RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO del 24 settembre 1998 concernente lo sviluppo della competitività dell'industria dei servizi audiovisivi e d'informazione europei attraverso la promozione di strutture nazionali volte a raggiungere un livello comparabile e efficace di tutela dei minori e della dignità umana
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COUNCIL RECOMMENDATION of 24 September 1998 on the development of the competitiveness of the European audiovisual and information services industry by promoting national frameworks aimed at achieving a comparable and effective level of protection of minors and human dignity
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IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 130,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo (1),
visto il parere del Comitato economico e sociale (2),
(1) considerando che la Commissione il 16 ottobre 1996 ha adottato il Libro verde «La tutela dei minori e della dignità umana nei servizi audiovisivi e d'informazione» e che il Consiglio lo ha accolto con favore nella sua sessione del 16 dicembre 1996;
(2) considerando che il Parlamento europeo (3), il Comitato economico e sociale (4) e il Comitato delle regioni (5) hanno adottato pareri sul Libro verde;
(3) considerando che le conclusioni del processo di consultazione sono state presentate dalla Commissione al Consiglio nella sessione del 30 giugno 1997, ed hanno ricevuto da quest'ultimo un'accoglienza unanimemente positiva;
(4) considerando che il 16 ottobre 1996 la Commissione ha adottato la comunicazione relativa alle informazioni di contenuto illegale e nocivo su Internet; che il 17 febbraio 1997 il Consiglio e i rappresentanti dei governi degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio hanno adottato la risoluzione sulle informazioni di contenuto illegale e nocivo su Internet (6;; che il 24 aprile 1997 il Parlamento europeo ha adottato un parere sulla comunicazione della Commissione relativa alle informazioni di contenuto illegale e nocivo su Internet; che i suddetti lavori continuano in maniera complementare alla presente raccomandazione, in quanto trattano specificamente di tutte le forme di contenuto illegale e nocivo su Internet;
(5) considerando che la presente raccomandazione riguarda, in particolare, i problemi della tutela dei minori e della dignità umana nei servizi audiovisivi e d'informazione messi a disposizione del pubblico, indipendentemente dai modi di diffusione (quali radiodiffusione, servizi privati in linea o servizi su Internet;;
(6) considerando che, per promuovere la competitività dell'industria dei servizi audiovisivi e di informazione e il suo adeguamento allo sviluppo tecnologico e ai cambiamenti strutturali, l'informazione, la sensibilizzazione e l'istruzione degli utenti costituiscono strumenti di azione della massima importanza; che ciò costituisce anche una condizione per la piena partecipazione del cittadino europeo alla società dell'informazione; che è pertanto opportuno incoraggiare, in maniera complementare alle misure di tutela dei minori e di lotta contro i contenuti illegali lesivi della dignità umana, un uso lecito e responsabile dei servizi di informazione e di comunicazione attraverso l'esercizio, tra l'altro, delle misure di controllo parentale;
(7) considerando che la direttiva 97/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 giugno 1997, che modifica la direttiva 89/552/CEE del Consiglio relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l'esercizio delle attività televisive (7), in particolare gli articoli 22, 22 bis e 22 ter, prevede un complesso di provvedimenti finalizzati alla tutela dei minori rispetto ai programmi di radiodiffusione televisiva allo scopo di assicurare la libera circolazione di questi ultimi;
(8) considerando che lo sviluppo dei servizi audiovisivi e d'informazione è di vitale importanza per l'Europa, tenuto conto del loro formidabile potenziale sia in materia di istruzione e di accesso all'informazione e alla cultura che di sviluppo economico e di creazione di posti di lavoro;
(9) considerando che la piena realizzazione di questo potenziale presuppone l'esistenza di un'industria efficiente e innovatrice nella Comunità; che spetta anzitutto alle imprese perseguire e migliorare la propria competitività, se necessario con il sostegno delle pubbliche autorità;
(10) considerando che la creazione del clima di fiducia necessario alla realizzazione del potenziale dei servizi audiovisivi e d'informazione mediante l'eliminazione degli ostacoli allo sviluppo e alla piena competitività della suddetta industria è promossa dalla protezione di taluni importanti interessi generali, in particolare la tutela adeguata dei minori e della dignità umana;
(11) considerando che il miglioramento delle condizioni generali della competitività dell'industria europea dei servizi audiovisivi e d'informazione passa attraverso lo sviluppo di un ambiente propizio alla cooperazione fra le imprese del settore in materia di tutela dei minori e della dignità umana;
(12) considerando che l'esistenza di determinate condizioni tecnologiche consente un grado elevato di tutela dei suddetti importanti interessi generali, in particolare la tutela dei minori e della dignità umana e, di conseguenza, l'accettazione da parte dell'insieme degli utilizzatori di tali servizi;
(13) considerando che è quindi importante incoraggiare le imprese a sviluppare un quadro nazionale di autoregolamentazione attraverso una cooperazione fra di esse e le altre parti interessate; che l'autoregolamentazione potrebbe offrire alle imprese gli strumenti per adeguarsi rapidamente all'accelerazione del progresso tecnico e alla globalizzazione dei mercati;
(14) considerando che la tutela degli interessi generali deve essere perseguita nel quadro dei principi fondamentali di rispetto della vita privata e della libertà di espressione, sanciti in particolare dagli articoli 8 e 10 della convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e riconosciuti dall'articolo F, paragrafo 2 del trattato sull'Unione europea nonché dalla giurisprudenza della Corte di giustizia quali principi generali di diritto comunitario;
(15) considerando che qualsiasi restrizione di tali diritti e libertà deve essere non discriminatoria, necessaria rispetto all'obiettivo perseguito e rigorosamente proporzionata alle limitazioni che impone;
(16) considerando che la natura globale delle reti di comunicazione rende necessario un approccio internazionale ai problemi di tutela dei minori e della dignità umana nei servizi audiovisivi e d'informazione; che, in questo contesto, lo sviluppo di un quadro indicativo comune a livello dell'Unione europea permette al tempo stesso di promuovere i valori europei e dare un contributo decisivo al dibattito internazionale;
(17) considerando che è fondamentale affrontare in modo distinto i problemi relativi ai contenuti illegali lesivi della dignità umana e quelli relativi ai contenuti legali ma comunque pregiudizievoli ai minori e al loro sviluppo fisico, mentale o morale; che queste due problematiche possono richiedere impostazioni e soluzioni diverse;
