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Comunicazione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni su "L'impatto della società dell'informazione sulle politiche dell'Unione europea. Preparare le prossime tappe"

Communication to the Council, the European Parliament, the Economic and Social Committee and the Committee of the Regions on "The Implications of the Information Society for European Union Policies Preparing the next steps"

1. INTRODUZIONE

2. LE PRIORITÀ FUTURE

2.1 Migliorare il contesto delle imprese

a. Il 1998 deve risultare un successo

b. Completare il mercato interno

c. Agevolare il cambiamento industriale

2.2 Investire nel futuro

a. Migliorare la nostra base di conoscenze

b. Migliorare l'istruzione e la formazione

c. Affrontare lo sviluppo sostenibile

2.3 Al primo posto i cittadini

a. Potenziare l'integrazione europea

b. Tutelare gli interessi dei consumatori

c. Migliorare i servizi pubblici

d. Garantire la diversità culturale

2.4 Affrontare la sfida globale

a. Definire le regole su scala globale

b. Collaborare con i nostri vicini

c. Migliorare l'integrazione dei paesi in via di sviluppo

3. LE PROSSIME TAPPE

1. INTRODUCTION

2. FUTURE POLITICAL PRIORITIES

2.1. Improving the Business Environment

a. Making a Success of 1998

b. Making the Internal Market Real

c. Facilitating Industrial Change

2.2. Investing in the Future

a. Enhancing our Knowledge Base

b. Improving Education and Training

c. Addressing Sustainable Development

2.3. People at the Centre

a. Enhancing European Integration

b. Protecting Consumer Interests

c. Improving Public Sector Services

d. Ensuring Cultural Diversity

2.4. Meeting the Global Challenge

a. Defining Global Rules

b. Collaborating with our Neighbours

c. Improving Global Integration

3. THE NEXT STEPS

1. INTRODUZIONE

Negli ultimi anni, la società dell'informazione è divenuta una delle principali tematiche all'ordine del giorno nelle politiche dell'Unione europea. Questo sviluppo è un esplicito riconoscimento dell'importante ruolo delle nuove applicazioni e dei nuovi servizi nell'affrontare le sfide della competitività mondiale e dell'occupazione. Le industrie dell'informatica e delle comunicazioni mostrano la più rapida crescita a livello mondiale, con un tasso di crescita annuo pari al 7-8%. Si prevede che entro il 2000 il loro contributo al prodotto nazionale lordo mondiale raddoppierà, fino a toccare il 10% del totale. In Europa tali industrie mostrano caratteristiche analoghe: vi sono ora importanti opportunità per le imprese di radiodiffusione, per quelle che producono software per elaboratori, per le industrie dell'elettronica, dell'editoria e della telefonia. L'Europa è forte in alcuni segmenti del mercato, ma in numerosi settori chiave mostra un ritardo rispetto agli Stati Uniti e al Giappone. Per il futuro di tutti i settori economici e per i cittadini dell'Unione, è assolutamente necessario che l'Europa abbia una posizione vantaggiosa in tali settori.

Nel luglio 1994 l'Unione europea ha avviato una strategia completa per quanto concerne la società dell'informazione, con la presentazione da parte della Commissione europea del piano d'azione intitolato "La via europea verso la società dell'informazione"1. Il piano d'azione fornisce all'Unione europea un quadro integrato relativo alla società dell'informazione, che comprende alcuni settori chiave delle politiche dell'Unione europea, tra cui le telecomunicazioni, la ricerca e sviluppo, l'innovazione, la concorrenza, le PMI, la coesione economica e sociale, il settore audiovisivo, le relazioni internazionali e la cultura.

Malgrado gli obiettivi delineati nel piano d'azione restino validi, la penetrazione in tutti i settori della società dell'informazione e i recenti sviluppi a livello globale rendono necessario l'aggiornamento, il potenziamento e il riadattamento delle azioni già intraprese, come pure l'inclusione della dimensione della società dell'informazione in politiche non originariamente prese in esame nel piano d'azione. Inoltre, le molteplici sfaccettature della società dell'informazione richiedono un più efficace coordinamento tra le varie politiche comunitarie, nonché tra gli strumenti e i meccanismi di finanziamento comunitari.

In tale contesto, la presente comunicazione è intesa ad illustrare l'impatto della società dell'informazione sulle politiche dell'Unione europea, e pertanto ad evidenziare le priorità future.

1. INTRODUCTION

The information society has in recent years moved to the top of the European Union political agenda. This development is an explicit recognition of the important role that new applications and services can play in addressing the challenges of global competitiveness and employment. The information and communication industries are the fastest growing of the world, growing at an annual rate of 7 to 8 % per year. Their contribution of world gross domestic product is expected to double by the year 2000 to approximately 10 %. This situation is matched in Europe with very strong opportunities for broadcasting, computers software, electronics, publishing and telephone companies. Whilst Europe is strong in some segments of the market, we are still lagging the United States and Japan in several key areas. It is absolutely essential for the future of all sectors of the economy and for Community citizens that Europe succeeds in these sectors.

A comprehensive European Union information society strategy was launched in July 1994 with the submission by the European Commission of an Action Plan entitled "Europe's Way towards the Information Society". The Action Plan, provides the European Union with an integrated information society framework encompassing a number of key European Union policy areas, including telecommunications, research and development, innovation, competition, SMEs, economic and social cohesion, audio-visual, international relations and culture.

While the goals outlined in the Action Plan remain valid, the pervasive nature of the information society and recent global developments require the updating, reinforcing and re-adjusting of actions already undertaken and the incorporation of the information society dimension in policy areas not originally addressed in the Action Plan. In addition, the multifaceted nature of the information society implies a need for greater policy co-ordination between the various Community policies and between the Communities different instruments and funding mechanisms.

Against this background, the objective of this Communication is to indicate the impact of the information society on European Union policies, thereby highlighting future priorities.

2. LE PRIORITÀ POLITICHE FUTURE

2.1. MIGLIORARE IL CONTESTO DELLE IMPRESE

La società dell'informazione sta modificando rapidamente e in modo radicale il contesto delle imprese, sottoponendo l'industria europea ad un'accresciuta pressione concorrenziale. L'Europa non deve lasciarsi sfuggire questa opportunità di incrementare la propria competitività e di conseguenza, di migliorare la situazione dell'occupazione. Le imprese europee hanno iniziato ad adattarsi alla nuova situazione e hanno buone potenzialità in termini di forza lavoro, di capitale e di tecnologie. Far fronte ai cambiamenti è comunque un processo complesso: in assenza di soluzioni predefinite, i rischi sono elevati. Per realizzare gli adeguamenti necessari, le imprese europee hanno bisogno di un contesto chiaro e prevedibile, che consenta loro di trarre pienamente vantaggio dal nuovo potenziale di mercato.

a. Il 1998 deve risultare un successo

L'istituzione, entro il 1° gennaio 1998, di un nuovo contesto regolamentare per le telecomunicazioni, basato sulla completa liberalizzazione, sarà decisiva ai fini di mobilitare gli investimenti privatiatti a creare l'infrastruttura di telecomunicazione necessaria per lo sviluppo della società dell'informazione in Europa. La concorrenza è necessaria per migliorare la qualità dei servizi di comunicazione, per ridurre drasticamente i prezzi e stimolare l'emergere di una moltitudine di nuovi servizi.

Il Consiglio europeo di Firenze ha sottolineato l'importanza della liberalizzazione e della creazione di un mercato interno delle telecomunicazioni, ed ha invitato il Consiglio dei ministri ad effettuare nuovi progressi sulla via della liberalizzazione.

La Commissione e gli Stati membri hanno già effettuato sostanziali progressi liberalizzando alcuni importanti segmenti di mercato anteriormente al 1998. Si tratta, in particolare, delle comunicazioni mobili e via satellite, dell'impiego delle reti televisive via cavo per le telecomunicazioni e di infrastrutture alternative per i servizi già liberalizzati, a partire dal 1° luglio 1996.

