LIBRO VERDE SULLA POLITICA DI SPETTRO RADIO nel contesto delle politiche della Comunità europea: telecomunicazioni, radioemissioni, trasporti e R&S
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GREEN PAPER ON RADIO SPECTRUM POLICY in the context of European Community policies such as telecommunications, broadcasting, transport, and R&D
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SINTESI
Contesto: Importanza economica e politica dello spettro radio
Lo spettro radio - struttura portante di un'ampia gamma di attività industriali in settori quali le telecomunicazioni, le radioemissioni, i trasporti, la R&S e i servizi d'interesse generale - ha un'importanza economica fondamentale in termini di valore di mercato e di occupazione. Le politiche comunitarie interessano molte delle aree citate e la Comunità europea ha dunque un interesse cruciale nello sviluppo di una politica coerente di spettro radio.
Anche se l'importanza del contributo diretto alle differenti attività può variare, lo spettro radio è comunque una risorsa essenziale e sempre più scarsa: in termini economici il suo valore, che la gestione attuale non considera un fattore rilevante di cui tener conto, è determinato dal valore dei servizi che permette di fornire.
I metodi decisionali adottati e le priorità nella scelta degli usi e degli utilizzatori dello spettro radio costituiscono punti essenziali per la Comunità europea, soprattutto per tre motivi:
Il successo di un buon numero di politiche settoriali sviluppate dalla Comunità europea (telecomunicazioni, radioemissioni, trasporti, R&S, ecc.) è subordinato alla disponibilità e all'adeguata salvaguardia dello spettro radio.
Le decisioni sull'accesso allo spettro radio devono soddisfare un certo numero di politiche comunitarie orizzontali, in particolare quelle destinate a sostenere il mercato unico, a garantire la concorrenza e a preservare lo sviluppo sociale e l'interesse pubblico a livello comunitario.
Lo spettro radio viene sempre di più utilizzato per le attività commerciali; le norme e gl'impegni che regolano a livello internazionale gli scambi commerciali dei beni e dei servizi pertinenti debbono quindi essere tenuti in conto. Gli obblighi nascono dagl'impegni internazionali della Comunità europea e dei suoi Stati membri.
Obiettivi e punti fondamentali: Interessi della Comunità Europea nel contesto dello spettro radio
Dal punto di vista della Comunità europea gli obiettivi politici legati alla disponibilità e all'accesso allo spettro radio includono la possibilità di:
sviluppare nuovi servizi che rispondano alle domande di servizi radio dei consumatori e delle autorità
sviluppare un mercato interno delle apparecchiature e dei servizi di radiocomunicazione e la concorrenza nel settore, in particolare nel quadro della realizzazione e del funzionamento di sistemi e servizi paneuropei e mondiali;
soddisfare gli obiettivi politici pubblici (sicurezza, aspetti sociali e culturali, ecc.);
salvaguardare gl'interessi comunitari nei negoziati multilaterali e bilaterali in cui vengono trattati problemi di spettro radio;
stimolare l'innovazione tecnologica e favorire la competitività europea;
su un piano globale, favorire la crescita economica, creare occupazione e agevolare il benessere sociale generale.
Alla luce di tali obiettivi generali è necessario esaminare alcuni punti chiave sul modo in cui lo spettro radio è reso disponibile al fine di:
garantire la disponibilità di spettro radio per sistemi, servizi ed apparecchiature radio paneuropei;
assicurare l'opportuno equilibrio tra interessi commerciali e pubblici nella politica dello spettro radio;
riflettere il valore economico dello spettro radio, in quanto risorsa scarsa;
fornire certezza del diritto nella disponibilità e nell'uso dello spettro radio;
garantire procedure aperte, trasparenti, obiettive e non discriminatorie che favoriscano la fornitura concorrenziale di servizi e apparecchiature radio;
assicurare l'uso efficiente delle frequenze radio;
fare in modo che le norme di spettro radio incoraggino la concorrenza e l'innovazione tecnologica;
favorire economie di scala con l'introduzione di nuove apparecchiature che soddisfino le esigenze degli utilizzatori;
garantire la coerenza tra le politiche di spettro radio e di armonizzazione.
Fattori di cambiamento:
il contesto in evoluzione della Politica di Spettro Radio
La combinazione di sviluppi tecnologici, tendenze del mercato ed evoluzione delle politiche/normative ha un'influenza decisiva sulla disponibilità di spettro radio e ne rende sempre più ardua la disponibilità per nuove applicazioni e l'armonizzazione nell'uso. Alcune tendenze sono ancora embrionali, ma hanno già prodotto vari cambiamenti:
La convergenza di servizi differenti che utilizzano lo spettro radio e lo sviluppo di nuovi sistemi con riuniscono servizi diversi pone in discussione la tradizionale classificazione degli utilizzatori di spettro e le conseguenti condizioni per accedervi.
La globalizzazione dei servizi e degli operatori sul mercato (con alleanze o intese commerciali a livello mondiale) ha introdotto una nuova dimensione nella politica di spettro radio.
Il crescente numero di applicazioni commerciali che usano lo spettro radio, in parte come risultato della liberalizzazione, significa che per accedere allo spettro radio le applicazioni commerciali siano ora concorrenza con quelle non commerciali (incluse quelle legate a considerazioni d'interesse pubblico) e che, d'altra parte, applicazioni di settori diversi siano in concorrenza tra di loro.
Le decisioni sullo spettro radio hanno un impatto di ampia portata sulla forza relativa degli operatori sul mercato, di quelli che usano lo spettro radio, ma anche di quelli che usano infrastrutture che ne sono o meno dipendenti. In quest'ultimo caso, l'impatto delle decisioni può andare al di là dei problemi di accesso e indurre cambi strutturali importanti nei mercati.
Le decisioni sull'utilizzazione dello spettro radio influenzano le prestazioni delle aziende non solo in termini economici ma anche, sempre di più, in termini di competitività industriale e capacità d'innovazione.
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EXECUTIVE SUMMARY
The background: Economic and political importance of radio spectrum
Radio spectrum is the backbone for a wide range of industrial activities in sectors including telecommunications, broadcasting, transport, R&D and services of general interest. It is therefore of considerable economic importance both in terms of market values and employment. Since many of these areas are covered by Community policies, the European Community has a substantial interest in the development of a consistent radio spectrum policy.
Although the direct contribution of spectrum to the activities mentioned above may vary, radio spectrum is an essential and increasingly scarce resource. In economic terms, the value of radio spectrum is determined by the value of the services which can be provided over it. However, the value of radio spectrum is not a predominant factor commonly taken into account in spectrum management today.
The means by which decisions are made and priorities established in respect of usage and users of radio spectrum is a key issue for the European Community for three main reasons:
The success of a number of important sector specific policies pursued by the European Community (telecommunications, broadcasting, transport, R&D, etc.) depends on radio spectrum being made available and adequately safeguarded.
Decisions on radio spectrum access must comply with a certain number of horizontal policies at Community level, notably with respect to supporting the development of the Internal Market, ensuring competition, and developing and preserving social standards and public interest at Community level.
With radio spectrum being increasingly used for commercial activities, the rules and commitments governing trade at international level of related goods and services need to be taken into account. These obligations are of relevance to the international commitments of the European Community and its Member States.
Objectives and key issues: Interests of the European Community in the context of radio spectrum
From a European Community perspective, policy objectives associated with the availability of and access to radio spectrum include
to allow the development of new services to meet consumer and governmental demands for radio services;
to foster the development of the internal market for and competition in radiocommunications equipment and services, in particular in the context of the deployment and operation of pan-European and global systems and services;
to meet public policy objectives with regard to considerations such as safety, cultural and social aspects etc;
to safeguard the Community's interests in multilateral and bilateral negotiations where radio spectrum is discussed;
to stimulate technological innovation and support European competitiveness
more broadly to develop economic growth, create employment, and promote general welfare.
Bearing these general objectives in mind, certain key issues need to be considered in relation to the way in which radio spectrum is made available:
to secure radio spectrum availability for pan-European radio systems, services and equipment;
to ensure the appropriate balancing of commercial and public interest in radio spectrum policy;
to reflect the economic value of radio spectrum as a scarce commodity;
to provide legal certainty as regards radio spectrum availability and use;
to ensure open, transparent, objective, and non-discriminatory procedures in support of the competitive provision of radio services and equipment;
to ensure the efficient use of radio frequencies;
to ensure that radio spectrum regulation encourages competition and technological innovation;
to support the development of economies of scale for the introduction of new equipment which matches the needs of users;
to ensure coherence between radio spectrum and standardisation policies.
The factors for change:
The evolving context for Radio Spectrum Policy
Technological developments, market trends and the evolution of policy / regulation - all interrelated - have a substantial impact on the availability of radio spectrum and make both the search for radio spectrum for new applications and the harmonisation of radio spectrum usage increasingly complex. Many of these trends are still developing but already trigger the following changes:
The convergence of different services using radio spectrum and the development of new systems which aggregate ranges of different services call into question the traditional classification of spectrum users and the resulting conditions for spectrum access.
The globalisation of services and of market players (through alliances or world-wide business deployment) has introduced a new dimension to radio spectrum policy.
The growing share of commercial applications using spectrum, partly as a result of liberalisation, means that commercial applications now compete with non-commercial ones (including with those resulting from public interest considerations) for radio spectrum access; applications from different sectors compete with each other for radio spectrum access.
Decisions on radio spectrum have a wide-ranging impact on the relative strength of market players, between players which use radio spectrum, but also between users of radio-based and non-radio based infrastructures. In the latter case the impact of spectrum decisions may go beyond spectrum access and cause major structural changes in markets.
Decisions on radio spectrum usage influence the performance of societies not only in economic terms, but also increasingly with respect to industrial competitiveness and the capacity for innovation.
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La Sfida : Creare Una Politica Di Spettro Radio Comunitaria Coerente
A livello comunitario vari fattori di cambiamento suggeriscono che è tempo di verificare se l'attuale contesto che regola i problemi di spettro radio è atto a salvaguardare gl'interessi della Comunità europea e a soddisfare l'esigenza di un approccio comunitario alla politica nel settore. Tra questi:
Condizioni coerenti di accesso allo spettro radio per tali servizi a livello comunitario: in particolare la globalizzazione dei sistemi radio (l'introduzione di sistemi paneuropei o globali che usano lo spettro radio) richiede un'efficiente politica di gestione per evitare ritardi o ostacoli innecessari alla loro introduzione e sviluppo, dovuti ad allocazioni non armonizzate a livello comunitario.
Salvaguardia della coerenza dell'attuale contesto normativo comunitario: alcuni settori fondamentali che usano lo spettro radio sono sottoposti a normativa comunitaria (ad esempio le telecomunicazioni, ma anche alcuni particolari usi delle radioemissioni); la frammentazione della pianificazione, accesso e utilizzazione dello spettro radio rende difficile conservare un quadro normativo coerente a livello comunitario. Nel caso dei sistemi globali che usano lo spettro radio, un approccio coerente a livello comunitario dovrebbe rafforzare la posizione della Comunità europea nel coordinamento e nei negoziati internazionali.
Approccio coerente e bilanciato in tutti i settori: la politica di spettro radio a livello comunitario è stata fino ad oggi basata su considerazioni settoriali specifiche e, salvo nel caso delle telecomunicazioni, è stata considerata una politica che non richiedeva necessariamente una normativa particolare. È invece necessario studiare un approccio coerente e bilanciato in tutti i settori per ridurre al minimo i conflitti tra le richieste di spettro radio delle differenti attività specifiche, in particolare quando sia applicabile la normativa comunitaria.
Lo spettro radio nel contesto del mercato unico: l'attuale gestione dello spettro radio in seno al CEPT è stata tradizionalmente condotta soprattutto sulla base di considerazioni tecniche. Vista la crescente importanza delle applicazioni commerciali è necessario tenere in maggior conto le esigenze del mercato; vista la sua sempre maggiore integrazione, le politiche di spettro radio (ad esempio le condizioni di accesso) assumono inevitabilmente una dimensione comunitaria, specialmente quando gli utilizzatori operano sul mercato mondiale. Nell'ottica del mercato unico, sono in gioco punti quali la competitività dell'industria comunitaria.
Lo spettro radio nel quadro del commercio globale: Nel quadro delle sue responsabilità nei problemi di commercio esterno, la Comunità europea viene sempre più spesso consultata dai principali partner commerciali per i problemi di spettro radio. Perché possa rispondere, è necessario definire in modo chiaro la posizione comunitaria sullo spettro radio, che potrà così essere difesa nei contatti bilaterali e negli organismi internazionali.
Punti da commentare: Problemi fondamentali
I punti sui quali il Libro verde sollecita i commenti sono strutturati secondo le differenti linee di azione considerate fondamentali nel quadro della politica di spettro.
Pianificazione strategica nell'uso delle frequenze radio
La Commissione europea sollecita commenti sulla pianificazione strategica dell'uso dello spettro radio nella Comunità europea, in particolare sulla copertura e le informazioni necessarie per la pianificazione, l'eventuale necessità di un impegno politico e legislativo per lo spettro radio destinato ai servizi paneuropei, la portata di un eventuale approccio armonizzato comunitario per sviluppare e applicare le politiche di riposizionamento e di sostituzione nel quadro della pianificazione delle frequenze.
Armonizzazione dell'allocazione dello spettro radio
La Commissione europea sollecita commenti sull'armonizzazione dello spettro radio nella Comunità europea e in un più ampio contesto, in particolare sull'opportunità di un accordo previo comunitario sulla necessità di misure di armonizzazione e i criteri necessari per arrivarvi, il grado di certezza del diritto necessario per l'applicazione di tali misure da parte degli Stati membri.
Assegnazione ed autorizzazioni per lo spettro radio
La Commissione europea sollecita commenti sull'assegnazione dello spettro radio e le autorizzazioni, in particolare sul miglior meccanismo per garantirne l'uso efficiente e per l'introduzione armonizzata di servizi paneuropei, la portata di un eventuale approccio comunitario alla valutazione e alla possibile commercializzazione dello spettro radio, i possibili costi di riposizionamento degli attuali utilizzatori di spettro radio e il livello di certezza del diritto necessario nel contesto comunitario.
Apparecchiature e norme radio
La Commissione europea sollecita commenti sui legami tra politiche per le apparecchiature radio, standard e spettro radio, in particolare sulla cooperazione tra organismi di normalizzazione e di gestione dello spettro radio e sulle misure a livello operativo nella sua gestione.
Il quadro istituzionale per il coordinamento dello spettro radio
La Commissione europea sollecita commenti sulla capacità degli attuali accordi istituzionali per il coordinamento dello spettro radio di soddisfare gli obiettivi politici comunitari (contribuire alla crescita economica, all'occupazione e al benessere sociale, stimolare l'innovazione tecnologica e lo sviluppo di nuovi servizi, favorire la concorrenza nel mercato unico e rafforzare la competitività europea nella creazione di sistemi radio paneuropei e globali).
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The Challenge: Achieving a consistent Community Radio Spectrum Policy
At Community level, several of the factors for change suggest that it is time to verify whether the present environment governing radio spectrum issues is suitable to preserve the European Community's interests, and to reflect the need for a Community approach to radio spectrum policy. They include:
Coherence of radio spectrum access conditions for like services at Community level: In particular the globalisation of radio systems, i.e. the introduction of pan-European or global systems relying on radio spectrum, require an efficient spectrum management policy in order to avoid delay or unnecessary hurdles in the introduction and deployment of such systems resulting from unharmonised radio spectrum allocation throughout the Community.
Preserving the coherence of the existing Community regulatory environment: Some of the main sectors using radio spectrum are subject to Community regulations, as in telecommunications but also in some aspects of broadcasting. A fragmentation of planning, access and usage of radio spectrum makes it difficult to preserve a coherent regulatory framework at Community level. In the case of global systems using radio spectrum a coherent approach at Community level would strengthen the position of the European Community in international co-ordination and negotiation exercises.
A coherent and balanced approach across all sectors: Radio spectrum policy at Community level has to date evolved out of separate sector-specific consideration and, with the exception of telecommunications, as an issue not necessarily requiring specific regulation. A coherent and balanced approach across all sectors concerned needs to be considered so as to minimise conflict between radio spectrum aspirations of different sector-specific activities, notably where Community policies apply.
Radio spectrum in the context of the internal market: Existing radio spectrum management in CEPT has been traditionally pursued mainly on the basis of technical considerations. Given the increasing importance of commercial applications, market considerations need to be taken further into account. In the context of a growing market integration, radio spectrum policy, for example, on access conditions inevitably has a Community dimension, especially where spectrum users are global market players. Besides internal market considerations, issues such as the competitiveness of Community industry are at stake.
Radio spectrum in the global trade context: Increasingly, the European Community within the context of its responsibility for external trade matters is being approached by its main trading partners on the issue of radio spectrum. In order for it to be able to respond, the Community position on radio spectrum must be clearly defined, so as to be able to defend it, both in bilateral contacts and in the global organisations.
Issues for comments: Key questions
Issues on which the present Green Paper requests comments are structured according to the different layers which are identified as key ones in the context of spectrum policy:
Strategic planning of the use of radio frequencies
The European Commission would welcome views on the strategic planning of the use of radio spectrum in the European Community, particularly as regards: the scope of and information needed for planning exercises; whether a political and legal commitment to plan radio spectrum for pan-European services is needed; and to what extent a harmonised Community approach is needed to develop and implement re-farming and substitution policies as part of the planning of frequency.
Harmonisation of radio spectrum allocation
The European Commission would welcome views on radio spectrum harmonisation in the European Community and the wider context; whether a priori Community agreement is required as regards the need for harmonisation measures and on the basis of what criteria this can be determined; and the level of legal certainty required with respect to the implementation of such measures by Member States.
Radio spectrum assignment and licensing
The European Commission would welcome views on radio spectrum assignment and licensing, particularly as concerns which mechanism is most suitable to secure the efficient use of radio spectrum and the harmonised introduction of pan-European services; the extent to which a common Community approach is required on the valuation and possible trading of radio spectrum as well as the possible costs of relocating existing radio spectrum users; and the level of legal certainty needed in the Community context.
Radio equipment and standards
The European Commission would welcome views on the link between Community policy on radio equipment, standards, and radio spectrum, with particular regard to the co-operation between standards and radio spectrum management bodies and measures at the operational level of radio spectrum management.
The institutional framework for radio spectrum co-ordination
The European Commission would welcome views on whether the present institutional arrangements for the co-ordination of radio spectrum are appropriate to meet the Community's policy objectives, i.e. to contribute to economic growth, employment, and welfare, to stimulate technological innovation and the development of new services, to foster competition in the internal market, and to strengthen European competitiveness in the establishment of pan-European and global radio systems.
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Il contesto generale del Libro Verde: dibattiti collegati
Il Libro verde si propone d'identificare il metodo migliore di approccio e di realizzazione della politica di spettro a livello comunitario. I suoi risultati serviranno inoltre come input per i dibattiti specifici attualmente in corso.
Il Libro verde sulla convergenza tra i settori delle telecomunicazioni, dell'audiovisivo e delle tecnologie dell'informazione ha già trattato alcuni problemi di spettro radio in settori specifici. Le conclusioni verranno ora inserite nel contesto dell'approccio globale alla politica di spettro radio qui esaminato. Il dibattito sulla politica di spettro trarrà a sua volta beneficio dal dibattito sulla convergenza, al momento di discutere le categorie di utilizzazioni e utilizzatori in evoluzione o di definire gl'interessi pubblici nelle aree in cui esiste il fenomeno della convergenza. I risultati avranno un ruolo importante nella definizione delle appropriate modalità di accesso allo spettro radio.
Per quanto riguarda il settore delle telecomunicazioni l'esame dell'efficacia del quadro normativo per le telecomunicazioni ("riesame 1999") attualmente in preparazione userà le conclusioni del dibattito sullo spettro radio per identificare i punti in cui è necessario completare o modificare l'odierna normativa, così da facilitare la realizzazione della politica comunitaria di spettro radio.
Nel settore dei trasporti la Comunità sta attualmente esaminando la possibilità di rafforzare la presenza europea nel GNSS (global navigation satellite system, sistema universale di navigazione via satellite), che permette di fornire servizi d'interesse pubblico (navigazione, posizionamento, timing) e offre al tempo stesso notevoli possibilità di mercato. Il sistema potrebbe potenzialmente essere la base di un'ampia gamma di attività industriali e commerciali, per la cui realizzazione è necessario garantire nei negoziati europei e internazionali l'allocazione e le salvaguardia dello spettro radio. Nel medio termine il Libro verde sulla politica di spettro radio aiuterà a scegliere la strada migliore per soddisfare in modo pratico le esigenze specifiche del settore in termini di modalità di coordinamento e protezione dello spettro in un quadro globale di approccio generico alla politica di spettro, tale da coprire tutti i settori.
La riflessione sui punti trattati dal Libro verde aiuterà inoltre a preparare nel miglior modo possibile i negoziati internazionali sulle frequenze radio per la prossima WRC 2000. La Commissione, in una precedente comunicazione, ha già indicato i punti principali all'ordine del giorno della Conferenza e ne ha spiegato in dettaglio l'influenza sulle politiche comunitarie. I risultati della consultazione sul Libro verde aiuteranno a definire le posizioni comunitarie sui punti fondamentali della Conferenza.
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The general context of the Green Paper: Related debates
The objective pursued with the proposed Green Paper is to identify how best to approach and implement Spectrum Policy at Community level. At the same time, the results from the Green Paper will also feed into several specific debates which are currently under way.
The Green Paper on Convergence between telecommunications, media and information technologies already covered certain radio spectrum issues in respect of specific sectors. These findings will need to be put in context with respect to the overall approach for radio spectrum policy to be discussed in the present Green Paper. In return, the spectrum policy debate will profit from the convergence debate, e.g. when discussing the evolving category of uses and users or the definition of public interest in the areas subject to convergence. These results will be important in order to be able to recommend suitable modalities of accessing radio spectrum.
For the telecommunications sector, the review of the effectiveness of the telecommunications regulatory framework ("99 Review") which is under preparation will use the findings of the radio spectrum debate to identify where existing regulation needs to be complemented or revised to help the implementation of a Community radio spectrum policy.
In the transport sector, the Community is currently considering re-enforcing the European presence in the area of global navigation satellite systems (GNSS) which both enable the provision of services of public interest (navigation, positioning, timing) and which have considerable market potential. Potentially, these systems will also form the basis for a wide range of industrial / commercial activities. The allocation and protection of radio spectrum will need to be ensured in European and international negotiations in order to implement such an initiative. In the medium term, the Green Paper on Radio Spectrum Policy will help to identify how to accommodate in a practical way the specific needs of this sector in terms of co-ordination modalities and protection of radio spectrum within the overall framework of a generic approach to radio spectrum policy, i.e. covering all sectors.
The reflection of the issues raised by the present Green Paper will also help preparing in an optimal way for international negotiations on radio frequencies at the forthcoming World Radiocommunications Conference WRC-2000. The Commission has in an earlier Communication presented the major agenda items of this conference and indicated in detail how these relate to Community policies. The findings of the consultation on the present Green Paper will be used to help define Community positions on the critical issues of the conference.
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INDICE
1. INTRODUZIONE 1
2. IMPORTANZA POLITICA ED ECONOMICA DELLO SPETTRO RADIO *
2.1. Il mercato delle radiocomunicazioni *
2.2. Politiche comunitarie nel campo dello spettro radio *
2.3. Fattori di cambiamento *
3. POLITICA DELL'UNIONE EUROPEA PER LO SPETTRO RADIO: SITUAZIONE ATTUALE *
3.1. Definire la politica dell'UE sullo spettro radio *
3.2. Situazione attuale della partecipazione comunitaria nella politica di spettro radio *
4. POLITICA DELL'UNIONE EUROPEA PER LO SPETTRO RADIO: PUNTI DA COMMENTARE *
(1) Pianificazione strategica dell'uso dello spettro radio *
(2) Armonizzazione dell'allocazione dello spettro radio *
(3) Assegnazione e autorizzazione di spettro radio *
(4) Apparecchiature radio e standard *
(5) Quadro di riferimento istituzionale per il coordinamento dello spettro radio *
5. CONCLUSIONI *
ALLEGATO I: le politiche della comunita europea che interessano lo spettro radio
ALLEGATO II: politica dell'ue per lo spettro radio
ALLEGATO III: lista delle abbreviazioni
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TABLE OF CONTENT
1. INTRODUCTION*
2. THE ECONOMIC AND POLITICAL IMPORTANCE OF RADIO SPECTRUM*
2.1 The radiocommunications market*
2.2 Community policies related to radio spectrum*
2.3 Factors for change*
3. EU POLICY ON RADIO SPECTRUM: PRESENT SITUATION* *
3.2 Present practice of Community involvement in radio spectrum policy *
4. EU POLICY ON RADIO SPECTRUM: ISSUES FOR COMMENTS*
(1) Strategic planning of the use of radio spectrum *
(2) Harmonisation of radio spectrum allocation *
(3) Radio spectrum assignment and licensing *
(4) Radio equipment and standards *
(5) The institutional framework for radio spectrum co-ordination *
5. CONCLUSIONS*
ANNEX I: EUROPEAN COMMUNITY POLICIES INVOLVING RADIO SPECTRUM*
ANNEX II: EU POLICY ON RADIO SPECTRUM*
ANNEX III: LIST OF ABBREVIATIONS*
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INTRODUZIONE
Lo spettro radio rappresenta la struttura portante fondamentale per le attività politiche della Comunità europea in aree (comunicazioni mobili e satellitari, radioemissioni, trasporti e R&S) che si sono sviluppate negli ultimi anni e che costituiscono oggi un settore cruciale di crescita della Comunità europea. Vista la necessità della Società dell'informazione di accedere istantaneamente all'informazione e di diffonderla indipendentemente dal momento o dalla località, lo spettro radio sta assumendo una sempre maggiore importanza per l'economia europea.
