and long term unemployed. The provision of qualified trainers for ODL environments should be a priority;
    promote the use of ICT for improving the accessibility of language training, for example by encouraging, in co-operation with institutions and systems in the Member States, open learning facilities based on the Internet;
    examine how the role of Universities of the Third Age can be developed and promote their networking at European level.
  • IV.4. Le TIC e l'ammodernamento dei servizi pubblici dell'occupazione

  • I servizi dell'occupazione - responsabili del 20 % di tutti i collocamenti nella Comunità - sono chiamati a svolgere un ruolo chiave nell'affrontare i problemi strutturali del mercato del lavoro. Le TIC sono un elemento essenziale nel processo di modernizzazione dei sistemi esistenti di registrazione delle offerte e delle domande di lavoro. In passato molti servizi pubblici dell'occupazione (SPO) avevano sistemi separati di registrazione delle offerte di lavoro e delle domande. Essi si stanno modernizzando in misura crescente e collegano questi due aspetti di modo che i consulenti degli uffici locali di collocamento possano registrare automaticamente le persone in cerca di lavoro e abbinarle alle offerte di lavoro disponibili accorciando così radicalmente la procedura. Al di là di questi sviluppi si registra inoltre un uso crescente di terminali self-service negli uffici locali di collocamento che consentono alle persone in cerca di lavoro di selezionare autonomamente le offerte di lavoro e di presentare direttamente le loro candidature agli imprenditori. Si registra inoltre un'ampia utilizzazione del teletext per pubblicizzare i posti di lavoro disponibili e i servizi generali ai clienti e sta anche espandendosi rapidamente l'uso di Internet20 per diffondere informazioni sui SPO stessi, su corsi di formazione, programmi di occupazione e offerte di posti di lavoro.
  • La possibilità di collegare in rete diverse basi di dati locali può essere utile per incoraggiare la mobilità dei lavoratori, un aspetto della massima importanza nel quadro del mercato unico e dell'UEM. A livello europeo la rete EURES (European Employment Services) avviata nel 1994 ha sviluppato un sistema informatico che consente ai SPO di scambiarsi l'un l'altro offerte di lavoro internazionali. Questo sistema è adattato su misura per rispondere ai bisogni specifici di ciascun SPO e alcune regioni frontaliere si sono accordate per scambiare tramite EURES tutte le offerte di lavoro disponibili nel loro settore. EURES sta inoltre sviluppando servizi via Internet che rispecchieranno a livello europeo quelli erogati dai SPO a livello dei singoli Stati membri.
    Obiettivo: Migliorare il funzionamento dei servizi pubblici dell'occupazione
    Azioni fondamentali: La Commissione:
    incoraggerà e sosterrà gli scambi di esperienze tra gli Stati membri sull'uso delle TIC per ammodernare i servizi pubblici dell'occupazione e
    incoraggerà l'interconnessione dei sistemi nazionali di offerte di lavoro via EURES.
  • IV.4. ICT and the modernising of Public Employment Services

  • Employment services - which are responsible for 20 per cent of all placements in the Community - have a key role to play in addressing the structural problems of the labour market. ICT are an essential element in the process of modernisation of existing job vacancy and job registration systems. In the past many public employment services (PES) had separate vacancy and registration systems. They are now increasingly modernising and linking them so that local employment office advisers can register job seekers automatically and match them to the vacancies on offer at the earliest possible stage. Over and above these developments there is an increasing use of self-service terminals in local employment offices which allows job seekers to "self select" vacancies and apply direct to the employer. There is also widespread use of teletext facilities to advertise jobs and general services to clients, and use of the Internet is growing rapidly20 to make available information on the PES themselves, training courses, employment programmes and job vacancies.
  • The possibilities of networking different local data bases may be helpful in facilitating the mobility of workers, an aspect of the utmost importance in the framework of the Single Market and EMU. At European level, the EURES (European Employment Services) network, launched in 1994, has developed an IT system which allows PES to notify each other their international job vacancies. This system is customised to meet the specific needs of each PES and some border regions have agreed to exchange through EURES all job vacancies in their areas. EURES is also developing Internet-based services, which will mirror at a European level those provided by the PES at Member State level.
    Objective: Improve the functioning of the public employment services
    Key action: The Commission will:
    encourage and support exchanges of experience between Member States on the use of ICT to modernise Public Employment Services; and
    encourage the linking of national vacancy systems via EURES.
  • V. La dimensione sociale della società dell'informazione - le prospettive future:

