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C O M U N I C A Z I O N E al Consiglio, e per informazione al Parlamento europeo, al Comitato Economico e Sociale e al Comitato delle Regioni: applicazione e funzionamento delle direttive sulle frequenze per le comunicazioni mobili |
C O M M U N I C A T I O N To the Council and for information to the European Parliament, The Economic and Social Committee and The Committee of the Regions on the implementation and functioning of the mobile communication frequency directives TABLE OF CONTENTS 1. INTRODUCTION * 2. COMMUNITY MEASURES IN THE AREA OF RADIO FREQUENCIES * 2.1 Frequency Directives * 2.2 Further developments in co-ordination of frequencies * 2.3 Other Community measures concerning mobile communications 5 2.4 Evolution towards third generation mobile communications systems 7 |
| 3. DIRETTIVA 87/372 CEE * 3.1 Contesto * 3.2 Situazione attuale * 3.2.1 Sviluppo del mercato * 3.2.2 Impatto sul mercato della direttiva sulle frequenze * 3.2.3 Gestione e disponibilità dello spettro * 3.2.4 Situazione del recepimento/applicazione * 3.3 Punti significativi * 4. DIRETTIVA 90/544/CEE * 4.1 Contesto * 4.2 Situazione attuale * 4.2.1 Sviluppo del mercato * 4.2.2 Impatto sul mercato della direttiva sulle frequenze * 4.2.3 Gestione e disponibilità dello spettro * 4.2.4 Situazione del recepimento/applicazione * 4.3 Punti significativi * 5. DIRETTIVA 91/287/CEE * 5.1 Contesto * 5.2 Situazione attuale * 5.2.1 Sviluppo del mercato * 5.2.2 Impatto sul mercato della direttiva sulle frequenze * 5.2.3 Gestione e disponibilità dello spettro * 5.2.4 Situazione del recepimento/applicazione * 5.3 Punti significativi * |
3. DIRECTIVE 87/372/EEC * 3.1 Background * 3.2 Current situation * 3.2.1 Market Development * 3.2.2 Impact of Frequency Directive on the Market * 3.2.3 Spectrum Management and Availability * 3.2.4 Transposition/Implementation issues * 3.3 Significant Issues * 4. DIRECTIVE 90/544/EEC * 4.1 Background * 4.2 Current Situation * 4.2.1 Market Development * 4.2.2 Impact of the Frequency Directive * 4.2.3 Spectrum Availability and Management * 4.2.4 Transposition/Implementation issues * 4.3 Significant Issues * 5. DIRECTIVE 91/287/EEC * 5.1 Background * 5.2 Current Situation * 5.2.1 Market Development * 5.2.2 Impact of the Frequency Directive * 5.2.3 Spectrum Management and Availability * 5.2.4 Transposition/Implementation issues * 5.3 Significant Issues * |
| 6. CONCLUSIONI * 6.1 Considerazioni generali * 6.2 Applicazione * 6.3 Altri temi: gestione dello spettro, concessione delle licenze e uso sicuro delle frequenze * 6.4 Caso particolare: GSM * 6.5 Caso particolare: ERMES * 6.6 Caso particolare: DECT * ALLEGATI Allegato 1: Direttiva del Consiglio 87/372/CEE: Quadri Normativi Nazionali Tabella 1 Tabella 2 Allegato 2: Direttiva del Consiglio 90/544/CEE:Quadri Normativi Nazionali Tabella 3 Allegato 3: Direttiva del Consiglio 91/287/CEE: Quadri Normativi Nazionali Nell'ultimo decennio le comunicazioni mobili sono state senza alcun dubbio l'area più dinamica nel settore delle telecomunicazioni: telefoni cellulari analogici e digitali, apparati di radioavviso e telefoni senza filo fanno ora pienamente parte dei mercati di telecomunicazione più sviluppati, di cui tutte le tendenze lasciano prevedere una crescita continua e sostenuta. Particolarmente importante è stato il successo mondiale della famiglia GSM (GSM, DCS 1800, DCS 1900), con 220 reti GSM in funzione in 106 paesi e oltre 44 milioni di utilizzatori. Se il GSM ha invaso il mondo i sistemi ERMES (radioavviso) e DECT hanno invece avuto una crescita molto meno evidente. Nel mercato dei radioavvisi si possono rilevare importanti variazioni regionali tra Medio Oriente, Unione europea e Stati Uniti: l'Europa si posiziona molto indietro rispetto ai paesi del Medio Oriente. La telefonia senza fili, incluso il DECT, è ora ben diffusa e può rappresentare un asse portante di sostanziale crescita, che potrebbe però essere contrastata da tecnologie concorrenti. Nei prossimi anni ci si può attendere una sostanziale espansione del mercato mobile, grazie all'introduzione dell'UMTS (Universal Mobile Telephony Services, il sistema mobile della terza generazione ). La presente comunicazione:
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6. CONCLUSIONS * 6.1 General * 6.2 Implementation * 6.3 Other issues: Spectrum management, licensing and safety of frequency usage 21 6.4 Particular - GSM * 6.5 Particular - ERMES * 6.6 Particular - DECT * ANNEXES 24 Annex 1: Council Directive 87/372/EEC: National regulatory frameworks 25 Table 1 29 Table 2 35 Annex 2: Council Directive 90/544/EEC: National regulatory frameworks 38 Table 3 43 Annex 3: Council Directive 91/287/EEC: National regulatory frameworks 46 In the last decade mobile communications has arguably been the most dynamic market in the telecommunications sector. Analogue and digital cellular telephony, paging and cordless telephony are now an integral part of developed telecommunications markets. And all the market trends point to continued and sustained growth in mobile telecommunications. Of particular note has been the world-wide success of the GSM family (GSM, DCS 1800, DCS 1900) with 220 GSM networks in operation in 106 countries with more than 44 million users. Whilst GSM has swept the world, the growth of the ERMES paging system and the DECT systems has been much less dramatic. Substantial regional variation between the Far East, the EU and the USA can be observed in the paging market, with Europe lagging behind Far Eastern countries. Cordless telephony, including DECT, is now well established and could be on the verge of substantial growth, though competing technologies may contain this growth. Further expansion in the mobile market is to be expected within the next few years with the introduction of a third generation mobile system UMTS (Universal Mobile Telephony Services). This Communication:
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| Incoraggiare lo sviluppo dei servizi mobili è sempre stato un obiettivo fondamentale della politica della Comunità europea nel settore delle telecomunicazioni. Già nel 1987 erano state lanciate iniziative per favorire l'introduzione a livello comunitario di sistemi digitali per le comunicazioni cellulari, il radioavviso e le comunicazioni senza fili. Il Consiglio aveva adottato tre raccomandazioni per favorire l'introduzione coordinata di servizi basati su tali sistemi e la Commissione aveva fatto uso dei propri poteri per proporre tre direttive, poi adottate dal Consiglio, che riservavano ai servizi le necessarie bande di frequenza. Le direttive non destinanto le frequenze riservate all'uso di una tecnologia specifica ma si pongono come solo obiettivo quello di riservare lo spettro necessario per l'introduzione coordinata a livello europeo dei moderni sistemi di comunicazione cellulare e di radioavviso. Nel loro insieme, le misure possono essere così sintetizzate:
In particolare, l'articolo 1, paragrafo 1, della direttiva chiedeva agli Stati membri di riservare dal 1° gennaio 1991 le bande di frequenza 905-914 e 950-959 (spesso indicate come "banda centrale"), o parti equivalenti della banda di cui al paragrafo 2, esclusivamente ai servizi GSM. In base all'articolo 1, paragrafo 2, gli Stati membri dovevano preparare i piani necessari per consentire al GSM di occupare l'intera banda 890-915 e 935-960 MHz non appena il crescere della domanda commerciale lo avesse reso necessario. Per tale obbligo non veniva indicata alcuna scadenza. Gli Stati membri disponevano di 18 mesi a partire dalla data di notifica della direttiva per recepire le disposizioni necessarie a conformarvisi, informandone quindi la Commissione.
In particolare, l'articolo 2, paragrafo 1, della direttiva chiedeva agli Stati membri, conformemente alla raccomandazione T/R 25-07, di riservare entro il 31 dicembre 1992 quattro canali prioritari e protetti della banda 169,4-169,8 MHz al servizio pubblico paneuropeo di radioavviso terrestre, di preferenza:
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Fostering the development of mobile services has always been a key issue of the European Community's policy for telecommunications. Initiatives were launched as early as 1987 to promote the Community-wide introduction of digital cellular communications systems, of digital radio-messaging systems, and of digital cordless communications. Three Recommendations have been adopted by the Council promoting the co-ordinated introduction of services based on these systems, while the Commission has used its powers to propose three Directives reserving frequency band for the same services, which have been adopted by the Council. The Directives do not link frequency reservation to a specific technology to be applied. They only have as objective to reserve frequency necessary for a co-ordinated Community-wide introduction of modern cellular communications and paging. All these measures can be described as follows:-
In particular, Article 1(1) of the Directive requires Member States to ensure that the 905-914 and 950-959 MHz frequency bands (often referred to as "core band") or equivalent parts of the band mentioned in paragraph 2 are reserved exclusively for GSM services by 1 January 1991. Under Article 1(2), Member States shall ensure that the necessary plans are prepared for GSM to be able to occupy the whole of the 890-915 and 935-960 MHz bands according to commercial demand as quickly as possible. No deadline is set out concerning the latter obligation. Member States were given 18 months after notification of the Directive to bring into force the provisions necessary to comply with the Directive, and were requested to inform the Commission thereof.
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In base all'articolo 2, paragrafo 2, gli Stati dovevano preparare al più presto i piani necessari per consentire ai servizi ERMES di occupare l'intera banda 169,4-169,8 MHz (cioè 16 canali) in base alla domanda commerciale. Per tale obbligo non veniva indicata alcuna scadenza, ma gli Stati membri erano stati invitati a mettere in opera le disposizioni necessarie per conformarsi alla direttiva entro il 18 ottobre 1991.