Alcuni Stati membri hanno richiesto deroghe2 al calendario previsto per l'apertura alla piena concorrenza. La Commissione sta valutando tali richieste e si pronuncerà in merito alle deroghe a seguito di un processo di pubblica consultazione. Tuttavia, data l'importanza che la liberalizzazione del settore delle telecomunicazioni riveste per l'economia nel suo complesso, gli Stati membri che hanno richiesto deroghe sono invitati a ridurre il periodo richiesto o, nel caso in cui non si riveli giustificato, a rinunciarvi.

Il 1998 si rivelerà un successo se sono soddisfatte due condizioni: non solo la tempestiva adozione del contesto regolamentare ma anche, e soprattutto, la sua effettiva applicazione. Una trasposizione incompleta, divergente o tardiva, come pure un'inefficace applicazione dell'insieme di misure regolamentari a livello degli Stati membri potrebbe comportare distorsioni della concorrenza e turbare il funzionamento del mercato interno. Le autorità nazionali di regolamentazione dovranno disporre delle risorse e dell'indipendenza necessaria per assumere pienamente il ruolo che loro compete a tale riguardo. I cambiamenti da affrontare sono per molti versi analoghi a quelli affrontati nel completamento del mercato unico. Un altro importante elemento è la valutazione, ai sensi delle regole sulla concorrenza, del comportamento degli operatori dominanti delle telecomunicazioni nella corsa al traguardo del 1998: si tratta, in particolare, delle alleanze, degli accordi e delle strategie di determinazioni dei prezzi.

Le telecomunicazioni sono, per definizione, un settore transfrontaliero: pertanto, oltre alle misure minime di armonizzazione, è necessario un ulteriore coordinamento tra le autorità di regolamentazione interessate. In particolare, nei settori del rilascio delle licenze, dell'attribuzione delle frequenze, della numerazione e delle relazioni esterne (vale a dire, nei confronti dell'Unione internazionale delle telecomunicazioni), comincia già a mostrarsi chiaramente l'esigenza di un più stretto coordinamento. L'Unione europea deve prepararsi ad assumere le proprie responsabilità in tale contesto. La Commissione sta inoltre esaminando se sia o meno necessario creare istituire una funzione di regolamentazione delle telecomunicazioni a livello dell'Unione europea.

b. Completare il mercato interno

Per liberare appieno il loro potenziale, i nuovi prodotti e i nuovi servizi della società dell'informazione debbono svilupparsi conformemente alle dimensioni del mercato unico. La Commissione deve pertanto rinnovare gli sforzi ai fini di tutelare e migliorare il funzionamento del mercato unico. Le barriere ancora restanti debbono essere eliminate applicando direttamente i principi del trattato, in particolare quello della libera circolazione delle merci (art. 30), quello della libera prestazione dei servizi (art. 59) e quello della libertà di stabilimento (art. 52). La Commissione deve mirare a garantire che ogni risposta regolamentare ai nuovi servizi, intesa a tutelare gli obiettivi di interesse generale3, sia condotta nel contesto del mercato unico.

Le nuove applicazioni e i nuovi servizi si stanno sviluppando con grande rapidità ed è impossibile prevedere quale di essi troverà un proprio mercato. Si deve evitare l'adozione di una legislazione restrittiva finché non si richiarisca la modalità e il tipo di intervento necessario. E' inoltre importante eliminare le barriere esistenti e impedire la formazione di nuove che possano ostacolare l'avvio di nuove iniziative e dei relativi investimenti da parte delle imprese. A tal fine, la Commissione sta analizzando le potenziali barriere nei confronti di taluni nuovi prodotti e servizi della società dell'informazione come ad es. il commercio elettronico.

Ora gli Stati membri stanno iniziando ad aggiornare il quadro legislativo in risposta ad una pressione reale, spesso amplificata a livello politico. Il risultato di tali iniziative potrebbe essere una legislazione nazionale incoerente, che potrebbe ostacolare la fornitura transfrontaliera di merci e servizi. In tale contesto, per contrastare ogni minaccia all'integrità del mercato interno, la Commissione ha presentato una proposta di direttiva relativa ad un meccanismo in grado di garantire la trasparenza della regolamentazione dei servizi offerti dalla società dell'informazione. Ciò per garantire la coerenza e la flessibilità delle misure di regolamentazione nazionali, minimizzando allo stesso tempo i rischi di un eccesso di regolamentazione a livello comunitario.

In alcuni settori sarà forse necessario istituire una regolamentazione a livello comunitario, mirante a garantire che i prodotti e i servizi della società dell'informazione possano pienamente avvalersi dei vantaggi offerti da uno spazio privo di frontiere interne. Inoltre, tale quadro regolamentare tutelerà e stimolerà la creatività e l'innovazione. Alcuni aspetti del quadro in questione sono già in corso di realizzazione4. Si sta inoltre analizzando se sia necessario istituire un quadro legislativo combinato per la società dell'informazione e per le telecomunicazioni.

Un'altra nuova sfida cui dovrà far fronte il quadro di regolamentazione è l'emergere della convergenza tecnologica tra telecomunicazioni, servizi di informazione elettronici e radiodiffusione. La Commissione sta ora analizzando il problema della carente coerenza dei contesti giuridici pertinenti.

Per diffondere maggiormente i nuovi servizi nell'ambito delle transazioni commerciali e per la trasmissione di documenti ufficiali, è necessario assicurarsi la fiducia degli utilizzatori. A ciò è parimente interessato il settore commerciale, in quando una maggiore fiducia da parte degli utilizzatori equivale ad un aumento della domanda. Si deve pertanto disporre di mezzi in grado di tutelare la vita privata, di garantire la riservatezza e l'autenticazione delle «firme» elettroniche. La Commissione sta preparando proposte in materia.

c. Agevolare il cambiamento industriale

Le tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni (TIC) sono decisive per la futura competitività di tutte i settori industriali, commerciali e dei servizi (vale a dire, per la progettazione e la fabbricazione dei prodotti, per i prodotti in sé e per i processi commerciali). Pertanto, l'Europa potrà conseguire successi a patto che le TIC si diffondano rapidamente nelle imprese europee in generale. A tale riguardo, è necessario promuovere la diffusione delle prassi ottimali e la pratica del «benchmarking». Ciò è importante soprattutto per le PMI, che rappresentano più di due terzi della forza lavoro europea e pertanto svolgono un ruolo chiave nella creazione di nuove opportunità di lavoro5.

Le PMI sono decisive ai fini dell'innovazione. Il Libro verde sull'innovazione ha mostrato che in Europa vi è uno scarto tra potenziale scientifico e tecnologico e livello di innovazione. Bisogna pertanto promuovere azioni atte ad eliminare gli ostacoli e a rendere disponibili gli strumenti necessari (ad esempio, capitali di rischio).

Le PMI svolgono inoltre un ruolo di primo piano nel garantire lo sviluppo e la diversità del nuovo mercato di contenuti informativi multimediali. Tale mercato richiede flessibilità e prossimità culturale per garantire la fornitura di servizi informativi su misura, è dominato da PMI di recente creazione. Gli Stati membri e l'Unione europea dovranno fornire il contesto appropriato ad un armonioso sviluppo delle PMI. In particolare, dovranno impegnarsi in modo rilevante perché si possano meglio comprendere le esigenze, le priorità e gli ostacoli (vale a dire, gli oneri burocratici) che impediscono la creazione e lo sviluppo delle PMI e l'impiego delle TIC da parte di quest'ultime.

Per un coerente e rapido sviluppo del mercato, sono sempre più importanti le norme «di fatto» e le specifiche disponibili al pubblico, elaborate da gruppi di mercato. Ciò ha conseguenze significative: evitare le posizioni dominanti e i monopoli; garantire l'interesse pubblico e le norme relative ai pubblici appalti. A tale riguardo, un ruolo importante è svolto anche dalla normalizzazione, che è oggetto di una comunicazione specifica.