(18) considerando che le legislazioni nazionali degli Stati membri che stabiliscono i principi e le regole in materia di tutela dei minori e della dignità umana riflettono la diversità delle culture e delle sensibilità nazionali e locali; che in questo contesto occorre rivolgere particolare attenzione all'attuazione del principio di sussidiarietà;
(19) considerando che, a livello comunitario, vista la natura transnazionale delle reti di comunicazioni, l'efficacia dei provvedimenti nazionali risulterebbe rafforzata da un coordinamento tra le iniziative nazionali e tra gli organismi incaricati della loro realizzazione conformemente alle responsabilità e funzioni rispettive delle parti interessate, nonché dallo sviluppo della cooperazione e dello scambio di buone pratiche nei settori pertinenti;
(20) considerando che lo sviluppo dell'autoregolamentazione degli operatori dovrebbe contribuire, a titolo complementare e nel rispetto dei quadri normativi pertinenti a livello nazionale e comunitario, alla rapida messa in opera di soluzioni concrete ai problemi di tutela dei minori e della dignità umana pur conservando la flessibilità necessaria per tener conto della rapida evoluzione dei servizi audiovisivi e di informazione;
(21) considerando che il contributo della Comunità, che è finalizzato ad integrare l'azione degli Stati membri in materia di tutela dei minori e della dignità umana nei servizi audiovisivi e d'informazione, dovrebbe fondarsi sul pieno ricorso agli strumenti esistenti;
(22) considerando che dovrebbe esservi uno stretto coordinamento delle diverse iniziative condotte parallelamente al seguito dato al Libro verde, in particolare i lavori effettuati nel quadro della comunicazione «Informazioni di contenuto illegale e nocivo su Internet», inclusa la risoluzione adottata dal Consiglio e dai rappresentanti dei governi degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio del 17 febbraio 1997, la risoluzione del Parlamento europeo del 1997 e le due relazioni del gruppo di lavoro presentate al Consiglio il 28 novembre 1996 e il 27 giugno 1997, i lavori svolti in base all'articolo 22 ter della direttiva 89/552/CEE del Consiglio, del 3 ottobre 1989, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l'esercizio delle attività televisive (8), nonché i lavori in materia di cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni;
(23) considerando che l'attuazione della presente raccomandazione avverrà in stretto coordinamento con quella di qualsiasi eventuale nuova misura derivante dai lavori sul seguito dato alla comunicazione «Informazioni di contenuto illegale e nocivo su Internet»,
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THE COUNCIL OF THE EUROPEAN UNION,
Having regard to the Treaty establishing the European Community, and in particular Article 130 thereof,
Having regard to the Commission's proposal,
Having regard to the opinion of the European Parliament (1),
Having regard to the opinion of the Economic and Social Committee (2),
(1) Whereas the Commission adopted the Green Paper on the protection of minors and human dignity in audiovisual and information services on 16 October 1996 and the Council received it favourably at its meeting on 16 December 1996;
(2) Whereas the European Parliament (3), the Economic and Social Committee (4) and the Committee of the Regions (5) have all adopted opinions on the Green Paper;
(3) Whereas the conclusions of the consultation process were submitted by the Commission to the Council at its meeting of 30 June 1997 and unanimously welcomed;
(4) Whereas on 16 October 1996, the Commission adopted the communication on illegal and harmful content on the Internet; whereas on 17 February 1997 the Council and the representatives of the Governments of the Member States, meeting within the Council, adopted the resolution on illegal and harmful content on the Internet (6;; whereas on 24 April 1997 the European Parliament adopted an opinion on the Commission communication on illegal and harmful content on the Internet; whereas this work is continuing in a manner complementary to the present recommendation since it deals with all forms of illegal and harmful content specifically on the Internet;
(5) Whereas the present recommendation addresses, in particular, issues of protection of minors and of human dignity in relation to audiovisual and information services made available to the public, whatever the means of conveyance (such as broadcasting, proprietary on-line services or services on the Internet;;
(6) Whereas, in order to promote the competitiveness of the audiovisual and information services industry and its adaptation to technological development and structural changes, the provision of information, the raising of awareness and the education of users are essential; whereas this is also a condition of the European citizen's full participation in the information society; whereas, therefore, in addition to measures to protect minors and to combat illegal content offensive to human dignity, legal and responsible use of information and communication services should be encouraged, through the exercise, inter alia, of parental control measures;
(7) Whereas Directive 97/36/EC of the European Parliament and of the Council of 30 June 1997 amending Council Directive 89/552/EEC on the coordination of certain provisions laid down by law, regulation or administrative action in Member States concerning the pursuit of television broadcasting activities (7), and in particular Articles 22, 22a and 22b of Directive 89/552/EEC, lays down a full range of measures aimed at the protection of minors with regard to television broadcasting for the purposes of ensuring the free movement of television broadcasts;
(8) Whereas the development of audiovisual and information services is of vital importance for Europe in view of their significant potential in the fields of education, access to information and culture, economic development and job creation;
(9) Whereas full achievement of this potential requires the existence of a successful and innovative industry in the Community; whereas it is in the first instance incumbent on businesses to ensure and improve their competitiveness with the support of public authorities where appropriate;
(10) Whereas the establishment of the climate of confidence needed to achieve the potential of the audiovisual and information services industry by removing obstacles to the development and full competitiveness of the said industry is promoted by the protection of certain important general interests, in particular the protection of minors and of human dignity;
(11) Whereas the general competitiveness of the European audiovisual and information services industry will improve through the development of an environment that favours cooperation between the enterprises in the sector on matters concerning the protection of minors and human dignity;