In particolare, l'articolo 2, paragrafo 1, della direttiva chiedeva agli Stati membri, conformemente alla raccomandazione T/R 22-02, di riservare entro il 1° gennaio 1992 la banda di frequenza 1880-1900 MHz alle telecomunicazioni digitali europee senza filo. Conformemente alla raccomandazione del CEPT, il DECT avrebbe dovuto avere priorità sugli altri servizi della stessa banda ed essere protetto nella banda assegnata. In base all'articolo 3, paragrafo 1, gli Stati membri erano stati invitati ad adottare entro il 31 dicembre 1991 le disposizioni necessarie per conformarsi alla direttiva e a informarne la Commissione. In un più ampio contesto europeo, le decisioni adottate dal CEPT/ERC nel 1994 hanno esteso l'applicazione delle tre direttive ai paesi aderenti al CEPT, e una successiva decisione del 1997 ha identificato le "bande estese" da assegnare al GSM in caso di necessità di ulteriore spettro, in aggiunta alle bande di frequenza indicate nella precedente decisione ERC sul GSM La risoluzione del Consiglio 90/C 166/02 del 28 giugno 1990 per aumentare la cooperazione europea nel settore delle radiofrequenze, in particolare per quanto riguarda i servizi a dimensione paneuropea, aveva riconosciuto l'importanza di un approccio coordinato all'allocazione di frequenza per i sistemi europei e aveva accolto con soddisfazione la riforma del piano di frequenze radio e dei meccanismi di coordinamento portata avanti in seno al CEPT, identificando cinque obiettivi principali nell'area dell'allocazione delle frequenze:
La risoluzione ha certamente avuto una funzione importante nello sviluppo di un quadro europeo per il coordinamento della frequenza e, in risposta a tale iniziativa, l'ERC (Comitato europeo per le radiocomunicazioni) del CEPT ha adottato una serie d'importanti iniziative, inclusa la creazione dell'ERO (Ufficio europeo delle radiocomunicazioni) e l'adozione di un meccanismo per garantire l'applicazione da parte dei membri del CEPT delle decisioni ERC sulle frequenze radio. La successiva risoluzione del Consiglio 92/C 318/01 del 19 novembre 1992 sull'applicazione nella Comunità delle decisioni dell'ERC aveva ribadito l'appoggio al metodo CEPT di cooperazione, visto come strumento fondamentale per il coordinamento delle frequenze a livello europeo. Alla risoluzione avevano fatto seguito una comunicazione della Commissione sul nuovo approccio al coordinamento delle frequenze nella Comunità (settembre 1993) e un'ulteriore comunicazione della Commissione sul meccanismo decisionale dell'ERC(aprile 1995). Attualmente tra ERC e Commissione è in vigore un memorandum d'intesa e tra Commissione e ERO un contratto quadro che definisce gli accordi di cooperazione e procedurali. Il contratto quadro permette alla Commissione di affidare all'ERO mandati per lavori di natura tecnica ("work requirements"), con l'obiettivo di adottare decisioni sull'allocazione di frequenze armonizzate a particolari servizi. Fino ad oggi l'ERC ha adottato decisioni su, tra l'altro, TETRA, DCS 1800, TDAB (Terrestrial Digital Audio Broadcasting), S-PCS (Satellite Personal Communications Services) e UMTS. La Commissione ha infine pubblicato una comunicazione sulle "Esigenze di radiofrequenza per le politiche comunitarie nel contesto della Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni 1999 (WRC-99)". |
Under Article 2(2) Member States shall ensure that plans are prepared as quickly as possible to enable ERMES services to occupy the whole of the 169.4 to 169.8 MHz band (i.e. 16 channels) according to commercial demand. No deadline is set out concerning this obligation. Member States were requested to bring into force the provisions necessary to comply with the Directive by 18 October 1991.
In a wider European context, the application of three Directives have been extended to CEPT countries by Decisions adopted by the CEPT/ERC in 1994. Moreover, in 1997 a further ERC Decision identified the "extended bands" to be used for GSM when additional spectrum is needed beyond the frequency band mentioned in the previous ERC Decision on GSM. Council Resolution 90/C 166/02 of 28 June 1990 on the strengthening of the European-wide co-operation on radio frequencies, in particular with regard to services with pan-European dimension recognised the importance of a co-ordinated approach to frequency allocation for Europe-wide systems and noted with satisfaction that a reform of the radio frequency planning and co-ordination mechanisms was being developed within the framework of CEPT. Five major policy goals in the area of frequency allocation were identified.
The Resolution has certainly played a role for the development of a Europe-wide framework for frequency co-ordination, and a number of important initiatives have been taken by CEPT European Radiocommunications Committee (ERC) in response to this initiative, including the setting up of a European Radiocommunications Office (ERO) and the adoption of a mechanism to secure implementation by members of CEPT of ERC Decisions concerning radio frequencies. Subsequent Council Resolution 92/C 318/01 of 19 November 1992 on the implementation in the Community of European Radiocommunications Committee decisions reaffirmed support to the CEPT method of co-operation as the primary means for Europe-wide frequency co-ordination. This was followed by a Communication of the Commission in September 1993, concerning a new approach to the co-ordination of frequency in the Community and by another Communication of the Commission on the ERC Decision mechanism in April 1995. A Memorandum of Understanding is currently in force between ERC and the Commission, and a framework contract between the Commission and ERO setting out arrangements for co-operation and procedures. The framework contract allows the Commission to mandate ERO to conduct work of a technical nature in the form of "work requirements", with a view at reaching Decisions concerning designation of harmonised frequencies for certain services. So far, Decisions have been adopted by ERC on, inter alia, TETRA, DCS 1800, Terrestrial Digital Audio Broadcasting, Satellite Personal Communications Services (S-PCS) and UMTS. Lastly, the Commission has also issued a Communication on "Radio frequency requirements for Community policies in the context of the World Radiocommunications Conference 1999 (WRC-99)". |
Mettendo a frutto il consenso ottenuto dal Libro verde per le comunicazioni mobili e, in particolare, l'appoggio del Consiglio e del Parlamento europeo sull'abolizione dei diritti speciali ed esclusivi nel settore mobile, la Commissione ha adottato nel gennaio 1996 una direttiva che modifica la direttiva sui servizi di telecomunicazione per includervi le comunicazioni mobili, fino a quel momento escluse dal campo di applicazione:
L'articolo 3 b) della direttiva 90/388/CEE, modificata da ultimo dalla direttiva sui sistemi mobili, indica le disposizioni essenziali sull'allocazione di frequenza (in base alle quali gli Stati membri debbono pubblicare ogni anno, o rendere disponibile a richiesta, lo schema di allocazione delle frequenze, inclusi i piani per le loro future espansioni) e sottolinea che l'allocazione dev'essere riesaminata dagli Stati membri a opportuni intervalli regolari. Altre misure comunitarie che contengono disposizioni sull'allocazione delle frequenze sono:
Il 3 marzo 1998 la Commissione ha presentato una proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio sull'introduzione coordinata di sistemi di comunicazioni mobili e senza filo (UMTS) nell'Unione europea (98/C 131/05), intesa ad agevolare la graduale evoluzione verso i sistemi di comunicazione mobile della terza generazione, capace, in particolare, di offrire servizi innovativi multimediali senza fili e di combinare l'uso delle componenti terrestri e satellitari grazie al coordinamento dei regimi nazionali di autorizzazione. Conformemente al quadro di riferimento proposto la Commissione concederà al CEPT mandati per armonizzare l'uso e le condizioni da allegare alle autorizzazioni generali per le reti e i servizi UMTS, fatte salve le disposizioni per la concessione delle licenze individuali previste dalla direttiva sulle licenze. |
Building on the consensus achieved on the basis of the Mobile Green Paper and, in particular, on the support of the Council and the European Parliament to abolition of special and exclusive rights in the mobile sector, the Commission adopted in January 1996 a Directive amending the Services Directive to include mobile communications, which had so far been excluded from its scope:-
Essential provisions concerning frequency allocation are set out by Article 3b of Directive 90/388/EC, as amended by the Mobile Directive, under which Member States must publish every year or make available on request the allocation scheme of frequencies, including plans for future expansion of such frequencies. This designation must be reviewed by Member States at regular appropriate intervals. Other Community measures containing provisions related to frequency assignment are:
2.4 Evolution towards third generation mobile communications systems On 3 March 1998 the Commission submitted a proposal for a European Parliament and Council Decision on the co-ordinated introduction of mobile and wireless communications (UMTS) in the Community (98/C 131/05). The proposed Decision aims at supporting gradual evolution towards third generation mobile communications systems, capable of providing in particular innovative wireless multimedia services and combining the use of terrestrial and satellite components, by means of co-ordination of national licensing regimes. Under the proposed framework, CEPT should be given mandates by the Commission to harmonise frequency use and the conditions to be attached to authorisations for UMTS networks and services, without prejudice to the provisions of the Licensing Directive regarding individual licences. |
Nell'ultima decade lo sviluppo del mercato delle comunicazioni mobili digitali è stato sensazionale, grazie anche, come viene riconosciuto, all'aiuto offerto dalle misure e dalle iniziative politiche adottate dalla Commissione 10 anni orsono per incoraggiare l'introduzione delle comunicazioni mobili digitali negli Stati membri. La raccomandazione del Consiglio 87/371/CEE aveva formulato proposte per coordinare l'introduzione di un sistema mobile terrestre digitale cellulare paneuropeo nella Comunità e la direttiva del Consiglio 87/372/CEE aveva riservato le bande di frequenza per tale sistema. Il lavoro di standardizzazione aveva inoltre ricevuto un considerevole sostegno da parte della Commissione, che aveva assegnato all'ETSI mandati. Nella Comunità si contano attualmente oltre 42 milioni di utilizzatori di sistemi di comunicazione mobile digitale e oltre 8 milioni di utilizzatori di sistemi analogici, con una diffusione media nell'Unione europea che sfiora attualmente il 13% e con punte, per i paesi di testa, che si avvicinano al 31,5% (Finlandia) e al 26,6% (Svezia). Vista la crescita spettacolare del mercato mobile in Europa negli ultimi due o tre anni, l'attuale livello di diffusione nei paesi scandinavi e il previsto aumento della concorrenza e dei servizi disponibili in Europa, è probabile che anche nell'ipotesi meno ottimistica i tassi di diffusione raggiungano nel 2005 (quantomeno nei paesi con i mercati più sviluppati) il 40 o 50%, con una media del 22% per l'insieme dell'Unione europea. Il GSM (e le tecnologie collegate, DCS 1800 e PCS 1900) è inoltre diventato uno standard mondiale per le comunicazioni mobili (con servizi distribuiti da quasi 220 reti e con oltre 44 milioni di utilizzatori in più di 100 paesi), il cui successo può essere misurato dalla quota globale di mercato conquistata, il 60% dell'insieme dei mercati mobili digitali. Il numero di autorizzazioni concesse varia da stato a stato, il che si spiega in parte con le differenti date di liberalizzazione dei mercati nazionali, con le loro dimensioni e con le opportunità offerte da ciascuno. In ogni Stato membro esistono attualmente almeno due sistemi mobili digitali (GSM), anche se alcuni non ancora operativi al 1° gennaio 1998 (ad esempio in Lussemburgo, ove la seconda licenza è stata concessa a fine 1997). In nove paesi (Austria, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna e Svezia) sono ancora in funzione sistemi analogici, che, nonostante il graduale e costante passaggio dai servizi mobili analogici a quelle digitali constatato negli ultimi due anni, continuano ad avere in alcuni paesi un numero relativamente elevato di abbonati, in parte per la scarsa necessità di roaming internazionale di alcune categorie di utilizzatori e in parte per l'offerta di pacchetti di servizi più economici dei sistemi analogici. Non vi è dubbio che quello delle comunicazioni mobili è attualmente il settore in più rapida crescita nell'ambito delle telecomunicazioni: entro il 2010 dovrebbero esservi circa 200 milioni di utilizzatori nell'Unione europea per l'insieme dei servizi mobili (incluso l'UMTS) e il tasso di diffusione delle comunicazioni mobili potrebbe raggiungere l'80% della popolazione (cifra che per i sistemi fissi non dovrebbe superare il 50%). In molti Stati membri sembra ragionevole attendersi nei prossimi anni un tasso di diffusione del 35%. Con previsioni così elevate di crescita degli abbonati GSM in Europa, molti operatori di reti GSM si lamentano perché l'attuale allocazione di frequenze finirà con il costituire un limite importante. |