2. FUTURE POLITICAL PRIORITIES

2.1. IMPROVING THE BUSINESS ENVIRONMENT

The information society is rapidly and radically changing the business environment and putting additional competitive pressure on European industry. Europe must not miss the chance to increase its competitiveness and therefore improve the employment situation. European businesses have started adapting to the new situation and have a good basis of workforce, capital and technology. Coping with the changes however is a complex issue where no pre-defined solutions exist and therefore it is highly risky. In order to undertake the necessary adjustments, European businesses need a clear and predictable framework that will enable them to take full advantage of the new market potential

a. Making a Success of 1998

The establishment, by 1st January 1998, of a new regulatory framework for telecommunications based on full liberalisation, will play a vital role in unleashing the private investments required to create the communication infrastructure necessary for the development of the information society in Europe. Competition is necessary to improve the quality of communication services, drastically reduce prices and trigger the emergence of a plethora of new services.

The European Council at Florence underlined the importance of liberalisation and the creation of an internal market for telecommunications. It invited the Council of Ministers to move further on the way towards liberalisation.

The Commission and Member States have already made substantial progress in liberalising a number of major market segments ahead of 1998. These include mobile and satellite communications, use of cable television networks for telecommunications as well as of alternative infrastructure for already liberalised services as of 1st of July 1996.

Certain Member States have asked for derogations from the scheduled timetable for the introduction of full competition. The Commission is considering these requests and the decisions on these derogations, will be taken following a public consultation process. However, given the importance of a liberalised telecommunications sector for the whole economy, those Member States which have requested derogations are invited to shorten the period or where not justified, to renounce them.

Making a success of 1998 depends not only on the timely adoption of the regulatory framework but, more and more, on its effective implementation. Incomplete, divergent or late transposition, as well as inefficient application of the regulatory package at Member State level, could lead to distortions of both competition and the functioning of the internal market. National Regulatory Authorities will need the resources and independent authority to assume their full role in this respect. The changes to be faced parallel in many ways theses faced in implementing the single market. Another important element is the assessment under competition law of the behaviour of the dominant telecommunications operators in the run up to the 1998 deadline. This concerns, in particular, alliances, agreements and pricing strategies.

Telecommunications is by definition a sector that is trans-border, so in addition to the minimum harmonisation measures, additional co-ordination between the relevant regulatory authorities is necessary. Particularly in the fields of licensing, frequency allocation, numbering and external relations (e.g. with respect to the International Telecommunications Union) the need for intensified co-ordination is already becoming evident. The European Union should be prepared to assume its responsibility in this context. The Commission is also examining to what extent it may be necessary to create a telecommunications regulatory function at European Union level.

b. Making the Internal Market Real

The new information society products and services require the scale of the Internal Market to develop to their full potential. The Commission must therefore continue its efforts in safeguarding and improving the proper functioning of the Internal Market. Remaining barriers should be removed by directly applying the principles of the Treaty, in particular the free circulation of goods (art.30), the free provision of services(art.59) and the freedom of establishment (art.52). The Commission's aim is to ensure that any possible regulatory response to the new services, aimed at the protection of general interest objectives is carried out in the framework of the Internal Market.

New applications and services are developing very fast and it is impossible to predict which one will eventually find a market. Over-hasty legislation should be avoided until it is clear where and what type of intervention is required. In addition, it is important to remove or prevent existing or emerging obstacles which may inhibit businesses from taking new initiatives and committing investments to them. To this end, the Commission is analysing potential barriers for certain new information society products and services, e.g. electronic commerce.

Member States are currently undertaking to update their legislative framework in response to real, sometimes politically heightened, pressure. Such actions could result in inconsistent national legislation thereby hindering the transborder provision of goods and services. In this context, to counter any threat to the integrity of the Internal Market, the Commission is proposing a directive concerning a regulatory transparency mechanism to cover information society services. This is aimed at ensuring the coherence and flexibility of national regulatory measures while at the same time minimising the risk of over-regulation at Community level.

In certain areas, it might be necessary to establish regulation at Community level, with the objective of ensuring that information society products and services benefit fully from the advantages offered by an area without internal frontiers. Such a regulatory framework would also protect and stimulate creativity and innovation. Certain aspects of that regulatory framework are already underway. The need for the establishment of a consolidated legislative framework for the information society and for telecommunications is also currently being examined.

An additional new challenge for the regulatory framework will be the emerging technological convergence between telecommunications, electronic information services and broadcasting. The Commission is currently analysing the problem of the lack of relevant consistency with respect to the existing legal frameworks.

User confidence must be ensured in order to achieve a wider use of the new services for commercial transactions as well as for the transmission of official documents. At the same time, this is also in the interest of the business world, since increased user confidence means increased demand. Therefore, means to ensure privacy, confidentiality and electronic authentification must be available. The Commission is preparing appropriate proposals.

c. Facilitating Industrial Change

Information and communication technologies (ICT) are critical to the future competitiveness of all industries, commerce and services(e.g. in the design and manufacture of products, in the products themselves and in the business processes). Success for Europe depends, therefore, on the speedy take-up of ICT by European enterprises in general. The concept of distributing good practices and applying benchmarking should be promoted in this respect. This is important especially for small and medium-sized enterprises (SMEs) which account for over two thirds of the European workforce and therefore play a central role in the creation of new job opportunities.

SMEs are crucial for innovation. The Green Paper on innovation has shown that there is a mismatch between Europe's scientific and technological potential and its record in innovation. Removing obstacles and the availability of the necessary instruments must be promoted (e.g. venture capital).

SMEs are also vital to development and diversity of the new multimedia content market. This market demands flexibility and cultural proximity for the provision of tailor-made information services and it is dominated by newly created SMEs. Member States and the EU should provide the appropriate environment for SMEs to flourish. In particular they should devote considerable effort in order to increase understanding concerning the needs, priorities and obstacles (e.g. bureaucratic burdens), hindering the creation and running of SMEs and their use of ICTs

For consistent and fast market development, "de facto" standards and publicly available specifications drawn up by market groups are increasingly important. This has significant consequences: avoiding dominant positions or monopolies; guaranteeing public interests and standards in public procurement. Standardization also plays an important role in this respect and is being addressed by a separate communication.

2.2. INVESTIRE NEL FUTURO

La società dell'informazione è prevalentemente una società basata sulle conoscenze. Partecipare alla società dell'informazione significa disporre di maggiore creatività, comunicare in modo più rapido, elaborare nuove idee e imparare ad apprendere per tutta la vita (apprendimento continuo). Il capitale principale, per l'Europa, è costituito dalle risorse umane e dal «know-how». Per tale motivo, dobbiamo potenziare gli investimenti destinati a migliorare la nostra base di conoscenze e a migliorare l'istruzione e la formazione.

Investire nel futuro significa anche conservare, per quanto possibile, l'ambiente per le generazioni future. Lo sviluppo sostenibile può trarre vantaggio dalla società dell'informazione. L'impiego delle TIC offre maggiori opportunità di modi di vita basati su un impiego meno intensivo delle risorse limitate.

a. Migliorare la nostra base di conoscenze

Le restrizioni di bilancio stanno esercitando crescenti pressioni sui fondi disponibili per la ricerca e la tecnologia (R&S), sia nel settore privato sia in quello pubblico. Ciò potrebbe risollevare il bilancio a breve termine, a costo però di sminuire la capacità futura dell'Europa di essere innovativa e competitiva nel prossimo secolo. La posta in gioco non potrebbe essere più elevata.

La politica comunitaria della R&S ha contribuito a gettare le basi dei risultati attuali in Europa relativi alla società dell'informazione. Tale compito non ha un orizzonte delimitato. Al contrario, la tecnologia sta sempre più ampliando tale orizzonte, scoprendo frontiere inaspettate. Ecco perché la ricerca connessa alla società dell'informazione deve svolgere un ruolo centrale nel Quinto programma quadro di ricerca e sviluppo.