(12) Whereas the existence of certain technological conditions enables a high level of protection of the abovementioned important general interests, in particular the protection of minors and human dignity, and, consequently, the acceptance by all users of these services;
(13) Whereas it is important therefore to encourage enterprises to develop a national self-regulatory framework through cooperation between them and the other parties concerned; whereas self-regulation could provide enterprises with the means to adapt themselves rapidly to the quickening technical progress and to market globalisation;
(14) Whereas the protection of general interests sought in this manner must be seen in the context of the fundamental principles of respect for privacy and freedom of expression, as enshrined in Articles 8 and 10 of the European Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms and as recognised by Article F(2) of the Treaty on European Union and by the case-law of the Court of Justice as general principles of Community law;
(15) Whereas any restriction of these rights and freedoms must be non-discriminatory, necessary to achieving the desired objective and strictly proportional with regard to the limitations it imposes;
(16) Whereas the global nature of communications networks necessitates an international approach to the question of the protection of minors and human dignity in audiovisual and information services; whereas, in this context, the development of a common indicative framework at European level makes it possible both to promote European values and make a decisive contribution to the international debate;
(17) Whereas it is vital to distinguish between questions relating to illegal content which is offensive to human dignity and those relating to content that is legal, but liable to harm minors by impairing their physical, mental or moral development; whereas these two types of problem may require a different approach and different solutions;
(18) Whereas the national laws in which Member States have laid down rules and principles on the protection of minors and human dignity reflect cultural diversity and national and local sensitivities; whereas, in this regard, particular attention must be paid to the application of the principle of subsidiarity;
(19) Whereas, in view of the transnational nature of communications networks, the effectiveness of national measures would be strengthened, at Community level, by coordination of national initiatives, and of the bodies responsible for their implementation, in accordance with the respective responsibilities and functions of the parties concerned and by the development of cooperation and the sharing of good practices in relevant areas;
(20) Whereas, as a supplementary measure, and with full respect for the relevant regulatory frameworks at national and Community level, greater self-regulation by operators should contribute to the rapid implementation of concrete solutions to the problems of the protection of minors and human dignity, while maintaining the flexibility needed to take account of the rapid development of audiovisual and information services;
(21) Whereas the contribution of the Community, the aim of which will be to supplement Member States' measures to protect minors and human dignity in audiovisual and information services, should be based on the maximum use of existing instruments;
(22) Whereas there should be close coordination of the various relevant initiatives conducted in parallel with the follow-up to the Green Paper, particularly the work on the follow-up to the communication on 'Illegal and Harmful Content on the Internet`, including the resolution adopted by the Council and the representatives of the Governments of the Member States meeting within the Council on 17 February 1997, the 1997 European Parliament resolution and the two working party reports submitted to the Council on 28 November 1996 and 27 June 1997, work carried out according to the provisions of Article 22b of Council Directive 89/552/EEC of 3 October 1989 on the coordination of certain provisions laid down by law, regulation or administrative action in Member States concerning the pursuit of television broadcasting activities (8) and the work on cooperation on justice and home affairs;
(23) Whereas the implementation of this recommendation will be closely coordinated with that of any possible new measure resulting from the work on the follow-up to the Commission communication on illegal and harmful content on the Internet,
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I. RACCOMANDA agli Stati membri di favorire l'instaurarsi di un clima di fiducia che avvantaggi lo sviluppo dell'industria dei servizi audiovisivi e d'informazione:
1. promuovendo, a integrazione del quadro normativo, la creazione su base volontaria di quadri nazionali per la tutela dei minori e della dignità umana nei servizi audiovisivi e d'informazione attraverso:
- l'incoraggiamento, secondo le tradizioni e prassi nazionali, della partecipazione di tutte le parti interessate (quali utenti, consumatori, imprese e autorità pubbliche) alla definizione, applicazione e valutazione di misure nazionali nei settori contemplati dalla presente raccomandazione;
- la creazione di un quadro nazionale di autoregolamentazione da parte di operatori di servizi in linea, tenendo conto dei principi indicativi e della metodologia descritti nell'allegato;
- una cooperazione a livello comunitario per lo sviluppo di metodologie di valutazione comparabili;
2. promuovendo, in maniera complementare ai quadri normativi nazionali e comunitari che disciplinano la radiodiffusione, la ricerca e la sperimentazione su base volontaria di nuovi strumenti di tutela dei minori e d'informazione dei telespettatori da parte degli organismi di radiodiffusione operanti nella propria giurisdizione;
3. prendendo iniziative efficaci, se pertinenti e possibili, per ridurre eventuali ostacoli allo sviluppo dell'industria dei servizi in linea e sostenendo nel contempo la lotta contro la circolazione di contenuti illegali lesivi della dignità umana attraverso:
- il trattamento dei reclami e la trasmissione delle informazioni necessarie sul presunto contenuto illegale alle autorità competenti a livello nazionale;
- la cooperazione transnazionale tra gli organi competenti in materia di reclami per rendere più efficaci le misure nazionali;
4. promuovendo, per incoraggiare la ripresa degli sviluppi tecnologici e in aggiunta e in linea con i provvedimenti di natura normativa e di altra natura esistenti che riguardano i servizi di radiodiffusione e in stretta collaborazione con le parti interessate:
- azioni volte ad educare i minori ad un uso responsabile dei servizi audiovisivi e d'informazione in linea, in particolare grazie ad una migliore sensibilizzazione di genitori, educatori e insegnanti, sul potenziale dei nuovi servizi e sugli strumenti di tutela adeguata dei minori;
- azioni volte a facilitare, se opportuno e necessario, l'identificazione e l'accesso a contenuti e servizi di qualità per i minori, anche fornendo gli strumenti per l'accesso a scuole e luoghi pubblici.