The development of the digital mobile communications market over the past decade has been dramatic. It is recognised that this development has been supported by the policy initiatives taken by the Commission ten years ago to encourage the introduction of digital mobile communications in the Member States. Council Recommendation 87/371/EEC made proposals for the co-ordinated introduction of a pan-European cellular digital land-based mobile system in the Community; Council Directive 87/372/EEC reserved the frequency bands for such a system. In addition, the standardisation activity received considerable support from the Commission by means of mandates to ETSI. Today there are more than 42 million users of digital mobile communications in the Community. Another 8 million subscribers use analogue systems. Penetration rates currently average 13% across the EU. The most successful countries have achieved penetration rates between 31.5% (Finland) and 26.6% (Sweden). Given the dramatic growth in the mobile market in Europe over the last two to three years, current level of penetration in the Scandinavian countries and the expected increase of competition and availability of services across Europe, it is expected that, even in less optimistic scenarios, penetration rates could achieve 40% to 50% levels in 2005 in some of the more developed markets, with an average 22% for the whole of the EU. GSM (and its related technologies, DCS 1800 and PCS 1900) has also emerged as a world standard for mobile communications, with services provided through nearly 220 networks with more than 44 million users in over 100 countries. The success of GSM can be seen from its global market share of 60% for all digital mobile markets. The number of authorisations granted varies between Member States, which is partly to be explained by the different liberalisation dates and the size and opportunities of each national market. There are currently at least two digital mobile systems (GSM) in each Member State, although some of them were not yet operational at 1 January 1998 (e.g. Luxembourg, where the second licence was awarded at the end of 1997). Analogue systems are still in operation in nine Member States (Denmark, Spain, Ireland, Italy, Netherlands, Austria, Finland, Sweden United Kingdom). Despite the gradual and steady shift from analogue to digital mobile services in the last years, analogue systems continue to maintain a relatively high number of subscriptions in a few countries, owing to the relatively limited need for international roaming for certain categories of users and to the lower priced service packages for the analogue systems. There is no doubt that the mobile communications sector is currently the fastest growing area of telecommunications. By 2010 there could be nearly 200 million mobile users in the EU for all mobile services, including UMTS. Ultimately mobile communications penetration could be as high as 80% of the population, whereas fixed penetration is not expected to exceed 50% of the population. In many Member States 35% penetration rates will be feasible within the next 10 years. With the forecasts of GSM subscriber population for Europe running so high, many operators of GSM networks complain that the current allocation of frequencies will be a major constraint. |
Un recente studio sull'efficacia delle direttive sulle frequenze ha valutato l'impatto della direttiva sulle frequenze per il GSM sul corrispondente mercato. Gl'interlocutori (responsabili della regolamentazione, operatori, fabbricanti e utilizzatori) sono stati concordi nel confermare che la direttiva ha offerto un positivo contributo alla rapida diffusione del GSM, e alcuni hanno anche sottolineato che il calendario previsto ha coinciso con gli sviluppi tecnologici e con la domanda del mercato. La direttiva ha inoltre reso possibile rendere vincolante in tutta Europa la disponibilità di frequenze. Il roaming internazionale e la libera circolazione dei portatili vengono citate come due tra i più importanti risultati che hanno decretato il successo della direttiva. Sono stati comunque espressi alcuni timori: in particolare la mancanza di date per l'allocazione al di fuori della "banda centrale" crea perplessità sulla disattivazione delle reti analogiche, che in molti Stati membri occupano ancora parte delle bande riservate al GSM. Anche la mancanza di una data, fissata a livello europeo, per la disattivazione delle reti analogiche viene considerato un serio problema. In breve appare evidente che la direttiva ha permesso di definire il sistema GSM da un punto di vista politico e legislativo. In tutti gli Stati membri la "banda centrale" indicata dalla direttiva viene ora utilizzata per il GSM. Il problema delle "bande estese" (cioè delle bande 890-905 MHz e 935-950 MHz), spesso occupate da altri sistemi analogici nonostante la legislazione nazionale le abbia formalmente riservate, viene gradualmente risolto dagli Stati membri, anche se a ritmi differenti: vista la mancanza di scadenze vincolanti per la piena occupazione da parte del GSM, gli Stati membri hanno fissato scadenze differenti o, in alcuni casi, non ne hanno fissato affatto. Le previsioni indicano che anche se venissero liberate e utilizzate completamente utilizzate sarebbe comunque necessario ricorrere a un'ulteriore estensione delle bande GSM (ad esempio 880-890 MHz e 925-935 MHz). Nonostante il coordinamento internazionale nell'uso delle bande di frequenza, esistono ampie differenze nella quantità di spettro allocato agli operatori nei vari paesi, e talvolta ai vari operatori di uno stesso paese. Le diverse condizioni del mercato giustificano in alcuni casi le differenze tra i vari paesi, ma è più difficile capire le ragioni delle differenze all'interno di uno stesso paese. Spesso (è ad esempio il caso di Austria, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna e Svezia) sono dovute al fatto che l'operatore in posizione dominante che dispone di una sussidiaria per le comunicazioni mobili sfrutta l'accesso alle bande di frequenza sia analogiche che digitali. Visti i tassi di crescita indicati dagli operatori GSM in Europa, è probabile che la non disponibilità di spettro possa inibire un ulteriore sviluppo. Entro certi limiti gli operatori di rete sono in grado di alleviare il problema dovuto alla mancanza di nuovo spettro introducendo celle micro/pico, in particolare nelle aree urbane che permettono un più grande riutilizzo delle frequenze e che possono quindi accogliere un carico più elevato di traffico sulla rete, ma esiste tuttavia un limite al di là del quale gli ulteriori investimenti in infrastrutture di rete non consentono comunque un uso più efficiente dello spettro di radiofrequenza. In tal caso la sola soluzione sembra essere la disponibilità di ulteriore spettro. Un ulteriore elemento che ostacola una corretta allocazione delle frequenze sembra essere il fatto che nella maggior parte degli Stati la pubblicazione delle allocazioni esistenti e previste non risulta essere obbligatoria, nonostante le disposizioni della direttiva comunitaria. |
A recent study on the effectiveness of the Frequency Directives has assessed the impact of the GSM Frequency Directive on the GSM market. All respondents (regulators, operators, manufacturers, users) confirmed that the Directive had made a positive contribution to the early introduction of GSM. Some respondents also pointed out that the timing of the Directive coincided with technological opportunity and market demand. The Directive had also enabled the availability of frequencies in a binding way across Europe. The implementation of international roaming and the free circulation of handsets were also cited as major achievements which had been factors in the success of the Directive. Some concerns were also expressed. In particular, the lack of implementation dates outside the "core band" is causing concern in relation to the phasing-out of analogue networks, which in many Member States still occupies part of the GSM reserved bands. Similarly the lack of a date, at European level, for the phasing out of analogue networks was seen as a problem. In short, it would appear that the Directive has raised the profile of the GSM system both politically and legally. The "core band" as set out by the Directive is now used for GSM in all Member States. As far as the "extension band" is concerned (i.e. 890-905 MHz and 935-950 MHz), often occupied by other analogue systems despite formal reservation under national legislation, this is being gradually cleared by Member States, although at different paces: owing to the lack of compulsory deadline for full GSM occupation, different time limits or no time limits at all, in some cases, have been set out by Member States. Estimates indicate that, even when these bands are cleared and fully used, there will be a need to use the further GSM extension bands, i.e. 880-890 MHz and 925-935 MHz. Despite international co-ordination in the use of frequency bands, there are large differences in the amount of spectrum allocated to operators in different countries and even to operators within the same country. In some cases, differences can be justified between countries due to different market conditions, but it is harder to understand differences within countries. Very often, these are due to the fact that the incumbent operator with a mobile subsidiary enjoys access to both analogue and digital frequency bands, as it is the case in Austria, Denmark, Finland, Ireland, Italy, the Netherlands, Portugal, Spain, Sweden and the United Kingdom. Given the growth rates exhibited by GSM operators throughout Europe, it is likely that lack of availability of spectrum could inhibit market growth. Network operators are able to alleviate the problem of a lack of new spectrum, up to a point, by introducing micro/pico cells, particularly in urban areas which allow greater frequency re-use and hence can accommodate a higher degree of traffic loading on the network. There is a limit, however, beyond which further investments in network infrastructure cannot provide for a more efficient use of the radio frequency spectrum. In this case the only solution seems to be availability of more spectrum. It would appear that a further element impeding fair allocation of frequency is the fact that publishing of existing and intended future frequency allocation does not appear to be obligatory in most countries, despite the requirements of the Community directives. |
| Punti principali della direttiva 87/372/CEE L'articolo 1, paragrafo 1, della direttiva fissa una scadenze ben precisa per l'allocazione della "banda centrale" ma non per quanto riguarda l'obbligo di rendere disponibile il resto della banda riservata al GSM: l'allocazione della "banda estesa" è lasciata alla discrezione degli Stati membri, conformemente al principio di sussidiarietà. Il considerando 11 della direttiva fornisce comunque un'indicazione perché dichiara che "considerando che, in base all'attuale evoluzione della tecnologia e del mercato, sembra realistico che le bande di frequenza 890-915 e 935-960 MHz possano essere esclusivamente occupate dal sistema paneuropeo entro un periodo non superiore a dieci anni a decorrere dal 1° gennaio 1991". La data del 1° gennaio 2001 viene dunque suggerita agli Stati membri come termine realistico per occupare l'intera banda riservata, viste le tendenze di mercato e tecnologiche constatate agl'inizi del 1987. Indagini più recenti confermano che in tutta Europa è in atto un evidente passaggio verso le tecnologie digitali e che la domanda del mercato è sostanziosa; l'indicazione fornita rimane dunque valida. Anche se la direttiva non indica una scadenza vincolante, la Commissione ritiene che gli Stati membri dovrebbero indicare chiaramente una scadenza per la disattivazione dei sistemi analogici, tenendo presente che tale data non dovrebbe essere troppo lontana nel tempo. La Commissione è consapevole delle difficoltà legate alla chiusura dei servizi analogici ma è anche preoccupata che non venga ostacolato lo sviluppo del servizio digitale cellulare paneuropeo di comunicazioni mobili. La mancanza di una scadenza nella direttiva non influisce sull'obbligo principale degli Stati membri indicato nel suo articolo 1, paragrafo 2: mettere a punto piani che permettano l'espansione del GSM nell'intera banda al più presto e in base alla domanda commerciale, e comunicarli alla Commissione, conformemente all'articolo 4, paragrafo 2. In tale ottica è dunque indispensabile che gli Stati membri procedano a una valutazione accurata della domanda commerciale, ripetuta a intervalli regolari, e della corrispondente necessità di espandere le frequenze, in modo da mettere a punto e aggiornare piani di allocazione che consentano un'efficiente gestione dello spettro. Gli Stati membri dovrebbero dunque garantire l'esistenza di meccanismi efficaci per misurare l'evoluzione della domanda a intervalli regolari; solo la loro esistenza può consentire di mettere a punto e aggiornare i piani di allocazione in modo efficiente, d'indicare la scadenza di disattivazione del sistema analogico e di fissare calendario per assegnare gradualmente al GSM le nuove frequenze. L'approccio è ribadito dalla direttiva 96/2/CEE: l'articolo 3 b) della direttiva 90/388/CEE, modificata da ultimo dalla direttiva sui sistemi mobili, indica che gli Stati membri debbono pubblicare ogni anno, o rendere disponibile a richiesta, lo schema di allocazione delle frequenze, inclusi i piani per le loro future espansioni, secondo lo schema dell'allegato, e sottolinea che l'allocazione dev'essere riesaminata dagli Stati membri a opportuni intervalli regolari. La Commissione ritiene che fissare una scadenza per la disattivazione dei sistemi analogici non sia sufficiente a soddisfare le esigenze dell'articolo 1, paragrafo 2, della direttiva. Per offrire certezza giuridica e trasparenza agli operatori sul mercato viene chiesto agli Stati membri di preparare piani precisi e di aggiornarli a cadenza regolare. La Commissione ritiene che la revisione dei piani dovrebbe essere fatta almeno un volta all'anno. I piani dovrebbero includere un calendario ben chiaro per l'ulteriore espansione e indicare le date e i passi intermedi per la migrazione. I piani dovrebbero essere comunicati alla Commissione. La Commissione sorveglierà attentamente che gli obblighi di pubblicazione dei piani di allocazione delle frequenze, attuali e previsti, siano stati chiaramente definiti nel quadro di regolamentazione nazionale e siano stati messi in atto dagli Stati membri. Situazione del recepimento In genere gli Stati membri hanno recepito la direttiva adottando norme specifiche (dettagli nell'allegato 1). In alcuni paesi le frequenze sono state riservate con una decisione