Gli sviluppi tecnologici, di mercato e normativi hanno fatto sì che si registri un rapido aumento nella domanda di spettro radio, non controbilanciata dall'ulteriore quantità resa disponibile con l'introduzione di nuove e più efficienti tecnologie (sistemi radio digitali nei settori delle radioemissioni e delle comunicazioni mobili/personali). La scarsità di spettro radio è quindi sempre più acuta e nelle frequenze sovraffollate è necessario effettuare una scelta per trovare un punto di equilibrio tra richiesta e disponibilità.
L'uso dello spettro radio è regolamentato, e poiché le onde radio non si fermano ai confini, i paesi ne hanno tradizionalmente coordinato l'uso in seno all'UIT (International Telecommunication Union), un organismo specializzato delle Nazioni Unite. Ogni due anni 186 paesi s'incontrano nella WRC (World Radiocommunications Conferences) dell'UIT e adottano misure di armonizzazione internazionale dell'uso dello spettro radio, passo necessario per ottenere economie di scala nella produzione delle apparecchiature radio, per facilitare la disponibilità globale di servizi e per evitare che le emissioni di un utilizzatore possano interferire con quelle di un altro. Ulteriori più dettagliati coordinamenti vengono effettuati a livello regionale e nazionale.
43 paesi europei, inclusi gli Stati membri, coordinano l'uso dello spettro radio in seno al CEPT (European Conference of Postal and Telecommunications administrations), che adotta misure di armonizzazione applicate dai paesi membri su base volontaria. Sia l'UIT/WRC che il CEPT si occupano di tutti gli usi dello spettro radio (incluse telecomunicazioni, radioemissioni, trasporti e R&S).
Ad eccezione della disponibilità di spettro radio per le comunicazioni mobili e personali, area nella quale esiste una legislazione comunitaria, la Comunità europea si affida soprattutto ai lavori condotti nell'UIT/WRC e nel CEPT per armonizzare lo spettro radio necessario alla fornitura di servizi ed apparecchiature paneuropei e globali. L'assegnazione ai singoli utilizzatori è effettuata a livello nazionale, subordinatamente alle condizioni concordate nell'OMC e nella Comunità europea.
La domanda di spettro radio è aumentata, coordinarlo e gestirlo sono quindi diventati compiti più complessi rispetto al passato, quando i paesi ne coordinavano l'utilizzazione per un numero relativamente limitato di utilizzatori radio e sulla mera base di considerazioni tecniche (settore della difesa e organismi pubblici di telecomunicazioni e radioemissioni, soprattutto a livello nazionale).
Il contesto della politica di spettro radio si è modificato significativamente. I servizi e le apparecchiature radio vengono sviluppati per i mercati globali piuttosto che nazionali. Gli utilizzatori tradizionali di spettro radio che fornivano servizi pubblici a livello nazionale sono ora in concorrenza per il suo uso con un numero sempre maggiore di operatori commerciali mondiali, in particolare nei settori telecomunicazioni e radioemissioni. La disponibilità di spettro radio si sta dimostrando un punto cruciale nei negoziati commerciali. Tutto sembra quindi indicare la necessità di cooperazione internazionale sui problemi legati alle politiche di spettro radio se si vuole facilitare l'introduzione e la fornitura internazionale di servizi ed apparecchiature. È dunque essenziale fare in modo che gli interessi della Comunità europea e di tutti gli Stati membri siano tenuti debitamente in conto laddove si discutono i problemi di disponibilità di spettro radio.
Come conseguenza del contesto in evoluzione della politica di spettro radio, le principali sfide che la Comunità europea deve affrontare includono:
La pianificazione strategica dell'uso dello spettro radio richiede adesso che vengano tenuti in conto d'interessi e le esigenze di un numero maggiore di nuovi sistemi ed operatori, commerciali o meno, che operano a livello globale.
La globalizzazione impone una sempre più la cooperazione internazionale per l'allocazione e l'armonizzazione dello spettro radio, ma paesi e utilizzatori attribuiscono priorità differenti ai servizi armonizzati di spettro radio che devono essere disponibili a livello internazionale. Bilanciare i differenti interessi degli utilizzatori commerciali e non commerciali è una priorità dei s paesi che va al di là della semplice gestione tecnica dello spettro radio. Le recenti esperienze nei negoziati dell'UIT/WRC hanno insegnato che quando la Comunità europea non è unita, e le proposte non sono politicamente appoggiate, gli obiettivi comuni possono essere difficilmente raggiunti.
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INTRODUCTION
The essential backbone for activities in European Community policy areas such as mobile and satellite communications, broadcasting, transport, R&D is the radio spectrum. These areas have developed over recent years into a key area of growth in the European Community. In view of the requirement of the Information Society for instantaneous access to and dissemination of information, irrespective of time or location, radio spectrum is becoming of increased importance for the development of the European economy.
Demand for radio spectrum is increasing steadily due to technological, market, and regulatory developments. This is not counter-balanced by additional radio spectrum becoming available through the introduction of new and more efficient technologies (e.g. digital radio systems in the areas of broadcasting and mobile/personal communications). The consequence is that the scarcity of radio spectrum is increasing. Where the radio spectrum is congested, choices need to be made to balance the demand and supply for radio spectrum.
The use of the radio spectrum is regulated. Since radio waves do not stop at borders, countries historically co-ordinate the use of the radio spectrum in the framework of the International Telecommunication Union (ITU), a specialised body of the United Nations. In World Radiocommunications Conferences (WRC) of ITU, 186 countries biannually adopt measures in order to achieve the international harmonisation of the use of the radio spectrum. This is necessary in order to achieve economies of scale for the production of radio equipment, to facilitate the global availability of services, and to avoid that that the transmissions by one user do not cause unacceptable interference to use by another. Further detailed co-ordination takes place at the regional and national level.
In Europe, 43 countries, including the Member States, co-ordinate the use of the radio spectrum in the framework of the European Conference of Postal and Telecommunications administrations (CEPT). Also CEPT adopts harmonisation measures which its member countries implement on a voluntary basis. Both ITU/WRC and CEPT cover all uses of the radio spectrum, including for telecommunications, broadcasting, transport, and R&D.
With the exception of radio spectrum availability for mobile and personal communications, in which areas Community legislation exists, the European Community mainly relies on the work undertaken in ITU/WRC and CEPT to achieve the harmonisation of radio spectrum necessary for the pan-European and global provision of services and equipment. The assignment of radio spectrum to individual users is done at the national level, subject to certain conditions agreed in the World Trade Organisation (WTO) and in the European Community.
As demand for radio spectrum has increased, the co-ordination and management tasks have grown more complex as compared to the past. Previously, countries co-ordinated the use of the radio spectrum on behalf of a relatively limited number of radio users and on the basis of technical considerations, i.e. for the defence sector and for public telecommunications and broadcasting organisations, which were mainly active at the national level.
The environment for radio spectrum policy has changed significantly. Radio services and equipment are developed for global rather than national markets. The traditional users of radio spectrum providing public services at the national level are now in competition for radio spectrum use with increasing numbers of global commercial players, particularly in the areas of telecommunications and broadcasting. Radio spectrum availability is emerging as a key issue in trade negotiations. All these developments point to the need for international co-operation on radio spectrum policy issues in order to facilitate the international introduction and provision of services and equipment. It is therefore essential to ensure that the interests of the European Community and of all of its Member States are fully taken into account where radio spectrum availability is discussed.
As a result of the changing environment for radio spectrum policy, the main challenges the European Community is facing include the following:
The strategic planning of the use of the radio spectrum now needs to take into account the varying interests and requirements of an increased number of new systems and commercial and non-commercial players acting at the global level.
Due to globalisation, the allocation and harmonisation of the use of the radio spectrum increasingly requires international co-operation but countries and radio spectrum users attach different priorities as for which services harmonised radio spectrum should be internationally available. The balancing of the various interests between commercial and non-commercial uses as well as between the priorities of individual countries goes beyond the technical management of radio spectrum. Recent experience at ITU/WRC negotiations has shown that where the European Community is not united and where the proposals are not politically supported, common objectives are difficult to be pursued.
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L'assegnazione dello spettro radio ai singoli utilizzatori dev'essere fatta in condizioni ragionevoli. Tuttavia, la domanda è aumentata in tale misura che le amministrazioni chiedono sempre più spesso agli utilizzatori di pagare una cifra per l'uso dello spettro radio che rifletta il valore di mercato e la reale necessità di fornire il servizio. L'approccio viene criticato perché potrebbe mettere in pericolo l'innovazione tecnologica della concorrenza e condurre eventualmente a più alti prezzi per i consumatori. L'introduzione e la fornitura internazionale di servizi potrebbero essere ostacolate dal fatto che è necessario ottenere autorizzazioni nei singoli paesi, che possono inoltre usare differenti meccanismi e condizioni per la concessione di spettro.
La disponibilità e l'utilizzazione delle apparecchiature radio oltre i confini sono subordinate al grado di armonizzazione dello spettro radio e all'esistenza di standard comuni che garantiscano l'interoperabilità. L'importanza del controllo dell'uso delle apparecchiature radio e la sorveglianza dei mercati è sempre più evidente e richiede un considerevole sforzo delle amministrazioni, in collaborazione con l'industria e gli utilizzatori di spettro.
Gli accordi istituzionali per coordinare, pianificare e armonizzare l'uso dello spettro radio sono stati sottoscritti per far fronte alle esigenze di un numero limitato di operatori, e dopo la liberalizzazione e la globalizzazione dei mercati radio vengono rimessi in discussione dai partner commerciali, i cui interessi non coincidono necessariamente con quelli delle amministrazioni che li rappresentano negli organismi competenti. Bilanciare i differenti interessi nazionali rende inoltre difficile ottenere l'armonizzazione dello spettro radio e può creare una situazione giuridicamente instabile per quanto riguarda la disponibilità e l'armonizzazione dello spettro radio.
Il Libro verde intende avviare un dibattito pubblico sull'idoneità delle attuali procedure di politica dello spettro radio a far fronte alle sfide descritte e sull'opportunità di modificarle per conseguire gli obiettivi politici della Comunità europea:
facilitare l'innovazione tecnologica e la concorrenza con una pianificazione flessibile ma definitiva dell'uso dello spettro radio e con l'assegnazione appropriata di spettro radio da parte delle amministrazioni;
dar vita ad un quadro di prevedibilità e certezza del diritto per il coordinamento dell'uso dello spettro radio che sia trasparente e che risponda agl'interessi commerciali e non commerciali dei vari settori (tra l'altro per quanto riguarda telecomunicazioni, radioemissioni, trasporti e R&S);
garantire un'appropriata presenza e equilibrio degl'interessi dei singoli Stati membro e della Comunità europea nel suo insieme nelle decisioni sullo spettro radio da adottare; e
rafforzare la posizione della Comunità europea nel mercato globale dei servizi e delle apparecchiature radio, raggruppando le necessarie forze tecniche e politiche degli Stati membri e della Comunità europea.
Le parti interessate (utilizzatori di spettro radio, fornitori di servizi che usano lo spettro radio, fabbricanti di apparecchiature, autorità, organismi settoriali e consumatori) sono invitate a trasmettere commenti e punti di vista. Sulla base dei contributi ricevuti, la Commissione intende preparare una comunicazione per fare il punto della situazione e trarre le prime conclusioni.
Le parti interessate sono invitate a contribuire al dibattito rispondendo alle domande formulate nel Libro verde e inviando il materiale che ritengano utile entro il 15 aprile 1999.
I contributi devono essere inviati preferibilmente via E-mail in formato HTML:
Commissione europea, DGXIII A1
Att. signor. R. Niepold
200 rue de la Loi, BU31 2/87
B-1049 BRUXELLES
Belgio
e-mail: spectrum.greenpaper@bxl.dg13.cec.be
Fax: (+32 2) 29 68 395
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The assignment of radio spectrum to individual users should be done
under reasonable conditions. However, demand for radio spectrum has increased to such an extent that administrations increasingly require users to pay a price for the use of the radio spectrum so as to reflect the market value and the actual need for the service to be provided. This approach is criticised since it may hamper technological innovation and competition and may possibly lead to increased consumer prices. The introduction and international provision of services might be hindered since licenses need to be obtained in individual countries which in addition may deploy different radio spectrum award mechanisms and conditions.
The availability and use of radio equipment across borders is subject to the extent to which radio spectrum is harmonised and common standards are available so as to ensure interoperability. The importance of monitoring the use of radio equipment and the surveillance of markets is increasing and will require a considerable effort from the part of administrations in co-operation with industry and radio spectrum users.
The institutional arrangements for the co-ordination, planning, and harmonisation of the use of radio spectrum were set up to deal with the requirements of a limited number of players. With the liberalisation and globalisation of the radio market, these institutional arrangements have come under pressure from commercial interests which pursue interests which not necessarily coincide with those of the administrations representing them in the organisations concerned. Furthermore, the balancing of the various national interests renders the achievement of radio spectrum harmonisation difficult and may result in a legally uncertain situation regarding radio spectrum availability and harmonisation.
This Green Paper is aimed to initiate a public debate on the question whether the present practice of radio spectrum policy can deal with the described challenges or whether change is needed in order to meet the European Community's policy objectives:
to facilitate technological innovation and competition through flexible but firm planning of the use of radio spectrum and through the appropriate assignment of radio spectrum by administrations;
to establish a predictable and legally certain regulatory framework for the co-ordination of the use of radio spectrum which is transparent and which responds to the needs of commercial and non-commercial interests across sectors, inter alia as concerns telecommunications, broadcasting, transport, and R&D;
to ensure an appropriate representation and balancing of interests of the individual Member States and of the European Community in the decisions to be taken in the area of radio spectrum; and
to strengthen the position of the European Community in the global market for radio services and equipment by combining the necessary technical and political strengths of the Member States and the European Community.
All concerned parties - radio spectrum users, services providers using radio spectrum, equipment manufacturers, public authorities, sector-specific organisations, consumers - are invited to contribute their comments and views. On the basis of the comments received, the Commission intends to produce a Communication to report and to draw first conclusions.
All interested parties are invited to contribute to the debate by responding to the issues raised in this Green Paper and by making any submission they wish on the subject 15 April 1999.
Submissions may be sent preferably via E-mail in HTML format to:
European Commission, DGXIII A1
Attn. Mr. R. Niepold
200 rue de la Loi, BU31 2/52
B-1049 BRUSSELS
Belgium
e-mail: spectrum.greenpaper@bxl.dg13.cec.be
Fax: (+32 2) 29 68 395
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IMPORTANZA POLITICA ED ECONOMICA DELLO SPETTRO RADIO
Il capitolo 2 si propone di mettere in luce l'importanza politica ed economica dello spettro radio e di fornire gli elementi di base dell'approccio della Comunità europea alla politica di spettro radio.
Il capitolo fornisce una visione globale del crescente numero di applicazioni e settori che dipendono dalla disponibilità di spettro radio e sottolinea l'importanza economica delle attività collegate (sezione 1.1). Gli sviluppi tecnologici, di mercato e normativi stanno cambiando il modo di usare lo spettro radio e il contesto in cui viene creata la pertinente politica (sezione 1.2). La realizzazione di un certo numero di politiche comunitarie specifiche dipendono dalla disponibilità di spettro radio, ma le relative esigenze vengono affrontate in differenti contesti politici; si applica inoltre la legislazione orizzontale della Comunità europea (sezione 1.3).
Il mercato delle radiocomunicazioni
Lo spettro radio è l'infrastruttura aerea di un ampio numero di attività: ogni applicazione radio (per esempio l'apertura delle porte di garage, la sorveglianza dei neonati, i telefoni cellulari, i sistemi di posizionamento globali) ha una propria banda di frequenza all'interno dello spettro radio, che in molti casi è comunque usato su base ripartita. L'allocazione e l'ammontare dello spettro radio assegnato a ciascun servizio può variare significativamente da un paese all'altro, a seconda delle esigenze nazionali e dell'importanza attribuita ai differenti servizi che usano le radioemissioni. Attualmente l'uso dello spettro radio tra i differenti paesi è armonizzato solo in minima parte. La disponibilità internazionale di uno stesso servizio dipende dalla misura in cui l'uso dello spettro radio è armonizzato.
Alcune bande di frequenza sono più adatte di altre a specifici servizi di radiocomunicazione e sono relativamente facili da usare con le tecnologie attuali. L'uso e la domanda di certe bande di frequenza hanno creato o creeranno tra poco una situazione di sovraffollamento: la domanda di frequenze è di gran lunga superiore alle disponibilità. È dunque necessario fare delle scelte.
Altre bande di frequenza sono attualmente meno importanti perché usate per un numero limitato di servizi o perché possono essere sfruttate solo ad un costo superiore o introducendo innovazioni tecnologiche. In questo caso il problema del sovraffollamento può non esistere.
Come per tutte le risorse scarse, nel decidere gli usi e gli utilizzatori dello spettro radio è necessario arrivare a compromessi. Nella politica di spettro radio i compromessi toccano questi punti:
I nuovi arrivati ottengono le frequenze a condizione di condividerle con gli utilizzatori esistenti, cosa che può però richiedere che entrambe le parti adottino tecniche più costose rispetto a quelle usate se lo spettro radio viene messo a disposizione degli utilizzatori su una base di esclusività o priorità.
L'utilizzatore principale dello spettro radio viene spostato in parti meno congestionate dello spettro radio per fare spazio ai nuovi utilizzatori. Il "riposizionamento" dello spettro radio è associato alla ricollocazione dell'utilizzatore in posizione dominante, che in tale situazione è ovviamente obbligato a sostituire o modificare le apparecchiature esistenti per soddisfare le differenti caratteristiche delle bande di frequenza in cui è stato ricollocato. In alcuni paesi i nuovi operatori possono essere obbligati a contribuire finanziariamente a tali operazioni.
L'utilizzatore in posizione dominante deve comunque abbandonare lo spettro radio. In tal caso, una soluzione può essere il ricorso a mezzi di trasmissione alternativi (cioè la "sostituzione" della tecnologia di trasmissione). Anche in questo caso l'operatore in posizione dominante è obbligato ad investire in apparecchiature di trasmissione alternative.
Se la condivisione o il riposizionamento/ricollocazione e sostituzione degli utilizzatori in posizione dominante non è tecnicamente o politicamente auspicabile, l'accesso dei nuovi operatori alle frequenze può essere negata.
Anche se non in modo completo del tutto esauriente la tabella che segue fornisce una visione di assieme dei differenti tipi di applicazioni radio che, almeno in buona parte, sono sottoposte ad un qualche tipo di autorizzazione di uso delle apparecchiature radio o di fornitura di servizi di radioemissioni.
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THE ECONOMIC AND POLITICAL IMPORTANCE OF RADIO SPECTRUM
The aim of chapter 2 is to highlight the economic and political importance of radio spectrum and to provide the basic elements governing the European Community approach to radio spectrum policy.
This chapter gives an overview of the growing number of applications and sectors relying on the availability of radio spectrum and highlights the economic importance of radio spectrum activities (section 2.1). Technological, market, and regulatory developments are changing the ways radio spectrum is used as well as the context for radio spectrum policy making (section 2.2). The implementation of a number of sector-specific Community policies depends on radio spectrum availability but their radio spectrum requirements are addressed in different policy frameworks; in addition, horizontal European Community legislation applies (section 2.3).
2.1 The radiocommunications market
Radio spectrum is the wireless infrastructure for a large number of activities. Each radio application, for example garage door openers, baby monitors, cellular telephones, global positioning systems, has its own frequency band within the radio spectrum although much of it is used on a shared basis. The location and amount of radio spectrum allocated for each service may differ significantly between countries, depending on the national need for and importance given to the various radio-based services. Only a relatively small amount of the actual use of the radio spectrum is harmonised among countries. The international availability of the same service depends on the extent to which the use of the radio spectrum is harmonised.
Certain frequency bands are better suited for particular radiocommunications services than others and are relatively easy to exploit using existing technologies. Actual use and demand for certain frequency bands has created or will soon create a situation of congestion: demand for frequencies is greater than what is available. Therefore, choices need to be made.
Other frequency bands are currently less valuable because they are useful for fewer services, or because they can only be exploited at increased cost or following technological innovation. The issue of congestion might not present itself in these frequency bands.
Like for all scarce resources, trade-offs have to be made when deciding which uses and users should be awarded radio spectrum. In radio spectrum policy, such trade-offs may include the following:
New entrants are awarded frequencies on the condition that they share the frequencies with existing users. However, sharing may require the deployment of more costly techniques for both parties as compared to the case where radio spectrum is made available to users on a primary/exclusive basis.
The incumbent radio spectrum user is moved to less congested parts of the radio spectrum in order to make room for new users. This is known as 're-farming' of radio spectrum and is associated with a relocation of the incumbent user. Obviously, the incumbent user is forced in this situation to replace or adapt existing equipment in order to comply with the different characteristics of the frequency bands he is moved to. In some countries, the new entrant may be requested to pay a financial contribution in this respect.
The incumbent radio spectrum user has to move out of the radio spectrum altogether. In the latter case, an option could be to use alternative transmission media (i.e. 'substitution' of transmission technology). Also in this case, the incumbent user has to invest in alternative transmission equipment.
Where sharing with, or re-farming/relocation and substitution of incumbent users is technically not possible or politically not desirable, access to frequencies by new entrants may not be granted.
Although not exhaustive in its scope of the use of radio frequencies, the following table provides an overview of the various types of radio applications which, for the main part, are subject to some kind of authorisation to use radio equipment or to provide radio-based services.
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Tabella 1: settori e attività basati sulle radioemissioni
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Telecomunicazioni |
Telefonia (GSM, DCS, DECT, S-PCS, IMT2000/UMTS, WLL, CB)
Radioavviso (ERMES, Pocsag, FLEX)
Sistemi multimediali senza fili/Internet (UMTS, radioemissioni satellitari a larga banda, LMDS, MMDS)
Trasmissione dati (GSM, IMT2000 / UMTS, trasmissioni satellitari a larga banda, FS)
Radio professionali private (PMR, TETRA)
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Radioemissioni |
Televisione terrestre (analogica/digitale, libera , a pagamento)
Televisione via satellite (analogica/digitale, libera , a pagamento, NVOD)
Servizi ausiliari (teletesto e telebanca, teleacquisto, via TV digitale)
Radio (analogica/digitale)
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Trasporti |
Trasporto aereo (controllo del traffico, navigazione)
Trasporto marittimo (GMDSS, VTMIS)
Trasporto su strada (sistemi RTT)
Trasporti ferroviari e su acque navigabili interne (localizzazione)
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Servizi pubblici |
Difesa (comunicazione e controllo, radar)
Emergenze (polizia, vigili del fuoco)
Usi legali (TETRA; osservazione della terra)
Scienza dello spazio (osservazione della terra, radioastronomia, radionavigazione)
Applicazioni legate a impegni sottoscritti nelle convenzioni internazionali (aiuti alla navigazione, posizionamento e timing, condizioni meteorologiche)
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|
R&S |
Osservazione della terra
Radioastronomia
|
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Table 1: Radio-based sectors and activities
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Telecommunications |
- Telephony
(GSM, DCS, DECT, S-PCS, IMT2000/UMTS, WLL, CB)
- Paging (ERMES, Pocsag, FLEX)
- Wireless multi-media/Internet (UMTS, satellite broadband, LMDS, MMDS)
- Data transmission (GSM, IMT2000 / UMTS, satellite broadband, FS)
- Private business radio
(PMR, TETRA)
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|
Broadcasting |
- Terrestrial TV
(analogue/digital - free to air, pay TV)
- Satellite TV (analogue/digital - free to air, pay TV, NVOD)
- Ancillary services (Teletext and home banking, Teleshopping, for digital TV)
- Radio (analogue/digital)
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Transport |
- Air transport
(traffic control, navigation)
- Maritime transport (GMDSS, VTMIS)
- Road transport (RTT systems)
- Rail transport and inland waterways
(localisation)
|
|
Government |
- Defence
(communication & control, radar)
- Emergency (police, fire departments)
- Law enforcement (TETRA; earth observation)
- Space science (e.g. Earth observation, radio astronomy, radio navigation)
- Applications deriving from Commitments under international conventions
(navigation aids, positioning and timing; environment)
|
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R&D
|
- Earth observation
- Radio astronomy
|
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A livello di Comunità europea non esiste un'informazione globale sui servizi radio delle differenti parti dello spettro radio e sull'ammontare di frequenza di cui dispongono. Nei limiti della loro elaborazione le informazioni possono essere reperite solo a livello nazionale, come si vede nell'esempio che segue.