La Commissione ha recentemente adottato una comunicazione6 relativa ai primi orientamenti del Quinto programma quadro. Come attesta tale documento, gli sforzi si concentrano in tre settori chiave, uno dei quali è la società dell'informazione. La ricerca in tale campo mirerà allo sviluppo delle tecnologie, delle infrastrutture, dei servizi, delle applicazioni e dei contenuti informativi, e sarà intesa a rispondere con più efficacia alle crescenti richieste dell'industria e della società.

Data la rapidità del cambiamento tecnologico, è essenziale che i calendari di attuazione dei programmi corrispondano alle nuove realtà. E' inoltre necessario concentrare gli sforzi di R&S nelle TIC sui temi d'interesse generale, che affrontino esigenze specifiche degli utilizzatori nella società dell'informazione e delle tecnologie necessarie per soddisfarle. Ciò comporta l'organizzazione e la gestione di sforzi coordinati interdisciplinari e trasversali ai programmi, che rifletteranno la convergenza dei settori industriali e delle tecnologie.

Grazie alla società dell'informazione, è possibile prefigurare un «villaggio della ricerca globale». Per l'Europa, è necessario che le reti di ricerca ad alta velocità siano pienamente integrate nell'ambiente della ricerca internazionale, nonché che sia potenziata la collaborazione transfrontaliera tra gli istituti di ricerca nazionali dei vari Stati membri, e degli istituti di ricerca europei.

b. Migliorare l'istruzione e la formazione

Il ritmo del cambiamento è sempre più veloce e le specializzazioni debbono essere costantemente aggiornate per rispondere alle mutevoli esigenze nell'ambiente di lavoro e a domicilio. Le nuove tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni e le nuove modalità di apprendimento sono già state integrate nei programmi di istruzione e formazione della Commissione7. La Commissione ha adottato iniziative specifiche, pubblicato un Libro verde intitolato "Insegnare e apprendere - Verso la società conoscitiva" e stimolerà una più ampia discussione sulle modalità con cui è possibile ovviare all'obsolescenza delle specializzazioni della forza lavoro adulta grazie ad un approccio proattivo all'adattamento e al cambiamento, con il Libro verde intitolato "Vivere e lavorare nella società dell'informazione: al primo posto i cittadini".

Il forum della società dell'informazione8 ritiene che l'istruzione e la formazione debbano essere rapidamente rivedute, per far sì che le istituzioni deputate all'istruzione e alla formazione siano maggiormente in grado di rispondere alle esigenze dei settori industriali emergenti. Il forum sottolinea inoltre che introdurre la società dell'informazione nelle scuole significa modificare le modalità di funzionamento delle istituzioni scolastiche. Ciò non sarà facile, per le conseguenze finanziarie che comporta e per la tradizionale inerzia di tale settore. L'istruzione nella società dell'informazione non deve più essere un sistema incentrato unicamente sugli insegnanti, concentrandosi maggiormente sui soggetti che apprendono; deve approfondire maggiormente le tematiche dell'apprendimento e meno quelle dell'insegnamento.

Riconoscendo l'importante ruolo svolto dall'istruzione e dalla formazione, il Consiglio europeo di Firenze ha richiesto alla Commissione di elaborare rapidamente un piano d'azione intitolato "Apprendere nella società dell'informazione". Tale piano prevede, tra l'altro, l'interconnessione delle reti delle istituzioni scolastiche a livello europeo, la promozione dei contenuti didattici multimediali, la sensibilizzazione e la formazione di insegnanti e responsabili della formazione all'impiego dei nuovi strumenti della società dell'informazione.

A tale riguardo, il settore privato dovrà dare un contributo di primo piano grazie alla creazione di partenariati tra settore pubblico e privato.

c. Affrontare lo sviluppo sostenibile

Il concetto di sviluppo sostenibile riflette la crescente consapevolezza che le generazioni odierne debbano soddisfare le proprie esigenze senza compromettere la qualità della vita delle generazioni future, senza esaurire le risorse e provocare una distruzione ambientale.

A titolo di esempio, le applicazioni telematiche possono contribuire a ridurre l'esigenza di investimenti nelle infrastrutture di trasporto, la congestione del traffico e l'inquinamento nell'ambiente urbano. Ciò può essere realizzato direttamente, grazie a sistemi di gestione del traffico urbano, oppure indirettamente, come risultato di applicazioni professionali quali la teleconferenza e il telelavoro, che ridurranno l'esigenza di spostarsi fisicamente da un luogo all'altro. Il monitoraggio dei livelli di inquinamento atmosferico, connesso a sistemi di gestione del traffico, potrà essere impiegato per deviare o arrestare il traffico quando la qualità dell'aria tocchi determinati valori soglia.

Le TIC possono essere un importantissimo strumento ai fini dello sviluppo sostenibile, anche se non costituiscono una garanzia automatica di uno sviluppo rispettoso dell'ambiente. Molto dipende dal contesto entro cui sono impiegate le nuove tecnologie. Come ha notato il forum sulla società dell'informazione, c'è il rischio che si produca un "contraccolpo" in quanto, come è già avvenuto in passato, i vantaggi ottenuti dalla comunità possono generare una domanda supplementare di consumi materiali che va nel senso opposto a quello della sostenibilità.

Per influenzare il comportamento dei cittadini e delle imprese in vista di un più razionale impiego delle risorse, bisognerà sensibilizzare maggiormente e offrire gli appropriati incentivi economici (ad esempio, sgravi fiscali).

2.2. INVESTING IN THE FUTURE

The information society is predominantly a knowledge based society. Participating in the information society means more creativity, communicating faster, developing new ideas and learning how to learn throughout life. People and know-how are the main capital of Europe. For this reason, we have to strengthen our investment in enhancing our knowledge base and in improving education and training.

Investing in the future also means that we preserve, as much as possible, the environment for the future generations. Sustainable development can benefit from the information society. The use of ICT offers major opportunities for less scare resource-intensive life styles.

a. Enhancing our Knowledge Base

Budgetary constraints are putting increasing pressure on funds available for research and technology (R&D) - in both the private and the public sectors. This may bring short term budgetary relief, but at the cost of cutting Europe's future ability to innovate and compete in the next century. There the stakes could not be higher.

Community R&D policy has contributed to laying the foundations of today's information society achievements in Europe. This is not a task with a finite horizon. On the contrary, technology is pushing the horizon into unexpected new frontiers. This is why information society related research must have a central place in the 5th Framework Programme of R&D.

The Commission has recently adopted a Communication on the first orientations of the Fifth Framework Programme. It introduces a clear concentration of effort on three key fields - one of which is the information society. Research in this field will aim at the development of technology, infrastructure, services, applications and content. It will be designed to better meet the increasing demands of industry and society.

Given the speed of technological change it is essential to match the time scales of the programmes to the new realities. It is also necessary to focus ICT R&D efforts on themes of general interest addressing specific user needs in the information society and to the technologies needed to fulfil them. This implies the establishment and management of inter-disciplinary, inter-programme co-ordinated efforts which will reflect the convergence of industries and technologies.

The Information society supports the vision of a "global research village". Europe needs high-speed research networks to be fully integrated into the international research world, as well as to improve cross-border collaboration between Member State national and European research institutes.

b. Improving Education and Training

The pace of change is increasingly fast and skills must be constantly adjusted to meet the changing needs of the work place as well as in the home. New information and communication technologies and new ways of learning have already been integrated in the Commission's education and training programmes. The Commission has taken specific initiatives, issued a White Paper on "Teaching and Learning - Towards the Learning Society" and will stimulate a wider discussion on the challenges of countering skills obsolescence of the adult workforce through a pro-active approach to adaptation and change through the Green Paper "Living and working in the information society: People first".

The Information Society Forum believes that the education and training must be quickly revised so that learning institutions are more responsive to the needs of the emerging industries. The Forum also stresses that introducing the information society in schools means changing the way schools work. This will not be easy because of the financial implications and traditional inertia. Education in the information society must move away from a system centred solely around teachers to focus more on learners. It must be build around learning and less around teaching.