delle autorità di regolamentazione nazionali responsabili per l'allocazione delle frequenze (Finlandia e Portogallo) o con la pubblicazione di tabelle di allocazione nazionale delle frequenze e con successive decisioni di concessione delle licenze (Svezia); in un caso (Regno Unito) non è stato adottata alcuna legislazione per recepire la direttiva, poiché la legislazione esistente è stata considerata sufficiente a permettere la fornitura del servizio GSM. In linea di massima la maggior parte degli Stati membri ha incontrato difficoltà per rispettare la data limite di recepimento e in una prima fase la Commissione ha dovuto avviare procedure di infrazione contro un certo numero di Stati membri per non aver comunicato le misure nazionali di applicazione. Le procedure sono state chiuse solamente dopo la notifica delle misure di applicazione corrispondenti. Il recepimento è tuttavia solo una parte del processo necessario a garantire l'applicazione della direttiva; gli Stati membri debbono inoltre assicurare l'effettiva applicazione delle misure di recepimento e alla Commissione incombe il compito di fare in modo che gli Stati membri rispettino tale obbligo. In particolare, tutti gli Stati membri hanno recepito, anche se con qualche ritardo, le esigenze dell'articolo 1, paragrafo 1, della direttiva, in base alla quale debbono fare in modo che dal 1° gennaio 1991 le bande di frequenza 905-914 e 950-959 MHz ("bande centrali") o una parte equivalente della banda di cui al paragrafo 2 siano riservate esclusivamente ai servizi GSM. Un solo un paese (Irlanda) ha riservato "una parte equivalente" e tutti gli Stati membri hanno concesso licenze e frequenze per la fornitura di servizi nazionali ad almeno 2 operatori. Per quanto riguarda l'articolo 1, paragrafo 2, della direttiva, praticamente tutti gli Stati membri hanno approvato una legislazione che riserva esclusivamente al GSM l'intera banda 890-915 e 935-960 MHz anche se solo quattro paesi (Francia, Germania, Lussemburgo e Regno Unito) hanno in realtà assegnato tutte le corrispondenti frequenze agli operatori di GSM. In questi paesi il coesistere di reti analogiche e digitali non crea problemi perché i sistemi GSM e quelli analogici (se esistenti) non operano nella stessa banda. In altri due Stati membri restano ancora da assegnare alcune frequenze, anche se non risulta che siano in funzione sistemi analogici o di altro tipo: Belgio (che deve allocare le bande 914-915 e 959-960 MHz) e Grecia (dove sono state allocate a due fornitori GSM 2 X 10 MHz dell'insieme della banda e il restante 2 X 5 MHz è libero e disponibile per gli operatori futuri). Negli altri Stati membri l'occupazione integrale della banda di frequenza indicata sembra essere ritardata soprattutto dall'esistenza, nella banda riservata al GSM, di servizi analogici NMT900, TACS e E-TACS (Austria, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Svezia), di sistemi telefonici senza filo CT1 e SLT1 (Danimarca, Finlandia, Italia, Paesi Bassi, Portogallo e Svezia) o ancora di sistemi fissi (Spagna). Le autorità nazionali sembrano riluttanti ad adottare iniziative a breve per ridurre lo spettro assegnato ai sistemi analogici e per disattivarli, data la loro ampia copertura geografica, il numero e il tasso di crescita degli abbonati (anche se inferiore a quello degli abbonati al GSM). In numerosi paesi sono stati approvati piani per disattivare le attuali reti analogiche e praticamente tutti gli Stati membri hanno fissato una scadenza (che va dal 1° gennaio 2001 per la Spagna al 2007-2012 per la Finlandia) o si apprestano a prendere una decisione in tal senso (Paesi Bassi). Tuttavia, a parte queste scadenze, solo pochi paesi (Austria e Svezia) hanno fornito alla Commissione informazioni dettagliate sui tempi di migrazione delle frequenze in questione al GSM, come richiesto invece dalla direttiva. Le tabelle 1 e 2 forniscono Informazioni aggiornate sull'allocazione delle frequenze e la concessione delle licenze. |
Key issues of Directive 87/372/EEC While a clear deadline is fixed by Article 1 (1) of the Directive concerning allocation of the "core band", no such date is established concerning the obligation to make available the remainder of the band reserved for GSM: allocation of the "extension band" is left for assessment by Member States in accordance with the principle of subsidiarity. An indication is, however, provided by Recital 11 of the Directive which states that "on the basis of present technological and market trends it would appear to be realistic to envisage the exclusive occupation of the 890-915 and 935-960 MHz frequency band by the pan-European system within 10 years of 1 January 1991". The date of 1 January 2001 is, therefore, suggested to Member States as a realistic deadline for occupation of the whole reserved band, given market and technology tendencies early in 1987. Since more recent surveys confirm that a clear move towards digital technologies is under way throughout Europe and that market demand is buoyant, such an indication seems to remain valid. Even in the lack of a binding date under the Directive, the Commission is of the view that Member States should identify clearly time limits for the phasing out of analogue systems, bearing in mind that such phasing out should not be excessively delayed. The Commission is aware of difficulties linked to the closure of analogue services, but it is also concerned that development of pan-European cellular digital mobile communications should not be hampered. The lack of a deadline in the Directive does not affect the main obligation on Member States under Article 1(2) of the Directive, which is to draw up plans to allow expansion of GSM into the complete band as quickly as possible, according to commercial demand and to communicate these plans to the Commission in accordance with Article 4(2). In this context, it is essential that Member States carry out an accurate assessment of commercial demand, repeated at regular intervals, and of the related need for expansion of frequencies, with a view to drawing up and reviewing allocation plans, in order to ensure effective spectrum management. Member States should, therefore, ensure that effective mechanisms are in place to measure evolution of demand at regular intervals. Only if such mechanisms are in place can allocation plans be drawn up and reviewed in an effective way, including identification of a deadline for phasing out analogue system and of a time-schedule be fixed for gradual assignment of new frequencies to GSM. This approach is confirmed by the Mobile Directive (96/2/EC): under Article 3b of Directive 90/388/EC, as amended by the Mobile Directive, Member States must publish every year or make available on request the allocation scheme of frequency, including plans for future expansion of such frequencies, according to the scheme described in Annex. This designation must be reviewed by Member States at regular appropriate intervals. The Commission considers that establishment of final deadlines for closing analogue systems is not sufficient to implement the requirement of Article 1(2) of the Directive. In order to ensure legal certainty and transparency to market players, Member States are required to lay down precise plans and to review them regularly. The Commission takes the view that revision of plans should take place at least every year. Plans should include a clear time-scale for further expansion and identify intermediate dates and steps for migration; they should be communicated to the Commission. The Commission will investigate closely whether the obligation of publishing of existing and planned frequency allocation scheme has been clearly set out in the national regulatory framework and implemented by Member States. Status of transposition The Directive has been transposed by a majority of Member States by adoption of specific regulations (details in Annex 1). In some other countries reservation of frequencies has been ensured either by decision of the national regulatory authorities responsible for frequency allocation (Portugal, Finland) or through the published National frequency allocation table, and subsequent licensing decisions (Sweden). In one case (United Kingdom) no legislation has been enacted to implement the Directive, since the existing legislation was considered sufficient to permit provision of GSM. In general, most of the Member States had difficulties in meeting the transposition deadline, and at an early stage the Commission had to open infringement proceedings against a number of Member States for non-communication of national implementation measures. Proceedings were only closed against notification of relevant implementing measures. Transposition is, however, only part of the process necessary to ensure implementation of the Directive. Member States have also an obligation to ensure effective application of transposition measures, and it is part of the Commission's responsibility to ensure that Member States fulfil this obligation. In particular, the requirement of Article 1(1) of the Directive, under which Member States have to ensure that the 905-914 and 950-959 MHz frequency bands ("core band") or equivalent part of the band mentioned in paragraph 2 are reserved exclusively for GSM service by 1 January 1991, has been implemented in all Member States, even though with some delay. Only one country (Ireland) has reserved "an equivalent part". In all Member States at least two operators have been granted licences and frequencies to provide services nation-wide. As far as Article 1(2) of the Directive is concerned, legislation is in place which reserves the whole of 890-915 and 935-960 MHz bands exclusively for GSM virtually in all Member States. However, only four countries (Germany, France, Luxembourg, United Kingdom) have actually assigned all relevant frequencies to GSM operators. In these countries coexistence of analogue and digital networks is not problematic since GSM and analogue systems (where existing) do not operate in the same band. In two other Member States, although no analogue or other system is reported to be operational, some frequencies remain to be assigned: Belgium, with 914-915 and 959-960 MHz bands to assign, and Greece, where only 2x10 MHz of the overall band have been assigned to two GSM providers, the remaining 2x5 MHz being free and available for future operators. In the remaining Member States, full occupation of the above-mentioned range of frequencies seems to be delayed mainly by the existence, in the bands reserved for GSM, of analogue services like NMT900, TACS and E-TACS (Denmark, Spain, Ireland, Italy, Netherlands, Austria, Sweden, Finland), or of cordless systems like CT1 or SLT1 (Denmark, Italy, Netherlands, Austria, Portugal, Sweden, Finland), or of fixed service systems (Spain). In these countries, given the wide geographical coverage and the sizeable and still increasing number of subscribers (though at a slower pace than GSM subscriptions), national authorities seem reluctant to take short term initiatives to reduce spectrum allocated to analogue systems and phase these systems out. Plans are said to be in place in several countries for closing existing analogues networks, and virtually all Member States have set out the date for phasing out analogue systems (ranging from 1.1.2001, in the case of Spain, to 2007-2012 in Finland) or are preparing to take a decision on the issue (Netherlands). However, apart from these deadlines, only a few countries (Austria and Sweden) have provided the Commission with detailed information about the time-scale for the migration of the concerned frequencies to GSM, as required by the Directive. Information on frequency assignment and licensing is provided by Tables 1 and 2. |
È necessario risolvere un certo numero di punti significativi, in consultazione con le autorità di regolamentazione nazionali e gli operatori dei mercati interessati. Sussistono numerose preoccupazioni sull'attuale servizio GSM, e in primo luogo il fatto che l'assenza nella direttiva di una scadenza vincolante per disattivare i sistemi analogici rende la transizione dall'uso analogico delle bande di frequenza destinate al GSM diseguale, e in linea di massima molto lenta, nei differenti Stati membri. Il problema è anche legato alla fissazione delle tariffe, per le quali esistono attualmente ampie differenze tra un paese e l'altro. Si tratta di un punto fondamentale per accelerare la migrazione dai sistemi analogici a quelli digitali, e quindi per liberare le bande riservate al GSM. Una delle ragioni che spiegano la lentezza della migrazione dall'analogico al digitale è il fatto che i servizi analogici NMT e TACS sono estremamente redditizi (e ricevono quindi ancora importanti investimenti degli operatori). Quel che succede attualmente è che i nuovi operatori, che non dispongono di un accesso al pacchetto di frequenze analogiche dell'operatore in posizione dominante, debbono ricorrere a soluzioni tecniche per far fronte alla maggiore densità del traffico in allocazioni di spettro a volte limitate a 5,4 MHz. La Commissione intende continuare a sostenere la migrazione verso il sistema digitale. Il problema fondamentale che deve essere risolto è come garantire la disponibilità di (ulteriori) bande di frequenza digitali e delle apparecchiature, tenendo allo stesso tempo conto dello sviluppo, e degli investimenti, degli attuali sistemi mobili, incluse le reti analogiche. La Commissione intende in particolare controllare la situazione negli Stati membri per determinare se:
La Commissione, in cooperazione con gli ORN, intende riesaminare i piani di allocazione dell'insieme delle frequenze indicate dalla direttiva, e in particolare il problema della disattivazione dell'uso analogico delle bande GSM. La Commissione intende avviare procedure di infrazione contro gli Stati membri che omettano di comunicare i propri piani. Gli Stati membri debbono fare in modo che, al momento di disattivarli, l'operatore che offre i servizi analogici fornisca agli utilizzatori informazioni chiare e trasparenti sulla continuità del servizio.