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There is no comprehensive information available for the European Community as a whole on which radio services are located in the various parts of the radio spectrum and which amounts of frequencies these services have at their disposal. Insofar as it is available, such information can only be found at the national level, as can be illustrated by the following example.
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Tabella 2: Allocazione dello spettro radio secondo i servizi (Regno Unito)
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da 9 kHz a 1 GHz |
da 1 GHz a 3 GHz |
da 3 GHz a 30 GHz |
Telecomunicazioni
Comunicazioni mobili cellulari
Servizi fissi (PTO e servizi fissi privati)
Collegamenti fissi
Satellite
|
23%
--
--
-- |
7%
26%
--
-- |
--
--
38%
5% |
Radioemissioni
(inclusi i servizi legati alle radioemissioni) |
40% |
12% |
3% |
Trasporti
Aviazione civile/ aeronautica
Marittimi
|
3%
-- |
14%
2% |
4%
-- |
Autorità
Difesa
Servizi di emergenza
Osservazione dello spazio
|
29%
2%
-- |
31%
3%
2% |
38%
--
-- |
|
Altro |
3% |
3% |
12% |
| |
100% |
100% |
100% |
|
Table 2: Allocation of radio spectrum by services (United Kingdom)
| |
9 kHz to 1 GHz |
1 GHz to 3 GHz |
3 GHz to 30 GHz |
|
Telecommunications
Mobile and cellular communications
Fixed services (PTO and private fixed services)
Fixed links
Satellite
|
23%
--
--
-- |
7%
26%
--
-- |
--
--
38%
5% |
|
Broadcasting
(incl. services ancillary to broadcasting) |
40% |
12% |
3% |
|
Transport
Civil Aviation/aeronautical
Maritime
|
3%
-- |
14%
2% |
4%
-- |
|
Government
Defense
Emergency services
Space observation
|
29%
2%
-- |
31%
3%
2% |
38%
--
-- |
|
Other |
3% |
3% |
12% |
| |
100% |
100% |
100% |
|
Il contributo economico dei servizi e delle apparecchiature radio all'economia europea può essere difficilmente valutato in maniera globale. Ad esempio, l'output economico della fornitura di servizi mobili ed audiovisivi (che dipende interamente dalla disponibilità di spettro radio) può essere usato come indicatore dell'importanza economica dello spettro radio nei mercati europeo e mondiale, tenendo comunque conto dei benefici sociali non economici (uso strategico, pubblico e culturale dello spettro radio per fini non commerciali: difesa, servizi di emergenza e servizio universale nei settori delle telecomunicazioni e delle radioemissioni).
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The economic contribution of radio-based services and equipment to the EU economy is difficult to determine in a comprehensive manner. For example, the provision of mobile and audio-visual services entirely depend on radio spectrum availability. The economic output of these sectors may therefore be used as indicators for the economic relevance of radio spectrum in European and global markets, while taking account of the non-economic benefits to society resulting from the strategic, public, and cultural use that is made of radio spectrum for non-commercial purposes such as defence, emergency services, and for universal services in the areas of telecommunications and broadcasting.
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Tabella 3: Mercato stimato e previsioni di mercato (miliardi di ECU): Telecomunicazioni, comunicazioni mobili e satellitari, radioemissioni, audiovisivo e navigazione radio
| |
Mercato stimato |
Previsione di mercato |
Telecomunicazioni
(EEA, 1997), di cui |
150,7 |
162,2 (1998) |
|
|
172,3 (1999) |
|
Servizi fissi
|
98,1 |
101,0 (1998) |
|
|
103,9 (1999) |
|
Servizi mobili
|
24,7 |
29,7 (1998) |
|
|
33,6 (1999) |
|
Altri servizi
|
27,9 |
31,4 (1998) |
|
|
34,8 (1999) |
| |
|
|
Comunicazioni via satellite
(mondo, 2005) |
|
62 |
|
Servizi mobili satellitari (MSS) (mondo)
|
|
1 (2000) |
|
|
7,2 (2005) |
|
|
24,1 (2010) |
Servizi audiovisivi
(UE, 1995), di cui |
41,5 |
46,8 (2000) |
|
|
59,0 (2005) |
|
|
71,4 (2010) |
|
Entrate dei fornitori di contenuto (UE, 1995)
|
8.9 |
16,1 (2005) |
|
Entrate annue della TV a pagamento (Europa, 1997)
|
5 |
22 (2005) |
|
Entrate delle radioemissioni pubbliche (costi delle licenze , pubblicità e sponsorizzazioni) (UE, 1996)
|
14 |
|
|
Settore radio (costi delle licenze ed entrate pubblicitarie)
|
6 |
|
|
Servizi e apparecchiature di radionavigazione |
|
4 (2000, Europa) |
|
|
40 (2005, mondo) |
|
Table 3: Estimated market and market forecasts (BECU): telecommunications, mobile and satellite communications, broadcasting (and audio-visual), and radio navigation
| |
Estimated market |
Market forecast |
|
Telecommunications
(EEA, 1997), of which |
150.7 |
162.2 (1998) |
|
172.3 (1999) |
|
|
98.1 |
101.0 (1998) |
|
103.9 (1999) |
|
|
24.7 |
29.7 (1998) |
|
33.6 (1999) |
|
|
27.9 |
31.4 (1998) |
|
34.8 (1999) |
| |
|
|
|
Satellite communications
(world, 2005) |
|
62 |
- Mobile Satellite Service (MSS) (world)
|
|
1 (2000) |
|
7.2 (2005) |
|
24.1 (2010) |
|
Audio-visual services
(EU, 1995), of which |
41.5 |
46.8 (2000) |
|
59.0 (2005) |
|
71.4 (2010) |
- Content provider revenues (EU, 1995)
|
8.9 |
16.1 (2005) |
- Annual pay TV revenues (Europe, 1997)
|
5 |
22 (2005) |
- Public broadcasting revenues (revenues from TV licence fees, advertising and sponsoring) (EU, 1996)
|
14 |
|
- Radio sector (license fees and advertising revenue)
|
6 |
|
|
Radionavigation services and equipment |
|
4 (2000, Europe) |
|
40 (2005, world) |
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Politiche comunitarie nel campo dello spettro radio
Numerose politiche settoriali della Comunità (cfr. allegato 1 per una sintesi delle principali) dipendono dalla disponibilità di spettro radio (in particolare nei settori telecomunicazioni, radioemissioni, trasporti e R&S), che viene però trattata in un contesto politico sensibilmente diverso da settore a settore.
Nel settore telecomunicazioni esiste, specialmente per quel riguarda i sistemi paneuropei o globali (servizi mobili e satellitari) un accordo politico e legislativo a livello comunitario sulla disponibilità armonizzata di spettro radio. La fornitura di servizi è inoltre subordinata alle norme comunitarie sulle autorizzazioni, che mirano a favorire l'innovazione tecnologica e la concorrenza. Innovazione tecnologica e liberalizzazione globale dei mercati delle telecomunicazioni hanno fatto aumentare significativamente il numero di domande di spettro radio nel settore, tendenza che si riflette nella crescente importanza dei negoziati internazionali sull'armonizzazione delle frequenze.
La disponibilità di spettro radio per le radioemissioni televisive non è stato invece finora considerato un problema tale da richiedere azioni politiche o legislative, soprattutto perché prima che le radioemissioni si orientassero sempre più verso l'attività commerciale gli Stati membri mettevano a disposizione sufficiente spettro radio. Il legame tra disponibilità di spettro radio e politica comunitaria per il libero movimento dei programmi radio e televisivi è apparso tuttavia chiaro al momento dell'approvazione della televisione satellitare senza frontiere (che ha reso necessaria la direttiva Televisione senza frontiere). Indipendentemente dalla crescita generale dei mercati delle radioemisioni e audiovisivi i confini tra telecomunicazioni e radioemissioni stanno sovrapponendosi e minacciano la tradizionale disponibilità di spettro radio, un bene scarso e di gran valore per ottenere il quale s'intensificherà la concorrenza tra emittenti radio ed altri utilizzatori potenziali.
La Comunità europea non ha fino ad ora adottato misure specifiche per garantire la disponibilità di spettro radio destinato alle proprie politiche nel settore trasporti (trasporti aerei e marittimi, radionavigazione e posizionamento), che beneficiano della disponibilità di spettro radio su una base quasi esclusiva e internazionale per garantire comunicazioni di emergenza nei trasporti aerei e marittimi. La situazione ha cominciato però a deteriorarsi a causa della maggiore richiesta di spettro radio; i fornitori di servizi commerciali mobili satellitari hanno ad esempio proposto di occupare parte dello spettro riservato alle applicazioni di radionavigazione e posizionamento, le cui esigenze di funzionamento senza interfacce sono state comunque considerate più importanti. La possibilità di sviluppare una componente europea del GNSS impone di tenere opportunamente conto della necessità di garantire e salvaguardare lo spettro radio, come ribadito anche dal Consiglio.
Nel settore R&S (osservazione della terra e radioastronomia) la disponibilità di spettro radio non è stato invece finora considerato un problema tale da richiedere azioni politiche o legislative. Lo spettro radio tradizionalmente disponibile per tali applicazioni ha tuttavia cominciato a scarseggiare, sia perché nuovi operatori desiderano usare quello destinato alla R&S sia perché le interferenze di altri servizi sono aumentati in misura tale da rendere tecnicamente difficili le attività di R&S.
Poiché la domanda di certe bande di frequenza supera l'offerta la realizzazione delle citate politiche comunitarie si scontra con una situazione in cui la disponibilità di spettro radio non può più essere considerata automatica e deve quindi essere vista come un punto fondamentale del processo decisionale dell'Unione europea. Quando sono necessari compromessi sui servizi da considerare prioritari per l'accesso e l'uso dello spettro radio è inoltre necessario equilibrare, accuratamente e in maniera coerente, i vari interessi in gioco.
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2.2 Community policies related to radio spectrum
A number of sector-specific Community policies rely on the availability of radio spectrum, particularly in the areas of telecommunications, broadcasting, transport and R&D (see Annex I for an outline of the main policies). However, the political context in which radio spectrum availability for such policies are addressed differs significantly from sector to sector
In the telecommunications sector, especially where pan-European or global systems are concerned (e.g. mobile and mobile-satellite services), political and legislative agreement is established in the European Community as concerns the harmonised availability of radio spectrum. Furthermore, the provision of services is governed by Community rules on licensing which aim to promote technological innovation and competition. The number of telecommunications applicants seeking radio spectrum has increased significantly due to technological innovation and the global liberalisation of telecommunications markets. This trend is reflected in the growing importance of international negotiations on frequency harmonisation.
In contrast, radio spectrum availability for broadcasting has so far not been addressed in the European Community as an issue requiring political or legislative action, partly because sufficient radio spectrum was made available by Member States before broadcasting began to take on an increasingly commercial orientation. However, the interrelation between radio spectrum availability and the Community policy on the free movement of radio and TV programmes has been manifest since the arrival of transfrontier satellite TV, which prompted the Television without Frontiers Directive. Apart from the general growth of broadcasting and audio-visual markets, the boundaries between telecommunications and broadcasting are converging and challenge the historical availability of radio spectrum for these activities. Competition for scarce and valuable radio spectrum between broadcasters and other potential users is likely to intensify.
The European Community has so far not adopted specific measures to secure radio spectrum availability for the implementation of its transport policies (i.e. air and maritime transport, radio navigation and positioning). These policies benefit from radio spectrum being available on an almost exclusive and international basis to ensure safety-of-life communications of air and maritime transport. However, this situation has come under pressure as a result of the increased demand for radio spectrum. For instance, providers of commercial mobile satellite services have proposed to share radio spectrum reserved for navigation and positioning applications. It was decided, however, that the need to ensure the interference-free operation of such applications should prevail. The possibility of developing a European component to the global navigation satellite system means that full account need to be taken of the need to secure and protect radio spectrum, and this has been endorsed by the Council.
In the area of R&D (e.g. Earth observation and radio-astronomy), radio spectrum availability has not been addressed as a matter requiring legislative or political action. However, radio spectrum which historically has been available for such applications has come under pressure, either because new entrants wish to use the radio spectrum available for R&D or because interference from other services has increased to such an extent that the performance of R&D activities becomes technically difficult.
Considering that demand for certain frequency bands exceeds supply, the implementation of the EU policies mentioned above is faced with the situation where radio spectrum availability can no longer be taken for granted. Therefore, radio spectrum availability needs to be addressed as a key issue in the EU decision-making process. Furthermore, where trade-offs need to be made as regards which services should receive priority in accessing and using radio spectrum, the various interests involved need to be carefully balanced in a coherent manner.
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Indipendentemente dall'uso specifico dello spettro radio, sono di applicazione le politiche orizzontali e la legislazione dell'Unione europea (concorrenza, mercato unico, standardizzazione/omologazione delle apparecchiature radio, protezione dei consumatori).
Le norme di concorrenza della Comunità hanno lo scopo di garantire che le scelte nell'attribuzione dello spettro radio non favoriscano una soluzione tecnica a spese di tecnologie concorrenti che potrebbero meglio soddisfare le esigenze e che non limitino produzione, risultati e sviluppo tecnico (ai sensi dell'articolo 86 del trattato). Le norme di concorrenza debbono anche essere tenute in conto nell'uso dello spettro radio, in particolare quando sono in gioco gli interessi pubblici (ai sensi dell'articolo 90 del trattato). Nei settori radiocomunicazioni e trasporti, ad esempio, sta diventando sempre più difficile indicare il confine tra servizi pubblici e servizi commerciali.
Per quanto riguarda il mercato unico la disponibilità di spettro radio influisce sulla fornitura e sul libero movimento di servizi ed apparecchiature a livello paneuropeo. La sua armonizzazione è particolarmente importante per agevolare l'introduzione di sistemi paneuropei e globali e consentire le economie di scala necessarie per rendere l'industria europea competitiva sul mercato mondiale. A proposito di quest'ultimo punto bisogna anche tener conto delle politiche di standardizzazione e omologazione.
La politica dei consumatori della Comunità dev'essere vista come una politica di sostegno nella definizione del mercato interno che ottimizza i benefici per i consumatori di una maggiore scelta e diversità, inclusa nel campo dei servizi e prodotti radio in grado di soddisfarne le esigenze e la domanda. La protezione sanitaria del consumatore contro le radiazioni elettromagnetiche - un punto diventato ora importante e oggetto di ricerche accurate - richiede un approccio trasparente ed armonizzato che garantisca un uso sicuro dei servizi radio ed eviti politiche nazionali contrastanti. Per guadagnare la fiducia dei consumatori nei servizi e prodotti radio la Comunità europea ha lanciato, nel quadro delle politiche sanitarie e di R&S, un'azione che mira ad analizzare i possibili effetti sulla salute dell'uso dello spettro radio.
Lo spettro radio è stato trattato come punto importante nei negoziati internazionali per la liberalizzazione degli scambi nel settore delle telecomunicazioni.
Conformemente agli accordi sottoscritti nell'ambito dell'OMC (Organizzazione mondiale del commercio) i paesi membri devono gestire lo spettro radio in modo trasparente, obiettivo, non discriminatorio e non inutilmente vessatorio; si sono inoltre impegnati a rendere pubbliche le informazioni sull'attuale allocazione delle bande di frequenza. Ne consegue che le misure regionali o nazionali di gestione dello spettro radio che hanno come scopo o effetto quello di bloccare o limitare, in maniera irragionevole e discriminatoria, l'accesso al mercato degli operatori di altri paesi membri dell'OMC violano l'accordo sottoscritto nell'ambito dell'OMC, che considera illegali le decisioni di gestione discriminatorie, anticoncorrenziali o arbitrarie. Quando operatori di paesi terzi richiedono l'accesso al mercato della Comunità europea o l'industria europea richiede l'accesso al mercato globale è necessario tener conto di tali impegni internazionali.
Gli accordi sulle opportune politiche europee nei settori telecomunicazioni, radioemissioni, trasporti e R&S devono quindi essere in grado di equilibrare con attenzione interessi economici, politici, sociali e culturali. È dunque importante assicurarsi che i compromessi a livello tecnico ne tengano pienamente conto. La cosa è particolarmente vera se si pensa che a causa della crescente quantità di applicazioni che ne richiedono l'uso la disponibilità di spettro radio non può più essere considerata automaticamente acquisita.
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Irrespective of the specific use of radio spectrum, horizontal EU policies and legislation are relevant (e.g. competition, internal market, standardisation/certification of radio equipment, consumer protection).
The aim of the Community's competition rules is to ensure that choices with regard to the attribution of radio spectrum do not privilege technical solutions at the expense of competing technologies, which could better match user needs, and do not limit production, output or technical development in the sense of Article 86 of the Treaty. Competition rules have to be considered also in relation to the use of radio spectrum, notably when public interests are involved in the context of Article 90. In the areas of broadcasting and transport, for instance, it is becoming increasingly difficult to define the boundary between public and commercial services.
As regards internal market considerations, radio spectrum availability affects the scope for the pan-European provision and free movement of services and equipment. The harmonisation of the use of radio spectrum is particularly important in this context to facilitate the introduction of pan-European and global systems and to realise the economies of scale necessary to make European industry competitive in world markets. With regard to the latter point, standardisation and type approval policies need to be taken into account.
The Community's consumer policy should be seen as a flanking policy to the establishment of the internal market and stresses the benefit to all consumers of greater choice and diversity, including as regards the availability of radio services and products which meet consumer demand and needs. Consumer health protection against electromagnetic radiation is also becoming an important issue which is undergoing extensive research and requires a transparent and harmonised approach in order to secure safe use of radio services and to avoid conflicting national policies in this regard. Action has been initiated in the European Community in the context of health and R&D policies to examine the possible health effects related to the use of the radio spectrum so as to ensure consumer confidence in radio services and products.Radio spectrum has been addressed as an important issue in international negotiations on the liberalisation of trade in telecommunications.
In accordance with the agreements established in the World Trade Organisation (WTO), member countries have to manage radio spectrum in a manner which is objective, transparent, non-discriminatory and no more burdensome than necessary. Furthermore, they are committed to make publicly available the current state of allocated frequency bands. It follows that any regional or national radio spectrum management measure which has the purpose or effect of blocking, or unreasonably limiting, market access for operators from other WTO member countries in a discriminatory manner would violate the agreement established in WTO since discriminatory, anti-competitive or arbitrary frequency management decisions are outlawed. These international commitments need to be taken into account where third-country operators seek access to the European Community market and where Europe's industry seeks access to the global market.
In conclusion, the establishment of agreement on the EU policies to be pursued on telecommunications, broadcasting, transport, and R&D needs to carefully balance economic, political, social, and cultural interests. It is therefore important to ensure that the trade-offs to be made at a technical level take full account of this. This is particularly important considering that radio spectrum availability cannot be taken for granted due to the increase of applications vying for the use of the radio spectrum.
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Fattori di cambiamento
I rapidi sviluppi tecnologici, l'introduzione di nuovi servizi (multimediali a larga banda), l'evoluzione dei mercati e i cambi nelle politiche e nelle regolamentazioni hanno reso sempre più complessa la politica di spettro radio. Le tendenze sono spesso collegate e il loro peso relativo viene più o meno tenuto in conto al momento di negoziare decisioni su chi e come deve utilizzare lo spettro radio.
I fattori più importanti che hanno modificato la percezione della politica di spettro radio sono descritti qui di seguito.
Sviluppi tecnologici
I servizi che usano lo spettro (telecomunicazioni fisse e mobili, radioemissioni con telecomunicazioni e settore IT) stanno in molti casi convergendo, con molteplici conseguenze: (a) i sistemi radio tradizionali offrono nuovi tipi di servizi (le emittenti offrono servizi Internet, gli operatori di telecomunicazioni offrono servizi video, i militari usano applicazioni di radiocomunicazione civili), (b) le tradizionali classificazioni in base alle quali viene assegnato lo spettro radio e la sua attuale ripartizione tra i diversi tipi di servizi e utilizzatori vengono rimesse in discussione (i servizi di telefonia mobile, tradizionalmente considerati servizi di telecomunicazione, stanno ad esempio trasformandosi in servizi multimediali mobili con una più forte attenzione al contenuto).
Gli sviluppi tecnologici portano allo sviluppo di nuovi servizi che prima di decidere gl'investimenti necessari vogliono la sicurezza di potere in futuro disporre di spettro radio. Si notano inoltre fenomeni di sostituzione (le emittenti via cavo o via satellite offrono una scelta di servizi più ampia di quella delle emittenti via etere) che potrebbero sfociare in un uso differente dello spettro radio da parte di sistemi e servizi nuovi o più efficienti nella sua utilizzazione.
Vengono proposti nuovi sistemi che riuniscono una gamma di servizi: i sistemi di comunicazione a larga banda mobili e satellitari di cui si prevede l'attivazione in un prossimo futuro uniscono ad esempio vari servizi tradizionali (telefonia, trasmissione dati, distribuzione Internet e posizionamento).
Sviluppi di mercato
Le nuove tecnologie tendono a sfruttare al massimo lo spettro radio libero, la cui crescente domanda non è bilanciata da una sua maggiore disponibilità. Per distribuire in modo trasparente e con criteri obiettivi le risorse destinate a certe applicazioni alcune autorità di regolamentazione ricorrono a meccanismi di calcolo dei prezzi che possano rifletterne il valore di mercato. Una corretta stima dello spettro radio diventa dunque indispensabile nelle decisioni che lo concernono, anche se l'esperienza con un approccio simile è ancora molto limitata.
La tendenza va verso sistemi globali che richiedono la nascita di alleanze globali di operatori in grado di far fronte ai rilevanti investimenti e alle domande operative (per ottenere l'accesso alle frequenze e alle autorizzazioni nazionali, la fornitura di servizi, ecc.). La politica di spettro radio dovrà tener conto di tale tendenza e le azioni normative dovranno agevolare l'introduzione armonizzata dei sistemi e garantire un'appropriata partecipazione al loro sviluppo e uso.
Sviluppi politici e normativi
Le applicazioni commerciali che usano lo spettro radio stanno aumentando, soprattutto dopo la liberalizzazione dei mercati delle telecomunicazioni, e ciò ne mette in forse la disponibilità per altre applicazioni d'interesse pubblico (servizi di emergenza, trasporti). La scelta di chi deve avere accesso in linea prioritaria allo spettro non può più essere lasciata alle sole considerazioni tecniche ma richiede un accurato equilibrio degl'interessi in gioco che tenga conto dei fattori politici ed economici.
Le decisioni sulla disponibilità e l'uso dello spettro radio possono influenzare la forza relativa degli operatori e la concorrenza sui mercati, e ciò è vero non solo per i servizi radio (servizi simili o servizi di natura differente) che sono in conflitto per l'accesso allo spettro radio. Le decisioni sull'accesso possono inoltre sensibilmente influenzare la forza sui rispettivi mercati degli operatori che offrono servizi comparabili con infrastrutture radio o non radio (comunicazioni su fibra ottica rispetto a comunicazioni via satellite o reti locali via cavo rispetto a reti locali via etere).
Lo spettro radio è un importante fattore negli scambi commerciali; se non vi possono accedere le attività radio non possono infatti accedere nemmeno al mercato. Con l'accentuarsi della tendenza generale verso la liberalizzazione degli scambi internazionale di beni e di servizi, che dipendono in buona parte dalla disponibilità di spettro radio, gli aspetti commerciali di quest'ultimo stanno diventando sempre più importanti .
Un numero rilevante di utilizzatori di spettro non agisce in un contesto commerciale ma deve comunque competere con gli utilizzatori commerciali per ottenere l'uso dello spettro. Un fondamentale compito normativo è quello di trovare il punto di equilibrio tra ben precisi usi pubblici/non commerciali dello spettro radio e la sua disponibilità come risorsa essenziale per lo sviluppo commerciale.