II. RACCOMANDA alle industrie e alle parti interessate:
1. di cooperare, secondo le tradizioni e prassi nazionali, con le autorità competenti per dotarsi di strutture rappresentative di tutte le parti interessate a livello nazionale al fine, in particolare, di facilitare la partecipazione ad attività di coordinamento a livello europeo ed internazionale nei settori contemplati dalla presente raccomandazione;
2. di collaborare all'elaborazione di codici di comportamento per la tutela dei minori e della dignità umana applicabili ai servizi in linea, per creare tra l'altro un ambiente favorevole allo sviluppo di nuovi servizi, tenendo conto dei principi e della metodologia descritti nell'allegato;
3. di sviluppare e sperimentare, su base volontaria, per quanto riguarda i servizi di radiodiffusione, nuovi strumenti di tutela dei minori e di informazione dei telespettatori per incoraggiare l'innovazione, migliorando nel contempo tale tutela;
4. di sviluppare misure positive a favore dei minori, comprese iniziative volte a facilitare un più ampio accesso dei minori ai servizi audiovisivi e d'informazione, evitando però quelli di contenuto potenzialmente nocivo;
5. di collaborare al controllo e alla valutazione periodica delle iniziative realizzate a livello nazionale in applicazione della presente raccomandazione.
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I. HEREBY RECOMMENDS that the Member States foster a climate of confidence which will promote the development of the audiovisual and information services industry by:
(1) promoting, as a supplement to the regulatory framework, the establishment on a voluntary basis of national frameworks for the protection of minors and human dignity in audiovisual and information services through:
- the encouragement, in accordance with national traditions and practices, of the participation of relevant parties (such as users, consumers, businesses and public authorities) in the definition, implementation and evaluation of national measures in the fields covered by this recommendation,
- the establishment of a national framework for self-regulation by operators of on-line services, taking into account the indicative principles and methodology described in the Annex,
- cooperation at Community level in developing comparable assessment methodologies;
(2) encouraging broadcasters in their jurisdiction to carry out research and to experiment, on a voluntary basis, with new means of protecting minors and informing viewers, as a supplement to the national and Community regulatory frameworks governing broadcasting;
(3) taking effective measures, where appropriate and feasible, to reduce potential obstacles to the development of the on-line services industry while sustaining the fight against illegal content offensive to human dignity, through:
- the handling of complaints and the transmission of the necessary information about alleged illegal content to the relevant authorities at national level,
- transnational cooperation between the complaints-handling structures, in order to strengthen the effectiveness of national measures;
(4) promoting, in order to encourage the take-up of technological developments and in addition to and consistent with existing legal and other measures regarding broadcasting services, and in close cooperation with the parties concerned:
- action to enable minors to make responsible use of on-line audiovisual and information services, notably by improving the level of awareness among parents, educators and teachers of the potential of the new services and of the means whereby they may be made safe for minors,
- action to facilitate, where appropriate and necessary, identification of, and access to, quality content and services for minors, including through the provision of means of access in educational establishments and public places.
II. RECOMMENDS that the industries and parties concerned:
(1) cooperate, in accordance with national traditions and practices, with the relevant authorities in setting up structures representing all the parties concerned at national level, in order inter alia to facilitate participation in coordination at European and international level in the fields covered by this recommendation;
(2) cooperate in the drawing up of codes of conduct for the protection of minors and human dignity applying to the provision of on-line services, inter alia to create an environment favourable to the development of new services, taking into account the principles and the methodology described in the Annex;
(3) develop and experiment, as regards broadcasting services, on a voluntary basis, with new means of protecting minors and informing viewers in order to encourage innovation while improving such protection;
(4) develop positive measures for the benefit of minors, including initiatives to facilitate their wider access to audiovisual and information services, while avoiding potentially harmful content;
(5) collaborate in the regular follow-up and evaluation of initiatives carried out at national level in application of this recommendation.
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III. INVITA la Commissione:
1. ad agevolare, se del caso attraverso gli strumenti finanziari comunitari esistenti, la creazione di reti tra gli organismi incaricati della definizione e dell'attuazione dei quadri nazionali di autoregolamentazione e a facilitare gli scambi di esperienze e di buone pratiche, soprattutto in relazione a iniziative innovative, a livello comunitario, tra gli Stati membri e le parti interessate nei diversi settori cui si riferisce la presente raccomandazione;
2. ad incoraggiare la cooperazione nonché lo scambio di esperienze e buone pratiche fra gli organi di autoregolamentazione e quelli competenti per i reclami, al fine di favorire l'instaurarsi di un clima di fiducia combattendo la diffusione di contenuti illegali che rechino pregiudizio alla dignità umana nei servizi audiovisivi e d'informazione in linea;
3. a promuovere con gli Stati membri la cooperazione internazionale nei diversi settori cui si riferisce la presente raccomandazione, in particolare mediante lo scambio di esperienze e di buone pratiche tra gli operatori e le altre parti interessate della Comunità e i loro partner nelle altre regioni del mondo;
4. a sviluppare, in cooperazione con le autorità nazionali competenti, una metodologia di valutazione delle misure adottate in base alla presente raccomandazione, rivolgendo particolare attenzione al valore aggiunto apportato dal processo di cooperazione a livello comunitario e a presentare al Parlamento europeo e al Consiglio, due anni dopo l'adozione della presente raccomandazione, una relazione valutativa sulle sue ripercussioni.
Fatto a Bruxelles, addi 24 settembre 1998.
Per il Consiglio
Il Persidente
J. FARNLEITNER
(1) Parere espresso il 13 maggio 1998 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale).
(2) GU C 214 del 10. 7. 1998, pag. 25.
(3) GU C 339 del 10. 11. 1997, pag. 420.
(4) GU C 287 del 22. 9. 1997, pag. 11.
(5) GU C 215 del 16. 7. 1997, pag. 37.
(6) GU C 70 del 6. 3. 1997, pag. 1.
(7) GU L 202 del 30. 7. 1997, pag. 60.