  • La presente comunicazione ha sintetizzato i progressi compiuti negli anni '90 per integrare la dimensione sociale nello sviluppo di politiche finalizzate alla società dell'informazione. Essa ha presentato le sfide che il futuro presenta se si vogliono conciliare gli obiettivi sociali, economici e tecnologici e ha evocato le nuove iniziative che si dovranno adottare in diversi ambiti strategici. Tali iniziative comprendono una strategia UE di azione a tre livelli:
    • A livello regionale e nazionale la Commissione sosterrà gli Stati membri affinché questi integrino una forte dimensione sociale nello sviluppo delle loro strategie aventi per oggetto la società dell'informazione.
    • A livello comunitario la Commissione contribuirà essa stessa allo sviluppo e al mainstreaming della dimensione sociale della società dell'informazione assicurando che diversi ambiti della politica sociale (come l'occupazione, le pari opportunità, la sanità e sicurezza, la sanità pubblica, l'istruzione e la formazione) e altre politiche comunitarie tengano pienamente conto della dimensione "società dell'informazione".
    • A livello internazionale, contesto in cui l'Unione europea è stata attiva a sostegno dello sviluppo della società dell'informazione e della dimensione sociale. Nel 1995 la Commissione ha ospitato una conferenza ministeriale del G-7 sulla società globale dell'informazione. Essa ha inoltre organizzato in collaborazione col governo tedesco a Bonn, il 6-8 luglio 1997, una conferenza ministeriale europea sulla valorizzazione delle potenzialità di Internet, Global Information Networks: Realising the Potential. In occasione di tale conferenza si è concordata una dichiarazione che affrontava, tra gli altri argomenti, l'importanza di reti globali per la creazione di occupazione, la necessità di un agevole accesso pubblico per tutti e l'alta priorità di promuovere le capacità d'uso dell'informatica e l'educazione in tale ambito. La Commissione intensificherà la cooperazione sulla dimensione sociale della società dell'informazione - ad esempio per quanto concerne tematiche quali la sicurezza e i contenuti nocivi e illegali - nel contesto del G-7, dell'Agenda transatlantica, della collaborazione con i paesi dell'Europa centrale e orientale e in altri consessi internazionali cui la Commissione partecipa.

    Obiettivo: Rafforzare la dimensione sociale a livello nazionale, europeo, e internazionale
    Azioni fondamentali: La Commissione:
    riunirà una tavola rotonda annuale per riesaminare con le autorità degli Stati membri i progressi effettuati nell'attuazione degli aspetti sociali e occupazionali dei loro rispettivi programmi e strategie, cui faranno seguito, se del caso, riunioni e eventi più ampi al fine di scambiare esperienze;
    continuerà l'opera di mainstreaming della dimensione sociale della società dell'informazione nell'ambito della Tribuna della società dell'informazione che costituirà un punto nevralgico per un esame coordinato dell'interrelazione tra le politiche della società dell'informazione e la loro dimensione sociale e occupazionale;
    promuoverà negli appropriati consessi internazionali lo sviluppo e l'uso di tecnologie suscettibili di migliorare la coesione sociale e il miglioramento delle condizioni di vita, di apprendimento e di lavoro per tutti i gruppi in seno alla società.
  • V. The social dimension of the Information Society - the way forward:

    1. This Communication has summarised the progress made during the 1990s to integrate the social dimension into the development of policies for the Information Society. It has presented the challenges that lie ahead in reconciling social, economic and technological goals, and new initiatives to be taken in different policy fields. These initiatives comprise an EU strategy for action at three levels:
    • At national and regional level, where the Commission will provide support to the Member States to integrate a strong social dimension into the ongoing development of their Information Society strategies.