L'uso dello spettro radio rappresenta un'attività economica importante e in crescita: le conseguenza della sua disponibilità sulla società - in termini occupazionali, di competitività industriale e di capacità d'innovazione - è andato significativamente aumentando rispetto al passato.
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2.3 Factors for change
Radio spectrum policy has become more complex due to rapid technological developments, the introduction of new services (e.g. broadband multimedia), the evolution of markets, and policy and regulatory changes. These trends are often interrelated and their relative weight is taken into account to varying degrees when trade-offs are made in deciding to which uses and users radio spectrum should be put.
The major factors which have transformed perceptions of radio spectrum policy are described below.
Technological developments
Services using spectrum are in many cases converging (fixed-mobile telecommunications, broadcasting with telecommunications and IT-sector). This has several consequences: (a) traditional radio systems offer new types of services (e.g. broadcasters offering Internet-services, telecommunications operators offering video services, military using civil radiocommunications applications); (b) the traditional definitions on the basis of which radio spectrum is distributed are called into question as is the current distribution of radio spectrum among service categories and users (e.g. the mobile telephony service traditionally regulated as a telecommunications service is evolving towards a mobile multi-media service with a greater focus on content).
Technological developments lead to the development of new services which require certainty as regards the future availability of radio spectrum in order for investment decisions to be made. Furthermore, substitution phenomena are encountered (e.g. cable/satellite broadcasting offers a wider choice of service than terrestrial broadcasting) which could result in a different use of radio spectrum by new or more spectrally efficient systems and services.
New systems are proposed which aggregate a range of services. For example, mobile and satellite broadband communications systems, as planned to be introduced in the near future, combine traditional services such as telephony, data transmission, internet distribution, and positioning.
Market developments
The increasing demand for radio spectrum is not counter-balanced by additional radio spectrum becoming available as new technology can stretch-up the availability of usable radio spectrum. In order to distribute the limited radio spectrum available for certain applications in a transparent manner on the basis of objective criteria, some regulatory authorities deploy pricing mechanisms with the aim to reflect the market value of radio spectrum. The valuation of radio spectrum therefore becomes relevant in decisions on radio spectrum, although experience with such approaches is still rather limited.
The trend is towards global systems which require the formation of global alliances of players to cope with the significant investment and operational demands (e.g. obtaining access to frequencies and national licences, provision of services). Radio spectrum policy will need to take account of this trend and regulatory action should support the harmonised introduction of such systems and ensure appropriate involvement in their development and deployment .
Policy and regulatory developments
The share of commercial applications using radio spectrum is growing following in particular the liberalisation of telecommunications markets. This puts pressure on the availability of radio spectrum for other applications of importance to the public interest (emergency services, transport). Setting priorities as to who should be allowed access to spectrum can no longer be taken solely on the basis of technical information but requires careful balancing of interests taking economic and political factors into account.
Decisions on radio spectrum availability and use may impact on the relative strength of market players and on the level of competition in markets. This is not only the case with respect to radio services (similar services or services of a different nature) competing for access to radio spectrum. Decisions on spectrum access may also significantly impact on the relative market strength of players offering comparable services albeit through competing radio and non-radio infrastructures (e.g. fibre vs. satellite communication; wired local loop vs. wireless local loop).
Radio spectrum is relevant to trade since market access for radio activities cannot be realised without access to radio spectrum. Trade aspects in the context of radio spectrum are gaining momentum with the general trend towards the liberalisation of international trade in goods and services, which, for a large part, relies on the availability of radio spectrum.
A significant number of spectrum users do not operate in a commercial environment, but have to compete with commercial users when obtaining spectrum. A key regulatory task is to find the balance between certain well-defined public/non-commercial uses of radio of radio spectrum and the need for radio spectrum as an essential resource for doing business.
Radio spectrum use represents a significant and growing economic activity. The impact of radio spectrum availability on the performance of society in terms of employment, industrial competitiveness and capacity for innovation has significantly increased as compared to the past.
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POLITICA DELL'UNIONE EUROPEA PER LO SPETTRO RADIO: SITUAZIONE ATTUALE
Il capitolo 3 si propone di descrivere gli obiettivi politici della Comunità europea per lo spettro radio (sezione 3.1) e di spiegare l'attuale procedura di partecipazione della Comunità nei problemi di spettro radio, per quanto concerne la pianificazione strategica della sua disponibilità, la sua armonizzazione, la sua assegnazione e utilizzazione, le apparecchiature e gli standard radio e il quadro istituzionale per il suo coordinamento (sezione 3.2).
L'allegato 2 fornisce una descrizione dettagliata delle attuali procedure politiche dell'Unione europea per lo spettro radio, inclusa la base politica e giuridica.
Definire la politica dell'UE sullo spettro radio
Il valore economico, sociale o politico dello spettro radio dipende dall'uso effettivo di questa risorsa limitata e dal modo in cui viene gestita. La politica dell'UE per lo spettro radio tiene conto di entrambe le dimensioni.
Indipendentemente dal suo uso nelle politiche comunitarie (telecomunicazioni, radioemissioni, trasporti o R&S) gli obiettivi principali, per quanto riguarda lo spettro radio, sono:
permettere lo sviluppo di nuovi servizi che soddisfino la domanda di servizi radio dei consumatori e delle autorità pubbliche;
favorire lo sviluppo del mercato unico e della concorrenza per le apparecchiature e servizi di radiocomunicazione, in particolare nel contesto della realizzazione e del funzionamento di sistemi e servizi paneuropei e mondiali;
soddisfare gli obiettivi di politica pubblica (sicurezza, aspetti culturali e sociali, ecc.);
salvaguardare gl'interessi della Comunità nei negoziati bilaterali e multilaterali in cui vengono trattati problemi di spettro radio;
stimolare l'innovazione tecnologica e sostenere la competitività europea;
agevolare una maggiore crescita economica, creare occupazione e promuovere il benessere generale.
In tale contesto la Comunità europea ha responsabilità specifiche per garantire che la gestione dello spettro radio sia conforme ai principi approvati (apertura, trasparenza, obiettività e non discriminazione) e alle norme di concorrenza comunitarie.
Alla luce di tali obiettivi generali è opportuno esaminare le esigenze fondamentali legate al modo in cui lo spettro viene reso disponibile:
garantire la disponibilità di spettro radio per sistemi, servizi e apparecchiature paneuropee;
ottenere l'opportuno equilibrio tra interessi commerciali e pubblici nella politica di spettro radio;
riflettere il valore economico dello spettro radio;
fornire la certezza del diritto sulla disponibilità e l'uso dello spettro radio;
assicurare procedure aperte, trasparenti, obiettive e non discriminatorie che favoriscano la fornitura concorrenziale di servizi ed apparecchiature radio;
consentire l'uso efficiente delle frequenze radio;
fare in modo che la politica di spettro radio incoraggi la concorrenza e l'innovazione tecnologica;
favorire le economie di scala con l'introduzione di apparecchiature che soddisfino le necessità degli utenti;
offrire la coerenza tra le politiche di spettro radio e di armonizzazione.
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EU POLICY ON RADIO SPECTRUM: PRESENT SITUATION
The aim of chapter 3 is to describe the European Community's policy objectives with regard to radio spectrum (section 3.1) and to explain the present practice of Community involvement in radio spectrum matters with regard to the strategic planning of radio spectrum availability, radio spectrum harmonisation, the assignment and use of radio spectrum, radio equipment and standards, and the institutional framework for the co-ordination of radio spectrum (section 3.2).
A detailed description of the present practice of EU policy on radio spectrum, including as regards its political and legal base, is given in Annex II. BR>
3.1 Defining EU policy on radio spectrum
The economic, social, or political value of radio spectrum depends on the actual use that is made of this bottleneck facility and on how it is managed. EU policy on radio spectrum is concerned with both dimensions.
Irrespective of whether radio spectrum is used for Community policies on telecommunications, broadcasting, transport, or R&D, the main objectives to be achieved with radio spectrum are the following:
to allow the development of new services to meet consumer and governmental demands for radio services:
to foster the development of the internal market for and competition in radiocommunications equipment and services, in particular in the context of the deployment and operation of pan-European and global systems and services;
to meet public policy objectives with regard to considerations such as safety, cultural and social aspects etc:
to safeguard the Community's interests in multilateral and bilateral negotiations where radio spectrum is discussed:
to stimulate technological innovation and support European competitiveness
more broadly to develop economic growth, create employment, and promote general welfare.
Within this context, the European Community has specific responsibilities to ensure that the management of radio spectrum is done in accordance with vested legal principles, such as openness, transparency, objectivity, and non-discrimination, as well as with the Community's competition rules.
Bearing these general objectives in mind, certain key issues need to be considered in relation to the way in which spectrum is made available:
to secure radio spectrum availability for pan-European radio systems, services and equipment:
to ensure the appropriate balancing of commercial and public interest in radio spectrum policy:
to reflect the economic value of radio spectrum:
to provide legal certainty as regards radio spectrum availability and use:
to ensure open, transparent, objective, and non-discriminatory procedures in support of the competitive provision of radio services and equipment:
to ensure the efficient use of radio frequencies:
to ensure that radio spectrum policy encourages competition and technological innovation
to support the development of economies of scale for the introduction of new equipment which matches the needs of users:
to ensure coherence between radio spectrum and standardisation policies.
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Situazione attuale della partecipazione comunitaria nella politica di spettro radio
Nel 1987 la Comunità europea ha riconosciuto per la prima volta la necessità di armonizzare lo spettro radio nella fornitura di servizi mobili paneuropei. Sono poi state adottate numerose iniziative per realizzare gli obiettivi politici dell'UE per lo spettro radio nelle aree:
Pianificazione strategica dell'uso dello spettro radio: quando sarà disponibile lo spettro radio?
Disponibilità e armonizzazione dello spettro radio: quanto spettro radio sarà disponibile? il suo uso sarà armonizzato?
Assegnazione dello spettro radio: come viene assegnato lo spettro radio? come può essere ottenuto? e a quali condizioni?
Apparecchiature e standard radio: quali sono le norme e le condizioni per la commercializzazione e l'uso delle apparecchiature radio, inclusi gli aspetti di standardizzazione?
Quadro di riferimento istituzionale: a che livello vengono adottate le decisioni e qual è il ruolo della Comunità europea?
A ciascuna area la base politica e giuridica della partecipazione comunitaria può essere differente, come dimostra la tabella che segue. La procedura attuale per la partecipazione comunitaria nelle varie aree viene sintetizzata nella tabella che segue (cfr. allegato 2 per una descrizione dettagliata della politica dell'UE per lo spettro radio).
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3.2 Present practice of Community involvement in radio spectrum policy
In 1987, the European Community for the first time acknowledged the need for the harmonisation of radio spectrum for the provision of pan-European mobile services. Since then, a number of initiatives have been taken to implement the aims of EU radio spectrum policy in the following areas:
The strategic planning of the use of radio spectrum: when will radio spectrum be available?
The availability and harmonisation of radio spectrum: how much radio spectrum will be available and will its use be harmonised?
The assignment of radio spectrum: how is radio spectrum assigned, how can it be obtained, and under what conditions?
Radio equipment and standards: what are the rules and conditions for the marketing and use of radio equipment, including as regards standards?
Institutional framework: where are the decisions made and what is the role of the European Community?
The political and legal base for the involvement of the European Community vary in these areas, as shown in the following table. The present practice of Community involvement in these areas is summarised below (see Annex II for a detailed description of EU policy on radio spectrum).
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Tabella 4: Base politica e giuridica per la partecipazione comunitaria nella politica di spettro radio
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Base politica |
Base giuridica |
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Pianificazione dell'uso dello spettro radio |
Risoluzione del Consiglio
90/C 166/02 |
Direttiva 87/372/CEE (GSM)
Direttiva 90/544/CEE (ERMES)
Direttiva della Commissione 96/2/CE
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Armonizzazione dell'allocazione dello spettro radio |
Risoluzione del Consiglio
90/C 166/02
Risoluzione del Consiglio
92/C 318/01
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Direttiva 87/372/CEE (GSM)
Direttiva 90/544/CEE (ERMES)
Direttiva 91/287/CEE (DECT)
Decisione del PE e del Consiglio sul S-PCS
Proposta di decisione del PE e del Consiglio sull'UMTS
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Assegnazione dello spettro radio |
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Direttiva quadro ONP 97/51/CE
Direttiva della Commissione 96/2/CE
Direttiva sulle autorizzazioni 97/13/CE
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Apparecchiature radio e standard |
Risoluzione del Consiglio
90/C 166/02 |
Proposta di direttiva del PE e del Consiglio sulle apparecchiature radio e i terminali di telecomunicazione (RTTE)
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Quadro di riferimento per il coordinamento dello spettro radio |
Risoluzione del Consiglio
90/C 166/02
Risoluzione del Consiglio
92/C 318/01
Conclusioni del Consiglio
del 3 febbraio 1992
Conclusioni del Consiglio
del 7 dicembre 1993
Conclusioni del Consiglio
del 22 settembre 1997
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Table 4: Political and legal base for Community involvement in radio spectrum policy
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Political base |
Legal base |
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Planning of the use of radio spectrum |
Council Resolution 90/C 166/02 |
Directive 87/372/EEC (GSM)
Directive 90/544/EEC (ERMES)
Commission Directive 96/2/EC
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Harmonisation of radio spectrum allocation |
Council Resolution 90/C 166/02
Council Resolution 92/C 318/01
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Directive 87/372/EEC (GSM)
Directive 90/544/EEC (ERMES)
Directive 91/287/EEC (DECT)
EP and Council Decision on S-PCS
Proposal for an EP and Council Decision on UMTS
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Radio spectrum assignment |
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ONP Framework Directive 97/51/EC
Commission Directive 96/2/EC
Licensing Directive 97/13/EC
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Radio equipment and standards |
Council Resolution 90/C 166/02 |
Proposal for an EP and Council Directive on radio and telecommunications terminal equipment (RTTE)
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Framework for radio spectrum co-ordination |
Council Resolution 90/C 166/02
Council Resolution 92/C 318/01
Council Conclusions of 3 February 1992
Council Conclusions of 7 December 1993
Council Conclusions of 22 September 1997
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Pianificare strategicamente le disponibilità di spettro radio
Pianificazione a lungo termine, sviluppo e commercializzazione dei servizi e prodotti radio paneuropei dipendono dalla disponibilità di spettro radio, che in base alle direttive comunitarie europee gli Stati membri hanno l'obbligo di pianificare e pubblicare (in particolare per i servizi di comunicazione mobili e personali). Alcune risoluzioni del Consiglio chiedono inoltre al CEPT di sottoporre alle autorità di regolamentazione o alla Comunità raccomandazioni di disposizioni a lungo termine per lo spettro radio e di ottenere un'allocazione più equilibrata dell'allocazione dello spettro radio nei suoi vari usi.
La pianificazione strategica della disponibilità di spettro radio nel quadro delle politiche comunitarie è particolarmente importante per le comunicazioni mobili e satellitari (sistemi a larga banda mobili e satellitari), le radioemissioni (passaggio dalle emissioni analogiche a quelle digitali) e i trasporti (creazione di un sistema satellitare di navigazione globale, GNSS).
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The strategic planning of radio spectrum availability
The longer-term planning, development, and marketing of pan-European radio services and products depends on the availability of radio spectrum. Under European Community Directives, Member States are obliged to plan and publish radio spectrum availability, particularly for mobile and personal communications services. Furthermore, by means of Council Resolutions, the European Conference of Telecommunications administrations (CEPT) is requested to recommend to regulatory authorities or to the Community long-term requirements for the radio spectrum and to achieve a better-balanced allocation of radio spectrum between its various uses.
The strategic planning of radio spectrum availability in the context of Community policies is particularly needed in the areas of mobile and satellite communications (mobile and satellite broadband systems), broadcasting (the switch from analogue to digital transmission), and transport (the establishment of a global navigation satellite system, GNSS).
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Garantire la disponibilità armonizzata di spettro radio
L'armonizzazione dello spettro radio si ottiene con misure di allocazione delle frequenze, che identificano le frequenze per la fornitura degli specifici servizi e le condizioni tecniche da tener in conto. Nella Comunità europea l'armonizzazione è stata ottenuta con l'adozione delle direttive GMS, DECT ed ERMES. L'armonizzazione dello spettro radio per l'S-PCS e (in futuro) l'UMTS è stata ottenuta con l'adozione della decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che fanno riferimento al coordinamento degli Stati membri nel quadro del CEPT. Nei casi in cui i lavori del CEPT o l'applicazione da parte degli Stati membri non siano soddisfacenti è possibile adottare ulteriori azioni a livello comunitario. In altri casi, come richiesto dalle risoluzioni del Consiglio, l'armonizzazione dello spettro radio può essere ottenuta su iniziativa del CEPT, ma gli Stati membri non sono allora obbligati ad applicare le misure così adottate.
Definire norme comunitarie per assegnare e usare lo spettro radio
L'assegnazione della frequenza - la procedura con cui le autorità amministrative autorizzano i singoli utilizzatori a usare emittenti radio o a fornire servizi radio in ben precise bande di frequenza - è talvolta legata alla concessione di un'autorizzazione all'utilizzatore (inclusa la percezione di diritti, oneri e costi amministrativi, per l'uso dello spettro radio). L'assegnazione dello spettro radio è regolata dalle direttive della Comunità europea e sottoposta alle norme di concorrenza, che mirano a offrire agli utilizzatori un livello operativo basato su principi aperti, obiettivi, non discriminatori e trasparenti.
Definizione norme comunitarie per le apparecchiature radio e gli standard
Le bande di frequenza comuni sono necessarie per consentire l'uso di apparecchiature radio in paesi differenti, ridurre al minimo i problemi di coordinamento nelle aree di frontiera e facilitare la produzione su larga scala delle apparecchiature, necessaria per rendere l'industria europea competitiva sui mercati mondiali. La commercializzazione e l'uso delle apparecchiature radio è regolata dalla (proposta di) direttiva della Comunità europea. La politica comunitaria per gli standard mira a consentire l'accesso non discriminatorio e tecnologicamente neutro allo spettro radio, garantendo allo stesso tempo l'interoperabilità e la fornitura di servizi paneuropei.
Quadro di riferimento istituzionale per il coordinamento dello spettro radio
Lo spettro radio non si ferma alle frontiere comunitarie e il Consiglio dei ministri delle telecomunicazioni ha ritenuto opportuno, all'inizio degli anni '90, perseguire gli obiettivi politici comunitari per lo spettro radio con accordi internazionali piuttosto che con strumenti interni. In tale ottica sono state adottate varie risoluzioni e conclusioni del Consiglio che assegnano all'UIT (186 paesi membri) e alle sue WRC il compito di ottenere l'armonizzazione internazionale delle frequenze e al CEPT (43 membri) il compito di ottenere l'armonizzazione dello spettro radio in Europa e di mettere a punto le opportune posizioni europee per l'UIT/WRC.
In base alle risoluzioni e conclusioni del Consiglio la Commissione europea e il CEPT hanno avviato rapporti formali sotto forma di memorandum d'intesa (1994). Nel suo ruolo di osservatore nell'UIT/WRC e di consulente del CEPT la Comunità europea intende fare in modo che i propri interessi vengano opportunamente rappresentati in tali organismi.
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Securing the harmonised availability of radio spectrum
Radio spectrum harmonisation is achieved by means of frequency allocation measures, i.e. measures which identify frequencies for the provision of defined services as well as the technical conditions to be taken into account. Frequency harmonisation has been achieved in the European Community through the adoption of Directives on GSM, DECT, and ERMES. The harmonised availability of radio spectrum for S-PCS and (in future) UMTS is achieved through the adoption of Council and European Parliament Decisions which refer to the Member State co-ordination in the CEPT framework. In case work in CEPT or the implementation by Member States is not satisfactory, further action at Community level can be taken. In other cases, and as requested in Council Resolutions, radio spectrum harmonisation should be achieved at the initiative of CEPT. Where this happens, Member States are not obliged to implement the harmonisation measures adopted in CEPT.
The establishment of Community rules to assign and use radio spectrum
Frequency assignment is the process where administrations authorise individual users to use radio stations or to provide radio services within identified frequency bands. In certain cases, frequency assignment is linked to the licensing of users, including as regards the collection of fees (i.e. administrative costs and charges) for the use of radio spectrum. Radio spectrum assignment is governed by European Community Directives and is subject to competition law. They aim to establish a level playing field for all users of radio spectrum which is based on open, objective, non-discriminatory, and transparent grounds.
The establishment of Community rules as regards radio equipment and standards
Common frequency bands are required in order to permit the use of radio equipment in different countries, to minimise co-ordination problems at frontiers and to facilitate the large production runs for equipment necessary to make European industry competitive at world markets. The marketing and use of radio equipment is governed by a (proposal for a) European Community Directive. Community policy with respect to standards is aimed at allowing non-discriminatory and technology-neutral access to radio spectrum while ensuring inter-operability and pan-European provision of services.
The institutional framework for the co-ordination of radio spectrum
Taking into account that radio spectrum does not stop at the Community borders, the Council of Telecommunications Ministers found it appropriate in the early 1990s to achieve the Community's policy objectives on radio spectrum through international agreements rather than via internal instruments. For this reason, a number of Council Resolutions and Council Conclusions were adopted which refer to the International Telecommunication Union (ITU, 186 member countries) and its World Radiocommunications Conferences (WRC) to achieve international frequency harmonisation and to the European Conference of Postal and Telecommunications organisations (CEPT, 43 member) to achieve radio spectrum harmonisation in Europe and to develop corresponding European positions for ITU/WRC.
In accordance with these Council Resolutions and Council Conclusions, the European Commission and CEPT entered into a formal relationship in the form of a Memorandum of Understanding (1994). In its role as observer in ITU/WRC and counsellor to CEPT, the European Community seeks to ensure that its interests are appropriately represented in these bodies.
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POLITICA DELL'UNIONE EUROPEA PER LO SPETTRO RADIO : PUNTI DA COMMENTARE
Il capitolo 4 si propone di sollecitare i commenti di tutte le parti interessate per dar vita a un dibattito sull'opportunità di adattare l'attuale base politica e giuridica e la realizzazione pratica della politica comunitaria per lo spettro radio, alla luce degli sviluppi tecnici, di mercato e normativi.
I punti indicati non sono esaustivi ma intendono focalizzare le discussioni sul modo in cui vengono applicate attualmente le politiche comunitarie e sull'eventuale opportunità di adattarle. I commenti su altri punti che richiedano maggiore attenzione a livello comunitario saranno analizzati conto in un'ulteriore comunicazione che riassumerà i risultati della consultazione pubblica sul Libro verde.
(1) PIANIFICAZIONE STRATEGICA DELL'USO DELLO SPETTRO RADIO
PUNTO 1
La Commissione europea sollecita commenti sulla pianificazione strategica dell'uso dello spettro radio nella Comunità europea, in particolare sulla copertura e le informazioni necessarie per la pianificazione, l'eventuale necessità di un impegno politico e legislativo per lo spettro radio destinato ai servizi paneuropei, la portata di un eventuale approccio armonizzato comunitario per sviluppare e applicare le politiche di riposizionamento e di sostituzione nel quadro della pianificazione delle frequenze (inclusa l'eliminazione dei servizi analogici nei settori delle radioemissioni e della telefonia mobile).
1 (a) La pianificazione strategica dell'uso dello spettro radio soddisfa le esigenze commerciali e non commerciali, in particolare nei settori comunicazioni mobili personali, radioemissioni, trasporti e R&S?
Non esistono disposizioni comunitarie specifiche per la pianificazione dell'uso dello spettro radio destinato a servizi diversi dalle telecomunicazioni, sebbene l'obbligo di rendere pubbliche le tabelle di assegnazione nazionale delle frequenze dovrebbe includere anche le informazioni sulla disponibilità di spettro radio per le radioemissioni, i trasporti e la R&S. I dettagliati studi sullo spettro radio condotti dal CEPT ne coprono tutti gli usi ma sono di applicazione volontaria; possono quindi sussistere divergenze tra la pianificazione nei differenti Stati membri. Lo sviluppo e la realizzazione delle politiche comunitarie che dipendono dalla disponibilità di spettro radio, nonché la pianificazione generale commerciale degli interessi delle radiocomunicazioni, sono perciò ostacolati dalla mancanza d'informazioni.
1 (b) Di quali informazioni sulle allocazioni dello spettro radio, le assegnazioni di spettro radio e le autorizzazioni debbono disporre le industrie e i responsabili politici? Come bisogna raccogliere le informazioni e come debbono essere presentate nella Comunità europea?