(8) GU L 298 del 17. 10. 1989, pag. 23. Direttiva modificata dalla direttiva 97/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 202 del 30. 7. 1997, pag. 60).
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III. INVITES the Commission to:
(1) facilitate, where appropriate through existing Community financial instruments, the networking of the bodies responsible for the definition and implementation of national self-regulation frameworks and the sharing of experience and good practices, in particular in relation to innovative approaches, at Community level, between the Member States and parties concerned in the various fields covered by this recommendation;
(2) encourage cooperation and the sharing of experience and good practices between the self-regulation structures and complaints-handling structures, with a view to fostering a climate of confidence by combating the circulation of illegal content offensive to human dignity in on-line audiovisual and information services;
(3) promote, with the Member States, international cooperation in the various fields covered by this recommendation, particularly through the sharing of experience and good practices between operators and other concerned parties in the Community and their partners in other regions of the world;
(4) develop, in cooperation with the competent national authorities, a methodology for evaluating the measures taken in pursuance of this recommendation, with particular attention to the evaluation of the added value of the cooperation process at Community level, and present, two years after the adoption of this recommendation, an evaluation report on its effect to the European Parliament and the Council.
Done at Brussels, 24 September 1998.
For the Council
The President
J. FARNLEITNER
(1) Opinion delivered on 13 May 1998 (not yet published in the Official Journal).
(2) OJ C 214, 10. 7. 1998, p. 25.
(3) OJ C 339, 10. 11. 1997, p. 420.
(4) OJ C 287, 22. 9. 1997, p. 11.
(5) OJ C 215, 16. 7. 1997, p. 37.
(6) OJ C 70, 6. 3. 1997, p. 1.
(7) OJ L 202, 30. 7. 1997, p. 60.
(8) OJ L 298, 17. 10. 1989, p. 23. Directive as amended by Directive 97/36/EC of the European Parliament and of the Council (OJ L 202, 30. 7. 1997, p. 60).
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ALLEGATO
ORIENTAMENTI INDICATIVI PER LA MESSA IN OPERA, A LIVELLO NAZIONALE, DI UN QUADRO DI AUTOREGOLAMENTAZIONE PER LA TUTELA DEI MINORI E DELLA DIGNITÀ UMANA NEI SERVIZI AUDIOVISIVI E D'INFORMAZIONE IN LINEA
Obiettivo
I presenti orientamenti mirano a favorire l'instaurarsi di un clima di fiducia nell'industria dei servizi audiovisivi e d'informazione in linea garantendo una coerenza di base, a livello comunitario, nello sviluppo, da parte delle imprese e altre parti interessate, dei singoli quadri nazionali di autoregolamentazione per la tutela dei minori e della dignità umana. Questi orientamenti riguardano i servizi forniti a distanza, con mezzi elettronici. Essi non comprendono i servizi di radiodiffusione che rientrano nella direttiva 89/552 del Consiglio o le trasmissioni radiofoniche. I contenuti interessati sono quelli messi a disposizione del pubblico piuttosto che quelli relativi alla corrispondenza privata.
Tale coerenza è finalizzata ad aumentare l'efficacia del processo di autoregolamentazione e a servire di base per la necessaria cooperazione transnazionale tra le parti interessate.
Tenuto conto del carattere volontario del processo di autoregolamentazione, destinato in primo luogo ad integrare la normativa in vigore e, nel rispetto della diversità degli approcci e delle sensibilità nei diversi Stati membri della Comunità, questi orientamenti indicativi riguardano quattro elementi chiave costitutivi del quadro nazionale di autoregolamentazione:
-la consultazione e la rappresentatività delle parti interessate,
-il codice (i codici) di comportamento,
-gli organismi nazionali che permettono la cooperazione a livello comunitario,
-la valutazione nazionale dei quadri di autoregolamentazione.
1.CONSULTAZIONE E RAPPRESENTATIVITÀ DELLE PARTI INTERESSATE
L'obiettivo è di garantire che la definizione, l'applicazione e la valutazione di un quadro di autoregolamentazione a livello nazionale si basino sulla partecipazione piena e completa delle parti interessate, tra cui le autorità pubbliche, gli utenti, i consumatori e le imprese che sono direttamente o indirettamente coinvolti nell'industria dei servizi audiovisivi e d'informazione in linea. Dovrebbero essere chiaramente definite le rispettive responsabilità e funzioni delle parti interessate, sia pubbliche che private.
Nel quadro del processo volontario costituito dall'autoregolamentazione, l'accettazione e l'efficacia di un quadro di autoregolamentazione a livello nazionale dipendono dal livello di attiva collaborazione di tutte le parti interessate alla sua definizione, applicazione e valutazione.
Tutte le parti interessate dovrebbero anche contribuire ad azioni di più lungo termine, quali lo sviluppo di strumenti o di concetti comuni (per esempio in materia di etichettatura dei contenuti) o l'elaborazione di misure di accompagnamento (per esempio, in materia d'informazione, di sensibilizzazione e di istruzione).
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ANNEX
INDICATIVE GUIDELINES FOR THE IMPLEMENTATION, AT NATIONAL LEVEL, OF A SELF-REGULATION FRAMEWORK FOR THE PROTECTION OF MINORS AND HUMAN DIGNITY IN ON-LINE AUDIOVISUAL AND INFORMATION SERVICES
Objective
The purpose of these guidelines is to foster a climate of confidence in the on-line audiovisual and information services industry by ensuring broad consistency, at Community level, in the development, by the businesses and other parties concerned, of national self-regulation frameworks for the protection of minors and human dignity. The services covered by these guidelines are those provided at a distance, by electronic means. They do not include broadcasting services covered by Council Directive 89/552/EEC or radio broadcasting. The contents concerned are those which are made available to the public, rather than private correspondence.
This consistency will enhance the effectiveness of the self-regulation process and provide a basis for the necessary transnational cooperation between the parties concerned.