Il radioavviso è la forma di comunicazione mobile più vecchia in Europa: ERMES è stato sviluppato come sistema di radioavviso digitale europeo così come il GSM è stato sviluppato per il mercato dalla telefonia cellulare, per fornire, cioè, maggiore funzionalità, trasparenza e roaming paneuropeo. Per incoraggiare l'introduzione dell'ERMES negli Stati membri la Comunità ha lanciato iniziative simili a quelle prese per il servizio di comunicazioni mobili digitali. La raccomandazione del Consiglio 90/543 aveva formulato proposte per l'introduzione coordinata del sistema radioavviso pubblico paneuropeo nella Comunità e la direttiva del Consiglio 90/544/CEE aveva riservato le necessarie bande di frequenza. Il lavoro di standardizzazione del processo condotto in seno all'ETSI aveva inoltre ricevuto un considerevole sostegno da parte della Commissione. |
The phasing out of the analogue systems needs to be addressed in a specific way, in consultation with the national regulatory authorities and the relevant market players. With respect to the existing GSM service, the main concern is that, in the absence of a compulsory deadline in the Directive for the phasing out of analogue systems, transition from the analogue use of GSM frequency bands is proceeding at uneven paces in Member States, and generally very slowly. This issue is also linked to the setting of tariffs in the Member States. At present there are wide differences between tariffs set in all the Member States. This is a key factor in the rate of migration from analogue to digital systems and hence the clearing of the GSM reserved bands. One of the reasons for the slow migration from analogue to digital is that both NMT and TACS analogue services tend to be highly profitable and still represent large investments for operators. The situation which now occurs is that new entrants, who do not have access to the analogue frequency pool of incumbent operators, have to implement technical solutions to accommodate increasing traffic densities within spectrum allocations in some instances as small as 5.4 MHz. The Commission will continue to support the migration to digital systems. The crucial question which needs to be addressed is how to ensure the phasing in of (additional) digital frequency bands and equipment while at the same time taking account of the state of development of, and investment in, current mobile systems, including analogue networks. In particular, the Commission will continue to monitor the situation in Member States in order to determine whether:
In phasing out analogue service, Member States should ensure that consumers are given clear and transparent information by the operator marketing these services of any time limits attached to the continuation of the service.
Paging is the longest established form of mobile communications in Europe. ERMES was developed as a European digital paging system in the same way that GSM was developed for the cellular telephony market, i.e. to provide greater functionality, intelligence and pan-European roaming. The Community launched similar initiatives as were taken for the digital mobile communications service to encourage the introduction of ERMES in the Member States. Council Recommendation 90/543 made proposals for the co-ordinated introduction of pan-European public radio paging in the Community. In addition Council Directive 90/544/EEC reserved the frequency bands for such a system. The standardisation process, undertaken in ETSI, also received considerable support from the Community. |
A livello mondiale il radioavviso è diventato negli anni '90 un settore importante nell'insieme del mercato delle comunicazioni mobili, stimato a fine 1996 in circa 120 milioni di unità in servizio. Il 38% degli apparati è in Nord America (area in cui il mercato è cresciuto negli ultimi sette anni ad una media annua di circa il 25% e in cui esistono oggi 44 milioni di unità, con un tasso di diffusione del 15%) e un altro 56% nella regione Asia-Pacifico (ove sono situate alcune delle più importanti reti di radioavviso al mondo - ad esempio in Cina, Corea e Giappone - e in cui il numero totale di unità ammonta a 67 milioni, con un tasso di diffusione estremamente alto in alcune zone - ad esempio il 30% a Singapore). D'altra parte, il mercato del radioavviso europeo appare limitato rispetto a quello del resto del mondo: il tasso di diffusione è pari solamente all'1,5% (con un numero di unità che nell'Europa occidentale non supera i 5,8 milioni). In alcuni paesi (Francia, Germania, Paesi Bassi, Portogallo e Regno Unito) il numero di abbonati è significativamente cresciuto mentre in altri (Danimarca e Grecia) il mercato appare stagnante. Le ragioni addotte per spiegare il ritardo dell'Europa sono numerose, ma quasi tutti sono d'accordo nel dire che il motivo principale è di tipo storico: a differenza dell'Europa, negli Stati Uniti il radioavviso è stato introdotto molto prima del telefono cellulare ed è stato commercializzato da operatori che si occupano esclusivamente di tale sistema, che rappresenta quindi la loro attività principale. Per gli operatori di telecomunicazioni europei il radioavviso è invece solo un'attività complementare. Licenze per l'ERMES sono state concesse in nove Stati membri (Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Regno Unito e Svezia). Nessun paese ha definito piani per l'assegnazione della banda completa, profittando largamente dell'assenza nella direttiva di obblighi precisi o di scadenze vincolanti. In tutti gli Stati membri sono inoltre attive reti di radioavviso analogiche, basate principalmente sulla tecnologia POCSAG, che (fatte salve Austria, Finlandia e Svezia) usano bande di frequenze differenti. Il numero di operatori varia da 1 (Grecia e Italia) a 440 (Finlandia). Vi sono adesso segni di un possibile successo di ERMES: nell'ultimo anno il sistema è diventato più forte e in diversi Stati membri sono state concesse licenze che fanno intravedere l'attivazione di varie reti. Anche se il suo tasso di diffusione del radioavviso è ampiamente inferiore a quello del resto del mondo, il mercato europeo dispone di un potenziale estremamente elevato e ancora non sfruttato: è prevedibile che nel prossimo futuro il mercato europeo possa svilupparsi a un ritmo del 25% all'anno e che il totale degli utilizzatori possa triplicare entro l'inizio del ventunesimo secolo (con una diffusione potenziale del 10% negli ultimi anni, se saranno state create le condizioni di mercato atte a sostenere tale crescita). Anche se la crescita verrà ripartita tra differenti tecnologie, con una considerevole concorrenza tra i differenti sistemi presenti sul mercato (FLEX e POCSAG analogico), ERMES sta ottenendo un sempre maggiore appoggio dall'industria del settore, che riconosce in genere al sistema possibilità uniche non solo per fornire i tradizionali servizi di radioavviso con qualità migliorata (ad esempio messaggi più lunghi) ma anche per sostenere la nascita di nuovi servizi (ad esempio i servizi di emissione dati ad alta velocità a dimensione paneuropea). |
Globally, paging has emerged in the 1990s as an important sector in the total market of mobile communications. The world paging market is estimated at approximately 120 million units-in-service at the end of 1996. About 38% of all pagers are in North America where the market has been growing at an average rate of nearly 25% per year for the past seven years. Today there are 44 million pagers, giving a penetration rate of 15% of the population. Another 56% of the total base are in the Asia-Pacific region, which is home to some of the world's highest paging networks, such as China, Korea and Japan. The total number of pagers in use in this region amount to 67 million. Some of the penetration rates are also very high, with countries like Singapore reaching more than 30% penetration. On the other hand, the paging market in Europe seems underdeveloped compared with the rest of the world. The European penetration rate is only 1.5% with a total number of 5.8 million pagers in Western Europe. In some countries the number of subscribers has increased significantly (France, Germany, UK, Portugal, Netherlands), whereas in other countries the market would appear to be stagnant (Denmark, Greece). The reasons why Europe lags behind vary, depending on the commentators, but most of them agree that the main reasons are historical in nature, i.e. that paging in the US was introduced much earlier than cellular telephony (as compared to Europe) and marketed by stand-alone paging operators whose livelihood depended on their core business, as opposed to the European telecommunications operators for whom paging was only a secondary activity. ERMES licences have been granted in nine Member States (Denmark, Germany, Greece, France, Italy, Netherlands, Finland, Sweden, United Kingdom). In addition to that, in no country have plans been drawn up to assign the complete band, largely owing to the lack of clear obligations and compulsory deadlines under the Directive. Analogue paging networks are also in operation in all Member States, mainly based on the POCSAG technology. They operate over a different frequency band except in Austria, Finland and Sweden. The number of operators runs from one (Greece, Italy, Finland) to 440 (Finland). So far, the mass acceptance and implementation of ERMES services across Member States has been somewhat delayed. Among the possible reasons the following can be identified: i) some existing paging operators still have excess capacity on their analogue networks, and foresee no major costs or service benefits from introducing ERMES; ii) most of the major markets had not until very recently licensed ERMES operators, which has reduced the attractions of the roaming facility; iii) the success of cellular telephony, and in particular GSM, may have absorbed some potential ERMES customers; iv) there have been technical difficulties, especially interference with adjacent channels utilised by cable TV operators; v) national frequency management bodies seem to have been reluctant to release spectrum. There are now signs that ERMES is becoming more successful. Over the past year ERMES has gained strength and licences have been granted in several Member States, with a promise of more networks being opened. In spite of the fact that Europe lags behind the rest of the world in pager penetration rates, the European market has one of the highest untapped potential for paging. It is predicted that the market could grow by 25% per annum in Europe over the next few years. The total number of users could triple by the beginning of the 21st century, with potential for penetration levels of 10% in later years, if the right market conditions are created to sustain this growth. Even though this growth will have to be shared between several technologies owing to considerable competition between different systems in this market (FLEX, analogue POCSAG), ERMES is gaining increasing support from the paging industry. It is recognised that ERMES has unique qualifications not only for providing traditional paging services at enhanced quality (e.g. longer messages) but also for supporting emergence of new services (e.g. broadcasting high speed data services with pan-European dimension). |