Gli operatori di radiocomunicazioni hanno bisogno non solo di certezza sulla disponibilità di spettro radio per la fornitura dei servizi ma anche di conoscere le procedure e le condizioni per l'uso dello spettro radio. Le informazioni di questo tipo non sono in genere incluse nelle tabelle di allocazione delle frequenze e non sono disponibili a livello comunitario.
1 (c) Le politiche di riposizionamento e sostituzione debbono far parte di una pianificazione strategica dello spettro radio per i servizi paneuropei? In tal caso con quali modalità (parti da coinvolgere, tempi, ecc.)? In che misura è necessario un approccio comunitario comune, ad esempio per disattivare le radioemissioni e i servizi telefonici mobili analogici?
La pianificazione strategica dell'uso dello spettro radio richiede anche la certezza normativa sulle eventuali misure previste per spostare gli attuali utilizzatori in bande di frequenza meno congestionate (riposizionamento o riallocazione all'interno dello spettro radio) o per incoraggiarli ad usare infrastrutture di trasmissione alternative (sostituzione), tenendo anche conto delle attuali norme di concorrenza. Le informazioni di questo tipo non sono in genere disponibili. Un punto specifico è l'eventuale necessità di un intervento normativo per favorire l'introduzione di tecnologie di spettro efficienti (è opportuno un approccio comunitario comune per favorire la transizione dalle emissioni analogiche della telefonia mobile e delle radioemissioni a forme digitali di trasmissione).
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4. EU POLICY ON RADIO SPECTRUM: ISSUES FOR COMMENTS
The aim of chapter 4 is to invite comments from all interested parties so as to stimulate debate on whether the present political and legal base as well as the practical implementation of Community radio spectrum policy requires adaptation in the light of technological, market, and regulatory developments.
The issues presented are not exhaustive but are meant to focus discussion as to where Community policies currently apply and where adaptation may be required. Comments on additional issues which require further consideration in the Community context will be taken into account in a further Communication reporting on the results of the public consultation on the Green Paper.
(1) STRATEGIC PLANNING OF THE USE OF RADIO SPECTRUM
ISSUE 1
The European Commission would welcome views on the strategic planning of the use of radio spectrum in the European Community, particularly as regards: the scope of and information needed for planning exercises; whether a political and legal commitment to plan radio spectrum for pan-European services is needed; and to what extent a harmonised Community approach is needed to develop and implement re-farming and substitution policies as part of the planning of radio spectrum, including as regards the phasing-out of analogue services in the areas of broadcasting and mobile telephony. 1 (a) Does the strategic planning of the use of radio spectrum respond to the needs of commercial and non-commercial uses, in particular in the areas of mobile and personal communications, broadcasting, transport, and R&D? There are no specific Community requirements for the planning of the use of radio spectrum for services other than telecommunications, although the obligation to publish national frequency allocation tables should also comprise information on radio spectrum availability for broadcasting, transport, and R&D applications. CEPT's detailed spectrum investigations covers all uses of radio spectrum, but, due to its voluntary nature, divergences may persist between the radio spectrum planning of Member States. The result may be that the development and implementation of Community policies which depend on radio spectrum availability, as well as the general business planning of radiocommunications interests, is hampered due to a lack of information. 1 (b) What information on radio spectrum allocation, radio spectrum assignment, and licensing should be publicly available for industry and policy makers? Where should this information be collected and how should it be presented in the European Community? Radiocommunications players not only need regulatory certainty as regards the availability of radio spectrum for the provision of services, they also need to know the procedures for, and conditions for use of radio spectrum. Information of this kind is generally not included in frequency allocation tables and this information is not available at the Community level. 1 (c) Should re-farming and substitution policies form part of the strategic planning of radio spectrum for pan-European services, what could be the modalities for this (e.g. actors to be involved, timing), and to what extent is a common Community approach required, for instance with regard to the phasing-out of analogue broadcasting and analogue mobile telephony services? The strategic planning of the use of radio spectrum also requires regulatory certainty with regard to any foreseen measures to move existing users to less congested frequency bands (re-farming or re-location within the radio spectrum) or to encourage them to use alternative transmission infrastructure (substitution), taking also into consideration existing competition rules. Information of this kind is generally not available. A specific issue is whether regulatory intervention is needed to support the introduction of spectrally efficient technologies, e.g. is a common Community approach needed to support the transition from analogue transmission of mobile telephony and broadcast signals to digital forms of transmission.
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(2) ARMONIZZAZIONE DELL'ALLOCAZIONE DELLO SPETTRO RADIO
PUNTO 2
La Commissione europea sollecita commenti sull'armonizzazione dello spettro radio nella Comunità europea e in un più ampio contesto, in particolare sull'opportunità di un previo accordo comunitario sulla necessità di misure di armonizzazione e i criteri necessari per arrivarvi, il grado di certezza del diritto necessario per l'applicazione di tali misure da parte degli Stati membri.
2 (a) Le misure comunitarie specifiche sono necessarie per garantire la disponibilità di spettro radio per le applicazioni paneuropee nelle aree delle telecomunicazioni, delle radioemissioni, dei trasporti e della R&S o bisognerebbe definire criteri per determinare se l'armonizzazione dello spettro radio è necessaria?
Non esistono attualmente criteri normativi predefiniti per decidere quando sia necessaria l'armonizzazione dello spettro radio. Coloro che sollecitano spettro radio cercano il sostegno politico della Commissione europea per appoggiare le decisioni che dovranno essere adottate dal CEPT. Allo stesso tempo, le proposte tecniche nel CEPT e nell'UIT/WRC vengono sempre più influenzate da lobby commerciali e politiche. Mancano criteri predefiniti (che potrebbero includere allo stesso tempo elementi tecnici e socioeconomici) sulla base dei quali adottare decisioni obiettive e trasparenti sulla necessità di armonizzare lo spettro radio.
2 (b) Se le esigenze di spettro radio per le politiche comunitarie di telecomunicazioni, radioemissioni, trasporti e R&S sono in conflitto dove e sulla base di quali criteri bisogna definire le priorità e cercare un compromesso ? Come garantire che gli interessi commerciali e pubblici vengono chiaramente definiti e appropriatamente bilanciati?
Non esistono attualmente criteri normativi predefiniti per determinare quali servizi dovrebbero ricevere la priorità di accesso alle bande di frequenza (armonizzate) e ciò è fonte di problemi quando esistono conflitti nelle esigenze di spettro radio (ad esempio quando settori radio competono per l'accesso allo stesso spettro radio su premesse economiche, politiche o sociali differenti) e quando l'uso dello spettro radio in paesi confinanti è differente.
2 (c) L'applicazione delle misure di armonizzazione dello spettro radio necessario per i servizi paneuropei può essere lasciata a decisioni volontarie degli Stati membri o è invece necessario creare un obbligo giuridico in tal senso? La Comunità europea deve raccogliere e pubblicare le informazioni pertinenti in entrambi i casi?
Qualora non esista una disposizione comunitaria per l'armonizzazione delle bande di frequenza, gli Stati membri applicano le misure CEPT su base volontaria. Non sono attualmente disponibili informazioni globali sugli Stati membri che hanno applicato le misure di armonizzazione del CEPT e con quali misure nazionali di recepimento Avere tali informazioni è importante per poter adottare decisioni commerciali.
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(2) HARMONISATION OF RADIO SPECTRUM ALLOCATION
ISSUE 2
The European Commission would welcome views on radio spectrum harmonisation in the European Community and the wider context; whether a priori Community agreement is required as regards the need for harmonisation measures and on the basis of what criteria this can be determined; and the level of legal certainty required with respect to the implementation of such measures by Member States.
2 (a) Are specific Community measures necessary to ensure radio spectrum availability for pan-European applications in the areas of telecommunications, broadcasting, transport, and R&D, or should criteria be established which determine when radio spectrum harmonisation is required?
Currently, no pre-defined regulatory criteria exist which determine when radio spectrum harmonisation is needed. Applicants for radio spectrum seek political support from the European Commission in order to enforce decisions to be taken by CEPT. At the same time, the technical proposals in CEPT and ITU/WRC are increasingly influenced by commercial and political lobbies. Pre-defined criteria appear to be lacking which would comprise both technical and socio-economic elements, on the basis of which objective and transparent decisions on the need for radio spectrum harmonisation can be taken.
2 (b) Where and on the basis of what criteria should priorities be set and arbitration take place where radio spectrum requirements for Community policies on telecommunications, broadcasting, transport, and R&D are in conflict? How can it be ensured that commercial and public interests are defined and appropriately balanced in this process?
Pre-defined criteria are also lacking when determining which services should receive priority in accessing (harmonised) frequency bands. This fact causes problems where there are conflicting radio spectrum requirements, i.e. where radio sectors compete for access to (the same) radio spectrum on different economic, political, or social grounds, and where there are differences in radio spectrum usage in neighbouring countries.
2 (c) Can the implementation of radio spectrum harmonisation measures, necessary for the provision of pan-European services, be left to voluntary decisions by Member States or is there a need for legal obligation in that respect? Should the European Community collect and publish relevant information in both cases?
Where there is no Community requirement for the harmonisation of frequency bands, the implementation of CEPT measures by Member States takes place on a voluntary basis. Currently, no comprehensive information is available as to which Member States have implemented CEPT harmonisation measures according to which national transposition measures. The availability of such information is important for commercial decisions to be taken.
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(3) ASSEGNAZIONE E AUTORIZZAZIONE DI SPETTRO RADIO
PUNTO 3
La Commissione europea sollecita commenti sull'assegnazione dello spettro radio e le autorizzazioni, in particolare sul miglior meccanismo per garantirne l'uso efficiente e per l'introduzione armonizzata di servizi paneuropei, la portata di un eventuale approccio comunitario alla valutazione e alla possibile commercializzazione dello spettro radio, i possibili costi di riposizionamento degli attuali utilizzatori di spettro radio e il livello di certezza del diritto necessario nel contesto comunitario.
3 (a) In che misura le eventuali differenze tra Stati membri nella disponibilità di spettro radio destinato ai servizi paneuropei influenzano globalmente la concorrenza?
La comunicazione della Commissione sull'applicazione e il funzionamento delle direttive sulle frequenze è arrivata alla conclusione che in linea generale esistono grosse differenze nella quantità di spettro assegnata agli operatori dei differenti paesi e ai singoli operatori di uno stesso paese, per motivi non sempre chiari. Condizioni di autorizzazioni divergenti, inclusa la durata delle autorizzazioni, possono rendere difficile l'armonizzazione a livello comunitario dell'allocazione e dell'assegnazione di spettro radio e, soprattutto nel caso dei servizi paneuropei, falsare la concorrenza.
3 (b) È necessario arrivare ad un accordo nella Comunità europea su un meccanismo di assegnazione dello spettro radio che ne permetta un uso più efficiente, in base ai tipi di servizi previsti?
Laddove lo spettro radio è scarso (e il numero di licenze disponibili è dunque limitato) gli Stati membri dispongono di differenti meccanismi per assegnare lo spettro radio (ad esempio "primo arrivato primo servito", analisi comparativa, aggiudicazione al miglior offerente) che tengono comunque conto dell'esigenza di assicurarne un uso efficiente. Tuttavia, esistono differenti interpretazioni sul significato di "uso efficiente dello spettro radio" e non esiste dunque un accordo sul migliore meccanismo per ciascun caso.
3 (c) In che misura i meccanismi nazionali divergenti di assegnazione dello spettro radio influenzano i servizi paneuropei? Quale è il più adatto a favorire i servizi paneuropei? In che misura è necessario a tale scopo un approccio comunitario?
La disponibilità di spettro radio per i servizi paneuropei continuerà probabilmente ad essere limitata e un certo numero di Stati membri sta dunque pensando di assegnare le autorizzazioni disponibili con il sistema dell'aggiudicazione al miglior offerente (ad esempio nel caso dell'UMTS). Anche in questo caso non esiste un consenso sul meccanismo più adatto a favorire la fornitura di servizi paneuropei o sull'impatto degli approcci nazionali differenti al problema.
3 (d) Qual è l'impatto sullo sviluppo dei servizi e sulla concorrenza degli oneri e dei costi (inclusi quelli di riposizionamento) associati all'uso dello spettro radio?
Per garantire l'uso ottimale dello spettro radio e favorire lo sviluppo di servizi innovativi e della concorrenza, gli Stati membri possono imporre, oltre ai costi amministrativi, altri oneri non discriminatori, sul cui impatto le opinioni divergono. È stato sottolineato che se le autorizzazioni sono già state concesse l'aggiudicazione al miglior offerente tende a rafforzare il vantaggio degli operatori in posizione dominante, aumentando i costi per i nuovi partecipanti. Alcuni operatori di telecomunicazioni ritengono che i costi legati all'aggiudicazione al miglior offerente ridurranno l'interesse ad investire nelle reti e porteranno a prezzi più alti per i consumatori, altri ritengono che gli utilizzatori potenziali stanno vendendo in effetti una parte dei loro futuri profitti senza alcun impatto significativo sui prezzi al consumo.
Alcuni operatori hanno anche espresso riserve sulla esigenza di pagare per i costi di riposizionamento degli utilizzatori esistenti, in particolare quando i loro concorrenti non sono sottoposti allo stesso obbligo. Altri punti controversi riguardano la misura in cui le entrate così generate vengono usate per la politica di spettro radio e per gestire le frequenze (ad esempio per rendere disponibile un'ulteriore quantità di spettro radio per i servizi paneuropei).
3 (e) L'assegnazione di spettro radio dev'essere indipendente dall'assegnazione delle autorizzazioni di servizio o delle licenze? Se si creasse un mercato secondario dello spettro radio, quale sarebbe l'impatto nella fornitura di servizi (simili o differenti) e quali garanzie sarebbero necessarie?
Si ritiene che un uso efficiente dello spettro radio sarebbe più facile separando le autorizzazioni e le licenze di servizio dall'assegnazione dello spettro radio e si sottolinea la commercializzazione dello spettro offrirebbe il vantaggio di permettere di trasferire (a pagamento) una singola assegnazione da un utilizzatore ad un altro, senza cambio di uso dello spettro. In alternativa le assegnazioni potrebbero essere ripartite o combinate e, ove opportuno, usate per fornire un servizio radio differente da quello indicato nella richiesta. Lo spettro radio è una risorsa "a collo di bottiglia"; bisogna dunque studiare le possibili ripercussioni di una sua commercializzazione secondaria sui comportamenti anticoncorrenziali e l'abuso di posizione dominante e studiare il rischio di ulteriore frammentazione nell'utilizzazione. A livello comunitario, bisogna chiedersi se gli approcci nazionali divergenti (o l'assenza di un approccio comunitario comune) sull'argomento potrebbero danneggiare la fornitura di servizi paneuropei e l'uso efficiente dello spettro radio.
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(3) RADIO SPECTRUM ASSIGNMENT AND LICENSING
ISSUE 3
The European Commission would welcome views on radio spectrum assignment and licensing, particularly as concerns which mechanism is most suitable to secure the efficient use of radio spectrum and the harmonised introduction of pan-European services; the extent to which a common Community approach is required on the valuation and possible trading of radio spectrum as well as the possible costs of relocating existing radio spectrum users; and the level of legal certainty needed in the Community context.
3 (a) Where there are differences in Member States as regards radio spectrum availability for pan-European services, what is the overall impact on competition?
The Commission Communication on the implementation and functioning of the frequency Directives has found that in general there are large differences in the amount of spectrum assigned to operators in different countries and even to operators within the same country for reasons which are not always clear. Diverging licensing conditions, including duration of licenses, can make Community-wide harmonisation of radio spectrum allocation and assignment difficult. It may also have an effect on competition, particularly where it concerns pan-European services.
3 (b) Is there a need to agree in the European Community on which radio spectrum assignment mechanism leads to the most efficient use of radio spectrum for the different types of services?
Where radio spectrum is scarce and the number of available licences therefore limited, Member States have several mechanisms at their disposal to assign radio spectrum (e.g. first come-first served procedure, comparative bidding, auctions) while taking into account the requirement to ensure efficient use of radio spectrum. However, since different interpretations exist as regards what constitutes efficient use of radio spectrum, no consensus exists as to which mechanism is best in which cases.
3 (c) What is the impact on pan-European services of diverging national mechanisms to assign radio spectrum, which mechanism is most suitable to support pan-European services, and to what extent is a Community approach required in this regard?
Since the availability of radio spectrum for pan-European services is expected to continue to be limited, a number of Member States are considering and introducing the use of auctions to award the licenses available, e.g. in case of UMTS. Also in this context, no consensus exists as to which mechanism is best to support the provision of pan-European services or what the impact will be of diverging national approaches in this regard.
3 (d) What is the impact of charges and fees, including relocation costs, associated with the use of radio spectrum on the development of services and on the competitive situation?
Member States may impose non-discriminatory charges in addition to administrative costs in order to ensure that optimal use is made of radio spectrum and to foster the development of innovative services and competition. Opinions diverge on the impact of radio spectrum charges. Where licenses have already been granted, it has been argued that auctions tend to strengthen the dominance of the incumbent players by increasing the costs for the new entrants. Some telecommunications operators argue that the costs involved with auctions will reduce the readiness to invest in networks and lead to higher consumer prices. Others argue that potential users are bidding, in effect, a part of their future profits, without any significant impact on prices to the consumer.
Some operators have also expressed reservations with the requirement, where applicable, to pay for the relocation costs of existing users, particularly where their competitors are not bound by such obligations. Other issues concern the extent to which the revenue raised is used for radio spectrum policy and frequency management, e.g. to make further radio spectrum available (for pan-European services).
3 (e) Should the awarding of radio spectrum be separated from the granting of service authorisations or licences? What would be the impact of creating a secondary market for radio spectrum for the provision of similar or different services, and which safeguards are needed in this regard?
It is argued that the efficient use of radio spectrum would be best served by separating service authorisations and licenses from radio spectrum assignments. It is claimed that the advantages of spectrum trading would be that single assignments could be transferred (for a price) from one user to another with no change of use of the spectrum. Alternatively, assignments may be subdivided or combined and, where appropriate, used to provide a different radio service for which there is market demand. Since radio spectrum is a bottleneck facility, consideration should be given to the potential impact of secondary trading on anti-competitive behaviour and on abuses of dominant positions. Also, the possible risk of a further fragmentation of radio spectrum use should be taken into account. For the European Community, a particular issue to be addressed in this regard is whether diverging national approaches or the absence of a common Community approach to such matters will affect pan-European service provision and the efficient use of radio spectrum.
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(4) APPARECCHIATURE RADIO E STANDARD
PUNTO 4
La Commissione europea sollecita commenti sui legami tra politiche per le apparecchiature radio, standard e spettro radio, in particolare sulla cooperazione tra organismi di normalizzazione e di gestione dello spettro radio e sulle misure a livello operativo nella sua gestione.
4 (a) È necessario migliorare il collegamento tra elaborazione degli standard e armonizzazione dell'allocazione dello spettro radio per i servizi paneuropei nei settori telecomunicazioni, radioemissioni, trasporti e R&S?
La realizzazione di un certo numero di politiche comunitarie (radionavigazione, telematica per i trasporti stradali, ecc.) dipende dagli standard elaborati in forum diversi dall'ETSI, che si occupa invece soprattutto di elaborare gli standard del settore telecomunicazioni.
4 (b) Quali sono gli accordi pratici necessari per fare in modo che le potenzialità della politica comunitaria per le apparecchiature radio vengano sostenute da appropriate azioni a livello di gestione dello spettro radio?
La direttiva RTTE eliminerà molte barriere normative alla commercializzazione, alla libera circolazione e alla messa in servizio nella Comunità di nuove ed innovative apparecchiature terminali di radiocomunicazione. Renderà inoltre più facile la commercializzazione di tali apparecchiature in tutta la Comunità ed eviterà la necessità di accordi di riconoscimento reciproco ad hoc tra gli Stati membri (come quelli elaborati negli ultimi anni dal CEPT). Affinché i consumatori e il mondo dell'industria possano trarne beneficio debbono essere presenti due fattori concomitanti: la tempestiva disponibilità di spettro armonizzato e un'intensa consultazione tra responsabili politici, fabbricanti e utilizzatori sull'opportunità di dar vita a una base dati delle norme nazionali per l'uso dello spettro radio, di elaborare procedure di notifica a sportello unico e di raggiungere accordi che agevolino la sorveglianza del mercato.
(5) QUADRO DI RIFERIMENTO ISTITUZIONALE PER IL COORDINAMENTO DELLO SPETTRO RADIO
PUNTO 5
La Commissione europea sollecita commenti sulla capacità degli attuali accordi istituzionali per il coordinamento dello spettro radio di soddisfare gli obiettivi politici comunitari (contribuire alla crescita economica, all'occupazione e al benessere sociale, stimolare l'innovazione tecnologica e lo sviluppo di nuovi servizi, favorire la concorrenza nel mercato unico e rafforzare la competitività europea nella creazione di sistemi radio paneuropei e globali)
5 (a) Considerata la necessità di un contesto prevedibile per l'uso dello spettro radio nella Comunità europea, il quadro di riferimento per il suo coordinamento è sufficientemente aperto, trasparente e fonte di certezza di diritto? È evidente dove e sulla base di quali principi viene decisa la necessità di armonizzare lo spettro radio o le posizioni comuni?
I nuovi e gli attuali utilizzatori di spettro radio profitteranno probabilmente di un elevato livello di apertura nel quadro normativo e debbono quindi essere maggiormente coinvolti nella procedura decisionale. Alcune parti dello spettro radio sono congestionate; per poter introdurre nuove applicazioni di telecomunicazione, radioemissioni, di trasporto e R&S, è necessario farne un uso ripartito, liberare le bande di frequenze dagli attuali utilizzatori o convincere questi ultimi a limitare la propria espansione. In tale contesto è necessario applicare la totalità delle norme di concorrenza della Comunità. Ogni cambiamento nell'uso dello spettro radio avrà ripercussioni sugli utilizzatori nuovi e attuali, che debbono quindi essere consultati per valutare l'opportunità delle decisioni da prendere.
Soprattutto se gl'imperativi economici, politici o sociali di coloro che sollecitano lo spettro radio nei vari settori economici sono diversi e mancano principi obiettivi (tecnici, economici, politici o sociali) sulla base dei quali sia possibile definire le priorità di accesso allo spettro, è difficile definire le priorità d'uso. I richiedenti (in Europa e nei paesi terzi) inoltrano quindi le richieste parallelamente a vari Stati membri, alla CEPT e alla Comunità; la procedura è inefficiente e spinge a sua volta gli operatori europei a cercare l'appoggio delle autorità in altre zone del mondo per introdurre nuovi sistemi, sia in termini di allocazione che di assegnazione dello spettro radio.
5 (b) Per ottenere l'armonizzazione dello spettro radio è necessario definire un accordo a priori a livello comunitario o è sufficiente coordinare le posizioni degli Stati membri nel CEPT o su una base tecnica ad hoc?
Le posizioni comuni comunitarie in seno al CEPT possono essere garantite solo se viene raggiunto un accordo politico o legislativo nella Comunità; in tutti gli altri casi, l'esperienza ha dimostrato che sulla base delle informazioni tecniche fornita in corso di elaborazione sviluppo delle misure di armonizzazione o delle posizioni europee in seno al CEPT è difficile dire se gl'interessi economici generali della Commissione vengono salvaguardati. È dunque chiara la necessità di disporre di una completa informazione tecnica e degli elementi economici, politici e sociali che permettono di stabilire se e in che fase dell'elaborazione delle posizioni si renda necessario un approccio comunitario comune nel CEPT e nell'UIT/WRC.
5 (c) In quali forum bisogna eventualmente elaborare le posizioni che la Comunità deve difendere nelle discussioni sullo spettro radio con i suoi partner commerciali?
Lo spettro radio viene sempre più considerato un punto da tener presente nelle discussioni tra la Comunità europea e i suoi partner commerciali. Disponibilità e accesso allo spettro radio sono fondamentali per gli organismi che intendo fornire servizi e prodotti radio all'estero e per le comunicazioni interne ed esterne. La Comunità europea non dispone però delle informazioni necessarie per trattare la disponibilità attuale e futura dello spettro radio della Comunità nel suo insieme. In base agli attuali accordi normativi il CEPT deve elaborare, se necessario, una posizione comune europea ma il processo con cui vi arriva può essere lungo e non sempre riflette le posizioni comunitarie.
5 (d) Bisognerebbe introdurre procedure che garantiscano che gli Stati membri appoggiano le posizioni del CEPT, dell'UIT/WRC, in particolare alla luce della necessità di salvaguardare gli interessi della Comunità nei forum internazionali?
Gli Stati membri nel CEPT non sono obbligati a rispettare le posizioni europee elaborate per l'UIT/WRC. In pratica, la Commissione europea non è in condizione di garantire un approccio comunitario nell'UIT/WRC e non è in grado di arbitrare nel caso in cui gli Stati membri nel CEPT non siano d'accordo sulle posizioni da adottare.