While taking into account the voluntary nature of the self-regulation process (the primary purpose of which is to supplement existing legislation) and respecting the differences in approach and varying sensitivities in the Member States of the Community, these guidelines relate to four key components of a national self-regulation framework:
-consultation and representativeness of the parties concerned,
-code(s) of conduct,
-national bodies facilitating cooperation at Community level,
-national evaluation of self-regulation frameworks.
1.CONSULTATION AND REPRESENTATIVENESS OF THE PARTIES CONCERNED
The objective is to ensure that the definition, implementation and evaluation of a national self-regulation framework benefits from the full participation of the parties concerned, such as the public authorities, the users, consumers and the businesses which are directly or indirectly involved in the audiovisual and on-line information services industries. The respective responsibilities and functions of the parties concerned, both public and private, should be set out clearly.
The voluntary nature of self-regulation means that the acceptance and effectiveness of a national self-regulation framework depends on the extent to which the parties concerned actively cooperate in its definition, application and evaluation.
All the parties concerned should also help with longer-term tasks such as the development of common tools or concepts (for example, on labelling of content) or the planning of ancillary measures (for example, on information, awareness and education).
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2.CODICE (CODICI) DI COMPORTAMENTO
2.1.Considerazioni generali
L'obiettivo perseguito è l'elaborazione, all'interno del quadro nazionale di autoregolamentazione, di norme di base rigorosamente proporzionate agli obiettivi perseguiti; tali norme dovrebbero essere integrate in un codice (codici) di comportamento adottato (adottati) e messo (messi) in opera volontariamente dagli operatori interessati (vale a dire in prima istanza le imprese) e il cui contenuto riguardi almeno le materie definite al punto 2.2.
Nell'elaborazione di tali norme si dovrebbe tener conto soprattutto:
-della diversità dei servizi e delle funzioni assolte dalle diverse categorie di operatori (fornitori di rete, di accesso, di servizi, di contenuti ecc.) e delle loro rispettive competenze;
-la diversità dei tipi di ambiente e di applicazione tra i servizi in linea (reti aperte e chiuse, applicazione di livelli diversi di interattività).
In questa prospettiva, gli operatori possono essere indotti a dotarsi di uno o più codici di comportamento.
In considerazione di tale diversità, dovrebbe essere valutata l'adeguatezza delle norme elaborate sulla base:
-dei principi di libertà di espressione e di tutela della vita privata nonché del principio della libera circolazione dei servizi;
-del principio di fattibilità tecnica ed economica rispetto all'obiettivo globale di sviluppo della società dell'informazione in Europa.
2.2.Contenuto del codice (dei codici) di comportamento
Il codice (i codici) di comportamento dovrebbe (dovrebbero) prevedere norme in materia di:
2.2.1.Tutela dei minori
Obiettivo: educare i minori ad un uso responsabile dei servizi in linea ed evitare che accedano senza il consenso dei genitori o dei loro educatori a contenuti legalmente consentiti nocivi al loro sviluppo fisico, mentale o morale. Ciò dovrebbe riguardare, oltre a delle azioni coordinate per l'educazione e la sensibilizzazione dei minori, l'elaborazione di norme complementari nei seguenti settori.
a)Informazione agli utenti
Obiettivo: ai fini di un'utilizzazione responsabile delle reti, gli operatori dei servizi in linea dovrebbero informare gli utenti, ogni volta che ciò sia possibile, su qualsiasi rischio derivante dal contenuto di taluni servizi in linea e sugli adeguati strumenti di protezione esistenti.
I codici di comportamento dovrebbero prevedere ad esempio norme di base concernenti la natura delle informazioni da mettere a disposizione degli utenti nonché i tempi e la forma della loro comunicazione. Occorrerebbe sfruttare al massimo tutti i momenti che si prestano alla comunicazione delle informazioni (acquisto di attrezzature tecniche, sottoscrizione di un contratto con l'utente, siti web, ecc.).
b)Presentazione dei contenuti legalmente consentiti nocivi ai minori
Obiettivo: i contenuti legalmente consentiti nocivi allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori dovrebbero essere presentati, ogni volta che ciò sia possibile, in modo da fornire agli utenti un minimo di informazioni sul loro carattere potenzialmente pregiudizievole per i minori.
Pertanto, i codici di comportamento dovrebbero prevedere ad esempio norme di base destinate agli operatori dei servizi in linea interessati, agli utenti e ai fornitori di contenuti; tali norme dovrebbero fissare a quali condizioni l'offerta e la diffusione dei contenuti nocivi ai minori dovrebbero essere subordinate, ogni volta che ciò sia realizzabile, all'uso di dispositivi di tutela tra cui in particolare:
-una pagina di avvertenza (warning page), un segnale sonoro o visivo,
-l'etichettatura descrittiva e/o la classificazione dei contenuti,
-sistemi di verifica dell'età degli utenti.
Al riguardo si dovrebbe dare la precedenza ai sistemi di protezione applicati al modo in cui vengono presentati i contenuti legali manifestamente nocivi ai minori, come per esempio la pornografia o la violenza.
c)Sostegno all'esercizio del controllo parentale
Obiettivo: i genitori, gli educatori e le altre persone che hanno la responsabilità dei minori dovrebbero, ogni volta che ciò sia possibile, avvalersi dell'assistenza di servizi o dispositivi facili da usare e sufficientemente flessibili, in modo che i minori di cui tali persone sono responsabili possano avere accesso a dei servizi, in maniera autonoma, senza compromettere le loro scelte educative.
I codici di comportamento dovrebbero prevedere ad esempio delle norme di base relative alle condizioni a cui sono forniti agli utenti, ogni volta che ciò sia possibile, dispositivi o servizi aggiuntivi di assistenza all'esercizio del controllo parentale e in particolare:
-software di filtraggio installati e attivati dall'utente,
-opzioni di filtraggio attivate a richiesta dell'utente finale dagli operatori del servizio ad un livello più elevato (per esempio, offrendo un accesso limitato a siti preventivamente identificati o un accesso globale ai servizi).
d)Gestione dei reclami («hotlines»)
Obiettivo: promuovere una efficace gestione dei reclami concernenti contenuti che non rispettano le norme in materia di tutela dei minori e/o violano il codice di comportamento.