Un recente studio sull'efficacia della direttiva sulle frequenze per ERMES ha mostrato che le opinioni al proposito sono divergenti: i responsabili della regolamentazione ritengono in massima parte che la direttiva non abbia contribuito a una più rapida introduzione di ERMES in Europa, mentre gli operatori, i fabbricanti e gli utilizzatori del sistema ammettono in genere che la direttiva ha ottenuto ottimi risultati nel promuovere un servizio di radioavviso paneuropeo e ha offerto evidenti incentivi all'uso delle bande di frequenze specificate e alla fissazione di date di attivazione. Tutti gli Stati membri hanno adottato misure normative nazionali che danno priorità a ERMES in 4 canali protetti nella gamma 169,4-169,8 MHz (cfr. 4.2.5), che però non sono stati in realtà tutti assegnati a causa, in particolare, della scarsa domanda commerciale. La difficoltà maggiore per l'allocazione dello spettro a ERMES (cfr. allegato 2) sembra essere stato dovuto all'uso condiviso delle stesse frequenze e alle interferenze tra emittenti ERMES e segnali della TV via cavo, soprattutto in Austria e Germania. Punti principali della direttiva 90/544/CEE Le osservazioni della sezione 3.2.5 si applicano anche, mutatis mutandis, alla direttiva 90/544/CEE. Situazione del recepimento In genere gli Stati membri hanno recepito la direttiva adottando norme specifiche (dettagli nell'allegato 2). In alcuni paesi le frequenze sono state riservate con una decisione delle autorità di regolamentazione nazionali responsabili per l'allocazione delle frequenze (Portogallo e Finlandia) o con la pubblicazione di tabelle di allocazione nazionale delle frequenze e con successive decisioni di concessione delle licenze (Svezia); in un caso (Regno Unito) non è stato adottata alcuna legislazione per recepire la direttiva, poiché la legislazione esistente è stata considerata sufficiente a permettere la fornitura del servizio ERMES. Tutti gli Stati membri hanno recepito, con alcune varianti, le esigenze dell'articolo 2, paragrafo 1, della direttiva, in base alla quale debbono fornire entro il 31 dicembre 1992 priorità al servizio di radioavviso terrestre paneuropeo in quattro canali protetti nella banda 169,4-169,8 MHz ( possibile i canali 169,6 169,65 169,7 169,75 MHz). In base alle informazioni, in alcuni casi non complete o accurate, raccolte presso gli organismi di regolamentazione nazionali è possibile tracciare il seguente quadro:
Licenze per i sistemi ERMES sono state concesse in Danimarca (due), Finlandia (una), Francia (tre), Germania (tre), Grecia (una), Italia (una), Paesi Bassi (due), Regno Unito (una) e Svezia (due). In Austria, Belgio, Irlanda, Portogallo e Spagna, non vi sono ancora operatori ERMES (anche se è prevista la concessione di licenze). Nel Regno Unito sono state recentemente concesse licenze per l'uso dello standard FLEX. Nessuno Stato membro ha messo a punto piani per la disponibilità dell'intera banda, decisione lasciata a valutazioni future. La Tabella 3 fornisce informazioni sull'assegnazione delle frequenze e le licenze. |
A recent study on the effectiveness of the ERMES Frequency Directive revealed mixed perceptions of its impact. A majority of regulators did not consider that the Directive had contributed to the early introduction of ERMES in Europe, while a majority of paging operators, manufacturers and users have agreed that the Directive had been successful in promoting a pan-European paging service, and that there were clear incentives on using specified frequency bands and implementation dates. In all Member States national regulatory measures have been adopted giving protection and priority to four channels in the 169.4 to 169.8 MHz range for ERMES (see chapter 4.2.5). However, not all channels have been actually assigned, allegedly for lack of sufficient commercial demand. The major difficulty that had been encountered for ERMES spectrum allocations (see Annex 2) seems to have been the problems caused by joint usage of the same frequencies, associated with interference between ERMES transmitters and cable TV signals, particularly in Germany and Austria. Key issues of Directive 90/544/EEC The remarks made in section 3.2.4 apply, mutatis mutandis, to Directive 90/544/EEC. Status of transposition The Directive has been transposed by a majority of Member States by adoption of specific regulations (details in Annex 2). In some other countries reservation of frequencies has been ensured either by decision of the national regulatory authorities responsible for frequency allocation (Portugal, Finland) or through the published National frequency allocation table, and subsequent licensing decisions (Sweden). In one case (United Kingdom) no legislation has been enacted to implement the Directive, since the existing legislation was considered sufficient to permit provision of ERMES. The requirement of Article 2(1) of the Directive, under which Member States must give protection and priority to four channels in the 169.4 to 169.8 MHz range for the pan-European land-based radio paging service by 31 December 1992 at the latest (and, preferably, to the following channels: 169.6 MHz, 169.65 MHz, 169.7 MHz and 169.75 MHz) has been transposed in all Member States, with some variations. In particular, on the basis of information collected from national regulators, which in some cases is not fully complete or accurate, the following overview can be drawn:
ERMES licences have been granted in Denmark (two), Germany (three), Greece (one), France (three), Germany (three), Italy (one), Netherlands (two), Finland (one), Sweden (two), United Kingdom (four). In Belgium, Spain, Ireland, Austria and Portugal there are still no ERMES operators, but the grant of some licences is envisaged. In the United Kingdom licences have also been granted recently allowing to use the FLEX standard. In none of the Member States have plans been drawn up to make the whole band available; the decision is left for future assessment. Information on frequency assignment and licensing is provided by Table 3. |
Per il radioavviso esistono attualmente altre soluzioni tecniche, che offrono in alcuni casi prestazioni comparabili. Ad esempio, alcuni Stati membri stanno concedendo licenze per la tecnologia Motorola FLEXTM, che sta ora entrando in diretta concorrenza con ERMES. Non vi sono prove a sostegno dell'affermazione secondo cui ERMES sarebbe più costoso di FLEX o di POCSAG; al contrario, le stime mostrano che il prezzo degli apparati ERMES e delle componenti di rete (stazioni di base e ripetitori) è paragonabile a quello degli apparati FLEX o POCSAG di qualità. La banda di frequenza rappresenta un fattore critico: a parità di potenza una rete ad alta velocità che operi a 169 MHz (ad esempio ERMES a 6400 bps o FLEX a 6250 bps) richiede un numero di stazioni di base pari a quello di una rete a bassa velocità FLEX o POCSAG (300 bps) che operi a 900 MHz. In altre parole l'investimento per una rete ERMES ad alta velocità che operi a 169 MHz è pari a quello per una rete FLEX a bassa velocità che operi a 450-900 MHz. Di qui l'interesse per la banda dei 169 MHz. L'esistenza di un'allocazione di frequenza armonizzata europea per ERMES è un elemento estremamente interessante e una delle ragioni del suo successo, ed è per tale motivo che gli operatori di sistemi diversi dall'ERMES stanno aumentando le pressioni per far liberalizzare i canali non utilizzati che la direttiva sulle frequenze ERMES "riservava" all'uso di altre tecnologie. La Commissione intende continuare a favorire la completa applicazione della direttiva ERMES, in particolare sorvegliando i piani di utilizzazione dei canali messi a punto dagli Stati membri. La Commissione ha avviato uno studio sul futuro del mercato degli apparati di radioavviso, analizzandone in particolare le prospettive di crescita e i probabili scenari di evoluzione in Europa.
Il DECT (Digital Enhanced Cordless Telephone) è un sistema ormai sviluppato e commercializzato: grazie all'estrema flessibilità degli standard tecnici, la tecnologia DECT può permettere ai telefoni senza fili di accedere a un'ampia gamma di reti, mobili o fisse. In questo senso può quindi essere usata come alternativa economica ai sistemi mobili cellulari completi per offrire una mobilità "limitata" nelle aree urbane (CTM, Cordless Telephone Mobility), prospettiva particolarmente interessante nelle aree urbane ad alta densità, o come tecnologia di accesso alle configurazioni di loop locali via etere (WLL) grazie alla possibilità di fornire link di trasmissione ad alta capacità. I prodotti DECT sono commercializzati soltanto dal 1994 ma hanno già ottenuto un notevole successo, in particolare nei settori dei telefoni senza filo residenziali e dei PBX senza filo. La crescita è diventata ancora più impetuosa dopo l'adozione delle regolamentazioni tecniche comuni (CTR, Common Technical Regulations) nell'ambito della direttiva 91/287/CEE. Come nel caso del GSM e dell'ERMES, lo sviluppo del DECT è stato favorito da misure politiche adottate dalla Comunità nel 1991 per incoraggiare l'introduzione del DECT negli Stati membri. La raccomandazione del Consiglio 91/288 aveva formulato proposte per l'introduzione coordinata del DECT nella Comunità e la direttiva del Consiglio 91/287 aveva indicato le bande di frequenza da riservare al sistema. Il lavoro di standardizzazione aveva inoltre ricevuto un considerevole sostegno da parte della Commissione, che aveva assegnato all'ETSI mandati |
Other technical solutions are currently available for paging, in some cases with comparable features. For example, some Member States are licensing the Motorola based FLEXTM technology which is now coming into direct competition with ERMES. There is no evidence to substantiate the view that ERMES is more expensive than FLEX or POCSAG. On the contrary, estimates show that the ERMES pagers themselves are comparable in price to FLEX or POCSAG quality pagers and the network components (base stations and switches) are also similar in cost. The frequency band is a critical factor. At equal power levels, a high speed network operating at 169 MHz (e.g. ERMES at 6400 bps or FLEX at 6250 bps) requires as many base stations as a low rate 300 bps FLEX or POCSAG network operating at 900 MHz. In other words, the investment in an ERMES high speed network operating at 169 MHz would require the same investment as a low speed FLEX network at 450-900 MHz. Hence the interest in the 169 MHz band. The existence of a Europe-wide harmonised frequency allocation for ERMES is a very attractive element and one of the reason for its success. In this context, pressure is growing from non ERMES operators for the release of the unused channels which are "reserved" in the ERMES Frequency Directive for use with other technologies.. The Commission will continue to encourage the full implementation of the ERMES Directive, in particular by monitoring the channel utilisation plans of the Member States. The Commission has initiated a study on the future of the paging market, investigating in particular growth prospects and likely scenarios for evolution of the paging market in Europe.