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(4) RADIO EQUIPMENT AND STANDARDS
ISSUE 4
The European Commission would welcome views on the link between Community policy on radio equipment, standards, and radio spectrum, with particular regard to the co-operation between bodies responsible for standards and radio spectrum and the measures needed at the operational level of radio spectrum management.
4 (a) Is there a need to improve the link between the elaboration of standards and the harmonisation of radio spectrum allocation for pan-European services in the areas of telecommunications, broadcasting, transport, and R&D?
The implementation of a number of Community policies, for instance in the areas of radio navigation and road transport telematics, depends on standards developed in fora other than ETSI, which is mainly concerned with the elaboration of telecommunications standards.
4 (b) Which practical arrangements are needed to ensure that the full potential of Community policy on radio equipment is supported by appropriate action at the level of radio spectrum management?
The RTTE Directive will remove many regulatory barriers for the placing on the market and free movement and putting into service in the Community of novel and innovative radio and telecommunications terminal equipment. It will ease the marketing of such equipment throughout the Community, and will avoid the need for ad hoc mutual recognition arrangements between Member States (e.g. such as those developed by CEPT in recent years). However, if consumers and industry are to benefit from this, the timely availability of harmonised spectrum is a prerequisite and close consultation is required between policy makers, manufacturers, and users to address the following issues: the establishment of a database of national regulations for the use of the radio spectrum, one-stop notification procedures, and arrangements in support of market surveillance.
(5) THE INSTITUTIONAL FRAMEWORK FOR RADIO SPECTRUM CO-ORDINATION
ISSUE 5
The European Commission would welcome views on whether the present institutional arrangements for the co-ordination of radio spectrum are appropriate to meet the Community's policy objectives, i.e. to contribute to economic growth, employment, and welfare, to stimulate technological innovation and the development of new services, to foster competition in the internal market, and to strengthen European competitiveness in the establishment of pan-European and global radio systems.
5 (a) In view of the need to have a predictable environment in the European Community for the use of radio spectrum, is the framework for the co-ordination of radio spectrum sufficiently open, transparent, and legally certain? Is it clear where and on the basis of which principles the need for radio spectrum harmonisation or for Community positions is established?
Both new and existing users of radio spectrum are likely to benefit from a high level of openness in the regulatory framework and should therefore be more involved in the decision-making process. Certain parts of the radio spectrum are congested and, in order for new telecommunications, broadcasting, transport, and R&D applications to be introduced, radio spectrum might need to be shared or existing users might need to give up their occupancy of frequency bands or limit their expansion. In this context, Community competition rules need to be fully applied. Any change in the use of radio spectrum will affect new and existing users alike and they therefore need to be consulted in order to assess the appropriateness of the decisions to be taken.
Particularly where applicants for radio spectrum in various economic sectors compete on different economic, political, or social grounds, priorities in radio spectrum use are difficult to set where no objective principles (whether technical, economic, political, and social) exist on the basis of which priorities to spectrum access can be set. The result of this situation is also that (both European and third country) applicants for radio spectrum address their requirements in parallel at the level of the Member States, CEPT, and the Community, which is inefficient, and which in turn may trigger European operators to seek governmental support in other parts of the world for the introduction of new systems, both in terms of radio spectrum allocation and assignment.
5 (b) Is the establishment of a priori Community agreement necessary to achieve radio spectrum harmonisation or is it sufficient to co-ordinate the positions of the Member States in CEPT on an ad hoc and technical basis?
Common Community positions in CEPT can only be ensured where political and legal agreement is reached in the Community context. In all other cases, experience has shown that it is difficult to assess whether the economic and general interests of the Community are safeguarded on the basis of technical information provided during the development of harmonisation measures or of European positions in CEPT. This points to the need to substantiate the technical information available with economic, political, and social elements in order to establish whether and at which stage of the development of positions a common Community approach in CEPT and ITU/WRC is needed.
5 (c) In which fora should Community positions be developed where needed in discussions on radio spectrum between the European Community and its trading partners?
Radio spectrum is increasingly being raised as a market access issue in discussions between the European Community and its trading partners. Availability of and access to radio spectrum is a key condition for organisations to provide radio services and products abroad and for internal and external communications. However, the European Community does not have the information to discuss current or future availability of radio spectrum for the Community as a whole. According to the current regulatory arrangements, CEPT should develop such common European positions when needed. However, the process by which CEPT arrives at such positions can be lengthy and does not always reflect the Community position.
5 (d) Should procedures be introduced to ensure that the Member States support CEPT positions for ITU/WRC, particularly in view of the need to uphold Community interests in the international arena?
The Member States in CEPT are not obliged to comply with the European positions worked out for ITU/WRC. In practice, the European Commission is not in a position to secure a common Community approach in ITU/WRC nor is it able to arbitrate in case Member States in CEPT disagree on the positions to be taken.
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CONCLUSIONI
Importanti sviluppi tecnici, di mercato e normativi stanno modificando il modo di gestire la politica di spettro radio nella Comunità europea e a livello internazionale. La disponibilità di spettro radio è inoltre diventato un punto cruciale per la realizzazione delle politiche comunitarie nei settori telecomunicazioni, radioemissioni, trasporti e R&S. Lo spettro radio è una risorsa "a collo di bottiglia" ed è quindi opportuno discutere i temi di politica per lo spettro radio con tutte le parti interessate alla luce di tali cambiamenti, in modo da garantirne il migliore uso possibile.
Tenendo presenti gli obiettivi politici comunitari per lo spettro radio, la base politica e giuridica e la realtà pratica della partecipazione comunitaria al quadro europeo per il coordinamento dello spettro radio, la pianificazione strategica dell'uso, l'armonizzazione dell'allocazione, l'assegnazione e le autorizzazioni, le apparecchiature e gli standard radio, il Libro verde invita le parti interessate a far conoscere il proprio punto di vista sui punti in discussione nel contesto comunitario.
I punti richiedono un ampio dibattito pubblico per esaminare l'opportunità di un'ulteriore azione comunitaria.
La Commissione riferirà al Parlamento europeo e al Consiglio i risultati della consultazione e proporrà, se opportuno, misure comunitarie
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5. CONCLUSIONS
Major technological, market, and regulatory developments have an impact on the way radio spectrum policy is made in the European Community and at the international level. Furthermore, the availability of radio spectrum has become a key issue for the implementation of Community policies on telecommunications, broadcasting, transport, and R&D. Considering that radio spectrum is a bottleneck facility, it is appropriate to discuss radio spectrum policy issues with all interested parties in the light of these changes so as to ensure that the best possible use is made of the radio spectrum resource.
Against the background of the Community policy objectives with regard to radio spectrum and in the context of the political and legal base and practical reality for Community involvement with regard to the European framework for the co-ordination of radio spectrum, the strategic planning of the use of radio spectrum, the harmonisation of radio spectrum allocation, radio spectrum assignment and licensing, and radio equipment and standards, this Green Paper invites interested parties to give views on a number of issues pertinent in the Community context.
The issues require a wide public debate so as to determine whether further Community action is required.
The Commission will report on the findings of the consultation period and propose Community measures to the European Parliament and the Council, where appropriate.
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ALLEGATO I
LE POLITICHE DELLA COMUNITÀ EUROPEA CHE INTERESSANO LO SPETTRO RADIO
La realizzazione di numerose politiche comunitarie settoriali dipende in maniera critica dalla disponibilità di spettro radio. L'allegato ne fornisce una visione d'assieme; le politiche orizzontali comunitarie vengono descritte nella parte principale del Libro verde.
Politica delle telecomunicazioni
Con le misure di coordinamento dello spettro e di liberalizzazione normativa che hanno permesso d'introdurre la generazione digitale di sistemi di comunicazione mobili pubblici (GSM, DECT, ERMES) alla fine degli anni '80, la Comunità europea ha contribuito alla nascita di una gamma di servizi paneuropei ora realizzata con successo e considerata non solo atta a soddisfare la domanda degli utilizzatori ma anche importante attività industriale di per sé. In previsione della futura domanda di comunicazioni mobili pubbliche (in volume e in miglioramento/diversificazione del servizio) l'attuale azione comunitaria vuole appoggiare lo sviluppo e la realizzazione dei sistemi mobili europei della terza generazione (IMT 2000) e dell'UMTS (Universal Mobile Telecommunications System - Sistema mobile universale di telecomunicazioni), per i quali la disponibilità di spettro rappresenta un elemento fondamentale da discutere nella prossima WRC 2000. La comunicazione senza fili viene esaminata anche nel contesto della convergenza tra servizi mobili e fissi, nel cui ambito l'uso del WLL (Wireless local loop - rete locale senza fili) può rappresentare un mezzo importante per ottenere la necessaria concorrenza nel settore delle telecomunicazioni.
Lo sviluppo di comunicazioni terrestri mobili è il risultato d'intense attività di R&S a livello comunitario (programmi RACE e ACTS) con il finanziamento di progetti per circa 176 miliardi di ECU nel periodo 1986-1998.
Anche la comunicazione via satellite è stata riconosciuta come una componente necessaria della Società dell'informazione. Dopo la liberalizzazione del settore (misure comunitarie agli inizi degli anni '90) è stato lanciato un piano d'azione satellitare per favorire la sinergia degli operatori interessati. La Comunità europea contribuisce inoltre attivamente agli sforzi per coordinare l'introduzione dei sistemi globali S-PCS (inclusa l'armonizzazione delle bande di spettro radio).
Nell'ambito dei programmi di RST la Comunità europea ha finanziato nel periodo 1987-1997 progetti nel settore delle comunicazioni satellitari per 85 miliardi di ECU. Il Quinto programma quadro di RST prevede un finanziamento per le tecnologie della società dell'informazione di 3,3 miliardi di ECU nel periodo 1998-2002 e una quota destinata alle comunicazioni via satellite che dovrebbe aggirarsi sui 15 milioni di ECU all'anno.
A livello di reti transeuropee, i primi progetti per stimolare l'uso delle infrastrutture su satelliti e le strutture di comunicazione sono attualmente in fase di preparazione.
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ANNEX I
EUROPEAN COMMUNITY POLICIES INVOLVING RADIO SPECTRUM
The implementation of a number of sector-specific Community policies depends critically on the availability of radio spectrum. An overview of these policies is outlined in this Annex; horizontal Community policies are referred to in the main body of the text of the Green Paper.
Telecommunications policy With the introduction of the digital generation of public mobile communications systems (GSM, DECT, ERMES) at the end of the eighties through spectrum co-ordination as well as through liberalisation measures from the regulatory point of view, the European Community helped to create a pan European service range which has now been successfully implemented and is recognised as responding to a user demand as well as being an important industrial activity in itself. In view of the future demand for public mobile communication both in volume and service enhancement and diversity, Community action is currently undertaken to support the development and deployment of a European proposal for the 3rd generation mobile system (IMT2000), UMTS (Universal Mobile Telecommunications System), for which spectrum availability is a crucial element to be discussed at the forthcoming World Radiocommu-nications Conference (WRC-2000). Wireless communication is also considered in the context of the convergence between mobile and fixed services. In this context the usage of wireless local loop (WLL) is potentially an important means to achieve the necessary competition in telecommunications.
The development of mobile terrestrial communication has been subject to intensive R&D activities at European Community level through the RACE and the ACTS programmes. Projects have been funded with approximately 176 MECU during the period1986-98.
Satellite Communication has equally been recognised as a necessary component in view of realising the Information Society. Besides the liberalisation of the satellite sector through Community measures in the early nineties, action is undertaken to support the synergy of the players involved through the Satellite Action Plan. Furthermore, the European Community actively contributes to efforts to co-ordinate the introduction of global S-PCS systems. This includes the harmonisation of radio spectrum bands.
European Community funding for satellite communications projects from RTD-programmes has been 85 MECU in 1987-97. The 5th Framework Programme for RTD foresees a funding of Information Society technologies of 3.3 billion ECU in the period 1998-2002. The share of the satellite communications is expected to be around 15 million ECU per year.
At the level of trans-European networks, initial projects to stimulate the usage of satellite system-based infrastructure as a communication backbone are under preparation.
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Politica delle radioemissioni
La direttiva Televisione senza frontiere ha sancito la libera circolazione delle emissioni televisive nella Comunità europea; un mercato unico è quindi importante per garantire il libero movimento dei servizi. La direttiva è stata recentemente modificata dalla direttiva 97/36/CE per tener conto dell'evoluzione del mercato, soprattutto a causa degli sviluppi tecnologici. Il programma MEDIA (bilancio comunitario 310 miliardi di ECU per il periodo 1996-2000) intende promuovere e sviluppare l'industria audiovisiva europea.
La digitalizzazione e lo sviluppo di nuovi servizi (ad esempio i canali specializzati e la Video-on-Demand) aumenteranno la domanda di contenuto audiovisivo; per motivi culturali, industriali e occupazionali la politica comunitaria intende far sì che tale domanda venga soddisfatta dalla produzione audiovisiva europea.
La politica della Comunità europea per la televisione avanzata e le emissioni digitali vuole agevolare, in un'ottica allo stesso tempo normativa e promozionale, l'introduzione pilotata dal mercato della televisione digitale e a schermo panoramico. La direttiva sull'uso degli standard di emissione televisiva crea un quadro normativo "leggero" per aiutare il lancio di servizi di televisione digitale che fornisce certezza agli investitori e garantisce il rispetto delle esigenze d'interesse pubblico.
Sul fronte promozionale la Commissione ha appoggiato le attività della DVB (Digital Video Broadcasting group), che ha definito una serie di standard di emissioni digitali europee per la televisione via cavo, via satellite e via terrestre sempre più utilizzati anche a livello mondiale. Nel 1993 l'Unione europea ha inoltre lanciato un piano di azione quadriennale per sopperire alle deficienze del mercato che avevano impedito l'introduzione della televisione panoramica in formato 16:9. Il formato panoramico è ora un formato ben inserito nei servizi di emissione e sul mercato degli apparecchi televisivi, pronto a svolgere un ruolo ancora più importante nei mercati della televisione digitale.
La Commissione segue anche le attività del DAB (World Digital Audio Broadcasting Forum), cui partecipano oltre 100 organizzazioni membri in tutto il mondo allo scopo di accelerare l'introduzione in Europa del DAB, un sistema creato da un consorzio di fabbricanti europei, istituti di ricerca, operatori di rete ed emittenti nel quadro del programma tecnologico Eureka e con l'appoggio della Comunità e ora riconosciuto dall'UIT come standard mondiale.
Attualmente uno Stato membro ha già iniziato le emissioni digitali terrestri e vari altri si ripromettono di fare la stessa cosa. L'effetto sul mercato globale della scelta di una data unica di soppressione delle radioemissioni analogiche terrestri è un punto controverso a causa delle grandi differenze fra le caratteristiche dei mercati televisivi di ciascuno Stato membro. L'argomento è attualmente al centro di un dibattito politico che tocca differenti problemi, uno solo dei quali è la politica di spettro.
La digitalizzazione delle radioemissioni terrestri potrebbe permettere agli attuali servizi radiotelevisivi di occupare una banda di spettro radio più limitata e di liberarne una parte. È però probabile che in molti paesi il periodo di transizione verso il digitale sarà piuttosto lungo: i consumatori avranno bisogno di tempo per sostituire gli apparecchi radio e dovranno comprare uno o più decodificatori per modificare i televisori analogici (o dovranno comprare un apparecchio nuovo con decodificatore digitale integrato) e ciò imporrà un periodo di "emissioni simultanee" (intorno ai 15 anni), limitando ancora di più la disponibilità di spettro radio. La gamma di servizi di radioemissioni sta già aumentando rapidamente e mettendo a disposizione più programmi NVOD (televisione quasi a domanda), canali tematici e televisioni interattive.
D'altra parte le emittenti radiotelevisive stanno modificando la loro struttura da pochi canali terrestri pubblici (in origine) a un sistema di televisione a pagamento e interattiva e cominciano a diffondere programmi "su domanda"; man mano che le comunicazioni via etere evolvono verso il multimediale le condizioni di accesso allo spettro di cui godono le emittenti terrestri vengono più rimesse in discussione dagli operatori economici di altri settori.
Per quanto riguarda l'introduzione della radio digitale è importante notare che i servizi operativi DAB sono stati già lanciati in numerosi Stati membri (ad esempio la Svezia, ove copre l'80% della popolazione, il Regno Unito, dove un servizio pubblico ed uno commerciale hanno già ricevuto l'autorizzazione, la Francia e l'Italia) e altri pensano di fare ben presto lo stesso (ad esempio la Germania nella primavera del 1999).
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Broadcasting policy
The Television Without Frontiers Directive establishes the free movement of TV broadcasts within the European Community and is therefore essentially a single market measure to ensure the free movement of services. The Directive has recently been amended by Directive EC/97/36 to take account of changes of the market, in particular arising from technological developments. The MEDIA programme (Community budget: 310 MECU 1996-2000) aims at promoting and developing the European audio-visual industry.
Digitisation and the development of new services such as specialist channels and Video-on-Demand will create increased demand for audio-visual content. Community policy is to ensure, for cultural, industrial and employment reasons, that this demand is met by European audio-visual production.
European Community policy on advanced television and digital broadcasting aims at facilitating the market-led introduction of digital and wide-screen television. It has both a regulatory and a promotional strand. The Directive on the use of television transmission standards set up a light regulatory framework to support the launch of digital television services, providing certainty for investors, and ensuring that public interest requirements are met.
On the promotional front, the Commission has supported the activities of the Digital Video Broadcasting (DVB) group. The group has defined the European digital broadcasting standards for cable, satellite and terrestrial television which are increasingly being used all over the world. In addition, the Union launched a four-year Action Plan in 1993 to overcome the market failure that had prevented the introduction of wide-screen television in the 16 :9 format. Wide-screen is now an established part of the broadcast services and TV set markets, ready for an increasing role in digital TV markets.
The Commission also follows the activity of the World Digital Audio Broadcasting (DAB) Forum . The aim of this forum, which has more than 100 member organisations world-wide, is to speed up the introduction of Digital Audio Broadcasting in Europe. DAB was created by a consortium of European manufacturers, research institutes, network operators and broadcasters under the umbrella of the Eureka technology programme and with Community support. This system has received ITU recognition as a world standard.
Today, one Member State has launched digital terrestrial broadcasting and several other Member States are looking to do the same. What the effect of a general cut-off date for analogue terrestrial broadcasting would be on the market overall is a complicated matter in view of the widely differing characteristics of the television markets in each of the Member States. This issue is currently subject to a political debate which touches upon several issues, only one of which is spectrum policy.
The digitalisation of terrestrial broadcasting would potentially allow for reduced radio spectrum occupancy for existing broadcast services, thereby freeing up radio spectrum. However, it is very likely that in many countries, a lengthy transition period to digital will be needed. Consumers will need time to replace their radio sets. They will also need to purchase one or more decoders to upgrade their analogue TV sets or to buy one or more new integrated digital TV sets. A period of "simulcasting" will therefore be necessary (of anything up to 15 years) and this will in fact put additional strains on the availability of radio spectrum. Moreover, the range of broadcast services is already increasing rapidly, with more NVOD, thematic channels and interactive TV becoming available. On the other hand, as TV broadcasting develops from its origins (a few public terrestrial channels) towards pay TV and transactional, retail style delivery of programmes "on demand", and as wireless communications evolves towards multimedia, the terms for access to spectrum which terrestrial broadcasters currently enjoy are increasingly being called into question by economic actors in other sectors.
As far as the introduction of digital radio is concerned, it has to be outlined that DAB operational services have already been launched in various Member States like Sweden (covering 80% of the population), UK (a public and a commercial service have already been licensed), France and Italy. Other Member States are planning to start soon regular DAB services (i.e. Germany in Spring 1999).
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Politica dei trasporti
La Comunità europea ha incominciato ad agire attivamente in diversi settori dei trasporti (servizio aeronautico, radionavigazione e posizionamento satellitare, navigazione marittima e comunicazioni) e a sviluppare applicazioni telematiche intermodali.
Grazie agli sforzi intrapresi per creare un mercato unico basato sull'accesso libero al mercato, il settore del trasporto aereo ha ricevuto un forte impulso che ha portato a una notevole domanda per migliorare, sviluppare e innovare ulteriormente le comunicazioni aeronautiche e l'appoggio alla navigazione, tipicamente basati sulle tecniche di radiocomunicazioni e che richiedono dunque allocazione di spettro; poterne disporre diventa quindi un prerequisito essenziale per realizzare con successo una politica del trasporto aereo.
Quello delle comunicazioni marittime rimane un settore fondamentale (in particolare alla luce delle sue esigenze specifiche di sicurezza) e viene riconosciuto tale nelle linee orientative per le reti TEN. La Comunità europea ha dunque appoggiato lo sviluppo di sistemi marittimi con azioni di ricerca nel quadro del programma "Applicazioni telematiche" del Quarto programma quadro.
I sistemi di posizionamento, navigazione e timing (GPS e GLONASS) sono stati in origine sviluppati per applicazioni militari ma possono adesso essere usati per un'ampia gamma di applicazioni (incluse navigazione aeronautica e marittima, gestione e sorveglianza delle flotte, fornitura di riferimenti temporali precisi e posizionamento). La Comunità europea sta attualmente valutando il proprio ruolo nello sviluppo della prossima generazione di satelliti mondiali di posizionamento e di sistemi di navigazione e, in particolare, la portata della cooperazione con gli Stati Uniti e la Federazione Russa. Disponibilità, pianificazione e salvaguardia dello spettro per il GNSS sono considerate una priorità e il Consiglio ha ribadito che nei forum internazionali pertinenti dev'essere riconosciuta la protezione adeguata dello spettro radio per il GNSS.
Gl'investimenti totali nella partecipazione europea al GNSS sono stimati a 570-4000 milioni di ECU (a seconda dell'alternativa scelta). Il finanziamento della Comunità europea per il GNSS per il 1998 è stato pari a 21 milioni di ECU e dovrebbe aumentare sensibilmente entro il 2000.
Sempre più stanno ora nascendo nuovi sistemi telematici per i trasporti, alcuni come risultato dei progetti di R&S e dei programmi comunitari (ad esempio il programma "Applicazioni telematiche", nel quale sono stati investiti circa 220 milioni di ECU nel periodo 1984-1998 per le attività di R&S legate al trasporto) e vengono sviluppate nuove proposte (ad esempio i sistemi d'informazione globale sui trasporti o un sistema GSM a livello europeo per il trasporto ferroviario). Nel trasporto su strada i sistemi DSRC (Dedicated Short Range Communications) vengono già usati per i pedaggi elettronici e sono destinati ad arricchire sempre di più le informazioni fornite ai conducenti e a fornire numerose altre prestazioni che dipendono dalle comunicazioni veicolo/veicolo o veicolo/infrastruttura. Ci si attende che tali applicazioni aumentino la richiesta globale di spettro.
Osservazione della terra
L'osservazione della terra è uno strumento di base estremamente importante per numerose politiche settoriali (ad esempio misurazioni a scala globale, realizzazione delle politiche di protezione ambientale e civile e politiche agricole). L'Europa ha dunque sviluppato una base tecnologica in cooperazione con gli Stati membri rappresentati nell'ESA (European Space Agency - Agenzia europea per lo spazio) e per mezzo dei programmi nazionali. Tra le applicazioni citeremo i satelliti per i servizi meteorologici europei gestiti da EUMETSAT. Negli ultimi tempi è aumentata la domanda di nuovi servizi per il controllo ambientale nel contesto degli accordi internazionali vincolanti (Protocollo di Montreal, il Protocollo di Kyoto, Convenzione sulla biodiversità e Convenzione quadro sui cambiamenti climatici).
Con i suoi programmi di R&S la Commissione europea prosegue gli sforzi per arricchire la base tecnologica per l'osservazione della terra: nell'ambito del Quarto programma quadro (1995-1998) sono stati destinati dedicati circa 275 milioni di ECU alle ricerche nel settore dell'osservazione della terra. La proposta della Commissione per il Quinto programma quadro delle Comunità europee di ricerca e sviluppo (1998-2002) prevede attività di ricerca per sviluppare tecnologie generiche per l'osservazione della terra (soprattutto tecnologie satellitari per il controllo e le risorse ambientali). Le attività di RST per l'osservazione della terra vengono inoltre citate nella comunicazione sulle applicazioni spaziali e le prospettive di mercato.