    • At Community level, where the Commission will itself contribute to the development and mainstreaming of the social dimension of the Information Society by ensuring that different areas of social policy (such as employment, equal opportunities, health and safety, public health, education and training) and other Community policies take full account of the Information Society dimension.
    • At international level, where the European Union has been active to support the development of the Information Society and to give attention to the social dimension. The Commission hosted in 1995 a G-7 Ministerial Conference on the Global Information Society. It has also organised, together with the German Government, in Bonn on 6-8 July 1997, a European Ministerial conference on the exploitation of the potential of the Internet, Global Information Networks: Realising the Potential. At this Conference, a declaration was agreed which addressed, amongst other issues, the importance of global networks for the creation of employment, the need for easy public access for all, and the high priority of promoting electronic literacy and education. The Commission will intensify international co-operation on the social dimension of the Information Society - for example on issues such as security and harmful and illegal content - in the framework of the G-7, the Transatlantic Agenda, the co-operation with Central and Eastern Europe Countries and other international fora to which the Commission participates.
      Objective: Strengthen the social dimension at national, European, and international level
      Key action: The Commission will :
      convene an annual round table review with Member State authorities to review progress in implementing the social and employment aspects of their respective strategies and programmes, linked where appropriate, to broader meetings and exhibitions in order to exchange experience;
      continue work on mainstreaming the social dimension of the Information Society in the framework of the Information Society Forum, which will provide a focal point for co-ordinated examination of the interplay between Information Society policies and their social and employment dimension;
      promote in the appropriate international fora the development and use of technologies which can help improve social cohesion and the improvement of living, learning and working conditions for all groups in society.

    Allegato:
    Siglario
    ADAPT-BIS Iniziative comunitarie per l'adeguamento della forza lavoro ai cambiamenti industriali - Verso una società dell'informazione
    CEE Comunità economica europea
    ELAN Agenzia e rete europea per l'apprendimento
    EMPLOYMENT-NOW Iniziativa comunitaria "Occupazione e sviluppo delle risorse umane" - Parità delle opportunità a favore delle donne
    UEM Unione economica e monetaria
    FESR Fondo europeo di sviluppo regionale
    FSE Fondo sociale europeo
    ESIS Indagine europea sulle iniziative e le azioni relative alla società dell'informazione
    UE Unione europea
    EURES Servizi europei dell'occupazione
    G7 Gruppo dei sette paesi più industrializzati del mondo
    GEAL Gruppo di esperti di alto livello sugli aspetti sociali della società dell'informazione
    TIC Tecnologie dell'informazione e della comunicazione
    IDA Programma comunitario per gli scambi telematici di dati tra amministrazioni
    Info-2000 Programma comunitario per lo sviluppo di un'industria europea dal contenuto multimediale
    IRIS Iniziativa per una società dell'informazione interregionale
    TSI Tribuna della società dell'informazione
    LEADER Iniziativa comunitaria per lo sviluppo rurale
    LEONARDO Programma comunitario per la formazione professionale
    ONG Organizzazioni non governative
    AAD Apprendimento aperto e a distanza
    SPO Servizi pubblici dell'occupazione
    RISI Iniziative regionali relative alla società dell'informazione
    RST Ricerca e sviluppo tecnologico
    R&S Ricerca e sviluppo
    PMI Piccole e medie imprese
    TV Televisione