I codici di comportamento dovrebbero prevedere ad esempio norme di base concernenti la gestione dei reclami e incoraggiare gli operatori a fornire gli strumenti e la struttura di gestione necessari per un facile invio e una buona ricezione dei reclami (telefono, e-mail, fax) e a introdurre procedure per il trattamento dei reclami (informazione dei fornitori di contenuti, scambi di informazioni tra gli operatori, risposte ai reclami, ecc.).
2.2.2.Tutela della dignità umana
Obiettivo: sostenere provvedimenti efficaci nella lotta contro contenuti illegali lesivi della dignità umana.
a)Informazione agli utenti
Obiettivo: gli utenti dovrebbero, ogni volta che ciò sia possibile, essere chiaramente informati sui rischi insiti nell'uso dei servizi in linea nella loro qualità di fornitori di contenuti, e ciò al fine di incoraggiare un uso legittimo e responsabile delle reti.
I codici di comportamento dovrebbero prevedere ad esempio norme di base concernenti la natura delle informazioni da mettere a disposizione degli utenti, nonché i tempi e la forma della loro comunicazione.
b)Gestione dei reclami («hotlines»)
Obiettivo: promuovere un'efficace gestione dei reclami concernenti i contenuti illegali lesivi della dignità umana che circolano sui servizi audiovisivi e in linea, secondo le rispettive responsabilità e funzioni delle parti interessate, in modo da ridurre tali contenuti e l'uso distorto delle reti.
I codici di comportamento dovrebbero prevedere ad esempio norme di base concernenti la gestione dei reclami e incoraggiare gli operatori a fornire gli strumenti e la struttura di gestione necessari per un facile invio e una buona ricezione dei reclami (telefono, e-mail, fax) e a introdurre procedure per il trattamento dei reclami (informazione dei fornitori di contenuti, scambi di informazioni tra gli operatori, risposte ai reclami, ecc.).
c)Cooperazione degli operatori con le autorità giudiziarie e di polizia
Obiettivo: garantire negli Stati membri, secondo le responsabilità e le funzioni delle parti interessate, una cooperazione efficace tra gli operatori e le autorità giudiziarie e di polizia in materia di lotta contro la produzione e la circolazione di contenuti illegali lesivi della dignità umana nei servizi audiovisivi e d'informazione in linea.
I codici di comportamento dovrebbero prevedere ad esempio norme di base concernenti le procedure di cooperazione tra gli operatori e le autorità pubbliche competenti, nel rispetto del principio di proporzionalità e del principio della libertà d'espressione nonché delle pertinenti disposizioni di diritto interno.
2.2.3.Violazioni dei codici di comportamento
Obiettivo: promuovere la credibilità del (dei) codice (codici) di comportamento, tenendo conto del suo (loro) carattere volontario, prevedendo misure dissuasive proporzionate alla natura delle violazioni. Dovrebbero altresì essere previste, se del caso, procedure di ricorso e di mediazione.
Le norme pertinenti in materia dovrebbero essere integrate ai codici di comportamento.
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2.CODE(S) OF CONDUCT
2.1.General
The objective is the production, within the national self-regulation framework, of basic rules which are strictly proportionate to the aims pursued; these rules should be incorporated into a code (or codes) of conduct covering at least the categories set out at 2.2, to be adopted and implemented voluntarily by the operators (i.e. primarily the businesses) concerned.
In drawing up these rules, the following should be taken into account:
-the diversity of services and functions performed by the various categories of operator (providers of network, access, service, content, etc.) and their respective responsibilities,
-the diversity of environments and applications in on-line services (open and closed networks, applications of varying levels of interactivity).
In view of the above, operators may need one or more codes of conduct.
Given such diversity, the proportionality of the rules drawn up should be assessed in the light of:
-the principles of freedom of expression, protection of privacy and free movement of services,
-the principle of technical and economic feasibility, given that the overall objective is to develop the information society in Europe.
2.2.The content of the code(s) of conduct
The code (or codes) of conduct should cover the following:
2.2.1.Protection of minors
Objective: to enable minors to make responsible use of on-line services and to avoid them gaining access, without the consent of their parents or teachers, to legal content which may impair their physical, mental or moral development. Besides coordinated measures to educate minors and to improve their awareness, this should cover the establishment of certain standards in the following fields:
(a)Information to users
Objective: within the framework of encouraging responsible use of networks, on-line service providers should inform users, where possible, of any risks from the content of certain on-line services and of such appropriate means of protection as are available.
The codes of conduct should address, for example, the issue of basic rules on the nature of the information to be made available to users, its timing and the form in which it is communicated. The most appropriate occasions should be chosen to communicate the information (sale of technical equipment, conclusion of contracts with user, web sites, etc.).
(b)Presentation of legal contents which may harm minors
Objective: where possible, legal content which may harm minors or affect their physical, mental or moral development should be presented in such a way as to provide users with basic information on its potentially harmful effect on minors.
The codes of conduct should therefore address, for example, the issue of basic rules for the businesses providing on-line services concerned and for users and suppliers of content; the rules should set out the conditions under which the supply and distribution of content likely to harm minors should be subject, where possible, to protection measures such as:
-a warning page, visual signal or sound signal,
-descriptive labelling and/or classification of contents,
-systems to check the age of users.
Priority should be given, in this regard, to protection systems applied at the presentation stage to legal content which is clearly likely to be harmful to minors, such as pornography or violence.
(c)Support for parental control
Objective: where possible, parents, teachers and others exercising control in this area should be assisted by easy-to-use and flexible tools in order to enable, without the former's educational choices being compromised, minors under their charge to have access to services, even when unsupervised.