Radioastronomia
La radioastronomia è stata riconosciuta come un'attività cui la Comunità europea ha un interesse generale a partecipare. Poiché però richiedono sostanziosi investimenti nelle infrastrutture necessarie, le installazioni a grande scala sono sempre più spesso gestite su base ripartita e mondiale. Attualmente le attività della Comunità sono realizzate ricorrendo all'azione 4 del programma quadro di RST (in particolare le Research Networks and Access to Large-Scale Facilities, che dovrebbero continuare anche nel Quinto programma quadro)
La presenza della Comunità a livello internazionale si concretizza nella partecipazione al forum Megascience dell'OCSE (Gruppo di lavoro sulla radioastronomia). I contributi finanziari per il periodo 1994-1998 sono stimati a 7,3 milioni di ECU. Oltre al coordinamento delle attività di R&S i radioastronomi hanno segnalato la necessità di lanciare un'azione a livello mondiale per risolvere il problema sempre più grave delle interferenze radio dovute all'ampia utilizzazione dello spettro radio e ai fenomeni collegati (ad esempio le emissioni fuori banda via satellite). A causa dell'estrema sensibilità necessaria per condurre gli esperimenti radioastronomici tali interferenze possono bloccare in futuro la maggior parte delle osservazioni terrestri.
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Transport policy
The European Community has become active in several sectors related to transport such as aeronautical service sector, satellite navigation and positioning, maritime navigation and communication sector as well as the development of inter-modal transport telematics applications.
As a result of the efforts undertaken to establish as single air transport market based on the free market access, the air transport sector has been considerably stimulated leading to a strong demand for the improvement and further development as well innovation of aeronautical communication and navigation support, all typically based on radiocommunications techniques and thereby requiring spectrum allocation. Having radio spectrum available becomes thereby an essential pre-requisite for the successful implementation of an air transport policy.
Maritime communications remains an important sector, especially given its specific requirements for safety and security, and is defined as such in the trans-European Transport Network Guidelines. The European Community has therefore supported the development of maritime systems through research actions under the TELEMATICS programme of the Fourth Framework Programme.
Satellite positioning, navigation and timing systems such as GPS and GLONASS, originally developed for military applications, are expected to allow for widely varying usage including aeronautical and maritime navigation, fleet management and tracking, provision of precise time references, and positioning in the consumer sector, etc. The European Community is currently assessing its role in the development of the next generation global satellite positioning and navigation system and, particularly, the scope for cooperation with the US and the Russian Federation. The availability, planning and protection of spectrum for GNSS is seen as a priority and the Council has confirmed that adequate protection of radio spectrum for GNSS needs to be recognised in the relevant international fora.
Total investments in the European augmentation of GNSS are estimated to 570-4000 MECU depending on which alternative is chosen. The European Community funding for GNSS in 1998 is 21 MECU which is expected to substantially increase beyond 2000.
A growing number of additional transport telematics systems are emerging, many resulting from related R&D projects in Community programmes such as the TELEMATICS programme where approximately 220 MECUs have been spent during the period 1984-1998 on transport R&D activities New proposals such as comprehensive transport information systems or a European wide "GSM for Railways" service are being developed. For road transport, Dedicated Short Range Communications (DSRC) systems are already used for Electronic Fee Collection and will increasingly support driver information and various other systems that depend on vehicle to vehicle/infrastructure communications. It is expected that these applications will increase the overall demand for spectrum.
Earth observation
Earth observation has considerable importance as a basic tool for a certain number of specific policies such as global scale measurements, implementation of environmental and civil protection policies , and agricultural policies. Consequently Europe has developed a technological basis in co-operation with the Member States represented in ESA (European Space Agency) as well as through national programmes. Examples of application are the weather satellites for European meteorological services operated through EUMETSAT. More recently, the demand for new environmental monitoring services has increased in the context of binding international agreements such as the as the Montreal Protocol, The Kyoto Protocol, the Biodiversity Convention and the Framework Convention on Climate Change.
The European Commission pursues efforts to stimulate the Earth observation technological background through R&D programmes. Under the Fourth Framework Programme (1995-98) around 275 MECU were dedicated on Earth observation related research. The Commission's proposal for the Fifth Framework Programme of the European Communities for Research and Development Activities (1998-2002) includes research activities on the development of generic Earth observation technologies, notably satellite technologies for environmental monitoring and resources. RTD activities on Earth observation are also considered in the Communication on space applications and their market perspective.
Radio Astronomy
Radio-astronomy has been recognised as an activity in which the European Community has a general interest in participating. However, substantial investment in suitable infrastructures is required and large-scale installations are increasingly operated on a shared and global basis. Currently, Community activities are implemented through Action 4 of the Framework Programmes on RTD, in particular Research Networks and Access to Large-Scale Facilities. Both activities are foreseen to be continued under Framework Programme 5.
The involvement of the Community on an international level is organised through the participation at the OECD Megascience Forum (Working Group on Radio-astronomy). The financial contributions for the period of 1994-98 are estimated at 7.3 MECU. Besides co-ordination of R&D activities, radio-astronomers have identified a need to take action at a global level to tackle the rapidly increasing problem of radio interference which results from the heavy utilisation of radio spectrum and related phenomena, such as out-of-band emissions by satellites. Because of the extreme sensitivities required to carry out radio-astronomical experiments, such radio interference could inhibit most ground based (on Earth) observations in future.
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ALLEGATO II
POLITICA DELL'UE PER LO SPETTRO RADIO
L'allegato intende illustrare la base politica e giuridica e l'attuale procedura di partecipazione della Comunità nella politica di spettro radio nella: (1) pianificazione strategica dell'uso dello spettro radio; (2) disponibilità di spettro radio armonizzato per i servizi radio paneuropei e mondiali; (3) applicazione delle norme per la distribuzione e l'uso dello spettro radio; (4) commercializzazione ed delle apparecchiature radio; (5) quadro istituzionale per il coordinamento dello spettro radio.
1. Pianificazione strategica dell'uso dello spettro radio
Obiettivo principale: creare un contesto prevedibile per l'uso attuale e futuro dello spettro radio
Per creare un contesto che permetta la pianificazione a lungo termine e lo sviluppo di servizi e prodotti radio paneuroopei, in particolare nel settore delle telecomunicazioni, l'uso dello spettro radio deve essere pianificato strategicamente. Ove necessario debbono essere intraprese azioni a favore di quegli sviluppi tecnologici, di mercato o normativi che esigano un adattamento nella distribuzione di spettro radio tra i vari tipi di uso.
Base politica e giuridica
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Pianificazione strategica dell'uso dello spettro radio |
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Direttiva 87/372/CEE (GSM) |
Gli Stati membri preparano piani per l'occupazione completa delle bande di frequenza riservate al GSM, conformemente alla domanda di mercato.
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Direttiva 90/544/CEE (ERMES) |
Gli Stati membri preparano piani per l'occupazione completa delle bande di frequenza riservate all'ERMES, conformemente alla domanda di mercato.
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Risoluzione del Consiglio 90/C 166/02 |
Il CEPT sottopone agli organismi di regolamentazione o alla Comunità raccomandazioni di disposizioni a lungo termine per lo spettro radio.
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Risoluzione del Consiglio 95/C 188/02 |
Il CEPT elabora un'allocazione dello spettro di frequenza meglio equilibrata tra i vari usi.
Nel contesto dell'ERC vengono fornite le frequenze per comunicazioni mobili e personali conformemente agli standard europei.
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Direttiva della Commissione 96/2/CE |
Gli Stati membri pubblicano i piani di frequenza e le procedure per la loro assegnazione a servizi specifici.
Gli Stati membri pubblicano ogni anno, rendendoli disponibili a richiesta, e comunicano alla Commissione i piani di allocazione delle frequenze riservate ai servizi di comunicazioni mobili e personali, inclusi i piani delle loro future estensioni.
L'attuale allocazione di frequenza viene riesaminata a intervalli regolari; sono quindi necessarie informazioni dettagliate sullo stato di allocazione e uso dello spettro radio.
In caso di limitazione del numero di autorizzazioni per scarsità di spettro, gli Stati membri controllano se i progressi tecnologici rendono disponibile una maggiore quantità di spettro per ulteriori autorizzazioni.
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ANNEX II
EU POLICY ON RADIO SPECTRUM
The aim of this annex is to explain the political and legal base for, and present practice of Community involvement in radio spectrum policy in the following areas: (1) the strategic planning of the use of radio spectrum; (2) the making available of harmonised radio spectrum for pan-European and global radio services; (3) the application of the rules for the distribution and use of radio spectrum; (4) the marketing and use of radio equipment; (5) the institutional framework for the co-ordination of radio spectrum.
(1) the strategic planning of the use of radio spectrum
Main objective: creating a predictable environment for current and future use of radio spectrum
In order to create an environment for radio spectrum which allows for the longer-term planning and development of pan-European radio services and products, particularly in the telecommunications area, the use of radio spectrum should be strategically planned. Where necessary, action should be taken where technological, market, or regulatory developments require an adjustment in the distribution of radio spectrum among its various uses.
Political and legal base
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Strategic planning of the use of radio spectrum |
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Directive 87/372/EEC (GSM) |
Member States shall prepare plans for GSM to fully occupy the reserved frequency bands according to commercial demand
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Directive 90/544/EEC (ERMES) |
Member States shall prepare plans for ERMES to fully occupy the reserved frequency bands according to commercial demand
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Council Resolution 90/C 166/02 |
CEPT to recommend to regulatory authorities or to the Community long-term requirements for the radio spectrum
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Council Resolution 95/C 188/02 |
CEPT to achieve a better-balanced allocation of the frequency spectrum between its various uses
In the context of ERC, to provide for frequencies for mobile and personal communications complying with European standards
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Commission Directive 96/2/EC |
Member States shall publish the frequency plans and the procedures for the designation of frequencies for specific services
Member States shall publish every year, make available on request, and communicate to the Commission the allocation scheme of frequencies reserved for mobile and personal communications services, including the plan for future extension of such frequencies
Current frequency allocation shall be reviewed at regular intervals; detailed knowledge of the actual state of allocation and use of radio spectrum is also required
Where the number of licenses is limited due to spectrum scarcity, Member States will review whether advances in technology would allow spectrum to be made available for additional licenses
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Procedura attuale
In ambito comunitario la pianificazione strategica dell'uso dello spettro radio viene affrontata come segue:
Vengono controllate le esigenze comunitarie di pianificazione dell'uso dello spettro radio per le comunicazioni mobili e personali.
La comunicazione della Commissione sulla realizzazione e l'applicazione delle direttive sulle frequenze mobili ha constatato che solo un numero limitato di Stati membri ha fino a questo momento comunicato alla Commissione i piani di disponibilità dello spettro radio per le comunicazioni mobili e personali. I mercati e gli operatori richiedono tuttavia, in particolare nell'area delle comunicazioni mobili e satellitari (GSM, UMTS, S-PCS), chiarezza sulla futura disponibilità di spettro radio per tali applicazioni. Ciò è vero anche per le attività in settori diversi dalle telecomunicazioni: ad esempio le bande di frequenza comuni europee sono necessarie per appoggiare le politiche comunitarie dei settori trasporti, radioemissioni e R&S.
La Comunità europea contribuisce a mettere a punto una tabella europea di allocazione delle frequenze
La Comunità finanzia parzialmente le procedure del CEPT per le DSI (Detailed spectrum investigations - investigazioni dettagliate di spettro), che dovrebbero aiutare a mettere a punto una tabella europea armonizzata dell'allocazione e dell'utilizzazione delle frequenze (che il CEPT prevede di concludere entro il 2008). Sono stati messi inoltre a disposizione del CEPT gli studi esterni condotti per conto della Commissione sugli sviluppi del mercato dei servizi di radiocomunicazioni.
Nel pianificare il proprio spettro radio gli Stati membri non hanno l'obbligo di conformarsi alle disposizioni CEPT sulla tabella europea di allocazione delle frequenze
Non sono disponibili informazioni pubbliche che indichino in che misura la pianificazione nazionale degli Stati membri dell'uso dello spettro radio rispetti la versione preliminare della tabella europea del CEPT sull'assegnazione di frequenza, perché la sua applicazione è su base volontaria. Gli Stati membri mettono sempre più frequentemente a disposizione le tabelle di assegnazione nazionale delle frequenze, sul cui formato e presentazione sussistono però significative divergenze nazionali. Non sono disponibili informazioni sull'assegnazione dello spettro radio per la Comunità nel suo insieme.
Non vengono fatte raccomandazioni specifiche alla Comunità europea sulle esigenze a lungo termine per lo spettro radio
Fino ad oggi la Commissione non è stata mai informata sul riesame nazionale dell'attuale assegnazione di spettro radio, né sulle eventuali concessioni di ulteriori assegnazioni rese possibili dai progressi tecnologici. Fino ad ora il CEPT non ha formulato raccomandazioni alla Comunità disposizioni a lungo termine per lo spettro radio né ha fatto passi concreti per ottenere un'allocazione dello spettro radio più equilibrata tra i suoi vari usi.
2. Armonizzazione dell'allocazione dello spettro radio
Obiettivo principale: assicurare la disponibilità armonizzata di spettro radio per i servizi paneuropei
Definire le bande di frequenza a livello dell'Unione europea e internazionale è fondamentale per il libero movimento dei beni e delle persone e per la libera fornitura dei servizi. Il coordinamento dello spettro radio rientra quindi nell'area di competenza del mercato unico comunitario. L'armonizzazione dello spettro radio viene ottenuta con misure di allocazione delle frequenze, che identificano le bande di frequenza per la fornitura di servizi ben precisi e le condizioni tecniche di cui tener conto.
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Present practice
The strategic planning of the use of radio spectrum is dealt with in the Community context in the following ways:
Community requirements for the planning of the use of radio spectrum for mobile and personal communications are monitored
The Commission Communication on the implementation and functioning of the mobile frequency Directives has found that only a limited number of Member States have so far notified the Commission about their plans as regards radio spectrum availability for mobile and personal communications. However, in particular in the area of mobile and satellite communications (GSM, UMTS, S-PCS), market players seek clarity as regards future availability of radio spectrum for such applications. This is also true for activities other than telecommunications. For example, common European frequency bands are needed to in support of Community policies on transport, broadcasting, and R&D.
The European Community contributes to the establishment of an European table of frequency allocation
The Community partly funds the CEPT process of detailed spectrum investigations (DSI), which should contribute to the establishment of a harmonised European table of frequency allocation and utilisation (planned to be finalised by CEPT by the year 2008). In addition, external studies carried out on behalf of the Commission on market developments of radiocommunications services have been made available to CEPT.
Member States are not obliged in their planning of radio spectrum to comply with the provisional European table of frequency allocation of CEPT
No information is publicly available as regards the extent to which Member States' national planning of the use of radio spectrum complies with the preliminary version of CEPT's European table of frequency allocation since its implementation occurs on a voluntary basis. Member States increasingly make available national frequency allocation tables. However, significant national divergences exist as regards the format and presentation of such tables. Information as regards the situation of radio spectrum allocation for the Community as a whole is not available.
No specific recommendations are made to the European Community as regards long-term requirements for the radio spectrum
The Commission has so far neither been informed about any national reviews of current radio spectrum allocation, nor whether advances in technology would allow for additional licenses to be made available. CEPT has so far not recommended to the Community long-term requirements for the radio spectrum, nor has it taken concrete steps to achieve a better-balanced allocation of the radio spectrum between its various uses.
2. Harmonisation of radio spectrum allocation
Main objective : securing the harmonised availability of radio spectrum for pan-European services
The establishment of EU and international-wide frequency bands is critical to the free movement of goods, persons and to the free provision of services. The co-ordination of radio spectrum therefore falls within the core area of EC internal market competence. Radio spectrum harmonisation is achieved by means of frequency allocation measures, i.e. measures which identify frequency bands for the provision of defined services as well as the technical conditions to be taken into account.
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Base politica e giuridica
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Armonizzazione dell'allocazione di spettro radio |
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Direttiva 87/372/CEE (GSM) |
Gli Stati membri riservano le bande specifiche di frequenza destinate al GSM..
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Direttiva 90/544/CEE (ERMES) |
Gli Stati membri riservano le bande specifiche di frequenza destinate all'ERMES.
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Direttiva 91/287/CEE (DECT) |
Gli Stati membri riservano le bande specifiche di frequenza destinate al DECT.
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Risoluzione del Consiglio
90/C 166/02 |
Il CEPT sottopone agli organismi di regolamentazione o alla Comunità raccomandazioni sulle frequenze idonee ai servizi paneuropei.
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Risoluzione del Consiglio
92/C 318/01 |
Gli Stati membri partecipano all'elaborazione delle decisioni dell'ERC.
Gli Stati membri s'impegnano ad applicare le decisioni dell'ERC sul TFTS e sulla RTT, conformemente alle procedure dell'ERC.
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Decisione del PE e del Consiglio S-PCS |
Il CEPT viene invitato ad armonizzare le frequenze e le condizioni di autorizzazione per l'S-PCS
Qualora il lavoro del CEPT o l'applicazione da parte degli Stati membri non sia soddisfacente, a livello comunitario vengono intraprese ulteriori azioni.
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Proposta di decisione del PE e del Consiglio sull'UMTS |
Il CEP viene invitato ad armonizzare le frequenze e le condizioni di autorizzazione per l'UMTS.
Qualora il lavoro del CEPT o l'applicazione da parte degli Stati membri non sia soddisfacente vengono intraprese ulteriori azioni a livello comunitario .
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Political and legal base
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Harmonisation of radio spectrum allocation |
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Directive 87/372/EEC (GSM) |
Member States shall reserve specific frequency bands for GSM
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Directive 90/544/EEC (ERMES) |
Member States shall reserve specific frequency bands for ERMES
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Directive 91/287/EEC (DECT) |
Member States shall reserve specific frequency bands for DECT
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Council Resolution 90/C 166/02 |
CEPT to recommend to regulatory authorities or to the Community suitable frequencies for pan-European services
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Council Resolution 92/C 318/01 |
Member States should participate in the development of ERC decisions
Member States should commit themselves to implementing the ERC decisions on TFTS and RTT, according to ERC procedures
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EP and Council Decision on S-PCS |
CEPT is tasked to harmonise frequencies and authorisation conditions for S-PCS
In case work by CEPT or the implementation by Member States is not satisfactory, further action at Community level shall be taken
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Proposal for an EP and Council Decision on UMTS |
CEPT is tasked to harmonise frequencies and authorisation conditions for UMTS
In case work by CEPT or the implementation by Member States is not satisfactory, further action at Community level shall be taken
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Procedura attuale
A livello operativo la disponibilità nella Comunità europea di bande di frequenza armonizzate viene garantita in uno dei seguenti modi:
La Comunità europea adotta misure legislative specifiche che richiedono agli Stati membri di rendere disponibili le bande di frequenza armonizzate
L'approccio è stato usato in passato per il GSM, l'ERMES, e il DECT. Qualora gli Stati membri non applichino le misure possono essere adottate appropriate azioni a livello comunitario.
La Comunità adotta misure legislative per introdurre in modo armonizzato sistemi e incarica il CEPT di armonizzare le necessarie bande di frequenza
Il nuovo metodo - attualmente utilizzato per l'S-PCS e l'UMTS - permette l'adozione di azioni comunitarie quando gli Stati membri non rispettano le misure decise.
La Comunità finanzia parzialmente il CEPT affinché conduca i necessari studi tecnici per l'armonizzazione dell'allocazione dello spettro radio
Grazie al Memorandum d'intesa e all'accordo quadro con il CEPT ERC/ERO, la Commissione può chiedere all'ERC/ERO studi tecnici per l'allocazione armonizzata dello spettro radio. In base a tale approccio i membri del CEPT, inclusi gli Stati membri, sono tuttavia liberi di decidere individualmente se approvare o meno i lavori dall'ERC/ERO (ad esempio adottando le misure di armonizzazione dello spettro radio) e se applicare o meno le misure adottate dal CEPT.
Il CEPT decide di propria iniziativa se adottare, sviluppare ed applicare le misure di armonizzazione
In tutti gli altri casi il CEPT stesso prende l'iniziativa di armonizzare lo spettro radio. Le raccomandazioni del CEPT sono sempre proposte ai suoi 43 Stati membri e non alla Comunità in modo particolare. Se il CEPT sviluppa misure non formalmente richieste dalla Comunità, l'adozione e l'applicazione da parte degli Stati membri è fatta su base volontaria. Anche quando il finanziamento comunitario è stato usato per identificare la disponibilità dello spettro radio e la portata dell'armonizzazione per i servizi paneuropei non esiste un meccanismo formale o giuridico che garantisca l'adozione delle appropriate misure da parte del CEPT o la loro applicazione da parte degli Stati membri.
3. Assegnazione e autorizzazione di spettro radio
Obiettivo principale: applicare le norme in base alle quali gli utilizzatori ottengono, e gli organismi di regolamentazione assegnano, lo spettro radio
L'assegnazione delle frequenze è la procedura con cui le amministrazioni autorizzano i singoli utilizzatori a usare stazioni radio o a fornire servizi radio all'interno di bande di frequenza ben identificate. L'assegnazione dello spettro radio a utilizzatori individuali e la concessione di autorizzazioni a operatori di radiocomunicazioni sono regolate da principi della Comunità europea (incluse le norme di concorrenza) che mirano a creare un piano operativo comune per tutti gli utilizzatori dello spettro radio basato su norme aperte, obiettive, non discriminatorie, trasparenti e in grado di favorire l'innovazione tecnologica e la concorrenza.
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Present practice
At operational level, the availability in the European Community of harmonised frequency bands is ensured in one of the following ways:
The European Community adopts specific legal measures which require harmonised frequency bands to be made available by the Member States
This approach has been used in the past in case of GSM, ERMES, and DECT. Where Member States do not implement these measures, appropriate action at Community level can be taken.
The Community adopts legal measures for the harmonised introduction of systems and refers to CEPT for the harmonisation of required frequency bands
This new methodology is being used for S-PCS and UMTS and allows for Community action to be taken where Member States do not comply with the measures taken.
The Community partly funds CEPT to carry out the technical work necessary for the harmonisation of radio spectrum allocation
By means of the MoU and framework agreement with CEPT ERC/ERO, the Commission may entrust technical work to ERC/ERO with the aim of harmonising radio spectrum allocation. However, under this approach, the members of CEPT, including the Member States, decide whether to follow-up on the work carried out by ERC/ERO, i.e. by adopting radio spectrum harmonisation measures. Furthermore, individual CEPT members decide individually whether or not to implement the measures adopted by CEPT.
CEPT decides on its own initiative whether to develop, adopt, and implement harmonisation measures
For all other cases than described above, CEPT itself takes the initiative to achieve radio spectrum harmonisation. CEPT recommendations are always proposed to its 43 member countries, not to the Community specifically. Where CEPT develops measures not formally requested by the Community, adoption and implementation by Member States occurs on a voluntary basis. Even where Community funding is used to identify radio spectrum availability and the scope for harmonisation for pan-European services, no formal or legal mechanism exist to ensure adoption of appropriate measures by CEPT or their implementation by the Member States.
3. Radio spectrum assignment and licensing
Main objective: application of the rules according to which users obtain and regulatory authorities assign radio spectrum
Frequency assignment is the process where administrations authorise individual users to use radio stations or to provide radio services within identified frequency bands. The assignment of radio spectrum to individual users and the licensing of radiocommunications operators are governed by European Community legal principles, including competition law. They aim to establish a regulatory level playing field for all users of radio spectrum which is based on open, objective, non-discriminatory, and transparent grounds and which supports technological innovation and competition.
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Base giuridica
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Armonizzazione dell'allocazione di spettro radio |
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Direttiva quadro sull'ONP |
Le condizioni di accesso e di utilizzazione delle frequenze devono essere obiettive, non discriminatorie, trasparenti e proporzionate all'obiettivo previsto.
Gli Stati membri possono limitare l'accesso alle frequenze per garantire l'uso effettivo delle frequenze ed evitare interferenze dannose .
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Direttiva della Commissione 96/2/CE |
Il numero di autorizzazioni per i sistemi di comunicazione mobile e personale può essere limitato solo quando le frequenze radio sono scarse e solo per garantire il rispetto delle esigenze essenziali (sicurezza delle operazioni di rete, mantenimento dell'integrità della rete, interoperabilità dei servizi, protezione dei dati, protezione dell'ambiente, pianificazione locale o regionale).
Non appena disponibili nuove frequenze, gli Stati membri concedono autorizzazioni e frequenze con procedure aperte, trasparenti e non discriminatorie.
È necessario garantire l'uso efficiente dello spettro radio e una reale concorrenza.
Gli Stati membri non devono limitare il combinarsi di tecnologie o sistemi mobili, in particolare quando sono disponibili apparecchiature multistandard; se necessario adottano le misure per garantire l'effettiva concorrenza tra gli operatori.
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Direttiva sulle autorizzazioni |
L'accesso alle frequenze dev'essere rispettando strettamente le procedure e i tempi previsti.
Le autorizzazioni di frequenza possono essere indipendenti dalle autorizzazioni di servizio.