In recognition of the importance of the role of education and training the European Council at Florence has asked the Commission to quickly elaborate an action plan on "Learning in the Information Society". It will include the interconnection of school networks at European level, the promotion of multimedia educational content, and the stimulation of awareness and training of teachers and trainers to the use of new information society tools.

In this respect, a major contribution is expected from the private sector through the establishment of public and private partnerships.

c. Addressing Sustainable Development

The concept of sustainable development reflects a growing awareness that current generations should meet their needs without compromising the quality of life of the future generations, without causing resource depletion and without causing environmental destruction.

By way of example, telematic applications can help to reduce the requirement for transport infrastructure investment, urban congestion and pollution. This can be achieved both directly, with traffic management systems, and indirectly, as a result of professional applications such as teleconferencing and teleworking which will reduce the need for physical mobility. Monitoring of air pollution levels with links to traffic management systems could be used to re-route or stop traffic when air quality reaches a certain threshold limit.

ICT can be a major tool for sustainable development even though environmentally friendly development is not automatically guaranteed. Much depends on the framework within which the new technologies are used. As the Information Society Forum states, there is a risk of a "rebound" effect where by collectivity gains - as it happened in the past - may create additional demands for material consumption and sustainability is lost.

Influencing the behaviour of both citizens and of the businesses towards a sounder use of resources, will require the increase of awareness as well as the provision of the appropriate economic incentives (e.g. tax incentives).

2.3. AL PRIMO POSTO I CITTADINI

La società dell'informazione offre rilevanti opportunità di migliorare il livello di vita degli individui e l'interesse del pubblico in generale. I cittadini europei potranno godere di una più ampia gamma di nuovi servizi che contribuiranno a migliorarne la qualità della vita a domicilio e sul luogo di lavoro. Inoltre, le nuove tecnologie possono aiutare a superare l'esclusione sociale e le disparità tra le regioni. Tuttavia, i mutamenti introdotti dall'avvento della società dell'informazione presentano anche nuove sfide per la società: bisogna garantire che i vantaggi siano equamente distribuiti tra le varie regioni dell'Unione e tra tutti i cittadini.

Garantire l'interesse del pubblico significa adattare la tutela del consumatore alle nuovi condizioni derivanti dal rapido emergere dei prodotti e dei servizi basati sulle TIC.

a. Potenziare l'integrazione europea

Per un'attiva partecipazione alla società, è sempre più necessario poter accedere ai servizi d'informazione, mentre la vicinanza fisica diventa meno importante. I collegamenti diretti consentiranno di ridurre gli svantaggi di cui soffrono le regioni periferiche. Ciò consentirà nuove opportunità di accesso ai mercati, di istruzione e formazione, nonché di accesso alla cultura tramite biblioteche, gallerie e musei elettronici on-line. La partecipazione alla società dell'informazione di tutte le regioni europee non sarà però un fatto automatico, ma richiederà misure politiche attive.

Uno dei fattori chiave per l'accesso alla società dell'informazione è la disponibilità di un'infrastruttura di telecomunicazioni. Ora, secondo alcune analisi9, malgrado la crescente convergenza in atto, sussistono o potranno crearsi tra gli Stati membri e le regioni dell'Unione europea differenze significative per quanto concerne il grado di sviluppo delle infrastrutture.

La liberalizzazione migliorerà la qualità dei servizi e farà diminuire i prezzi. Contemporaneamente, l'obbligo del servizio universale10 garantirà che tutti abbiano a disposizione, a prezzi ragionevoli, i servizi telefonici di base che comprendono già l'accesso ai servizi on-line. Dato comunque che gli investimenti privati sono trainati dalla domanda, si può prevedere che l'accesso ai servizi nuovi e avanzati verrà reso disponibile a ritmi e condizioni differenti nella Comunità.

Per ridurre i rischi, sono necessarie iniziative locali, regionali e nazionali, non solo per attrarre gli investimenti a livello di infrastrutture, ma anche per stimolare la domanda di nuovi servizi informativi. A tale riguardo, potrebbe rivelarsi utile il trasferimento delle esperienze e delle prassi ottimali già messe a punto da parte delle regioni avanzate (ad esempio, per quanto concerne l'elaborazione delle strategie, l'impiego dei "telecottage" nel telelavoro). Comunque, c'è ancora molta reticenza e una carente sensibilizzazione. Le zone rurali e le regioni meno favorite debbono elaborare iniziative specifiche per incoraggiare partenariati tra settore privato e settore pubblico o partenariati interregionali, per elaborare strategie ed avviare applicazioni pilota.

Alcune iniziative locali e regionali già beneficiano di aiuti a livello dell'Unione europea nel quadro degli strumenti previsti in tal senso, in particolare il FESR (ma anche il Fondo sociale, le reti transeuropee, le attività di R&S). Basandosi sulle esperienze derivate dalle iniziative esistenti, la Commissione affronterà ulteriormente questi problemi a breve scadenza, per poter integrare più strettamente gli aspetti della società dell'informazione nelle politiche relative ai fondi strutturali.

La società dell'informazione europea deve anche riflettere i valori condivisi che costituiscono la base del modello sociale europeo, compresa la democrazia e i diritti individuali, la parità delle opportunità, l'assistenza sociale e la solidarietà. In un mondo in rapido cambiamento, è importante garantire che la società dell'informazione rafforzi e non indebolisca tali valori. Maggiore importanza dovrà essere conferita alle esigenze specifiche delle donne, degli anziani e dei disabili, dei lavoratori meno scolarizzati e delle minoranze.

In tale contesto, la Commissione ha avviato alcune azioni intese, in senso generale, a collocare uomini e donne d'Europa al centro della strategia dell'Unione europea relativa alla società dell'informazione. Sono stati creati un forum della società dell'informazione e un gruppo di esperti ad alto livello che si occupa degli aspetti della società dell'informazione concernenti il sociale e la collettività. L'approfondimento del dialogo politico, sociale e civile su tali temi sarà affrontato nel Libro verde "Vivere e lavorare nella società dell'informazione: al primo posto i cittadini". Una volta completato il processo di consultazione, la Commissione presenterà le proposte d'azione appropriate.

b. Tutelare gli interessi dei consumatori

Gli interessi dei consumatori debbono essere sistematicamente tutelati tenendone conto nell'elaborazione delle politiche dell'Unione europea applicabili alla società dell'informazione.

Come parte di tale approccio generale, la Commissione avvierà azioni di ricerca intese a sviluppare le tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni che sono di più agevole impiego da parte dell'utilizzatore, e tenterà di verificare applicazioni pilota con la cooperazione delle organizzazioni dei consumatori. La Commissione incoraggerà inoltre la partecipazione sistematica dei rappresentanti dei consumatori tanto nel processo di normalizzazione, quanto nel processo di consultazione che costituisce parte essenziale dello sviluppo della legislazione applicabile alle tematiche della società dell'informazione.

Allo stesso tempo, un problema particolarmente delicato è costituito dalle informazioni indesiderabili od oltraggiose diffuse dai servizi on-line e su Internet, e dalla protezione dei minori. La Commissione sta attualmente esaminando il problema, tra l'altro nel contesto del Libro verde "Nuovi servizi audiovisivi". Ovviamente, le soluzioni dovranno essere reperite su scala internazionale.

Bisogna aumentare la sensibilizzazione dei consumatori e la loro comprensione degli impatti e delle implicazioni della società dell'informazione sulla loro vita quotidiana, per consentire loro di apprezzare i vantaggi dell'apertura dei mercati delle telecomunicazioni, ma anche dei rischi derivanti dagli sviluppi delle TIC. In tale contesto, si deve promuovere il tema "Conto alla rovescia per il 1998". E' inoltre importante aiutare il consumatore a navigare e a effettuare scelte motivate tra differenti contenuti dei mezzi d'informazione (acquisizione di competenza riguardo ai mezzi d'informazione). Ciò comporterà uno sforzo molto superiore a livello di educazione del consumatore, non solo a livello scolastico ma anche nei confronti degli adulti.

c. Migliorare i servizi pubblici

Il settore pubblico deve ricorrere sempre più alle nuove tecnologie per migliorare la qualità, l'apertura, la trasparenza e la facilità d'impiego dei servizi pubblici. L'impiego delle TIC è necessario anche per stimolare l'efficienza delle pubbliche amministrazioni, un aspetto che diviene essenziale nel contesto della globalizzazione dell'economia e delle restrizioni di bilancio.