The Digital Enhanced Cordless Telephone (DECT) system has been developed and is now commercially available. Thanks to the extreme flexibility of the technical standards, the DECT technology can be used to provide cordless access to a range of networks, both mobile and fixed. In this context, DECT can be used either for offering "limited" mobility in urban areas (Cordless Telephone Mobility, CTM) as a low cost alternative to full-fledged cellular mobile systems which is particularly attractive in densely populated areas, or as access technology in wireless local loop configurations (WLL), where it can provide high capacity transmission links. DECT products have been on the market only since 1994, but have achieved success particularly in the residential cordless telephone and cordless PBX domains. Its development has been further enhanced by adoption of Common Technical Regulations under Directive 91/263/EEC. As for GSM and ERMES the development of DECT has been assisted by policy measures taken by the community in 1991 to encourage the introduction of DECT in the Member States. Council Recommendation 91/288 made proposals on the co-ordinated introduction of DECT into the Community. Council Directive 91/287 reserved the frequency bands for such a system. In addition, standardisation activities have been supported by the Commission by means of standardisation mandates to ETSI. |
Il DECT è un prodotto di successo, frutto della cooperazione europea, e si sta ben sviluppando: tra il 1994 e la metà del 1997 più di 50 produttori hanno commercializzato oltre 8 milioni di pezzi. L'applicazione di maggior successo della tecnologia DECT è quella dei telefoni senza filo residenziali, con 7 milioni di unità sul totale commercializzato. Nella maggior parte degli Stati membri sono inoltre disponibili PBX senza fili con tecnologia DECT. Il DECT era stato pensato come tecnologia flessibile di accesso via etere; uno dei sui obiettivi principali era dunque quello di fornire al pubblico una capacità di accesso mobile limitato alle reti fisse, possibilità considerata particolarmente interessante nelle aree ad alta densità (ad esempio nei centri commerciali e nelle stazioni di rifornimento) ma che ha avuto poi scarsa diffusione (attualmente esistono solo una rete DECT operativa in Finlandia, due licenze concesse in Francia e una in Italia). Il potenziale di diffusione della tecnologia DECT a livello commerciale è ancora largamente sottoutilizzato; si prevede quindi che le applicazioni telefoniche senza fili per il mercato residenziale e i PBX senza fili continuino a svilupparsi con successo. Il Forum del DECT ha previsto una vendita di 7 milioni di pezzi nel 1997 e la commercializzazione di circa 30 milioni di pezzi entro fine secolo. Il futuro del DECT come tecnologia di rete pubblica non è chiaro: il sistema non dispone delle possibilità intelligenti di collegamento in rete del GSM o del DCS 1800 e alcuni operatori stanno attualmente conducendo prove per combinare tecnologia DECT e altre tecnologie (in genere GSM o DCS 1800). In tal caso il DECT servirebbe a completare le opzioni del GSM in zone ad alta densità di traffico e nelle aree interne pico-cellulari. Sembra che alcuni operatori si stiano preparando a commercializzare sistemi bimodali DECT nel corso del 1998. Anche il futuro del DECT come tecnologia WLL non è del tutto chiaro: le possibilità sono incerte. I loop locali via etere sono considerati un sistema economico per ampliare la rete fissa, particolarmente nelle aree urbane, e possono ridurre drasticamente le liste di attesa: in questo campo il DECT potrebbe avere come concorrenti le tecnologie CTM e CT2. Al di fuori dell'Europa i concorrenti più pericolosi per il DECT sembrano essere i sistemi PACs (Public Access Cordless Systems) e PHS (Personale Handyphone System). I punti di vista degli ORN e dei fabbricanti giustificano l'impressione che la direttiva sulla frequenza DECT abbia contribuito all'ampia introduzione del DECT e abbia aumentato le opportunità del mercato europeo, che si sono potute concretizzare più rapidamente. La direttiva ha inoltre reso possibili ridurre il costo delle apparecchiature perché ha creato un mercato più ampio per uno standard unico, offrendo evidenti incentivi all'uso delle bande di frequenze specificate e all'indicazione delle date di attivazione. Alcuni fabbricanti ritengono che gli sforzi per promuovere servizi DECT paneuropei tra i consumatori abbiano dato risultati modesti e hanno indicato due ragioni fondamentali: in primo luogo la mancanza di chiarezza sulla situazione giuridica dei servizi in rete locale via etere con tecnologia DECT (che ha limitato lo sviluppo del mercato, in particolare per quanto riguarda la creazione di reti DECT di servizi pubblici), in secondo luogo il ritardo di alcuni organismi di regolamentazione nazionali nel creare norme DECT (anche in questo caso, in particolare per quanto riguarda i servizi pubblici). Operatori e fabbricanti si sono dichiarati preoccupati perché l'attuale allocazione delle frequenze limita la domanda e la cosa viene messa in stretta relazione con la gestione nazionale dello spettro. Altri motivi di timore sono alcune scoraggianti procedure nazionali e il ritardo generalizzato nella disponibilità di spettro per gli utilizzatori del servizio pubblico. Il CEPT, nel cui ambito esiste un diffuso timore sulla disponibilità di spettro per il DECT, sta conducendo studi nell'ottica della pianificazione FLMTS/UMTS. Esistono inoltre pressioni per estendere l'attuale banda allocata (1800-1900 MHz) fino a 1920 MHz. Gli Stati membri hanno in massima parte recepito la direttiva, adottando norme specifiche (dettagli nell'allegato 3). In alcuni paesi le frequenze sono state riservate con una decisione delle autorità di regolamentazione nazionali responsabili per l'allocazione delle frequenze (Portogallo e Finlandia) o con la pubblicazione di tabelle di allocazione nazionale delle frequenze e con successive decisioni di concessione delle licenze (Svezia); in un caso (Regno Unito) non è stato adottata alcuna legislazione per recepire la direttiva, poiché la legislazione esistente è stata considerata sufficiente a permettere la fornitura del servizio DECT. Tutti gli Stati membri sembrano aver recepito le esigenze dell'articolo 2, paragrafo 1, della direttiva, in base alla quale debbono fare in modo che dal 1° gennaio 1992 la banda di frequenza 1880-1900 MHz sia riservata ai sistemi di telecomunicazione digitali europei senza filo, anche se in alcuni paesi la banda riservata al DECT è in parte occupata da altri sistemi (soprattutto reti di comunicazioni militari o link digitali fissi). |
DECT was engineered as a successful product of European co-operation and is developing well. Between 1994 and mid 1997, more than 50 suppliers shipped more than 8 million units. The most successful application of the DECT technology has been for residential cordless telephones which accounts for 7 million units out of the total shipments. DECT based wireless PBXs are also available in the majority of Member States. Since DECT was conceived to be a flexible radio access technology, one of its target applications was to provide the public with limited mobility access capability to fixed networks. This was seen to be particularly attractive in densely populated areas, for instance in shopping centres, petrol stations etc. This application of DECT remains underdeveloped with one operational DECT network in Finland, two licenses granted in France and one in Italy. The potential for introducing the DECT technology at commercial level remains largely under-exploited. It is expected that the cordless telephone applications for the residential and cordless PBX markets will continue to be successful. The DECT Forum predict that 7 million units will be sold in 1997 and that by the turn of the century, annual shipments will reach more than 30 million units. DECT's future as a public networking technology is unclear. It does not have the intelligent networking abilities of GSM or DCS 1800. A number of operators are currently carrying out trials which combine DECT with other technologies (most commonly with GSM or DCS 1800). DECT would then complement GSM in high traffic density zones and pico-cellular indoor environments. In this respect, it would appear that some operators are preparing to launch commercially DECT in dual mode during 1998. The future for DECT as a WLL technology is also not fully clear. The potential is certainly there. Wireless local loops are seen as a cost effective way of extending the fixed network, particularly in urban areas, and can shorten waiting lists dramatically. DECT could have competition in this field from such technologies as CTM and CT2. Outside Europe, systems such as the Public Access Cordless Systems (PACs) and the Personal Handyphone System (PHS) seems to provide serious competition to DECT. The views of NRAs and manufacturers support the notion that the DECT Frequency Directive has contributed to the extensive introduction of DECT and had improved the European market opportunities. Market opportunities ought to be realised more quickly. Also, the Directive had encouraged less expensive equipment as a result of the larger market for a single standard, and by providing a clear incentive to use a specified frequency band with implementation dates. Some manufacturers suggest that there had been only limited success in achieving the aim of promoting Pan-European DECT services for customers, owing to two main reasons. Firstly, lack of clarity over the regulatory status of DECT-based wireless in the local loop services is limiting market development, particularly in relation to the development of public services DECT networks. A second reason would appear to be the delay by some national regulatory authorities to develop DECT regulations, again particularly in respect to public services. Operators and manufacturers have expressed concerns that the current frequencies allocation is limiting demand and that this is closely related to national spectrum management. Other points of concern include the view that some national procedures are "minor deterrents" and that spectrum availability for public service users is being generally delayed. There is a general concern in CEPT on the spectrum available for DECT studies are being undertaken in conjunction with the planning for FLMTS/UMTS. There is also pressure to extend the currently allocated band 1800-1900 MHz to 1920 MHz. The Directive has been transposed by a majority of Member States by adoption of specific regulations (details in Annex 3). In some other countries reservation of frequencies has been ensured either by decision of the national regulatory authorities responsible for frequency allocation (Portugal, Finland) or through the published National frequency allocation table, and subsequent licensing decisions (Sweden). In one case (United Kingdom) no legislation has been enacted to implement the Directive, since the existing legislation was considered sufficient to permit provision of DECT. It seems that the requirement of Article 2(1) of the Directive, under which Member States must designate the frequency band 1880-1900 MHz for digital European cordless telecommunications by 1 January 1992, has been implemented by all Member States. In some countries, however, the band reserved for DECT is partly occupied by other systems (mainly military telecommunications networks, or digital fixed links). |