    1.Tecnologie della comunicazione e dell'informazione.
    2.La dimensione regionale della società dell'informazione è stata affrontata nella comunicazione della Commissione "La coesione e la società dell'informazione" COM ( 97) 7.
    3.Costruire la società dell'informazione europea per tutti noi. Prime riflessioni del gruppo di esperti ad alto livello, gennaio 1996; Reti per i cittadini e per le loro comunità. Primo rapporto annuale Forum sulla Società dell'informazione, giugno 1996
    4.Costruire la Società dell'informazione per tutti noi. Relazione finale del gruppo di esperti ad alto livello, aprile 1997
    5.I documenti "Relazione del colloquio di Dublino" e "Documento di base sul colloquio di Dublino" presentano una sintesi e i particolari delle discussioni svoltesi nel corso della conferenza, in situ e nel sito web creato per l'occasione.
    6.Un resoconto dettagliato dellle risposte presentate ufficialmente verrà pubblicato dalla Commissione quale documento separato. Ne sono state distribuite 25 000 copie a stampa e il sito web è stato consultato circa 20 000 volte.
    7.COM (96)607
    8.Belgio, Danimarca, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Finlandia, Svezia e Regno Unito
    9.Spagna, Portogallo e Austria
    10.La Commissione ha proposto che uno degli obiettivi scientifico-tecnologici dell'imminente Quinto programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico sia la creazione di una società dell'informazione di uso agevole per gli utenti (user-friendly).
    11.Comunicazione della Commissione La coesione e la società dell'informazione, COM (97) 7
    12.Accrescere la competitività europea. Gruppo consultivo sulla competitività, dicembre 1995.
    13.Ad esempio il governo danese sta sviluppando attività pilota per promuovere forme di cooperazione ai fini di sviluppare prodotti e servizi informatici basati sul "design universale".
    14.Cfr. Invito a presentare proposte 97/C 148 / 07 della Commissione. GU n. C 148/15 del 16.5.1997.
    15.COM(96)486
    16.COM(96)487
    17.Iniziativa interregionale per la società dell'informazione cui partecipano Valencia, Piemonte, la Macedona centrale, la Sassonia, il Nord Pas de Calais e l'Inghilterra nord occidentale al fine di sviluppare strategie per configurare la società dell'informazione in queste regioni e scambiare esperienze.
    18.Progetti nell'ambito dell'Iniziativa regionale per la società dell'informazione condotti nel contesto dell'articolo 6 del regolamento del Fondo sociale europeo e dell'articolo 10 del regolamento del Fondo europeo di sviluppo regionale.
    19.Concorso sull'uso delle tecnologie dell'informazione in città di dimensioni analoghe, indetto dalla città di Stoccolma nel 1994.
    20.Programma comunitario per lo scambio telematico di dati tra amministrazioni, 1995-1997. Questo programma sostiene progetti quali EURES (Servizi europei per l'occupazione), TESS (Telematica per la sicurezza sociale) e EUFIN (Rete dell'Unione europea per informazioni nel campo della sanità pubblica).
    21.Relazione del Parlamento europeo sulle comunicazioni della Commissione La società dell'informazione: da Corfù a Dublino e L'Europa in prima linea nella società dell'informazione globale: piano d'azione evolutivo. PE 221.848/def.
    22.GU n. C70 del 6 Marzo 1997
    23.Le parti sociali hanno adottato il 6 giugno 1997 un accordo quadro europeo sul lavoro part-time per ovviare alle discriminazioni contro i lavoratori part-time.
    24.Decisione del Consiglio del 22 dicembre 1995, GU n. L 335 del 31 dicembre 1995.
    25.Comunicazione della Commissione sulla Parità di opportunità per i disabili, COM (96) 406
    26.Armonizzazione internazionale delle schede anamnestiche, un servizio di telemedicina multilingue e interdisciplinare e un servizio di pronto soccorso in tutto il mondo funzionanti 24 ore su 24
    27.COM (97) 128
    28.COM (97) 102
    29.COM (96) 589
    30.Il Gruppo Acteur è un gruppo informale che si riunisce annualmente per scambiare esperienze sullo sviluppo di nuove forme di organizzazione del lavoro. I suoi membri provengono da istituti nazionali che si occupano delle condizioni di lavoro e del cambiamento organizzativo.
    31.Si è stimato che nel 1994 vi fossero circa 1,25 milioni di telelavoratori in Europa (EUR-12), pari a circa 1,21% della manodopera europea (Relazione finale del progetto TELDET. Empirica and Work Research Centre. luglio 1995). Dallo stesso progetto è emerso che più di 40% degli europei erano interessati al telelavoro, più del doppio della percentuale registrata negli anni '80 per quanto concerne l'interesse per tale forma di lavoro.
    32.Direttiva del Consiglio 94/45/CE del 22 settembre 1994 riguardante l'istituzione di un comitato aziendale europeo.
    33.COM (96) 448
    34.Ad esempio "Human Resources Director Network" su Internet e ESDO - European Social Dialogue on Line

    Annexe:
    Glossary of acronyms
    ADAPT-BIS Community Initiative for the Adaptation of the Workforce to Industrial Change - Building the Information Society
    EEC European Economic Community
    ELAN European Learning Agency and Network
    EMPLOYMENT-NOW Community Initiative on Employment and Development of Human Resources - Equal Opportunities for Women
    EMU Economic and Monetary Union
    ERDF European Regional Development Fund
    ESF European Social Fund
    ESIS European Survey of Information Society Projects and Actions
    EU European Union
    EURES European Employment System
    G7 Group of the world seven more industrialised countries
    HLGE High Level Group of Experts on the social and societal aspects of the Information Society
    ICT Information and communication technologies
    IDA Community Programme for telematic Interchange of Data between Administrations
    Info-2000 Community Programme for the development of a European multimedia content industry
    IRIS Inter-Regional Information Society
    ISF Information Society Forum
    LEADER Community Initiative for Rural Development
    LEONARDO Community Programme for vocational training
    NGOs Non-Governmental Organisations
    ODL Open and Distance Learning
    PES Public Employment Services
    RISI Regional Information Society Initiative
    RTD Research and technological development
    R&D Research and development
    SMEs Small and medium sized enterprises
    TV Television