La Commissione deve diventare un utilizzatore di primo piano delle TIC nelle proprie attività, dando così un esempio su scala europea alle pubbliche amministrazioni. Ciò riguarda le procedure e gli strumenti utilizzati nel lavoro quotidiano dai funzionari, le relazioni con le agenzie decentralizzate della Commissione e le relazioni con gli Stati membri e il pubblico. A tale proposito, la Commissione ha iniziato a promuovere la presentazione informatizzata delle proposte nei programmi di R&S ACTS ed ESPRIT.

Bisogna inoltre potenziare la coerenza tra le reti dei servizi pubblici degli Stati membri, per garantire una comunicazione senza soluzioni di continuità tra tutti i livelli dell'amministrazione pubblica in tutta l'Unione europea.

Tutti i livelli dell'amministrazione pubblica - locali, regionali, nazionali od europei - debbono agevolare l'accesso del pubblico alle informazioni loro destinate grazie all'impiego delle nuove applicazioni (ad esempio, chioschi d'informazione al pubblico o sistemi on-line).

d. Garantire la diversità culturale

Il contenuto è un elemento essenziale della società dell'informazione, tanto come fonte rilevante e crescente di entrate per le imprese, quanto come veicolo di idee e di valori che contribuiscono alla conservazione e alla promozione della diversità culturale e linguistica europea. Pertanto, mentre è necessario accelerare l'integrazione nell'economia globale dell'industria europea dei contenuti informativi, il mantenimento della diversità europea resta un aspetto d'importanza primaria.

Il vasto patrimonio culturale europeo potrebbe costituire un vantaggio di prim'ordine in termini economici. Il suo sfruttamento ottimale dipenderà in larga misura dall'elaborazione di un quadro di regolamentazione coerente per i nuovi prodotti, servizi e contenuti. Ciò, a sua volta, dipenderà in larga misura da contenuti protetti da diritti d'autore e dai diritti collegati.

L'Unione europea riconosce l'importanza crescente dell'industria audiovisiva e ha avviato una serie di iniziative11.

Il settore dei mezzi di comunicazione sta attraversando una fase di profondi cambiamenti strutturali. Da una parte, grandi conglomerati allargano le proprie attività, acquisendo oltre alla stampa e alla radiodiffusione tradizionale, l'editoria elettronica e i servizi televisivi digitali. Ovviamente, i rilevanti investimenti necessari per essere presenti sul mercato dei nuovi mezzi di comunicazione sono possibili sono per attori economici di determinate dimensioni. Ciononostante, il pluralismo e la diversità culturale restano valori essenziali per le democrazie europee.

D'altra parte, la società dell'informazione consente una produzione e una distribuzione più personalizzata del contenuto e allargherà la gamma dei servizi informativi. Un buon esempio è costituito da Internet. I futuri servizi digitali interattivi saranno caratterizzati non da una limitata disponibilità di informazioni, ma all'opposto, da un eccesso di informazioni. Pertanto, lo sviluppo di nuovi servizi e di canali specializzati contribuirà in modo significativo al pluralismo e alla diversità culturale.

I mezzi di comunicazione di massa esercitano una forte influenza sull'opinione pubblica. pertanto, in tutti gli Stati membri la concentrazione dei mezzi d'informazione è oggetto di regolamentazione. Tuttavia, è ora necessario avviare un'iniziativa a livello dell'Unione europea per coordinare la regolamentazione, per potenziare in modo conseguente il mercato interno e per evitare una nuova frammentazione derivante da una mancata coerenza nell'applicazione della regolamentazione da parte degli Stati membri. La Commissione sta valutando se siano o meno necessarie misure complementari perché il sistema di concessione delle licenze possa promuovere un accesso aperto.

2.3. PEOPLE AT THE CENTRE

The information society provides opportunities for enhancing individual lifestyles and the public interest in general. European citizens will enjoy a wider range of new services which will contribute to improving their quality of life, both at home and at work. In addition, the new technologies can potentially contribute towards overcoming social exclusion and regional disparities. However, the changes introduced by the information society also present new challenges for society, and care needs to be taken to ensure that the benefits are evenly distributed between different parts of the Union and citizens.

Ensuring the public interest means that consumer protection will have to be adapted to the new conditions resulting from the rapid emergence of ICT-based products and services.

a. Enhancing European Integration

Active participation in society is more and more linked to having access to the information services while physical proximity is less important. The relevant disadvantages of peripheral regions can thus be reduced through direct connection. This offers new opportunities to participate in markets; in education and training; as well as having access to culture through on-line electronic libraries, museums and galleries. However, the participation in the information society of all European regions will not happen automatically, but requires active policy measures.

One of the key factor for access to the information society is the availability of telecommunications infrastructure. However, a number of analyses suggest that, though converging in many ways, significant differences in levels of infrastructure development among Member States and regions remain or may even be newly created.

Liberalization will increase the quality of services and will drive prices down. At the same time the obligation of universal service will ensure that basic telephony services which already include access to on-line services will be available for all at affordable prices. However, as private infrastructure investments are demand driven it is to be expected that access to the new and advanced services will be introduced at different speeds and conditions in the Community.

To reduce the risks, local, regional and national initiatives are needed, not only to attract infrastructure investments but also to stimulate the demand for new information services. The transfer of experiences and best practice already developed by advanced regions could help in this respect (e.g. in strategy development, in the use of "tele-cottages", in teleworking). However, there is still a great reluctance and lack of awareness. Rural areas and less favored regions need to develop specific initiatives in order to encourage private-public or cross-regional partnerships, elaborate regional strategies and launch pilot applications.

Some local and regional initiatives already benefit from support at European Union level under the relevant instruments in particular the ERDF (but also Social Fund, Trans-European Networks, R&D). Building on the experiences of existing initiatives, the Commission will further address these issues in the near future in order to advance towards a closer integration of information society aspects in the Structural Funds policies.

The European information society also needs to reflect the shared values which form the basis of the European social model, including democracy and individual rights, equality of opportunity and social welfare and solidarity. In our rapidly changing world, it is important to ensure that the information society reinforces, rather than undermines these values. Emphasis must also be given to the specific needs of women, of older and disabled people, of less educated workers as well as of minorities.

Against this background, the Commission has initiated a number of actions with the general objective of placing European men and women at the center of the European Union information society strategy. An Information Society Forum and a High-Level Group of Experts on social and societal aspects of the information society has been established. The deepening of the political, social and civil dialogue on these issues will be addressed by the Green Paper "Living and Working in the Information Society: People first". After the completion of the relevant consultation process the Commission will present action proposals.

b. Protecting Consumer Interests

Consumer interests must be safeguarded by systematically taking them into consideration during the development of European Union policies applicable to the information society.

As a part of a this general approach, the Commission will initiate research actions aimed at developing information and communications technologies which are more user-friendly, and will seek to test pilot applications with the co-operation of consumer organizations. The Commission will also encourage the systematic involvement of consumer representatives both in the standardization process and in the consultation process which is an essential part of the development of any legislation applicable to information society issues.

At the same time, unwanted or offensive information content disseminated on on-line services, as well as on the Internet and the protection of minors are of particular concern. The Commission is currently studying this issue, inter alia in the context of the Green Paper "New Audiovisual Services". It is also clear that solutions also have to be found within the international context.