Viene in genere ammesso che l'avere usato uno strumento vincolante quale una direttiva per riservare bande di frequenza armonizzate a livello europeo ha contribuito a introdurre in Europa GSM, ERMES e DECT, tre sistemi che hanno fatto registrare un successo ineguale e con consistenti differenze tra i vari stati a causa non solo di problemi normativi ma anche delle condizioni di mercato e della domanda commerciale. In generale le direttive si sono dimostrata particolarmente efficaci nei casi in cui sono state fissate scadenze ben precise (ad esempio per l'assegnazione della "banda centrale" del GSM, dei quattro canali nella banda 169,4-169,8 MHz per l'ERMES e della banda di frequenza per il DECT, integralmente recepite e applicate in tutti gli Stati membri). D'altra parte, l'assenza di disposizioni vincolanti sulla piena occupazione dell'intera gamma di frequenze riservate (per il GSM e l'ERMES) dev'essere considerata una delle cause principali dell'applicazione diseguale da parte degli Stati membri, che hanno fissato scadenze differenti, o non ne hanno fissate affatto, spesso rallentando o rimandando la disponibilità della frequenza necessaria, in particolare per quanto riguarda il GSM. La Commissione intende tener conto di tali elementi al momento di rivedere l'attuale politica di spettro, in modo da identificare le migliori soluzioni per l'allocazione armonizzata delle frequenze. Le tre direttive sono state recepite da tutti gli Stati membri, con misure normative o con una decisione delle autorità di regolamentazione nazionali responsabili per l'allocazione delle frequenze. Per quanto riguarda l'applicazione pratica, in alcuni paesi si sono però registrate difficoltà per l'occupazione delle intere bande riservate. In particolare, e per quanto riguarda le direttive sul GSM e l'ERMES (che impongono agli Stati membri l'obbligo di mettere a punto piani per l'ulteriore espansione dei due sistemi nell'intera banda al più presto possibile e rispettando la domanda commerciale, e di comunicarli alla Commissione), fino ad oggi i piani sono stati notificati solo da un numero limitato di Stati (cfr. allegati 1 e 2). La Commissione ritiene che, nonostante le direttive sul GSM e sull'ERMES non indichino scadenze vincolanti per l'occupazione dell'intera banda, l'obbligo dev'essere pienamente rispettato dagli Stati membri, cui viene quindi chiesto, conformemente inter alia alle disposizioni dell'articolo 3 b) della direttiva 90/388/CEE modificata da ultimo dalla direttiva sulle comunicazioni mobili, di mettere a punto piani dettagliati per la futura espansione di tali frequenze e di riesaminarli regolarmente, almeno una volta all'anno. I piani debbono includere un calendario preciso per l'ulteriore espansione e indicare le date intermedie di migrazione, che dovranno essere comunicate alla Commissione. La Commissione intende continuare a sorvegliare l'applicazione delle direttive sulle frequenze, sottolineando soprattutto la necessità di fare in modo che tutti gli obblighi vengano integralmente rispettati. Per garantire la completa applicazione delle direttive, la Commissione intende fare uso dei poteri di cui dispone, incluso il potere concessole dal trattato di avviare contro gli Stati membri procedure formali di infrazione. |
In general, the Directives have proved particularly effective when clear implementation deadlines have been fixed: this is the case for the designation of the "core band" for GSM, of the four channels in the 169.4 to 169.8 MHz range for ERMES and of the frequency band for DECT, which have been fully transposed and implemented in all Member States. On the other hand, the absence of binding provisions concerning full occupation of whole range of frequencies reserved (for GSM and ERMES) is to be seen as a major reason for uneven implementation by Member States: different deadlines, or no deadline at all in some cases, have been set out by Member States, often giving rise to slowness and delays in making available the necessary frequency, with special reference to GSM. The Commission will take account of these elements when reviewing its current spectrum policy with a view to identify the best solutions for harmonised allocation of frequencies. 6.2 Implementation The three Directives have been transposed by all Member States either by means of regulatory measures, or through decisions of the national regulatory authorities responsible for frequency allocation. As regards practical implementation, however, problems have emerged in some countries concerning full occupation of the reserved bands. In particular, as far as the GSM and the ERMES Directives are concerned, where the obligation is imposed on Member States to drawn up plans to allow expansion of GSM and ERMES into the complete band as quickly as possible, according to commercial demand and to communicate them to the Commission, these plans have been notified only by a limited number of Member States so far (see Annexes 1 and 2). The Commission is of the view that, despite the lack of a mandatory deadline in the GSM and ERMES Directives for full occupation of the entire band reserved, this obligation has to be fully complied with by Member States. Member States are therefore required, also in accordance with the requirements of Article 3b of Directive 90/388/EEC as amended by the Mobile Directive, to lay down plans for future expansion of such frequencies and to review them regularly, at least every year. Plans should include a clear time-scale for further expansion and identify intermediate dates and steps for migration; they should be communicated to the Commission. The Commission will continue to monitor implementation of the Frequency Directives, putting a particular emphasis on the need to ensure that all obligations are satisfied. In order to ensure full implementation of the Directives, the Commission will use all its powers, including recourse to its formal powers under the Treaty to launch formal infringement procedures against Member States. |
Per quanto riguarda la gestione dello spettro, la Commissione rileva che la quantità di spettro per i tre sistemi assegnata agli operatori di differenti paesi, o anche a differenti operatori in uno stesso paese, presenta in linea di massima ampie differenze, per ragioni non sempre molto chiare. La Commissione, nel riaffermare che l'assegnazione delle frequenze è di competenza delle autorità nazionali, conformemente alla legislazione della CE (spesso citata nel quadro delle procedure di concessione delle licenze) ricorda i principi fondamentali applicabili nel quadro legislativo comunitario:
Gli Stati membri debbono riesaminare in che misura i reclami per mancanza di frequenza si spiegano con un uso inefficiente delle frequenze da parte degli operatori e verificare inoltre che le frequenze assegnate vengano effettivamente utilizzate per gli scopi previsti, riferendone poi alla Commissione. La Commissione intende preparare una relazione sull'applicazione della direttiva sulle comunicazioni mobili e in tale contesto riesaminerà nuovamente le misure adottate dagli Stati membri per la pianificazione e la gestione delle frequenze. Per quanto riguarda la concessione delle licenze, la direttiva sulle autorizzazioni, pur non ponendosi come obiettivo la completa armonizzazione delle procedure di concessione delle licenze nazionali, dovrebbe comunque introdurvi una maggiore omogeneità. Conformemente al principio di sussidiarietà, gli Stati membri sono liberi, ad esempio, di scegliere le procedure e l'ammontare degli oneri per le licenze ma hanno l'obbligo di rispettare i principi fondamentali indicati dalla direttiva (priorità a un regime di autorizzazioni "leggero", concessione delle licenze individuali solo in circostanze ben particolari, durata massima delle procedure di concessione, oneri che riflettano i costi amministrativi sostenuti per il dossier, ecc.) La Commissione nota che gli Stati membri hanno previsto in pratica procedure di autorizzazione divergenti per la telefonia vocale e per le reti di comunicazione pubbliche, anche se praticamente in tutti i casi vengono richieste licenze individuali per l'accesso a risorse scarse (ad esempio numerazione e/o frequenze). Alcuni Stati membri stanno prendendo in considerazione o stanno già applicando sistemi di contrattazione per l'attribuzione di alcune frequenze. Il numero di autorizzazioni concesse varia da stato a stato, il che si spiega in parte con le differenti date di liberalizzazione dei mercati nazionali delle telecomunicazioni, con le loro dimensioni e con le opportunità offerte da ciascuno. Allo stesso modo gli oneri variano ampiamente tra un paese e l'altro. La Commissione intende riesaminare entro il 2000, sulla base dei risultati dell'applicazione della direttiva sulle autorizzazioni, in che misura sia necessario migliorare le procedure di licenza nella Comunità. |
6.3 Other issues: spectrum management, licensing and safety of frequency usage As far as spectrum management is concerned, the Commission notes that in general there are large differences in the amount of spectrum assigned to operators in different countries and even to operators within the same country for the three systems, for reasons which are not always clear. The Commission, while reaffirming that frequency assignment is a matter for the national authorities to decide, in conformity with EC law (often dealt with in the framework of licensing procedures), recalls the main principles applicable under the Community legal framework
Member States should review the extent to which claims of shortage of frequency are justified as against inefficient use of frequency by operators. Member States should also verify that frequencies granted are actually used for the intended purposes. They should report to the Commission on these matters. The Commission will prepare a report on the implementation of the Mobile Directive. In this context, the measures adopted by Member States on frequency planning and management will be further reviewed. As far as licensing is concerned the Licensing Directive, although it does not aim at full harmonisation of national licensing procedures, is expected to introduce more homogeneity between the latter. If, in accordance with the principle of subsidiarity, Member States are free as regards, for instance, choice of procedures and level of licensing charges, they have nevertheless to comply with the relevant principles laid down by the Directive (such as: priority to be given to "lighter" authorisation regimes; granting of individual licences only in specific circumstances; maximum duration of the licensing procedures; licence fees to reflect the administrative costs incurred in the issuing of the licence, etc.). The Commission notes that, in practice, divergent authorisation procedures for voice telephony and public telecommunications networks have been implemented by Member States, although virtually in all cases individual licences are required to apply for scarce resources, i.e. numbers and/or frequencies. In some Member States auctioning systems are under consideration or already being put in practice for attributing certain frequencies. The number of authorisations granted also varies between Member States, which is partly to be explained by the different liberalisation dates and the size and opportunities of each national telecommunications market. In the same way, fees vary widely from country to country. The Commission will review by 2000, on the basis of the results of the application of the Licensing Directive, the extent to which licensing procedures can be improved and harmonised within the Community. |
| Per quanto riguarda infine l'uso sicuro delle frequenze, che non forma oggetto della presente comunicazione, è comunque importante sottolineare la crescente attenzione e importanza attribuita al tema. La Commissione se ne sta occupando, e il Comitato scientifico espressamente creato ha recentemente espresso il proprio parere sui possibili effetti per la salute dei campi elettromagnetici (0 Hz - 300 GHz) La Commissione prenderà in considerazione la possibilità di esaminare se la sicurezza dell'uso delle frequenze é adeguadmente trattata nel quadro normativo comunitario.
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Finally, as regards safety of frequency usage, even though this issue is not covered by the current Communication, it is worth mentioning it given its growing sensitiveness and importance. Work is being carried out by the Commission on the subject, and a Scientific Steering Committee has been set up for this purpose, which has recently provided an opinion on the possible health effects from exposure to electromagnetic fields (0Hz-300GHz). The Commission will consider reviewing whether safety of frequency usage is adequately addressed by the current regulatory framework. 6.4 Particular - GSM
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ALLEGATO 1 Direttiva del Consiglio 87/372/CEE: quadri normativi nazionali |
A N N E X 1 Council Directive 87/372/EEC: national regulatory frameworks |
Tabella 1 - Allocazione di frequenza al sistema GSM (1° gennaio 1998 - Se disponibile, aggiornamento al 30 giugno 1998 in corsivo)
Fonte: ERC + dati forniti alla Commissione dagli Organismi di regolamentazione nazionali. * Le cifre tengono conto, se necessario, del fatto che le frequenze per il sistema DCS 1800 sono state assegnate anche a operatori GSM.
Tabella 2 - Servizi analogici nella banda dei 900 MHz: assegnazione delle frequenze (1 gennaio 1998)
Fonte: ERC + dati forniti alla Commissione dagli Organismi di regolamentazione nazionali. * In corsivo se lo spettro assegnato ai sistemi analogici è incluso nella banda riservata al sistema GSM.
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Table 1 - GSM Frequency assignement (1 January 1998 - Update at 30 June 1998 in italics, where available
* Figures take account of the fact, where appropriate, that DCS 1800 frequencies have also been granted to GSM operators.
Table 2 - Analogue services in the 900 MHz band: frequency assignement (1 January 1998)
* In italics when the spectrum assigned to the analogue system is included in the band reserved for GSM.
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