    1.Information and Communication Technologies.
    2.The regional dimension of the Information Society has been covered in the Commission Communication Cohesion and the Information Society COM ( 97) 7.
    3.Building the Information Society for Us All. First Reflections of the High Level Group of Experts, January 1996; Networks for People and their Communities. First Annual Report from the Information Society Forum. June 1996.
    4.Building the Information Society for Us All. Final Report of the High Level Group of Experts, April 1997.
    5.The documents Report on the Dublin Colloquium and Source Document on the Dublin Colloquium present a summary and the details of the discussions held during the Conference, in situ and in the web site created for this occasion.
    6.A detailed account of the responses officially submitted will be published by the Commission as a separate document. 25,000 printed copies were distributed, and the web site was accessed about 20,000 times.
    7.COM (96)607
    8.Belgium, Denmark, Germany, Ireland, Luxembourg, The Netherlands, Finland, Sweeden and United Kingdom.
    9.Spain, Portugal and Austria.
    10.The Commission has proposed that one of the technological and scientific objectives of the forthcoming 5th RTD Framework Programme be the creation of a user-friendly Information Society.
    11.Communication from the Commission Cohesion and the Information Society, COM (97) 7
    12.Enhancing European Competitiveness. Competitiveness Advisory Group, December 1995.
    13.For instance, the Danish Government is developing pilot activities for promoting co-operation to develop "universal design" IT products and services.
    14.Cf. Call for Proposals 97/C 148 / 07 of the Commission. O.J. N° C 148/15 of 16.5.97.
    15.COM (96) 486
    16.COM (96) 487
    17.Inter-Regional Information Society Initiative, gathering Valencia, Piamonte, Central Macedonia, Saxony, Nord Pas-de-Calais and North West England, to build strategies for shaping the Information Society in these regions and exchange experiences.
    18.Regional Information Society Initiative projects carried out in the framework of article 6 of the European Social Fund Regulation and article 10 of the European Regional Development Fund Regulation.
    19.Competition in the use of information technologies in cities of similar size, launched by the City of Stockholm in 1994.
    20.Community Programme for Telematic Interchange of Data between Administrations, 1995-1997. This programme supports projects such as EURES (European Employment Services), TESS (Telematics for Social Security) and EUPHIN (European Union Public Helath Information Network).
    21.Report of the European Parliament on the Communications of the Commission The Information Society: From Corfu to Dublin and Europe at the Forefront of the Global Information Society: Rolling Action Plan. PE 221.848/fin.
    22.O.J. C70 of 6 March 1997
    23.Social Partners have adopted on 6 June 1997 a European Framework Agreement on Part Time Work to eliminate discrimination against part-time workers.
    24.Council Decision of 22.12.95, O.J. L 335 of 31.12.1995
    25.Commission's Communication on Equality of Opportunity for People with Disabilities , COM (96) 406.
    26.International harmonisation of data cards in healthcare, a 24-hour multilingual and multidisciplinary telemedicine surveillance and emergency service around the world
    27.COM (97) 128
    28.COM (97) 102.
    29.COM (96) 589
    30.The Acteur Group is an informal group meeting yearly to exchange experience on the development of new forms of work organisation, with members drawn from national institutes concerned with working conditions and organisational change.
    31.It was estimated that in 1994 there were about 1.25 million teleworkers in Europe (EUR-12), about 1.21% of the European workforce (Final Report of the TELDET project. Empirica and Work Research Centre. July 1995). The same project reported that over 40% of Europeans were interested in taking up teleworking, more than doubling the interest shown in the 1980s.
    32.Council Directive 94/45/EC of 22 September 1994 on the establishment of a European Works Council.
    33.COM (96) 448
    34.Eg. 'Human Resources Director Network' on the Internet and ESDO - European Social Dialogue on Line.