The codes of conduct should address, for example, the issue of basic rules on the conditions under which, wherever possible, additional tools or services are supplied to users to facilitate parental control, including:
-filter software installed and activated by the user,
-filter options activated, at the end-user's request, by service operators at a higher level (for example, limiting access to predefined sites or offering general access to services).
(d)Handling of complaints ('hotlines`)
Objective: to promote the effective management of complaints about content which does not comply with the rules on the protection of minors and/or violates the code of conduct.
The codes of conduct should address, for example, the issue of basic rules on the management of complaints and encourage operators to provide the management tools and structures needed so that complaints can be sent and received without difficulties (telephone, e-mail, fax) and to introduce procedures for dealing with complaints (informing content providers, exchanging information between operators, responding to complaints, etc.).
2.2.2.Protection of human dignity
Objective: to support effective measures in the fight against illegal content offensive to human dignity.
(a)Information for users
Objective: where possible, users should be clearly informed of the risks inherent in the use of on-line services as content providers so as to encourage legal and responsible use of networks.
Codes of conduct should address, for example, the issue of basic rules on the nature of information to be made available, its timing and the form in which it is to be communicated.
(b)Handling of complaints ('hotlines`)
Objective: to promote the effective handling of complaints about illegal content offensive to human dignity circulating in audiovisual and on-line services, in accordance with the respective responsibilities and functions of the parties concerned, so as to reduce illegal content and misuse of the networks.
The codes of conduct should address, for example, the issue of basic rules on the management of complaints and encourage operators to provide the management tools and structures needed so that complaints can be sent and received without difficulties (telephone, e-mail, fax) and to introduce procedures for dealing with complaints (informing content providers, exchanging information between operators, responding to complaints, etc.).
(c)Cooperation of operators with judicial and police authorities
Objective: to ensure, in accordance with the responsibilities and functions of the parties concerned effective cooperation between operators and the judicial and police authorities within Member States in combating the production and circulation of illegal content offensive to human dignity in audiovisual and on-line information services.
The codes of conduct should address, for example, the issue of basic rules on cooperation procedures between operators and the competent public authorities, while respecting the principles of proportionality and freedom of expression as well as relevant national legal provisions.
2.2.3.Violations of the codes of conduct
Objective: to strengthen the credibility of the code (or codes) of conduct, taking account of its voluntary nature, by providing for dissuasive measures which are proportionate to the nature of the violations. In this connection, provision should be made, where appropriate, for appeal and mediation procedures.
Appropriate rules to govern this area should be included in the code of conduct.
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3.ORGANISMI NAZIONALI CHE FACILITANO LA COOPERAZIONE A LIVELLO COMUNITARIO
Obiettivo: agevolare la cooperazione a livello comunitario (scambi di esperienze e di buone pratiche e attività in comune) mediante il collegamento in rete delle opportune strutture all'interno degli Stati membri, in armonia con le loro funzioni e responsabilità nazionali. Tali strutture potrebbero permettere anche di ampliare il quadro di cooperazione a livello internazionale.
La cooperazione a livello europeo si fonda sugli elementi seguenti:
-la cooperazione tra le parti interessate:
tutte le parti che partecipano all'elaborazione del quadro nazionale di autoregolamentazione sono invitate ad istituire un organismo rappresentativo a livello nazionale al fine di agevolare gli scambi di esperienze e di buone pratiche nonché il proseguimento di attività comuni a livello comunitario e internazionale;
-la cooperazione tra organi nazionali competenti per i reclami:
al fine di facilitare e sviluppare la cooperazione a livello europeo e internazionale, le parti coinvolte in un efficace sistema di gestione centralizzata dei reclami sono invitate a istituire un punto di contatto a livello nazionale per rafforzare la cooperazione nella lotta contro i contenuti illegali, agevolare lo scambio d'informazioni e di buone pratiche e migliorare l'uso legittimo e responsabile delle reti.
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3.NATIONAL BODIES FACILITATING COOPERATION AT COMMUNITY LEVEL
Objective: to facilitate cooperation at Community level (sharing of experience and good practices; working together) through the networking of the appropriate structures within Member States, consistent with their national functions and responsibilities. Such structures could also allow international cooperation to be extended.
Cooperation at European level means:
-cooperation between the parties concerned:
all the parties involved in the drawing up of the national self-regulation framework are asked to set up a representative body at national level to facilitate the sharing of experience and good practices and to work together at Community and international level,
-cooperation between national complaints-handling structures:
to facilitate and develop cooperation at European and international level, the parties involved in an effective complaint management system are asked to set up a national contact point to strengthen cooperation in the fight against illegal content, facilitate the sharing of experience and good practices, and improve legal and responsible use of the networks.
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4.VALUTAZIONE DEI QUADRI DI AUTOREGOLAMENTAZIONE
L'obiettivo è di prevedere per il quadro di autoregolamentazione degli strumenti di valutazione periodica a livello nazionale che ne verifichino l'efficacia per quanto riguarda la tutela degli interessi generali in questione, l'adeguatezza agli obiettivi e la capacità di adattamento graduale all'evoluzione del mercato, della tecnologia e dei tipi di utilizzazione.
Le parti interessate sono invitate a dotarsi di un sistema di valutazione a livello nazionale che consenta loro di seguire l'evoluzione della messa in opera del quadro di autoregolamentazione. Ciò dovrebbe presupporre un appropriato livello di cooperazione europea, tra l'altro per quanto attiene all'elaborazione di metodologie di valutazione comparabili.
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4.EVALUATION OF SELF-REGULATION FRAMEWORKS
The objective is to provide for regular evaluations of the self-regulation framework at national level, to assess its effectiveness in protecting the general interests in question, to measure its success in achieving its objectives and to adapt it gradually to changes in the market, technology and types of use.
The parties concerned are asked to set up an evaluation system at national level so that they can monitor the progress made in implementing the self-regulation framework. This should take into account appropriate European-level cooperation, inter alia on the development of comparable assessment methodologies.
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