Consumer awareness and understanding of the impact and implications of the information society on their daily lives should be further improved in order to enable them to appreciate the benefits of opening up of telecommunication markets but also of the risks arising from the ICT developments. In this context, the theme of "Count-down to 1998" should be promoted. It is also important to help the consumer to navigate and to make informed choices between alternative media content (i.e. media competences). This will imply a greatly increased effort in consumer education, not only in schools but also for adults.

c. Improving Public Sector Services

The public sector must increasingly use new technologies to improve the quality, openness, transparency and user-friendliness of public services. The use of ICTs is also required to boost the efficiency of public administrations, something which is becoming a key requirement in the context of economic globalization and budgetary restrictions.

The Commission ought to become a front-runner in the use of ICT tools in its operations, thus setting a Europe-wide example for public administrations. This concerns the procedures and tools used in the daily work of civil servants; the links with the Commission's decentralized agencies; as well as relations with Member State administrations and the general public. In this respect, the Commission has started to use electronic submission of proposals in the ACTS and ESPRIT R&D programmes.

In addition, coherence must be enhanced between the public services networks of the Member States in order to ensure seamless communication between all levels of public administration across the European Union.

All levels of public administration, whether local, regional, national or European must facilitate public access to public information by the use of new applications (i.e. public information kiosks or on-line systems).

d. Ensuring Cultural Diversity

Content is an essential component of the information society, both as a major and growing source of business revenue and as a vehicle of ideas and values contributing to the preservation and promotion of Europe's cultural and linguistic diversity. Therefore, while the integration of the European content industry into the global economy must gain momentum maintaining European cultural diversity is a central issue.

Europe's vast cultural heritage could offer a major potential advantage in economic terms. Its optimal exploitation will largely depend upon the development of a consistent regulatory framework for new products, services and content. This in turn will to a large extent depend on content protected by copyrights and related rights.

The European Union recognizes the growing importance of the audiovisual programme industry and has launched a number of initiatives.

The media sector is undergoing profound structural changes. On the one hand, big media conglomerates are extending their activities from printing and traditional broadcasting to electronic publishing and digital television services. It is clear that the large capital investments that are necessary for the participation in the new media market are possible only for actors of a certain size. Nevertheless, pluralism and cultural diversity are central values to the European democracies.

On the other hand, the information society allows more individualized content production and distribution and will widen the spectrum of information services. A good example of this is the Internet. The future interactive digital services will not be characterized by a limited availability of information, but by the opposite; the surplus of information. Thus the development of new services and specialized channels will contribute significantly to pluralism and cultural diversity.

The mass media have a strong influence on public opinion. Therefore, in all Member States regulation on media concentration is in place. However, an initiative at European Union level has become necessary in order to coordinate regulation, to accordingly strengthen the internal market and to avoid re-fragmentation from the inconsistent implementation of regulation across the Member States. The Commission is examining whether additional measures will also be necessary so that licensing can promote open access.

2.4. AFFRONTARE LA SFIDA GLOBALE

La crescente pressione della concorrenza derivante dai progressi realizzati nelle reti di comunicazione conduce ad una ristrutturazione radicale delle imprese e scatena un'ondata di alleanze di grandi dimensioni tra imprese su scala mondiale. La ristrutturazione dell'economia è ulteriormente potenziata dalla convergenza tecnologica delle industrie collegate all'informazione, vale a dire le telecomunicazioni, l'informatica l'elettronica e l'industria dei contenuti informativi.

La globalizzazione esige inoltre che l'organizzazione socio-economica ed istituzionale degli Stati membri divenga più flessibile e più efficace, in un difficile contesto caratterizzato da un elevato tasso di disoccupazione. Contemporaneamente, la globalizzazione apre nuove opportunità di mercato, che possono contribuire alla crescita economica e alla creazione di nuovi posti di lavoro, non solo per i paesi industrializzati ma anche per i paesi in via di sviluppo che avviano azioni per partecipare alla società dell'informazione globale.

a. Definire le regole su scala globale

La liberalizzazione delle telecomunicazioni su scala globale offrirà molte opportunità alle industrie dell'informazione comunitarie. E' importante completare entro il 15 febbraio 1997 i negoziati dell'OMC sulla liberalizzazione dei servizi di telecomunicazione di base. Il risultato complessivo dovrà essere un accesso comparabile ed effettivo ai mercati dei nostri principali concorrenti, e in particolare, la garanzia di impegni adeguati da parte dei paesi di recente industrializzazione. Tale accordo dovrà inoltre includere disposizioni eque ed aperte per quanto concerne i sistemi di comunicazione globali via satellite. Il successo della partecipazione ai negoziati dipenderà, per l'Unione europea, dalla messa a punto di adeguati meccanismi di coordinamento, per garantire che l'Unione stessa esprima un'unica visione coerente.

I dibattiti relativi ad un accordo in materia di tecnologie dell'informazione potranno inoltre contribuire a ridurre il costo dei prodotti per il multimediale, grazie all'eliminazione delle barriere commerciali ai prodotti delle tecnologie dell'informazione e la promozione del reciproco riconoscimento. In tale contesto, la Commissione dovrà inoltre necessariamente rivedere e ridefinire una politica per la classificazione dei contenuti multimediali.

Bisogna definire regole su scala globale, per creare un piano di parità, come ad esempio, garantire l'interconnessione delle reti e l'interpretabilità dei servizi, tutelare i diritti di proprietà intellettuale, la sicurezza dell'informazione, garantire la tutela della vita privata e dei dati personali, promuovere norme mondiali, eliminare gli ostacoli al commercio, garantire il libero flusso delle informazioni, evitare distorsioni della concorrenza e tener conto della dimensione culturale e linguistica.

Molti di tali problemi sono già affrontati nel quadro di forum multilaterali a ciò deputati, quali il G7, l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC), l'Unione internazionale delle telecomunicazioni (UIT), l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), l'Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale (OMPI) e la Banca mondiale.

Tuttavia, nei casi in cui i negoziati multilaterali con i paesi industrializzati e le potenze economiche emergenti non abbiano come risultato un'effettiva apertura dei mercati esteri, è necessario avviare negoziati bilaterali, specialmente per quanto concerne le regole per i pubblici appalti di apparecchiature di telecomunicazione e gli accordi di reciproco riconoscimento.

La politica della concorrenza dell'Unione europea deve restare fondata su un duplice approccio. Da una parte, essa riconosce che sono necessarie alleanze perché le imprese europee possano raggiungere la dimensione critica indispensabile per essere presenti e competitive su scala globale. Dall'altra, tale politica deve impedire l'esclusione dai mercati e ridurre le posizioni dominanti.

b. Collaborare con i nostri vicini

L'Unione europea detiene inoltre una responsabilità particolare per quanto concerne l'integrazione dei suoi vicini dell'Europa centrale e orientale (PECO), della Comunità di stati indipendenti (CSI) e del Mediterraneo. Tali paesi si avvantaggiano già di alcuni strumenti di sviluppo e di cooperazione comunitari, in particolare dei programmi PHARE e MEDA. E' stato inoltre avviato un dialogo regionale sulla società dell'informazione, con la creazione, nel giugno 1995, di un forum UE-PECO e con l'organizzazione, nel maggio 1996, di una conferenza euromediterranea.

Per quanto concerne i paesi candidati a divenire membri dell'Unione europea, è necessario uno sforzo particolare per associarli più strettamente alle attività comunitarie nel settore della società dell'informazione. In particolare, per i paesi dell'Europa centrale e orientale tale dialogo verrà attuato nel contesto degli accordi di associazione e del dialogo strutturato. Si dovrà inoltre realizzare una progressiva convergenza dei quadri di regolamentazione e una migliore integrazione nelle reti europee e nei programmi europei di R&S. Un piano d'azione specifico sarà presentato alla prossima riunione plenaria del forum UE-PECO, che avrà luogo a Praga nel settembre 1996.