Il numero di autorizzazioni può essere limitato solo per garantire l'uso efficiente delle frequenze radio e massimizzare i benefici degli utilizzatori, per sviluppare la concorrenza, per riesaminare e rendere pubbliche le decisioni di limitazione, per invitare a chiedere domande di autorizzazione.
Le condizioni delle licenze individuali debbono essere pubblicate e assegnate con procedure aperte, non discriminatorie, trasparenti e in tempi ragionevoli.
All'atto della concessione delle licenze individuali possono essere imposti oneri non discriminatori, che non debbono però influire negativamente sullo sviluppo dei servizi e della concorrenza.
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Legal base
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Radio spectrum assignment and licensing |
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ONP Framework Directive |
Conditions regarding access to and usage of frequencies should be objective, non-discriminatory, transparent, and proportionate to the objective sought
In order to ensure effective use of frequencies and to avoid harmful interference, Member States may restrict access to frequencies
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Commission Directive 96/2/EC |
Limiting the number of licenses for mobile and personal communications systems only allowed where radio frequencies are scarce and to ensure fulfilment of essential requirements (i.e. security of network operation, maintenance of network integrity, interoperability of services, data protection, protection of the environment, town and country planning)
As soon as frequencies become available, Member States shall award licenses and available frequencies shall be assigned in an open, transparent, and non-discriminatory manner
Efficient use of radio spectrum and effective competition to be ensured
Member States shall not restrict the combination of mobile technologies or systems, in particular where multi-standard equipment is available, and adopt, where required, measures to ensure effective competition among competitors
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Licensing Directive |
Access to frequencies to be secured pursuant to strictly defined procedures and deadlines
Frequency licenses can be separated from service authorisations
The number of licenses may be limited only to ensure the efficient use of radio frequencies and maximise user benefits, develop competition, publish and review the limitation decision, invite license applications
Individual license conditions shall be published and granted through open, non-discriminatory and transparent procedures within reasonable time limits
Non-discriminatory charges may be imposed in the granting of individual licenses but this may not negatively affect the development of services and competition
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Procedura attuale
L'assegnazione e l'autorizzazione di spettro radio nella Commissione europea si svolgono nel modo seguente:
Le autorizzazioni ai singoli operatori vengono concesse a livello di Stato membro ma subordinatamente ai principi vigenti nella Comunità europea, in particolare alle norme di concorrenza e alle modalità definite nella direttiva sulle autorizzazioni
Gli Stati membri possono scegliere tra il ricorso a licenze individuali o l'uso di autorizzazioni generali, ma nel settore dei sistemi di comunicazione radio e servizi collegati scelgono in linea di massima le licenze individuali. Le condizioni di concessione delle licenze e i metodi di assegnazione possono variare da uno Stato membro all'altro. Ciò è vero sia per le procedure di assegnazione che per le condizioni di autorizzazione imposte ai richiedenti. Le stesse differenze si notano nei sistemi paneuropei o globali.
Nella maggior parte dei casi la licenza di fornitura di un servizio è concessa insieme all'autorizzazione per l'uso dello spettro radio
La separazione tra licenza di servizio ed autorizzazione di spettro radio non è pratica comune, anche se giuridicamente consentita dalla direttiva sulle autorizzazioni.
Se disponibile, lo spettro radio deve essere assegnato su semplice richiesta
Ciò significa che qualora le misure di allocazione dello spettro radio siano state adottate ed applicate gli Stati membri debbono trattare in modo positivo e tempestivo le domande di uso dello spettro radio.
L'uso dello spettro radio da parte di utilizzatori individuali deve agevolare lo sviluppo della concorrenza e massimizzare i benefici degli utilizzatori
Subordinatamente al contesto nazionale specifico e in alle esigenze di mercato e sociali i meccanismi di assegnazione dello spettro radio debbono permettere un uso più efficiente dello spettro radio, favorendo la fornitura concorrenziale dei servizi e massimizzando così i benefici degli utilizzatori.
4. Apparecchiature radio e standard
Obiettivo principale: applicare le norme in base alle quali le apparecchiature radio possono essere commercializzate e utilizzate
Le bande comuni di frequenza sono necessarie per permettere l'uso delle apparecchiature radio in differenti paesi, minimizzare i problemi di coordinamento alle frontiere e agevolare una produzione su larga scala delle apparecchiature, necessaria per rendere concorrenziale l'industria europea sui mercati mondiali. Per quanto riguarda gli standard, la politica comunitaria tende a permettere un accesso non discriminatorio e tecnologicamente neutro allo spettro radio, garantendo al tempo stesso l'interoperabilità e la fornitura paneuropea di servizi.
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Present practice
Radio spectrum assignment and licensing in the European Community takes place as follows:
The licensing of individual operators is done at Member State level but subject to European Community legal principles, notably the competition rules and the modalities established by the Licensing Directive
Member States in principle have the choice to use individual licences or to accept general authorisations, but normally impose an individual licence for radio communication systems and related services. Licensing conditions and assignment methods may vary from Member State to Member State. This applies to the assignment procedures as well as to the licensing conditions imposed on applicants. Pan-European or global systems are equally subject to such differences.
In most cases, a licence to provide a service is coupled to the authorisation to use radio spectrum
Although legally possible according to the Licensing Directive, the separation of service licenses and spectrum usage authorisation is not a common practice.
Where radio spectrum is available, it has to be assigned upon request
This means that, where radio spectrum allocation measures have been adopted and implemented, Member States should deal with requests for radio spectrum use in a responsive and timely manner.
The assignment and use of radio spectrum should facilitate the development of competition and maximise the benefits for users
Within the specific national context and in view of market and societal needs, radio spectrum assignment mechanisms should lead to the most efficient use of the radio spectrum through the competitive provision of services so as to maximise the benefits for users.
4. Radio equipment and standards
Main objective : application of the rules according to which radio equipment can be marketed and used
Common frequency bands are required in order to permit the use of radio equipment in different countries, to minimise co-ordination problems at frontiers and to facilitate the large production runs for equipment necessary to make European industry competitive at world markets. Community policy with respect to standards is aimed at allowing non-discriminatory and technology-neutral access to radio spectrum while ensuring interoperability and pan-European provision of services.
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Base politica e giuridica
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Apparecchiature radio e standard |
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Risoluzione del Consiglio 90/C166/02 |
Le bande comuni di frequenza sono necessarie per permettere l'uso delle apparecchiature radio in differenti paesi, minimizzare i problemi di coordinamento alle frontiere ed agevolare una produzione su larga scala per le apparecchiature, necessaria per rendere concorrenziale l'industria europea sui mercati mondiali.
Il CEPT agisce in stretta collaborazione con l'ETSI per garantire i collegamenti indispensabili tra pianificazione delle frequenze e standard.
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Proposta di direttiva del PE e del Consiglio sulle apparecchiature terminali radio e telecomunicazioni (RTTE) |
Le apparecchiature radio possono circolare liberamente nella Comunità europea.
È necessario introdurre un quadro di riferimento generale per le autorizzazioni all'uso delle apparecchiature radio.
Abolizione di un controllo a priori di accesso al mercato (certificazione dei terzi) e periodo di quattro settimane dal momento della notifica prima della commercializzazione delle apparecchiature che usano frequenze non armonizzate.
Gli Stati membri debbono pianificare l'uso dello spettro radio in modo trasparente.
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Political and legal base
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Radio equipment and standards |
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Council Resolution 90/C 166/02 |
Common frequency bands are required in order to permit the use of equipment in different countries, to minimise co-ordination problems at frontiers and to facilitate the large production runs for equipment necessary to make European industry competitive on the world market
CEPT to interact closely with ETSI in order to ensure the vital link between frequency planning and standards
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Proposal for an EP and Council Directive on radio and telecommunications terminal equipment (RTTE) |
Radio equipment can move freely in the European Community
The introduction of a general framework for the authorisation of use of radio equipment
The abolition of a priori market access controls (3rd party certification); 4 week advance notification period before putting on the market of equipment using non-harmonised frequencies
Member States are required to plan the use of radio spectrum in a transparent manner
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Procedura attuale
Il rapporto tra armonizzazione di spettro radio e standard viene gestito nel modo seguente:
Nel contesto dell'ETSI vengono elaborati gli standard comuni europei per le telecomunicazioni
L'elaborazione di standard comuni europei per le telecomunicazioni viene fatta nell'ETSI (European Telecommunications Standards Institute). Ove necessario, ad esempio quando una norma comunitaria richiede una base tecnica comune, la Comunità europea può aiutare l'ETSI a sviluppare tali standard e chiedere al CEPT d'identificare e armonizzare lo spettro radio necessario.
Il CEPT e l'ETSI hanno sottoscritto accordi di lavoro
Per quanto riguarda il rapporto tra spettro radio e standard, il coordinamento tra CEPT/ERC ed ETSI viene regolato da un Memorandum d'intesa. I rappresentanti dell'ETSI e del CEPT partecipano reciprocamente ai rispettivi programmi di lavoro.
Il libero movimento e la messa in servizio delle apparecchiature radio è gestita a livello comunitario nel modo seguente:
Le legislazione comunitaria regolerà la libera circolazione e l'uso delle apparecchiature radio
Le apparecchiature radio sono trattate nella proposta di direttiva RTTE, che abolirà le barriere normative alla libera circolazione e all'uso delle apparecchiature e fornirà al tempo stesso salvaguardie per gli Stati membri che potranno proteggere lo spettro radio. La direttiva abolirà i controlli a priori di accesso al mercato affidandosi al senso di responsabilità e all'impegno dei fabbricanti e dei fornitori, mentre gli Stati membri avranno una maggiore responsabilità nella sorveglianza. In base al nuovo regime verrà abolita la pubblicazione di standard obbligatori o specifiche nazionali, comuni nel regime che sostituisce.
5. Quadro di riferimento istituzionale per il coordinamento delle frequenze
Obiettivo principale: garantire che il quadro di riferimento per il coordinamento dello spettro radio sia conforme agli interessi comunitari e agli obblighi internazionali
Il principio base che governa l'azione comunitaria nel settore è di dare un'attenzione particolare alla possibilità di raggiungere, in certi casi, gli obiettivi definiti nel trattato con accordi internazionali piuttosto che con il ricorso a strumenti interni. In altre parole, quando sia stata approvata un'opportuna ed efficace azione a livello internazionale la Comunità si astiene dall'adottare misure comunitarie specifiche. Dopo l'adozione nei primi anni '90 di varie risoluzioni e conclusioni del Consiglio, la Comunità europea intende fare in modo che il coordinamento degli Stati membri nell'uso dello spettro radio in seno al CEPT (European Conference of Postal and Telecommunications administrations) e al (World Radiocommunications Conferences) dell'UIT (International Telecommunication Union) salvaguardi gl'interessi comunitari.
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Present practice
The relation between radio spectrum harmonisation and standards is governed in the following ways:
Common European standards for telecommunications are elaborated in the context of ETSI
The elaboration of common European telecommunications standards is achieved in ETSI (European Telecommunications Standards Institute). Where required, e.g. when a Community regulation requires a common technical basis, the European Community may support ETSI to develop such standards and may request CEPT to identify and harmonise the necessary radio spectrum.
CEPT and ETSI have established working arrangements
As regards the relationship of radio spectrum with standards, a memorandum of understanding governs the co-ordination between CEPT/ERC and ETSI. ETSI and CEPT representatives are mutually involved in the respective work programmes.
The free movement and putting into service of radio equipment is governed at Community level in the following way:
Community legislation will govern the free movement and use of radio equipment
Radio equipment is covered by the proposed RTTE Directive which will remove regulatory barriers to the free movement and use of equipment, whilst providing safeguards for Member States to protect the radio spectrum. The Directive will abolish a priori market access controls and rely on the responsibility and liability of manufacturers and suppliers, whilst Member States will have an increased responsibility for surveillance. Under the new regime, the rendering of mandatory standards or national specifications, common in the regimes it replaces, will be abolished.
5. The institutional framework for frequency co-ordination
Main objective: ensuring that the framework for the co-ordination of radio spectrum complies with Community interests and international obligations
The main principle governing Community action in this area has been to pay particular attention to the possibility in certain cases of achieving the objectives set out in the Treaty through international agreements, rather than via internal instruments. In other words, when appropriate and effective action is already taken at international level, the Community may abstain from adopting specific Community measures. Following the adoption in the early 1990s of a number of Council Resolutions and Council Conclusions, the European Community seeks to ensure that the Member State co-ordination of the use of radio spectrum in the European Conference of Postal and Telecommunications administrations (CEPT) and in the World Radiocommunications Conferences (WRC) of the International Telecommunication Union (ITU) comply with Community interests.
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Base politica
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Quadro di riferimento per il coordinamento delle frequenze in Europa |
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Risoluzione del Consiglio 90/C 166/02 |
La Commissione e gli Stati membri appoggiano il quadro di riferimento del CEPT, inclusa la creazione dell'ERO (European Radiocommunications Office - Ufficio europeo delle radiocomunicazioni)
Il CEPT tiene conto dei punti di vista degli esperti nazionali di frequenze, degli organismi di telecomunicazioni, di altri fornitori di servizi, dell'industria e degli utilizzatori.
Il CEPT sottopone agli organismi di regolamentazione o alla Comunità raccomandazioni sulle frequenze atte ai servizi paneuropei.
Il CEPT sottopone agli organismi di regolamentazione o alla Comunità raccomandazioni sulle esigenze a lungo termine per lo spettro di frequenza.
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Risoluzione del Consiglio 92/C 318/01 |
La Commissione accetta il meccanismo decisionale dell'ERC (European Radiocommunications Committee) come metodo principale per garantire la fornitura delle necessarie frequenze ai nuovi servizi radio europei.
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Conclusioni del Consiglio del 7 dicembre 1993 |
Conferma della risoluzione del Consiglio 92/C 318/01
Applicazione del meccanismo decisionale dell'ERC,
La Commissione sottoscrive un Memorandum d'intesa ed un accordo quadro con l'ERC/ERO
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Political base
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Framework for radio spectrum co-ordination in Europe |
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Council Resolution 90/C 166/02 |
Commission and Member States should support the CEPT framework, including the setting up of ERO (European Radiocommunications Office)
CEPT should take account of the opinions of national frequency experts, telecommunications organisations, and other service providers, industry, and users
CEPT to recommend to regulatory authorities or to the Community suitable frequencies for pan-European services
CEPT to recommend to regulatory authorities or to the Community long-term requirements for the frequency spectrum
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Council Resolution 92/C 318/01 |
Commission to give full consideration to the mechanism of ERC (European Radiocommunications Committee) decisions as the primary method of ensuring the provision of the necessary frequencies for new Europe-wide radio services
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Council Conclusions of 7 December 1993 |
Confirmation of Council Resolution 92/C 318/01
ERC decision mechanism should be implemented, and
Commission shall sign a memorandum of understanding and a framework agreement with ERC/ERO to this end
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Coordinamento europeo per l'UIT/WRC |
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Risoluzione 90/C 166/02 |
Il CEPT sviluppa posizioni comuni europee per l'UIT/WRC
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Conclusioni del Consiglio del 3 febbraio 1992 |
Il coordinamento comunitario nella WRC sarà necessario solo se il coordinamento del CEPT non permette l'accordo necessario per difendere gli interessi della Comunità e degli Stati membri.
La Comunità può assumere da sola impegni esterni nella WRC qualora siano in gioco le direttive sulle frequenze (GSM, DECT, ERMES).
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Conclusioni del Consiglio del 22 settembre 1997 |
Conferma delle conclusioni del Consiglio del 3 febbraio 1992
La Commissione collabora strettamente con il CEPT/CPG anche per quanto riguarda i contatti bilaterali con paesi terzi e gli organismi regionali di telecomunicazioni.
La Commissione crea un meccanismo di consultazione con l'industria.
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European co-ordination towards ITU/WRC |
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Resolution 90/C 166/02 |
CEPT to develop common European positions for ITU/WRC
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Council Conclusions of 3 February 1992 |
Community co-ordination at WRC will take place only if CEPT co-ordination does not arrive at the agreements necessary in order to uphold the interests of the Community and the Member States
The Community alone is able to enter into external commitments at WRC as far as the frequency Directives (GSM, DECT, ERMES) are concerned
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Council Conclusions of 22 September 1997 |
Confirmation of the Council Conclusions of 3 February 1992
Commission to participate closely in and with CEPT/CPG, including as regards bilateral contacts with third countries and regional telecommunications organisations
Commission to set up industry consultation mechanism
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Procedura attuale
Per quanto riguarda il quadro di riferimento paneuropeo, la Commissione europea intende garantire la conformità delle posizioni degli Stati membri nel CEPT e nell'UIT/WRC con gli obblighi giuridici e le politiche concordate nel modo seguente:
Le posizioni degli Stati membri nel CEPT e nell'UIT/WRC sono subordinate agli obiettivi specifici politici e giuridici da conseguire nell'ambito della Comunità europea
La procedura viene adottata per le comunicazioni mobili e satellitari (GSM, DECT, ERMES, S-PCS e UMTS). Qualora il lavoro del CEPT o l'applicazione delle misure di armonizzazione da parte degli Stati membri non siano soddisfacente, possono essere adottate appropriate azioni a livello comunitario.
In assenza di obiettivi specifici comunitari la Commissione europea valuta sulla base d'informazioni tecniche disponibili in seno al CEPT e all'UIT/WRC se gli interessi politici ed economici della Comunità sono salvaguardati
La Commissione ha un ruolo di consulente nel CEPT e rappresenta la Comunità come osservatore nell'UIT/WRC. Gli organismi si occupano dell'armonizzazione dello spettro radio sulla base d'informazioni tecniche; in questo processo la posizione degli Stati membri non è subordinata ad alcuna forma di coordinamento comunitario e il CEPT e gli Stati membri hanno l'ultima parola per appoggiare o meno l'adozione e l'applicazione delle misure di armonizzazione dello spettro radio. La posizione degli Stati membri non è in genere subordinata ad alcuna forma di coordinamento comunitario.
La Comunità contribuisce a elaborare in seno al CEPT le misure di armonizzazione dello spettro radio e le posizioni europee per l'UIT/WRC
Con il memorandum d'intesa e l'accordo quadro con l'ERC/ERO la Comunità può contribuire finanziariamente allo sviluppo di appropriate misure e posizioni, anche se non ha i mezzi giuridici per imporne l'adozione e l'applicazione. La posizione degli Stati membri non è in linea di massima subordinata ad alcuna forma di coordinamento comunitario
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Present practice
With regard to the European co-ordination framework, the European Community seeks to ensure compliance of the positions of the Member States in CEPT and ITU/WRC with legal obligations and agreed policies in the following ways:
The positions of the Member States in CEPT and ITU/WRC are subject to specific political and legal objectives to be achieved in the European Community
This procedure is followed in the case of mobile and satellite communications (i.e. GSM, DECT, ERMES, S-PCS and UMTS). Where the work of CEPT or the implementation of harmonisation measures by Member States is not satisfactory, appropriate action at Community level can be taken.
In the absence of specific Community objectives to be achieved, the European Commission assesses on the basis of technical information available in CEPT and ITU/WRC whether the political and economic interests of the Community are safeguarded
The Commission is counsellor to CEPT and represents the Community as observer in ITU/WRC. These bodies address the need for the harmonisation of radio spectrum on the basis of technical information. In this process, the Member States' positions are not subject to any form of Community co-ordination and CEPT and Member States have the final say over whether or not to support the adoption and implementation of radio spectrum harmonisation measures. The Member States' positions are generally not subject to any form of Community co-ordination in this process.
The Community contributes to the development by CEPT of radio spectrum harmonisation measures or of European positions for ITU/WRC
Through the memorandum of understanding and framework agreement with ERC/ERO, the Community can financially contribute to the development of appropriate measures and positions although it does not have the legal means to enforce decisions to be taken or to be implemented. The Member States' positions are generally not subject to any form of Community co-ordination in this process.
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ALLEGATO III
LISTA DELLE ABBREVIAZIONI
ACTS Advance Communications Technology Systems (tecnologie e servizi di comunicazione avanzate)
CE Commissionev europea
CEPT European Conference of Postal and Telecommunications Administrations (Conferenza europea delle amministrazioni delle poste e delle telecomunicazioni)
CPG Gruppo preparatorio della conferenza (del CEPT)
DECT Digital European Cordless Telecommunications (sistema digitale europeo di telecomunicazione senza filo)
DSI Detailed Spectrum Investigation
DVB Digital Video Broadcasting
ECP European Common Proposals (del CEPT)
ECTRA European Committee for Telecommunications Regulatory Affairs (Comitato europeo per le questioni regolamentari in materia di telecomunicazioni) (del CEPT)
EO Earth Observation (osservazione della terra)
ERC European Radiocommunications Committee (Comitato europeo per le radiocomunicazioni( del CEPT)
ERMES European Radio Messaging System (sistema europeo di radioavviso)
ERO European Radiocommunications Office (Ufficio europeo delle radiocomunicazioni) (del CEPT)
ESA European Space Agency (Agenzia europeo per lo spazio)
ETSI European Telecommunications Standards Institute (Istituto europeo per le norme di telecomunicazione)
EUMETSAT European Meteorological Satellite (Organizzazione europea per l'esercizio di satelliti meteorologici)
GATS General Agreement on Trade in Services (Accordo generale sugli scambi di servizi) (dell'OMC)
GLONASS Global Orbiting Navigation Satellite System (Sistema globale di navigazione via satellite della federazione russa)
GNSS Global Navigation Satellite Systems (Sistema globale di navigazione via satellite)
GMPCS MoU Global Mobile Personal Communications Services Memorandum of Understanding
GSM Global System for Mobile communications
ICAO International Civil Aviation Organisation (Organizzazione dell'Aviazione Civile Internazionale)
IMT International Mobile Telecommunications (Telecomunicazioni mobili internazionali)
IMO International Maritime Organisation (Organizzazione marittima internazionale)
IT Information Technology
ITU International Telecommunications Union (Unione internazionale per le telecomunicazioni)
ITU RR Norme radio dell'UIT
MSS Mobile Satellite Services (Servizi mobili satellitari)
OMC Organizzazione mondiale del commercio
ONP Open Network Provision (Fornitura di una rete aperta)
RACE Research and technology development in advanced communications in Europe (Programma di ricerca e sviluppo sulle tecnologie di telecomunicazioni avanzate per l'Europa)
RST Ricerca e sviluppo tecnologico
RTTE Radio and Telecommunications Terminal Equipment (Direttiva sulle apparecchiature terminali radio e di telecomunicazione)
SEE Spazio economico europeo
S-PCS Satellite Personal Communications Services (Servizi di comunicazioni personali via satellite)
TENs Trans European Networks (Reti transeuropee)
UE Unione europea
UER Unione Europea di Radiodiffusione
WLL Wireless Local Loop (Anello locale senza filo)
WRC World Radiocommunications Conference (Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni)
UMTS Universal Mobile Telecommunications System Sisteùa mobile universale di telecomunicazione)
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ANNEX III
LIST OF ABBREVIATIONS
ACTS Advance Communications Technology Systems
CEPT European Conference of Postal and Telecommunications Administrations
CPG Conference Preparatory Group of the CEPT
DECT Digital European Cordless Telecommunications
DSI Detailed Spectrum Investigation
DVB Digital Video Broadcasting
EBU European Broadcasting Union
ECP European Common Proposals (of CEPT)
ECTRA European Committee for Telecommunications Regulatory Affairs (a CEPT committee)
EEA European Economic Area
EO Earth Observation
ERC European Radiocommunications Committee (a CEPT committee)
ERMES European Radio Messaging System
ERO European Radiocommunications Office (of CEPT)
ESA European Space Agency
ETSI European Telecommunications Standards Institute
EC European Commission
EU European Union
EUMETSAT European Meteorological Satellite
GATS General Agreement on Trade in Services (of WTO)
GLONASS Global Orbiting Navigation Satellite System (of the Russian Federation)
GNSS Global Navigation Satellite System
GMPCS MoU Global Mobile Personal Communications Services Memorandum of Understanding (of ITU)
GSM Global System for Mobile communications
ICAO International Civil Aviation Organisation
IMT International Mobile Telecommunications
IMO International Maritime Organisation
IT Information Technology
ITU International Telecommunication Union
ITU RR Radio Regulations of the ITU
MSS Mobile Satellite Services
ONP Open Network Provision
RACE Research and technology development in advanced communications in Europe
RTD Research and Technological Development
RTTE Radio and Telecommunications Terminal Equipment (Directive)
S-PCS Satellite Personal Communications Services
TENs Trans European networks
WLL Wireless Local Loop
WRC World Radiocommunications Conference (of ITU)
WTO World Trade Organisation
UMTS Universal Mobile Telecommunications System
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