Nel contesto dell'attuazione della conferenza euromediterranea, una delle priorità dovrà consistere in un sostegno proattivo alle riforme regolamentari, allo sviluppo di applicazioni e di infrastrutture e agli sforzi di R&S. E' d'importanza capitale aiutare i vicini mediterranei dell'Unione europea ad affrontare le sfide della società dell'informazione, contribuendo così alla loro integrazione nell'economia globale.

c. Migliorare l'integrazione dei paesi in via di sviluppo

Su scala mondiale, la Conferenza sulla società dell'informazione e sullo sviluppo (ISAD), organizzata in Sudafrica nel maggio 1996, ha costituito un'importante tappa ai fini di una migliore integrazione dei paesi in via di sviluppo nella società dell'informazione globale. Alla fine del 1996 sarà presentata una comunicazione sul tema "Società dell'informazione e sviluppo", basata sui risultati di tale conferenza. E' necessario ridefinire e riorientare gli strumenti di cooperazione e di sviluppo esistenti, per conferire allo sviluppo delle infrastrutture e delle applicazioni di telecomunicazione una priorità più elevata nelle politiche dello sviluppo. Tale aspetto non è soltanto un prerequisito per partecipare con successo al commercio internazionale, ma offre anche nuove opportunità di sviluppo interno.

2.4. MEETING THE GLOBAL CHALLENGE

The increasing competitive pressure resulting from the progress in communication networks leads to a radical restructuring of companies and is prompting a wave of major global corporate alliances. The restructuring of the economy is further reinforced by the technological convergence of information-related industries, i.e. telecommunications, computers, electronics and content.

Globalization also dictates a change in the socio-economic and institutional organization of Member States towards greater flexibility and efficiency in an already difficult context of high unemployment. At the same time, globalization is opening up new market opportunities which can help to increase economic growth and employment, not only for the industrialized countries but also for the developing countries which launch actions in order to participate in the global information society.

a. Defining Global Rules

Global liberalization of telecommunications will offer many opportunities for community Information Industries. It is important to complete by 15 February 1997, the WTO negotiations on the liberalization of basic telecommunications services. The overall outcome must reflect in comparable and effective access to our major competitors markets and sufficient commitments from newly industrialized countries in particular. This agreement must also include fair and open arrangements relating to the global satellite communications systems. Successful participation in the negotiations will depend on the establishment of effective coordination mechanisms in order to ensure that the Union speaks with one voice.

In addition, discussions on an Information Technology Agreement could help to lower the cost of IT products for multimedia through the removal of trade obstacles for IT products and the promotion of mutual recognition. In this context it is becoming also necessary that the Commission reviews and redefines a new policy for multimedia content classification.

Basic global rules have to be established in order to create a level playing field, for example: securing network interconnection and service interpretability, protecting intellectual property rights (IPRs), information security, protecting privacy and personal data, promoting global standards, removing trade barriers, securing the free flow of information, avoiding distortions of competition, and addressing the cultural and linguistic dimension.

Many of these questions are already being addressed in appropriate multilateral fora such as the G7, the World Trade Organization (WTO), the International Telecommunications Union (ITU), the Organization of Economic Co-operation and Development (OECD), World Intellectual Property Organization (WIPO) and the World Bank.

However, where multilateral negotiations with industrialized countries and emerging economic powers do not bring effective openness of foreign markets, bilateral negotiations must be pursued, especially as regards procurement rules for telecommunication equipment and Mutual Recognition Agreements (MRAs).

The European Union competition policy must continue to be based on a dual approach. On the one hand, it acknowledges that alliances are required to ensure the critical size of European businesses necessary for global presence and competitiveness. On the other hand, it should prevent the foreclosure of markets and reduce dominant positions.

b. Collaborating with our Neighbours

The European Union also bears a particular political responsibility in integrating its neighbours from Central and Eastern Europe (CEEC), the Commonwealth of Independent States (CIS) and the Mediterranean. These countries already benefit from Community development and co-operation instruments, in particular from PHARE and MEDA. A regional dialogue on the information society has also been launched with the setting up in June 1995 of an EU-CEEC Forum and the organization in May 1996 of a Euro-Mediterranean Conference.

As far as candidate countries for European membership are concerned, special effort is required to associate them more closely with Community information society activities. In particular for the associated countries in Central and Eastern Europe, such dialogue will be pursued in the context of the association agreements and the structured dialogue. A progressive convergence of regulatory frameworks and better integration into European networks and R&D programs must also be achieved. A specific actions plan will be presented at the next plenary meeting of the EU-CEEC Forum to be held in Prague in September 1996.

Proactive support for regulatory reforms, application and infrastructure development as well as R&D efforts must also be a priority in the context of the follow-up to the Euro-Mediterranean conference. Helping the European Union's Mediterranean neighbours meet the challenges of the information society thus supporting their integration in to the global economy is an issue of utmost importance.

c. Improving the Integration of Developing Countries

At a global level, the Conference on the Information Society and Development (ISAD), hosted by South Africa in May 1996, was an important step towards the better integration of developing countries into the global information society. Based on the results of this conference a Communication on "Information Society and development" will be presented by the end of 1996. The existing co-operation and development instruments must be redefined and re-orientated to give the development of the telecommunications infrastructures and applications a higher priority in development policies. This is not only a prerequisite for participating successfully in international trade, but also offers new opportunities for their internal development.

3. LE PROSSIME TAPPE

Il Consiglio dei ministri e il Parlamento europeo, il Comitato economico e sociale e il Comitato delle regioni sono invitati a presentare il proprio parere sugli elementi fondamentali della presente comunicazione. A seguito di tali consultazioni, la Commissione potrà presentare un'azione adattata e aggiornata prima della fine dell'anno, nonché nuove proposte per una serie di misure già individuate nel testo.

3. THE NEXT STEPS

The Council of Ministers and the European Parliament, the Economic and Social Committee and the Committee of the Regions are invited to give their views on the key elements in this Communication. In the light of these consultations the Commission will table an adapted and updated action plan before the end of the year, as well as submitting new proposals for a number of measures which are already identified in the text.

1.COM (94) 347.
2.La Grecia, l'Irlanda, il Lussemburgo e il Portogallo hanno richiesto deroghe.
3.Tale processo di consultazione sarà effettuato, come di solito, dalla Commissione nel rispetto del principio di riservatezza.
4.Quali ad es. la protezione della vita privata, la tutela dei minori, la tutela del consumatore, i problemi legati alla moralità, la salute pubblica, la tutela dei diritti di proprietà intellettuale, l'etica professionale, la diffusione della cultura, la tutela del pluralismo, ecc.
5.La Commissione ha adottato in merito il Libro verde "Il diritto d'autore e i diritti connessi nella società dell'informazione" (COM(95)382 def., il Libro verde sulla protezione giuridica dei servizi criptati nel mercato interno (COM(96)76 def.) e il Libro verde relativo alla comunicazione commerciale nel mercato interno (COM(96)192 def.).
6.Per agevolare questi cambiamenti, si può utilizzare il Fondo sociale europeo, in particolare le disposizioni relative all'obiettivo 4 e ADAPT (iniziativa comunitaria).
7.Orientamenti preliminari relativi al Quinto programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico (COM(96)332/7).
8.SOCRATES e LEONARDO DA VINCI, nonché nel programma relativo alle applicazioni telematiche.
9.La creazione della task force che si occupa del software didattico e multimediale. Il 1996 è stato proclamato anno dell'apprendimento continuo, per sensibilizzare maggiormente il pubblico all'importanza dell'apprendimento, non solo all'interno dei sistemi scolastici ed educativi, ma anche a domicilio e sul luogo di lavoro.
10.Il forum della società dell'informazione è stato creato dalla Commissione quale strumento di consulenza sui problemi relativi alla società dell'informazione e per riunire tutti i settori e gruppi di interesse pertinenti. Il suo primo rapporto è intitolato "Reti per i cittadini e per le loro comunità".
11.Si veda in particolare lo studio intitolato "Valutazione degli aspetti relativi alla coesione sociale ed economica dello sviluppo della società dell'informazione in Europa", redatto per la Commissione sulla base del doc. COM(94) 347 def., terzo capitolo, paragrafo b).